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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘sconfitta’

Domenico Quirico e Laura Secci: La sconfitta dell’Occidente

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

La lebbra della sconfitta morde le basi dell’Occidente, filtra attraverso le coscienze nonostante l’obbligo del silenzio, intacca gli scenari immobili della geopolitica e della stessa sostanza del mondo. Tra i governi e il ceto politico dell’Occidente, emerge con chiarezza l’incapacità di affrontare il nuovo tipo di violenza organizzata del Ventunesimo secolo, in cui la distinzione tra guerra, crimine organizzato e violazione dei diritti umani contro le persone singole si è diluita e spenta. Le certezze, che avevano fatto la gloria delle nostre società, si sono ristrette, sgretolate; l’infinito proclamato da superbe espressioni, quali globalizzazione e società liberale, è scomparso, divorato dalla minutaglia degli insuccessi e delle ritirate. Nelle pagine di questo agile libro, Domenico Quirico e Laura Secci passano in rassegna i numerosi conflitti che hanno visto soccombere l’Occidente, guerre spesso perse – l’esempio perfetto è la Siria – per omissione, per non aver cioè voluto combatterle a scapito e spregio d’ogni considerazione politica, nonostante i dettami teorici del maestro von Clausewitz costituiscano uno dei capisaldi della dottrina militare dell’Occidente. 224 pagine Neri Pozza Editore.
Domenico Quirico è giornalista de La Stampa, responsabile esteri, corrispondente da Parigi, inviato. Ha seguito in particolare tutte le vicende africane degli ultimi vent’anni dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alla primavera araba. Ha vinto i premi giornalistici Cutuli e Premiolino e, nel 2013, il prestigioso Premio Indro Montanelli. Ha scritto saggi storici: Squadrone bianco (Mondadori, 2002), Adua (Mondadori, 2004), Naja (Mondadori, 2008), Primavera araba (Bollati Boringheri, 2011), Generali (BEAT, 2017). Presso Neri Pozza ha pubblicato Gli Ultimi. La magnifica storia dei vinti (2013), Il paese del male (2014), Il Grande Califfato (2015, BEAT, 2017), Esodo (2016) Morte di un ragazzo italiano (2019).

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Marco Marsilio: “La sconfitta del Movimento Cinque Stelle è clamorosa”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

“La sconfitta del Movimento cinque stelle ha del clamoroso”. Lo ha detto Marco Marsilio, neo presidente della regione Abruzzo, a 24Mattino con Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24, commentando il risultato del Movimento Cinque Stelle alle regionali, in calo non solo rispetto alle politiche del 2018, ma anche alle precedenti regionali. “Cinque anni fa – ha spiegato il neo governatore – i 5 Stelle erano un movimento nuovo, molto acerbo. Ma oggi vengono da cinque anni di opposizione, hanno avuto dei consiglieri regionali che hanno potuto farsi conoscere sul territorio. Alle elezioni politiche avevano preso il 40 per cento e vinto in quasi tutti i collegi uninominali”, ha concluso quindi Marsilio a Radio 24: “Quello di oggi è quindi un risultato molto deludente e credo che i 5 Stelle debbano fare una seria autocritica”. (fonte: Radio 24 Gruppo 24 Ore by Maria Luisa Chioda)

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Unione europea: L’Italia è uscita sconfitta dal vertice sul fronte economico e sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

“Ora comprendiamo perché il Presidente del Consiglio Conte sia fuggito dal confronto in Aula ed abbia lasciato al Ministro degli Esteri Moavero il difficile compito di difendere i risultati fallimentari del Consiglio Europeo in una riunione notturna delle commissioni congiunte di Camera e Senato, affinché appunto non ci fosse risalto di stampa.
L’Italia, purtroppo, è uscita sconfitta dal vertice sia sul fronte economico, come era emerso sin da subito, sia su quello dell’immigrazione, su cui maldestramente si era invece rivendicata la vittoria”.
È quanto ha rilevato il Senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso intervenendo nel dibattito seguito alla relazione del Ministro Moavero, che “nella sua onestà intellettuale ha di fatto ammesso la dura realtà”.“Cosa farà a questo punto il Governo? – ha aggiunto Urso – Chiederà alla Nato, nella prossima imminente riunione, il Blocco navale del Mediterraneo? Su questo il Ministro ha escluso una richiesta in tal senso, parlando di generico impegno sul piano della informazione e contrasto al terrorismo. E come mai il Governo nel vertice è arretrato su tutte le questioni economiche, dalla proroga dei dazi alla Russia, alle decisioni sui nuovi limiti sui crediti deteriorati, che penalizzeranno le Banche e quindi i risparmiatori italiani? Purtroppo – ha concluso Urso – si tratta di una sconfitta dell’Italia, che andava nascosta a fronte delle tante parole, spesso a vanvera, declamate durante e dopo il vertice. Quanto accaduto in questi giorni peraltro dimostra che una cosa sono le dichiarazioni altra la realtà”.

