Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘scuola’

Scuola: Nuovi Istituti Tecnici Superiori, sì della Commissione Istruzione e Cultura del Senato

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

La commissione istruzione e cultura del Senato ha oggi approvato a larga maggioranza il disegno di legge sugli Istituti Tecnici Superiori post-maturità. “Sono molto soddisfatto per l’approvazione a larghissima maggioranza, si tratta della prima riforma del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che prende sempre più forma e sta per diventare legge. Con 1,5 miliardi di euro a disposizione potenzieremo i percorsi, rafforzando la rete, strutturando sempre di più il rapporto con le Regioni e i loro territori”, ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Il presidente della VII Commissione, Riccardo Nencini, ha ricordato che per l’approvazione del ddl “c’è stata molta collaborazione con la Camera e il Governo”, dimostrando consapevolezza sulla “crescita di un settore della conoscenza indispensabile per il nuovo mondo del lavoro”. Gli ITS, infatti, sono “scuole ad alta specializzazione tecnologica” nate per rispondere alle imprese che hanno bisogno di elevate competenze tecniche e tecnologiche. Dall’ultimo report Indire, risulta che l’80% dei diplomati ITS ha trovato lavoro a un anno dal diploma, il 92% degli occupati in un’area coerente con il percorso di studi. Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e presidente Anief, ricorda che “gli ITS rimangono molto al di sotto della media Europea ed è giusto invertire la rotta utilizzando i finanziamenti proprio del Pnrr. Ma questi fondi sarebbero dovuti servire anche per rivedere le politiche di reclutamento nella scuola, per aumentare gli organici in base ai bisogni e agli abbandoni concentrati in determinate aree, ampliare le sedi e l’obbligo scolastico, valorizzare il personale, introducendo forme di carriera e aumenti di stipendio legati al costo della vita, assieme a specifiche indennità, anche di rischio, oltre che cambiare le regole sulla mobilità con l’abolizione degli attuali vincoli incostituzionali”. Gli fa eco Andrea Messina, delegato Cisal, che rimarca “l’utilità sociale della formazione realizzata con gli ITS e la compatibilità ambientale dei processi produttivi; in considerazione delle assunzioni che le imprese intendono realizzare è giusto investire in questo segmento”. Anche Gian Mauro Nonnis, delegato Cisal, ritiene che “l’obiettivo minimo dovrebbe essere di 100.000 studenti in tutta Italia a cui collegare assunzioni con contratto a tempo indeterminato. Lo stesso obiettivo del PNRR, di incremento del 100% fino a 18.750 iscritti e 5.250 diplomati, va considerato come un target nemmeno troppo ambizioso”. Gli altri Paesi europei hanno infatti tassi di partecipazione ai percorsi d’istruzione terziaria breve di gran lunga superiori al nostro: nel 2017 la Spagna contava ben 392.000 iscritti su un totale di 2.010.000 studenti immatricolati nell’istruzione terziaria in generale, la Francia 501.000 su 2.532.000, il Regno Unito 287.000 su 2.431.000, la Germania 192.00049 su 3.091.000. In Italia solo 11.000 su 1.837.000.

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Scuola: – Riforma docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

“Il sindacato Anief non è contro la formazione degli insegnanti, noi auspichiamo che ci sia una formazione ma vogliamo che questa, non venga fatta levando risorse alla scuola”: a dirlo è Marcello Pacifico presidente nazionale Anief, ribadendo il concetto espresso già nel corso di questa settimana durante le audizioni tenute dal giovane sindacato in I e VII commissione del Senato sul disastroso Decreto Legge n. 36 su reclutamento, formazione e valutazione degli insegnanti e confermando quindi lo sciopero già proclamato per il prossimo 30 maggio.“Le risorse – ha detto Pacifico nel corso di una video-intervista all’agenzia Teleborsa – non possono essere prese dalla denatalità, quindi dal fatto che abbiamo meno studenti, come è stato fatto nell’ultima Legge di Bilancio: questi posti devono essere reinvestiti per potenziare la didattica, per migliorare gli apprendimenti anche nelle zone ad alta dispersione scolastica o economicamente depresse. Né possono essere sottratti soldi alla carta docente” utile all’aggiornamento della categoria e all’acquisto dei dispositivi informatici e tecnologici a supporto della didattica, anche a distanza: “al limite la card docente dovrà essere contrattualizzata e non possono essere tolti soldi per formare pochi quando vengono tolti a tutti questi soldi”.”Il principio fondamentale è avere quindi delle risorse aggiuntive. Assodato ciò, questa formazione deve essere poi svolta in orario di servizio: non è possibile pensare di svolgerla in orario aggiuntivo, perché la formazione è un diritto di tutti i lavoratori. Noi chiediamo questo – ha concluso il leader del sindacato rappresentativo – e certamente senza nessuna gestione transitoria che vada ad escludere la contrattazione dalla definizione del salario accessorio”. Un concetto che la delegazione Anief ha espresso pochi giorni fa anche all’Aran, durante il primo incontro sul rinnovo di contratto di categoria scaduto da tre anni e mezzo.

