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Posts Tagged ‘senato’

Con il “si” del Senato il governo ottiene pieni poteri

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Con 169 si il governo passa in Senato. I no sono stati 133 e 5 astenuti. “E’ stato un voto sofferto e ricco d’incognite. A differenza della camera dei deputati le opposizioni avrebbero potuto, con una manciata di voti, ribaltare la situazione. Gianmarco Corbetta sul social dichiara: “Abbiamo appena approvato in Senato la fiducia al nuovo Governo! Da oggi si riparte a lavorare per i temi per cui ci siamo sempre battuti: legalità, lotta alle diseguaglianze, tutela dell’ambiente e uno sviluppo inclusivo, partecipato, solidale”.

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Il discorso di Conte al Senato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

Ho colto l’occasione offertami dai media per ascoltare integralmente il discorso tenuto dal presidente del consiglio Giuseppe Conte al Senato. Non vorrei essere irriguardoso ma devo sinceramente ammettere che mi ha annoiato. Troppo serioso, troppo notarile, poco comunicativo e alquanto allusivo che, per i non addetti ai lavoro, dice poco o nulla. Forse perché ho sempre apprezzato un’oratoria di tipo diverso, più passionale, più partecipata, più diretta tanto da coinvolgere emotivamente l’ascoltatore. Penso ai politici del passato da Almirante a Nenni da Andreotti a Fanfani. Vi era anche il tipo “professorale” espresso da Aldo Moro e da altri tant’è che furono stimati per la loro dottrina ma non pienamente compresi dal grosso pubblico. Ciò che forse il prof. Conte ha poco valutato è che l’ascoltatore alla fine non ha preferito seguirlo ma si è rifatto al commento del cronista televisivo di turno e degli opinionisti della carta stampata che non sempre offrono un’interpretazione autentica.
E qui entriamo in un aspetto che, per chi parla in pubblico e sa di poter avere una platea di milioni di persone, non deve essere sottovalutato. Lo sapevano bene gli oratori del taglio di Andreotti che si facevano ascoltare con le loro ironiche battute sugli avversari e che non avevano bisogno di parole taglienti per metterli alla gogna. E mi riferisco, soprattutto, all’ironia bonaria del genere di chi dice alla domestica che si è lasciata sfuggire di mano il vassoio pieno di tazze: “Ma brava, hai fatto un bel lavoro.” Ma la mia riflessione si fa ancora più amara se considero che in Italia non abbiamo un vero leader e che ci dobbiamo accontentare di “capi popolo” alla Masaniello capaci al massimo di sollevare emotivamente le piazze ma non di presentare un progetto di ampio respiro e proiettato nel futuro e al tempo stesso compreso e condiviso dal popolo. Sono i classici politici che evocano i problemi esistenti ma si guardano bene dal risolverli dalla radice. Vivono il presente ma non riescono ad andare oltre il proprio naso. Non scendo nei dettagli per non farla troppo lunga ma lascio al lettore riflettere sull’argomento. (Riccardo Alfonso)

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Senato: inaugurazione Sezione bilaterale di amicizia tra Italia e Africa occidentale

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

Roma “Si terrà martedì 23 luglio alle ore 11 nella sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, la seduta d’insediamento della Sezione bilaterale di amicizia tra Italia e Africa occidentale, operante all’interno dell’Unione Interparlamentare. Le sezioni bilaterali di amicizia tra l’Italia e i diversi Stati del mondo rappresentano l’ambito ideale nel quale rafforzare i rapporti di amicizia tra le rispettive istituzioni parlamentari. Nello specifico la sezione bilaterale Italia – Africa occidentale si relazionerà con i parlamenti dei seguenti 13 Stati: Benin, Burkina Faso, Camerun, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Liberia, Senegal, Sierra Leone e Togo. All’incontro parteciperanno le rappresentanze diplomatiche dei suddetti Stati, il Capo di gabinetto del Ministro degli Affari esteri (Ambasciatore Riccardo Guariglia), il Direttore Centrale per i Paesi dell’Africa subsahariana della Farnesina (Ministro Plenipotenziario Giuseppe Mistretta), il responsabile IFAD per l’Africa centrale e occidentale (John Hurley) e i rappresentanti di istituzioni coinvolte con attività di diverso tipo nell’area. Parteciperanno, inoltre, i parlamentari del Comitato di Presidenza del Gruppo italiano della UIP, i parlamentari delle Commissioni esteri di Camera e Senato, e i membri componenti della Sezione bilaterale” Lo dichiara il presidente della Sezione bilaterale di amicizia tra Italia e Africa Occidentale, senatore Giovanbattista Fazzolari.

