Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘scuole’

Istruzione: Riapertura scuole

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2022

Il leader Udir, Marcello Pacifico, ha affermato che “i dirigenti scolastici chiedono più classi, di rivedere le norme sul dimensionamento e la conferma dell’organico Covid, che è risultato essenziale per le nostre scuole. Ci aspetta un altro anno scolastico impegnativo: bisogna mettere i presidi nelle condizioni di svolgere al meglio il loro compito”.

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Pnrr, alle scuole 1,7 miliardi per digitalizzare 100 mila classi e dotare le secondarie dei laboratori

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2022

Gli istituti scolastici italiani avranno a breve 1,7 miliardi complessivi per digitalizzare circa 100 mila classi e dotare le secondarie dei laboratori per le esercitazioni pratiche: l’anticipazione è arrivata oggi, durante il tavolo tecnico dei referenti Pnrr delle confederazioni sindacali sull’informativa del decreto del Ministro dell’Istruzione di prossima emanazione relativo al riparto di risorse tra le istituzioni scolastiche attuativo dell’Investimento 3.2 “Scuola 4.0” della Missione 4 – Componente 1 del PNRR, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. I tecnici della parte pubblica hanno riferito che il provvedimento verrà inserito in un prossimo decreto a firma del ministro di competenza: ma se le scuole non investiranno i finanziamenti entro il prossimo mese dicembre saranno commissariate.“Peccato – replica Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir – che a settembre l’anno riprenderà in condizioni a dir poco precarie: mancheranno all’appello 1.800 Dsga, in pratica uno ogni quattro, un migliaio di presidi, uno su sette, con l’aggravante dei 500 presidi mancanti nelle sedi normo-dimensionate. Inoltre, continuerà a non esserci chiarezza sul riconoscimento del lavoro, mentre ancora non è stato rinnovato l’organico Covid che rimane essenziale per riprendere le lezioni con la pandemia in corso, prima ancora di innovarle”.“Come se non bastasse – ha continuato il leader sindacale – bisogna anche fare chiarezza sulle risorse destinate al personale docente e amministrativo delle scuole per la realizzazione del progetto. La verità è che il commissariamento dovrebbe scattare non per le scuole, ma verso il Ministero dell’Istruzione che in maniera incompetente continua a prendere impegni senza la revisione la dotazione degli organici. Perché – conclude il sindacalista autonomo – senza una integrazione sensibile degli organici, anche dei docenti, di cattedra comune e di sostegno, oltre che del personale Ata, i quasi due miliardi del Pnrr da assegnare alle scuole rischiano di andare persi”

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Scuole abbandonate al loro destino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2022

“È dall’inizio della pandemia che Fratelli d’Italia propone di dotare tutti gli istituti di sistemi di ventilazione meccanica controllata, ma il Ministro della Salute Speranza e quello dell’Istruzione Bianchi continuano a fare orecchie da mercante – nonostante il moltiplicarsi di appelli da parte di esperti, medici e presidi – abbandonando le scuole al loro destino. Gli istituti italiani si apprestano a vivere il terzo anno consecutivo nel caos e senza sicurezza. Con quale faccia questi signori si presentano a guidare di nuovo l’Italia?”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Concorso per le scuole: Leparolechesiamo, la scuola che vogliamo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2022

Promosso per ribadire il tema della centralità della scuola nella costruzione di un futuro da Mondadori Education e il Nuovo Devoto-Oli, insieme a Università Cattolica del Sacro Cuore, per la parte di ricerca scientifica, e Intesa Sanpaolo, Gruppo sempre più impegnato nella promozione di iniziative concrete a sfondo sociale.Obiettivo del concorso scoprire come gli studenti vorrebbero la scuola di domani, a partire dalle tre direttrici fondamentali per uno sviluppo armonioso: inclusione, sostenibilità e innovazione. Oltre 4000 ragazzi in 200 scuole si sono messi in gioco in un percorso a tappe lungo un anno che ha portato a candidare per la raccolta fondi oltre 100 progetti, tra i quali un board di esperti ha poi selezionato i due vincitori che hanno beneficiato della campagna lanciata su Produzioni dal Basso – prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation. Con i 15.000 € raccolti in poco più di due mesi da oltre 150 sostenitori, i due progetti potranno diventare realtà.Capofila del progetto Mondadori Education, da sempre impegnata a fianco di studenti e insegnanti nel supportare la scuola con azioni concrete, che ha sostenuto i progetti non solo con un incentivo economico ma soprattutto attivando la sua forza promozionale, nell’intento di contribuire fattivamente alla realizzazione della scuola del futuro auspicata dai ragazzi. Un passaggio essenziale dalle parole ai fatti che, accompagnando la raccolta dei fondi necessari a trasformare i desideri dei ragazzi in realtà, realizza almeno in parte il sogno di una scuola migliore.I due progetti che vedranno la luce sono: “A scuola con gusto”, ideato dalle studentesse e dagli studenti della scuola media “Rina Monti Stella” di Verbania, che hanno immaginato la loro “scuola ideale” prendendo in considerazione i cinque sensi: una scuola da vedere, da annusare, da ascoltare, da toccare e da gustare… in un luogo da vivere con “tutti i sensi” è emersa la necessità di un laboratorio di cucina e di scienze, proprio per poter sperimentare attraverso l’uso del cibo, che diventa un materiale educativo a tutti gli effetti. La somma raccolta rende possibile l’acquisto degli arredi necessari: lavelli, piano cottura, frigo, piani di lavoro e dispense per la cucina, insieme a tavoli modulari, apparecchiature scientifiche ed elettroniche, scaffali e bacheche espositive per il laboratorio di scienze. “Il Cineteatro a scuola: alziamo il sipario sul futuro” della scuola superiore ”Euclide” di Bova Marina (Reggio Calabria), che mette al centro il teatro come forma di istruzione da includere nelle attività scolastiche: l’obiettivo del progetto è proprio quello di realizzare un Cineteatro e una cineteca all’interno dell’Istituto, dove mettere in scena quanto appreso in classe e dove poter imparare in modo alternativo, superando i limiti di uno studio esclusivamente condotto sui libri di testo.Cineteca e teatro diventeranno inoltre veri e propri “punti di riferimento culturali” aperti all’intera comunità, ospitando utenti esterni, ma anche associazioni e altre realtà locali. I fondi raccolti verranno utilizzati per acquistare gli arredi necessari alla rigenerazione dello spazio, come poltroncine, sipario, armadietti, panche, una parete con porta a scomparsa, e pannelli per isolamento acustico.

