Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘scuola’

“La richiesta di reintroduzione dell’obbligo del certificato medico per il rientro a scuola è priva di fondamento scientifico”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

“E contraddice le raccomandazioni sin qui promosse per contenere l’epidemia. Il mondo della scuola dovrebbe volere insieme a noi le misure che consentano a bambini e ragazzi di frequentare le lezioni in sicurezza. E la reintroduzione del certificato, che si basa solo sulla valutazione delle condizioni cliniche, offrirebbe invece una falsa sicurezza sulle condizioni di contagiosità degli alunni. Restiamo alle norme dell’ultimo DPCM e seguiamo il percorso assistenziale indicato che prevede l’esecuzione del tampone naso-faringeo in tutte le principali e più frequenti condizioni che causano l’assenza dalle comunità scolastiche. Piuttosto cerchiamo di migliorarne la gestione degli aspetti organizzativi, per la quale durante gli ultimi mesi si è fatto ben poco”. Questa la replica del Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci alla richiesta dell’Associazione Nazionale Presidi di rendere obbligatoria, dopo un’assenza superiore a 5 giorni, la presentazione del certificato medico per la riammissione a scuola. “Abbiamo ormai un collaudato sistema di triage telefonico, eventualmente associato al videoconsulto – afferma Biasci – che ci permette di individuare tutti i casi sospetti di infezione da COVID-19. Per una frequenza scolastica in sicurezza abbiamo la necessità del referto di un tampone in tempi più rapidi possibili, per poter redigere un attestato che permetterà il rientro a scuola. Vogliamo tornare ad affollare gli studi dei pediatri di famiglia con accessi non necessari per un adempimento burocratico cancellato tempo fa, proprio perché privo di valore scientifico e che non permette di escludere la contagiosità? Come possiamo infatti certificare con certezza la non contagiosità di un paziente senza prima aver effettuato l’unico test ad oggi validato per risolvere la diagnosi?”. “Piuttosto – conclude Biasci – concentriamoci sugli aspetti organizzativi della gestione dell’epidemia. Noi stiamo facendo la nostra parte, ma non è possibile dover attendere 4-5 giorni ed anche più l’esito del tampone naso-faringeo per il Covid-19 quando, se lo stesso paziente va in Pronto Soccorso, la risposta arriva in 4 ore. Cerchiamo di ridurre la disparità tra tempi dell’ospedale e del territorio. I primi a beneficiarne saranno i bambini e le loro famiglie».

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Scuola: Lauree abilitanti anche per insegnare?

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Il Consiglio dei Ministri, su spinta del ministero dell’Università, presto sarà chiamato ad esprimersi su un disegno di legge che prevede un’importante riforma sul riconoscimento delle lauree universitarie: in alcuni ambiti, ad iniziare dalla Sanità, diventerebbero titoli di studio abilitanti alla professione. L’annuncio è stato fatto in VII Commissione cultura alla Camera direttamente dal Ministro dell’Università Gaetano Manfredi, durante un’audizione informale, che ha annunciato un’importante riforma: l’avvio delle attese lauree abilitanti, le quali potrebbero riguardare anche l’insegnamento.Il sindacato Anief ritiene che la proposta possa avere una sua condivisibile valenza ma in via preliminare va valutata, verificandone l’effettiva portata formativa per gli studenti abilitandi: è bene, quindi, che su un argomento così rilevante, che avrebbe conseguenze notevoli sul nuovo reclutamento del corpo insegnante nella scuola pubblica, sia opportuno aprire il prima possibile il già previsto tavolo sui percorsi abilitanti, naturalmente coinvolgendo la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, come indicato dall’articolo 2bis della Legge n. 41 del 6 giugno 2020”.“Parliamo – ha scritto Gabriele Toccafondi, deputato di Italia Viva presente all’audizione – di professioni sanitarie e non solo, con accordi con gli ordini professionali, ma un percorso così avvicinerà tanti ragazzi al mondo del lavoro attraverso tirocini svolti all’interno del percorso formativo e facendo coincidere l’esame di laurea con quello di abilitazione”. In questo modo, ha continuato il deputato di IV, si produrrà “un risparmio di tempo di uno ma in alcuni casi anche due anni. Si tratta di un’occasione per tanti ragazzi che studiano ma una volta laureati vorrebbero subito mettersi alla prova senza ulteriori passaggi, esami, tirocini gratuiti”. Secondo la rivista specializzata Orizzonte Scuola, “se questo tipo di lauree dovesse riguardare anche la scuola, ci troveremmo davanti ad una importante riforma della formazione e del reclutamento dei docenti”.

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Scuola: Decreto “agostano”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Inizia alla V commissione Senato l’esame degli emendamenti al decreto legge su misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia. Presentati gli emendamenti sullo scudo penale, sullo scorrimento della graduatoria degli idonei del concorso a Trento e Bolzano, e sulla mobilità straordinaria dei dirigenti scolastici, come richiesto da Udir. Si attende ora la proposta del Governo in tal senso. Marcello Pacifico, presidente Udir: Lo scudo penale risulta fondamentale per garantire al dirigente scolastico la giusta tranquillità per svolgere il suo lavoro nel migliore dei modi in un momento delicatissimo per la scuola Italiana. Abbiamo anche pensato alla mobilità straordinaria per i neo immessi ma anche alla modifica delle obsolete norme che ne regolano il funzionamento, chiedendo di eliminare la percentuale massima del 30% dei posti vacanti e disponibili per i trasferimenti interregionali. Per quanto riguarda la responsabilità dei dirigenti scolastici sull’avvio in sicurezza dell’anno scolastico 2020/2021, si chiede, nell’emendamento 32.13 di aggiungere all’articolo 32, al comma 2 la lettera c): “Per tutti gli eventi che si siano verificati o si potranno verificare in seno alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado durante l’emergenza epidemiologica Covid-19 con la riapertura delle scuole a settembre avendo il Dirigente scolastico ottemperato a tutte le prescrizioni previste dalle linee guida ‘Piano scuola 2020/2021’ non sono punibili penalmente ai sensi dell’articolo 51 del C.P. in quanto l’operato degli stessi deve intendersi come adempimento di un dovere impartito da una norma giuridica e/o organo superiore”. Per quanto concerne misure urgenti per la mobilità straordinaria dei dirigenti scolastici, nell’emendamento 32.0.18 di aggiungere all’articolo 32, al comma 2 la lettera a bis): “I dirigenti scolastici, assunti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e che superano l’anno di prova, sono tenuti a permanere nella regione di assegnazione per un periodo non superiore a 3 anni. A domanda, ogni anno, vengono conferiti incarichi dirigenziali a Dirigenti Scolastici provenienti da altre regioni per il 30% complessivo dei posti vacanti annualmente. Per la mobilità, i dirigenti scolastici immessi in ruolo nell’anno scolastico 2019/2020, a seguito del concorso bandito nel 2017, nonché quelli in ruolo da anni e assegnati fuori della propria regione, possono presentare domanda di trasferimento sul 100% dei posti vacanti e disponibili, in via del tutto straordinaria, nel rispetto della graduatoria di merito con particolare riguardo anche all’anzianità di servizio maturata nel ruolo di dirigente e alla modalità di assunzione attraverso il concorso nazionale, prima delle nuove immissioni in ruolo”. Infine per Trento e Bolzano si chiede di inserire nell’emendamento 32.0.9 il seguente articolo «Art. 32-bis. Estensione delle disposizioni in materia di nomina dei dirigenti scolastici, di cui all’articolo 2, comma 2-bis del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2019 ai candidati che hanno superato le prove scritte ed orali dei concorsi per l’ammissione al corso di formazione per dirigenti scolastici nelle Province Autonome di Trento e Bolzano. La nomina di tali candidati avverrà successivamente all’assunzione degli idonei del concorso a dirigente scolastico indetto con decreto del Direttore generale del Ministero dell’università, dell’istruzione e della ricerca n.1259 del 23 novembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale n. 90 del 24 novembre 2017, nel territorio nazionale e nel limite dei posti annualmente vacanti e disponibili.

