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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘scuole’

Si dimezzano quasi i numeri delle assunzioni extra per l’emergenza sanitaria nelle scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 agosto 2021

Come indicato nel parere tecnico ministeriale n. 1237, risulta una riduzione secca di 20 mila insegnanti e 22 mila tra amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Quindi, a settembre si tornerà a scuola nelle stesse condizioni del 2020, con il Cts che chiede distanziamento sociale e mascherina, le vaccinazioni che non garantiscono di certo il possibile propagarsi dei contagi.“È incredibile – commenta ancora il presidente Anief – che alla ripresa delle lezioni vi saranno 33 mila dipendenti Covid in meno. Significa che ogni scuola dovrà in media fare a meno di 4 lavoratori rispetto ad un anno fa. E la garanzia, per quelli che verranno assunti, è che non rimarranno sino alla fine dell’anno scolastico, ma solo al 31 dicembre 2021”.“Poi, è vero che nel protocollo di sicurezza sottoscritto da ministero e sindacati, l’amministrazione si impegna in relazione all’andamento del quadro epidemiologico e ad individuare le soluzioni più efficaci ad assicurare l’erogazione dell’offerta formativa in presenza nell’intero anno scolastico 2021/2022. Ma ad oggi questi sono i fatti. E noi – conclude Marcello Pacifico – a queste condizioni non ci stiamo”.

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Le classi pollaio nelle scuole italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2021

Ai microfoni di Sky Tg 24, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha detto che “per quanto riguarda le classi numerose voglio ricordare che a livello nazionale, su tutti gli ordini di scuole, rappresentano meno del 3% del totale delle classi”. Le classi più numerose, ha aggiunto, “sono essenzialmente negli istituti tecnici e superiori delle grandi aree metropolitane, su cui stiamo intervenendo con un programma specifico”. Le aule con un numero maggiore di 27 “sono il 2,9%, mentre quelle con meno di 15 sono il 13%. Abbiamo quindi anche un problema opposto ovvero di classi in situazioni in cui non riusciamo a fare le prime le prime elementari perché non abbiamo più bambini. Il quadro quindi va visto nel suo insieme”. Il sindacato Anief crede che la storia sia diversa: dai dati desunti dallo studio del politecnico di Torino, infatti, il quadro è ben differente. Nello specifico, le sezioni della scuola dell’infanzia attualmente sono costituite con un numero minimo di 18 e un massimo di 26 alunni, salvi i casi di presenza di alunni disabili. È sottolineato come “il dimezzamento della numerosità delle classi in presenza appare indispensabile in questa fase emergenziale”. Le sezioni della scuola primaria sono costituite con un numero minimo di 15 e un massimo di 26 alunni, salvi i casi di presenza di alunni disabili. Anche qui “il dimezzamento della numerosità delle classi in presenza appare anche in questo caso indispensabile in questa fase emergenziale. Le sezioni della scuola secondaria di I grado sono costituite con un numero minimo di 18 e un massimo di 27 alunni. Ancora, “in questi casi è da prevedere nuovamente il dimezzamento del numero di alunni in presenza”. Le sezioni della scuola secondaria superiore sono costituite con un numero minimo 27 alunni. “Anche in questo caso la numerosità andrebbe ridotta alla metà per garantire politiche adeguate di segregazione e distanziamento”.Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, sottolinea come nel testo sia chiaro il concetto che le classi vanno sdoppiate e per contenere massimo 15 studenti per classe occorrono da un minimo di 188mila locali in più a un massimo di 330mila.

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Continuano gli incontri dei piloti easyJet nelle scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2021

Si è tenuta a presso La Scuola dell’Infanzia “Cristo Re” di Treviso l’iniziativa di easyJet “Piloti a Scuola”, il progetto che vede i piloti della compagnia low-cost leader in Europa coinvolti in sessioni sul mondo dell’aviazione e su uno dei mestieri da sempre solleticano la curiosità dei bambini. In un anno scolastico particolarmente complicato e con la DAD che ha in gran parte sostituito le lezioni in classe, la compagnia ha voluto organizzare delle sessioni virtuali divertenti per i bambini facendo scoprire loro le caratteristiche dell’aviazione anche da casa. Oggi, la prima “lezione” in presenza è stata tenuta da Andrea Carmagnola, comandante easyJet dal 2015, che ha potuto raccontare dal vivo ai più piccoli, nel rispetto di tutte le misure di sicurezza anti Covid-19, questa affascinante professione, sfidando anche gli stereotipi di genere sul lavoro. Il progetto, aperto a tutte le scuole che ne facciano richiesta (è sufficiente mandare una mail a PilotVisits@easyJet.com) ha coinvolto nello specifico 25 bambini dell’asilo nido, offrendo, con un linguaggio semplice e adatto ai più piccoli, uno sguardo dietro le quinte di una delle professioni più affascinanti del mondo. L’incontro con il pilota è stata anche un’occasione per rispondere ad alcune delle domande che maggiormente stuzzicano l’interesse dei bambini: come fa un aeroplano a volare? Come fanno i piloti a sapere dove stanno andando? Come fa un aereo a non cadere quando piove o nevica forte?L’iniziativa rientra nel più ampio progetto di supporto che la compagnia sta offrendo alle comunità nei Paesi ove è operativa dall’inizio della pandemia, mettendo a disposizione le proprie persone per cercare di rendere questo periodo difficile un po’ più sereno e, dove possibile, anche divertente.

