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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘scudo fiscale’

Il peggio ai vertici delle Istituzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2011

Tremonti: era deficit spending è finita, la gente chiede rigore e capirà (Il Messaggero del 30 giugno 2011) e Rosario Amico Roxas commenta: “Ci vuole proprio una gran faccia tosta per parlare di evasioni fiscali, quelle evasioni sulle quali questo governo ha edificato il proprio consenso. Che poi ne parli 3monti è paradossale, lui che è il più importante fiscalista italiano, che cura gli interessi dei maggiori contribuenti, per i quali ha messo in essere lo scudo fiscale, le sanatorie, i condoni. E’ il solo fiscalista italiano che non ha bisogno di studiare le norme fiscali e agire con la dovuta correttezza; lui le leggi, i provvedimenti, le eccezioni, le circolari esplicative, le interpretazioni di comodo, i suggerimenti operativi li fa, e li applica secondo la convenienza del potente di turno che paga una ricca parcella, ma evita di pagare ricchissime tasse. Dalla presidenza del consiglio non gli è mai venuta una obiezione sul suo operato, essendo lo stesso presidente del consiglio il maggior fruitore delle norme di volta in volta inventate, esaltando un enorme conflitto di interessi.
La gente capirà? Ma la gente ha già ben capito ed ha anche reagito di conseguenza, imponendo alla coalizione di governo la più pesante delle sconfitte. (Rosario Amico Roxas)

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Governo: Evitare governicchi di palazzo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2010

“Berlusconi ha rappresentato oggi in parlamento un’Italia che non c’è e che vede solo lui: tutto funziona, gente felice, festini e occupazione per tutti”. Lo dichiara Ignazio Messina, Responsabile IdV Enti Locali e Capogruppo in Commissione Finanze alla Camera dei Deputati, in merito all’intervento del Presidente del Consiglio in Senato. “L’Italia dei Valori – prosegue il deputato – vuole rappresentare quella parte del Paese che ha gli occhi bene aperti e vive sulla sua pelle gli effetti di un’evasione fiscale al 54,5%, la più alta d’Europa, istigata da questo governo con lo scudo fiscale al 5% per i grandi evasori, un Paese che vede la disoccupazione ai massimi storici e un ministro che ignora la ricerca e taglia la cultura e il futuro dei nostri giovani”.  “Questo governo è esploso, ha tradito la fiducia dei suoi elettori e deve andare a casa” afferma Messina che conclude: “A questo punto, la soluzione per il bene del Paese è evitare governicchi di palazzo e ridare la parola ai cittadini, gli unici che hanno il diritto di stabilire chi li deve governare”.

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L’illusione delle parole

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2010

Di Rosario Amico Roxas La manovra finanziaria progettata da questo governo, per una nazione che se la passa meglio delle altre, che non ha problemi presenti, né futuri, con una economia in netta ripresa, esportazioni aumentate, evasione fiscale sotto controllo, ha tutti i crismi di una ulteriore illusione proveniente dalle apparenze che si sostituiscono alla realtà. L’abusato slogan di “non mettere le mani nelle tasche degli italiani”, ne rappresenta la sintesi più evidente e più ipocrita.Secondo la logica di questo governo, le mani nelle tasche degli italiani si mettono solo aumentando le imposte dirette, che il governo non intende aumentare per non colpire i grandi patrimoni che garantiscono continuità al governo; grandi patrimoni già ampiamente premiati con lo scudo fiscale che ha reso anonimi tutti quei capitali frutto di evasioni, estorsioni, pizzi, malaffare, traffico di armi e droghe, tangenti, truffe, scalate e amenità varie. Ma servono quattrini, perché la verità è ben diversa dalle illusioni esaltate; servono quattrini per mantenere a galla questa barca che fa acqua da tutte le parti, e fornire l’illusione  di un benessere che però è riservato ai pochi della casta. Ecco che viene legiferata una manovra che si aggiunge a tutte le altre indirizzate  a colpire sempre i soliti  a reddito fisso. Comuni, province, regioni hanno mano libera per costringere i cittadini a mettere le mani nelle proprie tasche per ottenere quei servizi, già ampiamente pagati, ma diventati inefficaci, stante la sottrazione dei finanziamenti. Si chiamano “privatizzazioni” e sono quelle manovre affidate a gruppi di potere che pretendono, in forza di legge, di farci pagare anche l’aria che respiriamo. Privatizzati i parcheggi con le strisce blu; privatizzata la riscossione di balzelli vari al fine di poter elargire l’agio sempre ai soliti gruppi di potere occulto; minacciata privatizzazione dell’acqua, dei rifornimenti all’esercito, dei servizi pubblici…. Tutto ciò si aggiunge al regalo dell’Alitalia ad una cordata di eroici imprenditori…. con quattrini pubblici. L’aumento esponenziale delle tasse indirette, che paghiamo tutti nella medesima dimensione, è lo strumento principe di disuguaglianza sociale, perché serve solo a impoverire i poveri e dilatare le fortune  esistenti. La prova sta nella enorme differenza esistente tra la produzione da lavoro  e la commercializzazione industrializzata; si tratta di un passaggio di valuta che costringe il lavoro a non essere retribuito, mentre esalta i rendimenti di quanti hanno posto a disposizione del mercato solamente  servizi ausiliari che non generano lavoro anzi ne bloccano lo sviluppo, portando al fallimento le piccole aziende artigianali, a gestione familiare, che una volta rappresentavano l’ossatura principale dell’economia e furono i maggiori attori del miracolo economico degli anno ’60. Ora è progettato un miracolo economico inverso: al termine di questa crisi, che non finirà mai, ma ci diranno che è finita, ritroveremo l’85%  del patrimonio nazionale nelle mani del 15% della popolazione, che renderà controllabile e ricattabile  l’economia, mentre grandi capitali prenderanno la via delle isole felici, in attesa del prossimo condono. E’ la strada tortuosa, nascosta da panorami di carta, che conduce alla rivolta popolare. (Rosario Amico Roxas)

