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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 229

Posts Tagged ‘scuola’

SCUOLA e PA – Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneLa parte pubblica vuole individuare le tematiche per i prossimi rinnovi contrattuali, nell’ambito dei quali occorrerà affrontare i problemi di armonizzazione dei nuovi contratti con le norme di legge intervenute dopo il periodo di sospensione dell’attività negoziale e, inoltre, stabilire discipline comuni e convergenti all’interno dei nuovi comparti e delle nuove aree di contrattazione, individuati dall’Aran e dalle Confederazioni sindacali nell’accordo siglato il 13 luglio 2016. Per sottoscrivere i rinnovi di categoria si prevedono tempi lunghi.Marcello Pacifico (Anief-Cisal-Confedir): se all’Aran si vuole definire la parte normativa, con il nuovo ‘compartone’ Scuola, Università, Ricerca pubblica e Afam, allora possiamo parlarne. Se, invece, si vogliono prioritariamente gettare le basi per accreditare l’aumento medio del personale a dir poco insufficiente non ci stiamo. La busta paga dei dipendenti pubblici, a iniziare dalla scuola, dove gli stipendi sono i più bassi della P.A., va almeno riallineata al costo della vita: per un recupero equo di questo gap, che ha fatto sprofondare gli stipendi di docenti, Ata e dirigenti scolastici ben al di sotto della media Ocse, servirebbero 105 euro di indennità di vacanza contrattuale dal settembre 2015, come ha stabilito la Consulta. E altrettanti di vero e proprio aumento. Sono 210 euro e pure netti, quindi quattro volte quello che mette sul piatto oggi il Governo.

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Docente di spagnolo condannata alla precarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

tribunale-milanoIl giudice condanna il Miur per discriminazione e sfruttamento del lavoro a tempo determinato: il ricorso Anief, proposto a tutela dei diritti della prof supplente, rivendicava l’illegittimità del lungo periodo di precariato, cui continua a essere costretta senza il minimo riconoscimento della lunga esperienza maturata in cattedra per insegnare nella scuola media. La sentenza è importante, perché sancisce il diritto a percepire anche da precari, oltre al risarcimento, uno stipendio calcolato sugli anni di servizio svolti. Rimane l’amarezza: in un mondo sempre più globalizzato e aperto alle lingue, perché un docente deve attendere così tanti anni per poter sottoscrivere il contratto a tempo indeterminato pur essendo da tempo nelle graduatorie pre-ruolo? A tal proposito, il sindacato ricorda il paradosso della classe di concorso A023, ‘Lingua italiana per discenti di lingua straniera’, introdotta con le nuove classi concorsuali e per la quale sono stati decretati centinaia di vincitori nell’ultima selezione nazionale del 2016 proprio per soddisfare precise finalità di insegnamento: per il Miur la disciplina rimane un oggetto misterioso. Anief ha promosso specifici ricorsi per la tutela dei lavoratori precari: è ancora possibile aderire per ottenere il giusto riconoscimento professionale.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i diritti dei precari non possono essere calpestati. Il Miur agisce, ancora oggi, in aperto contrasto con la normativa comunitaria continuando a reiterare contratti a tempo determinato su posti vacanti e negando al personale con contratto a termine il diritto alle progressioni stipendiali. Il nostro impegno è quello di continuare a tutelare i loro diritti e a pretendere dall’Amministrazione rispetto per quei lavoratori della scuola che ogni anno permettono il regolare svolgimento delle attività didattiche.

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Lavoro e scuola: In pensione sempre più tardi, dal 2019 serviranno 67 anni e l’Ape sociale già non basta

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl decreto del Governo, che supera la riforma Monti-Fornero, è già pronto a livello tecnico: subito dopo l’estate verrà affrontato in ambito politico. Il motivo dell’ulteriore elevazione dell’età si deve al fatto che la speranza di vita dopo i 65 anni si sta allungando. Il provvedimento giunge nelle stesse ore in cui i decreti su lavoratori precoci e Ape sociale, l’anticipo pensionistico con penalizzazioni minime, arrivano in Gazzetta Ufficiale: solo che il sistema è sperimentale, vincolato a dei finanziamenti ridotti e ristretto a poche categorie. Nel comparto Scuola esclusi ingiustamente tutti i docenti dalla primaria in poi.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le agevolazioni pensionistiche dell’Ape Social, spettanti a chi svolge un lavoro usurante, vanno per forza allargate e tutti i livelli d’insegnamento. Sull’Ape volontaria, invece, con i lavoratori chiamati a restituire fino a 500 euro al mese per vent’anni in cambio di tre anni e mezzo di anticipo pensionistico, continuiamo ad avere grossi dubbi. Non si tratta di proposte da accettare a occhi chiusi: stiamo parlando di un ammortizzatore sociale che il beneficiario dovrà pagare a carissimo prezzo. Non dimentichiamo che le pensioni attuali e future sono state già penalizzate dal nuovo modello di calcolo contributivo: ridurle di un importo così importante significa portarle abbondantemente sotto i mille euro e sempre più vicino all’assegno sociale. E che dire degli effetti devastanti sul fronte dei servizi? Nella scuola, abbiamo già oggi il corpo docenti più vecchio e malpagato. A breve raggiungeremo un record inarrivabile.

