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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 55

Posts Tagged ‘scuola’

Diplomati magistrale: anche i Comuni scendono al loro fianco

Posted by fidest press agency su martedì, 20 febbraio 2018

A chiedere una soluzione favorevole, che non metta per strada decine di migliaia di docenti che insegnano con continuità nelle nostre scuole da diversi anni, sono stati prima il Comune di Genova e poi l’Associazione nazionale comuni italiani della Liguria. La Giunta del capoluogo ligure “auspica una soluzione rapida ed efficace per garantire stabilità e continuità al personale docente ed educativo di tutte le istituzioni scolastiche, comprese quelle sul territorio comunale, dove la presenza di maestre e maestri coinvolti in tale decisione è in rilevante percentuale”. Dello stesso parere è l’associazione dei comuni liguri: dopo il presidio dei precari, svolto davanti l’Ufficio Scolastico regionale, l’Anci Liguria rammenta che si vogliono mettere alla porta dei “precari che da anni permettono a un servizio di vitale importanza, quello scolastico, di funzionare. La continuità didattica e l’esperienza sono fattori determinanti per la crescita scolastica dei nostri alunni, e le competenze che fino a ieri permettevano di essere assunti in ruolo non possono oggi sparire nel nulla”.
Secondo l’Anief, il Miur e Governo che si andrà a costituire non possono rimanere inermi davanti a questo genere di richieste unanimi. A supporto delle richieste mosse dal giovane sindacato, ci sono forti motivazioni giuridiche. Dopo aver denunciato l’Italia al Consiglio d’Europa, l’Anief ha inviato un parere pro veritate al Miur e all’Avvocatura dello Stato, la cui posizione è prevista solo per la terza decade di marzo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le lamentele dei Comuni appaiono più che pertinenti, considerando che per legge debbono anche mettere nelle condizioni gli insegnanti di garantire l’istruzione pubblica. Ed è chiaro che una struttura privata dell’elemento primario, l’insegnante selezionato e abilitato per farlo, rischia di non assicurare più un ‘servizio’ di qualità. Il nostro sindacato sta facendo il massimo: prima ha proclamato un riuscitissimo sciopero nazionale, lo scorso 8 gennaio, a cui sono seguiti quelli degli scrutini e programmato un terzo stop nazionale per il prossimo 23 marzo, nel giorno d’insediamento delle nuove Camere. Se un titolo di studio è valido per insegnare, la sua valenza non può scadere come se fosse un prodotto alimentare. Tutti quei maestri, in larga parte donne che svolgono supplenze anche da decenni, vanno fatti rientrare nella fase transitoria di reclutamento che sta prendendo il via proprio in questi giorni. La liceità della nostra proposta di adottare una soluzione urgente di tipo legislativo, che riapra le GaE a tutti gli abilitati e tuteli i maestri assunti a tempo indeterminato e determinato con diploma magistrale, va accolta, perché ne vanno di mezzo la continuità didattica dei nostri alunni e i diritti di tantissimi docenti, oltre 20mila dei quali difesi dal nostro sindacato. È bene che il Governo e i parlamentari che si insedieranno nei palazzi della politica con la nuova legislatura abbiano ben presente questo: oggi più che mai, visto l’alto numero di posti vacanti e i diversi anni di attesa per il compimento dei Fit previsti dal nuovo reclutamento della Legge 107/2015, occorre fare incontrare la domanda di posti vacanti con l’offerta di personale abilitato, stabilizzando anche gli altri precari con 36 mesi di servizio piuttosto che licenziarli. A partire dai diplomati magistrale.

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Scuola: Con il nuovo contratto le regole per la mobilità cambiano ogni tre anni

Posted by fidest press agency su domenica, 18 febbraio 2018

Tra le diverse disposizioni illegittime figura il mancato riconoscimento del servizio prestato durante il precariato come valido per il blocco quinquennale sul sostegno, né di quello prestato nella paritaria né di quello prestato nel pre-ruolo per intero nelle graduatorie interne d’istituto per l’individuazione dei soprannumerari. Nessun correttivo è giunto neanche per l’algoritmo segretato e impazzito che nell’estate del 2015 ha trasferito migliaia di docenti a centinaia di chilometri di distanza sanando solo una parte di quegli errori macroscopici e mai ammessi. Viene confermato pure il passaggio dei docenti da potenziamento a curricolare e viceversa, cosicché cada ogni distinzione di posto nell’organico di autonomia: di fatto, se un insegnante può spostarsi da potenziamento a disciplina, allora anche il dirigente scolastico potrà spostare da disciplina a potenziamento e viceversa, in deroga alla legge che individuava soltanto alcuni “potenziatori”, li assegnava per tre anni e se non confermati li rimandava in ambito territoriale per un’altra assegnazione triennale; mentre il potenziamento poteva capitare a chiunque avesse presentato domanda di mobilità o si fosse trovato sovrannumerario. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): In questo contratto ci sono molti aspetti che rimangono inalterati, anche laddove gli eventi giudiziari, oltre che il diritto moderno europeo, abbiano espresso giudizi diametralmente opposti. Tra l’altro, il mancato adeguamento delle norme risulta particolarmente grave, perché con la sottoscrizione del contratto ha confermato l’intenzione di cambiarne regole non più annualmente ma ogni triennio.

