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Posts Tagged ‘scuola’

Scuola: Sostegno, ogni anno l’alunno cambia insegnante: genitori esasperati

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Sul sostegno agli alunni disabili si continua a procedere in modo sbagliato, con la metà del personale docente precario e chi amministra la scuola che non fa nulla per cambiare le cose. Il risultato è un’organizzazione lacunosa, che mette nelle condizioni tantissimi insegnanti di cambiare istituto scolastico ogni anno perché licenziati e riassunti tra l’estate e l’autunno. Con la continuità didattica calpestata in modo indecoroso, perché non potendo contare su insegnanti specializzati di ruolo si creano le condizioni per far cambiare docente agli studenti disabili con una frequenza altissima. L’ultima denuncia è arrivata da Bari, dove, riferisce La Repubblica, ad alunno con tetraparesi spastico-distonica che gli impedisce di camminare, di parlare e di compiere anche i più elementari gesti quotidiani, sono stati cambiati “cinque insegnanti di sostegno in sei anni”: i genitori, esasperati, hanno scritto al Presidente delle Repubblica Sergio Mattarella chiedendogli: “Aiuti nostro figlio disabile”. Anief ricorda che purtroppo il caso di Bari è uno dei tanti: se negli ultimi dieci anni gli alunni disabili sono passati dal 2% al 4% rispetto al totale degli iscritti nelle nostre scuole, lo Stato non ha saputo fare meglio che specializzare pochi docenti e incrementare le cattedre in deroga, arrivando a nominare 70mila supplenti l’anno. “Considerando qualche decina di migliaia di posti in organico di diritto – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si sono creati i presupposti per una girandola infinita di arrivi e partenze dei docenti di sostegno precari, con conseguente danno psicologico e formativo degli studenti. A questo si aggiunge la mancata assegnazione di tutte o parte delle ore previste dalla programmazione individuale decisa la scorsa primavera, con gli Uffici scolastici che non danno nemmeno troppe spiegazioni di fronte a questa ennesima mancanza. Quindi, si sottopone sempre più spesso l’alunno e la sua famiglia (che ha ragione a lamentarsi) ad un danno doppio: frequente cambio di docente di sostegno e meno ore di quelle di cui ha diritto”.

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Scuola epilessia

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

Quasi la metà degli insegnanti italiani ha o ha avuto, nella propria classe, un bambino con Epilessia. Eppure, più di 1 docente su 2, il 64% del totale, non saprebbe comportarsi in modo corretto nel caso uno dei suoi studenti avesse una crisi in aula. È quanto ricorda la LICE – Lega italiana Contro l’Epilessia in occasione del ritorno a scuola per oltre 8 milioni di studenti italiani, circa 220.000 dei quali con disabilità (MIUR). Secondo una recente indagine della LICE, infatti, solo una minoranza del corpo insegnanti sarebbe in grado di fronteggiare correttamente un possibile crisi epilettica in aula.Sono proprio i bambini i più colpiti dall’Epilessia. Seppur si possa presentare a qualsiasi età, nella grande percentuale dei casi questa condizione neurologica si manifesta entro i 12 anni. In Italia si registrano circa 500-600 mila casi. Se si interviene con una corretta e precoce diagnosi ed una terapia adeguata la patologia può essere tenuta sotto controllo in circa il 70% dei casi, ma il restante. 30% ha purtroppo una forma farmacoresistente, di cui solo una parte può essere trattata chirurgicamente.Secondo un recente monitoraggio della LICE, il 44% degli insegnanti ha o ha avuto nella propria classe un bambino o ragazzo con Epilessia, ma solo nei 2/3 dei casi ne erano stati informati dalla famiglia, a riprova della difficoltà dei genitori di parlare della malattia. “Esistono e sopravvivono ancora troppi falsi miti e luoghi comuni legati all’Epilessia e alle crisi epilettiche – spiega il Prof. Oriano Mecarelli, Past President LICE – soprattutto su cosa fare quando si assiste ad una crisi convulsiva. Ma anche sulle presunte conseguenze che questa condizione avrebbe sulle capacità cognitive di un bambino. Questa condizione, infatti, risente moltissimo dei pregiudizi e delle paure degli altri ed è ancora diffusa, per esempio, l’idea che l’Epilessia riduca la capacità di apprendimento, che il bambino con Epilessia necessiti di un supporto scolastico, che possa avere disturbi del comportamento o problemi di relazione con gli altri bambini. Nella maggior parte dei casi non è così, tranne che nelle forme più gravi, l’Epilessia non incide sulle capacità di apprendimento o su quelle relazionali, ed il bambino può prendere parte a tutte le attività che vengono svolte in classe e fuori classe”.Il 90% delle crisi dura meno di 2 minuti. In alcuni casi possono durare di più ma solo molto raramente è necessaria un’assistenza medica urgente e il ricovero in ospedale. Chiamare un’ambulanza non è quasi mai necessario, mentre la priorità per chi assiste ad un episodio convulsivo è quella di non commettere errori nei soccorsi.La maggior parte degli episodi non necessita di manovre particolari, ma solo della vicinanza al bambino durante l’episodio critico e subito dopo, in attesa che si riprenda. La classe va tranquillizzata ed invitata a prendersi cura del compagno insieme all’insegnante. Nei casi invece in cui le crisi comportino una caduta a terra, rigidità, scosse agli arti e forte salivazione, introdurre, per esempio, le mani o un oggetto nella bocca non è manovra consigliabile né tantomeno utile, pericolosa sia per chi la pratica che chi la subisce. È un falso mito, infatti, che vi sia necessità di afferrare la lingua ed estrarla dalla bocca, pena la sua discesa verso le cavità aeree rendendo così impossibile il respiro.È anche errato trattenere o cercare di immobilizzare il bambino, pensando di arrestare o di rendere la crisi meno forte. È invece consigliabile mettere qualcosa di morbido sotto il capo per evitare eventuali contusioni, togliere gli occhiali, slacciare vestiti stretti e girare il paziente su un fianco appena possibile per facilitare la respirazione e la fuoriuscita della saliva. Bisogna poi attendere che la crisi si concluda e offrire sostegno ed aiuto.

