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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘scolastici’

Via il tetto allo sconto sui libri scolastici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

“Vorrei che la nuova legge sul libro fosse approvata entro la fine della legislatura per dare sostegno all’editoria” ha dichiarato oggi il ministro della Cultura, Dario Franceschini.”Basta che si abroghi l’articolo 8 della precedente vergognosa legge, la n. 15 del 13/2/2020, che ha posto un tetto allo sconto praticabile sui libri, come se dovessero essere le famiglie a finanziare l’editoria attraverso prezzi più alti e non invece lo Stato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Nel caso poi dei libri scolastici, dove lo sconto non può superare il 15%, si è toccato il fondo. Per tutelare qualche libreria le famiglie sono state costrette a pagare i libri il 10% in più, visto che lo sconto delle piattaforme digitali e della maggior parte dei supermercati nel 2019 arrivava al 25%. Insomma, invece di rendere effettivo il diritto allo studio previsto dall’art. 34 della Costituzione, invece di ridurre la stangata che le famiglie pagano ogni anno per mandare i figli a scuola, ci si è preoccupati di salvaguardare gli interessi di pochi. Intollerabile ed immorale!” conclude Dona.

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Abbandoni scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

“Complessivamente – sintetizza Tuttoscuola – nelle tre tipologie di abbandono (e nel passaggio di ciclo) la scuola secondaria di I grado ha registrato 18.566 abbandoni nel biennio 2017-18/2018-19 e 15.767 nel biennio 2018-19/2019-20 per un totale superiore a 34,3mila abbandoni, con percentuali rispettivamente dell’1,1% e dello 0,9%. Da un punto di vista meramente statistico percentuali intorno all’1% hanno forse poca rilevanza, ma da un punto di vista sociale e umano 34 mila ragazzi che lasciano la scuola dell’obbligo suonano quasi come una sconfitta, per loro e per le istituzioni pubbliche (scuola compresa)”. Il problema è che questi dati “smentiscono una convinzione diffusa secondo cui nelle scuole dell’obbligo (secondaria di I grado in particolare) non dovrebbe esserci dispersione e abbandono”, ma soprattutto essendo questi dati riferiti al biennio che ha preceduto la pandemia, si crea più di un “interrogativo sulle incidenze che il Covid 19 potrebbe avere indotto sugli abbandoni degli anni successivi”, conclude la testata specializzata. Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, molto dipende dalla concentrazione di alunni in una sola classe, che proprio nella secondaria tocca l’apice: “è una condizione – dice il sindacalista autonomo – che confligge, inevitabilmente, sul grado di attenzione massima che il corpo docente può attuare per prevenire e rispondere alle difficoltà dello studente, il quale non “sentendo” la scuola come luogo a lui congeniale arriva a lasciare e ad ampliare la categoria dei neet. Ridurre le classi, però, non basta: serve anche più tempo scuola, come indicato nel Patto per la Scuola, dello scorso mese di maggio, oltre a un migliore orientamento”.

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Dirigenti scolastici: Esami di Stato, siglato il Protocollo di Intesa

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Maggio 2021

Approvato, qualche giorno fa, il protocollo degli Esami di Stato 2021; già posto in uso per gli Esami di Stato 2020, è risultato idoneo anche per quest’anno a contenere il contagio da Covid-19. L’amministrazione riproporrà dunque gli stessi parametri. Secondo Udir è molto importante focalizzare l’attenzione sulla sicurezza, per studenti, famiglie e lavoratori delle scuole. Marcello Pacifico, suo presidente nazionale, ha affermato che risulta indispensabile “focalizzarsi sul problema del distanziamento interpersonale, procedere con la vaccinazione ove non completata. È importante fare in modo che tutti gli attori degli Esami di Stato possano vivere serenamente questo importante momento formativo e professionale, in primis i dirigenti scolastici che, ricordiamolo, hanno responsabilità civili, penali e amministrative. Ribadiamo che secondo noi bisogna procedere con uno scudo penale in grado di dispensarli dagli oneri una volta rispettati tutti i protocolli necessari”.

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Dirigenti scolastici: sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2021

