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Partita la campagna di scavi nell’Agorà di Selinunte

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

Fino alla metà di ottobre effettueremo ricerche archeologiche nell’area dell’agorà di Selinunte, sull’altopiano di Manuzza. Le operazioni di scavo rientrano nell’ambio delle ricerche ormai ultraventennali che il DAI di Roma, ovvero l’Istituto Archeologico Germanico, diretto dal Dott. Ortwin Dally, conduce a Selinunte”. Lo ha annunciato in queste ore il Direttore del Parco Archeologico di Selinunte, Enrico Caruso. “Siamo molto felici della ripresa di queste ricerche – ha proseguito Caruso – perché si torna a lavorare in un particolare settore della Selinunte arcaica, abbandonata fuori dal circuito murario di età punica dopo la disfatta della città greca ad opera del possente esercito Cartaginese del 409 a.C. Questi scavi consentiranno di legare alcuni elementi significativi delle presenze in seno all’agorà, parzialmente indagate negli anni Settanta del secolo scorso, mediante dei saggi isolati che portarono alla scoperta di una necropoli arcaica e di un santuario punico da parte della Prof.ssa Antonia Rallo delll’Università La Sapienza di Roma e di quelli, risalenti a non oltre un decennio fa, dell’Ing.-Arch. Dieter Mertens, il quale, nell’ambito della scoperta della vasta agorà e dell’isolato orientale che la delimitava, in un saggio pressoché centrale aveva scoperto la cosiddetta tomba dell’Ecista, cioè del fondatore della città. Tutti questi elementi isolati, finalmente, potranno essere messi in relazione tra di loro grazie agli scavi iniziati lo scorso anno sotto la direzione della Dott.ssa Sophie Helas, membro del DAI e nota per l’importante studio pubblicato sulle case puniche nell’Acropoli di Selinunte, che riprende anche quest’anno le sue ricerche iniziate nel 2017.
Le premesse sono eccellenti, non vi è alcun dubbio sulla loro portata, ciò consentirà non solo di capire meglio l’organizzazione interna della grande piazza selinuntina prima della distruzione e dopo di essa, ma anche di capire quali erano le relazioni intrinseche tra le diverse parti esistenti, distinte temporalmente e topograficamente”. Dunque dopo la campagna di scavi, tenutasi nei mesi di Giugno – Luglio, ad opera della New York University e della Statale di Milano, ora riprende quella dei tedeschi. “I nuovi scavi di quest’anno e quelli del 2017, sono indagini di una zona particolare dell’Agorà. La Dott.ssa Rallo aveva scoperto alcune tombe arcaiche di una prima fase dell’esistenza di Selinunte negli anni sessanta. Probabilmente potremmo essere in presenza di un sito di venerazione di personaggi che avevano un ruolo particolare – ha affermato Ortwin Dally, Direttore dell’Istituto Archeologico Germanico – per l’identità della popolazione greca della città antica. Dopo il 409 a.C Selinunte fu conquistata dai Punici. La zona dell’Agorà fu trasformata. L’area investigata nel 2017, dal nostro Istituto Germanico, fu eventualmente trasformata in una nuova zona sacra. L’obiettivo è un tentativo di capire meglio la trasformazione della città di Selinunte dopo il 409 a. C. E’ dal 1971 che l’Istituto Archeologico Germanico è attivo a Selinunte, prima in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Trapani, poi con il Parco Archeologico di Selinunte”.

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“1000 Beats: European Drum & Percussion Academy”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