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Scuola: Supplenze ATA

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2022

L’illegittima disposizione inserita nella circolare per le supplenze n.28597 del 30 luglio 2022, che consente al personale ATA l’accettazione di una proposta di supplenza annuale (31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), per diverso profilo professionale purché intervenga prima della presa di servizio per il sindacato Anief è contra lègem e la stessa era già stata contestata dal giovane sindacato durante gli incontri informativi dello scorso luglio. Avviate le procedure per preaderire al ricorso presso il competente Giudice del Lavoro. La nuova circolare Ministeriale, infatti, a parere del sindacato Anief contrasta con l’art. 7 comma 5 del D.M. del 13 dicembre 2000, n. 430, che prevede che le sanzioni per risoluzione anticipata del rapporto di lavoro: “non si applicano in caso di mancato perfezionamento o risoluzione anticipata del rapporto di lavoro dovuti a giustificato motivo, che risulti da documentata richiesta dell’interessato” e in base al regolamento citato è sempre stato possibile accettare una supplenza nel profilo superiore poiché considerato giustificato motivo il voler migliorare la propria posizione lavorativa accettandone una più favorevole. Il Ministero dell’Istruzione, però, nonostante le richieste di espungere tale parte dalla Circolare emanata lo scorso luglio, non ha effettuato alcuna modifica e, dunque, il sindacato Anief avvia le procedure utili a tutelare quanti vogliano rivendicare in tribunale il loro diritto leso. L’Anief invita, pertanto, tutto il personale ATA precario interessato e cui è stata già negata la possibilità di accettare la nomina su profilo superiore in applicazione di quanto disposto nella circolare Ministeriale perché già occupato ad aderire allo specifico ricorso presso il competente Giudice del Lavoro.

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Scuola: Assunzioni precari, a rilento e pieni di errori per il nuovo algoritmo “impazzito”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2022

Mentre il ministero dell’Istruzione continua a sostenere che tutti i docenti sono al loro posto e le supplenze si sono completate, tutte le scuole hanno riaperto battenti con almeno un docente su cinque mancante: le nomine procedono purtroppo a rilento e rimangono contrassegnate da errori derivanti da un algoritmo ancora una volta impazzito e quindi tutto da rivedere. Tanto che il sindacato ha predisposto appositi ricorsi per tutelare i tanti precari danneggiati dal sistema automatizzato di reclutamento che assegna cattedre a personale già di ruolo o comunque occupato, negandole ai primi in graduatoria per poi affidarle a neo laureati senza abilitazione. Inoltre, osserva la stampa specializzata, “alcune province hanno già esaurito le GPS e le scuole cominciano a convocare da graduatorie di istituto”. Anche quest’anno saranno stipulate non meno di 150mila supplenze annuali, oltre la metà delle quali su sostegno. Nel frattempo i numeri delle immissioni in ruolo sono a dir poco deludente: la metà delle 94mila assunzioni autorizzate sono andate “bruciate” e non certo perché mancano candidati. Anche i concorsi e le assunzioni a tempo indeterminato da Graduatorie provinciali risultano un fallimento: appena 14.642 da concorso Straordinario bis e dagli elenchi di sostegno delle GPS. Secondo Anief, sono enormi le responsabilità che hanno il Governo e l’amministrazione scolastica: il sindacato ha deciso di denunciarlo all’Unione europea. Peggio di così non si poteva fare: occorre subito avviare il doppio canale di reclutamento.“Quello che si consuma sui precari è uno scandalo per l’Italia, anche rispetto a quello che dice l’Europa – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, all’emittente radiofonica “Italia Stampa – : è uno scandalo che noi non possiamo che denunciarlo al Comitato europeo dei Diritti Sociali: chiunque può partecipare a questa denuncia. Noi vogliamo che il prossimo Governo e Parlamento finalmente risolvi questa situazione: non è possibile bandire per tre anni consecutivi diversi concorsi” e ritrovarsi peggio di prima. il leader del giovane sindacato ha ricordato che già è pendente una messa in mora dello Stato italiano da parte dell’UE per abuso dei contratti a termine: la stessa “Europa – conclude Pacifico – che ci chiede di attuare il doppio canale di reclutamento, dunque anche un canale riservato affinché a chi ogni anno viene assunto come supplente venga data anche la possibilità di essere immesso in ruolo”.

