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Finalmente approvata dal Senato la Legge italiana sull’agricoltura biologica!

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

Dopo anni d’attesa, è stata approvata oggi in via definitiva dal Senato la Legge italiana sull’agricoltura biologica. FederBio esprime grande soddisfazione per la recente approvazione del Disegno di legge n. 988 “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico “ e ringrazia i gruppi politici che hanno espresso con convinzione il loro voto favorevole raggiungendo l’unanimità. Il testo dovrà ora essere sottoposto all’ultimo passaggio definitivo presso la Camera dei Deputati. La legge sul biologico è uno strumento normativo fondamentale per supportare la transizione agroecologica e permettere di allineare l’Italia agli obiettivi ambiziosi del Green Deal europeo e delle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030, che puntano a triplicare la superficie coltivata a biologico e a ridurre del 50% l’uso di pesticidi e antibiotici e del 20% quello dei fertilizzanti entro il 2030.La legge n. 988 introduce elementi particolarmente significativi a sostegno del biologico. Tra questi, la possibilità di registrare il marchio biologico “Made in Italy”, di istituire distretti biologici che consentano di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali e di adottare un Piano nazionale per sostenere lo sviluppo del biologico italiano come metodo avanzato dell’approccio agroecologico. FederBio giudica estremamente positiva anche la delega al Governo per la revisione e razionalizzazione della normativa sui controlli, che rafforza il sistema delle verifiche all’insegna di una maggiore trasparenza grazie anche all’impiego di piattaforme digitali e alla semplificazione delle norme. Con una superficie agricola utilizzata del 15,8%, contro una media europea del 7,8%, il biologico è l’elemento di punta del sistema agroalimentare italiano. Negli ultimi 10 anni ha fatto registrare trend di crescita a doppia cifra: le superfici bio in Italia, circa 2 milioni di ettari, sono aumentate del 79%, mentre le aziende bio, che attualmente sono oltre 80.000, del 69%. Inoltre, nel 2020 il mercato del biologico ha raggiunto i 6,9 miliardi di euro, di cui 4,3 miliardi relativi al mercato interno con un incremento del +142% dal 2010. Questi dati confermano una trasformazione del modo di produrre e consumare cibo, che la pandemia ha ulteriormente accentuato mettendo ancora di più in evidenza la stretta connessione tra la salute dell’uomo e quella del pianeta.“Siamo particolarmente soddisfatti per l’approvazione in Senato della legge sull’agricoltura biologica, che stavamo aspettando da oltre 15 anni. Si sblocca finalmente una norma attesissima da tutto il mondo del biologico e dai cittadini, la cui domanda di un cibo sano, prodotto nel rispetto dell’ambiente, è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni. Adesso occorre che la Camera approvi in via definitiva il provvedimento in tempi rapidi, per riuscire così a cogliere tutte le opportunità di questa fase di cambiamento strategico per i sistemi agricoli e alimentari nel nostro Paese e in tutta Europa. Infatti, nonostante questa legge sia rimasta ferma così a lungo, arriva proprio nel momento giusto: a distanza di poco tempo dall’adozione del Piano d’azione europeo per il biologico, redatto in attuazione della Strategia Farm to Fork, e all’avvio del percorso di stesura del Piano Strategico Nazionale della PAC. Il Piano Strategico italiano deve puntare su obiettivi ambiziosi di crescita del biologico e attivare tutti gli strumenti necessari per raggiungerli, sia in termini di aumento della produzione agricola che in termini di crescita della domanda di prodotti bio da parte dei cittadini, per favorire l’incremento della produzione e dei consumi. Proprio in una fase decisiva per il biologico come quella attuale, l’approvazione della legge può costituire la spinta giusta affinché il Governo metta a punto un Piano d’azione nazionale per il biologico, come indicato anche dal Piano d’azione europeo, attraverso un percorso partecipato con tutte le associazioni del settore bio, quelle agricole e l’insieme dei portatori di interesse che sono stati indicati anche nel tavolo di lavoro previsto nella legge. Per il nostro Paese il biologico rappresenta un’opportunità strategica per contribuire alla transizione ecologica, alla valorizzazione del territorio rurale e a creare spazi innovativi per giovani e donne che vogliano lavorare in agricoltura”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio. FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito dei tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica dell’applicazione degli standard comuni.

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Alla Camera, e al Senato, approvato, lo scostamento di 32 miliardi al bilancio

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2021

Serviranno per finanziare i nuovi provvedimenti a tutela del lavoro, l’aumento del sostegno alle autonomie locali, l’incremento delle risorse per la protezione civile e le forze dell’ordine, ulteriori risorse per il settore sanitario, risorse da destinare ai trasporti pubblici e a sostegno delle aziende del settore, la gestione delle cartelle esattoriali, misure a favore delle imprese, e l’ampliamento degli strumenti a tutela degli autonomi e delle partite IVA.
Sulle cartelle esattoriali, in particolare, il MoVimento 5 stelle ritiene che si debba accelerare, intervenendo per pulire il “magazzino”, pre 2015, dai ruoli inesigibili, introducendo una rottamazione quater, per le posizioni ancora pendenti, un nuovo saldo e stralcio, per evitare affollamenti e notifiche, e ad una definizione straordinaria di tutte quelle posizioni che sono maturate, a causa della pandemia, nel 2020. Non c’è un minuto da perdere”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Elisabetta Casellati Presidente del Senato all’Ospice Pediatrico di Padova

