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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Posts Tagged ‘scuole’

Sono oltre 5mila le scuole già iscritte a ioleggoperché

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Sono oltre 5mila (5351 per la precisione) le scuole italiane già iscritte a #ioleggoperché, l’iniziativa nazionale promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE) per il potenziamento delle biblioteche scolastiche. Una cifra che punta a superare il dato dell’edizione passata (erano 5636), dal momento che tutte le scuole di ogni ordine e grado hanno ancora tempo per registrarsi sulla piattaforma http://www.ioleggoperche.it fino al 21 settembre. Maggiore sarà il gioco di squadra tra i protagonisti del mondo della scuola, le famiglie e gli addetti ai lavori, più grande sarà il numero di nuovi libri da destinare alle scuole aderenti, come vuole la finalità del progetto che, solo negli ultimi due anni, ha già visto consegnare alle biblioteche scolastiche del Nord, Centro, Sud Italia e isole oltre 350mila libri donati dai cittadini e dagli Editori.#ioleggoperché vede confermata la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), l’Associazione Librai Italiani (ALI), il Sindacato italiano Librai e Cartolibrai (SIL), l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e il Centro per il Libro e la Lettura. Ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e conta sul supporto di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e sul sostegno della Lega Serie A e Lega B.
Dal lancio dell’iniziativa nello scorso maggio sono inoltre più di 1500 le librerie iscritte con oltre 6000 gemellaggi attivati: “Questa grande operazione sociale, giunta alla quarta edizione – ha sottolineato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi – dimostra così di rispondere a un bisogno effettivo delle scuole italiane e del Paese e di essere sempre più apprezzata come occasione concreta di partecipazione da parte di Istituzioni, enti, partner, media ma soprattutto di tutti coloro che vorranno donare un libro durante l’ormai tradizionale campagna d’autunno di #ioleggoperché nelle librerie gemellate. Ora restano ancora pochi giorni per aiutare i ragazzi ad avere più libri nelle biblioteche di scuola. Aiutateci a diffondere la notizia perché la vostra scuola aderisca o iscrivetela. Possiamo fare ancora di più”.Quest’anno le giornate utili per le donazioni andranno dal 20 al 28 ottobre e successivamente, al termine della raccolta, gli Editori contribuiranno con un numero di libri pari alla donazione nazionale complessiva (fino a un massimo di 100.000 volumi) da suddividere tra tutte le Scuole iscritte che ne avranno fatto richiesta attraverso il portale.Nel nome dell’amore per la lettura, il progetto ha sempre innescato una vera e propria ondata di originali attività di promozione della campagna a cura di studenti, insegnanti e famiglie presso le sedi scolastiche, le librerie, le piazze e le strade o sui Social (si sono viste in passato letture ad alta voce, incontri con l’autore, flash mob letterari, gare di abilità, spettacoli, cori e concerti, installazioni in vetrina…). Per premiare la creatività delle scuole più attive, è stato indetto anche per questa edizione un nuovo contest #ioleggoperché (info, iscrizioni e video dei premiati 2017 su http://www.ioleggoperche.it). In palio, 10 buoni del valore di 1.500 euro per l’acquisto di libri nella libreria con cui la scuola ha organizzato l’iniziativa del contest.Il progetto vede inoltre riconfermata la proficua sinergia con Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole, l’iniziativa promossa da MiBAC e MIUR per portare la lettura ad alta voce nelle scuole, anche attraverso la partecipazione di autori, giornalisti ed editori.La missione del progetto – in altre parole l’ambizione di far crescere nuovi lettori a partire dalle aule delle scuole – è condivisa anche quest’anno da noti personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport: Lega Serie A e Lega B hanno rinnovato il loro sostegno direttamente sui campi da gioco, mentre gli ambasciatori #ioleggoperché – Luciana Littizzetto affiancherà il conduttore televisivo e radiofonico radiofonico Rudy Zerbi – si stanno già prodigando per diffondere in Rete e in Radio il loro appassionato passaparola virale. Per saperne di più: http://www.ioleggoperche.it

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Sicurezza scuole: – Crollano ancora tetti e controsoffitti

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

A Messina viene giù un altro tetto e il sindaco dispone la chiusura di diversi plessi: nel capoluogo siciliano, diventano 35 gli istituti che non apriranno il primo giorno di scuola, con 12 mila alunni a rischio lezione. Tragedia sfiorata a Campoleone, dove cede il controsoffitto di una scuola primaria. Per il sindacato la situazione rimane da allarme rosso: poiché appena il 5 % degli edifici in muratura ed il 15 % in cemento armato sono stati costruiti dopo il 1982, serve un immediato adeguamento delle strutture e degli impianti, sia per la prevenzione incendi che per la vulnerabilità sismica. Nel frattempo, Udir mette a disposizione dei propri iscritti due modelli di diffida per tutelare i dirigenti scolastici. Nei prossimi giorni sarà reso noto il calendario dei nuovi incontri formativi proprio sulla sicurezza delle istituzioni scolastiche.Un altro anno scolastico ha preso il via e il grave problema della sicurezza edilizia degli oltre 40 mila edifici scolastici italiani rimane purtroppo nella sua interezza: è di queste ore la notizia del cedimento di un tetto e a Messina, dove il sindaco ha disposto la chiusura di diversi plessi che non garantiscono l’incolumità degli studenti e del personale. Diventano 35, così, gli istituti che non apriranno il primo giorno di scuola, finché non saranno in regola, con 12 mila alunni che a questo punto che rischiano di non iniziare le lezioni. Anche a Campoleone, vicino Latina, crolla il controsoffitto di una scuola primaria: i tecnici dicono che staremmo a parlare di una tragedia, se solo il cedimento fosse avvenuto a scuole iniziate, considerando che i pannelli con parte della struttura che li doveva contenere sono caduti anche dentro una classe.Il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha cercato di minimizzare i rischi che corrono ogni giorno la maggior parte degli otto milioni di alunni e del milione e 200 mila lavoratori – tra docenti, Ata e dirigenti scolastici – che operano nei nostri istituti: dopo avere ammesso che per molte scuole la certificazione è carente, Bussetti ha annunciato un’operazione trasparenza, da realizzare entro la fine di questo mese. Si è poi detto pronto a confrontarsi con l’Anci (associazione dei Comuni italiani), evitando però “allarmismi e chiusure preventive”.“La competenza è dei proprietari degli immobili quindi per la maggior parte dei casi Comuni e Province – ha dichiarato il Ministro -. Noi abbiamo un monitoraggio nazionale preciso e sappiamo che per molti edifici la certificazione è ancora carente. Evitiamo allarmismi e chiusure preventive. Ci sarà un’operazione trasparenza: a settembre tutti potranno consultare online i dati e avere una fotografia delle condizioni degli edifici scolastici, dal punto di vista sismico, anti incendio e cosi via. Sto facendo di tutto – ha aggiunto – per accelerare e semplificare, mettendo intanto a disposizione le risorse per i certificati di vulnerabilità sismica, che andranno predisposti entro fine 2018. Dobbiamo fare uno sforzo comune perché l’edilizia scolastica richiede l’impegno di ciascuno. Ne parlerò senz’altro con il presidente Antonio Decaro, che ho già incontrato. Ma intanto iniziamo a lavorare. Lo stiamo già facendo: con un Accordo quadro che porteremo a inizio settembre in Conferenza unificata semplificheremo le modalità di spesa, evitando la moltiplicazione di decreti di riparto“.Dopo avr ricordato, nei giorni scorsi, dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, che la metà delle scuole italiane ha più di 50 anni, 2 su 10 risultano chiuse o in ristrutturazione e lo Stato utilizza meno del 10% dei fondi stanziati, Udir replica alle parole di Ministro. E ribadisce che quasi la metà degli edifici scolastici italiani è sprovvisto di tutte le certificazioni sull’edificio scolastico.

