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Posts Tagged ‘scuole’

Coronavirus: scuole paritarie, rette vanno pagate, sconti nidi

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

L’Unione Nazionale Consumatori replica ad Agidae e Fidae sul diritto al rimborso delle rette di scuole e asili nido.”Anche se la posizione di Agidae e Fidae rappresenta un passo avanti, è insufficiente. L’istituto, intanto, non deve valutare l’impatto di eventuali sconti di retta sugli equilibri complessivi della gestione scolastica, ma dare alle famiglie quanto spetta loro di diritto, se non vuole che ai mancati introiti si aggiungano anche le spese legali per le azioni di risarcimento dei consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per le scuole, oltre alla restituzioni integrale di tutte le somme versate per i servizi accessori, dallo scuolabus alla mensa, vanno ridati in toto anche i costi delle attività supplementari extrascolastiche, dalle attività sportive ai corsi di lingue. Inoltre, anche in caso di didattica a distanza, per la quale si può sostenere che la prestazione non è stata interrotta ma prosegue con modalità diverse, resta il problema delle famiglie che non hanno la strumentazione adatta a ricevere le lezioni, o perché non hanno il computer o per connessione internet inadeguata. Anche in questo caso scatta il diritto al rimborso parziale delle rate versate, limitatamente al periodo in cui non può fruire del servizio, a meno che la scuola si organizza diversamente, offrendo valide alternative” prosegue Dona.”Per gli asili nido, invece, ovvio che l’iscrizione implica che il bambino sia tenuto presso la struttura e quindi, in caso contrario, scatta il diritto al rimborso integrale della retta versata e non ad uno sconto” conclude Dona.

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Lo smart learning nelle scuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

La chiusura delle scuole a causa dell’emergenza Coronavirus ha costretto migliaia di insegnanti a ripensare il proprio metodo di insegnamento per adattarlo alle esigenze della didattica a distanza. Non solo a modificare strumenti, linguaggio, contenuti e formato delle lezioni: quella digitale è una rivoluzione che investe il rapporto con gli studenti, le modalità di apprendimento e di valutazione. Per aiutare i docenti in questa fase delicata, Randstad Education, la divisione specializzata nella filiera istruzione-formazione-lavoro di Randstad, che supporta le organizzazioni nella previsione delle competenze necessarie allo sviluppo futuro e nella progettazione dei migliori piani di formazione, ha stilato un elenco di dieci suggerimenti per far funzionare lo smart learning.
1. Prepara la tua postazione di lavoro. La stanza e la postazione che scegli per fare lezione devo essere il più possibile in ordine e isolate per evitare che oggetti, rumori o movimenti sullo sfondo possano distogliere l’attenzione degli studenti. Per una buona resa video, non posizionarti con una finestra davanti o alle spalle perché il riverbero potrebbe disturbare la vista o farti apparire in ombra. Non indossare camicie o magliette a righe che potrebbero tendere a sgranare l’immagine.
2. Fornisci gli strumenti. Gli studenti delle scuole medie e superiori sono nativi digitali, ma non tutti potrebbero avere familiarità con gli strumenti per le videoconferenze o la condivisione di materiale. Per dare a chiunque la possibilità di accedere alla lezione, è bene dotare tutta la classe degli strumenti adatti e delle conoscenze necessarie per utilizzarle al meglio. Si può fissare un momento all’inizio dell’orario scolastico per verificare che non ci siano problemi tecnici o di connessione e che tutti i ragazzi siano in grado di usare la piattaforma scelta.
3. Dialoga con gli studenti. Questa emergenza, che costringe a stare in casa e sta modificando radicalmente la propria routine, può mettere a dura prova la tenuta psicologica degli studenti più fragili. Sii sempre pronto e aperto al dialogo e all’ascolto, organizza momenti di confronto con la classe e con i singoli studenti, sulla didattica e in generale su come i ragazzi stanno vivendo questo periodo di crisi. È utile inserire questi momenti all’inizio delle lezioni per sdrammatizzare, mettere gli studenti a loro agio e creare un clima sereno, oppure fra una lezione e l’altra per spezzare il ritmo e permettere ai ragazzi di “ricaricare le batterie”.
4. Organizza momenti di socialità. Oltre che con il docente, gli studenti hanno bisogno di mantenere momenti di socialità fra di loro, come se si trovassero ancora fra i banchi. Organizzare delle piccole pause durante le lezioni per consentire ai ragazzi di chiacchierare e relazionarsi miglioreranno umore, concentrazione e resa scolastica.
5. Sperimenta nuove forme di didattica. Pensare di trasferire online i metodi di insegnamento utilizzati durante una normale lezione in classe sarebbe un errore. Gli studenti, confinati nelle proprie case, sono circondati da distrazioni e lunghe lezioni frontali risulterebbero noiose e controproducenti. Meglio proporre lezioni più brevi, di mezz’ora al massimo, e sfruttare tutte le opportunità offerte dagli strumenti digitali per coinvolgerli e stimolarli. Alle lezioni in diretta ospitate dalle piattaforme di videoconferenza si possono affiancare videolezioni registrate, podcast, presentazioni con immagini, grafiche e mappe. Si possono suggerire libri, articoli, riviste da leggere e film da guardare nel tempo libero così da integrare e arricchire le nozioni apprese.
6. Prendi spunto dall’attualità. L’emergenza può fornire spunti per guardare le varie discipline da un punto di vista diverso e per applicare i concetti appresi alla realtà di tutti i giorni. Parlare delle statistiche dei contagi, delle misure prese per rallentarli o delle informazioni sull’origine e sulla natura del virus può essere un modo alternativo per trattare alcuni argomenti di materie matematiche e scientifiche. Allo stesso modo, possono essere oggetto di dibattito gli effetti del Coronavirus sull’economia, sull’ambiente e sulle relazioni internazionali, con possibili confronti storici e letterari.
7. Valuta le competenze, non soltanto le conoscenze. La didattica online incide sulla relazione fra alunno e insegnante, come sulla possibilità di quest’ultimo di controllare la corretta esecuzione di test e verifiche. L’insegnamento a distanza consente allo studente di svincolarsi dal docente e di reperire informazioni che in condizioni normali non potrebbe sfruttare. Un’ottima opportunità per mettere alla prova gli studenti non solo sulle nozioni acquisite, ma sulla capacità di collegarle, esporle e presentarle in diversi formati – come ad esempio presentazioni in Power Point, video, audio, progetti multimediali – e di lavorare in gruppo. È l’occasione per proporre una didattica basata sulle competenze, più che sulle conoscenze.
8. Responsabilizza i tuoi studenti. La riduzione dell’orario scolastico aumenta il tempo libero dei ragazzi. I docenti possono colmare questo vuoto condividendo materiali in diversi formati, ma è importante soprattutto cercare di responsabilizzare i ragazzi, rendendoli parte attiva del proprio apprendimento. L’insegnante può assegnare lavori di gruppo, presentazioni e altre esercitazioni o chiedere ai ragazzi di proporre dei materiali integrativi a quelli condivisi dalla scuola, per stimolare la collaborazione e l’iniziativa degli studenti e mettere alla prova capacità che solitamente non vengono testate.
9. Fissa delle regole per mantenere disciplina e attenzione. Mantenere la disciplina è una delle principali sfide di ogni docente, ancora più complessa quando l’insegnamento avviene attraverso uno schermo. Il primo consiglio è utilizzare alcuni “riti” tradizionali per dare continuità con la vita scolastica: ad esempio fissare un orario inderogabile per l’appello prima di cominciare la giornata o stabilire un segnale comune per intervenire durante la lezione. Per tenere elevata la concentrazione e controllare gli studenti, invece, si possono obbligare i partecipanti a tenere accesi microfono e webcam per l’intera diretta video (attenzione però ai rumori eccesivi) o limitare le domande a momenti precisi.
10. Apprendi dai tuoi studenti. Quando si parla di strumenti digitali, si possono trovare studenti più esperti dei loro docenti. L’insegnante non deve temere questa “concorrenza”, anzi, usarla come arma in più per coinvolgere i ragazzi nella lezione, stimolarli e rafforzare abilità che in condizioni normali non potrebbero sperimentare a scuola. In azienda il reverse mentoring – cioè quando un dipendente più giovane affianca e forma un lavoratore senior – migliora la produttività e la coesistenza fra generazioni diverse sul posto di lavoro. Perché non provarlo anche a scuola?