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Scuola: Concorso straordinario bis, domande entro metà giugno

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

Domande entro il 16 giugno. Anief propone ricorso gratuito rivolto al personale precario della scuola elementare e per i posti di sostegno di ogni ordine e grado per costringere il Ministero dell’istruzione a rispettare la norma di legge e approvare un nuovo bando anche per i posti residuali diversi da quelli su classi di concorso della scuola secondaria. Come citato infatti nelle premesse del bando da impugnare per l’ufficio legale Anief, il legislatore ha inteso bandire un concorso straordinario bis allargandolo rispetto alla precedente procedura a tutti i posti vacanti e disponibili rispetto alle ultime immissioni in ruolo, fermo restando l’accantonamento dei posti già banditi per i concorsi ordinari. L’amministrazione, nonostante le sollecitazioni del sindacato, però, ha ritenuto di procedere soltanto per alcuni posti della scuola secondaria al netto di quelli su sostegno ignorando anche la scuola dell’infanzia e primaria. Il ricorso se accolto obbligherà il ministro a prevedere un concorso per tutti i posti vacanti e disponibili; il sindacato intende tutelare gli insegnanti che sono stati esclusi. Visto il decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, recante «Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali», convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, ed in particolare l’art. 59, comma 9 – bis, come sostituito dall’art. 5, comma 3 -quinquies, del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito con modificazioni dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15, il quale prevede che «In via straordinaria, per un numero di posti pari a quelli vacanti e disponibili per l’anno scolastico 2021/2022 che residuano dalle immissioni in ruolo effettuate ai sensi dei commi 1, 2, 3 e 4, salvi i posti di cui ai concorsi per il personale docente banditi con i decreti del Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’istruzione nn. 498 e 499 del 21 aprile 2020, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, 4ª Serie speciale, n. 34 del 28 aprile 2020, è bandita una procedura concorsuale straordinaria per regione e classe di concorso riservata ai docenti non compresi tra quelli di cui al comma 4 che, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione, abbiano svolto nelle istituzioni scolastiche statali un servizio di almeno tre anni, anche non consecutivi, negli ultimi cinque anni scolastici, valutati ai sensi dell’articolo 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124. Il bando determina altresì il contributo di segreteria posto a carico dei partecipanti, in misura tale da coprire integralmente l’onere della procedura concorsuale. Ciascun candidato può partecipare alla procedura in un’unica regione e per una sola classe di concorso e può partecipare solo per una classe di concorso per la quale abbia maturato almeno un’annualità, valutata ai sensi del primo periodo. Le graduatorie di merito regionali sono predisposte sulla base dei titoli posseduti e del punteggio conseguito in una prova disciplinare da tenere entro il 15 giugno 2022, le cui caratteristiche sono definite con decreto del Ministro dell’istruzione.

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Scuola: docenti con il voto degli studenti? Inutile

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Maggio 2022

Fa un po’ sorridere la proposta dei presidi del Lazio di dare agli studenti la possibilità di attribuire voti ai propri insegnati, perché questa valutazione si fa già con le prove INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione). L’Istituto effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa. Il rapporto 2019 (ante COVID), sottolinea che “La maggiore preoccupazione emerge proprio dai dati della scuola superiore” e che “In tutte le materie e per ciascun grado scolastico, il Sud e le Isole hanno una maggiore difficoltà a garantire ai propri allievi i livelli minimi di apprendimento.” Resta da capire come mai, nell’anno scolastico 2018-2019, i promossi all’esame di Stato sono stati nazionalmente il 99,7%. E’ diffusa l’aspettativa dei genitori relativamente alla promozione dei propri figli, anche a prescindere, ma non si può non rilevare la consistente differenza tra i risultati delle prove INVALSI e quelli ottenuti nelle prove scolastiche finali. Conoscenze e abilità, oltre a essere sottoposte al vaglio degli insegnanti, dovrebbero essere periodicamente e oggettivamente verificate nel corso dell’anno scolastico secondo modelli uniformi.Le prove Invalsi sono, anche, una verifica della qualità complessiva dell’offerta formativa che può essere migliorata con corsi di aggiornamento per il corpo docente. E’ questo il punto! Altro che i voti degli studenti agli insegnati! E chi deve promuovere i corsi di aggiornamento sono proprio i presidi, la cui proposta di voto discente-docente non risolve alcunché, perché gli elementi per intervenire ci sono già per ogni ambito scolastico, proprio sulla base dei risultati delle prove Invalsi. A conferma, alcuni esperimenti condotti in merito alla soddisfazione degli studenti sulla propria scuola ne hanno rilevata l’inutilità. Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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Scuola: creare un osservatorio sulle povertà educative e l’inclusione