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Rilancio scuole italiane all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

Con uno specifico emendamento, Anief propone alle forze politiche di ripristinare le graduatorie d’istituto nelle scuole statali italiane all’estero, dalle quali attingere per conferire incarichi annuali sulle ore non costituenti cattedra e per l’abrogazione dei contratti locali sulle discipline dell’ordinamento scolastico italiano.Attualmente gli spezzoni di cattedra vengono affidati ai docenti italiani che operano nella scuola anche se non in possesso della specifica abilitazione nella classe di concorso e intere discipline dell’ordinamento italiano sono affidate a contratto locale a docenti reclutati localmente. Queste misure hanno abbassato di molto l’offerta formativa delle scuole italiane statali all’estero. Da quando è entrato in vigore il decreto legislativo 13 aprile 2017 numero 64, intere cattedre o spezzoni di cattedra sono rimaste vacanti per mesi o assegnate a personale senza nessuna conoscenza del sistema scolastico italiano, nel caso dei contratti locali, o a docenti italiani non abilitati nella classe di concorso dello spezzone. Con lo stesso emendamento propone delle modifiche al periodo di servizio da garantire all’estero in caso di nomina, riducendolo da sei a tre anni, restituendo il diritto a tutti di arrivare a svolgere 12 anni di servizio all’estero in due mandati.Infine Anief propone anche di portare da 674 a 700 il contingente del persole scolastico operante nelle scuole, nei corsi e nei lettorati italiani all’estero.

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Scuola riaperture: Può salvare il prossimo anno scolastico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 Maggio 2021

Le modifiche sulla Scuola al decreto Riaperture, all’esame della XII Commissione della Camera dei deputati, ed oggi stesso di nuovo in Consiglio dei ministri, mirano quindi “a rivedere il rapporto alunni-insegnanti, alunni-sedi, alunni-plessi con l’adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto per il regolare funzionamento, anche per i posti in deroga su sostegno”, ha spiegato il leader dell’Anief.Abbiamo anche chiesto, per ridurre il precariato crescente, “l’utilizzo di graduatorie esistenti, ad esempio le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (le Gps), per il reclutamento delle migliaia di insegnanti precari”, prosegue il sindacalista, ricordando che “il prossimo anno più di 80 mila cattedre saranno scoperte nonostante siano state autorizzate”. Fra le proposte presentate dal giovane sindacato vi sono anche quelle per assumere gli insegnanti di religione cattolica, per gli educatori, per i facenti funzione Dsga. “Sono tantissimi emendamenti che portano delle soluzioni concrete, ma soprattutto rapide, per poter iniziare il 1° settembre con tutto il personale a scuola e, soprattutto, con tutto il personale di ruolo”, ha sottolineato Pacifico.

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Tfa Sostegno, Anief diffida l’Università di Torino perché attivi i posti in base al fabbisogno delle scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

Primi effetti dell’importante sentenza del Consiglio di Stato contro la sperequazione dei posti per le specializzazioni su sostegno. La sezione piemontese dell’Anief, sindacato che ha patrocinato il ricorso con i propri legali, ha inviato formale diffida al Rettore dell’Università di Torino perché siano attivati, sin dal prossimo ciclo TFA Sostegno, tutti i posti che servono a coprire il reale fabbisogno delle scuole della regione.Marco Giordano (Anief Piemonte): “Parliamo di oltre 4.600 posti che mancano all’appello solo in Piemonte dopo la miseria dei circa 400 attivati in due anni. Un danno enorme alle scuole e all’inclusione degli alunni disabili cui si deve porre immediato rimedio. Non accetteremo scuse né esitazioni, i problemi organizzativi degli atenei possono essere superati attraverso l’attivazione dei corsi in modalità telematica, come avvenuto per fronteggiare l’emergenza Covid”.Nessun indugio. Anief si è immediatamente attivata dopo la sentenza n. 3655 del 10 maggio 2021 diffidando UniTO dal non provvedere sin dal prossimo ciclo, il sesto, del TFA Sostegno a rimediare all’incredibile sperequazione nell’attivazione dei posti per conseguire la specializzazione.Come appurato dai giudici su denuncia dell’ANIEF, in Piemonte “il fabbisogno di insegnanti da specializzare nel 2018 ammontava a 4.657 posti, ma nell’ultimo ciclo di TFA [il riferimento è al IV ciclo, a.a. 2018/19, NdR] sono stati autorizzati solo 200 posti”. E non è andata meglio nemmeno con il V ciclo che ha visto l’attivazione da parte di UniTO di appena 205 posti complessivi. Una goccia nel mare, insomma.

