Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘segnali’

Castelli: “Segnali di ripresa concreti e reali”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Roma – “II dati sulla produzione industriale certificati dall’Istat (+0,8% su gennaio 2019 e +1,7% su dicembre 2018) nei giorni scorsi assumono maggiore rilevanza se rapportati con quello della produzione dell’area Euro, che invece vede una flessione del -0,2% nel mese di febbraio. Analogamente l’Ufficio Parlamentare di Bilanci, nella nota sulla congiuntura di aprile 2019, diramata oggi, prevede il PIL al +0,1% nel primo trimestre di quest’anno.
È evidente che si intravedono segnali di ripresa concreti e reali, e le misure contenute nella Legge di Bilancio devono ancora produrre compiutamente i loro effetti.
Il Paese sta rispondendo positivamente alle politiche che abbiamo messo in campo come Governo”.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commenta i dati Eurostat sulla produzione industriale e la nota sulla congiuntura di UPB.

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Segnali di distensione nel Corno d’Africa: l’Etiopia riconosce i confini con l’Eritrea

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

L’Associazione per i popoli Minacciati (APM) saluta con speranza la decisione del governo etiope di riconoscere i confini con l’Eritrea così come stabiliti dalla Corte Internazionale dell’Aia nel 2002. Dopo la sanguinosa guerra del 1998-2000 costata la vita ad almeno 100.000 persone, l’Etiopia si era impegnata con gli accordi di pace di Algeri del 2000 a riconoscere il verdetto di un’istanza neutrale per quanto riguarda il percorso dei confini con il paese vicino. Successivamente l’Etiopia si è però rifiutata di accettare il verdetto della Corte dell’Aia favorevole all’Eritrea.Il rifiuto etiope ha di fatto rafforzato la posizione del dittatore eritreo Isaias Afewerki che con il pretesto della mancata applicazione degli accordi di pace ha potuto mantenere il paese in uno stato di guerra latente con un apparato militare smisurato, il reclutamento forzato e un servizio militare obbligatorio e illimitato nel tempo.Ora, dopo anni di sofferenze e violenze legati ai conflitti di confine, il governo etiope ha deciso di applicare il verdetto della Corte Internazionale dell’Aia. La decisione, che certamente verrà festeggiata dalla popolazione civile di entrambi i paesi, costituisce un trionfo diplomatico per l’Eritrea con risvolti anche sul piano internazionale. In considerazione dell’importanza politica e strategica dell’Etiopia, la comunità internazionale ha finora preso le parti dell’Etiopia rifiutandosi di chiedere al paese il rispetto degli accordi di pace e stigmatizzando invece l’Eritrea. Afewerki dal canto suo ha utilizzato la posizione internazionale a fini propagandistici, sostenendo che l’Eritrea era vittima di una congiura internazionale che a sua volta giustificava un esercito forte di 200.000 militari su un totale di popolazione di appena 6,5 milioni di persone.Secondo l’APM, il trionfo diplomatico eritreo potrebbe avere conseguenze anche per lo stesso dittatore Afewerki. Venendo a mancare il pretesto per mantenere uno stato di guerra, potrebbe ora aumentare la pressione anche interna per ridurre le forze armate, abolire il servizio militare illimitato, introdurre riforme democratiche e il rispetto dei diritti umani e potrebbe, alla fine, portare alla fine della stessa dittatura. Il servizio militare illimitato nel tempo è attualmente la maggiore causa di fuga dei giovani eritrei che costituiscono uno dei maggiori gruppi di profughi in approdo in Italia.

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Moro, scritta BR sul monumento, non sottovalutare certi segnali