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Consiglio europeo: Italia sconfitta su tutta la linea

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“I barconi carichi di clandestini continueranno ad arrivare e il costo dell’accoglienza sarà ancora interamente a nostro carico. Il presidente del Consiglio Conte si è fatto raggirare da Merkel e Macron, che hanno invece ottenuto quello che volevano. Un disastro così evidente da costringere il ministro Salvini, competente sulla materia, a smorzare i toni trionfalistici dell’ingenuo premier Conte”.È quanto scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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La Costituzione Carlo Magno e un Senato dei popoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2016

la-costituzione-della-repubblica-italianaQuesto incontro di Perugia “per il No allo stravolgimento della Costituzione” riunisce, in diversi Comitati, socialisti, cattolici, democratici, ex comunisti, partigiani, sindacalisti e dunque riproduce lo spirito stesso della Costituzione che nacque nel ’47 da un incontro di tante libertà diverse, unitesi per generare un popolo alla libertà. È proprio questo pluralismo che ora è sotto accusa. Nel nuovo linguaggio fiorentino esso è definito “un’ammucchiata”; ed è questa ammucchiata che la nuova Costituzione insieme all’Italicum, avrebbe lo scopo di impedire, come ha detto Renzi parlando ai Coltivatori diretti a Milano, prima della sconfitta e ha ripetuto poi a La 7 e in ogni altra occasione, dopo la sconfitta. In questa propaganda del SI si sente tutto il fascino della legge Acerbo, del listone, degli editti bulgari, si sente l’orrore del politicamente diverso. L’idea è che ogni cinque anni, di lustro in lustro, un solo partito deve governare, un solo partito deve dominare il Parlamento, fare le leggi, scrivere la Costituzione, controllare i poteri, un solo partito deve invadere la televisione, decidere le guerre da fare; e siccome c’è la democrazia dopo cinque anni può forse venirne un altro, ma sempre da solo. E questa è anche la vera ragione della cancellazione del Senato. La ragione è che il permanere del Senato costringerebbe chi comanda a dialogare con altre forze ideali e politiche, perché se questo confronto – grazie a una maggioranza schiacciante – lo si può evitare alla Camera, non lo si può evitare anche al Senato. Uno può fare una legge Acerbo, può fare una legge truffa, può fare un Italicum per una Camera, ma non lo può fare per tutte e due; allora è meglio abolire una Camera, è meglio invece di avere una democrazia intera avere una democrazia dimezzata, invece di avere una democrazia abbondante, cioè ricca delle idee, delle speranze e dei bisogni di tutti i cittadini, come volevano fare i costituenti del 47, avere una democrazia ridotta, una democrazia sfoltita. Ma il pluralismo, il dialogo, l’incontro tra forze diverse è il senso stesso della democrazia, è la condizione perché si faccia non il bene privato di qualcuno, ma si faccia il bene comune. Invece il pensiero che c’è dietro questa riforma è un pensiero nettamente reazionario: chi ha il potere lo deve avere da solo, non può perdere tempo a confrontarsi e a discutere con gli altri, fossero pure i membri del suo stesso partito: con quelli, ha detto Renzi ci vuole il lanciafiamme.Ora bisognerebbe spiegare a questi fautori del governare da soli (che è il loro modo di concepire la “governabilità”) , che il lavorare con gli altri, lo stare insieme con gli altri non è di per sé un male; lo è se con gli altri ci si sta in modo falso, corruttore, non se ci si sta in modo aperto e leale. È un male se ci si sta come ora con Verdini, non come alla Costituente socialisti e comunisti stavano con i democristiani. Il male non è l’associazione, è l’associazione a delinquere.
Allo stesso modo solitario con cui è concepito il governo, la nuova Costituzione che ci viene proposta per rimpiazzare la prima, è il prodotto di un solo partito, non è l’espressione e il frutto di più pensieri, di più libertà. Il suo testo si è andato costruendo sotto l’imperio dei voti di fiducia, ed anche per questo è venuto scritto così male, sicché forse ne è uscita fuori la Costituzione più brutta del mondo (con diversi errori di grammatica e di sintassi costituzionale, dice un documento di “Città dell’uomo”, l’associazione di Lazzati). La nuova Costituzione si è fatta coi voti di fiducia: ma se il voto di fiducia è uno strumento legittimo nel rapporto tra Parlamento e governo, è del tutto illegittimo nel rapporto tra governo e Costituzione, perché il governo non è un potere costituente, è un potere costituito, e ha giurato alla Costituzione che c’è, non a quella che vorrebbe che ci fosse. Non può cambiarla d’autorità, usando arbitrariamente i poteri che la Costituzione gli ha dato. Perciò diciamo che la nuova Costituzione non è stata concepita nella libertà ed è stata votata nel ricatto.Il ricatto è estorcere un comportamento sotto la minaccia di un male. Il male per un parlamentare è per esempio di essere rimosso da una commissione e poi essere escluso dalle liste dei candidati. Il male per un popolo è dirgli: se non votate la mia Costituzione vi pianto e vi lascio nei guai, con l’invasione dei profughi dal Mediterraneo, il debito aumentato, i patti leonini imposti da Bruxelles e gli americani che vogliono farci fare la guerra alla Libia. E’ vero che il ricatto è un’arma della politica: al vertice di Portorico nel giugno 1976 Francia, Germania, Inghilterra e Stati Uniti ricattarono l’Italia perché non facesse entrare i comunisti nel governo, poi Kissinger ricattò Moro perché si opponesse al compromesso storico, e abbiamo visto come è andata a finire. I poteri economici sempre ricattano quelli politici perché riducano i diritti e la Troika ha ricattato la Grecia togliendole perfino il pane; ma almeno la Costituzione dovrebbe essere libera dai ricatti, sia nei confronti dei parlamentari, sia nei confronti del popolo, altrimenti non è la Costituzione della Repubblica, è la Costituzione della mafia.Ed ecco che ci sono duecentocinquanta intellettuali che voteranno SI alla riforma; però ci hanno tenuto a dire che sarà “un Si pacato”; ma essi dovrebbero sapere che è proprio quando il ricattato è pacato, che il ricatto funziona. Un Sì pacato è un Sì controvoglia, sembra frutto di un trascinamento, di un’autoflagellazione intellettuale, di un “vorrei ma non posso”, come si sono mostrati i Sì di Cacciari e di Benigni.

