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Posts Tagged ‘scuola’

Scuola: Tempi lunghi per i concorsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Ad allungare la tempistica delle procedure concorsuali sono la burocratizzazione, i nuovi assetti dipartimentali e di competenze da realizzare per definire dove e come dovrà operare il ministero dell’Istruzione rispetto al raggio d’azione del dicastero dell’Università e della Ricerca, oltre che le mancate nomine di dieci direttori generali. Anief ritiene, con cognizione di causa, che se prima non si porteranno a termine questi impegni, sarà pressoché impossibile predisporre i decreti attuativi della Legge 159/2019 e quindi anche dei concorsi ordinari e straordinari, compreso quello di religione cattolica, atteso da oltre 15 anni e predisposto peraltro escludendo ingiustamente tantissimi precari. Solo qualche migliaio di immissioni in ruolo si potrà attuare, quindi, in estate. Un motivo in più per procedere senza indugi alle stabilizzazioni dei precari, anche dalle graduatorie di istituto, attraverso la “call veloce” da graduatorie di istituto provinciali.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief ha confermato ad Orizzonte Scuola che “a questo punto anche la tempistica dei concorsi viene messa in discussione. Potrebbe essere lunga e questo la scuola non se lo può permettere. Continuerebbe l’abuso del precariato e non sarebbe funzionale alla continuità didattica né alla valorizzazione del personale. Continuerebbero inoltre i risarcimenti milionari disposti dai tribunali”I vertici del ministero dell’istruzione continuano a ripetere di voler far partire subito i concorsi per docenti previsti dal Decreto Scuola, convertito nella Legge 159/2019 ed entrato in vigore il 19 dicembre scorso. Oggi la sottosegretaria all’istruzione Anna Ascani attraverso un video su Fb, facendo il punto su alcune problematiche della scuola, si è soffermata proprio su i bandi dei concorsi, ordinario e straordinario.

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Scuola: Precariato, Anief chiede la “call veloce” da graduatorie di istituto provinciali

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Per assegnare i ruoli entro il 31 agosto su tutti i posti vacanti e assumere i precari di prima, seconda e terza fascia, laddove le GaE sono esaurite, in attesa dell’esperimento del nuovo concorso ordinario e straordinario, in analogia a quanto già previsto nel decreto “salva-scuola”. Pronto l’emendamento al Mille-proroghe preparato dall’ufficio legislativo del giovane sindacato. Marcello Pacifico (Anief): Al record storico di supplenza bisogna rispondere con procedure eccezionali.La nuova procedura, prevista dal Decreto Scuola convertito nella L. 159/2019 sulla Call veloce ripresa anche dal neo ministro Lucia Azzolina, prevede che i supplenti presenti nelle graduatorie di merito e nelle GaE possano essere immessi in ruolo, su base volontaria, anche in un’altra regione diversa dalla propria, attraverso un elenco utile esclusivamente per assegnare i tanti posti vacanti che altrimenti andrebbero a supplenza. La nuova titolare del Miur si è da subito impegnata per realizzare in breve tempo il decreto attuativo, comprendente il nuovo regolamento per velocizzare questo genere di convocazioni, il quale permetterebbe di utilizzare proficuamente gli elenchi temporanei che si verrebbero creare già in occasione delle prossime immissioni in ruolo previste nell’estate 2020. Per Anief, questo provvedimento deve essere accompagnato da una misura analoga che intervenga per assumere anche i supplenti delle graduatorie di istituto, nelle more dell’esperimento delle prossime procedure concorsuali per evitare di chiamare 200 mila insegnanti con contratto a tempo determinato e subire nuovi costosi risarcimenti nelle aule dei tribunali, con ricadute negative pure sulla continuità didattica. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Considerando che ci sono soltanto 8 mila docenti nelle GaE, bisogna allargare la procedura della Call veloce alle graduatorie d’Istituto da cui sono chiamati molti dei supplenti annuali o al termine delle attività didattiche. In questo modo, ridurremmo considerevolmente il numero delle 170 mila supplenze annuali. Abbiamo già il personale della seconda fascia d’istituto abilitato, mentre per quello inserito nella terza fascia, destinatario del ruolo, basterebbe iscriverlo al percorso seguito dai vincitori del nuovo concorso straordinario. È una proposta logica e semplice in linea con quanto già avanzato durante la scorsa legislatura dall’attuale primo partito di maggioranza relativa. Lo chiederemo con forza al primo incontro con il ministro e lo proporremo come emendamento al prossimo Mille-proroghe”.
La nuova procedura prevede che i vincitori e gli idonei inseriti nelle graduatorie dei concorsi e delle Graduatorie a Esaurimento (sia infanzia primaria che secondaria) potranno, su base volontaria, per l’. A.S. 2020/21 presentare istanza per i posti di una o più province di una medesima regione, per ciascuna graduatoria di provenienza. “Le immissioni in ruolo – spiega oggi Orizzonte Scuola – saranno effettuate entro il 10 settembre di ciascun anno”, su posti residuali rispetto allo scorrimento dell’ordinamentale doppio canale. Inoltre, per tutti coloro che faranno registrare un esito positivo del periodo di formazione e di prova, scatterà “la decadenza da ogni graduatoria, ad eccezione delle graduatorie di concorsi ordinari per titoli ed esami di altre procedure, nelle quali l’aspirante sia inserito”. Infine, “il docente assunto con questa procedura avrà un vincolo di permanenza di cinque anni nella sede di servizio di assunzione. Secondo quanto stabilito dal Decreto Scuola, non sarà possibile richiedere né mobilità né assegnazioni provvisorie”.

