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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘scuole’

Scuola: Recovery Plan, si punta a potenziare asili nido, ricerca e formazione docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Fibra ottica in tutti gli istituti scolastici, più digitalizzazione ed e-learning, ristrutturazioni per migliorare l’efficienza energetica e antisismica, più asili nido e ricerca, formazione del personale docente e valorizzazione del patrimonio culturale: sono alcuni degli ambiti tematici previsti dalla missione “Istruzione, Formazione, Ricerca e Cultura” delle linee guida per il Recovery Plan, la cui bozza sarà presto sotto esame del Parlamento italiano in vista della consegna alla Commissione europea prevista per il prossimo mese di gennaio. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “fa bene l’esecutivo a progettare la realizzazione di interventi strutturali mirati appositamente per stoppare la politica-vergogna dei tagli e del dimensionamento sfrenato prodotti negli ultimi anni, non solo per mano dell’ultimo Governo Berlusconi che li ha ideati e legiferati, ma anche dai successivi che non hanno mosso un dito per ritornare allo stato di offerta formativa precedente alla Legge 133 del 2008. Riteniamo, tuttavia, che il raggio di azione debba allargarsi ad altri obiettivi, come l’ampliamento degli organici e delle scuole autonome, la cancellazione delle classi pollaio e della supplentite e l’introduzione di tutte quelle figure professionali previste per legge ma mai attuate. Sono punti fondamentali: non tenerne conto nemmeno in questa occasione sarebbe grave”.
Secondo Orizzonte Scuola, la proposta dell’Italia per l’ambito scolastico ed universitario riguarderà “il cablaggio con fibra ottica delle infrastrutture scolastiche e universitarie da riqualificare anche in chiave di efficienza energetica e antisismica, ma anche l’arrivo di infrastrutture per e-learning e il potenziamento degli asili e i nidi tra zero e sei anni. Tra i ‘capitoli’” previsti c’è “anche il potenziamento della ricerca, la riqualificazione e formazione del personale docente, la digitalizzazione dei processi e degli strumenti di apprendimento. Si punta anche a nuovi strumenti digitali per la tutela del patrimonio culturale”.

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Riaprono le scuole e ripartono, in grande, anche i nuovi progetti didattici delle Gallerie degli Uffizi

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

Firenze. Proprio nell’anno segnato dalla pandemia, i programmi per le scuole del museo fiorentino crescono e si ampliano, estendendosi oltre il territorio di Firenze e toccando potenzialmente altre regioni grazie ad una nuova modalità da effettuarsi “a distanza”. È il percorso “Ambasciatori digitali dell’arte”, ora lanciato dagli Uffizi: alle classiche attività programmate per i ragazzi negli spazi museali (ed ora declinate in modo che possano svolgersi nel pieno rispetto del distanziamento sociale e delle norme anti-Covid) se ne affiancano adesso molte altre, da svolgere in collegamento con il museo attraverso internet, direttamente nella propria sede scolastica. Questo consente agli Uffizi di coinvolgere per la prima volta, oltre agli istituti del territorio fiorentino (da sempre protagonisti di questi programmi) anche scuole toscane ed extraregionali, ampliando esponenzialmente il numero di alunni coinvolti.I nuovi programmi, ora pubblicati online, sono consultabili all’indirizzo https://www.uffizi.it/pagine/didattica; i docenti interessati potranno presentare richiesta di partecipazione inviando il modulo di iscrizione, debitamente compilato, via mail a ga-uff.scuolagiovani@beniculturali.it dal 5 al 25 ottobre 2020.

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Scuola. Campidoglio, mense pronte a riaprire

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Il servizio di ristorazione scolastica di Roma Capitale è pronto a partire regolarmente da lunedì 14 settembre anche nelle scuole statali della città.I dirigenti scolastici Miur, nella loro autonomia, insieme ai consigli d’istituto, decidono qual è il giorno d’inizio delle attività didattiche nelle proprie scuole e di conseguenza anche del servizio di ristorazione. Roma Capitale è pronta e sta agendo con massima collaborazione.Pur comprendendo la delicatezza del momento che ogni singolo dirigente scolastico statale si trova ad affrontare per questa inedita riapertura, l’Amministrazione Capitolina rivolge loro l’invito a limitare quanto più possibile i disagi per le famiglie causati da eventuali partenze posticipate del servizio stabilite in autonomia dai singoli istituti.Il servizio di ristorazione scolastica di Roma Capitale è già regolarmente fruibile dal 9 settembre per i nidi capitolini ed è pronto a partire, già dal 14 settembre, nelle scuole dell’infanzia capitoline e nelle scuole statali che si trovano sul territorio della città, per un bacino di utenza che arriva a circa 150 mila utenti al giorno.Il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici di Roma Capitale ha regolarmente completato le interlocuzioni con Regione Lazio e Asl, dalle quali è nato il documento regionale “Indicazioni operative per la refezione scolastica nel rispetto delle indicazioni per la gestione del rischio da virus SARS COV2”, comunicato alle ditte per la rimodulazione del servizio.In base alle modifiche della gestione degli spazi decisa in autonomia dai singoli istituti che fanno riferimento al Miur, sono state individuate conseguenti soluzioni organizzative attivabili nei refettori, nelle aule o in forma mista. Nella eventuale rielaborazione dei piatti del giorno rimarranno inalterati i valori nutrizionali previsti e la qualità garantita.

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Organico Covid ridotto presto alle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

