Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘scolastico’

Test antigenici rapidi al personale scolastico non statale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

“Nonostante sia stato previsto per tutto il personale scolastico, sia statale che paritario, ci giungono diverse segnalazioni da parte di dirigenti di scuole non statali che evidenziano come il proprio personale non riesca da giorni ad iscriversi al portale regionale per effettuare i test antigenici rapidi. Regione e ufficio scolastico regionale intervengano, è importante che questi percorsi di sicurezza funzionino per tutte le scuole” ha dichiarato Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia Viva. “Il progetto ‘Scuole Sicure’, strumento utilissimo, prevede per tutto il personale scolastico un programma di screening gratuito e volontario. La Toscana offre, quindi, la possibilità a quei lavoratori che lo desiderano di prenotarsi attraverso il portale web regionale per poi effettuare il test antigenico rapido presso i drive through. Mentre per quanto riguarda lo screening degli studenti tutto è andato per il meglio e viene effettuato sia sui ragazzi delle scuole statali che su quelli delle paritarie, per gli insegnanti qualcosa sta andando storto. Sembra, infatti, che i codici meccanografici, necessari all’iscrizione e forniti dal nuovo portale regionale al personale non statale, non vengano riconosciuti dal sistema” ha continuato il deputato. “È importante che questi percorsi di screening siano fatti per tutti gli studenti e per tutti i docenti, indipendentemente dal fatto che frequentino o lavorino in scuole statali o paritarie” ha concluso Toccafondi.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La campagna di vaccinazione del personale scolastico

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2021

Nel corso della campagna di vaccinazione del personale scolastico con il vaccino AstraZeneca abbiamo letto e ascoltato osservazioni, commenti e critiche che hanno cercato di fare apparire il mondo della scuola poco sensibile al tema se non addirittura oppositivo all’opportunità della tutela della salute attraverso la vaccinazione. Addirittura abbiamo letto autorevoli tweet e opinioni che hanno insinuato il sospetto sulla circostanza secondo la quale molti docenti (il riferimento era a quelli siciliani!) abbiano preso a pretesto la vaccinazione per un’assenza di massa nei giorni successivi al vaccino. Ebbene, con un sondaggio lanciato sui social è stato chiesto di rispondere e provare a fare un quadro della situazione fondato su dati corrispondenti all’esperienza di ciascun “operatore scolastico”. Con il sondaggio – al quale hanno risposto 1616 persone e che ovviamente non ha alcuna pretesa scientifica – si è cercato di rappresentare l’esperienza vaccinale di ciascuno di noi (organizzazione della vaccinazione e reazioni al vaccino). Dal report realizzato nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31/3 emergono dati lusinghieri e onorevoli per il sistema paese, per chi si è fatto carico di organizzare la campagna a livello regionale e provinciale e per gli stessi cittadini che hanno accolto la proposta della vaccinazione nonostante le iniziali criticità e le incertezze soprattutto connesse ai tempi della permanenza dell’immunizzazione individuale.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola: Mancano all’appello 20 mila posti da collaboratore scolastico

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

La scuola ha bisogno di innalzare il numero di docenti, ma anche di lavoratori Ata. Lo sa bene l’Anief, che ha appena partecipato a un incontro per la mobilità del personale amministrativo della scuola, in particolare per il personale che proviene dalle cooperative: si tratta di 20mila lavoratori socialmente utili (LSU) che sono stati assunti come lavoratori a tempo indeterminato.“Quando sono state fatte queste assunzioni – ha detto Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, intervistato dall’agenzia Teleborsa – quei posti in organico dovevano essere aggiuntivi rispetto ai posti che ordinariamente venivano utilizzati dai collaboratori scolastici con contratti a tempo determinato. È quindi arrivato ora il momento di incrementare l’organico ATA, inserendo questi 20 mila posti, e di procedere alle immissioni in ruolo a tempo indeterminato di tutto il personale precario che ha svolto per tanti anni il lavoro nella scuola italiana. Va poi ricordato che dal 2008 l’organico ATA si è ridotto del 25%, a volte lasciando non in sicurezza le scuole: è arrivato il momento, grazie anche all’utilizzo dei fondi del Recovery Plan, di garantire in pieno il diritto allo studio, ma anche di potenziare l’organico ATA, attivando tutti i profili professionali”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Emergenza precariato scolastico

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

Sono numeri importanti quelli dell’emergenza precariato scolastico, ancora più gravi rispetto a quelli che sono stati resi noti fino a poche settimane fa: a fornire i dati aggiornati sugli attuali docenti in organico nelle scuole, specificando l’alto numero di supplenti, è stato il nuovo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi durante l’incontro con le organizzazioni sindacali. Attualmente sono 695.262 mila i docenti titolari a cui si aggiungono 213 mila a tempo determinato; di questi, 104 mila sono insegnanti di sostegno; oltre 25 mila i ‘docenti Covid’.“Se non si interviene in modo efficace – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – a settembre ci ritroveremo ancora peggio, perché andranno in pensioni altri 35 mila docenti e non è detto che con le modalità di reclutamento tradizionali vengano rimpiazzati con altrettanti colleghi precari. Molte delle graduatorie per le assunzioni risultano ormai svuotate, come pure le GaE, e i concorsi ordinari risultano in alto mare, anche per via del Covid19. E pure il riservato della secondaria, che dovrà attendere le suppletive, non è detto che porti in cattedra i vincitori entro pochi mesi. Bisogna assolutamente cambiare le regole del concorso straordinario, trasformando la selezioni per esami in una procedura per titoli e servizi. Se poi si reintrodurrà pure il doppio canale, riaprendo finalmente le graduatorie a esaurimento allora avremo davvero pratico quella svolta di cui abbiamo bisogno”.
Sui precari potrebbero esserci importanti novità in arrivo. L’obiettivo del neo-ministro dell’Istruzione, riporta oggi la stampa specializzata, è fare il possibile per avere i docenti titolari in cattedra dal 1° settembre 2021 senza più andare incontro allo spiacevole e deleterio “balletto” dei supplenti da protrarre per mesi e mesi.Anief prende atto dalla volontà del neo ministro Patrizio Bianchi di soffermarsi sul precariato, che viene evidentemente e giustamente considerato uno dei mali più pericolosi della scuola pubblica italiana. Se calcoliamo che i supplenti Covid sono in realtà almeno il doppio rispetto a quelli indicati, seppure evidentemente con una quantità di ore di insegnamento settimanale inferiore a quello che va a costituire le cattedre, già ora ci ritroviamo con una quantità di maestri e insegnanti precari senza precedenti.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Draghi vuole allungare l’anno scolastico

