Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘scuole’

Il territorio di Varese si apre alle scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2023

Dal 15 febbraio al 10 marzo, sono tre gli appuntamenti – suddivisi su sei date – dedicati agli studenti e due gli incontri formativi riservati ai docenti e agli operatori didattici che permettono alle scuole di conoscere direttamente sul territorio i luoghi e i siti che testimoniano la storia della provincia, dalle epoche più antiche fino all’età contemporanea. I percorsi per gli alunni prevedono visite all’interno di musei ma anche e soprattutto camminate guidate e interessano due siti Unesco quali il Monte San Giorgio (7 e 8 marzo) e il Sacro Monte di Varese (9 e 10 marzo), e la Linea Cadorna nel territorio di Cassano Valcuvia (28 febbraio e 1° marzo). I webinar per i docenti riguardano invece “L’evoluzione geologica dell’area del Piambello, cosa dire e come dirlo! Consigli e trucchetti per raccontare la geologia del nostro territorio” (15 febbraio) e “Varese UNESCO – i siti del territorio, gli aggiornamenti scientifici, la ricerca in atto” (22 febbraio).I webinar per insegnanti sono proposti in partenariato con Proteus, associazione per la didattica ambientale e la divulgazione scientifica. La partecipazione a tutte le iniziative è gratuita, sono richiesti i biglietti di ingresso a musei e centri documentali.Il programma per le scuole prevede il 28 febbraio e il 1° marzo l’escursione nei luoghi che conservano trincee e gallerie della Linea Cadorna, dal ridotto di San Giuseppe ai piedi del Monte San Martino, con ingresso al Centro Documentale di Cassano Valcuvia. Iniziativa dedicata alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Visita guidata gratuita, biglietto Centro Documentale: 1 euro a persona.Il 7 e l’8 marzo: visita guidata al Museo dei Fossili di Besano dove sono conservati i reperti ritrovati sul Monte San Giorgio e passeggiata verso il Rio Ponticelli, uno dei luoghi interessati dalle ricerche paleontologiche. Iniziativa dedicata alle scuole primarie. Visita guidata gratuita, biglietto di ingresso al Museo dei fossili 3 euro.Il 9 e 10 marzo: obiettivo Sacro Monte di Varese. Partendo da Velate, si ripercorrono le antiche vie di pellegrinaggio e di accesso a Santa Maria del Monte prima della costruzione del Viale delle Cappelle fino al borgo, con visita alla Cripta del Santuario. Iniziativa dedicata alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Visita guidata gratuita, biglietto di ingresso alla cripta: 3 euro. Prenotazioni su: bit.ly/PICvisitescuole

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Sostegno del Governo alle scuole paritarie

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2022

Il Governo ha inserito nella Legge di Stabilità un contributo di 70 milioni di euro in favore delle scuole paritarie, che era rimasto in sospeso con il Governo Draghi, più ulteriori 24 milioni per il trasporto degli studenti disabili.“Questa manovra è un passo importante per l’istruzione in Italia, perché punta a rendere le scuole più inclusive, agevolando gli spostamenti degli studenti con disabilità, e a tutelare la libertà dei genitori di scegliere il migliore istituto per i propri figli. – Commenta Antonio Affinita, Direttore Generale del MOIGE, Movimento Italiano Genitori – Del resto, la legge 62/2000, la cosiddetta legge Berlinguer, stabilisce che le scuole paritarie riconosciute svolgono un servizio pubblico, e come tali devono poter essere accessibili a chi lo desidera. Fino ad oggi, però, questo diritto è stato negato alle famiglie più povere. Il maggior sostegno alle scuole paritarie rappresenta, quindi, la tutela del diritto dei genitori a poter scegliere la scuola che preferiscono per il figlio. La scuola pubblica non può essere un’opzione forzata per tutte quelle famiglie a basso reddito, ma deve essere una scelta ponderata e consapevole, così come la paritaria.”

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ANCoDiS: il nuovo dimensionamento della rete delle scuole dell’autonomia e le nuove complessità

