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Apertura del Ciclo Classi Aperte alla Scuola del Patrimonio del Mibac

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

Roma. Ieri presso la Sala della Crociera al MIBAC, si è tenuto il primo appuntamento del ciclo di Classi Aperte promosso nell’ambito del Corso Scuola del Patrimonio 2018-2020, organizzato dalla Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali. Dopo un’introduzione alle ore 10.00 di Carla Di Francesco, Direttore della Fondazione, e di Carla Barbati, membro del Consiglio Scientifico della Fondazione e Presidente del CUN Consiglio Universitario Nazionale, alle ore 10.30 il giurista e costituzionalista Michele Ainis ha affrontato l’Articolo 9 della Costituzione Italiana, che così recita: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Come anche i successivi appuntamenti del ciclo di Classi Aperte – che vedranno la presenza, tra gli altri, di Silvia Costa, Salvatore Settis, Fabrizio Barca, Francesco Bandarin – è stata questa l’occasione per affrontare un tema di particolare rilevanza, che la Fondazione ha il piacere di condividere con una platea di ospiti e addetti ai lavori, oltre che con i partecipanti del Corso Scuola del Patrimonio 2018-2020.
La Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali sperimenta una formazione finalizzata a costruire una comune cultura della responsabilità direttiva di chi opera nel settore del patrimonio culturale. A tal fine, il programma del Corso Scuola del Patrimonio prevede una decisa integrazione fra competenze tradizionali, competenze innovative legate ai mutamenti in atto nelle società contemporanee e negli specifici settori di riferimento, competenze trasversali come la gestione e amministrazione della tutela, della ricerca e della valorizzazione del patrimonio culturale. La Fondazione agisce nella convinzione che solo sul nucleo solido delle conoscenze tecnico-scientifiche, acquisito grazie alla formazione universitaria di livello avanzato (Scuola di Specializzazione o Dottorato di Ricerca), possano innestarsi sia saperi ulteriori provenienti da discipline e ambiti diversi, sia la trasmissione delle conoscenze maturate nel contesto concreto della ricerca, della tutela, dell’amministrazione, della gestione e della valorizzazione nel settore del patrimonio culturale.Come ha sottolineato Marco Cammelli, Presidente della Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali, “la Scuola si pone tre macro-obiettivi tra loro connessi: alta formazione, ricerca, diffusione di esperienze. Alla base dei vari Corsi attivati dalla Scuola o in attesa di attivazione (Corso Scuola del Patrimonio, International School of Cultural Heritage, Corsi di Formazione continua), c’è in particolare la necessità di portare l’offerta formativa oltre i tradizionali ambiti disciplinari, che certo sono il punto di partenza ma non quello di arrivo”. Due principi ispirano la Scuola: essere aperta a diverse discipline e a differenti orientamenti culturali e scientifici, e essere dotata di particolare autonomia. Opera infatti nell’area delle attribuzioni del Ministero dei beni e delle attività culturali, ma è gestita da una Fondazione di diritto privato cui potranno partecipare altri soggetti pubblici e privati. Carla Di Francesco, Direttore della Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali e già Segretario Generale MIBAC, durante il suo discorso di benvenuto agli studenti del Corso Scuola del Patrimonio, ha voluto porre l’accento sul “manifestarsi, in un momento di così importanti e rapidi mutamenti, di esigenze del tutto nuove nei contesti della gestione del patrimonio culturale, che comportano il bisogno di nuovi saperi e approcci trasversali, la sperimentazione di soluzioni, l’aggiornamento e l’integrazione delle competenze esistenti”.

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