Anief: bisogna cambiare la norma e inserirlo nell’organico di diritto. “Dopo dodici anni di tagli, finalmente la ministra Lucia Azzolina convince il Governo sulla necessità di ripristinare i posti tagliati. È vero, soltanto per l’emergenza, ma ora bisogna puntare a reinserirli a regime perché quando si taglia nella scuola si uccide il futuro del Paese”, dichiara Pacifico, presidente Anief. Il ministro dell’Istruzione, assieme a quello del Mef, ha firmato il “Decreto recante la ripartizione delle risorse da destinare alle misure per la ripresa dell’attività didattica in presenza nell’anno scolastico 2020/2021 nel rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, di cui all’articolo 32 del decreto-legge 14agosto 2020, n. 104”: si tratta di un provvedimento che autorizza ulteriori risorse economiche per la ripresa dell’anno scolastico 2020/21: 920 milioni di euro totali (“368 milioni di euro nell’anno 2020 e a 552 milioni di euro nell’anno 2021”). Scorrendo anche la Relazione illustrativa allegata, si scopre che con questa seconda tranche, dopo avere sottratto il 10 per cento per finanziare le supplenze brevi, porterà solo 27 mila insegnanti per tutti gli ordini scolastici e 10 mila Ata aggiuntivi: se si considarando anche i fondi previsti per lo stesso scopo dal Decreto Rilancio – 977,6 milioni di euro con gli articoli 231- bis e 235 del decreto-legge n. 34 del 2020, che corrispondono ad altri 29 mila insegnanti e 10 mila Ata, il numero complessivo di unità aggiuntive si ferma a 56 mila docenti e 20 mila amministrativi, tecnici e ausiliari complessivi. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commenta: “La situazione che si sta delineando ci obbliga alla scelta riflessione di trasformare questo organico in posti per i ruoli dopo anni di tagli selvaggi. La scuola ha perso in dodici anni quasi 250 mila posti, 15 mila plessi, 4 mila sedi di presidenza e Dsga. È arrivato il momento di invertire la rotta ma non solo per quest’anno scolastico. L’emergenza Covid-19 ha fatto riflettere la politica. Ora è il momento di investire e non di licenziare i futuri assunti in caso di nuove chiusure”. Sono arrivo alcine decine di migliaia di docenti per affrontare il ritorno alle lezioni in presenza. “Chiederemo un emendamento al decreto ‘agostano, in tal senso, per predisporre così la riapertura delle scuole a settembre in maggiore sicurezza e per migliorare i risultati degli apprendimenti. Sul precariato rimane aperta la necessità di stabilizzare o indire concorsi straordinari per i docenti diplomati magistrale, maestri della scuola dell’infanzie e primaria, gli insegnanti tecnico-pratici e di religione cattolica, i facenti funzione Dsga. Siamo pronti a una nuova battaglia in Senato appena a settembre partirà l’esame del decreto agostano 104”. Lo Stato stanzia ulteriori soldi per creare organico aggiuntivo nella scuola, ma non basta. Come chiarisce Orizzonte Scuola, i fondi stanziati riguardano 400 milioni nell’anno solare 2020 e 600 milioni nell’anno solare 2021 variamente ripartiti: una quota di tali fondi (80 mln tra il 2020 e il 2021) è destinata alle “Misure per l’edilizia scolastica e per i patti di comunità” al fine di coprire i costi legati all’affitto dei locali esterni agli istituti e legati al distanziamento fisico; una quota minuta (5mln tra il 2020 e il 2021) è destinata al personale ed agli uffici scolastici (0,2 mln) che nei mesi di agosto e settembre 2020 consentono e consentiranno l’avvio dell’anno scolastico, una quota di questi sarà destinata agli istituti per il medesimo compito (4,8 mln), è noto infatti che per le operazioni di aggiornamento delle graduatorie diversi Uffici Scolastici Regionali e Provinciali hanno delegato alcuni Istituti “polo” per la lavorazione delle istanze di inserimento e aggiornamento delle graduatorie pervenute; una quota più sostanziosa (915 mln tra il 2020 e il 2021) è destinata al cosiddetto “organico covid” ovvero quei posti da dipendente che si dovesse rendere necessario attivare per coprire il fabbisogno di personale aggiuntivo.

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Come riaprire le scuole durante il Covid, Udir predispone check-list

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Udir fornisce ai propri dirigenti scolastici un’importante lista per verificare e aggiornare le misure di sicurezza alla luce dei protocolli, delle linee guida e della normativa vigenti, elaborata con l’ausilio di esperti che sono stati presenti ai tavoli nazionali tra cui gli ingegneri Gian Mauro Nonnis e Natale Saccone e il dirigente scolastico Vito Lo Scrudato. Intanto il giovane sindacato ha promosso il webinar, venerdì 4 settembre, dalle ore 17.30 alle ore 19, “Check-list per la riapertura delle scuole in sicurezza”, tenuto dall’ingegnere Natale Saccone, esperto sulla sicurezza che ha presenziato ai tavoli nazionali e regionali
Marcello Pacifico (Udir): “In attesa di ulteriori dettagli operativi da parte del ministero, vista l’imminenza della riapertura degli istituti e per evitare divergenze interpretative, si è voluto creare uno strumento il più completo possibile; la check-list è dotata anche di una parte introduttiva che ha lo scopo di chiarire l’utilizzo della stessa, al cui interno sono presenti anche dei suggerimenti su misure d’approccio per le famiglie e per gli studenti con disabilità. Udir fornisce ai propri dirigenti scolastici un’importante lista per verificare e aggiornare le misure di sicurezza alla luce dei protocolli, delle linee guida e della normativa vigenti, elaborata con l’ausilio di esperti che sono stati presenti ai tavoli nazionali tra cui gli ingegneri Gian Mauro Nonnis e Natale Saccone e il dirigente scolastico Vito Lo Scrudato. Per il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, “si tratta di uno strumento utile che fa tesoro di quanto trattato nei seminari tenuti dal giovane sindacato, in attesa che si traduca in norma lo scudo penale da noi sempre rivendicato”. In attesa di una migliore definizione della figura del Referente COVID-19 da parte del ministero, il giovane sindacato dei presidi ha elaborato una check-list utile per i controlli sulle procedure di sicurezza dedicate, riservata ai soci Udir. Intanto il giovane sindacato ha promosso il webinar, venerdì 4 settembre, dalle ore 17.30 alle ore 19, “Check-list per la riapertura delle scuole in sicurezza”, tenuto dall’ingegnere Natale Saccone, esperto sulla sicurezza che ha presenziato ai tavoli nazionali e regionali.La lista organizzata secondo i protocolli del 6 agosto 2020 e dell’analogo protocollo 0-6 tiene conto anche del Rapporto ISS n° 58 del 21 agosto ed è soggetta a ulteriori integrazioni laddove le autorità sanitarie ritenessero di dover modificare i protocolli, sarà parte integrante del DVR e contiene una serie di elementi di valutazione che aiutano a inquadrare il livello di rischio dei fattori di pericolo biologico e virale.In essa si trovano indicazioni dettagliate su:
MISURE GENERALI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
MISURE IGIENICO SANITARIE
GESTIONE DEGLI SPAZI COMUNI
ORGANIZZAZIONE SPAZI
INFORMAZIONE, RAPPORTI CON LE FAMIGLIE, ACCOGLIENZA
DISABILITÀ E INCLUSIONE/ SOSTEGNO
Ma anche, e non solo, su:
Organizzazione del lavoro
Compiti e funzioni
Emergenza e primo intervento COVID

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Il ritornello “aperture in sicurezza” non cancella le preoccupazioni di genitori e docenti anche in Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

In tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, Molise compreso, crescono i timori legati alla riapertura delle scuole in presenza. E’ quanto rivela l’Unsic, sindacato datoriale che grazie ai 2.100 Caf e ai 580 patronati distribuiti in tutta la Penisola riporta lo “stato d’animo” di buona parte del Paese reale.Ad aprire un grande dibattito sul tema è stato un editoriale del presidente dell’Unsic, Domenico Mamone, che denuncia innanzitutto un’eccessiva presenza dei giudizi di politici e dei “presunti esperti” che finiscono “per annebbiare le opinioni, ben più interessate e intrise di una visione meno rosea, delle quattro categorie che costituiscono l’ossatura del mondo della scuola: i docenti, gli studenti, i genitori e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario”.Mamone si domanda, provocatoriamente, se “saranno sufficienti i tre milioni di banchi nuovi di zecca, con rotelle o senza (alcuni, sembra, provenienti dalla Cina), o la decina di milioni di mascherine che saranno quotidianamente elargite negli edifici scolastici (chi paga?) a giustificare tanto ottimismo, spinto fino all’euforico ‘rischio zero’ o a quell’usurato ritornello dell’apertura ‘in sicurezza’, come se qualcuno possa auspicare il contrario”.Quindi la domanda centrale: “Vale davvero la pena riaprire fisicamente gli istituti scolastici, specie quelli di secondo grado, se ciò equivarrà a spingere in alto i numeri dei ricoverati o, addirittura, dei decessi quotidiani per coronavirus? Se per i bambini più piccoli – aggiunge il presidente dell’Unsic – la scuola fisica assume anche una funzione di aggregazione e di supporto alla maturazione, nonché di necessità per genitori che lavorano, ben diverso è il discorso per gli adolescenti, il cui mondo è già totalmente segnato dalle nuove tecnologie e da un’autonomia gestionale nell’apprendimento che, per quanto preoccupante, è però un dato di fatto”. Mamone si domanda, quindi, se non sarebbe stato più utile, anziché acquistare milioni di banchetti (“e che fine faranno i milioni di banchi attualmente in servizio? – chiede), indirizzare gli investimenti per colmare quel divario digitale che nel nostro Paese – vedere i dati Eurostat – rappresenta una vera e propria emergenza per le sfide professionali future globali dei nostri ragazzi.Sono giunte a centinaia le adesioni alla posizione del presidente dell’Unsic, anche da parte di alcuni di quegli 800 mila docenti (età media: 51 anni), poco più di quattromila quelli che operano in Molise, che il 14 dovrebbero tornare in aula, benché si prevedano molte defezioni.
Numerosi interlocutori dichiarano che avrebbero preferito un’apertura delle scuole ad ottobre, come avveniva un tempo, che avrebbe permesso anche il prolungamento della stagione estiva, benefico per l’economia. Altri avrebbero preferito investimenti non sui banchi o sulle mascherine, bensì sulle attrezzature informatiche e sulla formazione digitale dei docenti, che colmerebbero le lacune emerse nella didattica a distanza. Altri ancora sono certi che a scuola non sarà possibile garantire la massima sicurezza con centinaia di studenti (otto milioni e 400mila il numero complessivo, circa 37mila in Molise) comunque ammassati in un edificio, un po’ come avvenuto con le discoteche.Ad esprimere preoccupazione sono soprattutto genitori e nonni, da tempo anagraficamente entrati negli “anta”. Ma gli stessi studenti più avveduti temono di poter diventare fonte di contagio per i propri cari. Insomma, secondo buona parte dell’utenza dell’Unsic occorre prendere coscienza che rimaniamo in una fase di emergenza ed ogni richiamo al “ritorno alla normalità” appare solo un palliativo.

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Apertura scuole con riduzione dell’orario, crollo del tempo pieno e criticità alunni fragili

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Riattivare la scuola in presenza è stato sin dall’inizio l’obiettivo che si è posto il Governo. Con due corollari: in sicurezza e garantendo il tempo scuola ordinario. Ma le cose stanno andando così? Il primo resta un principio che nessuno ha mai messo in discussione, anche se preoccupa il via libera temporaneo al mancato rispetto del distanziamento di un metro, con uso obbligatorio della mascherina (parere Comitato Tecnico Scientifico del 10 agosto). Una drammatica riduzione degli orari di lezione è invece il prezzo che pagheranno gli studenti in tutti i casi in cui non sarà stato possibile organizzare il servizio in condizioni di sicurezza, per mancanza di spazi o di personale aggiuntivo. A ciò si aggiungerà un numero prevedibilmente fuori dall’ordinario di assenze (per quarantene, sintomi influenzali simil-Covid, etc). Un prezzo che potrebbe essere pesantissimo sui livelli di apprendimento degli studenti, soprattutto di quelli più fragili e non sostenuti dalle famiglie, che si somma al gap accumulato durante il lockdown. Un danno irrecuperabile per una intera generazione.
Ci sono rimedi e soluzioni alternative? Riteniamo che di fronte a rischi come quelli evidenziati non vada lasciato nulla di intentato. L’indirizzo politico di tornare alla scuola di prima non può essere perseguito con rigidità e a tutti i costi, e senza tenere nel giusto conto l’imprevedibilità del virus, che costringerà sia a chiusure a scacchiera di classi e di scuole su tutto il territorio, sia a un numero di assenze assolutamente straordinario, anche solo per quanto risulterà difficile distinguere i primi sintomi di un banale raffreddore da quelli del Covid.
Un altro rischio per l’anno scolastico che sta per iniziare è la scuola diminuita. In assenza di certezze sull’organico, sugli spazi, sui banchi, molte scuole si stanno adattando a organizzare un tempo scuola ridotto, comprimendo l’offerta formativa come denunciato da tempo da Tuttoscuola.
Nell’ultimo quinquennio la crescita di tempo pieno è stata costante sia per numero di alunni sia per classi, toccando nel 2019-20 il 37,8% degli alunni che se ne sono avvalsi e il 36,2% di classi funzionanti con questo modello organizzativo. Ma nel nord-ovest si arriva a un alunno su due. Addirittura il 94% a Milano, il 71% a Torino. Ormai la regione dove è più diffuso è diventata il Lazio con il 54,7%, che ha superato la Lombardia (50,8%): a Roma il 72% degli alunni della primaria fanno tempo pieno. Quest’anno per assicurare nuovi spazi interni a favore delle classi sdoppiate o con capienza non conforme ai parametri di distanziamento, molti dirigenti scolastici sono costretti a utilizzare (oltre alle palestre) i locali adibiti a mensa e anche i laboratori utilizzati per il tempo pieno.
A Milano, dove nel 2019-20 gli alunni in classi a tempo pieno nella scuola primaria sono stati 122.130 (il 94% del totale), nell’ipotesi peggiore (metà classi TP declassate), vi sarebbero 61mila alunni privati del tempo scuola con conseguenti disagi per altrettante famiglie. Se classi declassate fossero un quarto, vi sarebbero oltre 30 mila alunni milanesi orfani di TP.
A Roma, dove gli alunni che si avvalgono del tempo pieno sono 124.819 (72% del totale), nella peggior ipotesi si dovrebbero accontentare del tempo normale in quasi 62.500; se fosse declassato un quarto, vi sarebbero oltre 31 mila alunni romani senza TP.
A Torino, con 63.197 alunni in tempo pieno, sarebbero costretti a utilizzare il tempo normale in 31.600 (ipotesi peggiore) oppure quasi 16 mila (declassamento di un quarto delle classi).
C’è poi la questione DaD, Didattica a distanza. Alla fine (28 agosto) il governo, forse ob torto collo, ha dovuto rassegnarsi a riconoscere che “l’attivazione della didattica a distanza nel corso dell’anno scolastico 2019-2020 è stata una delle modalità di realizzazione del distanziamento sociale, rivelatosi intervento di sanità pubblica cardine per il contenimento della diffusione dell’infezione dal SARS-CoV-2” e che “a fronte di ciò è opportuno, nel rispetto dell’autonomia scolastica, che ciascuna scuola ne definisca le modalità di realizzazione, per classi e per plesso, qualora si dovessero verificare cluster che ne imponga la riattivazione”. La rilegittimazione della DaD (o DDI, Didattica Digitale Integrata) è giunta all’ultimo momento, alla vigilia della riapertura delle scuole, probabilmente perché sia il governo centrale, sia le amministrazioni regionali, percepiscono il rischio che la risalita della curva epidemica possa indurre molte famiglie e molti insegnanti a non rispettare le scadenze previste per l’avvio della didattica in presenza.Così la DaD è stata ripescata all’ultimo, ancora una volta come soluzione di emergenza “qualora si dovessero verificare cluster”. Continuiamo a pensare che sarebbe stato meglio mettere le scuole in condizione di organizzare la DaD e le altre soluzioni non in presenza o miste (classi virtuali, lezioni con webcam con possibilità di seguirle in diretta e in registrata, flipped classroom, alternanza presenza/distanza ecc.) già nel mese di aprile 2020, come da noi ipotizzato e proposto. A nostro avviso poi la disponibilità dei docenti verso la didattica mista è stata colpevolmente trascurata. Il mainstream politico-giornalistico-sindacale ha puntato sulla didattica in presenza come unica e intangibile forma di didattica, un grave errore per due ragioni: in primo luogo perché la didattica mista è considerata in tutto il mondo la didattica del futuro, e poi perché ce ne sarà quasi certamente un gran bisogno anche in Italia nei prossimi mesi, visto l’andamento del virus. Bisognava (bisogna) investire massicciamente sulla formazione di tutti i docenti all’uso della didattica mista e sulle infrastrutture per la connessione veloce e su dispositivi per i non abbienti, facendoli rientrare nelle misure per il diritto allo studio. E poi ancora si dovrebbe dare la possibilità di scegliere tra didattica a distanza e in presenza per alunni e insegnanti fragili.
Ma un’altra polemica scolastica è stata protagonista dell’estate 2020, quella sui banchi monoposto. O meglio, sulle sedie con le rotelle. E la polemica non sembra essersi chiusa con l’arrivo di settembre. Un gruppo di autorevoli medici ortopedici ed ergonomisti ha infatti sottoscritto un documento (primo firmatario il prof. Raoul Saggini, Presidente della Società Italiana di Medicina Riabilitativa-Rigenerativa Interventistica Multidisciplinare) nel quale vengono mosse dure critiche agli arredi (banchi e sedute) che stanno arrivando nelle scuole per la loro “inadeguatezza rispetto alla parametrizzazione anatomico-fisiologica per la struttura corporea degli studenti”. Bisognerà verificare le caratteristiche degli arredi che arrivano alle scuole, che potrebbero essere anche molto diverse, essendo diverse le aziende fornitrici e rilevante il campo di interpretazione delle indicazioni contenute nell’allegato tecnico al Bando. Tuttoscuola ha approfondito criticità e proposte relative al nuovo anno scolastico nel nuovo numero della newsletter settimanale TuttocuolaNEWS. E’ possibile leggerle integralmente su tuttoscuola.com.