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Libia. Ciriani (FdI): FdI chiede formalmente che governo riferisca in Senato

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

“L’Italia rispetto a quanto sta accadendo in Libia non può limitarsi, come finora ha fatto, al semplice ruolo da spettatrice, ma deve cercare di assumere un atteggiamento attivo individuando soluzioni politiche a livello internazionale. Purtroppo l’approccio ondivago e confusionario del governo in politica estera ha impedito all’Italia di avere un ruolo autorevole in questa crisi, ed oggi ci troviamo a subire quanto sta accadendo in Libia e più in generale nello scacchiere mediterraneo. Perciò, abbiamo appena inviato alla presidente del Senato la richiesta ufficiale di un’informativa urgente del governo in Aula, affinchè riferisca su quanto sta accadendo in Libia e su come l’Esecutivo intende affrontare questa grave crisi”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

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Senato discuta mozione FdI su riserve auree

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 febbraio 2019

“Fratelli d’Italia chiede che sia discussa con urgenza in Aula la mozione che abbiamo presentato, che stabilisce che le riserve auree detenute dalla Banca d’Italia sono di proprietà dello Stato italiano e non di Bankitalia, e che quelle ancora detenute all’estero ritornino in Patria. E questo anche per riempire il vuoto normativo esistente e stabilire l’effettiva titolarità delle riserve”. A dirlo in Aula al Senato il vicepresidente vicario del gruppo di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti.”Riteniamo che alla luce del dibattito che si sta sviluppando in questi giorni sia necessario e urgente che l’Aula discuta e si confronti nel merito, e questo anche per fugare definitivamente qualsiasi ipotesi di disporre liberamente di queste riserve auree. L’oro è degli italiani, rappresenta un patrimonio della nostra Patria, e nessuno può pensare di utilizzarlo per correggere le disastrose politiche economiche del governo o, peggio ancora, per finanziare le proprie promesse elettorali”, conclude la senatrice Rauti.

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Quota 100 e Reddito di cittadinanza: Udir interviene in Senato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Richiesto ai senatori di consentire la pensione anticipata ai dirigenti scolastici. Tra le altre proposte emendative il recupero del valore degli stipendi e la copertura per la rateizzazione dell’intera liquidazione con tassazione all’1,5% Per il presidente Marcello Pacifico sarebbe giusto ritornare a regime alla pre Fornero o comunque all’età di 63 anni andare in pensione col massimo dei contributi, fermo restando la possibilità, su richiesta, di permanere in servizio come per i magistrati. Sono diversi gli emendamenti al decreto presentati in XI Commissione del Senato su Reddito di cittadinanza e Quota 100. Bene ha fatto il Governo a scegliere questa strada. Ora però bisogna sbloccare subito le immissioni in ruolo e per i presidi, oltre a semplificare le procedure di assunzione per i vincitori del nuovo concorso, bisogna organizzare un corso riservato per i ricorrenti avversi il bando del 2011.

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Basta l’inglese nei testi legislativi

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

“Un ringraziamento non formale ai tecnici del Servizio Studi della Camera dei deputati per aver segnalato l’abuso di termini in inglese nelle relazioni alla manovra. Si tratta di un vulnus non solo per la nostra cultura e la nostra lingua ma anche e soprattutto un vulnus alla nostra democrazia perché rende incomprensibile il testo e quindi la norma a un’ampia fascia sociale di cittadini. Ho già avuto modo di denunciare pubblicamente questo vizio tutto italiano delle nostre Istituzioni – Governo e ministeri, Rai e Inps – di mutuare parole inglesi nelle nostre leggi e nelle relazioni tecniche che accompagnano atti amministrativi e normativi. La Camera dei deputati è parte della Repubblica italiana e l’italiano è la nostra lingua. Approfitto di questo scatto di reni per chiedere la calendarizzazione delle due proposte di legge: una costituzionale per inserire la lingua italiana all’art. 12, e l’altra – ordinaria – per proibire l’uso di forestierismi nella pubblica amministrazione in tutte le sue articolazioni centrali, periferiche e radiotelevisive”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Manovra: Rojc, in Senato nasce dittatura della maggioranza

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Quello che sta accadendo in Senato sembra una una pagliacciata ma è l’atto di nascita della dittatura della maggioranza”. Lo afferma la senatrice del Pd Tatjana Rojc, commentando i continui rinvii della presentazione del maxi-emendamento alla manovra, con la definitiva versione della legge di Bilancio.Per la senatrice dem “il Parlamento è stato espropriato delle sue funzioni e del suo ruolo: ci tengono qua, ad aspettare di conoscere e votare una legge sulla quale non potremo aprire bocca, una legge che sta ancora cercando la quadratura dei conti e che si sta ancora gonfiando di norme puntuali”.“Grillo aveva promesso di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno ma non era vero – precisa Rojc – perché in realtà stanno scassinando le istituzioni repubblicane. Fuori dal Senato i cittadini devono sapere che qualsiasi allarme è troppo debole rispetto alla gravità di quanto sta accadendo”.