Mentre l’anno scolastico in corso si avvia alla conclusione, Udir, giovane sindacato dei dirigenti scolastici, riflette su quello nuovo che tra pochi mesi ormai prenderà il via. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, sottolinea come sia indispensabile “focalizzare l’attenzione sulla sicurezza per poter tornare serenamente in classe a settembre: lavoratori della scuola da una parte e studenti e famiglie dall’altra ne hanno bisogno. Ma è anche necessario che i dirigenti scolastici si sentano tutelati nelle loro attività, dopo aver ovviamente rispettato tutti i protocolli. È per questo che noi, in tutte le sedi opportune, abbiamo rivendicato l’importanza di uno scudo penale per i presidi, perché sono esposti a una molteplicità di responsabilità di tipo amministrativo, civile e penale. Lo abbiamo richiesto attraverso la segnalazione di emendamenti specifici a diversi decreti. E certamente non ci arrenderemo, continuiamo la nostra battaglia”.Il presidente ha affermato infatti che temi come sicurezza e dimensionamento devono essere discussi approfonditamente; bisogna inoltre sbloccare i fondi e permettere agli enti locali di mettere a norma tutte le scuole italiane, la cui metà non ha neanche il certificato di agibilità per prevenire nuove tragedie.Il leader del sindacato inoltre, parlando del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha affermato che “per raggiungere un miglioramento in campo scolastico, si deve obbligatoriamente agire su più fronti, in un’ottica sistemica che consenta flessibilità e semplificazione della burocrazia. Bisogna coinvolgere la conferenza unificata e il Governo alla riformulazione delle regole sul dimensionamento scolastico con un tavolo specifico e urgente sul DPR 81/2009 per riaprire in sicurezza per il prossimo anno scolastico, a partire dell’assegnazione delle nuove 400 sedi di presidenza riattivate dall’ultima legge di bilancio. È necessaria una riforma del testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che faccia chiarezza e dia tutela al dirigente scolastico inquadrato quale datore di lavoro per chiarire le responsabilità rispetto ai proprietari degli immobili”.

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Dirigenti scolastici: il 14 luglio si discutono le prime cause in Cassazione sulla RIA

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 Maggio 2021

Una delle prime battaglie del sindacato è stata proprio la perequazione interna, della Ria, cioè di quell’assegno che ad oggi viene dato ai presidi assunti prima del 2001 e non ai dirigenti scolastici assunti dopo tale anno: nessuno ne fa cenno, ma per Udir è una battaglia fondamentale senza la quale non è possibile andare a firmare il contratto. La stessa cosa avviene per la perequazione esterna, dove addirittura negli ultimi incontri appare chiaro che i fondi stanziati non siano sufficienti a garantire quanto contrattualmente dovuto e per giunta senza interventi correttivi non è garantito nemmeno quel minimo previsto dalla legge, cioè quella progressiva ridistribuzione delle risorse, al punto tale da aumentare di 8mila euro complessivi la retribuzione di posizione di parte fissa dei dirigenti così come quella degli altri dirigenti delle altre ex aree. Inoltre nemmeno sulla perequazione esterna ci si può arrendere, perché ancora una volta, rispetto allo stipendio finale degli altri dirigenti della pubblica amministrazione, i dirigenti scolastici percepiscono la metà.

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Il Covid aumenta gli abbandoni scolastici

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2021

Il lockdown ha dato una spinta ulteriore a lasciare la scuola. Lo ricorda stamane Tuttoscuola, citando un’indagine condotta da Ipsos tra gli studenti della secondaria di secondo grado: nel 28% delle classi si sarebbe verificato almeno un abbandono di un loro compagno, da quando la pandemia ha compromesso le attività didattiche in presenza. Poiché nel 2019-20 le classi funzionanti erano 121,5mila, si può ritenere che, se fondata la stima del 28%, non meno di 34mila ragazzi hanno abbandonato o siano propensi a non ritornare a scuola: una ferita – commenta la rivista – che negli ultimi dieci anni ha comportato un abbandono complessivo di quasi 1,6 milione di ragazzi, il 26% degli oltre 6 milioni che nel decennio precedente avevano iniziato il loro primo anno del percorso scolastico nelle superiori. È come se tutte le scuole statali della Lombardia e della Toscana si svuotassero senza avere in classe nemmeno uno del milione e 658 alunni iscritti quest’anno, lasciando deserte le aule di paesi e città”. Questo significa che durante il percorso scolastico hanno abbandonato la scuola statale in 127 mila, il 21,3%. Se quei 34 mila, se pur ufficiosi, fossero nei fatti nuovi abbandoni che si vanno ad aggiungere, porterebbero il totale degli abbandoni oltre le 160mila unità con un tasso di circa il 27%, il livello negativo di sei-sette anni fa: un pericoloso ritorno al passato che riaprirebbe ulteriormente, con il coltello del Covid, una ferita sociale che fatica a rimarginarsi.

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A proposito degli abbandoni scolastici