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Scuola: Assunzioni docenti 2017

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

tar-lazioIl Miur apre finalmente agli idonei del concorso a cattedra 2016 ma esclude i maestri della scuola d’infanzia e primaria.
Anief ricorre al TAR Lazio e impugna la nota pubblicata dal Miur n. 26145 dell’8 giugno 2017 e il Decreto legislativo n. 59/2017 della Buona Scuola che non prevedono lo scorrimento delle graduatorie di merito per la scuola primaria e infanzia. Apertele adesioni al ricorso con scadenza 8 luglio.L’impugnazione in tribunale ha preso ancora più vigore, dopo le vittorie conseguite e dopo che il Ministero dell’Istruzione ha ammesso che le Graduatorie di Merito del Concorso 2016 dovranno essere utilizzate integramente scorrendo anche oltre il 10% degli idonei, dunque attingendo dagli elenchi aggiuntivi ai fini delle immissioni in ruolo conferite già con decorrenza 1° settembre 2017. Alla luce di questi esiti, appare davvero assurdo che lo stesso Miur possa aver dimenticato i docenti risultati idonei alle prove concorsuali per la scuola dell’infanzia e primaria.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): siamo coscienti che la nostra battaglia, che ci ha già visto vincitori per una parte dei candidati che hanno partecipato al concorso 2016, non può essere arrivata a conclusione. Auspichiamo che il Miur provveda con urgenza a sanare quest’ulteriore stortura e si cancelli così in fretta l’evidente discriminazione posta in essere, a discapito di questa particolare categoria di insegnanti già flagellati da decisioni penalizzanti giunte con la Buona Scuola. In caso contrario, il Miur non farebbe un buon servizio alle 8.400 scuole italiane, agli alunni e alla famigerata continuità didattica. Perché il nuovo reclutamento, legiferato a fine maggio con i decreti attuativi della L. 107/15, prevede una fase transitoria che porterà in cattedra i docenti, a titolo definitivo, non prima del 2022. Nel frattempo chi andrà a coprire le cattedre vuote e quelle che si svuoteranno ulteriormente con il turn over?

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Scuola: Mentre si festeggia per l’aumento-miseria di 50 euro, il Miur blocca le assegnazioni provvisorie

Posted by fidest press agency su sabato, 17 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneSi tratta della conferma del blocco triennale della provincia di immissione in ruolo e del divieto di domanda per chi ha ottenuto trasferimento. Non avrà conferma, quindi, la mediazione voluta saggiamente lo scorso anno per limitare i danni dovuti all’assurda decisione di assumere decine di migliaia di docenti su area nazionale. In quell’occasione si arrivò a una decisione coerente, anche perché al ricatto dell’immissione in ruolo in cambio dell’indicazione da parte dell’aspirante docente a tempo indeterminato di tutte le cento province italiane, si aggiunse la lotteria dell’algoritmo impazzito che ha destinato tantissimi insegnanti fuori provincia, anche a mille e più chilometri, pur in presenza di posti vacanti a due passi da casa. Oltre all’incomprensibile passo indietro rispetto a soli dodici mesi fa, visto che le condizioni sono rimaste immutate, c’è almeno un altro aspetto che rende illogica la presa di posizione del Miur: il fatto che la deroga sia stata già confermata nel contratto sulla mobilità del prossimo anno scolastico, alla voce ‘trasferimenti’.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): come si spiegherà al personale che la deroga al blocco per assunti nell’ultimo triennio è concessa solo a una parte di personale? Per noi è chiaro che, a parità di condizioni, la deroga va confermata. Altrimenti, ricorreremo al giudice del lavoro. Perché la vita professionale e gli affetti dei docenti valgono molto di più delle norme altalenanti e prive di logica prodotte da un’amministrazione sempre più confusionaria.

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Scuola: Concorso dirigenti imminente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 giugno 2017

scuolaAnief condivide la proposta che l’A.N.Co.Di.S. si accinge a portare dopodomani alla Ministra Valeria Fedeli per l’assegnazione urgente di quasi 2mila posti da preside: deve essere stabilito un adeguato punteggio per gli anni svolti per la collaborazione e il servizio reso deve avere il riconoscimento di stage formativo. Per l’assegnazione delle nuove dirigenze scolastiche si preveda quindi un concorso con il 50% dei posti annualmente vacanti e il 50% da assegnare tramite graduatorie degli incarichi di Presidenza: una sorta di doppio canale, come si fa per le Gae dei docenti, con possibilità di accedere a un corso-concorso per chi ha svolto almeno 36 mesi di incarico. Il sindacato ritiene particolarmente importante valorizzare tutti quei docenti che negli anni si sono spesi per il bene delle loro scuole, acquisendo competenze e professionalità.Con l’occasione, Anief torna a chiedere la partecipazione al prossimo concorso dei docenti precari che hanno alle loro spalle cinque anni di servizio e siano in possesso del titolo di ammissione, quale è la laurea. A questo proposito, il sindacato ricorda ancora una volta al Miur che la sentenza del Tar Lazio, la 5011/2014 del Tar del Lazio, mai sospesa dal Consiglio di Stato, ha ammesso i candidati alla precedente selezione: è ancora possibile aderire al ricorso contro l’esclusione illegittima dal concorso per dirigenti scolastici. Nel frattempo, Eurosofia ha avviato da tempo corsiin presenzaea distanzaper prepararsi alle prove. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non si comprende perché in Italia spesso le espressioni dei giudici non trovino seguito nei regolamenti e nei concorsi pubblici. Considerando che gli ultimi 200 idonei della selezione del 2011 sono stati assunti lo scorso settembre, viene da chiedersi cosa frena ancora il Ministero dell’Istruzione ad accordare la nostra richiesta. Come quella di riservare una parte dei posti vacanti a chi ha già dimostrato nelle scuole di avere doti organizzative e di gestione delle risorse umane. In caso contrario, stiamo valutando la possibilità di avviare un ricorso apposito per questi docenti-collaboratori.