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Intervenire su aiuti alle scuole paritarie

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

“Fratelli d’Italia è disponibile a collaborare con le sue proposte per affrontare le problematiche riguardanti il settore scolastico colpito dall’emergenza Covid-19. Ma deve essere chiaro che non accetteremo una disponibilità di vetrina o semplice cortesia istituzionale. Purtroppo ancora c’è chiarezza soprattutto verso gli alunni che attendono notizie sul loro futuro, qualora questa emergenza dovesse prolungarsi. E va dato merito al personale ATA che in questa emergenza continua ad andare a lavorare, anche se la didattica è stata sospesa, e la cui disponibilità si è spinta al punto da impegnarsi in opere di sanificazione supplendo così alla mancanza di risorse, come nel caso delle scuole superiori di competenza provinciale”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, capogruppo in Commissione Istruzione e Cultura nel corso dell’informativa del ministro Azzollina.”E’ positivo, invece, che il governo abbia già in questo decreto ripreso alcune nostre proposte, quali il voucher babysitter o il congedo parentale. Rimane però sul campo la delicata questione delle scuole paritarie che non possono essere considerate figlie di un Dio minore, nè una scuola per ricchi. Perciò non solo per le pubbliche ma anche per le paritarie va affrontata la questione delle rette dei servizi scolastici. Così come si deve intervenire anche erogando celermente i contributi previsti dalla legge di Bilancio 2020 e consentendo che le stesse paritarie possano usufruire degli ammortizzatori sociali con l’estensione del credito di imposta alle spese relative al pagamento delle utenze e quelle per l’organizzazione della didattica a distanza. Su questo ci attendiamo confronto e risposte dal governo” conclude il senatore Iannone.

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Circa 1,2 miliardi di studenti sono stati colpiti dalla chiusura di scuole e università in 120 paesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