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Fratelli d’Italia: in Senato grave dilettantismo ma rimarremo in Aula

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Lo spettacolo messo in scena dalla maggioranza in queste settimane dimostra il suo grave dilettantismo. Sarebbero stati necessari due o tre giorni di lavoro in Commissione per riuscire ad avere una valutazione, anche se superficiale, della legge di Bilancio. Questo ci è stato impedito, ma essendo consapevoli che l’ostruzionismo comporterebbe il rischio dell’esercizio provvisorio rimarremo in Aula tutta la notte, discutendo e portando il nostro contributo. Per Fratelli d’Italia gli interessi della nostra Nazione sono prioritari, ma ciò non può impedirci di censurare il comportamento della maggioranza e in particolare del ministro Fraccaro, che si è rivolto in quest’Aula in maniera provocatoria. Ci saremmo attesi le scuse per le condizioni in cui ci stanno costringendo a lavorare e non certamente atteggiamenti arroganti”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani, nel corso del suo intervento in Aula.

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Senato: esame degli emendamenti al Decreto Fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Roma. Tra essi figura l’estensione al 2022 della Reverse Charge (ovvero della Inversione Contabile dell’Iva) su telefonini, tablet, computer e console per i videogiochi, e l’obbligo le piattaforme di intermediazione online di agire da sostituto d’imposta, ovvero di versare allo Stato l’IVA dei prodotti venduti per il proprio tramite.
A tale proposito, Andrea Scozzoli, Presidente della AIRES-Confcommercio, ha commentato: “Siamo soddisfatti per questo orientamento della maggioranza in quanto la misura consentirà non solo di garantire un cospicuo gettito fiscale alle casse dello Stato, ma anche di iniziare a ristabilire un quadro di pari condizioni competitive tra operatori del commercio combattendo la concorrenza sleale operata da chi omette il versamento dell’IVA”.

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Scuola – Domani decreto Dignità in Senato per il voto finale, precari fuori GaE

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Domani decreto Dignità in Senato per il voto finale, precari fuori GaE: scoppia la guerra tra i prof in tribunale per partecipare ai nuovi concorsi. Anief: ultima speranza Milleproroghe, pronti allo sciopero d’inizio anno.Lo studio legale di Anief già sommerso di richieste per partecipare ai nuovi concorsi derivanti dal decreto in via di approvazione a Palazzo Madama. Dando per scontato la conferma del testo discusso nei giorni scorsi, che addirittura peggiora gli esiti dell’Adunanza plenaria del 20 dicembre 2017, con 50 mila maestri licenziati e l’avvio di un concorso per pochi intimi, sono già tantissimi i docenti precari abilitati che si dichiarano pronti a ricorrere alla magistratura: dai diplomati magistrale declassati ai laureati in Scienze della formazione o specializzati su sostegno senza servizio, per non parlare di che ha svolto i 24 mesi minimi richiesti per l’accesso nella scuola paritaria.Andranno tutti all’arrembaggio dell’unico concorso loro concesso, compresi i supplenti al 30 giugno che non hanno avuto la conferma o chi è stato in messo in ruolo nelle superiori con riserva. E che dire degli educatori ancora esclusi o delle 7 mila maestre assunte in ruolo e ora licenziate che hanno superato l’anno di prova? La soluzione sembrava che arrivasse dal decreto Milleproroghe, sul quale sempre domani ci sarà il voto finale a Palazzo Madama, prima del passaggio in Aula a settembre alla Camera quando potrà essere confermato l’emendamento Leu con cui riaprire le GaE. In quegli stessi giorni inizierà il nuovo anno scolastico: senza cambiamenti, si partirà con lo sciopero generale.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se la situazione rimane questa, chiediamo sin d’ora a tutti gli altri sindacati della scuola di aderire allo sciopero d’inizio anno e manifestare insieme, al fine di mandare un messaggio forte ai nostri parlamentari impegnati proprio in quei giorni nell’approvazione del decreto Milleproroghe con all’interno l’emendamento LeU che risolverebbe il problema del precariato scolastico grazia alla riapertura delle GaE, esattamente come è stato già fatto nel 2008 e nel 2012, ma sul quale ora il governo ha posto il suo veto. In caso contrario, si scatenerà una corsa al tribunale senza precedenti, perché i precari di sicuro non staranno a guardare. E nemmeno dimenticano: ne sanno qualcosa Matteo Renzi e il suo governo caduto prima del tempo proprio per via delle inascoltate proteste di massa della scuola.