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Skuola.net e Riconnessioni: Il futuro parla web

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Sono tante le sfide che attendono la scuola nei prossimi mesi. Su tutte quella di portare a compimento la svolta digitale avviata all’inizio del lockdown, con il passaggio dalla didattica tradizionale a quella – in molti contesti una novità assoluta – ‘a distanza’. In molte scuole superiori, tra l’altro, viene prevista e sarà quasi necessaria: alle lezioni in presenza fisica si alterneranno quelle online per via della mancanza di spazi adeguati a garantire per tutti il distanziamento. Per elementari e medie sarà invece un’opzione da percorrere solo in caso di lockdown, ma se uno o più studenti dovessero essere messi in quarantena potrebbe altresì rivelarsi utile per tenerli al passo coi programmi. Ma come devono organizzarsi prof, studenti e famiglie per rendere il digitale davvero efficace? A spiegare a Skuola.net le buone pratiche da seguire, sintetizzate in un ‘Decalogo’ operativo, è Lorenzo Benussi, coordinatore del progetto “Riconnessioni”. Un’iniziativa per l’innovazione della scuola realizzata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso la Fondazione per la Scuola, che ha già raggiunto 300 scuole e quasi 100mila studenti. Inserendosi tra le più grandi esperienze di didattica digitale integrata d’Europa. Fare scuola ‘a distanza’ non significa replicare via Internet quello che si fa in presenza. Partendo dal presupposto che l’attività in classe è fondamentale per rafforzare le competenze e le relazioni umane, una corretta didattica digitale integrata – che, specie per gli alunni delle superiori, nei prossimi mesi dovrà supportare quella in classe – dovrebbe articolarsi in due fasi: una in asincrono (senza collegamento diretto col docente), dedicata all’apprendimento, alla ricerca, all’approfondimento individuale, al learning by doing (imparare man mano che si fanno le cose), allo sviluppo di un metodo di studio personalizzato; ed è quella che dovrebbe assorbire più tempo; una realmente online, in collegamento con tutta la classe, in cui l’insegnante ricrea la relazione con la classe, accompagna e guida l’apprendimento, restituisce il lavoro svolto dai ragazzi e risponde ai loro dubbi; l’ideale sarebbe limitarla a momenti brevi e molto pratici: serve soprattutto a mantenere viva la relazione e ad aiutare chi rimane indietro. Una scuola tutta online, su un’unica piattaforma Per permettere a studenti e docenti di passare in modo agevole dalla didattica frontale a quella ‘a distanza’ e viceversa, gli istituti devono allestire un ambiente virtuale unico in cui, sin dal primo giorno di scuola, mettere tutti i materiali utili (parti di lezioni, risorse digitali, i programmi, il calendario delle lezioni), recuperabili in qualsiasi momento.Utilizzare le piattaforme più evolute presuppone il possesso di skills digitali di base. Ma, ancora oggi, non tutti i docenti le hanno. L’ideale sarebbe avviare programmi di formazione strutturati e continui; meglio se tenuti da colleghi (anche via web). “Riconnessioni” durante il lockdown ha avviato un programma di webinar per dar voce alle esperienze delle scuole, che ha coinvolto oltre 52.000 insegnanti, più di 1.200 ogni giorno, dimostrando che, per agevolare il proprio compito, la scuola deve ‘fare comunità’: il docente più avanzato può aiutare quello in difficoltà. Ancor prima, però, vengono il modello didattico, la capacità di progettazione e le pratiche innovative (classe capovolta, debating, project work, ecc): anche qui, possono essere spiegate da chi le ha già sperimentate. Il presupposto per far sì che l’innovazione della scuola abbia successo è quello di eliminare il più possibile le differenze. Aiutare le famiglie ‘fragili’ e i ragazzi ‘speciali’. L’alleanza tra scuola e genitori deve allargarsi nel territorio anche ai privati e al terzo settore. La sinergia è la chiave. Per risolvere il problema della dotazione tecnologica, che non tutti possono permettersi, si potrebbe pensare di dismettere le aule computer d’istituto (che, così come strutturati oggi, sono superati), far revisionare i PC e dar loro una seconda vita nelle mani degli studenti più bisognosi. Qualcosa di simile potrebbero fare i gestori delle reti Internet, studiando degli abbonamenti (a condizioni agevolate) dedicati alla didattica. L’importante non è tornare alla normalità ma costruire una normalità migliore.

