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Scoperto farmaco che intrappola il virus SARS-COV-2

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

Il gruppo internazionale ha identificato una classe di enzimi (E3-ubiquitin ligasi) necessari al virus SARS-CoV-2 per uscire dalle cellule infettate e diffondersi a tutti i tessuti dell’organismo. Queste stesse proteine svolgono un’azione simile anche per altri virus come l’Ebola. I ricercatori hanno dimostrato che i livelli di questi enzimi sono elevati nei polmoni dei pazienti e in altri tessuti infettati con il virus. Lo studio ha anche identificato alterazioni genetiche rare nei geni codificanti per queste proteine in un sottogruppo di pazienti (circa 1300) con forma grave della malattia selezionati dalle coorti dei Consorzi Internazionali: COVID Human Genetic Effort, French COVID Cohort Study Group, CoV-Contact Cohort, e Healthy Nevada Project. Queste alterazioni aumentano l’attività degli enzimi e favoriscono l’uscita del virus infettante. Il team ha dimostrato che l’attività di questi enzimi può essere inibita da un composto naturale e ben tollerato dall’organismo umano, noto come Indolo-3 Carbinolo (I3C), e quindi potenzialmente utilizzabile come antivirale in forma singola o in combinazione con altre terapie. Il composto I3C si è dimostrato capace di bloccare, in vitro, l’uscita e la moltiplicazione del virus dalle cellule infettate. I3C potrebbe essere rapidamente approvato in quanto già utilizzato per altri trattamenti, una volta dimostrata l’efficacia sui pazienti COVID-19. Lo studio, cofinanziato dalla Fondazione Roma, contribuisce alla comprensione dei meccanismi molecolari che governano il ciclo vitale di SARS-CoV-2 aprendo la strada alla identificazione delle relazioni ospite-patogeno necessari per l’identificazione e lo sviluppo di nuovi farmaci in grado di interferire con la replicazione virale, bloccandone la trasmissione.

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Scoperto il cuore solido di Mercurio

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Mercurio e la Terra sono più simili di quanto si creda. Nonostante le dimensioni siano molto diverse – Mercurio è un terzo del nostro pianeta – le due strutture interne si somigliano: hanno entrambe un nucleo esterno di metallo liquido e un nucleo interno solido.È quanto emerge dallo studio coordinato da Antonio Genova del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza e realizzato presso il Goddard Space FIight Center della NASA. Fino a questo momento si sapeva solo che il nucleo di Mercurio rappresenta circa l’85% del volume totale del pianeta e che parte di esso è fluido, ma la vera natura della parte più interna era rimasta sconosciuta.I dati della missione NASA MESSENGER, pubblicati sulla rivista Geophysical Research Letters, hanno permesso di ricostruire la composizione e la struttura interna di questo pianeta. La sonda MESSENGER, che ha sorvolato l’emisfero nord a quote di 200 km nei primi tre anni e di 15-25 nell’ultimo anno, ha orbitato il pianeta da marzo 2011 fino ad aprile 2015, misurando i due parametri riconosciuti dai ricercatori come fondamentali per risalire alle proprietà e dimensioni del nucleo fluido e solido: la rotazione e l’attrazione gravitazionale.Ogni pianeta ruota intorno a un asse, il polo. Mercurio rispetto alla Terra ruota molto più lentamente, con un giorno che equivale a circa 58 giorni terrestri. Le variazioni di questo parametro sono state usate spesso in passato per rivelare indizi sulla struttura interna dei pianeti: nel 2007 sono state evidenziate delle piccole deviazioni nella rotazione di Mercurio, chiamate librazioni, che hanno dimostrato la natura fluida di parte del nucleo.La sola osservazione della rotazione, però, non era sufficiente per conoscere in dettaglio anche la parte più interna. Genova e il suo team hanno quindi registrato come la sonda spaziale accelerasse sotto l’influenza della gravità di Mercurio mentre si avvicinava con ogni orbita vincolando di conseguenza la posizione del polo di Mercurio. Analizzando i dati della rotazione e dell’attrazione gravitazionale, i ricercatori hanno mostrato che il pianeta possiede un cuore interno ampio e solido. In particolare, hanno stimato che la parte di ferro solido (~1000 km) rappresenta circa il 50% dell’intero nucleo (~2000 km), rendendolo simile a quello della Terra (~1200 km) che invece corrisponde al 35% del totale.
La storia di Antonio Genova è quella di un giovane ricercatore partito e ora rientrato nel nostro Paese: una volta terminata la formazione presso il Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza si è trasferito negli Stati Uniti, ottenendo un contratto dal MIT e proseguendo la sua attività di ricerca al Goddard Space FIight Center della NASA a Greenbelt, con focus sull’esplorazione planetaria dei pianeti Marte e Mercurio.

