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Posts Tagged ‘scolastici’

Dirigenti scolastici, Pacifico (Udir): “Urgente nuovo concorso riservato

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2022

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Udir, ha affermato che “dopo 7 anni, serve un concorso riservato bis per dirigente scolastico, la scuola ha bisogno di altri presidi. Pensiamo alle reggenze: bisogna dire basta. E ancora, troppi contenziosi ancora pendenti e presidi licenziati: dopo che superi l’anno di prova, e lo decide anche un organo collegiale che ti valuta, è normale che si inneschi un contenzioso. Andiamo anche a toccare un altro tipo di contenzioso, quello scaturito dai concorsi 2017 e 2011. Potremmo parlare anche delle graduatorie quasi esaurite: bisogna pensare a nuovi concorsi, con urgenza”.

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Dirigenti scolastici: workshop formativo

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

Nuovo incontro giovedì 22 settembre, dalle ore 10 alle 13 a Villagrande (Catania), presso il Grand Hotel Villa Itria, sito in via Antonio Aniante n. 3. Focus su opportunità e responsabilità. I temi che verranno affrontati sono: il riparto delle competenze in materia di edilizia scolastica, gli strumenti di governance, le principali linee di finanziamento, i più recenti interventi normativi, le prime indicazioni dalla Conferenza Stato Regioni per la mitigazione delle misure di contrasto al Sars Covid in ambito scolastico 2022/23, il Mobility manager.

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Scuola: Nuovo anno al via con molti dirigenti scolastici preoccupati

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2022

“Chi dirige un istituto scolastico non può diventare il capro espiatorio delle mancate scelte della politica”: a dirlo è stato oggi il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso durante il convegno organizzato a Roma da Udir ed Eurosofia per verificare, alla presenza di centinaia di dirigenti scolastici, le strategie di intervento in vista dell’imminente nuovo anno scolastico, alla luce delle indicazioni normative e dei finanziamenti in arrivo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.Durante il confronto, diversi capi d’istituto hanno messo in evidenza le difficoltà che permangono sulla gestione delle strutture scolastiche, poiché loro sono i responsabili di edifici, spesso vecchi e fatiscenti, sui quali però posson solo agire gli enti locali, a loro volta vincolati da finanziamenti perennemente bloccati per una burocrazia lenta ed esasperante. La stessa gestione dei fondi Pnrr, per creare anche classi innovative e digitali, non sembra essere ancora molto chiara. E in caso di mancata realizzazione, si continua a puntare il dito sugli stessi responsabili degli istituti. Infine, rimangono da cambiare tante norme per la gestione quotidiana delle scuole, ma anche dello stesso personale che guida le scuole con abnegazione a fronte di responsabilità enormi e stipendi dimezzati rispetto agli altri dirigenti pubblici.“In questo quadro – ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir – come sindacato dei dirigenti scolastici in questi anni abbiamo cambiato con Udir le norme per favorire la mobilità, l’assunzione degli idonei in occasione dei concorsi pubblici, l’introduzione dello scudo penale, per evitare l’assurdità di presidi finiti addirittura in carcere per colpe di tutti meno che loro. Ma abbiamo provato e stiamo provando con forza a cambiare le norme sui tagli prodotti con il dimensionamento derivante dal Dpr 81/09. E ancora stiamo cercando di ottenere il recupero del Fondo unico nazionale, il Fun, così da valorizzare gli stipendi anche con appositi ricorsi al Tar. È arrivato il tempo – ha concluso il presidente Udir – di mettere la dirigenza al centro del progetto scuola della XIX legislatura”.

