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Scoprire e riflettere la verità

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

bocca della veritàGli antichi romani la sapevano lunga allorchè affermavano: “veritas odium parit” (la verità genera odio). Detto ancora più realistico se lo rapportiamo ai fatti odierni. Scoprire e riflettere la verità che sappiamo è dentro e intorno a noi rischia di diventare un “delitto di lesa maestà” per chi l’ammanta di parole mielate, di abili mistificazioni. La menzogna diventa il frutto di una propaganda intesa come strumento di governo della popolazione secondo il ben oliato marchingegno che il popolo vada illuso, blandito, ingannato. Le notizie vanno plasmate, manipolate dalla brutalità della verità, dalla buccia della riflessione, dalla scoperta del suo contenuto. Le notizie non devono inculcare valori e meno che mai dischiudere una forza organizzata, rafforzare le responsabilità, intravedere un cambiamento sociale. Le notizie devono essere Instrumentum regni per farle diventare una forza organizzata dal governo per la sudditanza. E tutto questo affannarsi a paludare il rito della verità di enormi panni menzogneri diventa una forza per legittimare la costruzione del consenso fatto, per lo più, come negazione della realtà, come violenza da esercitare sui valori, sulla dignità e sul rispetto di se stessi. E la nostra cosiddetta civiltà ha anche esaltato un’altra parola: l’ipocrisia per abbeverare i più ingenui alla fonte dei dotti pedagoghi che predicano bene e razzolano male. Così si completa il quadro che fa della verità il peggiore dei mali, il più ricercato dalla giustizia, il male incurabile della nostra umanità, il pericolo pubblico numero uno. Alla fine della verità non vi sarà più traccia se non nei manicomi pieni dei predicatori di verità, e oer diventare alla fine la parola più folle del mondo. (Riccardo Alfonso)

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Isofestival sbarca a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2012

Roma 30 aprile, ore 22, L’Asino che vola, Via Antonio Coppi 12/d. Una grande serata di musica per festeggiare la pubblicazione del volume “Isofestival”, realizzato dal Mei (Meeting degli Indipendenti) in collaborazione con Rai Isoradio e “Rete dei festival”.
L’appuntamento è per il 30 aprile quando, sul palco dell’Asino che Vola di Roma, la band veronese le Maschere di Clara presenterà il nuovo album prodotto da Max Monti, manager dei Quintorigo. Sul palco si avvicenderanno, inoltre, numerosi altri artisti, come i Lemmings (prodotti da Piotta), Orlando Ef (che proporrà brani dal nuovo album “Yor11”), Carmine Torchia (in rappresentanza di “Musicacontrocorrente”), Eildentroeilfuorieilbox84 (prodotti da Trovarobato), Chiara Morucci (in rappresentanza del Premio Bindi), Piji (vincitore di 13 premi in vari festival), Legittimo brigantaggio (in rappresentanza di “Voci per la libertà”), Laika vendetta (che proporranno brani del loro album “Laika, Sylvia, Jeanne e le altre”) . Interverranno Giordano Sangiorgi, patron dei Mei, e molti altri operatori, organizzatori di festival e giornalisti. Il coordinamento e l’organizzazione della serata sono del giornalista Enrico Deregibus, membro del direttivo della “Rete dei Festival”.
“Isofestival. Viaggio nei festival musicali in Italia” (Editrice Zona) raccoglie le schede delle rassegne aderenti alla “Rete dei festival”, organismo che riunisce circa 150 festival musicali italiani per emergenti. Presentato in anteprima a London Live 2.0 (Rai Due) e sulle frequenze di Isoradio, è il primo catalogo dei festival musicali che – da nord a sud – animano la scena indipendente del nostro Paese, una delle guide più interessanti alla musica italiana dal vivo. Perché la nuova musica di oggi non passa soltanto dal web, ma da decine e decine di sudatissimi palchi, che ospitano ogni giorno centinaia di contest ed esibizioni, attraverso i quali si selezionano le migliori leve del futuro. Una ricchezza che va sostenuta e protetta, nel nome della lunga e gloriosa tradizione musicale italiana. L’Asino che Vola è un live club di Roma (in Via Antonio Coppi 12/d) diventato oramai punto di riferimento della musica emergente e non. Il locale, che l’8 febbraio scorso ha riaperto battenti in una nuova struttura di 400 metri quadrati, vuole essere un luogo di ritrovo per chi ha voglia di stare insieme, divertirsi, ascoltare, guardare, conoscere, scoprire, approfondire, ritrovare melodie, ritmi e parole. L’Asino che Vola, infatti, non è solo musica ma anche arte a 360 gradi, con le sue mostre, i suoi tavoli appositamente realizzati da giovani creativi, gli incontri multi espressivi e le domeniche teatrali.