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

“Viviamo un momento storico in cui la violenza dello scontro politico si accompagna a manifestazioni varie e diffuse di aggressione e violazione delle regole, legali, civili, e di comune senso del rispetto e dell’equilibrio. Il nuovo oltraggio che, arrecato al monumento dei caduti in via Fani, è rivolto nel suo significato a figure politiche e istituzionali, comprese le nostre Vittime in divisa, è l’ennesimo grave episodio che interviene in un clima reso a tratti irrespirabile da chiari rigurgiti eversivi che, con troppo agio, vengono tradotti in gesti violenti, verbali o fisici, nelle strade, nelle manifestazioni di piazza, ai tavoli di certi convegni o presentazioni di libri, e persino sui media dove non di rado trova spazio chi pensa di poter rendere spiegabile, o peggio condivisibile, l’aggressione di Vittime che hanno avuto la sola colpa di incarnare il rispetto delle Istituzioni democratiche. Oggi da noi parte l’ennesimo allarme a non sottovalutare tutto questo”.
Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, nel giorno in cui, è stato nuovamente imbrattato il monumento che ricorda le vittime dell’agguato avvenuto in via Fani, quando fa fu rapito dalle brigate rosse il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Sulla stele, che ricorda i nomi dei cinque uomini della scorta uccisi – Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi -, è stata dipinta la sigla BR di colore rosso. Già un mese fa la targa era stata imbrattata e poi ripulita. Sulla base era stato scritto “Morte alle guardie” ed erano state disegnate due svastiche ai lati con spray nero. La scritta fu poi rimossa prima dell’anniversario della strage, quando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato il monumento.
“Condividiamo pienamente – aggiunge Pianese – quanto affermato nei giorni scorsi da Lorenzo Biagi, figlio del giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Nuove Brigate rosse, e rilanciamo in chiave più generale il suo appello a non sottovalutare il pericolo, strisciante ma serio, che può annidarsi in certi contesti di odio profondissimo verso lo Stato e chi lo rappresenta”.

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Il consenso in politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2011

Se analizziamo gli umori del corpo elettorale, diciamo da sei mesi a questa parte, ci accorgiamo che sono stati lanciati dei “segnali” evidenti allorché, a dispetto delle previsioni della vigilia, a Napoli e a Milano sono stati eletti sindaci degli outsiders anche se non possiamo dire che fossero a digiugno della politica e delle logiche di apparato. Ancora prima in Piemonte la vittoria della Lega più che sui numeri, dati dalla coalizione, è venuta con la lista di disturbo di Grillo e che poi ha fatto il bis più di recente dando la vittoria al Pdl del dott. Iorio, alle regionali molisane. A questo punto sono entrati in gioco gli strateghi di partito che hanno ritenuto possibile un “rientro” della protesta dell’elettore considerata la incapacità della politica di cogliere i segnali di dissenso legati alla partecipazione, in luogo dell’assenteismo, tant’è che dai songaggi di questi giorni si è portato alle soglie del 30%. Vi ha fatto eco Berlusconi che ha paventato la possibilità non solo di superare l’attuale impasse ma di poter doppiare le politiche del 2013 con un successo. A questo punto ha ragione Mario Monti che dalla Gruber a 7e mezzo ritiene improbabile un governo alternativo all’attuale in quanto mancano le condizioni “politiche” per pervenirvi. Dobbiamo, quindi, mettere in conto la possibilità che si vada alla scadenza naturale di questa legislatura. Nel frattempo un po’ tutti stanno a guardare il maggiore partito d’opposizione, il Pd, che è oggi come l’asino di Buridano: non sa se fare le primarie subito o rinviarle, se fare l’alleanza con il centro di Casini e compagni o lasciarsi sedurre dalle sirene “sinistre” e intanto si lacera all’interno e fa scalpitare i “cavalli di razza” di giovanil baldanza (vedasi il sindaco di Firenze). Ma vi è anche un’altra mina “antiuomo” che gli amici di Berlusconi hanno preparato per indebolire l’immagine di un partito che continua ad essere gestito dalla vecchia leadership. Pensiamo a Penati, ex capo della segreteria di Bersani e ora a D’Alema indagato dalla Procura di Roma e ci dicono che anche un altro personaggio rischia di finire nel tritacarne delle procure. Se andiamo avanti di questo passo sull’Aventino ci resterà forse qualcosa di più del 30% degli attuali “non votanti” e a farne le spese saranno per lo più quelli del centro-sinistra, mentre volenti o nolenti Casini si troverà a fare l’alleanza con il Pdl e Berlusconi se non in prima persona di certo resterà in sella alla coalizione. A questo punto solo le primarie possono scuotere un partito che sembra addormentato ed esitante e darci due risposte che tutti attendono: una nuova leadership e un programma che non sia, al solito, “lacrime e sangue” tanto da farci credere di finire dalla padella nella brace. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Manifestare ma senza violenze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