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A proposito degli abbandoni scolastici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 agosto 2022

È di questi giorni la notizia che sono aumentati gli abbandoni scolastici. A mio avviso è perché esiste un problema di ordine culturale e psicologico non meno grave dei problemi posti dallo sviluppo della scienza contemporanea e della critica storica. Il dramma del nostro presente sta tutto qui con giovani che non riescono più a volgere lo sguardo al passato ma che si crogiolano con il loro presente e persino negando un ruolo chiave al loro futuro. Vivere e godere i frutti del presente sembra essere una parola d’ordine che ha un suo innegabile fascino. Con ciò si vogliono spezzare i legami con un passato e disconoscerne il suo primato nella continuità, prima ancora che nella tradizione, per affermare quei valori deformanti del capitalismo e del consumismo che rendono, in pratica, più aspri e conflittuali i rapporti non solo generazionali ma di vita in comune. È il caso dell’abbandono scolastico dove i giovani si stordiscono con le droghe leggere o pesanti che siano, che si abbandonano a gesti teppistici, a violenze di genere. Cosa essi possono sapere della cultura moderna, delle libertà civili, degli ordinamenti democratici? È un ritorno all’analfabetismo di nuova formulazione che non s’identifica con il non saper scrivere e leggere ma nel non conoscere o riconoscere i sentimenti che sono generati da un vivere comune fondato su determinati valori che trovano la loro continuità dal passato proprio perché non sanno di vecchio ma semmai di eterno. Sono deformazioni che i giovani se le portano nel loro DNA non sapendo più distinguere un evento sportivo sano a uno deformato dalla violenza e dal teppismo, dall’istruzione come base per una ricerca sistematica del sapere a vantaggio di una devianza aberrante degli stessi insegnamenti. È una strada che si trasforma in un vicolo cieco di là del quale non vi sono sbocchi possibili. (Riccardo Alfonso)

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Dirigenti scolastici: Assunzioni in ruolo 2022/2023

Posted by fidest press agency su martedì, 16 agosto 2022

Udir lancia un ricorso al Tar Lazio per contestare il Decreto in corso di pubblicazione che definisce la ripartizione del contingente delle assunzioni per l’anno scolastico 2022/2023, nella parte in cui non riconosce l’applicazione dell’articolo 1 comma 978 della legge 30.12.2020 e del d.m. 104 del 26.04.2022, che definisce autonome le scuole che hanno meno di 600 alunni ma più di 500 e nel caso di quelle in piccole isole o comuni montani con meno di 400 ma più di 300. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Udir, ha affermato che “317 assunzioni sono poche, dobbiamo smetterla con le reggenze, non fanno bene a nessuno: è necessario avere più sedi di presidenza”.

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Assunzione in ruolo dei dirigenti scolastici per l’anno scolastico 2022/2023

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2022

Il Mef ha autorizzato per il nuovo anno scolastico l’assunzione in ruolo di 317 dirigenti scolastici. È chiaro come l’amministrazione abbia ignorato una norma approvata in parlamento rispetto alle sedi normo dimensionate, con meno di 600 alunni e 300 alunni nelle piccole isole e comunità montane, che sono nuovamente escluse dalla disponibilità per le assunzioni in ruolo di Ds e Dsga.Dunque, ancora una volta, le scuole neo dimensionate non sono sedi esprimibili e pertanto vengono affidate nuovamente in reggenza con enorme danno per l’istituzione scolastica e per tutti quei dirigenti che a distanza di 3 anni continuano a non essere assunti, nonostante ci siano le sedi.Udir avvia un ricorso al Tar Lazio contestando il Decreto in corso di pubblicazione che definisce il riparto del contingente delle assunzioni per l’anno scolastico 2022/2023, nella parte in cui non riconosce l’applicazione dell’articolo 1 comma 978 della legge 30.12.2020 e del d.m. 104 del 26.04.2022, che definisce autonome le scuole che hanno meno di 600 alunni ma più di 500 e nel caso di quelle in piccole isole o comuni montani con meno di 400 ma più di 300. Per Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Udir: “317 assunzioni sono decisamente poche, ricordiamoci che ci sono dei professionisti che hanno superato un concorso ormai da anni e che attendono la propria sede. Inoltre dobbiamo finirla con le reggenze: bisogna avere più sedi di presidenza. Questa situazione non ci sta bene e per questo abbiamo proposto un ricorso gratuito proprio per tutelare i dirigenti scolastici. Se fosse stata rispettata la volontà del Legislatore si sarebbero recuperate tutte quelle sedi che invece andranno a reggenza, con danno sia per le istituzioni scolastiche che per quei vincitori che attendo da 3 anni di essere immessi in ruolo”.