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Scoperto il primo archeoceto che oltre 42 milioni di anni fa raggiunse l’oceano Pacifico

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Camerino. Il suo nome è Peregocetus pacificus, che significa “il cetaceo viaggiatore che ha raggiunto il Pacifico”, e il ritrovamento del suo scheletro fossile in sedimenti di oltre 42 milioni di anni fa è stato fondamentale per ricostruire la rotta seguita dagli antenati di balene e delfini nel lungo viaggio che, fra i 50 e i 40 milioni di anni fa, li portò dal loro centro di origine fra India e Pakistan a colonizzare tutti gli oceani.L’importante scoperta, appena pubblicata dalla prestigiosa rivista “Current Biology” è stata fatta da un team internazionale di paleontologi e geologi dell’Università di Camerino e dell’Università di Pisa e dei musei di storia naturale di Parigi, Bruxelles e Lima, le cui ricerche nel deserto costiero del Perù hanno già dato importanti risultati, come il ritrovamento nella stessa località del Peregocetus ma in rocce più antiche di Mystacodon selenesis, il più antico antenato delle balene ad oggi conosciuto.“E’ straordinario avere trovato un cetaceo in rocce così antiche e così lontane dall’area di origine di questi mammiferi marini – spiega Claudio Di Celma, geologo della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino che ha curato lo studio stratigrafico dell’area di ritrovamento del fossile. Questa scoperta documenta, infatti, il primo ritrovamento indiscutibile di un cetaceo quadrupede nell’Oceano Pacifico, probabilmente il più antico rinvenuto in America e il più completo al di fuori di India e Pakistan”.
Secondo i ricercatori l’età geologica di questo cetaceo quadrupede e la sua presenza lungo la costa occidentale del Sud America sostengono fortemente l’ipotesi che i primi cetacei abbiano raggiunto il Nuovo Mondo attraversando il Sud Atlantico dalla costa occidentale dell’Africa al Sud America. Questi antenati delle balene e dei delfini sarebbero stati aiutati nel loro viaggio dalle correnti superficiali che scorrevano da ovest verso est e dal fatto che a quel tempo la distanza tra i due continenti era la metà di quella che è oggi.“Un aspetto particolarmente interessante di questo nuovo archeoceto – afferma Giovanni Bianucci, paleontologo del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa che ha preso parte allo scavo e allo studio del fossile – è che la presenza di piccoli zoccoli sulle dita, assieme alla forma del bacino e degli arti, suggerisce che fosse ancora in grado di camminare sulla terraferma mentre le lunghe dita, probabilmente palmate, e le caratteristiche anatomiche della coda indicano che era anche un buon nuotatore. Si tratterebbe, quindi, di uno stadio intermedio fra le balene e i delfini di oggi (non più in grado di muoversi fuori dall’acqua) e i loro antenati terrestri a quattro zampe, cioè di animale dal modo di vita simile alla lontra.”
E’ attraverso lo studio dettagliato dello scheletro che i ricercatori sono stati in grado di stabilire che questo archeoceto era in grado di manovrare il suo corpo lungo 4 metri sia in terra che in acqua. Per esempio, il fatto che le vertebre caudali siano simili a quelle dei castori e delle lontre suggerisce che la coda fornisse un contributo significativo durante il nuoto.Intanto le ricerche in Perù vanno avanti e il team internazionale continua a fare nuove scoperte. ”Ogni spedizione – conclude Giovanni Bianucci – ci riserva nuove sorprese. Tutto è possibile grazie a un giacimento di fossili eccezionale e a un gruppo di ricerca straordinario”.

