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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

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5 anni di guerra in Sud Sudan: 15.000 bambini senza genitori o scomparsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 dicembre 2018

Si stima che 1,2 milioni di bambini soffrano di malnutrizione acuta – il numero più alto dall’inizio del conflitto; circa 2,2 milioni di bambini non stanno ricevendo un’istruzione, rendendo il Sud Sudan il paese con la percentuale più alta al mondo di bambini che non frequentano la scuola.
Oltre 4 milioni di persone sono state sradicate a causa del conflitto, la maggior parte bambini. 15 mila bambini sono ancora separati dalle loro famiglie o scomparsi, a cinque anni dall’inizio del conflitto. Dall’inizio del conflitto, l’UNICEF e i suoi partner hanno riunito circa 6.000 bambini ai loro genitori o tutori. “Ogni ricongiungimento è il risultato di mesi, e spesso anni, di lavoro per rintracciare i membri delle famiglie scomparsi in un paese della grandezza della Francia, ma senza nessuna infrastruttura di base”, ha dichiarato Leila Pakkala, Direttore Regionale dell’UNICEF in Africa orientale e meridionale. “Le sofferenze che questi bambini hanno subito durante il conflitto sono state inimmaginabili, ma la gioia di vedere una famiglia di nuovo tutta intera è sempre una fonte di speranza”.I bambini separati e non accompagnati sono maggiormente vulnerabili a violenze, abusi e sfruttamento, questo rende il ricongiungimento coi loro genitori una priorità urgente. Anche una volta riunite, molte famiglie continuano ad aver bisogno di aiuto. La metà dei bambini riuniti – circa 3.000 – stanno ancora ricevendo assistenza da parte degli assistenti sociali, portando il numero complessivo di bambini con bisogno di supporto a 18.000.Un accordo di pace recentemente firmato fra le parti in conflitto in Sud Sudan potrebbe fornire un’opportunità per rafforzare questo lavoro e altri tipi di assistenza umanitaria.“Nel territorio ci sono stati sviluppi incoraggianti dalla firma dell’accordo di pace”, ha dichiarato Pakkala. “La nostra speranza è che aree precedentemente inaccessibili cominceranno ad aprirsi, permettendoci di portare assistenza salvavita a un numero maggiore di persone l’anno prossimo”.

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Minori stranieri non accompagnati giunti in Italia e scomparsi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 settembre 2017

Il caso dei minori migranti non accompagnati e poi scomparsi rappresenta un fenomeno inaccettabile e in netto aumento, che pone i bambini e adolescenti senza tutela e protezione in una situazione di aumentato rischio e vulnerabilità, in quanto esposti a minacce come sfruttamento e traffico umano.
• Si stima che tra gennaio 2011 e dicembre 2016 siano sbarcati in Italia 62.672 minori senza adulti di riferimento, di questi 25.846 relativi all’anno 2016.
• Occorre infatti registrare che tra minori stranieri aumentano gli irrimediabilmente irreperibili: 5000 in più in 4 anni.
• Dai 1.754 del 2012 si è passati ai 6.508 di fine novembre 2016.
• Purtroppo anche i pù recenti numeri continuano a registrare un crescente trend: secondo i dati ufficiali aggiornati del ministero dell’Interno, dal 1° gennaio al 30 giugno 2017 degli 83.360 migranti giunti in Italia via mare, 9.761 sono MSNA.
· Principalmente nell’ultimo anno i minori non accompagnati segnalati provenivano da Nigeria (29%), Guinea (16%), Eritrea (13%) nel 2017. Il 45% è di sesso femminile, nel 81%dei casi hanno tra 15 e 17 anni.
Telefono Azzurro si inserisce in questo scenario proponendosi come punto di riferimento nazionale per la lotta la fenomeno. “L’idea è quella di puntare a un’inclusione sociale oggettiva ed efficace nel medio e lungo termine, in grado di eliminare i fattori di rischio, puntando sull’ empowerment dell’individuo, che passa così da onere a risorsa per la società, grazie a un progetto di inserimento graduale”, conclude Caffo. Da quando è attiva (2009), la Linea 116 000 – oltre a fungere da tramite con Enti /Istituzioni competenti – offre anche supporto emotivo, psico-sociale, legale su diritti e doveri. Ha finora accolto 1892 segnalazioni di scomparsa, ritrovamento, avvistamento e aggiornamento su casi di minori scomparsi. A queste devono essere aggiunte le numerose chiamate nelle quali il 116 000 ha offerto supporto emotivo al chiamante o ha risposto ad una richiesta di informazioni sul servizio.
Dal 1° Gennaio al 30 giugno 2017 in tutto sono pervenute 91 segnalazioni di scomparsa di MSNA, dati che non tengono però conto del mondo sommerso. Sulla base dei dati disponibili, le riflessioni degli addetti ai lavori permetterebbero di considerarli come una “sottostima” della reale incidenza del fenomeno, in quanto esclusivamente riferibili ai casi di fatto notificati al Servizio da agenzie territoriali, FF.OO. addetti ai lavori, ecc. (c.d. “chiamante”).Uno degli obiettivi della Hotline 116 000 è proprio quello di incrementare la propria capacità di risposta ai bisogni e riduzione dei rischi specifici cui sono esposti i MSNA. Tale azione verrà implementata attraverso il rafforzamento e l’ampliamento delle attività e delle competenze offerte a sostegno dei MSNA, dei loro caregiver e degli stakeholder coinvolti nelle azioni di supporto, assistenza, presa in carico ed erogazione di servizi. Coerentemente, la Hotline 116 000, garantisce un servizio dedicato di erogato da advisor specializzati ed in formazione permanente (es. supervisione, monitoraggio peer-to-peer, formazione specialistica, partecipazione e convegni, workshop, progetti, study visit, ecc.).