“Il diritto di manifestare non può e non deve degenerare in atti di vandalismo contro la cosa pubblica. E’ necessario fare piena luce su chi si nasconde dietro i black block istigando comportamenti violenti e distruttivi che rischiano di trasformarsi in tragedie a danno delle forze dell’ordine, dei residenti e dei turisti della città. Queste infiltrazioni all’interno dei cortei rappresentano un pericolo anche per chi è in piazza per manifestare i propri diritti. Non vorremmo trovarci, infatti, a piangere qualche disgrazia, finendo addirittura per attribuire l’appellativo di eroi ai teppisti che assaltano le forze dell’ordine, sfondando le vetrate di banche, danneggiando auto, sradicando segnali stradali poi usati come ariete contro le vetrine dei negozi, il tutto a carico delle casse pubbliche, quindi sulle spalle dei cittadini. Questa è la democrazia tanto decantata dai centri sociali tutelati anche da esponenti politici della sinistra”. – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale.  “Auspichiamo che si arrivi quanto prima a trovare un accordo sullo svolgimento dei cortei, richiesto a più riprese al Prefetto dal Sindaco Alemanno, perché non è pensabile paralizzare una città ed impedire il diritto alla mobilità e alla salute dei residenti, senza contare l’impegno di spesa che l’organizzazione di una manifestazione comporta, non fosse altro per l’impiego straordinario delle forze dell’ordine che si trovano costrette ad abbandonare il loro consueto servizio volto a garantire la sicurezza a tutta la collettività in diversi quadranti a rischio”– conclude Santori.

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Artigianato veneziano: segnali di ripresa

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2010

Dopo una lunga congiuntura negativa, sul fatturato delle imprese artigiane in provincia di Venezia riappare il segno “più”.  Il dato statistico fatto segnare dal primo semestre 2010 si assesta infatti al +0,3%, e fa seguito al -7,2% e al -8,2% registrati nella seconda e nella prima parte del 2009. I “conti” delle PMI risalgono dunque di 7,5 punti percentuali, facendo per la prima volta intravvedere segnali concreti, seppur ancora deboli, di ripresa economica. La congiuntura migliore si fa sentire soprattutto nei settori delle calzature (+26,3%, dato che incrementa il già positivo +6,7% del secondo semestre 2009), della meccanica (+8,7%) e dei trasporti (+4,1%). Di converso, l’edilizia continua a vivere un periodo di marcata crisi, come dimostrano il -4,6% del comparto e il -10,8% dei servizi legati all’edilizia. Ancora criticità anche per la grafica (-4,8%). Più in generale, la crescita del fatturato interessa in primis le imprese del manifatturiero (+4,8%) e in misura minore quelle del terziario (+1,1%). Il comparto delle costruzioni presenta invece una nuova contrazione (-3,2%).  Nel territorio provinciale la palma del “migliore” spetta al mandamento di Mestre con +3,8%, seguito da Chioggia con +3,0%. Fa da contraltare il -12,1% di Cavarzere, seguito dal -2,6% di Mirano e dal -2,5% di Venezia centro storico. Nonostante la ripresa economica inizi ad affacciarsi sull’artigianato veneziano, gli imprenditori dimostrano però di avere ancora il “freno a mano tirato” in tema di investimenti strutturali (in prevalenza per l’acquisto di macchinari), che segnano infatti un chiaro -33,7% nella prima parte del 2010. In testa il comparto dell’abbigliamento (-76,5%), seguito dalla meccanica (-59,9%) e dal vetro (-53,0%). Segno decisamente positivo, invece, per le calzature (+208,4%), seguite dal legno (+54,5%), dalla grafica (+53,2%) e dagli alimentari (+51,2%).  Sono questi i dati più significativi che emergono dal Report semestrale sull’artigianato veneziano – relativo alla prima metà del 2010 – realizzato dalla Confartigianato Provinciale.  I risultati presentano dunque un panorama a due facce, che si caratterizza per una risalita del fatturato ma per investimenti strutturali in contrazione, al punto da porre ancora in chiaroscuro lo sviluppo futuro della zona dell’artigianato in provincia di Venezia, come sottolinea il presidente di Confartigianato Provinciale di Venezia Giuseppe Molin: “La nota positiva è che il fatturato complessivo per la prima volta si assesta su un valore positivo, facendo segnare un +0,3%, cosa che non accadeva da molto tempo – spiega –. Se, come auspichiamo, il trend sarà quello di una risalita costante, per far sì che i ‘conti’ tornino in positivo gli artigiani devono però riprendere coraggio e tornare a investire sul mercato, contribuendo a restituire al Made in Italy il posto di primo piano che gli spetta. E, mai come in questa fase delicata, il sistema artigianato ha bisogno di un sostegno concreto in più direzioni, con l’adozione di misure ad hoc per le aziende più deboli unito a incentivi concreti per accrescere le potenzialità di investimento delle realtà trainanti, che continuano ad essere costituite dalle imprese piccole e medie”.