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Vertice sul clima di Parigi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2015

clima parigiParigi. Mentre le lobby dei combustibili fossili saranno presenti in massa, i piccoli stati insulari del Pacifico, che vivono in prima linea le conseguenze disastrose del cambiamento climatico, potranno permettersi di mandare solo pochi rappresentanti! Ma se entriamo in azione subito, possiamo contribuire alla presenza di un team che li rappresenti e lotti per la sopravvivenza dei loro popoli. Non sarebbe la prima volta che i maggiori responsabili del cambiamento climatico prendono il controllo su una conferenza sul clima e ostacolano gli accordi necessari a salvare il Pianeta e qualsiasi tentativo di azione. Ma grazie alle testimonianze di chi sta già vivendo in prima persona gli effetti di un clima impazzito, dall’aumento del livello del mare ai tifoni senza precedenti che spazzano via intere città, possiamo riportare l’attenzione mondiale su quello che tutti noi stiamo rischiando e la priorità assoluta di un accordo ambizioso per il clima. La conferenza di Parigi è l’ultima occasione di questo tipo per ottenere un accordo globale sul clima. L’assenza di queste voci sarà una doppia sconfitta, non solo per noi, ma anche per le prossime generazioni. (foto clima parigi)

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Il giocatore HEAD Novak Djokovic ha sconfitto Roger Federer

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2015

Novak DjokovicLo ha fatto con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-4, 6-4 conquistando gli US Open e vincendo il suo decimo titolo. Il No.1 del mondo è sceso in campo con le vittoria di tre tornei major – Australia, Wimbledon e New York – giocando la quarta finale della sua carriera. Novak Djokovic, che promuove la racchetta HEAD Graphene XT Speed, ha sconfitto. Federer dopo una lunga battaglia durata più di tre ore.
“Roger ha dimostrato di essere un campione recuperando 5-2 nel quarto set. Mi ha tenuto sotto pressione fino all’ultimo punto ma fortunatamente ho servito molto bene nell’ultimo set. “Ammiro molto Roger”, ha commentato Djokovic, “è stata una stagione incredibile quasi come quella del 2011 che è stata forse la migliore fino ad oggi. Mi sto godendo questo successo ancora di più come marito e padre. Tutto questo mi dà la carica per fare sempre meglio”.
Novak Djokovic, già due volte campione degli US Open ha raggiunto la finale contro Federer grazie alla vittoria in semifinale contro il compagno HEAD Marin Cilic. Il Croato, che promuove la racchetta HEAD Graphene Prestige, ha raggiunto la semifinale nonostante l’ infortunio alla caviglia. Cilic ha lottato nonostante tutto ma è stato sconfitto con il punteggio di 6-0, 6-1, 6-2. Cilic è comunque orgoglioso del risultato nel torneo che lo ha visto vincitore lo scorso anno. “Sono contento del risultato raggiunto perché è stato comunque un ottimo torneo per me. Sono stato sfortunato per il problema alla caviglia ma la partita contro Novak sarebbe stata comunque difficile. Considerando che è la prima volta in cui mi capita di dover difendere il titolo di un Grande Slam mi reputo soddisfatto”. Il giocatore HEAD Taylor Fritz, che promuove la racchetta HEAD Graphene Radical, ha vinto il titolo juniores maschile sconfiggendo Tommy Paul 6-2, 6-7(4), 6-2. Fritz ha fallito due volte il match point ma è rientrato vittorioso dopo l’interruzione per pioggia. Dopo aver sconfitto in semifinale il compagno e Ribelle HEAD Chung Yunseong 6-2, 6-3 ha vinto il titolo trasformando il sogno in realtà. (foto: Novak Djokovic)