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Scuola: Formazione docenti, in 650 mila ricevono i 500 euro della carta docente: sempre esclusi i precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Il ministero dell’Istruzione ha accreditato a circa 650 mila insegnanti di ruolo i 500 euro annuali della formazione e dell’aggiornamento professionale relative all’anno scolastico in corso. Rimangono escluse tante categorie: niente aggiornamento, infatti, per il personale Ata, i precari e anche altre figure professionali. Anief conferma il ricorso al Giudice del Lavoro per fare ottenere a tutti i dipendenti in servizio nella scuola pubblica, senza alcuna distinzione, l’accesso al bonus di 500 euro che continua ad essere concesso solo ai docenti in servizio a tempo indeterminato. Intanto, Eurosofia conferma diverse promozioni utili all’aggiornamento dei docenti.I docenti di ruolo delle scuole statali da qualche ora possono usufruire della somma della Carta del docente per l’aggiornamento professionale obbligatorio, relativa all’anno scolastico 2020/21: con la somma, pari a 500 euro, eventualmente cumulabile con il residuo 2019/20, si possono acquistare fra l’altro libri, riviste, ingressi nei musei, biglietti per eventi culturali, teatro e cinema o per iscriverti a corsi di laurea e master universitari, a corsi per attività di aggiornamento, svolti da enti qualificati o accreditati presso il Ministero dell’Istruzione.La Carta del Docente – scrive Orizzonte Scuola – permette “di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali” (art. 1, comma 121, legge 107/2015). Di conseguenza, personal computer, computer portatili o notebook, computer palmari, e-book reader, tablet, strumenti di robotica educativa rientrano nella categoria degli strumenti informatici che sostengono la formazione continua dei docenti. E anche prodotti utili ad attuare la didattica a distanza (fino al 31 dicembre prossimo). Si possono acquistare anche tutti i programmi e le applicazioni, (disponibili in formato elettronico, disponibili in cloud, scaricabili online o incorporati in supporti quali memorie esterne, CD, DVD, Blue Ray), destinati alle specifiche esigenze formative di un docente, come ad esempio programmi che permettono di consultare enciclopedie, vocabolari, repertori culturali o di progettare modelli matematici o di realizzare disegni tecnici, di videoscrittura, di editing e di calcolo (strumenti di office automation). Con la Carta del Docente, infine, si può seguire un corso on line purché svolto dagli enti accreditati o qualificati Miur ai sensi degli articoli 2 e 3 della direttiva 90/2003, e dai soggetti di cui all’articolo 1 commi 2 e 3 della medesima Direttiva.

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Scuola: Docenti, nell’anno del Covid si va dritti verso il record di posti vacanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Il nuovo anno parte con il record di posti vacanti e disponibili: come confermato dallo stesso ministero dell’Istruzione, sono 66.654 i posti liberi, più altri 51.351 in deroga su sostegno, quindi circa 118 mila da assegnare o già assegnati in questi giorni a personale supplente. Una parte, quasi 80 mila, saranno destinati ai vincitori dei futuri concorsi (“le prove partiranno nel mese di ottobre”), ad iniziare da quello straordinario della scuola secondaria di primo e secondo grado. Ma il numero dei contratti annuali da sottoscrivere in questi giorni non finisce qui: ci sono i posti in organico di fatto, ad iniziare dalle cosiddette COE, le cattedre orario composte su due o più istituti, che secondo le stime del sindacato non sono meno di altre 50-60 mila. A cui vanno aggiunti i 50 mila docenti-Covid, da integrare all’organico tradizionale per meglio affrontare l’emergenza epidemiologica.“A fronte di questi numeri – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – l’unica soluzione possibile, sempre se si vuole vincere la supplentite cronica che caratterizza la scuola pubblica italiana, è quella di assumere dall’unica graduatoria dove sono presenti tantissimi docenti già pronti, con titoli adeguati e disponibili: la Gps. Dopo che la Call veloce non ha obiettivamente funzionato, queste risultano le uniche liste d’attesa che garantirebbero l’incontro tra i posti disponibili da parte degli Uffici scolastici con la disponibilità dei precari. Questo, tuttavia, dovrà avvenire solo con una adeguata rivalutazione dei titoli e dei servizi svolti, come indicato più volte dall’Anief che ha messo a disposizione appositi reclami e successivi ricorsi qualora i primi non fossero accolti”.Il 2020 non è solo l’anno del Coronavirus, ma anche l’anno delle supplenze record nella scuola. Sommando i posti vacanti con quelli di fatto, le deroghe su sostegno e le cattedre-Covid, si arriva a circa 230 mila contratti a tempo determinato da sottoscrivere, con scadenza fine lezioni, 30 giugno o 31 agosto 2021. Di cifra altissima parla oggi anche la stampa specializzata: “se prendiamo come spartiacque il piano straordinario di assunzioni del Governo Renzi (con tutte le problematiche che ha comportato) anche se negli anni successivi – scrive Orizzonte Scuola – si è avuto un decremento di ruoli, il 2020/21 ha segnato il record. Gli insegnanti ci sono, i posti anche, ma in luoghi diversi. Il numero maggiore di cattedre scoperte è nelle regioni del nord, mentre le graduatorie sono più piene di insegnanti in attesa del ruolo nelle regioni del sud. Domanda e offerta non si incontrano”.

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“Star bene a scuola”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Sabato 3 ottobre dalle 10 alle 18 in streaming su giuntiscuola.it docenti ed esperti, tra cui Christian Raimo, Maria Ranieri, Cesare Cornoldi e Barbara Cunsolo, si chiederanno cosa significa quest’anno ripartire verso una scuola sempre più inclusiva, aperta e appassionante.La pandemia ha costretto il sistema scolastico ad adottare soluzioni tecnologiche e didattica a distanza in grande fretta e spesso con difficoltà. Adesso è il momento di ripartire con un nuovo anno e il convegno “Star bene a scuola” prenderà il via dal cuore delle discipline didattiche più classiche per fornire spunti e strumenti operativi a tutti i docenti e educatori impegnati nella sfida della ripartenza. Sarà anche presentata una novità importante per la ‘comunità educante’, una piattaforma che rivoluziona il rapporto tra docente e contenuti: il nuovo ambiente digitale “io+” di Giunti Scuola, innovativo e ricco di proposte.Molti gli argomenti in scaletta durante il convegno: sono i temi del manifesto “la scuola è #essenziale” che racconta la scuola a partire da alcune parole chiave, scelte e interpretate dai relatori che si succederanno in video. Sarà Barbara Cunsolo (direttore editoriale Giunti Scuola) a spiegare perché la scuola è essenziale, dopo i saluti di Giovanni Biondi, presidente di Indire; proseguirà Franco Lorenzoni (maestro e fondatore della Casa Laboratorio di Cenci) che si soffermerà sul tema della partecipazione, la scuola è digitale nelle parole di Maria Ranieri (docente di Didattica e pedagogia speciale all’Università di Firenze) ed è importante che sia creatività, racconterà Lisa Lanzarini formatrice esperta di robotica educativa, responsabile di CampuStore academy. Valeria Angelini (docente e ideatrice della Didattica per domande) e Matteo Bianchini (docente, esperto nella pratica metodologica dell’educazione affettiva e relazionale) rifletteranno sulla scuola come comunità, con Cesare Cornoldi (docente di Psicologia dell’apprendimento e della memoria all’Università di Padova) la scuola è intelligenza e nell’intervento di Chiara Di Prima (dirigente scolastico) la scuola è autonomia. Ancora Christian Raimo (insegnante, giornalista e scrittore), sul tema dell’uguaglianza e Federico Batini (docente di pedagogia sperimentale all’Università di Perugia) che avrà il compito di moderare l’incontro e si soffermerà su lettura e orientamento.L’esigenza di sviluppare relazioni dei docenti, che hanno sempre più bisogno di uno spazio adatto, anche fuori dalla scuola, per confrontarsi su buone pratiche ed esperienze, ha portato Giunti Scuola a lavorare nell’ultimo anno alla progettazione e realizzazione di un nuovo ambiente digitale innovativo e unico nel panorama dell’editoria scolastica. La piattaforma sarà presentata ufficialmente all’interno del convegno del 3 ottobre 2020: un luogo virtuale nuovo, pensato per rispondere alle esigenze di ogni singolo utente e in grado di offrire a ciascuno un’esperienza personalizzata. Il docente a cui parla Giunti Scuola è curioso, attivo, pronto a condividere e istaurare relazioni, mettersi in gioco, crescere assieme alla community di cui fa parte.