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Scoprire e riflettere la verità

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2011

Roma-bocca della verità

Image via Wikipedia

Gli antichi romani la sapevano lunga allorchè affermavano: “veritas odium parit” (la verità genera odio). Detto ancora più realistico se lo rapportiamo ai fatti odierni. Scoprire e riflettere la verità che sappiamo è dentro e intorno a noi rischia di diventare un “delitto di lesa maestà” per chi l’ammanta di parole mielate, di abili mistificazioni. La menzogna diventa il frutto di una propaganda intesa come strumento di governo della popolazione secondo il ben oliato marchingegno che il popolo vada illuso, blandito, ingannato. Le notizie vanno plasmate, mondate dalla brutalità della verità, dalla buccia della riflessione, dalla scoperta del suo contenuto. Le notizie non devono inculcare valori e meno che mai dischiudere una forza organizzata, rafforzare le responsabilità, intravedere un cambiamento sociale. Le notizie devono essere Instrumentum regni per farle diventare una forza organizzata al governo per la sudditanza. E tutto questo affannarsi a paludare il rito della verità di enormi panni menzogneri diventa una forza per legittimare la costruzione del consenso fatto, per lo più, come negazione della realtà, come violenza da esercitare sui valori, sulla dignità e sul rispetto di se stessi. E la nostra cosiddetta civiltà ha anche esaltato un’altra parola: l’ipocrisia per abbeverare i più ingenui alla fonte dei dotti pedagoghi che predicano bene e razzolano male. Così si completa il quadro che fa della verità il peggiore dei mali, il più ricercato dalla giustizia, il male incurabile della nostra umanità, il pericolo pubblico numero uno. Alla fine della verità non vi sarà più traccia se non nei manicomi pieni dei predicatori di verità, la parola più folle del mondo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Berlusconi: Ciò che ancora si deve scoprire