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Scuola: Alunni disabili, 32mila iscritti in più nell’ultimo triennio ma lo Stato rimane fermo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

Continua la crescita degli alunni disabili iscritti nelle nostre scuole. Continua l’inadeguatezza dello Stato di fronte a questo fenomeno. L’aumento di alunni con disabilità, rispetto ad un anno fa, supera infatti le 3mila unità e l’unica disposizione che il Ministero dell’Istruzione darà per fronteggiare l’aumento di bisogno di personale, sarà quella di incrementare i posti in deroga. La rivista specializzata Tuttoscuola calcolare che quest’anno le cattedre di sostegno con scadenza 30 giugno potrebbero essere anche 70mila, “portando il numero complessivo dei docenti di sostegno (in deroga e in organico di diritto) di poco sotto le 200mila unità (nello scorso anno erano stati 188.305). Intanto, ad anno scolastico iniziato, ancora non sono state fatte tutte le nomine dei docenti di sostegno: tante le famiglie in difficoltà che aspettano l’assegnazione”.Se guardiamo all’ultimo triennio nell’ultimo triennio sono aumentate del 10% le iscrizioni degli alunni con disabilità, con un incremento che supera i 32mila alunni, portando il numero complessivo di iscritti a 290.089. “Il problema – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che gli organici di diritto dei docenti di sostegno nel frattempo sono rimasti sostanzialmente invariati. L’unica differenza è l’autorizzazione delle le assunzioni in ruolo sui posti in deroga da anni e l’assegnazione di tutte le ore richieste nel PEI. E questo avviene pure a fatica, molto spesso assegnando alle scuole un numero inferiore di cattedre e di ore di sostegno rispetto alle necessità certificate”.

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Scuola: Mattarella chiede di assicurare piena dignità, prestigio e rispetto ai docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

Bisogna fare in modo di “assicurare piena dignità, prestigio e rispetto” alla scuola e ai docenti: l’ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Grugliasco, in provincia di Torino, alla manifestazione per l’inaugurazione dell’anno scolastico. Il sindacato si trova d’accordo con il Capo dello Stato e ribadisce l’esigenza di dare seguito a questi auspici andando ad agire con celerità per via legislativa. “Caro Presidente – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, rivolgendosi a Mattarella -, concordo con quanto sostiene sugli insegnanti e la ringrazio per le parole di apprezzamento e riconoscenza rivolte al personale scolastico, in nome del popolo italiano. colgo l’occasione per ricordare che lo stesso si aspetta dal nuovo Parlamento e dal nuovo Governo ascolto, rispetto e risposte urgenti. La dignità si tutela partendo proprio dagli stipendi che sono dl ridotti alla fame, dalla lotta alle discriminazioni e alla precarietà che dovranno esser oggetto di mirati interventi del legislatore. Sugli stipendi – conclude Pacifico – bisognerà agire già in autunno andando a sottoscrivere quel rinnovo di contratto di categoria, scaduto da quasi quatto anni, negato in estate”.

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Scuola: Sostegno disabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

Il ministero dell’Istruzione non transige: il modello di PEI che le scuole dovranno predisporre quest’anno resterà con ogni probabilità quello previsto dal decreto 182/2020. L’amministrazione non sembra volere tenere conto della bocciatura prodotta prima dal Tar Lazio e confermata dal Consiglio di Stato con sentenza pubblicata il 26 aprile scorso. La mancanza di volontà del Ministero è emersa qualche giorno nel corso della riunione tenuta con l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica: durante il confronto è emersa la volontà di non modificare nulla, anche “la tanto contestata quantificazione delle ore di sostegno in base ai range dovrebbe restare così come previsto. Al massimo ci potrebbero essere marginali modifiche”, scrive la stampa specializzata. “In base alle ultime indiscrezioni, la tanto contestata quantificazione delle ore di sostegno” tenendo conto dei “range dovrebbe restare così come previsto. Al massimo ci potrebbero essere marginali modifiche. Il tutto nell’attesa delle linee guida del profilo di funzionamento che devono ancora essere predisposte in modo definitivo e passare dai Ministeri competenti. A questo punto non è escluso che possa introdursi una disciplina transitoria in vista delle linee guida definitive relative al profilo di funzionamento”.