Questo numero è destinato a crescere man mano che aumenta la diffusione del Coronavirus. Nel frattempo a Cox Bazar in Bangladesh è stato confermato presso la comunità locale il primo caso di COVID-19, che desta fortissima preoccupazione per la presenza del più grande insediamento di rifugiati sulla terra. Migliaia di persone potrebbero morire. Un milione di Rohingya, la metà dei quali sono bambini, si sono rifugiati nei campi tentacolari di Cox Bazar dall’agosto 2017, quando sono stati costretti a fuggire dalle loro case di fronte all’esplodere della violenza in Myanmar. Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, invita i governi ad agire ora con urgenza per evitare che milioni di bambini vulnerabili perdano la propria istruzione e per garantire loro un’adeguata assistenza e un apprendimento remoto inclusivo, riconoscendo che la chiusura delle scuole colpirà maggiormente i bambini più emarginati e vulnerabili. È anche fondamentale che i governi supportino i docenti e li dotino delle competenze per fornire un insegnamento a distanza di qualità.L’impatto della chiusura delle scuole si estende oltre l’interruzione dell’istruzione, comporta anche altri rischi per i bambini emarginati e quelli provenienti da famiglie a basso reddito, perché molti fanno affidamento sui pasti scolastici per sostenere la loro alimentazione quotidiana.“Stiamo affrontando una situazione senza precedenti. Il numero di bambini che hanno dovuto abbandonare improvvisamente la scuola o l’università è equivalente all’intera popolazione dell’India. Centinaia di milioni di studenti non potranno tornare alle lezioni normali per mesi, forse più a lungo, con molti esami importanti rinviati o annullati del tutto. Sappiamo per esperienza che soprattutto in alcuni contesti più i bambini non frequentano la scuola, maggiori probabilità ci sono che non torneranno mai più, in particolare le ragazze e coloro che provengono da famiglie a basso reddito. Ecco perché i governi devono ora mettere a punto strumenti di apprendimento a distanza di facile utilizzo, garantendo che le tecnologie utilizzate non escludano i bambini poveri, disabili o emarginati. Dobbiamo essere creativi. Nelle comunità con scarso o nessun accesso a Internet, ad esempio, i programmi radiofonici potrebbero consentire ai bambini di continuare l’apprendimento” ha dichiarato Gabriella Waaijman, Direttrice Umanitaria Globale di Save the Children.
“Ora è il momento per il mondo di riunirsi per proteggere i minori più a rischio, che saranno i più colpiti da questa crisi globale. Questi includono bambini senza fissa dimora, in cura o che vivono soli senza genitori o figure di riferimento. I bambini disabili rischiano di essere ulteriormente isolati o trascurati se non possono andare a scuola mentre i rifugiati e i minori sfollati nei campi temporanei sono ancora più vulnerabili di quanto non fossero prima di questa crisi. Poiché le pressioni aumentano sulle famiglie a basso reddito, i minori potrebbero dover lavorare per sostenere i redditi familiari e le ragazze in particolare potrebbero anche affrontare l’onere sproporzionato di prendersi cura dei familiari che contraggono il virus o di badare ai bambini più piccoli. Se i piani non vengono attuati con urgenza, alcuni bambini corrono il rischio di non tornare mai più a scuola” ha concluso Gabriella Waaijman.
Intanto, il cessate il fuoco globale, chiesto ieri dal Segretario Generale dell’Onu, potrebbe aiutare a proteggere la vita di 415 milioni di bambini, che vivono in aree di conflitto e che stanno morendo per la violenza, perché reclutati e rapiti, detenuti e maltrattati.
“Questi bambini ora affrontano anche il rischio aggiuntivo di perdere i propri cari a causa del virus o di essere contagiati loro stessi. È impossibile combattere adeguatamente una simile pandemia quando cadono le bombe o andare in ospedale quando volano proiettili. Non si possono aumentare i servizi sanitari necessari quando i soldati combattono per le strade ” ha detto Filippo Ungaro, Direttore Comunicazione e Campagne di Save the Children.
Il Covid-19 attacca le famiglie ovunque indiscriminatamente ed è destinato a devastare le vite di milioni di bambini. Save the Children sostiene pienamente l’appello del Segretario Generale a un immediato cessate il fuoco globale, per aiutare a proteggere i bambini in conflitto da ulteriori pericoli.
“Dobbiamo ora sostenere i paesi che sono stati devastati dalla guerra per anni. Paesi in cui i sistemi sanitari sono già al limite. Hanno bisogno di tempo per prepararsi al meglio che possono, vista già la grave situazione, a ciò che potrebbe accadere. Fermare i combattimenti darà loro questa opportunità. Il mondo ha bisogno di unirsi insieme nell’umanità in questo momento e ciò non è possibile nei luoghi in cui la guerra infuria” ha concluso Filippo Ungaro.

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Scuole non pronte alla didattica a distanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

La scuola italiana è in prima linea nel raccogliere la sfida della didattica svolta dalle mura domestiche: lo dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un intervista rilasciata a Teleborsa, consapevole che i problemi di fruizione delle lezioni e dell’assegnazione dei compiti tramite registro elettronico, e-mail e piattaforme digitali sono reali, soprattutto da parte degli alunni. Il sindacalista ritiene anche che rimane alto il rischio del digital divide, visto che il 25% delle famiglie non accede al web, oltre la metà delle famiglie con minori non possiede un computer e un allievo su tre ha problemi ad accedere alle lezioni on line.“Nonostante le scuole italiane non siano ancora pronte a questa didattica – dice il leader dell’Anief -, siamo sicuri che tutto il corpo insegnante ha abbracciato la sfida attuale: certo, ci sono diversi problemi che riguardano gli utenti. Problemi che riguardano l’accesso, soprattutto degli studenti, dal momento che alcuni di loro non hanno la possibilità di seguire le lezioni. Sarà molto importante capire se e cosa hanno deciso i collegi dei docenti o cosa decideranno nei prossimi giorni, anche da remoto, riguardo ai criteri di valutazione dello svolgimento dell’attività didattica a distanza, al fine di poter validare l’anno scolastico”.Sono molti e probabilmente non sempre risolvibili i limiti dell’attività didattica condotta da casa. Però, una cosa è sicura: in queste settimane di emergenza, i docenti si stanno facendo in quattro. Anche nei casi, soprattutto tra i precari, di insegnanti che fanno didattica a distanza senza strumentazioni e connessioni adeguate. È questo il pensiero del presidente Anief, Marcello Pacifico, a proposito delle difficoltà che stanno caratterizzando le tante lezioni in remoto, svolte negli ultimi giorni caratterizzati dall’espandersi del Coronavirus.Il sindacalista autonomo ritiene che “è grande lo sforzo che la scuola, assieme alle famiglie, sta realizzando, assieme alle famiglie, per garantire comunque il diritto all’istruzione. Con il prolungamento della chiusura delle scuole, bisogna aprire un momento di riflessione e di monitoraggio sulla didattica a distanza che è stata attivata nei singoli istituti: occorre capire come si svolgerà l’attività a distanza nelle singole scuole”.