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Le ragioni di una quasi sconfitta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2013

Per un pelo il Pd è riuscito ad acchiappare la maggioranza alla Camera mentre al Senato è stato costretto a gettare la spugna. Il Pdl, a sua volta, non si può dichiarare soddisfatto a parte i sondaggi “taroccati” che gli davano perdente con uno stacco di ben dieci punti percentuali e che ora, sappiamo, sono diventati un’inezia.
Non intendo seguire la corrente dei tanti che, con il senno di poi, hanno pontificato sugli errori degli uni e quelli degli altri e dei meriti dei rispettivi leader, ma limitarmi solo a poche osservazioni di merito.
Incomincio con il dire che se mi fossi trovato nella condizioni di stare alla finestra ad osservare le mosse degli uni e quelle degli altri, nel contesto della vita italiana in questi ultimi venti anni, sarebbe stato ovvio partire dalla caduta rovinosa del sistema partitico che vedeva in primo piano la Dc da una parte e, dall’altra, il Pci condannato ad essere opposizione non tanto e non solo per via dei numeri ma soprattutto da ragioni di politica internazionale. Una volta, però, che il Pci si liberò da questi condizionamenti, non riuscì lo a raggiungere la “meta agognata” per colpa della sua stessa ideologia che è rimasta condizionata dal suo passato tant’è che ha finito con lo spianare la strada a un outsider della politica, ma non dell’intrallazzo, e nel ritenere lo Stato una sorta di “strenna aziendale” per le sue imprese. Così sono mancate le riforme, è stato peggiorato il rapporto stato-cittadini, sono state alimentate le tendenze più scorrette con l’evasione fiscale, i contributi a fondo perduto per le imprese decotte, accresciuto a dismisura il costo della politica e via di questo passo. Alla fine il paese si è diviso su tutto ed è prevalsa la logica dell’arrembaggio, dove è stata fatta man bassa delle risorse pubbliche e portata l’economia del paese allo sfacelo. Siamo così diventati un paese di corrotti e di corruttori e su queste poco esaltanti condizioni la stessa campagna elettorale di questi giorni si è misurata.
Ora che i giochi sono compiuti mi è parso ovvio considerare che la vivacità impressa alla campagna elettorale da Berlusconi aveva la sua logica intenzione di fermare la voglia di cambiamento del Paese, mentre sull’altro versante il Pd continuava a restare nel guado paralizzato dai veti incrociati delle sue tante anime.
Ora l’occasione può venire dal movimento di Grillo e dal fatto che può essere considerata un’intesa, sia pure sui programmi, più adatta e capace di fermare i critici interni del Pd che sono fermi sullo statu quo.
Grillo, quindi, è il saggio mentore che come nella storia di Collodi vuol portare alla ragione chi l’ha persa per il regno dei balocchi, ma può essere rinsavito e reso virtuoso.
Auguriamocelo di tutto cuore nell’interesse del paese. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Berlusconi: “Nel 2013 mi ritiro”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Berlusconi