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Scuola: studenti propongono ad Azzolina progetto per visiere protettive in 3D

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Mentre in tutta Italia crescono le proteste di scuole e presidi sull’insufficienza delle forniture di mascherine da parte del Governo, giovani, studenti ed esperti di tecnologia dell’associazione VISIONARI si uniscono per far fronte all’emergenza e scrivono oggi al Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, proponendo un originale progetto che potrebbe coinvolgere direttamente alunni e famiglie. Nelle prossime settimane molte scuole rischiano di rimanere sprovviste di mascherine da destinare agli alunni, una situazione che imporrebbe alle famiglie di provvedere autonomamente alle forniture per i propri figli con inevitabili costi a carico della collettività – spiega VISIONARI – E’ stato tuttavia già realizzato il progetto “Visionari Makeit” che ha consentito di creare visiere protettive anti-Covid utilizzando la stampa 3D (visiere regalate ad ospedali e strutture sanitarie in tutta Italia) abbattendo i costi di produzione e utilizzando plastica derivata dall’amido di mais, a basso impatto ambientale ed estremamente versatile. “Chiediamo al Ministro Azzolina di coinvolgere bambini, studenti e famiglie nella creazione di visiere protettive in 3D da destinare a quelle scuole dove si registrano carenze nelle forniture di mascherine, trasformando un obbligo di legge in una esperienza didattica e istruttiva – afferma Dario Piermatteo, segretario generale di VISIONARI – Mettiamo a disposizione la nostra tecnologia, la rete di stampanti 3D del nostro gruppo e il nostro know-how in materia per sostenere il settore scolastico in questa nuova sfida, e organizzare corsi per docenti e famiglie in tutte le scuole italiane, finalizzati ad insegnare a costruire visiere “fai da te” a costi ridottissimi e con materiale ecologico”.

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Diplomati magistrale: Anief ottiene dal CDS la sospensione delle sentenze di licenziamento del Tar Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Colpo di scena nell’annosa vicenda sull’espulsione delle maestre dalle GaE dopo l’assunzione in ruolo. Dopo l’Adunanza Plenaria, la Cassazione e il Parlamento, i giudici ordinano un’istruttoria al Ministero dell’Istruzione che consente, nelle more, la conferma degli incarichi ricevuti. Marcello Pacifico (Anief): Si apra subito un tavolo di confronto per sanare il contenzioso ed evitare di disperdere professionalità anche prima della pronuncia del Consiglio UE sul reclamo collettivo presentato dal sindacato.Anief ancora una volta riesce a intervenire per tutelare la professionalità di migliaia di insegnanti con diploma magistrale che da anni insegnano nelle nostre scuole e hanno anche superato l’anno di prova: il Consiglio di Stato sospende le sentenze TAR che le avrebbero cancellate dalla scuola italiana.La straordinaria azione legale è coordinata dai legali Anief Walter Miceli, Nicola Zampieri e Fabio Ganci: in Consiglio di Stato, emanate tre ordinanze cautelari che chiedono dettagliati chiarimenti al Ministero dell’Istruzione e sospendono l’esecuzione dei provvedimenti negativi del TAR Lazio. Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): “Il Ministero ha il dovere di chiarire e di confrontarsi in uno specifico tavolo tecnico su come garantire la continuità didattica ed evitare il licenziamento a fronte anche di migliaia di immissioni in ruolo andate vacanti, nel rispetto delle decisioni assunte dagli organi collegiali di ciascuna istituzione scolastica, nel frattempo e in attesa dell’udienza di merito del prossimo 25 febbraio 2021”. Piena la vittoria Anief in fase cautelare: secondo il Consiglio di Stato, infatti, la relazione che il Ministero dell’Istruzione ha presentato per l’udienza non chiarisce molti punti controversi come la situazione effettiva di molti ricorrenti già immessi in ruolo senza alcuna clausola rescissoria esplicita nei propri contratti e sulla loro possibilità di essere inseriti in GPS per poter conseguire supplenze successivamente all’eventuale licenziamento. Su questi e su altri punti focali, il Ministero dell’Istruzione dovrà rispondere ai Giudici del Consiglio di Stato e presentare nuova memoria esplicativa e dettagliata. Nel frattempo, come richiesto dai legali Anief, il Consiglio di Stato in via cautelare ha sospeso gli effetti delle sentenze TAR considerando che “l’esecuzione della sentenza impugnata è idonea a procurare un grave ed irreparabile pregiudizio in capo agli appellanti, alcuni dei quali già destinatari di atti di decadenza o di risoluzione contrattuale” evidenziando come “nella comparazione tra i contrapposti interessi, appare prevalente l’interesse a mantenere la res iudicanda integra, con conservazione dell’assetto cautelare pregresso in attesa della definizione del merito, per il quale viene fissata l’udienza pubblica del 25 febbraio 2021”. Attese a breve nuove ordinanze cautelari per tutti ricorrenti Anief interessati dalle sentenze di rigetto del TAR Lazio.

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Covid-19 e scuola: riattiviamo l’abitudine della convalescenza