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Banche: Anatocismo e massimo scoperto

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

salva bancheÈ vero che crediti e debiti nei contratti bancari di conto corrente si possono accertare solo alla fine del rapporto, ma ciò non impedisce al correntista di agire quando il conto è ancora aperto per ottenere una rettifica delle risultanze e, quindi, dell’effettivo saldo. E la prescrizione è sempre da ritenersi decennale dalla chiusura in assenza di versamenti di natura solutoria. Il cliente ha la facoltà di agire per far determinare a suo favore il saldo nel conto anche prima della chiusura eliminando gli effetti dell’anatocismo e della commissione di massimo scoperto illegittimamente applicati, insieme agli interessi addebitati in base agli usi su piazza. A stabilire questi principi che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” costituiscono un altro significativo colpo alle prassi illegittime delle banche in materia di conti correnti, è la sentenza 28819/17 depositata il 30 novembre dalla Cassazione civile. Nella fattispecie, è stato rigettato il ricorso di un istituto di credito avverso la sentenza della Corte d’Appello di Lecce che aveva riconosciuto un saldo di circa 104 mila euro a favore del correntista. Per i giudici della prima sezione civile della Suprema Corte è corretta la decisione della corte territoriale in virtù del principio secondo cui la circostanza che la domanda di rideterminazione del saldo non sia stata proposta dopo la chiusura del conto corrente non costituisce un fattore impeditivo per tale tipo di azione anche al fine di restituire al cliente le somme indebitamente addebitategli a titolo di interessi e commissione di massimo scoperto, ma incide soltanto sulla prescrizione del diritto azionato. L’azione di ripetizione del cliente è sempre soggetta all’ordinario termine decennale che decorre dalla chiusura del conto, a meno che non risultino effettuati versamenti a carattere solutorio. In corso di rapporto, infatti, sono qualificabili come pagamenti soltanto i versamenti eseguiti in presenza di uno scoperto e per ricondurre il saldo entro i limiti del fido, laddove il saldo non sia immediatamente esigibile prima della chiusura del conto se non entro la soglia dell’affidamento concesso al correntista. Peraltro, il pagamento effettuato a estinzione di un debito in tutto o in parte inesistente, perché frutto di una clausola nulla, fa sorgere il diritto alla ripetizione con la conseguente decorrenza del termine di prescrizione. Compete allora all’istituto di credito che eccepisce la prescrizione del credito dimostrare in corso di causa l’avvenuta effettuazione di rimesse solutorie.

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Castelli a radio 24 su Bisignani

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

E’ caduto un velo interessante sul caso Bisignani. Quand’ero Ministro della Giustizia ho sempre percepito un quarto potere altro, che non stava nel Governo e in Parlamento, ma stava altrove. Io forse sono l’ultimo dei politici, ma con questo Bisignani non ho mai parlato, e nemmeno l’avevo mai sentito nominare. Forse abbiamo scoperto che Bisignani era l’uomo del quarto potere e si è davvero aperto uno squarcio. In questo caso infatti trovo utili le intercettazioni sbattute sui giornali in questo modo. Mi hanno aperto gli occhi su una percezione che ho sempre avuto di un potere non definito che non risiedeva solo a Palazzo Chigi Questo è l’intervento del viceministro Roberto Castelli alla Zanzara su Radio 24.