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Introdurre nelle scuole il tema sulla sicurezza stradale

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2022

«Ci appelliamo al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ai sindacati della scuola e ai presidi di ogni singolo istituto scolastico affinché venga reintrodotto nelle scuole il tema della sicurezza stradale». A lanciare l’appello sono Alberto Pallotti, presidente dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada ODV e dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ODV, ed Elena Ronzullo, presidente dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada ODV, che hanno deciso di inviare una lettera aperta alle istituzioni, ai presidi e ai sindacati scolastici per sensibilizzare sull’importante dell’educare i giovani alla sicurezza stradale già tra i banchi di scuola.

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Adozione di sistemi di purificazione dell’aria nelle scuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2022

“E’ stato accolto il mio ordine del giorno che impegna il Governo ad adottare, nel più breve tempo possibile, sistemi di purificazione degli ambienti scolastici e le linee guida in merito alle modalità di acquisto dei dispositivi da parte degli istituti scolastici, al fine tutelare la salute degli studenti, dei docenti e di tutto il personale scolastico. Il tema della salubrità dell’aria -prosegue la Deputata Mammì- ha assunto una particolare rilevanza nell’ambito del contrasto alla diffusione del COVID-19, nell’ottica di garantire la tutela della salute e della prevenzione delle malattie, in particolare in ambienti chiusi come aule ed altri locali scolastici. Per questo motivo, in vista della ripartenza del prossimo anno scolastico, ho ritenuto necessario intervenire per facilitare l’installazione di impianti di ventilazione meccanica controllata che consentano la purificazione dell’aria all’interno degli Istituti. Tale intervento si rende necessario non solo nel breve periodo, per garantire lo svolgimento in sicurezza del prossimo anno scolastico, ma anche in un’ottica di medio termine, considerati i benefici attesi nell’ambito della protezione da tutti gli agenti patogeni, di natura batterica o virale, come pure di una maggior efficacia della didattica, grazie al mantenimento di concentrazioni di anidride carbonica e di ossigeno, assicurati da adeguati ricambi d’aria, essenziali a scongiurare cali di attenzione esiziali per un efficace apprendimento, sulla scorta di analoghe misure già prese da altri governi, come quello del Regno Unito. Inoltre, i sistemi di ventilazione meccanica controllata integranti dispositivi di purificazione, permettono anche una maggiore efficienza energetica dovuta alla possibilità di ricambiare l’aria anche senza aprire le finestre, in linea con i dettami comunitari ripresi dal PNRR”, conclude l’Onorevole pentastellata Mammì By Moira Perruso, giornalista professionista

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Fratelli d’Italia vota a favore del provvedimento per gli istituti tecnici superiori

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

Si tratta di un documento frutto del lavoro che ha unito diverse proposte di legge fra cui quella di Fdi presentata alla Camera e al Senato”.Lo afferma in dichiarazione di voto il senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, capogruppo in Commissione Istruzione.”Gli Its – sottolinea Iannone – esistono da più di dieci anni e sono nati per valorizzare il capitale umano e il sistema produttivo dei territori. Quello della formazione tecnica è però rimasto un sistema per lo più sconosciuto per entrare nel mondo del lavoro, basti pensare che solo lo 0,01 per cento degli studenti scelgono gli istituti tecnici”.”C’è una dispersione giovanile alta – osserva Iannone – e questo tipo di indirizzi rappresentano un’occasione importante per trovare lavoro in un mondo globalizzato, si pensi che l’80 per cento degli studenti usciti dagli Its hanno trovato una occupazione”.”Gl Its – conclude Iannone – rappresentano un patrimonio identitario di qualità e professionalità ed è per questo che FdI, come opposizione costruttiva e responsabile, ha contribuito fattivamente a questo provvedimento, ribadendo il suo voto favorevole”.

