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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘scuola’

Scuola: L’obbligo vaccinale del personale in Gazzetta Ufficiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

Il decreto sull’obbligo vaccinale per il personale della scuola, formalizzato in queste ore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, diventa ancora più illogico dinanzi ai dati dei contagi registrati nell’ultima settimana: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’aumento dell’incidenza si è infatti riscontrato soprattutto nei giovani di età inferiore ai 12 anni, ovvero la fascia d’età sicuramente non coperta dal vaccino. “Nel periodo 8 – 21 novembre 2021, in questa popolazione sono stati segnalati 31.365 nuovi casi, di cui 153 ospedalizzati e 3 ricoverati in terapia intensiva”, è scritto nel report settimanale dell’Iss pubblicato in queste ore. Nella classe di età 6-11 anni “si evidenzia, a partire dalla seconda settimana di ottobre, una maggiore crescita dell’incidenza rispetto al resto della popolazione in età scolare, con un’impennata nelle ultime due settimane”.Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “quella presa dal Governo, alla resa dei conti si sta rivelando una decisione del tutto inutile: gli alunni, infatti, rappresentano il 90 per cento degli individui che stazionano nelle scuole e solo una parte, tra l’altro solo nella secondaria, è vaccinata. Quindi, qual è il senso della vaccinazione coatta di docenti, Ata e di tutti gli operatori scolastici, se poi gli alunni non si sono allineati. L’imposizione diventa ancora più paradossale se si pensa che nella scuola, a differenza del campo sanitario, il servizio pubblico, la didattica, può essere comunque garantito attraverso la dad. Che è poi quella che in alcune Regioni, come la Campania e la Lombardia, si sta cominciando a riattivare proprio per l’impennata di casi e il ritorno in alto numero delle quarantene”.Pacifico ricorda anche che “se siamo arrivati a questo, la responsabilità va ricercata non certo nelle mancate o realizzate vaccinazioni, ma nella totale inerzia del Governo nel predisporre scuole adeguate, con classi sdoppiate, aule più grandi, maggiori sedi e organici. Il personale, al quale si continua a negare anche l’indennità per il rischio biologico, è stufo di ascoltare slogan da parte delle istituzioni: per questo abbiamo deciso di scioperare il 10 dicembre e confermiamo la volontà di ricorrere in Tribunale contro gli atti attuativi dell’obbligo vaccinale, così da avere una risposta al giudice amministrativo prima del 15 dicembre, quando la vaccinazione obbligatoria dovrebbe entrare in vigore”.

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Scuola: Vaccinazione obbligatoria personale

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

La verità, ha detto il sindacalista a capo dell’Anief, è che “la didattica in presenza non è garantita dalla vaccinazione obbligatoria, come non era garantita dal Green Pass, perché” sono provvedimenti non estesi “a tutta la popolazione è perché ancora ad oggi purtroppo l’unica arma per combattere la principale arma per combattere la diffusione del virus è il rispetto del distanziamento, che invece non può essere rispettata” perché le scuole sono rimaste quelle di due anni fa prima del Covid.“Il Governo – ha continuato Pacifico – ad oggi nonostante gli impegni presi e nonostante i patti con le organizzazioni sindacali stabiliti nei protocolli sulla sicurezza, non ha cambiato il numero di alunni per classe, non ha sdoppiato le classi; quindi continua a tenere da una parte il personale vaccinato e dall’altra gli studenti a rischio di contagio Covid. Senza dimenticare che al personale scolastico neanche è assegnata una specifica indennità di rischio biologico”, considerato che svolge le “lezioni in presenza con una popolazione studentesca che non è vaccinata”.“Per tutte queste ragioni come abbiamo deciso sempre di scioperare il 10 dicembre e ribadiamo la necessità di ricorrere contro gli atti attuativi di questo provvedimento per avere una pronuncia del giudice amministrativo già prima del 15 dicembre, data in cui entrano in vigore le nuove norme” che impongono la vaccinazione obbligatoria per tutti i dipendenti della scuola italiana.

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Un patto in cinque punti tra editori e librai per ribadire la centralità del libro di testo nella scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Occorre, innanzitutto migliorare la qualità della distribuzione in avvio di anno scolastico. Il patto lo hanno siglato per l’Associazione Italiana Editori (AIE) il presidente Ricardo Franco Levi e il presidente del gruppo Educativo Paolo Tartaglino e per l’Associazione Italiana Librai (ALI-Confcommercio) il presidente Paolo Ambrosini.Il documento segue il ciclo di incontri tra librai ed editori avviato dopo il confronto avvenuto lo scorso ottobre al Salone internazionale del Libro di Torino.Questi gli obiettivi: • garantire un avvio di anno scolastico con la piena disponibilità dei testi in distribuzione; • ottenere il rafforzamento delle misure a sostegno delle fasce economicamente più deboli, garantendone l’efficacia con migliori modalità di erogazione; • proporre l’introduzione della detrazione fiscale sui testi scolastici per tutti gli altri acquirenti; • sottolineare la centralità della libreria e della cartolibreria nella distribuzione dei testi, le uniche che garantiscono il servizio durante tutto l’anno; • avviare uno studio per il miglioramento dei tempi e delle modalità di distribuzione. “Sono obiettivi ambiziosi, sui quali come associazioni intendiamo operare costruttivamente nei prossimi mesi, certi che sarà possibile raggiungerli solo attraverso il confronto avviato in queste settimane” hanno dichiarato Levi, Tartaglino e Ambrosini.