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

L’allungamento del calendario scolastico per recuperare le ore di lezioni in presenza perse, citato oggi dal neo presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi al Senato, deve essere inteso come un atto volontario e da includere come attività aggiuntiva con compenso ulteriore: così replica Marcello Pacifico, presidente Anief, all’apertura del premier sull’esigenza di andare a scuola anche al pomeriggio, nei weekend, d’estate. “In dad si è lavorato”, commenta a caldo a Orizzonte Scuola il leader dell’Anief. “Se il recupero – dice il sindacalista – è inteso come attività aggiuntive retribuite e in maniera volontaria, un po’ come avvenuto a settembre, saranno di volta in volta gli insegnanti a decidere in consiglio di classe, in base alla certificazione delle competenze sviluppate dagli studenti, e gli apprendimenti raggiunti. Se invece questo recupero va inteso che il lavoro che si sta facendo in questo momento non viene preso in considerazione, ma non mi sembra si tratti di questo, allora non siamo d’accordo”.Il nazionale presidente Anief ha tenuto a ricordare al neo premier “che c’è un contratto integrativo firmato dalle Organizzazioni sindacali e dal ministero sulla didattica integrata. Il contratto disciplina quello che la legge prevedeva, cioè il fatto che tutta la didattica a distanza fatta sia valutabile ai fini degli scrutini finali”. Pacifico ha anche ricordato che “la pandemia ha portato il mondo della scuola a confrontarsi con la tecnologia. La dad dovrà essere sempre considerato uno strumento funzionale e integrativo all’attività didattica in presenza. Sembrerebbe un controsenso quindi rispetto alla volontà di allungare il calendario scolastico”.Mario Draghi ha fatto cenno anche alla formazione dei docenti per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni. “Certo – ha replicato ancora Pacifico – così come bisogna allineare gli stipendi alla media europea. Allineare l’età pensionabile, in Europa a 63 anni, allineare l’età di accesso, in Europa a 25 anni rispetto ai 40 in Italia. Noi abbiamo gli insegnanti più formati in Europa e con più titoli. Bisogna semmai snellire le procedure di reclutamento, evitare il precariato, stabilizzare i precari esistenti, adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto. E poi riconoscere il burnout e quindi cercare di svecchiare con delle finestre ad hoc per le pensioni degli insegnanti, cercando di svecchiare la classe docente”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola: Ipotesi nuovo calendario scolastico

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Marcello Pacifico, presidente Anief, interviene su uno dei punti principali illustrati dal presidente incaricato Mario Draghi ai partiti politici durante il secondo giro di consultazioni in vista della formazione del Governo: “pensare di allungare l’anno scolastico per recuperare le carenze formative derivanti dal lockdown e dai problemi didattici che ha creato la pandemia non ci trova d’accordo: la didattica a distanza è stata regolarizzata e va considerata alla pari delle lezioni in presenza”. Il presidente del sindacato rappresentativo Anief ritiene dunque che le priorità da attuare siano altre: “Bisogna intervenire subito, avvalendosi anche dei fondi del Recovery plan, sulla cancellazione di 20mila classi pollaio, sui plessi scolastici dismessi a seguito dello scellerato dimensionamento Tremonti-Gelmini, oltre che sugli organici da stabilizzare il prima possibile, perché a settembre si rischia seriamente di toccare un altro record di cattedre assegnate a personale precario che andava assunto in ruolo da tempo, come ci chiede la Commissione europea da oltre 20 anni”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ad un mese dall’inizio dell’anno scolastico il Referente scolastico Covid in prima linea contro l’invisibile nemico

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

Nel Rapporto dell’Istituto Superiore di sanità del 21 agosto scorso è stata prevista la figura del Referente scolastico Covid 19. Una novità nell’organigramma della scuola covidiana che ha imposto una approfondita riflessione sulle “caratteristiche” professionali richieste. Una nuova figura che contrattualmente non è regolamentata (d’altronde come le altre figure della governance scolastica!) lasciando – nell’emergenza pandemica – alle autonome Istituzioni scolastiche l’individuazione, le modalità di incarico, i compiti (gestione, comunicazione ed informazione), le responsabilità e la specifica formazione. Dalle indicazioni operative non è stata esclusa la possibilità che la funzione di referente scolastico per COVID-19, ove non si tratti dello stesso dirigente scolastico, possa essere svolta da un docente o personale ATA individuato ad essere un costante riferimento per il dipartimento di prevenzione e per le altre analoghe figure delle scuole che per ragioni diverse sono in contatto (alunni dello stesso nucleo familiare frequentanti scuole diverse, docenti in cattedra oraria, ecc.). Se un bilancio può essere fatto in questo primo periodo di scuola in presenza, si può affermare che il Referente scolastico Covid 19 è stato impegnato – a partire dalla opportuna formazione di base – tutti i giorni e per un numero di ore indefinibile a progettare e sviluppare protocolli interni utili all’azione di segnalazione e monitoraggio dei casi con sintomatologia (possiamo chiamarla azione preventiva), all’attività di informazione al personale e alle famiglie, a ricevere segnalazioni di soggetti che risultassero contatti stretti di un caso di Covid positivo, a concertare una sorveglianza degli alunni con fragilità. Nella gestione dei casi COVID 19 di questi due primi complicati e per tante ragioni imprevedibili mesi di scuola, i compiti prevalenti del Referente scolastico si sono concentrati nella comunicazione con il Dipartimento di prevenzione competente, nella verifica e revisione del protocollo di monitoraggio dei casi verificatesi all’interno e fuori i locali scolastici, di informazione, tracciabilità e interconnessione con i Referenti Covid delle altre scuole ed i Referenti Covid dei Dipartimenti di Prevenzione. Per tutto questo imponente carico di lavoro aggiuntivo, per quanto riguarda il riconoscimento economico – determinato nella contrattazione di Istituto ai sensi dell’art.88 del CCNL 2006/2009 – si deve fare ricorso alle risorse del Fondo per il MOF. ANCoDiS è sicura che la saggezza di chi siede al tavolo della contrattazione condurrà ad una ragionevole ed equilibrata valutazione del lavoro svolto e della conseguente determinazione economica. In caso contrario, sarebbe l’ennesima violazione dell’art. 36 della Costituzione Italiana che non potrà essere accettato. Per Ancodis Prof. Rosolino Cicero