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De Pierro contro “Lodo – Ruby”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

“Quando ieri mi hanno riferito, prima ancora che uscisse, la notizia che c’erano delle manovre nella Maggioranza per varare l’ennesima legge ad personam  che addirittura abbassasse il limite della maggiore età pur di salvare il Premier da un’accusa di reato per i presunti rapporti intrattenuti con Ruby, non volevo crederci, pensavo fosse uno scherzo. Quando invece ho capito che non lo era e ho scoperto una triste verità ho provato un senso di forte rabbia e impotenza, ho pensato di  trovarmi di fronte ad un esecutivo colmo di profonda incoscienza sociale prima che politica e istituzionale”. Commenta con amarezza Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, la notizia trapelata nelle ultime ore che annuncia manovre governative per portare la maggiore età al compimento dei 16 anni. La premura di agire, la proposta di retroattività e soprattutto la coincidenza con le recenti vicende giudiziarie nelle quali è coinvolto Silvio Berlusconi, destano non poche perplessità e reazioni.
Si unisce all’indignazione per il lodo- Ruby, così chiamato per via del soprannome di Karima El Mahroug  la ragazza coinvolta nello scandalo, minorenne all’epoca dei fatti, il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti Giuliano Girlando : “Si tratta dell’ennesima legge ad hoc per cercare un’immunità nei confronti del Presidente del Consiglio.  Attualmente – commenta – abbassare la maggiore età a 16 anni è una scelta irresponsabile per due motivi,  sarebbe fatto ad arte per coprire quelle che sono le questioni giudiziarie del Premier  e peggio, perché trattasi di un’ammissione di colpa, in quanto Berlusconi ha sempre negato i rapporti con una minorenne Bisogna aprire un dibattuto serio sulle funzione legislative – conclude Girlando – che devono servire esclusivamente alla collettività, non ad uso e consumo di Berlusconi. Vengono meno i principi liberali della storia e della Costituzione sulla separazione dei poteri. Il lodo – Ruby è l’ennesima porcata”.

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Omosessualità e amore

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

Lettera al direttore. Il Giornale del 21 luglio, pubblica una lettera dal titolo: “Secondo gli apostoli. L’omosessualità è pratica riprovevole”. Quali apostoli? Nel Vangelo non esiste un solo versetto che accenni all’omosessualità. Il lettore che scrive però si appella all’Antico Testamento, cita il versetto del Levitico 18, 22: “Con un uomo non giacerai come si giace con una donna: è un abominio!”, e ne deduce tranquillamente che se Gesù non l’ha corretto, vuol dire che lo riteneva valido. Così, dovremmo ritenere altrettanto valido il versetto che segue: “Se un uomo è giaciuto con una donna durante le sue regole, e ne ha scoperto la nudità, ha messo a nudo la fonte del suo sangue ed essa ha scoperto la fonte del suo sangue: siano eliminati ambedue in mezzo al loro popolo” (Lv 20,18). Oppure dovremmo ritenere abominevole mangiare bistecchine di maiale (cf Levitico 11, 7), e via di seguito. Esistono infiniti versetti nell’Antico Testamento non corretti da Gesù. La posizione della Chiesa riguardo all’omosessualità si basa solo  su assurdi pregiudizi,  che non trovano reale fondamento nelle Scritture, e contrastano palesemente con la ragione. Riprovevole è tutto ciò che reca danno al prossimo, tutto ciò che è contrario al comandamento fondamentale di Gesù. L’omosessualità non va contro il comandamento dell’amore. (Elisa Merlo)

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Il Governo della destra ha scoperto la crisi