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Scuola: Personale dimenticato, solo 250 euro l’anno per la contrattazione integrativa

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2021

“Il personale della scuola non è tenuto in debita considerazione da chi governa il Paese”: lo denuncia Marcello Pacifico, intervistato da Italia Stampa. “Nonostante gli impegni presi dal Governo con il Patto per la scuola dello scorso mese di maggio – ha ricordato Pacifico -, non ci sono risorse purtroppo per gli aumenti contrattuali: questo si vede anche dai finanziamenti che vengono messi in contrattazione integrativa, appena 250 euro in media di aumento per tutto l’anno per il personale della scuola; a fronte di 1.250 euro, invece, per il personale amministrativo dell’Università. Chiediamo quindi al Governo – è l’appello del leader dell’Anief – di sanare questa disparità di trattamento. E poi di parlare di risorse vere, per fare anche la formazione del personale che deve essere svolta in orario di servizio”.

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Scuola e impresa: Zanon, Malignani, Uccellis e Bearzi vincitori

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2021

Assegni dalla Cciaa per un totale di 5 mila euro per i video racconti dei progetti per le competenze trasversali e l’orientamento realizzati dagli studenti nel difficile anno scolastico 2020-2021. Allo Zanon, al Malignani e all’Uccellis, nonché al Centro di Formazione Professionale Bearzi. A loro sono andati i “maxi-assegni”, per un totale di 5 mila euro, quali vincitori per la provincia di Udine del Premio Storie di Alternanza, che premia appunto i migliori video-racconti dei progetti per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO, ossia quella che in precedenza veniva definita “alternanza”), realizzati dai ragazzi e valutati da una commissione camerale. Per Pordenone, giovedì 25 saranno conferiti due premi agli studenti vincitori del Liceo Galvani.Il Premio Storie di Alternanza è promosso da Unioncamere e realizzato poi a livello locale dalle singole Camere di Commercio, ma i vincitori locali partecipano di diritto anche al premio nazionale messo in palio proprio dall’Unioncamere e così faranno anche i video dei ragazzi friulani.A consegnare gli assegni, per la Camera di Commercio, la consigliera camerale Lucia Cristina Piu. «Una giornata importante – ha commentato la Piu nel conferire i premi – che rimarca la volontà della Cciaa di mettere sempre in migliore comunicazione il mondo dell’economia e quello della formazione, strada imprescindibile per guardare al futuro, ancor di più con la consapevolezza che ci ha dato e ci sta dando questo periodo di pandemia. È sempre un orgoglio premiare studenti che hanno messo in campo idee e progetti per prepararsi al meglio al lavoro e all’impresa, anche e soprattutto in un momento complesso come quello che stanno vivendo da oltre un anno e mezzo».

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Scuola: Concorso infanzia e primaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2021

Vede la luce il concorso ordinario infanzia e primaria per 12.863 posti, sia per posti comuni che di sostegno, introdotto con il DD n. 498 del 28 aprile 2020, le cui candidature sono state inviate entro fine luglio dello stesso anno: è di queste ore la pubblicazione da parte del Ministero dell’Istruzione del Decreto che modifica quel testo, però precludendo la possibilità a nuovi candidati di poter presentare domanda per partecipare al concorso pubblico. Solo chi ha presentato domanda un anno e mezzo fa, dunque, sarà ammesso a sostenere la prova scritta computer-based da 100 minuti, composta da 50 quesiti, cui seguirà, per gli ammessi, l’orale da 30 minuti per valutare la padronanza dei candidati nelle discipline, nonché la relativa capacità di progettazione didattica efficace, anche con riferimento all’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali.Attraverso questo e altri concorsi, il dicastero dell’Istruzione intende portare in cattedra almeno 80mila nuovi insegnanti. Ma solo per le classi di concorso che riguardano la procedura STEM già bandita in estate (A020, A026, A027, A028, A041) il ministero sembra volere dare la possibilità di presentare nuove candidature. “Eppure – osserva Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – le regole sono cambiate e anche i posti a bando. Ma se cambiano le modalità, perché non si dà la possibilità a tutti di partecipare. Siamo pronti ad andare dal giudice, perché ci sono tanti cittadini che vogliono partecipare a questa prova concorsuale, come alle altre in arrivo anche per la secondaria, ma si trovano inspiegabilmente la strada chiusa. Nel contempo – conclude Pacifico – continueremo a chiedere da assumere senza paletti da GPS prima e seconda fascia, dando così una risposta alla Commissione UE che sta valutando la procedura di abuso del precariato in Italia, in spregio alla Direttiva 70/99, nonché al Comitato europeo per i diritti sociali che ha già accolto il reclamo collettivo Anief 146/2017”.