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Huawei favorisce l’inclusione digitale con la donazione di PC per studenti di scuole superiori e istituti comprensivi

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2021

Huawei prosegue il suo impegno nella promozione dell’inclusione digitale supportando alcune scuole superiori di Regione Lombardia e Regione Campania attraverso la donazione di oltre 100 computer aziendali dismessi. In un momento come quello attuale, in cui l’istruzione è stata messa a dura prova dalla pandemia e dalle relative misure adottate per contenerla, gli studenti sono forse una delle categorie più penalizzate. Secondo i dati annuali diffusi da Istat lo scorso luglio, nel biennio 2018-2019 circa 850.000 studenti di età compresa tra i 6 e i 17 anni non disponevano di un PC o di un tablet. A marzo 2021, secondo i dati forniti dal MIUR, sono stati acquistati quasi 440.000 dispositivi con i fondi statali ed europei stanziati per le scuole ma rimane ancora un grosso gap da colmare. Huawei è in prima linea per facilitare la didattica a distanza rendendola accessibile anche agli studenti di quelle scuole la cui dotazione infrastrutturale poteva ancora essere potenziata al fine di soddisfare le nuove esigenze educative e supportare le modalità di insegnamento delle nuove classi virtuali. Grazie al supporto del Presidente dell’Associazione milanese “Tra il Dire e il Fare” Andrea Martignano e dell’Assessore alla Scuola della Regione Campania Lucia Fortini, sono state individuate le scuole a favore delle quali effettuare la donazione. Quattro istituti superiori si trovano in Lombardia, si tratta del Liceo Scientifico Bottoni, del Liceo Linguistico e Tecnico-Economico Pietro Verri, dell’Istituto di Istruzione Superiore Severi Correnti e del Liceo Scientifico e Istituto Tecnico-Economico Luigi Cremona di Milano. In Campania le scuole beneficiarie sono gli Istituti Comprensivi Statali Vittorino da Feltre di Napoli e De Luca-Picione-Caravita di Cercola (NA).“Huawei è da sempre impegnata nella realizzazione di un mondo sempre più connesso attraverso progetti volti a promuovere la digitalizzazione per tutti, portandola anche nelle aree più remote del mondo e alle categorie più svantaggiate, con il fine ultimo di non lasciare nessuno indietro” – ha dichiarato Enrica Banti, Responsabile Relazioni Esterne di Huawei Italia. Per garantire inclusione digitale bisogna assicurare adeguate dotazioni infrastrutturali, in primis a scuole, ospedali e pubbliche amministrazioni. Per questo, sin dall’inizio della pandemia, abbiamo voluto dare il nostro contributo con una serie di donazioni di smartphone e tablet agli ospedali italiani in collaborazione con i nostri partner e adesso facciamo lo stesso per far sì che tutti abbiano ugualmente accesso all’istruzione e alle risorse digitali che la tecnologia mette a disposizione”.La missione di Huawei è portare il digitale a ogni persona, casa e organizzazione. Partendo dalla profonda convinzione che la tecnologia possa giocare un ruolo fondamentale nella realizzazione di una società e di un’economia prospere, Huawei concretizza il proprio impegno attraverso una serie di progetti indipendenti e iniziative congiunte con partner locali

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Apertura scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

Si è tenuto il secondo incontro per la definizione dei nuovi protocolli di sicurezza per gli Esami di Stato e per la ripresa del nuovo anno scolastico. L’incontro è stato espressamente richiesto dall’ANIEF per gli effetti che le varianti del virus SARS COV-2 stanno avendo sull’organizzazione della vita scolastica e che hanno reso meno efficaci gli effetti dei precedenti protocolli. Il dott. Miozzo presidente del Comitato tecnico scientifico ha ribadito l’importanza della sperimentazione della regione Lazio per gli esami di Stato, che molto probabilmente saranno influenzati per i numeri bassi degli attori in presenza rispetto all’emergenza epidemiologica. Il dott. Greco ha illustrato le macro aree di spesa rispetto ai 306 milioni assegnati alle scuole, al netto dei nuovi 330 milioni di euro che riceveranno gli istituti con l’ultimo DL 41/2021. Di questi, 128 milioni sono stati spesi per acquisto dispositivo per igiene, consumo e protezione per emergenza, 81 milioni per strumenti necessari per la didattica a distanza, favorire inclusione, 54 milioni per l’adattamento di spazi interni ed esterni, sanificazione, manutenzione palestre, laboratori, 21 milioni per servizi professionali, assistenza didattica digitale integrata. Altri 460 milioni sono stati spese per lavori di edilizia leggera. La delegazione ANIEF, composta da Gianmauro Nonnis e Daniela Di Piazza, pur apprezzando la convocazione e la ripresa dei lavori sui temi ha messo però in luce alcuni aspetti, in particolare sulla riapertura degli istituti il 26 corrente mese, su cui l’ANIEF è completamente in disaccordo, mentre, visti i tempi di intervento, è possibile rinnovare il protocollo per gli esami di stato. Nonostante le criticità legate agli effetti del vaccino, infatti, molti docenti sono in attesa della seconda dose proprio nel periodo degli esami di stato. Visti gli effetti collaterali che nei casi più leggeri si limitano a spossatezza e febbre, Anief propone di rinviare la seconda dose al giorno successivo il fine lavori comunicato dal presidente di commissione; la comunicazione agli hub vaccinali, così, avverrebbe d’ufficio direttamente dalla scuola una volta noto il calendario della commissione senza ulteriori impegni a carico dei commissari interessati.Sulla ripresa in sicurezza del nuovo anno invece, Anief, ribadisce pesanti criticità perché manca un piano di revisione degli attuali organici, classi, plessi, manca ancora la conferma in pianta stabile dell’organico Covid, manca una revisione del piano vaccinale che copra tutto il personale a partire da quello dell’infanzia, manca un preciso piano di appiattimento del digital divide, manca un piano vaccinale per gli studenti minorenni che nel complesso costituiscono una fetta di popolazione di oltre 7 milioni di italiani, ovvero 7 milioni di famiglie in cui almeno un membro non è vaccinato e per ora non vaccinabile.A conclusione dell’incontro e dell’intervento di Miozzo, e dei capi dipartimento Greco e Versari, il capo di gabinetto Fiorentino ha ribadito l’intervento del ministro presso i colleghi di Governo per far ripartire la vaccinazione di tutto il personale scolastico, coordinare i trasporti, in attesa delle decisioni dello stesso Comitato tecnico scientifico.