Posted by fidest press agency su domenica, 30 Maggio 2010

E la favola che per mesi la coppia Tremonti-Berlusconi ha raccontato agli italiani è finita. Le riforme? Neanche a parlarne, solo tagli. Indiscriminati. “Ci hanno raccontato che i conti erano in equilibrio, invece non è vero niente. – ha ricordato Pier Luigi Bersani – La Grecia non c’entra nulla: è un problema nostro. E non vedo riforme” L’improvvisazione è stato l’unico programma di questo Esecutivo che ora tenterà di porre rimedio ai suoi errori con una manovra tardiva e inadeguata. Una finanziaria dura che proteggerà i forti e metterà in ginocchio i più deboli. L’equità è per noi obiettivo primario. La manovra annunciata non pare coglierlo. La nostra proposta di finanziaria, presentata da Enrico Letta, parla chiaro e, tra gli altri punti della sua contromanovra, chiede un aiuto concreto per sostenere l’occupazione e la crescita: una norma che preveda ‘tasse zero’ per i primi due anni per le aziende che assumeranno a tempo indeterminato. Non c’è ossigeno neanche per gli Enti Locali. La manovra da 24 miliardi ne scarica 13 sul Patto di Stabilità, compromettendo la qualità e la quantità dei servizi ai cittadini. E le critiche fioccano, persino dai presidenti della Lombardia e della Calabria, Formigoni e Scopelliti. Sono disfattisti sinistri anche loro? Forse è troppo facile per Berlusconi nascondersi dietro alle citazioni deplorevoli di Mussolini per ricordare che lui non ha potere. Una pessima scusa di cattivo gusto? Un certo capitano ha già lasciato la nave prima che affondi. Un bel servizio al Paese.

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Fashion Paper: Affascinati dalla carta

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Maggio 2010

Milano fino allo 11/5/10 Palazzo Isimbardi  corso Monforte 35  Progetto a cura di Bianca Cappello 64 gioielli, sculture, 18 oggetti di design e piu’ di 30 abiti visibili dal vero e in splendide gigantografie fashion saranno esposti al pubblico dal 29 aprile al 12 maggio nella Sala degli Affreschi.  Il concetto della mostra e’ comunicare Moda, Arte e Design attraverso un materiale eticamente -buono- e artisticamente affascinante come la carta. Far capire come sia possibile occuparsi contemporaneamente del Lusso e dell’Ambiente in maniera consapevole e lungimirante anche in vista dell’Expo del 2015.  Fashion Paper e’ stata una lezione per gli studenti ma anche per tutti coloro che hanno scoperto quanto sia meraviglioso e sfaccettato il mondo della carta e del cartone, nuovo e di riciclo. L’evento – reso possibile dalla collaborazione della Provincia di Milano, di AFOLModa dell’Agenzia per la Formazione, l’Orientamento e il Lavoro di Milano e le Accademie delle Belle Arti di Milano, Firenze e Torino – vuole portare alla luce e sviluppare in maniera inedita e accattivante gli attuali temi di eco sostenibilità, recupero dei materiali e compatibilità ambientale, richiamando l’attenzione degli studenti e del pubblico sulle infinite sfaccettature della carta, proponendo questo materiale in un’insolita e sorprendente versione.  Tutte le creazioni sono state realizzate dagli studenti, seguiti dai docenti: Bruna Marchesan e Luisa Scarpini per AFOLModa, Maria Teresa Illuminato per l’Accademia di Brera, Edoardo Malagigi e Angela Nocentini per l’Accademia di Belle Arti di Firenze e Roberto Zanon per l’Accademia Albertina di Torino. (affascinati dalla carta)

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Commissioni arbitrarie incassate dalle banche