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Scomparsi migliaia di falsi invalidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Ciclicamente e strumentalmente ritorna il tormentone sui falsi invalidi, ora responsabili del dissesto economico del Paese, ora “cespite” dal quale attingere per rimpolpare la scheletrica ossatura delle politiche sociali.Questa volta è l’autorevole Corriere delle Sera, con articolo di Enrico Marro (15 febbraio 2012, pagina 13) ad ospitare acriticamente le veline dell’INPS e la predica del suo presidente Mastrapasqua.Questi annuncia trionfalmente dalle colonne del quotidiano milanese che i controlli del 2011 avrebbero prodotto revoche per il 28% delle visite effettuate. Di qui il titolo a 5 colonne: “Pensioni di invalidità, l’ora dei tagli. Scatta la revoca per uno su tre.”Mastrapasqua non è nuovo a dichiarazioni del genere: lo scorso anno, sempre in febbraio, aveva annunciato che nel 2010 erano state revocate il 24% delle pensioni in seguito ai controlli dell’INPS. Dati poi smentiti dal Ministero del Lavoro, dalla Corte dei Conti e dallo stesso Istituto: le revoche erano solo il 10%, al lordo del contenzioso in cui INPS solitamente soccombe in 6 casi su 10. Anche l’anno scorso i giornali titolarono “un invalido su quattro è falso”, e su questa informazione distorta si costruirono teorie, si proposero interventi, si profilarono scenari. Nel 2011, fra l’altro, INPS ha costruito il campione dei 250mila cittadini da controllare sugli invalidi che comunque le ASL avevano già previsto di rivedere. Buona parte di quelle provvidenze sarebbero comunque state revocate dalla normale routinaria attività di revisione. Ma con questo éscamotage INPS se ne prende il “merito”. Non è un caso, quindi, che Mastrapasqua detti al Corriere, fra le altre, anche questa dichiarazione: “Qui non stiamo parlando di falsi invalidi, cioè di persone che hanno truffato lo Stato. Ma di controlli sanitari sull’evoluzione di patologie che possono migliorare in seguito, riducendo così il grado di invalidità e le prestazioni connesse.” Quindi, i falsi invalidi non esistono più. Esistono solo gli “invalidi migliorati”. Una dichiarazione sensazionale, a pensarci, se non fosse che per evidenziare meglio i miglioramenti, INPS nel frattempo ha cambiato il “metro di misura” dell’invalidità ed in particolare dell’indennità di accompagnamento, fissando (senza che vi fosse alcun mandato del Legislatore) altri criteri operativi più restrittivi di quelli previsti per legge.I piani di verifica sui falsi invalidi, approvati dal precedente Governo, prevedono 800.000 verifiche i cui costi nessuno ha ancora evidenziato. Lo stesso Mastrapasqua afferma che i risparmi saranno di 180 milioni, senza precisare che, semmai saranno reali, sono al lordo dei costi di accertamento. La cifra, presa così, rappresenta circa l’1% della spesa complessiva per le provvidenze agli invalidi. Un dato che dà l’idea del “grande inganno” propalato in questi anni.

