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Fitti passivi e sedi uffici comunali

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

campidoglioRoma “Il sito di Roma Capitale pubblica un avviso per reperire locali in affitto da destinare ad uffici, scuole e centri anziani. Più volte la sindaca Raggi, a partire dal giorno del suo insediamento ha sostenuto di voler ridurre i fitti passivi e riportare le strutture comunali all’interno di immobili di proprietà. A gennaio 2017 annuncia che nel bilancio è prevista la riduzione di 3 milioni sui fitti passivi.
Tra questi anche quelli (1,5 mln di euro) relativi al palazzo di via del Tritone occupato da gruppi e commissioni consiliari che dovrebbero trasferirsi in immobili di proprietà comunale, di cui ancora non si conosce la nuova ubicazione.
E’ evidente che la nuova procedura di reperimento locali contrasta con quanto dichiarato nei mesi scorsi, pertanto la spesa sui fitti passivi anziché contrarsi è destinata a lievitare invertendo un trend di contenimento delle spese avviato con l’amministrazione di centrosinistra.
Ci tengo a sottolineare alla Sindaca e alla giunta che nell’agosto del 2014 era stato siglato un protocollo d’intesa dall’Amministrazione di centrosinistra con il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, per la dismissione e valorizzazione di sei caserme inutilizzate. L’accordo prevedeva anche la sistemazione di uffici comunali in questi immobili.
Allo scopo di conoscere una mappatura circostanziata alle esigenze di ricollocazione di uffici e strutture comunali ho deciso di convocare una commissione trasparenza .
Relativamente ai piani logistici per gli uffici si rende necessario anche conoscere gli intendimenti dell’amministrazione relativamente ai progetti di valorizzazione delle caserme e una ricognizione generale sui fitti passivi aggiornati ai nuovi contratti da porre in essere.”

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Concorso per le nuove sedi: un’ingiustizia che deve essere sanata

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 marzo 2012

“Le disposizioni sul concorso straordinario che dovrà assegnare le nuove farmacie previste dal decreto rischiano di tradursi in una mortificazione del merito e nell’azzeramento delle competenze acquisite sul campo, trasformando un concorso in una sorta di assegnazione in base a criteri burocratici”. Questo, nelle parole del presidente Andrea Mandelli, il giudizio della Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani sulla scelta di procedere all’assegnazione delle nuove sedi attraverso un concorso per soli titoli in cui viene operata l’equiparazione tra l’attività svolta nelle farmacie rurali sussidiate, negli esercizi di vicinato e nelle farmacie urbane. “Come abbiamo già detto, non si tratta di favorire questa o quella componente professionale, ma di considerare che dall’appiattimento dei meriti viene danneggiato chi ne ha acquisiti di più”. Questa circostanza è aggravata dalla scomparsa della prova di esame, che invece era prevista nella precedente stesura del testo. “Per un governo che fa della meritocrazia una delle sue parole d’ordine, questa è una patente contraddizione” commenta Mandelli. “Così come congegnata, la norma impedisce a molti colleghi anche soltanto di sperare in una partecipazione positiva al concorso” aggiunge il segretario della FOFI, Maurizio Pace. “Mi riferisco ai farmacisti ospedalieri, a quelli dei servizi territoriali, ai ricercatori universitari e agli informatori scientifici del farmaco. Questi ultimi, in particolare nel Mezzogiorno, sono al centro di una gravissima crisi occupazionale. Tutti questi colleghi, i cui titoli non sono stati rivalutati, non possono nemmeno contare sulla prova d’esame per poter colmare lo svantaggio. Mi sembra evidente” conclude Pace “che sia ormai indifferibile un ripensamento complessivo dei percorsi professionali, anche dal punto di vista previdenziale”. La Federazione, comunque, si è fatta promotrice di un incontro tra i rappresentanti delle componenti professionali interessate con i relatori alla Camera del decreto “Cresci Italia”. “Se anche c’è un minimo spiraglio per rimediare a questa ingiustizia intendiamo impegnarci al massimo delle nostre possibilità” conclude Andrea Mandelli.