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2022

Secondo le previsioni del PNRR, la scuola italiana sarà interessata da un nuovo dimensionamento così previsto dall’art. 99 “Misure per la definizione e riorganizzazione del sistema della rete scolastica italiana” della legge di bilancio in discussione alla Camera. Nel PNRR è stabilito, infatti, che il riconoscimento dell’autonomia scolastica deve fondarsi su un parametro omogeneo nazionale fondato sull’andamento demografico. La riforma – conseguente all’approvazione del PNRR – non dovrebbe comportare la chiusura di plessi scolastici ma certamente l’aumento del numero di plessi per diverse (tante?) istituzioni scolastiche. Secondo la proiezione del MIM la riduzione delle autonomie scolastiche sarà di 583, un numero inferiore rispetto alle previsioni avanzate dai sindacati e molte scuole oggi in reggenza con la previsione del dimensionamento perderanno la loro autonomia. Si tratta – per lo Stato e sotto la responsabilità delle Regioni – di raggiungere il triplice obiettivo di ridimensionare il problema certamente oggi insostenibile delle reggenze, di ridurre le scuole autonome sulla base dell’andamento demografico e di risparmiare conseguentemente risorse relative alla dirigenza e al personale amministrativo in genere. Nella definizione del dimensionamento (per alcuni sono solo tagli, per altri scelte di programmazione con conseguente razionalizzazione della rete scolastica) il ruolo fondamentale è assegnato alla Conferenza delle Regioni che è tenuta a trovare un accordo con il Ministero sui numeri delle autonomie scolastiche “lasciate in vita” in ciascuna regione. E – come la spada di Damocle – in caso di mancato accordo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito di intesa con il MEF procedono al dimensionamento. Quindi, a partire dall’AS 2024-2025 avremo meno scuole autonome ma sempre più complesse con almeno 900 alunni, con molti plessi e più personale da gestire, relazioni interne ed esterne certamente più complicate (si pensi agli enti locali, all’associazionismo, ai partner, alle reti di scopo), la necessità di procedere a fusioni di realtà scolastiche probabilmente oggi molto diverse tra loro per utenza e territorialità, la conseguente sintesi con un nuovo PTOF tra le diverse identità scolastiche, la gestione della sicurezza e delle emergenze oggi gravi criticità nelle scuole italiane. Per questa ragione, il tema del middle management scolastico va posto OGGI contestualmente a quella del nuovo dimensionamento poiché mentre per la scuola autonoma si continua ad accrescere la sua complessità non può permanere lo stato di precarizzazione della sua governance. Un nuovo modello più efficiente di scuola autonoma deve fondarsi su una nuova struttura organizzativa nella quale occorre dare “visibilità contrattuale” alla componente intermedia attraverso la riconosciuta distribuzione del lavoro e la condivisione delle responsabilità. “In questa prospettiva – dichiara il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – non si può eludere il tema dell’innovazione della governance scolastica e, a fronte di una sempre maggiore complessità, occorre riconoscere contrattualmente la componente intermedia che collabora con il dirigente scolastico nel funzionamento organizzativo e didattico”. “Nell’auspicio che il programmato dimensionamento della rete scolastica non arrechi danni alle comunità scolastiche e ai territori interessati e sia davvero limitato negli effetti, occorre prevedere – conclude Cicero – nel prossimo CCNL l’area del Middle management scolastico e utilizzare le risorse provenienti dal risparmio del dimensionamento – che nota certamente positiva resteranno nella disponibilità del Ministero – per riconoscere anche il lavoro di queste figure professionali senza le quali la scuola autonoma non potrebbe assolvere in modo efficiente e con efficacia al suo ruolo istituzionale. In questo confidiamo nell’atto politico del Ministro, nella lungimiranza delle forze politiche e nella responsabilità delle organizzazioni sindacali. Ancodis da parte sua è pronta al confronto”.

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DL Aiuti quater: Scuole al collasso, serve organico aggiuntivo di 40mila docenti e Ata per gestire Pnrr

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2022

Il Movimento Cinque Stelle ha presentato alla commissione di competenza di Palazzo Madama un emendamento al decreto legge n. 176 Aiuti quater con il quale si intendo assumere, da gennaio 2023, almeno 40mila docenti e Ata e per supportare le scuole nello svolgimento delle operazioni quotidiane e per affrontare i progetti del Pnrr. Si tratta di 400 milioni da destinare alla riattivazione di un organico indispensabile, almeno fino al termine delle lezioni di quest’anno. La richiesta arriva dal sindacato Anief, promotore dello specifico emendamento. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega “più che organico aggiuntivo o Covid dovremmo chiamarlo organico PNRR, poiché senza questi docenti e Ata si rischia di compromettere l’ordinaria organizzazione nelle scuole e della didattica. essere portato avanti dalle scuole. Occorrono risorse aggiuntive per la progettualità. Come finanziare questo organico aggiuntivo? Semplice, con il Pnrr”, conclude Pacifico.

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Scuola: Valditara vuole migliorare le scuole all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2022

Sviluppare una Diplomazia della scuola italiana per incentivare gli studenti di altre nazioni ad apprendere nel nostro sistema educativo e migliorare la conoscenza italiana nel mondo: è uno degli obiettivi che si è posto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara nell’illustrare oggi in Parlamento le linee programmatiche del suo mandato a viale Trastevere. Anief apprezza quanto detto dal ministro: secondo Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato, “è bene che si parta subito nel realizzare questo progetto, investendo in risorse umane e materiali da introdurre nelle scuole italiane all’estero, il cui organico si è purtroppo dimezzato negli ultimi dieci anni. Serve subito un tavolo con il MAECE, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, così da ridefinire la rete e non disperdere l’esperienza maturata da chi opera professionalmente fuori dall’Italia da anni e ha diritto anche ad un giusto indennizzo economico”.

