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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘scuola-lavoro’

Partnership Anpal-Fieg per la transizione scuola-lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

“Rendere i percorsi di transizione e alternanza scuola-lavoro quanto più connessi alle mutevoli esigenze del mondo produttivo per consentire ai giovani l’acquisizione di competenze coerenti e spendibili nel mercato del lavoro”.Con questo obiettivo Mimmo Parisi, presidente di Anpal, e Andrea Riffeser Monti, presidente di Fieg (Federazione italiana editori giornali), hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che mira a rafforzare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro.Le azioni prevedono la diffusione della cultura dell’alternanza e di altri strumenti della transizione (tirocini, apprendistato, etc.) tramite l’adozione di modelli e buone pratiche, l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione (seminari, workshop, tavole rotonde), la creazione di partnership e il potenziamento delle reti tra gli associati e le istituzioni formative (scuole secondarie superiori, atenei, fondazioni ITS e centri di formazione professionale).Per Parisi “la firma della convenzione con Fieg aiuterà tanti giovani a prendere conoscenza delle competenze necessarie ad intraprendere attività editoriali anche attraverso esperienze dirette in contesti lavorativi”.Per Riffeser Monti “questo atto ribadisce l’attenzione delle aziende editoriali per i giovani e il loro impegno per lo sviluppo delle nuove professionalità che caratterizzeranno il settore nel futuro”.

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Alternanza scuola-lavoro e contributo per le aziende

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Un nuovo bando di contributi a favore delle imprese che hanno ospitato percorsi di alternanza scuola-lavoro o che li ospiteranno nell’anno scolastico 2019/2020, fino al prossimo 31 dicembre: l’ha approvato la Camera di Commercio di Pordenone-Udine e si potrà fare domanda a partire dal 15 luglio (ed entro il 30 settembre). Sono beneficiarie dei contributi le imprese, le cooperative e i consorzi, che rientrino nella definizione di micro, piccola e media impresa secondo la normativa comunitaria, con sede o unità locale nelle province di Pordenone e Udine. È previsto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore dell’impresa ospitante di euro 600 euro per la realizzazione di uno o due percorsi individuali di alternanza scuola-lavoro, mille euro per 3 o quattro percorsi e mille 200 euro per 5 o più percorsi di alternanza.Per fare domanda, a pena di inammissibilità, va utilizzata la modulistica presente sui siti http://www.ud.camcom.it e http://www.pn.camcom.it. La domanda dovrà essere presentata a partire dalle ore 9 del 15 luglio esclusivamente tramite Posta elettronica certificata (PEC).
I contributi sono assegnati secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande fino ad esaurimento dei fondi. Come detto, i percorsi finanziabili dovranno essere realizzati tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre prossimo e dovranno avere una durata minima di 40 ore.

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Blocco Studentesco: sit-in in tutta Italia per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 28 gennaio 2018

blocco studentesco“Sfruttamento e inefficienza: basta con questa alternanza!”, queste le parole che campeggiano sugli striscioni esibiti durante i blitz dei ragazzi del Blocco Studentesco in tutta Italia per contestare la gestione dell’alternanza scuola-lavoro. “Dopo un anno dall’avvio del programma istituito con la “Buona scuola” abbiamo svolto un sondaggio tra gli studenti italiani – si legge in una nota diffusa dal movimento del fulmine cerchiato – e il risultato è una piena bocciatura per le modalità con le quali viene gestita l’alternanza”.”Gli studenti vengono impiegati in mansioni del tutto sconnesse dalla realtà scolastica di appartenenza, rendendo inefficace lo svolgimento del lavoro rapportato al piano di studi di ognuno. Crediamo fermamente che si debbano istituire appositi consigli costituiti da professori, studenti e tutor aziendali – prosegue la nota – ai quali assegnare non solo il compito di individuare i progetti più coerenti con ogni percorso formativo, ma anche quello di controllare come venga svolto il lavoro”.”Ricorrere all’alternanza per avere manodopera da sfruttare è una pratica che va assolutamente interrotta. Il sol fatto che gli studenti si ritrovino spesso a lavorare per più di 8 ore al giorno è indicativo del basso livello di tutela predisposta nei loro riguardi. La nostra proposta al riguardo è la rivalutazione del ruolo delle Consulte Provinciali degli studenti: da meri organi consultivi ad organi con poteri decisionali in grado di raccogliere le testimonianza degli studenti e formulare piani di azione congiuntamente con gli uffici scolastici locali”.”Chiediamo inoltre che vengano coinvolte più piccole e medie imprese italiane per valorizzare quel tessuto economico produttivo d’eccellenza tipicamente rappresentativo del nostro paese. È inaccettabile che delle 16 multinazionali coinvolte, ben 7 siano straniere.È indispensabile effettuare un’inversione di rotta – conclude la nota – affinché l’alternanza inizi ad essere realmente un valore aggiunto e non l’ennesima zavorra per la formazione scolastica”. (foto: blocco studentesco)