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Il Governo ha soldi per tutti ma non per la scuola pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

Le novità sono state previste oggi dal consiglio dei ministri, che ha approvato all’unanimità il decreto Aiuti ter prevedendo nuovi sostegni per famiglie e imprese. “Il Governo stanzia risorse per le scuole paritarie per gestire l’emergenza energetica, per regioni ed enti locali, per il terzo settore e patronati, per cinema e piscine ma dimentica ancora una volta la scuola pubblica”, denuncia Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Secondo il sindacalista, a favore dell’Istruzione “si prevede sul PNRR soltanto l’approvazione di regolamenti e linee guida per la riforma degli istituti tecnici e professionali. Anief ancora una volta si dichiara pronta a segnalare emendamenti al nuovo Parlamento per l’approvazione di modifiche urgenti per l’assunzione dei precari e la conferma di un organico aggiuntivo, in attesa della prossima legge di bilancio. Nel frattempo, il sindacato entra in mobilitazione”.Le modifiche approvate in queste ore al Decreto Aiuti ter prevedono un assegno una tantum di 150 euro per i dipendenti pubblici anche della scuola con una retribuzione imponibile nel mese di novembre non superiore a 1.538 euro, per pensionati e autonomi con un reddito non superiore ai 20 mila euro. Nella bozza del testo approvato dal Consiglio dei Ministri di oggi, niente organico aggiuntivo per la scuola, purtroppo, nonostante un preciso impegno assunto ieri dal Governo nel decreto Aiuti bis approvato alla Camera (a meno di un ripensamento prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) e niente norme di correzione sulla gestione del precariato a seguito delle nuove 43 mila vacanti non assegnate in ruolo quest’anno, della cattiva gestione dell’ultimo concorso ordinario e straordinario e delle nomine delle supplenze da GPS avvenute al buio e con un algoritmo ancora una volta sbagliato.

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Scuola: Docente catanese precaria per oltre dieci anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

Lo Stato non può servirsi della professionalità di un docente precario per tutto l’anno scolastico e poi licenziarlo a giugno, lasciando senza stipendio nei mesi estivi. A stabilire questo concetto è stato il giudice del lavoro del Tribunale di Catania. Nel decidere sul ricorso di una docente della scuola media immessa in ruolo il 1° settembre 2017, difesa dall’Anief attraverso i legali Marco Di Pietro, Walter Miceli e Fabio Ganci, il giudice ha esaminato la richiesta di risarcimento per la mancata somministrazione dei compensi estivi di diversi anni di supplenza. “Finalmente – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief – la giurisprudenza sta dando ragione ai diritti di tantissimi precari licenziati e riassunti per anni e anni come se fossero delle pedine del gioco del Monopoli. Non funziona così, lo diciamo da quando siamo nati come sindacato autonomo e lo stiamo ribadendo in tutte le sedi, istituzionali e giudiziarie, come pure in piazza. Adesso, sta prendendo vita un nuovo corso: quello che porta al recupero di tanti soldi per docenti, ma anche Ata, indebitamente licenziati ogni anno al termine delle lezioni o del mese di giugno”.

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Scuola Precariato: stabilizzare e rispettare i supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è intervenuto al Tg3 per parlare di scuola. Il leader del giovane sindacato ha affermato che “non è la prima e non è l’ultima sentenza, la Cassazione ci dà ormai da anni ragione. Il ministero da vent’anni continua a dare dei posti in Organico di fatto che in realtà sono su posti Vacanti e disponibili e devono essere dati ruolo; li dà per risparmiare in Organico di fatto quindi li dà in supplenza, ma come la Corte di Giustizia Europea ci ha detto questi posti in realtà devono essere dati in ruolo e quindi i precari devono essere risarciti. Hanno diritto al pagamento delle ferie, hanno diritto al pagamento delle mensilità estive, hanno diritto anche agli scatti di anzianità e sono ormai tantissimi le sentenze che arrivano in Cassazione e danno ragione ai precari”.