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La stato delle scuole nel Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2020

A un mese esatto dalla riapertura delle scuole siamo molto preoccupati per quanto accadrà negli edifici scolastici di ogni ordine e grado e in particolare per l’infanzia e le elementari. Per le famiglie romane non è ancora dato sapere dove e come faranno le lezioni i loro figli, da nessuna parte risultano avviati lavori di adeguamento alle norme anti covid, non sono stati reperiti nuovi spazi e il tempo stringe. Le dirigenti scolastiche, abbandonate e caricate di tutte le responsabilità, fanno quello che possono, i presidenti dei Municipi scrivono alle istituzioni per far vedere che qualcosa stanno facendo, ma tutto il sistema scolastico sembra impantanato su se stesso con il sindaco Raggi totalmente assente e la Regione Lazio già in ferie disponibile solo per promozioni e consulenze agli amici. Pur di conservare l’ex ospedale Carlo Forlanini per le Ong, a cui è stato promesso con una memoria di giunta regionale, il presidente Zingaretti ha detto no alla possibilità di concedere spazi vitali alle scuole romane. Un atteggiamento grave che nella risposta ufficiale liquida la richiesta dei municipi riferendosi esclusivamente al parcheggio antistante il piazzale centrale. Ricordiamo al segretario del Pd che il Forlanini ha sei grandi padiglioni e altre strutture alcune delle quali concesse da lui stesso per mostre, cinema, spettacoli dal vivo, film e addirittura discoteche. I fondi comunali e del Miur per l’adeguamento ci sono, gli spazi anche perché Zingaretti continua a lasciare il Forlanini nel degrado e nell’insicurezza? Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, dirigente regionale della Lega Lazio.

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Mise: 600mln per banda ultralarga scuola-famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha firmato i decreti attuativi relativi agli interventi previsti dal “Piano Scuola” e dal “Piano Voucher per famiglie”, per i quali sono disponibili complessivamente 600 milioni di euro, dei quali 200 per le famiglie ed il voucher da 500 euro per l’acquisto della connessione e di un tablet o personal computer. “Bene, ma 200 mln non bastano” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Nel caso si dovesse tornare alla didattica a distanza molte famiglie sarebbero inguaiate. Secondo gli ultimi dati Istat, il 33,8% delle famiglie non ha computer o tablet in casa, percentuale che nel Mezzogiorno sale al 41,6% delle famiglie. Solo il 74,7% delle famiglie dispone di una connessione a banda larga, il che vuol dire che oltre il 25% non ce l’ha, In alcune regioni, poi, la situazione è ancora peggiore, come in Abruzzo, dove chi ha la connessione a banda larga scende al 66,7%” prosegue Dona.
“Non molto migliori sono i dati contenuti nell’allegato alla Relazione annuale dell’Authority delle comunicazioni, secondo i quali durante il lockdown il 12,7% degli alunni non ha usufruito della didattica, 25 studenti su 100 hanno avuto problemi di velocità di connessione e quasi 10 studenti su 100 hanno lamentato la mancata disponibilità di dispositivi a casa idonei a svolgere le lezioni a distanza” aggiunge Dona.”Per questo proponiamo di alzare almeno a 35 mila euro il tetto Isee per poter beneficiare del voucher, tetto attualmente fermo a 20 mila euro ” conclude Dona.

