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Posts Tagged ‘seconda guerra mondiale’

Il Canada commemora il 75° anniversario della campagna d’Italia nella Seconda guerra mondiale

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Dal 28 novembre al 4 dicembre Agira, Pontecorvo, Ortona, Russi, Villanova di Bagnocavallo e Ravenna. Queste le tappe delle commemorazioni per rendere omaggio agli oltre 93.000 canadesi che servirono con gli Alleati nella Campagna d’Italia e per sottolineare il ruolo chiave e il contributo dei Canadesi alla liberazione d’Italia.Il Ministro degli Affari dei Veterani, Onorevole Lawrence MacAulay, guiderà la delegazione ufficiale canadese, composta da 15 Veterani della Campagna d’Italia, rappresentanti delle organizzazioni di Autoctoni e Reduci di guerra, gruppi di giovani e alti rappresentanti del Governo del Canada.Su richiesta del Primo Ministro del Canada Justin Trudeau, Sua Eccellenza Julie Payette, Governatrice Generale del Canada in qualità di Comandante in Capo, accompagnerà la Delegazione del Governo del Canada e parteciperà ad alcuni degli eventi commemorativi.I rappresentanti dei media sono invitati a registrarsi (informazioni in calce) per prendere parte alle seguenti cerimonie, e di arrivare con mezz’ora di anticipo rispetto all’orario di inizio in modo da prendere posto nelle sezioni riservate ai media.
1. Agira EN giovedì 28 novembre 2019 ore 10:30 Cerimonia di Commemorazione al Cimitero di guerra canadese di Agira 94011 Agira EN Solo il Ministro degli Affari dei Veterani del Canada parteciperà a questa cerimonia.
2. Pontecorvo FR sabato 30 novembre 2019 ore 10:00Cerimonia di Commemorazione al Monumento di Pontecorvo in Piazza IV Novembre 03037 Pontecorvo FR
3. Ortona CH lunedì 2 dicembre 2019 ore 10:00 Cerimonia di Commemorazione al Monumento « Il Prezzo della Pace » Piazza degli Eroi Canadesi (già Piazza Plebiscito), Ortona 66026 CH
4. Villanova di Bagnocavallo RA martedì 3 dicembre ore 13.40 Cerimonia di consegna del riconoscimento a Mariangela Rondinelli (Sovereign’s Medal for Volunteers) da parte della Governatrice Generale del Canada presso EcoMuseo delle Erbe Palustri Via Ungaretti, 1 Villanova di Bagnocavallo 48012 RA Solo la Governatrice Generale del Canada parteciperà a questa cerimonia.
5. Villanova di Bagnocavallo RA martedì 3 dicembre ore 14.00 Deposizione di una corona commemorativa al Cenotafio presso il Cimitero di Guerra Canadese 48012 Villanova di Bagnocavallo 48012 RA Solo la Governatrice Generale del Canada parteciperà a questa cerimonia
6. Russi RA martedì 3 dicembre ore 15.00 Svelamento della targa commemorativa in onore dei soldati canadesi che liberarono Russi il 3 Dicembre del 1945 presso Palazzo San Giacomo, Via Carrarone Rasponi – Russi 48026 RA Solo il Ministro degli Affari dei Veterani del Canada parteciperà a questo evento.
7. Ravenna mercoledì 4 dicembre 2019 ore: 11.30 Cerimonia di Commemorazione al Cimitero di Guerra di Ravenna Via Piangipane 24B – 48100 Piangipane (RA)

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La storia della seconda guerra mondiale dalle rievocazioni degli storici

