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Il Mediterraneo questo sconosciuto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

Il Mediterraneo lambisce le terre di tre continenti: l’Africa, l’Europa e l’Asia. L’Italia, con il suo stivale, vi s’immerge a tutto campo. E’ un ponte ideale tra il Nord e l’Europa centrale e il suo Sud più profondo costituito da tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
Sono luoghi che hanno visto passare grandi civiltà e subito immani stragi. Ci siamo trovati al cospetto di notevoli conquiste congiunte a enormi miserie e brutture d’ogni genere. Sono anche i Paesi che ospitano tre grandi religioni monoteiste: la cristiana, l’islamica e l’ebraica. Da esse dovrebbe partire un “solido” messaggio di pace e invece sono capaci di trasformarsi in strumenti di lotta, di divisione e di eccidi, assurdi e crudeli. L’esempio è dato dal vicino oriente e, sull’altro versante, dalla Libia e dall’Egitto.
Lungo l’uno e l’altro capo del filo vi è un’Africa settentrionale che soffre una propria crisi d’identità tra l’integralismo islamico e un potere politico, che non sa o vuole essere democratico, liberale, aperto a una cultura del rinnovamento. In questo miscuglio di posizioni non ben definite, ma che spesso sfumano in violenze inaudite, probabilmente si gioca l’avvenire del mondo.
Questo rischio lo dobbiamo al fatto che la “rabbia” degli oppositori non ha confini. Le gesta dei terroristi arabi, giapponesi, irlandesi, baschi e i risvegli revanscisti di talune ideologie del passato, quali la nazista e la marxista-stalinista, lo dimostrano. Vi è, tuttavia, una grossa differenza rispetto al passato. Non è più la “cronaca” degli anarchici con le loro “bombette” piazzate sotto la carrozza del re o del suo erede a cavallo tra il XIX e il XX secolo, ma è qualcosa d’altro e notevolmente più grave. Il terrorista oggi vorrebbe ragionare solo con le bombe atomiche, con il gas nervino e con le armi batteriologiche. E’ “Il giorno del cobra” come è stato raccontato da Richard Preston (edito in Italia da Rizzoli).
Posso dire che in questi casi è la fantasia ad anticipare la realtà. Ed è, ancora una volta, lo scenario europeo e medio orientale a creare le basi per una violenza senza precedenti.
Da lì partono i gruppi di terrore, sponsorizzati da taluni governi, e in quei Paesi si producono veleni d’ogni genere e si coltiva il seme dell’odio e della distruzione. Ma sia chiaro: il mondo è stato edificato su una montagna di soldi sempre più posseduti da una ristretta cerchia di persone e se queste non intendono avere ragione nel sostenere la logica dell’equa ripartizione delle risorse significa che dobbiamo convivere con la brutalità, il genocidio e le distruzioni e nolenti o volenti farcene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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Tumore dell’ovaio: “uno sconosciuto” che si può sconfiggere