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Workshop di formazione dedicato allo skill training DBT nelle scuole medie e superiori

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

Sabato 11 giugno 2022 dalle ore 9.00 alle ore 18.00 Workshop Via Nizza, 63 Roma : “Portiamo la DBT a scuola” Condotto dalla dott.ssa Rosetta Cappelluccio. Nel costo complessivo è compreso il materiale didattico ed una copia gratuita del libro “DBT Skills nelle scuole. Skills Training per la regolazione emotiva negli adolescenti (DBT STEPS-A)” del valore di €28,50. Al termine del workshop verrà rilasciato un attestato di partecipazione che verrà inviato via e-mail. si riconosce all’insegnante il ruolo fondamentale di educatore, guida e figura di riferimento. Il docente ha una vicinanza emotiva e un contatto con i ragazzi, viste le ore passate insieme, quasi pari a quella della famiglia. Alla luce della teoria biosociale su cui si basa la DBT, l’insegnante, opportunamente formato, può gestire la disregolazione emotiva, l’impulsività e i disagi comportamentali a essa associati fino ad arrivare alla prevenzione di comportamenti disfunzionali futuri. Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia del programma DBT® Skills nelle scuole nel migliorare la capacità di tolleranza alla frustrazione e di regolare le emozioni e nel ridurre i comportamenti impulsivi (Haskell et al., 2014; Mazza e Hanson, 2014a; Miller et al., 2014). La letteratura attesta un ulteriore vantaggio della scelta di applicare tale programma alla scuola: risultano notevolmente ridotti il tempo e le energie investite negli interventi rivolti agli alunni che infrangono le regole scolastiche, risparmiando così preziose risorse scolastiche (Cook et al.,2008).L’Istituto A.T. Beck è riconosciuto come una eccellenza nella formazione a livello nazionale e internazionale. Nel corso delle 8 ore di formazione l’enfasi verrà posta sia sugli aspetti teorici sia sull’apprendimento esperienziale. I partecipanti saranno incoraggiati ad avere un ruolo attivo in tutti i momenti del corso allo scopo di padroneggiare i concetti e le tecniche apprese Verranno inoltre forniti, come da prassi dell’Istituto, sia il materiale didattico presentato durante il workshop che gli strumenti da usare in terapia o in classe. Inoltre, nel costo complessivo del workshop, è compreso il libro “DBT Skills nelle scuole.Per informazioni e iscrizioni scrivici una mail all’indirizzo: formazione@istitutobeck.it

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Incontri nelle scuole superiori promossi dall’Osservatorio Permanente della Legalità dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2022

Sono stati oltre trecento gli studenti dell’Istituto Giordani e del liceo Sanvitale che nei giorni scorsi, nell’ambito della “Settimana della Legalità 2022”, hanno partecipato agli incontri formativi organizzati dall’Osservatorio Permanente della Legalità dell’Università di Parma, co-promosso dalla Regione Emilia-Romagna. Sei gli incontri sui temi della criminalità organizzata al Nord e dell’anticorruzione durante i quali gli studenti delle scuole superiori hanno attivamente contribuito allo sviluppo di un dialogo costruttivo e ragionato.Gli studenti hanno appreso le dinamiche del maxi-processo “Aemilia” e, attraverso attività di brainstorming e roleplay, hanno avuto l’occasione di riflettere sulle ripercussioni delle azioni della criminalità organizzata nella vita delle persone.Gli incontri sono stati caratterizzati da un clima di reciproco ascolto e condivisione anche grazie alla fattiva collaborazione dei docenti.Ma l’Osservatorio Permanente Legalità non si ferma qui. Sotto la direzione scientifica di Monica Cocconi, delegata del Rettore ad Anticorruzione e trasparenza e il coordinamento Elia Minari, prosegue le proprie attività: i prossimi seminari si terranno al Liceo Marconi, nelle date del 2 e 6 aprile e 11 maggio.Le attività formative sono realizzate con la collaborazione di Alessia Depietri, rappresentante a Parma dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, di Anna Chiara Nicoli e Anna Pellegrini. Per programmare un incontro nelle scuole secondarie di secondo grado del territorio di Parma è possibile contattare lo staff dell’Osservatorio scrivendo una mail a osservatorio@unipr.it; per ulteriori informazioni: http://www.osservatorio.unipr.it

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Ancodis: se lo stato di emergenza è terminato il covid19 sembra non avere fine!

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2022

Dal primo aprile è terminato lo stato di emergenza che di fatto ha ridotto vincoli comportamentali e cancellato ogni forma di vera restrizione su tutto il territorio nazionale.Nelle scuole stiamo gradualmente tornando ad un’apparente normalità pur restando attive alcune azioni messe in campo per mitigare il rischio del contagio.Ma lo sappiamo bene che il virus continua a circolare in tutte le fasce di età, contagia anche più volte lo stesso soggetto, seppur – per fortuna – con numeri ridotti di ricoveri e di decessi.Nel nuovo Piano per la scuola 2021-2022 sono confermate alcune delle regole anticovid che prevedono l’obbligo di utilizzo di mascherine di tipo chirurgico (o di FFP2 in casi particolari), è raccomandato il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro, si prescrivono nuove indicazioni sulla gestione dei casi positivi nello stesso gruppo classe e dei contatti stretti, è confermato l’obbligo vaccinale per il personale scolastico e il possesso del green pass base per l’accesso alle strutture del sistema nazionale di istruzione per tutti.In questo “ritorno” alla normalità, è facilmente verificabile che i casi positivi permangono in modo significativo sia tra gli alunni che tra il personale; infatti, il Ministro ha ritenuto di confermare che “I casi di contagio saranno trattati dalle istituzioni scolastiche, tramite il Referente Covid, secondo le collaudate procedure di gestione in collaborazione con le Autorità sanitarie territorialmente competenti.” Il Referente scolastico per il covid19 continua, perciò, ad avere un carico di lavoro specifico, ma giuridicamente e contrattualmente non riconosciuto, economicamente incerto poiché oggetto di determinazione in sede di contrattazione di istituto. Considerato che questo compito assegnato alle “sentinelle” del covid a scuola è stato confermato formalmente dal Ministro, i referenti scolastici per il covid19 iscritti ad Ancodis ritengono che non possano essere taciute le condizioni di lavoro né il tempo dedicato né la richiesta del riconoscimento del servizio reso nella vigilanza, nel controllo e per i diversi monitoraggi ancora oggi richiesti e svolti. “Ecco allora – dichiara il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – i referenti covid19 non possono accettare il silenzio delle Istituzioni e delle organizzazioni sindacali in merito al riconoscimento dell’importante lavoro che hanno svolto e continueranno a svolgere a tutela delle comunità scolastiche e chiedono che nel dibattito politico-sindacale sul rinnovo contrattuale si dia loro formalmente MERITATA attenzione”.

