Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘scrupoli’

Le “sei” giornate di Milano

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2011

La situazione elettorale di Milano è precipitata nel caos, sembra proprio che si stia preparando il peggio, che viene programmato giorno dopo giorno, con l’insistenza dell’uso della violenza, inizialmente solo verbale, per cedere il passo alla violenza fisica. Berlusconi non ci sta a cedere alla libera e democratica volontà dei milanesi; vuole costringerli a cambiare idea, e di costringerli con i suoi metodi che non prevedono scrupoli. Gentaglia prezzolata ne esiste fin troppo in questa Italia tutta dedita alla conquista di beni materiali, qualunque sia il prezzo morale da pagare; ed sta qui il timore che un pugno di prezzolati possa scatenare una violenta minaccia all’ordine pubblico, con l’ausilio di testimoni di comodo. Non sarebbe altro che la scena di un film e i registi non mancano. L’oggetto dei desideri non è il Comune di Milano, ma ciò che rappresenta in termini di appalti miliardari, già promessi in cambio di appoggi elettorali già incassati; potrà scoccare da quelle parti la scintilla che potrebbe mettere a repentaglio il corso civile della vita. Mancano sei giorni alla votazione, e saranno sei giorni assai tesi, perché manca totalmente l’accettazione della volontà democratica, sostituita dalla volontà esclusiva di un uomo illuso di poter sempre vincere, e disposto a usare qualunque mezzo pur di non dichiararsi sconfitto. (Rosario Amico Roxas)

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Quando la cultura ritrova la sua unità

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Mi sono sempre chiesto che senso avrebbe per un medico parlare di diritto o un musicologo di scienze o un farmacologo di letteratura. E questo convincimento mi ha seguito per anni e ha condizionato persino i miei giudizi su politici che non si facevano scrupoli di diventare ministro di grazia e giustizia, pur essendo di professione ingegnere o, da economista, ministro della sanità. Ci son voluti anni prima che mi rendessi conto che questa corsa alla specializzazione rischia di disperdere la nostra visione d’insieme. La medicina, nella fattispecie, è un caso emblematico se si pensa che vi sono circa cento specialità mediche per curare l’essere umano come se i reni, il fegato, il cuore, i polmoni, il cervello fossero a se stanti e solo casualmente si collegassero tra loro. Conosciamo bene le ragioni sostenute dai superspecialisti e sono senza dubbio valide in una società come la nostra nella quale la ricerca scientifica ha bisogno di esperti capaci di approfondire tematiche che meritano studi particolari. D’altra parte anche i programmi dei computer si sono affinati trattando specifici aspetti, ma ci insegnano anche che è necessario trovare un punto d’incontro e di sintesi poiché se è bello il particolare non avrebbe senso se non lo inquadrassimo in un contesto più generale. Ora mi accorgo che anche l’università di Pavia sta cercando di far diventare “generalisti” sia i docenti sia i discenti. Lo fa con “Le interLezioni: Semel in saeculo.” che si traducono con uno scambio interdisciplinare dei cattedratici tanto che il medico parla a Giurisprudenza, il chimico a Scienze Politiche, l’ingegnere a Economia, il farmacologo a Lettere, il musicologo a Scienze, e così via. E alla fine mi ritrovo con un progetto vecchio di 650 anni e che l’università di Pavia ha rispolverato per far rivivere lo spirito originario dell’universitas. Per far comprendere a tutti indistintamente “che la piramide della specializzazione si erge tanto più in alto quanto più larga è la base del sapere”. E allora la materia studiata riuscirà ad apparire da un’angolatura diversa e inconsueta e ci aiuta a comprendere meglio il grande mistero che ci circonda e ci compenetra. Non dovremmo disperdere questa lezione magistrale di vita facendo in modo che sempre più si ricercasse la interdisciplinarietà come metodo di studio, di ricerca e di cura dei mali dell’essere umano, delle altre specie e della natura. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Fiducia: Gli scrupoli dell’ultima ora