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Concorso nazionale di “Momenti da non sprecare”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2020

1.800 scuole primarie in tutta Italia, 2.500 classi per circa 69.000 alunni coinvolti, 2.500 kit educativi e un totale di 594 elaborati inviati dai bambini che si sono messi alla prova con il concorso educativo nazionale Talent Kitchen. Sono questi i numeri che confermano il successo della quarta edizione di Momenti da non sprecare (www.momentidanonsprecare.it), il progetto ludico-didattico gratuito lanciato da Whirlpool EMEA che sensibilizza le nuove generazioni a dare valore al cibo e a non sprecare i momenti trascorsi in famiglia.Il progetto si è concluso con il concorso educativo Talent Kitchen, che invitava i bambini a raccontare, con disegni, foto, video o altro, in modo originale e creativo, la loro idea di cucina antispreco e i bei momenti vissuti a tavola assieme ai familiari, prima e durante il lockdown. Gli elaborati inviati sono stati valutati da una giuria composta da insegnanti, giornalisti, esperti in comunicazione e rappresentanti del Banco Alimentare e di Whirlpool.
A vincere la sfida, cui hanno partecipato 119 classi in tutta Italia, sono stati i bambini della 2ª C della Scuola Primaria M. La Sorte di Alberobello (Bari), che hanno conquistato il primo posto, aggiudicandosi un premio di 2.000 euro in materiali didattici, grazie a un lavoro di documentazione di diverse esperienze antispreco: dai due video girati prima del lockdown (uno sulla visita al mercato del paese e l’altro sulla piantumazione delle fragole) al libro di ricette interattivo in italiano e inglese, con piatti della tradizione barese, polacca, cinese, a seconda dei paesi di origine degli studenti, fino al padlet (bacheca virtuale) in cui bambini e genitori hanno postato le foto dei pranzi e delle cene in famiglia (un vero e proprio album interattivo che immortala tutti i loro “momenti da non sprecare”). Il secondo premio – 1.000 euro in materiali didattici – va alla classe 4ª B della Scuola Primaria Telesforo Righi di Brescello (Reggio Emilia) che si è distinta per la creatività inventando due originalissime fiabe, “La favola di Frutta Biologica” e “La fata Fragolina”, e ideando un super aquilone alimentare che promuove uno stile di vita più sano, cui si aggiunge anche un ricettario antispreco e tanti disegni e manufatti artistici sul tema dell’alimentazione. A pari merito la giuria ha premiato anche le 18 classi della Scuola Primaria Giovanni Paolo II di Roma che hanno lavorato a distanza presentando un progetto molto articolato grazie al quale hanno imparato ad acquistare, conservare e cucinare il cibo in modo consapevole. Anche a loro va un premio di 1.000 euro in materiali didattici.Due menzioni speciali, infine, sono andate una alla 5ª B della Scuola Primaria Leone XIII di Milano, per l’originalità e l’inventiva dei lavori presentati (dalla proposta di una App “Calorie da non sprecare” per perdere peso e acquisire uno stile di vita salutare, al gioco da tavola sulle abitudini alimentari nel mondo, fino alle videoricette e ai consigli antispreco), e l’altra alla 5ª Unica della scuola Primaria Edmondo de Amicis di Genova Voltri (Genova), che ha presentato un elaborato sotto forma di telegiornale, “A tutta IV”, in cui i “piccoli videogiornalisti” hanno dato spazio a servizi su esperienze laboratoriali collegate alla natura e all’alimentazione, cui hanno partecipato anche alunni con diverse disabilità.
A testimonianza del suo continuo impegno verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU e per rafforzare il suo supporto alla lotta contro gli sprechi, Whirlpool per ogni elaborato ricevuto dalle scuole partecipanti al progetto, effettuerà una donazione al Banco Alimentare sostenendo l’Organizzazione nel recupero delle eccedenze alimentari e nella loro redistribuzione alle strutture caritative. http://www.momentidanonsprecare.it.

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Pubblicate le linee guida dell’INAIL sul lavoro del personale Ata in tema di apertura in sicurezza delle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, “tali indicazioni senza un aumento consistente dell’organico e l’attivazione di tutti i profili professionali previsti dai contratti negli ultimi venticinque anni sono poco utili per raggiungere l’obiettivo della tutela della salute dei lavoratori”L’Inail ha elaborato delle linee guida per la gestione delle operazioni di pulizia, disinfezione e sanificazione nelle strutture scolastiche. Il documento, dopo aver effettuato una disamina delle diverse tecniche utilizzabili, affronta, con meticoloso scrupolo, i vari aspetti legati alla pianificazione di tali azioni specificando, tra l’altro, quali requisiti devono possedere le imprese di pulizia, come si gestisce una persona sintomatica che si trovi a scuola, quali trattamenti possono essere considerati efficaci nel contrasto alla diffusione del virus Covid-19, come si effettua la sorveglianza sanitaria. Pur apprezzando il giusto recepimento delle istanze del nostro sindacato che fin da subito ha evidenziato la non intercambiabilità dei termini “pulizia” e “sanificazione”, equivoco che aveva provocato la levata di scudi dei collaboratori scolastici, illegittimamente incaricati di effettuare operazioni pericolose cui non erano minimamente tenuti dal punto di vista contrattuale, non possiamo trascurare il fatto che ancora una volta si è persa l’occasione per definire il protocollo che il coordinamento degli USR, degli AT e dei DS deve concordare con l’Asl per pianificare le suddette operazioni di sanificazione. Ancora una volta si è persa l’occasione per attivare finalmente il profilo già previsto di area AS che potrebbe dare un significativo contributo all’inclusione degli alunni con disabilità. Vogliamo inoltre porre all’attenzione degli organi competenti il problema della tutela della salute di coloro che sono diventati i videoterminalisti della scuola: i Dsga e il personale tutto di segreteria che ormai lavorano in modo sistematico da remoto per ben oltre 36 ore settimanali, nella completa assenza di regolamentazione di pause e straordinario. Costoro non solo acutizzano, se presenti, i problemi alla vista e all’apparato muscolo-scheletrico, ma sono esposti anche al rischio di burnout atteso che le loro mansioni sono aumentate esponenzialmente. Infine, si ritiene, con qualche fondamento, di poter dare seguito alle prescrizioni così dettagliatamente descritte nelle linee-guida senza un aumento consistente del personale Ata? Le sole 10mila immissioni in ruolo autorizzare non possono di certo superare il problema mentre le altre 10 mila a tempo determinato in organico Covid dovrebbero essere almeno strutturare in pianta stabile.

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Garantire scuole sicure a settembre