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Commento di Alberto Ferrando. In un documento dell’Istituto superiore di sanità, si legge: “provvedere ad una adeguata comunicazione circa la necessità, per gli alunni e il personale scolastico, di rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio pediatra di libera scelta o medico di famiglia, in caso di sintomatologia e/o temperatura corporea superiore a 37,5°C. Si riportano di seguito i sintomi più comuni di Covid-19nei bambini: febbre, tosse, cefalea, sintomi gastrointestinali (nausea/vomito, diarrea), faringodinia, dispnea, mialgie, rinorrea/congestione nasale; sintomi più comuni nella popolazione generale: febbre, brividi, tosse, difficoltà respiratorie, perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia), rinorrea/congestione nasale, faringodinia, diarrea (ECDC, 31 luglio 2020)”.
Sappiamo che una delle problematiche specifiche dell’età pediatrica (e soprattutto della fascia 0-6 anni) è la probabile co-circolazione del virus dell’influenza o altri virus responsabili di sindromi influenzali (le famose ILI abbreviazione di Influenza Like Illness) a partire dai mesi autunnali, che renderà probabilmente più complesse le procedure di identificazione dei casi di Covid-19. Per i genitori si consiglia:
In caso di risultato positivo del tampone, per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi). La conferma di avvenuta guarigione (ad oggi, salvo correzioni nel futuro in base a quanto suggerito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità)prevede l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro.
Se il tampone naso-oro faringeo è negativo, in paziente sospetto per infezione da SARS-CoV-2, a giudizio del pediatra o medico curante, si ripete il test a distanza di 2-3 gg. Il soggetto deve comunque restare a casa fino a guarigione clinica e a conferma negativa del secondo test
In caso di diagnosi di patologia diversa da Covid-19 (tampone negativo),il soggetto rimarrà a casa fino a guarigione clinica seguendo le indicazioni del PLS/MMG che redigerà una attestazione che il bambino/studente può rientrare scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per COVID-19 di cui sopra e come disposto da documenti nazionali e regionali.
Abbiamo riportato qui sopra, in maniera quasi pedissequa, quanto scritto nel documento. Cari Genitori, come vedete l’Istituto Superiore di Sanità sancisce che quello che i Pediatri dicono da secoli e cioè la antica, sana e buona pratica della convalescenza prolungata, deve essere rispettata anche a tampone negativo già arrivato. La convalescenza è quel periodo di transizione che va dalla malattia ormai superata fino al recupero completo delle forze e del benessere psicofisico che, appunto, caratterizzala completa guarigione. È importante sapere che in questo periodo si è relativamente più deboli e particolarmente esposti a rischio di contagio di altri malanni. Quindi il consiglio che vi diamo è quello di rimanere a casa, fino a guarigione completa, così facendo facciamo una “cortesia” alla società (agli altri) ed una al bambino che rientrerà a scuola solo quando sarà meglio preparato a combattere altre infezioni. Alberto Ferrando (APEL) e Michele Fiore (FIMP Liguria)
(fonte: Dica33)

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Didattica a distanza: le sue ricadute nel comparto scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

È stato il DPCM del 4.3.2020 a decretare la sospensione didattica, in presenza, in tutte le istituzioni scolastiche del territorio nazionale per attuare il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Da allora dirigenti scolastici, personale ATA, insegnanti e alunni sono stati catapultati in una realtà sconosciuta o quasi. Il Ministero dell’Istruzione ha avviato la procedura della didattica a distanza (DaD): il remote learning è così diventato la quotidianità.
AlmaDiploma, con la collaborazione del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea e degli Istituti associati al sistema AlmaDiploma nell’a.s. 2019/20, ha condotto una rilevazione ad hoc via web (CAWI-Computer Assisted Web Interviewing) per comprendere meglio l’esperienza di didattica a distanza vissuta dagli studenti delle classi quarte e quinte degli Istituti superiori. L’indagine è stata avviata durante le ultime settimane dell’a.s. 2019/20, precisamente a partire dal 29 maggio 2020. Ne emerge un quadro tutto sommato positivo per quanto riguarda la capacità di adattamento e di riorganizzazione, dimostrata sia dalla scuola sia dagli insegnanti nell’affrontare la crisi pandemica e nel garantire la continuità didattica con la modalità a distanza. Tuttavia si evidenziano criticità legate ai limiti dell’apprendimento a distanza e alle relazioni interpersonali, oltre alle preoccupazioni relative al futuro occupazionale.246 gli Istituti coinvolti, con 73.286 studenti di quarta e quinta, in prevalenza liceali (57,0%), seguiti dai tecnici (33,8%) e dai professionali (9,2%). A compilare il questionario relativo alla DaD, 23.305 alunni per un tasso di compilazione pari al 31,8%.I macro esiti più significativi, qui sintetizzati, riguardano vari aspetti (per gli approfondimenti si rimanda al Report allegato “Indagine sulla Didattica a Distanza”). Uno fra tutti la disponibilità delle attrezzature informatiche (pc, tablet, portatili o smartphone) e la connessione per seguire le lezioni: quasi la totalità dei rispondenti (93,6%) dichiara di non aver ricevuto alcun tipo di supporto da parte della scuola e ha, dunque, fatto affidamento sulle sole risorse disponibili in famiglia. Così come per gli effetti della DaD in termini di carico di studio, capacità di concentrazione e efficacia dello studio. Il 79,6% degli studenti dichiara che durante la didattica a distanza i compiti sono aumentati rispetto alle lezioni tradizionali: per il 24,7% il carico degli studi non è stato sostenibile, mentre per il 54,8%, sebbene aumentato, il carico è stato comunque sostenibile. Altro importante dato le opinioni degli studenti rispetto agli insegnanti. Circa i due terzi degli studenti (67,4%) sostengono che durante il periodo di didattica a distanza gli insegnanti abbiano valutato con equità le prove e i compiti svolti. Come ci si poteva attendere, durante il periodo di didattica a distanza si sono, invece, emotivamente intensificati i rapporti con i componenti della famiglia o i conviventi: lo dichiara il 73,3% degli studenti. Guardando al futuro poco meno di un terzo degli studenti (31,6%) ritiene che sarebbe utile continuare a usare la didattica a distanza, insieme alle lezioni in aula, anche dopo l’emergenza del Covid-19. Anche se poi il 72,1% degli studenti pensa che la preparazione raggiunta attraverso le lezioni a distanza sia inferiore a quella che avrebbero avuto andando a scuola; tant’è che il 42,8% degli studenti ritiene di non avere una preparazione adeguata per affrontare il prossimo anno scolastico o l’Esame di Stato per gli studenti di quinta. Timori che si riverberano anche sul futuro occupazionale di chi li circonda: infatti il 59,7% ritiene che molte persone vicine siano preoccupate di non trovare lavoro o diventare disoccupate a causa della difficile situazione economica dovuta al Covid-19.

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Scuola: I concorsi per 80 mila nuovi docenti partiranno ad ottobre