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Scuola Mobilità docenti: 1 su 5 presenta domanda: pochi ottengono la sede richiesta

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cAnche se la richiesta di trasferimento è tornata quest’anno a essere ordinaria e volontaria, il numero di richieste di cambio sede rimane altissimo: il motivo è l’aver assunto, con la riforma della Buona Scuola, decine di migliaia di docenti lontano dalla propria provincia di appartenenza. Anche quando i posti erano disponibili in sedi molto più vicine. Questi insegnanti, giustamente, chiedono ora di avvicinarsi. C’è poi il problema della correttezza delle operazioni: i parametri utilizzati dai tecnici del Miur per impostare l’algoritmo che regola i trasferimenti continuano a essere segreti. Mentre erano state promesse regole chiare e certe. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): purtroppo, in pochi verranno soddisfatti perché la maggioranza degli insegnanti che ha espresso la volontà di cambiare scuola, per avvicinarsi a casa, è del Centro-Sud. Dove però il numero di abbandoni scolastici rimane altissimo, alcuni istituti addirittura chiudono e il numero di cattedre libere è ridotto ai minimi termini. Se si fosse dato ragione all’Anief, che da anni chiede un organico maggiorato proprio per le zone disagiate, ad alta presenza migratoria e con una bassa incidenza culturale del territorio, anche la mobilità ne avrebbe giovato. Uno degli aspetti inquietanti del sistema è anche quello della soprannumerarietà di tanti docenti, finiti loro malgrado negli ambiti territoriali: il nostro sindacato continua a raccogliere lamentele e richieste di impugnazione per l’errata formulazione delle graduatorie interne d’istituto.

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Scuola Contratto triennio 2015/18: Fedeli convoca i sindacati il 14 giugno: Anief e Udir

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneRoma. La Legge prevede, in assenza di un accordo, di assegnare ogni mese il 50% del costo della vita a ogni lavoratore e dirigente scolastico. E questo non è stato fatto. Ora, anziché sanare il maltolto, almeno dal mese di settembre 2015, come ha detto la Consulta, il Governo se la vuole cavare con una quota forfetaria minima. Ma si tratta di un vero e proprio ‘contentino’. Perché l’Esecutivo deve trovare le risorse per allineare almeno gli stipendi tabellari all’aumento dei prezzi che si è venuto a determinare in questi ultimi 10 anni. Se si adeguasse, infatti, l’Indennità di vacanza contrattuale al 50% dell’incremento dell’inflazione, bisognerebbe corrispondere al personale scolastico 2.792 euro e ai presidi 8.037 euro, in più rispetto ai 1.755 preventivati.Marcello Pacifico (Anief-Cisal-Confedir): siccome occorre recuperare anche l’altro 7 per cento mancante per recuperare il costo della vita, le cifre arretrate da percepire sono esattamente il doppio: 5.584 euro per i lavoratori docenti, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. E oltre 16mila euro per i dirigenti scolastici. In caso contrario, il nostro invito è quello di rivolgersi al tribunale. Stiamo parlando di risorse importanti, sottratte a dei dipendenti che svolgono un lavoro prezioso ma che da troppi anni continuano a essere pagati meno di tutti. I diritti dei lavoratori e dei capi d’istituto non possono continuare a essere negati e sottomessi. Il nostro appello arriva prima di una nuova serie di incontri con i lavoratori e con la dirigenza. Ma anche a pochi giorni dal riuscito sciopero Udir che ha convinto il Miur a rivedere alcune posizioni già prese. Anief mette a disposizione dei modelli di diffida per il recupero totale degli arretrati, attraverso lo sblocco dell’Indennità di vacanza contrattuale, da assegnare per legge. Anche Udir ha deciso di avviare ricorso al Tar pure per l’incremento del Fondo Unico nazionale, altrimenti destinato a rimanere fermo: la giovane organizzazione sindacale è pronta altresì a impugnare tutti i Contratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti. Aderisci al ricorso gratuito. Inoltre, il nuovo sindacato della dirigenza mette a disposizione specifici modelli di diffida, finalizzate al recupero di una serie di ‘voci’ e diritti sino a oggi negati.