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’infermiere scolastico nel Lazio

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha firmato l’ordinanza per l’attivazione immediata da parte delle Asl delle procedure per ricercare i medici, gli infermieri e gli assistenti sanitari da dedicare all’attività di prevenzione e controllo dell’infezione da SARS-CoV 2 nelle scuole e per i servizi educativi nel Lazio. Si tratta di professionisti da acquisire anche attraverso la stipula di specifici contratti libero professionali e attraverso l’utilizzo delle graduatorie delle procedure concorsuali già in corso.Si cercano soluzioni ad hoc per consentire agli studenti di ogni età di riprendere le normali attività di istruzione nella massima sicurezza. Finalmente anche la FNOPI, che rappresenta gli Ordini degli infermieri e che è anche ente sussidiario dello Stato, ammette la necessità indispensabile della presenza di infermieri nelle scuole, soprattutto nei primi momenti, a tempo pieno, per creare e supportare un percorso di conoscenza, sensibilizzazione e intervento immediato a supporto degli studenti di ogni età.
Ma ancora una volta, osserva De Palma, presidente del Sindacato Infermieri si parte dai casi singoli come quello della regione Lazio mentre ci troviamo di fronte a un atteggiamento politico assolutamente incomprensibile.Prima di tutto, continua De Palma, non esiste un confronto con i sindacati, il Governo dialoga “con gli enti sussidiari dello Stato”, che tuttavia non hanno la competenza di legge nell’affrontare e risolvere specifiche problematiche inerenti la realtà di lavoro ed organizzativa degli infermieri.Qualcuno forse non vuole capire, o più semplicemente fa finta di non comprendere: il problema è che stiamo parlando di scelte delicate, che comportano riflessi diretti ed indiretti sull’inquadramento giuridico contrattuale che attiene alla nostra categoria professionale, ambiti questi di stretta competenza dei datori di lavoro e dei sindacati. Alla luce di tutto ciò non condividiamo in alcun modo, sotto il profilo sindacale, anche l’avanzata ipotesi resa pubblica dalla FNOPI, ma che tuttavia sembra essere stata accantonata anche da parte dalla Regione Lazio, che pare aprire ad un possibile impiego, tout court, dei circa 9 mila infermieri previsti dal decreto rilancio, quindi parliamo degli infermieri di famiglia e di comunità, per attribuirgli il ruolo di infermiere scolastico. Stiamo parlando di una attività che, per l’impegno richiesto, dovrebbe essere svolta a tempo pieno, almeno all’inizio. Per il Nursing Up, invece, gli infermieri scolastici dovranno essere figure distinte, individuate attraverso l’assegnazione di nuove e specifiche risorse economiche, beninteso, senza escludere la possibilità che una parte degli infermieri di famiglia possa essere utile nelle scuole, che sono parte integrante della comunità, ma non certo attraverso un loro impiego a tempo pieno ed in forma esclusiva.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, scuola/school | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

L’infermiere scolastico è una proposta ragionevole?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

“Il Governo durante l’esame DL proroghe a Montecitorio ha accolto la mia proposta per l’introduzione dell’infermiere scolastico. Istituire questa figura, con Il Covid che ancora spaventa, è necessario per poter tornare a scuola in totale sicurezza e garantire il rispetto del diritto alla salute degli alunni e del personale scolastico. All’interno delle scuole c’è bisogno di una figura che svolga attività di controllo sanitario e l’infermiere scolastico potrebbe assolvere a questi compiti. Gli infermieri sono professionisti che hanno dato prova di grande coraggio durante il periodo di emergenza sanitaria ed hanno le competenze per gestire perfettamente questa delicata fase. La figura dell’infermiere scolastico, infatti, oltre alle funzioni di supporto sanitario, potrebbe occuparsi del monitoraggio sulla corretta applicazione delle misure anti-COVID per prevenire i contagi, dei bisogni assistenziali degli alunni (con particolare attenzione ai portatori di disabilità) allertando e attivando in caso di necessità il medico del dipartimento di prevenzione a cui l’istituto scolastico fa riferimento. (by Moira Perruso)

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

No al medico scolastico

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

“Abbiamo abbandonato la figura del medico scolastico con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, oltre 40 anni fa. Non torniamo indietro e soprattutto non creiamo confusione di ruoli a scapito di bambini e genitori. Dentro quelle classi ci sono i nostri pazienti ed è impensabile affidare ad altre figure professionali non specialistiche, compiti che si collocano tra le nostre responsabilità. Non c’è bisogno di un altro medico. Piuttosto, come indicato nel documento dell’Istituto Superiore di Sanità sulla gestione dei contagi nelle scuole, occorre che i Dipartimenti di Prevenzione individuino figure di raccordo, come gli Infermieri di Comunità”. Questa la posizione della FIMP, Federazione Italiana Medici Pediatri, espressa dal Presidente Paolo Biasci in un incontro col Ministro della Salute, Roberto Speranza.“Quanto alla prevenzione – afferma Biasci – siamo disposti a dare il nostro contributo nella Scuola con Attività Territoriali che peraltro il nostro Accordo Collettivo Nazionale già contempla e ci stiamo impegnando a partecipare attivamente alla Campagna di Vaccinazione per l’Influenza. Il Pediatra di Famiglia è in grado di assolvere questi compiti senza che si debbano “inventare” novità rispetto a quanto già previsto: spetta alle Regioni coinvolgerci. Il SSN deve sfruttare al meglio le risorse di cui dispone, soprattutto se specialistiche, che hanno già dimostrato di essere efficaci nella gestione dell’emergenza, ma anche nella semplificazione della vita quotidiana di bambini, famiglie e mondo della Scuola. E le famiglie ci apprezzano anche per questo”. “Facciamo tesoro del rapporto fiduciario che abbiamo costruito nel tempo e da lì ripartiamo – conclude Biasci – consapevoli che la scuola non solo garantisce la didattica, ma è anche ambito di apprendimento della socialità e della convivenza, luogo dove con bambini e adolescenti devono lavorare in sicurezza educatori, insegnanti e personale. Con un doveroso senso di responsabilità da parte di tutti, dobbiamo dare a questo equilibrio una solida sostenibilità. Come Pediatri di Famiglia siamo pronti a fare la nostra parte”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Screening personale scolastico, su adesioni Mmg vs insegnanti