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Dal 5 al 13 novembre doniamo un libro alle scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2022

Una nuova edizione da record: muove 23.240 scuole, 250 nidi e 3.275 librerie la settima edizione di #ioleggoperché, l’iniziativa nazionale dell’Associazione Italiana Editori (AIE) per la creazione e il potenziamento delle biblioteche scolastiche, che avrà il suo culmine dal 5 al 13 novembre: nei nove giorni tutti potranno andare nelle librerie aderenti e donare un libro per le biblioteche scolastiche. “Con un obiettivo comune – spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi -: costruire con i libri il mondo del futuro, come recita la campagna di quest’anno. #ioleggoperché è frutto del lavoro di una grande squadra: istituzioni, editori, media, mondo del libro, mondo dello sport. Ci auguriamo che dal 5 al 13 tutti gli italiani vadano in libreria, a ogni livello, per un gesto semplice ma straordinario come dare un’occasione di futuro ai nostri giovani”.L’iniziativa è realizzata da AIE ancora una volta con un grande lavoro di squadra: con il sostegno del Ministero per la Cultura – Direzione Generale Biblioteche e Diritto d’Autore e del Centro per il Libro e la Lettura, a cui si aggiunge in questa edizione il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri; in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, con il Dipartimento dell’Editoria e dell’Informazione e di tutto il mondo del libro (Associazione Librai Italiani, Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai e Associazione Italiana Biblioteche), con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto di Fondazione Cariplo e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.Questa settima edizione è stata presentata oggi al Teatro dell’Istituto Comprensivo Statale “Casa del Sole” (Parco Trotter) di Milano da Renata Gorgani, vicepresidente del Gruppo di varia dell’AIE e membro del Consiglio di Amministrazione del Centro per il Libro e la Lettura, in dialogo con Sara Zambotti giornalista di Caterpillar, Radio Rai2. L’indagine condotta dall’Ufficio Studi AIE su 1.956 scuole (su un totale di 20.388) aderenti all’edizione scorsa ha evidenziato una significativa crescita dell’impatto di #ioleggoperchè sulle biblioteche scolastiche italiane. Ben il 27,1% delle rispondenti infatti (più di 1 su 4) non aveva ancora una biblioteca scolastica nel 2021, prima di ricevere i libri di ioleggoperché. Tra quelle che l’avevano, ben il 63,3% ha un patrimonio librario inferiore ai 1000 volumi. Di qui il bisogno di libri nuovi e la natura sociale del progetto.Le biblioteche scolastiche create funzionano anche da ponte con le famiglie: in media ogni scuola rispondente ha fatto 454 prestiti ai ragazzi e in media i prestiti medi per alunno, per portarsi a casa i libri e magari leggerli in famiglia, sono stati 3.L’utilizzo dei libri a scuola ha prodotto attività significative: i laboratori di lettura sono state le iniziative maggiormente attivate come effetto della manifestazione (65% delle scuole, con punte dell’80% tra le scuole primarie). Per più di 1 scuola rispondente su 2 (56% delle risposte) #ioleggoperché ha favorito la promozione della lettura tra gli studenti. Ben 23.240 le scuole che parteciperanno in tutta Italia – di cui 9.320 dell’Infanzia, 8.681 delle Primarie, 3.893 delle secondarie di primo grado e 1.345 delle secondarie di secondo grado -, per un numero complessivo di 189.229 classi e 3,8 milioni (per la precisione 3.770.529) di studenti. La distribuzione geografica delle adesioni ha segnato una omogeneità tra nord, centro e sud e isole dello Stivale: Nord Ovest 26%, Nord Est 22%, Centro 20%, Sud 22%, Isole 10%. Alla fase di donazioni del pubblico, che si conclude il 13 novembre, farà seguito quella degli editori, che destineranno altri 100.000 libri alle biblioteche scolastiche, che poi verranno ritirati dalle scuole, sempre in libreria, nella seconda fase del progetto, a marzo 2023. Per saperne di più: http://www.ioleggoperche.it

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Scuole FAES di Milano: è una delle scuole più “green” di Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Luci, computer e lavagne di ultima generazione accesi solo lo stretto indispensabile, limitato accesso agli ascensori (naturalmente garantiti ai diversamente abili) con ottime ricadute anche sulla salute, grande attenzione all’uso delle apparecchiature della cucina, monitoraggio costante dei consumi e interventi tecnici di efficientamento, come la progressiva sostituzione delle poche lampadine ancora non LED con corpi illuminanti a ridotto consumo energetico. Sembrano correzioni da poco, eppure in questo modo le Scuole Faes di Milano hanno risparmiato nel solo mese di settembre circa il 30% dei consumi energetici rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche se la bolletta è rimasta salatissima: i costi infatti sono comunque triplicati, ma senza questi comportamenti virtuosi la cifra sarebbe stata ancora più alta.Le Scuole FAES infatti sono riscaldate da anni con sistemi idronici (ad acqua) in pompa di calore con pozzi geotermici ad acqua di falda, una delle tecnologie energeticamente più efficienti: ad alimentare le pompe di calore è l’energia elettrica, i consumi di gas sono limitati alle cucine. Un attento monitoraggio dei consumi tramite contachilowattora ha poi permesso di identificare le utenze più energivore e di tenerle sotto controllo con opportuni accorgimenti, in attesa di operare tramite società specializzate una vera e propria diagnosi energetica degli edifici, per pianificare al meglio i prossimi investimenti. Inoltre, si sta provvedendo a sostituire tutte le luci con corpi illuminanti a LED, i videoproiettori hanno iniziato a cedere il passo alla tecnologia FLIP a ridotto consumo degli schermi e l’acqua calda sanitaria verrà presto prodotta con boiler autonomo in pompa di calore, con un risparmio energetico del 40%.In aggiunta a tutto questo, il FAES ha doverosamente suggerito una serie di comportamenti per ridurre al minimo i consumi di energia: accendere le luci solo per il tempo necessario, usare le batterie dei pc portatili senza collegarli all’alimentazione, spegnere le apparecchiature elettroniche e non lasciarle in stand by, aprire le finestre per ventilare l’aula dopo aver spento il riscaldamento, non stampare documenti inutili, tenere chiuse le porte per non disperdere il calore. Ulteriori misure riguardano poi gli operatori dei servizi mensa e pulizie, le cui mansioni sono legate all’uso dell’acqua e di apparecchiature come fornelli, frigoriferi e freezer. Piccole accortezze che hanno permesso un risparmio energetico del 25% nel plesso di via Amadeo, che ospita tutte le classi dal nido alla scuola secondaria di primo grado, e del 30% in quello di via Fossati/Zanoia, frequentato dagli studenti dei licei classico, scientifico e delle scienze umane.Il FAES è un’associazione nata nel 1974 per promuovere la collaborazione educativa tra scuola e famiglia. A Milano gestisce scuole paritarie bilingui dall’asilo nido ai licei, con circa 1275 studenti.