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Roma: giornalisti scomparsi in Libano

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2011

Roma 2/9/2011. Nel 31° anniversario della scomparsa in Libano dei giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni, il Sindaco e la Città di Roma li ricordano per il terzo anno consecutivo con due cerimonie: alle ore 9 con la Santa Messa nella Basilica dell’Ara Coeli, officiata da Fratel Massimo Cocci, Rettore della Basilica, alla presenza del delegato del Sindaco alle Politiche per la Sicurezza, Giorgio Ciardi, di familiari e amici; alle ore 10.30 a Villa Gordiani, dove in prossimità dei due viali intitolati alla loro memoria, siti all’interno del parco archeologico della Villa, verrà piantumato un olivo come simbolo di pace e riconciliazione. La tragica vicenda di Graziella De Palo e Italo Toni è stata rievocata dall’Amministrazione capitolina con una serie di iniziative a partire dal 2009 (in particolare con il convegno di due anni fa in Campidoglio intitolato “Graziella e Italo. Una giornata per non dimenticare” e con l’intitolazione dei viali all’interno del parco archeologico di Villa Gordiani, lo scorso anno), ma soprattutto con la richiesta del sindaco Gianni Alemanno al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, di valutare la possibilità di rimuovere il segreto di Stato che gravava sul caso fin dal 1984.
Graziella De Palo nasce a Roma nel 1956. Collabora con “Notizie radicali”, “Quotidiano donna”, “L’Astrolabio”, “i Consigli” e “Paese Sera”, dove pubblica i suoi pezzi più importanti di politica internazione, dedicati al traffico d’armi con i Paesi sottosviluppati del terzo mondo e del vicino oriente. La scomparsa in Libano di una intelligente e acuta osservatrice delle più scottanti realtà e delle contraddizioni del mondo contemporaneo, nonostante la sua giovane età, ha privato il giornalismo italiano di una futura grande protagonista.
Italo Toni nasce a Sassoferrato (An) nel 1930. Redattore de “L’Avanti”, collaboratore di “Paris Match”, dei “Diari di Venezia”, de “L’Astrolabio” e dell’agenzia “Notizie”, lascia la professione di maestro elementare e si trasferisce a Roma. Da sempre interessato alla vicende e alle problematiche del vicino Oriente, viaggia molto nei Paesi dell’area, che conosce perfettamente, e suo è il reportage pubblicato nel 1968 da “Paris Match” che rivela al mondo l’esistenza dei primi campi di addestramento della guerriglia palestinese. Il viaggio in Libano con Graziella De Palo era finalizzato alla raccolta di nuove informazioni e nuovi materiali.

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Palladio e l’ambiente veneziano

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

palladioVenezia fino al 10/1/2010 Fondazione Musei Civici a cura di Lionello Puppi, Giandomenico Romanelli, Andrea Bellieni  La mostra si realizza nell’ambito delle iniziative promosse e finanziate dalla Regione Veneto, coordinate dal Comitato Regionale per le celebrazioni del cinquecentenario palladiano. Organizzata in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana, ripercorre i passi di Palladio a Venezia nei suoi non sempre univoci rapporti con il mondo veneziano, con la sua classe di governo, con gli intellettuali, gli ecclesiastici, gli ordini religiosi, le organizzazioni assistenziali e devozionali, gli editori. Presenta oltre 300 opere – tra edizioni a stampa, manoscritti, documenti e disegni – attraverso le quali si indagano l’ambiente veneziano di Palladio e la sua attività in città (da un lato l’opera teorica, dall’altro i lavori progettati, realizzati, scomparsi). Particolare rilievo e’ attribuito al peso degli interventi palladiani nel ridisegno della scena urbana piu’ peculiare e simbolica di Venezia, il Bacino di San Marco, attraverso le facciata di San Giorgio Maggiore e, sull’isola della Giudecca, della Chiesa votiva del Redentore e del complesso delle Zitelle, con un risultato di straordinaria forza innovatrice.  La curatela scientifica della mostra e’ di Lionello Puppi, Giandomenico Romanelli, Andrea Bellieni.  Catalogo Fondazione Musei Civici di Venezia. Nonostante all’apparenza si sia detto e mostrato tutto, biblioteche e archivi racchiudono ancora notizie, informazioni, suggestioni, suggerimenti e dati oggettivi per la miglior ricostruzione dell’attività e della personalità di Andrea Palladio, del suo ambiente e delle sue frequentazioni, dei suoi drammi e dei suoi trionfi, dei suoi dubbi, delle sue crisi, delle sue incertezze, anche nelle insidiose avventure veneziane. (palladio)

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