Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘scuola’

Scuola: Concorso straordinario secondaria

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Dopo l’ordinanza n. 8267 del Tar del Lazio, che ha imposto al ministero dell’Istruzione lo svolgimento della prima prova suppletiva del concorso della scuola secondaria, siamo pronti a raccogliere e portare avanti i ricorsi di chi si trova in questa situazione per chiedere la stessa procedura di accesso aggiuntiva. Ma nello stesso tempo ci chiediamo anche a cosa serva realizzare queste selezioni di docenti che da anni insegnano nelle nostre scuole e sono stati pure già abbondantemente valutati per le loro capacità, anche dai genitori degli alunni e dagli stessi colleghi: a dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief nel corso di un’intervista rilasciata ad Italia Stampa.Secondo il sindacalista autonomo, “visto che i candidati del concorso straordinario devono andare a finire, alla fine di questo concorso, in delle graduatorie che sostituiscono le Graduatorie ad esaurimento, allora che vadano in queste graduatorie per titoli”, spiega ancora il sindacalista autonomo. Pacifico sostiene, quindi, che va eliminato il concetto della selezione, anche perché parliamo di personale che lavora da anni nello Stato ed ha già ampiamente dimostrato le sue competenze e capacità d’insegnamento: “il concorso va tramutato in una procedura per soli titoli, anche avvalendosi dei risultati di queste prove che devono essere garantite a tutti. Su questo stiamo lavorando con un emendamento in Parlamento alla Legge di Bilancio 2021: speriamo che la politica ci dia ascolto, tenendo conto che nel frattempo continueranno ad andare avanti i ricorsi di Anief in tribunale per fare ammettere tutti gli aspiranti a queste prove selettive, come anche a quelle del Tfa sostegno”. La posizione espressa dal Tribunale regionale del Lazio è chiara: chi è stato impossibilitato a partecipare alle verifiche del concorso straordinario per docenti della scuola secondaria perché colpito dalla pandemia, era in quarantena o malato di Covid, ha pieno diritto a partecipare alle delle prove suppletive. Ancora di più perché si è svolto solo il 75% delle prove. “Questa ordinanza – dice Marcello Pacifico ad Italia Stampa – ci rende ancora più convinti che a tutti coloro che sono stati impossibilitati a partecipare alle prove, anche per divieto di spostamento e per tutte le limitazioni che ci sono state, debba essere data una seconda possibilità”.

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Scuola: Pubblicato dossier su infortuni studenti e personale scolastico

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Come riporta Orizzonte Scuola, è stato pubblicato come ogni anno in occasione del 22 novembre, la Giornata nazionale dedicata alla sicurezza nelle scuole, il volume che fa una panoramica sui progetti formativi promossi dall’Istituto integrati con le misure per la prevenzione e la gestione dei rischi di contagio da Covid-19.Secondo l’Inail, il dossier “offre una selezione dei progetti realizzati dalle strutture regionali e centrali dell’Inail, nei quali sono state integrate nozioni specifiche sui rischi biologici, sul Covid-19 e sulle misure di prevenzione adeguate. La pubblicazione, realizzata dalla Direzione Centrale prevenzione e dalla Direzione centrale pianificazione e comunicazione e con i contributi della Direzione centrale patrimonio e della Consulenza statistica attuariale dell’Istituto, si presenta nella sua versione digitale come un prodotto dinamico, in continua evoluzione: verrà infatti periodicamente aggiornato con le iniziative e i contributi dedicati al mondo della scuola quali ad esempio quelli che saranno presentati alla Fiera Job&Orienta digital edition”.All’interno dell’elaborato, “c’è spazio anche per il Covid. Nel dossier si trova infatti un aggiornamento sulle avventure di Napo dedicate all’emergenza sanitaria. Nella prima delle due ultime videostorie pubblicate vengono illustrati brevemente i rischi legati al Coronavirus, le modalità di contagio e i comportamenti da adottare. Nell’altra si parla del lavoro agile, delle sue caratteristiche e dei possibili disturbi muscoloscheletrici che possono derivarne. Anche se i contenuti non sono stati elaborati specificamente per il mondo della scuola, questi video possono rappresentare un contributo utile a studenti e insegnanti, sia in presenza sia nella didattica a distanza”.Pubblicati anche “i dati dell’Istituto sugli infortuni occorsi a studenti e insegnanti nel triennio 2017-2019, un aggiornamento sulle attività per il rinnovo del patrimonio edilizio scolastico, una sezione dedicata a film, docufiction e corti ispirati ai temi della legalità e della sicurezza a scuola e una dedicata a pubblicazioni. Incentrata quest’anno sul tema dell’emergenza sanitaria, la sezione contiene una selezione di contributi sulla gestione del Coronavirus realizzati dall’Inail negli ultimi mesi. Nel 2019 sono state 78850 le denunce per infortuni che hanno interessato studenti, 13700 gli infortuni occorsi agli insegnanti sempre nello stesso anno”.

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Scuola: Valutazione periodica e finale degli alunni della scuola primaria

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

“Le linee guida, elaborate da un gruppo di lavoro ristretto coordinato dalla Dott.ssa Elisabetta Nigris, coordinatrice nazionale dei presidenti dei corsi di laurea in scienze della formazione primaria, rappresentano un manuale completo di docimologia”, commenta il segretario generale Giuseppe Faraci. “Dettano, con la piena consapevolezza delle caratteristiche di quel segmento scolastico, le modalità e gli strumenti, sia didattici che tecnici, su come formulare il documento di valutazione finale che dovrà attestare i risultati del percorso formativo di ciascun alunno, mediante la descrizione dettagliata dei comportamenti e delle manifestazioni dell’apprendimento rilevati in modo continuativo”, ha concluso FaraciL’ordinanza ministeriale che ne introduce la piena attuazione, già a decorrere dal corrente anno scolastico, 2020/21, prevede anche delle misure di accompagnamento per le istituzioni scolastiche, le quali prevedono per un biennio, a partire dall’a.s. 2020/21, azioni di formazione finalizzate a indirizzare, sostenere e valorizzare la cultura della valutazione e degli strumenti valutativi nella scuola primaria.“Via quindi i numeri in pagella per gli alunni della scuola primaria e ben vengano i giudizi descrittivi che consentiranno una più attenta valutazione delle attitudini e specificità che mettono in risalto le caratteristiche del bambino”, conclude il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.Il Ministero ha infine rassicurato, su esplicita richiesta di Anief, che verrà sin da subito attivato un piano di formazione sia dei docenti della scuola primaria che dei dirigenti scolastici degli istituti comprensivi, che sin da subito dovranno poi provvedere ad adottare le deliberazioni collegiali necessarie e provvedere al conseguente aggiornamento del PTOF della scuola primaria.L’Ordinanza ministeriale e le allegate linee guida verranno inviate al CSPI per le considerazioni e il parere definitivo prima della pubblicazione.