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Primo premio ai bambini della “scuola in pigiama”: sognano il pianeta ideale

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

scuola in pigiamaBergamo. La scuola in pigiama si è aggiudicata il primo premio nel concorso nazionale “Messaggi dallo spazio”, indetto da A2A SpA sui temi dell’efficienza energetica. Tredici alunni di età compresa tra i 6 e i 10 anni, che hanno seguito le lezioni dell’anno scolastico direttamente nei reparti di Oncologia, Cardiochirurgia e Chirurgia pediatrica, hanno inventato un pianeta alieno chiamato “Energy Planet”: un mondo ideale popolato di case, scuole e città sostenibili con ospedali in cui è possibile curare ogni malattia.Nel pianeta immaginato e descritto dai bambini della “scuola in pigiama”, l’energia si crea “dagli abbracci e dalle strette di mano”. Nell’ospedale c’è una macchina con tanti tubicini: una ventosa “ti buca la pelle senza far male” e un tubo “porta via quanto c’è di malato”. I batteri si trasformano in concime per i fiori, mentre un’altra macchina toglie le malattie in un minuto e le trasforma nel tuo profumo preferito”.Grazie a queste suggestive frasi, corredate da disegni che sono ora pubblicati in rete, il gruppo di bambini della Scuola primaria statale in ospedale I.C. “I Mille” di Bergamo ha ricevuto nei giorni scorsi, nel reparto dell’Ospedale, il primo premio: un assegno di 1.000 euro e una targa celebrativa che rimarrà esposta presso la sede dell’istituto. La somma in denaro ricavata dalla vincita verrà utilizzata per l’acquisto di materiale didattico.La competizione per aggiudicarsi il primo premio al concorso “Messaggi dallo spazio” era particolarmente dura e l’esito era tutt’altro che scontato. All’edizione appena conclusa hanno infatti partecipato 168 classi un po’ da tutta Italia. Ben 296 sono stati i pianeti creati, con cui i ragazzi si sono fatti testimoni di azioni green e comportamenti virtuosi all’insegna del risparmio energetico.
“Ringrazio gli organizzatori dell’evento per l’opportunità offerta agli alunni della scuola – ha dichiarato Orietta Beretta, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “I Mille” -. Vedere i risultati di un progetto portato avanti con i bambini è sempre una soddisfazione: certamente per loro, ma anche per chi ci ha creduto, come nel caso delle nostre insegnanti”. In rappresentanza di A2A Angela Francesca Capaldo, Sara Gramiccia, Saverio Zetera e Renato Pennacchia hanno rinnovato le congratulazioni ai bambini per come hanno saputo unire la creatività a un tema delicato come l’attenzione all’ambiente, alla salute e al risparmio energetico. I bambini hanno poi ricevuto alcuni regali personalizzati che hanno reso l’occasione un momento di gioia. Tra un pallone di calcio, i biglietti per Gardaland e il cd di Fedez, gli alunni della scuola in pigiama hanno così potuto concludere l’anno scolastico con maggiore serenità. Il direttore della Pediatria Lorenzo D’Antiga ha sottolineato l’importanza del servizio della scuola in ospedale che consente ai bambini di seguire il programma scolastico durante il ricovero in tutti i reparti pediatrici. Oltre alla scuola dell’infanzia e primaria che fanno capo all’Istituto Comprensivo “I Mille” di Bergamo, c’è un servizio rivolto ai ragazzi che frequentano la scuola secondaria di 1° e 2° grado, grazie all’Istituto Secondario “Mariagrazia Mamoli” di Bergamo. Il servizio è organizzato secondo un orario flessibile in base alle necessità di cura, alla durata prevista della degenza, alla variabilità di presenze settimanali/giornaliere degli allievi, privilegiando i lungo degenti. Le lezioni si tengono in aula scolastica oppure a letto, nella camera dei bambini, a seconda delle situazioni e delle diverse necessità. Le attività degli alunni è consultabile nel blog della scuola. I primi ad avviare le sperimentazioni dei servizi didattici e di formazione nel nostro Ospedale furono due pionieri della chirurgia pediatrica: Lucio Parenzan e Giuseppe Locatelli. Furono loro a suggerire che le attività di apprendimento in ospedale sono di fondamentale supporto per i piccoli pazienti anche in vista del recupero psico-fisico dalla degenza ospedaliera. Le prime lezioni in ospedale ebbero avvio più di quarant’anni fa, nel 1973. Ai giorni nostri quello della scuola in ospedale è un servizio riconosciuto e promosso dal MIUR per garantire il diritto all’istruzione anche ai bambini malati e contribuire al mantenimento o al recupero del loro equilibrio psico-fisico. (foto: scuola in pigiama)

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A scuola le “bufale” sull’olio d’oliva