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Più libri più liberi: I piccoli editori

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

Roma, 4-8 dicembre) fiera del libro all’Eur. I piccoli editori pubblicano già il 6% dei loro titoli in formato eBook. Sono infatti 131, in base alle elaborazioni dell’Ufficio studi AIE, le case editrici italiane che hanno in catalogo “almeno un titolo” in formato e-book in lingua italiana: di queste, 94 sono piccole case editrici, con un catalogo medio di e-book di 16 titoli. Complessivamente il “catalogo” che sviluppano è di 1.472 e-book, corrispondente al 6% di titoli che la piccola editoria ha proposto (tra novità e ristampe) nel 2009. Sono questi alcuni dei primi segnali dal mercato che verranno presentati e discussi in occasione di due incontri interamente centrati sul fenomeno dell’anno e in programma martedì 6 dicembre al Palazzo dei congressi dell’EUR a Roma alla Fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi.
Dal mondo dell’eBook alle strutture: come si sta organizzando il nostro mercato tra “piattaforme” e librerie on line che vendono e-book? Sarà questo il tema del secondo appuntamento, sempre in programma il 6 dicembre al Digital Cafè dalle 11.30 alle 13 dal titolo Piattaforme di e-book a confronto, in cui sarà proposta una vera e propria ricognizione a 360 gradi su cosa offrono oggi le piattaforme distributive e quale modello di business propongono agli editori. Questo attraverso una serrata presentazione delle principali piattaforme, una delle più ampie condotte in questi mesi. Interverranno, moderati da Cristina Mussinelli di AIE, Marco Croella (Semplicissimus Book Farm), Renato Salvetti (Edigita), Matteo Brambilla (BookRepublic), Enrico Lavoro (Telecom), Livia Senic-Matulia (Webster), Luciano Simonelli (eBooks Italia).
L’impatto delle nuove tecnologie non  riguarda – e non riguarderà – però solo le innovazioni di prodotto (e-book o Applicazioni) ma anche quelle di “processo”: distributivo innanzitutto, ma anche nel “prestito”. Per questo il 6 dicembre, nel pomeriggio, si svolgeranno al Digital café altri due incontri, sempre legati al tema ebook: Filiere che si riorganizzano, alle 15, in cui interverranno Fernando Mantovani (Business online Feltrinelli) ed Enzo Mazza (Fimi). E Quando l’e-book comincia ad andare in prestito, in programma alle 16, con un focus sui prestiti bibliotecari di ebook. Interverranno, Giulio Blasi (Media Library), Luciana Cumino (Biblioteca civica di Cologno Monzese), Andrea Ferro (Casalini Digital Library). Entrambe le tavole rotonde sono moderate da Giovanni Peresson di AIE.