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In Iraq: 4 milioni di bambini in difficoltà, dopo anni di violenza e conflitti

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

In occasione della Conferenza internazionale del Kuwait per la ricostruzione dell’Iraq (12-14 febbraio), l’UNICEF e l’UN-Habitat presentano la ricerca “Committing to Change – Securing the Future”, chiedendo urgenti investimenti per ripristinare le infrastrutture e i servizi di base per bambini e famiglie. 1 bambino su 4 è povero. Dal 2014 verificati 150 attacchi alle strutture educative e 50 attacchi ai centri sanitari e al personale sanitario;Nella città di Mosul, oltre 21.400 case sono state danneggiate o distrutte; La metà di tutte le scuole irachene avrebbe bisogno di riparazioni e più di 3 milioni di bambini hanno subito un’interruzione nel percorso scolastico; il 35% dei bambini non completa la scuola primaria. Circa 1 milione di bambini hanno bisogno di supporto psicosociale; 2.260 sono detenuti in Iraq, metà di quali sono sospettati di essere stati utilizzati come bambini soldato; il 90% dei bambini a Mosul sono ancora traumatizzati a causa della morte di persone a loro vicini.
La violenza può essersi attenuata in Iraq, ma ha sconvolto la vita di milioni di persone in tutto il paese, lasciando un bambino su quattro in povertà e spingendo le famiglie a misure estreme per sopravvivere.Senza investimenti per ripristinare le infrastrutture di base e i servizi per l’infanzia, i risultati duramente ottenuti per porre fine al conflitto in Iraq sono a rischio, secondo l’analisi di UNICEF e UN-Habitat “Committing to Change – Securing the Future”.Il conflitto ha trasformato le grandi città irachene in zone di guerra con gravi danni alle infrastrutture civili, tra cui case, scuole, ospedali e spazi ricreativi. Dal 2014, le Nazioni Unite hanno verificato 150 attacchi alle strutture scolastiche e 50 attacchi ai centri sanitari e al personale sanitario. La metà di tutte le scuole irachene avrebbe bisogno di riparazioni e più di 3 milioni di bambini hanno subito un’interruzione nel percorso scolastico.bambini sono il futuro dell’Iraq”, ha dichiarato Geert Cappelaere, Direttore Regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa. “La Conferenza del Kuwait per l’Iraq di questa settimana è un’opportunità per i leader mondiali di dimostrare che siamo disposti a investire nei bambini – e, investendo nei bambini, che siamo disposti a investire nella ricostruzione di un Iraq stabile”.Quando le famiglie sfollate ritornano, in molte ritengono che le loro case necessitino di importanti riparazioni. Nella città di Mosul, oltre 21.400 case sono state danneggiate o distrutte. Le famiglie più povere non hanno altra scelta che vivere nelle rovine delle loro case, in condizioni potenzialmente pericolose per i bambini. Alcuni hanno tolto i loro figli dalla scuola e li hanno mandati a lavorare. Molti bambini sono stati costretti a combattere la guerra degli adulti.“I bambini sono i più duramente colpiti in tempi di conflitto, il recupero urbano e la ricostruzione in Iraq dovrebbero essere prioritari, adeguatamente sostenuti e rapidamente attuati, con particolare attenzione alle persone vulnerabili, compresi i bambini”, ha dichiarato Zena Ali Ahmad, Direttore UN-Habitat per la Regione Araba.In occasione della Conferenza del Kuwait per la ricostruzione in Iraq, che si terrà da oggi al 14 febbraio, l’UNICEF e l’UN-Habitat lanciano un appello per un forte impegno per il ripristino delle infrastrutture e dei servizi di base per i bambini, compresi l’istruzione, il sostegno psico-sociale, la sanità e l’acqua, i servizi igienico-sanitari e la casa.

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Scuola: Rinnovo contratto, le vere cifre sugli aumenti sono altre

Posted by fidest press agency su domenica, 11 febbraio 2018

Con colpevole ritardo, ora la Flc-Cgil, la Cisl scuola e la Uil scuola dicono che le decurtazioni ci sono e non sono affatto ridotte: quindi, gli incrementi reali netti vanno dai 55 ai 71 euro netti. Considerando anche gli arretrati-mancia del biennio 2016-17, collocati tra i 271 e i 412 euro, la teoria dei numeri gonfiati rischiava di rivelarsi un boomerang: quando, tra qualche settimana, il personale si sarebbe trovato in busta paga degli incrementi stipendiali fortemente inferiori, i Confederali non avrebbero fatto proprio una bella figura. Tuttavia, le stesse organizzazioni sindacali non chiariscono ancora se gli aumenti sono al lordo dipendente o al lordo Stato: si tratta di un “particolare” rilevante, perché nel secondo caso si applicherebbe una decurtazione ulteriore del 15%. E gli aumenti veri sarebbero in media di appena 40 euro mensili medi. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Solamente se si vince il ricorso per recuperare l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale proposto da Anief e gratuito per gli iscritti si avranno molti più soldi. A pensarci bene, i sindacati che hanno firmato questo contratto indegno, dopo tanti anni di blocco, non potevano fare di più, alla luce della scarsità degli stanziamenti governativi. Quello che potevano certamente fare, però, era non sottoscriverlo. Per poi anche presentarlo come un ottimo risultato: sicuramente per loro, ma non per i lavoratori che gli hanno conferito il mandato.