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

olio-delle-colline2“L’ideologia alimentare può danneggiare la salute e lo sviluppo degli studenti”. E’ quanto sostiene la piattaforma di Campagne liberali nella lettera aperta inviata al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e a molti assessori regionali e comunali che operano sul territorio nell’ambito delle politiche sulla salute e sulla scuola.”Sempre più scuole hanno indetto bandi di gara per la distribuzione automatizzata di merendine, cibi e bevande, stabilendo l’esclusione di prodotti che contengono olio di palma e con contenuto di grassi saturi oltre il 50%. E ci arrivano testimonianze di insegnanti che educano i propri alunni a evitare il consumo di olio di palma: una posizione ideologica – puntualizza la nota – molto simile alle bufale o ai fake combattuti su Internet per i rischi che fanno correre a persone e consumatori e che si va a inserire in una guerra commerciale piuttosto che in una reale valutazione dei valori nutrizionali di certi ingredienti”.
“Numerosi studi hanno dimostrato che il consumo di olio di palma in una dieta bilanciata non è nocivo, anzi è una sostanza naturale che migliora la qualità di molti prodotti. In particolare poi, abbiamo realizzato una ricerca che– afferma Campagne liberali – ha preso in esame le etichette che riportano la dicitura “senza olio di palma” e quelle di prodotti che continuano ad usare olio di palma: dal confronto è emerso che non solo le prime non spiega ai consumatori “con cosa” sia stato sostituito l’olio di palma, ma soprattutto si evidenzia che tale sostituzione ha comportato in uno stesso prodotto grassi saturi in maggiore quantità e magari più dannosi”.Per Campagne Liberali: “Invece di un’imposizione ideologica mascherata da salutismo, si devono fornire a giovani e studenti il metodo e gli strumenti per compiere scelte libere e consapevoli, tanto più per ciò che riguarda la propria dieta alimentare e la propria salute. Per questo abbiamo invitato i ministri e gli amministratori locali ad avviare, proprio a partire dalle aule delle scuole un “dibattito scientifico che non sia discriminatorio, ma che operi a garanzia dell’educazione e della libertà di scelta”.

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Scuola: Lezioni finite, è stato un anno difficile e il prossimo andrà peggio: boom di contenziosi

Posted by fidest press agency su domenica, 11 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneNel 2016/17 decine di migliaia di docenti sono stati nominati fuori tempo massimo; 1.400 istituti affidati a presidi già titolari di altre scuole; tanti alunni disabili si sono visti cambiare almeno una volta il docente di sostegno; un insegnante su sette è rimasto precario e il livello dei ricorsi ha raggiunto quote mai toccate in passato. Si è iniziato con il concorso a cattedra, che ha escluso illegittimamente tante categorie di aspiranti docenti, molti dei quali ripescati grazie al sindacato. Da settembre cominceranno a essere attuati i decreti legislativi della Buona Scuola. E continuerà a permanere il precariato. A poco è servita la Circolare sugli organici del 2017/18, perché autorizza la conversione di 15 mila posti in organico di diritto su 100mila supplenza assegnate ogni anno (la metà su sostegno, per i quali sono previsti 3.600 immissioni in ruolo su 41.600 posti in deroga). Con le ultime assunzioni per gli ATA che risalgono al 2011. Anche per gli studenti non ci sono buone notizie: le prove Invalsi vengono eliminate dagli Esami, rimanendo indispensabili per l’ammissione e diventando elemento costitutivo della scuola autonoma, senza tenere conto del territorio, del tessuto sociale, della classe.L’ufficio studi Anief ha quantificato l’opera di contenzioso attivata dal giovane sindacato solo nell’ultimo anno: sono stati prodotti oltre 3 milioni di euro di risarcimento, attraverso il riconoscimento degli scatti di anzianità per i precari e il risarcimento del danno in caso di reiterazione di contratti a termine oltre i 36 mesi su posto vacante. Nelle ultime settimane, sono state recepite 2mila adesioni per ricorrere al giudice, dopo aver ottenuto le sentenze positive della Corte di Giustizia UE, della Corte Costituzionale e in ultimo delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. Per il riconoscimento di tutto il servizio pre-ruolo nella ricostruzione di carriera, oltre mille ricorsi sono stati depositati negli ultimi mesi. Complessivamente, sono oltre 30 le tipologie di ricorso con adesioni ancora aperte presso il TAR Lazio (inserimento in III fascia GaE e aggiornamento 2017, inserimento in II e III Fascia Graduatorie d’istituto e aggiornamento I fascia) e oltre 40 tipologie di ricorso al Giudice del Lavoro.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): la verità è che c’è da piangere. Per questo continueremo a condurre la battaglia legale contro queste riforme: abbiamo vinto sull’utilizzo dei posti in deroga, sul trasferimento dei precari nell’aggiornamento delle graduatorie, sulla parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato, sulla mobilità del personale e tante altre. Continueremo ancora, ancora dopo che diventeremo rappresentativi alle prossime elezioni RSU, a meno che non subentri un po’ di buon senso in chi ci governa.

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Scuola: Graduatorie d’istituto, il pasticcio del Miur è servito