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2021

È di questi giorni la notizia che sono aumentati gli abbandoni scolastici. A mio avviso è perché esiste un problema di ordine culturale e psicologico non meno grave dei problemi posti dallo sviluppo della scienza contemporanea e della critica storica. Il dramma del nostro presente sta tutto qui con giovani che non riescono più a volgere lo sguardo al passato ma che si crogiolano con il loro presente e persino negando un ruolo chiave al loro futuro. Vivere e godere i frutti del presente sembra essere una parola d’ordine che ha un suo innegabile fascino. Con ciò si vogliono spezzare i legami con un passato e disconoscerne il suo primato nella continuità, prima ancora che nella tradizione, per affermare quei valori deformanti del capitalismo e del consumismo che rendono, in pratica, più aspri e conflittuali i rapporti non solo generazionali ma di vita in comune. È il caso dell’abbandono scolastico dove i giovani si stordiscono con le droghe leggere o pesanti che siano, che si abbandonano a gesti teppistici, a violenze di genere. Cosa essi possono sapere della cultura moderna, delle libertà civili, degli ordinamenti democratici? E’ un ritorno all’analfabetismo di nuova formulazione che non s’identifica con il non saper scrivere e leggere ma nel non conoscere o riconoscere i sentimenti che sono generati da un vivere comune fondato su determinati valori che trovano la loro continuità dal passato proprio perché non sanno di vecchio ma semmai di eterno. Sono deformazioni che i giovani se le portano nel loro DNA non sapendo più distinguere un evento sportivo sano a uno deformato dalla violenza e dal teppismo, dall’istruzione come base per una ricerca sistematica del sapere a vantaggio di una devianza aberrante degli stessi insegnamenti. E’ una strada che si trasforma in un vicolo cieco di là del quale non vi sono sbocchi possibili. (Riccardo Alfonso)

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Torino: Città metropolitana e nuovi indirizzi scolastici

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

Con la pubblicazione dei decreti della consigliera metropolitana delegata all’istruzione Barbara Azzarà, si è concluso ufficialmente il processo di programmazione scolastica, il cui momento centrale è stata la conferenza per il dimensionamento e la programmazione scolastica tenuta, con il coordinamento della Città metropolitana, giovedì 26 novembre in modalità telematica.Ora la decisione finale sul via libera ai nuovi corsi delle scuole superiori approvati dalla Città metropolitana spetta alla Regione Piemonte, che si esprimerà entro gennaio del prossimo anno. “Auspichiamo che a gennaio i ragazzi interessati possano iscriversi ai nuovi corsi” commenta la consigliera Azzarà. “In un frangente così complesso per la scuola e per la società tutta, gli indirizzi scolastici che abbiamo approvato consentono a molti studenti di poter optare per la scuola preferita rimanendo vicino a casa, e riducendo in questo modo la pressione sui trasporti pubblici, uno dei grandi problemi legati all’emergenza sanitaria di questi mesi”.

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Mobilità dei dirigenti scolastici, approfondimento Udir

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

Proprio la settimana scorsa è stato presentato un emendamento che chiede lo sblocco della mobilità al Decreto scuola D.L. 22 del 8 aprile 2020 in esame al Senato. Vai al Testo degli emendamenti L’esilio lavorativo è una condizione da non augurare a nessuno. Soprattutto quando è ingiustificato e dura da troppo tempo, senza che si intravedano possibilità di poter tornare a casa, dai propri affetti, nella propria regione, senza più spese per soggiorni e viaggi, vedendo decurtato il proprio stipendio anche di oltre 12mila euro all’anno.Molto preoccupante risulta invece la situazione che si va prospettando, relativa alla mobilità dei dirigenti scolastici, nei prossimi 10 anni. La mobilità dei dd.ss. in servizio fuori della propria regione sarà ostacolata infatti da almeno tre fattori: il vincolo triennale di assegnazione alla propria sede, sancito dal contratto di lavoro sottoscritto; il limite massimo del 30% delle sedi disponibili da riservare alla mobilità interregionale, e la sincronia con cui i dirigenti scolastici si troveranno a chiedere la mobilità interregionale.Gli USR renderanno disponibili solo poche sedi nelle diverse regioni, anche meno del 30% massimo definito nel CCNL, mentre invece aumenterà il numero di dirigenti scolastici che chiederanno già da quest’anno la mobilità. Il combinato dei vari fattori rischia di rendere di fatto impossibile e bloccata per lungo tempo la mobilità interregionale per la maggior parte dei dirigenti scolastici, sia quelli da poco immessi in ruolo fuori regione con il concorso del 2017, sia quelli del concorso del 2011, sia quelli immessi ai sensi dei commi 87 e 88 della legge 107/2015. Questa giusta e umana possibilità, per quanto prevista nel contratto, sarà per loro di fatto preclusa.Per scongiurare il blocco completo della mobilità interregionale nei prossimi anni e impedire la disapplicazione di ogni criterio di merito con l’attuale procedura che di fatto penalizza i dirigenti scolastici assunti da tempo (oramai alla fine del quinto anno di dirigenza) e i neoassunti, Udir propone di adottare, a partire dall’anno scolastico 2020/2021, la mobilità straordinaria su tutte le sedi disponibili prima delle nuove immissioni in ruolo e l’abolizione del tetto del 30% e di qualsiasi limitazione al numero delle sedi disponibili per la mobilità interregionale, tenendo anche conto dell’anzianità di servizio maturata nel ruolo di dirigente e le modalità di assunzione attraverso un concorso nazionale.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, risponde così all’appello accorato del “Coordinamento Ds itineranti” prendendo in carico il gravoso peso di problemi, economici, affettivi e psicologici che tali DS sono costretti a subire, tenuto conto che l’operato del sindacato UDIR si basa sulla “tutela del diritto”, come principio basilare.UDIR si è già occupato di mobilità, presentando diversi emendamenti e Disegni di Legge sia alla Camera che al Senato, spingendo gli USR a modificare le proprie azioni come nel caso dell’USR Campania che a seguito dei solleciti, da quest’anno, ha messo a mobilità interregionale il 30% dei posti a fronte dell’8% dell’anno prima. Ma questo è stato solo un primo risultato e l’UDIR, con il presidente Marcello Pacifico, porrà in essere tutte le azioni utili al raggiungimento dell’obiettivo: vedere rientrare i DS nelle proprie regioni di residenza e di vita, di nuovo insieme ai propri cari e senza pazzesche spese che incidono sul regime economico delle proprie famiglie.Saremmo ben lieti di poter affrontare la tematica accanto a voi e con voi, e a tal fine chiediamo di poter avere un contatto diretto con il “Coordinamento DS itineranti” e con tutti i movimenti di dirigenti scolastici in interregionalità, per creare un fronte comune, acquisendo insieme la forza necessaria.