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Si è conclusa una delle contrattazioni più false, segrete e peggiorative della storia della scuola pubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

ministero-pubblica-istruzioneUn contrattazione finta, in quanto non anticipata nemmeno da un minuto di sciopero da parte dei sindacati presenti al tavolo dell’ARAN, e che, attraverso la sottoscrizione del divieto di sciopero nei quattro mesi precedenti e durante la contrattazione, recepisce i principi del nefasto accordo del 10 gennaio 2014 (Testo Unico sulla rappresentanza).Una contrattazione segreta, poiché né il “nuovo atto d’indirizzo” né le bozze di un contratto di ben 178 pagine, sono mai state rese pubbliche dai sindacati (confederali, autonomi e di base) presenti al tavolo, in ossequio al principio della complicità sindacato/controparte.Tra le poche negative certezze rimane il fatto che i lavoratori della scuola (come tutti i lavoratori dipendenti) hanno perso, in questi 10 anni di blocco contrattuale, oltre il 10 % del salario reale a causa di una pur bassa inflazione. Restituire poco più del 3% del salario, dopo 10 anni di blocco, non rappresenta un aumento ma un furto!Per di più, per le categorie più basse, gli aumenti non sono stati integralmente finanziati per il 2019, si profila una beffa !Anche nel comparto scuola è introdotto l’organismo paritetico sindacati e amministrazione, una sorta di camera di valutazione del personale attraverso la quale differenziare individualmente la produttività e colpire chi si assenta in determinati periodi dell’anno. Nelle prossime ore svilupperemo un analisi precisa sia per la parte economica che normativa.

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Scuola – Contratto: gli aumenti reali netti sono ridicoli: tra i 37 e i 52 euro

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

scuolaQuanto andrà effettivamente in tasca ogni mese in più ai dipendenti del comparto che attendevano questo momento da quasi un decennio? In base ai calcoli dell’Anief-Cisal, davvero poco. In termini economici, stando alle tabelle ufficiali del rinnovo del contratto, si prevedono incrementi stipendiali a regime tra gli 85 e i 110 euro. Si tratta, tuttavia, di somme lorde che necessitano di essere decurtate. Qualora si tratti di lordo dipendente, applicando una tassazione media del 35%, la somma che effettivamente il personale della scuola si ritroverà in più in busta paga tra un mese sarà tra i 55 e i 71 euro. Qualora, invece, quelle somme indicate si riferiscano al netto del lordo Stato, quindi da dividere per 1,3838, dunque soggette anche ad altre ritenute fiscali e previdenziali, il discorso cambia. Purtroppo in peggio. Perché, applicando il coefficiente dell’1,3838, si scenderebbe subito a meno di 62 euro e poi, tassando la quota sempre del 35% medio, la cifra finale netta si fermerebbe a 40 euro. Con differenze in base a categorie e fascia di collocazione stipendiale.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’aumento massimo effettivo dovrebbe essere di appena 52 euro netti e riguarda i docenti della scuola superiore a fine carriera. Sempre rimanendo nella categoria dei docenti, si scende man mano, fino ad arrivare ad un incremento medio netto di appena 41 euro riguardante i maestri della scuola dell’infanzia neo assunti. Tra il personale Ata le somme sono ancora più modeste e la forbice è ancora più piccola: si va dai 50 euro netti di un Direttore dei servizi generali ed amministrativi a fine carriera, quindi con oltre 35 anni di anzianità, fino ai 37 euro del collaboratore scolastico con una anzianità di servizio inferiore agli otto anni. Comprendiamo che i sindacati rappresentativi potevano fare ben poco dinanzi a degli stanziamenti inadeguati da parte della politica, tuttavia potevano esimersi dal sottoscrivere.

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Scuola contratto: lavoratori beffati

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 febbraio 2018

Anche le confederazioni spingono in questa direzione, confermate dalle dichiarazioni concilianti rilasciate, a turno, dai segretari generali. Anief ribadisce il suo no ad aumenti tre volte sotto l’inflazione e arretrati inconsistenti. E non cambia le cose neanche la distribuzione di ulteriori 35 euro a ogni docente del merito, peraltro vincolati da legge: il divario rimane ampio e va recuperato. Inoltre, appare pericolosa la mobilità triennale e irrispettosa dell’attribuzione annuale degli incarichi. Poche novità su permessi, potenziamento e sanzioni disciplinari regolati da norme legislative. Non risulta presente alcun accenno alla parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, su ricostruzione carriera e servizio nelle paritarie. L’unica apertura dell’amministrazione è sul dietro front a proposito delle ore di incarico e funzionali. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Si sta riuscendo nell’impresa di approvare un contratto nazionale che sulla base delle condizioni previste dall’accordo del 30 novembre 2016, quindi con un incremento a regime pari al 3.48%, a fronte di 11 punti percentuali di aumenti del costo della vita certificata, non arriva nemmeno a coprire i già modesti 85 euro lordi a lavoratori per tutti. A queste condizioni è meglio non firmare e puntare sullo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale. Ma visto che dall’alto le Confederazioni dicono che va tutto bene, senza spendere una parola sulla miseria degli aumenti e sulle norme capestro, allora vorrà dire che la “palla” passerà anche stavolta ai tribunali. Il personale della scuola non merita questo trattamento.

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Scuola Il PD non vuole riaprire le GaE: così si assume la responsabilità del licenziamento di 6 mila maestre