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 agosto 2019

Tra i tanti volumi che ci parlano di quei terribili momenti, ne ho scelto due, in particolare. Essi mi servono da guida e da battistrada ad altri che ho letto e citerò in seguito. Il primo appartiene a Raymond Cartier titolato “La seconda guerra mondiale” (Editore Arnoldo Mondadori) e il secondo è: “Passato e presente della Resistenza” (Edito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri). Mi sembra, in questo modo, di raccordare i due momenti fondamentali che hanno attraversato le infelici generazioni che da infanti, giovani combattenti o da anziani si sono trovati nel bel mezzo di una lotta spietata e sanguinosa.
Il primo libro rende la tragedia universale tanto da coinvolgere, sia pure indirettamente, anche i paesi non belligeranti e, il secondo, per la particolarità degli argomenti trattati e i suoi limiti territoriali, mostra uno spaccato dello stato d’animo di un popolo letteralmente trascinato in un’avventura bellica e con un esercito che, a detta dello stesso Badoglio, allora capo di stato maggiore dell’esercito, “non ha neppure le camicie”. E, Mussolini, di rimando: “Voi non capite. Io ho bisogno di qualche migliaio di morti per sedermi al tavolo della pace”. Questo fu l’inizio di un’avventura che portò l’Italia a unirsi alla Germania hitleriana e, in seguito, al Giappone con un patto d’acciaio, diventato poi di ferro, che aveva solo un difetto: l’acciaio, o il ferro che si voglia dire, fu ben presto fuso trasformandosi in un fiume di sangue.
Leggere, quindi, quando accadde per rinverdire i ricordi scolastici sia di chi per l’anagrafe è troppo giovane perché abbia vissuto quei momenti e, per gli altri, affinché non racchiudano il ricordo nell’oblio e ancor peggio nell’indifferenza.
Leggere per capire come sia facile risalire, da fatti in apparenza irrilevanti, a un evento tanto drammatico fino a diventare un olocausto per intere popolazioni o etnie. E’ difficile per i colpevoli, come pure gli incolpevoli e gli agnostici, uscirne con tutte le ossa al loro posto e non solo fisicamente.
Leggere per rendersi conto che non è possibile ragionare con la testa altrui e ancor più praticare l’arte della tolleranza, in specie nei confronti di chi non la capisce e la scambia per debolezza o peggio ancora per tacita connivenza.
Un errore fu certamente quello di non considerare intollerabili gli stessi insuccessi della politica di sicurezza collettiva in Europa e in Asia dal 1931 e che culminarono, nel 1938, con la politica d’annessioni territoriali della Germania, e che poi incoraggiarono l’attacco, di quest’ultima, alla Polonia il 1° settembre alle ore 4,45 del mattino del 1939.
Fu un’azione militare brutale ma alimentata da un calcolo politico. Infatti, si riteneva improbabile che gli anglofrancesi s’imbarcassero in un’impresa militare per sostenere un paese come la Polonia. Per contro il suo smembramento era visto di buon grado dalla stessa Russia, dato il vantaggio che avrebbe potuto trarne.
In questo modo i russi avrebbero avuto l’opportunità di annettere una parte del territorio polacco con la tacita acquiescenza dei tedeschi e così accadde. Fu, dunque, una risposta che finì con l’instaurare alleanze innaturali (Germania-Russia). Non solo.
Furono ostilità insorte tra nazioni che avevano una comune base liberista, sebbene la differenza fondamentale fosse caratterizzata dalle loro distinte matrici: un’idealistica e l’altra empirica. Alla fine, come possiamo rilevare, in quest’evenienza, liberismo d’estrazione idealistica e comunismo si ritrovarono nel concepire un’identica finalità di vedute. (Riccardo Alfonso)

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Come hanno vissuto gli italiani alla vigilia della seconda guerra mondiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

In quei giorni di quiete, che precedettero la bufera, gli italiani li spesero in interminabili discussioni tra gli anglofili Ciano e Badoglio e i tedescofili Graziani e Farinacci e con l’aperto appoggio del giornale fascista della Capitale “Il Tevere”, denominato significativamente “l’oro del Reno”.
Già l’Italia, a ben considerare, si era sottratta all’abbraccio Germanico con l’invasione della Polonia, nel settembre del 1939, venendo meno al “patto d’acciaio” il cui testo dell’accordo non ammetteva dubbi in questo senso. Prolungare tale indecisione avrebbe finito con il causare una rappresaglia militare da parte dei tedeschi.
Si era usciti dalla prima imbarazzante situazione inventando il concetto di “non belligeranza”, da sostituire a quello di neutralità, per evitare, com’era già accaduto nel 1914, l’accusa di tradimento. Nel frattempo Mussolini, con una lettera inviata a Hitler, si disse disposto a entrare in guerra anche subito “se la Germania gli avesse inviato immediatamente le forniture militari e le materie prime di cui l’Italia aveva bisogno”. Si trattava di una dotazione in pratica impossibile da ottenere. Si chiedevano sei milioni di tonnellate d’acciaio, due milioni di petrolio, un milione di rame, sette milioni di tonnellate di legno ed ancora gomma, zinco, tungsteno, zirconio, titanio, piombo e nichelio per un totale complessivo di 17 milioni di tonnellate. Una fornitura che Hitler non poteva onorare per “ragioni tecniche”, ma nello stesso tempo mostrò di condividere, almeno temporaneamente, la non belligeranza italiana. In tutto questo periodo non mancarono delle “punzecchiature” da parte tedesca.
A Dresda, durante un pranzo in onore degli italiani, un’esponente nazista se ne uscì con il dire: “La Germania più ancora dei nemici, deve guardarsi dagli amici che la tradiscono”. In un’altra occasione il vicesindaco tedesco di Praga, Pfitzner, annunciò che nello “spazio vitale” della Germania figuravano Trieste e tutta la valle Padana. Poi si aggiunse la questione dell’Alto Adige dove la popolazione appariva propensa ad entrare a far parte del Terzo Reich. In tal senso i tedeschi si preparavano a compiervi un vero plebiscito. Intanto la non belligeranza dell’Italia si stava trasformando in un grosso affare. Dalla Francia giungevano commesse per l’industria italiana, le quotazioni in borsa salivano alle stelle e i transatlantici viaggiavano “pieni come uova” e a prezzi raddoppiati. Nel frattempo crebbe anche il partito “interventista”.
Il Re continuava a ripetere: “Gli assenti hanno sempre torto e, probabilmente, pensava alla poderosa macchina da guerra allestita dai tedeschi e alla sua capacità di imporre una pace durevole in Europa con una vittoriosa “guerra-lampo”. Lo stesso Re colse la prima occasione per consegnare al maresciallo Goering il Collare dell’Annunziata, la decorazione sabauda che autorizzava, chi la portava, a considerarsi cugino del sovrano. (Riccardo Alfonso)

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Come vivevano gli italiani alla vigilia della seconda guerra mondiale?

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

In quei giorni di quiete, che precedettero la bufera, gli italiani li spesero in interminabili discussioni tra gli anglofili Ciano e Badoglio e i tedescofili Graziani e Farinacci e con l’aperto appoggio del giornale fascista della Capitale “Il Tevere”, denominato significativamente “l’oro del Reno”.
Già l’Italia, a ben considerare, si era sottratta all’abbraccio Germanico con l’invasione della Polonia, nel settembre del 1939, venendo meno al “patto d’acciaio” il cui testo dell’accordo non ammetteva dubbi in questo senso. Prolungare tale indecisione avrebbe finito con il causare una rappresaglia militare da parte dei tedeschi.
Si era usciti dalla prima imbarazzante situazione inventando il concetto di “non belligeranza”, da sostituire a quello di neutralità, per evitare, com’era già accaduto nel 1914, l’accusa di tradimento. Nel frattempo Mussolini, con una lettera inviata a Hitler, si disse disposto a entrare in guerra anche subito “se la Germania gli avesse inviato immediatamente le forniture militari e le materie prime di cui l’Italia aveva bisogno”. Si trattava di una dotazione in pratica impossibile da ottenere. Si chiedevano sei milioni di tonnellate d’acciaio, due milioni di petrolio, un milione di rame, sette milioni di tonnellate di legno ed ancora gomma, zinco, tungsteno, zirconio, titanio, piombo e nichelio per un totale complessivo di 17 milioni di tonnellate. Una fornitura che Hitler non poteva onorare per “ragioni tecniche”, ma nello stesso tempo mostrò di condividere, almeno temporaneamente, la non belligeranza italiana. In tutto questo periodo non mancarono delle “punzecchiature” da parte tedesca.
A Dresda, durante un pranzo in onore degli italiani, un’esponente nazista se ne uscì con il dire: “La Germania più ancora dei nemici, deve guardarsi dagli amici che la tradiscono”. In un’altra occasione il vicesindaco tedesco di Praga, Pfitzner, annunciò che nello “spazio vitale” della Germania figuravano Trieste e tutta la valle Padana. Poi si aggiunse la questione dell’Alto Adige dove la popolazione appariva propensa ad entrare a far parte del Terzo Reich. In tal senso i tedeschi si preparavano a compiervi un vero plebiscito. Intanto la non belligeranza dell’Italia si stava trasformando in un grosso affare. Dalla Francia giungevano commesse per l’industria italiana, le quotazioni in borsa salivano alle stelle e i transatlantici viaggiavano “pieni come uova” e a prezzi raddoppiati. Nel frattempo crebbe anche il partito “interventista”.
Il Re continuava a ripetere: “Gli assenti hanno sempre torto e, probabilmente, pensava alla poderosa macchina da guerra allestita dai tedeschi e alla sua capacità di imporre una pace durevole in Europa con una vittoriosa “guerra-lampo”. Lo stesso Re colse la prima occasione per consegnare al maresciallo Goering il Collare dell’Annunziata, la decorazione sabauda che autorizzava, chi la portava, a considerarsi cugino del sovrano. (Riccardo Alfonso)