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2020

Il 14 di settembre la campanella suonerà di nuovo per gli oltre 8 milioni di studenti del nostro Paese e i Dirigenti scolastici sono al lavoro per garantire una riapertura sicura. Il Politecnico di Torino, proprio per contribuire a fornire indicazioni utili alla ripresa delle lezioni in aula, ha approfondito il Rapporto “Scuole aperte, Società protetta”, pubblicato nel mese di maggio da un gruppo di lavoro coordinato dall’Ateneo nell’ambito del progetto “Imprese aperte, lavoratori protetti”, che ha fornito le prime indicazioni per una ripresa di servizi e attività produttive nella Fase 2 e si è poi arricchito di approfondimenti tematici sui diversi settori della società per i quali il perdurare dell’emergenza sanitaria impone nuove regole. Il Rapporto sulla riapertura delle scuole è stato redatto con il contributo di Città di Torino, Città Metropolitana, Regione Piemonte, Ufficio Scolastico Regionale, Ordine degli Ingegneri e di numerose associazioni e istituzioni che operano nel settore dell’educazione e della scuola.
Gli approfondimenti tematici sono invece stati raccolti in tre appendici che riguardano tre ambiti specifici: Proposte operative per i Dirigenti scolastici; Nidi e scuole dell’infanzia; Percorsi estivi e autunnali per il recupero e il potenziamento.
La prima appendice pubblicata si rivolge direttamente ai Dirigenti scolastici, che saranno chiamati a garantire un rientro in sicurezza, con proposte circa le misure da adottare per l’accesso a scuola, il distanziamento (sia in aula, che nelle zone di transito), le buone pratiche di igiene e l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza individuale, ma anche la sanificazione e il ricambio d’aria. Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi che ciascun istituto autonomamente potrà decidere come implementare, si consiglia la strutturazione in sottogruppi di apprendimento, costanti nel tempo, e il rientro in presenza delle intere classi con priorità per le prime e le ultime di ciascun ciclo. Dove fosse necessario organizzare dei turni, l’Appendice propone anche esempi che alternano attività in aula e in luoghi differenti dall’aula classica, come spazi esterni alla scuola e palestre. In particolare, ai Dirigenti sono proposti metodi operativi e checklist per fotografare la situazione esistente e ipotizzare soluzioni e lay-out per i prossimi mesi.
Nella Appendice 2, dedicata a Nidi e scuole dell’infanzia, si riportano i risultati delle analisi svolte dal Dipartimento Architettura e Design del Politecnico di Torino con un gruppo di lavoro coordinato dalla professoressa Elena Vigliocco, relativamente ai Beta test svolti per la fascia 0-6 anni su 5 strutture edilizie che accolgono Servizi Educativi Prescolari (4 edifici per la fascia 0-3 anni e 1 per quella 3-6 anni) a Torino. I risultati indicano che la capacità di “rientro” varia molto in base alla conformazione della struttura e dal numero di metri quadri disponibili per bambino: anche nella condizione migliore non sarà possibile accogliere la totalità dei bambini precedentemente iscritti. Per aumentare la capacità di accoglienza, sarà necessario individuare nuovi spazi e aumentare il numero degli operatori. La proposta è quella di trattare la questione nella sua dimensione sistemica complessiva, coinvolgendo tutti gli stakeholder, in primo luogo famiglie e insegnanti.
Nella Appendice 3 si presenta il progetto “Nessuno resta indietro: percorsi estivi e autunnali per il recupero e il potenziamento”, una collaborazione tra Università d Torino e Politecnico di Torino per le fasce più deboli della popolazione scolastica. Il progetto è attualmente in svolgimento e vede la cooperazione di un gruppo di lavoro esteso sotto il coordinamento delle professoresse Paola Ricchiardi e Angelica Arace dell’Università di Torino. Il progetto considera i grandi ostacoli emersi durante il periodo della chiusura delle scuole: carenza di formazione specifica sulle strategie efficaci di Didattica a distanza per le singole fasce d’età e di competenze tecnologiche, carenza di supporti da parte degli allievi (pc, tablet…) o di reti adeguate, possibilità differenziate nel supporto genitoriale, carenze culturali. La proposta si concretizza nella realizzazione di percorsi a distanza di recupero e potenziamento delle competenze scolastiche essenziali per favorire la motivazione e la riuscita di alunni o studenti in difficoltà. Si va dal potenziamento delle competenze di base, allo sviluppo della curiosità nei confronti della scienza e all’acquisizione del senso ludico dell’apprendimento. Si tratta di attività didattiche sfidanti che favoriscano la stimolazione cognitiva e lo sviluppo della motivazione per l’apprendimento, la scoperta, e l’acquisizione o il consolidamento di competenze fondamentali, con focus specifici ad esempio sulle materie STEM e sulle abilità linguistiche.

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Salute nelle scuole: infermieri pronti come sempre a fare la loro parte

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

La scuola è una delle situazioni che attualmente presentano maggiore fragilità e non solo nel caso della pandemia. Attualmente infatti si procede cercando di coinvolgere insegnanti e parenti in un compito di assistenza prettamente sanitario, che necessita di una presenza costante che l’infermiere di comunità, per sua natura, può garantire. E che garantirebbe la necessaria multidisciplinarità essendo in grado, se necessario, di attivare e coinvolgere altri professionisti in base alle eventuali, reali necessità degli alunni.La popolazione dei bambini di età 0-18 anni è pari a circa il 18% della popolazione totale e, nonostante il decremento progressivo delle nascite, sono numerosi i nuovi problemi di salute e di educazione sanitaria dei bambini e delle famiglie che richiedono attenzione con risposte appropriate e uniformi sul territorio nazionale. Va garantita la migliore qualità delle cure, sicurezza negli interventi nonché risposte assistenziali efficaci.Come già gli infermieri fanno in alcuni casi: sono ormai circa due anni che è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra FNOPI e Federazione Diabete Giovanile per l’assistenza ai bambini diabetici nelle scuole. Un’assistenza sia dal punto di vista clinico secondo i bisogni legati a questa patologia, che educativo perché i piccoli non siano condizionati nel loro stile di vita.La presa in carico degli assistiti, territoriale e ospedaliera, deve prevedere un modello che si caratterizzi per la capacità di porre la persona al centro, puntando all’integrazione e alla personalizzazione dell’assistenza.“L’organizzazione di un tale modello – prosegue – richiede l’attivazione di team che includano vari professionisti, ognuno con il proprio ruolo all’interno di un percorso integrato, in grado di prendere in carico la persona. Secondo le esperienze regionali un sistema di questo tipo potrebbe anche garantire iniziative di prevenzione, educazione e promozione della salute e dei corretti stili di vita per incidere precocemente sui determinanti di salute, per ridurre sia l’incidenza delle malattie croniche, sia la progressione della malattia già esistente, attraverso l’impegno di tutti i professionisti coinvolti”.L’Infermiere di famiglia e di comunità già c’è ed è qui anche per questo e la nostra Federazione è pronta al confronto con le istituzioni per normare e organizzare con la massima urgenza legata alle necessità della Scuola questo tipo di assistenza.

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Dirigenti scolastici, saranno loro a chiedere gli organici aggiuntivi per riaprire le scuole in sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Tocca ai dirigenti scolastici dimostrare quali siano le esigenze per ridefinire il numero degli studenti per classe e il fabbisogno del personale docente e amministrativo per mettere in atto tutte le strategie utili secondo le linee guida e i protocolli ministeriali per la riapertura delle scuole in sicurezza al tempo del Covid-19. Marcello Pacifico (Udir): Diventa fondamentale l’attività istruttoria e decisionale che ogni dirigente scolastico farà per dimostrare di aver adempiuto a quanto previsto dalle prescrizioni ministeriali. Questa volta tocca proprio ai presidi dimostrare quali siano le esigenze per ridefinire il numero degli studenti per classe e il fabbisogno del personale docente e amministrativo per mettere in atto tutte le strategie utili secondo le linee guida e i protocolli ministeriali per la riapertura delle scuole in sicurezza al tempo del Covid-19. Udir mette a disposizione i propri esperti anche per tutelarsi da eventuali responsabilità penali. La nuova ordinanza appena pubblicata darà la possibilità ai presidi – che per noi di Udir diventa una necessità – di richiedere agli Uffici scolastici regionali un organico suppletivo in deroga ai vincoli esistenti, in base al layout che abbiamo sviluppato sulla metratura di ogni classe, e in presenza delle attuali norme relative alla responsabilità penale civili e erariali. Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, “diventa fondamentale l’attività istruttoria e decisionale che ogni dirigente scolastico farà per dimostrare di aver adempiuto a quanto previsto dalle prescrizioni ministeriali, di certo non sarà lui a rimanere con il cerino in mano”.