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

ministero-pubblica-istruzioneÈ curioso il fatto che lo stesso partito nella passata legislatura si era impegnato, con una risoluzione, ad assumere anche le diplomate magistrale dopo aver aperto per ben due volte, con un emendamento, le vecchie graduatorie permanenti. Il presidente Anief in un’intervista ribadisce la necessità di un decreto legge per far incontrare domanda ed offerta. Bisogna anche ripristinare i moduli nella primaria dove tra il 1999 e il 2009 si giunse ai più alti livelli di apprendimento dei nostri bambini.La notizia, diffusa da Orizzonte Scuola, riporta la ferma decisione del Partito Democratico di continuare a tenere blindate le Graduatorie ad Esaurimento, nonostante scioperi, manifestazioni, ricorsi. Lo afferma Simona Malpezzi che nel sostenere le ragioni delle docenti laureati in Scienze della formazione primaria dimentica come il suo stesso partito si sia dimenticato di esse, lasciando fuori dal reclutamento sia le docenti laureate dal 2012, sia quelle diplomate entro il 2002.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal: Non si comprende per quale motivo il Partito Democratico perseveri su questa linea, contraddicendo la politica di apertura delle Gae a tutto il personale abilitato sostenuta nella precedente legislatura. Nella XVI, infatti, ben due volte le GaE sono state aperte ai docenti abilitati precari, prima con la Legge 30 ottobre 2008, n. 169 e poi con la Legge 24 febbraio 2012, n. 14 grazie a due emendamenti presentati dai democratici e suggeriti dall’Anief. Proprio a seguito di queste riaperture, nel 2012, era stata presentata una risoluzione a firma dell’attuale capogruppo in VII Commissione, on. Coscia, che chiedeva di garantire la parità di trattamento nell’assunzione delle laureate in SFP e delle diplomate magistrale.L’Anief, che aveva già riscontrato la mancanza di volontà a trovare una soluzione politica immediata nel territorio italiano, per questi motivi qualche giorno fa ha presentato un reclamo collettivo al Consiglio d’Europa, finalizzato a ribaltare quella decisione, sostenendo che la violazione del giudicato operata dal Consiglio di Stato fa il paio con la violazione sistematica da parte del Governo italiano della normativa comunitaria sui contratti a termine e della carta sociale europea. E anche per questi motivi ha organizzato scioperi e manifestazioni che si concluderanno con l’inizio della nuova legislatura: il 23 marzo a Roma, davanti al Parlamento, nel giorno dell’insediamento delle nuove Camere.

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La scuola italiana al Forum mondiale dell’Acqua

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

sdrPerugia 6 e il 7 febbraio 2018 Centro Unesco Villa La Colombella in vista del Forum Mondiale dell’Acqua, che si terrà a Brasilia, Brasile, dal 18 al 23 marzo, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) promuove un evento satellite della scuola italiana interamente dedicato ai giovani e al tema dell’Acqua, come elemento chiave dello sviluppo sostenibile, che si svolgerà presso il centro UNESCO per la Valutazione delle Risorse Idriche Mondiali (WWAP) e coinvolgerà circa 100 studentesse e studenti delle scuole superiori, provenienti da tutta Italia.
Partendo dagli obiettivi dell’Agenda Globale 2030 per lo sviluppo sostenibile e dai risultati di WATER-HACK (il primo hackathon della scuola italiana interamente dedicato all’Acqua organizzato dal MIUR a settembre 2017), questo appuntamento sarà una maratona di formazione dove 100 giovani, divisi in team e rappresentanti 15 scuole del Paese, con l’aiuto di mentori e degli esperti internazionali di risorse idriche dell’UNESCO, lavoreranno insieme per elaborare la Dichiarazione dei Giovani sull’Acqua, che verrà presentata al Forum Mondiale dell’Acqua in Brasile (marzo 2018).
L’obiettivo è rafforzare e comunicare il punto di vista dei ragazzi sulle priorità relative alla gestione dell’acqua a livello locale, regionale e globale e suggerire soluzioni per rispondere alle sfide che minacciano le risorse idriche del nostro pianeta.Durante il Forum Mondiale dell’Acqua, l’evento più grande al mondo dedicato alle risorse idriche, il centro UNESCO (WWAP) pubblicherà l’edizione 2018 del Rapporto sullo Sviluppo delle Risorse Idriche Mondiali, la voce dell’ONU su questo tema, intitolato “Soluzioni basate sulla Natura per l’Acqua”. Il Rapporto dimostrerà come in natura siano presenti soluzioni per una migliore gestione delle risorse di acqua dolce del nostro pianeta.

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Alternanza Scuola Lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

sdrCamerino. Inizierà il prossimo lunedì 5 febbraio presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Gentili” di San Ginesio, in particolare nei locali del Liceo Scientifico e delle Scienze applicate di Sarnano, il progetto formativo di alternanza scuola lavoro sulla classificazione, conservazione e restauro dei beni culturali. Il progetto, voluto fortemente dalla dirigenza scolastica e dall’Università di Camerino con il corso di laurea in “Tecnologie e Diagnostica per la Conservazione ed il Restauro” e la Scuola di Architettura e Design con sede ad Ascoli Piceno, prevede un ciclo di lezioni tenute da docenti Unicam e attività laboratoriali nel campo della conservazione dei beni culturali di cui il nostro territorio è ricco. Le lezioni spazieranno da argomenti di Teoria e Tecniche applicate come quelle multi spettrali e termografiche tenute dai professori Roselli e Di Girolami alle analisi storico-architettonica presentate dalla professoressa Petrucci; si passerà poi allo studio delle malte storiche con la Prof. Roselli, alla georeferenziazione con il professor Bisci, all’utilizzo della piattaforma elettronica Arduino per il monitoraggio degli ambienti di conservazione con il dottor Cinaglia e il professor Vittori, alla realtà aumentata con il dottor Olivieri, fino al trattamento statistico dei dati con la professoressa Bernabei. Terminato il ciclo di lezioni gli alunni si recheranno in alcuni siti scelti nel contesto di Sarnano per effettuare rilevazioni e monitoraggi e mettere in pratica quanto acquisito. Per la realizzazione del progetto formativo ci si è avvalsi della collaborazione dello spin-off dell’Università di Camerino “A.R.T. & Co”, attivo presso il Laboratorio di Tecnologie e Diagnostica per la Conservazione ed il Restauro dell’Università di Camerino con sede ad Ascoli Piceno. (foto: scuola lavoro)