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

Tutto iniziò l’11 giugno scorso anno, con una ispezione della Guardia di Finanza presso la sede  della filiale italiana della Arner Bank, in Corso Venezia a Milano. La perquisizione era stata ordinata dalla Procura di Milano, nel quadro di un’indagine per riciclaggio, che faceva seguito a taluni ben precisi rilievi da parte degli ispettori della Banca d’Italia, secondi i quali per decine di conti non risultò possibile risalire al reale beneficiario. Non si può parlare di accanimento giudiziario da parte dei PMJ milanesi, perché il fumus di possibili reati è stato evidenziato dalla Banca d’Italia. Coincidenza vuole che tale banca sia quella di fiducia di Silvio Berlusconi, dove vengono effettuate le operazioni fiduciarie, al punto che il cavaliere viene identificato con il “numero uno”.Ma il cavaliere non spunta nelle operazioni miliardarie, spuntano i nomi dei soliti fiduciari, come quelli della famiglia di Cesare Previti, oppure di Ennio Doris, fondatore del gruppo Mediolanum, o, ancora, del fiscalista di fiducia del cavaliere Salvatore Sciascia, vera colonna del gruppo Fininvest.Nella medesima banca giacciono centinaia di milioni di euro di alcune finanziarie di famiglia, come la Holding Italiana seconda, ottava e quinta, sotto amministrazione dei figli Marina e Piersilvio, cosa che suscitò le ire di Veronica in quanto i suoi figli erano stati esclusi da quel circuito miliardario. La banca Arner è specializzata nei rapporti con Lussemburgo, Bahamas, con fondi di investimento garantiti ed esentasse, e, ultimamente anche a Dubai, dove è stata aperta una lussuosa filiale. Riprendo, adesso, da un dettagliato articolo di  Paolo Biondani e Vittorio Malagutti:“Niente di straordinario, se non fosse che la storia di questo istituto corre parallela a quella della Fininvest e si incrocia fatalmente con le inchieste giudiziarie che hanno messo a nudo il versante off shore dell’impero di Berlusconi. L’uomo chiave è Paolo Del Bue, classe 1951, figlio di un alto dirigente del gruppo Eni. Romano di nascita, ma svizzero di adozione, Del Bue è uno dei fondatori della Arner di Lugano, prima come semplice finanziaria e, poi dal 1994, banca a tutti gli effetti. Da principio, i suoi compagni di avventura sono Nicola Bravetti, Giacomo Schraemli e Ivo Sciorilli Borelli. Del Bue però vive di luce propria.  La conferma arriva da un documento recente: la sentenza di primo grado che nel 2009 ha condannato l’avvocato inglese David Mills con l’accusa di essersi fatto corrompere da Berlusconi per testimoniare il falso nei processi in cui era imputato l’attuale premier. Nella motivazione il tribunale spiega che Mills si fece pagare per nascondere ai giudici italiani che due grosse casseforti off shore, chiamate Century One e Universal One, facevano capo non ai manager Fininvest, ma “direttamente a Silvio Berlusconi”.A gestire i conti esteri di quelle due società così delicate era proprio Del Bue. Grazie ai “poteri di firma” da lui ottenuti il 21 e 28 giugno 1991, Del Bue ritira “sempre in contanti”, nei successivi tre anni, ben “72 miliardi di lire dal conto svizzero di Century One e altri 32 da quello di Universal One”. L’entità dei prelievi, secondo i giudici del caso Mills, “è assolutamente indicativa dello strettissimo rapporto di fiducia” tra Berlusconi e Del Bue, che non si limita a fare il banchiere, ma agisce come un tesoriere occulto del presidente del Consiglio italiano. La Arner difende Bravetti: in un comunicato, la banca sottolinea che Zummo, dopo la condanna in primo grado a cinque anni, è stato assolto in appello nell’aprile scorso. E se cade il reato a monte, secondo la difesa, scompare anche il riciclaggio. L’accusa però ribatte che qui il reato è diverso: l’intestazione fittizia è vietata anche se in un momento successivo i giudici escludono il reato principale. Sulla questione specifica deciderà il tribunale. Ma intanto il caso Zummo-Bravetti ha acceso la miccia di una bomba giudiziaria che è esplosa in questi giorni con il nuovo commissariamento disposto dalla Banca d’Italia, la perquisizione e l’inchiesta per riciclaggio. Nel mirino, ancora una volta, i segreti della banca preferita di Berlusconi. N Berlusconi, a suo tempo imputato di falso in bilancio per questi fatti, ha evitato la condanna grazie ai nuovi termini di prescrizione introdotti dalla legge varata in Parlamento dalla sua maggioranza. La Banca Arner invece, tirata in ballo a più riprese nelle indagini italiane, ha varato un riassetto in consiglio. Paolo Del Bue lascia la carica di amministratore nel 2005, ma non è chiaro se, come pare probabile, rimane ancora tra i soci di riferimento dell’istituto. Due anni dopo, anche su pressione delle autorità di vigilanza svizzere, la banca nomina un nuovo presidente di garanzia, il revisore di bilancio Adriano Vassalli.Fine della storia? Arner torna nei ranghi? Pare di no, perché il terremoto continua. E la crisi finanziaria, per una volta, non c’entra nulla. A maggio del 2008 è finito agli arresti Nicola Bravetti, direttore e socio fondatore della Arner, nonché presidente della filiale italiana fino al 2007. La Procura antimafia di Palermo lo accusa di intestazione fittizia di beni per aver aiutato l’imprenditore siciliano Francesco Zummo a far sparire alle Bahamas 13 milioni di euro. Zummo, già condannato per associazione mafiosa, stava cercando di nascondere questa somma a un sequestro della magistratura. I pm siciliani sono riusciti, caso rarissimo, a ottenere assistenza giudiziaria dal paradiso fiscale caraibico: le Bahamas hanno sequestrato i 13 milioni e spedito a Palermo l’intera documentazione. La Arner difende Bravetti: in un comunicato, la banca sottolinea che Zummo, dopo la condanna in primo grado a cinque anni, è stato assolto in appello nell’aprile scorso. E se cade il reato a monte, secondo la difesa, scompare anche il riciclaggio. L’accusa però ribatte che qui il reato è diverso: l’intestazione fittizia è vietata anche se in un momento successivo i giudici escludono il reato principale. Sulla questione specifica deciderà il tribunale. Ma intanto il caso Zummo-Bravetti ha acceso la miccia di una bomba giudiziaria che è esplosa in questi giorni con il nuovo commissariamento disposto dalla Banca d’Italia, la perquisizione e l’inchiesta per riciclaggio”. (Il corsivo è tratto da I misteri della Berlusconi Bank   di Paolo Biondani e Vittorio Malagutti). (Rosario Amico Roxas)

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“Il fantasma del greto”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2010