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Dichiarazioni per l’elezione a presidente del Senato di Elisabetta Alberti Casellati

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2018

Fratelli d’Italia ha scelto di votare al Senato la senatrice di Forza Italia Maria Elisabetta Alberti Casellati e alla Camera l’onorevole del M5S Roberto Fico. Al di là delle nostre preferenze sui nomi dei candidati per le Presidenze, con questo voto vogliamo riconoscere e rispettare quanto sancito dal voto popolare nelle elezioni dello scorso 4 marzo e mantenere compatta la coalizione di centrodestra, un obiettivo sul quale Fratelli d’Italia ha lavorato più di tutti e su cui continua a lavorare in vista del delicato percorso che ci aspetta e che ci auguriamo possa portare alla formazione di un governo di centrodestra. È un voto che consente di risolvere immediatamente il problema delle Presidenze delle Camere e di rendere il Senato e la Camera operativi, perché i problemi degli italiani non aspettano le liturgie del Palazzo”.
“L’elezione di Elisabetta Alberti Casellati a Presidente del Senato – prima donna ad essere eletta alla seconda carica dello Stato – figura di prestigio e garanzia per tutti, è una grande vittoria per Forza Italia. A Elisabetta, amica di sempre e con la quale abbiamo condiviso tante battaglie, va il mio augurio di buon lavoro, certa che saprà svolgere questo ruolo in maniera eccelsa, come sempre ha fatto in tutti gli incarichi della sua carriera politica e al Consiglio Superiore della Magistratura”. Lo afferma, in una nota, Lorena Milanato, deputata di Forza Italia.
“Grande senso di responsabita’ di Fratelli d’Italia. La notizia del giorno non e’ solo che abbiamo eletto i due presidenti di Camera e Senato, ma anche che il centrodestra ha mantenuto la sua compattezza grazie al lavoro costante e generoso di Giorgia Meloni che fin dal momento critico di ieri al Senato ha operato per impedire che il centrodestra andasse in frantumi a poche settimane dalla vittoria elettorale. Lavoreremo ancora in questo spirito, per garantire ora il varo di un governo di centrodestra che sia sintonizzato con il giudizio dato il 4 marzo dai cittadini”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Fabio Rampelli.
“Grande soddisfazione per l’elezione di Elisabetta Casellati alla presidenza del Senato: è di Forza Italia la prima donna nella storia del nostro Paese a ricoprire quel ruolo. Siamo certi che saprà svolgere l’incarico che le è stato affidato nel migliore dei modi grazie anche alla sua lunga esperienza politica ed istituzionale”. Lo dichiara in una nota il deputato di Forza Nino Germanà che aggiunge: “All’amica Elisabetta i miei migliori auguri di buon lavoro”.
“Il primo Presidente del Senato donna è di Forza Italia. Elisabetta Casellati è una bandiera del nostro partito dal 1994. Siamo orgogliosi di lei e dell’ampio consenso che ha ricevuto”. Lo afferma, in una nota, Jole Santelli, deputata di Forza Italia.
“Siamo orgogliosi che la prima presidente del Senato donna della storia della Repubblica italiana sia di Forza Italia, il partito che con Silvio Berlusconi in campo ha cambiato la storia del nostro Paese. Congratulazioni di vero cuore, a nome mio e del gruppo azzurro di Montecitorio, all’amica e collega Elisabetta Casellati. Donna di altissima qualità, figura storica di Forza Italia, politica di livello, avvocato, già vice presidente di Palazzo Madama e membro del Consiglio superiore della magistratura. Siamo certi che sarà un grande presidente del Senato”. Lo afferma in una nota Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.