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Scuola: rinnovo contratto

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

ministero-finanzeIl nuovo contratto porterà incrementi di tre volte inferiori rispetto all’inflazione attuale, 15 volte addirittura per il biennio 2016/2017: dopo quasi 10 anni di stop stipendiale sono previsti appena 40 euro nette per il 2018 concordate da CGIL, CISL, UIL nell’intesa del 30 novembre 2016 (+ 3.48%), a fronte di 11 punti percentuali di aumenti del costo della vita certificata. E ora la ratifica del bonus “merito”, introdotto dalla Buona scuola (legge 107/2015), per 200 milioni di euro, come voluto dalla riforma Brunetta (d.lgs. 150/09), porterà aumenti solo ai migliori.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non è così che si tutelano i lavoratori e si valorizza la loro professionalità. E che dire delle parti relative a ricostruzione di carriera e parità di trattamento tra personale precario e di ruolo sancito dalla Corte suprema di Cassazione? A queste condizioni, secondo il nostro parere chi firma un contratto del genere si prende delle responsabilità enormi. Basterebbe, invece, ricorrere in tribunale, al fine di sbloccare finalmente l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale per recuperare per il triennio il 50% dell’aumento dei prezzi.

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Troppi studenti abbandonano i banchi prima del tempo

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

scuolaUno studio nazionale della rivista Tuttoscuola ha risollevato l’annoso problema della dispersione scolastica, con quasi 1 milione e 800mila allievi che non arrivano al diploma: per la rivista specializzata, è un fenomeno complesso che riunisce in sé: ripetenze, bocciature, interruzioni di frequenza, ritardo nel corso degli studi, evasione dell’obbligo scolastico, completamento dell’obbligo scolastico e formativo senza il raggiungimento del diploma o di qualifica. Da anni il giovane sindacato propone delle strade da intraprendere, ma purtroppo Miur e Governo non vi danno seguito.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È giunta l’ora di introdurre l’obbligo fino a 18 anni come previsto dall’ex Ministro Luigi Berlinguer. Contemporaneamente, occorre anche potenziare i percorsi di alternanza scuola–lavoro. Così come appare necessario adeguare gli organici del personale, a partire da quelli dei docenti, ai bisogni del territorio, tener conto del tasso di disoccupazione e quindi di abbandono scolastico. Allo stesso modo, vanno maggiormente tutelate le zone più a rischio, ad alto flusso migratorio o geograficamente isolate nonché potenziare i CPIA, attraverso i quali si sviluppa lo studio per gli adulti e per l’educazione permanente.

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Scuola Precariato, il paradosso: presidi costretti ad inviare 400 email per trovare un supplente mentre Miur e Governo continuano a respingere i precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 febbraio 2018

scuola-montagna-pianoLa notizia è di oggi: nel trevigiano, un dirigente scolastico per rintracciare un maestro ha inviato centinaia di messaggi di posta elettronica per riuscire a trovare un supplente della scuola primaria e dell’infanzia. Per coprire i “buchi” in organico, i presidi sono costretti a scorrere le liste dei docenti che danno la loro disponibilità, di scuole vicine e a rivolgersi alle Facoltà di Scienze della formazione primaria alla disperata ricerca di laureati o laureandi. La situazione non riguarda solo il Veneto, ma molte altre province sparse per l’Italia.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È paradossale che in questa situazione, fatta di tante realtà come quella del trevigiano, si debba ricorrere collettivamente al parere di Bruxelles, come abbiamo fatto noi solo pochi giorni fa, per chiedere il parere al Consiglio d’Europa sulle incomprensibili esclusioni dalle graduatorie pre-ruolo di decine di migliaia di docenti abilitati, ad iniziare dai diplomati magistrale, passando per i laureati in Scienze della formazione primaria e per tutti coloro che hanno conseguito l’abilitazione tramite corsi Tfa, Pas e all’estero. Perché invece di fare finalmente incontrare ‘domanda e offerta’, come chiede l’Anief da mesi, approvando un decreto legge ad hoc che inserisca una volta per tutte gli abilitati nelle GaE, al Miur continuano a tenere la testa sotto la sabbia? Ecco perché chiediamo di aderire allo sciopero orario dei primi due giorni di scrutini, in programma in questi giorni in occasione delle valutazioni del primo quadrimestre, e allo stop con manifestazione a Roma del 23 marzo, quando si insedieranno le nuove Camere dei deputati

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Scuola Contratto: trattativa ferma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneLe organizzazioni rappresentative, che siedono al tavolo della trattativa con la parte pubblica, cominciano a fare gli stessi ragionamenti dell’Anief e pongono dei paletti. Del resto, la proposta è davvero pessima: agli aumenti ridicoli, pari a 40 euro netti medi per il 2018 e solo 220 euro netti di arretrati per il 2016 e il 2017, ora si aggiunge una revisione peggiorativa delle norme, con i nostri docenti in classe quasi le stesse ore della media Ocse, pur con lo stipendio inferiore di almeno 20%, in cambio del quale si chiede ora di incrementare le mansioni e le sanzioni.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La mancata convocazione dei sindacati da parte dell’Aran, che avrebbe dovuto convocare i sindacati la scorsa settimana, è indice di distanza tra le parti. Lo scenario che si sta prefigurando, tra l’altro, diventa ancora più inaccettabile dal momento che gli altri comparti pubblici stanno man mano chiudendo i contratti: l’altro giorno è stato siglato quello delle Forze armate, di sicurezza e di polizia, ai quali andranno tra i 125 e i 132 euro medi a lavoratore. Ovvero, quasi il doppio di quanto previsto per i dipendenti della scuola, per i quali non si andrà oltre i 72 euro. Noi lo avevamo detto da tempo: al di là dei proclami, la scuola continua ad essere considerata la Cenerentola della PA. Ci fa piacere che anche gli altri sindacati se ne siano accorti: in tal caso, allora, aderiscano all’inverno di scioperi e manifestazioni che abbiamo organizzato, per dire no anche a questo contratto-farsa, oltre che al precariato e ai tanti nodi da sciogliere. Altrimenti, saremo costretti a pensare che si tratta dell’ennesima operazione vetrina, attuata più che altro per riscuotere tessere e consensi, anche in vista delle prossime elezioni Rsu di aprile, invece di mettere davvero alle corde un’amministrazione ed un Governo che stanno portando la scuola alla deriva.

