Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘scrivere’

Scuola: e se “leggere, scrivere e far di conto” non bastasse più?

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2020

A cura di Marco Noseda, Chief Strategy Officer di Cariplo Factory. La scuola digitale è una grande occasione da cogliere, ma così come la stiamo vivendo dall’inizio dell’emergenza sanitaria non funziona. Se è vero che le potenzialità sono enormi, è altrettanto vero che la risposta non può essere quella a cui abbiamo assistito in questi mesi. La scuola italiana ha bisogno di investire con coraggio sull’innovazione per dare risposte che siano inclusive e non divisive. Perché l’accesso all’istruzione sia garantito a tutti, in qualunque situazione.
Per ridurre il digital divide è innanzitutto fondamentale attuare azioni volte a garantire a tutti la possibilità di accedere alla scuola. Da una prima stima, solo nella città di Milano, Fondazione Cariplo ha indentificato 14mila studenti (9mila alla scuola primaria e 5mila alla secondaria di primo grado) che non hanno accesso a device e connettività nella vita di tutti i giorni. Per loro, la scuola a distanza semplicemente non esiste. Dati che non sono migliori a livello nazionale. Secondo una rilevazione ISTAT nel periodo 2018-2019, il 33,8% delle famiglie non ha computer o tablet in casa e solo nel 22,2% delle famiglie ogni componente ha a disposizione un pc o tablet. Proprio per questo nel d.l. Cura Italia, sono stati previsti 85 milioni di euro per le piattaforme per la didattica a distanza che hanno permesso alle istituzioni scolastiche statali di dotarsi di piattaforme e di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza o di potenziare quelli già in dotazione; di fornire dispositivi in comodato d’uso e la necessaria connettività di rete agli studenti meno abbienti, con particolare attenzione all’accessibilità degli studenti con disabilità. Investimenti che hanno risposto ad una emergenza, ma, al contempo hanno contribuito a costruire un patrimonio per il futuro, gettando le basi affinché la scuola possa crescere e migliorarsi, utilizzando queste tecnologie anche quando saremo tornati alla normalità. Ma non possiamo fermarci qui, il tema va molto oltre la semplice discussione sulle dotazioni a disposizione. Gli strumenti servono, è indubbio, ma per immaginare una scuola a distanza davvero efficace non bastano: per ridurre il digital divide dobbiamo promuovere una cultura che porti al loro corretto utilizzo. A essere esclusi dalla didattica, spesso, sono proprio quei giovanissimi che chiamiamo nativi digitali: navigano su internet, giocano per ore a Fortnite, ma solo uno su tre è davvero in grado di utilizzare gli strumenti tecnologici che ha a disposizione. Per la maggioranza si tratta di oggetti di uso quotidiano da esibire o tenere in tasca senza preoccuparsi davvero di capire quali potenzialità abbiano. Secondo i dati ISTAT, nel 2019, tra gli adolescenti di 14-17 anni che hanno usato internet negli ultimi 3 mesi, due su tre hanno competenze digitali basse o di base mentre meno di tre su 10 (pari a circa 700mila ragazzi) si attestano su livelli alti. Con una premessa del genere era semplicemente impossibile che la scuola online fosse un successo d’inclusione.Il problema riguarda anche gli insegnanti. Anche loro devono essere messi nelle condizioni di avere gli strumenti giusti per lavorare nella scuola digitale, dalla connessione internet al pc stesso. E non solo. Gestire una classe in presenza è tutt’altra cosa che ritrovarsi davanti a 20 bambini, ragazzini, adolescenti o quasi maggiorenni collegati da casa. Dare per scontato che un insegnante sappia gestire questa differenza è un errore. Deve essere accompagnato in questo percorso e soprattutto deve vederne le opportunità. Il mezzo condiziona anche il linguaggio, non tenerne conto significa ridurre l’efficacia della lezione online.
Abbiamo dibattuto per anni sul tema tecnologia sì o tecnologia no. E poi, sdoganata la tecnologia nelle scuole, la discussione si è spostata su quale fosse il tempo “giusto” da trascorrere davanti al pc. Adesso la scuola a distanza ha fatto crollare le nostre poche certezze alimentando i dubbi: è giusto trascorrere 6 ore in una classe virtuale? Manca, soprattutto con i più giovani, l’elemento fondamentale del contatto e l’interazione – in generale – è molto bassa. E poi non ci si deve dimenticare dei bambini con disabilità: possono seguire lezioni a distanza o hanno bisogno di incontri individuali? In questo modo, però, perderebbero quella socialità fondamentale nel loro percorso di crescita.Cosa scegliere? Sono tutti metodi validi, uno non esclude l’altro. Per quanto riguarda la tecnologia, la si può comprare, fornire, distribuire ma poi dobbiamo saperla usare. Non può esserci una scuola digitale se gli insegnanti e gli studenti non sono in grado di sfruttarne le potenzialità. La scuola digitale non è una semplice combinazione di hardware e software, ma ha un perimetro più ampio che include cultura, conoscenze ed esperienze: elementi indispensabili per capire come lasciare gli studenti per ore davanti a un pc.
In quanto operatori del mondo dell’innovazione, suggeriamo di non aver paura di sviluppare una vera e propria cultura in questo senso anche all’interno della scuola. Però attenzione che non dobbiamo confondere l’innovazione con la tecnologia: la prima è un modo di pensare e di agire, il secondo è uno strumento. La scuola deve essere per prima capace di innovare, dare lei stessa una spinta al cambiamento e utilizzare una didattica che intercetta i bisogni delle giovani leve in modo tale da formare degli adulti capaci di muoversi nel mondo di oggi e di domani con consapevolezza. Se la scuola si trasforma essa stessa in una vera e propria fucina di innovazione diventerà una porta verso il futuro.
Cariplo Factory è un hub di innovazione che attiva una filiera del talento in grado di includere percorsi di formazione esperienziale, programmi di accompagnamento imprenditoriale, progetti di open innovation, investimenti di Venture Capital e attività di supporto all’internazionalizzazione.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scrivere è una vocazione?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 gennaio 2020