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Festa Nazionale australiana e neozelandese in memoria dei militari caduti in Sicilia durante la seconda guerra mondiale

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2016

commemorazione caduti australiani3Catania Martedì 26 Aprile 2016 – ore 11.30 Cimitero di Guerra del Commonwealth di Catania Stradale Passo del Fico, zona Industriale,in occasione della ricorrenza dell’ANZAC DAY – Festa Nazionale australiana e neozelandese cerimonia in memoria dei caduti che persero la vita in battaglia, l’Istituto di Cultura Sicilia Australia (I.C.S.A.), in collaborazione con l’Ambasciata d’Australia a Roma, l’Ambasciata della Nuova Zelanda in Italia e la Returned and Services commemorazione caduti australianiLeague of Australia (RSL – Victorian Branch), commemorerà, per il terzo anno consecutivo, i soldati australiani e neozelandesi, caduti in Sicilia durante la campagna militare dell’agosto 1943.
La Celebrazione sarà presieduta dall’Ambasciatore d’Australia a Roma, dall’Attache’ Militare d’Australia – Southern Europe – Department of Defence of Australia, da Autorità civili e militari italiane, dal direttivo commemorazione caduti australiani1dell’Istituto di Cultura Sicilia Australia (I.C.S.A.)
In particolare, alla Celebrazione parteciperanno rappresentanti dell’Ambasciata della Nuova Zelanda a Roma, della Commonwealth War Graves Commission – Mediterranean Office, della USA NAVY/NATO Sigonella, e le varie Associazioni d’Arma di Catania.Don Agrippino Salerno, Prevosto Parroco della Pontificia Basilica Collegiata “Santa Maria dell’Elemosina” di Biancavilla, guiderà i presenti nella preghiera. La cerimonia religiosa verrà accompagnata dalla Corale Polifonica della Basilica.La celebrazione si concluderà con la deposizione di ghirlande commemorative, che saranno offerte in Memoria e con la visita alle tombe dei caduti ANZAC, segnate per l’occasione da bandierine australiane e neozelandesi e da papaveri rossi, simbolo di rigenerazione, speranza e ricordo perpetuo dei 102.000 australiani e 52.000 neozelandesi, che hanno dato la loro vita in guerre e conflitti militari mondiali durante gli ultimi 100 anni.
Alle ore 09:00 am – prima dell’inizio della Commemorazione al Cimitero del Commonwealth – le delegazioni visiteranno il Museo dello Sbarco – “Le Ciminiere”, Viale Africa, Catania. Il museo, fra i piu’ importanti musei bellici d’Italia, raccoglie documentazioni e memorabilia attinente allo Sbarco Alleato – Operation Husky – commemorazione caduti australiani2dell’agosto 1943.
Alle ore 10:00 am., sempre presso il Museo dello Sbarco, si terrà un Rinfresco che offrirà l’opportunità di un incontro con le delegazioni estere, prima di procedere al Cimitero di Guerra di Catania, per la Cerimonia Commemorativa con inizio ore 11.30.
L’accesso alle commemorazioni ANZAC di Catania e Siracusa è aperto a tutti coloro che desiderano rendere omaggio ai caduti dell’ Australian and New Zeland Army Corps (Corpo d’ Armata Australiano e Neozelandese dell’ Esercito – ANZAC ).
Il 25 Aprile 2015 – giorno dell’ANZAC DAY – una Commemorazione ANZAC sarà celebrata in forma ristretta anche al Cimitero di Guerra di Siracusa – Via per Floridia, 10 Contrada Canalicchio SR – con inizio ore 10:30am. In quella occasione verrà reso omaggio ai sei soldati australiani ed all’unico neozelandese sepolti presso il Cimitero di Guerra di Siracusa.
Il 10 luglio 1943 truppe americane, canadesi ed inglesi, a seguito della conclusione della campagna nord africana, sbarcavano nella parte sud-orientale della Sicilia, rispettivamente nei pressi di Gela e tra Portopalo e Siracusa. L’invasione, definita dagli anglo-americani “Operazione Husky”, avrebbe portato la Sicilia e l’Italia tutta verso la liberazione dall’occupazione tedesca. La campagna in Sicilia, – definita la seconda più importante avanzata di truppe alleate – seconda, quindi, solo alla Sbarco in Normandia, si concluse il 17 agosto, quando le forze alleate si riunirono a Messina. All’occupazione della Sicilia parteciparono: Divisioni dell’aereonautica Australiana e Neozelandese e militari di queste nazioni aggregati ad unità inglesi, otto navi della Marina e quattro squadriglie di aerei della Forze Australiane.
L’Istituto di Cultura Sicilia Australia è un’associazione no-profit con sede in Sicilia e in Australia – essa ha come scopo primario lo scambio culturale fra le genti di Sicilia e d’Australia, sul piano dell’arte, della cultura, dello sport e dell’ingegno. Quale ponte culturale tra i due Paesi, oltre a porre in rilievo, sostenere e programmare eventi di particolare interesse che coinvolgano entrambi i territori, collabora con Istituzioni, Enti governativi, Associazioni, Fondazioni e privati di entrambi i Paesi, per una concreta opera di promozione culturale. Si dedica alla promozione di entrambi i territori, creando gemellaggi accademici, l’attuazione di seminari di studio, master e – in genere – l’elaborazione di progetti di studio, in comunione fra istituti scolastici ed università dei due Paesi, l’istituzione di premi e borse di studio per studenti e accademici australiani che vogliono studiare in Sicilia e viceversa per siciliani, con specifici interessi di studio e ricerca in Australia; prova a suscitare spunti di confronto tra i due Paesi, nella convinzione che lo scambio culturale rappresenta una grande occasione di crescita; più in generale, promuove sinergie per far nascere iniziative.
Molti australiani vivono in Italia e in media 100.000 australiani visitano l’Italia ogni anno (dati ricevuti dal “Australia Ministry of Foreign Affairs and Trade”). (foto: commemorazione caduti australiani)