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Scuole chiuse forse fino a maggio, docenti e alunni hanno bisogno di certezze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Tutte le indicazioni politiche fanno propendere per il ritorno sui banchi tra un mese e mezzo. Anche per questo motivo il ministero dell’Istruzione, con la nota inviata alle scuole il 16 marzo, ha inteso validare la didattica a distanza, cercando di trasformarla da esperimento di «vicinanza» agli studenti a delle “lezioni” quasi equiparabili alla didattica tradizionale in classe. A questo proposito, sembra sempre più necessario che gli organi collegiali degli insegnanti, a partire dai collegi dei docenti, vengano convocati a distanza dai dirigenti scolastici per predisporre i criteri di valutazione da adottare durante questa fase di didattica non in presenza, che si protrarrà per diverse settimane.
Le scuole resteranno chiuse ancora e probabilmente a lungo, quasi sicuramente fino ai primi di maggio, ma è ormai considerata possibile una ulteriore proroga fino alla fine dell’anno scolastico. Per saperlo bisognerà aspettare i dati sui contagi dei prossimi giorni, ma è chiaro ormai che la prospettiva non sia breve. A scriverlo è Il Corriere della Sera, sulla base degli ultimi dati nazionali sull’avanzare del contagio tra la popolazione italiana.Intanto, al ministero dell’Istruzione non si esclude alcuno scenario, come ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, per fare in modo che l’anno scolastico sia «valido non solo formalmente ma anche nella sostanza»: l’obiettivo è, continua il quotidiano milanese, fare in modo cioè che questi mesi di didattica a distanza servano non solo «a fare comunità, ma anche ai fini dell’apprendimento» anche se «chiaramente non potranno essere raggiunti tutti gli obiettivi del programma».“Per chiudere l’anno senza contestazioni – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è bene poi che da Viale Trastevere arrivino indicazioni chiare sulla gestione straordinaria dei prossimi Esami finali di Stato, anche prevedendo eventuali semplificazioni delle prove tradizionali, a partire dalla maturità che riguarda circa mezzo milione di studenti. Senza queste disposizioni, è chiaro che si terrebbero in piedi le tante voci, alcune delle quali impraticabili, sulla fine dell’anno scolastico e su come si svolgeranno le prove degli esami di fine ciclo”“Ma al ministero dell’Istruzione è bene che si proceda pure con un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato, anche alla luce del blocco dei concorsi per due mesi, assumendo prima di tutto vincitori e idonei delle precedenti procedure, oltre che tutti i precari inseriti nelle graduatorie, anche d’istituto, e utilizzando la ‘call veloce’, provvedendo a coprire pure tutti i posti vacanti in organico di diritto, anche per il sostegno, il personale Ata e il dirigenti scolastici. L’ombra delle 200 mila supplenze annuali si fa sempre più lunga”, conclude il presidente nazionale Anief.

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Quasi certa la proroga della chiusura delle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sostiene che non potranno che essere prorogati i provvedimenti fino ad ora adottati dal Governo italiano per far fronte al contagio da “Coronavirus”. Anche perché, secondo il comitato tecnico scientifico, sarebbe un errore “riaprire prima di 60 giorni”. Si conferma, quindi, quello che Anief sostiene fin da metà febbraio: per evitare un contagio generalizzato e che il Paese perda un numero altissimo di vite umane, c’è bisogno di altro tempo.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, il ministero dell’Istruzione deve muoversi: “A questo punto, risulta necessario che gli organi collegiali degli insegnanti convocati a distanza dai dirigenti scolastici predispongano i criteri di valutazione da adottare durante la DaD (didattica a distanza), o se non attivata o perseguibile per tutti gli studenti, comunque rispetto alle attività svolte, vista la sospensione delle lezioni in presenza, al fine di validare le valutazioni degli studenti e gli scrutini finali. È poi indispensabile che la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina dia indicazioni sulla proroga degli Esami di Stato a settembre o sul loro svolgimento in modalità differente”.
La chiusura delle scuole andrà oltre il 3 aprile? La questione è dibattuta, ma nelle ultime ore l’ago della bilancia si è spostato tutto dalla parte del sì. E dopo il decreto legge “Cura Italia”, è bene che ora il Consiglio dei ministri affronti la questione. Anche perché “il governo ha deciso – scrive Repubblica -: le misure saranno prorogate. E con loro resterà in vigore la chiusura delle scuole. Per gli studenti, gli insegnanti, i presidi e il personale amministrativo. Gli istituti scolastici sono chiusi in tutto il Paese dallo scorso 9 marzo. In alcune aree di Lombardia e Veneto non si va in classe dal 21 febbraio. Non basta”. A dirlo è stato anche il comitato tecnico scientifico, per il quale, “non ha senso riaprire prima di 60 giorni”.“Sia il blocco delle attività che la chiusura delle scuole saranno prorogati”, conferma la rivista specializzata Orizzonte Scuola. “Conte ha confermato la volontà di continuare con la chiusura. La proroga sarà decisa in armonia con gli scienziati dei quali il Governo si sta avvalendo quali consiglieri”.Nel frattempo, gli appelli autorevoli e politici perché si rimanga a casa non cessano. Anche il governatore della Regione Veneto Luca Zaia ha detto che il picco di morti e ricoveri in terapia intensiva per il coronavirus è atteso intorno alla metà di aprile e che dunque andrebbe pensato il prolungamento della chiusura delle scuole, pertanto sarebbe “utile cominciare a ragionare che il 3 aprile mandare i ragazzi a scuola sia rischioso”. La ministra dell’Istruzione sembra comunque avere le idee chiare: “Le scuole riapriranno quando avremo la certezza che il quadro epidemiologico dell’Italia ci permetterà di mandare i nostri studenti a scuola nella massima sicurezza”, ha affermato la Lucia Azzolina, spiegando che saranno le autorità sanitarie a dire se la chiusura delle scuola verrà prolungata.
Ad oggi, le disposizioni ci dicono che fino al prossimo 3 aprile le scuole rimarranno chiuse. Salvo attività “indifferibili”, è stato deciso con il Decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020. Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “un dirigente scolastico che intende lasciare aperto l’istituto da lui diretto, anche per poche ore, deve avere comprovati motivi. Ed è bene che i capi d’istituto individuino le attività indifferibili, organizzino lo smart working per tutto il personale amministrativo, esonerando dal servizio in presenza quello non necessario. Inoltre, il periodo di esenzione dal servizio va comunque valutato come servizio prestato dopo aver utilizzato gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, nel rispetto della contrattazione collettiva nazionale”.