Ricordo che il mio primo salto di qualità fu l’acquisto, con molti sacrifici, di una macchina da scrivere. Era una Olivetti portatile e, nonostante le sue caratteristiche, era pesante ed ingombrante. Insieme ci recammo da un capo all’altro del mondo: dall’Australia a Singapore, dall’Africa a Londra e sotto quei cieli, ora afosi ed ora freddi e nebbiosi, il ticchettio dei tasti divenne il mio più fedele ed insostituibile accompagnatore. E come accade ad un principiante che incomincia a strimpellare le prime note, i miei solfeggi segnavano i progressi che facevo nella tecnica narrativa e mi davano la misura del difficile cammino che avevo intrapreso posto davanti ad innumerevoli ostacoli che riguardavano la ricerca di uno stile e di una esposizione della trama al tempo semplice ed avvincente. Incominciai a sfornare una quantità enorme di argomenti e tra i più disparati. Mi cimentavo con fatti di costume e di politica, di cultura e di critica, di sport e di finanza internazionale, ma i destinatari ai quali indirizzavo tutto questo imponente materiale, e che erano di preferenza i quotidiani ed i periodici sia nazionali che italiani all’estero, sembravano indifferenti e poco interessati ad una eventuale pubblicazione. Alla fine la mia caparbietà veniva premiata anche se si trattava per lo più di qualche “trafiletto” ora firmato ed ora siglato o anonimo. Il tutto veniva compendiato solitamente con 20/25 righe tipografiche e per colonne striminzite. Per contro la mia produzione, su quel tema specifico, era 1000 se non 10mila volte superiore. Avrei dovuto trarne un bilancio scoraggiante ed invece mi sentivo stimolato a proseguire. Chiunque, al mio posto, avrebbe tirato i remi in barca e si sarebbe lasciato trascinare dalla corrente alla deriva. Sarebbe stata la cosa più ovvia da fare. In effetti di tanto in tanto venivo colto dallo scoramento, e in quell’istante avrei volentieri mollato ogni cosa, ma tutte le volte riuscivo a superare, tale momento critico, con una brillante ripresa. Era sufficiente immergermi in qualche buona lettura. Si trattava a volte di un libro o di articoli di giornale. Pure le conversazioni, con un amico o un semplice conoscente, diventavano uno stimolo per rinverdire la mia passione di sempre e ciò a prescindere dagli argomenti trattati. In questo modo riprendevo con inusitata vigoria i rapporti, così bruscamente interrotti per qualche… ora, con la tastiera della mia macchina.Quel “mostro meccanico” rappresentava tutto per me. Potevo persino fare a meno di mangiare e di dormire e sovente saltavo un appuntamento con gli amici per non perdere il filo dei miei pensieri e di tradurli in lettere stampate, per dare ad essi un senso di concretezza. Oggi che uso il p.c., in luogo della vecchia portatile, l’antica passione non si è affievolita. Essa è rimasta ben radicata dentro di me fin dagli anni della fanciullezza e sembra non sia giunta ancora l’ora del tramonto. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scrivere è una vocazione?