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Il Ministero dell’Istruzione chiede i dati dei contagi all’apertura delle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2022

L’amministrazione chiede solo ora ai dirigenti scolastici, nel giorno in cui molte scuole hanno ripreso l’attività didattica, da far pervenire i numeri degli alunni e del personale positivo al Covid-19. Secondo l’Anief questo monitoraggio, richiesto dalla direzione generale del Dicastero di viale Trastevere, è la dimostrazione che si è tornati in classe praticamente al buio e questo è da irresponsabili, perché avviene mentre contiamo 220mila contagi nel Paese. Secondo Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato, “si doveva procedere con uno screening d’assalto di tutta la popolazione studentesca prima di programmare la riapertura in presenza: a questo punto la DAD appare non più consigliata, ma indispensabile. Se la decisione di praticare la dad non dovesse partire dal ministero di Viale Trastevere – prosegue Pacifico – allora è meglio che ci pensino i sindaci, come sta già avvenendo, soprattutto al Sud, e i dirigenti scolastici a interdire l’uso degli edifici scolastici. Perché il personale può lavorare in modalità agile, senza interrompere le attività lavorative e mantenendo comunque in vita il servizio, fino a quando non ci siano le condizioni per operare in presenza con quel livello di sicurezza che oggi non c’è”.

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Scuola: con queste regole tra pochi giorni oltre metà degli alunni in DAD

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2022

Da una proiezione del numero di classi che potrebbero superare i limiti massimi di alunni contagiati previsti dal Governo emerge che tra dieci giorni 200mila classi (più di una su due), dalla scuola dell’infanzia alle superiori, rischiano di dover interrompere la didattica in presenza. Da oggi, secondo il calendario ufficiale, riaprono le scuole in alcune regioni (Lombardia, Emilia Romagna, Friuli, Marche, Toscana e in provincia di Trento). Anche se autonomia delle scuole e ordinanze dei sindaci hanno fatto slittare in numerosi casi l’apertura effettiva a lunedì 10 gennaio. Il Governo nel decreto varato il 5 gennaio e di imminente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ha confermato che si torna in presenza. Ma per quanto? Occorre fare i conti con i crescenti contagi che stanno coinvolgendo alunni e personale scolastico, nonostante la chiusura delle scuole per le vacanze natalizie. E le regole stesse fissate dal decreto del Governo portano a stimare che dopo pochi giorni di applicazione la maggior parte delle classi si ritroveranno in Dad. Vediamo perché. Sul milione e 406 mila casi positivi registrati alla vigilia dell’Epifania, stime attendibili individuano in circa 300mila gli alunni contagiati. Si può calcolare che, in rapporto all’intera popolazione scolastica, siano circa 35mila i bambini della scuola dell’infanzia infettati, 95mila quelli della scuola primaria, 65mila gli alunni della scuola secondaria di I grado e 105mila studenti delle superiori. Tuttoscuola ha elaborato una proiezione del numero di classi per le quali, applicando le regole stabilite dal Consiglio dei ministri, verrebbero sospese le lezioni (scuola dell’infanzia) o che passerebbero alla didattica a distanza (dalle scuole primarie alle superiori). Per la scuola dell’infanzia dove le sezioni sono 41.382, supponendo che almeno la metà ospiti uno o più di quei 35 mila bambini, vi sarebbero circa 20 mila sezioni chiuse con tutti i bambini in quarantena per almeno dieci giorni. Analogamente, per la scuola primaria dove le classi sono 125.495 a ospitare quei 95mila alunni contagiati, andrebbero in didattica digitale integrata (DDI) per la durata di dieci giorni fino a un massimo di 48 mila classi. Per le classi della secondaria di I grado (77.883) e per quelle di II grado (124.145), dove con almeno tre casi di positività nella classe si applica alla medesima classe la didattica digitale integrata, si potrebbero avere fino a un massimo di 21 mila classi di secondaria di I grado con gli alunni a casa in DDI e fino a un massimo di 35 mila classi delle superiori con gli studenti a casa in DDI, tutti per almeno dieci giorni.Questa situazione probabile si riferisce ai numeri di contagiati ad oggi e potrebbe verificarsi in tutta Italia già da lunedì prossimo, 10 gennaio. Ma, considerato che il contagio dalla variante Omicron non ha ancora raggiunto il suo picco e negli ultimi tre giorni ha registrato un incremento quotidiano di casi positivi intorno al 12%, al termine della prossima settimana gli alunni contagiati potrebbero raggiungere il mezzo milione o addirittura di più rispetto ai 300mila previsti attualmente.Con quali conseguenze per le scuole, in base alle regole fissate dal nuovo decreto? Si potrebbero avere quasi tutte le sezioni di scuola dell’infanzia chiuse, circa 80mila classi di primaria in DDI e con esse 30 mila classi della secondaria di I grado, nonché 50mila delle superiori anch’esse chiuse con gli studenti a casa a seguire la didattica digitale integrata. Si tratta di stime in base ai numeri disponibili ma altamente indicative dell’entità del fenomeno a cui è prevedibile si andrà incontro nei prossimi giorni.Delle 369mila classi di scuola statale, circa 200mila nella settimana dal 17 gennaio in poi potrebbero essere chiuse, con gli alunni in Dad. Maggiori approfondimenti su http://www.tuttoscuola.com