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Scuola: Concorso straordinario

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

In occasione di un’intervista rilasciata a Orizzonte Scuola, il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, tra le varie tematiche ha affrontato anche quella dell’esclusione di molti docenti dal concorso straordinario. Infatti, il sindacato ha chiesto di ampliare la categoria dei partecipanti al concorso riservato. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato che “se la volontà politica era quella di risolvere la supplentite, a questa procedura deve essere garantita la partecipazione più ampia possibile a tutti i supplenti della scuola. Bisogna necessariamente rivedere nel primo provvedimento utile i paletti che sono stati messi: per esempio si escludono i docenti di religione dal concorso riservato, il personale docente dell’infanzia e della primaria, delle paritarie e percorsi regionali. Quindi abbiamo delle graduatorie, che fortunatamente saranno provinciali come chiedeva l’Anief, allora usiamole per assumere subito di ruolo questi supplenti”.

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Scuola: Stipendi, se passa il taglio del cuneo fiscale aumento di 80 euro per un milione di docenti e Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Si intravede uno squarcio di luce per gli stipendi dei dipendenti, in particolare per quelli della scuola che percepiscono tra i redditi più bassi sia rispetto ai colleghi d’oltreconfine sia all’interno del comparto pubblico: i tecnici del Mef starebbero lavorando al decreto attuativo per il taglio del cuneo fiscale, con possibili estensioni dei beneficiari dagli attuali 26.600 euro fino a coloro che percepiscono redditi superiori a 35 mila euro e forse anche di più. Per fine settimana potrebbe già esserci l’incontro con i sindacati.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, accoglie positivamente la possibilità di incrementare gli stipendi attraverso tale modalità, a patto però che “siano garantiti all’interno del rinnovo del contratto, quindi non come una concessione transitoria legata al Governo di turno. Poiché siamo tutti d’accordo sull’indispensabilità di tale incremento, è bene che diventi permanente e quindi strutturalmente inglobata nelle buste paga dei dipendenti. È bene anche che lo si faccia subito, stanziando le risorse nel Documento di Economia e Finanza di primavera”L’operazione del taglio del cuneo fiscale potrebbe stavolta riguardare molti più lavoratori rispetto alla platea ristretta prevista durante il Governo Renzi.

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Scuola: Ata e Dsga facente funzione: Bisogna riconoscere il merito di chi opera da anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Intervistato da Orizzonte Scuola, il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, ha, tra i vari argomenti, parlato del personale Ata, in particolare del problema inerente alla partecipazione al concorso Dsga degli assistenti amministrativi facenti funzione senza laurea
Durante l’intervista, il presidente Anief ha affermato che “il personale Ata sta soffrendo delle disattenzioni del legislatore. Il problema non si risolve con la stabilizzazione dei lavoratori delle cooperative. Restano 45 mila Ata precari, rimangono più di 3mila facente funzione nel ruolo di Dsga che portano avanti le nostre scuole e hanno diritto a una formazione e a una stabilizzazione, oltre agli assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Ci sono poi quei profili professionali mai attivati che sono però sul contratto: Anief ha conteggiato almeno 20mila posti nuovi da attivare”. Infatti, si ricorda che Anief porta avanti questa battaglia, poiché sono previsti per il personale Ata ben due profili dell’Area C (rispettivamente per gli Assistenti Amministrativi e per gli Assistenti Tecnici) e uno dell’Area As (Servizi Scolastici) che a oggi non sono mai stati attivati né previsti negli organici dal Ministero dell’Istruzione.

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«Cultura e legalità nelle scuole»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

Venezia. Otto Istituti secondari di secondo grado, 41 classi e oltre mille studenti aderenti nelle province di Padova, Treviso e Venezia. Sono i numeri del progetto «Cultura e legalità nelle scuole», al via il prossimo 21 gennaio nell’ambito del “Protocollo d’intesa per la promozione dell’etica della responsabilità nell’economia” firmato nel dicembre 2018 tra Libera – Associazione, nomi e numeri contro le mafie, Sezione Regionale del Veneto dell’Albo Gestori Ambientali e Unioncamere del Veneto per un impegno congiunto nell’educazione e diffusione di una cultura sociale e l’attuazione del progetto legalità.Il progetto, che vede collaborare commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive, Ufficio scolastico regionale del Veneto, UPI Veneto, Anci Veneto, Legambiente Veneto, è stato presentato stamattina presso Unioncamere del Veneto a Marghera (Venezia). All’incontro, che ha visto la partecipazione di 50 studenti dell’Istituto Barbarigo di Venezia, hanno preso parte Mario Pozza, presidente Unioncamere Veneto, Roberto Tommasi, responsabile del Veneto di Libera, Siro Martin, presidente della Sezione Albo Gestori Ambientali del Veneto, Emanuela Somalvico, responsabile Ufficio commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive, e Maria Luisa Mele, referente legalità dell’Ufficio scolastico regionale.
Attraverso percorsi di informazione, formazione, educativi e divulgativi, l’obiettivo comune è creare delle collaborazioni accompagnate dallo sviluppo di azioni dirette alla prevenzione e contrasto alla criminalità economica. Fra queste attività, la Sezione Albo Gestori Ambientali del Veneto realizzerà due percorsi formativi: «Ambiente, risorsa e bene comune per il nostro futuro» e «L’altra economia: impresa e criminalità organizzata, incontro di sensibilizzazione per la lotta alle mafie e alla criminalità organizzata» rivolti, nei primi quattro mesi del 2020, agli studenti delle classi 3^, 4^ e 5^ degli Istituti secondari di secondo grado. Gli Istituti aderenti sono Istituto Tecnico Commerciale “P.F. Calvi” di Padova; Istituto Tecnico Tecnologico “G.B. Belzoni” di Padova; Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Florence Nightingale” di Castelfranco Veneto (TV); Istituto Tecnico Statale Commerciale “J. Sansovino” di Oderzo (TV); Istituto Tecnico Commerciale Statale “Riccati-Luzzatti” di Treviso; Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore “G. Verdi” di Valdobbiadene (TV); Istituto Tecnico Istruzione Superiore “L. Da Vinci” di Portogruaro (VE); Istituto alberghiero “Andrea Barbarigo” di Venezia. Ogni percorso formativo è strutturato in tre incontri di due ore ciascuno.Anche il mondo dell’impresa contribuisce concretamente alla diffusione della legalità. Esiste infatti un «rating di legalità», avviato nel 2012, per promuovere e introdurre i principi di comportamento etico in ambito aziendale. Misurato in “stellette”, promuove 6.210 imprese sul territorio nazionale e il Veneto, con 723 imprese che hanno ottenuto il rating, rappresenta l’11,6% nazionale: Treviso conta 170 imprese (ottava in Italia), Padova 152, Vicenza 144, Venezia 92, Rovigo 26, Belluno 21 (dati ottobre 2018). La variazione è del +72% rispetto al 2017.