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Educazione/Informazione sessuale nella scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2022

Educazione/informazione sessuale continuano ad essere le grandi assenti nella didattica della scuola dell’obbligo. Un’iniziativa del Consiglio regionale della Toscana apre un varco che potrebbe essere una sorta di avanguardia.Il tema “dell’educazione all’emotività, all’affettività e alla sessualità” all’interno della programmazione didattica ha portato all’approvazione, in Consiglio regionale della Toscana, a due atti.Nel primo si impegna la Giunta “a promuovere e finanziare iniziative e percorsi di educazione alla sessualità rivolti a ragazzi delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, con il coinvolgimento dell’Ufficio scolastico regionale e delle singole istituzioni scolastiche”. Non esistendo normativa nazionale, l’atto impegna la Giunta regionale a promuovere e finanziare queste iniziative. Col secondo si impegna la Giunta a sollecitare Governo e Parlamento, all’emanazione di una disciplina nazionale che preveda l’inserimento della materia nella didattica delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. In attesa si chiede alla Giunta di promuovere e realizzare iniziative in merito. E’ “buffo” che questa approvazione avvenga proprio in concomitanza dell’arrivo in Parlamento di una maggioranza di destra che darà vita ad un nuovo governo. Che stando a quello che abbiamo sentito (o non sentito) in campagna elettorale, non sembrerebbe disponibile a questioni del genere. Vedremo chi saranno i ministri e, nello specifico, alla Pubblica Istruzione… che se la destra dovesse approvare proposte del genere dopo che la sinistra al governo da anni non ha mai fatto nulla, sarebbe un caso molto eccezionale. Intanto questi atti della Toscana sono importanti, ponendo questa Regione all’avanguardia in materia. Ché se dovessero realizzare autonomamente quanto previsto sarebbe una sorta di esperimento che, altre regioni, potrebbero (volendo) prendere come esempio per meglio stimolare governo e ministero.Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Istruzione: Riapertura scuole

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2022

Il leader Udir, Marcello Pacifico, ha affermato che “i dirigenti scolastici chiedono più classi, di rivedere le norme sul dimensionamento e la conferma dell’organico Covid, che è risultato essenziale per le nostre scuole. Ci aspetta un altro anno scolastico impegnativo: bisogna mettere i presidi nelle condizioni di svolgere al meglio il loro compito”.

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Pnrr, alle scuole 1,7 miliardi per digitalizzare 100 mila classi e dotare le secondarie dei laboratori

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2022

Gli istituti scolastici italiani avranno a breve 1,7 miliardi complessivi per digitalizzare circa 100 mila classi e dotare le secondarie dei laboratori per le esercitazioni pratiche: l’anticipazione è arrivata oggi, durante il tavolo tecnico dei referenti Pnrr delle confederazioni sindacali sull’informativa del decreto del Ministro dell’Istruzione di prossima emanazione relativo al riparto di risorse tra le istituzioni scolastiche attuativo dell’Investimento 3.2 “Scuola 4.0” della Missione 4 – Componente 1 del PNRR, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. I tecnici della parte pubblica hanno riferito che il provvedimento verrà inserito in un prossimo decreto a firma del ministro di competenza: ma se le scuole non investiranno i finanziamenti entro il prossimo mese dicembre saranno commissariate.“Peccato – replica Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir – che a settembre l’anno riprenderà in condizioni a dir poco precarie: mancheranno all’appello 1.800 Dsga, in pratica uno ogni quattro, un migliaio di presidi, uno su sette, con l’aggravante dei 500 presidi mancanti nelle sedi normo-dimensionate. Inoltre, continuerà a non esserci chiarezza sul riconoscimento del lavoro, mentre ancora non è stato rinnovato l’organico Covid che rimane essenziale per riprendere le lezioni con la pandemia in corso, prima ancora di innovarle”.“Come se non bastasse – ha continuato il leader sindacale – bisogna anche fare chiarezza sulle risorse destinate al personale docente e amministrativo delle scuole per la realizzazione del progetto. La verità è che il commissariamento dovrebbe scattare non per le scuole, ma verso il Ministero dell’Istruzione che in maniera incompetente continua a prendere impegni senza la revisione la dotazione degli organici. Perché – conclude il sindacalista autonomo – senza una integrazione sensibile degli organici, anche dei docenti, di cattedra comune e di sostegno, oltre che del personale Ata, i quasi due miliardi del Pnrr da assegnare alle scuole rischiano di andare persi”