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Dirigenti scolastici: Sempre meno sedi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2022

Non si arresta il lento declino della dirigenza scolastica: ancora -129 presidi. Il presidente nazionale di Udir, giovane sindacato che tutela i dirigenti scolastici, Marcello Pacifico denuncia una situazione paradossale: nonostante la scuola italiana faccia perno sulla figura centrale del dirigente scolastico, “in 20 anni è scomparso un posto su tre; in questa situazione bisognerebbe ribellarsi, chiedere un cambio deciso di rotta e invece i sindacati rimangono in silenzio. Sono 590 ancora le sedi non assegnate per risparmio, così non si va da nessuna parte” Intanto continuano gli incontri tra ministero dell’istruzione e sindacati rappresentativi sul tema delle assunzioni dei dirigenti scolastici. L’informativa ha illustrato la questione inerente alle assunzioni da settembre di 317 nuovi presidi. Si registra un divario tra le scuole normodimensionate vacanti e disponibili (393) e i posti autorizzati da Mef per le assunzioni (317). Ciò che preoccupa di più è constatare come in alcune regioni del sud Italia (Sicilia, Puglia, Campania, Abruzzo e Calabria) vi siano 0 assunzioni. Secondo il parere di Udir il paradosso è servito: là dove bisognerebbe incentivare le assunzioni si rimane immobili. Si alza il numero delle scuole sottodimensionate e scende quello delle scuole nel complesso.

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Scuola: Immissioni in ruolo Dirigenti scolastici 2022/2023

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2022

Qualche giorno fa c’è stato un incontro al Ministero dell’Istruzione con le Organizzazioni sindacali di categoria rappresentative di area. Durante l’incontro l’Amministrazione ha fornito l’informativa sulle immissioni in ruolo dei futuri dirigenti scolastici, a partire dal primo settembre 2022. Il Direttore Generale, dott. Filippo Serra, ha dato notizia che l’Amministrazione scolastica ha avanzato la richiesta di ben oltre 500 posti per le immissioni in ruolo, in modo da esautorare le graduatorie ancora in vigore. Il Ministero Economia e Finanze, a fronte della richiesta dell’Amministrazione, ha dato il suo consenso solo per 317 immissioni, a cui si devono sommare ben 44 posti che saranno occupati da dirigenti scolastici trattenuti in servizio. Questo determina una manciata di posti. Il MEF, a suo dire, sostiene di non poter prendere al momento in considerazione le sedi normo-dimensionate, ai sensi dell’art. 1, comma 978 della Legge 178/2020 come modificato dall’art. 1, comma 343 della Legge 234/2021, non essendo ritenute abbastanza stabili a lungo termine.Adesso si aspetta solo l’approvazione del Consiglio dei ministri per l’assunzione di 317 Dirigenti e i relativi provvedimenti amministrativi. Come afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, “Prendiamo atto di questa notizia che ci amareggia e non ci piace per nulla. Già 398 assunzioni, date come certe nella precedente informativa, erano a nostro avviso troppo poche. Ora quest’ultime si sono ridotte ulteriormente a 317 posti. Noi non ci stiamo, le nostre scuole hanno bisogno di più dirigenti scolastici, basta con le reggenze e basta con le attese. Più sedi di presidenza è un passaggio obbligato”.

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Via il tetto allo sconto sui libri scolastici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

“Vorrei che la nuova legge sul libro fosse approvata entro la fine della legislatura per dare sostegno all’editoria” ha dichiarato oggi il ministro della Cultura, Dario Franceschini.”Basta che si abroghi l’articolo 8 della precedente vergognosa legge, la n. 15 del 13/2/2020, che ha posto un tetto allo sconto praticabile sui libri, come se dovessero essere le famiglie a finanziare l’editoria attraverso prezzi più alti e non invece lo Stato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Nel caso poi dei libri scolastici, dove lo sconto non può superare il 15%, si è toccato il fondo. Per tutelare qualche libreria le famiglie sono state costrette a pagare i libri il 10% in più, visto che lo sconto delle piattaforme digitali e della maggior parte dei supermercati nel 2019 arrivava al 25%. Insomma, invece di rendere effettivo il diritto allo studio previsto dall’art. 34 della Costituzione, invece di ridurre la stangata che le famiglie pagano ogni anno per mandare i figli a scuola, ci si è preoccupati di salvaguardare gli interessi di pochi. Intollerabile ed immorale!” conclude Dona.