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Il record di insegnanti precari che si toccherà quest’anno – con 250 mila posti rimasti scoperti da assegnare con supplenza annuale – è dettato anche da una pessima gestione dei concorsi pubblici e riservati. L’Anief lo sostiene da quando è nata. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, lo ha confermato. “Di concorsi negli anni se ne sono fatti pochi – ha detto in queste ore -, si sono creati molti precari: ora abbiamo un Governo che vuole puntare sulla qualità della scuola. A ottobre i concorsi si faranno, sono tre in tutto. Si sarebbero dovuti fare questa estate, c’è stato un accordo di maggioranza”.
“Le parole della ministra dell’Istruzione – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci confortano, perché la scuola ha estremo bisogno di nuovi insegnanti, considerando l’alta percentuale di posti vacanti e disponibili. Allo stesso modo cogliamo l’occasione per chiedere di modificare le immotivate esclusioni da questi concorsi a priori di tanti candidati, oltre che valutazioni minime collocate su punteggi maggiori di quello che indicano le norme in vigore. Rimane necessario, inoltre, bandire il concorso riservato per il reclutamento di oltre 8 mila docenti di religione che da 15 anni si sono fatti carico del servizio senza alcuna opportunità di essere assunti in ruolo. C’è l’accordo di massima con la Conferenza episcopale italiana, seppure solo per una parte, ma non si vede luce. Come va organizzata una procedura diretta per stabilizzare tutti quelli che hanno insegnato su disciplina comune e su sostegno per almeno tre anni, anche non consecutivi: la Commissione Europea lo chiede agli Stati membri da più di 20 anni. Invece ci siamo ostinati a tenere chiuse le GaE e ad assumere solo da quelle di merito, arrivando a dilapidare il 60 per cento delle quasi 85 mila immissioni in ruolo che il Mef quest’anno aveva avallato e finanziato. E nemmeno si è provveduto ad avviare dei corsi abilitanti ordinari rivolti ai docenti della terza fascia d’istituto”. Uno dei mali cronici della scuola pubblica italiana sono le scelte sbagliate sul reclutamento del personale. Ad iniziare da quello del corpo insegnante: il rallentamento dei concorsi pubblici, che andrebbero banditi ogni biennio ed invece si materializzano ogni 4-5 anni, peraltro pure sbagliati nella forma e nei regolamenti, è uno dei motivi che ha prodotto il numero assurdo di supplenze annuali che gli Uffici scolastici hanno iniziato a conferire in questi giorni e che si protrarranno chissà per quante settimane.Sarebbe bene, quindi, che i tre concorsi in cantiere vengano svolti il prima possibile, ovviamente nelle condizioni di massima sicurezza. A partire da quello della secondaria per 32.000 posti, le cui domande di partecipazione sono state 64.000, con le cattedre già suddivise per regione. Poi, a seguire, prenderanno il via i concorsi ordinari, sia della scuola d’infanzia e primaria, sia ancora della secondaria. La ministra dell’Istruzione, parlando durante “Cartabianca” su RaiTre proprio sui concorsi per i docenti ha detto: “Noi abbiamo deciso di investire sulla qualità della scuola, dando in mano il futuro degli studenti agli insegnanti. Entro ottobre si faranno i concorsi”.

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Scuola e Disabilità: La Corte EDU condanna l’Italia per mancata adeguata assistenza a una minore

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per non aver fornito una adeguata assistenza scolastica ad una minore, affetta da una forma di autismo, nei primi anni della scuola primaria. Sono state respinte le ragioni portate in giudizio dell’Avvocatura di Stato che motivava la mancata erogazione del trattamento differenziato sulla base delle restrizioni in termini di risorse previste in legge di stabilità 2011.La Corte europea dei diritti dell’uomo ha accertato la violazione dell’articolo 14 (Divieto di discriminazione), in combinato disposto con l’articolo 2 del Protocollo Addizionale n. 1 alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Diritto all’istruzione), rilevando il carattere discriminatorio dell’omessa assistenza.In particolare, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha sottolineato non soltanto che l’assistenza scolastica invocata dalla ricorrente le sarebbe spettata di diritto, in accordo con le disposizioni normative vigenti, ma anche le gravi conseguenze che in difetto di tale assistenza si producono ai danni di una minore nei primi e fondamentali anni di scuola primaria. Evidenzia Filomena Gallo, avvocato e Segretario Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, realtà attiva a livello internazionale a tutela del diritto alla Salute e alla Scienza “Proprio nei giorni in cui in Italia è vivo il dibattito legato alle lacune del sistema scolastico alla riapertura post lockdown, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con una importante sentenza, ha quindi segnato una tappa decisiva verso il rafforzamento dei diritti delle persone con disabilità nello scenario europeo ed internazionale. Un grazie a questa famiglia che ha deciso di chiedere l’affermazione di diritti fondamentali per la propria figlia e all’avv. Marilisa D’Amico, che ha patrocinato la difesa del caso che ha portato a questa importante decisione”.Conclude Filomena Gallo: “La storia di G.L. ricorrente, è la storia di tante persone con disabilità che ogni giorno devono combattere per poter vedere erogato ciò che è un diritto. Sono anni che con l’Associazione Luca Coscioni siamo costretti ad agire in giudizio per ottenere la piena affermazione di diritti fondamentali delle persone con disabilità, agiamo anche contro ogni forma di discriminazione in virtù della legge 67/2006. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità risulta ancora non pienamente attuata nel nostro Paese come evidenziato ripetutamente dal Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità. Oggi la decisione della Corte EDU assume ancor più rilievo e con valenza diversa poichè in tempi di pandemia, l’assistenza, l’inclusione per le persone con disabilità rappresenta una questione di emergenza nell’emergenza. Occorrono politiche adeguate per eliminare ogni discriminazione oggi purtroppo ancora esistenti, come la decisione della Corte EDU evidenzia.”

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Alle radici della nostra cultura

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

È come trovarci al cospetto di un albero millenario, come lo è l’antico pino bristlecone con i suoi 4841 anni di età, vecchio ma non domo che continua a far crescere le sue foglie e i suoi rami attingendo la sua linfa dalle radici che sono ben piantate nel terreno sottostante. Il tratto vetusto è dentro la corteccia. È inserito come se fosse una sorta di filo d’Arianna che parte dall’estremo punto di una radice per fissarsi lungo la venatura delle foglie che, a loro volta, cadendo ritornano all’origine. È così che il ciclo si completa. E l’albero crescendo vedrà le stagioni scorrere impetuose come di un torrente in piena e l’essere umano, della cui cultura è precettore, che si abbevera a quelle acque turbolente ma capaci di acquetare la sua sete di sapere. È così che l’uomo moderno riscoprì la cultura romana e greca e l’arte attraverso l’intreccio dei rami di quest’albero millenario. Così fu che Copernico riscoprì l’astronomia “contro tutto quanto si crede e s’insegna nelle scuole”. E soggiunse: “lessi tutti i filosofi, dei quali potei procurarmi le opere, e appresi da Cicerone che il filosofo pitagorico Niceta conosceva la terra circolante intorno al sole e con lui Plutarco, Aristarco di Samo, Heraclide Pontico e Filolao di Croton. Ma costoro da chi lo seppero? Forse dagli egizi che precedettero la cultura Hellenica? E poi ancora andando a ritroso ci ritroviamo, in luogo del vetusto albero, al cospetto di un esile ramoscello tenace nel resistere alle intemperie del tempo e forte nel crescere per diventare un albero monumentale, che è poi una parola che deriva dal latino ‘monere’, ovvero ‘ricordare’.
E tutto questo preambolo oggi mi serve per salutare i discenti ed i loro pedagoghi che continuano la tradizione della conoscenza dalle aule scolastiche, dai loro nuovi banchi monoposto e alcuni ancora con il volto semi nascosto dalle mascherine per cercare di contrastare l’insidia di un virus diventato per l’umanità pandemico.
Per dire che bisogna tenere duro perché la forza dell’umanità oggi più che mai si ripone nella cultura che non solo ci fa apprezzare la bellezza e la grandezza di un albero antico ma ci rende consapevoli di essere gli eredi di un impegno corale che è riuscito ad attivare la nostra sensibilità artistica, poetica, letteraria e a farci comprendere il valore di una sapienza che è cresciuta con noi e che non va dispersa ma amata e rinforzata con le nuove sfide cognitive che ci attendono. (Riccardo Alfonso)