Image by Alessio85 via Flickr

Sarà Alfano il candidato premier» «Sosterremo Letta per il Quirinale. (Il Messaggero del 8 luglio 2011) E Rosario Amico Roxas commenta: “Tutte gigantesche bugie… Che non si presenti alle elezioni come aspirante presidente del consiglio è certo perchè lo dicono i sondaggi: la candidatura di Berlusconi farebbe perdere una quantità tale di voti (sia al PdL che alla lega) da sancire una sconfitta epocale. La candidatura di Letta al Quirinale è un falso scopo per nascondere i suoi veri obiettivi. Garantendo agli elettori la sua uscita di scena spera di vincere le elezioni, quindi, al momento di votare per il presidente della Repubblica, nei primi tre scrutini (quando serve la maggioranza qualificati dei 2/3 dei votanti) i voti andrebbero a Letta, quindi, occorrendo la maggioranza semplice, sarebbe votato il cavaliere. Si dirà che è stato eletto per volontà popolare attraverso i rappresentanti del popolo, e swi garantirà, così sette anni di impunità e di sospensione di tutti i processi. Se gli elettori dovessero capire questa manovra di distrazione, non voterebbero mai il Pdl o Lega che rappresentano il cavallo di Troia per entrare al Quirinale. L’unica possibilità per scongiurare che la massima carica dello Stato venga così mortificata, sarebbe rappresentata da una condanna penale con interdizione dai pubblici uffici, per questo gioca tutte le carte possibili per impedire una sentenza e agguantare le prescrizioni.” (Rosario Amico Roxas)

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Silvio fai il gollista: dimettiti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2011

“La Francia è vedova” esclamò Pompidou quando il Generale rassegnò le sue dimissioni?” Chi comanda dev’essere conciso, preciso. E sempre saldo al timone” sentenziava de Gaulle di fronte alle avversità come ai successi. Proprio l’uomo della grandeur, il comandante che aveva ridestato la Francia dal torpore vichyniano, che aveva agito sempre con piglio spregiudicato, dopo un referendum, seppur banale, in merito al quale incassò una sconfitta, si dimise. Questione di rispetto, verso l’amata Nazione, le sue Istituzioni, ma soprattutto nei confronti dei detentori della volontà popolare. Siamo certi che oggi nessuno pronuncerebbe mai una frase del genere nei confronti di Berlusconi, in primis perché, con molta probabilità, buona parte dell’Italia non si è mai sentita sposata con lui; in secondo luogo perché pure quelli che avevano creduto in un matrimonio (d’interesse?!) hanno preso atto di una separazione ormai certificata. Lui che con i suoi eccessi ci ha fatto sentire liberi dalle paure e in balia di fantomatiche illusioni, lui che ci ha fatto credere in un Italian dream di kennediana memoria, che sbandierava una mobilità sociale basata sulla meritocrazia, un imminente rinnovamento della classe dirigente. Lui che si proponeva come il figlioccio di Craxi, padre padrone del liberismo e del liberalismo, il prescelto dal popolo e l’unto del Signore. Lui che si è sempre creduto onnipotente ha scoperto di ieri di essere vincibile e vulnerabile, senza mezzi termini: ha perso e si è portato dietro tutte le sue incompiute promesse. E ora dice persino di sentirsi più forte, di avere la grinta per ripartire dopo questa che è solo “una brutta batosta”. Mai un bagno d’umiltà? Quanto si legge in un editoriale a firma Clio Pedone, pubblicato sul sito dell’associazione AreaNazionale, che fa capo al coordinatore di FLI on. Roberto Menia (www.areanazionale.it).

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Lega: il gioco delle parti

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 Mag 2011

La Lega chiede veramente ministeri a Milano, o si tratta di una manovra tale da far credere che stia giocando a perdere ? Ho l’impressione che il giochetto sia molto più sottile. Perdere per volontà degli elettori milanesi, significherebbe una condanna senza appello per il governo e per il cavaliere. Così vedo un accordo Bossi/Berlusconi per attribuire alla Lega la sconfitta di Milano che i sondaggi esprimono con chiarezza irrevocabile. Non sarà l’elettorato milanese a condannare la Moratti e tutto ciò che le sta dietro, bensì le diatribe con la Lega, che successivamente saranno sanate con un qualche contentino, per far trovare la quadra a Bossi. Non possono neanche prendere atto che CL, obbedendo alle ultimissime virate del vaticano li ha mollati, perchè sperano in un recupero, magari raddoppiando l’8 per mille, argomento al quale l’attuale curia pontificia è molto sensibile. Attribuire le responsabilità alla Lega consente la possibilità di una rappacificazione, mentre riconoscere la volontà degli elettori milanesi, significherebbe accettare di aver fallito proprio nella roccaforte berlusconoide. Con Bossi sarà facile (anche se costoso) la riappacificazione, con l’elettorato milanese sarebbe impossibile. (Rosario Amico Roxas)