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Mobilità dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Il sindacato Udir ha presentato alla VII commissione del Senato dieci proposte di modifica del decreto legge. Tra le proposte, quella relativa alla Sblocco della mobilità interregionale e mobilità straordinaria DS. Vai al testo degli emendamenti. Udir ha inviato dieci proposte di modifica del Decreto Scuola presentato dal Ministro Azzolina, attualmente all’esame della VII Commissione del Senato: dalla revisione dei criteri per la valutazione degli scrutini a quelli per gli esami di stato, dalla tutela della salute del personale e degli studenti alla piena valorizzazione dell’attività di didattica a distanza, a un piano straordinario di mobilità dei dirigenti prima delle prossime immissioni in ruolo.Come ha affermato il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, in un’intervista ai microfoni di Teleborsa, “l’emergenza deve valorizzare il ruolo dell’autonomia e il lavoro svolto da tutta la comunità educante. I dirigenti scolastici ritengono che non si debba ‘sminuire’ il ruolo degli organi collegiali, che possono riunirsi a distanza”.Per quanto riguarda la mobilità, Pacifico ha lanciato un “appello anche a favore dei dirigenti scolastici neoassunti, che dovrebbero rimanere nelle sedi assegnate e vacanti per almeno 5 anni. È giusto che anche questi rientrino in quel piano di mobilità straordinaria valido per tutti i dirigenti scolastici in base all’anzianità di servizio”.La misura proposta da Udir si pone “l’obiettivo di sbloccare la grave situazione di disagio a cui sono soggetti numerosi Dirigenti Scolastici collocati fuori regione e di evitare l’ulteriore stallo della mobilità interregionale a cui sarebbero soggetti molti dei dd.ss. vincitori del concorso 2017 e collocati fuori regione, nonché i dirigenti scolastici in ruolo da anni e assegnati fuori della propria regione, tenuto conto anche dell’ultima selezione avvenuta su graduatorie nazionali per i dirigenti scolastici neo-assunti, al fine di facilitare il rientro nella regione di appartenenza a fronte di nuovi posti resi vacanti”.

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Dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

E’ stato approvato l’emendamento richiesto da Anief e Udir sullo scorrimento della graduatoria degli idonei. In 500 potranno essere assunti in caso di posti vacanti e disponibili nei prossimi anni per aver superato l’ultimo concorso. Lo prevede una modifica al Mille-proroghe approvato in Commissione richiesto da Italia Viva e suggerito dai due giovani sindacati del personale del comparto e della dirigenza pubblica. I legali di Anief avevano presentato un ricorso al Tar Lazio di cui chiederanno la cessazione della materia del contendere all’atto dell’approvazione definitiva della legge L’approvazione di un emendamento che rende possibile lo scorrimento delle graduatorie di merito dei concorsi, permettendo l’assunzione di circa 500 dirigenti scolastici altrimenti non assunti pur essendo risultati idonei. Ecco – come riportato dalla stampa specializzata – cosa è andato in scena di significativo in sede di discussione del decreto Mille-proroghe 2020. Anief e Udir si erano, in tal senso, spesi indicando le strade da percorrere per raggiungere questo traguardo.