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Progetto-pilota congiunto di alternanza scuola-lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

udineUdine. E’ stato costruito su misura per le esigenze dei licei e coordinato dalla Camera di Commercio, assieme alle scuole stesse e all’Ufficio scolastico territoriale di Udine. Un progetto che punterà sui ragazzi come risorsa in grado, assieme a tutor esperti, di formarsi, di entrare in azienda e di portare, infine, percorsi d’innovazione concreti e sui temi di industria 4.0, di cui l’impresa potrà beneficiare direttamente. È stato accolto con molto favore dai licei del territorio che hanno deciso di aderire alla “chiamata” della Camera di Commercio, che tramite il suo Friuli Future Forum negli ultimi anni ha intensificato e perfezionato il lavoro con le scuole. Scuole che, nelle scorse settimane, avevano proprio chiesto l’aiuto della Camera per riuscire a fare un passo in più, insieme, sul delicato tema dell’alternanza, soprattutto per i licei strada nuova e molto sfidante. Il progetto è ancora in fase di elaborazione e sarà costruito in modo condiviso fra tutti i soggetti coinvolti, ma ha già linee-guida chiare su cui hanno concordato tutti. Come spiega il presidente camerale Giovanni Da Pozzo, impegnato da subito nell’elaborare l’idea anche alla luce della competenza di orientamento al lavoro affidata esplicitamente alle Cciaa dalla riforma, «vogliamo avere al centro, da un lato, i giovani e la loro necessità di essere resi protagonisti di un itinerario di crescita nel mondo dell’economia e delle imprese, che li veda veramente portatori di quella innovazione che naturalmente hanno dentro. Dall’altro, le nostre piccole imprese, per le quali, avendo in genere pochissimo personale, non è sempre facile gestire percorsi di alternanza. Di essa vogliamo “ribaltare” il concetto: da peso vogliamo trasformarla in una risorsa efficace per tutte le parti coinvolte, le scuole, le aziende, gli studenti che si preparano al futuro». Ci sarà una prima fase di coinvolgimento di una decina di studenti per scuola, che vivrebbero poi una “contestualizzazione” preventiva, ossia una formazione e un orientamento specifici su come si caratterizza l’economia friulana, sull’impresa 4.0 e i diversi settori produttivi – specie quelli delle aziende con cui collaboreranno –, tra opportunità, esigenze, difficoltà, ma anche scenari di evoluzione. I gruppi di studenti, sempre seguiti da tutor esperti, sarebbero poi assegnati alle imprese, selezionate dalla Cciaa anche in base all’appartenenza a settori diversi: turismo, artigianato, agrifood, manifattura, Ict, servizi. L’esperienza dovrebbe consistere quindi nell’ingresso in azienda, nell’osservazione dei lavoro e nella produzione di un progetto che suggerisca all’azienda modalità di innovazione nei propri processi e prodotti. «Un’esperienza, quindi, con un obiettivo concreto, utile alle imprese e motivante per i ragazzi», ha spiegato il project manager di Fff Renato Quaglia nel presentare il progetto ai rappresentanti dei licei con il segretario generale Maria Lucia Pilutti. La Pilutti ha anche evidenziato la necessità di puntare sui temi di impresa 4.0 come punto di forza del percorso degli studenti e per le aziende, e ha presentato un’ulteriore opportunità, in questo caso internazionale, di alternanza per i ragazzi, che potranno essere coinvolti in percorsi specifici in alcune Camere italiane all’estero.
Il progetto-pilota d’innovazione potrebbe partire il prossimo autunno, con la prima fase di preparazione degli studenti e l’individuazione dei tutor esperti a fine inverno. A giugno l’ingresso in azienda e infine la produzione del progetto alle imprese ospitanti.

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Alternanza scuola-lavoro: numerose le denunce di sfruttamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

infortuni-lavoroStudenti che finiscono in agenzie immobiliari a fare i telefonisti. Altri a cui tocca pulire i tavoli o i bagni nei ristoranti. Altri ancora che fanno fotocopie, volantinaggi o catalogano archivi e biblioteche. E’ l’alternanza scuola-lavoro “all’italiana”. Ovvero come vanificare un’ottima occasione – almeno sulla carta – di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro attraverso lo sfruttamento di molti studenti come manovalanza gratuita. E’ quanto denuncia l’Unsic, sindacato autonomo con oltre 1.500 Caf sparsi sul territorio nazionale, che ha raccolto le lamentele di una ventina di utenti.
“L’obbligo dell’alternanza scuola-lavoro nelle scuole superiori, previsto dalla ‘Buona Scuola’, ha fatto esplodere un fenomeno un tempo riservato a limitate esperienze nell’istruzione tecnica e professionale – spiega Domenico Mamone, presidente nazionale del sindacato. “La conferma viene dagli stessi numeri ministeriali, secondo cui lo scorso anno hanno partecipato alle attività ben 652.641 studenti rispetto ai 273mila dell’anno precedente. Nonostante ciò e gli aggiustamenti in corso d’opera, il bilancio dell’esperienza non è esaltante a causa principalmente di tre fattori: la difficoltà, da parte del corpo docente, di collocare anche 500 studenti nelle aziende della zona, spesso refrattarie ad accogliere studenti, a cui si aggiungono gli immancabili nodi burocratici e i costi, ad esempio per le assicurazioni, spesso a carico degli studenti”.
Per legge sono 200 le ore minime da effettuare nell’ultimo triennio dei licei e 400 nell’ultimo triennio dei tecnici. “Purtroppo nel nostro Paese, con la scomparsa dell’avviamento professionale e un apprendistato che non decolla, anche per un pregiudizio ideologico è stato tardivo il riconoscimento dell’importanza di un moderno collegamento tra la scuola e il mercato del lavoro, salvo alcune meritorie iniziative nel Nord Italia – continua Mamone. “Eppure la formazione non è semplice addestramento al lavoro, ma è costruzione di una persona. Offrire queste esperienze negative a giovani di 16-17 anni significa determinare un effetto-boomerang nel loro percorso di qualificazione”.

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