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Creare un osservatorio permanente sulle povertà educative e l’inclusione, che diventi luogo di confronto e di scambio di buone pratiche, alla luce di una crisi economico-sociale che si preannuncia dura proprio in quelle realtà che avrebbero più bisogno di combattere abbandono e dispersione scolastica. E’ una delle proposte lanciate da Paola Bortoletto, neo presidente dell’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici nel corso della sua relazione tenuta durante l’undicesimo congresso dell’Andis a Pimonte (Napoli). L’Andis è la più grande e antica associazione professionale (non sindacale) dei dirigenti scolastici, è stata fondata nel 1988 e ad oggi conta più di mille dirigenti scolastici iscritti in tutte le regioni d’Italia. Una realtà che, sottolinea la Bortoletto, “in questi hanno ha svolto un ruolo propositivo con grande spirito di responsabilità e collaborazione con le istituzioni in un momento storico complesso, per via del Covid e oggi dell’impatto della guerra che sta avendo sulla nostra società, che rilancia l’importanza del sistema scolastico e della formazione delle future generazioni”. Per questi motivi l’Andis chiede al governo maggiore attenzione sull’edilizia scolastica, “non possiamo accettare che la montagna del Pnrr partorisca il topolino di appena 216 scuole”, dice la Bortoletto, ma anche più risorse sul sistema integrato 0-6. “Dobbiamo puntare sul rilancio dell’Istruzione Professionale offrendole piena dignità, valorizzando le scelte dei ragazzi, offrendo loro ambienti di apprendimento motivanti partendo da un nuovo modo di ripensare il rapporto scuola/lavoro”. Occorre poi rilanciare il Sistema Nazionale di Valutazione per non cadere nell’autoreferenzialità, investire sulla valutazione formativa che accompagna il processo di apprendimento intrecciandosi con l’insegnamento, che non si ferma alla misurazione, ma include l’apprezzamento dell’insegnante e porta alla conoscenza e quindi alla trasformazione, che comprende l’autovalutazione e lo sviluppo metacognitivo, che considera l’apprendimento un processo incrementale”.Infine il tema della cruciale della formazione iniziale e in servizio e delle procedure di reclutamento sul quale, conclude la neo presidente Andis, “non può essere trascurato il fatto che la formazione più generativa è quella ancorata alla ricerca di base, ai percorsi di ricerca-azione, ad una progettazione delle scuole che possono avvalersi della collaborazione dell’associazionismo professionale e dell’Università”. By Paola Bortoletto, Presidente Andis

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Scuola: Concorsi ordinari secondaria che flop, già 5.300 posti persi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Maggio 2022

Chi poteva pensare che il concorso ordinario della scuola secondaria poteva risolvere i problemi annosi del precariato e della mancata assunzione dei docenti pur avendo miriadi di cattedre vacanti? Sicuramente non il sindacato, che da tempo chiede di rispondere alla supplentite con il doppio canale di reclutamento andando ad utilizzare tutte le graduatorie esistenti per coprire la metà dei posti liberi. Il ministero dell’Istruzione ha invece puntato tutto sulle procedure concorsuali ed ora alunni e famiglie ne pagheranno le conseguenze: dai calcoli prodotti dalla stampa specializzata risulta che “già risultano prive di possibili vincitori 5.276 cattedre che, pertanto, rimarranno vacanti”. Il problema, rileva l’Anief, non è di poco conto, perché lo stesso ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso pubblico esattamente un mese fa, il 12 aprile, che sono 90mila le cattedre vacanti nella scuola: considerando i posti non assegnati tramite concorso, l’organico di fatto, a partire dalle cattedre in deroga sul sostegno agli alunni disabili, e il mancato utilizzo di tutte le Gps per le immissioni in ruolo (come confermato dall’Ordinanza n. 112 pubblicate ieri e che il sindacato impugnerà), come pure la mancata applicazione delle direttive della Commissione europea sull’assunzione a tempo indeterminato dei precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio, a settembre ci ritroveremo (considerando anche i circa 25mila pensionamenti) con oltre 200 mila supplenze da coprire.

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Un ponte tra la scuola e l’università di Parma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Parma. Con l’intento di approfondire e diversificare le iniziative di orientamento ai corsi di studio universitari, l’Università di Parma, anche alla luce delle esperienze positive riscontrate nelle attività in cui si è verificato un affiancamento degli studenti universitari agli studenti della scuola secondaria superiore, ha dato vita al progetto “UNiprTutorPerTe”, rivolto alle studentesse e agli studenti che provengono da percorsi di formazione tecnica e professionale della provincia di Parma. Con questa iniziativa, l’Università di Parma individuerà proprie studentesse e propri studenti a cui affidare compiti di tutorato a favore di studentesse e di studenti delle superiori, preferibilmente che frequentino la quarta, per migliorare e rafforzare il loro percorso di apprendimento di specifiche discipline, anche in vista dell’accesso al mondo universitario.Le esperienze già svolte di peer tutoring hanno dimostrato, infatti, una positiva influenza non solo sul rendimento scolastico e sulle aspirazioni educative, ma anche sulle capacità relazionali e sul benessere socio-emozionale.Le scuole che fossero interessate devono segnalare le proprie esigenze – sia in termini di potenziali destinatari (anche una prima stima) sia in ordine alle discipline – entro il 10 maggio alla UO Orientamento e Placement.