Posted by fidest press agency su sabato, 10 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneNella stessa giornata in cui l’Anief invia i primi 12 ricorsi al Tar del Lazio contro il testo del decreto ministeriale che regolarizza l’attuale ‘finestra’ di aggiornamento dei docenti, anche le altre organizzazioni sindacali protestano per chiedere di rivedere la tempistica di valutazione delle domande, da parte delle segreterie scolastiche, davvero troppo ristretta: di fatto, i giorni utili per la valutazione delle domande saranno veramente pochi, meno di una settimana, senza considerare le altre incombenze e scadenze che caratterizzano il lavoro degli assistenti amministrativi nel mese. Tra l’altro, le graduatorie d’istituto mai come quest’anno rischiano di essere riviste in continuazione per via delle decisioni prese in tribunale. I ricorsi riguardano il divieto di aggiornamento della prima fascia per chi inserito a pieno titolo o con riserva; il mancato inserimento in seconda fascia dei docenti abilitati ITP, AFAM, Educatori, Diplomati magistrale a indirizzo linguistico, Idonei ultimi concorsi, gli abilitati all’estero in attesa del riconoscimento del titolo in Italia; l’esclusione dalla terza fascia dei laureandi già iscritti alle sessioni di laurea. Come è pure contestata la parziale valutazione del servizio militare e di accesso a Scienze della formazione primaria. Anief ha poi deciso d’impugnare la considerazione dei titoli sulla tabella di valutazione.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): sulla tempistica ridotta, il Miur conferma tutta la sua mancanza di programmazione. Per i ricorsi, invece, va rilavato che si rivolgono a parti del regolamento istituito che contengono elementi di ingiustizia e irragionevolezza macroscopici, spesso anche in contrasto con chiare pronunce della magistratura amministrativa e persino in opposizione ai recenti decreti delegati. Per tutti i ricorsi, il personale può presentare domanda o diffida entro il 24 giugno, che corrisponde all’ultimo giorno di presentazione dei titoli e servizi al Miur. Mentre la scadenza per l’adesione ai ricorsi è fissata al 30 giugno 2017. Il sindacato, per venire incontro alle esigenze dei docenti interessati, ha aperto appositi sportelli di consulenza e programmati incontri specifici sul tema. L’Anief, inoltre, fornisce chiarimenti ai propri iscritti.

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Scuola italiana all’estero: la riforma è realtà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

scuola italiana estero

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Scuola: Contratto, domani al via incontri all’Aran

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneDomani saliranno all’Aran i sindacati per avviare la contrattazione che nel volgere di alcune settimane dovrebbe portare alla messa a punto dell’Atto di Indirizzo. E, quindi, entro la fine del 2017, alla sottoscrizione dei contratti di categoria. Anief rinnova l’invito ai sindacati rappresentativi a non firmare la proposta e a ricorrere per ottenere l’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale che in assenza del contratto, per lo stesso triennio, porterebbe subito nelle tasche dei lavoratori 3.820 euro e altri 1.820 euro dal 2019 a regime (praticamente uno stipendio in più l’anno). Invece dei 1.205 euro previsti da questo accordo a perdere che, tra l’altro, non garantirà gli stessi incrementi per tutti.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): a oggi, un lavoratore della scuola ha poco da ridere per il rinnovo del contratto di categoria. Perché andrà a perdere quasi 2.600 euro in meno di arretrati al lordo. Più 715 euro in meno all’anno, a regime, a partire dal 2018. Tutto questo, al netto dell’indennità di vacanza contrattuale che tutti sanno essere la metà di quanto deve essere recuperato al momento della firma del contratto. Si tratta di cifre importanti. Che, alla luce delle risorse minimali stanziate dal Governo, solo il ricorso al giudice del lavoro può garantire.Anief ha deciso di inviare dei modelli di diffida specifici per lo sblocco dei 105 euro di indennità di vacanza contrattuale da settembre 2015 e per l’assegnazione in busta paga della stessa cifra quando si firmerà il contratto. Perché la loro presentazione offre molte più garanzie del contratto di categoria, il peggiore della storia della scuola pubblica italiana, che i sindacati si apprestano a firmare.

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Scuola – Contratto: l’8 giugno parta la trattativa per il rinnovo della vergogna

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cIn settimana prenderanno il via le contrattazioni per la messa a punto dell’Atto di Indirizzo: giovedì prossimo l’Atto sarà oggetto di discussione con le parti sociali. Subito dopo toccherà al rinnovo del contratto della Scuola, dei relativi aumenti delle retribuzioni che nel frattempo sono arretrate del 14 per cento rispetto al costo della vita. L’Accordo del 30 novembre 2016 prevede un aumento lordo medio mensile di 85 euro, somma che potrebbe anche essere fortemente ridotta in caso di mancata approvazione della Legge di Bilancio. Poi c’è il problema di chi superando i 26mila euro di imponibile si vedrebbe sottratti gli 80 euro introdotti dal Governo Renzi: si pensa di sanare il problema andando a decurtare gli aumenti dei presidi, che a loro volta sono in mobilitazione perché percepiscono lo stipendio più basso tra i dirigenti pubblici pur avendo responsabilità e carichi di lavoro enormi. Comunque vada, con la riforma Madia troverà spazio la logica di Robin Hood.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): tutti i docenti a metà e fine carriera, oltre che i dirigenti scolastici e i Dsga, rischiano di vedersi accreditati degli aumenti così bassi da essere ritenuti offensivi. È vero che ai soldi non si rinuncia mai, ma a tutto c’è un limite. Soprattutto quando un aumento di stipendio è così irrilevante che il ricorso al giudice del lavoro garantisce incrementi maggiori. Ammesso che si applichi a tutti il risultato dell’intesa il 30 novembre scorso, a un docente che guadagna 1.500 euro andrebbero infatti 56 euro netti, anziché 105 euro netti per 20 mesi di arretrati e poi a regime, per vedersi assicurata quella indennità di vacanza contrattuale, pari al 50% dell’inflazione, illegittimamente non assegnata. Ma da recuperare c’è poi l’altra parte dell’aumento del costo della vita. Quindi, il Governo deve mettere sul piatto 210 euro netti. Una cifra quasi quattro volte rispetto alla cifra stanziata e che mai come oggi risulta pure in forte dubbio. Per questi motivi, l’Anief ha deciso di inviare dei modelli di diffida specifici per lo sblocco dei 105 euro di indennità di vacanza contrattuale da settembre 2015 e per l’assegnazione in busta paga della stessa cifra quando si firmerà il contratto. Poiché la loro presentazione offre molte più garanzie del contratto di categoria, il peggiore della storia della scuola pubblica italiana, che i sindacati si apprestano a firmare.