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Scuola – Sicurezza: allarme già ampiamente dato, adesso vogliamo vedere i fatti

Posted by fidest press agency su sabato, 25 agosto 2018

Tra qualche settimana si ritornerà a scuola e tra le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti, in un’intervista a Il Giornale, e una diffusa confuzione circa il reale stato del sistema scolastico si cerca di tirare le somme. Purtroppo, in questo gioco dei pro e contra sono molti gli elementi che ricadono nella seconda colonna. Per quanto riguarda il mondo della dirigenza scolastica c’è un argomento scottante, più volte rilanciato da Udir, il sindacato che tutela i DS, ed è quello della sicurezza. In un momento particolarmente sensibile per l’integrità dei cittadini, non basta più ascolatre parole del calibro “stiamo intervenendo”, “faremo presto”, “sistemeremo, è certo”. Adesso è l’ora di vedere i fatti.Marcello Pacifico (presidente Udir): L’unico a non aver mai smesso di sottolineare la gravità della situazione degli edifici scolastici, che ha chiesto interventi sul D.lgs 81/08, che ha denunciato e organizzato corsi e seminari in cui è emersa la gravissima situazione del patrimonio edilizio scolastico è stato il nostro sindacato. Per noi è davvero giunta l’ora di finirla con dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano e sfociano in dichiarazioni che alla fine non portano a nulla: occorre predisporre interventi seri ed efficaci e stanziamenti adeguati e necessari alla sicurezza degli edifici e delle persone che li abitano, in primis. Bisogna intervenire quando si è al corrente dei rischi: il bene dei nostri ragazzi non può essere messo dopo, in una lista immaginaria, la mancanza di fondi delle provincie o dei comuni: occorre capire quali priorità vanno seguite. L’incolumità degli studenti è la priorità non solo per tutte le famiglie, ma pure per tutto il paese. È ora che la politica si faccia seriamente carico di questa responsabilità che non è certo scaricabile sul personale scolastico o più indirettamente sui cittadini. Chi ha posti di governo eserciti il suo dovere ed intervenga con tempestività. Udir continuerà la sua battaglia finché le scuole non saranno messe almeno in sicurezza.

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Scuole d’Arte e dei Mestieri: riaprono le iscrizioni per l’anno formativo 2018/2019

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 agosto 2018

Roma. A partire dal prossimo 3 settembre, fino a esaurimento posti, sarà possibile presentare domanda d’iscrizione ai corsi formativi delle quattro Scuole d’Arte e dei Mestieri di Roma Capitale.
Questo il secondo termine – dopo la scadenza dello scorso 19 luglio – per accedere alle lezioni base, avanzate e di perfezionamento, programmate per l’anno formativo 2018/2019. Le iscrizioni ai corsi base sono aperte a tutti, con l’indicazione di titoli di studio eventualmente preferenziali, mentre per il solo corso di restauro è prevista una prova attitudinale. Ai corsi di livello avanzato e perfezionamento possono invece iscriversi gli allievi provenienti dai corsi base, purché ammessi e in regola con i pagamenti dell’anno precedente.
Sul sito di Roma Capitale, sezione Dipartimento Turismo, Formazione e Lavoro, sono disponibili tutte le informazioni ufficiali. Modalità di presentazione delle domande, form da compilare online, elenco dei corsi e numero di posti disponibili, costi e modalità di pagamento, sono quindi reperibili al seguente link:
https://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?stem=scuola_arte_mest&contentId=INF60699
Specificità degli Istituti: Scuola Scienza e Tecnica. Prevede un’ampia offerta che comprende corsi di fotografia analogica e digitale, corsi di erboristeria, tecniche fitocosmetiche, erboristeria alimentazione, arte e arredo dei giardini e ancora foraging orti urbani e microgiardini. Nella scuola si organizzano anche corsi di informatica e personal publishing.
Scuola Ettore Rolli. L’Istituto propone corsi di grafica, di informatica, di fotografia e reportage fotografico e un corso dedicato alla progettazione e realizzazione di vetrate artistiche.
Scuola Arti Ornamentali. E’ la scuola artistico-artigianale per eccellenza insieme alla Nicola Zabaglia. Propone corsi di oreficeria con le diverse specializzazioni, di restauro dei materiali, del mobile e della ceramica, di pittura, di modellazione, di scultura del marmo e ancora di macramè, cesteria, arazzo, tessitura, moda, arredamento d’interni ed incisione.
Scuola Nicola Zabaglia. Offre corsi di pittura, mosaico, affresco, ceramica, modellazione, ritrattistica, illustrazione e grafica, e corsi dedicati alla manutenzione e conservazione dei materiali e tecniche di conservazione musive. Nel settore strettamente artigianale sono ormai famosi i corsi di lavorazione dei pellami e sartoria d’alta moda.