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Skuola.net: con le scuole chiuse è boom di ripetizioni online

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

In questi giorni di isolamento forzato la didattica ha trovato una nuova dimensione spostandosi online, e i canali che solitamente venivano sfruttati dai ragazzi per un sostegno supplementare, ora diventano una risorsa chiave per studenti e famiglie. Secondo un’analisi elaborata da Skuola.net Ripetizioni, una delle principali piattaforme web specializzate nelle lezioni private, con oltre 30.000 tutor iscritti, subito dopo lo stop alla scuola ‘in presenza’ si è assistito a un picco di prenotazioni di ripetizioni via Internet. Ad inizio marzo, quando ancora si poteva circolare liberamente in gran parte del Paese, la fetta di ripetizioni svolte online si era già attestata attorno al 30% del totale, quasi 1 lezione su 3, il doppio rispetto ai primi mesi del 2020. Anche il portale ‘Appunti’, un archivio di oltre 200mila contenuti, nelle prime due settimane di chiusura ‘nazionale’ di scuole e atenei ha registrato un incremento di traffico del +70%. In questo difficile frangente, Skuola.net Ripetizioni ha deciso di aderire al progetto “Solidarietà Digitale”, l’iniziativa messa in piedi dal ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione per ridurre l’impatto sociale ed economico del coronavirus, grazie al coinvolgimento dei privati, mettendo a disposizione di 100mila studenti un bonus di 10 euro per prenotare lezioni private.

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Scuole chiuse fino al 3 aprile, per aprirle bisognerà avere validi e comprovati motivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

C’è interesse per la decisione presa dal Consiglio dei ministri, inclusa nel decreto legge “cura Italia”, di tenere le scuole aperte solo per attività “indifferibili”. In attesa di prendere visione in Gazzetta Ufficiale del testo definitivo approvato dal Governo, il ministero dell’Istruzione ha comunicato che sono “previste, nel pacchetto del decreto, ulteriori misure per il lavoro agile nella Pubblica Amministrazione, che consentiranno ad esempio ai dirigenti scolastici di organizzare le attività da remoto e lasciare le scuole aperte solo per le attività indifferibili”Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la disposizione inclusa nel decreto legge sulla necessità di lasciare le scuole aperte solo per le attività ‘indifferibili’, per ovvie esigenze di riduzione massima delle possibilità di contagio del virus Covid-19, è un elemento che si aggiunge al finanziamento della didattica a distanza, la quale comunque non rimane obbligatoria, e alla possibilità di fare operare il personale Ata con lo smart working: questa serie di disposizioni deve indurre i dirigenti scolastici a lasciare chiuse le scuole. Senza se e senza ma. Le condizioni normative sono dunque ben diverse, per non dire opposte, rispetto a quelle di inizio marzo: oggi, un dirigente scolastico che intende lasciare aperto l’istituto da lui diretto, anche per poche ore, deve avere comprovati motivi. Ed essere pronto a giustificare, con motivazioni cogenti, la decisione dell’apertura, seppure temporanea, anche dinanzi a eventuali rilievi posti dagli organi competenti”. Fino al prossimo 3 aprile, le scuole di base rimarranno chiuse. Salvo attività “indifferibili”, hanno spiegato dal ministero. Ma cosa si intende per attività indifferibili? A spiegarlo è stata la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, durante una video diretta. “La norma approvata – ha detto Azzolina – prevede che il dirigente scolastico possa organizzare la didattica a distanza: significa che se noi avevamo prima il collaboratore scolastico che si occupava della vigilanza degli studenti o della pulizia delle scuole e gli studenti non ci sono e le scuole non devono essere pulite, il collaboratore scolastico grazie alla norma potrà restare a casa”.

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Nuove attività di e-learning in Lombardia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

Dopo il successo delle attività di smart learning organizzate da Samsung con le scuole di Lodi, e che hanno visto nella prima settimana di marzo la partecipazione entusiastica di decine di studenti e docenti ai corsi di formazione sul digitale in formato e-learning, Samsung Electronics Italia, azienda che si impegna da quasi un decennio nello sviluppo di progetti nell’ambito dell’Istruzione digitale dei giovani italiani, annuncia oggi l’estensione delle proprie attività di digital education a distanza in partnership con le scuole della Regione Lombardia per le prossime settimane di marzo. Per far fronte al delicato momento per il nostro Paese, minacciato dalla diffusione del Coronavirus (Covid-19), infatti, tutte le scuole d’Italia di ogni ordine e grado rimarranno chiuse come misura a tutela della salute dei cittadini fino al 3 aprile.In questo contesto, Samsung Italia vuole fare sentire la propria vicinanza agli studenti continuando a dare il proprio contributo concreto attraverso l’attivazione straordinaria di alcuni moduli di formazione a distanza. Questa settimana le lezioni coinvolgeranno circa 45 studenti e docenti di 2 scuole secondarie di secondo grado in provincia di Varese e Monza Brianza, che hanno aderito con interesse a questa nuova fase del progetto. Giovedì 19 marzo 2020 sono previste due sessioni di smart learning, alle 10 e alle 14.30, in diretta con l’Istituto Tecnico Primo Levi Seregno (MB)

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Con il decreto “Cura Italia” arriva il lavoro agile nelle scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

Il decreto “Cura Italia” approvato dal Governo contiene alcune importanti disposizioni anche sulla Scuola. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha annunciato, in attesa che venga reso pubblico il testo del decreto legge, che sono previste, nel pacchetto, ulteriori misure per il lavoro agile nella P.A., che consentiranno ai dirigenti scolastici di organizzare le attività da remoto e lasciare le scuole aperte solo per le attività “indifferibili”. Fino alla ripresa delle lezioni sarà possibile limitare al massimo le aperture degli edifici. La presenza del personale Ata (Ausiliario, tecnico, amministrativo) sarà prevista solo nei casi di stretta necessità.Inoltre, arrivano 85 milioni per il sostegno alla didattica a distanza; vengono stanziati 43,5 milioni per la pulizia straordinaria degli ambienti scolastici per salvaguardare la salute di alunni, docenti e personale al momento del rientro, acquistando materiali per le pulizie, ma anche saponi e gel igienizzanti; viene anche garantita la salvaguardia delle supplenze brevi: nessuno perderà il posto.Il sindacato si riserva di produrre un commento definitivo sul decreto, non prima di prendere visione del testo definitivo, peraltro suscettibile di modifiche in fase di conversione in Parlamento. Al momento, comunque, Anief ritiene le disposizioni sufficientemente condivisibili e in linea con una parte delle richieste del sindacato. In particolare, va apprezzata la decisione di dare la possibilità ai dirigenti scolastici di chiudere gli istituti, al fine di evitare il rischio biologico e garantire la sicurezza dei lavoratori. Anche il supporto alla didattica a distanza e i 43,5 milioni assegnati alle scuole per la pulizia straordinaria degli ambienti e degli uffici formativi appaiono punti condivisibili, a patto che i locali scolastici vengano sanificati dalle Asl e non dai collaboratori scolastici.