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Abbandoni scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

“Complessivamente – sintetizza Tuttoscuola – nelle tre tipologie di abbandono (e nel passaggio di ciclo) la scuola secondaria di I grado ha registrato 18.566 abbandoni nel biennio 2017-18/2018-19 e 15.767 nel biennio 2018-19/2019-20 per un totale superiore a 34,3mila abbandoni, con percentuali rispettivamente dell’1,1% e dello 0,9%. Da un punto di vista meramente statistico percentuali intorno all’1% hanno forse poca rilevanza, ma da un punto di vista sociale e umano 34 mila ragazzi che lasciano la scuola dell’obbligo suonano quasi come una sconfitta, per loro e per le istituzioni pubbliche (scuola compresa)”. Il problema è che questi dati “smentiscono una convinzione diffusa secondo cui nelle scuole dell’obbligo (secondaria di I grado in particolare) non dovrebbe esserci dispersione e abbandono”, ma soprattutto essendo questi dati riferiti al biennio che ha preceduto la pandemia, si crea più di un “interrogativo sulle incidenze che il Covid 19 potrebbe avere indotto sugli abbandoni degli anni successivi”, conclude la testata specializzata. Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, molto dipende dalla concentrazione di alunni in una sola classe, che proprio nella secondaria tocca l’apice: “è una condizione – dice il sindacalista autonomo – che confligge, inevitabilmente, sul grado di attenzione massima che il corpo docente può attuare per prevenire e rispondere alle difficoltà dello studente, il quale non “sentendo” la scuola come luogo a lui congeniale arriva a lasciare e ad ampliare la categoria dei neet. Ridurre le classi, però, non basta: serve anche più tempo scuola, come indicato nel Patto per la Scuola, dello scorso mese di maggio, oltre a un migliore orientamento”.

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Dirigenti scolastici: Esami di Stato, siglato il Protocollo di Intesa

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Maggio 2021

Approvato, qualche giorno fa, il protocollo degli Esami di Stato 2021; già posto in uso per gli Esami di Stato 2020, è risultato idoneo anche per quest’anno a contenere il contagio da Covid-19. L’amministrazione riproporrà dunque gli stessi parametri. Secondo Udir è molto importante focalizzare l’attenzione sulla sicurezza, per studenti, famiglie e lavoratori delle scuole. Marcello Pacifico, suo presidente nazionale, ha affermato che risulta indispensabile “focalizzarsi sul problema del distanziamento interpersonale, procedere con la vaccinazione ove non completata. È importante fare in modo che tutti gli attori degli Esami di Stato possano vivere serenamente questo importante momento formativo e professionale, in primis i dirigenti scolastici che, ricordiamolo, hanno responsabilità civili, penali e amministrative. Ribadiamo che secondo noi bisogna procedere con uno scudo penale in grado di dispensarli dagli oneri una volta rispettati tutti i protocolli necessari”.

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Dirigenti scolastici: sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2021