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Elezioni presidenti Camera e Senato

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

“Non essendoci una maggioranza, le presidenze” di Camera e Senato “non potranno appartenere entrambe allo schieramento dei vincitori. Verosimilmente, una andrà alla componente più orientata a sostenere, esplicitamente o implicitamente, programma e governo di centrodestra. Penso soprattutto al Pd”. Che dice di no. “Tra le parole e i fatti c`è la politica. Stiamo cercando di capire se il Pd sarà pronto a darci una qualche forma di appoggio. Esistono tante formule: astensione, appoggio esterno, non sfiducia…”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al “Corriere della Sera”.“Comunque, gli esiti dell`elezione della seconda e della terza carica dello Stato formeranno la base politica e istituzionale per l`avvio delle consultazioni. E lì entrerà in gioco il presidente della Repubblica”. Dovrà sciogliere un nodo molto ingarbugliato. “In passato, davanti a situazioni complicate il capo dello Stato invitava il presidente della Camera o quello del Senato a fare da esploratore”. Non avete dubbi sul fatto che l`incarico di formare il governo spetti a voi? “No. La nostra coalizione ha più voti e più parlamentari, e la legge elettorale filosoficamente premia le coalizioni”. (noi vorremmo fare una proposta: Perché non disegnate alla presidenza di uno dei due rami del parlamento un rappresentante degli italiani all’estero?)

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Mozione in Senato per stabilizzare i diplomati magistrale e i laureati in Scienze della formazione primaria

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

aula senatoL’iniziativa potrebbe costituire una prima risposta alla stabilizzazione delle due categorie di docenti precari più danneggiate dalla riforma Renzi-Giannini: si chiede il riconoscimento del valore dell’abilitazione conseguita dai diplomati magistrale entro il 2001/02 e l‘inserimento nelle GaE; per i laureati in Sfp, attualmente esclusi dalle GaE, si chiede l’inserimento in una nuova fascia delle stesse graduatorie, oppure di predisporre un ulteriore canale valevole per il 20 per cento dell’accesso ai ruoli nella scuola dell’infanzia e primaria, nella forma di una graduatoria regionale. Nella mozione si fa anche riferimento alla necessità di definire i piani di studio, le modalità attuative e quelle organizzative del corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per il sostegno. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Entrambe le categorie servono e serviranno molto alla scuola italiana: perché si sono formate, in periodi diversi, per raggiungere lo stesso scopo, ovvero diventare maestri ed educatori. La maggior parte di loro opera stabilmente da tempo. È un falso problema quello della scarsa preparazione dei diplomati magistrale, usato da qualcuno che vuole distogliere l’opinione pubblica dalla vera problematica: il loro status di precari storici sfruttati da anni. In tribunale abbiamo difeso entrambe le categorie: l’apertura delle GaE del 2012, solo per fare un esempio, fu proprio dedicata agli abilitati in Scienze della formazione primaria. Abbiamo agito anche alla “fonte”: nella manovra di fine Governo, attraverso degli emendamenti specifici al disegno di legge 2960, abbiamo chiesto la stabilizzazione di questi insegnanti dimenticati colpevolmente. Serve, oggi più che mai, una norma per bandire finalmente dei concorsi riservati e reclutare tutti questi precari attingendo dalla seconda fascia delle graduatorie d’Istituto o riaprendo le GaE. Oppure prevedere anche per primaria e infanzia la “fase transitoria” già prevista per i precari della scuola secondaria con graduatorie regionali degli abilitati da cui attingere per le immissioni in ruolo, graduandoli in base ai titoli e ai servizi.

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DdL di Riforma degli Ordini: la Federazione conferma il suo giudizio negativo