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Scuola: Sostegno, tanti alunni ancora senza docente “fisso”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2021

Ad un mese dalle vacanze natalizie e a 75 giorni dall’inizio delle lezioni, un numero non indifferente di alunni disabili non ha ancora il suo docente di sostegno annuale e almeno uno su tre non ha un insegnante specializzato nella didattica speciale: lo scrive Il Fatto Quotidiano, ricordando anche che “il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi aveva annunciato in pompa magna che dal primo settembre i docenti sarebbero stati tutti al loro posto, ma la promessa del professore è smentita dai fatti”. I numeri sono implacabili: il rapporto di “Save the Children” dice che in Italia nell’anno scolastico 20/21 c’erano 268.671 disabili e 152.521 docenti di sostegno (tra specializzati e non), con i problemi maggiori nelle regioni del Nord. Ma anche “in Sicilia la situazione è paradossale: su oltre 23mila e 500 cattedre quasi dodici mila sono state assegnate a insegnanti di sostegno precari e in parecchi casi (il 20% circa) senza titolo di specializzazione”. Sempre il quotidiano scrive che “al Nord non si trovano i docenti di sostegno specializzati perché l’Università non li ha formati. Al Sud ci sono invece migliaia di professionisti disoccupati. Parlano i numeri: negli atenei delle otto regioni meridionali e peninsulari l’offerta formativa è pari a circa 13mila posti contro i 3.500 dell’intero Centro Nord”. E “l’anno scolastico 2021/22 è cominciato con 278mila disabili in classe e solo 112.370 specializzati di ruolo e non. Le altre sono cattedre “in deroga”, cioè docenti senza la specializzazione. In quest’ultime settimane molti dirigenti per trovare i docenti di sostegno sono ricorsi alle cosiddette ‘Mad’”. Quindi, senza considerare migliaia di cattedre di sostegno attivati in corso d’anno dai giudici, sono 40mila quelle affidate a non specializzati. In realtà, secondo l’Ufficio Studi Anief, sono circa 90mila le cattedre sono andate o stanno andando a supplenza annuale, con l’aggravante che di queste ben 66mila (dunque quasi il 40% dell’organico totale di sostegno), risultano in deroga, quindi assegnabili solo a precari e non utilizzabili nemmeno per i trasferimenti benché si tratti di cattedre vacanti a tutti gli effetti. E in gran numero vanno a docenti non specializzati.

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Scuola: docenti e Ata sarà dura tornare al Sud per le feste di Natale

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

Mentre la politica continua a mantenere in vita l’articolo della Legge 159/19, non andando oltre alla riduzione da 5 a 3 anni del vincolo sui trasferimenti per i neo immessi in ruolo grazie al Decreto Legge n. 73/2021, un alto numero di lavoratori della scuola, tra insegnanti, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, ma anche dipendenti su altri ruoli, deve fare i conti con la lontananza da casa. Una condizione che diventa intollerabile in presenza di una pandemia importante e pericolosa come quella che stiamo vivendo e assurda nei tanti casi in cui i posti per collocare i neo assunti sono disponibili e vanno a supplenza. La stampa specializzata descrive bene la situazione di “docenti e gli ATA fuori sede che provengono dalle regioni meridionali. In particolar modo pensiamo agli insegnanti costretti a lavorare fuori sede a causa dei vincoli della mobilità”. Per loro “quest’anno, a quanto pare, la situazione voli resta alquanto complicata. Le tratte principali tipiche del rientro di fine anno, da Roma, Milano e Torino verso la Sicilia, ad esempio, hanno raggiunto già prezzi esorbitanti”.Anche La Repubblica si è soffermata sul problema, scoprendo che “prenotare un volo Milano- Palermo senza scali con partenza il 23 dicembre e ritorno il 7 gennaio” ha un costo di “373,99 a persona. Per spendere meno di 200 euro, l’alternativa è prevedere scali a Tolosa o a Budapest”. Quest’anno i costi sono saliti alle stelle. Soprattutto per chi ha deciso di prenotare i biglietti solo ora. “L’anno scorso, in realtà, la stessa tratta prenotata a fine novembre, costava 39,99 nel pieno delle misure restrittive a causa della pandemia e con le tratte sociali per i residenti appena lanciate”. Il problema è generale: “da Milano a Catania, nelle stesse date senza scali, il costo è di 338,08 euro a testa”. Addirittura la tratta Torino- Catania, attualmente con date dal 23 dicembre al 7 gennaio, costa 449,09 euro”. Come spiegato i giorni scorsi dalla rivista Orizzonte Scuola, “i famosi vincoli di permanenza sulla stessa sede dei docenti” da superare sono due: “abbiamo i docenti della scuola Secondaria di I e II grado assunti dalle graduatorie di merito del concorso straordinario 2018, per i quali si applica l’articolo 13 comma 3 del D.lgs 59/2017, come modificato dalla Legge n. 145/2018”; come abbiamo da risolvere “il vincolo degli insegnanti immessi in ruolo nell’anno scolastico 2020/21, qualunque sia la procedura utilizzata per il loro reclutamento e a prescindere dall’ordine o grado di istruzione di assunzione”.