Mentre l’anno scolastico in corso si avvia alla conclusione, Udir, giovane sindacato dei dirigenti scolastici, riflette su quello nuovo che tra pochi mesi ormai prenderà il via. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, sottolinea come sia indispensabile “focalizzare l’attenzione sulla sicurezza per poter tornare serenamente in classe a settembre: lavoratori della scuola da una parte e studenti e famiglie dall’altra ne hanno bisogno. Ma è anche necessario che i dirigenti scolastici si sentano tutelati nelle loro attività, dopo aver ovviamente rispettato tutti i protocolli. È per questo che noi, in tutte le sedi opportune, abbiamo rivendicato l’importanza di uno scudo penale per i presidi, perché sono esposti a una molteplicità di responsabilità di tipo amministrativo, civile e penale. Lo abbiamo richiesto attraverso la segnalazione di emendamenti specifici a diversi decreti. E certamente non ci arrenderemo, continuiamo la nostra battaglia”.Il presidente ha affermato infatti che temi come sicurezza e dimensionamento devono essere discussi approfonditamente; bisogna inoltre sbloccare i fondi e permettere agli enti locali di mettere a norma tutte le scuole italiane, la cui metà non ha neanche il certificato di agibilità per prevenire nuove tragedie.Il leader del sindacato inoltre, parlando del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha affermato che “per raggiungere un miglioramento in campo scolastico, si deve obbligatoriamente agire su più fronti, in un’ottica sistemica che consenta flessibilità e semplificazione della burocrazia. Bisogna coinvolgere la conferenza unificata e il Governo alla riformulazione delle regole sul dimensionamento scolastico con un tavolo specifico e urgente sul DPR 81/2009 per riaprire in sicurezza per il prossimo anno scolastico, a partire dell’assegnazione delle nuove 400 sedi di presidenza riattivate dall’ultima legge di bilancio. È necessaria una riforma del testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che faccia chiarezza e dia tutela al dirigente scolastico inquadrato quale datore di lavoro per chiarire le responsabilità rispetto ai proprietari degli immobili”.

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Dirigenti scolastici: il 14 luglio si discutono le prime cause in Cassazione sulla RIA

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 Maggio 2021

Una delle prime battaglie del sindacato è stata proprio la perequazione interna, della Ria, cioè di quell’assegno che ad oggi viene dato ai presidi assunti prima del 2001 e non ai dirigenti scolastici assunti dopo tale anno: nessuno ne fa cenno, ma per Udir è una battaglia fondamentale senza la quale non è possibile andare a firmare il contratto. La stessa cosa avviene per la perequazione esterna, dove addirittura negli ultimi incontri appare chiaro che i fondi stanziati non siano sufficienti a garantire quanto contrattualmente dovuto e per giunta senza interventi correttivi non è garantito nemmeno quel minimo previsto dalla legge, cioè quella progressiva ridistribuzione delle risorse, al punto tale da aumentare di 8mila euro complessivi la retribuzione di posizione di parte fissa dei dirigenti così come quella degli altri dirigenti delle altre ex aree. Inoltre nemmeno sulla perequazione esterna ci si può arrendere, perché ancora una volta, rispetto allo stipendio finale degli altri dirigenti della pubblica amministrazione, i dirigenti scolastici percepiscono la metà.

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Il Covid aumenta gli abbandoni scolastici

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2021

Il lockdown ha dato una spinta ulteriore a lasciare la scuola. Lo ricorda stamane Tuttoscuola, citando un’indagine condotta da Ipsos tra gli studenti della secondaria di secondo grado: nel 28% delle classi si sarebbe verificato almeno un abbandono di un loro compagno, da quando la pandemia ha compromesso le attività didattiche in presenza. Poiché nel 2019-20 le classi funzionanti erano 121,5mila, si può ritenere che, se fondata la stima del 28%, non meno di 34mila ragazzi hanno abbandonato o siano propensi a non ritornare a scuola: una ferita – commenta la rivista – che negli ultimi dieci anni ha comportato un abbandono complessivo di quasi 1,6 milione di ragazzi, il 26% degli oltre 6 milioni che nel decennio precedente avevano iniziato il loro primo anno del percorso scolastico nelle superiori. È come se tutte le scuole statali della Lombardia e della Toscana si svuotassero senza avere in classe nemmeno uno del milione e 658 alunni iscritti quest’anno, lasciando deserte le aule di paesi e città”. Questo significa che durante il percorso scolastico hanno abbandonato la scuola statale in 127 mila, il 21,3%. Se quei 34 mila, se pur ufficiosi, fossero nei fatti nuovi abbandoni che si vanno ad aggiungere, porterebbero il totale degli abbandoni oltre le 160mila unità con un tasso di circa il 27%, il livello negativo di sei-sette anni fa: un pericoloso ritorno al passato che riaprirebbe ulteriormente, con il coltello del Covid, una ferita sociale che fatica a rimarginarsi.