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Scuola: Vicepresidi, incarichi aggiuntivi senza indennità. Serve una svolta

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

In Italia, a differenza che in gran parte dell’Europa, gli incarichi sono considerati solo a livello di contrattazione di istituti e prevedono modesti incentivi economici. Marcello Pacifico (Anief). “La vicedirigenza merita maggiore attenzione, va regolarizzata per contratto. I vicari che per anni hanno ricoperto il ruolo meritano una riserva del 50 per cento nei concorsi per dirigenti scolastici”I “quadri intermedi” – che ai sensi dell’art. 25 comma 5 del D. Lvo 165/2001 e dell’art. 1 comma 83 della Legge 107/2015 operano nella visione dell’autonoma Istituzione scolastica al fianco dei dirigenti, dei docenti, dei dsga e del personale non docente – probabilmente restano un’utopia nel sistema scolastico italiano. Di sicuro l’Italia non è al passo con l’Europa, in tema di middle management.
Gli incarichi aggiuntivi? Solo in tre paesi europei, fra cui l’Italia, sono considerati esclusivamente a livello di contrattazione di istituto, con modestissimi incentivi economici. Lo denuncia A.N.Co.Di.S. (Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici) che auspica un prossimo CCNL, in cui si passi “da una struttura di carriera piatta (fondata esclusivamente sugli anni di servizio), non corrispondente all’attuale realtà scolastica, alla struttura di carriera integrata con la previsione di figure di sistema (quadri intermedi o middle management) che tenga conto di: intensificazione del lavoro per gli incarichi aggiuntivi; formazione specifica certificata; esperienza professionale; diversificazione dell’orario di lavoro (didattico obbligatorio ed integrativo per gli incarichi); anzianità (docenza ed incarico); valutazione professionale.

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La Scuola che esclude e le Responsabilità della Politica

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Prendiamo atto della determinazione delle scuole paritarie che nella persona dei loro gestori – eroi ordinari – decidono di restare quale voce di pluralismo educativo accanto alla scuola statale. Nessuna contrapposizione con questa ma la consapevolezza che il pluralismo educativo è un “bene necessario” da custodire.Allo stesso tempo, l’esserci consente di tenere desta l’attenzione sulle responsabilità dello Stato che non pone le condizioni per il raggiungimento di una piena parità. A 20 anni dalla Legge sulla parità (L.62/2000) è quanto mai chiaro che il diritto ad essere leso è quello dello studente – anche diversamente abile -, dei genitori, dei docenti economicamente più fragili.A questo proposito vorrei condividere con Voi la discriminazione che quotidianamente subiscono gli allievi disabili e i loro genitori. Il sistema scolastico Italiano, secondo i dati Ocse-Pisa, non è affatto inclusivo. Nel corso del Convegno promosso dalla paraolimpica Giusy Versace, è emerso con chiarezza che, oltre al dramma della protesi, il disabile affronta una barriera proprio all’ingresso della Scuola, prima di entrare e non potendolo fare, con grave compromissione del suo futuro perché, se la discriminazione parte dalla scuola, viene impedita la “madre di tutte le opportunità”.Eppure sarebbe possibile per l’allievo disabile frequentare la scuola pubblica statale non dovendo “elemosinare” l’integrazione, oppure frequentare la scuola pubblica paritaria non dovendo sentirsi dire dal gestore “a fronte di un tuo diritto reale e di un mio dovere ideale c’è lo Stato che discrimina te e blocca me”. Ah l’inganno della legge alla Azzeccagarbugli.Ma allora come stanno le cose? La famiglia del disabile a ragion veduta pretende che il figlio possa essere incluso nella scuola pubblica, sia nella statale come nella paritaria. Ma nella prima il dirigente lamenta di essere senza docente di sostegno e invita la famiglia a tenere il pargolo a casa (alla faccia delle politiche famigliari e dell’aiuto alle donne per lavorare) e il gestore della seconda dice che lo Stato non provvede alla copertura del docente di sostegno, quindi se i disabili vengono accolti, la scuola chiude. Ma all’USR la famiglia si sente rispondere che lo Stato ha destinato 20mila euro alla scuola statale e ha erogato 20 mila alla scuola paritaria… Rimbalzano le reponsabilità, la famiglia già stressata si arrende e l’ingiustizia continua senza soluzione di sorta. Pazienza: ci si abitua a tutto, al non senso, alle bugie, alle mezze verità.E’ necessario chiarire per non alimentare la discriminazione e legittimare l’inerzia politica, per non lasciare nella frustrazione il disabile, nell’impotenza il dirigente della scuola statale e il gestore della scuola paritaria nel capolavoro dell’ingiustizia che appare giusta senza esserlo.