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Fallimento dello scudo fiscale

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Lo scopo dichiarato dello scudo fiscale è miseramente fallito, almeno quello dichiarato, mentre miete successi lo scopo occulto, ma ormai chiarissimo. Solo il 35% dei capitali che hanno goduto dei benefici dello scudo fiscale è materialmente rientrato in Italia, il restante 65%  ha preferito la permanenza nei tranquilli paradisi fiscali. Hic manebimus optime !!!    Lo scudo fiscale ha confermato la sua vera vocazione di essere una sanatoria per i capitali sporchi nonché un detergente per i capitali sporchissimi.   Ma cosa si cela dietro tale scudo ?   Quali manovre è lecito e legittimo ipotizzare? Poniamo il caso di un evasore-mafioso-camorrista che dispone di 1 miliardo all’estero e necessita una profonda pulizia di quei quattrini, altrimenti difficilmente utilizzabili; grazie allo scudo sana la sua posizione, ma denuncia non 1 miliardo bensì 5 miliardi di euro, così si ritrova con una scorta di future truffe o latrocini per gli anni avvenire già sanati ancor prima di commettere il reato, il tutto con un modestissimo pizzo del 5%, quando è ben noto che per ripulire denaro sporco non basta il 25%. Questa gente, per alleviare le proprie pene finanziarie  a chi deve rivolgersi ?  Ma certamente ad un tributarista. (Rosario Amico Roxas)