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

La Presidente del Senato Elisabetta Casellati, in occasione della festività dell’Epifania, ha voluto consegnare di persona ai bambini dell’Hospice Pediatrico di Padova, dei piccoli panettoni che sono arrivati anche in Pediatria. L’omaggio è stato riservato inoltre agli anziani di una RSA dell’ULSS 6 Euganea come segno di vicinanza. Nel corso della breve cerimonia tenutasi oggi alle 10.30 presso l’Hospice Pediatrico, il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Daniele Donato, ha accolto la Presidente del Senato, ringraziandoLa per la Sua presenza in questa occasione. “In questo tempo difficile, che vede le festività svolgersi in un clima di solitudine e preoccupazione, tanti bambini, malati, persone anziane vivono la loro condizione di fragilità in maniera amplificata. È allora con il calore dei piccoli gesti che possiamo recuperare quell’abbraccio umano oggi precluso dalle restrizioni della pandemia” ha dichiarato la Casellati, Presidente del Senato. Alla consegna erano presenti, oltre al Dott. Donato, Franca Benini, direttore dell’Hospice Pediatrico, Liviana Da Dalt, direttore del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino, Paolo Fortuna, direttore dei Servizi Socio Sanitari dell’ULSS 6 Euganea e Fabio Incastrini, presidente dell’RSA I.R.A. di Padova.

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Trump e i presunti brogli elettorali: subbuglio in Georgia e Senato a rischio per i repubblicani?

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

Domenico Maceri, PhD Nei suoi quattro anni di mandato Donald Trump si è riferito ai media come i nemici del popolo. Adesso però è andato oltre accusando anche Brad Raffensperger, segretario di Stato della Georgia, di essere anche lui nemico del popolo. Il reato di Raffensperger? Il leader politico repubblicano del Peach State ha avuto la “temerità” di certificare i risultati dell’elezione che hanno determinato la sconfitta dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Trump aveva insistito che i brogli elettorali avevano favorito Joe Biden, il quale è stato dichiarato presidente eletto, considerando non solo il voto popolare (più di 80 milioni) ma ovviamente il numero dei grandi elettori (totale 306, 36 più dei 270 richiesti per la vittoria). Trump non ha limitato le sue frecce al segretario di Stato della Georgia, scoccandole anche al governatore Brian Kemp, anche lui repubblicano, per non avere bloccato la certificazione del voto.Kemp e Raffensperger hanno asserito che nonostante la campagna di Trump di mettere in dubbio l’elezione del 2020 per i presunti brogli, il loro Stato ha fatto tutto per bene. Anche con il riconteggio, Biden ha vinto in Georgia con un margine di più di 12mila voti. I tweet velenosi di Trump hanno però causato non pochi grattacapi a Kemp e Raffensperger che hanno ricevuto minacce da alcuni degli 80 milioni di seguaci dell’attuale inquilino della Casa Bianca. I problemi sono stati così preoccupanti che Gabriel Sterling, uno stretto collaboratore di Raffensperger, ha recentemente fatto un’accesissima conferenza stampa nella quale ha accusato direttamente Trump di fomentare la violenza. Sterling ha implorato di smetterla con la questione dei brogli perché potrebbe condurre a esiti tragici. Sterling ha citato l’avvocato Joseph diGenova, noto sostenitore di Trump, il quale avrebbe detto che Chris Krebs, ex direttore di cybersicurezza nazionale, meriterebbe la morte. Il reato di Krebs? La sua asserzione che l’elezione del 2020 è stata condotta in modo professionale senza nessun broglio. Va ricordato che dopo questo annuncio Trump lo ha licenziato come spesso fa con collaboratori che non seguono le sue direttive, vere o false che siano. Proprio adesso veniamo a sapere che anche William Barr, ministro della Giustizia e grande “soldato” di Trump, ha anche lui detto che il suo dipartimento non ha identificato brogli elettorali. Lo licenzierà anche? Nella sua accesa conferenza stampa Sterling ha anche incoraggiato i senatori del Suo stato a intervenire per calmare le acque. Non si è diretto a Mitch McConnell, attuale presidente del Senato, ma ovviamente il monito di Sterling era indirizzato a tutti i leader repubblicani ad abbassare i toni poiché i leader del suo Stato continuano a ricevere minacce. Simili tensioni si sono manifestate verso altri leader repubblicani in Arizona e Nevada che hanno anche loro certificato l’elezione.McConnell, da parte sua, è rimasto quasi silenzioso sull’esito dell’elezione, preoccupato di più per il ballottaggio del 5 gennaio nel Peach State che dovrà determinare non solo i due senatori ma anche quale partito conquisterà la maggioranza nella Camera Alta. Attualmente i repubblicani hanno 50 senatori, i democratici 48, e McConnell ha bisogno di almeno una vittoria repubblicana in Georgia per potere mantenere le redini del Senato. Nel caso in cui ambedui i nuovi senatori della Georgia fossero democratici si avrebbe un pareggio di 50 e 50. Con la vicepresidente eletta Kamala Harris, che avrebbe il voto decisivo, i democratici prenderebbero ovviamente il comando al Senato.La preoccupazione di McConnell sull’elezione del 5 gennaio viene aumentata dalla continua campagna dei brogli elettorali di Trump. Il presidente uscente continua ad asserire che non si può avere fiducia nelle elezioni in Georgia. In effetti, il 45esimo presidente sta indirettamente incoraggiando i suoi sostenitori del Peach State a non presentarsi alle urne il 5 gennaio. A caldeggiare questa tesi due avvocati sostenitori di Trump, Lin Wood e Sidney Powell, hanno fatto un discorso in Georgia incoraggiando i presenti a non presentarsi alle urne e di recarsi a protestare davanti la casa del governatore Kemp. Astenersi dal voto sarebbe disastroso per i due candidati repubblicani David Perdue e Kelly Loeffler i quali sono stati attaccati dai sostenitori di Trump per non avere fatto abbastanza per ribaltare l’elezione della Georgia e favorire il loro leader. I due candidati hanno però seguito le direttive di Trump e hanno chiesto le dimissioni di Raffensperger per presunte malefatte. Nonostante tutto, Trump ha promesso che si recherà in Georgia per fare campagna politica in supporto dei due candidati repubblicani.La campagna di Trump di mettere in dubbio l’elezione del 5 gennaio in un certo senso si rifà alle obiezioni tipiche dei democratici in Georgia. La differenza è che il Peach State ha una lunga storia di “soppressione” al voto, specialmente degli elettori afro-americani. Va ricordato che nell’elezione a governatore del 2018 il segretario di Stato, responsabile dell’elezione, era proprio Kemp, il quale fra l’altro aveva ricevuto l’endorsement di Trump. L’avversaria di Kemp, Stacy Abrams gli ha dato filo da torcere e la sua campagna di incoraggiare gli elettori, soprattutto gli afro-americani, a presentarsi alle urne nel 2020 ha contribuito notevolmente a determinare la vittoria democratica nello Stato. L’importanza dell’esito del ballottaggio del 5 gennaio non va sottovalutata. Ecco perché una montagna di soldi da altri Stati sta entrando nella campagna elettorale. I sondaggi ci dicono che solo il 4 percento degli elettori in Georgia è indeciso, facendoci pensare a esiti elettorali molti vicini, che potrebbero essere determinati da una piccola percentuale dell’elettorato. Al momento sembra che i democratici siano più uniti specialmente perché Trump continua con la sua campagna dei brogli nell’elezione del 2020. Il presidente uscente sembra già dare segnali di prepararsi ad abbandonare la Casa Bianca come ci rivelano i suoi piani di concedere la grazia preventiva ai suoi tre figli adulti Donald Junior, Eric e Ivanka oltre che al genero Jared Kushner e al suo avvocato personale Rudy Giuliani. Secondo il New York Times, Trump sarebbe preoccupato che la nuova amministrazione di Biden potrebbe vendicarsi accanendosi su di loro. Il presidente uscente però avrà anche lui preoccupazioni legali ed ecco perché starebbe considerando di concedersi la grazia, decisione che la costituzione non rende chiara e che probabilmente sarebbe però illegittima. Un presidente che si può concedere la grazia non avrebbe solo immensi poteri ma diverrebbe in effetti un monarca. Si potrebbe concedere la grazia dal primo giorno di mandato e commettere qualunque reato, contraddicendo la costituzione che nessuno è al di sopra della legge. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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La Presidente del Senato incontra i vertici FNOPI