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Scuola-Università: Giurano i ministri Azzolina e Manfredi

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

I ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi hanno giurato al Quirinale, davanti al presidente del Consiglio e al capo dello Stato. Quanto alle priorità del nuovo ministro dell’istruzione, pubblicate subito dopo, Anief ritiene opportuno che sui concorsi sia ampliata la categoria dei partecipanti a quello riservato ed estesa ai docenti di religione, dell’infanzia e primaria, con corsi abilitanti aperti a tutti e senza il blocco quinquennale sulla mobilità, con la partecipazione degli assistenti amministrativi facenti funzioni senza laurea al concorso per Dsga e con una riserva di posti per i dirigenti tecnici attualmente in servizio. Non va poi dimenticato l’avvio immediato di un piano massiccio di immissione in ruolo per il personale Ata, anche nei profili professionali superiori mai attivati pur essendo previsti dal contratto.
Per quanto riguarda la specializzazione su sostegno, deve essere garantito l’accesso libero a chi ha insegnato senza titolo e adeguato il numero programmato all’effettivo fabbisogno dei posti. Nel mettere mano ai decreti attuativi del decreto scuola, bisognare retrodatare l’assunzione degli idonei di Insegnamento di religione cattolica al 2008, anno del blocco dello scorrimento delle graduatorie, mentre sul sostegno deve essere adeguato l’organico di fatto a quello di diritto con posti in deroga in base relegati ad eccezionali necessità, garantendo la determinazione degli organici in base alle richieste del PEI. Su formazione e valorizzazione del personale, siamo pronti ad ascoltare le proposte, ma per rinnovare il contratto ci vogliono a priori le risorse adeguate, al fine di recuperare almeno l’inflazione cresciuta negli ultimi dieci anni.

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Presentazione progetto Cultura e Legalità nelle scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Marghera (Venezia) lunedì 13 gennaio alle ore 12.00 presso la Sala Europa di Unioncamere del Veneto (PST Vega, via delle Industrie 19/C), verrà illustrato il progetto «Cultura e legalità nelle scuole». Le attività del progetto, che prenderanno avvio il 21 gennaio 2020, permetteranno di concretizzare iniziative di sensibilizzazione e di formazione a favore di numerosi studenti di Istituti di Istruzione Secondaria di secondo grado in Veneto.L’accordo è rivolto alle categorie economiche, imprese e giovani. Attraverso percorsi di informazione e formazione nonché educativi e divulgativi, l’obiettivo è creare una serie di collaborazioni accompagnate dallo sviluppo di azioni dirette alla prevenzione e contrasto alla criminalità economica. Nell’ambito delle attività viene dato inoltre spazio alla prevenzione e contrasto dei danni ambientali ponendo il rispetto del territorio quale perno di sviluppo del corretto e libero funzionamento del mercato.Interverranno all’incontro:
Mario Pozza, presidente Unioncamere del Veneto Analisi Percezione Legalità 2019 – resoconto studi e ricerche finanziate dal Sistema Camerale veneto;
Roberto Tommasi, Libera – Associazione, nomi e numeri contro le mafie Agromafie e caporalato, studio indagine;
Giuseppe Vadalà, commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive. Le discariche abusive a Venezia e in Veneto, quanto fatto e quanto ci sarà da fare;
Siro Martin, presidente della Sezione Veneto Albo Gestori Ambientali. I protocolli per la legalità sottoscritti, i progetti e gli strumenti realizzati per gli enti di controlli in campo ambientale e trasporto rifiuti, la lotta all’illegalità;
Augusta Celada, dirigente Ufficio Scolastico Regionale Report attività USR (in attesa di conferma)

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Scuola: Il Pd vuole rilanciare la scuola a fine gennaio

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

“A fine gennaio – ha affermato il ministro Boccia a Sky Tg 24 – si tireranno le somme, proporremo 4-5 temi su scuola, autonomia, attuazione delle riforme, giustizia”. Le proposte del Pd sul rilancio dell’istruzione, ricorda la rivista specializzata Orizzonte Scuola, vertono sulla necessità di adeguare gli stipendi degli insegnanti, aumentare l’obbligo scolastico da 3 a 18 anni, concordare con i sindaci l’apertura fino alle 18 di tutti i plessi scolastici nei quartieri. Marcello Pacifico (Anief): “Vogliamo precisi impegni nel DEF, si stanzino subito i 4 miliardi promessi. Le dimissioni di Lorenzo Fioramonti sono avvenute per l’assenza delle risorse necessarie per rilanciare il settore dell’istruzione, università e ricerca”.Sono ripetuti gli annunci da parte del Partito Democratico sulla necessità di intervenire sulla scuola. I temi erano già stati anticipati dal segretario Nicola Zingaretti a fine dicembre, poi ripresi dalla responsabile scuola del PD Camilla Sgambato, la quale aveva avuto premura di dire che non si tratta di uno slogan, ma che presto verrà detto dove reperire le risorse, e nelle ultime ore rilanciati dal ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.Anief ritiene condivisibili gli obiettivi posti, nella speranza che il 2020 possa essere davvero l’anno del rilancio della Scuola italiana. Ma questo potrà avvenire solo a patto che si integreranno, comunque, con il potenziamento degli organici, con un reclutamento del personale più snello, avendo come priorità l’azzeramento del precariato, e prevedendo anche l’investimento permanente su formazione, valorizzazione e progressione di carriera del personale. Il giovane sindacato ritiene altrettanto importante mettere mano all’ultimo decreto scuola e alla Legge 240 del 2009, con particolare attenzione a quanto è stato approvato in Europa, in particolare dalla direttiva sul precariato e sull’organizzazione dell’orario di lavoro alla carta europea dei ricercatori, in modo da far allineare l’Italia agli altri Paesi. C’è poi da cancellare il 90% della Legge 107/2015, imposta a tutti i costi proprio dal Partito Democratico che ora si impegna per raggiungere tutt’altri obiettivi.