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Scuola: Ai precari negati scatti stipendiali, mensilità estive e carriera

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

Per il sindacato il danno prodotto contro i supplenti storici è evidente. E ha un costo, che ora viene quantificato: bastano pochi clic. Perché non vengono immessi in ruolo e lasciati in uno stato professionale che li danneggia. Come i supplenti al 31 agosto, ai quali sono negate le ferie non godute e gli scatti di anzianità; quelli con contratti fino al 30 giugno per il mancato pagamento delle mensilità estive e i precari che stipulano contratti di breve durata o su organico Covid senza nemmeno la retribuzione professionale docenti. Per far valere questi diritti, negati da un’amministrazione sorda, occorre rivolgersi al tribunale: al giudice si chiede anche lo specifico risarcimento per chi ha svolto più di tre anni di servizio. Come pure il riconoscimento totale della ricostruzione di carriera, da realizzare dopo l’immissione in ruolo e l’anno di prova, visto che si riconoscono per intero solo i primi quattro anni di precariato. E che dire dei neo-assunti il cui stipendio rimane fermo fino al nono anno di servizio?Per capire quanti soldi recuperare, Anief propone un Calcolatore ad hoc, proprio per andare a scoprire qual è il credito che spetterebbe per gli anni svolti durante il precariato ma pagati solo in parte: può essere utilizzato sia da chi è ancora supplente, sia di chi è entrato di ruolo. I precari hanno una posizione lavorativa poco stabile ma sono “una risorsa importante perché garantisce allo Stato in più di 150mila unità di personale”, ha ricordato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista rilasciata a Verona Economia, in occasione del 30esimo anniversario del Salone dell’Orientamento Job&Orienta. I supplenti, ha detto il sindacalista, “sono penalizzati perché continuano ad avere uno stipendio iniziale nonostante, magari, anni e anni di precariato, non riescono ad avere lo stesso trattamento del personale di ruolo”. E “sono penalizzati anche nel salario accessorio. Addirittura devono pagarsi i corsi di formazione”. Eppure, ha aggiunto Pacifico, “svolgono un importante servizio, sono una risorsa preziosa per lo Stato”.

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Scuola: Rinnovo Rsu, a Roma riuniti i responsabili Anief per ampliare la rappresentatività

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2021

Si svolge stamani a Roma, presso l’hotel H10, la Conferenza organizzativa dell’Anief riguardante la nuova campagna Rsu che nella prossima primavera porterà, dopo il rinvio di un anno per via dell’emergenza Covid, al rinnovo della Rappresentanza sindacale unitaria all’interno di tutte le nostre scuole: a partecipare saranno chiamati, solo nella scuola, circa un milione di dipendenti tra insegnanti e personale Ata. Durante la Conferenza organizzativa, alla presenza dei responsabili della campagna Rsu giunti nella capitale da tutte le regioni d’Italia, sempre stamane verranno presentate le modalità organizzative che porteranno al voto all’interno delle oltre 8.200 scuole statali italiane. Anief, a questo proposito, ha anche organizzato una serie di assemblee per i lavoratori dei comparti interessati. Molti dei partecipanti alla Conferenza organizzativa hanno mostrato vivo interesse per il Calcolatore rapido, introdotto da pochi giorni dall’Anief per verificare in pochi minuti la consistenza delle differenze retributive spettanti, a causa del servizio svolto a tempo determinato con mancata considerazione di tutte le supplenze e degli scatti di anzianità, con il conseguente probabile credito del personale scolastico, docente, educativo, Ata, precario o di ruolo, nei confronti dello Stato. I rimborsi e i risarcimenti possono superare anche i 30 mila euro secondo la giurisprudenza della Cassazione.“Arriviamo a questo appuntamento, dopo avere collaborato alla stesura del nuovo regolamento elettorale, e convinti che sarà fondamentale motivare i nostri collaboratori, in tutto il territorio nazionale. Siamo convinti – ha detto ancora Pacifico – di volere essere protagonisti in questa nuova campagna per l’elezione delle Rsu nelle scuole: invitiamo caldamente, dunque, i lavoratori a candidarsi per le liste Anief, convinti che insieme potremo lottare per avere finalmente una scuola sicura e giusta”, ha concluso il sindacalista leader del sindacato rappresentativo.