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Assistenti per disabili nelle scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

“Gli operatori professionali che svolgono un servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione in favore degli studenti con disabilità delle scuole, rischiano il posto di lavoro. Questi specialisti, causa la sospensione delle lezioni, non percepiranno la retribuzione, in quanto categoria che opera per le scuole, in ragione di un precariato antico, attraverso entro terzi. Lezioni sospese, equivale quindi, all’interruzione delle attività, poiché nella maggior parte dei casi, queste vengono fornite da Comuni, Province e/o Regioni. Anche in questo caso, il governo, è chiamato a tutelare i lavoratori prevedendo o il recupero delle ore di lavoro perse per causa di forza maggiore, oppure, adottando una speciale e straordinaria cassa integrazione. Questa categoria sta infatti già pagando a caro prezzo la mancanza di regole contrattuali chiare e continuative”. Lo dichiara Carmela Ella Bucalo, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Lavoro e vice responsabile del Laboratorio tematico Istruzione con delega alla scuola.

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Coronavirus: Scuole italiane all’estero, Anief chiede risposte certe per il personale

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

L’emergenza legata al Coronavirus coinvolge anche le scuole italiane presenti al di fuori dei confini nazionali. Il Maeci (Ministero per gli affari esteri e la cooperazione internazionale) ha invitato il personale scolastico in servizio presso l’istituto omnicomprensivo di Asmara, attualmente in ferie in Italia, a non rientrare ad Asmara, perché il governo eritreo ha disposto che tutti coloro che arrivano dall’Italia verranno posti in quarantena forzata. Si tratta di disposizioni che potrebbero replicate anche da altri istituti. Anche la Turchia, ad esempio, dove c’è una scuola statale italiana, ha deciso di bloccare i voli provenienti dall’Italia.Anief sollecita risposte certe per tutto il personale delle scuole italiane all’estero e torna a invitare il Ministero degli Esteri a convocare un tavolo con le organizzazioni sindacali rappresentative per prendere decisioni che tutelino i diritti del personale scolastico e il diritto allo studio dell’utenza. Sulle notizie provenienti da Asmara, il giovane sindacato rappresentativo ritiene necessario un intervento più deciso. «Chiediamo – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief – che la scuola italiana di Asmara sia temporaneamente chiusa e che al personale scolastico si applichi la normativa relativa alle cause di forza maggiore, in modo da tutelare i giorni di ferie e la ISE. Il Ministero si adoperi affinché si trovi una soluzione diversa dalla quarantena, che non tutela la salute e l’incolumità del personale, e non garantisce il diritto allo studio».Ferma restando la richiesta di chiusura in via cautelare dell’istituto scolastico di Asmara un’altra soluzione per tutelare gli insegnanti potrebbe essere, suggerisce Salvatore Fina, delegato Anief per l’estero, «una certificazione negativa rilasciata da una struttura ospedaliera pubblica ai docenti, da esibire alla dogana eritrea. Gli insegnanti, per averla, dovrebbero sottoporsi al tampone per il Coronavirus, prima di tornare in Africa».

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Regionalizzazione scuole: Per il ministro Boccia l’unità della scuola non è in discussione

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

Trovano conferma le riserve del Governo verso l’applicazione dell’autonomia differenziata applicata all’Istruzione pubblica. Nei mesi scorsi, il titolare degli Affari Regionali aveva risposto alle pressioni dei governatori di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, dichiarando che “la scuola è dello Stato e ha un profilo unico”, per cui “non c’è nessun margine di trattativa” sui “concorsi dei docenti”. Adesso Francesco Boccia torna sull’argomento e ribadisce che come ministro ha “dovuto spiegare ad alcune regioni del nord che vanno tenuti fermi i principi della continuità didattica e dell’unità della scuola, da nord a sud, nei grandi centri urbani e nelle aree interne”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, interviene sul tema ricordando che “la sentenza n. 242 del 2011, emessa dalla Corte Costituzionale, ha confermato l’inapplicabilità delle istanze regionaliste sulla scuola: nella fattispecie, la valutazione dei punteggi nel reclutamento del corpo docente, diversa da quella concordata con lo Stato a livello nazionale, non è praticabile, nemmeno nelle province a statuto speciale. Allo stesso modo, teniamo a ricordare al ministro per gli Affari regionali che la regionalizzazione di altre funzioni, come la formazione delle scuole e delle classi, debba continuare a mantenere dei parametri nazionali, anche se sganciata dagli attuali rigidi parametri e legandola invece più alle esigenze del territorio: il pericolo da scongiurare è che l’interesse politico-locale possa prevalere sulla formazione degli alunni e sul diritto allo studio. Ecco perché occorre mantenere una cabina di regia nazionale”

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Coronavirus. Zaffini (FdI): dopo chiusura scuole provvedere a sanificazione istituti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

“La decisione di chiudere le scuole nelle zone rosse e sospenderne le attività nel resto dell’Italia va colta in maniera positiva, ma come ribadito dalla nostra leader Giorgia Meloni bisogna immediatamente prevedere misure economiche che aiutino e sostengano le famiglie in questo delicato momento. Al contempo la chiusura deve diventare occasione per sanificare tutte queste strutture e anche quegli uffici che eventualmente saranno chiusi. Altrimenti sarebbe una decisione con effetti limitati. Perciò il governo vari un provvedimento che garantisca agli studenti e al personale scolastico, una volta tornati al normale svolgimento delle attività, il rientro in un ambiente a prova di contagio”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Francesco Zaffini, capogruppo in Commissione Sanità.