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Scuole tra apertura e didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2022

L’ipotesi di rimandare la riapertura effettiva delle scuole con soluzione di didattica a distanza, almeno per due settimane , se da una parte soddisfa la richiesta di molti genitori preoccupati come primi titolari della salute, e dell’educazione dei propri figli , dall’altra certifica la politica del fallimento, per non aver inciso significativamente nel segmento istruzione /educazione, fondamentale per la ripartenza nel nostro Paese. In modo reiterato, è stato mortificato l’obiettivo di intervenire in modo diretto e strutturale, su pochi punti essenziali che avrebbero risolto i nodi principali a partire dai sistemi di areazione nelle classi, ancora “pollaio”, sul nodo trasporti, su azioni significative atte a favorire patti territoriali tra comuni e regioni, sostenendo bambini e ragazzi iscritti alle scuole pubbliche paritarie, luoghi peraltro dotati di grandi aule e spazi da offrire, prioritariamente per quelli con situazioni svantaggiate, che hanno dovuto rinunciare alle scuole frequentate da anni, causa i gravi disagi economici dovuti all’emergenza pandemica e per la triste chiusura di tantissimi istituti, segnale di grave impoverimento culturale per la nostra Italia. La problematica del tracciamento contagi, poteva essere risolta subito, già quando l’Istituto Superiore di Sanità aveva dichiarato sicuri, i tamponi salivari, che come Associazione Non si Tocca la Famiglia, avevamo invocato fossero gratuiti per tutti a scuola . Evidentemente gli interessi economici che girano intorno alla pandemia non prevedono soluzioni gratuite per i cittadini, ma sempre condizionate a costi aggiuntivi e poco rispettose anche delle modalità non di rado invasive, di tamponi rapidi a pagamento in centri analisi specializzati e nelle farmacie. È deludente pensare che al terzo anno di pandemia il preoccupante abbandono scolastico, e il basso livello di apprendimento certificato anche dall’Invalsi, oltre che il disagio psichiatrico dovuto all’isolamento reiterato per milioni di giovanissimi, non abbia spinto ad attivare con estrema urgenza, tutte le misure indicate più volte dalle associazioni di genitori . Lo afferma Giusy D’amico presidente dell’associazione Non Si Tocca la Famiglia, chiedendo che vengano urgentemente predisposti tamponi salivari gratuiti per tutti ogni settimana nelle scuole, solo così potranno essere evitate inutili quarantene e sgradevoli discriminazioni tra bambini/ragazzi, vaccinati e non, dal momento che il vaccino non è obbligatorio, e come provato non previene il contagio per sé stessi, e per gli altri, e che in base al Comunicato stampa dell’autorità del Garante del 23 settembre 2021 per la tutela dei dati personali ad oggi “non è consentito conoscere lo stato vaccinale degli studenti del primo e secondo ciclo di istruzione né è richiesto il possesso o l’esibizione della certificazione verde”. Si auspica che nel rispetto di tutte le misure di sicurezza, dalla garanzie di mascherine e controlli accurati , aereazione e disinfezione locali, siano consentite lezioni in presenza per gli alunni con handicap, con bisogni educativi speciali e disturbi specifici dell’apprendimento, non possiamo permettere che il prezzo più alto, siano i più fragili a pagarlo.

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COVID – Scuole aperte con 45mila contagi al giorno, l’anno scorso tutti in dad con 32mila