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Scuola. Anief al premier Conte: “Intervenga subito per contrastare il precariato”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Anche il 2020 nella scuola inizia con un problema centrale e irrisolto, la supplentite. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Bisogna intervenire presto, consentendo il reclutamento dalle graduatorie d’istituto”Gli allarmi si chiamano supplentite e precariato. Problemi che non s’arrestano, anzi. Il 2020, per Anief, sarà un ennesimo anno in cui contrastare queste emergenze. Lo sottolinea in un’intervista concessa a Teleborsa anche il presidente nazionale Marcello Pacifico.”Noi preghiamo il presidente del Consiglio – sottolinea Pacifico – che ha l’interim in di questo momento, e i futuri ministri Azzolina e Manfredi, di intervenire subito con soluzioni tampone, che non possono essere diverse da quelle indicate da Anief. La prima cosa importante per il personale docente è consentire il reclutamento dalle graduatorie d’istituto: non si possono aspettare due o tre anni e avere quasi 300 mila supplenti in attesa dei nuovi concorsi, se anche i concorsi si dovessero fare nel minor tempo possibile servirà oltre un anno e mezzo. C’è la possibilità entro giugno di consentire alle graduatorie d’istituto provinciali di dare supplenze annuali o fino al termine delle attività, ma anche scorrerle nel momento in cui sono esaurite le graduatorie ad esaurimento. In questo modo andremo a decurtare subito tutti i precari di seconda e terza fascia e andremo finalmente a diminuire quella supplentite che caratterizza la scuola italiana”. L’auspicio è passare presto a una fase operativa, con la riapertura dei tavoli al Miur, anche se servirà ancora un po’ di tempo. “Il problema del precariato – osserva il leader del giovane sindacato rappresentativo – non è stato risolto. L’Anief lo ha denunciato durante lo sciopero del 12 novembre, durante le audizioni parlamentari, all’opinione pubblica e attraverso la stampa. Il problema del precariato è veramente grande, molto probabilmente ci vorranno ancora diversi giorni prima che si possa di nuovo riaprire tutti i tavoli al Ministero, visto lo spacchettamento tra Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e Ricerca”.

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Scuola: Le vittorie dei legali Anief in Cassazione fanno giurisprudenza

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

L’operato vincente dell’Anief nei tribunali sta producendo frutti importanti sugli stipendi del personale: la doppia recente sentenza della Suprema Corte sulla considerazione integrale del servizio prestato negli anni di pre-ruolo potrebbe avere influenze sia sull’operato del legislatore sia sul nuovo Ccnl, alla cui stesura parteciperà lo stesso giovane sindacato, nel frattempo diventato rappresentativo a livello nazionale. Lo stesso Governo potrebbe tenerne conto, prevedendo un finanziamento per gli aumenti di stipendio maggiorato rispetto agli altri comparti, come richiesto sempre da Anief, per via del precariato lungo e generalizzato tra docenti e Ata della scuola. Tutto ciò comporterebbe infatti l’assorbimento di cifre importanti da assegnare d’ora in poi ai supplenti, proprio in virtù della presa di posizione dei giudici ermellini. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “I 4 miliardi da introdurre nel Documento di Economia e Finanza di primavera da noi indicati sono il minimo sindacale per incrementare i 70 euro di incrementi mensili già finanziati e che ora si scoprono insufficienti per allineare gli aumenti contrattuali di un milione e 200 mila lavoratori almeno al tasso di inflazione certificata”.
Sono in arrivo rilevanti novità a favore del personale precario della scuola: lo rileva la stampa specializzata, ricordando che il ricorso patrocinato da Anief e discusso in Cassazione dai legali Nicola Zampieri e Fabio Ganci ha portato la Cassazione, con una doppia sentenza, a considerare il servizio svolto dai supplenti a tutti gli effetti alla pari rispetto a quello dei colleghi di ruolo, bocciando quindi il “raffreddamento” sino ad oggi attuato, perché contrario alla normativa comunitaria e non sorretto da ragioni oggettive. Bocciando, in questo modo, pure l’interpretazione fornita dall’avvocatura dello Stato sulla sentenza Motter della Corte di Giustizia Europea, sempre patrocinata dagli avvocati del giovane sindacato. Italia Oggi, dopo avere sottolineato come tale “orientamento interpretativo” abbia consentito “all’erario di ridurre fortemente i costi del personale”, ricorda che “secondo i giudici di legittimità, la normativa europea vieta la possibilità di applicare un trattamento economico meno favorevole nei confronti dei precari. Pertanto, al personale assunto a tempo determinato va riconosciuta sia la progressione economica di carriera che la Rpd a prescindere dalla tipologia di contratto di assunzione applicata”. Pertanto, continua la testata, questo significa che “i servizi prestati vanno semplicemente cumulati, a nulla rilevando il criterio dell’equivalenza fissato dal testo unico (si veda l’articolo sulla sentenza pubblicato in questo stesso numero). Le pronunce, peraltro, sono state emesse all’esito di un contenzioso seriale che va avanti ormai da molti anni”.