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Scudo fiscale: E’ evasione

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2009

E’ finalmente ufficiale la notizia che lo scudo fiscale ha permesso il rimpatrio di 95 miliardi di euro. Lo rende noto il ministero dell’Economia, spiegando che “95 miliardi di euro  è il volume delle operazioni, che vale “ben oltre i 6 punti di Pil”. Massari, della direzione nazionale di Radicali italiani, ritiene, invece, che lo “straordinario successo” sia dovuta all’evasione fiscale legalizzata ed annunciata, di cui non è bello farsi vanto. Ed è anche il motivo del fallimento della collocazione dei Tremonti bond. Il caustico commento di Profumo del 13 dicembre: “Il capitale finanziario era in Svizzera. Se rientrano in tre mesi 100 miliardi di euro, il capitale non era dentro alle imprese. E qui ci sarebbe una riflessione da fare”, è drammaticamente vero.  Questa è l’ennesima prova che In Italia non esiste uno Stato di diritto, ma uno stato di privilegio per alcuni, di vessazione per altri.  Commenta il dirigente radicale: “uno Stato simoniaco vende indulgenze fiscali ai forti, che non pagano le imposte. In cambio gli impone la veste di gabelliere che, con il meccanismo del sostituto d’imposta, trattiene alla fonte le imposte dei dipendenti per pagare i costi dello Stato. Costi che vanno a vantaggio di tutti, anche degli evasori.”  Mentre si giubilano gli evasori, si riaprono i termini – sino ad aprile, per un bottino pari ad altri 30 mld – per proseguire nell’opera di legalizzazione dell’evasione. Ecco perché in Italia l’imposizione reale è salita ben oltre il 50% e si processa l’imprenditore Fidenato reo di “rivolta” contro questo ipocrita e inefficiente sistema fiscale fondato su evasione e sostituto d’imposta.  I popoli democratici che basano la propria convivenza civile sulla rule of law conoscono il motto “no taxation without representation”, in Italia, dove c’è la sistematica violazione del ben più modesto Stato di diritto, si è usi dire “piove Governo ladro”.  In questi giorni di pioggia, il governo ha al suo fianco moltissimi italiani, forse memori delle considerazioni fatte sulla pressione fiscale da Berlusconi nel 2006. Il Presidente, in un intervista radiofonica a Radio anch’io preannunciò: “Pagare più del 50% di tasse giustifica moralmente l’evasione fiscale. Questa giustificazione morale è insita nel diritto naturale”.  Presidente, il diritto naturale è questione seria, che prevede anche il “diritto di resistenza”. Se proprio non ricorda le parole di San Tommaso, ripassi almeno quelle di Locke ed il suo “appello al cielo”.

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Scudo fiscale visto dall’Idv

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2009

“Lo scudo fiscale, che per Calderoli è la più grande manovra economica di tutti i tempi e per Bonaiuti la risposta alla sinistra strabica, altro non è che riciclaggio di Stato, uno schiaffo in faccia agli italiani onesti” lo afferma in una nota Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera. “Più che di nuovo ossigeno all’economia italiana, si tratta, né più né meno che della possibilità di immettere nell’economia nazionale capitali frutto di evasione e di attività illecite, in pieno disprezzo della legalità e dell’etica, che evidentemente non stanno a cuore a questo Governo, impegnato ogni giorno a scrivere una nuova pagina del copioso manuale della giustizia “debole con i forti e forte con i deboli” conclude Borghesi.

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Agricoltura, una partita di giro

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2009

“Svelato il mistero intorno al piano straordinario di intervento a sostegno dell’agricoltura, annunciato alcune settimane fa dal ministro Zaia per aiutare il comparto agricolo colpito duramente dalla crisi economica internazionale. Dall’interrogazione a risposta immediata in commissione agricoltura apprendiamo, semplicemente, che non esiste alcun piano straordinario. Il ministro ha fatto riferimento solo a misure già previste in finanziaria. Buona parte di queste sono solo una partita di giro proveniente proprio da risorse degli agricoltori, attraverso l’articolo 68 e la Ocm vitivinicola. Misure, peraltro, nemmeno concordate con le regioni. Sono veramente poche le risorse reali messe in campo, provenienti dallo scudo fiscale”. È il commento di Susanna Cenni, parlamentare toscana del Partito democratico, all’intervento del ministro dell’agricoltura Luca Zaia, che oggi (mercoledì 16 dicembre) ha risposto all’interrogazione presentata alcune settimane fa dal deputato del Pd. “Il Partito democratico non può certo ritenersi soddisfatto. L’agricoltura italiana – prosegue la parlamentare – merita francamente di più: merita stanziamenti veri, risorse aggiuntive messe in campo dallo Stato, come avviene ad esempio in Francia dove Sarkozy ha stanziato importanti risorse. E necessita soprattutto di una visione di sistema, che francamente non riusciamo a scorgere. Dal 2000 a oggi il reddito agricolo è calato del 20 per cento mentre i costi di produzione sono saliti del 150 per cento in tre anni, del 300 per cento negli ultimi 10 anni. Di fronte a questa grave situazione molti Paesi europei, non solo Francia ma anche Spagna e Germania, stanno mettendo in campo misure straordinarie che anche Zaia aveva annunciato, e di cui invece non c’è traccia”. “La lettura della Finanziaria 2010 fatta oggi dal ministro Zaia – conclude Cenni – è ben diversa non solo da quella del Pd, ma soprattutto da quella degli agricoltori e delle associazioni di categoria, che denunciano l’insensibilità e il disinteresse del governo nei confronti dei gravissimi problemi del settore, continuano a chiedere che si proclami lo stato di crisi e annunciano per i prossimi giorni nuove proteste e mobilitazioni