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2021

Anche con 45mila contagi e 168 morti di Covid in un giorno le scuole rimangono aperte, ma così il personale docente e Ata rischia sulla propria pelle ricevendo in cambio stipendi modesti, fermi da tre anni, e nessuna indennità per il pericolo al quale si sottopone ogni giorno: è giunto il momento di assegnargli delle indennità di sede, di rischio biologico e di incarico. A dirlo è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di una diretta trasmessa qualche giorno fa sul canale Facebook per commentare anche l’approvazione da parte dell’Aula di Palazzo Madama della fiducia al maxi-emendamento della manovra 2022.“Finalmente – ha detto il sindacalista – con la Legge di Bilancio 2022 approvata al Senato, un dipendente della scuola che lavora lontano dalla propria residenza avrà l’indennità di sede: l’abbiamo chiesto e ottenuto, ma c’è qualcosa che non torna. Perché è stata riconosciuta solo per il personale docente in servizio nelle piccole. Quindi, c’è poco da festeggiare.” Il leader dell’Anief ha affrontato anche diversi altri punti della manovra di bilancio. A partire dall’aumento dei fondi da 300 a 400 milioni di euro, dopo le proteste e lo sciopero generale, per prolungare i contratti del personale precario Covid: “già era stato ridotto da 80mila a 40mila unità dall’anno scorso a quest’anno, adesso probabilmente i 100 milioni di euro in più di previsione vanno a coprire 10.000 piuttosto che 20.000 Ata. Cercheremo, con i prossimi provvedimenti, di ricordare al Governo di rifinanziare la norma in maniera tale da garantire a tutto l’organico attualmente in servizio di poter concludere le lezioni. Poi, con il Milleproroghe vorremmo introdurre in questi contratti la scadenza del 31 agosto: sono risorse umane fondamentali e devono andare in organico di diritto”. Con la Legge di Bilancio sono aumentati i soldi da portare in contrattazione d’istituto: “Abbiamo 10 volte i soldi stanziati per il 2021, quando furono messi 30 milioni di euro – ha sottolineato il presidente dell’Anief – : ora sono 300 milioni di euro. Vuole dire che mediamente ad ogni insegnante arriveranno circa 330 euro. È importantissimo a questo scopo il ruolo delle Rsu, che verranno votate tra il 5 e 7 aprile prossimi in occasione del rinnovo delle Rsu. Perchè la Rsu contratta questi soldi col dirigente scolastico, quindi stiamo molto attenti”. Sul rinnovo contrattuale, Pacifico ha detto che “negli ultimi 13 anni l’inflazione è salita di 14 punti. In occasione dell’ultimo rinnovo, il 2016-2018, sono stati complessivamente assegnati 3,48 punti di aumento. Ma ci ritroviamo comunque gli stipendi 10 punti sotto: significa che i nostri stipendi rimarranno sei punti sempre sotto l’inflazione qualora si firmasse il contratto. Ecco perché chiediamo il reddito minimo per i lavoratori: per noi è fondamentale e continua a rimanere una nostra battaglia”. Secondo Pacifico occorre anche migliorare la norma che porta l’educazione motoria nelle scuole primarie, perché arriva solo nelle classi quinte e poi quarte: ci saranno dei concorsi per laureati in scienze motorie. Noi lo abbiamo sempre detto, già nel novembre del 2002 lo chiedemmo alla allora ministra Letizia Moratti, proprio per superare i problemi posturali dei nostri bambini. Però in tutte le classi della primaria, non solo una parte e per questo chiediamo risorse aggiuntive”. Sull’indennità di incarico, Anief continua a battersi. Siamo convintissimi che i docenti immobilizzati hanno diritto a norme diverse e senza più blocchi. Come pure quelli che chiedono i passaggi di ruolo, non vanno più penalizzati con la temporizzazione; bisogna favorire i passaggi dalla scuola elementare alla scuola media alla scuola superiore con valutazione per intero del servizio, nonostante il contratto firmato da altri lo neghi. Come pure si dimenticano gli idonei dei concorsi, anche Stem, che hanno diritto a poter essere assunti nei ruoli. E anche gli insegnanti di religione cattolica, da quasi vent’anni supplenti, come in generale i precari”, ha concluso il leader del sindacato. (abstract)

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Che cosa ci dicono le occupazioni delle scuole? USB a sostegno degli studenti romani

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2021

In una città che oggi conta circa quaranta occupazioni scolastiche, la risposta delle Istituzioni continua meccanicamente ad essere quella della repressione. Oltre a dare tutto il nostro sostegno politico, materiale e legale agli studenti in lotta, all’Albertelli, al Plauto e all’Argan come in tante altre scuole, ci sembra sia venuto il momento di capire che cosa sta succedendo nelle scuole italiane e nella popolazione scolastica che le frequenta.Questo forte ciclo di occupazioni non ha nulla a che vedere con gli elementi “rituali” ai quali abbiamo assistito in tempi passati. Le mobilitazioni di oggi ci parlano di un mondo giovanile che si pone un problema di senso e di prospettive sullo stare a scuola e sulla propria collocazione nella società. Gli studenti hanno capito che nessuno verrà a salvarli da un destino di precarietà e sfruttamento, e si sono messi in moto. Chi pensa che questo malessere possa fermarsi a colpi di fermi e repressione non ha il polso di quel che sta accadendo in questo paese o, peggio, ha deciso di procedere come un rullo compressore.È tempo che il mondo della scuola si interroghi sul proprio mandato sociale, che alzi la testa, che entri nel merito delle scelte sui fondi del PNRR che non sono la risposta strutturale e diffusa alle necessità e ai problemi delle scuole, degli edifici, degli organici, e dell’orientamento metodologico e didattico che si vuole imporre in maniera sempre più forte. Gli studenti hanno individuato gli interlocutori giusti, sul terreno delle scelte politiche e della gestione delle mobilitazioni.USB scuola è veramente al fianco di queste lotte e disposta a portare il proprio contributo all’apertura di un tavolo permanente che entri nel merito degli obiettivi strategici del mondo dell’istruzione.