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Berlusconi e il dilemma

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Mag 2011

Il Messaggero del 20 maggio 2011 scrive: Berlusconi: «Mi si nota di più se ci vado o se non ci vado?».
1) Non ci vado e vinciamo
2) Non ci vado e perdiamo
3) Ci vado e vinciamo
4) Ci vado e perdiamo
E Rosario commenta: “Nel primo caso anche la Lega dirà che possono fare a meno di me. Nel secondo caso mi accuseranno di viltà, perché dopo avere sbagliato campagna elettorale, trasformandola in un referendum su di me, dopo aver perso, vergognosamente, quel referendum sulla mia immagine, me la sono data a gambe per evitare di sommare sconfitta più sconfitta. Nel terzo caso diranno che la Moratti ha recuperato parlando del programma, lasciando perdere i toni accesi che avrei imposto al primo turno, causando la disfatta. Nel quarto e ultimo caso, dopo averci messo la faccia al primo turno, non avrei cos’altro metterci, perché il bunga bunga lo faccio io, non mi piace che lo facciano a me!” (Rosario Amico Roxas)

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Better, serie A: vittoria Juventus?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Oggi parte il fine settimana della nona giornata di ritorno del campionato di serie A. Ecco le quote Better. Questa sera l’anticipo delle 20:45 allo Stadio “Via del Mare”: il Lecce (a 3,85) ospita la Roma (a 1,95). Giallorossi favoriti. Sabato sera, all’Olimpico di Torino, la Juventus (a 2,75) cercherà il pronto riscatto, dopo la doppia sconfitta con Lecce e Bologna, contro il capoclassifica Milan (a 2,50). Compito non facile per la “vecchia signora”. Domenica s’inizia alle ore 12:30: allo stadio “Luigi Ferraris”, la Sampdoria (a 1,70) parte con i favori del pronostico contro il Cesena (a 5,25) di Ficcadenti. Alle ore 15:00 altre partite. Inter e Napoli, con la stessa quota a 1,35, seconda e terza forza del campionato, ospitano rispettivamente Genoa e Brescia (entrambe a 9,50). Quota ancora più bassa per la vittoria della rivelazione Udinese (a 1,25) contro il Bari (a 11,00), fanalino di coda. Il fattore campo potrà essere importante anche per la Lazio (a 1,85) e la Fiorentina (a 1,65) che affrontano le due siciliane, rispettivamente il Palermo (a 4,25), nel posticipo serale, e il Catania (a 5,50). Due match interessanti nel centro classifica: Bologna (a 2,35) e Chievo (a 2,25) ricevono Cagliari (a 3,30) e Parma (a 3,50).

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Berlusconi “sbaraglia”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

Sbaragliare è un tema da scontro fisico; recitano i vocabolari: baragliare [sba-ra-glià-re] v.tr. (sbaràglio ecc.) [sogg-v-arg]  Infliggere una dura sconfitta a qualcuno costringendolo alla fuga o alla resa. E’ una pia illusione quella del cavaliere di “costringere alla fuga o alla resa. Sono trascorsi parecchi decenni, ma il ricordo della gente che non si dettero alla fuga e non si rassegnarono alla resa, è ancora vivo nella memoria e si tramanda come severo monito alle generazioni future.   Il partito del cavaliere è nato in una piazza di Milano… dal predellino di un’auto di passaggio. Ma di piazze Milano ce ne racconta anche altre…..! (Rosario Amico Roxas)

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U.S.A. Pelosi: la minoranza sempre potente