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Scuole aperte a maggio e in zone rosse

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

Scuole aperte e lezioni in presenza per tutti gli studenti a partire da lunedì 3 maggio: sarebbe questa l’intenzione del Governo che intende muoversi già nelle prossime ore attraverso un coinvolgimento attivo. Anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, fino ad oggi tra i più prudenti sul ritorno alle prassi comuni e verso il ritorno sui banchi di 8 milioni e mezzo di alunni, ha detto che queste sono “valutazioni che dobbiamo fare”. L’obiettivo è quello di permettere che le scuole superiori possano svolgere le lezioni con la presenza totale degli studenti. Fonti governative fanno sapere che i tavoli prefettizi nelle varie città starebbero già lavorando per organizzare il trasporto pubblico locale nei vari territori. Uno degli obiettivi dichiarati dal Governo sarebbe quello di riportare tutti gli studenti in presenza almeno per l’ultimo mese di scuola: non solo, quindi, di riaprire in modo stabile cinema, teatri e ristoranti. “Secondo Draghi – scrive oggi la stampa specializzata – non si può pensare di riaprire le altre attività se non si riportano i ragazzi delle superiori a scuola, attualmente al 50% nelle zone arancioni e al 100% in Dad nelle aree rosse. In vista del prossimo decreto si ipotizza che le scuole superiori possano svolgere le lezioni in presenza al 100% in zona gialla e arancione, parallelamente alla riapertura delle altre attività. Con i tavoli prefettizi dei centri cittadini che stanno già lavorando per organizzare e potenziare il trasporto pubblico locale.

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Scuole FAES Milano investono sul futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

Milano. Scuole FAES Milano pensano al futuro e ripartono dalle nuove leve. Ha preso avvio in queste settimane, il Progetto Mentoring per le docenti junior della Scuola primaria e secondaria di primo grado Monforte, una decina di nuovi ingressi che saranno supportati da insegnanti senior in un percorso di formazione sistematico fatto di incontri quindicinali specifici one-to-one e di un confronto costante per fornire strumenti utili ad affrontare i primi anni di insegnamento. Una pratica, quella del mentoring, che per Scuole FAES è da tempo una consuetudine (così come la figura del tutor per sostenere e accompagnare ogni studente nell’iter scolastico), ma che ora è stata maggiormente strutturata per fare fronte al massiccio ricambio generazionale, dovuto al pensionamento di molte insegnanti “storiche” dell’istituto e al raddoppio delle sezioni avvenuto negli ultimi anni: gli studenti FAES infatti sono passati dai 765 del 2012 ai 1200 di oggi tra nido, scuola dell’infanzia e sezione primavera, primaria e secondaria di primo grado, licei. Il progetto parte dunque dalla definizione condivisa degli obiettivi, in parte personalizzati, e si articola in incontri individuali periodici che vanno via via identificando ambiti da valorizzare e da sviluppare: dalla gestione del lavoro in aula, scandito nei tempi e nei modi più opportuni al gruppo classe, alla correzione e valutazione delle prove, che deve sempre tenere conto dell’alunno come persona, alla programmazione dei contenuti e dei traguardi. Chi lo desidera può chiedere l’affiancamento della propria mentor durante alcune ore di lezione. Scuole FAES (Famiglia e Scuola), a Milano dal 1974 in via Amadeo, è un network di oltre 500 scuole nel mondo che segue un metodo basato su educazione personalizzata, didattica partecipativa, tutoring, alleanza scuola famiglia: grazie alla propria esperienza e alla partnership con le principali Università italiane e straniere, oltre che con un centinaio di realtà professionali e imprenditoriali di primo piano, promuove progetti di formazione, ricerca e innovazione per contribuire allo sviluppo dei contesti scolastici e alla loro valorizzazione, anche attraverso specifiche consulenze.

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Progetto “Corsi di educazione sessuale e relazionale nelle scuole”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 marzo 2021

Studenti per Draghi, movimento giovanile apartitico propone l’introduzione di corsi di educazione sessuale, che includano nozioni inerenti alla parità di genere, in tutte le scuole pubbliche e paritarie del territorio nazionale. Nonostante l’Agenzia di salute sessuale e riproduttiva delle Nazioni Unite ha spesso rimarcato l’importanza di questo tema, oggi il nostro Paese è uno tra i pochi Stati dell’Unione Europea nel quale l’educazione sessuale non è tra le materie obbligatorie del programma d’istruzione. L’educazione sessuale accompagna i giovani adolescenti nello sviluppo della sicurezza e consapevolezza del proprio essere ed aiuta a prevenire il fenomeno delle gravidanze precoci. E’ necessario introdurre Corsi di educazione sessuale e relazionale nelle scuole mediante un programma didattico che affronti temi e contenuti adatti ad ogni fascia di età. Relazione tra i sessi ed uguaglianza, responsabilità dei comportamenti sessuali, contraccezione, violenze, prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili dovranno essere i temi chiave di tali percorsi. Inoltre una parte della didattica dovrà integrarsi nei programmi di scienze e biologia affrontando aspetti più biologici ed anatomici della sessualità. Il futuro è adesso!