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Medici di famiglia divisi su mancati compensi «Un terzo dei docenti diserta lo screening». «Non è vero, dal medico di famiglia ci andiamo ma ci rifiuta il test dicendo che non serve, o che ha paura del contagio o gli mancano i dispositivi di protezione». Tra medici di famiglia e personale scolastico è tempo di accuse. Beninteso, sia per chi lo pratica sia per chi vi si sottopone, l’adesione al test sierologico pungi-dito volto a verificare l’incidenza del coronavirus a scuola è volontaria. Dopo Ferragosto, molti docenti e personale ATA hanno chiamato il curante per un appuntamento senza aspettare una sua telefonata, ma un 30-35% manca all’appello. Quanto ai medici di famiglia, la richiesta del Ministro della Salute Roberto Speranza e del commissario all’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri di uno screening gratuito entro il 7 settembre ha spaccato la categoria: ha detto sì il sindacato maggioritario Fimmg per «garantire ai cittadini la migliore assistenza possibile di una medicina generale pubblica nel suo senso di appartenenza al Servizio sanitario nazionale». No invece da Snami e Smi. E rilievi da Fismu-Intesa sindacale, sigla il cui il segretario Francesco Esposito invita ad effettuare i test a scuola, assumendo medici precari. Il resto dei sindacati si divide su gratuità, oneri, rischi.
Niente retribuzione – A livello nazionale, lo screening non comporta compensi, né è previsto in convenzione. Angelo Testa, presidente Snami, osserva che «non si lavora gratis, ed eventuali nuove incombenze vanno concordate nei tavoli istituzionali. Per noi, i test sierologici per il Covid vanno effettuati dall’igiene pubblica e dai laboratori di analisi». Snami però denuncia anche in queste ore che in alcune regioni (Sardegna) sarebbero arrivati esposti alle Asl contro i medici non aderenti. «In caso di contenzioso la posizione del medico sarà difficilmente difendibile per violazione del codice deontologico… ma che “ci azzecca” il codice con una libera scelta individuale?» Snami chiede al presidente degli Ordini Filippo Anelli di prendere posizione. Peraltro, il sindacato degli operatori scolastici Anief, denuncia che qualche medico dopo aver aderito starebbe chiedendo un compenso per l’attività reputandola extra convenzionale.Costi burocratici – E’ vero che i kit sono forniti dai Distretti o direttamente ai Mmg aderenti alla campagna spesso tramite i coordinatori delle aggregazioni che li distribuiscono insieme ai dispositivi di protezione. Ora, già sulla fornitura dei DPI ci sarebbero disparità tra regioni, denunciate dal presidente degli ordini Filippo Anelli («mi è stato raccontato di pacchi di guanti da 100 divisi e contati, uno ad uno, nella distribuzione a medici di famiglia, come se si temesse di eccedere»). Quanto ai test, sulla carta il Ministero della Salute quantifica in una decina di unità i test sierologici che ogni singolo medico dovrebbe effettuare . Bisogna però farli a tutti gli interessati. Il medico di famiglia può “convocare” lui gli assistiti. Nei programmi in uso è inserita l’opzione “test sierologici” che consente di scaricare i nominativi dei propri assistiti operativi nelle scuole e di salvarli in un file, per richiamarli. Il segretario Fimmg Silvestro Scotti nota un certo successo nei re-calling telefonici che potrebbero alla fine contribuire a dimezzare i mancati contatti. Pina Onotri leader Smi ricorda però che questi oneri portano via tempo prezioso di fronte all’ondata dei pazienti no-Covid che stanno recuperando gli esami, e spesso al medico di famiglia chiedono approfondimenti e terapie.Oneri imprevisti – Un ulteriore allarme lo lancia lo stesso Scotti. A regola, il medico – che può leggere l’esito del test in un quarto d’ora – non sarebbe tenuto a comunicare i risultati del test pungi-dito all’Asl, se non per il fatto che in caso di positività attiva la procedura per chiedere il tampone. Il segretario Fimmg avverte però oggi che «molti Mmg stanno ricevendo una richiesta discutibile; gli si chiede di rendicontare anche l’esito dei test negativi per rispondere a un fantomatico “debito informativo”». I medici Fimmg «non rendiconteranno due volte lo stesso dato; quando abbiamo inviato i risultati sui test fatti al Sistema TS o sistemi regionali e attivato il tampone per i pazienti con esito positivo basta fare una sottrazione e le Asl sapranno i negativi. Tutti i dati viaggiano collegati ai codici fiscali, quindi età e genere sono facilmente ricavabili dai servizi Asl».
Rischi tecnici – All’argomento secondo cui effettuare il test porrebbe a rischio contagio gli operatori dello studio e i pazienti, il numero 2 Fimmg Domenico Crisarà replica duro: «A chi lo dice andrebbe ritirata la laurea, o è in malafede o è ignorante. Stando al ragionamento, non si dovrebbe più visitare nessuno visto che molti pazienti sono asintomatici». Altro tema: il test non rileva il virus ma gli antigeni che indicano se il paziente è stato a contatto con il Covid-19. Giungono testimonianze dirette come quella del chirurgo Roy De Vita di come i test sierologici negli aeroporti stiano dando percentuali non irrisorie di falsi negativi. Anche qui da Fimmg si ribatte: lo screening mira a capire quanto ha inciso ed incide fin qui il virus nel mondo della scuola, ma non significa che i docenti & co non verranno più monitorati. Per i quesiti degli iscritti, Fimmg mette a disposizione un servizio mail all’indirizzo criticitasierologia@fimmg.org Mauro Miserendino (Fonte: Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