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Scuola: Sostegno alunni disabili, tra un mese prove al via per assegnare 25mila posti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

Manca un mese esatto all’inizio delle prove preselettive per l’accesso di 25.874 nuovi docenti ai corsi di specializzazione come docente di sostegno nella scuola pubblica: il decreto ministeriale n. 333 del 31 marzo scorso ha infatti stabilito che per sopperire carenza diffusa di docenti specializzati dal 24 al 27 maggio prossimi si svolgeranno i test per selezionare diverse decine di migliaia di aspiranti. Il decreto stabilisce che le prove di accesso saranno costituite da un test preselettivo, che consisterà in un test con 60 quesiti a risposta multipla sulle conoscenze didattiche, psicopedagogiche e giuridiche relative al profilo dell’insegnante di sostegno e le necessarie abilità linguistiche. Sull’argomento interviene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, lamentando l’ennesimo bando con numeri ridotti: “Sono più di 40 mila i posti affidati a personale non specializzato che ogni anno vanno a supplenze” e poi ci sono tanti altri posti in deroga, ha detto il sindacalista all’emittente Italia Stampa. “Tutto questo a fronte soltanto però di poco più di 20mila posti banditi. Come Anief denunciamo ancora una volta l’elusione della norma che vuole un numero di posti per la specializzazione sul sostegno pari a quelli di cui necessitano le scuole. Non è andata così: ancora una volta è stato dato spazio all’offerta da parte degli atenei e non al bisogno degli studenti e delle famiglie”. “Noi siamo pronti quindi è impugnare questo bando”, con apposito ricorso, “per tutelare tutti coloro che al termine delle prove saranno esclusi dei corsi di specializzazione. La verità – conclude Pacifico – è che la quanti di ammessi alla specializzazione negli atenei doveva essere il doppio di quella bandita e quindi le soglie delle preselettive sono sbagliate”, conclude il sindacalista Anief.

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Scuola: Riforma reclutamento docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi continua a difendere con i denti la sua riforma del reclutamento e formazione dei docenti imposta tre giorni fa in Consiglio dei ministri nel Decreto Pnrr 2: con questo programma “delinea un percorso chiaro per chi vuole diventare insegnante nelle scuole secondarie dopo anni in cui le regole sono cambiate più volte, generando confusione e allontanando molte persone, soprattutto i più giovani dall’insegnamento”, dice oggi il ministro al Messaggero. Inoltre, dice Bianchi, “con la riforma, i cui contenuti sono anche legati all’impegno preso con l’Europa sul Pnrr, nascerà la Scuola di alta formazione per dare linee guida, per una formazione continua che possa arricchire la professionalità del corpo docente. E poi avremo finalmente concorsi annuali, a garanzia di una maggiore continuità. Entro il 2024 assumeremo 70mila docenti”.Replica di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Secondo noi la riforma non è affatto risolutiva per andare a coprire l’enorme buco di posti vacanti che si è andato a creare per avere insistito su concorsi male impostati ed essersi opposti al doppio canale di reclutamento negando le assunzioni da tutte le graduatorie Gps e dei precari con 24-36 mesi di servizio. Questa riforma, approvata dal Governo senza il sostegno delle parti sociali, dei sindacati e dei lavoratori va cambiata, perché rende troppo lungo e complesso il percorso verso la stabilizzazione: talmente di difficile attuazione che due cattedre su tre oggi vacanti continueranno a rimanere senza titolare”.“Contro questo obbrobrio normativo – continua il sindacalista – siamo pronti a mobilitarci e a tornare in piazza, anche a scioperare: senza se e senza ma, tutti insieme. Perché è bene ricordare che la logica di questa riforma del reclutamento è quella selettiva-competitiva aziendale: all’aggiornamento incentivato, ad esempio, potranno accedere solo la metà dei docenti richiedenti. E anche il ruolo di mentoring e tutoring sarà pagato solo a poche migliaia di insegnanti, lasciando fuori gli altri 850mila. Questi sarebbero gli attesi incentivi di carriera per i docenti da valorizzare? Intanto il contratto è fermo da 40 mesi e gli aumenti previsti copriranno un terzo dell’inflazione che nel frattempo si è accumulata. Così non si può andare avanti: cambiamo la riforma. A maggio manderemo un segnale importante, assieme a tutti i lavoratori della scuola. Se non basterà, se la conversione in legge del decreto non dovesse produrre cambiamenti sostanziali, siamo pronti a ricorrere nei tribunali d’Europa e d’Italia”, conclude Pacifico.