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Sono ben 220mila i libri nuovi donati dagli editori alle scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

Sono ben 220mila i libri nuovi donati dagli editori, in arrivo alle scuole, a partire da questa settimana, grazie a #ioleggoperché, la grande iniziativa dell’Associazione Italiana Editori (AIE) a favore delle biblioteche scolastiche. Con la consegna del contributo editori – costituito dai 120.000 nuovi libri donati alle biblioteche scolastiche per questa edizione, che vanno ad aggiungersi ai 100.000 dell’edizione precedente rimasti bloccati nel marzo scorso a causa dello scoppio della pandemia e oggi finalmente in consegna – si chiude la quinta edizione del progetto: i pacchi del contributo Editori dell’edizione 2020 e dell’edizione 2019 verranno consegnati nelle librerie entro fine marzo, destinati alle scuole che ne avevano fatto già richiesta, per una o per entrambe le edizioni. Insieme ai libri donati dagli editori si consegneranno anche i volumi di Banca d’Italia, che con #ioleggoperché ha avviato nel 2019 un percorso di letture per promuovere nei giovani una corretta cultura economica. Nel quadro del programma di educazione finanziaria nelle scuole, avviato con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la Banca d’Italia ha realizzato alcune pubblicazioni destinate alle scuole, per trasmettere i contenuti in modo semplice. “I quaderni didattici della Banca d’Italia” sono opuscoli per le scuole primarie e secondarie di 1° e 2° grado dedicati alla moneta e gli strumenti di pagamento alternativi al contante che aiutano i giovani a familiarizzare con i mezzi di pagamento con cui hanno o avranno a che fare nella vita quotidiana. Nei pacchi del contributo 2019 per le primarie c’è anche Topolino, in un’edizione speciale con la versione a fumetti de l’Isola del Tesoro, e un volume sull’alimentazione per i ragazzi donato da Create Cures Foundation – Fondazione Valter Longo.
È arrivato a conclusione anche il contest per le scuole: sono stati assegnati i premi alle scuole vincitrici tra le 310 che hanno partecipato nell’edizione 2020. Grazie al supporto di SIAE, alle 10 scuole vincitrici sono andati 10 buoni da 1.000 euro per l’acquisto di libri. Queste le 10 scuole assegnatarie del premio, suddivise per grado, e che testimoniano una vera e propria mobilitazione per la lettura in un anno particolarmente complesso. Con immaginazione e creatività rigorosamente on line, alunni e studenti hanno dimostrato la propria passione per la lettura, inventando le modalità più originali e coinvolgenti – nel rispetto del DPCM – per promuovere le donazioni a favore della propria biblioteca scolastica.

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Istruzione: Scuole aperte in estate, funzioneranno così

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

Prende forma la modalità di recupero estivo per gli studenti contenuto nel testo del Decreto sostegni. Ne ha parlato ieri sera il ministro dell’Istruzione durante la trasmissione “Che tempo che fa” su Rai 3: “Noi abbiamo deciso di dare alla scuola 150 milioni per permettere a giugno di organizzare l’orientamento e il recupero degli alunni. Lo faremo con i Comuni, con le Province, nell’ambito di quel patto di comunità che abbiamo già predisposto l’anno scorso”, ha detto il professore Patrizio Bianchi. Si tratterà dunque, ha fatto intendere dal ministro, dell’attivazione di interventi di potenziamento attraverso centri estivi diurni, servizio socioeducativi territoriali centri con funzione educativa e ricreativa. Gli interventi avverranno all’interno del patto di continuità che ha visto interventi attuati dai singoli Comuni anche in collaborazione con enti pubblici e con enti privati.Anief prende atto della volontà di affidare anche a enti esterni alla scuola il recupero della socialità degli alunni e di una parte delle conoscenze non acquisite per via del Covid19: il giovane sindacato ritiene che dall’alleanza scuola-territorio, l’offerta formativa non può che rafforzarsi. Per il personale scolastico è bene ricordare che il coinvolgimento in attività da considerare aggiuntive va sempre e comunque considerata una pratica volontaria e da inquadrare contrattualmente con un compenso ulteriore.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “si dovrebbe inquadrare il personale sulla scia di avvenuto a settembre: saranno poi di volta in volta gli insegnanti a decidere all’interno dei Consigli di classe, sulla base soprattutto delle certificazioni delle competenze sviluppate e dagli apprendimenti raggiunti dai singoli alunni. La filosofia è questa: non certo recuperare quella di andare a recuperare il lavoro, peraltro enorme, che i docenti hanno portato avanti e continuano a realizzare con la dad che nel frattempo abbiamo anche inquadrato a livello giuridico, organizzativo e contrattuale fino ad essere ritenuta valutabile ai fini degli scrutini finali”.
Comincia a delinearsi l’investimento del Governo che attraverso il Decreto legge ‘Sostegni’ approvato dal Consiglio dei Ministri ha deciso di dare forza alle scuole nella gestione dell’emergenza sanitaria con 300 milioni di euro. Si allargherà, di fatto, l’esperienza del 2020. Con una connotazione di scuola pubblica integrata ad enti esterni, anche privati, a supporto. Già lo scorso anno, ricorda oggi Orizzonte Scuola, “particolare attenzione è stata rivolta al finanziamento dei progetti volti a contrastare la povertà educativa e ad implementare le opportunità culturali e educative dei minori”. Particolare attenzione anche quest’anno, relativamente al Recovery plan, sarà data, come anticipato ieri dal Ministro, all’Infanzia e al Sud. Si tratta, ha detto ieri da Fazio, di “un grande piano nazionale contro povertà educativa e dispersione scolastica. Dobbiamo combattere il fatto che i ragazzi soprattutto del Sud non hanno tutti i servizi come nel Nord. A nord i bambini possono contare su una copertura dei nidi al 50% in Sicilia al 3%.” In particolare, nel testo del Decreto approvato dal CdM la scorsa settimana si legge che “al fine di agevolare le istituzioni scolastiche nella gestione della situazione emergenziale e nello sviluppo di attività volte a potenziare l’offerta formativa extracurriculare, il recupero delle competenze di base, il consolidamento delle discipline, la promozione di attività per il recupero della socialità” degli studenti, “anche nel periodo che intercorre fra la fine dell’anno scolastico 2020/2021 e l’inizio dell’anno scolastico 2021/2022, il Fondo per l’arricchimento e ampliamento dell’offerta formativa“, è incrementato di 150 milioni di euro.