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

senatoLa Commissione Sanità del Senato ha audito le rappresentanze degli Ordini delle professioni sanitarie in merito al DdL “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”. La convocazione è giunta dopo la netta presa di posizione delle rappresentanze professionali di medici, farmacisti e veterinari sulle modifiche apportate al DdL dalla Camera. “Il provvedimento così come approvato al Senato, pur presentando alcuni elementi insoddisfacenti, era comunque un testo condiviso, al quale avevano collaborato tutte e tre le Federazioni” spiega il Segretario Maurizio Pace, che ha guidato la delegazione della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “La Camera ha poi completamente stravolto il provvedimento, cancellando praticamente qualsiasi elemento di reale innovazione, aggravando il carico burocratico degli Ordini e limitandone l’autonomia e l’operatività a tutela della qualità della prestazione professionale e del cittadino”. Molti i rilievi rappresentati alla Commissione. In primo luogo, il testo ora all’esame del Senato rimanda a futuri regolamenti ministeriali la definizione di aspetti qualificanti della riforma, come quello elettorale, aprendo così una fase di transizione nella quale dovrebbero valere le disposizioni del DPR 221/1950 “per quanto compatibili”. “Mi sembra evidente che questo apre la strada al contenzioso, visto che non è chiaro chi dovrebbe decidere della compatibilità. Inoltre, l’attesa dei provvedimenti del Ministero, visto che molti Ordini provinciali hanno già rinnovato i loro consigli, creerebbe un disallineamento tra Ordini e Federazioni” spiega Pace. “Un disallineamento che si ripropone anche per i Regolamenti e gli Statuti, perché mentre le Federazioni sono autorizzate a mantenere quelli attuali fino al termine del mandato, nulla si dice per gli Ordini provinciali. Su questo piano si potrebbero fare anche altri esempi, ma pare evidente che tutta la materia è disciplinata in modo irrazionale”. Deontologia e procedimenti disciplinari sono un altro aspetto critico. “Nel testo è previsto che il Codice deontologico debba essere approvato a maggioranza dai Consigli nazionali e poi recepito attraverso una delibera dagli Ordini Provinciali. A parte il fatto che il Codice è sempre stato approvato all’unanimità nella nostra Federazione, la norma così come scritta apre a una situazione inconcepibile: l’Ordine che non recepisse il Codice deontologico votato dal Consiglio nazionale potrebbe votarne uno provinciale? L’agire del professionista, a tutela innanzitutto del cittadino, non può che essere normato in modo uniforme su tutto il territorio nazionale” prosegue Pace. “A questo proposito va anche segnalato che il ricorso alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie, finora consentito soltanto per i provvedimenti disciplinari, nel Ddl modificato dalla Camera appare possibile per tutti gli atti. Ma in questo modo l’iscritto potrebbe appellarsi anche contro una delibera che riguarda un corso ECM: in pratica si potrebbe paralizzare l’attività delle Federazioni”. Altrettanto paralizzante la previsione che, qualora più Ordini provinciali ritengano di dover dare vita a forme associative per lo svolgimento di funzioni di particolare importanza, debbano sottoporre la loro richiesta al Ministero della Salute, mentre tutte le altre professioni non sono sottoposte a questo regime di autorizzazione. Dal testo attuale è stata anche eliminata la modifica dell’articolo 102 del Testo Unico del Leggi sanitarie – provvedimento che risale al 1934 – volta a consentire la presenza in farmacia di altri professionisti sanitari, con l’esclusione di medici e veterinari, come peraltro già previsto dalla Legge sulla Farmacia dei servizi del 2009, così come la possibilità per il farmacista di esercitare anche altre professioni sanitarie, previa abilitazione, sempre con l’ovvia esclusione di quelle abilitate alla prescrizione di medicinali. “E’ un aspetto fondamentale per noi quanto per la collettività” spiega il segretario della FOFI. “Innanzitutto perché la farmacia dei servizi è un presidio fondamentale per la riorganizzazione dell’assistenza sul territorio in tutto il Paese, e poi perché consentire al farmacista abilitato di svolgere altre prestazioni sanitarie è fondamentale per i molti centri in cui la farmacia è l’unico presidio sanitario esistente. L’alternativa è che, come già detto, il paziente non possa farsi praticare un’iniezione intramuscolare in farmacia ma possa continuare a farsela praticare dal vicino di casa. Non è concepibile che quanto disposto da una legge del 2009 continui a essere negato da una norma del 1934, oltretutto in presenza di sentenze del Consiglio di Stato favorevoli alla nuova disciplina”. La FOFI, dunque, conferma il suo giudizio: il testo attuale del DdL è irricevibile: “Anche perché non è quella riforma, doverosa dopo settant’anni, che abbiamo sempre auspicato, ma una serie di interventi slegati sulla vecchia normativa, che mortifica la funzione degli Ordini delle professioni sanitarie quali organi ausiliari dello Stato a tutela della qualità delle prestazioni, capaci di promuovere l’evoluzione professionale e, di conseguenza, di tutelare nel senso più ampio il cittadino che si rivolge ai professionisti della salute” conclude Maurizio Pace.