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Sostegno alle famiglie e alle imprese dopo la chiusura delle scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Congedo parentale coperto dallo Stato al 70% o in alternativa un contributo di 500 euro al mese per coprire le spese di babysitting per tutte quelle famiglie che hanno in casa un minore di 14 anni e nelle quali, fatto salvo per i nonni e i disabili, tutti i maggiorenni lavorano; sospensione e ricalcolo del pagamento delle rette scolastiche nei confronti delle scuole sia pubbliche che private per il periodo corrispondente alla chiusura e conseguente ristoro alle strutture scolastiche da parte dello Stato; sostegno alle aziende: abolizione temporanea del decreto dignità per rendere facili le assunzioni in sostituzione, liberalizzando quegli strumenti a partire dai voucher che consentono di assumere personale per periodi brevi.Sono queste le principali proposte che il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha inviato questa sera al Presidente del Consiglio Conte per aiutare le famiglie con figli ad affrontare la chiusura delle scuole decisa dal Governo.«Come detto in più occasioni – ha scritto il leader di FdI nella lettera inviata a Palazzo Chigi – Fratelli d’Italia ribadisce la propria disponibilità per collaborare per trovare risposte concrete per gli italiani, in questo momento particolarmente delicato per l’Italia».

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Coronavirus: Scuole e Università chiuse in Italia dal 5 al 15 marzo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Ora è ufficiale: viene accolta la richiesta del presidente Anief-Udir, Marcello Pacifico, che fin dal primo caso di contagio del Covid-19 manifestato in Italia, aveva chiesto al presidente del Consiglio e ai ministri competenti la sospensione di ogni attività. “Per non compromettere l’avvio del prossimo anno scolastico, bisogna anche rinviare le procedure concorsuali in essere, che interessano un milione di persone, oltre che procedere alla stabilizzazione, nel frattempo, dei precari docenti e Ata con anni di servizio, inseriti nelle vigenti graduatorie. Siamo pronti – continua Pacifico – ad un confronto con il Governo sulle misure da porre in essere per garantire il diritto all’istruzione degli studenti e nel contempo la salute dei lavoratori del comparto”.
Per Pacifico il Governo ha fatto la cosa più logica: dinanzi alla prospettiva di estensione eccessiva del contagio da Coronavirus, per evitare il pericolo concreto che si allarghi a macchia d’olio, viene deciso di chiudere le scuole per almeno dieci giorni. Trova spazio, dunque, la richiesta del sindacato Anief, con la quale si chiedeva di sospendere “ai fini precauzionali, tutte le attività presso le istituzioni scolastiche, gli atenei, enti di ricerca, conservatori e accademie per almeno due settimane”, senza precludere la validità dell’anno scolastico. Le associazioni sindacali Anief e Udir si dicono pronte ad incontrare il prima possibile i responsabili dell’Istruzione e formazione nazionale, al fine di individuare le possibili modalità di recupero delle lezioni, anche attraverso modalità telematiche, laddove ciò sia possibile. Il provvedimento è stato emanato con decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. L’annuncio è stato dato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.
“Abbiamo preso questa decisione – ha precisato il Presidente del consiglio – dopo aver consultato il professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, lasciando valutare agli esperti come sta evolvendo” la diffusione del virus “e le valutazioni finali”. Poi ha concluso: “Torneremo ad aggiornarvi presto, stiamo lavorando alacremente sul dpcm, abbiamo già la bozza pronta”.
Per la viceministra dell’Economia, Laura Castelli: “Siamo consapevoli dell’impatto che un provvedimento come la chiusura delle scuole potrà avere sui nuclei familiari e sul Paese, per questo ci stiamo muovendo con la massima celerità e determinazione a tutela dei lavoratori pubblici e privati. È in fase di definizione una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori, in caso di chiusura delle scuole, di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni”.

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Emergenza pulizia scuole: 4mila addetti senza lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

“Dopo tre giorni di confronto presso il ministero del Lavoro – scrive l’associazione – si è finalmente affrontato il tema dell’internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole, tra tutti i soggetti interessati: il mancato accordo sul futuro dei 4mila esuberi creati del Governo a fronte dei circa 12mila assunti in gran parte a orario ridotto, si appresta ad essere una pagina dolorosa per il Paese.Lo Stato ingaggia meno lavoratori di quanti ne servono per il decoro e la salubrità delle scuole, se ne lasciano migliaia a piedi e si vuole scaricare il costo degli ammortizzatori sociali sulle imprese (se verrà disposta la Naspi) oppure su tutti i cittadini qualora si decidesse per la cassa integrazione. E tutto questo mentre si sbandieravano risparmi (mai specificati davvero) per motivare questa vera e propria battaglia punitiva contro le imprese. Il mancato accordo purtroppo lascia spazio a queste ipotesi, nessuna delle quali soddisfa ANIP-Confindustria, che le trova irricevibili. Da mesi chiediamo una operazione verità sulla vicenda, e notiamo il nervosismo di chi l’ ha cavalcata facendo del facile populismo, a fronte della crescente rabbia di quei lavoratori prima illusi, e poi esclusi dalla procedura. Noi continueremo a denunciare le storture dell’internalizzazione, ricordando al Paese che ci sono 4mila disoccupati letteralmente dimenticati dalle istituzioni, nonostante i numeri siano pari a quelli delle grandi vertenze nazionali, come Alitalia e Ilva. Non vogliano che gli esuberi nel comparto delle pulizie siano considerati figli di un dio minore.