COVID-19: coinvolgere i farmacisti nello screening del personale scolastico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

“L’allarme sulla difficoltà di far eseguire negli ambulatori i test sierologici per il personale della scuola, lanciato ancora ieri dai medici di medicina generale milanesi, segnala una indubbia criticità” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “Di fronte a queste difficoltà è il caso di coinvolgere nello screening i farmacisti, che nel pieno dell’emergenza COVID-19, hanno espresso sul territorio una risposta efficace ed efficiente ai bisogni della popolazione. Ricordo che nelle farmacie è possibile dal 2009 eseguire test di prima istanza e problematiche quali lo smaltimento di materiali e dispositivi non rappresentano quindi un ostacolo, come non lo rappresenta un maggior afflusso di persone, visti gli orari di apertura e la capillarità dei presidi. In questo senso” prosegue Mandelli ”andrebbe seguito l’esempio della Provincia autonoma di Bolzano, che ha coinvolto i farmacisti nell’esecuzione dello screening sul personale scolastico. Peraltro, questo screening” aggiunge Mandelli “non è il solo appuntamento importante di qui all’autunno: l’avvio della prossima campagna vaccinale contro l’influenza propone analoghi problemi di accesso alle prestazioni e anche in questo caso le farmacie possono contribuire in modo decisivo, come accade da tempo in diversi paesi europei: Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Svizzera e altri ancora. Come abbiamo più volte sostenuto” conclude il presidente della FOFI “questa non è una situazione normale e per affrontarla adeguatamente occorre applicare soluzioni innovative, per le quali abbiamo già dato la nostra piena disponibilità”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola: Negli organici degli istituti la figura sanitaria è l’infermiere scolastico

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

L’Europa non ha dubbi: ferme restando tutte le misure sanitarie dei singoli Paesi, la Scuola, per la sua riapertura indicata anche dal Governo italiano tra le priorità assolute, deve avere un’organizzazione in grado di prevenire e assistere eventuali problemi degli alunni che riprenderanno le lezioni a settembre. Siano essi legati alla pandemia o no. E per farlo l’ECDC (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ha già messo a punto un documento con precise indicazioni valide per tutti, con ciò che servirà che la scuola preveda al suo interno per far fronte alla problema.
Secondo il documento lo staff delle scuole deve includere ovviamente insegnanti, amministratori e dirigenti, custodi, personale delle pulizie e della cucina e altri adulti che lavorano in ambienti educativi e di assistenza all’infanzia e che siano opportunamente preparati. E infermieri scolastici, che non servono solo alla prevenzione di COVID-19, ma anche al controllo dei bambini con problemi di cronicità, diabetici, asmatici, epilettici ecc., compito questo che fa già parte delle caratteristiche proprie della professione infermieristica a cui si aggiunge ora la indispensabile tutela della salute nella pandemia.
Sottolinea ECDC, se una scuola è servita da un professionista sanitario (e fa l’esempio proprio dell’infermiere scolastico), questo dovrebbe avere accesso a dispositivi di protezione individuale (DPI) appropriati e aver ricevuto formazione per il loro uso rispetto a sintomi compatibili con COVID-19. Sarebbe anche prudente che gli amministratori scolastici e gli operatori sanitari che operano nella scuola prendano accordi preventivi per inviare possibili casi di COVID-19 a una struttura sanitaria per i test e / o il trattamento.“Il riorientamento dell’offerta assistenziale per garantire efficaci strategie preventive e pro-attive – spiega la presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli – deve garantire la ‘continuità assistenziale’. L’equilibrio si ottiene definendo nuove regole organizzative e delineando attitudini professionali, competenze trasversali degli attori del sistema. Significa mettere in campo una ‘sanità di iniziativa’ e dare il via in tutte le Regioni e in modo uniforme all’infermiere di famiglia e comunità, perché la scuola è esempio evidente di comunità”.“Per raggiungere l’obiettivo – prosegue – già l’OMS dal 1999 (documento “Health 21”) ha evidenziato il bisogno di maggiore integrazione nelle cure primarie introducendo la figura dell’infermiere di famiglia/comunità, previsto nel Patto per la Salute 2018-2021 e nel decreto Rilancio, come primo punto di contatto con la popolazione in collaborazione con il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta. Bisogna far presto e affrontare un cambiamento che altro non è se non la naturale crescita del Sistema sanitario”.
“Come Federazione – conclude Mangiacavalli che in questo senso ha scritto come presidente FNOPI una lettera al premier Conte, al ministro della Salute Speranza, Bonaccini e Icardi (Regioni), Azzolina (Scuola) e al CTS – siamo a disposizione di Governo e Regioni per disegnare nuovi modelli di assistenza che vadano in questo senso e che garantiscano, grazie all’uso appropriato di tutte le professionalità, la salute e la prevenzione ai cittadini”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Immissioni in ruolo personale scolastico