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

Napoli Arriva senza farsi sentire e spesso lo si scopre casualmente. Tra i fattori di rischio l’età, la maggior parte dei casi viene identificata dopo l’ingresso in menopausa, la menopausa tardiva e il non aver avuto figli ma anche la predisposizione familiare. Il carcinoma ovarico è un tumore che colpisce le ovaie. In Italia ogni anno si registrano 5.000 casi, ossia 1 donna su 97. È al nono posto tra le forme tumorali e costituisce il 2,9% di tutte le diagnosi di tumore. Si tratta di uno dei tumori femminili più pericolosi: circa il 70% delle diagnosi avviene in fase avanzata, perché rimane asintomatico per un lungo periodo. Eppure le italiane lo conoscono poco e fanno ancora meno per prevenirlo: 7 su 10 non ne conoscono i segnali e solo l’11% sa che l’ecografia transvaginale è fondamentale per la diagnosi. I sintomi di esordio della malattia sono spesso di lieve intensità, tali da essere confusi con le più banali e frequenti alterazioni dell’apparato gastrointestinale: sensazione di gonfiore addominale, difficoltà digestive, nausea, aumento della circonferenza addominale. “Questa è una delle malattie più difficili da controllare poiché non sono stati identificati strumenti efficaci di screening e di diagnosi precoce” spiega il dottor Sandro Pignata, direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica, Dipartimento Uroginecologico dell’Istituto Nazionale Tumori – IRCCS “Fondazione Pascale” di Napoli. “Per quanto concerne lo screening, a differenza di quanto accade con il pap-test nei confronti del tumore del collo dell’utero, oggi non è disponibile un valido metodo di screening per una diagnosi precoce di carcinoma ovarico. Per questo motivo, le pazienti spesso arrivano in reparto quando la neoplasia è già in stato avanzato. Una visita ginecologica accurata ed effettuata con regolarità rimane il metodo migliore per lo screening del carcinoma ovarico”. L’Istituto Nazionale Tumori di Napoli è uno dei centri all’avanguardia e tra i più qualificati a livello nazionale per il trattamento del tumore dell’ovaio. Il dipartimento ha sviluppato un percorso di cura specializzato per questa patologia, poiché la collaborazione stretta tra la struttura di Oncologia Medica e quella di Ginecologia permette una gestione della malattia completa e tempestiva. A causa della mancanza di avvisaglie chiare, solo in 1 caso su 4 questa neoplasia viene diagnosticata in una fase precoce, quando con un intervento chirurgico le possibilità di guarigione sono intorno al 80-90%. “Il primo passo è l’intervento chirurgico per la riduzione della massa tumorale, un aspetto fondamentale dal quale dipende l’intero percorso di cura” chiarisce il dott. Pignata. “L’intervento chirurgico viene eseguito dagli specialisti dell’Unità di Oncologia ginecologica, mentre la chemioterapia viene gestita dalla mia équipe”.
In circa il 70% delle pazienti però il tumore si ripresenta dopo un certo periodo: capire il meccanismo che genera le recidive e individuare le pazienti a rischio di ricaduta è uno degli obiettivi dei ricercatori. “Le strutture funzionali del Dipartimento Uroginecologico collaborano con i ricercatori del nostro istituto per condurre protocolli di ricerca di tipo traslazionale. Questo tipo di collaborazione, oltre a sviluppare ricerca, offre vantaggi ai pazienti poiché permette di garantire un elevato standard di cura con l’uso di farmaci innovativi. Il nostro dipartimento coordina il Gruppo Mito, (Multicenter Italian Traials in Ovarian cancer), impegnato a sviluppare una collaborazione di ricerca in ambito di ginecologia oncologica. Secondo Pignata si può spostare in avanti la frontiera della qualità della vita attraverso terapie sempre più personalizzate, tecniche chirurgiche poco invasive e farmaci meno tossici. “Oggi in oncologia si parla molto di farmaci biologici, che rappresentano la nuova frontiera contro i tumori. Per la neoplasia dell’ovaio sono arrivati più tardi” conclude Pignata, “ma molti sono in via di sviluppo. Nel nostro centro diversi sono in fase di sperimentazione”.

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Non tutto il male viene per nuocere

Posted by fidest press agency su sabato, 23 aprile 2011

Lettera al direttore. Un buon esempio, come tanti al giorno d’oggi, per i giovani. Una cattiva azione ha dato notorietà ad uno sconosciuto che, a quanto si prevede, rimedierà molti voti. Un minus habens (politicamente, ovviamente) offende i magistrati, nonché la memoria di tutte le vittime delle Br, e come compenso sarà eletto a Milano. Daniela Santanché, che santa non è, lo difende, vale a dire difende la cattiva azione del minus (politicamente!) e questo “anché” servirà a portare voti allo sconosciuto dalla faccia intelligentissima.La Moratticritica l’autore della cattiva azione, e questo forse porterà qualche voto in più anche  a lei che è buona. E i voti del cattivo e della buona andranno tutti al Pdl. Non tutto il male viene per nuocere…(Veronica Tussi) (n.r. questo è il vero miracolo del belusconismo. E’ stata capace di riunire sotto la medesima bandiera i buoni e i cattivi. Per nostra fortuna ha lasciato per strada i mezzi buoni e i mezzi cattivi. Rassegniamoci, meglio di niente.)

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