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A proposito degli abbandoni scolastici

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2021

È di questi giorni la notizia che sono aumentati gli abbandoni scolastici. A mio avviso è perché esiste un problema di ordine culturale e psicologico non meno grave dei problemi posti dallo sviluppo della scienza contemporanea e della critica storica. Il dramma del nostro presente sta tutto qui con giovani che non riescono più a volgere lo sguardo al passato ma che si crogiolano con il loro presente e persino negando un ruolo chiave al loro futuro. Vivere e godere i frutti del presente sembra essere una parola d’ordine che ha un suo innegabile fascino. Con ciò si vogliono spezzare i legami con un passato e disconoscerne il suo primato nella continuità, prima ancora che nella tradizione, per affermare quei valori deformanti del capitalismo e del consumismo che rendono, in pratica, più aspri e conflittuali i rapporti non solo generazionali ma di vita in comune. È il caso dell’abbandono scolastico dove i giovani si stordiscono con le droghe leggere o pesanti che siano, che si abbandonano a gesti teppistici, a violenze di genere. Cosa essi possono sapere della cultura moderna, delle libertà civili, degli ordinamenti democratici? E’ un ritorno all’analfabetismo di nuova formulazione che non s’identifica con il non saper scrivere e leggere ma nel non conoscere o riconoscere i sentimenti che sono generati da un vivere comune fondato su determinati valori che trovano la loro continuità dal passato proprio perché non sanno di vecchio ma semmai di eterno. Sono deformazioni che i giovani se le portano nel loro DNA non sapendo più distinguere un evento sportivo sano a uno deformato dalla violenza e dal teppismo, dall’istruzione come base per una ricerca sistematica del sapere a vantaggio di una devianza aberrante degli stessi insegnamenti. E’ una strada che si trasforma in un vicolo cieco di là del quale non vi sono sbocchi possibili. (Riccardo Alfonso)

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Torino: Città metropolitana e nuovi indirizzi scolastici

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

Con la pubblicazione dei decreti della consigliera metropolitana delegata all’istruzione Barbara Azzarà, si è concluso ufficialmente il processo di programmazione scolastica, il cui momento centrale è stata la conferenza per il dimensionamento e la programmazione scolastica tenuta, con il coordinamento della Città metropolitana, giovedì 26 novembre in modalità telematica.Ora la decisione finale sul via libera ai nuovi corsi delle scuole superiori approvati dalla Città metropolitana spetta alla Regione Piemonte, che si esprimerà entro gennaio del prossimo anno. “Auspichiamo che a gennaio i ragazzi interessati possano iscriversi ai nuovi corsi” commenta la consigliera Azzarà. “In un frangente così complesso per la scuola e per la società tutta, gli indirizzi scolastici che abbiamo approvato consentono a molti studenti di poter optare per la scuola preferita rimanendo vicino a casa, e riducendo in questo modo la pressione sui trasporti pubblici, uno dei grandi problemi legati all’emergenza sanitaria di questi mesi”.

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Mobilità dei dirigenti scolastici, approfondimento Udir