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“Lo scudo fiscale tra deterrenza e opportunità”

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2009

Roma, 20 ottobre 2009 (ore 9,30 – 13,30 e 14,30 – 17,30)  Palazzo Altieri, Piazza del Gesù n. 49. Indirizzi di saluto Dott. Attilio Befera, Direttore dell’Agenzia delle Entrate Dott. Gerardo Longobardi, Presidente ODCEC Roma Dott. Giampietro  Nattino, Presidente Banca Finnat Euramerica S.p.A. Interventi -Ambito soggettivo di applicazione dello scudo On.le Prof. Maurizio Leo, Presidente Commissione di vigilanza anagrafe tributaria – Le attività scudabili Dott. Giovanni Battista Calì; Consigliere ODCEC Roma – Rimpatrio e regolarizzazione  Dott. Norberto Arquilla, Presidente Commissione Imposte dirette- Redditi di lavoro, capitale, fondiari e diversi ODCEC Roma – Le conseguenze fiscali della mancata adesione Dott. Marco Di Capua,  Direttore Centrale Amministrazione, Pianificazione e Controllo dell’Agenzia delle Entrate – Evasione fiscale e capitali all’estero, tra scudo e controlli Prof. Avv. Raffaello  Lupi, Ordinario di Diritto Tributario presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata  -Effetti preclusivi di successivi accertamenti Prof. Gianfranco Ferranti, Responsabile dipartimento scienze tributarie, Scuola Superiore dell’economia e delle Finanze – Riflessi penali  Prof. Avv. Bruno Assumma; Associato di Diritto Penale all’Università Federico II di Napoli – Antiriciclaggio e ruolo delle fiduciarie Dott. Paolo Collettini, Dottore Commercialista.

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Firme contro lo scudo fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2009

Roma. Sono già migliaia le firme contro lo scudo fiscale, raccolte questa mattina per il debutto dell’iniziativa promossa dalla RdB Pubblico Impiego. Notevole l’affluenza ai banchetti, in particolare nei presidi di Roma e Genova, ma anche nei tanti punti di raccolta attivati in tutta Italia presso i luoghi di lavoro nelle Agenzie Fiscali,  nell’INPS, nell’INAIL, al Comune di Roma e presso l’Ospedale S. Eugenio. I cittadini hanno accolto molto favorevolmente l’iniziativa, mostrandosi informati riguardo allo scudo fiscale ed esprimendo forti critiche sulla gestione del provvedimento. Particolare indignazione suscita la aliquota del solo 5% applicata ai capitali evasi e l’amnistia per reati gravi. Consapevolezza e sensibilità da parte di cittadini e lavoratori anche sui temi più generali dell’equità fiscale e dello smantellamento dei servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione. La raccolta delle firme continuerà nei prossimi giorni. Da lunedì 19 sarà possibile firmare anche durante l’assemblea dei dipendenti della Regione Lazio e dal 21 ottobre presso la sede centrale del Ministero dell’Economia e Finanze a Roma. Le firme raccolte saranno portate in corteo a Roma, durante la manifestazione indetta per lo sciopero generale nazionale proclamato dal Patto di Base il prossimo 23 ottobre, e saranno inviate alla Presidenza del Consiglio, ai gruppi parlamentari di Camera e Senato e al Ministro dell’Economia e Finanze