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Trasmissioni dal vivo su Internet

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2010

Amsterdam, Presentato il primo codificatore al mondo di segnali live utilizzabile in mobilità e disponibile in formato tascabile. Riferimento incrociato: immagine disponibile per visualizzazione e download gratuito tramite EPA (Agenzia Fotogiornalistica Europea) all’indirizzo: http://www.presseportal.de/story.htx?firmaid=23924
miniCASTER(R), il primo codificatore al mondo di segnali televisivi dal vivo utilizzabile in condizioni di completa mobilità e disponibile in formato tascabile, farà il suo debutto mondiale all’IBC di Amsterdam. MiniCASTER(R) consente a chiunque di trasmettere contenuti in streaming live sul Web in formato HDTV con la semplice pressione di un tasto. È compatto, leggerissimo e completamente mobile grazie alla potente batteria incorporata. L’apparecchio, che può essere collegato a Internet tramite connessione fissa, reti di telefonia mobile o via satellite, consente la trasmissione di contenuti a costi bassissimi: un’ora di connessione tramite cellulare, ad esempio, costa circa 10 dollari, sebbene le tariffe possano variare a seconda dell’operatore telefonico.
(Immagine: http://www.newscom.com/cgi-bin/prnh/20100910/407644 )  miniCASTER(R) codifica il segnale audio/video di normali videocamere o fotocamere in tempo reale e utilizza il codec H.264, supportato da aziende come Apple nonché da stazioni televisive e piattaforme video on-line quali Youtube.  Con l’utilizzo del codec, i contenuti prodotti dal dispositivo miniCASTER(R) possono essere visualizzati dagli utenti di PC tramite Flash Player, nonché dagli utenti di dispositivi mobili come iPhone e iPad.  miniCASTER(R) si rivolge a video reporter, circoli sportivi, associazioni culturali, team di produzione televisiva e di web TV che desiderano trasmettere contenuti dal vivo in modo semplice e altamente efficace, e a costi contenuti. Il dispositivo utilizza il Content Delivery Network (CDN, Rete per la consegna di contenuti) di TV1.EU, la principale piattaforma europea di streaming live. Il prezzo del modello di base, con ingressi analogici, si aggirerà intorno a 1.300 dollari, mentre la versione SDI costerà 1.999 dollari.
Michael Westphal, co-inventore di miniCASTER(R), afferma: “miniCASTER(R) ha le potenzialità per dare inizio a una piccola rivoluzione, simile a quella messa in atto da Youtube. La piattaforma video on-line più utilizzata al mondo ha reso popolare la visualizzazione di video on-demand; analogamente, miniCASTER(R) potrebbe rappresentare un punto di svolta per la diffusione di contenuti dal vivo”.  Per visualizzare fotografie/video di miniCASTER(R), visitare il sito web: http://www.minicaster.com/gallery.php
MiniCASTER(R) è il primo codificatore al mondo di segnali dal vivo utilizzabile in mobilità e disponibile in formato tascabile. Grazie a miniCASTER(R), tutti possono ora trasmettere contenuti dal vivo qualitativamente simili a quelli televisivi. Il dispositivo codifica i segnali audio/video di una videocamera o di una fotocamera professionale in tempo reale e può essere collegato a Internet tramite LAN e a breve anche tramite Wi-Fi.
Per l’utilizzo sul campo, l’apparecchio può essere collegato a un router 3G o a un terminale satellitare.  Nell’archivio fotografico AP (http://photoarchive.ap.org) è disponibile un’immagine relativa al presente comunicato stampa.

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Export marmo: segnali positivi