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Anief presenta 65 emendamenti su Scuola, Università e Ricerca per affrontare l’emergenza Covid

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Rilanciare la scuola valorizzando chi vi opera: è l’intenzione espressa dal sindacato autonomo Anief andando a modificare la Legge di Bilancio 2021. Anief ha fatto presentare tanti emendamenti che riguardano il personale scolastico, a partire da quello precario che ha svolto 36 mesi di supplenze anche non continuative all’interno della scuola con qualsiasi ruolo: quindi come personale docente, educativo, insegnanti di religione. Tutti lavoratori che vanno assunti così come avviene già nel privato. Come vanno lasciati in ruolo i precari già assunti a tempo indeterminato con riserva o chi ha avuto la rescissione del contratto perché c’è stata una sentenza negativa, quando però in realtà aveva già superato proprio l’anno di prova.Preso atto del fallimento del reclutamento adottato negli ultimi, con 250 mila supplenze annuali sottoscritte quest’anno e oltre la metà delle immissioni in ruolo saltate, l’Anief ha rilanciato delle istanze che in passato il Parlamento ha già adottato, come “la riapertura delle GaE”, autorizzata nel 2008 e nel 2012, “e l’avvio di corsi abilitanti aperti a tutto il personale che ha maturato 36 mesi di servizio. Questo è molto importante perché il doppio canale di reclutamento” va necessariamente avviato: “ce lo dice la Cassazione, la Corte Costituzionale italiana e l’Europa. Tra l’altro l’Anief su questo punto ha presentato all’UE dei reclami collettivi e a gennaio si avrà la risposta.”Tra i vari interventi che stiamo realizzando – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – c’è anche quello che guarda all’Europa, per far riconoscere il rischio biologico per il personale della scuola perché è quello più a rischio burnout in tutta le Pubblica amministrazione: per tale motivo chiediamo anche un’indennità per il personale scolastico. Riteniamo che questo sia il momento in cui la politica valorizzi di più il lavoro che si sta facendo sia in presenza che a distanza per garantire sempre il diritto all’istruzione”, ha concluso.

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Gianni Rodari: Scuola di fantasia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

Collana i Libri di Gianni Rodari, pp. 272, 16 euro In libreria dal 3 dicembre. La nave di Teseo. Che cosa farebbe un bimbo se avesse a disposizione un telecomando magico con cui spegnere le persone e spostarle nello spazio? Quali sono i nove modi in cui gli adulti finiscono per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura? E perché una professoressa può addirittura diventare allergica ai genitori, con tanto di irresistibile «orticaria morale»? Dallo straordinario inventore della Grammatica della fantasia, una raccolta di articoli, saggi e interventi – pubblicati lungo l’arco di oltre vent’anni – sulla scuola, sul rapporto educativo tra adulti e bambini e sull’importanza di esercitare l’immaginazione, grazie al potere liberatorio della parola, restituendole lo spazio che le compete nella vita dei nostri figli. E, perché no, nella nostra. Nuova edizione, accompagnati dalle introduzioni di Paolo Fallai.

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ANCoDiS: legge di bilancio e rinnovo contrattuale per la scuola del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