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Scuola: Classi pollaio con 30 e più alunni cancellate solo a parole

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2020

Nella Legge di Bilancio, appena approvata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale, non si affronta il problema. Con il prossimo anno non cambierà nulla: continueremo ad avere decine di migliaia di classi con 30 e più allievi. Marcello Pacifico (Anief): “Dobbiamo programmare nel prossimo DEF per non perdere un’occasione d’oro, perché la riduzione del tasso di natalità degli ultimi anni, confermato anche per i prossimi, permetterà di ridurre il numero gli alunni per classe senza spese eccessive. Dopo aver disintegrato l’IVA bisogna puntare a investire”.Un altro anno è passato e nelle scuole italiane continuano ad essere presenti oltre 20 mila classi con più di 30 alunni, frutto dell’innalzamento dei parametri della formazioni delle classi imposti dall’art. 64 della Legge Gelmini 133/08: in media, significa che ogni istituto autonomo detiene tre classi con maxi numeri di frequentanti. E così sarà anche l’anno prossimo, nonostante i buoni propositi della politica e le continue richieste sindacali per cancellare questa pessima pratica tutta italiana che lede fortemente il diritto allo studio e quasi sempre aggira i limiti imposti dalle norme della sicurezza.“Le classi pollaio sono confermate, nonostante alcune dichiarazioni politiche e il Def 2020. Pessimi segnali che ipotizzano solo molte nubi all’orizzonte”, scrive oggi Orizzonte Scuola.Se si legge l’elenco dei provvedimenti della Legge di Bilancio (160/2019,riguardanti la scuola, non esiste traccia del superamento della riduzione del sovraffollamento delle classi. “Eppure – rileva la rivista -, in piena crisi di governo (agosto 2019) L. Di Maio aveva dichiaratoche ”la scuola pubblica è un bene comune serve prima di ogni altra cosa una legge contro le classi pollaio e valorizzare la funzione dei docenti”. Anche alla ripresa autunnale nel Def 2020 si legge (pag. 20): “Nel comparto della scuola pubblica occorrono politiche dirette a limitare le classi troppo affollate…”.Ad arenarsi è stato anche il disegno di legge n. 877 del 5 luglio 2018, la cui prima firma era dell’on. Lucia Azzolina (M5S), a breve in procinto di giurare come ministro dell’Istruzione, che per raggiungere l’obiettivo di formare classi con al massimo 22-23 alunni prevedeva un impegno oneroso, messo nero su bianco nella Proposta di legge, equivalente “a 338.500.000 euro per l’anno 2019, a 1.180.000.000 di euro per l’anno 2020, a 1.715.100.000 euro per l’anno 2021 e a 2.130.000.000 di euro a decorrere dall’anno 2022…“(art. 1 comma 2). “L’assenza del provvedimento nella Legge di Bilancio – continua la rivista – rappresenta sostanzialmente il quarto rinvio senza una scadenza e quindi rimandato sine die”.

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Scuola – Anief: “Senza ulteriori risorse, rinnovo del contratto in salita”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 gennaio 2020

Approvata la legge di Bilancio, ma con investimenti modesti e poche novità per il comparto della Conoscenza. Inevitabile da parte di Anief, giovane sindacato rappresentativo, il rammarico. Lo esprime, assieme a proposte concrete, il presidente nazionale, Marcello Pacifico, nel corso di un intervento radiofonico al gr di Italia Stampa: “Si parla poco di scuola e di università” Anief non si rassegna a un’Istruzione bistrattata dalla politica e che riceve poche risorse. “Se non se ne troveranno altre – fa notare il leader di Anief, Marcello Pacifico – assisteremo a un rinnovo del contratto in salita. Soltanto 1.090 posti di sostegno sono stati trasformati in organico di diritto, molti dei quali sono frutto di sentenze e stati ottenuti da Anief con la campagna #nonunoradimeno. Speriamo che qualcosa cambi con lo spacchettamento del Miur e che il muovo ministro dell’Istruzione e quello dell’Università siano coadiuvati dal Mef e dal governo tutto per investimenti degli di un Paese che vuole crescere”.

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Dipendenti pubblici sempre più anziani: record nella scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

In Italia i lavoratori statali sono sempre più avanti con l’età. A partire da quelli che operano nei nostri istituti scolastici: ben il 58% dei docenti italiani, tra elementari e superiori, ha più di 50 anni, contro una media OCSE del 34%. Gli ultimi dati internazionali confermano questo andamento: il nostro e l’unico Paese europeo dove in tutti cicli scolastici l’età media degli insegnanti supera il mezzo secolo. Marcello Pacifico (Anief): “Siamo di fronte sempre più a una vera emergenza da affrontare: occorre innanzitutto sganciare la scuola dalle altre professioni, prevedendo anticipi pensionistici importanti; bisogna poi il rivedere il sistema di reclutamento evitando d’ora in poi di far invecchiare insegnanti nello stato di precarietà; come è necessario stabilizzare da subito tutti coloro che hanno svolto oltre 36 mesi di servizio, come indicato dalla direttiva 70/99 dell’Ue” Il dipendente pubblico Italiano si sta sempre più invecchiando. E non è un caso generalizzato che riguarda tutti i Paesi avanzati.
Da un dossier pubblicato da Linkiesta, Risulta che “mediamente l’età dei dipendenti pubblici è molto maggiore di quella di chi lavora altrove”. Nell’ambito europeo, “un chiarissimo esempio viene dal segmento della scuola, quello più popoloso nell’ambito pubblico: siamo il Paese con gli insegnanti più vecchi in assoluto, sia alle elementari che alle superiori. L’unico in cui, per entrambi i casi, oltre metà dei docenti ha più di 50 anni”.Dallo studio transnazionale risulta che vi sono Paesi del vecchio Continente, come la Francia, dove gli over 50 sono appena il 30 per cento dei docenti delle superiori e appena sopra al 20 per cento alla primaria. Sempre nel territorio transalpino, è tutto dire che quasi il 45 per cento dei maestri della scuola primaria a meno di 35 anni. È altrettanto emblematico che mentre in Italia i docenti delle elementari che hanno fino a 29 anni si contano sulla punta delle dita, mentre sempre in Francia raggiungono il 12 per cento del corpo insegnante.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, torna a ricordare che “negli altri Paesi, ad iniziare dalla Francia, i docenti vengono mandati in pensione attorno ai 60 anni di età o con meno di 30 anni di contributi e senza particolari decurtazioni sull’assegno di quiescenza. In Italia invece quella dell’insegnante, pur risultando tra le professioni più stressanti e gravose, ad alto rischio burnout, come ravvisato di ecente anche dall’OMS, figura nell’Ape Social solo per educatori dei nidi e maestri della scuola dell’infanzia. Senza dimenticare il fatto che i nostri docenti arrivano quasi sempre alla stabilizzazione già stremati. Perché devono svolgere in altissima percentuale una gavetta lunga, fatta di concorsi-lumaca e di precariato senza fine”.Proprio per la scuola, Anief ha di recente presentato un emendamento alla Legge di Bilancio 2020, sulla base dei risultati degli ‘studi sullo stress da lavoro correlato e burnout’, in Italia condotti dal dott. Vittorio Lodolo D’Oria, chiedendo di allargare a tutto il personale docente, che in Italia è il più vecchio al mondo, l’attuale finestra di pensione anticipata.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria per 17 mila maestri