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Scuola: 2 docenti europei su 3 insoddisfatti dello stipendio

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

Gli insegnanti italiani non guadagnano solo poco, ma devono anche attendere 35 anni di carriera per arrivare all’apice della carriera. A rimarcarlo è l’ultimo Quaderno Eurydice “Insegnanti in Europa: Carriera, sviluppo professionale e benessere”. Lo studio prende il via dallo scarso grado di soddisfazione degli insegnanti europei per gli stipendi percepiti, che diventano ancora più miseri quando confrontano le loro buste paga con quelle dei lavoratori UE con un’istruzione di pari livello. La percezione dei docenti europei di guadagnare poco è stata confermata dalle risposte all’ultimo questionario proposto da TALIS, che ha dato la possibilità agli insegnanti di dichiarare in che misura sono soddisfatti del loro stipendio: “nel complesso, a livello UE, solo il 37,8% degli insegnanti considera il proprio stipendio soddisfacente o molto soddisfacente, con molti paesi che mostrano percentuali inferiori al 30%”. Se questa è la percezione del docente medio europeo, è immaginabile cosa possa pensare l’insegnante italiano del suo trattamento stipendiale, già del 30% più basso di quello dei colleghi UE. “In Italia, oltre alla progressione lenta, l’aumento dello stipendio è relativamente modesto rispetto ad altri paesi e gli insegnanti devono lavorare per 35 anni per raggiungere il massimo dello stipendio, che è circa il 50% in più dello stipendio iniziale”, scrive Orizzonte Scuola. Mentre in altri Paesi, come la Francia, il massimo della carriera si raggiunge già dopo una ventina di anni di carriera. E si va in pensione prima.

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Scuola: docenti e abbandoni scolastici

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

“Come si fa a pensare di lottare contro la dispersione annuale in Italia di oltre mezzo milione di studenti, che lasciano gli studi senza arrivare al diploma, con una media di oltre tre punti percentuali sopra quella UE, mettendo a disposizione un solo docente ogni cinque plessi scolastici?”. A chiederlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a seguito dell’illustrazione da parte del ministero dell’Istruzione dei criteri di funzionamento dell’algoritmo per l’assegnazione di circa 9mila insegnanti in deroga alle regole sul dimensionamento: secondo Pacifico l’intenzione di legare la dispersione al tasso di abbandono e zone socio-economicamente depresse di fondo può anche essere corretta, ma non si può di certo vincere una battaglia così difficile, che porta 543mila studenti a lasciare i banchi e andare a migliorare il record italiano della vergogna dei Neet, con un numero così esiguo di risorse umane.Anief ricorda che in base agli ultimi dati Istat il gap sulla dispersione diventa elevato nel Mezzogiorno, soprattutto tra gli alunni appartenenti a famiglie dove il titolo di studio non è elevato e la professione dei genitori non è qualificata. Sempre secondo il leader dell’Anief, “per quanto si sia d’accordo con interventi aggiuntivi nelle aree con maggior disagio socio-economico-culturale, questo non può essere ricondotto a un solo intervento correttivo per tali zone. Perché è tutta la scuola italiana a dovere essere investita di interventi economici finalizzati a dare una svolta al corso della storia dell’istruzione che negli ultimi decenni, contrassegnata da tagli agli organici scolastici e da chiusure di interi istituti passando da oltre 12mila autonomie del 2012 alle attuali 8mila, privando intere comunità dei plessi di istruzione che, nella maggior parte delle piccole realtà periferiche, rappresentano l’ultima presenza dello Stato”. “Quello che serve – conclude il sindacalista autonomo e rappresentativo – non sono operazioni simboliche o di ‘facciata’, con 8-9mila docenti in più per combattere la dispersione, come quella presentata dal ministero dell’Istruzione: la verità è che servono almeno 10 miliardi per l’edilizia scolastica e interventi per il ripristino dell’organico e delle sedi precedenti alla Legge 133 del 2008 approvata dall’allora Governo Berlusconi”.

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Scuola: Nuove assunzioni e formazione docenti, secondo Bianchi non è un percorso a ostacoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2022

Secondo il ministro dell’Istruzione la riforma di assunzione e formazione dei docenti, approvata l’altro ieri dal Consiglio dei ministri all’interno del Decreto Pnrr 2, “non è un percorso a ostacoli, ma un percorso formativo chiaro”. Replica Marcello Pacifico, presidente Anief: “è peggio, è una lotta alla sopravvivenza, resteranno tutti i posti vacanti. La verità è che di fronte a 100 mila posti oggi senza titolare, a 23 anni di abusi sui precari, il Governo rende l’accesso al ruolo docente più difficile, più complicato, più lungo. Prevediamo che i due terzi dei posti oggi liberi rimarranno tali”.Il sindacato contesta anche la parte sull’incentivazione dei docenti che aderiranno a una formazione aggiuntiva: è un sistema che non regge, non comporta aumenti strutturali e comunque solo per pochi. “Siamo pronti a impugnare il riconoscimento dell’incentivazione salariale decisa dai comitati di valutazione, come prevede il decreto, nelle more del rinnovo contrattuale. A meno che il Parlamento, in fase di conversione di legge del testo, si renda conto – conclude Pacifico – della inapplicabilità di questa procedura cervellotica”.