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Scuola: Sarà un inverno all’insegna degli scioperi

Posted by fidest press agency su domenica, 28 gennaio 2018

scuolaDopo la riuscita mobilitazione delle maestre e dei maestri con diploma magistrale, è stato indetto lo sciopero degli scrutini a febbraio, per il primo e secondo ciclo d’istruzione, e un nuovo sciopero e manifestazione a Roma davanti il Parlamento, nel giorno d’insediamento delle Camere, il 23 marzo prossimo. E la protesta continua ogni giorno con sit-in spontanei nelle piazze italiane. Tra le motivazioni: la riapertura delle GaE, lo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale, l’adeguamento del contratto alla normativa comunitaria. Scarica i 10 punti della piattaforma predisposti da Anief e la bozza del decreto legge propostodallo stesso sindacato autonomo.
Secondo l’Anief, le proteste a raffica sono necessarie. Perché la misura è colma e mai come in questo momento, a cavallo tra due legislature, occorre mandare un chiaro segno a chi governa le sorti dell’istruzione pubblica del Paese. Un segnale che tutto il personale è invitato a mandare: lo stop, infatti, per il personale docente, Ata ed educativo, sia a tempo determinato che indeterminato.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se lo sciopero dell’8 gennaio ha avuto il merito di rendere le famiglie edotte di un problema che in primo luogo ha investito 50mila insegnanti, beffati dal tradimento del giudicato amministrativo che li aveva immessi nei ruoli dello Stato o li aveva individuati come supplenti, il rinvio degli scrutini dei prossimi giorni vuole coinvolgere pure i consigli di classe della primaria, medie e superiori su temi che riguardano da vicino il personale docente e Ata, il cui grado di sopportazione è ormai vicino allo zero e che abbiamo avuto modo di raccogliere ascoltandolo nei ripetuti incontri degli ultimi mesi. Non possono essere di certo un contratto-farsa, con aumenti ridicoli, più norme e sanzioni peggiorative, come vorrebbe l’Aran, a soddisfare una categoria che continua ad essere tradita e vilipesa a trecentosessanta gradi da proposte irricevibili. Il programma degli scioperi si concluderà il 23 marzo, con l’inizio dei lavori da parte delle nuove Camere. Noi, come sindacato e con i lavoratori che lo vorranno, saremo lì: davanti a Montecitorio, per informare il nuovo Parlamento appena insediato delle tante problematiche irrisolte del settore: per chiedere ai nuovi deputati un calendario urgente da predisporre per l’approvazione di norme urgenti.

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Scuola – Esami di stato della secondaria di I grado: tanta confusione e poco spazio per una valutazione e una didattica di qualità

Posted by fidest press agency su sabato, 27 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneLo studio della testata specializzata ha analizzato le novità introdotte dal Decreto legislativo 62/2017, dai decreti Miur nn. 741/2017 e 742/2017 e dalla nota 1865/2017 relativi all’esame conclusivo della secondaria di primo grado e alla valutazione; appare evidente che il nuovo assetto normativo intervenuto negli scorsi mesi ha generato molta confusione e non pochi problemi interpretativi. Anief evidenzia come l’autonomia scolastica abbia subìto, nel tempo, una sostanziale trasformazione e sia diventata una sorta di esaltazione delle verifiche uniformate e nozionistiche, degradando sempre più verso un progressivo ‘svilimento’ degli Esami di Stato e del titolo di studio: il trend sembra essere quello di concedere sempre più spazio e rilevanza alle verifiche standardizzate dell’Invalsi, a discapito proprio del valore formativo degli esami conclusivi e del titolo acquisito. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per certificare le competenze degli studenti occorre puntare sulla valutazione qualitativa che si può ottenere solo attraverso una buona didattica. Investire sulle prove standardizzate è una pratica che condurrà a una scuola priva di pregnanza qualitativa; di certo la strada da percorrere non è questa e solo attraverso una buona didattica si può ottenere una scuola di qualità. Molti paesi, invece, compreso il nostro, stanno riformando il sistema educativo principalmente per un motivo economico: ma come possiamo pensare che questo tipo di formazione sia la strategia vincente se non sappiamo neanche come sarà l’economia mondiale tra due mesi?

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Scuola Contatto: la trattativa si complica e ora i sindacati potrebbero non firmare