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Ricordo che il mio primo salto di qualità fu l’acquisto, con molti sacrifici, di una macchina da scrivere. Era una Olivetti portatile e, nonostante le sue caratteristiche, era pesante ed ingombrante. Insieme ci recammo da un capo all’altro del mondo: dall’Australia a Singapore, dall’Africa a Londra e sotto quei cieli, ora afosi ed ora freddi e nebbiosi, il ticchettio dei tasti divenne il mio più fedele ed insostituibile accompagnatore. E come accade ad un principiante che incomincia a strimpellare le prime note, i miei solfeggi segnavano i progressi che facevo nella tecnica narrativa e mi davano la misura del difficile cammino che avevo intrapreso posto davanti ad innumerevoli ostacoli che riguardavano la ricerca di uno stile e di una esposizione della trama al tempo semplice ed avvincente. Incominciai a sfornare una quantità enorme di argomenti e tra i più disparati. Mi cimentavo con fatti di costume e di politica, di cultura e di critica, di sport e di finanza internazionale, ma i destinatari ai quali indirizzavo tutto questo imponente materiale, e che erano di preferenza i quotidiani ed i periodici sia nazionali che italiani all’estero, sembravano indifferenti e poco interessati ad una eventuale pubblicazione. Alla fine la mia caparbietà veniva premiata anche se si trattava per lo più di qualche “trafiletto” ora firmato ed ora siglato o anonimo. Il tutto veniva compendiato solitamente con 20/25 righe tipografiche e per colonne striminzite. Per contro la mia produzione, su quel tema specifico, era 1000 se non 10mila volte superiore. Avrei dovuto trarne un bilancio scoraggiante ed invece mi sentivo stimolato a proseguire. Chiunque, al mio posto, avrebbe tirato i remi in barca e si sarebbe lasciato trascinare dalla corrente alla deriva. Sarebbe stata la cosa più ovvia da fare. In effetti di tanto in tanto venivo colto dallo scoramento, e in quell’istante avrei volentieri mollato ogni cosa, ma tutte le volte riuscivo a superare, tale momento critico, con una brillante ripresa. Era sufficiente immergermi in qualche buona lettura. Si trattava a volte di un libro o di articoli di giornale. Pure le conversazioni, con un amico o un semplice conoscente, diventavano uno stimolo per rinverdire la mia passione di sempre e ciò a prescindere dagli argomenti trattati. In questo modo riprendevo con inusitata vigoria i rapporti, così bruscamente interrotti per qualche… ora, con la tastiera della mia macchina.
Quel “mostro meccanico” rappresentava tutto per me. Potevo persino fare a meno di mangiare e di dormire e sovente saltavo un appuntamento con gli amici per non perdere il filo dei miei pensieri e di tradurli in lettere stampate, per dare ad essi un senso di concretezza. Oggi che uso il p.c., in luogo della vecchia portatile, l’antica passione non si è affievolita. Essa è rimasta ben radicata dentro di me fin dagli anni della fanciullezza e sembra non sia giunta ancora l’ora del tramonto. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Imparare a scrivere a mano