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Scuola – Personale Ata: sui 40mila posti liberi le supplenze scadono due mesi prima

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneDopo la Nota di questo tenore, inviata qualche giorno fa dall’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, le stesse indicazioni sono partite da Viale Trastevere con la Nota 24635, nella quale si dice di fatto alle scuole di prolungare i contratti solo in casi eccezionali. Eppure, a determinare la durata della supplenza è sempre e comunque la natura del posto che si sta ricoprendo: qualora si tratti di una supplenza per malattia, la durata è legata alle tempistiche contenute nelle certificazioni mediche; nel caso delle supplenze annuali, invece, in presenza di posti vacanti e disponibili il contratto deve necessariamente essere sottoscritto con la scadenza coincidente con l’ultimo giorno dell’anno scolastico. Inoltre, con l’operazione di ‘mascheramento’ dei posti del personale Ata, l’amministrazione non ottiene solo il risultato di risparmiare sui mesi estivi, ma anche quello di non assegnarli alla mobilità e turn over. E quindi di non utilizzarli per le immissioni in ruolo. Sono circa 30-40mila gli assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari che mancano all’appello nei ruoli dello Stato. I quali si vanno ad aggiungere agli 80mila docenti precari che subiscono lo stesso trattamento.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): due anni fa per opporci alla beffa dell’assegnazione di migliaia di posti, già destinati agli Ata, da affidare ai lavoratori soprannumerari delle province, decidemmo di avviare una class action. Anche in quell’occasione, i posti vennero dati a supplenza fino al 30 giugno 2016, salvo poi scoprire che nemmeno un perdente posto dell’ente locale in via di soppressione è stato mai annesso al comparto Scuola. Oggi, si è arrivati a dire che l’arco delle supplenze su quegli stessi posti vacanti, va comunque ridotto di due mesi. Senza nemmeno più indicare giustificazioni di sorta. Questo modo di fare è divenuto inaccettabile. Per questo, invitiamo tutto il personale Ata che ha sottoscritto un contratto su posto vacante a presentare ricorso per recuperare gli stipendi dei mesi estivi, sottratti in modo illegittimo. Anche per gli anni passati.

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Scuola Emergenza reggenze: da settembre 2mila istituti senza preside

Posted by fidest press agency su domenica, 4 giugno 2017

Palermo-Panorama-bjs-2Se ne è parlato a Palermo, nel corso di un incontro svolto da rappresentanti della neonata associazione nazionale dei collaboratori dei dirigenti scolastici A.N.Co.Di.S. con i vertici dell’Anief: vicari e collaboratori lamentano il mancato riconoscimento giuridico e contrattuale per le attività ulteriori svolte rispetto a quanto previsto dal contratto senza avere alcun genere di riscontro salvo una diaria forfetaria annua. Eppure, solo grazie all’apporto di questi fac totum della scuola, infatti, i presidi possono organizzare e gestire la mole di responsabilità che la scuola dell’autonomia ha aumentato in maniera esponenziale. Inoltre, molti di loro, pure quando responsabili di un plesso scolastico, non sono esonerati dalle attività didattiche. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non possiamo che condividere le richieste formulate dall’A.N.Co.Di.S., perché i collaboratori dei presidi nel corso degli ultimi anni sono stati progressivamente penalizzati. Dal 2010 non percepiscono più l’indennità di reggenza, a seguito dell’avvio della spending review adottata sui dipendenti pubblici. Con la Buona Scuola hanno perso anche l’esonero dal servizio di docenza, riuscendo questo a scattare solo in presenza (casuale) di un docente potenziatore della stessa classe di concorso del collaboratore del preside, individuato da quest’ultimo. È poi fondamentale che la loro preziosissima opera venga riconosciuta e inquadrata formalmente nell’ambito del ‘middle management’, di cui si parla da 20 anni senza che però nessuno abbia mai presentato una proposta concreta da condurre in porto.