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

“E’ molto importante anche un vostro sorriso per i pazienti e per chi soffre”, ha detto la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, incontrando la presidente e il portavoce della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche Barbara Mangiacavalli e Tonino Aceti.La Senatrice Casellati ha ringraziato gli infermieri anche a nome di tutto il paese per la competenza professionale e la vicinanza al malato dei professionisti, dimostrati soprattutto durante la pandemia e che “grazie alla vostra capacità di forte prossimità con i cittadini e i pazienti – ha detto Casellati – oltre a garantire la migliore assistenza ha consentito di non lasciare solo nessuno nel momento del bisogno”.La presidente del Senato ha parlato con la presidente FNOPI dei problemi della professione: carenza di organici, carenza di assistenza sul territorio e importanza in questo senso che assume la professione infermieristica.Ed è stato affrontato anche il tema della Giornata nazionale dei professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato sulla quale la presidente del Senato ha voluto sottolineare l’importanza che questa sia lo strumento sempre vivo per onorare l’impegno e il sacrificio di medici, infermieri, professionisti sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato.La presidente del Senato, che già in più occasioni ha sottolineato in questi mesi il ruolo fondamentale che hanno assunto gli operatori sanitari durante la pandemia, ha ascoltato le istanze FNOPI e ha assicurato il suo interessamento perché al Senato e nelle sedi parlamentari in generale questi argomenti trovino corsie preferenziali, ascoltando sempre chi questi problemi e queste necessità le vive ogni giorno per garantire la salute dei cittadini.Durante l’incontro, la presidente FNOPI ha consegnato alla Senatrice copia del Codice deontologico degli infermieri per far comprendere meglio i principi etici inderogabili della professione, un’analisi dettagliata delle problematiche e dei numeri della professione infermieristica e una raccolta fotografica che illustra le situazioni proprie dell’essere infermieri.

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Senato. Più che salvare i vitalizi dei senatori, sono state salvate le pensioni dei cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Molti di voi avranno sentito, o letto, della decisione della Commissione senatoriale, una sorta di tribunale interno, che ha annullato la delibera sul taglio ai vecchi vitalizi decisi dal Senato (Consiglio di Presidenza).Perche’ mai?Perché se si tagliano retroattivamente i vecchi vitalizi, il successivo passo sarà quello di tagliare le pensioni, attualmente percepite dai cittadini.
Chi lo dice? La Corte Costituzionale, le cui sentenze fanno giurisprudenza.
Perchè mai? Perché i tagli non possono essere applicati ad una sola categoria sociale, in questo caso i senatori, ma a tutte le categorie sociali equivalenti, cioè i pensionati.Nei casi in cui furono decurtate le pensioni ad una sola categoria, la Corte Costituzionale sentenziò che “Se da un lato l’eccezionalità della situazione economica, che lo Stato deve affrontare, è suscettibile di consentire il ricorso a strumenti eccezionali, nel difficile compito di contemperare il soddisfacimento degli interessi finanziari e di garantire i servizi e la protezione di cui tutti cittadini necessitano, dall’altro ciò non può e non deve determinare ancora una volta un’obliterazione dei fondamentali canoni di uguaglianza, sui quali si fonda l’ordinamento costituzionale.”
In sintesi, non si possono applicare due pesi e due misure per i vitalizi e le pensioni: se si tagliano i vitalizi, che sono pensioni, analogamente, vanno tagliate le pensioni dei cittadini.La decisione della Commissione senatoriale ha recepito la giurisprudenza della Corte Costituzionale e ha annullato il taglio ai vitalizi salvando quello alle pensioni.Ora, il M5S, la Lega, il Pd e FdI vogliono ricorrere contro la decisione della Commissione senatoriale, per reintrodurre il taglio ai vitalizi, in sostanza vogliono che il taglio sia applicato anche alle pensioni.Che cosa diranno Di Maio, Salvini, Zingaretti e Meloni ai 16 milioni di pensionati ai quali vogliono ridurre la pensione del 42%?Popolo dei pensionati, svegliati! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Trump “padrone” del Senato e delle istituzioni?