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

“Sembra proprio che non abbiano capito il messaggio degli elettori”. Parla Eric Cantor, parlamentare repubblicano dello Stato di Virginia, in un’intervista alla Fox News per descrivere l’atteggiamento del Partito Democratico all’indomani della  sonora sconfitta nelle recenti elezioni di midterm. Cantor, il minority whip repubblicano alla Camera, si riferiva in particolar modo alla possibile elezione di Nancy Pelosi a leader del Partito Democratico che avrà la minoranza nella nuova Camera.  Cantor non è l’unico a credere che Pelosi dovrebbe dimettersi data la sconfitta del suo partito. Alcune voci del Partito Democratico si sono alzate contro la Pelosi considerandola responsabile della perdita di sessanta seggi alla Camera. Si dovrebbe fare dunque piazza pulita dei leader democratici. Nel caso della Pelosi si tratta della sua reputazione di ultraliberal che secondo alcuni avrebbe causato la sconfitta democratica. Data la svolta a destra del risultato elettorale occorrerebbero volti nuovi moderati  per potere fare fronte alla nuova realtà politica. La Pelosi è però battagliera ed ha deciso che sarà candidata alla carica di leader democratico alla Camera. Forte della sua vittoria personale a deputato del suo distretto nella zona di San Francisco avendo ricevuto l’ottanta percento dei consensi, la Pelosi crede che sarà necessaria una voce sonora per contrastare la maggioranza repubblicana che vorrà smantellare l’agenda legislativa della sua leadership. La Pelosi ha dichiarato in una lettera che la “sua” Camera ha approvato una serie di nuove leggi che hanno spinto il Paese sulla strada giusta. In particolare la Pelosi  ha citato lo stimolo all’economia, la difesa del Social Security e il Medicare, la riforme finanziarie a Wall Street e ovviamente la riforma sulla sanità. Non ha torto quando dice che questi sono stati grossi successi anche se riconosce che l’economia continua a stentare. La disoccupazione continua ad aggirarsi sul 9,5% anche se qualche bagliore di ripresa si è cominciato a vedere. La Pelosi non accetta la sconfitta alle elezioni come risultato dell’agenda attivista della Camera. In un certo senso ha ragione considerando il fatto che  la critica situazione economica in California non ha regalato vittorie repubblicane alla carica di governatore né a quella del Senato. Infatti, le cariche importanti del Golden State sono andate a candidati democratici. Bisogna anche rilevare che  oltre alla questione dell’economia i candidati repubblicani come Meg Whitman e Carly Fiorina hanno speso più di 200 milioni di dollari ottenendo pero risultati negativi. In altri Stati però i repubblicani hanno avuto successo. Ma i candidati democratici che hanno perso erano in generale democratici di destra i quali non erano abbastanza conservatori per gli elettori. Si tratta di “blue dog democrats” i quali hanno cercato di allontanarsi dall’agenda politica democratica. Ventotto dei cinquantaquattro membri della Blue Dog Coalition alla Camera  non sono stati rieletti. Dei settantotto membri del Progressive Caucus,  l’ala sinistra, invece, solo tre non sono stati rieletti. I repubblicani vorrebbero che Pelosi si mettesse da parte ed infatti hanno cercato in ogni modo di ottenere il loro scopo. Hanno speso più di sessanta milioni di dollari in annunci contro di lei etichettandola di essere ultraliberal anche mediante la reputazione estremista della città di San Francisco che lei rappresenta a Washington. I repubblicani vorrebbero dunque un altro leader democratico per ragioni politiche.  La loro preferenza sarebbe un “blue dog democrat” il quale sarebbe più malleabile ai loro tentativi di rovesciare le recenti leggi approvate dalla leadership di Pelosi. Una battagliera come Pelosi gli renderebbe il lavoro più difficile e forse anche impossibile.
Bisogna ricordare che nonostante la loro netta maggioranza alla Camera i repubblicani non controllano il Senato e la Casa Bianca è anche nelle mani di Obama, un democratico. Eventuali disegni di legge estremisti approvati dalla Camera dovrevvebbero poi fare i conti con il Senato e il possibile veto di Obama. La Pelosi è stata efficace ad approvare parecchie nuove leggi ed ha cooperato con il presidente Obama. Anche nel suo ruolo di leader del partito di minoranza sarebbe un’efficace argine contro il possibile estremismo dei repubblicani. Se dovesse essere messa da parte darebbe anche un chiaro segnale e riconoscimento dei democratici che la vittoria repubblicana  e la filosofia  conservatrice sono il cammino da seguire. (Domenico Maceri)

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Libia: Sarubbi (Pd), è la sconfitta dal cinismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2010

“Il fatto che il Governo sia stato battuto su un aspetto dirimente del trattato Italia-Libia ha un indubbio significato politico, ma ne ha uno ancora più importante sul piano culturale: è la sconfitta del cinismo della destra”. È quanto dichiara Andrea Sarubbi (Pd), cofirmatario dell’emendamento Mecacci approvato oggi dall’Aula della Camera nonostante il parere contrario del governo. “Il giochetto del governo di ritirare la mozione non è servito a nulla, se non ad amplificare la figuraccia. Io comunque – conclude il deputato, che già due anni fa aveva votato contro il trattato in dissenso dal proprio gruppo – non esulto tanto per la sconfitta della maggioranza, quanto per la vittoria dei diritti umani”

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Campionato calcio: quote Better