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Incontro MI e organizzazioni sindacali per la ripartenza delle scuole dell’infanzia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

Giuseppe Faraci, componente della segreteria generale, ha sottolineato nelle premessa all’intervento l’importanza e il valore pedagogico e sociale di una sicura ripartenza a settembre per il segmento scolastico zero-sei, i tempi stretti per organizzare la ripartenza hanno costretto la delegazione ANIEF su una posizione molto pragmatica.Se da un lato assistiamo giornalmente alle rassicurazioni politiche della Ministra sugli organici, sul fatto che a settembre avremo tutto in ordine e pronto per la ripartenza, per ANIEF i numeri dicono altro.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF, “le 50.000 assunzioni autorizzate con il Decreto rilancio non bastano. La pianta organica attuale, comprensiva dell’organico di fatto, per la scuola dell’infanzia conta di circa 80.000 docenti, 83.393 docenti al 31/08/2018. Anche se gli ambienti scolastici come aule, laboratori, biblioteche, palestre, cortili, androni, corridoi, sale mensa possono essere ripensati come ambienti di apprendimento, nel rispetto delle misure di sicurezza generali e di quelle specifiche per il Covid-19, lo stesso non si potrà fare con il personale, nessuno potrà pensare di aumentare le ore di lezione o di utilizzare il personale oltre le modalità stabilite dal CCNL, nessuna ora di programmazione o funzionale all’insegnamento potrà essere trasformata in orario curriculare. Lo sdoppiamento delle classi, e quindi la creazione dei piccoli gruppi, sarà possibile solo con il raddoppio dell’organico attuale, servono solo alla scuola dell’infanzia altri 80.000 docenti.Per l’organico del personale ATA, soprattutto collaboratori scolastici, continua il presidente Pacifico, “le caratteristiche e la peculiarità del sistema scolastico zero-sei richiedono una continua igienizzazione degli attrezzi, degli spazi e dei giochi. L’attuale dotazione organica del personale ATA non potrà assolvere a tali richieste. L’organico ATA è ridotto al minimo, i tagli degli anni scorsi, da nessun Governo succedutosi, sono stati risanati, non ci consentono di stare tranquilli, né sicuri che tutto il lavoro richiesto sarà svolto.Anche per il personale ATA quindi servono rinforzi, abbiamo molte scuole con un solo collaboratore scolastico in servizio, che oltre alla pulizia dei locali è anche addetto alla sorveglianza, alla sicurezza ed alla assistenza dei minori nell’utilizzo degli spazi e dei servizi igienici”.Serve inoltre rassicurare le famiglie sul tempo scuola, dovremmo dire alle famiglie se riusciremo a mantenere il tempo scuole attuale, 7.30 – 17.30 con pre e post scuola. In caso contrario quali alternative offriamo alle famiglie?Superati quindi questi ostacoli e garantite le risorse necessarie, in previsione dell’estensione dell’obbligo scolastico che verrebbe prolungato a 18 anni ed anticipato a partire dai 3 anni, ANIEF raccoglie con favore l’iniziativa di riforma poiché è una delle richieste storiche di Anief. Da diversi anni il giovane sindacato chiede infatti di anticipare la scuola almeno a 5 anni, con annualità ‘ponte’ da affidare a maestri della scuola dell’infanzia e primaria in contemporanea, e poi allungare l’obbligo formativo sino alla maggiore età. In tal modo, si andrà a valorizzare finalmente l’esperienza educativa dei bambini più piccoli, collocandola in continuità con l’apprendimento del percorso di formazione successivo. Il sindacato è infatti convinto che occorra implementare il tempo scuola e gli organici del personale, poiché le attività scolastiche sono l’antidoto principale per combattere la passività giovanile, prologo della dispersione (con il Centro-Sud ancora a pagare il conto più salato) e del fenomeno dei Neet, di cui l’Italia detiene il non invidiabile record europeo, con punte da far paura in diverse aree del Meridione, come pure confermato dal rapporto Svimez 2019 sull’economia e la società del Sud.Altra richiesta ANIEF, è che la laurea in scienze dell’educazione (L19) con indirizzo specifico per educatori dei servizi educativi per l’infanzia sia anche titolo di accesso per la scuola dell’infanzia, non è pensabile che lo Stato prima formi i cittadini su determinate competenze e poi li lasci fuori dalla scuola.

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Riapertura scuole a settembre e tavoli tecnici

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali per confrontarsi sulle norme di sicurezza anti-Covid da adottare a settembre, in coincidenza dell’avvio del prossimo anno scolastico: si è parlato, tra le altre cose, della possibilità di modificare le norme contenute nel famigerato articolo 64 della legge Gelmini 133 del 2008 che ha introdotto la possibilità di creare classi con numeri di alunni anche superiori alle 30 unità, oltre che di fondi da stanziare per il rientro, la stabilizzazione del personale, le regole per rispettare il distanziamento fisico nelle aule durante le lezioni, l’organizzazione scolastica in generale.Il ritorno sui banchi di scuola si sta dimostrando molto complesso: la conferma è giunta oggi, durante l’incontro tra la ministra dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali rappresentative. Diverse sono le richieste poste dal presidente Anief, Marcello Pacifico, assieme alla necessità di un nuovo provvedimento legislativo urgente per il settore dell’istruzione, anche in vista della Legge di Bilancio.Se è vero che il Governo da una parte, grazie anche all’intervento di Anief, ha già comunicato la volontà di destinare una porzione consistente di una parte delle risorse straordinarie provenienti dall’Europa per ripensare alla scuola come a un investimento del Paese, partendo dalle deroghe alle norme sulla formazione degli organici e dall’assegnazione del personale suppletivo per riaprire le scuole a settembre, rimane fondamentale per il sindacato avere ben chiara l’attuazione di determinati obiettivi.“Occorre assolutamente reclutare tutto il personale precario – spiega Marcello Pacifico, leader del sindacato Anief – , semplificandone le procedure di assunzione, anche alla luce del record prossimo di 250 mila supplenze annuali, ma anche ripristinare gli organici utilizzati prima di 15 anni fa. Sono infatti più di 200.000 i posti tagliati per il personale docente, 50.000 per il personale Ata, 4.000 quelli della dirigenza scolastica non più esistenti, 15.000 i plessi dismessi: questi ultimi, tra l’altro, sarebbero utilissimi per individuare gli spezi necessari ad accogliere gli alunni in soprannumero per via del rispetto del distanziamento minimo statico di un metro tra ogni alunno. Bisogna – ha concluso Pacifico – realizzare un decisivo cambio di rotta, costruendo insieme la prossima legge finanziaria di fine anno”.