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2010

Editoriale. La circostanza più sorprendente di queste ore è data dai tanti scrupoli che si fanno taluni parlamentari che pur militando da anni in formazioni politiche avverse all’attuale maggioranza, o ne hanno ravvisata la pericolosità per una conduzione fallimentare della vita pubblica, sentono ora il bisogno di mettere da parte il giudizio critico in nome di un supposto interesse nazionale. Perché non sono stati coerenti sino in fondo e non hanno rassegnato le dimissioni da parlamentare? Lo dovevano per coerenza ed onestà intellettuale. Per tutti, ovviamente, vi può essere un ripensamento ma non si può, per questo, coinvolgere gli elettori che votandolo a suo tempo hanno con lui sentito forte il richiamo del dissenso da lui espresso per una certa causa e per certe leadership. Diverso ci appare il giudizio dei parlamentari che hanno creato una nuova formazione denominata Fli e che è guidata da Gianfranco Fini. Costoro non negano la loro appartenenza all’area di centro-destra ma dicono, semplicemente, che chi li guida non è più il garante di una linea politica da loro sottoscritta. In effetti il Pdl è il partito che ha inteso aggregare due movimenti: Forza Italia di Berlusconi e Destra Nazionale di Fini. I due sono poi diventati i cofondatori del nascente Pdl. Si disse allora con pari dignità e ruolo politico. A questo punto se uno dei due afferma che l’altro ha tradito le attese è giusto e corretto che rompa il patto di unità e riprenda il cammino autonomamente. Lo deve per rispettare il mandato ricevuto che non esclude la vigilanza e la coerenza ai valori per i quali hanno professato il loro impegno parlamentare. Se il tam tam mediatico vuole confondere le idee cercando di alzare la voce e creare confusioni tutto questo dovrebbe forse lasciare interdetto l’uomo della strada ma non chi per anni ha militato in un partito, ha una preparazione specifica e conosce la politica dal di dentro. E allora non meravigliamoci se taluni parlamentari per il loro volta gabbana sono stati messi alla berlina o difesi ad oltranza. Per loro, per quanto si voglia difenderli, resta un giudizio severo perché le scelte fatte all’ultima ora non sono credibili. Questo è quanto ed è giusto che sia detto. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il caso di Brembate e la fantasia che “galoppa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

Lettera al direttore. La mia sarà solo un’assurda fantasia, però,  il caso della tredicenne scomparsa (non uccisa, come qualche giornalista senza scrupoli ha scritto) da Brembate, mi fa pensare ad uno di quei film, dove il colpevole è una persona al di sopra di ogni sospetto, che ad arte (chi non la conosce meglio di lui?) svia le indagini. Il primo testimone, non solo non è creduto, ma si becca addirittura una denuncia per falso ideologico e procurato allarme (?), il che serve a scoraggiare qualsiasi altro testimone a farsi avanti. Poi, prima ancora d’avere appurato se il marocchino Mohamed Fikri fosse colpevole, si cerca il corpo della ragazzina, dando per scontato che sia morta. Una persona al di sopra di ogni sospetto, ma “autorevole”, avrebbe potuto facilmente persuadere la tredicenne a seguirlo, anche senza avere familiarità con lei. (Veronica Tussi)

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Lavoro nero in Piemonte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2010

Dichiarazione di Vincenzo Chieppa,  Segretario Regionale e Consigliere Regionale dei Comunisti Italiani: “ I numeri della diffusione del lavoro nero in Piemonte, così come emergono dall’attività degli ispettori del lavoro nell’anno scorso, sono molto allarmanti.  Una azienda su tre presenta irregolarità e in 126 di queste addirittura il 20% dei lavoratori è risultato in “nero”. Su 115 mila occupati nelle aziende ispezionate il 12% è rappresentato da lavoratori irregolari.  Numeri che ancora una volta danno il segno della gravità della situazione, dello sfruttamento ormai selvaggio dei lavoratori che in numero sempre maggiore sono costretti a lavorare privi di diritti e ostaggio di imprenditori senza scrupoli.  Emerge anche massicciamente dal rapporto dell’ispettorato del lavoro l’improprio utilizzo dei co.co.pro, dei contratti a termine o del finto lavoro autonomo.  Queste modalità di lavoro che sempre più nascondono dei veri e propri rapporti di lavoro subordinato, ma privi dei diritti e delle tutele operanti per i contratti di lavoro a tempo indeterminato.  Il contrasto alla diffusione del lavoro nero e sottopagato sarebbe molto più efficace se l’ispettorato del lavoro piemontese venisse dotato dal governo centrale delle risorse umane e materiali necessarie per operare a pieno regime, cosa che al contrario non avviene.  Non è più  rinviabile una radicale riforma del mercato del lavoro che restituisca certezze ai lavoratori, la cancellazione delle leggi che hanno precarizzato il lavoro ( Treu e Legge 30) e una durissima azione repressiva nei confronti di chi sfrutta i lavoratori costringendoli al lavoro “nero”.