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 novembre 2017

pennino e asticciolaRoma Giovedì 16 Novembre 2017, ore 9:00 Dipartimento di Scienze della Formazione, Aula Volpi Via Milazzo, 11B Attraverso i contributi di vari studiosi, il convegno propone una riflessione non solo sull’insegnamento e sull’apprendimento della scrittura a mano, ma anche sul suo profondo significato simbolico e storico. Inoltre, attraverso l’analisi di circa 30.000 manoscritti raccolti dal Laboratorio di Pedagogia sperimentale nella prima edizione del progetto Nulla dies sine linea, l’Associazione Ricerca Grafologica (Arigraf) illustrerà i miglioramenti che l’esercizio quotidiano di scrittura produce non solo a livello linguistico e cognitivo, ma anche nell’organizzazione della pagina, nell’elaborazione delle lettere, nella scorrevolezza e flessibilità.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

In intellectu et in sensu. Scrivere per capire, scrivere per fare

Posted by fidest press agency su martedì, 25 aprile 2017

pennaRoma Giovedì 27 Aprile 2017, ore 16:00 Dipartimento di Scienze della Formazione, Aula Volpi Via Milazzo 11/b si terrà la presentazione di un progetto di ricerca che prosegue quello sviluppato negli ultimi tre anni e denominato Nulla dies sine linea. Il nuovo progetto è indicato col titolo In intellectu et in sensu e comprende tre esperimenti:
il primo è una riproposta dell’esperimento Nulla dies sine linea centrata sull’incremento della capacità di scrivere, oltre che a fini descrittivi, per compiere inferenze e usare simboli. Sono interessati allievi sia della scuola elementare, sia della scuola media;
il secondo esperimento (Verba sequentur) intende promuovere la scrittura per comporre la capacità di comprendere con quella di fare;infine, il terzo esperimento (In interiori puero) vuol essere l’inizio di un’esplorazione che nel tempo potrebbe condurre al rafforzamento dell’autonomia di bambini e ragazzi.
Il progetto prevede che gli allievi scrivano rigorosamente a mano, come già era avvenuto nel primo esperimento, con effetti decisamente positivi sia sulla capacità di produrre i segni, sia sulla qualità dei testi prodotti. Sono effetti che si è giunti a stabilire tramite l’analisi di un archivio di oltre 28.000 documenti. L’incontro per la presentazione del progetto In intellectu et in sensu avrà luogo il 27 aprile: per altre informazioni può rivolgersi al Laboratorio di Pedagogia sperimentale dell’Università Roma Tre. Per iscriversi è necessario contattare il Laboratorio di pedagogia Sperimentale per l’invio di una scheda di partecipazione. http://lps.uniroma3.it

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il mestiere di scrivere/El oficio de escriber

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2016

madridMadrid Giovedì, 6 ottobre 2016 alle ore 20.00 Calle Mayor, 86 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e l’ICE – Agenzia Italiana per il Commercio Esteriore, con la collaborazione della Regione Lazio, organizzano la prima edizione di incontri professionali tra editori spagnoli e italiani. All’incontro parteciperanno note case editrici italiane indipendenti come Giulio Perrone Editore, Minimum fax, Nottetempo, Nutrimenti e Tunué. Assisteranno, inoltre, gli scrittori Giuseppe Aloe, Domenico Dara, Francesca Matteoni, Luca Molinari e Marco Peano. Presenterà la giornalista, scrittrice e traduttrice Maria Teresa Carbone. La mattina del 6 ottobre, nel corso degli incontri professionali, gli editori romani,con un proprio autore di punta, si presenteranno agli editori spagnoli. Seguiranno incontri individuali, su prenotazione, tra le case editrici italiane e spagnole. Alle ore 20.00, si terrà nel Salón de Actos dell’IIC, un incontro aperto al pubblico, dal titolo “Il mestiere di scrivere”, con gli autori delle case editrici invitate: Giuseppe Aloe (Giulio Perrone Editore), Domenico Dara (Nutrimenti), Francesca Matteoni (Tunuè), Luca Molinari (Nottetempo) e Marco Peano (Minimum Fax).
Madrid Jueves, 6 de octubre de 2016 a las 20.00 horas Istituto Italiano di Cultura Calle Mayor, 86 El Instituto Italiano de Cultura de Madrid e ICE – Agencia Italiana para el Comercio Exterior on la colaboración de la Región Lazio, organizan la primera edición de encuentros profesionales entre empresas españolas e italianas del sector editorial. Al encuentro participarán relevantes casas editoriales italianas independientes como Giulio Perrone Editore, Minimum fax, Nottetempo, Nutrimenti y Tunué. Además contaremos con la presencia de los escritores Giuseppe Aloe, Domenico Dara, Francesca Matteoni, Luca Molinari y Marco Peano.

Posted in Estero/world news, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | 4 Comments »