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Legge di Bilancio al Senato: per la scuola il piatto piange

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

senatoHa preso il via ieri l’ultimo atto di una legislatura che al comparto ha dato una riforma mai “digerita” e risorse col contagocce. Fino all’ultimo momento, visto che nella stessa legge di fine anno si stanno inserendo in itinere nuovi fondi per coprire il miserevole aumento di 85 euro medi da assegnare ai dipendenti pubblici, compresi i lavoratori della scuola che sono i meno pagati della PA. Stanziati 1,65 miliardi aggiuntivi per garantire agli statali gli aumenti medi di 85 euro al mese, in modo da garantire incrementi retributivi del 3,48%. Tali risorse aggiuntive permetteranno anche di alzare le soglie di reddito per ottenere il bonus Irpef da 80 euro in modo da salvaguardare gli 80 euro dei dipendenti pubblici, che con il rinnovo del contratto supererebbero le soglie ad oggi vigente. L’operazione conferma tutti i dubbi posti dall’Anief sull’incompleta copertura degli 85 euro per ogni dipendente pubblico e sulla mancata volontà di portare le buste paga degli statali almeno al livello dell’inflazione che è schizzata in avanti quasi del 15 per cento. I fatti, non gli slogan, stanno ancora una volta dando ragione al giovane sindacato. C’è amarezza poi per la mancata perequazione stipendiale “esterna” dei dirigenti scolastici, come non c’è traccia delle annunciate assunzioni del personale Ata, né del concorso per Dsga, né tantomeno delle immissioni in ruolo a favore dei maestri d’infanzia. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Si conferma l’inadeguatezza delle risorse sinora messe in campo dal Governo. Tra l’altro, considerando che la maggior parte degli ultimi fondi serviranno per evitare la beffa di vedersi togliere gli 80 euro di bonus fiscale del Governo Renzi, per gli effettivi aumenti di tutto il personale rimarrà ben poco. Quindi, il passo compiuto dal Governo rimane davvero piccolo: 1,1 milione di docenti e Ata hanno diritto non ad elemosine.

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Il Senato ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 ottobre 2017

aula senatoE’ un pessimo ircocervo che ripugna ad ogni persona di buon senso, compresi quei suoi stessi fautori che senza arrossire lo presentano come esito del diktat di un personaggio interdetto dai pubblici uffici.
Ma quel che più ci preme mettere in evidenza è che ancora una volta a quasi un decimo della reale popolazione italiana (oltre cinque milioni di persone nostre conterranee) continua ad essere negato il primo diritto democratico, il diritto di voto. Ancora una volta purtroppo tanta parte del ceto detentore della parola pubblica e delle pubbliche decisioni, ipnotizzata ed asservita da grotteschi demagoghi, non ha voluto o saputo aprire gli occhi, e i cuori. Aprire gli occhi sulla realtà effettuale, ed accorgersi che “vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all’Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano” (e’ l’inconfutabile constatazione enunciata nell’appello “Una persona, un voto” promosso da padre Alessandro Zanotelli e dalla partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace – e sottoscritto da migliaia di cittadini tra cui anche quasi duecento parlamentari e tre ministri emeriti – per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone residenti in Italia).
Quanto dovremo ancora aspettare perche’ in Italia il diritto di voto sia riconosciuto a tutti coloro che ci vivono?
Quanto dovremo ancora aspettare perchè in Italia cessi questa scandalosa esclusione di una persona su dieci della reale popolazione dal primo diritto democratico, il diritto di voto senza del quale una democrazia non è una democrazia? (fonte: “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani”)

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Legge elettorale: cambierà qualcosa?

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 ottobre 2017

elezioniIl Senato ha approvato in via definitiva la legge elettorale. A marzo 2018, o quando sarà, voteremo con un sistema approvato meno di un anno prima della consultazione elettorale. Tempistica censurata dal Consiglio d’Europa, un’organizzazione cui l’Italia partecipa; ma ciò è il meno per i nostri governati e legislatori, abituare a vivere in “flagranza di reato”. Mettiamo da parte questo (non secondario) aspetto e tralasciamo pure le critiche su rappresentatività, governabilità, ecc. ecc. Scansiamo anche le simulazioni sulla composizione delle Camere, utili come i capezzoli del cinghiale maschio. Andiamo al sodo: che cosa cambierà? Poco, forse niente. Quello che serve è un cambio di rotta su una serie di argomenti che vengono tenuti vilmente in disparte: libertà economiche, testamento biologico, fine vita, diritto di cittadinanza, adozioni, legalizzazione delle droghe leggere, scioglimento del matrimonio, ecc. ecc. ecc. Temi che riguardano tutti e sui
quali bisognerebbe intervenire liberando le persone dal giogo dello Stato paternalista (o peggio, etico). Mutamenti dell’agenda politica che una legge elettorale può certamente aiutare; il cambiamento, però, non parte dalla legge, ma da chi le fa. E la situazione non è buona. La matita è pronta; speriamo, dubitando della speranza, di poterla usare per il meglio. (Alessandro Gallucci, legale, consulente Aduc)