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

By Domenico Maceri. “Credo che il presidente della Corte Suprema abbia presieduto in maniera ammirevole”. Così Adam Schiff, il leader dei “manager” democratici al processo di impeachment di Donald Trump mentre difendeva John Roberts dalla domanda scomoda della senatrice Elizabeth Warren, democratica del Massachusetts. La Warren aveva chiesto se la poca fiducia degli americani sul governo con il rifiuto dei senatori repubblicani di permettere l’uso di testimoni mettesse in dubbio anche la legittimità di Roberts, della Corte Suprema e della Costituzione. La Warren mandava con la sua domanda una stoccata a Roberts il quale da presidente del processo poteva forzare la questione dei testimoni e costringere i senatori repubblicani a cedere. Roberts si è trovato in imbarazzo ma ha continuato nella sua condotta puramente formale, senza alcuna intenzione di prendere parte attiva al processo. Ha reiterato inoltre che in caso di un voto di parità lui non sarebbe intervenuto come tipicamente fa il vicepresidente degli Stati Uniti che funge da presidente del Senato, eccetto nel caso dell’impeachment.La scomoda domanda di Warren ha messo alla luce la questione dell’indipendenza del Senato ma anche della legittimità delle altre istituzioni che nell’era di Trump sono state erose per i comportamenti e la politica dell’attuale inquilino della Casa Bianca. A cominciare dal Senato che ha votato per assolverlo senza fare uso di testimoni, condotto da Mitch McConnell, senatore del Kentucky e leader della maggioranza repubblicana, in completa sintonia con i desideri del presidente in carica, ossia l’imputato. Un processo di impeachment completamente di parte finito con l’assoluzione di Trump con 52 voti repubblicani contro 48 contrari (47 democratici e Mitt Romney, senatore dell’Utah, unico repubblicano). L’ombra del 45esimo presidente pesava sui senatori repubblicani, molti dei quali temono l’ira e il potere di Trump, concedendogli illimitata libertà di operare, senza contrappesi legali o etici.L’influenza di Trump sul Senato e il suo partito però va oltre raggiungendo le altre istituzioni che con la sua politica e linguaggio fuori dalle righe continua a destabilizzare e sbilanciare per i suoi benefici personali e politici. La resistenza che si oppone ai feroci attacchi delle istituzioni di Trump continua a rimanere debolissima. Anche nei suoi attacchi al sistema giudiziario si sentono voci contrarie ma flebili da non avere l’effetto positivo necessario. Trump, per esempio, aveva attaccato persino Roberts nel 2016 quando gli ha addossato la responsabilità di Obamacare, la riforma sulla sanità dell’ex presidente Barack Obama. Va ricordato che il presidente della Corte Suprema aveva salvato l’Obamacare votando con i giudici liberal con un risultato di 5 a 4. Inoltre, nel mese di novembre dell’anno scorso, Trump aveva anche attaccato il giudice Jon Tigar per una sua decisione contraria sulla questione dell’immigrazione alla frontiera col Messico. Il 45esimo presidente aveva etichettato Tigar di essere un giudice di Obama. Il commento era eccessivo persino per il reticente Roberts il quale ha ribattuto che non esistono giudici di “Obama, di Trump, di Bush o di Clinton”, aggiungendo che i magistrati sono indipendenti a prescindere di chi li ha nominati.Ma anche quando Trump controlla l’amministrazione e nomina i leader delle istituzioni gli attacchi continuano se non è completamente soddisfatto. Lo ha fatto con i suoi feroci attacchi a Jeff Sessions, nominato dal 45esimo presidente a procuratore generale nel 2017 ma licenziato l’anno dopo perché non aveva bloccato l’indagine di Russiagate. Prima del licenziamento però Trump lo aveva insultato in pubblico con tweet velenosi.La Fbi è anche un’altra istituzione che Trump ha preso di mira con i suoi tweet. Paradossalmente le cose non sono cambiate dal suo punto di vista nonostante il fatto che i vertici dell’agenzia sono stati nominati dallo stesso Trump. In modo simile, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha anche messo da parte i servizi di intelligence poiché non ha creduto la loro analisi secondo cui la Russia ha interferito nell’elezione americana del 2016.Trump però va al di là delle istituzioni creando infatti alternative per condurre i suoi affari personali e politici come ci dimostra il caso di Rudy Giuliani, ex sindaco di New York, e in tempi recenti legale del presidente. Giuliani è stato coinvolto nelle ricerche di trovare informazioni negative su Joe Biden in Ucraina presentandosi non solo come rappresentante di Trump con i funzionari di questo governo europeo ma suggerendo anche di rappresentare ufficialmente gli Stati Uniti. Lo sappiamo infatti perché Trump nella sua telefonata al presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo informa che dirà a Giuliani di telefonargli per la questione delle indagini su Biden. Perché Trump usava il suo avvocato personale per la politica diplomatica americana? Trump evidentemente non ha completa fiducia nelle istituzioni e nei suoi funzionari che lui spesso assume in maniera superficiale.Trump in effetti fa di tutto per riformare le istituzioni a suo piacere poiché non crede al sistema che lui cerca di smantellare, conquistandosi campo libero con le proprie regole per i suoi scopi. Le istituzioni però esistono e continuano ad operare. Il Senato non lo ha condannato per la sua azione illegale sull’Ucrainagate. Nell’elezione di midterm del 2018 gli elettori lo hanno però “condannato”, consegnando la maggioranza della Camera ai democratici. Sarà “condannato” di nuovo nell’elezione di novembre di quest’anno? Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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L’impeachment di Trump al Senato e il dilemma di McConnell