E’ in dirittura d’arrivo l’esame della legge di bilancio per il 2021 in Commissione Bilancio della Camera e da parte di Ancodis è prestata ovvia attenzione agli articoli che interessano la scuola italiana.“Tra le misure previste – fa rilevare il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – troviamo il piano pluriennale per l’assunzione in organico di diritto di 25000 docenti di sostegno che si accompagna al piano per la formazione sui temi dell’inclusione unitamente all’acquisto di ausili didattici, l’assunzione di 1000 docenti di potenziamento per rispondere alle carenze di organico nella scuola dell’infanzia, la stabilizzazione degli Assistenti tecnici nella scuola del primo ciclo e dei collaboratori scolastici ex LSU. Dal punto di vista infrastrutturale è posta l’attenzione per l’ammodernamento degli edifici, per il potenziamento della digitalizzazione delle scuole (implementata l’attività degli animatori digitali e dei team digitali), per il sistema dei trasporti urbani ed extraurbani che – in questa emergenza pandemica – si è rivelato uno degli anelli deboli. Viene, infine, incrementato il fondo per la formazione e l’apprendistato e “riesumata” e speriamo semplificata la 440, una legge che dà meritata attenzione all’arricchimento ed ampliamento dell’offerta formativa”. Per Cicero “sembra andare avanti quella nuova visione che, a partire da quanto fatto per rispondere all’emergenza sanitaria, mette in campo un significativo investimento in risorse umane e in beni materiali di cui la scuola ha certamente un gran bisogno a partire dall’attenzione al sistema di istruzione 0-6.”ANCODIS apprezza l’inversione di rotta del governo e del Ministero e condivide l’importanza di INVESTIRE in istruzione e cultura dopo un ventennio di tagli lineari di risorse che hanno profondamente inciso sulla qualità del sistema scolastico italiano.“Occorre riconoscere – continua Rosolino Cicero – che siamo entrati nella strada giusta ed auspichiamo l’inizio di un processo davvero irreversibile. Suscita ovvio interesse anche l’attenzione alle risorse per il rinnovo contrattuale con la previsione di incrementarne gli attuali stipendi.” Il Presidente Cicero pone alle forze politiche, alle OO.SS., alle Associazioni di categoria una domanda: “con queste scelte politiche siamo prossimi alla scuola moderna e più europea o se – nonostante questi importanti investimenti – vogliamo restare ancorati alla visione della scuola della fine 900? “Investire – continua – in risorse umane e materiali non è sufficiente se poi si lascia invariato il modello scolastico. Occorre anche dare la meritata attenzione al suo funzionamento organizzativo e didattico dal quale deriva la qualità dell’offerta formativa e l’azione che quotidianamente si mette in campo nelle autonome istituzioni scolastiche”. Per i Collaboratori dei DS e le figure di sistema di Ancodis, autonomia, offerta formativa e governance scolastica devono integrarsi in una visione unitaria nella quale tra il Dirigente scolastico ed il corpo docente si riconosca l’esistenza insostituibile delle figure intermedie (Middle management scolastico) che devono finalmente godere di una identità giuridica e contrattuale incardinata in una vera carriera professionale. “Nessuno – afferma Rosolino Cicero – oggi più che mai può disconoscere che la moderna governance scolastica è la conditio sine qua non per la qualità dell’offerta formativa e per l’efficienza nelle attività didattiche e nei servizi ad alunni e famiglie”.Ancodis non finirà mai di affermarlo: l’organizzazione gestionale e didattica sta alla base del buon funzionamento ed i DS – senza l’apporto e la professionalità dei loro Collaboratori e delle figure di sistema oggi “strutturate” in tutte le comunità scolastiche – non possono guidare e gestire un sistema che in questi ultimi anni è divenuto sempre più complesso e gravato di numerose incombenze che vanno dalla didattica alla sicurezza, compresa quella covidiana.“Riteniamo – sottolinea ancora Cicero – ormai ineludibile il tema del riconoscimento delle nostre professionalità quotidianamente al servizio – ma giuridicamente e contrattualmente non vale – delle comunità scolastiche. Se si guarda alla scuola italiana dei prossimi anni, non si può più escludere dagli obiettivi una innovazione legislativa che porti al riconoscimento giuridico dei Collaboratori dei DS e delle figure di sistema e ad un nuovo modello contrattuale nel quale trovi spazio l’area del middle management scolastico.” La seconda proposta di Ancodis riguarda la sostituzione del Dirigente Scolastico: in caso di assenza e/o impedimento del Dirigente Scolastico non è prevista dall’ordinamento scolastico una figura istituzionale che eserciti le funzioni! “Le ragioni di una innovazione legislativa che copra questo vulnus nella gestione delle I.S. autonome – dichiara il Presidente Cicero – ci sembra ormai giunta: il riconoscimento di diritto di chi può sostituire – entro certi limiti – il DS (per esempio l’Assistant principal anglosassone) ed il distaccamento ex lege dalle attività didattiche è ormai una necessità in tutte le scuole a partire in particolare da quelle in reggenza.” Ed il tema della modalità di accesso, della permanenza nel nuovo status, della valorizzazione nella carriera professionale, del riconoscimento nelle prove concorsuali compreso quello per l’area dirigenziale, per Ancodis deve essere aperto senza posizioni ideologiche o pregiudizi di categoria. “La terza proposta – conclude Cicero – riguarda un tema più generale: è il tempo di un patto generazionale e professionale tra tutte le componenti impegnate alla costruzione di un sistema scolastico che, fondato sulla storica ed indiscussa tradizione, si apra a quelle innovazioni culturali e contrattuali capaci di integrare nuovi modelli didattici e moderne azioni organizzative mettendo sempre al centro i bisogni formativi delle nuove generazioni ma andando oltre le arcaiche norme giuridiche e superati schemi contrattuali.” Infine, il Presidente di Ancodis lancia un appello: “Chi oggi guida il Paese, chi ha la responsabilità di indicare una direzione, chi deve sedere al tavolo del confronto, chi deve rinunciare magari ad antichi privilegi, chi ha a cuore la scuola dei nostri figli, assuma la necessaria responsabilità e faccia un passo avanti.” I Collaboratori dei Dirigenti scolastici e le figure di sistema di Ancodis sono pronti a dare un contributo fondato sulla forza dell’esperienza e della professionalità acquisita sul campo.Per Ancodis Ins. Kelia Modica Responsabile Comunicazione Ancodis

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Scuola: I mille assistenti tecnici informatici assunti per il Covid entrano nell’organico di diritto

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Trova spazio nel Disegno di Legge di Bilancio 2021 – che ha avuto il via libera dal Governo ed è ora all’esame della Camera – la proroga al 30 giugno dei mille assistenti tecnici assunti in sovrannumero nelle scuole del primo ciclo per affrontare l’emergenza Covid19: il provvedimento prevede anche la trasformazione di tali posti dall’organico straordinario all’organico strutturale. Inoltre, è questa la novità di maggiore rilievo, il Governo ha introdotto anche in maniera stabile la figura del tecnico nelle scuole del primo ciclo, con assunzioni a tempo indeterminato dal 2021 pure in questo grado scolastico. C’è anche la novità assoluta dell’inserimento in organico di 1.000 assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo nel Disegno di Legge di Bilancio 2021 in fase di esame in Parlamento, dopo il sì del Consiglio dei ministri. Tale decisione è stata messa in evidenza dalla viceministra Anna Ascani (Pd): “Sul Piano Nazionale Scuola Digitale assegniamo 1.000 euro a scuola, oltre 8 milioni all’anno, per le azioni degli animatori digitali e proroghiamo al 30 giugno i contratti in essere degli assistenti tecnici del primo ciclo. Dall’anno scolastico 2021/2022 il contingente dei 1000 assistenti tecnici entrerà a regime nelle scuole del primo ciclo, una vera innovazione”, ha sottolineato la viceministra. Si ricorda che la figura dell’assistente tecnico non è stata prevista negli Istituti Comprensivi: fino ad oggi le scuole del primo ciclo si sono dovute avvalere del supporto e delle consulenze informatiche di esperti estranei all’amministrazione con contratti di prestazione occasionale, peraltro dispendiosi per la pubblica amministrazione. Su questo aspetto, Anief ha ribadito più volte anche durante gli incontri con l’Aran che, soprattutto per alcuni profili, vi è una corretta corrispondenza con le effettive esigenze delle nostre scuole: l’assistente tecnico di area Informatica (AR02) è infatti una figura fondamentale che deve essere introdotta definitivamente negli organici di tutti gli Istituti di qualsiasi ordine e grado.