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Decreto sostegni: Alle scuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

435 milioni di euro più 78,5 a Università, Ricerca e Afam per emergenza Covid-19
Ci sono anche provvedimenti per il mondo della formazione e della Ricerca nel Decreto Sostegni che a breve il Consiglio dei ministri è chiamato a varare. Si tratta di provvedimenti contenuti negli articoli 14-15, 28-31 che giustificano anche l’assenza per le vaccinazioni anti-Covid: 150 milioni di euro vanno al Mof per dispositivi di protezione individuale, sicurezza, supporto psicologico di personale e studenti; altrettanti per l’arricchimento dell’offerta formativa, per il potenziamento e il recupero durante la sospensione delle lezioni; 35 milioni (45 mila a istituto) al Sud per potenziare l’innovazione digitale. Vengono inoltre prorogate le norme sui lavoratori fragili e allargati i contratti a tempo determinato.Se le norme verranno confermate nel documento che il CdM approverà oggi stesso, Anief si dice pronta a far presentare degli emendamenti in Parlamento, così da abolire il blocco sulla mobilità del personale di ruolo, per stabilizzare i precari, per implementare gli organici dei lavoratori, per confermare l’organico Covid anche per il prossimo anno scolastico, per togliere la condizione di fragilità dal computo della malattia. Sono tutti temi contenuti in varie proposte emendative che saranno presentate ai parlamentari.

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Insegnare all’estero, Anief aggiorna su contingente scolastico, bandi, sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2021

Anief esprime un giudizio negativo sui bandi. “Sulle modalità di selezione, abbiamo fatto al MAECI – afferma il delegato Anief per il settore estero Salvatore Fina – una proposta basata sulle previsioni del CCNL Scuola. Il bando, seppur consentirà una partecipazione più ampia di quello precedente, attraverso l’abbassamento della soglia di punteggio minimo da 25 a 20 punti, la possibilità per i docenti di sostegno di partecipare anche per la loro classe di concorso e la valutazione del punteggio del servizio preruolo, mantiene purtroppo l’impostazione di una vera prova di reclutamento ed è distante dalle procedure di selezione previste dal CCNL Scuola”. “Permangono – continua Salvatore Fina – inaccettabili vincoli e discriminazioni, fra i quali quelli per chi ha svolto più di 6 anni all’estero o che si trova oggi in servizio all’estero”.
Il servizio all’estero è mobilità professionale, ai quali si è aggiunta la possibilità per i docenti di essere dichiarato non idoneo al servizio all’estero, che è un inaccettabile elemento discriminate e di discrezionalità. Il personale scolastico in servizio in Italia ha già superato un concorso e se può insegnare in Italia può sicuramente insegnare all’estero. Purtroppo in questa battaglia Anief è stato lasciato solo, stante che le altre OO.SS hanno firmato un accordo sul bando che legittima l’azione del MAECI.

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Scuole chiuse ma non per le prove Invalsi