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Scuole abbandonate al loro destino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2022

“È dall’inizio della pandemia che Fratelli d’Italia propone di dotare tutti gli istituti di sistemi di ventilazione meccanica controllata, ma il Ministro della Salute Speranza e quello dell’Istruzione Bianchi continuano a fare orecchie da mercante – nonostante il moltiplicarsi di appelli da parte di esperti, medici e presidi – abbandonando le scuole al loro destino. Gli istituti italiani si apprestano a vivere il terzo anno consecutivo nel caos e senza sicurezza. Con quale faccia questi signori si presentano a guidare di nuovo l’Italia?”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Concorso per le scuole: Leparolechesiamo, la scuola che vogliamo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2022

Promosso per ribadire il tema della centralità della scuola nella costruzione di un futuro da Mondadori Education e il Nuovo Devoto-Oli, insieme a Università Cattolica del Sacro Cuore, per la parte di ricerca scientifica, e Intesa Sanpaolo, Gruppo sempre più impegnato nella promozione di iniziative concrete a sfondo sociale.Obiettivo del concorso scoprire come gli studenti vorrebbero la scuola di domani, a partire dalle tre direttrici fondamentali per uno sviluppo armonioso: inclusione, sostenibilità e innovazione. Oltre 4000 ragazzi in 200 scuole si sono messi in gioco in un percorso a tappe lungo un anno che ha portato a candidare per la raccolta fondi oltre 100 progetti, tra i quali un board di esperti ha poi selezionato i due vincitori che hanno beneficiato della campagna lanciata su Produzioni dal Basso – prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation. Con i 15.000 € raccolti in poco più di due mesi da oltre 150 sostenitori, i due progetti potranno diventare realtà.Capofila del progetto Mondadori Education, da sempre impegnata a fianco di studenti e insegnanti nel supportare la scuola con azioni concrete, che ha sostenuto i progetti non solo con un incentivo economico ma soprattutto attivando la sua forza promozionale, nell’intento di contribuire fattivamente alla realizzazione della scuola del futuro auspicata dai ragazzi. Un passaggio essenziale dalle parole ai fatti che, accompagnando la raccolta dei fondi necessari a trasformare i desideri dei ragazzi in realtà, realizza almeno in parte il sogno di una scuola migliore.I due progetti che vedranno la luce sono: “A scuola con gusto”, ideato dalle studentesse e dagli studenti della scuola media “Rina Monti Stella” di Verbania, che hanno immaginato la loro “scuola ideale” prendendo in considerazione i cinque sensi: una scuola da vedere, da annusare, da ascoltare, da toccare e da gustare… in un luogo da vivere con “tutti i sensi” è emersa la necessità di un laboratorio di cucina e di scienze, proprio per poter sperimentare attraverso l’uso del cibo, che diventa un materiale educativo a tutti gli effetti. La somma raccolta rende possibile l’acquisto degli arredi necessari: lavelli, piano cottura, frigo, piani di lavoro e dispense per la cucina, insieme a tavoli modulari, apparecchiature scientifiche ed elettroniche, scaffali e bacheche espositive per il laboratorio di scienze. “Il Cineteatro a scuola: alziamo il sipario sul futuro” della scuola superiore ”Euclide” di Bova Marina (Reggio Calabria), che mette al centro il teatro come forma di istruzione da includere nelle attività scolastiche: l’obiettivo del progetto è proprio quello di realizzare un Cineteatro e una cineteca all’interno dell’Istituto, dove mettere in scena quanto appreso in classe e dove poter imparare in modo alternativo, superando i limiti di uno studio esclusivamente condotto sui libri di testo.Cineteca e teatro diventeranno inoltre veri e propri “punti di riferimento culturali” aperti all’intera comunità, ospitando utenti esterni, ma anche associazioni e altre realtà locali. I fondi raccolti verranno utilizzati per acquistare gli arredi necessari alla rigenerazione dello spazio, come poltroncine, sipario, armadietti, panche, una parete con porta a scomparsa, e pannelli per isolamento acustico.

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Introdurre nelle scuole il tema sulla sicurezza stradale

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2022

«Ci appelliamo al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ai sindacati della scuola e ai presidi di ogni singolo istituto scolastico affinché venga reintrodotto nelle scuole il tema della sicurezza stradale». A lanciare l’appello sono Alberto Pallotti, presidente dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada ODV e dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ODV, ed Elena Ronzullo, presidente dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada ODV, che hanno deciso di inviare una lettera aperta alle istituzioni, ai presidi e ai sindacati scolastici per sensibilizzare sull’importante dell’educare i giovani alla sicurezza stradale già tra i banchi di scuola.