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Scuola: Voce agli insegnanti per immaginare la mensa del futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

Gli insegnanti, grazie alle loro conoscenze e competenze, ricoprono un ruolo cruciale per la crescita dei bambini e secondo CIRFOOD sono alleati importanti nel creare un contesto educativo in pausa pranzo, durante la quale apprendere corretti comportamenti nutrizionali e imparare a condividere con i compagni il piacere di stare a tavola. Alcuni dati salienti emersi dall’indagine: Per il 60% degli insegnanti il pasto a scuola rappresenta un momento di relazione e piacere, un’importante occasione di convivialità (55%) e educazione (43%) per i più piccoli. La relazione con gli alunni durante il pasto è considerata uguale (52%) e – per il 40% degli insegnanti migliore – ovvero più felice e positiva, rispetto alle ore di lezione, anche grazie a un confronto ancor più empatico dato dalla libertà di chiacchierare, di muoversi e di socializzare. Per i docenti, la pausa pranzo a scuola costituisce un contesto all’interno del quale i bambini possono socializzare fra loro (96%), accrescere la propria autonomia (91%) e trovare momenti di collaborazione con gli altri (80%). Il pasto a scuola rappresenta anche un’occasione educativa (88%) e un’opportunità di crescita e sviluppo dei bambini (84%). Secondo i docenti la mensa del futuro dovrà valorizzare ulteriormente gli aspetti educativi della pausa pranzo e in particolare quelli legati alla sostenibilità. I docenti, infatti, valutano positivamente le iniziative che prevedono l’introduzione di bag antispreco per dare una seconda vita agli alimenti non consumati a tavola e l’uso di brocche o erogatori di acqua per ridurre l’utilizzo della plastica

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Scuola; Solo 50 mila immissioni in ruolo rispetto alle 95 mila previste

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

Lo ha confermato Marcello Pacifico, leader Anief, rilasciando un’intervista a Italia Stampa, ha affermato che “ciò accade perché purtroppo non c’è un doppio canale di reclutamento. In questo momento ci sono più di 20 mila docenti del concorso straordinario bis che hanno partecipato e che potrebbero essere immessi ma non lo sono, perché il bando non prevedeva la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili”. “Dobbiamo fare quello che ci chiede l’Europa, bisogna dare un canale certo ai precari. In caso contrario partirà già dai prossimi giorni una denuncia alle istituzioni europee che ci hanno dato ragione in passato e lo faranno in futuro”.

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Stanziamento dei fondi europei per combattere l’abbandono scolastico

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

La ripartizione dei fondi per combattere la dispersione scolastica – scrive oggi Orizzonte Scuola – è avvenuta tramite indicatori oggettivi legati a rischio dispersione, individuando le scuole alle quali finanziare i progetti. Le istituzioni scolastiche coinvolte dovranno progettare le azioni di intervento tenendo conto di 7 elementi cardine: durata delle azioni: piani pluriennali per garantire i primi risultati alla fine del 2024; esperienze di rete: creare reti di scuole, inclusi i CPIA, per creare sinergie territoriali, collaborazioni e scambi, anche attraverso occasioni sistematiche e continuative di gemellaggi; comunità educante, coinvolgimento famiglie e territorio; integrazione tra scuola ed extra scuola: i percorsi dovranno integrare i percorsi curriculari con quelli extra-curriculari, facendo crescere una metodologia che sappia integrare e giovarsi di esperienze multiple; ampliamento del tempo scuola, aprendola durante l’intera giornata utilizzando anche gli spazi del territorio come giardini, musei spazi di associazioni etc. Si richiede anche la collaborazione con le amministrazioni; prevenzione: lo scopo dovrà essere quello di intervenire con tempismo e in modo preventivo, sulla b ase dei segnali di rischio disagio, fragilità e abbandono; potenziamento delle competenze e personalizzazione dei percorsi per i più fragili; continuità nelle fasi di transizione e orientamento: attenzione al passaggio dal I al II ciclo fornendo opzioni chiare di scelta dei percorsi successivi, spazi fisici riconoscibili, tutoring/mentoring personalizzati. All’interno di ogni scuola verrà individuato un team per la prevenzione della dispersione, il quale dovrà essere costituito da personale interno e/o esterno composto da docenti e tutor. Il ruolo del team sarà quello di analizzare il contesto e supportare la scuola nell’individuazione degli studenti a rischio o che abbiano abbandonato la scuola. Il team coadiuverà il dirigente nella progettazione degli interventi.

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Scuola: Iscrizioni in calo al sud

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

A seguito delle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ha affermato che “la situazione registrata è di 500 mila alunni iscritti in meno al Sud su 800 mila iscrizioni perse negli ultimi 10 anni. Lo Stato intervenga subito su questione meridionale e denatalità o non sarà più Italia”.