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Dirigenti scolastici: Udir sul caso: “Mancano Dsga, si corra ai ripari”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Il sindacato dei ds in difesa dei Dirigenti Scolastici di tutta Italia che in questi giorni si trovano alle prese con la mancanza del Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi. È basilare un intervento urgente: “Non è permesso nessun tipo di lassismo. Impossibile avviare in modo corretto le attività di segreteria e contabili”. Un intervento urgente, ma risolutivo delle criticità in cui versano le tantissime istituzioni scolastiche di tutta Italia e con un aggravio particolare in Sicilia. Intervento in assenza del quale «si metteranno in atto tutte le misure per garantire la sicurezza dei dirigenti» Lo chiede, in una lettera aperta all’Assessorato regionale all’Istruzione e al Miur, il sindacato dei ds UDIR, sottolineando come «la mancanza della figura del DSGA comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto». A fianco dei ds c’è il giovane sindacato che, fin dalla sua fondazione, ha difeso i diritti dei dirigenti scolastici. La mancata sostituzione dei DSGA presso le varie istituzioni scolastiche siciliane e non solo, causata dalla difficile situazione politica e da una serie di evidenti errori amministrativi, necessita di un pronto e immediato intervento. Sapendo del problema dovuto alla carenza di DSGA e ai pensionamenti imminenti appare assurdo che il Miur abbia avviato il concorso solo nel maggio 2019, tuttora in itinere, e in cui non sono stati svolti a ora nemmeno gli scritti. Ancora più paradossale che lo stesso Miur non abbia fatto un concorso interno e riservato per coloro che già svolgevano il ruolo con l’incarico annuale, attività che avrebbe grandemente ridotto l’attuale catastrofe. E ora, nonostante errori di cui qualcuno dovrebbe rispondere, il Miur e gli uffici regionali cercano di scrollarsi di dosso le responsabilità di questa tragedia. Udir non ci sta e ha prontamente scritto, stigmatizzando questo fatto, chiedendo un intervento immediato e risolutivo. “La tempistica della quotidianità scolastica – si legge nella missiva – non permette nessun tipo di lassismo, anche in considerazione della particolare situazione amministrativa in cui incorre attualmente l’USR. Non è ipotizzabile che i dirigenti scolatici si facciano carico di responsabilità che esorbitano dalla funzione, così come non è ammissibile che i predetti vengano onerati di compiti in realtà spettanti ad altri soggetti”. Pertanto, appare evidente come la mancanza della figura del Dsga comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto.

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Concorso dirigenti scolastici: Miur apre ai 520 idonei

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Ma serve un provvedimento normativo, pertanto, se non sarà inserito un articolo ad hoc nel prossimo decreto legge sulla scuola, il giovane sindacato conferma la necessità di ricorrere entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria definitiva di merito, come avvenuto per il concorso docenti 2016, al fine di poter essere assunti nei ruoli di dirigenti scolastici negli anni successivi oltre le prime 2.900 posizioni.
Anief dunque ricorre: è possibile preaderire fino al 5 agosto. Il ricorso sarà presentato presso il Tar del Lazio per ottenere il superamento dello sbarramento dei 2.900 posti per i vincitori e per ottenere la possibilità, per tutti gli idonei, di essere individuati quali vincitori del concorso per scorrimento delle graduatorie. Si ricorda che il ricorso è riservato ai docenti che hanno superato tutte le prove del concorso DS.

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Valutazione dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

È stato siglato l’accordo tra il Miur e le associazioni sindacali rappresentative in merito al procedimento di valutazione dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2018/2019. Dal documento si evince che è stato concordato come il procedimento di valutazione dei DS relativo all’anno scolastico 2018/2019 è privo di ricadute sulla retribuzione di risultato; le attività connesse al processo di valutazione predisposte per l’a.s. 2018/2019 e le relative risultanze sono finalizzate ad una significativa revisione del procedimento di valutazione dei DS, da operarsi in sede di confronto, che tenga anche in adeguata considerazione le condizioni di contesto in cui operano i DS; in questa fase transitoria, la partecipazione alla valutazione da parte dei DS è da intendersi non prescrittiva e quindi la mancata partecipazione esclude l’espressione della valutazione di prima istanza da parte dei Nuclei di valutazione nonché l’adozione di qualsiasi provvedimento di valutazione finale da parte dei direttori del Uffici scolastici regionale; l’amministrazione s’impegna, appena sottoscritto in via definitiva il Ccnl di area, ad avviare tempestivamente il confronto sulla procedura e sulle modalità della valutazione dei DS per il triennio scolastico 2019/2022.Udir ha portato l’argomento spesso in primo piano, sottolineando la non equiparazione tra i dirigenti scolastici e i dirigenti confluiti nella stessa area: tra i punti, spicca anche la differente valutazione che senza dubbio non dà il giusto riconoscimento al ruolo del DS. Tra le proposte del giovane sindacato c’è proprio quella, tra l’altro a costo zero, che riguarda la valutazione: infatti i dirigenti scolastici, dal 2016, sono confluiti in un’unica area dirigenziale; mentre prima avevano un’area specifica, l’area V, adesso sono inseriti insieme ai dirigenti delle Università e della Ricerca e dell’Afam. Inspiegabilmente per i DS è in piedi una procedura di valutazione molto complessa, diversa da quella di tutti gli altri dirigenti, che aggrava pure il loro lavoro. Reputiamo inoltre che tale iter sia discriminante, oltre ad avere un costo per l’amministrazione, di cui non ci si spiega il senso.Udir ha pure presentato un emendamento, che tratta lo stesso tema, al ddl Semplificazione AC 1550 e AS 989: “la norma intende adottare, nel rispetto delle competenze specifiche individuate dal legislatore sul ruolo e le responsabilità del dirigente scolastico, le stesse modalità di valutazione riservate agli altri dirigenti confluiti nella stessa area dell’istruzione e della ricerca”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “il confronto programmato dall’accordo sottoscritto da Miur e sindacati fa ben sperare; infatti è arrivato il momento di dare alla categoria dei DS, oberata di responsabilità e mansioni, i giusti riconoscimenti”. L’accordo firmato segue le richieste di emendamento presentate in Parlamento a seguito dell’audizione del giovane sindacato e della Confedir con cui si è chiesto la sospensione della procedura. Non si arriva a uno stop, ma alla presa d’atto che i presidi non saranno più obbligati alla compilazione del portfolio e della necessità di un cambiamento. Inoltre, “siamo pronti a vigliare sull’applicazione della norma contrattuale in attesa di diventare rappresentativi”, conclude il presidente Udir Marcello Pacifico.
Il sindacato continua l’attività formativa attraverso le Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali e i Seminari diventare Dirigente.