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Ipotesi tamponi a tappeto per la riapertura delle scuole a settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2020

Lo riporta Il Fatto Quotidiano. “L’ipotesi è di effettuare lo screening a tutto il personale scolastico tra l’inizio di agosto e i primi di settembre, in tempo per l’avvio del nuovo anno”. Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ai microfoni di Italia Stampa, ha fatto il punto della situazione, sottolineando come sia di primaria importanza, per arrestare la corsa del Covid-19, strutturare in maniera adeguata il distanziamento sociale in classe e rispettare le stesse direttive dentro la scuola e fuori dalle aule.Pacifico, leader del sindacato, ha infatti affermato che “con il ritorno in classe giungono nuove indicazioni, che provengono dal ministero della Salute e che riguardano la necessità, per i dipendenti pubblici ma soprattutto per il personale della scuola, di fare dei tamponi. Fermo restando che il tampone è una delle misure cautelative utili, va detto che è limitato a un determinato momento. Poiché gli insegnanti e il personale Ata saranno sempre a contatto con gli alunni tutto l’anno scolastico, significa che, così come per i medici e gli infermieri, dovrebbero fare dei tamponi periodici. Tutto questo, però, non impedisce la diffusione del Coronavirus, perché la migliore forma di arresto è, come è stato detto in tutti i modi dai membri del Comitato tecnico scientifico, il distanziamento sociale, la distanza cioè di un metro tra alunno-alunno e alunno-insegnante”.Inoltre il sindacalista autonomo ha fatto notare come “tutto ciò debba essere recepito dai nostri studenti anche al di fuori della scuola, altrimenti essa diviene un luogo rigido e invece al di fuori ognuno può fare quello che vuole. Dunque, è necessario un approccio culturale ed educativo anche da parte delle famiglie e della popolazione tutta, che porti a rispettare questo distanziamento dentro la scuola e fuori dalle aule. Per le classi si sta andando nella giusta direzione, ma aspettiamo indicazioni affinché si possa avere più spazio e attivare in sicurezza la didattica in presenza e non di emergenza. Noi siamo del parere che, anche alla scuola secondaria, non si debba arrivare a praticare didattica mista in presenza e a distanza, perché la Dad l’abbiamo fatta per due mesi, non eravamo preparati, ma non possiamo pensare che possa sostituire le lezioni frontali in presenza. Quindi invitiamo tutti gli Uffici scolastici regionali, che adesso sono autorizzati per legge ad attivare nuovi organici e nuove classi in deroga ai vincoli esistenti, a tenere presente questo, insieme ai dirigenti scolastici, e a utilizzare non solo i 3mila plessi che erano stati dismessi, ma anche gli altri 10mila che usavamo fino a 15 anni fa e che servono per far ripartire la scuola in sicurezza”.

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Bando 2017 su sicurezza e riqualificazione plessi scolastici

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2020

“Un bando del 2017 che doveva servire a dare risorse destinate alla messa in sicurezza e alla riqualificazione degli immobili adibiti ad uso scolastico è tuttora senza graduatoria. Restano così nel limbo risorse pari a 350 milioni di euro tuttora non assegnate. Fondi che sarebbero indispensabili a maggior ragione adesso che c’è bisogno di più spazi per le scuole, vista la necessità di garantire il distanziamento sociale a causa del Covid-19. Per questo ho presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione per sapere se non intenda predisporre una rapida conclusione delle procedure. Il bando in questione, infatti, fu emanato il 16 agosto 2017 ed era volto in particolare per l’adeguamento e miglioramento sismico, adeguamento impiantistico e interventi di messa in sicurezza finalizzati all’ottenimento dell’agibilità degli edifici, bonifica dall’amianto e da altri agenti nocivi, accessibilità e superamento delle barriere architettoniche, efficientamento energetico e, in senso più ampio, miglioramento dell’ecosostenibilità degli edifici. Nonostante le candidature siano state chiuse il 12 febbraio 2018, a luglio 2020 non risulta non esserci ancora la graduatoria, e ciò impedisce la liquidazione dei finanziamenti. Un’attesa ormai lunga tre anni pregiudica la riuscita stessa degli obiettivi del bando, oltre a mettere in difficoltà gli enti e gli istituti scolastici che contavano su quelle risorse. Difficoltà aggravate dalla situazione di emergenza sanitaria in corso, che sta costringendo a dover reperire ulteriori spazi da adeguare e destinare all’uso scolastico. Ritengo tale ritardo inaccettabile, per questo mi auguro una celere risposta del ministro che garantisca lo sblocco dell’iter burocratico e una rapida assegnazione delle risorse per la messa in sicurezza degli edifici destinatari”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, capogruppo in Commissione Bilancio.

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Scuole senza aule? Allarme dei presidi

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

“Il governo ascolti l’allarme lanciato oggi dall’Associazione Nazionale Presidi che a gran voce ha reclamato più aule per il nuovo anno scolastico. Fratelli d’Italia che è sempre stata fortemente critica verso la politica del ministro Azzolina, condivide e sostiene la presa di posizione dei dirigenti che hanno denunciato l’assenza di oltre 40mila classi, con circa 1 milione e 200mila studenti che saranno obbligati a seguire le lezioni in esterna. Palestre, teatri, cinema o all’aperto, sono barzellette scadute: la verità che a viale Trastevere l’immobilismo e l’incertezza regnano sovrani. Continuano gli slogan su arredi moderni in arrivo nelle scuole, ma la realtà è ben diversa da quella che viene raccontata”. Lo affermano i deputati di Fratelli d’Italia Carmela Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabile Scuola del dipartimento Istruzione di Fdi e vicepresidente commissione Cultura.

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Scuole infanzia. Vaccinazioni e agevolazioni tariffe

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Roma Capitale ricorda che per essere ammessi alla frequenza della scuola dell’infanzia, i bambini dovranno essere in regola con le vaccinazioni obbligatorie stabilite dalla Legge n. 119 del 31 luglio 2017, prima dell’inizio dell’anno scolastico. In caso contrario, anche qualora sia già fissato un appuntamento con la Asl, non sarà possibile la frequenza fino all’effettiva regolarizzazione delle vaccinazioni obbligatorie, da effettuare come termine massimo entro il 30 settembre 2020. In mancanza dell’avvenuta vaccinazione, dal 1 ottobre l’iscrizione si intenderà decaduta.In considerazione del periodo del lockdown, durante il quale possono essere stati rimandati anche appuntamenti vaccinali, si raccomanda quindi ai genitori di verificare e provvedere celermente.Si ricorda inoltre che anche per la scuola dell’infanzia c’è tempo fino al 31 luglio 2020 per presentare on line l’attestazione ISEE necessaria per la riduzione della quota contributiva alla ristorazione scolastica. Tutte le informazioni sono disponibili alla pagina https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS602364

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