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La metà delle scuole ha più di 50 anni: 2 su 10 chiuse o in ristrutturazione

Posted by fidest press agency su martedì, 21 agosto 2018

Il crollo del ponte Morandi dovrebbe rappresentare un monito per tutte le istituzioni preposte alla messa a norma di tutte le strutture pubbliche, a partire dai 42 mila plessi scolastici dove da settembre torneranno quasi otto milioni di alunni, oltre 850 mila insegnanti, 250 mila Ata e 6 mila dirigenti scolastici. Ancora di più perché nella giornata odierna è stata pubblicata, dal Sole 24 Ore, una notizia che lascia sconcertati: dei 6,2 miliardi di euro di fondi già stanziati e destinati all’edilizia scolastica, dal 2015 al 2018, sono stati utilizzati appena 604 milioni, quindi meno di un decimo. Le risorse, facenti capo alle Grandi Opere e alle relative spese messe in Bilancio, erano finalizzate alle migliorie delle strutture che fanno capo allo Stato, a partire quindi proprio dagli istituti scolastici, ma il 90 per cento ora si scopre che non sono stati utilizzati. Anzi, le spese risultano addirittura in calo per via delle lentezze burocratiche legate spesso alla compilazione di banche dati: il monitoraggio sulle opere pubbliche (Mop) è stato avviato solo nel 2016 e l’efficacia di questa banca dati dipenderà anche dalla rapidità nella risposta da parte delle amministrazioni nell’inserire tutte le informazioni. Gli ultimi dati ci dicono anche che un plesso scolastico su cinque è chiuso per sempre o in attesa di essere messo a norma. Ci sono delle Regioni dove il numero di edifici scolastici non attivi, per vari motivi, supera abbondantemente quello delle strutture dove si fa didattica. Poi c’è il capitolo degli interventi necessari da attuare sulle scuole attive: i dati ufficiali ci dicono che il piano di emergenza e il documento di valutazione del rischio sono stati riscontrati con certezza da meno di tre scuole su quattro (rispettivamente 73% e 72%); il certificato di collaudo statico da una su due (49%); quello di agibilità–abitabilità e di omologazione alla centrale termica da una su tre (39%); la certificazione della prevenzione incendi in corsi di validità è presente appena in un’istituzione scolastica su cinque (21%); il nulla osta provvisorio, sempre di prevenzioni incendi, in una scuola su sei (16%). Del certificato di collaudo dell’impianto di spegnimento sono fornite appena il 9% delle scuole. Il problema, tuttavia, non è solo relativo ai finanziamenti, benché fondamentali.

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Scuole all’estero: le indennità di sede stanno scomparendo

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

La conferma è giunta in queste ultime ore, a seguito dell’incontro svolto al MAECI tra i sindacati e i dirigenti dell’amministrazione: l’indennità di sede, infatti, è stata dapprima decurtata, nel 2015, a seguito delle operazioni di spending review, con un docente di scuola media superiore che ha perso il 12%; con la Buona Scuola, si è perso un ulteriore 26%. E, come se non bastasse, ora ai sindacati “l’Amministrazione del MAECI, ha previsto la decurtazione per circa 250 unità di personale della scuola, di un terzo dell’assegno di sede fino all’estinzione dello stesso, a partire dal mese di luglio”. L’incidenza del problema è meno marginale di quanto si pensi: stiamo parlando di docenti e personale impegnati in 140 scuole, nei 242 lettorati e nei corsi di lingua e cultura italiana dove sono iscritti più di 30mila alunni (scuole italiane ed europee), 60 mila nei lettorati, 320mila nei corsi ex lege 153/71. A queste strutture si rivolge una utenza “mista”, composta infatti da allievi italiani e stranieri, a cui si offrono lezioni sia in lingua italiana sia in quella locale. Il loro apporto è preziosissimo, perché vale la pena ricordare che la lingua italiana figura tra le prime 20 più parlate al mondo e al quarto posto tra le più richieste. Davanti a questa ennesima ingiustizia, Anief ribadisce la possibilità per i lavoratori della scuola all’estero di attivare appositi ricorsi presso il foro di Roma, al fine di riconoscere la parità di trattamento in termini di progressione di carriera e indennità complessiva di sede con il personale di ruolo.

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Difendere l’insegnamento dell’italiano nelle scuole dell’Ontario (Canada)

Posted by fidest press agency su domenica, 15 luglio 2018

L’on. Nissoli, è intervenuta in Commissione esteri per difendere i corsi di lingua italiana nelle scuole dell’Ontario e sensibilizzare i Colleghi e le Istituzioni italiane a supportare la richiesta della Comunità di Toronto di mantenere tali corsi.Inoltre, l’on. Nissoli ha scritto una lettera ai Trustees delle scuole dell’Ontario in supporto del programma di lingua italiana evidenziando l’importanza dell’insegnamento della lingua di origine per il bene dei ragazzi. Secondo l’on. Nissoli “cancellare l’insegnamento della 3 lingua in 45 scuole e licenziare 85 insegnanti, sembra un gesto avventato che non tiene conto di quanto di buono è stato fatto nel tempo, da ben 42 anni”.
Un concetto che la deputata di Forza Italia ha ribadito durante l’intervista rilasciata, oggi, a CHIN Radio di Toronto dai cui microfoni ha lanciato un appello a tutti i protagonisti di questa vicenda per evitare di cancellare l’insegnamento di lingua italiana e, anzi, migliorarlo cercando una soluzione condivisa per studenti e insegnanti.