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Contratto dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, alla luce di quanto discusso durante la riunione Aran, in un’intervista incentrata sul contratto DS, si sofferma sulle lotte portate avanti come sindacato che spera non vengano vanificate da una firma che non tutela gli ex presidi.“L’ultimo incontro svoltosi all’Aran vede ancora una volta dimenticate tutte le battaglie che sono state portate avanti e recriminate dai sindacati rappresentativi della dirigenza scolastica nell’ultimo anno, proprio prima della certificazione della rappresentatività. La prima grande battaglia era quella della perequazione interna, della Ria, cioè di quell’assegno che ad oggi viene dato ai presidi assunti prima del 2001, e non ai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001: nessuno ne fa cenno, ma per Udir è una battaglia fondamentale senza la quale non è possibile andare a firmare il contratto. La stessa cosa avviene per la perequazione esterna, dove addirittura negli ultimi incontri sembra che manchino dei fondi e bisogna andare ad attingere ai fondi della legge 107 e addirittura per gli anni successivi non è garantito nemmeno quel minimo previsto dalla legge, cioè quella progressiva ridistribuzione delle risorse, al punto tale da aumentare di 8mila euro complessivi la retribuzione di posizione di parte fissa dei dirigenti così come quella degli altri dirigenti delle altre ex aree, dell’area per esempio VII. Tutto questo per Udir è intollerabile perché se ciò è stato stabilito per contratto, nel contratto si deveno prevedere sin dal 2016 questi 8 mila euro o non le briciole, oppure ancora un forse per il futuro. E su questo, la perequazione esterna, non ci si può fermare nemmeno qui, perché ancora una volta, rispetto allo stipendio finale degli altri dirigenti della pubblica amministrazione, i dirigenti scolastici nientemeno percepiscono la metà. Queste per noi sono delle battaglie fondamentali e chiediamo ai sindacati di non svendere il contratto dei dirigenti scolastici; in tutto questo non si parla più delle risorse per gli aumenti contrattuali che sono oltretutto a rischio poiché, se non vengono rifinanziati nella Legge di Stabilità, rischiano anche per il prossimo anno di svanire”.

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Dirigenti scolastici e retribuzione