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Il 25 novembre sciopero della scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

La scuola torna a mobilitarsi. Dopo la due giorni di sciopero di fine settembre, le condizioni generali in cui versa il nostro Paese non ci consentono di rimanere inerti. La nostra organizzazione sindacale ha tentato di tenere il timone ben saldo quando, la scorsa primavera, imperversava lo slogan dell’”andrà tutto bene”. Era necessario lottare allora, lo è ancora di più oggi, perché gli effetti delle scelte dell’esecutivo, sempre subordinate agli interessi privati di Confindustria, sono sotto gli occhi di tutti. Lo sciopero del 25 novembre si propone di unire e rappresentare interessi collettivi, perché occorre uscire dalla crisi più forti di prima, con l’obiettivo di costruire un altro modello di Stato, che non sia più il comitato d’affari dell’imprenditoria italiana. Scuola, sanità, trasporti e servizi educativi rivolti alla fascia 0-6 si mobilitano perché quel che avrebbe dovuto insegnare la prima ondata della pandemia non ha portato a decisioni condivisibili. Le scuole continuano a essere luoghi insicuri e, pertanto, a poco più di un mese dalla loro riapertura, l’esecutivo ha di nuovo costretto studenti e docenti alla DaD. I trasporti risultano ancora carenti e insufficienti a garantire i bisogni di cittadini e lavoratori. La sanità è di nuovo al collasso. USB P.I. Scuola sciopera insieme agli altri settori perché intendiamo ribadire le nostre rivendicazioni: degli screening di massa ripetuti nel tempo che mettano al sicuro lavoratori, studenti e famiglie; la stabilizzazione dell’organico dei docenti e del personale ATA, con la trasformazione dei posti esistenti di fatto in posti di diritto; interventi massicci sull’edilizia scolastica, al fine di permettere all’intera comunità di vivere e lavorare in spazi adeguati all’attività didattica; L’annullamento dei concorsi per il personale docente e l’immediata assunzione, tramite una procedura per titoli e servizi, di tutti i precari che abbiano maturato almeno tre anni di servizio (180×3)

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Covid19 e scuola: una riflessione sui contagi e la didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

All’indomani della diffusione dal parte della Regione Piemonte dei dati su studenti ed operatori scolastici sottoposti a tampone risultati positivi al covid19, la consigliera metropolitana Barbara Azzarà delegata all’istruzione interviene sul tema dei contagi e della didattica a distanza. “Grazie alla consigliera regionale Francesca Frediani, l’assessore alla sanità della Regione Piemonte Icardi ha finalmente reso noti i dati e le percentuali di contagiati che emergono sia trai ragazzi che tra gli addetti ai lavori del mondo della scuola sono davvero preoccupanti” commenta Azzarà che aggiunge “io stessa sono un’insegnante e conosco bene le difficoltà e le ansie che migliaia di famiglie in Piemonte stanno affrontando ogni giorno spesso nella totale mancanza di informazioni per giorni e giorni sull’esito dei tamponi”. I dati parlano chiaro: dei 27.440 studenti piemontesi sottoposti a tampone di cui 5.625 risultati positivi, oltre 15mila sono del territorio torinese con ben 3119 positivi cioè più del 55%. Anche per gli operatori scolastici i valori di positività sono risultati molto elevati nel Torinese: dei 10.370 tamponi effettuati sul personale scolastico di tutte le province piemontesi ne sono risultati positivi 3364 positivi di cui 1472 nella sola realtà metropolitana torinese.Sulle richieste che arrivano di far rientrare a scuola gli studenti in Piemonte, Azzarà però aggiunge: “Si parla già di un possibile rientro di tutti gli studenti , mi chiedo se siamo davvero in grado di gestire l’alto rischio che la didattica in presenza per tutti comporterebbe, in una fase così delicata, per i contagi e le ospedalizzazioni sul nostro territorio? I dati che la sanità regionale ha dovuto far emergere nelle ultime ore sui contagi di studenti ed operatori scolastici devono farci riflettere, la salute è un bene primario imprescindibile.La didattica in presenza è insostituibile, lo sappiamo tutti, ma questa è una situazione straordinaria e come tale va considerata. La didattica a distanza deve essere utilizzata al meglio delle sue possibilità, ci sono moltissimi esempi di un ottimo funzionamento e di impegno online sia da parte dei ragazzi che degli insegnanti, questa può essere anche l’occasione per colmare il gap che il nostro Paese ha, come più volte evidenziato da diversi studi, sull’uso delle nuove tecnologie “.

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Scuola: Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Sulla didattica digitale integrata giungono specifiche tecniche dal ministero dell’Istruzione: nella sezione ministeriale apposita, in costante aggiornamento, sono disponibili le risposte alle domande più frequenti. In questa prima tranche di FAQ forniscono repliche dettagliate su come andare a scuola con la mascherina, organizzazione scolastica in tempo di Covid, Didattica Digitale Integrata, Scuola dell’infanzia, Alunni fragili, Alunni con disabilità, Gestione di casi sospetti e focolai, Lavoratori fragili, Lavoratori in quarantena, App Immuni, Protezione dei Dati Personali, Supporto psicologico. Secondo il sindacato Anief la pubblicazione delle FAQ dimostra che era necessario stabilire regole condivise perché non si replicasse il caos organizzativo che si è verificato durante il primo lockdown dello scorso anno scolastico. Allo stesso tempo, tali regole non dovevano essere eccessivamente rigide per garantire a ogni scuola il necessario spazio di manovra per adeguare la DDI alle specifiche situazioni di ogni istituto e il rispetto dell’autonomia scolastica. Infatti, la mancata sottoscrizione del Contratto Integrativo avrebbe significato l’assenza di regole certe sulla DDI. Il contratto sulla DDI – da adottare fino al perdurare dello stato di emergenza sanitaria nei casi di mancata didattica in presenza – parte dal concetto base che la didattica a distanza si svolge nel rispetto della libertà di insegnamento, delle competenze degli organi collegiali e dell’autonomia scolastica. Senza la sua approvazione, si sarebbe verificato, come dal marzo scorso in poi, lo stravolgimento del piano annuale delle attività deliberato dal collegio docenti con riunioni degli organi collegiali non preventivate e non deliberate o il mancato rispetto del diritto alla disconnessione ai sensi dell’art. 22, comma 4, lettera c8) del Contratto collettivo nazionale 2016/18, con la conseguente anarchia delle comunicazioni ufficiali che arrivavano anche nei fine settimana e in orario notturno ai docenti. Meglio aver regole certe e giuste che non averne alcuna.