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Scuola: Graduatorie precari, in arrivo ordinanza rinnovo Gps per quasi un milione di supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2022

Anche il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione non manca di esprimere i suoi rilievi sulla bozza di ordinanza che il ministero dell’Istruzione si accinge a produrre sull’aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze e di quelle d’Istituto valide per il biennio 2022/2024: solo nelle Gps sono presenti 400mila candidati e ancora di più nelle graduatorie d’istituto. Il Cspi, pur esprimendo parere favorevole, si sofferma su diversi limiti presenti nel testo che, secondo la stampa specializzata, potrebbe essere pubblicato già la prossima settimana, con le domande degli oltre 400mila candidati che potrebbero essere presentate “a partire dal 2 maggio”: anche il Cspi, in particolare, come Anief ritiene che sull’aggiornamento delle graduatorie sia necessario allungare la tempistica per la presentazione delle domande, come pure debba essere fornita maggiore chiarezza sull’attribuzione degli incarichi, oltre che cancellare le sanzioni per chi rifiuta gli incarichi.L’ufficio legale Anief ribadisce l’illegittimità del testo sinora prodotto dall’amministrazione su Gps e graduatorie d’istituto: sarebbe illegittimo anche non sciogliere la riserva per la specializzazione su sostegno conseguita entro il 31 luglio con il TFA VI ciclo (inserimento in I fascia) o laurea in Scienze della formazione primaria e il titolo conseguito all’estero non riconosciuto al 20 luglio dal Ministero dell’Istruzione. Come è errato non consentire l’inserimento con riserva e lo scioglimento della stessa per il diploma ITP o la laurea conseguita entro il 20 luglio (inserimento in seconda fascia). Se la bozza di testo verrà confermata, pertanto, saranno avviati i ricorsi Anief sulle Gps 2022.

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Scuola: Riforma del reclutamento, Anief giudica negativamente

Posted by fidest press agency su martedì, 26 aprile 2022

Cambia il reclutamento degli insegnanti: lo ha deciso ieri il Consiglio dei Ministri collocando le nuove modalità di accesso alla professione all’interno del Decreto Pnrr 2. Il pacchetto scuola, con innovazioni nel reclutamento e la formazione degli insegnanti, prevede un percorso universitario di formazione iniziale con almeno 60 crediti formativi, con una prova finale abilitante, cui accedere anche durante i percorsi di laurea triennale e magistrale o con la laurea magistrale a ciclo unico, poi un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale e un periodo di prova di un anno. Al concorso potranno accedere pure i precari che abbiano svolto servizio presso le scuole statali per almeno 3 anni scolastici, anche non continuativi, negli ultimi 5 anni. Anief giudica negativamente le novità introdotte, peraltro senza prendere minimamente in considerazione le osservazioni mosse dal sindacato in occasione del confronto svolto la scorsa settimana: secondo il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, “la riforma sul reclutamento, la formazione e la valutazione degli insegnanti approvata dal Governo rende più difficile e lungo il percorso della docenza, allontana i precari dalla stabilizzazione perché i concorsi semplificati porteranno in cattedra pochi candidati. Inoltre, questo genere di percorso a ostacoli mortifica ancora una volta il lavoro svolto in classe. A questo punto è evidente che il Parlamento debba modificare il testo, proprio per rispettare la dignità di un milione di insegnanti italiani”, conclude il sindacalista Anief.

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Selezione del personale scolastico di ruolo da destinare a prestare servizio all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 aprile 2022

Pubblicato il 15 aprile 2022 sulla Gazzetta Ufficiale (Concorsi ed Esami n. 30) e sul sito MAECI il bando per la selezione di docenti e personale Ata da inviare all’estero, aree linguistica francese, inglese, spagnola e tedesca.Il 26 aprile 2022, ore 17, segui il webinar Anief “BANDO DI SELEZIONE DEL PERSONALE DA DESTINARE ALL’ESTERO. COME COMPILARE LA DOMANDA?”Eurosofia in collaborazione con Anief, ha creato un percorso ad hoc “Competenze interculturali a scuola e strategie di apprendimento cooperativo” che è requisito di accesso per partecipare alla selezione per insegnare all’estero. Tra i requisiti previsti è infatti necessario aver svolto un’attività formativa di almeno 25 ore, organizzata da soggetti accreditati al MIUR ai sensi della direttiva 170 del 21 Marzo 2016, su tematiche afferenti a: – intercultura, internazionalizzazione o management per dirigenti scolastici; – intercultura, internazionalizzazione per docenti e ATA http://www.eurosofia.it

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Scuola e università: Nuove abilitazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