Posted by fidest press agency su domenica, 30 settembre 2018

Sono quattro gli incontri in Aran tra Miur e sindacati dell’Area Istruzione e Ricerca. Presentata una bozza su alcuni punti comuni della parte giuridica tra i dirigenti della ricerca, della scuola e dell’università confluiti sulla stessa area, ma rimane la volontà di non garantire né la piena perequazione esterna relativamente alla parte economica, né quella parziale prevista dalla legge per assenza dei fondi. Si pensa di utilizzare i 35 mln del FUN che andrebbero a decurtare però i soldi per le reggenze e per le altre voci della retribuzione. Assente, inoltre, nonostante le promesse ogni riferimento alla perequazione interna (RIA) tra gli ex presidi e i dd.ss. assunti dopo il 2001. A queste condizioni, inutile firmare.
Udir ha dedicato ampio spazio alle questione del contratto DS negli ultimi mesi. In particolare, sono sotto attacco i 35 milioni strutturali stanziati dalla legge 107/2015 per remunerare il maggior impegno e le enormi responsabilità dei dirigenti. L’Aran propone invece di destinare a questo contratto per la equiparazione della retribuzione di posizione /parte fissa i 4/12 dei 35 milioni dell’esercizio di Bilancio 2018, dato che la restante parte serve per finanziare il FUN 2017/2018, non ancora quantificato. Ma la legge di Bilancio è chiara: impone di utilizzare tutte le risorse disponibili per l’equiparazione della parte fissa. È altrettanto acclarato, però, che se per far questo si prendono i soldi dal FUN, diminuirà la retribuzione quota variabile e risultato (sulla retribuzione di risultato si avrebbero alcune centinaia di euro annuali). L’altro problema, definito “tecnico” ma in realtà ancora tutto politico, risiede nella possibilità di prevedere già in questo contratto la disponibilità delle somme stanziate dalla legge 205/2017 per il 2019 (41 milioni lordo Stato) e 2020 (96 milioni in totale a regime). L’Aran richiama a questi problemi “tecnici” per non contrattualizzarli da subito e propone una “dichiarazione di intenti” nel contratto relativa a queste cifre. Ma proclami del genere si ascoltano da troppo tempo. Dunque Udir rilancia e continua a dichiararsi pronta a trasformare le diffide messe a disposizione dei colleghi per ottenere tale parziale equiparazione già dal 2016 in ricorsi al giudice del lavoro se verrà firmato il contratto così come è. È giunta l’ora di dire basta: Udir afferma che i soldi della legge di Bilancio per il 2018 vanno conteggiati in questo contratto e incrementati nella prossima legge di stabilità per cominciare a garantire anche la parziale parità di trattamento economico tra i dirigenti della stessa area. Altrimenti, seguendo la linea Aran e quella delle OO.SS. rappresentative, è facile immaginare come finirà: per questo triennio contrattuale ci sono solo 37 milioni + 4/12 dei 35 ex legge 107, sottratti alle altre voci del Fun, totale circa 48 milioni che oggi ammonterebbero a circa 6mila euro lordo stato per ogni dirigente.Occorre negoziare adesso tutti i fondi stanziati, ancorché concretamente esigibili nel 2019 e nel 2020. E fare di più: chiedere che nell’imminente legge di Bilancio 2019 siano stanziati i fondi necessari per l’equiparazione totale, non armonizzante e progressiva, fin da gennaio 2019. È l’ora, dopo oltre 18 anni, di esigere realmente l’equiparazione, ponendo fine a un vergognoso sfruttamento. E respingendo le tesi consolatorie che già alcuni sindacati adombrano (l’aumento sulla parte fissa poi però non è suscettibile di modifiche in peggio: è pensionabile, si avrebbero aumenti dal 1 gennaio 2018 ma solo per il 2019 diminuirebbe la parte variabile). Sono promesse e batoste economiche a cui abbiamo già assistito negli ultimi 5 anni: davvero i DS appoggeranno i sindacati che le propongono? Certamente no.

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Dirigenti scolastici, la spending review non è finita: stipendi tagliati di 350 euro

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneI soldi promessi ai presidi nell’immediato sono stati utilizzati per il decreto vaccini; la Legge di Stabilità 2016 prevede che il Fondo unico nazionale non può superare l’ammontare dell’a.s. 2015/2016 e in caso di riduzione del numero dei dirigenti scolastici in servizio il Fun va diminuito in proporzione, così con l’arrivo dei prossimi vincitori del concorso è destinato ad assottigliarsi ancora; un altro pezzo di stipendio si deve alla mancata Retribuzione individuale di anzianità dal 2011, mentre dal prossimo anno verrà meno la quota una tantum giunta dalla Buona Scuola. In tutto, fanno 350 euro in meno a dirigente scolastico, con quelli del Lazio penalizzati più di tutti perché nel frattempo devono pure restituire degli arretrati. Con il rinnovo del contratto, se va bene, se ne recupereranno appena 85. Ecco perché conviene fare ricorso. Marcello Pacifico (Confedir-Udir): i tagli arrivano proprio mentre la categoria si aspettava di recepire arretrati e aumenti. Infatti, devono ancora essere rideterminati tutti i finanziamenti regionali, e recuperati con il ricorso gratuito Udir assieme a tutti gli arretrati e contro il taglio del Fun. Per questo, nessun contratto può essere firmato se non si ottiene la perequazione interna (RIA) ed esterna alle altre aree dirigenziali degli enti locali e centrali. E nemmeno se non si recupera il costo dell’inflazione (salita 14%). Anche su sicurezza (D.lgs. 81/08) e valutazione (L. 107/15) non ci siamo. Poi, ci sono le reggenze impraticabili e sottopagate, le segreterie ridotte all’osso, i rischi civili e penali sempre maggiori, le competenze allargate a dismisura senza nessun riscontro o supporto degno di questo nome. Udir attraverso apposito ricorso intende recuperare tutti gli arretrati sinora non percepiti. Inoltre, il sindacato ha deciso di avviare ricorso al Tar Lazio anche per l’incremento del Fondo Unico nazionale. La giovane organizzazione sindacale, che opera a tutela dei dirigenti scolastici, è pronta anche a impugnare tutti iContratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti.Aderisci al ricorso gratuito. Udir mette, infine, a disposizione specificimodelli di diffida, puntando al recupero di una serie di ‘voci’ e diritti sino a oggi negati: Recuperi Erariali, Trattenuta TFR/TFS, Trattenuta ENAM, Indennità di vacanza contrattuale, RIA, FUN.