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Lavoro e UE: “Guardiamo all’Europa, per salvare la scuola”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2021

Fare rinascere i valori europei sul diritto del lavoro per costruire una Unione europea più giusta, equa e solidale: lo ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief e dell’Accademia Europa Cesi, nel corso del convegno “La scuola italiana e il pilastro europeo dei diritti sociali”, nell’ambito del progetto “Pulser” della Cesi Europe Academy, svolto a Roma alla presenza di numerosi legali ed esperti di normativa scolastica. Durante l’evento sono stati evidenziati i nodi mai sciolti sulla mancata pari opportunità dei lavoratori non di ruolo, discriminati nello stipendio, nella mancata concessione della card dell’aggiornamento annuale e di una serie di prerogative contrattuali concesse solo al personale assunto a tempo indeterminato.Dopo i saluti e l’introduzione dei lavori da parte di Franco Cavallaro, segretario generale Cisal, il presidente Marcello Pacifico ha ricordato “dell’aggiramento della Carta Sociale europea e della situazione paradossale del personale scolastico italiano che la Legge di Bilancio non affronta: servirebbero 5 miliardi di euro, per assumere 70mila precari entro un anno, per rinnovare il contratto con almeno 300 euro medi di aumento, oltre che per affrontare i problemi della classi pollaio, con classi d’ora in poi da non oltre 15 alunni visto che devono stare in 30-35 metri quadrati, per salvaguardare gli organici e la mobilità bloccate. Non possono bastare i 300 milioni stanziati”. Durante il convegno, moderato dal giornalista Rai Salvatore Fazio, l’avvocato Walter Miceli si è soffermato sui diversi ricorsi vinti dal sindacato a favore dei precari, in particolare per il riconoscimento della completa anzianità professionale, per l’assunzione da graduatorie, per l’assorbimento nei ruoli dello Stato e per l’equiparazione dei diritti dei supplenti. Sugli stessi argomenti si sono soffermati anche l’avvocato Vincenzo De Michele, il dottor Giuseppe Bronzini, presidente sezione Lavoro della Corte di Cassazione, l’avvocato Nicola Zampieri, l’avvocato Sergio Galleano, il dottor Paolo Coppola, presidente sezione Lavoro del Tribunale di Napoli e l’avvocato Fabio Ganci.Presente anche l’onorevole Eleonora Evi, della Commissione petizioni del Parlamento Europeo (Peti).

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Scuola: La dedizione all’insegnamento è un concetto inapplicabile

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2021

“La Manovra 2022 non prevede solo lo stanziamento di meno di un decimo delle risorse necessarie alla scuola, 300 milioni anziché 5 miliardi, ma anche l’associazione del merito professionale con la ‘dedizione nell’insegnamento’. Ma cosa significa? Come si fa ad applicare un concetto del genere all’insegnamento? Dobbiamo aspettarci di escludere a priori un docente dal bonus merito solo perché lavora a testa bassa e non è sufficientemente estroverso?”. A dirlo è stato oggi Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief e dell’Accademia Europa Cesi, durante il convegno “La scuola italiana e il pilastro europeo dei diritti sociali”, nell’ambito del progetto “Pulser” della Cesi Europe Academy, svolto a Roma alla presenza di numerosi legali ed esperti di normativa scolastica. “Non scherziamo – ha continuato Pacifico -, i senatori facciano attenzione, perché il comma 1 dell’articolo 108 della Legge di Bilancio 2022 non può rimanere in vita, va stralciato: in fase di revisione finale del documento di fine anno, occorre aprire, piuttosto, alle indennità stipendiali che per i docenti, come per il personale Ata, continuano ad essere inspiegabilmente negate. Facciamoci guidare delle norme dell’Ue e dalla Carta Sociale europea, nel quale si salvaguardia il diritto all’occupazione e all’equo trattamento, anche stipendiale”, ha concluso il sindacalista autonomo.