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Farmacie: sulle sedi non cambia nulla

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 marzo 2012

Le ricadute sulla pianta organica dell’art.11 fanno discutere. Di seguito il parere di alcuni esperti di legislazione farmaceutica interpellati da Farmacista33. «Di fatto non cambia niente» è il parere di Bruno Nicoloso, docente di legislazione, organizzazione ed economia farmaceutiche all’università di Firenze «perché rimangono intatti i criteri geografico, demografico e urbanistico. Semmai, diventano più flessibili i criteri di revisione, perché le aperture in deroga previste per stazioni, centri commerciali e altro determineranno in alcune situazioni la permanenza del solo criterio della distanza». «Non sparisce proprio nulla» conferma da Napoli Antonia De Lisio, docente di legislazione del farmaco all’università Federico II «nella 475/68 si parla di pianta organica, sede e zona. Ora si cita soltanto la zona, ma è evidente che per identificarla il comune deve perimetrarla. Piuttosto, si può dire che se prima, con l’identificazione delle sedi, si doveva obbligatoriamente coprire l’intero territorio comunale, ora invece con l’individuazione delle zone possono rimanere delle zone franche, la cui presenza potrebbe diventare un problema nel momento in cui si partisse con servizi come la consegna a domicilio dei medicinali. Non dimentichiamo infine che nei commi 2 e 3 dell’articolo 11 torna il concetto di “sedi”, quindi c’è da chiedersi quale sia la reale volontà del legislatore».
«In effetti la lettura del paragrafo lascia diverse perplessità» è infine il giudizio di Stefano Ribolzi, avvocato ed esperto di legislazione della farmacia «non sembra cambiare molto rispetto a oggi ma c’è da chiedersi innanzitutto se il termine “zona” mantenga nei due testi il medesimo significato. E poi, la sua identificazione deve essere effettuata dal comune sentito il parere di Asl e Ordine: ma è un parere vincolante o soltanto consultivo? Ci sarà da riflettere parecchio sul nuovo testo, di certo da quanto si afferma alla lettera c emerge tra i parametri per la distribuzione dei presidi anche un nuovo criterio: assicurare una maggiore accessibilità al servizio farmaceutico».(fonte farmacista33)

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Anche Torino sede ministeriale?

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Mag 2011

Ipotizzare che Torino possa diventare sede di un Ministero non è certo un’eresia. Il tema della capitale ‘reticolare’ o ‘policentrica’ non si pone certo oggi, ma affonda le sue radici in autorevoli analisi e studi fatti in tempi non sospetti. Non è ragione di scandalo pensare che importanti funzioni direzionali del sistema pubblico possano avere una sede che non è necessariamente Roma e che, quindi, possano venire trasferite dalla capitale ad altre città. Un decentramento amministrativo di questo tipo potrebbe rappresentare uno degli elementi di modernizzazione del nostro Paese, purché venga sempre fatta salva l’identità e l’unità nazionale. Ma è evidente che si tratta di un tema complesso che non può essere affrontato se non nell’ottica di una più complessiva riforma della pubblica amministrazione, della ridefinizione del ruolo dei Ministeri, dello snellimento degli apparati burocratici e del recupero della loro efficienza. Invece, i tempi e i modi con i quali il Presidente Cota e lo stato maggiore leghista hanno rispolverato la proposta di ricollocare alcuni ministeri in città del Nord fa sì che il tutto appaia come un’operazione sfacciatamente elettorale. Proporre Milano e Torino come sedi di Ministeri o di Dipartimenti alla vigilia di un ballottaggio tanto importante, ha come sola conseguenza quella di ridurre una questione importante come il decentramento amministrativo ad una mera spartizione geografica volta a favorire i desiderata di questo o quel governatore. Il PD è disposto a discutere seriamente di decentramento ma non ad assistere ad una sorta di gioco dei bussolotti o ad un mercanteggiamento degno di Monopoli.
Se poi il Presidente ritiene di far qualcosa subito per il Piemonte, gli ricordo che da tempo giace in Parlamento una proposta di legge per l’istituzione con sede in Torino e Genova dell’autorità nazionale dei trasporti. Un’idea costruita di concerto tra le associazioni industriali piemontese e ligure, tra i due governi regionali e sostenuta, almeno a parole, anche da diversi parlamentari del centrodestra. Sarebbe bene partire da qui, anziché inseguire proposte vaghe destinare a svanire una volta che le urne si sono chiuse.