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

ministero-finanzePer il giovane sindacato, non sottoscrivendo l’irricevibile proposta dell’Aran si può sempre recuperare l’indennità di vacanza contrattuale, peraltro una volta e mezza superiore ai nuovi aumenti previsti dalla Legge di Stabilità 2018. L’ipotesi prende corpo, perché con il passare dei giorni, anziché ridursi, stanno aumentando i punti di attrito tra i rappresentanti dei lavoratori e la parte pubblica, che non a caso tarda a riconvocare il tavolo: dalle risorse che i sindacati chiedono di spostare nella contrattazione all’interno degli istituti, alle sanzioni disciplinari e i “campi di divieto” che l’amministrazione vuole incrementare; dalla stretta sui permessi, alla scarsità di risorse che non coprono per tutti i lavoratori nemmeno gli 85 euro lordi, già largamente inferiori a questo spetterebbe al personale senza contratto dal 2009. Senza dimenticare che la parte pubblica avrebbe anche intenzione di trasformare la formazione in “obbligatoria, non retribuita e fuori dall’orario di lavoro”, andando addirittura oltre a quanto previsto dalla nefasta Legge 107/2015.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Difficilmente un nuovo Governo, senza una forte maggioranza parlamentare e una decisa volontà politica, potrebbe chiedere alla Camere di ratificare un decreto legge per inasprire le vecchie norme contrattuali sull’orario di lavoro, sui permessi e sulle sanzioni disciplinari. Senza un nuovo accordo, infatti, rimangono disattese le regole del decreto legislativo 150 del 2009, il cosiddetto decreto Brunetta, su merito, performances e relazioni sindacali. Ecco perché secondo noi, in assenze di risorse e con queste premesse, è inutile firmare. Mentre è più conveniente, anzi diventa a questo punto necessario, inviare la diffida Anief per sbloccare finalmente quell’indennità di vacanza contrattuale utile per legge a fare da ‘paracadute’ in tutti i periodi di mancato accordo.

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Rilanciare l’unità dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

scuolaL’adesione anche dei Cobas allo sciopero del 23 febbraio, già indetto da USB e Cub, segna l’inizio della ricomposizione di un fronte sindacale, l’unico che ad oggi può ancora contrastare la legge 107 e le politiche scolastiche ad essa collegate.Indetto dagli altri sindacati sull’onda delle recenti mobilitazioni legate alla vicenda dei diplomati magistrali, lo sciopero del 23 febbraio per noi dell’USB non può ridursi solo alla rivendicazione, pur sacrosanta, di un lavoro stabile per i diplomati magistrali, ma deve necessariamente abbracciare tutte le complesse e pesanti questioni che gravano sul mondo della scuola, il contratto, la mobilità, le stabilizzazioni, di cui la vicenda dei diplomati magistrali è una parte.L’USB proclama lo sciopero per protestare contro la deriva delle trattative per il rinnovo del contratto che vede Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals ancora una volta pronti, nonostante le smentite ufficiali, a sottoscrivere un contratto che rappresenta un grave arretramento dal punto di vista del salario e dei diritti; contro le prossime operazioni di mobilità, regolate anche quest’anno dallo stesso contratto integrativo dell’anno scorso, quando migliaia di lavoratori sono rimasti bloccati là dove la 107 li aveva spediti; per ribadire la necessità di un piano di assunzioni che garantisca la giusta stabilità a chi a qualunque titolo è già entrato in ruolo e a tutti i lavoratori con 36 mesi di servizio.La scuola e i lavoratori sono oggi al centro di un attacco profondo e su più fronti ed è perciò necessario allargare e generalizzare la protesta e la mobilitazione. Il 23 febbraio non deve essere il punto di arrivo delle proteste di una parte di lavoratori, ma il punto di partenza di una stagione di agitazioni di tutti i lavoratori della scuola, che attraversando la campagna elettorale per le elezioni politiche giunga fino al rinnovo delle RSU.Contratto, mobilità e stabilizzazioni sono oggi i temi caldi della scuola, su questi temi l’USB proclama lo sciopero e su questi temi riteniamo che debbano convergere gli sforzi di tutti i sindacati indipendenti e conflittuali. La sovraesposizione mediatica della vicenda dei DM, mancando di un raccordo con i temi generali della scuola, ha di fatto oscurato il dibattito sul contratto, ad esclusivo vantaggio del governo e dei sindacati complici.Siamo certi che l’Anief non intende partecipare ad azioni di occultamento delle manovre che si stanno svolgendo sul rinnovo del contratto, perciò rilanciamo l’invito a ritirare lo sciopero degli scrutini, perché è una protesta parziale che non unisce i lavoratori, distoglie l’attenzione dai problemi generali e rischia di interferire con lo sciopero del 23 febbraio, sciopero che coinvolge già un fronte ampio di organizzazioni sindacali e movimenti autorganizzati.

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Scuola: sciopero 23 febbraio 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 gennaio 2018

scuolaLa protesta delle maestre e dei maestri con diploma magistrale non si ferma. In questi giorni si susseguono le iniziative che continuano ad essere fortemente partecipate, mentre oggi arriva la notizia che i colleghi in presidio sotto il MIUR Il 10 novembre sono stati denunciati, a conferma del clima repressivo che stiamo vivendo.In Lombardia e non solo, come hanno sottolineato questa mattina i numerosi lavoratori intervenuti all’assemblea all’Istituto Comprensivo Stoppani di Milano, si sta diffondendo una forma di protesta che da sempre ha caratterizzato la lotte nella scuola e soprattutto quelle dei precari: la rinuncia agli incarichi aggiuntivi.Le maestre e i maestri si stanno dimettendo dagli incarichi accettati nelle scuole, incarichi che sono quelli che permettono alle scuole di funzionare, incarichi che hanno a che fare con il coordinamento delle interrclassi, il raccordo con gli altri ordini di scuola, il supporto agli studenti in maggior difficoltà in qualità di funzioni strumentali, il tutoraggio ai colleghi in anno di prova o agli studenti di Scienze della Formazione Primaria, solo per fare degli esempi. Quegli stessi incarichi che il contratto in discussione all’ARAN vorrebbe far rientrare tra le attività funzionali all’insegnamento, rendendoli obbligatori e non retribuiti.“Proprio per questo” sostiene Luigi del Prete di USB “sarebbe necessario che questa forma di protesta si estendesse in tutta Italia e anche a tutti gli altri precari, a partire dai laureati in Scienze della Formazione Primaria, che sono da sempre esclusi dalle Graduatorie ad Esaurimento e per i quali il governo non ha messo in campo una fase transitoria per l’accesso al ruolo, come ha fatto invece per i loro colleghi delle secondarie.Ma” aggiunge Del Prete “tale protesta dovrebbe essere fatta propria anche dai colleghi di ruolo, visto quanto contenuto nella nuova bozza di contratto collettivo nazionale e dai colleghi costretti dalla 107 alla mobilità forzata. È l’ora infatti di far ripartire la protesta unitaria di tutti i lavoratori della scuola, cui il governo vuole sottrarre diritti essenziali a fronte, peraltro, di stipendi da fame, con l’obiettivo di costruire una grande mobilitazione per lo sciopero del 23 febbraio”.