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Scuola: “Monitoraggio della corretta applicazione dell’attuale protocollo di sicurezza”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Si è tenuta la seduta del Tavolo Nazionale Permanente presso il Ministero dell’Istruzione per il programmato incontro con i responsabili del Ministero della Sanità e i rappresentanti delle associazioni delle famiglie, per queste ultime erano presenti i rappresentanti di Forum Famiglie, AGESC e FONAGS; per l’Anief erano presenti Gianmauro Nonnis, Nanni Saccone e Daniela Di Piazza.“Il protocollo del 6 agosto sul ciclo 6-18 prevede un coinvolgimento attivo delle famiglie, per questo motivo già dalla data della sua sottoscrizione sono state avanzate delle proposte sia di monitoraggio della corretta applicazione dell’attuale protocollo di sicurezza, con l’intento di aiutare le famiglie circa le indicazioni ivi contenute, sia di ulteriori azioni a integrazione di questo” commenta Gianmauro Nonnis, vice presidente nazionale Anief.L’amministrazione si è resa disponibile a una revisione dei contenuti dei protocolli che tenga conto dei numeri del prossimo rapporto del ISS; è il caso di ricordare infatti che una buona parte delle indicazioni riguardano “l’informazione-formazione, rapporti con le famiglie-accoglienza” ma anche “isolamento psicologico/disabilità e inclusione” in cui le famiglie sono direttamente coinvolte.“Come già accennato su altri tavoli, la scuola è un sistema che coinvolge quotidianamente 8 milioni di studenti e oltre 12 milioni di genitori, un sistema che coinvolge ogni giorno e per 10 mesi l’anno ben oltre 20 milioni di persone non può essere gestito da poche migliaia di dirigenti e altrettanti referenti Covid – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ma deve bensì prevedere la partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti nell’organizzazione scolastica, e i genitori risultano numericamente predominanti”.

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Scuola Azzolina: con Regioni ed Enti locali servono soluzioni condivise

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

C’è un pericolo di eccesso di autonomia delle Regioni che nel corso dell’attuale emergenza Covid19 sovrasta sempre non di rado il volere del Governo? Se ne è parlato oggi alla Camera, durante un question time della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che ha risposto all’on. Alessandro Fusacchia di +Europa. La ministra ha detto di avere “già avviato con molte regioni un serrato confronto, rappresentando formalmente la necessità che ogni decisione sia preceduta, in un’ottica di leale cooperazione, quantomeno da scambi informativi completi”, rendendo pubblici i dati scientifici sui contagi, “attraverso i quali si possa pervenire alla condivisione di soluzioni rispettose del dettato costituzionale, delle prerogative di Stato, Regioni ed Enti locali, del principio cardine di proporzionalità e adeguatezza delle misure da adottare, nonché dell’autonomia delle istituzioni scolastiche esplicitamente richiamata dall’articolo 117 della Costituzione”.L’amministrazione si dice pronta a trovare un punto d’incontro sulle diversità di idee con gli Enti Locali a proposito dell’opportunità o meno di chiudere le attività scolastiche in presenza, a causa della seconda ondata di coronavirus che sta attraversando il Paese. La ministra Lucia Azzolina ha ricordato che l’attivazione di “riunioni di coordinamento regionale e locale, previste nel cosiddetto ‘Piano scuola’, condiviso e approvato da Regioni ed Enti locali, su cui si è favorevolmente espressa anche la Conferenza Unificata”.“Proprio per comprendere la ratio dei provvedimenti e per spingere Regioni ed Enti locali a programmare a stretto giro la ripresa delle attività in presenza – ha detto Azzolina – ho invitato a condividere con il Ministero dell’istruzione i dati scientifici che hanno motivato le loro decisioni, a far conoscere gli interventi compiuti da parte delle autorità sanitarie locali competenti per un’adeguata organizzazione complessiva del nuovo anno scolastico, a rappresentare anche quali iniziative siano state poste in essere e saranno attivate per garantire modalità efficienti di organizzazione del trasporto locale, secondo una programmazione sollecita e ben definita, viste anche le correlate risorse stanziate dal Governo”. Tutto ciò, ha concluso durante il question time tenuto alla Camera, per giungere al vero unico interesse di chi governa la scuola: “quello di tutelare il diritto all’istruzione delle alunne e degli alunni, nel pieno rispetto della salute di tutti i cittadini”, ha concluso Azzolina.

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Scuola: Sottoscritto l’appello delle paritarie

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

“Affronteremo l’argomento scuola nella legge di Bilancio tenendo ben presente l’appello lanciato dall’Unione superiore maggiori d’Italia (Usmi) e la Conferenza italiana superiori maggiori (Cism) per una reale interazione scuola pubblica e scuola privata. Due autorevoli organismi, forti del sostegno di ben 70 associazioni familiari, proseguono la loro battaglia per il pieno riconoscimento delle scuole paritarie e private. A venti anni dalla legge, mancano risorse e impegni da parte dello Stato che viceversa potrebbero essere indispensabili, proprio adesso nella fase pandemica. La disattenzione da parte del governo è talmente evidente che a marzo abbiamo portato avanti una battaglia in totale solitudine per indurre l’esecutivo a ristorare anche questo settore e i loro iscritti, le famiglie. Servono risorse per il pluralismo scolastico, la deducibilità della retta versata per alunno o per studente alle scuole pubbliche paritarie dei cicli primario e secondario, fondi per sostenere gli studenti disabili (13 mila) della scuola paritaria, ai quali non è garantito il diritto allo studio per la carenza dei fondi necessari a pagare gli insegnanti di sostegno”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia annunciando la sua sottoscrizione dell’appello lanciato dalla Usmi e dalla Cism.