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2021

A causa dei contagi Covid19 in pericolosa risalita, in Puglia le lezioni sono sospese dal governatore Michele Emiliano nelle scuole di ogni ordine e grado. Tuttavia gli studenti svolgono le prove Invalsi in presenza come se nulla fosse. È accaduto nei giorni scorsi ed è di queste ore la polemica che ne è scaturita. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “quanto accaduto non è un esempio di coerenza. Abbiamo apprezzato la decisione del ministero dell’Istruzione di introdurre delle deroghe per l’ammissione su monte ore PCTO e prove Invalsi, ma continuiamo a non comprendere quella di svolgere comunque i test standardizzati. Che senso ha chiudere le scuole e poi chiedere a studenti e famiglie di far svolgere delle prove comunque non fondamentali. La scuola in presenza, rileva lo stesso ultimo Dpcm, va salvaguardata per motivi di causa di forza maggiore, come l’integrazione degli alunni con disabilità oppure per lo svolgimento di attività laboratoriali che altrimenti non si potrebbero svolgere attraverso la dad a causa della collocazione solo nei locali scolastici di macchinari e attrezzature. Per questi motivi – conclude il presidente – continuiamo ad essere dell’avviso che sarebbe più opportuno procedere con l’annullamento integrale, per quest’anno scolastico, dell’intera procedura delle prove Invalsi”. Le prove Invalsi ricordiamo, non sono obbligatorie ai fini dell’esame di Stato. E lo stesso prefetto Antonella Bellomo ha posto l’accento sulla scelta delle scuole: “le prove Invalsi non sono obbligatorie per quanto riguarda la frequenza in presenza degli studenti”, si legge sulla pagina pugliese de La Repubblica. Tuttavia, alcuni istituti nelle circolari inviate alle famiglie, alcune delle quali annunciano esposti, non solo non avrebbero precisato che la frequenza non è obbligatoria ma che anzi costituirebbe un obbligo. E quindi decine di famiglie sono state costrette a mandare i figli in presenza a scuola nonostante il divieto imposto dall’ordinanza regionale in vigore”. Sembra che “i dirigenti scolastici hanno fatto rientrare la partecipazione degli studenti alle prove Invalsi in presenza fra le attività consentite dal Nuovo Dpcm. Nello specifico, i presidi tengono a precisare che la disposizione di erogare la prova in presenza sia arrivata dal ministero. E che si tratterebbe di un’attività di laboratorio, quindi consentita dalla stessa ordinanza regionale”.

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Contro le varianti, vaccini e screening: i medici per la riapertura delle scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

Parma. Accelerare la vaccinazione del personale scolastico, attuare una strategia capillare di screening della popolazione scolastica e, ove necessario, intervenire tempestivamente con lockdown comunali. Sono queste alcune delle proposte formulate da Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria dell’Università di Parma e consulente dell’OMS, e Stefano Zona, specialista in malattie infettive. I due medici hanno redatto un documento di proposta di screening scolastici, inviato ieri al ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi e ai membri del Comitato Tecnico Scientifico. Come afferma Stefano Zona, tra i fondatori della community IoVaccino, e, nell’aprile 2020, del Comitato “La Scuola a Scuola”, “il potenziamento degli screening a livello nazionale consente di accrescere la sicurezza all’interno degli edifici scolastici e contenere la diffusione di SARS-CoV-2 nelle sue varianti. In un momento così drammatico, chiudere le scuole e mantenere aperte le attività produttive non ridurrà i contagi e farà sfuggire dal tracciamento milioni di adulti, ragazzi e bambini. Stiamo vedendo una lieve riduzione dell’età mediana dei casi sintomatici: sono i primi benefici e straordinari effetti della prima fase della campagna vaccinale. Anche la proposta del Ministro Bianchi di unità mediche mobili va esplorata, ma occorre agire subito”.Il documento è stato sottoscritto anche dal Comitato “La Scuola a Scuola”, nato durante lo scorso lockdown per chiedere il ritorno in presenza e in sicurezza di tutti gli studenti. Come ribadisce la portavoce Cecilia Massaccio, “la variante B1.1.7 (ossia la cosiddetta variante inglese, isolata nel Kent) si trasmette più facilmente in tutte le fasce di età: perché si interviene solo chiudendo le scuole? Tutti i lavori che indagano gli interventi non farmacologici danno un importante rilievo alla combinazione delle chiusure, mentre la chiusura unicamente delle scuole è poco rilevante”. Massaccio conclude: “anche dalle ultime analisi di Vittoria Colizza su Nature si evince l’importanza fondamentale dei programmi di screening nelle scuole, come abbiamo proposto da quasi un anno. Si intervenga su questo, invece di attribuire alla scuola il peso degli errori della politica nella gestione della pandemia”.

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Scuola: Aumentano contagi e scuole chiuse

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

“Fare ripartire la scuola in presenza in sicurezza”: è uno dei punti toccati oggi dal nuovo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, durante il primo incontro con le organizzazioni sindacali, sul quale concorda Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, che ha partecipato alla riunione. “Tra le priorità del nuovo ministro – ha detto oggi il sindacalista a Italia Stampa – c’è la riapertura delle scuole in presenza”, ma alla luce degli aumenti dei contagi tra i giovani per via delle varianti Covid, diventa sempre più importante assicurare “spazi maggiori, quindi più aule, e personale, insegnante ma anche amministrativo ed educativo”. In tal modo si ridurrebbe il numero di alunni per classe, andando ad incidere positivamente pure sulla qualità della didattica.Ritornare alle lezioni in classe è l’auspicio di tutti. Per portarlo a termine, però, non basta riaprire le scuole in presenza. Servono precise garanzie. Quelle che in questo momento non vi sono, tanto che sale la quantità di scuole chiuse dalla Lombardia alla Sicilia. Secondo il sindacato occorre da subito lavorare per assicurare la massima sicurezza: “bisogna invertire quella tendenza – ha spiega il leader dell’Anief Marcello Pacifico – che negli ultimi anni ha portato a cancellare addirittura 200 mila posti, a ridurre il tempo scuola di quattro ore” settimanali “in ogni ordine e grado”.Secondo il sindacalista autonomo “c’è bisogno di una nuova stagione”, partendo dalla lotta alla supplentite: “vogliamo essere partecipi per risolvere il problema del precariato, c’è bisogno di un doppio canale di reclutamento: da una parte i concorsi, aperti anche ai giovani laureati, dall’altra parte invece un canale riservato per assumere chi da anni lavora nelle nostre scuole. Ce lo chiede l’Europa”: è un processo fondamentale da intraprendere, “andando a valorizzare tutte le figure professionali che in questi anni si sono messi in luce per competenza. Penso, ad esempio, agli amministrativi “facenti funzioni Dsga, che dovrebbero essere stabilizzati e quindi assunti in ruolo”.Pacifico ha infine detto che non bisogna “dimenticare il problema annoso della mobilità: dei mancati trasferimenti del personale”, bloccato in alto numero da assurdi e illogici vincoli temporali, diventati di 5 anni, “che vanno a ledere il diritto alla famiglia e di fatto il diritto del personale scolastico a lavorare su dei posti dopo avere servito per tanti anni lo Stato”.