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Nuovo film di Carlo Mazzacurati “La passione”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

Sono appena iniziate le riprese del nuovo film di Carlo Mazzacurati “La passione”, scritto dallo stesso Mazzacurati con Umberto Contarello, Doriana Leondeff e Marco Pettenello.  La commedia narra le tragicomiche vicende di Gianni Dubois (Silvio Orlando) un “giovane” regista cinquantenne ex promessa del cinema, che da anni si barcamena faticosamente tra agenti e produttori senza scrupoli e che finalmente ottiene la sua grande occasione: l’ultima ed unica! Dovrà scrivere e girare un film con protagonista assoluta una popolarissima e amata giovane attrice del piccolo schermo (Cristiana Capotondi). Ma le cose da subito non girano per il verso giusto e il povero regista, in piena crisi creativa, si ritrova ad essere vittima di un’intricata rete di ricatti causati da un grosso problema edilizio nella sua casa in Toscana. A causa della sua goffaggine e della sua disorganizzazione, si trova costretto ad accettare proposte e pretese assurde che lo porteranno a subire imbarazzanti e folli compromessi con personaggi bizzarri, come l’esuberante ex galeotto amante del teatro (Giuseppe Battiston), l’attore senza talento (Corrado Guzzanti), la bella barista (Kasia Smutniak), il geometra impiccione del paese (Marco Messeri), l’opportunista sindaco “imprenditore” (Stefania Sandrelli) e altre decine di stravaganti figuri.  Il film ambientato in provincia di Pisa e di Livorno: a Casale Marittimo e a Guardistallo, a Montescudaio e a Querceto, a Cecina e a Montecatini Val di Cecina, è prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci in collaborazione con Rai cinema e con la Toscana Film Commission,  girato in 9 settimane, la fotografia è di Luca Bigazzi, le scene di Giancarlo Basili, i costumi di Francesca Sartori. Il film di Carlo Mazzacurati è il terzo film che Fandango ha attualmente in produzione insieme a quello di G. Muccino “Baciami ancora”, alla fine delle riprese a roma, e a quello di F. Ozpetek “Mine vaganti” iniziato da un paio di settimane ed ambientato nel salento.

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Vox populi vox dei

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

Editoriale Fidest “Voce di popolo, voce di Dio”. Il detto popolare afferma che se una cosa è ripetuta concordemente da molti è come se essa provenga da Dio; deve, quindi, essere vera. Ma in realtà i fatti non stanno sempre così. Questo detto la sa, probabilmente, lunga in fatto di umori popolari, del si dice e del non si dice, delle mezze verità, dei dubbi che insinua, delle mancate certezze per una raffinata arte che ci chiama disinformazione. Così le “vulgate” del S.Girolamo dei nostri tempi diventano delle boutade da trivio. Ma cosa oggi risuona nel nostro orecchio di sinistra che non trova percezione in quello destro? E’ che abbiamo un uomo che ama la vita, o meglio le cose della vita e se le prende senza molti scrupoli, anzi ritiene di essere molto furbo poiché è in grado di far cambiare colore alle evidenze come farebbe un abile prestigiatore che fa uscire dal cilindro una coppia di colombi dopo averci dimostrato che non potevano esserci. Quest’uomo è tra noi, ma non vive con noi ma è sopra di noi come un cielo oscurato da nubi plumbee che presagiscono nulla di buono. Ma noi non vi diamo peso perché ci sentiamo al sicuro rinserrati come siamo con i nostri affetti e i nostri interessi personali. Pensiamo che la tempesta che si preannuncia si riverserà sul capo degli altri e che noi possiamo sentirci sicuri d’uscirne immuni. E allora perché prestare attenzione alle Cassandre di turno, al turbinio delle voci, ai timori che maturano nei pressi? Tutto sembra irreale e lontano. La voce del popolo, dopo tutto, non può essere la voce di Dio. Così sono nate le grandi e piccole dittature, così sono nate e maturate le grandi e piccole perversità. Così l’essere umano ha perso il suo Dio e la sua voce. Ciò che non ci rendiamo del tutto conto è che siamo passati dai regimi autoritari ad un autoritarismo strisciante dove il potere non si manifesta con i muscoli ma con l’appropriarsi delle intelligenze, nel toccare il nervo sensibile delle nostre debolezze, dei nostri interessi di bottega, nell’illuderci d’essere fortunati di qualcosa e di avere, come gregari, l’uomo giusto al posto giusto. Così anche le democrazie possono diventare delle dittature, per buona pace dei ben pensanti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.net)

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