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Secondo il sindacato l’atto dovrebbe valere prima di tutto per i maestri di Infanzia e Primaria, ma poi essere esteso a tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado che, a domanda, vogliano garantire la continuità didattica specialmente alla luce dell’emergenza da COVID-19 e delle misure adottate per il recupero degli apprendimenti dal primo settembre. Anief, a questo scopo, ha inviato una specifica richiesta al ministero affinché intervenga o attraverso un’integrazione alla contrattazione integrativa, fino ad oggi invece ignorata dai sindacati firmatari di contratto, oppure con un’espressa deroga del legislatore al ministro dell’Istruzione.Per questo motivo, il sindacato chiede espressamente alla ministra Azzolina la pubblicazione di un’ordinanza che dia seguito alla richiesta formulata: Anief annuncia sin d’ora, inoltre, che si farà tramite per presentare in Parlamento un emendamento legislativo specifico per attuare quanto richiesto, sempre per consentire la conferma o l’utilizzazione legittima dei docenti assunti dal concorso riservato nella stessa scuola dove si è titolari con riserva. “Ad ogni modo – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – l’organizzazione sindacale chiederà al Parlamento nel decreto agostano un nuovo intervento del legislatore sulla materia per eliminare il blocco quinquennale se ostativo a tale procedura”.
Nei giorni “caldi” della scuola, con le immissioni in ruolo che si apprestano ad entrare nel vivo, il sindacato Anief sostiene la necessità di confermare nella sede di titolarità, con modalità straordinaria, i docenti assunti a pieno titolo in altra scuola. Una necessità che dovrebbe essere adottata per i Diplomati magistrale come per i docenti di ogni ordine scolastico. Il sindacato, su questo punto, aveva già espresso, nel mese di luglio, l’esigenza del rinnovo dell’integrazione al CCNI utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del 12 luglio 2019 che aveva previsto l’utilizzazione straordinaria nella stessa scuola di titolarità dell’anno precedente.Si tratterebbe, infatti, di una norma che garantisce la continuità didattica, fondamentale soprattutto dopo il complicato anno scolastico che ci stiamo lasciando alle spalle e in considerazione dell’incertezza che ancora accompagna l’avvio del prossimo. Ecco perché il sindacato ha chiesto che la norma sia rinnovata per un altro anno o che si disponga, a richiesta degli interessati, conferma nella stessa scuola di precedente titolarità a beneficio di tutti coloro che sono stati assunti nell’anno scolastico 2019/20 da graduatorie di merito e che non hanno ottenuto il trasferimento nella scuola di precedente titolarità e di tutti coloro che saranno assunti in ruolo dal 1° settembre 2020 e che saranno costretti a scegliere una scuola diversa da quella in cui hanno prestato finora servizio di ruolo con clausola rescissoria.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Introdurre nelle scuole l’infermiere scolastico?

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

Dal Nursing Up, Sindacato Infermieri Italiani, arriva una proposta lungimirante per il Governo: aprire le porte delle scuole agli infermieri, accanto ai bambini, accanto agli studenti, come una figura strutturata, con un ruolo specifico, non solo di supporto sanitario ma anche come figura di educatori per le nuove generazioni, per i cittadini del domani.«Siamo sempre pronti a nuove battaglie, esordisce De Palma, non ci fermiamo mai, e allora alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo, riteniamo che già da settembre qualcuno dovrebbe preoccuparsi di introdurre, gradualmente, nelle scuole primarie e secondarie, la figura dell’infermiere. L’infermiere scolastico, dice De Palma, non è certo una novità assoluta. All’estero è presente da tempo, ci sono molti paesi che hanno nel corpo docente un infermiere professionista. Non ci dimentichiamo che i nostri hanno tanto di laurea, non hanno nulla da invidiare a tanti colleghi europei, e il loro livello culturale, oltre che le loro conoscenze in materia sanitaria, li metterebbero nella condizione di svolgere funzione docente e supportare gli istituti nelle attività di educazione sanitaria e prevenzione a 360 gradi.E’ più che coerente, continua De Palma, che accanto all’infermiere di famiglia venga implementata e sostenuta quella dell’infermiere scolastico, da impiegare nelle attività educative destinate ai giovani. E’ qui, nelle scuole, “teatro” non solo di apprendimento ma di crescita sociale, che sarebbe opportuno introdurre una figura chiave come quella dell’infermiere, e lo si potrebbe fare già da settembre, sia per supportare gli studenti nella loro ripresa delle attività, dopo mesi di isolamento, seguendoli passo per passo in un percorso di formazione e conoscenza di tutte le regole di contrasto al diffondersi delle principali tipologie di malattie contagiose e diffusive, sia per fornire una vera propria formazione in educazione sanitaria, quella che manca negli istituti scolastici, quella che è fondamento per diventare cittadini informati e responsabili. Mi riferisco alle norme basilari di pronto soccorso, alla civica responsabilità sociale che ognuno di noi ha nel tutelare la propria salute e quella collettiva, cose che si dovrebbero apprendere dai primi anni di vita. Mi immagino una Italia dove finalmente l’infermiere, al pari del medico, insegni ai ragazzi la “cultura della salute”.Da tempo chiediamo ai Governi che si sono susseguiti nel tempo, di modificare le regole e i contenuti dei programmi di studio e i criteri di reclutamento del corpo decente nelle scuole di ogni ordine e grado, e che ancora oggi, incomprensibilmente, non colgono l’opportunità di impiegare gli infermieri con laurea di primo livello in ruoli di insegnamento confacenti rispetto alle loro conoscenze. Penso poi ai bambini in difficoltà, ai portatori di handicap, agli studenti con patologie croniche: avere il supporto di un infermiere anche in ambito scolastico, vorrebbe dire tutelare e difendere il loro diritto allo studio», conclude De Palma.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Orientamento scolastico: tra chi prosegue gli studi e chi lascia

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Chi prosegue gli studi, chi li abbandona e perché. L’identikit dello studente italiano ambizioso, desideroso di formarsi al meglio, pronto al sacrificio e con lo sguardo rivolto al mondo del lavoro, è tracciato dal Rapporto 2020 sulla Condizione occupazionale e formativa dei diplomati di scuola secondaria di secondo grado, realizzato da AlmaDiploma e dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea.L’indagine studia un circolo vizioso per capire come trasformarlo in un ciclo virtuoso. Fotografa le scelte formative e lavorative compiute dai diplomati a un anno e a tre anni dal conseguimento del titolo: oltre 88 mila studenti (circa 47 mila del 2018 e 41 mila del 2016) sono stati contattati per una valutazione dell’esperienza scolastica e delle scelte maturate dopo il diploma.Si iscrivono all’università soprattutto i liceali. Gli studenti del 2018 iscritti all’università, dopo un anno dal diploma, sono il 66,9%: il 51,4% ha optato esclusivamente per lo studio, il 15,5% frequenta l’università lavorando. L’87,0% dei diplomati del 2018 che avevano dichiarato, alla vigilia dell’Esame di Stato, di volersi iscrivere all’università ha successivamente confermato le proprie intenzioni. È però vero che l’8,3% degli studenti ha poi cambiato idea. La quota di chi ha rivisto le proprie scelte è più consistente tra i diplomati professionali (24,4%) e tecnici (13,3%) rispetto ai liceali dove la quota dei ripensamenti è praticamente irrilevante (5,2%); i primi due profili, infatti, subito dopo il conseguimento del titolo possono contare su maggiori chance lavorative.Altro aspetto importante è il contesto socio-economico e culturale della famiglia che influenza la scelta di proseguire gli studi (fra i diplomati del 2018 sono il 75,1% le iscrizioni all’università di diplomati in contesti più favoriti, rispetto al 56,7% dei giovani provenienti da famiglie meno favorite). Anche il titolo di studio dei genitori influenza le scelte formative dei giovani (iscrizione all’università per l’82,2% dei diplomati con un genitore laureato, il 66,5% con genitori in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado e il 51,1% con genitori non diplomati). Ma a un anno dal titolo per il 15,3% dei diplomati la scelta universitaria non si è dimostrata vincente. il 6,6% ha deciso di abbandonare l’università, l’8,7% ha cambiato ateneo o corso di laurea.Per prevenire gli abbandoni e rendere le carriere universitarie più brillanti è importante il ruolo giocato dalle attività di orientamento, soprattutto se ben strutturate. Il percorso AlmaOrièntati è stato ideato da AlmaLaurea proprio con l’obiettivo di rendere disponibile ai giovani uno strumento di ausilio alla scelta universitaria.L’attività di Orientamento è fondamentale già per la scelta del percorso di scuola secondaria di secondo grado, che avviene in un momento molto delicato della vita dello studente. È a questa età che si rischia il circolo vizioso da trasformare in ciclo virtuoso. La famiglia e gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado esercitano dunque un ruolo di fondamentale importanza nella scelta del percorso da compiere.Alla vigilia del diploma il 55,5% dei diplomati del 2018 dichiara che, potendo tornare indietro, sceglierebbe lo stesso indirizzo/corso nella stessa scuola, mentre il restante 44,3% compierebbe una scelta diversa.
Dopo un anno dal diploma il quadro si modifica leggermente: la quota di intervistati che replicherebbe esattamente il percorso scolastico compiuto sale al 59,8% degli intervistati mentre scende al 39,9% la percentuale di chi varierebbe la propria scelta .A un anno dal diploma il 15,5% dei diplomati del 2018 frequenta l’università lavorando, il 20,3% lavora senza proseguire gli studi. A questi si aggiunge il 51,4% che, come già visto all’inizio, ha optato esclusivamente per lo studio. A tre anni dal diploma lavora, senza contemporaneamente studiare, il 25,7% dei diplomati del 2016, il 20,3% studia e lavora; resta elevata, e pari al 46,5%, la quota di diplomati che risulta iscritto a un corso di laurea. L’indagine rileva un altro dato molto interessante per gli “Studenti 4.0”. A un anno dal titolo, tra i diplomati del 2018, il 18,9% di quanti hanno svolto l’alternanza scuola-lavoro (ora percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) è stato successivamente richiamato dall’azienda in cui ha svolto tale attività. Tra quanti hanno svolto attività di alternanza scuola-lavoro durante gli studi e risultano occupati a un anno dal diploma, il 32,5% dichiara di lavorare nell’azienda presso cui ha svolto tale esperienza. A un anno dal diploma è più diffuso il lavoro non standard (prevalentemente a tempo determinato), mentre a tre anni il contratto a tempo indeterminato. Il lavoro a tempo pieno coinvolge il 46,0% degli occupati a un anno e il 50,0% a tre anni dal diploma. I diplomati del 2018 che lavorano a tempo pieno (senza essere contemporaneamente impegnati nello studio universitario) guadagnano in media, a un anno dal diploma, 1.125 euro mensili netti. A tre anni dal conseguimento del titolo la retribuzione mensile netta, dei diplomati del 2016, è pari in media a 1.262 euro.Le competenze apprese durante la scuola non sempre sono utilizzate al massimo nel lavoro. A un anno dal termine degli studi, il 20,7% degli occupati dichiara di utilizzare le competenze acquisite durante il percorso di studi in misura elevata, il 41,5% in misura ridotta e il 37,1% ritiene di non sfruttare per nulla le conoscenze apprese.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Coronavirus: tutto chiuso ma il personale scolastico deve andare a scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Al tempo di Coronavirus è tutto chiuso, città deserte, strade vuote, serrande abbassate, nessuno in giro. Beh, non è vero, qualcuno in giro c’è, perché a parte i lavoratori delle imprese, ci sono i presidi ed i vicepresidi, i DSGA, gli ATA ed i collaboratori scolastici.
Non chiedetevi il perché ci sono in giro queste persone, nessuno lo sa, potrebbero tranquillamente stare a casa, ma il governo ha solo sospeso le attività didattiche quindi loro devono andare a scuola, ma speriamo che a breve il governo cambi idea.Bastava scrivere chiuse le scuole invece che sospendere le lezioni e queste persone non avrebbero corso rischi inutili, ma nessuno ha riflettuto su questo, nessuna novità.Però mentre tutta Italia osanna la foto dell’infermiera crollata sul posto di lavoro, nessuno dice niente rispetto a queste persone che stanno combattendo senza nemmeno la soddisfazione di sentirsi dire grazie.Anzi i Dirigenti stanno prendendo bastonate dai genitori per il caos generato dalla didattica digitale, devono organizzare un servizio a cui le scuole non sono preparate, senza strumenti, o almeno senza strumenti consolidati ed in una selva di provvisorietà che lascia alla loro responsabilità far funzionare cose che in Italia non sono mai state standard, ma nemmeno testate correttamente.Inoltre la didattica italiana non è ancora pronta per il digitale, le lezioni dei docenti sono ancora strutturate per un tipo di lezione frontale, salvo rari casi, per cui in due giorni non si possono inventare lezioni on line, e nemmeno si è in grado di bilanciare i compiti online.Insomma un vero caos che si muove tra informative privacy, consensi, professori che vogliono google, altri che vogliono edmondo, altri che vogliono chissà quale tipo di piattaforma.I genitori ancora più nel caos, che già abituarsi al registro elettronico non è stata una passeggiata.
Insomma scuola italiana come Brancaleone alle crociate.Però Dirigenti Scolastici, Vicepresidi, DSGA, ATA, e Collaboratori scolastici sono gli altri eroi incompresi, perché nonostante l’assurdità dell’ordine ricevuto loro non mollano, combattono, escono di casa e compiono il loro dovere senza nessuno che li fotografa e li rende eroi virali.Fanno il loro dovere, con abnegazione, nel nome della scuola de dei ragazzi, come i legionari, nella difesa del decadente impero romano, combattevano, sapendo già di aver perso, nelle provincie di confine, ma Roma era Roma.Oggi per loro la scuola è la scuola, impero di educazione e di conoscenza, la difendono nonostante tutto. Noi vogliamo rendere loro omaggio e ricordarli, ringraziarli in nome di tutti.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola: C’era una volta un collaboratore scolastico per piano