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Scuola: Anief conferma lo sciopero di tutto il personale durante gli scrutini invernali

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 gennaio 2018

scuola1Lo stop dal lavoro si deve all’esclusione del Consiglio di Stato dalle Graduatorie ad esaurimento dei maestri diplomati prima del 2002, alla pari dei laureati in Scienze della formazione primaria e degli abilitati TFA e PAS: l’astensione sarà riservata ai primi due giorni degli scrutini assegnati da ciascuna scuola e non riguarderà, quindi, l’intera giornata; è escluso che il personale docente della scuola dell’infanzia possa aderire, perché non svolge scrutini. Anche il personale Ata potrà scioperare, anch’esso solo in relazione ai momenti in cui si svolgono gli scrutini. Tra i motivi della mobilitazione figura anche la necessità di garantire aumenti dignitosi nel nuovo contratto. L’adesione ai giorni di sciopero potrebbe determinare diversi problemi: per legge, infatti, chi sciopera non può essere sostituito. Poiché lo scrutinio si svolge secondo il principio del collegio perfetto, ovvero alla presenza degli insegnanti di tutte le materie e non essendo possibile sostituire chi sciopera, basterà l’adesione all’agitazione di un solo docente per costringere il preside a rinviare lo scrutinio. Il 23 marzo si replica, con una manifestazione nazionale a Roma, nel giorno dell’insediamento delle nuove Camere.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La protesta nazionale intende sensibilizzare il Governo e l’amministrazione scolastica per l’approvazione di un decreto legge urgente che riapra per l’ultima volta le GaE e per giungere alla firma di un contratto collettivo nazionale che recuperi almeno l’aumento dell’inflazione, senza oneri aggiuntivi e garantisca la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo su una serie di disposizioni tra cui la ricostruzione di carriera.Prende ufficialmente il via una nuova stagione di mobilitazioni e scioperi nella scuola. Si parte nei prossimi giorni, con lo sciopero di tutto il personale, proclamato dall’Anief, da svolgere durante le ore degli scrutini invernali (previsti dal 29 gennaio al 12 febbraio). L’agitazione è stata decisa per dare una risposta concreta del personale contro il contratto-farsa, che dopo quasi dieci anni di attesa porterà aumenti ridicoli e probabilmente anche norme peggiorative, e l’esclusione dei diplomati magistrale dalle GaE, alla pari dei laureati in Scienze della formazione primaria e degli abilitati TFA e PAS.Lo stop dal lavoro sarà esclusivamente riservato ai primi due giorni degli scrutini assegnati da ciascuna scuola (ognuna ha facoltà di svolgerli in giorni diversi); non riguarderà, quindi, l’intera giornata ed è escluso che il personale docente della scuola dell’infanzia possa aderire, perché non svolge scrutini. Anche il personale Ata potrà scioperare, anch’esso solo in relazione ai momenti in cui si svolgono gli scrutini.L’adesione ai giorni di sciopero potrebbe determinare diversi problemi. Per legge, infatti, chi sciopera non può essere sostituito. Poiché lo scrutinio deve avvenire secondo il principio del collegio perfetto, ovvero alla presenza degli insegnanti di tutte le materie e non essendo possibile sostituire chi sciopera, basterà l’adesione all’agitazione di un solo docente per costringere il preside a rinviare lo scrutinio. Inoltre, il preside non ha facoltà di spostare lo scrutinio lo stesso giorno ma necessariamente in giorno diverso da quello in cui il docente assente ha deciso di scioperare.È già stata inoltre proclamata un’ulteriore giornata di sciopero nazionale, destinato sempre al personale docente, Ata ed educativo a tempo determinato e indeterminato, per il prossimo 23 marzo, in occasione dell’insediamento delle nuove Camera: in quella stessa giornata è prevista una mobilitazione nazionale a Roma, a cui parteciperanno anche altri sindacati.Alla base della protesta ci sono una serie di motivazioni: dalla necessità di garantire aumenti dignitosi a docenti e personale Ata con il prossimo contratto, al momento per tanti docenti e Ata lontani anche degli 85 euro lordi promessi, al quale sono state al momento riservate risorse insufficienti, all’esigenza di inserire nelle graduatorie ad esaurimento tutti gli abilitati (laureati in Scienze della formazione primaria, diplomati magistrale; abilitati TFA, PAS e altri ancora) tramite l’approvazione di un decreto ad hoc che garantisca anche il mantenimento definitivo del ruolo ai ricorrenti assunti a tempo indeterminato con riserva, investiti dalla sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 11/2017.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, ricorda che “la protesta nazionale intende sensibilizzare il Governo e l’amministrazione scolastica per l’approvazione di un decreto legge urgente che riapra per l’ultima volta le Graduatorie ad esaurimento. Ma anche per giungere alla firma di un contratto collettivo nazionale che recuperi almeno l’aumento dell’inflazione, senza oneri aggiuntivi e garantisca la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo.

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