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

Nei primi cinque mesi del 2010 l’Italia ha esportato marmi e graniti, travertini, ardesie ed altre pietre (sia grezzi sia lavorati o semilavorati) per oltre un milione e 627 mila tonnellate con un valore complessivo di circa 584 milioni e 684 mila euro. Secondo le statistiche elaborate e diffuse dall’Internazionale Marmi e Macchine Carrara, che cura questo servizio da oltre trenta anni,  nel confronto con lo stesso periodo del 2009 emergono percentuali complessivamente positive, con un +5,2% in valore e +17,4% in volume che possono far sperare in una ripresa ma sono ancora limitate a un periodo troppo breve per far pensare a un superamento della crisi che ha toccato profondamente il comparto dopo un biennio di contrazioni costanti dell’export. Limitando la valutazione alle sole cinque voci più significative (marmi e graniti sia grezzi che lavorati) si riscontra, a livello nazionale, un  + 12,6%  delle quantità esportate e un aumento del +4,7% del loro valore: la forte differenza fra le due espressioni mette in evidenza il calo dei valori medi per tonnellata di esportato rispetto allo stesso periodo del 2009 pari al  -7,1% sulle prime cinque voci come emerge dalla tavola allegata. Nell’area nordamericana, infatti, si può riscontrare solo uno stop al calo continuo degli ultimi anni, ma questo ancora non basta ad alimentare una prospettiva di ripresa, soprattutto alla luce delle notizie più recenti relative all’andamento del mercato immobiliare. Continua, invece, il trend positivo per l’area estremo orientale, anche se riguarda soprattutto i marmi e i graniti grezzi e, in misura molto inferiore, i lavorati i cui valori medi nell’area sono in forte contrazione. Ogni valutazione però deve tenere conto di una serie di fattori molto complessi che vanno dai rapporti valutari alla qualificazione merceologica dei prodotti. Le importazioni italiane di settore si sono mantenute pressoché stabili e, sulle solite cinque voci più importanti, hanno fatto segnare l’arrivo di 672 mila tonnellate per un valore di 156 milioni e 612mila Euro, con un modesto saldo negativo (-0,77%) nelle quantità e una piccola oscillazione positiva  (+1,66%) nei valori con aumento dell’import di marmi grezzi e lavorati, anche se su valori assoluti modesti mentre scende ancora l’import di granito grezzo.

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Terminali Tntsat

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2010

Lussemburgo SES ASTRA, una società di SES (Euronext di Parigi e Luxembourg Stock Exchange: SESG), annuncia che l’offerta per il DTT francese su satellite TNTSAT, trasmesso attraverso ASTRA, ha registrato una forte crescita con 1,85 milioni di ricevitori venduti nel 2009. Lanciato nel Marzo 2007, TNTSAT aveva già ha registrato un’importante crescita nel 2008 con la vendita di 750.000 ricevitori. Questo trend ha subito un’accelerazione nel 2009 arrivando a quota 850.000 terminali venduti. Tale crescita dimostra che le famiglie francesi che non ricevono i segnali televisivi terrestri hanno adottato TNTSAT come soluzione in grado di garantire loro un facile ed efficace passaggio alla televisione digitale. E questo positivo risultato è destinato a crescere tra il 2010 e il 2011. Con TNTSAT, gli utenti sono in grado di ricevere tutti i programmi dell’offerta digitale terrestre francese: 18 programmi free-to-air, France O, i 24 canali regionali di France 3 ed anche quattro canali free-to-air in Alta Definizione. Per ricevere questi programmi, gli utenti hanno bisogno solo di una parabola puntata verso un satellite ASTRA nella posizione orbitale a 19.2° Est e un ricevitore TNTSAT. La ricezione è ottimale su tutto il territorio francese e non necessita di costi di abbonamento o di affitto del decoder per ricevere il servizio.
SES ASTRA è il sistema satellitare Direct-to-Home (DTH) leader in Europa. La flotta di satelliti attualmente comprende 13 satelliti ASTRA e due satelliti SIRIUS. Il sistema di satelliti nella sua globalità offre servizi a più di 122 milioni di case via DTH e via cavo, e trasmette più di 2.500 canali televisivi e radiofonici analogici e digitali. Inoltre, SES ASTRA offre servizi multimedia via satellite, connessione Internet e servizi di telecomunicazione a grandi aziende ed enti governativi. Con più di 100 canali in alta definizione (HD) oggi disponibili via satellite, ASTRA  e SIRIUS rappresentano la più importante piattaforma di broadcasting HDTV in Europa. Le posizioni orbitali di ASTRA e SIRIUS sono 19.2° Est, 28.2° Est, 23.5° Est, 5° Est e 31.5° Est. http://www.ses-astra.com
SES ASTRA è un’azienda di SES (Euronext di Parigi e Luxembourg Stock Exchange: SESG). SES è proprietaria al 100% di SES ASTRA e SES WORLD SKIES, al 90% di SES SIRIUS in Europa, ed ha anche partecipazioni in Ciel in Canada e QuetzSat in Messico. SES offre soluzioni innovative per la comunicazione satellitare attraverso una flotta di 41 satelliti in 26 posizioni orbitali in tutto il globo. Ulteriori informazioni sono disponibili al sito: http://www.ses.com

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La morte di fronte al mistero della vita

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2009

E’ un concetto rovesciato intenzionalmente. E’ la vita, infatti il vero e più autentico mistero mentre la morte è l’unica certezza che ci resta. Come si nasce? Scientificamente ci è noto forse sin nei più minuti dettagli, ma non ci è possibile indagare oltre sulla ragione ultima che ci fa vivere, ragionare, operare e soffrire, essere carnefice e vittima di una determinata situazione prima di giungere all’ultimo capitolo, all’ultima pagina e all’ultima parola e segno di punteggiatura. Vediamo sovente sul volto di talune persone i segnali della sofferenza, ma essa non ci fa rinunciare alla vita. Tutt’altro. Resistiamo oltre ogni misura e se vi è qualcuno che rinuncia esso è un’eccezione e mai una regola. Siamo così attaccati a questo mistero della vita, che si snoda giorno dopo giorno, che riusciamo a superare molti ostacoli, a volte in apparenza insuperabili, perché sappiamo bene che è questo e non altri l’arcano che dobbiamo scoprire. Non a caso ci affidiamo ad una professione di fede, invochiamo, nelle nostre preghiere, la presenza di un Dio e dei suoi riconosciuti rappresentanti, proprio perché ci confortino per le nostre sofferenze, per le nostre ansietà terrene. Intercediamo persino per i morti come se essi hanno bisogno delle nostre preghiere per ritornare tra di noi. Tutto sembra legarsi alla vita perché essa è l’unica dimensione che riconosciamo, perché è l’unico mistero che vorremmo disgelare e che ci sembra più alla nostra portata.

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L’economia internazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Partiamo dal primo trimestre del corrente anno nel quale il Pil dei paesi dell’area dell’Ocse è caduto dell’8,3% in ragione d’anno. A sua volta il commercio internazionale, nello stesso periodo di tempo, ha registrato una contrazione pari ad oltre il 30%. Nel secondo trimestre si nota, invece, che in conseguenza dell’azione fortemente espansiva delle politiche economiche il ritmo di caduta del prodotto dei paesi avanzati si è attenuato. Lo rilevano alcuni segnali quali, ad esempio, l’andamento della produzione industriale, il miglioramento del quadro congiunturale in Asia (in particolare dalla Cina) e da segnali di contrazione meno severi dal commercio con l’estero di alcuni paesi industriali e delle economie asiatiche. Questo rapporto tra il primo e il secondo trimestre permette ad alcuni osservatori economici di concludere sulla possibilità che nei prossimi mesi l’attività economica riuscirà a trovare nuovi e più stabili equilibri. Ma il processo avrà una sua lenta evoluzione e si differenzierà per aree geografiche. L’Europa, infatti, sarà una di quelle che presenta più incertezze sia sui tempi sia sull’intensità della ripresa. Il discorso è anche strategico. L’impegno dovrebbe essere quello di contrastare il ciclo economico negativo contenendo i gravi costi occupazionali e sociali della crisi per preservare la sostenibilità delle finanze pubbliche, ridurre l’incidenza del debito e contenere le aspettative d’inflazione. Ma vi è anche il caso Italia e di tutti quei paesi che gli sono affini. Intendiamo dire che il rischio maggiore è quello che passata la buriana si torni alle politiche di sempre fatte di sprechi, di allegre amministrazioni, di spese non prioritarie, ecc. Stiamo, pratica, già perdendo una preziosa occasione, la seconda in ordine di tempo, se pensiamo agli anni della ricostruzione nel secondo dopo guerra, per conferire un nuovo ordine al sistema scoraggiando, innanzitutto, gli interessi partigiani e clientelari e le loro lobby. Non si ha ancora chiaro il livello di gestione virtuoso che potrebbe consentirsi un recupero non indifferente di risorse facendole poi convogliare nei settori più vitali del Paese quali le infrastrutture, la comunicazione e la ricerca scientifica. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Legambiente boccia il nuovo porto di Imperia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2009