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Convegno Scudo fiscale ter

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Bergamo, lunedì 12 ottobre 2009 Centro Congressi Giovanni XXIII Viale Papa Giovanni XXIII, 106 opportunità di regolarizzazione dei capitali detenuti illecitamente all’estero. Il meeting è moderato dal prof. Giuliano Buffelli Professore incaricato di Tecnica Professionale Università degli Studi di Bergamo Dottore Commercialista e Pubblicista in Bergamo. I lavori iniziano alle ore 17 con il saluto dell’ avv. Cesare Zonca Presidente del Credito Bergamasco seguito da: dott. Alberto Carrara Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo avv. Ettore Tacchini Presidente Ordine degli Avvocati di Bergamo, dal prof prof. Marco Piazza Professore incaricato di Economia e Tecnica del Commercio Internazionale Università Cattolica di Milano – Studio Piazza su La procedura, i costi e gli effetti in termini di protezione fiscale • I soggetti potenzialmente interessati • Quando la detenzione di attività all’estero è illecita e che rischi si corrono • I tipi di emersione • Le cause di impedimento • Il costo dello scudo • La dichiarazione riservata • Gli effetti in termini di preclusione degli accertamenti fiscali • Il costo fiscale delle attività regolarizzate e la segregazione. Segue alle ore 18 l’intervento dell’avv. Ennio Amodio Ordinario di Procedura Penale Università di Milano su  Le disposizioni in materia di antiriciclaggio e i profili penali • I reati fiscali coperti dallo scudo • I reati non coperti • Il ruolo degli intermediari e dei professionisti che assistono il cliente nell’emersione: le disposizioni antiriciclaggio • Le conseguenze dell’uso improprio della sanatoria • L’adeguata verifica: requisiti di cui all’art. 18 D.Lgs. 231/07 e titolare effettivo; compatibilità con lo scudo fiscale, L’ avv. Giovanni Marafante Direttore Generale Aletti Fiduciaria a sua volta si sofferma su La Banca e lo scudo fiscale: tutela del patrimonio e qualità di un servizio integrato • Adempimenti e modalità operative dell’intermediario • Modello organizzativo e approccio metodologico • Servizi fiduciari e gestione delle attività detenute attraverso strutture complesse. Segue dibattito pubblico. I lavori verranno chiusi dal dott. Franco Dentella Vice Direttore Generale Vicario Banca Aletti Il convegno è organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo. La partecipazione è valida per l’attribuzione dei crediti formativi. Il convegno è altresì accreditato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo per 3 crediti formativi

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Scudo fiscale: 7 mesi per mettersi in regola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

Dal 15 settembre 2009 al 15 aprile 2010 è possibile mettersi in regola con le norme tributarie facendo rientrare in Italia capitali irregolarmente detenuti all’estero. L’imposta straordinaria da versare per mettersi in regola è prevista dall’art.13 bis del decreto anticrisi – varato dal governo lo scorso primo luglio. La norma conosciuta come “scudo fiscale” è diventata operativa con l’approvazione da parte dell’Agenzia delle entrate del modello utile per la dichiarazione riservata delle attività emerse. Il modello deve essere utilizzato dalle persone fisiche, dagli enti non commerciali, dalle società semplici e dalle associazioni equiparate per la dichiarazione delle attività, detenute all’estero a partire da una data non successiva al 31 dicembre 2008, che sono oggetto di rimpatrio e/o di regolarizzazione. Il modello va presentato in banca o ad altro intermediario (SIM, SGR, fiduciarie, agenti di cambio o Poste italiane S.p.A.). Il provvedimento dell’Agenzia delle entrate definisce anche il tasso di cambio per la determinazione del controvalore in euro delle attività finanziarie e degli investimenti rimpatriati o regolarizzati. Contestualmente all’emanazione del provvedimento, l’agenzia delle entrate ha aperto un forum per raccogliere suggerimenti e consigli su una circolare di chiarimenti della normativa in corso di definizione. Il Forum dedicato consentirà di valutare e recepire non solo le indicazioni delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, ma anche di tutti coloro che vorranno inviare suggerimenti tecnici.

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Il triunvirato dell’economia europea