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A settembre si riparte con 2mila scuole senza preside

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Nel 2019 la situazione migliorerà, ha assicurato il Ministro, grazie al “nuovo concorso sui dirigenti scolastici, che si svolgerà nelle prossime settimane: oltre ad essere un’occasione di sviluppo di carriera per i docenti interessati a svolgere un nuovo ruolo, permetterà di riportare alla normalità i carichi di lavoro di quelli già in servizio”. Anche per l’Anief, ben venga la selezione per nuovi presidi, ma Bussetti ha dimenticato di dire che ci sono 500 dirigenti scolastici che rischiano il licenziamento per colpa di una norma sulla Buona Scuola che ha discriminato tanti colleghi docenti aspiranti allo stesso ruolo superiore: la Legge 107/15 potrebbe avere peccato di illegittimità nel prevedere una procedura riservata per il reclutamento rivolto ai soli ricorrenti del concorso 2004 o a quelli del 2011 se destinatari di un provvedimento di primo grado favorevole. A verificare questa ipotesi, che secondo l’Anief è verosimile, sarà la Corte Costituzionale il prossimo 20 novembre. Per questo motivo Anief chiede una modifica al Decreto Legge “Dignità”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Serve subito un corso-concorso per i ricorrenti 2011, proprio per non rischiare seriamente di travolgere la precedente procedura selettiva attraverso il prossimo parere della Consulta. In questo caso, coprire le 1.700 reggenze attuali, che supereranno quota 2mila a settembre a seguito dei pensionamenti e del mancato turn over, si rivelerà un’operazione inefficace, perché comunque rimarranno da coprire tanti posti che nel frattempo i giudici di rango superiore avranno di nuovo liberato. Noi abbiamo fatto di tutto per evitare che il contenzioso arrivasse alla Consulta, salvaguardando le immissioni in ruolo avvenute senza pregiudicare l’indizione del nuovo concorso, ma i nostri docenti ricorrenti hanno pieno diritto di ottenere una sessione di concorso a loro riservata. Se questo non si farà, ancora una volta la colpa sarà tutta di un’amministrazione centrale che non sa adeguare le norme alle richieste legittime di chi opera nella scuola.

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Alle Scuole FAES di Milano l’alternanza scuola-lavoro è personalizzata

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Milano Oltre 200 ore di formazione su soft skills, simulazione di impresa, coaching e orientamento individuale per scegliere consapevolmente la propria carriera universitaria e professionale, incontri con professionisti e aziende, e 74 stage estivi in partenza, pianificati in collaborazione con università e imprese. Sono i numeri del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro delle Scuole FAES Milano (1050 studenti ripartiti tra asilo nido, scuola materna, primaria, secondaria di primo grado e licei, con un trend di crescita costante), che negli scorsi mesi ha coinvolto 126 studenti del triennio di tutti gli indirizzi liceali (58 studenti delle classi terze, 28 studenti delle quarte e 40 delle quinte).Un progetto partito quattro anni fa, prima ancora che l’Alternanza Scuola-Lavoro diventasse obbligatoria, e che ha nella personalizzazione del percorso la sua caratteristica più distintiva: “Non crediamo in percorsi standardizzati, uguali per tutti gli studenti e tutte le classi – afferma Anna Benvenuti, professoressa di Italiano ai Licei classico, scientifico e delle scienze umane delle Scuole FAES e responsabile del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro –. Nei nostri progetti di alternanza ha un ruolo centrale l’orientamento individuale, che gli studenti svolgono con professionisti che li aiutano a scoprire se stessi, i propri talenti e le proprie inclinazioni. Dopo questa prima importantissima fase, gli studenti vengono formati sulle soft skills e seguiti in moduli di simulazione d’impresa, per apprendere competenze fondamentali nel mondo del lavoro, e infine assegnati a progetti di stage, sempre individuali”.
Le soft skills al centro del progetto di alternanza – Il progetto di alternanza delle Scuole FAES comincia con un potenziamento teorico in due materie a scelta degli studenti fra Economia e Linguaggi dei Media, per aumentare le conoscenze su un ambito di loro interesse. Ma sono le soft skills il cuore del progetto. Le ore dedicate alle competenze trasversali, umane e relazionali si dividono tra moduli più generali focalizzati sulla capacità di parlare in pubblico, sostenere un dibattito, gestire le proprie emozioni, coltivare relazioni positive e lavorare in squadra, e moduli più specifici dell’alternanza scuola-lavoro. Fra questi figurano, ad esempio, le ore dedicate alla formazione di un’idea di business, in cui i ragazzi, guidati da professionisti provenienti da diversi ambiti lavorativi, analizzano il territorio e i competitor e imparano a dare forma a un’attività imprenditoriale, a sviluppare un modello di business e un piano d’impresa e a fare un bilancio.Oltre alle simulazioni di impresa, i ragazzi apprendono come scrivere un curriculum efficace e come sostenere colloqui di lavoro individuali e di gruppo, quali sono le tecniche di leadership, di gestione dell’innovazione e sviluppo delle risorse umane, e vengono formati sugli aspetti giuridici e gestionali di un contesto aziendale. Nelle classi quinte, infine, il focus del programma formativo si sposta sulle attività di orientamento universitario e professionale, con sessioni di coaching in cui gli studenti imparano a conoscere meglio se stessi, a fare emergere le soft skills personali e a scoprire le proprie attitudini.Gli stage – Nella fase conclusiva del percorso di Alternanza Scuola-Lavoro, gli studenti accedono a stage individuali, che possono durare da una a quattro settimane, organizzati con aziende, università e istituzioni per rispondere alle aspirazioni dei ragazzi. Fra le esperienze recenti, alcuni ragazzi in stage all’Humanitas hanno affiancato i medici nel giro di visite in reparto, altri hanno lavorato al Museo dei Bambini (MUBA) come guide, i ragazzi assegnati a istituzioni o associazioni si sono occupati di gestione amministrativa, raccolta fondi, comunicazione e rapporti con le aziende, mentre chi ha svolto il tirocinio in università ha seguito il lavoro dei ricercatori, partecipando, ad esempio, alla catalogazione dei reperti nel dipartimento di archeologia.