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La nuova classe dirigente e le scuole del potere

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2021

Di Antonio Galdo. Perché l’Italia ha una classe dirigente così liquida e poco preparata? Perché la politica deve affidarsi continuamente a una supplenza esterna? E perché in economia le prime linee si cercano nell’opaco universo delle società di consulenza? “I soldi non bastano. La ricostruzione dell’Italia, dopo decenni di impoverimento e di decadenza, non potrà avvenire solo grazie al denaro dell’Unione europea, un intervento che vale sette volte il piano Marshall con il quale furono gettate le basi del boom economico. Oltre alla benzina serve chi guida la macchina.”Si legge nell’introduzione del libro. E sono proprio queste le domande e le riflessioni alle quali Antonio Galdo cerca di dare delle risposte nel libro “Gli Sbandati. La nuova classe dirigente e le scuole del potere” in edicola con Il Sole 24 Ore per un mese da sabato 13 novembre.La risposta secondo l’autore parte dalla considerazione che, un nervo scoperto del sistema Italia, sono state azzerate le scuole del potere, i luoghi della formazione delle élites, dove hanno studiato e sono cresciuti i gruppi dirigenti che hanno accompagnato il Paese lungo la via del benessere di massa. Adesso le carriere si fanno, con estrema rapidità, attraverso l’ascensore di Internet, in sinergia con la televisione. Oppure nei partiti ad personam, privi di regole e di meccanismi di selezione tipici della democrazia. Tutto è diventato piuttosto casuale, e così abbiamo in campo una classe dirigente di Sbandati. Dei quali facciamo fatica a capire da dove vengono e dove vanno, al di là degli slogan recitati senza pause. Il volume è composto da tre capitoli: Il potere in politica; Il potere in economia; Il potere nella tecnocrazia. In edicola da sabato 13 novembre (€ 12,90) , sarà anche in libreria dal 25 novembre (€ 14,90) ed è disponibile anche in formato e-book (€ 9,99).

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Scuola, la copertura per l’organico Covid fino al termine delle lezioni riguarda soli 18 mila docenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2021

Il Governo Draghi decide in modo immotivato di ridurre di due terzi il personale utilizzato solo l’anno scorso, sempre durante la pandemia, nonostante il progressivo aumento dei contagi e delle classi in quarantena, 33 soltanto a Trieste. Il sindacato Anief presenta un emendamento nella Legge di Bilancio per ripristinare i contratti e prorogare quelli del personale amministrativo e dei collaboratori scolastici, altrimenti destinati a essere licenziati dal prossimo 1° gennaio, andando così a determinate grandi difficoltà alle scuole autonome. Marcello Pacifico, presidente Anief: “Il Governo dimostri di pensare alle scuole con i fatti e non solo a parole”.

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Scuola: Sale l’inflazione, il Governo corre ai ripari riducendo l’indennità di vacanza contrattuale

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2021

Secondo l’ultima bozza della manovra, sono previsti aumenti degli stipendi fissi dal 1° aprile 2022 dello 0,3% e dal 1° luglio 2022 dello 0,5%: glim incrementi non sono però più legati al 50% del tasso di inflazione programmata dopo il sostanziale crollo dei prezzi al consumo nell’ultimo triennio, seguito al blocco tra il 2009 e il 2015. Anief chiede di non cambiare le regole, perché il reddito minimo dei lavoratori deve essere ancorato al costo della vita. Il presidente, Marcello Pacifico, annuncia che il giovane sindacato rappresentativo chiederà un emendamento proprio nella Legge di Bilancio: “Nessuno tocchi il salario di chi lavora ormai per la sussistenza. Ancora di più perché a fine dicembre si prevede che l’inflazione schizzerà addirittura sopra il 4%”.

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ioleggoperché è alle porte con la sua edizione record

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2021

Sono 3.410.023 gli alunni coinvolti, 20.388 le scuole iscritte (circa il 35% delle scuole italiane) e 2.743 le librerie aderenti alla grande iniziativa sociale che ha portato nelle biblioteche scolastiche italiane 1 milione e 400mila libri nuovi in cinque anni.La sesta edizione – che vede il periodo delle donazioni dal 20 al 28 novembre 2021 – è realizzata con un sinergico lavoro di squadra dall’Associazione Italiana Editori (AIE), con il sostegno del Ministero per la Cultura – Direzione Generale Biblioteche e Diritto d’Autore e del Centro per il Libro e la Lettura, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si conferma inoltre la collaborazione con l’Associazione Librai Italiani (ALI), il Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai (SIL) e l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), il supporto di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, il contributo di Pirelli e il sostegno di Lega Serie A, Lega Serie B, Mediafriends e Rai per il Sociale.Ad annunciare oggi nella scuola ICS Ciresola di Milano l’adesione straordinaria all’edizione in arrivo, sono stati Renata Gorgani, vicepresidente del Gruppo di varia dell’Associazione Italiana Editori e membro del Consiglio di Amministrazione del Centro per il Libro e la Lettura, in dialogo con Rudy Zerbi, ambassador dell’iniziativa, e Filippo Solibello, giornalista di Radio Rai 2. Un atteso ritorno in presenza, con il coinvolgimento diretto di una classe di bambini in una mattinata in cui hanno voluto manifestare la vicinanza al progetto il Ministro della Cultura Dario Franceschini, il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, il Sottosegretario all’Editoria Giuseppe Moles e il presidente del Centro per il Libro e la Lettura Marino Sinibaldi.Non poteva mancare il supporto del presidente di AIE Ricardo Franco Levi: “Il tema di quest’anno “Ripartire dai libri” è un messaggio centrale per il momento storico che stiamo vivendo. Se guardiamo ai dati relativi alla povertà educativa e al bisogno delle biblioteche scolastiche di arricchirsi di nuovi volumi, confermata dalla sorprendente adesione delle scuole al progetto, la ripartenza per gli studenti può e deve essere legata alla lettura e ai libri: una risorsa per tutti, un modo straordinario per costruire un futuro nuovo”. Per volare servono le ali, per giocare servono gli amici, e per crescere servono i libri! Questo, in sintesi, il messaggio veicolato dal nuovo spot dell’iniziativa, a sottolineare l’importanza per le nuove generazioni di ripartire dai libri per poter creare un futuro migliore. Un messaggio forte, di cui si faranno portatrici nei loro spazi sociali le quattro maggiori emittenti televisive – RAI (con il sostegno di RAI per il Sociale), Mediaset (con il sostegno di Mediafrienfds Onlus), La7 e Sky e che sarà trasmesso anche negli spazi istituzionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulle reti RAI. Per saperne di più: http://www.ioleggoperche.it