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

Proprio la settimana scorsa è stato presentato un emendamento che chiede lo sblocco della mobilità al Decreto scuola D.L. 22 del 8 aprile 2020 in esame al Senato. Vai al Testo degli emendamenti L’esilio lavorativo è una condizione da non augurare a nessuno. Soprattutto quando è ingiustificato e dura da troppo tempo, senza che si intravedano possibilità di poter tornare a casa, dai propri affetti, nella propria regione, senza più spese per soggiorni e viaggi, vedendo decurtato il proprio stipendio anche di oltre 12mila euro all’anno.Molto preoccupante risulta invece la situazione che si va prospettando, relativa alla mobilità dei dirigenti scolastici, nei prossimi 10 anni. La mobilità dei dd.ss. in servizio fuori della propria regione sarà ostacolata infatti da almeno tre fattori: il vincolo triennale di assegnazione alla propria sede, sancito dal contratto di lavoro sottoscritto; il limite massimo del 30% delle sedi disponibili da riservare alla mobilità interregionale, e la sincronia con cui i dirigenti scolastici si troveranno a chiedere la mobilità interregionale.Gli USR renderanno disponibili solo poche sedi nelle diverse regioni, anche meno del 30% massimo definito nel CCNL, mentre invece aumenterà il numero di dirigenti scolastici che chiederanno già da quest’anno la mobilità. Il combinato dei vari fattori rischia di rendere di fatto impossibile e bloccata per lungo tempo la mobilità interregionale per la maggior parte dei dirigenti scolastici, sia quelli da poco immessi in ruolo fuori regione con il concorso del 2017, sia quelli del concorso del 2011, sia quelli immessi ai sensi dei commi 87 e 88 della legge 107/2015. Questa giusta e umana possibilità, per quanto prevista nel contratto, sarà per loro di fatto preclusa.Per scongiurare il blocco completo della mobilità interregionale nei prossimi anni e impedire la disapplicazione di ogni criterio di merito con l’attuale procedura che di fatto penalizza i dirigenti scolastici assunti da tempo (oramai alla fine del quinto anno di dirigenza) e i neoassunti, Udir propone di adottare, a partire dall’anno scolastico 2020/2021, la mobilità straordinaria su tutte le sedi disponibili prima delle nuove immissioni in ruolo e l’abolizione del tetto del 30% e di qualsiasi limitazione al numero delle sedi disponibili per la mobilità interregionale, tenendo anche conto dell’anzianità di servizio maturata nel ruolo di dirigente e le modalità di assunzione attraverso un concorso nazionale.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, risponde così all’appello accorato del “Coordinamento Ds itineranti” prendendo in carico il gravoso peso di problemi, economici, affettivi e psicologici che tali DS sono costretti a subire, tenuto conto che l’operato del sindacato UDIR si basa sulla “tutela del diritto”, come principio basilare.UDIR si è già occupato di mobilità, presentando diversi emendamenti e Disegni di Legge sia alla Camera che al Senato, spingendo gli USR a modificare le proprie azioni come nel caso dell’USR Campania che a seguito dei solleciti, da quest’anno, ha messo a mobilità interregionale il 30% dei posti a fronte dell’8% dell’anno prima. Ma questo è stato solo un primo risultato e l’UDIR, con il presidente Marcello Pacifico, porrà in essere tutte le azioni utili al raggiungimento dell’obiettivo: vedere rientrare i DS nelle proprie regioni di residenza e di vita, di nuovo insieme ai propri cari e senza pazzesche spese che incidono sul regime economico delle proprie famiglie.Saremmo ben lieti di poter affrontare la tematica accanto a voi e con voi, e a tal fine chiediamo di poter avere un contatto diretto con il “Coordinamento DS itineranti” e con tutti i movimenti di dirigenti scolastici in interregionalità, per creare un fronte comune, acquisendo insieme la forza necessaria.

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Mobilità dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Il sindacato Udir ha presentato alla VII commissione del Senato dieci proposte di modifica del decreto legge. Tra le proposte, quella relativa alla Sblocco della mobilità interregionale e mobilità straordinaria DS. Vai al testo degli emendamenti. Udir ha inviato dieci proposte di modifica del Decreto Scuola presentato dal Ministro Azzolina, attualmente all’esame della VII Commissione del Senato: dalla revisione dei criteri per la valutazione degli scrutini a quelli per gli esami di stato, dalla tutela della salute del personale e degli studenti alla piena valorizzazione dell’attività di didattica a distanza, a un piano straordinario di mobilità dei dirigenti prima delle prossime immissioni in ruolo.Come ha affermato il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, in un’intervista ai microfoni di Teleborsa, “l’emergenza deve valorizzare il ruolo dell’autonomia e il lavoro svolto da tutta la comunità educante. I dirigenti scolastici ritengono che non si debba ‘sminuire’ il ruolo degli organi collegiali, che possono riunirsi a distanza”.Per quanto riguarda la mobilità, Pacifico ha lanciato un “appello anche a favore dei dirigenti scolastici neoassunti, che dovrebbero rimanere nelle sedi assegnate e vacanti per almeno 5 anni. È giusto che anche questi rientrino in quel piano di mobilità straordinaria valido per tutti i dirigenti scolastici in base all’anzianità di servizio”.La misura proposta da Udir si pone “l’obiettivo di sbloccare la grave situazione di disagio a cui sono soggetti numerosi Dirigenti Scolastici collocati fuori regione e di evitare l’ulteriore stallo della mobilità interregionale a cui sarebbero soggetti molti dei dd.ss. vincitori del concorso 2017 e collocati fuori regione, nonché i dirigenti scolastici in ruolo da anni e assegnati fuori della propria regione, tenuto conto anche dell’ultima selezione avvenuta su graduatorie nazionali per i dirigenti scolastici neo-assunti, al fine di facilitare il rientro nella regione di appartenenza a fronte di nuovi posti resi vacanti”.