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Creazione di soluzioni tecnologiche innovative e accessibili a tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Protagoniste 30 scuole di 10 regioni italiane, da Nord a Sud. Dopo una sessione di formazione, con esperti Microsoft e coach della Palestra dell’Innovazione della Fondazione Mondo Digitale, gli studenti intraprendono un percorso di autoimprenditorialità per ideare, progettare e sviluppare prototipi o servizi smart ad alta accessibilità: da app e siti web per aumentare le potenzialità di un’azienda per esempio, ad esperienze artistiche fruibili con la realtà immersiva fino a veri e propri atelier all’interno delle scuole per realizzare abiti e gioielli con strumenti di fabbricazione digitale e ausili su misura per persone con bisogni speciali. Attraverso laboratori di produzione, hackathon e maratone di creatività gli studenti si sfidano nella creazione di soluzioni innovative per la cittadinanza, sviluppando una nuova forma mentis aperta al cambiamento e vicina ai principi dell’innovazione sociale.“Con questo progetto ci vogliamo rivolgere in particolare alle donne e ai giovani che vivono nelle regioni del Sud Italia. Siamo infatti convinti che le nuove tecnologie possano rappresentare un acceleratore per lo sviluppo sociale del nostro Paese, uno strumento potente per ridurre differenze di genere, rispondere a bisogni sociali e intervenire in territori difficili dove ancora rimane molto alto il digital divide e il tasso di disoccupazione giovanile”, afferma Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale.
“Secondo una ricerca Microsoft, il 65% degli studenti di oggi svolgerà in futuro professioni che ancora non esistono. Per sostenere il cambiamento è quindi fondamentale aiutare i giovani ad acquisire quelle competenze che sono e che saranno sempre più richieste dal mercato. Eskills4change nasce proprio con l’obiettivo di promuovere tra i giovani italiani le opportunità che il digitale e le nuove tecnologie possono offrire e i benefici concreti che possono generare nella vita di tutti noi, in termini di inclusione sociale e nuovi servizi per i cittadini” spiega Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia.

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Scuole disorganizzate

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Con l’entrata in vigore del nuovo CCNL 2016-2018, dal 19 aprile le Rappresentanze sindacali unitarie elette possono incontrare il dirigente scolastico per modificare subito alcune norme pattizie, mentre altre saranno cambiate nella contrattazione del nuovo anno scolastico. Tante sono le novità che si possono attuare nell’organizzazione del lavoro sugli istituti dell’informativa, della contrattazione e del confronto tra le parti, molte delle quali definite per legge. Anief, in attesa della certificazione della rappresentatività, avvia una prima formazione alle sue RSU e agli aspiranti TAS (Terminali associativi). Consulta il calendario e partecipa liberamente. Puoi ancora rappresentarci nella tua scuola al seguente link.Marcello Pacifico (presidente Anief): Come avevamo promesso, grazie alla rappresentatività raggiunta, la nostra azione per cambiare le scuole è solo all’inizio: per farlo, occorre fornire ad Rsu e terminali associativi una formazione permanente. Ed è quello che stiamo predisponendo. È nostra intenzione, infatti, avviare un nuovo profondo rinnovamento a livello nazionale e a livello territoriale delle relazioni sindacali del nuovo comparto dell’istruzione e Ricerca. Al fine di vivere in pieno il prossimo triennio all’insegna del diritto e #perunascuolagiusta.

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E’ stata aperta la collezione Contini Bonacossi

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

Firenze. Scandita in otto sale (Fondi oro, Andrea del Castagno, Bellini, Bramantino, Mobilia, Scultura, Maiolica, Bernini) è stata aperta la collezione. Offre grandi opere “che per eccezionalità e rarità sono pienamente uguagliabili a quelle custodite nelle raccolte della Galleria e si innestano nel patrimonio degli Uffizi, integrando scuole poco rappresentate, come quella lombarda tra Quattro e Cinquecento, oppure quella spagnola del Sei e del Settecento” – dice Francesca de Luca, funzionaria referente della collezione, che aggiunge che “come tocchi di luce che da soli illuminerebbero una sala di un museo, qui brillano alcuni capolavori esemplari come la Madonna della neve del Sassetta, il San Girolamo di Giovanni Bellini, la pala del Bramantino, il Ritratto di Giuseppe da Porto col figlio del Veronese, il San Lorenzo martirizzato di Gianlorenzo Bernini”. Opera giovanile, raffigurante il santo eponimo del grande scultore, secondo Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – “è il capolavoro più fiorentino del Bernini, che nella posa del santo adagiato sulla graticola rievoca le sculture di Michelangelo sui sarcofagi della Sagrestia Nuova, giustappunto nella chiesa di San Lorenzo”.
Gli antefatti. Nell’immediato dopoguerra Alessandro Contini Bonacossi, morto poi nel 1955 a Firenze, decise di devolvere la sua collezione allo Stato Italiano. Il rispetto delle sue volontà fu confermato dagli eredi, i figli Augusto Alessandro ed Elena Vittoria.La cosa diventò possibile solo nel 1969 grazie a un decreto appositamente studiato e firmato dall’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat: 144 opere fra dipinti, sculture, ceramiche e mobili diventarono proprietà delle Gallerie Fiorentine.Nel 1974 la Donazione fu esposta a Palazzo Pitti, nei locali della Meridiana dove è stata accessibile fino al 1998.
Nel 1998, il cammino di avvicinamento alla sua sede definitiva fa un altro passo avanti: la collezione in quell’anno fu collocata in via Lambertesca, in alcuni locali di proprietà della Galleria degli Uffizi. Rimase visitabile, come era negli ambienti della Meridiana, solo su appuntamento, e la Didattica e gli Amici dei Musei organizzavano le visite. Nel 2011, con l’avanzamento dei lavori per i Nuovi Uffizi, questi spazi furono connessi con il percorso principale del museo, ma rimase, anche per la mancanza di personale, il limite delle visite solo per appuntamento, e per occasioni speciali.I lavori per la nuova sistemazione sono stati finanziati dagli Amici degli Uffizi e dai Friends of the Uffizi Galleries, che hanno subito abbracciato l’idea di adibire questi spazi – una delle enclaves nell’infilata di sale della Galleria, particolarmente adatta dunque a contenere un insieme concluso e definito – alla Collezione Contini Bonacossi. “Per le nostre due associazioni è stata una grande gioia poter contribuire al riallestimento di queste sale, permettendo finalmente la visione al pubblico della preziosa collezione in ambienti che la valorizzano” dichiara Maria Vittoria Colonna Rimbotti, presidente sia degli Amici degli Uffizi che dei Friends of the Uffizi Galleries. Nelle nuove sale, insieme ai dipinti e alle sculture di pregio si possono ammirare mobili, maioliche e oggetti (notevole il gruppo di stemmi in maiolica) seguendo la volontà degli stessi Contini Bonacossi di esporre tutta la donazione insieme. “La novità della ristrutturazione museografica delle sale Contini Bonacossi, oggi inserite nel contesto del percorso museale, si basa sul determinante apporto sia della luce naturale che di quella artificiale” spiega l’architetto Antonio Godoli, curatore del patrimonio architettonico degli Uffizi.
La Collezione entra dunque a far parte del normale percorso degli Uffizi, e si dà una nuova visibilità ai capolavori che la compongono, anche grazie al catalogo della casa editrice Giunti da lungo in preparazione e che ora vede finalmente la luce.“E’ stato per noi compito imperativo – sottolinea Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – fare in modo che una parte così importante delle collezioni statali fiorentine fosse aperta per tutti e in maniera continua. Con lo stesso spirito che ci spinge a rendere accessibile il prima possibile il Corridoio Vasariano abbiamo voluto una nuova sistemazione della collezione Contini Bonacossi in grado di permetterne la fruizione da parte di tutti i visitatori degli Uffizi”.