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Scuola: Dad, la norma è nel contratto nazionale ma mancano risorse per la formazione dei docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

Appena cinque milioni di euro: è questa la somma messa a disposizione dal ministero dell’Istruzione per la formazione dei docenti italiani sulla didattica a distanza. A rivelarlo è stato il ministero dell’Istruzione rispondendo ad un’interrogazione dell’onorevole Gabriele Toccafondi di Italia Viva. «Già con il decreto Cura Italia una quota pari a 5 milioni di euro è stata destinata specificamente alla formazione del personale sulla Didattica digitale integrata, coinvolgendo 572.888 docenti», ha scritto il dicastero di viale Trastevere. Il punto è che dividendo i 5 milioni di euro per oltre 570 mila insegnanti, si ricavano meno di 9 euro per la formazione di ciascuno.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che quello della formazione del personale è uno degli ambiti che determinano il ‘cuore’ delle linee guida per il Recovery Plan, la cui bozza è in questi giorni sotto l’esame del Parlamento italiano in vista della consegna alla Commissione europea prevista per il prossimo mese di gennaio: gli altri sono la Fibra ottica da introdurre negli istituti scolastici, più digitalizzazione e e-learning, ristrutturazioni per migliorare l’efficienza energetica e antisismica, più asili nido e ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale. Per raggiungere questo scopo, sarebbe bene che tutto il personale in servizio, anche quello non di ruolo, potesse accedere alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di cui all’articolo 1, comma 121, della legge n. 107 del 13 luglio 2015: pensare che 200 mila docenti ne siano sprovvisti, pure in un situazione di emergenza pandemica come quella che stiamo vivendo, come pure il personale Ata, in questo caso anche di ruolo, è un errore palese di cui chi amministra lo Stato si dovrà prima o poi rendere conto”.Ma sulla base di un calcolo formulato dal Corriere della Sera la somma stanziata per la formazione della didattica a distanza di ogni docente sarebbe pari ad appena 8 euro e 72 centesimi: “a tanto ammonterebbe la cifra che il ministero dell’Istruzione ha destinato ad ogni insegnante per la formazione del personale scolastico sulla didattica digitale integrata”, scrive il quotidiano milanese. “A voler leggere le intenzioni di viale Trastevere per la formazione dei prof – chiosa Il Corriere della Sera – la matematica non inganna: i cinque milioni divisi per i quasi seicentomila insegnanti coinvolti significano meno di dieci euro di formazione. Con dieci euro non si fanno neppure venti minuti di ripetizione”.

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Scuola: Diritto allo sciopero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Passa la linea dell’ANIEF al tavolo delle trattative sull’accordo per regolamentare il diritto allo sciopero tra Aran e sindacati rappresentativi nel comparto Istruzione e ricerca. In questi mesi ANIEF aveva protestato con veemenza contro l’intenzione di rendere obbligatoria anche per i docenti la presenza nel contingente minimo obbligato a prestare servizio in occasione degli scioperi.Sul punto il sindacato aveva evidenziato come una simile scelta portasse, in realtà, a un’inaccettabile variazione dello status di docente, ridotto in occasione degli scioperi a mero controllore degli studenti e costretto a una presenza a scuola slegata da qualsiasi esigenza didattica ed educativa. Ricordiamo, infatti, che in occasione di uno sciopero non è possibile sostituire un docente che aderisce all’astensione se non per sole esigenze di sorveglianza, per non incorrere in attività antisindacale.“Abbiamo ribadito con forza – spiega Marco Giordano – che le presunta compromissione del diritto allo studio a causa degli scioperi, che veniva avanzata come motivazione dell’estensione ai docenti della precettazione, non trovasse in realtà riscontro nei dati che, non a caso, a fronte delle nostre reiterate richieste non sono mai stati forniti. Evidentemente avevamo ragione nel dire che, ad oggi, il diritto di sciopero dei lavoratori della scuola non ha mai prevaricato quello degli studenti all’istruzione”.Il nuovo testo prevede l’istituzione di una Commissione composta dall’Aran e dai sindacati rappresentativi che potrà valutare i dati che emergeranno dal monitoraggio sugli scioperi avviato quest’anno dal Ministero dell’istruzione. La nuova bozza di accordo presenta, tuttavia, ancora alcune criticità e diversi nodi che per ANIEF vanno al più presto sciolti. Tra questi, la previsione di un protocollo d’intesa sui contingenti minimi che oggi contempla il coinvolgimento di dirigenti scolastici e sindacati rappresentativi di comparto ma non della RSU.Da rivedere, per ANIEF, anche la percentuale minima di didattica che dovrà essere assicurata a ogni classe, attualmente fissata al 95% dell’orario complessivo, una quota troppo alta che rischia di sovrapporsi ai massimali individuali previsti (40 ore equivalenti a 8 giorni per anno scolastico nelle scuole dell’infanzia e alla primaria, 60 ore pari a 12 giorni per anno scolastico nella scuola secondaria di primo e secondo grado).Altro punto su cui ANIEF chiede modifiche è quello delle cosiddette franchigie, ovvero dei periodi in cui non è possibile proclamare un’azione di sciopero. Su questo la bozza di accordo prevede che non sia possibile scioperare nei cinque giorni successivi al 1° settembre e nei primi cinque dopo la ripresa delle attività didattiche dopo la pausa natalizia o pasquale. ANIEF ricorda che lo sciopero ha la sua ragion d’essere nelle rivendicazioni dei lavoratori e che non prevede retribuzione per chi vi aderisce, elemento quest’ultimo che rende superflua qualsiasi norma che lasci intendere surrettiziamente che lo sciopero possa essere confuso con un prolungamento delle vacanze.