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Dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

E’ stato approvato l’emendamento richiesto da Anief e Udir sullo scorrimento della graduatoria degli idonei. In 500 potranno essere assunti in caso di posti vacanti e disponibili nei prossimi anni per aver superato l’ultimo concorso. Lo prevede una modifica al Mille-proroghe approvato in Commissione richiesto da Italia Viva e suggerito dai due giovani sindacati del personale del comparto e della dirigenza pubblica. I legali di Anief avevano presentato un ricorso al Tar Lazio di cui chiederanno la cessazione della materia del contendere all’atto dell’approvazione definitiva della legge L’approvazione di un emendamento che rende possibile lo scorrimento delle graduatorie di merito dei concorsi, permettendo l’assunzione di circa 500 dirigenti scolastici altrimenti non assunti pur essendo risultati idonei. Ecco – come riportato dalla stampa specializzata – cosa è andato in scena di significativo in sede di discussione del decreto Mille-proroghe 2020. Anief e Udir si erano, in tal senso, spesi indicando le strade da percorrere per raggiungere questo traguardo.

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Dirigenti scolastici: Udir sul caso: “Mancano Dsga, si corra ai ripari”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Il sindacato dei ds in difesa dei Dirigenti Scolastici di tutta Italia che in questi giorni si trovano alle prese con la mancanza del Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi. È basilare un intervento urgente: “Non è permesso nessun tipo di lassismo. Impossibile avviare in modo corretto le attività di segreteria e contabili”. Un intervento urgente, ma risolutivo delle criticità in cui versano le tantissime istituzioni scolastiche di tutta Italia e con un aggravio particolare in Sicilia. Intervento in assenza del quale «si metteranno in atto tutte le misure per garantire la sicurezza dei dirigenti» Lo chiede, in una lettera aperta all’Assessorato regionale all’Istruzione e al Miur, il sindacato dei ds UDIR, sottolineando come «la mancanza della figura del DSGA comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto». A fianco dei ds c’è il giovane sindacato che, fin dalla sua fondazione, ha difeso i diritti dei dirigenti scolastici. La mancata sostituzione dei DSGA presso le varie istituzioni scolastiche siciliane e non solo, causata dalla difficile situazione politica e da una serie di evidenti errori amministrativi, necessita di un pronto e immediato intervento. Sapendo del problema dovuto alla carenza di DSGA e ai pensionamenti imminenti appare assurdo che il Miur abbia avviato il concorso solo nel maggio 2019, tuttora in itinere, e in cui non sono stati svolti a ora nemmeno gli scritti. Ancora più paradossale che lo stesso Miur non abbia fatto un concorso interno e riservato per coloro che già svolgevano il ruolo con l’incarico annuale, attività che avrebbe grandemente ridotto l’attuale catastrofe. E ora, nonostante errori di cui qualcuno dovrebbe rispondere, il Miur e gli uffici regionali cercano di scrollarsi di dosso le responsabilità di questa tragedia. Udir non ci sta e ha prontamente scritto, stigmatizzando questo fatto, chiedendo un intervento immediato e risolutivo. “La tempistica della quotidianità scolastica – si legge nella missiva – non permette nessun tipo di lassismo, anche in considerazione della particolare situazione amministrativa in cui incorre attualmente l’USR. Non è ipotizzabile che i dirigenti scolatici si facciano carico di responsabilità che esorbitano dalla funzione, così come non è ammissibile che i predetti vengano onerati di compiti in realtà spettanti ad altri soggetti”. Pertanto, appare evidente come la mancanza della figura del Dsga comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto.

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