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Tornano i medici nelle scuole siciliane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Riparte il progetto regionale di medicina scolastica avviato nel 2020 per gli alunni della scuola primaria e secondaria, ma interrotto per l’emergenza sanitaria. Da dicembre 2021 i medici torneranno nelle scuole elementari e medie siciliane.E’ stato deciso stamattina a Villa Magnisi nel corso di un incontro operativo tra i vertici istituzionali firmatari di un protocollo: assessorato regionale all’Istruzione rappresentato da Roberto Lagalla, assessorato regionale della Salute, rappresentato da Ruggero Razza, Ordine dei medici di Palermo, rappresentato da Toti Amato in rappresentanza degli altri otto Omceo provinciali, e l’Ufficio scolastico regionale rappresentato da Stefano Suraniti.Il progetto, che aveva già riscosso l’apprezzamento degli alunni e delle famiglie nella sua prima fase di realizzazione, quest’anno si arricchirà del contributo di nove referenti provinciali Omceo e di dieci associazioni sanitarie di volontariato.I firmatari del progetto hanno ridefinito tempi, percorso e obiettivi. Il ruolo dei medici in classe non si limiterà alle lezioni di primo soccorso o di promozione della salute e della prevenzione come fattore indispensabile per permettere ai più piccoli di adottare da adulti stili di vita sani.Grazie ai medici volontari, sono previste visite specialistiche (oculistiche, odontoiatriche, cardiologiche, ortopediche e di prevenzione all’obesità) per diagnosticare in tempo alcune delle malattie più frequenti dell’età evolutiva. A loro sarà affidato anche il compito di segnalare eventuali carenze igienico-sanitarie o rischi legati all’alimentazione delle mense.“Attraverso l’accesso diretto nelle scuole dei medici volontari – ha detto l’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla – stiamo proponendo alle scuole, su loro stessa richiesta, un ventaglio di attività: dal tema fondamentale dell’informazione a quello della prevenzione sanitaria. E’ una pagina importante che recupera, oltre alla funzione preventiva, una dimensione di solidarietà e di eticità”.“Entro la fine dell’anno – ha commentato il presidente dell’Omceo di Palermo Toti Amato, membro del direttivo Fnomceo – le nostre scuole potranno usufruire dei servizi medico scolastici che se non fossero state cancellate avrebbero permesso oggi di fronteggiare meglio l’epidemia da covid, negli anni di migliorare gli aspetti igienico-sanitari e di rafforzare quel raccordo tra famiglie e medici del territorio necessario alla sorveglianza sanitaria e alla formazione protettiva dei minori”.“Il progetto rappresenta un’efficace azione sinergica tra istituzioni pubbliche – ha concluso Angela Fontana dirigente dell’Ufficio scolastico regionale – per realizzare un percorso formativo e di sensibilizzazione che risponde ad una necessità di supporto reale delle scuole”.

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Ottava edizione di “Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2021

La campagna nazionale, rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, dall’infanzia alle secondarie, in Italia e all’estero, è all’ottava edizione e dà appuntamento dal 15 al 20 novembre 2021. L’invito è lo stesso ormai atteso da migliaia di alunni, insegnanti, volontari, anno dopo anno: ideare e organizzare iniziative di lettura a voce alta, sia in presenza che online, per condividere e accendere nelle studentesse e negli studenti il piacere di leggere.“Dopo la grande adesione dello scorso anno nonostante le limitazioni legate all’emergenza sanitaria, e alla luce dei dati che hanno dimostrato la vitalità e la tenuta del settore editoriale, è con rinnovato entusiasmo che ci prepariamo a tornare nelle scuole con Libriamoci”, annuncia il presidente del Centro per il libro e la lettura Marino Sinibaldi, presentando questa edizione del progetto, promosso dal Ministero della Cultura, attraverso il Centro per il libro e la lettura e dal Ministero dell’Istruzione – Direzione generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione. “Sappiamo che soprattutto in periodi complessi e di sfide inedite, come quello che stiamo vivendo, è importante confrontarsi, condividere idee ed emozioni – prosegue Sinibaldi – e i libri, la lettura fatta e vissuta tutti insieme, sono un’occasione imprescindibile”.Non mancano i filoni tematici ai quali, eventualmente, docenti, lettori e alunni, possono ispirarsi per le loro attività: Il gioco del mondo – L’omonimo titolo del romanzo di Julio Cortázar è la suggestione da cui nasce il primo dei filoni tematici di Libriamoci, dedicato alle tante possibilità di interpretazione del mondo che ci circonda. Rientrano qui letture che riguardano temi di attualità ambientali, politici e sociali: il mondo è quello di cui ogni giorno facciamo esperienza e che si modifica sotto i nostri occhi, un ecosistema in continuo divenire da capire e a cui adattarsi. Trasversale e modulabile, è un filone tematico adatto a ogni ordine e grado, dalle scuole dell’infanzia alle secondarie di secondo grado. Il gioco dei sé – Il gioco dei se di Rodari si apriva alle infinite possibilità dell’immaginazione mentre il nostro, che cambia se in sé, guida alla ricerca e alla costruzione del proprio io attraverso la lettura. Romanzi di formazione e biografie sono i generi più indicati a questo secondo filone tematico, particolarmente adatto a studenti di scuole secondarie di primo e secondo grado, colti nel momento più delicato del percorso di crescita personale. Giochi diVersi – Combinare parole e suoni dando vita a espressioni e forme sempre diverse. I Giochi diVersi sono quelli che coinvolgono il genere poetico, classico e contemporaneo. Dalle filastrocche adatte ai giovanissimi lettori della scuola materna fino alle raccolte poetiche che formano gran parte della programmazione scolastica superiore. Partecipare a Libriamoci è semplice: gli insegnanti interessati, che come sempre hanno la massima libertà nella scelta delle opere da leggere e negli argomenti da approfondire, dovranno soltanto iscriversi alla Banca dati sul sito libriamoci.cepell.it, a partire da oggi, lunedì 11 ottobre, e registrare le proprie attività di lettura. Dopo la convalida delle iniziative inserite, sarà possibile scaricare dalla propria area utente in banca dati l’attestato ufficiale di partecipazione. Inoltre, se i docenti hanno piacere di ospitare in classe un lettore volontario, in presenza o a distanza, potranno farne richiesta alla segreteria organizzativa compilando l’apposito modulo disponibile sul sito. Il sito libriamoci.cepell.it, fulcro digitale della campagna, consentirà di visualizzare, su una cartina dell’Italia, le attività inserite nella Banca dati e fornirà suggerimenti di lettura, bibliografie tematiche, un elenco di buone pratiche da condividere, materiali utili da scaricare e notizie

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Sono 574mila gli alunni nati in Italia che frequentano le nostre scuole ma sono considerati stranieri