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I militari italiani supportano alcune scuole del Sud Libano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 febbraio 2018

CONTINGENTE_ITALIANO_SUPPORTO_SCUOLENei giorni scorsi, i militari italiani di “Leonte XXIII”, hanno organizzato una serie di donazioni a favore di alcune scuole, nelle aree dove attualmente operano, nel sud del Libano.
Di pari passo alle molte attività operative, i caschi blu di ITALBATT, grazie alla generosità di alcune associazioni italiane, hanno potuto donare ai giovani studenti libanesi diversi materiali e supporti didattici utili a poter svolgere al meglio le lezioni nei loro primi anni di studio.
Il direttore della scuola del paese di Al Naqoura ed il Colonnello Cristian Margheriti, Comandante di ITALBATT hanno evidenziato come il sostegno allo sviluppo dei piccoli studenti di oggi sia un passo concreto verso un futuro migliore per la nazione, in qualunque parte del mondo si trovi.
Le attività di supporto alla popolazione locale ed il contatto con gli istituti scolastici locali ed i loro dirigenti costituiscono un aspetto essenziale per la missione degli italiani di UNIFIL, sia perché garantiscono la massima aderenza alle esigenze della popolazione ma anche perché rappresentano un indubbio supporto alla manovra delle unità operative.
Il Battaglione a guida Italiana ITALBATT è dislocato nella fascia costiera sud del Libano che si estende dalla città di Tiro al confine con Israele e dal Novembre 2017 è articolato su base Brigata Paracadutisti Folgore e vede schierati, sotto il Comando del Colonnello Cristian Margheriti, il 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo” ed il Reggimento Savoia Cavalleria (3°) (foto: contingente italiano supporto scuole)

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Le miglior scuole di lingue nel 2017

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 dicembre 2017

scuola EC, St. Julian_s, MaltaI vincitori della seconda edizione degli ESL Language Travel Awards sono stati scelti tra più di 400 scuole di lingua sui 5 continenti, che vanno dai piccoli centri indipendenti ai grandi gruppi internazionali. La cerimonia ha premiato 9 categorie, dalla “Scuola di lingua inglese dell’anno” al “Campione per la Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI)”.In un’industria caratterizzata da numerosi enti di accreditamento, gli ESL Language Travel Awards offrono agli studenti delle classifiche assolutamente oggettive. Sono basate su un’attenta analisi di oltre 7.000 recensioni di studenti e più di 180 valutazioni da parte dello staff di ESL ricevute negli ultimi 12 mesi.La cerimonia si è svolta durante il workshop annuale di ESL a cui partecipano le scuole di lingua di tutto il mondo.
I vincitori del 2017 sono:
• Scuola dell’anno – inglese: EC, St. Julian’s, Malta
• Scuola dell’anno – altre lingue: Lexis, Seoul, South Korea
• Gruppo di scuole dell’anno: Kings Education
• Infrastrutture scolastiche dell’anno: Brooklyn School of Languages, New-York, United States of America
• Alloggio dell’anno: IH, Belfast, Northern Ireland
• Programmi d’insegnamento dell’anno: CIAL, Lisboa, Portugal
• Programma d’attività dell’anno: Liverpool School of English, United Kingdom
• Campione RSI dell’anno: ILSC Education Group
• Programma Junior dell’anno: BSC Ardingly College, United Kingdom
Su ESL: eletta per la 5a volta “Migliore Agenzia d’Europa” nel 2016, ESL è una delle principali agenzie internazionali di soggiorni linguistici. ESL rappresenta il più ampio ventaglio di proposte, con oltre 400 scuole di lingua in tutto il mondo e corsi all’estero in 23 lingue. Con uffici in 12 paesi e 58 città, ESL offre un servizio di consulenza personalizzato e su misura per tutti i suoi studenti. L’agenzia ha contribuito a plasmare l’industria dei viaggi studio, lanciando programmi ambiziosi in destinazioni insolite e servizi innovativi.

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Smog nei pressi delle scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

Smog JourneysMILANO. Dai monitoraggi dell’aria effettuati nelle ultime settimane da Greenpeace nei pressi di dieci scuole dell’infanzia e primarie di Milano – tra le 7.30 e le 8.30 – emergono concentrazioni di biossido di azoto (NO2) ampiamente, e costantemente, al di sopra del valore individuato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per la protezione della salute umana: 40 μg/m3, microgrammi per metro cubo.La concentrazione media oraria più bassa rilevata da Greenpeace all’ingresso delle scuole milanesi è di 63,4 μg/m3, la più alta 113,7 μg/m3. Si registrano picchi – in concentrazioni medie su dieci minuti – fino a 124,6 μg/m3: un valore abnorme, se si considera che già nel 2005 l’OMS segnalava come nei bambini gli effetti patogeni del NO2 sul sistema respiratorio siano provati anche per concentrazioni inferiori ai 40 μg/m3. A Milano quasi il 70 per cento del biossido di azoto presente in atmosfera è originato dal traffico (fonte INEMAR), e in particolare dai veicoli con motori diesel.Greenpeace chiede ai sindaci delle città italiane più colpite dal biossido di azoto (Roma, Torino, Milano e Palermo) di prendere presto provvedimenti radicali per abbattere questo inquinante. Sin qui tutte le amministrazioni hanno risposto all’appello dell’associazione; il governo cittadino di Milano ha risposto in tempi brevissimi senza poi indicare – contrariamente rispetto a quanto fatto dalle altre tre città – una data di incontro per discutere con Greenpeace. I responsabili dell’associazione sollecitano un confronto da settimane.«La situazione riscontrata nelle scuole milanesi, all’orario della prima campanella, è peggiore di quella pur grave fotografata a Roma con la stessa metodologia poche settimane fa», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia «I valori di NO2 registrati a Milano sono in media più alti di quasi il 50 per cento di quelli delle scuole della Capitale. I bambini di questa città giorno dopo giorno, cinque giorni a settimana, per nove mesi l’anno, fanno ogni mattina un terribile “pieno” di gas irrespirabili prima di sedersi ai loro banchi. C’è un solo modo per abbattere le concentrazioni di biossidi di azoto nelle grandi città: limitare progressivamente la circolazione dei diesel, fino a vietarla nei prossimi anni».Come riportato nel report di Greenpeace “Ogni respiro è un ​rischio”, il biossido di azoto è classificato tra le sostanze certamente cancerogene, ed è particolarmente nocivo sui bambini. Secondo l’ultimo report dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), a livello europeo l’Italia è il Paese con il più alto numero assoluto di morti premature causate dal NO2, con oltre 17 mila casi l’anno.
«A Parigi, Copenaghen, Madrid, Atene, Stoccarda e in altre città si sta scrivendo oggi la data oltre la quale i veicoli più inquinanti, a cominciare dai diesel, non potranno più circolare. È una decisione importantissima, questa, che va presa presto, perché deve servire a orientare i consumatori nelle loro scelte di mobilità per i prossimi anni», continua Boraschi. «I sindaci delle città italiane, a cominciare da Sala, devono prendere esempio dai loro colleghi stranieri e prevedere uno stop ai diesel entro la fine del loro mandato».

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Quando si parla di scuole di giornalismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

GiornalistiLa domanda che dobbiamo porci in primo luogo è cosa rappresenta nell’immaginario collettivo la figura del giornalista. E’ forse quella del commentatore televisivo? E forse dell’inviato speciale nelle zone di guerra o sui luoghi dove si sono verificati fatti calamitosi di una certa gravità? E’ la figura del giornalismo “parlato” o di quello che scrive? Di quello del cronista che ci “fotografa” i drammi ed anche i momenti lieti della nostra esistenza o dell’opinionista, dell’editorialista, del critico, del giornalista sportivo? Sono tutte facce dello stesso prisma. Ma sullo sfondo aleggia un altra realtà dovuta al fatto che il prodotto giornalistico diventa sempre più commerciale. La stessa notizia, per certi versi, lo è quando si fa dello scandalismo per attirare l’attenzione dei potenziali lettori. Chi scrive e chi legge oggi per il solo piacere di conoscere con chiarezza ed obiettività i momenti storici che ci attraversano? Ben pochi, probabilmente. E lo dobbiamo soprattutto al fatto che il vero padrone del giornale è l’editore e la sua linea politica. Se facciamo un esempio estremo per rendere meglio il concetto ed immaginiamo un giornalista fortemente politicizzato a destra che cerca lavoro in un quotidiano o un periodico di sinistra, come potrà mai conciliare le proprie idee con quelle dei suoi nuovi “padroni”? Da ciò dovremmo far derivare lo stesso concetto di obiettività informativa di cui è naturale depositaria ogni scuola di giornalismo che si rispetti. Ci accorgiamo, a questo punto, che gli stessi fatti possono avere un taglio descrittivo differenziato e che esso deriva soprattutto dalla nostra stessa formazione culturale. E’ bene capire anzitempo queste cose, e molte altre ancora, prima di avviarsi ad una professione che potrebbe trasformarsi in una cocente delusione. (fonte: centro studi politici e sociali della Fidest)

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Progetto pilota per il benessere: oltre 700 persone coinvolte in due istituti

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

bolognaBologna. A un anno dal lancio della sperimentazione in due istituti scolastici della regione emilia-romagna, è pronto per essere reso pubblico il progetto pilota di affiancamento psicologico alle scuole per il miglioramento del benessere scolastico. Nato dall’impegno del Gruppo di Lavoro dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna sulla Psicologia Scolastica, cui hanno partecipato anche le Università di Bologna e di Parma, il progetto ha coinvolto oltre 700 tra insegnanti, studenti e genitori nel corso dell’anno scolastico 2016/2017. L’obiettivo è favorire il benessere in molti modi, che vanno ben oltre il solo sportello d’ascolto (CIC), in linea con quanto scritto nella legge nota come “La Buona Scuola”.
Strutturato appositamente per essere ripetibile anche in altri contesti scolastici, il progetto è stato messo in pratica presso il “Pascal Comandini” di Cesena e il “G. Leopardi” di Castelnuovo Rangone (MO). Alla base una impostazione che favorisce da un lato l’apprendimento e la crescita personale degli alunni, dall’altro un contesto collaborativo tra gli adulti impegnati a vario titolo nel mondo scuola, permettendo interventi di prevenzione su ogni tipo di disagio. Lo psicologo che opera nella scuola, infatti, non si limita solamente alla “soluzione dei problemi” e alla presa in carico dei casi più difficili, ma soprattutto collabora con l’istituzione per promuovere un clima relazionale positivo in un atteggiamento di rete. Il progetto è stato infatti mirato al miglioramento e al potenziamento, dal punto di vista psicologico, di modelli educativi e didattici efficaci, in un’ottica di prevenzione e crescita del benessere. Come sottolinea Anna Ancona, la Presidente dell’Ordine degli Psicologi ER, d’altra parte, “quelle normalmente viste come situazioni emergenziali e improvvise sono spesso, in realtà, del tutto prevedibili, poiché connesse a difficoltà strutturali che possono essere individuate preventivamente, come insegna la psicologia di comunità”. Il progetto ha fatto uso di vari strumenti psicologici, dai questionari di autovalutazione, ai focus group e alle attività transdisciplinari e interclasse, fino al questionario e al confronto conclusivo. Ne è emerso un quadro dove sono le scuole stesse a esprimere la necessità di comprendere meglio sia in che cosa consista la “cittadinanza attiva e democratica” menzionata nella legge de La Buona Scuola, sia come mettere in pratica le prescrizioni che pure sono contenute nella legge.
Più nel dettaglio, il testo, (art. 7 comma d), tratta di “sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra culture, il sostegno dell’assunzione di responsabilità, nonché della solidarietà e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri”, ma non chiarisce quale sia la definizione di questi aspetti, né come realizzarli. “Il progetto ha anche questo fine – spiega Anna Ancona – fornire alle scuole indicatori chiari, individuati ad hoc, per contribuire a rendere osservabili e misurabili queste competenze di cittadinanza attiva, valorizzando negli studenti le capacità di essere autonomi, responsabili, consapevoli dei propri e degli altrui diritti e doveri.” L’occasione per la restituzione del lavoro svolto sarà il convegno “Scuola e Psicologia: un’alleanza possibile” – aperto a psicologi, dirigenti scolastici, insegnanti e a tutti gli operatori degli istituti scolastici della regione -, che si terrà il 16 novembre dalle 14:30 presso l’Hotel Europa a Bologna. L’accesso è gratuito e per partecipare è necessaria l’iscrizione sul sito dell’Ordine.