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2010

La legge ha regolamentato le commissioni di massimo scoperto caricate dalle banche sulle imprese e sui cittadini quando vanno in “rosso”. Ancora una  volta, come era già successo con i mutui, ad una legge del Parlamento le banche hanno risposto violando i vincoli con nuove e più costose commissioni. Commissioni più costose, come documentato dalla ricerca Antitrust (anche fino a 15 volte!), per i piccoli sconfinamenti. Tutte le imprese che operano con uno scoperto di conto o che superano lo scoperto autorizzato, ma anche tutte quelle famiglie che occasionalmente vanno in “rosso”. È proprio in questi casi che scattano le nuove pesanti commissioni stabilite in modo unilaterale dalle banche al di fuori della normativa contrattuale. Cosa chiediamo? • Alle banche: la restituzione delle commissioni arbitrariamente incassate dal luglio 2009 • Al Parlamento: l’approvazione di un emendamento che elimini la doppia commissione applicata dalle banche Perché Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori, ritengono non solo ingiustificato, ma arbitrario il comportamento delle banche? Perché le nuove commissioni non esistono nel contratto. Perché il Testo Unico Bancario (TUB) impedisce l’introduzione unilaterale di nuove commissioni. Perché le banche hanno introdotto una doppia commissione raggirando la legge I consumatori e le imprese che hanno visto aumentati i propri costi bancari a causa dell’introduzione di nuove commissioni bancarie sullo scoperto di conto devono: •presentare un reclamo alla propria banca e chiedere la restituzione di quanto già pagato e la non applicazione in futuro di commissioni non previste dal contratto •in caso di risposta negativa o di mancata risposta, presentare reclamo all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) • inviare il reclamo anche all’Antitrust e alle Associazioni Consumatori Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori. Le Associazioni Consumatori hanno istituito un Osservatorio sulle condizioni applicate dalle banche.

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Commissione massimo scoperto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2009

Comunicato Aduc: “L’Antitrust, con un comunicato diffuso su una loro segnalazione a Governo, Parlamento e Bankitalia conferma ciò che stiamo denunciando da mesi: sulle commissioni di massimo scoperto ridefinite dall’art.2bis della legge 2/2009 (valide solo quando il cliente ha un fido e lo scoperto dura piu’ di 30 giorni) le banche hanno fatto carte false; a fine giugno sono entrate in vigore le nuove commissioni che, cambiando solo nome, non solo hanno confermato le vecchie, ma sono diventate più onerose fino a quindici volte in più. Questo fino all’entrata in vigore della legge 3/8/2009 n.108 in base alla quale l’ammontare del corrispettivo omnicomprensivo per il servizio di messa a disposizione delle somme non puo’ superare lo 0,50% per trimestre dell’importo dell’affidamento. A suo tempo avevamo chiesto, ignorati, l’intervento del ministero dell’Economia, sino allo scorso settembre in cui avevamo inviato una lettera a Bankitalia denunciando iniquità ed esosità nonche carenze e violazioni dal punto di vista giuridico: l’art. 118 del Testo Unico Bancario -cui le banche hanno fatto riferimento per introdurre le nuove clausole- non legittima una modificabilità indiscriminata dei contratti bancari. Stiamo ancora aspettando una risposta da Bankitalia… e la segnalazione odierna dell’Antitrust potrebbe essere buona occasione perchè l’istituto diretto da Mario Draghi colga l’occasione per fare chiarezza su quanto segnalato e denunciato. Allo stato dei fatti, intanto, prendiamo atto di non essere soli a denunciare il comportamento illecito e illegale delle banche, che’ inganno i correntisti e, profittano di ogni occasione, anche quelle che dovrebbero essere migliorative per chi fruisce dei loro servizi, per mostrare la loro natura strutturale di sanguisughe”.

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Due giornate con García Lorca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2009