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Pronti a tornare a scuola?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

Pigna, storico marchio di cancelleria per la scuola e l’ufficio, lancia per il prossimo “Back to school 2020” una linea di quaderni speciali con contenuti educativi e divertenti in collaborazione con Amuchina, simbolo di disinfezione e igiene profonda.
Massimo Fagioli, Presidente e CEO di Pigna, commenta: “Da sempre siamo vicini agli studenti italiani e alle loro famiglie, e fin dagli anni ’30 abbiamo proposto contenuti educativi nelle prime e ultime pagine delle copertine dei nostri quaderni per la scuola. Quest’anno non poteva mancare un riferimento all’igiene e siamo orgogliosi della collaborazione con Angelini Pharma che con i prodotti a marchio Amuchina ha rappresentato il simbolo della lotta alla pandemia nella quotidianità”.La tradizione di Pigna rivive oggi in chiave contemporanea per veicolare messaggi educativi attraverso il materiale scolastico e per sensibilizzare gli studenti alle corrette abitudini igieniche a casa e fuori, in un periodo così delicato come quello che stiamo vivendo. Una nuova, esclusiva, linea di quaderni pensata per gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori, che hanno al proprio interno simpatiche storie illustrate: più nel dettaglio, nei quaderni saranno presenti quattro brevi fumetti rivolti ai più piccoli sui corretti stili di vita e di igiene utili a ridurre il rischio di contrarre il virus al parco, alle feste di amici e sui mezzi pubblici scritti con un linguaggio semplice e chiaro. Per i ragazzi più grandi, sono state ideate delle vignette con una grafica accattivante e allo stesso tempo rassicurante, contenenti regole e consigli per “andare in giro” e “stare in mezzo agli altri” in tutta sicurezza.Tutti i materiali vogliono mettere in evidenza il ruolo dei bambini e ragazzi nella prevenzione del contagio.I quaderni sono in vendita nei principali supermercati italiani fino a fine anno.

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Scuola: Il premer Conte ammette le carenze strutturali che si trascinano e dice grazie ai docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

“La scuola sconta carenze strutturali che ci trasciniamo da anni aggravate dall’attuale pandemia”: è uno dei passaggi più importanti del messaggio inviato oggi dal premier Giuseppe Conte per l’inizio della scuola previsto domani nella maggior parte delle regioni italiane. Nel rivolgersi a studenti, famiglie e personale, assieme all’esigenza primaria di “rispettare le regole di cautela che” consentono di tutelare “la salute delle persone”, il premier si è quindi soffermato sui danni prodotti dall’indifferenza di governi passati e dallo sconcertante dimensionamento approvato da ormai 12 anni e mai contrastato dai governi successivi.“Come sindacato – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – giudichiamo l’intervento di Giuseppe Conte appropriato, perché ha colto i punti focali che caratterizzeranno questo difficile anno scolastico, a partire dalla necessità di rispettare le regole e il distanziamento sociale, a scuola ma anche in tutti gli altri luoghi. La scuola – prosegue il sindacalista – non poteva arrivare preparata al meglio a questo appuntamento, poiché i tagli di 4 mila istituti autonomi, di 200 mila e oltre docenti e Ata, di prezioso tempo scuola e di risorse ingenti al settore della Conoscenza, non potevano essere cancellati in pochi mesi. A questo punto, confidiamo più che mai nel fondi del Recovery fund e ci fanno bene sperare le affermazioni fatte nei giorni scorsi dallo stesso premier, assieme al suo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, di voler porre proprio la scuola al centro del progetto di riqualificazione del Paese, attraverso oltre 200 miliardi provenienti dall’UE”.Secondo il Presidente del Consiglio la ripartenza della scuola deve essere l’occasione per tornare ad investire nella Conoscenza e in chi vi opera. Giuseppe Conte si è rivolto infatti anche “agli insegnanti”, rimarcando che hanno “fatto uno sforzo straordinario in questi mesi di lockdown continuando a fare lezione con la didattica a distanza: non era affatto facile – ha detto il presidente del Consiglio – eppure avete svolto un grandissimo lavoro e per questo vi siamo grati. Ringrazio anche le famiglie, le mamme, i papà che hanno fatto molti sacrifici. Grazie anche ai dirigenti e tutto il personale della scuola: in questi mesi estivi non vi siete fermati un attimo, avete lavorato tantissimo per essere pronti per la riapertura. Saremo con tutti voi, saremo al vostro fianco e continueremo a esserlo nei prossimi giorni e mesi”.Le parole del presidente trovano l’apprezzamento del sindacato Anief. “Secondo il presidente del Consiglio – spiega il suo presidente Marcello Pacifico – è dunque giunta l’ora valorizzare sempre di più il ruolo dei docenti: è il suo è un impegno importante, da rimarcare, perché se attuato andrebbe a sovvertire anche in questo ambito la politica del risparmio scientificamente introdotto negli ultimi decenni contro la categoria degli insegnanti, fino ad impiegatizzarli e a burocratizzare oltremodo il loro operato quotidiano. Assieme ai limiti strutturali, sugli organici, sull’ammassamento di alunni, il lockdown ha messe in luce la rilevanza dell’azione formatrice dei docenti. Appena superati i problemi d’inizio anno, coperti i 250 mila posti senza titolare, avviata la macchina organizzativa dei concorsi, l’attenzione del Ministero e del Governo è fondamentale che si incentri proprio sulla valorizzazione, professionale ed economica, dei docenti e del personale Ata”.Anche questi punti sono stati toccati oggi nella lettera inviata dallo stesso presidente nazionale a tutto il personale scolastico e agli alunni. “Dobbiamo stabilizzare – scrive Pacifico – i precari e assumere tutti i vincitori dei concorsi, dobbiamo abolire le classi pollaio, dobbiamo recuperare i diecimila plessi dismessi, utilizzare organici certi su tutti i posti vacanti specialmente su quelli di sostegno. Abbiamo il dovere, in poche parole, di dare un futuro all’Italia nella sua vocazione europea, terra di tolleranza, di creatività, di diritto, di cultura. Il nostro obiettivo – conclude il sindacalista autonomo – è quello di ricostruire insieme una scuola più giusta che sia fondata sul rispetto del diritto nazionale e comunitario’.