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Adozione di sistemi di purificazione dell’aria nelle scuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2022

“E’ stato accolto il mio ordine del giorno che impegna il Governo ad adottare, nel più breve tempo possibile, sistemi di purificazione degli ambienti scolastici e le linee guida in merito alle modalità di acquisto dei dispositivi da parte degli istituti scolastici, al fine tutelare la salute degli studenti, dei docenti e di tutto il personale scolastico. Il tema della salubrità dell’aria -prosegue la Deputata Mammì- ha assunto una particolare rilevanza nell’ambito del contrasto alla diffusione del COVID-19, nell’ottica di garantire la tutela della salute e della prevenzione delle malattie, in particolare in ambienti chiusi come aule ed altri locali scolastici. Per questo motivo, in vista della ripartenza del prossimo anno scolastico, ho ritenuto necessario intervenire per facilitare l’installazione di impianti di ventilazione meccanica controllata che consentano la purificazione dell’aria all’interno degli Istituti. Tale intervento si rende necessario non solo nel breve periodo, per garantire lo svolgimento in sicurezza del prossimo anno scolastico, ma anche in un’ottica di medio termine, considerati i benefici attesi nell’ambito della protezione da tutti gli agenti patogeni, di natura batterica o virale, come pure di una maggior efficacia della didattica, grazie al mantenimento di concentrazioni di anidride carbonica e di ossigeno, assicurati da adeguati ricambi d’aria, essenziali a scongiurare cali di attenzione esiziali per un efficace apprendimento, sulla scorta di analoghe misure già prese da altri governi, come quello del Regno Unito. Inoltre, i sistemi di ventilazione meccanica controllata integranti dispositivi di purificazione, permettono anche una maggiore efficienza energetica dovuta alla possibilità di ricambiare l’aria anche senza aprire le finestre, in linea con i dettami comunitari ripresi dal PNRR”, conclude l’Onorevole pentastellata Mammì By Moira Perruso, giornalista professionista

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Fratelli d’Italia vota a favore del provvedimento per gli istituti tecnici superiori

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

Si tratta di un documento frutto del lavoro che ha unito diverse proposte di legge fra cui quella di Fdi presentata alla Camera e al Senato”.Lo afferma in dichiarazione di voto il senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, capogruppo in Commissione Istruzione.”Gli Its – sottolinea Iannone – esistono da più di dieci anni e sono nati per valorizzare il capitale umano e il sistema produttivo dei territori. Quello della formazione tecnica è però rimasto un sistema per lo più sconosciuto per entrare nel mondo del lavoro, basti pensare che solo lo 0,01 per cento degli studenti scelgono gli istituti tecnici”.”C’è una dispersione giovanile alta – osserva Iannone – e questo tipo di indirizzi rappresentano un’occasione importante per trovare lavoro in un mondo globalizzato, si pensi che l’80 per cento degli studenti usciti dagli Its hanno trovato una occupazione”.”Gl Its – conclude Iannone – rappresentano un patrimonio identitario di qualità e professionalità ed è per questo che FdI, come opposizione costruttiva e responsabile, ha contribuito fattivamente a questo provvedimento, ribadendo il suo voto favorevole”.

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Workshop di formazione dedicato allo skill training DBT nelle scuole medie e superiori

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

Sabato 11 giugno 2022 dalle ore 9.00 alle ore 18.00 Workshop Via Nizza, 63 Roma : “Portiamo la DBT a scuola” Condotto dalla dott.ssa Rosetta Cappelluccio. Nel costo complessivo è compreso il materiale didattico ed una copia gratuita del libro “DBT Skills nelle scuole. Skills Training per la regolazione emotiva negli adolescenti (DBT STEPS-A)” del valore di €28,50. Al termine del workshop verrà rilasciato un attestato di partecipazione che verrà inviato via e-mail. si riconosce all’insegnante il ruolo fondamentale di educatore, guida e figura di riferimento. Il docente ha una vicinanza emotiva e un contatto con i ragazzi, viste le ore passate insieme, quasi pari a quella della famiglia. Alla luce della teoria biosociale su cui si basa la DBT, l’insegnante, opportunamente formato, può gestire la disregolazione emotiva, l’impulsività e i disagi comportamentali a essa associati fino ad arrivare alla prevenzione di comportamenti disfunzionali futuri. Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia del programma DBT® Skills nelle scuole nel migliorare la capacità di tolleranza alla frustrazione e di regolare le emozioni e nel ridurre i comportamenti impulsivi (Haskell et al., 2014; Mazza e Hanson, 2014a; Miller et al., 2014). La letteratura attesta un ulteriore vantaggio della scelta di applicare tale programma alla scuola: risultano notevolmente ridotti il tempo e le energie investite negli interventi rivolti agli alunni che infrangono le regole scolastiche, risparmiando così preziose risorse scolastiche (Cook et al.,2008).L’Istituto A.T. Beck è riconosciuto come una eccellenza nella formazione a livello nazionale e internazionale. Nel corso delle 8 ore di formazione l’enfasi verrà posta sia sugli aspetti teorici sia sull’apprendimento esperienziale. I partecipanti saranno incoraggiati ad avere un ruolo attivo in tutti i momenti del corso allo scopo di padroneggiare i concetti e le tecniche apprese Verranno inoltre forniti, come da prassi dell’Istituto, sia il materiale didattico presentato durante il workshop che gli strumenti da usare in terapia o in classe. Inoltre, nel costo complessivo del workshop, è compreso il libro “DBT Skills nelle scuole.Per informazioni e iscrizioni scrivici una mail all’indirizzo: formazione@istitutobeck.it