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Scuola: Precari, i senatori della maggioranza aprono alla fase transitoria di assunzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2021

I senatori della VII commissione hanno indirizzato un dialogo con i vertici del ministero dell’Istruzione per avviare una fase transitoria del reclutamento dei precari: lo hanno confermato fonti parlamentari ad Orizzonte Scuola. “Chiediamo al Parlamento di affrontare ora il tema della fase transitoria del reclutamento con l’utilizzo del ‘doppio canale’ di reclutamento sia per le materie curriculari che per l’insegnamento di religione cattolica. Nel disegno di legge di bilancio si parla di stabilizzare il personale della sanità? Perché non si deve stabilizzare il personale scolastico?”.

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Scuola:classi pollaio

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2021

C’è anche il timido tentativo di ridurre la portata delle classi pollaio nell’ultima bozza della Legge di Bilancio 2022, ora composta da 219 articoli, che nelle prossime ore approderà al Senato: si tratta della deroga alle dimensioni delle classi, al fine di contrastare il fenomeno delle aule sovraffollate e garantire il diritto allo studio, specialmente per gli studenti con maggiori difficoltà. La disposizione è collocata nell’articolo 112, nella quale si legge che “al fine di favorire l’efficace fruizione del diritto all’istruzione anche da parte dei soggetti svantaggiati collocati in classi con numerosità prossima o superiore ai limiti previsti a normativa vigente, il Ministero dell’istruzione è autorizzato, nei limiti di cui alla lettera d) del comma 2, a istituire classi in deroga alle dimensioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81”. La deroga, però, si adotterà solo “nelle scuole caratterizzate da valori degli indici di status sociale, economico e culturale e di dispersione scolastica individuati con il decreto di cui al comma 2 e nel limite delle risorse strumentali e finanziarie e della dotazione organica di personale scolastico disponibili a legislazione vigente”.Il sindacato Anief reputa la scelta fatta da Governo davvero minimale rispetto all’esigenza delle nostre scuole: le classi con oltre 27 alunni sono circa 10mila; quelle tra i 25 e i 27 iscritti alcune decine di migliaia; infine ci sono almeno 100mila le classi con circa 25 alunni. “Pensare di risolvere il problema dando delle deroghe nella formazione delle classi solo in casi estremi serve a ridurre l’apice del problema ma non certo a estirparlo”, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Quello che ci attendevamo, ancora di più ora che stanno arrivano i finanziamenti del Pnrr – continua Pacifico – è un provvedimento capillare per sdoppiare tutte le classi e arrivare ad avere non più di 15 alunni per classe, in casi eccezionali non oltre 17-18. È una esigenza che con la pandemia è diventata impellente, ma già le norme vigenti sulla sicurezza imporrebbero aule scolastiche con almeno 1,80-1,90 metri quadrati di spazio ad alunno: una condizione che in piccole aule, che in media si collocano tra i 35 e i 40 metri quadrati complessivi, viene quasi sempre sistematicamente elusa”.“Anche un recente studio del Politecnico di Torino, realizzato proprio durante la pandemia per verificare il distanziamento da mantenere negli ambienti chiusi, ci ha detto che in un’aula di quelle dimensioni non possono stare più di 15 individui. Pensare di sdoppiare solo qualche classe pollaio, collocati in territori disagiati e dove l’abbandono scolastico è alto – conclude Pacifico -, rischia di rappresentare solo l’inizio di un percorso che chissà quando si compirà”.