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Coronavirus: Il Governo dà indicazioni alle scuole

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

Sono in vigore le ulteriori disposizioni adottate con decreto del presidente del Consiglio dei ministri (D.P.C.M.) 25 febbraio 2020 per l’attuazione del decreto legge n.6/2020, che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il nuovo decreto, adottato su proposta del ministro della Salute e sentito, tra gli altri, il ministro dell’Interno, prevede tra le varie misure: il divieto di libero accesso, domenica 1° marzo, su tutto il territorio nazionale, agli istituti e ai luoghi della cultura; la sospensione fino al 15 marzo prossimo di viaggi d’istruzione, iniziative di scambio o gemellaggio, visite guidate e uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado; la riammissione, sempre fino al 15 marzo, nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia di durata superiore a 5 giorni dietro presentazione di certificato medico; l’attivazione di lezioni on line, durante l’arco di tempo della sospensione delle attività didattiche.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “le misure decise dalla presidenza del Consiglio dei ministri, sentiti i ministeri della Salute e dell’Istruzione, oltre che gli esperti e la Protezione Civile, per contenere l’emergenza relativa al Coronavirus, vanno rispettati e seguiti con estrema attenzione: il mondo della scuola in passato ha sempre fornito risposte all’altezza della situazione, guidata da un corpo insegnante e da dirigenti scolastici, oltre che supportata dal personale Ata, dotato di un alto senso civico e di responsabilità. Anche in questa occasione, siamo certi che le indicazioni fornite sul blocco dei viaggi d’istruzione e sulle giustificazioni per le assenze di lunga durata verranno portate a termine. Qualche dubbio si pone invece sulla possibilità effettiva di realizzare le lezioni a distanza, per via della non sempre adeguata disponibilità tecnologica in seno agli istituti scolastici, soprattutto del primo ciclo: su questo punto, sarebbe bene che il ministero dell’Istruzione provvedesse ad assicurare a tutte le scuole le dotazioni informatico-telematiche minime per permettere a insegnanti e alunni di realizzare la didattica via web”, conclude Pacifico.Diventa pubblico il D.P.C.M. del 25 febbraio con il quale vengono emanate ulteriori misure per le aree di propagazione del Coronavirus. Sono diversi gli aspetti che riguardano la scuola: si va dallo stop dei viaggi di istruzione fino al 15 di marzo alla riammissione nelle scuole solo con il certificato medico, per le assenze superiori ai cinque giorni, sino alla didattica on line da adottare in caso di chiusura degli istituti.

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Si è concluso il Forum dei Dirigenti Scolastici delle Scuole Cambridge International

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Si è tenuto la scorsa settimana a Roma presso la Residenza dell’ambasciatore britannico, Villa Wolkonsky, con la partecipazione di oltre 100 dirigenti scolastici provenienti da 15 regioni italiane.Durante il Forum è stato comunicato che Federico Girardi, studente del liceo IIS Pacinotti-Archimede di Roma ha avuto il riconoscimento di “top in the world in Mathematics” nell’ambito dei “Premi agli Studenti Eccezionali di Cambridge – Oustanding Cambridge Learner Awards”, tra tutti gli studenti certificati IGCSE nei 160 paesi del mondo dove è presente Cambridge Assessment International Education.Uno studente modello che deve la sua preparazione oltre al proprio impegno personale, all’eccellenza della scuola italiana – sostenuta dal MIUR grazie all’autonomia e al sostegno alle scuole a intraprendere percorsi di innovazione e di eccellenza – e grazie al metodo e a quello che a livello mondiale sta consolidandosi come standard di garanzia di insegnamento nel mondo.I circa 100 dirigenti scolastici – che erano presenti sulle oltre 300 scuole italiane, Statali e Paritarie di ogni ordine e grado (Elementari, Medie e Superiori) che hanno adottato all’interno della propria scuola alcuni programmi Cambridge International – si sono confrontati e scambiati le best practices sul metodo andando in profondità sul ruolo e i pregi dell’integrazione dei moduli Cambridge International all’interno dei curricula e dei programmi ministeriali.Il valore aggiunto dei percorsi Cambridge International permette di avere un curriculum internazionale riconosciuto ovunque, senza tralasciare nulla della formazione specifica e d’impronta italiana. E in particolare:Il modello Cambridge è un modello flessibile, poiché consente una personalizzazione basata sull’identità, la storia e il contesto dell’istituto stesso che lo adotta.L’integrazione, in termini generali, avviene tra il valore teorico della scuola italiana e il saper fare del sistema britannico. L’importanza di uno standard e di un assessment internazionale permette alle scuole di confrontarsi oltre i confini nazionali e “aprirsi” concretamente al mondo, valorizzando i giovani talenti. Permette di riflesso agli studenti di partecipare attivamente e competere a livello internazionale. Nel 2013 l’unico maturando italiano ammesso al MIT in Massachusetts (MIT) fu Emanuele Ceccarelli che aveva frequentato il liceo Galvani di Bologna, la pioniera delle scuole Cambridge International in Italia.Cambridge International diviene inoltre uno spazio privilegiato dove la tradizione italiana si fonde con l’innovazione e si apre concretamente al confronto con l’esperienza britannica, ma anche con quella degli altri 160 paesi che ne adottano il metodo.
Le certificazioni sono un lavoro di team all’interno della scuola, motivano i professori nonostante sia uno sforzo e un impegno maggiore per tutti. Nei fatti i moduli Cambridge che la scuola adotta divengono un volano motivazionale legato alla formazione sia degli insegnanti sia degli studenti.Molte delle scuole presenti hanno inoltre dichiarato che dopo aver adottato i moduli Cambridge sono migliorate nel tempo le performance dei propri alunni e l’istituto complessivamente è cresciuto nel punteggio invalsi rispetto agli anni precedenti.
Per le scuole statali si tratta di spese non esorbitanti, mai proibitive, e che nei fatti sono un ritorno sull’investimento per tutti, per l’Istituto che ha maggiore capacità attrattiva dovuta alla sua dinamicità e performance, per gli insegnanti che intraprendono un percorso di aggiornamento e confronto continuo delle proprie competenze e soprattutto per gli studenti che beneficiano di un’apertura e formazione che si fa più internazionale.Presente era anche Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, MIUR, a conferma che l’Italia guarda con forte interesse all’assessment delle competenze globali dei nostri studenti ed a fianco alle scuole innovatrici che intraprendono percorsi di eccellenza riconosciuti anche a livello internazionale.

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