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

24 settembre 2010 – Quinta giornata del campionato di serie A. Ecco le quote Better. Si parte con gli anticipi di sabato delle due milanesi: il Milan (a 1,60), favorito contro il Genoa (a 5,75), spera in un passo falso dell’Inter (a 2,20) all’Olimpico contro la Roma (a 3,35). Domenica s’inizia alle ore 12:30 con il Cesena (a 2,90) che affronta il Napoli (a 2,45), con i partenopei in cerca di riscatto dopo la sconfitta interna contro il Chievo. Le due siciliane, Catania (a 1,95) e Palermo (a 1,60) partono con i favori del pronostico rispettivamente contro il Bologna (a 4,00) e il Lecce (a 5,75). Attesa del pubblico viola per la prima vittoria in campionato della Fiorentina, in lavagna Better a 1,90, contro il Parma (a 4,00) dei giovani. L’Udinese (a 4,50), unica squadra ancora a zero punti, affronta a Genova la Sampdoria (a 1,80) di Cassano. Chiude la quinta giornata il posticipo serale dell’Olimpico di Torino tra la Juventus (a 1,60), sconfitta in casa ieri sera dal Palermo, e il Cagliari (a 5,75).   Ecco tutte le quote elaborate e proposte da Lottomatica Scommesse:
Data    Campionato di serie A 2010-11    1    X    2
25.09 ore 18.00    MILAN    GENOA    1,60    3,65    5,75
25.09 ore 20.45    ROMA    INTER    3,35    3,15    2,20
26.09 ore 12.30    CESENA    NAPOLI    2,90    3,15    2,45
26.09 ore 15.00    BARI    BRESCIA    1,95    3,25    4,00
26.09 ore 15.00    CATANIA    BOLOGNA    1,95    3,25    4,00
26.09 ore 15.00    CHIEVO    LAZIO    2,55    3,10    2,80
26.09 ore 15.00    FIORENTINA    PARMA    1,90    3,40    4,00
26.09 ore 15.00    PALERMO    LECCE    1,60    3,65    5,75
26.09 ore 15.00    SAMPDORIA    UDINESE    1,80    3,40    4,50
26.09 ore 20.45    JUVENTUS    CAGLIARI    1,60    3,65    5,75

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La sconfitta della Germania cambia le quote

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2010

Un’altra grande del torneo subisce una sconfitta a sorpresa. Dopo la Spagna contro la Svizzera tocca alla Germania, battuta 1-0 dalla Serbia con un gol di Jovanovic. Nella ripresa, sui piedi di Podolski, c’era la possibilità dell’1-1, ma il tedesco fallisce clamorosamente il calcio di rigore. La vittoria della Serbia sulla lavagna Better era a 6,00. Inevitabilmente, dopo questo risultato cala la fiducia sui tedeschi. Cambiano le quote Better sulla “vincente mondiale”: la vittoria finale della Germania sale da 7,50 a 9,00. Scende clamorosamente la quota del “vincente mondiale” per la Serbia, da 150,00 a 75,00.  Le quote sono soggette a variazioni  http://www.better.it

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Quote mondiali calcio

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2010

Il debutto non felice della Francia, vice Campione del Mondo in carica, non attenua le polemiche. La delusione è forte tra i francesi per l’imprevista e storica sconfitta per 1-0 nell’amichevole premondiale contro la Cina. Poi i continui contrasti tra alcuni giocatori e il ct Domenech, in ultimo William Gallas che appreso della scelta di affidare a Patrice Evra piuttosto che a lui la fascia di capitano ha disertato la conferenza stampa. C’e’ aria di fronda e la fiducia nella nazionale transalpina diminuisce. I quotisti Better per l’esordio dei galletti contro l’Uruguay hanno cambiato le quote. La vittoria della Francia da 1,95 passa a 2,05, il pareggio resta pressoché invariato, la vittoria dell’Uruguay passa da 3,85 a 3,55.

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Il Pd “si lecca le ferite”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Non cessa, all’interno del Pd il dibattito sull’entità della recente sconfitta elettorale e che, in qualche modo, coinvolge la stessa leadership di Bersani. Molto apprezzato è stato l’intervento di Dario Franceschini. Per lui “La mission del Pd non può essere costruire alleanze, ma l’idea che siamo nati per cambiare il Paese. Ora non si capisce qual è il messaggio del Pd e dobbiamo tornare allo spirito originario”. E soggiunge: “La gestione unitaria non significa sostenere chi ha vinto, ma che insieme si definisce la linea del partito”. Perché, incalza Fioroni, “noi non siamo figli di un Dio minore”. Altri sono stati ancora più espliciti affermando come Soro: “Noi non dobbiamo appiattirci su una linea, quella di Bersani, che ha vinto il congresso ma è stata sconfitta alle elezioni.” Per gli osservatori esterni si è notata molta amarezza e un senso di sconforto per il come è stata affrontata la campagna elettorale delle regionali. E’ mancato quel mordente necessario per risvegliare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla validità di un impegno politico che sapesse fare la differenza rispetto ad una maggioranza costruita sugli annunci e sulle parole. Ma vi è anche un’altra insidia che bussa alle porte del Pd. E’ il vento di fronda che proviene dagli amici di Francesco Rutelli e dalle suggestioni per la nuova stagione animata dai centristi che si riconoscono nell’area Fini – Casini – Rutelli e che paventano la possibilità di costituire un nuovo gruppo parlamentare. Ci si chiede quanti del Pdl e del Pd sono intenzionati a lasciare i rispettivi partiti per iniziare l’avventura nel nuovo movimento che si profila all’orizzonte?

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