Kanji e Arabo, “l’arte” di scrivere alla conquista dell’Occidente

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2016

salone del libroTorino Sabato 14 maggio, ore 17.00 Sala Madrid – Centro Congressi Lingotto incontro, che fa parte del ciclo L’AutoreInvisibile, vuole approfondire le due lingue – il giapponese e l’arabo – sempre più attuali nello scenario mediatico internazionale, e in rapporto con il nostro idioma e la nostra cultura.“Dall’alto al basso” è il modo in cui si scrive (o si potrebbe dire si “disegnano”) i kanji. Introdotti in Giappone dalla Cina partire dal III secolo d.C., i kanji rappresentano l’aspetto più peculiare della cultura e letteratura giapponese. Noi li abbiamo imparati a conoscere con i fumetti manga e i cartoni animati. È possibile che la percezione dei kanji (impropriamente detti anche ideogrammi) da parte degli Occidentali sia diversa da quella dei giapponesi che li apprendono fin da bambini e che giornalmente li usano. Per loro rappresentano la tradizione e un importante elemento di cultura nazionale, mentre per noi, al di là del fascino che sicuramente emanano, possono apparire complicati e di ostacolo alla comunicazione più funzionale.“Da destra a sinistra” è invece il verso in cui si scrive in lingua araba. Direzione contraria alla nostra (da sinistra verso destra). E’ la lingua ufficiale di 22 paesi e di oltre 400 milioni di arabofoni. Ma essendo la lingua “liturgica” con cui si esprime l’Islam (come per i cristiani il latino), rappresenta quasi due miliardi di musulmani nel mondo. Questi numeri solo per evidenziare l’importanza della lingua araba nel contesto internazionale. Infatti la letteratura araba è l’ospite di questa edizione del Salone del Libro di Torino.E all’incontro coordinato da Ilide Carmignani ne parleranno:
Simone Guerra, autore di KANJI Grande dizionario giapponese – italiano dei caratteri (con oltre 5495 ideogrammi singoli e 43mila composti)Eros Baldissera, autore de IL DIZIONARIO DI ARABO (oltre 46mila voci)
Entrambi i volumi sono pubblicati da Zanichelli, editore da oltre 150 anni “specialista” di opere di consultazione e dizionari linguistici. I “grappoli” del titolo dell’incontro, infatti, fanno riferimento alla struttura dei due dizionari: allude alle soluzioni adottate per ordinare i lemmi: il Dizionario di arabo è ordinato alfabeticamente per radici, ogni radice la si può pensare come un “grappolo” con i vari lemmi che le si attribuiscono che vengono sottoelencati. E il dizionario di Simone Guerra raggruppa i kanji singoli (dotati di diverse informazioni e composti) secondo 214 chiavi grafiche, dette bushu o “radicali” (macro-grappoli). Con gli autori interverranno: Gianluca Coci (Università di Torino) e Sana Darghmouni (Università di Bologna).

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scrivere: l’abilità dimenticata

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2011

Scrivere è la cosa più importante

Image by mauroppi via Flickr

Di Alessandra Venturelli. Una prospettiva pedagogica sulla disgrafia Un metodo per l’avvio alla scrittura manuale messo a punto e sperimentato per anni in moltissime scuole primarie e durante numerosi corsi di formazione per insegnanti. Un metodo innovativo e, soprattutto, positivo per affrontare la disgrafia nei bambini mettendo al centro la prevenzione e focalizzando l’intervento degli educatori sulle specifiche abilità percettive e motorie. Un compendio che vuole fornire indicazioni pratiche e didattiche sulla postura nell’atto di scrivere e sui diversi tipi di presa dello strumento grafico che hanno un ruolo di primo piano nella qualità della scrittura manuale. Pagg. 200, con fotografie e immagini nel testo Formato 16,5 x 23,5, brossura Euro 18,00 EAN 978-88-425-4911-6 Codice 30944R

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un nuovo modo di leggere e scrivere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

Roma 19 luglio, 16.30 – 19.30 Camera dei Deputati Sala di Via della Mercede, 55 Nasce ebook.it, il portale per la promozione e la diffusione del libro elettronico.  Il nuovo sito sarà presentato lunedì 19 luglio alla Camera dei Deputati, alla presenza di autori, editori, esponenti politici, manager, professori.  Nel corso del workshop sarà discusso il libro “Gli Anni della New TV”, di Andrea Materia, il primo vero ebook italiano (150 pagine, 66 video embedded e 999 link). Al workshop parteciperanno, tra gli altri, Agostino Quadrino (Garamond), Vincenzo Vita (Senatore Comm. Cultura del Senato), Massimo Melica (Centro Studi Informatica Giuridica Italia), Guido Scorza (Istituto per le politiche dell’Innovazione), Cristina Mussinelli (AIE-Associazione Italiana Editori), Paolo Gentiloni (Parlamentare), Gianni Celata (Uniroma1), Layla Pavone (IAB Italia), Lorenzo Barbantini Scanni (Engineering), Dario Melpignano (Neos/mobc3), Cesare Massarenti (Università Bicocca di Milano), Enrico Menduni (Uniroma 3).  L’evento, infine, aprirà una riflessione sul prezzo dell’editoria libraria digitale, oggi tassata come un qualsiasi prodotto software.  Sarà infatti lanciata la campagna nazionale promossa da Key4biz per la riduzione dell’IVA degli ebook, dall’attuale 20% (del software) al 4% (dei libri cartacei), con una petizione che potrà essere firmata dal 19 luglio.

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »