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Posts Tagged ‘secessione’

Scuola: Regionalizzazione, Pacifico (Anief) risponde alla lettera inviata dai Governatori del Lombardo-Veneto al premier

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

Il sindacalista autonomo chiede al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di non svendere l’unità nazionale: la scuola è già autonoma, può interagire col territorio e rispondere alle realtà del Paese. Sta allo Stato garantire servizi standard. Noi, assieme alla stragrande maggioranza dei lavoratori della scuola, siamo contro la secessione mascherata. In Spagna, chi nella Catalogna ha cercato di minare l’unità nazionale è stato processato e condannato. Persino la Sicilia autonoma non ha mai assunto i suoi insegnanti. Il dibattito è pretestuoso. Siamo pronti a offrire le consulenze del nostro ufficio legale per far dichiarare la norma incostituzionale dalla Consulta. La volontà di un elettore su dieci non può dividere l’Unita d’Italia raggiunta da 150 anni. Dopo le parole durissime di sabato sera, i Governatori di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, hanno scritto al presidente del Consiglio per comunicargli che sono decisi a non firmare l’intesa sull’autonomia differenziata, se sarà quella derivante dagli ultimi accordi presi tra i ministri della maggioranza parlamentare: “Vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai”, si legge nella lettera, e “se si continua con una farsa, come accaduto finora, è evidente che non firmeremo nulla”. “Noi – continuano Fontana e Zaia – restiamo aperti al dialogo con Lei, Presidente Conte, e pronti a cambiare opinione se il testo delle intese sarà capace di rispondere alle esigenze della vita vera che abbiamo provato a descrivere”. I due presidenti di regione rivendicano “una bozza di intesa seria” e “con altrettanta velocità” si impegnano “a replicare in modo costruttivo”. Quindi avvertono il premier: sia “però chiaro che noi non firmeremo un accordo senza qualità come quello per ora che si sta profilando”.
Per il presidente del sindacato della scuola Anief, Marcello Pacifico – che continua a reclamare un decreto urgente per salvare la scuola dal caos sicuro di inizio del prossimo anno scolastico – le parole dei due Governatori rappresentano un evidente tentativo di mettere il premier con le spalle al muro. Intimandogli di approvare una legge, per il presunto bene di tutti i cittadini italiani, ben sapendo che le cose non stanno così: “I vantaggi derivanti dall’autonomia differenziata trasformata in legge così come la vorrebbe la Lega – dice il leader dell’Anief – si materializzerebbero esclusivamente per i cittadini e gli alunni delle regioni che rappresentano Fontana e Zaia. Probabilmente anche per qualche altra regione. Di sicuro, non per quelle oggi già prive di svariate risorse e servizi, che dalla regionalizzazione avrebbero alla lunga solo da perdere”.
Il professor Marcello Pacifico si rivolge al presidente del Consiglio, a nome di migliaia di lavoratori che rappresenta, ma anche di tantissimi non iscritti all’Anief ma lo stesso ben convinti del male che incarna l’autonomia differenziata della Lega: “Il premier Giuseppe Conte si confermi, in qualità di Capo del Governo, garante di quell’unità nazionale che la scuola pubblica italiana incarna da quando è stata costituita. Uscire fuori dall’offerta formativa nazionale, trasformandola in un ‘affare’ locale, da gestire in base non alle esigenze degli alunni, le quali evidentemente sono le stesse in Sicilia come in Veneto, in Friuli come in Calabria, associandola invece alle risorse della regione dove sono collocati gli istituti, rappresenterebbe un ritorno all’Ottocento”. “Si tratterebbe – continua il sindacalista autonomo – pure di un evidente arretramento rispetto ai principi basilari della Costituzione italiana, scritti a chiare lettere a partire dagli articoli 3, 33 e 34. Siamo così convinti di quello che diciamo che il nostro sindacato si dice pronto sin d’ora a patrocinare, presso la Consulta, un maxi-ricorso per dimostrare l’incostituzionalità dell’infausto progetto leghista. Se giovedì potrebbe essere la giornata decisiva per capire il destino del Governo gialloverde – conclude Pacifico – allora è bene che sulla decisione si tenga conto di questi aspetti imprescindibili per il futuro del nostro Paese”.

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La Lega e la secessione

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2011

President of Italy Giorgio Napolitano.

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L’associazione Valore & Futuro interviene sulla polemica sollevata dal capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati, Marco Reguzzoni, dicendo fermamente no a qualsiasi attacco al Capo dello Stato, che esercita in modo ineccepibile il suo ruolo di garante del popolo sovrano. La figura di Giorgio Napolitano, sempre inappuntabile per i modi e le iniziative di intervento, è un’ulteriore elemento di garanzia, oltre il suo ruolo, quale autorevole esponente politico e uomo delle istituzioni apprezzato da tutti gli italiani. In un clima europeista e di cooperazione globale, ormai irreversibile, ci chiediamo come si possa avere la pretesa di ritenersi dentro la storia chiamando a raccolta “i popoli padani” per una secessione priva di senso. Agli esponenti della Lega chiediamo di abbandonare l’utopia secessionista da un’Italia che ha bisogno semmai di sostegno, mai prima come in questo momento di depressione economica e di emergenza sociale, per diventare più forte in Europa e più concorrenziale, avendone le potenzialità, rispetto a molti comparti specifici del mercato economico globale. Ci chiediamo cosa trasmetteremo ai nostri giovani se non fondiamo l’impegno di tutti e di ciascuno, a cominciare dalla classe dirigente politica, su valori che aprano finalmente il futuro alla speranza.

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Secessione leghista

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2011

Umberto Bossi

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“Non si tratta più solo del folclore delle feste padane e dei gesti plateali con cui il suo leader ultimamente comunica. La Lega Nord deve iniziare a rispondere delle sue affermazioni ad iniziare dalle dichiarazioni incostituzionali contenute nel suo Statuto”. Lo dichiara Donato Renato Mosella, deputato di Alleanza per l’Italia e firmatario insieme a Bruno Tabacci e Pino Pisicchio di un’interrogazione che è stata presentata oggi su questo tema. “Non è più tollerabile – continua l’on. Mosella – che dei ministri che hanno giurato fedeltà alla Costituzione la domenica poi mettano la casacca leghista ed invochino la secessione parlando dell’Italia come di un Paese fallito”. “Basta, poi, con l’alimentare la continua guerra tra Nord e Sud. Siamo stanchi di sentire le dichiarazioni come quelle della Consigliera della Lega Nord in regione Lombardia Luciana Ruffinelli la quale, durante la discussione della mozione sull’emergenza rifiuti a Napoli, ha ribadito che la Lombardia non vuole più aiutare la Campania. Il problema dello smaltimento dei rifiuti – ha proseguito l’esponente di Alleanza per l’Italia – è un dramma dell’intero Paese. Anche perché è acclarata, al di là dei reati caduti in prescrizione, la responsabilità morale di operatori economici ed aziende del Nord nella crisi dei rifiuti campani”. “Per questo è profondamente ingiusto, visto il momento di crisi, che un partito politico attualmente al Governo continui ad approfittare delle difficoltà di una regione italiana per mettere una parte del Paese contro l’altra. Abbiamo bisogno – conclude l’on. Mosella – di un clima di riconciliazione nazionale perché la crisi che attanaglia il Paese non risparmierà nessuno, Lega compresa”.

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Secessione: la logica delle parole

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2011

Red Brigade

Image by M.V. Jantzen via Flickr

In un comizio si può invocare la secessione come soluzione ad una crisi del paese? Probabilmente si se accade in Italia e se a dirlo è un ministro del governo. D’altra parte chi ha pronunciato la fatidica parola non è nuovo a tali esternazioni. In passato come oggi la classe politica e l’opinione pubblica mostrano di scandalizzarsi ma non più di tanto. Siamo oramai abituati a tutto e al contrario di tutto. C’è persino un presidente del consiglio che rivolgendosi alla magistratura la definisce “golpista, eversiva, ecc.” e nessuno pare accorgersene. Come dire: da quella bocca può venirne di tutto. Ma, a mio avviso, ci stiamo avviando verso un piano inclinato insidioso poiché non sembra vi siano limiti a tali pronunciamenti. E’ un rituale che ci porta diritti all’anarchia, al rifiuto delle istituzioni, al rispetto verso i nostri simili. In altri termini non si possono usare delle parole che hanno un significato, moralmente e giuridicamente, destabilizzante la vita sociale e civile del paese e fingere che sono degli innocui intercalari dialettici. Allorchè negli anni settanta e ottanta si perseguirono le Brigate Rosse si cercarono anche i mandanti, gli ispiratori i “colletti bianchi” che dagli scranni universitari o negli scritti affidati a talune testate giornalistiche cercavano di dare un contenuto e una ragione all’azione terroristica di queste “frange impazzite”. Oggi non si fa nemmeno questo, anche se a farlo non sono degli oscuri e nefasti professorini od opinion leader ma uomini politici che rivestono cariche pubbliche ai vertici delle istituzioni. E il male che è dentro di noi è di quelli più insidiosi poiché è come un cancro che aggredisce i nostri organi interni e noi lo lasciamo fare come se non ne avvertissimo la gravità. Nel momento in cui si rivelerà, probabilmente, sarà troppo tardi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Pensionati: effetto Menenio Agrippa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2011

Pensionati

Image by Monica Arellano-Ongpin via Flickr

La vita si allunga e gli anziani diventano vecchi e I vecchi incartapecoriscono ma stentano a morire, semmai si ammalano e rischiano di diventare non autosufficienti. E’ questo il triste primato della nostra contemporaneità tra progresso della scienza e limiti della crescita. In tale quadro decadente, per motivi anagrafici, si innesta la logica del turn-over generazionale che sta diventando una sorta di conflitto tra giovani e meno giovani per via delle risorse che si riducono, che sono male distribuite, che suscitano avidità ed egoismi. L’ultimo effetto perverso lo abbiamo con la recente manovra di aggiustamento dei conti pubblici dove l’anello più debole, su cui si sono accaniti i nostri governanti, sono stati i pensionati che, per loro stessa natura, sono anziani, ancorché vecchi. A questo punto se consideriamo che la generazione degli over raggiunge circa il 20% della popolazione italiana mi chiedo se non sia una fetta ragguardevole per un gesto clamoroso e fortemente incisivo se insieme seguissero l’iniziativa del loro eminente antenato Menenio Agrippa, uomo noto per le sue opinioni moderate, ma altrettanto deciso nei suoi convincimenti, che guidò la secessione sul Monte Sacro dei plebei nei confronti dei patrizi nel 493 a. C. Ma per andare dove? Qui esce dal cappello del prestigiatore una trovata tra provocatoria e seria con l’idea di costruire delle “Cittadelle del sapere” in terra d’Africa prendendo in affitto vaste aeree in Algeria, Tunisia e Libia per costruirvi insediamenti urbani da offrire agli anziani per vivere una nuova esperienza, per mettere a frutto il loro sapere intellettuale e manuale e per essere sostenuti dalla popolazione locale ricambiando l’ospitalità con l’insegnamento. Solo così i figli potrebbero riconoscere l’utilità di quei padri, nonni e persino bisnonni, che si accompagnano ai nipoti, che sfaccendano in casa, che danno una continuità al concetto di famiglia. Forse solo allora l’apologo del ventre e delle membra di Menenio potrebbe avere un suo valore nelle coscienze di tutti, governanti compresi, ovviamente. Per dire historia magistra vitae. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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I nepotismi della Lega

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

Tutto il feudo leghista è impegnato ad aggiustarsi quattro uova nel piatto. La considerazione dell’on. Razzi si riferisce al monopolio leghista che a Torino, Brescia e Milano sino al Veneto ed al Friuli favorisce  concede posti di lavoro ed incarichi nella sanità regionale  ai seguaci della Lega Nord  parenti stretti o conoscenti. «Questo paese- ha spiegato ironico Razzi- si è messo nel suo seno una serpe color verde-carroccio che si sta insinuando in tutte le istituzioni italiane alimentando il focolaio virulento della secessione. Non ci venissero a parlare di Roma ladrona perché ciò che avviene, a partire dal figlio di Bossi,   in così poco tempo, ha polverizzato ogni record di clientelismo cosa che la “celeberrima” Democrazia Cristiana era riuscita a meritare in 40 anni “onesta” malsana gestione del potere». A Brescia otto vincitori di un concorso pubblico: cinque signore leghiste, la moglie del vicesindaco di Brescia, la nipote dell’assessore all’Istruzione, due assistenti di un altro assessore, la capogruppo leghista del consiglio comunale di Concesio «alla faccia dell’acido desossiribonucleico basta così?- ha concluso Razzi».

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Nuovo Governatore in Tibet

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2010

Con la nomina di un militare di lunga data a nuovo governatore del Tibet, il governo cinese ha reso evidente, secondo l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) che il Tibet è considerato un problema militare e che in prospettiva aumenterà il ricorso alla violenza. L’aver ora nominato un ex-militare a questa delicata posizione rappresenta un duro colpo per tutti quei politici stranieri, e in particolare europei, che si sono impegnati per favorire un dialogo credibile tra Pechino e il governo in esilio del Dalai Lama. Il tibetano Padma Choling, che tra il 1969 e il 1986 è stato al servizio dell’Esercito di Liberazione popolare cinese, ha ricevuto oggi la nomina dal Parlamento regionale tibetano a successore del vecchio governatore Qiangba Puncog, ritiratosi per motivi di anzianità. Il nuovo governatore ha 58 anni ed è considerato un fedele sostenitore della politica del governo cinese. Dopo gli scontri sanguinosi della primavera del 2008 il Governo cinese probabilmente non ha intenzione di valutare le motivazioni che hanno portato agli scontri ma sembra piuttosto evidente la volontà di continuare con la linea dura della persecuzione degli attivisti per i diritti umani in Tibet. Nel suo discorso dopo la sua nomina il nuovo governatore ha ribadito l’importanza di concetti quali la “stabilità” e “l’unità della Cina”: si opporrà quindi con determinazione ad ogni tentativo di “secessione”.

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Italia 150: Saitta da Bondi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2009

“Mercoledì ho appuntamento con il ministro Bondi a Roma al termine della riunione del ‘Comitato dei Garanti per le celebrazioni del 150^ anniversario dell’Unità d’Italia’. A lui ripeterò le sollecitazioni a sostenere il nostro lavoro sia dal punto di vista economico che politico, perché siamo preoccupati dalle dichiarazioni di alcuni esponenti del Governo che sostengono la secessione, altro che l’unità del nostro Paese!” Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta questa mattina ha avuto una lunga e cordiale telefonata con  il ministro della Cultura on. Sandro Bondi sul tema del 2011. “Ritengo necessario precisare – aggiunge Saitta – che il Comitato Italia 150 non ha alcuna preclusione sul nome del prof. Craveri se il ministro Bondi ritiene che possa costituire un collante necessario fra il Governo e Torino sugli avvenimenti culturali ai quali stiamo lavorando per il 2011”.

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