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2009

Germania, Francia e Gran Bretagna sono stati ritenuti, da sempre, i motori dell’economia europea. Su queste tre nazioni riposano i destini dell’Europa per vincere la sfida dell’economia globale e della concorrenza continentale, in specie quella emergente dell’Asia. L’economia tedesca, nello specifico, ha il merito di aver avuto dal 2005 al 2008 una fase ininterrotta di crescita e solo verso la fine del 2008 ha mostrato i segni di un rallentamento. Ciò le permette, rispetto alle altre due locomotive di registrare, in ragione temporale, una più ridotta fase recessiva mentre in queste ore si registrano un po’ per tutti i primi segnali di ripresa. Possiamo persino annotare che il rallentamento della domanda mondiale e le minori possibilità di sbocco sui mercati esteri non ha fatto perdere del tutto all’industria tedesca il clima di fiducia per le proprie potenzialità di ripresa. Bene ha fatto il governo tedesco a predisporre un maxipiano per favorire il sistema creditizio e rafforzare le garanzie in favore dei risparmiatori, delle banche in crisi e delle piccole e medie imprese. Questi crescenti e ben coordinati interventi a favore dell’economia reale hanno permesso di contenere tra il corrente e il prossimo anno il deficit finanziario intorno al 4-5% del Pil e a stabilizzare sull’80% del Pil il debito pubblico ossia di poco sopra il limite fissato dagli accordi di Maastricht. La Francia, invece, già prima del 2008 aveva fatto registrare progressi deboli e stentati della sua economia. La crisi, quindi, l’ha colta in un momento di affanno peggiorandone drasticamente i sintomi. Ne derivano vendite al dettaglio ed esportazioni stagnanti. E’ salito anche il tasso di disoccupazione e si sono accresciute le preoccupazioni sul rallentamento della domanda mondiale e sul progressivo strozzamento del credito. Il governo francese, ovviamente, non è stato con le mani in mano ma, a nostro avviso, più che altrove si è avvertita la mancanza di una politica comunitaria concordata e che ha finito con il lasciare alle iniziative dei singoli stati gli interventi correttivi del caso per ridare fiducia ai mercati e al sistema economico nel suo complesso. La Gran Bretagna, a sua volta, si trovava in una posizione migliore della Germania avendo alle spalle una crescita ininterrotta che durava da 17 anni. Ora si trova a che fare con una forte contrazione delle esportazioni, una altrettanta sostenuta flessione dei prezzi essendosi indebolito il mercato interno e la possibilità che il debito pubblico riceva una impennata di almeno del 10% del Pil verso la fine del corrente anno, Il governo, tuttavia, non si è fatto prendere di contropiede e ha varato, a spron battuto, un piano straordinario basato su tutta una serie di misure a favore del sistema creditizio sia per la ricapitalizzazione dei grandi istituti finanziari sia per rafforzare le garanzie statali in favore delle obbligazioni emesse dal sistema creditizio sia per ridare fiato all’industria automobilistica e, più in generale, alle imprese disposte ad investire in tecnologie ecologiche e in formazione del personale. Da annotare che anche in Gran Bretagna è stato fatto qualcosa di analogo dell’Italia con l’introduzione dello scudo fiscale per stimolare il rientro dei capitali dall’estero. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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I condoni “camuffati”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2009

Solo 16 mesi fa, il 13 marzo del 2008, l’allora ministro delle Finanze in pectore, Giulio Tremonti, giurava: «Basta condoni. Oggi non ci sono più le condizioni per farli, non li ho certo fatti volentieri, ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato». Sappiamo come è andata a finire. Nel cosiddetto anti-crisi è stato riproposto per la terza volta lo scudo fiscale: chi aveva accumulato soldi e beni all’estero senza avvertire gli uffici delle tasse potrà evitare una denuncia per omessa o incompleta dichiarazione dei redditi semplicemente versando all’erario il 5 per cento di quanto aveva nascosto. Ancora una volta, insomma, il governo premia i ricchi e i furbi. Sostenere che questo accade a causa della crisi economica mondiale che ha messo in ginocchio i conti pubblici, è sbagliato. Certo, i bilanci dello Stato sono a un passo da una situazione di tipo argentino. La necessità di fare cassa è evidente per tutti: nei prossimi mesi, con tutta probabilità, ci troveremo a fronteggiare altri 500.000 senza lavoro. E per i nuovi disoccupati bisognerà per forza trovare qualche nuovo e costoso ammortizzatore sociale. Questo blog, già in passato, ha però sottolineato come attraverso una tassa patrimoniale del 3 per mille che colpisca i patrimoni familiari superiori a 5 milioni di reddito sia possibile raccogliere 10 miliardi di euro. Molto di più insomma dei 3 miliardi e mezzo che, secondo alcuni calcoli, potrebbe garantire lo scudo fiscale. Perché, allora, non si batte questa strada?Accanto alle ragioni politiche – il governo di centro-destra ritiene che la patrimoniale gli alienerebbe il consenso del sul elettorato – ve ne è una che riguarda come al solito l’informazione. I media, e in particolare quelli televisivi, non fanno nulla per ricordare le promesse dei politici. E anzi, quando i fatti smentiscono le loro parole, nascondono sia i fatti che le parole. Insomma quello che tanto scandalizza nel caso escort-minorenni-Berlusconi, e cioè l’assoluta omertà della tv pubblica e privata, è ormai divenuto la regola in qualsiasi campo. Non è un caso. Einaudi ci ha spiegato come alla base di ogni democrazia liberale ci sia un principio semplice, semplice: bisogna conoscere per poter deliberare. Perché, se la conoscenza è impedita, la bugia diventa un metodo di governo. (fonte http://groups.google.com/group/riprendiamoci-litalia?hl=it)

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