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Scuola: Numeri sui precari altissimi, quest’anno 180mila supplenze annuali

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2021

Partiamo dai posti autorizzati per le immissioni in ruolo dell’anno in corso: sono 112.473. Mentre solo 59.425 sono le nomine poi effettuate, di cui 12.480 nomine da GPS prima fascia ed elenco aggiuntivo in base all’art. 59 comma 4 del DL 73/2021; le cattedre vacanti destinate alle assunzioni a tempo indeterminato, invece andate a supplenza al 31 agosto 2022 sono quindi 53.048. I contratti stipulati fino al 30 giugno 2022 sono invece intorno alle 100 mila unità, a cui bisogna aggiungere 30mila docenti impegnati in organico Covid19 fino al termine delle lezioni.Per quanto concerne i risultati del concorso straordinario 2021, sono 64.563 le domande di partecipazione, ma soltanto un terzo dei candidati ha superato la prova. I posti comuni risultano 21.107, mentre quelli di sostegno sono 5.764. Le domande per il concorso Stem sono 60.460. Si pensi poi che per la secondaria persistono tantissimi candidati, considerando che solo per il concorso ordinario lo scorso anno sono state presentate oltre mezzo milione di domande. Saranno quindi 6.333 i posti ribanditi per il concorso Stem, al netto degli idonei in alcune province in esubero rispetto ai posti banditi, così suddivisi: A020 – fisica: 376 posti; A026 – matematica: 1098 posti; A027 – matematica e fisica: 1568 posti; A028 – matematica e scienze: 2075 posti; A041 – scienze e tecnologie informatiche: 1216 posti; 50 mila gli insegnanti di sostegno non specializzati supplenti su posti in deroga. Invece, risulta ancora sospeso il Concorso straordinario abilitante indetto con DD n. 497 del 21 aprile 2020, dopo la presentazione della domanda entro il 25 luglio 2020.Ad avviso del sindacato Anief, in linea con la lettera e la ratio contenute nel “Patto per la Scuola al centro del Paese” siglato tra Ministero dell’Istruzione e confederazioni rappresentative lo scorso 20 maggio, occorre prevedere un doppio canale di reclutamento del personale docente ed educativo con carattere non transitorio, ma regolamentare. Nello specifico, in parallelo ai concorsi ordinari annuali, va confermato l’utilizzo delle Graduatorie Provinciali Supplenze in modo continuativo e non straordinario (dunque non solo per il prossimo anno scolastico). L’uso della sola prima fascia GPS, inoltre, non consente affatto all’Amministrazione di reperire già per il prossimo anno scolastico tutto il personale utile alla copertura dei posti effettivamente vacanti e disponibili e a rispondere al reclamo collettivo accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali n. 146/2017 e alla procedura d’infrazione 4231/2014 visto che molti docenti che hanno stipulato almeno 3 contratti a tempo determinato, dunque in possesso dei tre anni di servizio richiesti, sono collocati anche nella seconda fascia delle stesse GPS.

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Scuola: Legge di Bilancio, confermato il docente di motoria alla primaria dal prossimo anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2021

L’ultima versione della Legge di Bilancio 2022, prossima all’esame parlamentare, ha assorbito l’avvio dell’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria nelle classi quarte (dal 2023) e quinte (da prossimo mese di settembre) affidandolo, si legge nell’articolo n. 109, a “docenti forniti di idoneo titolo di studio e la iscrizione nella correlata classe di concorso ‘Scienze motorie e sportive nella scuola primaria’”. Dopo avere superato “specifiche procedure concorsuali abilitanti”, il docente specializzato in attività motoria svolgerà “due ore settimanali di insegnamento aggiuntive, per le classi che non adottano il modello del tempo pieno” e in compresenza in quelle che invece lo adottano: le cattedre saranno assegnate ai vincitori di “concorso per titoli ed esami abilitante, bandito negli anni 2022 e 2023”, da cui scaturiranno graduatorie con “validità annuale”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief spende parole di apprezzamento per l’iniziativa parlamentare: “Si sta compiendo quel ritorno all’insegnamento modulare, che il nostro sindacato reclama da oltre dieci anni e che è stata cancellato dal dimensionamento scolastico che ha origine nella Legge 133 del 2008: l’arretramento oggettivi sui risultati e le competenze acquisite, l’abbandono del docente di inglese e l’avere colpevolmente ignorato per tutto questo tempo il docente specializzato in motoria rimangono errori strategici caduti sulle teste incolpevoli dei nostri alunni. Adesso, finalmente, sembra che si voglia dire stop a questo arretramento. E noi lo apprezziamo. Nello stesso tempo, però, riteniamo che vi siano importanti accorgimenti da attuare per evitare spiacevoli discriminazioni: abbiamo a questo proposito predisposto un emendamento correttivo nella Legge di Bilancio, che a breve faremo presentare, perché l’insegnamento dell’educazione motoria va per forza di cose esteso a tutte le classi della scuola primaria. La corretta postura e la crescita fisica sana è fondamentale per la crescita dei bambini, perché dobbiamo continuare a negargliele?”

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