“Avviare un confronto, anche preventivo, per dare nuove regole per la formazione iniziale degli insegnanti, affinché l’esperienza avuta con le scuole di specializzazione non si esaurisca in percorsi più lunghi e più inutili, che vanno a invecchiare i giovani che vogliono insegnare e che non portano al reclutamento di chi passa per questi percorsi per diventare docente”. Così si è espresso Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief e segretario confederale Cisal, nell’incontro tenuto con il ministro dell’Università e Ricerca, Maria Cristina Messa, per discutere della riforma dei titoli di abilitazione.Pacifico ha spiegato, durante una videointervista all’agenzia Teleborsa, che sulle abilitazioni “è importante semplificare le procedure, non complicarle. Sempre senza dimenticare i tanti precari, che hanno diritto anche loro al riconoscimento del servizio che hanno svolto e quindi alla stabilizzazione del rapporto di lavoro”.In generale, “Per quanto riguarda il tema della scuola, in particolare per il rapporto scuola-università, abbiamo sottolineato la necessità impellente di un confronto con entrambi i Ministri e ministeri, per le scelte che riguarderanno il tutoraggio attivo fin dal terzo anno delle scuole secondarie, per avvicinare gli studenti al mondo universitario”.Il leader Anief ha aggiunto che in ambito prettamente universitario, invece, come Cisal l’organizzazione sindacale ha “chiesto al Ministro Cristina Messa degli interventi, in primo luogo per realizzare la riforma che individua nel dottorato di ricerca un titolo valido per l’accesso alla Pubblica Amministrazione e soprattutto un titolo da valorizzare”. Il sindacalista ha poi detto che “non vanno poi dimenticate le ultime riforme approvate nella legge di bilancio, che hanno previsto dei salari aggiuntivi per i tecnologi degli enti vigilati dal Ministero dell’istruzione, ma non per i ricercatori tecnologi degli enti non vigilati”.

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Scuola Sostegno, Anief chiede ammissione con riserva per i docenti che si specializzeranno entro il 31 luglio

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2022

Marcello Pacifico (Anief): “Esprimiamo soddisfazione innanzitutto per l’accoglimento, da parte dell’Amministrazione, di una delle richieste che avevamo presentato: ovvero della possibilità di dichiarare con riserva il servizio prestato fino alla fine dell’anno. Le proposte ministeriali continuano però a comprimere i diritti del personale precario. Non si può immaginare che i supplenti che devono esprimere le preferenze siano trattati come il personale di ruolo che deve fare domanda di trasferimento senza conoscere le disponibilità – come ipotizza il Ministero. Qui conoscere in anticipo le preferenze è essenziale talvolta per assicurarsi un contratto a tempo determinato, senza contare che le preferenze da ordinare sono ben più delle quindici previste per la mobilità. Come sindacato insisteremo anche per far riconoscere la possibilità di dichiarare titoli di accesso conseguiti fino al 31 luglio”.Come sempre ANIEF esprime la necessità di una maggiore trasparenza da parte dell’Amministrazione, con la previsione di pubblicazione delle disponibilità effettive ai fini del conferimento degli incarichi prima – e con un numero di giorni di anticipo adeguato – della procedura di compilazione della procedura informatizzata per le supplenze.Tra le tante richieste proposte dal sindacato Anief, anche la previsione di attribuzione del punteggio come servizio specifico sul grado di istruzione dei servizi svolti come IRC o materia alternativa e il riconoscimento del punteggio al servizio militare svolto non in costanza di nomina.Sull’aggiornamento delle GPS, comunque, e sul conseguente conferimento degli incarichi, gli incontri tra Ministero e sindacati proseguiranno, in particolare sarà materia di confronto una delle richieste più incalzanti del nostro sindacato: garantire a chi ha più punteggio di poter beneficiare delle disponibilità sopraggiunte successivamente al suo turno di nomina. Ciò anche per garantire l’accesso per merito nella Pubblica Amministrazione che le ultime nomine hanno visto compromesso con l’assegnazione di supplenze più durature ad aspiranti con punteggi inferiori a quelli degli aspiranti collocati più in alto in graduatoria e per i quali non erano presenti disponibilità al momento del loro turno di nomina.Per le date di presentazione delle domande il Ministero continua a ipotizzare l’ultima decade di aprile per l’avvio e la metà di maggio per il termine delle domande.Si attendono le decisioni da parte dell’Amministrazione nonché le prossime occasioni di confronto rispetto ai temi posti oggi dai sindacati e la calendarizzazione dei prossimi incontri.

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Scuola: Pensione, 10mila domande in meno del 2021

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2022

La fine di Quota 100, solo parzialmente compensato soltanto per un anno con Quota 102, sta producendo i primi effetti negativi per i lavoratori e “benefici” per le casse dello Stato: nella scuola quest’anno sono state presentate 10mila domande in meno di pensionamento. “Sono troppo poche le domande per le pensioni – afferma il sindacalista – perché Quota 102 e Opzione Donna penalizzano chi lavora a scuola, dove bisogna lavorare 43 anni per avere la pensione, tra l’altro pure ridotta del 35% se si vuole uscire qualche anno prima a 63-64 anni”, ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. All’agenzia Teleborsa, il sindacalista ha detto che questo modo di trattare i lavoratori pubblici “è criminale perché si lavora tutta una vita intera ed è scandaloso che questo avvenga nella scuola, dove si è stato registrato il più alto livello di burnout nell’ambito del pubblico impiego”. Pacifico è tornato a chiedere “una finestra” di uscita anticipata dalla scuola senza penalizzazioni.“È a questo – ha continuato il presidente – che punta l’Anief: ad una finestra non penalizzante per il personale della scuola, che vada a svecchiare il personale più vecchio al mondo e, nel contempo, vada a riconoscere il lavoro svolto e gli anni di formazione a partire dal riscatto gratuito degli anni universitari per un titolo che oggi è considerato titolo di accesso a questa professione”. Secondo Anief è sempre più indispensabile permettere il pensionamento a 63 anni per tutti i dipendenti della scuola, includendoli nell’elenco delle professioni gravose che meritano l’anticipo senza tagli all’assegno di pensione: l’incidenza tumorale a fine carriera risulta infatti molto più alta rispetto ad altri comparti pubblici e privati. Come va data la possibilità ai docenti del riscatto gratuito della laurea. Il sindacato, invece, respinge la soluzione prospettata dal Governo di approvare dal 2023 ‘Opzione per tutti’, che come l’anticipo ‘Opzione Donna’ sottrae dall’assegno pensionistico fino al 35-40% che corrispondono a 500-600 euro al mese sottratti illegittimamente a chi ha lavorato per una vita.