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Ministeri e sedi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Mag 2011

Trasferire le sedi ministeriali da Roma a Milano o Napoli costerà al contribuente e all’ambiente. Nessuno ha fatto i conti ma possiamo far riferimento ai costi dei due parlamenti europei, quello di Bruxelles e quello di Strasburgo. Ebbene, il trasferimento delle sessioni parlamentari, da una sede all’altra, costa al contribuente europeo la modica cifra di 200 milioni di euro l’anno, piu’ 20mila tonnellate di anidride carbonica, pari a 13mila voli da Londra a New York. Inoltre, ironia della sorte, una sede milanese o napoletana, di fatto comportera’ averne una analoga, almeno di rappresentanza se non effettiva, a Roma, come e’ avvenuto per l’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), che formalmente risiede a Napoli ma che ha una bella sede nel quartiere Parioli a Roma, con i relativi costi. E il contribuente paga! (fonte Aduc)

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Chiusura sedi diplomatiche

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2010

Veniamo a sapere, da un paio di scarni e timidi comunicati sulle pagine web dell’Agenzia Consolare di Genk e del Consolato d’Italia a Bruxelles, che “questa Agenzia Consolare, soppressa dal Ministero degli Affari Esteri con provvedimento del 16.09.2009, sarà chiusa al pubblico, per tutti i servizi, a partire da lunedì 20 settembre 2010. A partire dal 1° ottobre 2010, la collettività italiana del Limburgo dovrà rivolgersi alla Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia a Bruxelles, sita in Livornostraat 38 – 1000 Bruxelles”, e “dal 1° ottobre 2010, la circoscrizione consolare di Bruxelles accoglierà anche la collettività italiana residente in Limburgo. Inoltre, a partire dalla stessa data, il Consolato passerà sotto la competenza della Ambasciata d’Italia presso il Regno del Belgio, diventando Cancelleria consolare”. Così, in poche righe in caratteri minuti e quasi di nascosto, con pochissimi giorni di preavviso, come se fosse una cosa di cui vergognarsi.  E infatti lo è. La capitale del Limburgo, Genk, dove vivono migliaia di concittadini italiani che hanno speso la loro vita nelle miniere di carbone, è a quasi 100 km da Bruxelles.
Sono minacciate di chiusura in Belgio anche le sedi consolari di Liegi e di Mons; così come varie altre in Europa e nel mondo con importanti comunità italiane, o sono già chiuse, un po’ alla chetichella, senza fare troppo rumore. Sempre imponendo a tantissimi concittadini delle notevoli distanze da percorrere, spesso persone anziane o senza grandi mezzi. E tutto questo si farebbe per “razionalizzare” e “risparmiare”… ma sulla pelle degli emigrati, ancora una volta, dopo i durissimi tagli ai fondi per le attività di sostegno culturale e sociale, per le associazioni, la scuola, la lingua italiana. Si tolgono soldi da qui e magari si usano, nelle guerre, negli sprechi, nella propaganda, nei clientelismi di certa politica politicante.