“E’ ora che i cittadini si riapproprino di un ruolo attivo nella vita politica comunale e provinciale per impedire gli scempi che deturpano il paesaggio e compromettono l’ambiente.” La responsabile dell’Italia dei Diritti per la provincia di Imperia Lorenza Garbolino manifesta la propria preoccupazione per il già realizzato porto nuovo della città, uno degli approdi più grandi della Liguria con oltre 1000 posti barca, definito da Legambiente ‘una mega speculazione con un danno pesante al territorio costiero e all’ambiente marino ‘. “La nostra terra – prosegue la Garbolino – è devastata dalla speculazione edilizia. Cosa aspettiamo a dire basta? E non è tutto, il report di Legambiente è chiarissimo: occupiamo il quarto posto nella classifica delle infrazioni e multe comminate per la pesca di frodo e altri reati connessi e non mancano segnali preoccupanti di infiltrazioni mafiose. Abbiamo bisogno – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – di politici capaci di tutelare noi e il nostro territorio. Dobbiamo mandare a casa tutti coloro che continuano a disporre del bene comune guidati dalla sola logica del profitto.”

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Anniversario eccidio

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2009

Randazzo 28 giugno alle ore 17 presso il Cippo di Contrada Murazzu Ruttu in occasione del 64° Anniversario dell’Eccidio di Antonio Canepa, Carmelo Rosano e Giuseppe Lo Giudice ivi appunto perpetrato il 17 giugno del 1945. Focus Trinakria, think tank del Sicilianismo e dell’Indipendentismo democratico siciliano anche quest’anno rivolge alle Siciliane ed ai Siciliani il suo invito a partecipare alla manifestazione organizzata da ‘u Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti”. Per Focus Trinakria, infatti, si tratta di un momento importante che non va disertato da parte di tutti i Siciliani coscienti e dotati di spirito critico.  E’ questo un evento dal valore etico e simbolico enorme, che negli anni grazie anche all’ostinazione du F.N.S., è divenuto per i Siciliani, in Patria come nella “DIASPORA”, un appuntamento non solo commemorativo ma di riflessione e attualizzazione di quell’esperienza e di quel sacrificio.  E Ciò anche se a Noi è ben chiaro che i tempi chiedono, per la SICILIA, per la Nazione Siciliana soluzioni pacifiche e democratiche diverse,rispetto a quelle di allora,  originali e legate alla realtà siciliana d’oggi.

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Autogoverno del territorio

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2009

<I cittadini percepiscono le mancate decisioni, come segnali negativi della politica, indicanti una scarsa sensibilità verso il territorio>. Il Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), Massimo Gargano torna, a margine della Conferenza Europea “H2Obiettivo 2000” organizzata a Bari, sull’ennesimo slittamento della nuova Legge Regionale pugliese di riordino dei Consorzi di bonifica, la cui approvazione è ora procrastinata a dopo il 21 giugno.  <Serve – prosegue Gargano -una nuova stagione di autogoverno del territorio.>   Un’indagine commissionata dall’ANBI evidenzia come oltre l’80% degli italiani ritenga che il nostro Paese non abbia gli strumenti necessari per affrontare la carenza idrica, mentre  il 56% delle aziende agricole è preoccupata per la scarsità d’acqua.  “In questo clima – afferma Gargano – i Consorzi di bonifica svolgono un ruolo fondamentale; in Puglia, invece, le incertezze della politica  rischiano di aggiungere ulteriori spese ai danni economici, derivanti dalla perdita di competitività per il sistema delle imprese agricole e zootecniche.>     Da una elaborazione dell’Unione Regionale Bonifiche Puglia risulta, infatti, che il ritardo di oltre un decennio nella riorganizzazione dei Consorzi sia già costato ai contribuenti pugliesi, dal 2004 ad oggi, oltre 180 milioni di euro.  Con la copertura dell’89,69% della superficie agricola amministrata, i 6 enti di bonifica pugliesi riescono a sviluppare attività su oltre 1.736.000 ettari coltivati. Se si fermassero le loro idrovore sarebbero a rischio allagamento, oltre a 600 ettari circa sul Gargano,  località quali Zapponeta, Siponto, Chiatona, Palagiano, Castellaneta Marina, Lido Azzurro, Riva dei Tessali, Ginosa Marina.

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