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Scuola: Via alla nuova educazione motoria

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

Le scuole del primo ciclo sono 22.081 e, in base all’anagrafe dell’edilizia scolastica, dispongono di 8.501 palestre (38,5%). Il che si traduce nel 61,5% (14.300) di scuole che ne sono sprovviste, anche se alcune fruiscono della palestra della scuola vicina o di centri sportivi convenzionati. Con riferimento alla sola scuola primaria o elementare, dei 14.842 plessi scolastici (scuole) della primaria, in 5.866 dispongono di palestra propria o fruiscono di palestra vicina, pari al 39,5%. Sei plessi su dieci, cioè 8.976 su 14.842, sono, pertanto, privi di palestra. Dove svolgeranno l’attività settimanale di educazione motoria nella scuola primaria i docenti specialisti nominati dalle graduatorie della secondaria? In quali palestre o locali all’uopo adattati? La verifica condotta sui dati dell’Anagrafe dell’Edilizia scolastica per l’a.s. 2020-21, pubblicati sul Portale dati del Ministero dell’Istruzione, fornisce un quadro piuttosto critico. È la Puglia la regione con il maggior numero di palestre a disposizione di scuole primarie: le 726 scuole primarie possono, infatti, accedere a 521 palestre per una percentuale del 71,8%. Seguono la Toscana con il 63,3% di palestre disponibili, la Liguria con il 52,9%, la Sardegna con il 50,5%, il Veneto con il 50,4%, la Lombardia con il 49,2%. Con la peggiore percentuale di palestre disponibili si trovano la Calabria (13,6%), la Sicilia (18,2%), la Basilicata (21,1%). Nonostante la situazione più che positiva della Puglia, le regioni del Sud non raggiungono il 35% di scuole primarie con palestre; le Isole con 494 palestre per 1.864 scuole non raggiungono il 27%. Meglio il Nord Ovest con 1.761 palestre disponibili per 3.855 plessi.

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Scuola e digitalizzazione: la parola ai ragazzi e alle ragazze dei licei italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2022

Milano. Il 27 settembre, nell’ambito della Privacy Week milanese, si terrà il primo Privacy Debate Championship presso l’American School of Milan (Via Karl Marx, 14), in cui gli studenti di 5 scuole superiori si confronteranno su comportamenti, diritti, rischi e vantaggi dell’era digitale Mostrare immagini molto personali o intime di sé è un diritto che va regolamentato e protetto? Non pagare un servizio online ma cedere i propri dati è uno scambio accettabile? Un’AI può essere meglio di una persona nel governo di un Paese? Fare scuola nel Metaverso potrebbe essere divertente e stimolante? Domande a cui cercheranno di rispondere i ragazzi di cinque scuole superiori italiane durante il primo Privacy Debate Championship che si terrà il 27 settembre presso l’auditorium dell’American School di Milano. Il Debate è parte del programma della Privacy Week, una manifestazione ideata da Privacy Network, organizzazione non-profit italiana che affronta le sfide dell’innovazione tecnologica per garantire il rispetto della privacy e dei diritti umani, insieme ad /‘Aut/, studio creativo di produzione. Patrocinata dal Garante per la protezione dei dati personali e da AssoSoftware, la Privacy Week è stata organizzata per informare le persone sul grande cambiamento che sono chiamate ad affrontare nell’era del digitale e per aiutarle a comprendere l’impatto che questa avrà sulla quotidianità e sulla privacy di tutti. Come spiega Andrea Baldrati, avvocato, co-fondatore e presidente dell’Associazione Privacy Network: “una società tecnologica e libera si regge sulla responsabilità di tutti, legislatori, aziende e singoli utenti. Tematiche come cybersecurity e privacy devono essere capite e presidiate in tutti i contesti: al lavoro, in famiglia, ma soprattutto a scuola. Non si possono negare le infinite possibilità che offrono gli strumenti tecnologici e l’importanza che ricopriranno queste innovazioni nella vita dei giovani del futuro, ma è importante capirne l’impatto. Con questo dibattito vogliamo invogliare i ragazzi a informarsi e a riflettere sui comportamenti, i diritti, i rischi e vantaggi della digitalizzazione. Abbiamo deciso di farlo non con una lezione frontale bensì con una sfida che faccia sentire i ragazzi protagonisti di questo dibattito.” Cinque le squadre formate da studenti dell’American School di Milano, del Liceo Classico e Linguistico Muratori San Carlo di Modena, del Liceo Statale Regina Margherita di Torino, del Liceo Classico Statale Cesare Beccaria di Milano, del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Erba che si sfideranno e dibatteranno su tematiche legate ai comportamenti, diritti, rischi e vantaggi della digitalizzazione di fronte ad un pubblico di specialisti e cittadini. Ad individuare la squadra che meglio ha sostenuto e dibattuto la sua tesi una giuria di esperti composta da Cristina Pozzi, Co-founder e CEO di Treccani Futura, il nuovo centro edtech italiano per l’educazione formale e non formale; Beatrice Cristalli, Coordinatrice didattica di Formazione su Misura (Mondadori Education e Rizzoli Education), consulente in editoria scolastica e formatrice; Angelo Leone, Amministratore Delegato di EUservice e Lisa Gregis, EMEA Talent Partner e Program Senior Analyst di Salesforce.Dopo il dibattito ci sarà la possibilità di partecipare ad un momento di scambio con Luca Borsa, game designer, esperto di gamification, che spiegherà come la didattica e la scuola possono avvalersi delle tecniche del gioco per diventare più efficaci e coinvolgenti.