Selinunte dal 28 al 30 aprile 2018 al Parco Archeologico “Ben 1000 artisti di fama mondiale ma anche studenti e professori di Conservatori di tutto il mondo in arrivo a Selinunte per il “1000 BEATS, EUROPEAN DRUM & PERCUSSION ACADEMY” , evento unico nel panorama mondiale. Tutti insieme, provenienti da Paesi e culture diverse, suoneranno nel cuore della Civiltà Antica. Lo scenario serale sarà quello dei Templi. Percussionisti e batteristi saranno a Selinunte per lezioni e laboratori musicali e non mancheranno numerosi eventi collaterali con il coinvolgimento di tutta Selinunte. L’ultima sera il Gran Concerto tutti insieme in un’unica grande orchestra per il Canto alla Pace ”.
“Per gli amanti del ritmo: studenti e professori dei Conservatori, artisti di fama mondiale o anche semplici appassionati disposti a lasciarsi emozionare dal tamtam dei tamburi e dalle melodie della marimba si tratta di un evento molto atteso – ha proseguito Emanuel Patrigno – ed infatti trasformeremo il piccolo borgo di marinai di Selinunte in un “Villaggio Globale”, uno scambio interculturale tra i musicisti nella veste di turisti e la gente del posto, una grande cerimonia laica come già avveniva ai tempi dei greci che usavano accompagnare con strumenti percussivi i raduni religiosi sulla collina orientale dei templi. Il 28 al Tempio di Hera, poi il 29 ed il 30 al Baglio Florio per gli eventi che inizieranno già dalle ore 18, ma anche Jam sessions nei pub della borgata marinara sino a notte tarda. Dunque i musicisti che arriveranno da vari paesi africani, asiatici, del mondo occidentale, suoneranno nei pub della borgata marinara sino a notte tarda, ma saranno protagonisti di meravigliose esibizioni nel Parco Archeologico di Selinunte”.
“Per ben tre giorni lezioni accademiche tenute dal percussionista indiano TrilokGurtu, cinque volte vincitore del Downbeat Critics Poll come miglior percussionista al mondo e candidato per i BBC World Music Awards, dal marimbista greco Thedor Milkov, dal batterista tedesco Benny Greb e dall’italiano Simone Rubino per il set percussion – ha continuato Partigno ma anche laboratori di perfezionamento in Body Percussion con Marzia Grazia Armaleo del Conservatorio di Messina ed in Rullante classico con Gert Mortensen della Royal Academy of Music di Copenmaghen. Poi tutte le sere, alle ore 18 i concerti aperti al pubblico in programma al Baglio Florio. Il 30 suoneranno insieme tutti i musicisti. Di notevole spessore è il Comitato Accademico. Tra i membri Bernhard Wulff del Conservatorio di Friburgo in Germania, lo stesso Mortensen e due direttori artistici siciliani quali Luca Bruno e Nino Errera”.
Un grande evento Patrocinato dal Conservatorio “Antonio Scontrino” di Trapani e dal Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano e dalla Royal Danish Conservatory of Music di Copenaghen.
A Selinunte arriverà anche la Batucada per le vie della borgata marinara, guidata dal gruppo di percussionisti Trinatakùm di Mazara del Vallo. Si tratta di una sfilata di tamburi tipica della samba del carnevale brasiliano e fa riferimento ad uno stile percussivo influenzato dalla musica e cultura africana.

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Selinunte: scoperta!