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Concorso dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 2 luglio 2017

corte costituzionaleL’ordinanza 3008/17 rimette in Corte costituzionale la legge 107/15 e sospende il relativo decreto ministeriale. Sarebbero più di 3mila i docenti esclusi dall’ultima sanatoria che voleva evitare proprio la rinnovazione delle prove concorsuali contestate nel 2004 e 2011. Anief invita tutti i ricorrenti che hanno contestato il DDG 13.07.11, senza sentenza definitiva al 13 luglio 2015, a costituirsi, gratuitamente, in giudizio presso la Consulta per ottenere l’ammissione a un nuovo corso riservato. Per aderire al ricorso,clicca qui.Scadenza 14 luglio 2017. In principio il Miur ha bandito due concorsi per selezionare i dirigenti scolastici: il primo bandito nel 2004 e il secondo nel 2011. Il primo concorso bandito nel 2004 è subito oggetto di diversi contenziosi presso il Tribunale amministrativo che portano alla rinnovazione di alcune delle prove svolte; due anni dopo, nel 2006, a loro volta contestate. A distanza di tempo, il contenzioso continua nonostante sia approvata una legge nel 2010 e sia bandito un nuovo concorso nel 2011 che, a sua volta, è contestato al punto di costringere ancora il Parlamento a intervenire con l’introduzione dei commi 87-90 della legge n. 107 del 13 luglio 2015: si autorizza una nuova sanatoria per tutti coloro che hanno un ricorso pendente avverso il Decreto che bandiva il concorso del 2004 o del 2006 – anche senza tener conto dell’esito provvisorio, e per chi ha vinto o è risultato idoneo al concorso di cui al DDG che bandiva il concorso 2011, ma le cui graduatorie di merito sono state annullate in sede giurisdizionale.

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Concorso dirigenti scolastici, sì alla valutazione del servizio nella paritaria ma ancora esclusi illegittimamente i precari

Posted by fidest press agency su domenica, 14 Maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneIn base alle anticipazioni sullo schema definitivo elaborato dal Miur per la selezione nazionale per almeno 1.500 presidi, rimangono dunque fuori dal concorso tutti i docenti non di ruolo che hanno pur svolto cinque anni di servizio in possesso del titolo di ammissione, nonostante vi sia una sentenza del Tar Lazio, mai sospesa dal Consiglio di Stato, che abbia ammesso i candidati alla precedente selezione ottenuta dai legali Anief che è pronta a farli partecipare ancora con un nuovo ricorso. Se vuoi aderire, vai al seguente link. Ragione, inoltre, ha avuto il giovane sindacato a far dichiarare nelle domande di mobilità, graduatorie interne d’istituto, e di ricostruzione di carriera lo stesso servizio della paritaria che ora si vorrebbe valutare. Nel frattempo, Eurosofia ha avviato da tempo corsi in presenza e a distanza per prepararsi alle prove concorsuali con specifiche convenzioni.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): con la sentenza 5011/2014 del Tar del Lazio, i giudici amministrativi hanno confermato che per partecipare al concorso per dirigenti non può essere considerato titolo imprescindibile la già avvenuta immissione in ruolo. Ciò significa che non è necessario essere assunti a tempo indeterminato. Non si comprende questo ostracismo, ancora di più perché occorrono mai come oggi tanti bravi dirigenti, che non possono essere esclusi a priori, per un cavillo, visto che vi sono circa 1.400 reggenze e che gli ultimi 200 idonei della selezione del 2011 sono stati assunti all’inizio di quest’anno scolastico.

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Libri scolastici: Siano le scuole ad acquistarli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2015

03 Più libri più liberi 2009 foto MatteoMignaniI libri di testo costano sempre di piu’? Una soluzione ci sarebbe, e non e’ certo quella di criminalizzare gli editori, che fanno il loro mestiere cercando di trarre il massimo profitto dalla loro attività: siano gli istituti scolastici ad acquistare i libri di testo e a distribuirli agli studenti, i quali a fine anno li restituiranno per gli studenti dell’anno successivo. Se i libri vengono danneggiati, lo studente paga per ripararli oppure riacquistarli.
In questo modo, non sarebbero soltanto gli editori a stabilire i prezzi, ma anche gli istituti scolastici, che avrebbero maggior potere contrattuale rispetto al singolo studente. Inoltre, il costo di un libro di testo sarebbe ripartito tra più studenti, in quanto quel testo verrebbe utilizzato per alcuni anni. Gli editori sarebbero infine disincentivati dal produrre una nuova edizione ogni anno con l’intento di evitare il “riciclaggio” dei libri usati, perche’ le scuole probabilmente non comprerebbero nuovi libri ed edizioni per diversi anni.
Questa e’ la soluzione adottata dal sistema educativo pubblico degli Stati Uniti, dove il primo giorno di scuola ogni studente, dalle elementari alle superiori, riceve gratuitamente i libri di testo.
Per ultimo, visto che i libri di testo rappresentano la maggiore spesa che le famiglie devono affrontare per mandare i propri figli alla scuola dell’obbligo, riusciremmo a rendere effettivo l’articolo 34 della Costituzione, laddove prevede che almeno l’istruzione inferiore sia gratuita oltre che obbligatoria. (Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc)

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