garciagarcia1Roma 6 – 7 ottobre 2009 all’Accademia di Spagna  omaggio ad uno dei massimi interpreti della cultura spagnola del Novecento, Federico García Lorca, attraverso due giornate dedicate al grande poeta e drammaturgo.  La rassegna si aprirà  il 6 ottobre con la conferenza del professore Piero Menarini dal titolo “Il Teatro d’avanguardia di Federico García Lorca”. Docente di Letteratura Spagnola all’Alma Mater Studiorum/Università di Bologna e membro fondatore della Fundación García Lorca di Madrid, Menarini è un esperto di fama internazionale dell’opera dello scrittore, del quale ha scoperto e pubblicato numerosi testi inediti, e delle cui opere ha realizzato edizioni critiche in Italia, Spagna e USA. Cuore dell’evento, in scena presso l’Accademia di Spagna il 6 e il 7 ottobre, sarà lo spettacolo “Di qui a cinque anni” di Caterina Genta e Marco Schiavoni, ispirato all’omonima pièce di Lorca del 1931. Tra danza, musica, tecnologie digitali, burattini, e immagini cinematografiche, lo spazio scenico si moltiplica grazie agli schermi e alle trasformazioni dell’unica protagonista sul palco. “Surrealtà, dimensioni parallele, ma anche forze telluriche e inevitabilità del tragico, un impianto narrativo che rispetto al teatro lorchiano più noto spiazza e al tempo stesso seduce.” (Milena Locatelli) Ad arricchire ulteriormente il programma delle due giornate, la tavola rotonda sul mondo di García Lorca del 7 ottobre. Protagonisti Milena Locatelli, studiosa del teatro lorchiano, Emiliano Li Castro, musicologo, produttore e conduttore di programmi radiofonici a RadioRAI, e Juan Ferrer, critico cinematografico e direttore della Mostra del Cinema Latinoamericano di Lleida. L’ingresso allo spettacolo “Di qui a cinque anni”, in scena nel cortile dell’Accademia, è libero fino ad esaurimento posti. In caso di pioggia la sala conferenze ospiterà una videoproiezione di alcuni frammenti dello spettacolo. (garcia 1,2)

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Le confessioni di un politico

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

“Caro lei, cosa si deve fare per restare a galla. Non lo può nemmeno immaginare.” me lo dica lei, gli ribatto. Lui mi guarda, mi sembra indeciso sul da farsi, poi alla fine sbotta: “Ma si, tanto al punto in cui mi trovo non ho nulla da perdere.” Io ho incominciato a sgomitare per diventare il portaborse del deputato del mio paese. Non sono andato tanto per il sottile: ho calunniato i miei potenziali rivali, ho cercato di metterli in ridicolo e in imbarazzo davanti al “capo” e a fargli certi “favori” una volta che ho scoperto che aveva un’amante. Lui un integerrimo moralista, con moglie e tre figli, ed esponente di spicco in un partito di cattolici avrebbe avuto la carriera rovinata se lo avessero saputo. E lo seppero, infatti, ma al momento giusto, barattando la mia candidatura a deputato al suo posto. Lo sostituii in tutto compreso le sue discutibili amicizie con certi imprenditori in odore di mafia che mi promisero migliaia di voti e così fu. Come avrei potuto, mi dica lei, non rifiutare loro certi favori?” “Dopo tutto, soggiunse quasi a giustificarsi, ero in buona compagnia. Lei non può immaginare gli intrallazzi che ho scoperto e se io mi son limitato a fare qualche favore gli altri hanno fatto di peggio, mi creda.” “E si va di male in peggio”, commenta sconsolato. “Un tempo avere l’amante, separarsi dalla moglie, era uno scandalo che ti costava la carriera, oggi se non hai l’amante e lo sputtani al mondo intero non vali una cicca”. “Oggi – prosegue – e mi sembra chi liberato da un peso non si trattiene più – si acquistano punti nel rispetto della gente se si arriva ai convegni con la scorta, se si è reduci da qualche avventura piccante, se si è minacciati dai mafiosi non perché loro nemico semmai perché cerchi d’evitare di far loro altri più compromettenti favori”. Alla fine cedi. Ho famiglia, caro lei e si sa che “loro” hanno la memoria di un elefante mentre lo Stato è pronto ad abbandonarti alla prima occasione. Poi mi guarda sornione: le piacerebbe una mia confessione con nomi e cognomi dei corruttori e dei loro amici? No caro lei, non sono stupido a tal punto. La saluto”. E io rimango con quel qui lo dico e qui lo nego, senza un registratore in funzione e la sola consolazione di raccontare solo una storia come tante altre come se fosse una favola, un racconto di fantascienza. Ma tutti noi sappiamo che questa è la cruda realtà: ma “mosca” se si dice diventa un pettegolezzo e con i pettegolezzi si beccano le querele che fanno milionari i carnefici non le vittime. Siamo figli del nostro tempo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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