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Al via la Settimana della Scienza per le scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Gli studenti e le studentesse appassionati di scienza potranno trovare pane per le loro menti! A Università di Roma Tre il compito di aprire la settimana per le scuole con “Benvenuti All’AstroGarden” per conoscere tante curiosità attraverso il mappamondo orientato del giardino astronomico del Dipartimento di Matematica e Fisica. Dal 23 e fino al 27 ci saranno i “Cervelli fumanti” insieme ai divulgatori scientifici di Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, un webinar interattivo che fornisce ai giovani numerose informazioni sul fumo per limitare la possibilità che possa prendere il controllo su di loro. I “Lanciatori Spaziali” di Esa – Agenzia Spaziale Europea arrivano direttamente a scuola: nel laboratorio per ragazzi della scuola primaria (23 e 24 novembre) e secondaria di primo grado (25 e 26 novembre) sarà possibile costruire un modellino e scoprire come fa un lanciatore ad arrivare fino a 800 km di distanza dalla Terra! Dal 25 al 27 Fondazione Umberto Veronesi nel webinar “Io vivo sano Alimentazione e Movimento” ci ricorda che la prevenzione inizia quando ci sediamo a tavola. Siamo soliti vedere suggestive immagini girate grazie ai droni, ma Banca d’Italia ci mostra “I droni nella manutenzione immobiliare”, un ulteriore impiego per la conservazione di edifici storici e interventi di restauro. Sempre a cura dell’istituto, c’è “Cybersecurity, consapevolezza è protezione” per scoprire tutte le le tracce che lasciamo in rete e le possibili minacce cui ci esponiamo. L’Associazione Laureati Ateneo Cassino e Lazio Meridionale “new entry del partenariato” ha pensato a una riflessione su sentimenti di unione e appartenenza partendo dalle “Origini Cammino di San Benedetto verso un itinerario europeo”. Giocattoli biodegradabili e insetti per la bellezza, sono solo alcune delle cose che si potranno scoprire in “La bioeconomia e i prodotti bio-based” con FVA-New Media Research e i progetti Europei BIOVOICES e Biobridges. Venerdì 27 ci sarà “SuperEvolotto”: l’unica tombola dedicata alle scuole in cui non si estraggono numeri ma variabili ambientali a cura dei divulgatori scientifici di Associazione G.Eco. Scienza Divertente Roma proporrà invece delle “Letture-esperimenti Piccola guida per Ecoschiappe”. Sempre nella mattina di venerdì due eventi per le scuole secondarie di secondo grado: “Turismo e nuovi scenari post Covid 19 tra responsabilità e prossimità” organizzato dal dal Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e “Agenda UN 2030 e l’Europa del Green Deal” a cura del CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.

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ANCoDiS: la “squadra anticovid” nella gestione della pandemia a scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

Dopo il webinar di lunedi 7 settembre 2020 (“La sicurezza a scuola nel tempo del Covid 19: analisi dei fabbisogni e proposte risolutive. Protagonisti a confronto” nel quale si sono messi a confronto i protagonisti a diverso titolo impegnati nella progettazione ed esecuzione delle azioni previste dai protocolli di sicurezza), a tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico ANCoDiS propone LUNEDI 23/11/2020 un secondo webinar sul tema “Riflessioni a scuola: L’emergenza pandemica a scuola e il Referente Scolastico COVID 19″ nel quale si confronteranno esperti impegnati nella complessa gestione dell’emergenza che ha messo a dura prova modelli organizzativi e didattici anche sotto l’aspetto della tenuta psicologica di tutti gli operatori.In poco più di sei mesi, dal punto di vista della sicurezza, alla “scuola dell’ANTI” (incendio, sismico, infortunio) abbiamo aggiunto anche quella dell’ANTI contagio e dell’ANTI stress. Ed una “squadra anticovid”, nel rispetto di ruoli e funzioni, è messa quotidianamente a dura prova anche sotto l’aspetto psicologico. Siamo posti innanzi ad una emergenza che è stata affrontata con alta responsabilità e competenza dentro la scuola ma che ha visto negligenze, superficialità e distrazioni in territorio extrascolastico. I Collaboratori dei DS e le figure di sistema di Ancodis – alcuni dei quali individuati Referenti scolastici Covid 19 – hanno denunciato purtroppo una sofferente condizione di sconfitta delle squadre anticovid impegnate a far rispettare i protocolli, a monitorare tempestivamente vulnus organizzativi, a mettere “toppe” alle criticità la cui responsabilità è da addebitare ad altri. Con il webinar proveremo a fare un primo bilancio dando voce ad esperti e protagonisti con l’auspicio che almeno si possa fare emergere la vera condizione nella quale si sono ritrovate le scuole e quali sono le (ir)responsabilità da evidenziare per il corretto funzionamento del sistema di prevenzione, controllo e monitoraggio. Nel corso del webinar ascolteremo chi si è fatto carico in questi complicati mesi autunnali di coordinare la propria comunità scolastica con l’obiettivo di mitigare quanto più possibile i fattori di rischio per tutti. Daremo voce al Riccardo Ganazzoli, DS che si occupa di presentare la figura del Referente scolastico Covid 19 impegnato sul campo, a Domenico Mazzeo esperto che tratterà la conoscenza e utilizzo delle nuove fonti di finanziamento, a Maria Pulvino RSPP che si occuperà di riflettere sui nuovi modelli organizzativi e le connesse azioni preventive previste dai protocolli, a Paola Imburgia medico competente che informerà sulle innovazioni normative relative alla gestione del personale in condizioni di fragilità e delle nuove criticità in ordine sanitario, a Elena Foddai psicologa che affronterà l’emergente tema della gestione della pandemia sul piano psicologico ed emotivo. La partecipazione potrà avvenire con invito attraverso Google Meet. L’ANCoDiS è l’Associazione che sostiene il riconoscimento giuridico e contrattuale dei Collaboratori dei DS e delle Figure di sistema che lavorano nelle autonome Istituzioni scolastiche. Per Ancodis Prof. Rosolino Cicero

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Scuola: Stabilite le date per andare in pensione nel 2021