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“Linear systems on irregular varieties”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

villa del grumello1Como. Dal 5 al 9 giugno a Villa del Grumello a Como si terrà “Linear systems on irregular varieties”, quinta scuola della Lake Como School of advanced studies 2017, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Alessandro Volta di Como che realizza attività di formazione post universitaria rivolte soprattutto a giovani ricercatori nel campo delle teorie dei sistemi complessi.Un tema molto importante e classico nella geometria algebrica è lo studio della varietà di Albanese e il morfismo di Albanese. Classicamente, per superfici di Riemann la varietà Albanese è quella di Jacobi e il morfismo di Albanese è la famosa mappa di Abel-Jacobi. Questo è uno dei principali strumenti nello studio delle superfici di Riemann compatte, con applicazioni anche alla geometria differenziale e alla fisica. Per le superfici complesse il morfismo di Albanese è uno strumento chiave nella classificazione di Enriques-Kodaira. I lavori rivoluzionari di Green e Lazarsfeld sull’Annullamento Generico alla fine degli anni ottanta hanno focalizzato l’attenzione sullo studio della deformazione dei gruppi di coomologia, e in particolare sui sistemi lineari continui su varietà irregolari.Lo sviluppo di queste teorie da un lato ha permesso di trattare problemi molto difficili anche in molte dimensioni; d’altra lato sono stati supervisionate nuove frontiere, e nuovi problemi interessanti hanno acquisito importanza insieme ai problemi classici tradizionali. Inoltre, negli ultimi anni un nuovo ponte tra geometria algebrica e analisi è stato costruito con la teoria dei corpi di Okunkov; questo è un campo pionieristico, che è destinato ad avere risultati sorprendenti nel caso di varietà irregolari.Direttori della scuola sono Sonia Brivio (Dipartimento di Matematica e Applicazioni, Università degli Studi di Milano Bicocca), Elisabetta Colombo (Dipartimento di Matematica, Università degli Studi di Milano), Paola Frediani (Dipartimento di Matematica, Università degli Studi di Pavia) e Lidia Stoppino (Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia, Università degli Studi dell’Insubria).

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Scuola Organici docenti, scoperto il bluff del Governo: saranno convertiti soltanto alcuni spezzoni orario. Continuerà la supplentite. Anief ricorre alla Cedu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl sindacato denuncia, ancora una volta, le politiche ragionieristiche del Governo sul precariato perché la Circolare ministeriale n. 21315/17 nel richiamare la legge di stabilità 2017 si limita a istituire in organico di diritto solo 9.500 posti sui 30.262 spezzoni delle superiori che già da dieci anni avrebbero dovuto formare una cattedra oraria. Ne consegue che a settembre rimarranno scoperti due posti su tre per quei docenti chiamati ancora una volta a supplire dopo le nuove immissioni in ruolo ad anno scolastico iniziato, nonostante gli aumenti di 40 mln di euro stanziati dalla manovra correttiva, 1,3 mld a regime. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): per questo dopo aver presentato un reclamo al Consiglio d’Europa, una denuncia alla Commissione delle Petizioni del Parlamento UE, abbiamo predisposto un ricorso alla Cedu. Bisogna ricordare, inoltre, che chi è assunto in ruolo, nonostante anni di precarietà, secondo la giurisprudenza della Cassazione, non può essere risarcito, né il precario dopo tanti anni stabilizzato. Né ancora lo stesso risarcimento, ridotto al massimo a 12 mensilità in caso di supplenze dopo 36 mesi al 31 agosto o al 30 giugno nella stessa scuola, appare idoneo a dissuadere il Miur dal reiterare gli stessi contratti o dal convertire tutti i posti da organico di fatto a organico di diritto come negato dalla stessa legge ‘La Buona Scuola’.Dopo tanti proclami, infine, lo stesso Miur dimentica pure il d.lgs. 59/17 appena approvato che supera la sperimentazione delle classi cosiddette Primavera: le classi ulteriori d’infanzia, infatti, si faranno solo in presenza di adeguata copertura. E che dire dei soli due posti di potenziamento previsti per la classe di concorso A023 italiano per stranieri nei CPIA, a fronte degli oltre 800mila studenti alloglotti, con i vincitori dell’ultimo concorso che rimarranno un altro anno al palo?

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Dirigenti scolastici: la protesta continua

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

scuolaLa categoria chiede compatta di cancellare immediatamente il Decreto n. 106 e la conseguente Nota Miur 9936 del 2017, prima di riaprire i Contratti Integrativi Regionali. Se lo sciopero proclamato da Udir ha convinto l’amministrazione a ripristinare i 10 milioni di euro tagliati al Fondo Unico Nazionale, è evidente che devono essere rideterminati tutti i finanziamenti regionali, e recuperati con ilricorso Udirtutti gli arretrati. Nessun contratto può essere firmato, se non si ottiene la perequazione interna (RIA) ed esterna alle altre aree dirigenziali degli enti locali e centrali. E nemmeno se non sirecuperail costo dell’inflazione (nel frattempo salita del 14%). Ma la mobilitazione continua anche perché sulla sicurezza (D.lgs. 81/08) e sulla valutazione (L. 107/15) deve essere cambiata la legge. In caso contrario, siano i presidi a scegliere con un referendum. Il 17 giugno a Palermo nuovo incontro tra DD. SS. di tutta Italia per determinare le ulteriori azioni di Udir.Marcello Pacifico (Confedir-Udir): oggi in Italia ci sono 11mila dirigenti pubblici delle funzioni centrali e locali che percepiscono 517 milioni di Fondo Unico Nazionale, a discapito di 8 mila dirigenti scolastici che hanno avuto 150 milioni di FUN. Oltre alla perequazione degli stipendi, ci sono tutti gli altri problemi, fatti di reggenze impraticabili e sottopagate, di segreterie ridotte all’osso, di rischi civili e penali sempre maggiori, di competenze allargate a dismisura senza nessun riscontro o supporto adeguato.

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