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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

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La speculazione dei buoni pasto

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

“E’ inaccettabile la condanna a morte dei buoni pasto decretata dagli speculatori che si arricchiscono alle spalle di lavoratori e consumatori”. E’ quanto dichiara Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, fondato da Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori. “Se molti esercenti stanno cominciando a rifiutare di accettare i buoni pasto -incalza Casper- ciò accade infatti per colpa dei soliti approfittatori: sono proprio le grandi aziende con molti dipendenti (e cioè i gruppi bancari, le compagnie di assicurazione, le società telefoniche, ma anche le pubbliche amministrazioni) a selezionare le società emittenti dei buoni pasto sulla base di gare al ribasso, imponendo sconti fino al 20% del valore nominale del tagliando (un “buono” da 5 euro viene venduto di fatto a 4 euro). Le società che emettono i buoni pasto sono dunque costrette a rivalersi sugli esercenti, come bar, ristoranti, supermercati, etc. e così, essendo troppo costoso accettare buoni pasto, i ristoratori sono spesso costretti a smettere di farlo”. “Questa conclusione -afferma Casper- danneggia il lavoratore-consumatore che nell’uso del buono pasto ha una utilità data non solo dalla comodità di utilizzo ma anche dal fatto che, sotto un certo importo, i buoni non sono soggetti a tassazione”.  “Ma la speculazione delle grandi imprese con molti dipendenti -prosegue il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio- può portare a conseguenze ancora più gravi e cioè ad un indiscriminato aumento dei prezzi di vendita dei generi alimentari gonfiati allo scopo di ammortizzare il maggior costo delle convenzioni che si riversa però a danno anche di chi non utilizza i buoni pasto”.  “La speculazione dei buoni pasto -spiega Casper- dimostra una volta di più che il mercato ha bisogno di regole e di costanti verifiche della loro applicazione a garanzia di tutti gli attori del sistema, impedendo distorsioni che, in ultima analisi, ricadono sull’anello più debole del mercato e cioè i consumatori (ai quali, tuttavia, andrebbe ricordato che il “buono pasto” dovrebbe essere utilizzato per le esigenze alimentari quotidiane e non per acquistare ogni genere di prodotto al supermercato)”.“Ci sono circa 2,2 milioni di consumatori -conclude Casper- che utilizzano quotidianamente i buoni pasto per un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro: é davvero troppo per lasciare mano libera agli speculatori!”

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Il « suicidio » della comunicazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Si può morire in tanti modi ed il suicidio è uno di essi anche se non è il più nobile, ovviamente. Tra le tante cose che possiamo dire è che la comunicazione è “esplosa” tra le mani dei suoi artefici. Ci siamo trovati nel giro di pochi lustri in un eccesso di comunicazione. Qui parliamo non tanto della capacità di comunicare, di porsi in relazione con gli altri, bensì la capacità di selezionare la comunicazione, di organizzare le informazioni disponibili secondo un ordine logico, utile. E questo discorso vale dalle direttive europee sino alle ordinanze comunali, del settore pubblico per non parlare di quello privato. E non ci riferiamo, di certo, alla “censura”. Ci mancherebbe. La verità è che siamo letteralmente “schiacciati” da una serie ininterrotta di informazioni che non riusciamo ad ordinare per le loro priorità e finiamo con il mescolare indifferentemente le buone con le cattive, le utili con le inutili, le importanti con le superflue e via di questo passo. In questo modo rischiamo di fare di tutta l’erba un fascio e condanniamo la comunicazione ad una sua fine prematura ed ingloriosa ma è una sorta di suicidio che riguarda tutti noi poiché la comunicazione resta una delle più vitali risorse del nostro tempo. E’ bene non dimenticarlo. Mai. Vorremmo solo che fosse più selettiva per far esaltare i valori formanti e scoraggiare quelli diseducativi e quanto altro.

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