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Protesta lavoratori Inps

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

Oltre 3.500 lavoratori dell’INPS hanno partecipato alle assemblee regionali, indette ieri in tutta Italia dalla RdB Pubblico Impiego, per protestare contro il nuovo assetto organizzativo delle sedi dell’Ente. La RdB INPS critica fortemente l’abbandono un modello organizzativo adeguato, che nel 2009  ha portato ad un aumento del 10% della produttività, per affidare alla multinazionale KPMG un progetto appaltato dal costo di 17 milioni di Euro che prevede il ridimensionamento della presenza dell’Ente sul territorio ed un ritorno al lavoro parcellizzato, sul modello della fabbrica. “Erano anni che non si vedevano tanti lavoratori in assemblea”, commenta Luigi Romagnoli, coordinatore nazionale della RdB INPS. “La maggior parte delle venti sedi nelle quali è in corso la fase sperimentale della riorganizzazione è stata invasa pacificamente da una marea di lavoratori preoccupati per il futuro dell’Ente previdenziale e per il peggioramento delle condizioni di lavoro”. “Questa riorganizzazione – prosegue il rappresentante RdB – si inserisce nel più ampio disegno di smantellamento dello Stato Sociale, che si traduce in una minore offerta di servizi ai cittadini nella scuola, nella sanità e nella previdenza. Dopo anni di martellante campagna diffamatoria nei confronti dei lavoratori pubblici, evidentemente si giudicano maturi i tempi per un attacco a tutto campo alla Pubblica Amministrazione”. Conclude Romagnoli: “La RdB vuole rompere il muro di contrapposizione tra cittadini utenti e lavoratori pubblici, per costruire una comune difesa del Welfare. Nelle prossime settimane proporremo altri momenti di mobilitazione per costringere l’amministrazione a rivedere le proprie scelte e ad aprire un confronto sindacale dal quale scaturiscano certezze sul futuro dell’INPS e sull’attività dei lavoratori”.

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“Materiche armonie dell’arte”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2009

bortoli palladioVenezia 10 settembre 2009, alle ore 17.00, nelle Sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (con ingresso dal n. 13/a di Piazzetta S. Marco), si terrà l’inaugurazione della mostra “Materiche armonie dell’arte”, organizzata in collaborazione con l’Associazione culturale AMI.B.E.C. (Amici Beni Culturali). Interveranno Maria Letiza Sebastiani, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana, e gli artisti: i pittori Joseph Kaliher e Pia Parodi e gli scultori Giorgio Bortoli e Paola Crema. La Biblioteca Nazionale Marciana, antica e attenta custode della memoria veneziana, conserva il suo inestimabile patrimonio in due prestigiose e storiche sedi veneziane: l’edificio della Libreria Sansoviniana e l’antica Zecca. La Sala della Libreria presenta una decorazione pittorica del soffitto, decorato a grottesche su fondo d’oro, che costituisce un ciclo grandioso espresso nei tondi, opera di diversi artisti, il cui disegno iconografico complessivo richiama da una parte le possibili attività che si aprono al patrizio o al cittadino al servizio della Repubblica, dall’altra le discipline che rappresentano gli elementi costitutivi del sapere. Tale è l’importanza e il numero delle opere, che il soffitto è stato definito il manifesto del manierismo a Venezia. È in questa cornice che la Biblioteca Nazionale Marciana ospita una collettiva di arte contemporanea con quattro artisti: i pittori Joseph Kaliher e Pia Parodi e gli scultori Giorgio Bortoli e Paola Crema. Le opere esposte, attraverso visioni naturalistiche, oniriche o mitiche, di cui ognuno degli artisti è portatore  e interprete, consentono di tracciare un sentiero comune nel quale convergono esperienze e capacità realizzative proprie dei diversi artisti allo scopo di offrire a tutti un’offerta culturale ampia e variegata.La mostra, organizzata in collaborazione con l’Associazione culturale AMI.BE.C (Amici Beni Culturali), ben si inserisce per il suo valore artistico e documentario nell’ottica della fruizione e della valorizzazione di opere di artisti contemporanei all’interno di uno dei più importanti e preziosi patrimoni artistici e culturali del mondo, gioiello di cultura e di bellezza. (Maria Letizia Sebastiani Direttore della Biblioteca Nazionale Marciana) (bortoli palladio)

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