Collecchio  (PR). 14 marzo 2010 ore 16,00 Teatro alla Corte di Giarola appuntamento al Parco del Taro con le animazioni della Laboteca, la rassegna di teatro e creatività per famiglie giunta ormai alla sua quinta edizione. Il suggestivo Teatro alla Corte di Giarola ospiterà “Il fantasma del greto” che offrirà a grandi e bambini l’occasione per scoprire in modo divertente e conoscere le abitudini di uno dei più suggestivi abitanti del fiume: l’Occhione La Laboteca, ideata e realizzata dalla società Esperta, diventa così un mezzo coinvolgente e piacevole per trasmettere contenuti di educazione ambientale rivolgendosi alle famiglie, con l’intento di offrire loro un’occasione per trascorrere e condividere il tempo, in un’atmosfera di collaborazione e divertimento costruttivo. L’appuntamento sarà costituito da un’ animazione teatrale che si concluderà con una divertente “caccia al fantasma”, che porterà i bambini a scoprire l’identità del misterioso abitante del greto, e infine con un breve laboratorio. L’appuntamento è a ingresso gratuito, grazie al sostegno che il progetto, di cui è capofila il Parco del Taro, ha ricevuto dalla Regione Emilia Romagna.

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Sanremo Story

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Tiziano Riverso, che ha collaborato alla realizzazione del catalogo della mostra per il  60° del Festival, ha realizzato alcuni disegni inerenti momenti ed episodi della storia festivaliera non documentati da fotografie.  Insieme al giornalista Claudio Porchia, ne ha estrapolato alcuni fotogrammi realizzando una serie di tableau che immortalano alcuni di questi momenti.  Così, tolti dal loro contesto e dal contorno scintillante del palco, i personaggi prendono vita, diventando “macchiette” permettendoci di scoprire il cuore matto di Little Tony, la “Caramellaia”, l’imbarazzo di Baudo con Armstrong, le litigate di Modugno e Villa e tanti altri cantanti famosi. Le caricature di Riverso, mai eccessive, diventano un contributo e, nello stesso tempo, un omaggio a questa kermesse che, nel bene e nel male, rimane il principale evento televisivo del nostro paese.  L’iniziativa si inserisce all’interno di SanremOff, il contenitore delle manifestazioni collaterali al Festival della Canzone Italiana giunto alla sesta edizione (direzione artistica Pepi Morgia). “Un festival di risate: i 60 anni della gara” è dunque una mostra nella mostra, realizzata con un punto di vista umoristico dove Riverso, con le sue matite, coglie alcuni attimi della gara reinterpretando i personaggi con uno stile distaccato e brillante e trasformandoli nei pupazzi di un cartoon. Tiziano Riverso non è nuovo al Festival e, negli ultimi anni, è sempre stato presente con varie iniziative per SanremOff: dalla mostra “Ci vuole un fiore”, dove ha disegnato tutti i cantanti insieme ai fiori del ponente, all’esposizione “I 10 comandamenti d Pippo Baudo” realizzata con Claudio Porchia, con il quale Tiziano ha costruito un tandem satirico e creativo che alimenta il dibattito culturale, sociale e di costume non solo del ponente ligure. Sino al 28 febbraio i disegni possono essere ammirati anche all’interno del ristorante “Il Melograno” a Sanremo (v. Montà, n. 1). Durante le sere del Festival il disegnatore sarà presente in sala e realizzerà alcune vignette in diretta che saranno offerte in omaggio ai clienti.

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Musei d’incanto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

Camerino Il prossimo 23 luglio “Tour d’incanto” farà tappa a Camerino. L’iniziativa  promossa dal Sistema Museale della Provincia di Macerata, in collaborazione con la provincia di Macerata, arriverà al Polo Museale – Museo di Scienze Naturali dell’Università di Camerino in occasione di un itinerario scientifico.  L’iniziativa Musei d’incanto è finalizzata a migliorare l’offerta turistica culturale della Provincia di Macerata offrendo interessanti opportunità ai turisti e visitatori delle coste Marchigiane per scoprire l’entroterra e le sue ricchezze culturali.  La prima parte del percorso sarà dedicata alla scoperta dei cambiamenti climatici testimoniati di mammiferi fossili della piana di Colfiorito ( Museo di Scienze Naturali Unicam, Mostra Paleontologica e laboratorio di Serravalle del Chienti), a guidare i visitatori in questo viaggio sarà la dott.ssa Maria Luisa Magnoni del Polo Museale – Museo di scienze naturali di Unicam. La seconda parte del tour si svolgerà tra Gagliole e Pioraco: sarà possibile conoscere le ”testimonianze fossili” del Museo di Pioraco e del Museo di Storia Naturale di Gagliole  L’iniziativa “Tour d’incanto” tornerà di nuovo al Polo Museale di Camerino il 30 luglio ed il 27 settembre 2009 per una visita alla Pinacoteca e ai Musei Civici.  Il programma completo dei tour può essere consultato e stampato tramite il sito internet http://www.sistemamuseale-mc.it alla voce “musei d’incanto”.

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