Posted by fidest press agency su sabato, 30 dicembre 2017

selinunteCon una termo – camera i geomorfologi dell’Università di Camerino sono riusciti a ritrovare gli ambienti naturali di Selinunte di 2700 anni fa!
Dal 15 al 17 Gennaio 2018, la stampa di tutto il mondo, per la prima volta non solo potrà vedere le immagini effettuate con la termo – camera ma potrà partecipare alla conferenza durante la quale si presenteranno, sempre per la prima volta, i risultati del primo anno di attività di ricerca dei geomorfologi dell’Università di Camerino sul Parco Archeologico di Selinunte.
Le indagini geofisiche svolte e da svolgere nei prossimi mesi stanno per rivelarci un ambiente che ad occhio nudo non si vede e che invece è nascosto sotto il suolo. A Gennaio presenteremo per la prima volta alla stampa di tutto il mondo i risultati del progetto di ricerca portato avanti dall’Università di Camerino, dalla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani e dal Parco Archeologico di Selinunte”. Lo ha annunciato Gilberto Pambianchi, Presidente dei Geomorfologi Italiani, Ordinario di Geomorfologia e Geografia Fisica dell’Università di Camerino e Coordinatore del progetto scientifico di ricerca sul Parco Archeologico di Selinunte, in Sicilia. Attraverso dettagliati studi di Geomorfologia Ambientale ed Idrogeologia effettuati sul posto, siamo riusciti a ricostruire, in 3 D, la situazione paleo – ambientale esistita nel corso di tutte le principali colonizzazioni storiche. Siamo dinanzi a risultati importanti perché con l’uso delle apposite strumentazioni a disposizione dei geomorfologi italiani, è stato possibile vedere come era l’ambiente naturale antecedente alle epoche storiche già conosciute ma con l’ausilio di una termo camera siamo riusciti ad ottenere immagini uniche degli ambienti sottostanti. Immagini che per la prima volta al mondo mostreremo alla stampa a Gennaio”. Lo hanno annunciato Gilberto Pambianchi, Presidente dei Geomorfologi Italiani, Ordinario di Geomorfologia e Geografia Fisica dell’Università di Camerino e Coordinatore del progetto scientifico di ricerca sul Parco Archeologico di Selinunte, in Sicilia e Fabio Pallotta, Geoarcheologo, consulente dell’Università di Camerino e del Parco Archeologico di Selinunte e Geologo della Missione Archeologica Italiana in Cirenaica – Libia.
Gli esiti scientifici del primo anno di ricerca inducono Unicam e Selinunte ad approfondire in modo sistematico lo stato conoscitivo di dettaglio dello scenario Storico ed Ambientale dell’area. Gli studi, dunque dureranno altri due anni. A breve eseguiremo una serie di mirati e programmati sondaggi geognostici, strategicamente ubicati nell’area del Parco e fondamentali alla taratura geoarcheologica, stratigrafica, cronologica e paleo ambientale del sito. Effettueremo dunque sul territorio dei sondaggi litostratigrafici con una larghezza del foro di circa 10 cm ed una profondità variabile dai 5 ai 30 metri. Le carote estratte saranno identificate ed archiviate su apposite cassette catalogatrici depositate presso i laboratori del Parco di Selinunte e quindi messe a disposizione dei ricercatori archeologi, botanici, geologi, storici, climatologi ed esperti di storia dell’alimentazione. Infatti grazie a tali scoperte riusciremo a conoscere tante cose importanti. Ad esempio : quale era il clima all’epoca delle colonizzazioni storiche? Quale era l’ambiente e quali le piante? Cosa mangiavano i primi abitanti di Selinunte? Al termine delle operazioni di cantiere, su ogni “punto di sondaggio” verrà installata una Stele esplicativa, che descriverà al visitatore le caratteristiche stratigrafiche, archeologiche ed ambientali rinvenute”.
La città fu distrutta una prima volta nel 409 a.C. dai Cartaginesi, quindi una seconda volta dai Romani nel 250 a.C.; nonostante ciò continuò ad essere abitata fino al XIII secolo circa, quando il progressivo abbandono la celò sotto una spessa coltre di sedimenti sabbiosi di natura eolica e sotto la fitta vegetazione costiera, per essere nel 1551 riscoperta da un monaco domenicano saccense, Tommaso Fazello, che iniziò a cercarla seguendo le indicazioni dello Storico Diodoro Siculo. Ora a distanza di secoli, grazie a questa attività di ricerca siamo ad un passo dal vedere, per la prima volta in assoluto gli ambienti naturali risalenti a più di 2000 anni fa! Questo grazie agli studi geomorfologici che ci hanno dato l’opportunità di ricostruire in 3 D l’ambiente di allora, la sua evoluzione nei secoli ma addirittura con una termo camera siamo riusciti a vedere la parte sottostante. Oggi ciò che vediamo sono quattro grandi aree: 1. la Collina Orientale dove si trovano il Tempio G (o di Zeus), che è uno dei più grandi templi realizzati nell’antichità dai Greci nel Mediterraneo; il Tempio di Hera ed il Tempio di Athena o Dioniso); 2. l’Acropoli, dove si nota ancora il sistema viario di tipo Ippodameo: qui si trovano i Templi di Apollo; 3. la Collina di Manuzza, dove sono ubicati i quartieri urbani e l’Agorà, portata alla luce recentemente dal gruppo di archeologi della missione tedesca che da più di trent’anni opera nel territorio; 4. il tratto terminale del Fiume Modione (l’antico Fiume Selinous, da cui proviene il nome della città) che scorre ad occidente dell’Acropoli; qui, lungo la sponda destra del corso idrico, sorgono i Santuari Extraurbani: il Tempio di Hera Matronale, il Santuario di Demetra Malophoros, il Tempietto dedicato a Zeus Meilichios ed il Tempio M, oltre alle più le vaste necropoli. Ora siamo ad un passo dal vedere gli ambienti risalenti a più di 2000 anni fa”.
Un grande progetto, una grande ricerca Made in Italy, con menti che sono vere eccellenze italiane nel mondo ed una grande università quella di Camerino. Proprio da questo territorio duramente colpito dal sisma nel 2016, parte invece il progetto di rilancio culturale della Sicilia. “Selinunte nasce con il Consenso Geologico! Da sempre la Geologia impedisce, o favorisce l’impresa antropica: l’opera dell’uomo – ha concluso Fabio Pallotta, Geoarcheologo, consulente dell’Università di Camerino e del Parco Archeologico di Selinunte e Geologo della Missione Archeologica Italiana in Cirenaica – Libia – rappresenta un bene duraturo e bello quando ottiene e mantiene nel tempo i favori della natura”.

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