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Ricomincia la scuola. Poveri tutti, quasi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2022

Scuola dell’obbligo, c’è chi – campagna elettorale complice – vorrebbe portarla a 18 anni. Idea nobile che è avanzata nel tempo da quando l’obbligo si fermava alla 5a elementare. Che, innegabilmente, ha dato i suoi risultati. Sussiste, però, una continua e fastidiosa disorganizzazione che all’inizio di ogni anno si manifesta… come se già non si sapesse prima. Sulla carta superati i problemi covid degli ultimi anni, come un’ascia sul collo quelli energetici, lo Stato e il relativo ministero continuano a prodigarsi per assenza e mancanza di soluzioni per problemi che sono eterni come il continuo dissesto degli edifici che accolgono gli studenti: 150-200mila supplenti già in preventivo e l’assenza di 40mila tecnici-amministrativi.“Ordinaria amministrazione” quella dei disagi per mancanza di insegnanti, coi loro stipendi vergognosamente bassi. Fatto “nuovo”, la carenza del personale tecnico-amministrativo, più in evidenza del solito perché, oltre a gestione ordinaria (sorveglianza, polizia, etc), quest’anno si aggiunge la gestione dei fondi Pnrr, dieci miliardi (finora) per digitale ed edilizia.In campagna elettorale qualcuno ne parla, ma sono promesse elettorali che, anche se dovessero concretizzarsi, occorre attendere ottobre (presumibilmente) per il nuovo governo, e i tempi dello stesso per decidere e disporre…. la scuola, però, sta cominciando in questi giorni.Perché non sono poveri coloro che, nel governo ancora in carica, non hanno fatto il dovuto per non arrivare a questa situazione e questo non viene fatto pesare sul loro curriculum. E continueranno a non essere poveri i prossimi governanti che – volere e potere – potrebbero quantomeno “mettere una pezza” a questo disastro…. Ma a cui nessuno farà pagare, per esempio, cose come l’acquisto dei banchi con le rotelle. Riflessione finale. Gli utenti di questo servizio sono gli studenti che – obbligo vigente e mancanza di voce in capitolo – è bene chiamare sudditi. Gli studenti sono nostri figli e – a parte le (discutibili) iniziative di alcuni genitori che si lamentano per la mancanza di valorizzazione dei propri pargoli – sono le vittime principali. Certo… i prossimi adulti che oggi sono sudditi e vittime…. Non è un buon inizio per diventare adulti. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Scuola: Docenti Infanzia, Primaria e Sostegno esclusi senza motivo dal concorso Straordinario bis

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2022

Il sindacato Anief incassa un nuovo successo al Tar Lazio nella difesa dei precari esclusi dalla partecipazione al concorso Straordinario bis: i giudici amministrativi, come l’organizzazione sindacale che ha patrocinato il ricorso, non comprendono perché a fronte di un numero altissimo di posti vacanti nella scuola dell’Infanzia, Primaria e per il Sostegno agli alunni disabili (anche nella scuola secondaria), il ministero dell’Istruzione non abbia attivato il corrispondente concorso Straordinario bis, con prova unica orale. L’ordine nei confronti del Dicastero dell’Istruzione è giunto del collegio della terza sezione bis del Tribunale regionale laziale, su ricorso presentato dall’avvocato Donatella Longo che opera per Anief. “Il Tar – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – ha dato al ministero dell’Istruzione un mese di tempo per spiegare perché in violazione di legge ha escluso dal concorso Straordinario bis i posti vacanti di primaria infanzia e sostegno previsti dalla norma, come denunciato fin dalla pubblicazione del bando dalla nostra organizzazione, benché vi fossero decine e decine di migliaia di posti liberi. È chiaro che se il ministero, come crediamo, non fornirà una spiegazione plausibile, presto dovrà essere organizzato il concorso riservato anche a questi docenti oggi esclusi senza motivazione valida”.