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Incontri nelle scuole superiori promossi dall’Osservatorio Permanente della Legalità dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2022

Sono stati oltre trecento gli studenti dell’Istituto Giordani e del liceo Sanvitale che nei giorni scorsi, nell’ambito della “Settimana della Legalità 2022”, hanno partecipato agli incontri formativi organizzati dall’Osservatorio Permanente della Legalità dell’Università di Parma, co-promosso dalla Regione Emilia-Romagna. Sei gli incontri sui temi della criminalità organizzata al Nord e dell’anticorruzione durante i quali gli studenti delle scuole superiori hanno attivamente contribuito allo sviluppo di un dialogo costruttivo e ragionato.Gli studenti hanno appreso le dinamiche del maxi-processo “Aemilia” e, attraverso attività di brainstorming e roleplay, hanno avuto l’occasione di riflettere sulle ripercussioni delle azioni della criminalità organizzata nella vita delle persone.Gli incontri sono stati caratterizzati da un clima di reciproco ascolto e condivisione anche grazie alla fattiva collaborazione dei docenti.Ma l’Osservatorio Permanente Legalità non si ferma qui. Sotto la direzione scientifica di Monica Cocconi, delegata del Rettore ad Anticorruzione e trasparenza e il coordinamento Elia Minari, prosegue le proprie attività: i prossimi seminari si terranno al Liceo Marconi, nelle date del 2 e 6 aprile e 11 maggio.Le attività formative sono realizzate con la collaborazione di Alessia Depietri, rappresentante a Parma dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, di Anna Chiara Nicoli e Anna Pellegrini. Per programmare un incontro nelle scuole secondarie di secondo grado del territorio di Parma è possibile contattare lo staff dell’Osservatorio scrivendo una mail a osservatorio@unipr.it; per ulteriori informazioni: http://www.osservatorio.unipr.it

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Ancodis: se lo stato di emergenza è terminato il covid19 sembra non avere fine!

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2022

Dal primo aprile è terminato lo stato di emergenza che di fatto ha ridotto vincoli comportamentali e cancellato ogni forma di vera restrizione su tutto il territorio nazionale.Nelle scuole stiamo gradualmente tornando ad un’apparente normalità pur restando attive alcune azioni messe in campo per mitigare il rischio del contagio.Ma lo sappiamo bene che il virus continua a circolare in tutte le fasce di età, contagia anche più volte lo stesso soggetto, seppur – per fortuna – con numeri ridotti di ricoveri e di decessi.Nel nuovo Piano per la scuola 2021-2022 sono confermate alcune delle regole anticovid che prevedono l’obbligo di utilizzo di mascherine di tipo chirurgico (o di FFP2 in casi particolari), è raccomandato il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro, si prescrivono nuove indicazioni sulla gestione dei casi positivi nello stesso gruppo classe e dei contatti stretti, è confermato l’obbligo vaccinale per il personale scolastico e il possesso del green pass base per l’accesso alle strutture del sistema nazionale di istruzione per tutti.In questo “ritorno” alla normalità, è facilmente verificabile che i casi positivi permangono in modo significativo sia tra gli alunni che tra il personale; infatti, il Ministro ha ritenuto di confermare che “I casi di contagio saranno trattati dalle istituzioni scolastiche, tramite il Referente Covid, secondo le collaudate procedure di gestione in collaborazione con le Autorità sanitarie territorialmente competenti.” Il Referente scolastico per il covid19 continua, perciò, ad avere un carico di lavoro specifico, ma giuridicamente e contrattualmente non riconosciuto, economicamente incerto poiché oggetto di determinazione in sede di contrattazione di istituto. Considerato che questo compito assegnato alle “sentinelle” del covid a scuola è stato confermato formalmente dal Ministro, i referenti scolastici per il covid19 iscritti ad Ancodis ritengono che non possano essere taciute le condizioni di lavoro né il tempo dedicato né la richiesta del riconoscimento del servizio reso nella vigilanza, nel controllo e per i diversi monitoraggi ancora oggi richiesti e svolti. “Ecco allora – dichiara il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – i referenti covid19 non possono accettare il silenzio delle Istituzioni e delle organizzazioni sindacali in merito al riconoscimento dell’importante lavoro che hanno svolto e continueranno a svolgere a tutela delle comunità scolastiche e chiedono che nel dibattito politico-sindacale sul rinnovo contrattuale si dia loro formalmente MERITATA attenzione”.