Posted by fidest press agency su domenica, 5 gennaio 2020

Sembra imminente il bando del concorso ordinario infanzia e primaria, posti comuni e di sostegno: sul sistema telematico Polis – Istanze On Line, il ministero dell’Istruzione ha pubblicato in queste ore una schermata sulla procedura rivolta agli aspiranti docenti del primo ciclo. Per Anief bisogna bandire contemporaneamente anche un nuovo concorso riservato e confermare i ruoli di chi ha superato l’anno di prova. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Si andranno a coprire soltanto una minima parte dei posti senza titolari, mentre per decine di migliaia di precari di lungo corso si continuerà a tenere la porta chiusa, anche a coloro che saranno licenziati dopo aver superato l’anno di prova. Si deve organizzare anche un nuovo concorso riservato perché così si danneggiano i precari della scuola dell’infanzia e della primaria due volte e senza alcuna ragione.”Secondo la rivista Orizzonte Scuola, il Miur “sta effettuando le prime prove per l’inserimento delle domande e per la loro compilazione. Si stanno anche ultimando i conteggi dei posti vacanti e disponibili per gli anni 2020/21 e 2021/22”.Manca davvero poco per l’avvio della selezione dei maestri di infanzia primaria. In base al DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il concorso servirà all’assunzione di 16.959 docenti: 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021; 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022. Tuttavia i posti potrebbero subire una leggera flessione in considerazione della proroga di un ulteriore anno delle graduatorie del concorso 2016. In ogni caso il concorso sarà bandito esclusivamente nelle regioni in cui, per il periodo considerato, ci saranno posti vacanti e disponibili, in modo da assicurare le assunzioni in ruolo.Il bando indicherà le date di presentazione della domanda. Gli unici titoli di accesso al concorso ordinario Infanzia e Primaria risultano la laurea in Scienze della formazione primaria oppure il diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002. È possibile presentare un analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Non saranno richiesti i 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (richiesti solo ai laureati per l’accesso al concorso della secondaria), né requisiti di servizio di insegnamento. E potranno partecipare anche i docenti di ruolo.
Per i posti di sostegno è invece necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli suddetti, del titolo di specializzazione sul sostegno per il grado specifico. Il bando specificherà la possibilità di accesso con riserva per i docenti che stanno partecipando al IV ciclo TFA sostegno: il titolo dovrà essere conseguito entro il 15 luglio 2020. Saranno ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici. Il decreto scuola ha ampliato i requisiti di accesso, permettendo la partecipazione con riserva dei docenti specializzandi SOS IV ciclo TFA sostegno.

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2020 – Sarà l’anno del rilancio della Scuola, tutti d’accordo

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Secondo Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio Conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano, nel nuovo anno l’ineguaglianza sociale si vince introducendo una tassa globale sovranazionale e con più investimenti su istruzione e sanità. Per il premier Giuseppe Conte bisognerà migliorare la didattica e, per contrastare la dispersione scolastica, investire sulla professionalità degli insegnanti. Anche secondo il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel 2020 occorrerà adeguare gli stipendi degli insegnanti, aumentare l’obbligo scolastico da 3 a 18 anni, concordare con i sindaci l’apertura fino alle 18 di tutti i plessi scolastici nei quartieri.Anief concorda con le posizioni espresse da economisti e rappresentanti di Governo. Lo stesso spacchettamento del Miur, con l’arrivo dei ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi, potrebbe rappresentare la giusta premessa: “Se vogliamo rendere costruttivi consigli e buoni propositi, per il prossimo anno servono più risorse umane e finanziarie, un progetto condiviso per far funzionare meglio i settori della scuola, dell’Afam, dell’Università e della Ricerca, tanto ascolto e confronto, rispetto del lavoro che ogni giorno svolgono oltre un milione di persone per garantire un servizio che la nostra Costituzione prevede: gli stipendi non si aumentano a parole; le scuole non rimangono aperte tutto il giorno senza educatori e sorveglianti. Ben venga anche la proposta di allungare l’obbligo formativo, anche questa non fattibile senza risorse e condivisione. Sono questi gli atti concreti da portare avanti per dare seguito alle parole espresse da economisti, governanti e leader di partito sull’investimento della scuola da considerare come priorità”.
Per superare l’ineguaglianza sociale occorre agire su due fronti: il primo è quello di favorire il coordinamento delle politiche di tassazione dei vari paesi a livello globale, contrastando in questo modo la sempre più difficile tassazione dei ricchi e del capitale “perché questi si spostano più facilmente da un paese all’altro a seconda del diverso livello di tassazione”; la seconda azione da attuare riguarda l’allargamento del campo delle opportunità offerte ai cittadini. La ricetta contro l’ineguaglianza è di Carlo Cottarelli, direttore Osservatorio Conti pubblici Università Cattolica di Milano, dal 1988 al 2013 dirigente del Fondo Monetario Internazionale.
Tra le analisi economiche proiettate all’anno che verrà, vale la pena soffermarsi su quella tracciata da uno dei massimi economisti nazionali, che è stato anche commissario straordinario alla spending review per il governo Letta fino al 2014. Cottarelli spiega infatti perché è necessario introdurre “una tassa globale e più investimenti su istruzione e sanità”: “Pubblica istruzione e sanità sono beni essenziali per la costruzione del capitale umano e devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (sappiamo che questo non è il caso in Italia, per esempio). È anche ovvio che politiche volte a rimuovere disparità di ogni altro tipo, soprattutto quelle di genere e quelle relative alle disabilità, sono ugualmente importanti e possono concretizzarsi anche attraverso adeguati strumenti di regolamentazione e di tassazione differenziata. Non si tratta certo di un percorso facile, ma non vedo alternative se vogliamo rendere più accettabile il capitalismo nel XXI secolo”, conclude l’economista.