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Scuola: ulteriori nuovi spazi per ripresa attività didattica grazie a Protocollo d’Intesa tra Roma Capitale e Vicariato di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Roma Nell’ambito del Protocollo d’Intesa tra Roma Capitale e Vicariato di Roma, sono stati reperiti ulteriori nuove sedi che consentiranno agli istituti scolastici di ampliare lo spazio a disposizione e rispettare con maggiore cura il distanziamento necessario. Nello specifico, il Vicariato di Roma ha messo a disposizione 13 parrocchie e 2 Istituti Religiosi che ospiteranno 68 classi di Istituti di diversi Municipi di Roma per un totale di 1.311 alunni.L’obiettivo è quello di garantire che le attività educative e didattiche “in presenza” possano svolgersi regolarmente nel corso dell’anno scolastico 2020-2021.

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Scuola: Rientro in sicurezza, Pacifico (Anief): il distanziamento va fatto

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Ci sono le condizioni per il rientro a scuola in sicurezza da lunedì? La domanda è stata posta dalla redazione di “RGS Giornale di Sicilia”, durante la trasmissione odierna Ditelo in diretta, a Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Bisogna partire fiduciosi – ha detto il sindacalista – ma sarebbe bene che i nostri insegnanti facciano un lavoro di rieducazione dei loro ragazzi. Perché se nelle nostre aule cerchiamo di mantenere il distanziamento sociale, ma poi si organizzano delle feste, dove si riuniscono in centinaia, allora tutto diventa una farsa. Allora è bene che la regola del distanziamento venga davvero e sempre rispettata. In Israele sta ripartendo il lockdown; in Inghilterra sono vietati assembramenti a casa per più di sei giorni. Dobbiamo cercare di evitare di nuovo questi estremi. Serve, allora, un buon comportamento, da tenere – ha sottolineato Pacifico – dentro e fuori le aule, da parte dei nostri studenti come dagli adulti”.La Sicilia è una delle regioni dove la ripartenza della scuola si sta dimostrando complicata. Lo conferma il presidente nazionale Anief. “Nell’Isola – ha detto a RGS – i banchi monoposto sono arrivati solo in una piccola parte: prima di tutto perché il commissario straordinario Domenico Arcuri aveva preannunciato come scadenza per le consegne la fine di ottobre e secondo poi perché la Sicilia non figura tra le regioni con maggiori contagi, dove la consegna avviene prima. E comunque i banchi non sono lo strumento principale per contenere il contagio”.La situazione che al momento preoccupa è quella degli spazi dovuti all’eccessivo numero di alunni: “purtroppo – ha detto Pacifico – i tagli e il dimensionamento attuato negli ultimi 12 anni hanno soprattutto colpito in modo consistente la Sicilia, dove sono state accorpate più classi rispetto ad altre parti d’Italia. Questo comporterà che in alcune scuole, tranne per le classi, si inizierà con entrate differenti degli alunni, a giorni alterni, scaglionati, un giorno sì e un giorno no, in parte con la didattica a distanza. E in altre ancora, per vie delle elezioni e del referendum del 20 e 21, si partirà direttamente il 24 settembre”. “I problemi permangono: sappiamo che” a livello nazionale “il 2,6%, in tutto 13 mila tra docenti e amministrativi, sono risultati positivi al test sierologici, su 500 mila che si sono sottoposti volontariamente” all’esame preventivo. “Ci sono problemi su problemi: ieri è stata pubblicata una circolare sul personale ‘fragile’, che fortunatamente sarà esteso anche al personale precario, come Anief aveva chiesto. La prima norma da eseguire però rimane quella del distanziamento sociale”.

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Scuola: Inizia la difficile caccia al docente

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Dopo le tante mancate immissioni in ruolo, con appena il 30% delle assunzioni a tempo indeterminato rispetto alle quasi 85 mila autorizzate dal ministero dell’Economia e delle Finanze, gli Uffici Scolastici Regionali stanno velocemente provvedendo a verificare la quantità di posti ancora vacanti e comunque da coprire con supplenze. Tra questi, che nell’anno del Covid saranno probabilmente oltre 250 mila, è prevedibile che una percentuale crescente venga assegnata attraverso la Messa a disposizione. Il problema è che con le nuove disposizioni introdotte del ministero dell’Istruzione pochi giorni fa si riduce la platea di potenziali candidati che possono presentare domanda direttamente alle scuole: solo “i laureati e neolaureati e coloro non iscritti in graduatoria – come indica pure la stampa specializzata – potranno inviare la Mad, preferibilmente per una provincia, da indicare nell’istanza”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è un errore strategico rilevante quello di impedire ad un docente inserito nelle GaE o nelle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze di presentare Messa a disposizione in altra provincia rispetto a quella di inserimento in Graduatoria: questo paletto gratuito creerà ancora più problemi ai dirigenti scolastici di trovare un docente per conferire incarichi di supplenza o di sostituzione di personale assente. Non solo: si potrebbe teoricamente anche arrivare a nominare come supplenti dei candidati senza titoli e alcuna esperienza, mentre parte di coloro che hanno già svolto supplenze, hanno titoli di accesso adeguati e addirittura abilitati all’insegnamento, costretti a non presentare Mad, potrebbero non essere assunti”.Nell’anno del record di supplenti il numero delle Mad è destinato a crescere ulteriormente. Era inevitabile, ma anche perché l’amministrazione ci sta mettendo del suo. Secondo il sindacato, ad incentivare questo fenomeno, che porta in cattedra spesso personale senza precedenti di insegnamento e a volte anche privo del titolo corrispondente alla disciplina d’insegnante, inciderà molto una decisione inedita del ministero dell’Istruzione: è quella inclusa nella Nota 26841 del 5 settembre 2020, con cui si dispone che “le domande di messa a disposizione devono essere presentate esclusivamente dai docenti che non risultino iscritti in alcuna graduatoria provinciale e di istituto e possono essere presentate per una provincia da dichiarare espressamente nell’istanza”.

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Scuola: Insicuri a scuola. Sicuri nella lotta. Il 24 e 25 settembre sciopero!

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

13000 positivi tra docenti e ATA, questi i dati che emergono dai test effettuati sul personale della scuola a quattro giorni dalla riapertura. Tutti lavoratori che non potranno essere sostituiti, perché le immissioni in ruolo flop del ministro Azzolina (solo 25.000 sulle 80.000 previste) e il mancato incremento del personale Ata lasceranno centinaia di scuole scoperte.24 e 25 settembre sciopero di due giorni, per dire no ad un concorso selettivo che non si potrà svolgere, sì all’immissione in ruolo immediata per chi ha 36 mesi di servizio, 50000 unità di personale ATA in più e full time per i 4000 ex LSU assunti part time. Insicuri a scuola, sicuri nella lotta. Il 24 e 25 settembre sciopero scuola per investimenti veri nella scuola pubblica statale.

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