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Scuola – Diplomati magistrale: il Parlamento prenda atto che il reclutamento transitorio sta fallendo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è tornado a occuparsi della questione dei Diplomati magistrale e della soluzione presente nel decreto Dignità approvato dal CdM: ha detto che la sentenza è chiara, i docenti hanno sottoscritto contratti con clausola risolutiva, il Consiglio di Stato ha confermato che il titolo è abilitante ma non dà diritto alle graduatorie ad esaurimento. Ha quindi aggiunto che le sentenze potranno essere attivate entro 120 giorni, da quando i tribunali le notificheranno e dunque non ci sarà alcuna esclusione automatica dalle graduatorie. Spera, infine, di giungere presto a una soluzione equa. Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Il Governo riapra le graduatorie ad esaurimento a tutto il personale abilitato, riconosca l’abilitazione delle 50 mila maestre che insegnano nelle nostre scuole e rispetti quanto ci dice l’Europa sul precariato, trasformando tutto l’organico di fatto in organico di diritto. Questa è l’unica soluzione equa e possibile da adottare. Ogni altra strada porterà alla riapertura del contenzioso, magari dopo che, fra qualche anno, la Cedu e la Cassazione ci diranno che la sentenza dell’adunanza plenaria era sbagliata.

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Valutare la scuola, valutare gli insegnanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

L’A.Ge. – Associazione Italiana Genitori – sostiene la necessità di realizzare anche in Italia un sistema di valutazione ampio: se ne parla da anni, e in molti stati europei la valutazione di scuole e docenti è prassi ordinaria. Pare che, superati alcuni ostacoli ideologici, anche nel nostro Paese vi sia maggiore disponibilità sul tema.  La valutazione contribuisce a rilegittimare l’intero sistema scolastico, poiché la scuola non è collocabile solamente nelle “spese” del Paese, e non corrisponde totalmente ad un sistema pesante, obsoleto. “È necessario valutare la scuola proprio per valorizzare le professionalità e le buone esperienze presenti, individuando nel contempo dispersioni e sprechi – afferma Davide Guarneri, presidente nazionale dell’A.Ge.  “Intendiamo una valutazione per crescere, non per punire, – sottolinea – auspicando che un insegnante possa persino sottoporsi a valutazione in modo volontario, quando ritenesse giunto per lui il momento di ottenere la certificazione per uno sviluppo di carriera”. Il sistema oggi in vigore sostanzialmente è caratterizzato da un controllo non efficace: perché l’attuale valutazione è percepita come punitiva, ma, nel contempo, non riesce a rimuovere dirigenti o docenti incompetenti? Perché l’unica valutazione è quella rivolta agli studenti, destinatari dell’intero sforzo didattico ed educativo, ma anche non colpevoli qualora questo non sia adeguato?   “La valutazione è necessaria per superare le difformità esistenti nella scuola, non solo fra scuola e scuola, ma persino fra classe e classe – aggiunge Guarneri – È possibile mirare ad uno standard minimo e dignitoso di qualità, sotto il quale non si possa andare?” Si può valutare solo a partire da un’idea di scuola, promuovendo conseguentemente l’adeguata formazione e l’aggiornamento continuo dei docenti. Per noi genitori la scuola è un ambiente educativo d’apprendimento e socializzazione: un ambiente è il risultato di molti fattori, interagenti fra loro, ai quali si aggiunge un indefinibile “fattore umano”, non valutabile, collocato nelle persone, nelle loro motivazioni personali. La realizzazione di una scuola più professionale non è il risultato solo di rigorosi protocolli procedurali, ma prima di tutto di una convinta scelta da parte di tutti, operatori e genitori, in favore di una piena formazione umana e culturale.  Si dovranno, a nostro parere, valutare la qualità dell’ambiente, la presenza o meno di procedure inclusive, di partecipazione e di promozione di comunità educative, la qualità delle relazioni (fra docenti, fra docenti e genitori, fra docenti e studenti). Non potranno sfuggire alla valutazione le competenze specifiche dell’insegnante e le procedure che organizzano la didattica.   La valutazione prende il via all’interno della scuola stessa (già codificabile nei P.O.F.), e può essere anche fra pari; “nella comunità scolastica genitori e studenti hanno uno specifico punto di vista, insostituibile, che, correttamente valorizzato accanto agli altri, offre un contributo alla valutazione, soprattutto quando mediato dalla risorsa dell’associazionismo, utile a superare prospettive individualistiche e arbitrarie” conclude il Presidente. Insegnanti e genitori preparati al confronto, reciprocamente critico, diventano interlocutori competenti, in grado di avanzare proposte appropriate. Poiché sono in gioco anche elementi oggettivi, standardizzati, indipendenti dalle opinioni politiche e dai contesti, agente finale della valutazione deve essere un’autorità terza, indipendente. Da ultimo, ci permettiamo di segnalare un ulteriore snodo: che accade dopo la valutazione? Se questa fosse negativa, quali provvedimenti? È previsto un riorientamento per docenti? E se la valutazione sarà positiva, quali “premi” sarà giusto stabilire? Quale sostanza, in pratica, per le parole “equità” e “merito”?

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