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Scuola. Pubblicata la Legge di Bilancio 2020: per l’Istruzione un sostegno modesto

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Nella Legge 27/12/2019, n.160 figurano 30 milioni di euro per il fondo unico nazionale destinato ai dirigenti scolastici; 11 milioni di euro per il potenziamento della qualificazione dei docenti in materia d’inclusione scolastica; un milione di euro per 2020, 2021 e 2022 per attività di formazione su bullismo e cyberbullismo; 2 milioni di euro per attività finalizzate all’innovazione digitale nella didattica; l’apertura a fondi specifici per l’edilizia scolastica per un totale di 70 milioni di euro; l’incremento di 31 milioni di euro del fondo per il diritto allo studio universitario; la trasformazione in organico di diritto di circa mille posti di sostegno oggi in deroga. Invece, nulla per il precariato, per le carriere del personale, per cancellare classi pollaio ed estendere il tempo pieno, solo per fare qualche esempio. Marcello Pacifico (Anief): Deluse le aspettative di chi insegna e degli alunni. La manovra finanziaria è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale: la Legge 27/12/2019, n.160, sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022”, ha trovato spazio sul supplemento ordinario n. 45 della Gazzetta ufficiale n. 304. Si compone di 19 articoli, corredati da centinaia di pagine di tabelle, ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2020. Le norme che riguardano la scuola sono contenute nell’articolo 1, a partire dal comma 255 e fino al 285. E la delusione è tanta. Fra le disposizioni più importanti del settore scolastico figurano lo stanziamento di 30 milioni di euro per il fondo unico nazionale destinato ai dirigenti scolastici; un fondo di 11 milioni di euro per il potenziamento della qualificazione dei docenti in materia d’inclusione scolastica; la concessione di un milione di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 per attività di formazione in materia di bullismo e cyberbullismo; l’aggiunta di 2 milioni di euro per attività finalizzate all’innovazione digitale nella didattica; l’apertura a fondi specifici per l’edilizia scolastica per un totale di 70 milioni di euro; l’incremento di 31 milioni di euro del fondo per il diritto allo studio universitario; la trasformazione in organico di diritto di circa mille posti di sostegno oggi in deroga. “Mancano, come abbiamo avuto occasione di segnalare più volte, finanziamenti necessari per ridurre il numero di alunni per classe o per estendere ulteriormente il tempo pieno nelle scuole delle regioni del sud”, commenta la rivista La Tecnica della Scuola. Ma per la Scuola mancano all’appello, aggiunge Anief, anche e soprattutto gli attesi finanziamenti utili agli aumenti contrattuali e per cancellare la piaga del precariato. Il suo presidente Marcello Pacifico commenta così: “Avevamo fatto presentare diverse proposte emendative a questa Legge di Bilancio, che però non sono state accolte. Servivano in primis delle risorse, utili a coprire almeno l’inflazione: non si possono prendere come riferimento gli stipendi europei e poi nemmeno recuperare il gap rispetto al costo della vita”. “Il fondo unico nazionale per i dirigenti scolastici, il potenziamento dei docenti in materia d’inclusione scolastica, l’incremento dell’attività di formazione su bullismo, cyberbullismo, innovazione digitale nella didattica e per il diritto allo studio universitario, i fondi specifici per l’edilizia scolastica, la trasformazione in organico di diritto di appena mille posti di sostegno su 60 mila in deroga non possono soddisfarci. Se non si investe sulla formazione, la sfida del domani è persa in partenza. Bisogna, a questo punto, pensare di rivedere l’approccio alla prossima manovra, perché siamo convinti che, oltre alle risorse, manca anche il giusto apporto culturale e l’adeguata sensibilizzazione ai problemi della scuola da parte di governanti e parlamentari. Noi – conclude Pacifico – continueremo la nostra azione, ancora più incisiva di prima, attraverso audizioni, incontri e partecipando a tutti le riunioni sindacali in qualità di organizzazione rappresentativa nazionale”.

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Pubblicato il decreto Milleproroghe omnibus n. 162, l’Istruzione pubblica ancora ignorata

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Arrivano in Gazzetta Ufficiale le “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica”: tanta delusione per il comparto della Conoscenza. A partire dalla mancata partecipazione al concorso degli amministrativi facenti funzioni Dsga, promessa ai sindacati in sede di conciliazione dall’ex ministro Lorenzo Fioramonti lo scorso il 19 dicembre. Anief si prepara a chiedere emendamenti in Parlamento in loro favore. Allo stesso modo, il giovane sindacato intende chiedere modifiche per fare riaprire le GaE a tutto il personale docente abilitato, riproporre una mobilità straordinaria, rifare una nuova sessione del corso-concorso per nuovi dirigenti scolastici, stabilizzare il personale precario per adempiere agli obblighi internazionali, utilizzare le graduatorie di istituto per le immissioni in ruolo, tra le varie misure allo studio.

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