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

Le accuse di impeachment a Donald Trump risulterebbero in una “sentenza di condanna in tre minuti precisi”. Così Jeff Nadler, presidente della Commissione Giudiziaria alla Camera mentre spiega la serietà dei capi di accusa sull’attuale inquilino della Casa Bianca. I democratici hanno deciso su due capi d’accusa dopo le indagini sull’Ucrainagate. Il primo consiste dell’abuso al potere e il secondo di ostruzione al Congresso, ambedue approvati dalla Commissione Giudiziaria con 23 voti favorevoli (tutti democratici) e 17 contrari (tutti repubblicani). L’aula voterà la prossima settimana e in caso di approvazione la palla passerà al Senato nel 2020 per il processo.
Nadler è ovviamente di parte come parlamentare democratico ma le indagini della Commissione Intelligence alla Camera hanno riscontrato chiare evidenze che Trump ha infatti abusato i suoi poteri. Com’è ormai noto, il presidente americano ha chiesto a Volodymyr Zelensky, suo omologo ucraino, di aprire un’indagine su Joe Biden, suo possibile avversario presidenziale alle elezioni del 2020. Così facendo, Trump ha cercato per la seconda volta di usare l’interferenza straniera per influenzare il risultato dell’elezione a suo favore.
La prima occasione avvenne nella campagna elettorale del 2016 quando l’allora candidato Trump chiese pubblicamente ai russi di rilasciare le e-mail di Hillary Clinton. I russi lo fecero mediante Wikileaks. Le indagini di Robert Mueller sul Russiagate hanno chiarito categoricamente che la Russia ha interferito nell’elezione del 2016 per aiutare Trump anche se non furono delineate prove di collusione fra le due parti.Nel caso sull’Ucrainagate però la richiesta di aiuto per essere rieletto ci è pervenuta dalle trascrizioni della telefonata di Trump con Zelensky, confermata anche dal noto whistleblower (informatore). Le testimonianze in audizioni a porte aperte e anche a porte chiuse alla Commissione Intelligence ci hanno confermato il tentativo corrotto di Trump.Come nel caso di Russiagate, Trump ha classificato le recentissime indagini sull’interferenza ucraina di caccia alle streghe. I suoi collaboratori repubblicani alla Camera lo hanno assecondato e hanno fatto di tutto per ostacolare le indagini. Hanno anche criticato i loro colleghi democratici di non dare l’opportunità al presidente di potere difendersi.Quando poi verso la fine delle indagini i leader democratici hanno offerto l’opportunità al presidente di partecipare, l’avvocato della Casa Bianca Pat Cipollone ha inviato una risposta negativa. Trump non invierebbe nessun legale a rappresentarlo. In effetti, Trump ha criticato la metodologia dei democratici e poi non ha accettato il loro invito di giocare la partita.Trump sa benissimo che alla Camera, dominata dai democratici, la partita è perduta e sta scommettendo tutto sul processo al Senato dove lui giocherà in “casa” considerando la maggioranza repubblicana alla Camera Alta. Giocare in “casa” ha il grande vantaggio per Trump poiché si prevede che la maggioranza repubblicana (53 vs. 47) sotto la guida di Mitch McConnell, senatore del Kentucky, non lo condannerà anche per il fatto che tale verdetto richiede 67 dei 100 voti al Senato. Ciononostante le “filosofie” di McConnell e Trump non coincidono sulla procedura. Il presidente del Senato vuole programmare un processo rapido per mettere tutto da parte e ritornare alla sua agenda regolare. McConnell si preoccupa di mantenere Trump alla Casa Bianca ma è egualmente interessato alle elezioni del 2020 per mantenere la risicata maggioranza al Senato. Da ricordare anche che i singoli senatori sono preoccupati dalla loro rielezione. Quindi dovendo scegliere fra il loro futuro politico e quello di Trump non sarebbe una scelta troppo difficile per loro soprattutto per una manciata di senatori repubblicani in Stati in bilico dove Trump non li può aiutare in modo significativo.Trump invece vorrebbe un lungo processo in cui parecchi leader democratici verrebbero al Senato per offrire testimonianze. Questi includono Adam Schiff, il presidente della Commissione Intelligence che tanto ha fatto per l’impeachment alla Camera, la speaker Nancy Pelosi, Joe Biden, ex vicepresidente, e il figlio Hunter. Trump non vuole solo l’assoluzione al Senato ma vorrebbe creare uno spettacolo nella Camera Alta le cui immagini potrebbero essere usate come materiale in campagna politica nell’elezione del 2020. In effetti il Senato sarebbe costretto a divenire una specie di reality per il beneficio personale e elettorale dell’attuale inquilino della Casa Bianca.
Richiedere la testimonianza di leader democratici al processo di impeachment al Senato potrebbe condurre anche alla minoranza democratica a richiedere le testimonianze di simili individui dalla parte repubblicana, come l’attuale vicepresidente Mike Pence e Mick Mulvaney, il chief-of-staff di Trump. Le regole dei processi di impeachment al Senato non fanno parte della costituzione americana ma sono stabilite dalla Camera Alta stessa. Quindi, nonostante la loro minoranza, i democratici potrebbero spingere per fare valere almeno in parte le loro ragioni.McConnell riconosce il pericolo di un’atmosfera di circo che potrebbe emergere con le testimonianze di individui chiave da ambedue le parti. In un pranzo con colleghi repubblicani il presidente del Senato avrebbe espresso le sue preoccupazioni che potrebbero essere dannose a ambedue i partiti ma anche al Senato come istituzione decorosa. Un’incognita da aggiungere sarebbe il comportamento della presenza di John Roberts, presidente della Corte Suprema, il quale, secondo la costituzione americana, dirigerebbe il processo di impeachment a Trump. La presenza di Roberts toglierebbe il timone del Senato a McConnell durante il processo, una situazione poco allettante per McConnell. (Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California)

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Mes. Urso (FdI): da salva-Stati ad ammazza Stati

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

“Questo è un trattato ammazza-Stati, che servirà soltanto a salvare le banche tedesche, pregiudicando la nostra posizione all’interno del contesto europeo”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, nel corso del suo intervento in Senato replicando all’informativa del presidente del Consiglio sulle modifiche al trattato sul meccanismo europeo di stabilità.”Il presidente Conte, continua il senatore di FdI, ha pregiudicato l’interesse nazionale, aderendo a un trattato senza che il Parlamento fosse messo nelle condizioni di esprimere un atto di indirizzo; come peraltro stabilito dal Senato e dalla Camera lo scorso 21 giugno. Un via libera a questo trattato che è avvenuto nel processo di transizione da una maggioranza a un’altra, da una che aveva espresso la propria contrarietà ad un’altra da sempre più avvezza a frequentare i circoli burocratici che il Parlamento. Come conferma il comportamento del ministro Gualtieri che alla Camera abbandona l’Aula mentre parla la nostra leader Giorgia Meloni e qui al Senato mi attacca pesantemente, perchè ‘colpevole’ di aver riportato i commenti di autorevoli esponenti economici, come Cottarelli, Visco e Patuelli, tutti contrari a questo trattato”. “Gli attacchi giunti oggi ci fanno piacere, significa che questa maggioranza ci considera suoi avversari in quanto schierati a difesa dell’interesse nazionale contro quei feroci banchieri francesi e tedeschi, che adesso grazie al M5S e al Pd la faranno da padroni”, conclude il senatore Urso.

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Il Senato ha approvato la commissione contro odio, razzismo e antisemitismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

Roma. E’ stata proposta dalla senatrice a vita Liliana Segre con 151 voti favorevoli e 98 astenuti (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia). Commissione che sarà composta da 25 membri e che avrà compiti di osservazione, studio e iniziativa per l’indirizzo e il controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base della provenienza, religione, etnia, identità di genere, orientamento sessuale o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche.
Un successo a metà, causa l’astensione dei maggiori tre partiti del centro destra. Astensione che è stata spiegata così dal leader della Lega Matteo Salvini:“Siamo contro il razzismo, la violenza, l’odio e l’antisemitismo senza se e senza ma. Non vorremmo che però qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quella che per noi è una convinzione, un diritto, ovverosia il ‘prima gli italiani’. Siamo al fianco di chi vuole combattere pacificamente idee fuori dal mondo però non vogliamo bavagli, non vogliamo uno Stato di polizia che ci riporti a Orwell”. Prima del voto il vice capogruppo vicario di Forza Italia Lucio Malan aveva detto:“Non condividendo taluni contenuti della mozione della maggioranza e ribadendo la massima solidarietà alla senatrice Segre per gli odiosi attacchi che subisce sulla Rete, Forza Italia si asterrà sulla mozione della maggioranza ma sin d’ora assicura il suo fattivo contributo ai lavori della istituenda commissione parlamentare”.Non tutti gli esponenti del centro destra, però, erano concordi sull’astensione. Fra questi le deputate di Forza Italia Mara Carfagna e Sandra Savino.Mara Carfagna ha scritto su Twitter: “La mia Forza Italia, la mia casa, non si sarebbe mai astenuta in un voto sull’antisemitismo. Stiamo tradendo i nostri valori e cambiando pelle. Intendo questo quando dico che nell’alleanza di centro destra andiamo a rimorchio senza rivendicare nostra identità”. Sandra Savino si è detta: “Sinceramente amareggiata per l’astensione espressa dal gruppo di Forza Italia al Senato sulla mozione proposta dalla senatrice a vita Luciana Segre. Di fronte al tema dell’odio razziale e dell’antisemitismo non ci sono ragioni o motivazioni politiche che tengano”. Sull’argomento è intervenuta anche la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello: “È stato un grande risultato istituzionale per il paese, di grande valore e importanza in un momento significativo finalmente si passa a prendere decisioni per attività importanti all’interno delle istituzioni. Sconcerta un po’ l’astensione di alcune forze politiche che riteniamo una scelta sbagliata e pericolosa. In questo momento c’è bisogno di unità, non si può lasciare spazio ad alcuna ambiguità né a insinuazioni su valori che sono fondanti”. Come detto dalla parlamentare Sandra Savino, di fronte al tema dell’odio razziale e dell’antisemitismo non ci dovrebbero essere logiche politiche. E invece…

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Con il “si” del Senato il governo ottiene pieni poteri

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Con 169 si il governo passa in Senato. I no sono stati 133 e 5 astenuti. “E’ stato un voto sofferto e ricco d’incognite. A differenza della camera dei deputati le opposizioni avrebbero potuto, con una manciata di voti, ribaltare la situazione. Gianmarco Corbetta sul social dichiara: “Abbiamo appena approvato in Senato la fiducia al nuovo Governo! Da oggi si riparte a lavorare per i temi per cui ci siamo sempre battuti: legalità, lotta alle diseguaglianze, tutela dell’ambiente e uno sviluppo inclusivo, partecipato, solidale”.

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Il discorso di Conte al Senato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

Ho colto l’occasione offertami dai media per ascoltare integralmente il discorso tenuto dal presidente del consiglio Giuseppe Conte al Senato. Non vorrei essere irriguardoso ma devo sinceramente ammettere che mi ha annoiato. Troppo serioso, troppo notarile, poco comunicativo e alquanto allusivo che, per i non addetti ai lavoro, dice poco o nulla. Forse perché ho sempre apprezzato un’oratoria di tipo diverso, più passionale, più partecipata, più diretta tanto da coinvolgere emotivamente l’ascoltatore. Penso ai politici del passato da Almirante a Nenni da Andreotti a Fanfani. Vi era anche il tipo “professorale” espresso da Aldo Moro e da altri tant’è che furono stimati per la loro dottrina ma non pienamente compresi dal grosso pubblico. Ciò che forse il prof. Conte ha poco valutato è che l’ascoltatore alla fine non ha preferito seguirlo ma si è rifatto al commento del cronista televisivo di turno e degli opinionisti della carta stampata che non sempre offrono un’interpretazione autentica.
E qui entriamo in un aspetto che, per chi parla in pubblico e sa di poter avere una platea di milioni di persone, non deve essere sottovalutato. Lo sapevano bene gli oratori del taglio di Andreotti che si facevano ascoltare con le loro ironiche battute sugli avversari e che non avevano bisogno di parole taglienti per metterli alla gogna. E mi riferisco, soprattutto, all’ironia bonaria del genere di chi dice alla domestica che si è lasciata sfuggire di mano il vassoio pieno di tazze: “Ma brava, hai fatto un bel lavoro.” Ma la mia riflessione si fa ancora più amara se considero che in Italia non abbiamo un vero leader e che ci dobbiamo accontentare di “capi popolo” alla Masaniello capaci al massimo di sollevare emotivamente le piazze ma non di presentare un progetto di ampio respiro e proiettato nel futuro e al tempo stesso compreso e condiviso dal popolo. Sono i classici politici che evocano i problemi esistenti ma si guardano bene dal risolverli dalla radice. Vivono il presente ma non riescono ad andare oltre il proprio naso. Non scendo nei dettagli per non farla troppo lunga ma lascio al lettore riflettere sull’argomento. (Riccardo Alfonso)

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Senato: inaugurazione Sezione bilaterale di amicizia tra Italia e Africa occidentale

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

Roma “Si terrà martedì 23 luglio alle ore 11 nella sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, la seduta d’insediamento della Sezione bilaterale di amicizia tra Italia e Africa occidentale, operante all’interno dell’Unione Interparlamentare. Le sezioni bilaterali di amicizia tra l’Italia e i diversi Stati del mondo rappresentano l’ambito ideale nel quale rafforzare i rapporti di amicizia tra le rispettive istituzioni parlamentari. Nello specifico la sezione bilaterale Italia – Africa occidentale si relazionerà con i parlamenti dei seguenti 13 Stati: Benin, Burkina Faso, Camerun, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Liberia, Senegal, Sierra Leone e Togo. All’incontro parteciperanno le rappresentanze diplomatiche dei suddetti Stati, il Capo di gabinetto del Ministro degli Affari esteri (Ambasciatore Riccardo Guariglia), il Direttore Centrale per i Paesi dell’Africa subsahariana della Farnesina (Ministro Plenipotenziario Giuseppe Mistretta), il responsabile IFAD per l’Africa centrale e occidentale (John Hurley) e i rappresentanti di istituzioni coinvolte con attività di diverso tipo nell’area. Parteciperanno, inoltre, i parlamentari del Comitato di Presidenza del Gruppo italiano della UIP, i parlamentari delle Commissioni esteri di Camera e Senato, e i membri componenti della Sezione bilaterale” Lo dichiara il presidente della Sezione bilaterale di amicizia tra Italia e Africa Occidentale, senatore Giovanbattista Fazzolari.

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Libia. Ciriani (FdI): FdI chiede formalmente che governo riferisca in Senato

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

“L’Italia rispetto a quanto sta accadendo in Libia non può limitarsi, come finora ha fatto, al semplice ruolo da spettatrice, ma deve cercare di assumere un atteggiamento attivo individuando soluzioni politiche a livello internazionale. Purtroppo l’approccio ondivago e confusionario del governo in politica estera ha impedito all’Italia di avere un ruolo autorevole in questa crisi, ed oggi ci troviamo a subire quanto sta accadendo in Libia e più in generale nello scacchiere mediterraneo. Perciò, abbiamo appena inviato alla presidente del Senato la richiesta ufficiale di un’informativa urgente del governo in Aula, affinchè riferisca su quanto sta accadendo in Libia e su come l’Esecutivo intende affrontare questa grave crisi”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

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Senato discuta mozione FdI su riserve auree

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 febbraio 2019

“Fratelli d’Italia chiede che sia discussa con urgenza in Aula la mozione che abbiamo presentato, che stabilisce che le riserve auree detenute dalla Banca d’Italia sono di proprietà dello Stato italiano e non di Bankitalia, e che quelle ancora detenute all’estero ritornino in Patria. E questo anche per riempire il vuoto normativo esistente e stabilire l’effettiva titolarità delle riserve”. A dirlo in Aula al Senato il vicepresidente vicario del gruppo di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti.”Riteniamo che alla luce del dibattito che si sta sviluppando in questi giorni sia necessario e urgente che l’Aula discuta e si confronti nel merito, e questo anche per fugare definitivamente qualsiasi ipotesi di disporre liberamente di queste riserve auree. L’oro è degli italiani, rappresenta un patrimonio della nostra Patria, e nessuno può pensare di utilizzarlo per correggere le disastrose politiche economiche del governo o, peggio ancora, per finanziare le proprie promesse elettorali”, conclude la senatrice Rauti.

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Quota 100 e Reddito di cittadinanza: Udir interviene in Senato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Richiesto ai senatori di consentire la pensione anticipata ai dirigenti scolastici. Tra le altre proposte emendative il recupero del valore degli stipendi e la copertura per la rateizzazione dell’intera liquidazione con tassazione all’1,5% Per il presidente Marcello Pacifico sarebbe giusto ritornare a regime alla pre Fornero o comunque all’età di 63 anni andare in pensione col massimo dei contributi, fermo restando la possibilità, su richiesta, di permanere in servizio come per i magistrati. Sono diversi gli emendamenti al decreto presentati in XI Commissione del Senato su Reddito di cittadinanza e Quota 100. Bene ha fatto il Governo a scegliere questa strada. Ora però bisogna sbloccare subito le immissioni in ruolo e per i presidi, oltre a semplificare le procedure di assunzione per i vincitori del nuovo concorso, bisogna organizzare un corso riservato per i ricorrenti avversi il bando del 2011.

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Basta l’inglese nei testi legislativi

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

“Un ringraziamento non formale ai tecnici del Servizio Studi della Camera dei deputati per aver segnalato l’abuso di termini in inglese nelle relazioni alla manovra. Si tratta di un vulnus non solo per la nostra cultura e la nostra lingua ma anche e soprattutto un vulnus alla nostra democrazia perché rende incomprensibile il testo e quindi la norma a un’ampia fascia sociale di cittadini. Ho già avuto modo di denunciare pubblicamente questo vizio tutto italiano delle nostre Istituzioni – Governo e ministeri, Rai e Inps – di mutuare parole inglesi nelle nostre leggi e nelle relazioni tecniche che accompagnano atti amministrativi e normativi. La Camera dei deputati è parte della Repubblica italiana e l’italiano è la nostra lingua. Approfitto di questo scatto di reni per chiedere la calendarizzazione delle due proposte di legge: una costituzionale per inserire la lingua italiana all’art. 12, e l’altra – ordinaria – per proibire l’uso di forestierismi nella pubblica amministrazione in tutte le sue articolazioni centrali, periferiche e radiotelevisive”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Manovra: Rojc, in Senato nasce dittatura della maggioranza

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Quello che sta accadendo in Senato sembra una una pagliacciata ma è l’atto di nascita della dittatura della maggioranza”. Lo afferma la senatrice del Pd Tatjana Rojc, commentando i continui rinvii della presentazione del maxi-emendamento alla manovra, con la definitiva versione della legge di Bilancio.Per la senatrice dem “il Parlamento è stato espropriato delle sue funzioni e del suo ruolo: ci tengono qua, ad aspettare di conoscere e votare una legge sulla quale non potremo aprire bocca, una legge che sta ancora cercando la quadratura dei conti e che si sta ancora gonfiando di norme puntuali”.“Grillo aveva promesso di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno ma non era vero – precisa Rojc – perché in realtà stanno scassinando le istituzioni repubblicane. Fuori dal Senato i cittadini devono sapere che qualsiasi allarme è troppo debole rispetto alla gravità di quanto sta accadendo”.

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Fratelli d’Italia: in Senato grave dilettantismo ma rimarremo in Aula

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Lo spettacolo messo in scena dalla maggioranza in queste settimane dimostra il suo grave dilettantismo. Sarebbero stati necessari due o tre giorni di lavoro in Commissione per riuscire ad avere una valutazione, anche se superficiale, della legge di Bilancio. Questo ci è stato impedito, ma essendo consapevoli che l’ostruzionismo comporterebbe il rischio dell’esercizio provvisorio rimarremo in Aula tutta la notte, discutendo e portando il nostro contributo. Per Fratelli d’Italia gli interessi della nostra Nazione sono prioritari, ma ciò non può impedirci di censurare il comportamento della maggioranza e in particolare del ministro Fraccaro, che si è rivolto in quest’Aula in maniera provocatoria. Ci saremmo attesi le scuse per le condizioni in cui ci stanno costringendo a lavorare e non certamente atteggiamenti arroganti”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani, nel corso del suo intervento in Aula.

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Senato: esame degli emendamenti al Decreto Fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Roma. Tra essi figura l’estensione al 2022 della Reverse Charge (ovvero della Inversione Contabile dell’Iva) su telefonini, tablet, computer e console per i videogiochi, e l’obbligo le piattaforme di intermediazione online di agire da sostituto d’imposta, ovvero di versare allo Stato l’IVA dei prodotti venduti per il proprio tramite.
A tale proposito, Andrea Scozzoli, Presidente della AIRES-Confcommercio, ha commentato: “Siamo soddisfatti per questo orientamento della maggioranza in quanto la misura consentirà non solo di garantire un cospicuo gettito fiscale alle casse dello Stato, ma anche di iniziare a ristabilire un quadro di pari condizioni competitive tra operatori del commercio combattendo la concorrenza sleale operata da chi omette il versamento dell’IVA”.

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