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2021

La costante crescita delle seconde generazioni caratterizza significativamente l’evolversi della presenza degli studenti con background migratorio: lo scrive il ministero dell’Istruzione nel report pubblicato in settimana sugli alunni stranieri iscritti nei corsi di studio italiani. Nel quinquennio 2015/2016 – 2019/2020 il numero degli studenti “stranieri” nati in Italia è passato da oltre 478 mila unità a quasi 574 mila con un incremento di oltre 95 mila unità (+20% circa). Nell’ultimo anno la crescita è stata di oltre 20 mila unità (+3,7%), portando la quota dei nati in Italia sul totale degli studenti di origine migratoria al 65,4%, quasi un punto percentuale in più rispetto al 2018/2019 (64,5%).Sempre il ministero è rilevato che esaminando la variazione degli studenti con cittadinanza non italiana per luogo di nascita (Italia o Estero) ben si evidenzia che le seconde generazioni rappresentano ormai l’unica componente in crescita della popolazione scolastica. Nella Secondaria di secondo grado si è registrato nell’ultimo anno l’aumento maggiore di studenti nati in Italia (+11.170 studenti).Secondo il sindacato, la crescita continua di questi iscritti conferma che occorrono almeno due generi di cambiamenti radicali: l’adozione di una didattica più personalizzata, verso questo genere di alunni, con difficoltà di comprensione e di esternazione della lingua italiana, e che rientra in quella logica di supporto ai tanti alunni con bisogni educativi speciali, anche loro in continua crescita. Una didattica che passa, necessariamente, per un sostanziale potenziamento degli organici, con gli incrementi da attuare non più in base ai numeri ma alle effettive necessità formative. E a proposito di numeri, il secondo cambiamento da introdurre è quello dalla riduzione del numero di alunni per classe, considerando anche che nelle aule sono spesso presenti allievi con disabilità e Dsa. In queste condizioni, pensare di continuare ad organizzare la didattica per più di 15-20 alunni per classe rappresenta un oltraggio al diritto allo studio e al futuro del Paese.

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Si dimezzano quasi i numeri delle assunzioni extra per l’emergenza sanitaria nelle scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 agosto 2021

Come indicato nel parere tecnico ministeriale n. 1237, risulta una riduzione secca di 20 mila insegnanti e 22 mila tra amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Quindi, a settembre si tornerà a scuola nelle stesse condizioni del 2020, con il Cts che chiede distanziamento sociale e mascherina, le vaccinazioni che non garantiscono di certo il possibile propagarsi dei contagi.“È incredibile – commenta ancora il presidente Anief – che alla ripresa delle lezioni vi saranno 33 mila dipendenti Covid in meno. Significa che ogni scuola dovrà in media fare a meno di 4 lavoratori rispetto ad un anno fa. E la garanzia, per quelli che verranno assunti, è che non rimarranno sino alla fine dell’anno scolastico, ma solo al 31 dicembre 2021”.“Poi, è vero che nel protocollo di sicurezza sottoscritto da ministero e sindacati, l’amministrazione si impegna in relazione all’andamento del quadro epidemiologico e ad individuare le soluzioni più efficaci ad assicurare l’erogazione dell’offerta formativa in presenza nell’intero anno scolastico 2021/2022. Ma ad oggi questi sono i fatti. E noi – conclude Marcello Pacifico – a queste condizioni non ci stiamo”.

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Le classi pollaio nelle scuole italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2021

Ai microfoni di Sky Tg 24, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha detto che “per quanto riguarda le classi numerose voglio ricordare che a livello nazionale, su tutti gli ordini di scuole, rappresentano meno del 3% del totale delle classi”. Le classi più numerose, ha aggiunto, “sono essenzialmente negli istituti tecnici e superiori delle grandi aree metropolitane, su cui stiamo intervenendo con un programma specifico”. Le aule con un numero maggiore di 27 “sono il 2,9%, mentre quelle con meno di 15 sono il 13%. Abbiamo quindi anche un problema opposto ovvero di classi in situazioni in cui non riusciamo a fare le prime le prime elementari perché non abbiamo più bambini. Il quadro quindi va visto nel suo insieme”. Il sindacato Anief crede che la storia sia diversa: dai dati desunti dallo studio del politecnico di Torino, infatti, il quadro è ben differente. Nello specifico, le sezioni della scuola dell’infanzia attualmente sono costituite con un numero minimo di 18 e un massimo di 26 alunni, salvi i casi di presenza di alunni disabili. È sottolineato come “il dimezzamento della numerosità delle classi in presenza appare indispensabile in questa fase emergenziale”. Le sezioni della scuola primaria sono costituite con un numero minimo di 15 e un massimo di 26 alunni, salvi i casi di presenza di alunni disabili. Anche qui “il dimezzamento della numerosità delle classi in presenza appare anche in questo caso indispensabile in questa fase emergenziale. Le sezioni della scuola secondaria di I grado sono costituite con un numero minimo di 18 e un massimo di 27 alunni. Ancora, “in questi casi è da prevedere nuovamente il dimezzamento del numero di alunni in presenza”. Le sezioni della scuola secondaria superiore sono costituite con un numero minimo 27 alunni. “Anche in questo caso la numerosità andrebbe ridotta alla metà per garantire politiche adeguate di segregazione e distanziamento”.Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, sottolinea come nel testo sia chiaro il concetto che le classi vanno sdoppiate e per contenere massimo 15 studenti per classe occorrono da un minimo di 188mila locali in più a un massimo di 330mila.

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