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 gennaio 2020

Degli oltre 50 mila posti di personale Ata tagliati negli ultimi 10 anni oltre la metà sono collaboratori scolastici: in media ne sono stati cancellati 3-4 per ogni scuola autonoma. E gli istituti ne stanno sempre più risentendo, soprattutto in questi giorni, perché con il nuovo anno a molti precari ex Lsu non è stato rinnovato il contratto, in vista della loro stabilizzazione prevista dalla legge di bilancio, con effetto a partire dal prossimo mese di marzo. Intanto, però, i servizi di sorveglianza, assistenza e pulizia latitano. E comunque anche con l’assunzione di 12.000 ex lavoratori socialmente utili, il problema non sarà risolto, visto che rimarranno scoperti ancora altri 25.000 posti.
“Siamo costretti a chiedere ai bidelli turni di nove anziché di sei ore, e soprattutto non riuscendo a coprire tutto, dobbiamo tralasciare un po’ la pulizia e lasciare addirittura un piano scoperto. Sei persone sembrano poche, ma quando si hanno 12 plessi”, dice Carla Romano, preside dell’istituto ‘Rita Levi Montalcini’ di Salerno. E purtroppo la situazione sembra non essere isolata.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Abbandono scolastico

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2019

Un esercito di quasi 600mila ragazzi lascia la scuola. Parliamo del 14,5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, con in mano al più un diploma di licenza media, che nel 2018 ha abbandonato precocemente gli studi. Secondo Eurostat, nel Vecchio Continente peggio di noi fanno solo Romania, Malta e Spagna. Con la riapertura delle scuole, SOS Villaggi dei Bambini si appella al nuovo governo affinché riporti l’istruzione al centro dell’agenda politica.
Secondo il ministero dell’Istruzione, nel 2017 quasi 12mila alunni delle medie hanno interrotto gli studi. Sfiorano quota 100mila invece gli abbandoni tra gli studenti delle superiori. Particolarmente critica la situazione al Sud, con le isole fanalino di coda.
«Come realtà del Terzo Settore, lavoriamo ogni giorno affinché i bambini e ragazzi di cui ci prendiamo cura nei nostri Villaggi SOS abbiano un’istruzione adeguata. Al nuovo governo – e in particolare al neoministro dell’Istruzione – chiediamo di fare la propria parte riportando la scuola al centro dell’agenda politica», spiega Samantha Tedesco, Responsabile Programmi e Advocacy di SOS Villaggi dei Bambini.Grazie all’Organizzazione impegnata da settant’anni al fianco dei più vulnerabili, nel 2017 circa 180 fra bambini e ragazzi accolti da SOS Villaggi dei Bambini (dai 6 ai 17 anni) hanno frequentato la scuola. Di questi 160 hanno portato a termine il ciclo di studi conseguendo l’agognato titolo (licenza elementare o media, diploma superiore). Un risultato non banale se si considera il difficile percorso che i ragazzi hanno alle spalle e che spesso è causa di un basso rendimento scolastico.E per far sì che nessuno resti indietro, col nuovo anno scolastico sono in partenza progetti di sostegno allo studio, come nel Villaggio SOS di Vicenza, dove per i bambini con «Bisogni Educativi Speciali» (BES) l’organizzazione ha messo a punto un programma ad hoc, «Only the BESt».
«La scuola riveste un ruolo cruciale nella crescita dei bambini. Il loro futuro dipende in larga misura dall’accesso all’istruzione. Per questo dobbiamo impegnarci al massimo affinché il diritto allo studio sia davvero universale e non appannaggio di pochi», conclude Tedesco. (fonte: http://www.inc-comunicazione.it)

Posted in Fidest - interviste/by Fidest, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Regionalizzazione del sistema scolastico

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

“Essa mette a repentaglio l’identità e l’unità culturale della Nazione. L’Istruzione così come la Giustizia e la Difesa, ha un valore assoluto. L’art. 33 della Costituzione detta le norme sull’istruzione degli italiani e garantisce l’effettivo esercizio del diritto allo studio ed estendendo l’autonomia differenziata al sistema scolastico, tutto questo potrebbe saltare. Le Regioni infatti, se investite di pieni poteri, avrebbero mani libere non solo di tracciare linee guida completamente slegate dai valori nazionali, ma anche di firmare contratti di lavoro e servizi diversificati. Altro pericolo da scongiurare riguarda gli operatori, dai dirigenti del MIUR, ai dirigenti scolastici, dai docenti agli Ata, per non parlare dei precari. Passando sotto la competenza delle Regioni, si innescherebbero licenziamenti a catena perché chi ha meno risorse non potrebbe supportare questo ulteriore carico. La qualità dell’istruzione non può essere decisa secondo criteri economici e territoriali. Né tantomeno il reclutamento dei lavoratori fatto all’interno dei confini regionali. Fratelli d’Italia dice no alla regionalizzazione della scuola perché la libertà e la qualità dell’insegnamento non possono e non devono essere messi in pericolo”.
Lo dichiara Ella Bucalo, deputato di Fratelli d’Italia e vice responsabile nazionale, con delega alla scuola, del Dipartimento e Laboratorio Tematico dell’Istruzione.

Posted in scuola/school, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »