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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘scuole romane’

Memoria della deportazione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2015

HolocaustRoma Sabato 17 ottobre 2015, alle ore 19.30 dopo l’intervento di Monsignor Matteo Zuppi, vescovo ausiliare della diocesi di Roma, una marcia silenziosa si snoderà a ritroso da Piazza S. Maria in Trastevere lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943,  che dal Ghetto furono condotti al Collegio Militare a Trastevere prima di essere imprigionati nei treni con destinazione Auschwitz fino a Largo 16 ottobre 1943 La manifestazione si concluderà in Largo 16 ottobre 1943, accanto alla sinagoga Insieme a centinaia di giovani delle scuole romane e a immigrati, parteciperanno:
Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme costituzionali
Marco Causi, vice sindaco di Roma Capitale
Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma
Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma
Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei
Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Mario Giro, sottosegretario agli Esteri
Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio
Mario Marazziti, presidente della commissione Affari Sociali della Camera
Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio
Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio

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I maestri di tango delle scuole romane

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Roma 11 luglio 2011 Ore 22,30 Terrazza Caffarelli – Campidoglio Esibizione di ballo Milonga aperta al pubblico. Musicalizador: Horacio Quota “Noche de Tango y Letras” “Il tango per noi porteñi è prima di tutto poesia, poi musica e infine ballo. Per voi europei è soprattutto ballo”. Con queste parole il direttore artistico del Festival Buenos Aires Tango, Carlos Villalba, apriva la scorsa edizione all’Auditorium Parco della Musica di Roma. La Noche de Tango y Letras è dedicata al tango in tutte le espressioni artistiche, con particolare attenzione ai testi delle canzoni. Alle 21 un breve racconto musicale ripercorre la storia del tango e dei suoi protagonisti partendo da “Mi noche triste” del 1917, interpretata all’epoca dalla voce di tango più famosa del mondo, quella di Carlos Gardel, per arrivare a “Balada para un loco” scritta da Horacio Ferrer e musicata da Astor Piazzolla. Un tango senza parole nell’interpretazione di Osvaldo Pugliese, sarà dedicato a Evaristo Carriego, poeta “boemio, tìsico e anarquista” secondo la definizione di Jorge Luis Borges, che gli dedicò una biografia in età giovanile, pubblicata con la vincita di un premio letterario. Durante la prima parte della serata sarà effettuata la premiazione del concorso letterario “Volango. Parole, tango e nuvole” con la lettura dei testi dei primi tre classificati a cura di Massimo Martino. Il concorso indetto dalla rivista La Doble Hoja del Tango ha coinvolto circa 3.000 persone in tutta Italia. Gli scritti pervenuti sono centinaia, in lingua sia italiana che spagnola.
Tra i ballerini delle scuole romane si esibiscono Marcelo Alvarez e Sabrina Amato, Daniel Montaño e Natalia Ochoa, Marco Evola e Paola Palaia, Salvatore Esposito e Fabiana Abita, Eduardo Moyano e Ema Figà. Non mancano gli ospiti argentini come Pablo Moyano. Introducono la serata brevi interventi dell’assessore alle politiche culturali di Roma Capitale, Dino Gasperini e del ministro della Cultura dell’ambasciata della Repubblica Argentina in Italia Eduardo Varela. Ospite speciale è Horacio Ferrer Per partecipare alla serata è obbligatoria la prenotazione alla mail info@spacciodisale.it Importante: si prega di prenotare due persone alla volta con nome e cognome (possibilmente uomo e donna) e attendere mail di conferma. I nomi saranno inseriti nella lista all’entrata. (Gian Piero Corbellini, tango)

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Scuole romane e impianti fotovoltaici

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

La Giunta comunale, presieduta dal Sindaco Gianni Alemanno, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici e Periferie, Fabrizio Ghera, ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione di impianti fotovoltaici all’interno dei plessi scolastici comunali. Gli interventi, suddivisi in tre lotti, riguardano 11 scuole.  Il primo lotto comprende gli istituti in Via De Finetti e in Via Frignani nel Municipio XII; in Via Benedetto Croce nel Municipio XI.  Il secondo riguarda le scuole Fontanile Anagnino nel Municipio X; Giovanni Cagliero nel Municipio XI; Millecolori e Carlo Evangelisti nel Municipio XVIII. Il terzo lotto è relativo ai plessi Guido de Ruggero nel Municipio V, Archimede e Corbellini nel Municipio VIII e Anna Magnani nel Municipio IV.«L’amministrazione comunale – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici e Periferie di Roma Capitale Fabrizio Ghera – oltre ad assicurare interventi di messa in sicurezza ha stanziato circa 2 milioni di euro per la realizzazione di impianti fotovoltaici all’interno delle scuole comunali». «Il settore dell’edilizia scolastica – aggiunge Ghera – ormai da tempo è sempre più attento alle molteplici esigenze architettoniche in materia di ecosostenibilità e biocompatibilità e il provvedimento approvato oggi si rende importante quanto necessario poiché pone attenzione al risanamento energetico ed in particolare al contenimento dei consumi energetici negli edifici scolastici».

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Scuole romane sovvenzionate dalle famiglie

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

L’intervento di Annalisa Martino, responsabile Scuola e Istruzione del movimento: “Presidi e docenti fanno quello che possono ma i tagli continui danneggiano l’offerta formativa negando di fatto un reale diritto allo studio” “La pratica del contributo volontario è molto diffusa, soprattutto nelle scuole superiori. E’ però una vera ingiustizia per le famiglie che vengono ulteriormente tassate in maniera eccessiva a causa delle carenze dello Stato”. Queste le prime parole della responsabile per la Scuola e l’Istruzione dell’Italia dei Diritti Annalisa Martino all’allarme lanciato dai presidi di vari licei romani circa l’insufficienza di fondi che, oltre a penalizzare progetti didattici come i corsi di recupero, non riescono a coprire più neanche le esigenze primarie come i costi delle supplenze, quelli per materiali essenziali quali carta o inchiostro per stampanti. “La responsabilità di questa disastrosa situazione – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –  non è delle scuole. Queste ultime infatti si sono viste ridurre da una parte i contributi dello stato e dall’altra anche quelli degli enti locali. Ad esempio per quanto riguarda le supplenze fino a quindici giorni devono essere coperte dai colleghi e non si convocano docenti esterni. Fino a poco tempo fa ciascun insegnate aveva nel proprio monte ore settimanale due ore ‘libere’ da dedicare alla sostituzione degli assenti in caso di necessità oppure a progetti didattici come corsi di recupero o altri lavori utili all’istituto scolastico. Con la riforma voluta dal ministro Gelmini queste ore devono essere necessariamente ore di cattedra con obbligo di lezione. Di conseguenza – spiega la Martino – se manca un insegnante i colleghi devono lavorare più tempo e i dirigenti devono pagare loro questi straordinari, ecco quindi come aumentano i costi di gestione. Dove trovare questi soldi? Dove possibile vengono effettuati tagli ai progetti didattici anche se ciò porta a una drastica riduzione dell’offerta formativa e di conseguenza alla qualità dell’istruzione. Purtroppo vengono favorite le scuole private a danno di quelle pubbliche, come pure svantaggioso è l’aumento degli alunni nelle classi: siamo arrivati a circa ventisei studenti per aula. I docenti fanno quello che possono, purtroppo non viene considerato adeguatamente il lavoro da loro svolto anche a casa e il surplus di attività che comporta l’insegnamento agli alunni provenienti da famiglie di extracomunitari immigrati nel nostro paese. Gli allievi stranieri sono un prezioso arricchimento per le nostre classi, ma anche i professori più volenterosi non hanno strumenti sufficienti per integrare le lacune linguistiche, soprattutto ora che vengono tagliati i corsi di recupero per mancanza di fondi. Così – conclude la Martino – non si garantisce un reale diritto allo studio, mi auguro che  questa espressione torni ad avere un senso fornendo alla scuola pubblica gli strumenti necessari per formare i cittadini di domani”.

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