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Scuole: concorso Facile.it

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

Facile.it per la scuolaFacile.it Scuola Diaz MilanoDall’1 ottobre saranno aperte le iscrizioni alla seconda edizione del bando di concorso Facile.it per la scuola, il progetto nato per sostenere la creatività e i progetti formativi degli istituti primari italiani. Per partecipare al bando, rivolto a tutte le scuole primarie pubbliche del Paese, entro il 30 novembre 2017 gli istituti dovranno presentare un progetto che illustri come intendono impiegare a supporto della didattica e della crescita degli alunni il fondo in denaro e la tecnologia messi a disposizione da Facile.it.Una commissione creata ad hoc valuterà tutte le candidature e selezionerà la scuola che ha concorso con l’idea più creativa e originale e che si aggiudicherà la somma di 5.000 euro, destinata all’implementazione del progetto, oltre ad una dotazione tecnologica proveniente da Facile.it. L’edizione 2016 ha premiato la scuola elementare Armando Diaz di Milano che, grazie al fondo, ha realizzato un laboratorio di scienze dove, da marzo 2017, ai giovani alunni viene insegnata la disciplina in lingua inglese e con la collaborazione di ricercatori appartenenti ad istituti di ricerca di primo livello. (foto: Facile.it per la scuola)

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Roma e la prevenzione vaccinale

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013La nuova normativa sulla prevenzione vaccinale è confusa, risulta poco chiara e viene infatti applicata in modo difforme da Regioni e Comuni in tutta Italia. È la criticità segnalata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi in una lettera inviata alle ministre della Salute Beatrice Lorenzin e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.“Il Ministero della Salute ha censurato solo il nostro modello di autocertificazione per l’ammissione ad asili nidi e scuole d’infanzia, che riportava pedissequamente una parte del testo di legge, ammonendoci in modo perentorio sulle responsabilità derivanti dalla mancata attuazione del dettato normativo al quale invece Roma Capitale intende dare seguito. A parte questa singolare circostanza, lo stesso Ministero non si è accorto che nel resto d’Italia c’è il caos e che per la scarsa chiarezza delle norme ogni amministrazione si regola come ritiene più opportuno per i propri cittadini residenti”, spiega Raggi. Tale difformità evidenzia la confusione che caratterizza il quadro normativo di riferimento. Nella lettera la Sindaca illustra una serie di esempi di applicazione divergente del decreto legge in Comuni e Regioni sull’intero territorio nazionale, segnalando che in una regione addirittura non è previsto l’allontanamento dalle scuole dei bambini che non abbiano soddisfatto gli obblighi di legge.“Questa situazione rischia di generare una discriminazione tra cittadini di serie A e di serie B rispetto alla loro collocazione geografica – aggiunge Raggi – e pertanto l’Amministrazione capitolina chiede che i Ministeri coinvolti rendano immediatamente uniforme l’applicazione normativa. Vanno inoltre fornite indicazioni dettagliate sugli aspetti organizzativi e sulle procedure di non ammissione o di allontanamento dei bambini non provvisti di adeguata documentazione, così da poter rispondere alle legittime preoccupazioni delle famiglie e degli operatori scolastici, ed evitare problemi di ordine pubblico. Nel rispetto del leale principio di collaborazione tra le istituzioni, invito il Governo a definire con l’Anci modalità operative condivise e ad ascoltare gli Enti locali che sono i più vicini alle istanze e alle esigenze dei cittadini”, conclude la Sindaca.

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Orti didattici nelle scuole: Il M5S dice No

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

ortiIl M5S boccia la delibera proposta dal Partito Democratico sugli orti didattici nelle scuole. Alla faccia della collaborazione che la maggioranza continua a chiedere in Aula all’opposizione, oggi i consiglieri del M5S hanno scelto di votare contro la delibera, in attesa di un Regolamento sul verde che chissà come e quando ci sarà. Perché poi gli orti delle scuole per i consiglieri pentastellati avrebbero dovuto essere in contrasto con un regolamento del verde resta un mistero, tanto che oggi risulta una bieca scusa, esclusivamente per non approvare una proposta del PD. La nostra delibera proponeva di rafforzare la bella tradizione degli orti, già viva e sperimentata in molte scuole romane, e di renderla possibile anche agli istituti scolastici privi di spazi esterni idonei, prevedendo l’uso di spazi comunali adiacenti alle strutture scolastiche, individuate e concesse dai Municipi direttamente alle scuole. Una occasione unica per Roma per proseguire in continuità con la traduzione degli orti urbani, voluta e consolidata dalla passata Amministrazione, e per coinvolgere i cittadini nella cura del verde scolastico. L’unica osservazione tecnica arrivata con il parere degli uffici era stata peraltro recepita con un emendamento dal PD nel nuovo testo della delibera. Le altre osservazioni del Dipartimento Ambiente, quelle del dipartimento Scuola erano tutte a favore, sono di natura esclusivamente politica e rimandano a un fantomatico libro dei sogni di questa Amministrazione, a generici “faremo”, “approveremo”, ma che ad oggi non ha prodotto nulla di concreto. La bocciatura di questa delibera con queste modalità non è altro che un atto ideologico. A Roma siamo di fronte al primo esempio di ostruzionismo della maggioranza nei confronti dell’opposizione, un unicum fatto di scelte scellerate che rallentano la città, impoveriscono la partecipazione e sviliscono le iniziative dei cittadini. Roma è ferma in attesa del libro dei sogni del M5S”.Così in una nota i consiglieri del gruppo capitolino del Partito Democratico.

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