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70 anni di pace in Europa 1945-2015

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2015

Più libri più liberi 2010_Foto di Jacopo Pergameno_Courtesy AIE_Associazione Italiana Editori_PANORAMICA_Roma Lunedì 19 ottobre 2015 ore 10.00 alle 18.00 Spazio Europa, Via IV Novembre, 149. Il “Centro per la Promozione del Libro”, ente culturale fondato nel 1984, promuove ed organizza un convegno-mostra storico documentaria per celebrare il 70° anniversario dalla fine della Seconda Guerra Mondiale dal titolo “70 anni di pace in Europa” che avrà luogo lunedì 19 ottobre nello “Spazio Europa” in Via IV Novembre 149, sede della Rappresentanza in Italia del Parlamento Europeo.Il programma della giornata prevede:
– alle ore 10.00 inaugurazione della mostra storica;
– dalle ore 10.30 alle ore 13.30 convegno storico – sessione mattina
– dalle ore 14.30 alle ore 17.30 viste guidate alla mostra
Il convegno è articolato in brevi interventi di Autorità istituzionali, personalità della cultura e storici, di 6-10 minuti ciascuno, sono previsti oltre 15 interventi.La mostra storico-documentaria, allestita nell’ambito dello “Spazio Europa”, si presenta come rassegna stampa internazionale che sottolinea le parole PACE ed EUROPA a simboleggiare e ricordare i 70 anni di pace, avrà come filo conduttore i giornali ed i quotidiani originali dell’epoca, prevalentemente italiani ed esteri: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Vaticano e molti altri.
IL PERCORSO STORICO evidenzierà, con 120/150 documenti del nostro archivio emeroteca, i più significativi avvenimenti evidenziando la fine della guerra in Italia (2 maggio 1945) e in Europa (8 e 9 maggio 1945), attraverso i titoli dei più importanti giornali internazionali, sottolineando l’inaugurazione della PACE.Intervengono alla conclusione dei lavori del convegno il Presidente della Comunita’ Ebraica di Roma, Ruth Dureghello e il Sottosegretario di Stato agli Affari Europei della Presidenza del Consiglio dei Ministri, On. Sandro Gozi.

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Sbarco in Normandia: gli ultimi eroi

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

Sbarco in NormandiaPrima Serie (2 puntate) – da Venerdì 10 ottobre, ore 22:00 Sono pochi i giorni che hanno letteralmente cambiato il corso della storia ma sicuramente il 6 giugno 1944, il D-Day, è uno di questi. Era la libertà del mondo occidentale a essere in gioco quel giorno, il che ha richiesto due anni di meticolosi preparativi, un’intensa attività di spionaggio e l’analisi di milioni di ricostruzioni aeree tridimensionali dell’area. Una storia di eroismo, abnegazione e determinazione. Forse per l’ultima volta ascolteremo le testimonianze di chi ha vissuto quel giorno e ha rischiato la vita per salvare il mondo dalla tirannia nazista. Con l’accesso, mai avvenuto prima d’ora, a migliaia di documenti top secret, ai racconti incredibili dei protagonisti di quel giorno.

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