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

I docenti e tutto il personale intenzionato ad andare in pensione segni a penna rossa il 7 dicembre, è la data ultima per formulare una serie di domande: la cessazione per dimissioni volontarie dal servizio; la permanenza in servizio per raggiugere il minimo di anni contributivi; la revoca delle istanze già presentate; chi avendo i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini), e non avendo ancora compiuto il 65° anno di età, chiede la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico. La domanda potrà essere formulata avvalendosi di due istanze Polis che saranno attive contemporaneamente. La prima conterrà le tipologie con le domande di cessazione ordinarie: domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2019; domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2021; domanda di cessazione dal servizio in assenza delle condizioni per la maturazione del diritto a pensione; domanda di cessazione dal servizio del personale già trattenuto in servizio negli anni precedenti. La seconda istanza conterrà, esclusivamente la domanda di cessazione dal servizio per raggiungimento dei requisiti previsti dall’art. 14, D.L. 28 gennaio 2019, n. 4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n.26 (quota 100). Qualora fossero presentate entrambe le istanze di dimissioni volontarie finalizzate sia alla pensione anticipata che alla pensione quota cento, quest’ultima verrà considerata in subordine alla prima istanza.I dipendenti devono anche esprimere l’opzione per la cessazione dal servizio, ovvero per la permanenza a tempo pieno, nel caso fossero accertate circostanze ostative alla concessione del part-time (superamento del limite percentuale stabilito o situazioni di esubero nel profilo o propria classe di concorso). Si specifica anche che le domande di trattenimento in servizio per raggiungere il minimo contributivo continuano ad essere presentate in forma cartacea sempre entro il termine del 7 dicembre 2020. Nella circolare del ministero dell’Istruzione si specifica che l’accertamento del diritto al trattamento pensionistico sarà effettuato da parte delle sedi competenti dell’INPS sulla base dei dati presenti sul conto assicurativo individuale ed esclusivamente con riferimento alla tipologia di pensione indicata nelle istanze di cessazione, entro il termine ultimo del 24 maggio 2021.Dopo l’accertamento del diritto, il personale interessato potrà inviare domanda di pensione direttamente all’INPS, esclusivamente attraverso le seguenti modalità: presentazione della domanda on-line accedendo al sito dell’Istituto, previa registrazione; presentazione della domanda tramite Contact Center Integrato (n. 803164); presentazione telematica della domanda attraverso l’assistenza gratuita del Patronato.I Dirigenti Scolastici, il personale docente, educativo ed A.T.A. di ruolo, ivi compresi gli insegnanti di religione utilizzano, esclusivamente, la procedura web POLIS “istanze on line”, relativa alle domande di cessazione, disponibile sul sito internet del Ministero. Al personale in servizio all’estero è consentito presentare l’istanza anche con modalità cartacea. Il personale delle province di Trento, Bolzano ed Aosta, presenta le domande in formato cartaceo direttamente alla sede scolastica di servizio/titolarità, che provvederà ad inoltrarle ai competenti Uffici territoriali.

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Scuola: Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato l’ipotesi di contratto per la didattica digitale integrata sulle modalità e i criteri con cui effettuare l’attività a distanza, sottoscritto dalla maggioranza dei sindacati rappresentativi, tra cui l’Anief. In contemporanea, sempre il MI ha inviato alle Istituzioni scolastiche la nota n. 2002 contenente le indicazioni operative relative all’applicazione dell’ipotesi contrattuale. Il provvedimento normativo – da adottare fino al perdurare dello stato di emergenza sanitaria nei casi di mancata didattica in presenza – è stato commentato da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: nel corso di una intervista alla testata Teleborsa, il sindacalista autonomo ha detto che “l’incremento dei contagi sta portando ad un aumento della didattica a distanza, per attuare la quale c’è un contratto integrativo, sottoscritto anche da Anief, che in maniera semplice e chiara è andato ad introdurre delle norme sulla dad, ad attuare il diritto al lavoro e alla disconnessione del personale scolastico, ma soprattutto permette di soddisfare il diritto all’istruzione dei nostri studenti”. Ricordando le indicazioni specifiche per gli alunni disabili, Pacifico ha detto che “la barriera dell’integrazione e il diritto all’inclusione vanno realizzate anche con prassi da attuare nelle nostre scuole e classi. Una classe che oggi è virtuale” e quindi “servono soluzioni alternative e compensative che possano consentire, anche dopo il Covid, il recupero di quei mancati apprendimenti che avvengano nelle dinamiche del gruppo-classe, con gli studenti e tutti gli insegnanti, anche di sostegno che sono docenti della classe”. Il sindacalista a capo dell’organizzazione rappresentativa Anief ha detto che mai come in questo momento occorre pensare “al diritto alla vita e alla salute”, senza dimenticare che “c’è anche il diritto all’istruzione. Come va salvaguardato il diritto del personale precario, che chiede di vedere riconosciute” le sue prerogative indispensabili per operare al meglio: stiamo parlando di docenti e personale Ata che “stanno lavorando senza card e strumenti adeguati, ma sempre con un alto senso dello Stato”.

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Scuola: Le competenze digitali di alunni e docenti lasciano a desiderare

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

Dalla relazione “Education & Training Monitor 2020″ emerge che nei paesi dell’UE non solo parte degli studenti, ma anche delle percentuali non indifferenti di insegnanti della scuola secondaria di primo grado risultano raramente formati in modo adeguato sull’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Ne deriva “la forte necessità di formazione nell’utilizzo delle competenze digitali per l’insegnamento”. Quanto agli investimenti nell’istruzione, secondo i dati della relazione di monitoraggio, gli Stati membri dell’UE hanno mantenuto la spesa pubblica per l’istruzione intorno al 10% della spesa pubblica totale. L’Italia, purtroppo, è indietro rispetto a questa media. Nell’Unione europea le competenze digitali di oltre il 15% della popolazione studentesca non sono adeguate. E anche quelle dei docenti, soprattutto nella scuola media. Lo ha rilevato la Commissione europea attraverso la relazione annuale di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione: la relazione, che fa un raffronto tra Paesi, con 27 relazioni approfondite per paese, analizza l’evoluzione dell’istruzione e della formazione nell’UE e nei suoi Stati membri e presenta le strategie che possono aiutarli a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro e della società. La relazione “Education & Training Monitor 2020″, di cui Indire riassume i contenuti, ha approfondito le modalità di insegnamento e di apprendimento nell’era digitale: ambiti che la crisi del coronavirus ha esaltato, ribadendo l’importanza delle soluzioni digitali per la didattica. Ma ha anche fatto emergere le carenze esistenti. “Contrariamente alla percezione diffusa che i giovani di oggi appartengano a una generazione di “nativi digitali”, i risultati dell’indagine indicano che molti non sviluppano competenze digitali sufficienti”, ha sintetizzato la rivista specializzata Orizzonte Scuola.In attesa che l’Unione Europea stanzi i fondi del Recovery Fund e l’Italia li destini anche a questo scopo, il giovane sindacato ricorda che la nota 2002 del 9 novembre 2020, concordata tra Ministero dell’istruzione, ANIEF e le altre oo.ss. firmatarie del CCNI, ha fornito alle scuole le indicazioni operative e i chiarimenti per la corretta gestione della didattica digitale integrata.

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