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Sicurezza nelle scuole

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

In questi ultimi mesi è stato, infatti, verificato che il virus SARS-COV2 si trasmette maggiormente in ambienti indoor, che devono essere pertanto opportunamente aerati e purificati. Un modo facile e a basso costo è misurare la quantità di CO2: maggiore è la sua concentrazione e più alto è il potenziale rischio di contagio, in quanto l’aria presente nell’ambiente potrà essere respirata più volte dai diversi individui che lo occupano.A tale scopo, il sistema di monitoraggio continuo della qualità dell’aria indoor è un vero e proprio sistema di sicurezza per la salute delle persone. Promuovere un’ottimale qualità dell’aria in un’aula scolastica, oltre a garantire il pieno benessere psico-fisico di studenti, docenti e collaboratori scolastici, favorisce anche un migliore rendimento degli alunni.Nel progetto pilota sono coinvolte dodici scuole del territorio pugliese: Lecce, Taranto, Brindisi, Bari, Molfetta, Bisceglie e Foggia. Fondamentale, per l’avvio dell’iniziativa, la collaborazione con le amministrazioni comunali di Taranto, Bari, Bisceglie e Foggia e con le dirigenze scolastiche dei plessi coinvolti.L’attività sperimentale di SIMA si avvale del supporto tecnologico della startup innovativa tarantina Befreest che, attraverso l’utilizzo del dispositivo intelligente “nose” e sfruttando la tecnologia IoT, permette la rilevazione in tempo reale della concentrazione di CO2 negli ambienti confinati.Il progetto, coordinato dal professor Gianluigi De Gennaro, Chimico dell’Ambiente dell’Università di Bari, consentirà di istruire dirigenti e insegnanti a verificare l’efficacia dei protocolli SIMA e ad attivare azioni tempestive semplicemente controllando la concentrazione di CO2. Grazie al suo monitoraggio in continuo sarà, inoltre, possibile classificare le aule in quattro categorie di rischio nelle differenti condizioni di utilizzo (numero di occupanti). Tale classificazione è indispensabile per comprendere quali siano le aule dove è sufficiente protocollare l’apertura di porte e/o di finestre e dove invece risulta indispensabile dotare gli ambienti di sistemi di purificazione o di ventilazione.

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“In questo momento riaprire le scuole è un rischio”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato rappresentativo Anief, in diretta al Tgcom24, si è espresso sul tema del rientro a scuola. Il sindacalista autonomo ha affermato che, “così come detto già a metà dicembre, non è possibile tornare in classe senza screening obbligatori per personale e studenti. Ad agosto lo abbiamo fatto su base volontaria e a maggior ragione oggi, con picchi anche di 20mila contagi al giorno, deve essere previsto un periodo ‘cuscinetto’ in cui procedere coi test e valutare di aprire in sicurezza a febbraio. Le scuole di per sé sono luoghi sicuri, abbiamo firmato i protocolli di sicurezza, ma sappiamo per certo che la curva dei contagi è aumentata durante le vacanze, all’interno delle nostre famiglie, dunque riaprire in questo momento gli istituti è un rischio”. Sulla questione dei vaccini, Pacifico ha detto che “bisognerebbe prevederli per l’ambito scolastico, poiché oltre alla sanità è l’unico luogo in cui si concentrano circa 9 milioni di persone. È necessario dare priorità alla vaccinazione”. Sui trasporti, Pacifico ha affermato che “spesso i piccoli comuni non hanno le risorse da destinare a corse pensate solo agli studenti. Ma i problemi sono anche altri: le scuole sarebbero ancora più sicure se ci fossero più organici e se scomparisse il fenomeno delle classi pollaio”. In conclusione il presidente dell’Anief ha ricordato come anche ad agosto si sia appellato a un “patto educativo tra famiglie e scuola, affinché il distanziamento sociale sia rispettato e onorato pure fuori dalle classi. Se durante le vacanze natalizie gli adolescenti si sono riuniti per festeggiare, eludendo le regole da rispettare, non possono tornare a scuola senza che prima si abbia la percezione di quello che è successo. Dovrà poi essere l’istituto, dati alla mano, a decidere di aprire o meno la scuola”.

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