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Scuola: Nuovo protocollo sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2022

L’Anief ribadisce il suo secco No all’utilizzazione dei docenti rientrati dalla sospensione trattandoli come personale inidoneo alla funzione e, all’incontro previsto oggi per la sottoscrizione tra Ministero e sindacati del nuovo protocollo sicurezza, confermerà la propria posizione anche riguardo l’uso della DAD e della DDI, da superare visto il termine dello stato di emergenza sanitaria, e la dotazione da parte delle scuole di FFP2 ad alunni e personale in caso di attivazione delle procedure previste al verificarsi di almeno quattro casi di positività all’infezione da SARS-CoV-2 nelle classi.Inoltre, in attuazione di quanto stabilito nel PNRR, l’Anief chiederà la conferma dell’organico Covid anche per il prossimo anno scolastico e di procedere entro un mese alla mappatura delle condizioni strutturali-logistiche degli edifici scolastici al fine di programmare, in uno specifico tavolo con i sindacati, gli interventi relativi alla revisione dei criteri sul dimensionamento scolastico e sul rapporto alunni–personale scolastico.

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Scuola: Formazione e card docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

Il cambio di giurisprudenza, alla luce anche della remissione in Corte di giustizia europea della normativa Italiana (legge 107/15) ottenuta dai legali Anief che ora apre le adesioni ai ricorsi al giudice del lavoro per restituire agli aventi diritto fino a 2.500 euro per i cinque anni di supplenza trascorsi.L’iniziativa legale si accompagna a una serie di successi ottenuti sempre dall’ufficio legale di Anief a difesa dei diritti dei precari: dal riconoscimento del salario accessorio ai supplenti brevi alle ferie non godute, dagli scatti di anzianità ai risarcimenti per abuso dei contratti a termine alle mensilità estive. Per non parlare del contenzioso vinto in Cassazione sul riconoscimento per intero del servizio preruolo nella ricostruzione di carriera o del primo gradino stipendiale negato ai neoassunti dal 2011.Il giovane sindacato guidato da Pacifico promette battaglia anche nei tavoli contrattuali in vista pure del voto RSU del prossimo aprile: tra le richieste di modifica del contratto la necessità di garantire la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo e una specifica indennità di incarico per chi è precario con più di 36 mesi di servizio. Per vincere la supplentite Anief ha chiesto al ministro Bianchi di utilizzare il doppio canale di reclutamento assumendo in ruolo i precari dalle stesse graduatorie (GPS) da cui sono assunti a tempo determinato, senza dimenticare gli ITP, IRC, ATA, educatori e le migliaia di diplomate magistrale esclusi dal reclutamento. Un docente con supplenza annuale ha diritto all’aggiornamento professionale: lo hanno stabilito pochi giorni fa i giudici di Palazzo Spada chiedendo al ministero dell’Istruzione di mettere a loro disposizione gli strumenti, le risorse e le opportunità, che garantiscono la formazione in servizio, perché non vi può essere una disparità di trattamento tra personale di ruolo e non di ruolo. Nella sentenza n.1842/2022, il Consiglio di Stato ha fatto riferimento diretto alla remissione in Corte di giustizia europea sullo stesso tema, ottenuta dai legali Anief e promossa dal tribunale di Vercelli. A questo punto, per l’ufficio legale del giovane sindacato, manca solo un ultimo passaggio per l’ottenimento dei 500 euro annui e il recupero di 2.500 euro per chi ha svolto supplenze annuali nell’ultimo lustro: il ricorso ai giudici del lavoro. “La posizione assunta dal Consiglio di Stato conferma che la nostra battaglia sull’estensione della card docente per l’aggiornamento non è corretta solo come principio ma anche a livello giuridico – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e riteniamo che sulla sentenza abbia certamente influito la nostra remissione in Corte di Giustizia europea. Invitiamo pertanto tutto il personale precario e chi ha svolto supplenze annuali ad aderire al ricorso patrocinato dai legali Anief presso il tribunale del lavoro”.

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