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Il Ministero dell’Istruzione chiede i dati dei contagi all’apertura delle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2022

L’amministrazione chiede solo ora ai dirigenti scolastici, nel giorno in cui molte scuole hanno ripreso l’attività didattica, da far pervenire i numeri degli alunni e del personale positivo al Covid-19. Secondo l’Anief questo monitoraggio, richiesto dalla direzione generale del Dicastero di viale Trastevere, è la dimostrazione che si è tornati in classe praticamente al buio e questo è da irresponsabili, perché avviene mentre contiamo 220mila contagi nel Paese. Secondo Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato, “si doveva procedere con uno screening d’assalto di tutta la popolazione studentesca prima di programmare la riapertura in presenza: a questo punto la DAD appare non più consigliata, ma indispensabile. Se la decisione di praticare la dad non dovesse partire dal ministero di Viale Trastevere – prosegue Pacifico – allora è meglio che ci pensino i sindaci, come sta già avvenendo, soprattutto al Sud, e i dirigenti scolastici a interdire l’uso degli edifici scolastici. Perché il personale può lavorare in modalità agile, senza interrompere le attività lavorative e mantenendo comunque in vita il servizio, fino a quando non ci siano le condizioni per operare in presenza con quel livello di sicurezza che oggi non c’è”.

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Scuola: con queste regole tra pochi giorni oltre metà degli alunni in DAD

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2022

Da una proiezione del numero di classi che potrebbero superare i limiti massimi di alunni contagiati previsti dal Governo emerge che tra dieci giorni 200mila classi (più di una su due), dalla scuola dell’infanzia alle superiori, rischiano di dover interrompere la didattica in presenza. Da oggi, secondo il calendario ufficiale, riaprono le scuole in alcune regioni (Lombardia, Emilia Romagna, Friuli, Marche, Toscana e in provincia di Trento). Anche se autonomia delle scuole e ordinanze dei sindaci hanno fatto slittare in numerosi casi l’apertura effettiva a lunedì 10 gennaio. Il Governo nel decreto varato il 5 gennaio e di imminente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ha confermato che si torna in presenza. Ma per quanto? Occorre fare i conti con i crescenti contagi che stanno coinvolgendo alunni e personale scolastico, nonostante la chiusura delle scuole per le vacanze natalizie. E le regole stesse fissate dal decreto del Governo portano a stimare che dopo pochi giorni di applicazione la maggior parte delle classi si ritroveranno in Dad. Vediamo perché. Sul milione e 406 mila casi positivi registrati alla vigilia dell’Epifania, stime attendibili individuano in circa 300mila gli alunni contagiati. Si può calcolare che, in rapporto all’intera popolazione scolastica, siano circa 35mila i bambini della scuola dell’infanzia infettati, 95mila quelli della scuola primaria, 65mila gli alunni della scuola secondaria di I grado e 105mila studenti delle superiori. Tuttoscuola ha elaborato una proiezione del numero di classi per le quali, applicando le regole stabilite dal Consiglio dei ministri, verrebbero sospese le lezioni (scuola dell’infanzia) o che passerebbero alla didattica a distanza (dalle scuole primarie alle superiori). Per la scuola dell’infanzia dove le sezioni sono 41.382, supponendo che almeno la metà ospiti uno o più di quei 35 mila bambini, vi sarebbero circa 20 mila sezioni chiuse con tutti i bambini in quarantena per almeno dieci giorni. Analogamente, per la scuola primaria dove le classi sono 125.495 a ospitare quei 95mila alunni contagiati, andrebbero in didattica digitale integrata (DDI) per la durata di dieci giorni fino a un massimo di 48 mila classi. Per le classi della secondaria di I grado (77.883) e per quelle di II grado (124.145), dove con almeno tre casi di positività nella classe si applica alla medesima classe la didattica digitale integrata, si potrebbero avere fino a un massimo di 21 mila classi di secondaria di I grado con gli alunni a casa in DDI e fino a un massimo di 35 mila classi delle superiori con gli studenti a casa in DDI, tutti per almeno dieci giorni.Questa situazione probabile si riferisce ai numeri di contagiati ad oggi e potrebbe verificarsi in tutta Italia già da lunedì prossimo, 10 gennaio. Ma, considerato che il contagio dalla variante Omicron non ha ancora raggiunto il suo picco e negli ultimi tre giorni ha registrato un incremento quotidiano di casi positivi intorno al 12%, al termine della prossima settimana gli alunni contagiati potrebbero raggiungere il mezzo milione o addirittura di più rispetto ai 300mila previsti attualmente.Con quali conseguenze per le scuole, in base alle regole fissate dal nuovo decreto? Si potrebbero avere quasi tutte le sezioni di scuola dell’infanzia chiuse, circa 80mila classi di primaria in DDI e con esse 30 mila classi della secondaria di I grado, nonché 50mila delle superiori anch’esse chiuse con gli studenti a casa a seguire la didattica digitale integrata. Si tratta di stime in base ai numeri disponibili ma altamente indicative dell’entità del fenomeno a cui è prevedibile si andrà incontro nei prossimi giorni.Delle 369mila classi di scuola statale, circa 200mila nella settimana dal 17 gennaio in poi potrebbero essere chiuse, con gli alunni in Dad. Maggiori approfondimenti su http://www.tuttoscuola.com

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