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Scuola: Negli ultimi 15 anni persi 800mila alunni

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2022

Le anticipazioni del ministero dell’Istruzione sui “principali dati della scuola sull’avvio dell’anno scolastico 2022/2023” contengono un dato importante: rispetto a 15 anni fa è vero che abbiamo perso 800mila alunni e che addirittura stanno diminuendo quelli alloglotti, che oggi rappresentano più del 10% della popolazione studentesca, ma nello stesso periodo sono aumentate in modo esponenziale le iscrizioni di alunni con disabilità, passando dal 2% al 4%. In Sardegna, Lombardia, Liguria, Umbria, Abruzzo, Lazio, e Sicilia la percentuale è addirittura superiore. Anche nell’ultimissimo periodo il dato è confermato: se nell’ultimo biennio gli iscritti complessivi a scuola sono calati di circa 220mila unità, con la cancellazione di circa 3mila classi, il numero degli alunni disabili è cresciuto di oltre 21mila. In tutto, sono oltre 290mila ormai gli alunni con disabilità: considerando che abbiamo in Italia 366mila classi, peraltro in continua discesa per via della denatalità e del troppo alto numero di iscritti per aula, ci ritroviamo di fatto con un alunno disabile in media per classe. Ma agli alunni con sostegno bisogna aggiungere almeno 400mila studenti con necessità formative particolari: considerando infatti anche gli allievi con Dsa, con disturbi specifici di apprendimento, e Bes, con bisogni educativi speciali, complessivamente oggi gli alunni che necessitano di percorso personalizzati costituiscono più del 10% della popolazione studentesca, andando a determinare per gli insegnanti un altissimo carico di bisogni formativi da realizzare ad hoc.Con l’avvio del nuovo anno scolastico, attraverso l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!” il sindacato Anief rinnova l’appello alle famiglie a ricorrere e chiede al corpo docente, ATA e dirigente delle scuole di segnalare i posti in deroga non attivati o quelli richiesti nel PEI e i posti di assistente all’autonomia e alla comunicazione ma negati dall’amministrazione. I ricorsi al Tar e al Giudice Ordinario, vinti in questi anni, hanno permesso entro pochi mesi dalla notifica l’assegnazione di tutte le ore e garantito il diritto all’istruzione di studenti con handicap grave e certificato riconoscendo, in alcuni casi, anche il diritto al risarcimento del danno in favore della famiglia dell’alunno con disabilità il cui diritto all’istruzione e all’integrazione era stato così palesemente violato dall’Amministrazione.

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Scuola: Flop assunzioni docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2022

“Le operazioni di immissione in ruolo effettuate ad agosto hanno consentito l’assunzione di 50.415 docenti”: ad annunciarlo è stato oggi il ministero dell’Istruzione pubblicando delle anticipazioni sui “principali dati della scuola – avvio anno Scolastico 2022/2023”: considerando che il Mef aveva autorizzato in estate 94.130 immissioni in ruolo, ben 43.715 cattedre destinate alle stabilizzazioni dovranno essere dirottate sulle supplenze annuali portando il precariato tra i docenti a sfiorare quota 200 mila. Secondo il sindacato Anief non vi sono dubbi: la responsabilità di questo ennesimo flop sul reclutamento è tutta di chi governa la scuola con miopia e senza visione reale. Diventa inevitabile opporsi a questa mala-gestione partecipando al reclamo collettivo gratuito rivolto al Comitato europeo dei diritti sociali contro l’abuso infinito dei contratti a termine sottoscritto per chi opera nella scuola italiana.“Questi numeri – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci dicono che anche il Governo dei migliori ha clamorosamente fallito sul precariato scolastico: pure quest’anno un posto da insegnante su due autorizzato dal Mef rimarrà purtroppo vacante, sebbene siano state attivate nell’ultimo periodo ben sette procedure concorsuali. Siamo rammaricati, perché è un copione già visto e che si poteva benissimo evitare andando ad assumere da Gps su cattedra comune e tutti i precari con 36 mesi di servizio svolto, con il doppio canale di reclutamento e anno di formazione con verifica finale qualora i neo assunti non fossero forniti di abilitazione. Lo abbiamo scritto anche nel Manifesto Anief sostenendo che ‘per quanto riguarda il Precariato viene richiesto il doppio canale di reclutamento per assumere giovani, idonei dei concorsi e precari’.Secondo Pacifico quella del doppio canale rimane “l’unica soluzione da adottare, la stessa del resto che l’UE ha indicato da tempo ai Paesi membri. Solo che chi governa in Italia preferisce lasciare la scuola nello stallo e il personale supplente a vita, perché pure chi ha partecipato ai concorsi nel 90% dei casi è stato lasciato al palo. Noi, comunque, continuiamo per la nostra strada, che porterà alla lunga i precari in ruolo: in questi giorni abbiamo predisposto una nuova denuncia al Comitato europeo dei Diritti Sociali proprio per l’abuso reiterato di precariato in Italia”. Per questi motivi, il sindacato Anief offre la possibilità ai precari della scuola di partecipare al reclamo collettivo gratuito al Comitato europeo dei diritti sociali contro l’abuso di contratti a termine dello Stato italiano.

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