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Biotestamento: una lettera al Sen. Emilia De Biasi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 settembre 2017

senatoAssociazione Luca Coscioni, Radicali Italiani, Ass. radicale Certi Diritti, UAAR e Exit Italia hanno inviato una lettera al Sen. Emilia De Biasi, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, dove è insabbiata la legge sul Biotestamento – sollecitandola a un intervento immediato in linea con quanto da lei promesso prima delle vacanze estive: “Se il numero degli emendamenti resterà tale – diceva – propongo di andare direttamente in Aula senza il mandato del relatore, per passare cioè ad un esame degli emendamenti direttamente da parte dell’Aula”. La proposta e la legge, ora, sembrano cadute in un buco nero. Il rischio di non vedere la luce entro la fine della legislatura è concreto. E qui il testo della lettera:
Gentile Presidente De Biasi,
siamo consapevoli della concreta possibilità che nemmeno in questa legislatura si approvi la legge sulle disposizioni anticipate di trattamento. Le nostre organizzazioni ormai quasi quattro anni fa avevano depositato una proposta di legge per la legalizzazione dell’eutanasia, con le firme di 67.000 cittadini, poi sostenuta da oltre 121.000 persone. La scelta dei Gruppi parlamentari è stata invece quella di non discutere la nostra proposta e di affrontare unicamente la questione del testamento biologico, fondamentale per riconoscere effettivamente a tutti cittadini il diritto costituzionale ad interrompere le terapie senza soffrire. Se la scelta di limitare la discussione al testamento biologico era stata assunta per tenere conto del grande consenso popolare (per la verità maggioritario anche sull’eutanasia) e, realisticamente, dei rapporti di forza parlamentari, la possibilità che persino questa proposta, approvata a stragrande maggioranza alla Camera, sia ora affossata al Senato suona come una beffa per tutte le persone che vorrebbero poter lasciare indicazioni chiare sulle proprie volontà nel caso si trovassero non più nelle condizioni di intendere e di volere.
Gentile Presidente, a fronte delle migliaia di emendamenti ostruzionistici depositati nella Commissione da Lei presieduta, Lei stessa a luglio dichiarò “se il numero degli emendamenti resterà tale propongo di andare direttamente in Aula senza il mandato del relatore, per passare cioè ad un esame degli emendamenti direttamente da parte dell’Aula”. Il Presidente del Senato, Pietro Grasso, rispondendo a Carlo Troilo, ha ribadito pubblicamente “l’assoluta necessità di non disattendere le speranze dell’opinione pubblica e di procedere rapidamente per poterli portare (i testi approvati alla Camera: ndr) al più presto all’attenzione dell’Aula”. A fronte del permanere dell’azione ostruzionistica e del drammatico restringersi del tempo a disposizione, Le chiediamo – con il massimo rispetto per la difficoltà del compito, ma anche con la convinzione che non vi sia alternativa per evitare la distruzione di anni di lavoro e del patrimonio di fiducia e speranza generato – di procedere senza indugio a dare seguito a quanto da Lei stessa proposto, e di inviare il testo all’esame dell’Aula del Senato, per consentire a ciascun Parlamentare una piena assunzione di responsabilità, a favore o contro l’unico testo di legge sul fine vita che ha materiale possibilità di essere votato prima della fine della legislatura. Nella speranza di una Sua risposta positiva, La salutiamo cordialmente,
Filomena GALLO e Mina WELBY – segretario e co-presidente Associazione Luca Coscioni
Stefano INCANI – segretario UAAR
Riccardo MAGI – segretario Radicali Italiani
Leonardo MONACO – segretario Ass. radicale Certi Diritti
Silvio VIALE – responsabile scientifico Exit Italia

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L’Aula del Senato ha approvato il Ddl concorrenza, che ora diventa legge dello Stato

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

senato“Un brutto giorno per i consumatori. Non facciamo mai dietrologia, sappiamo che certe cose sono più facili a dirsi che a farsi, ma che una legge finisca addirittura per peggiorare l’esistente, francamente è troppo!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “D’altronde se lo stesso presidente della commissione Industria del Senato si è dissociato, è evidente che c’è qualcosa che non quadra” prosegue Dona.
“Basterebbe la fine del mercato tutelato nel settore dell’energia, per esprimere un giudizio negativo, considerato che non vi può essere alcuna concorrenza fino a che, per la luce, i primi cinque operatori detengono l’87,8% del settore domestico e per il gas i primi tre gruppi controllano il 44,8% del mercato. Ma i punti dolenti sono veramente tanti, troppi: dal tetto regionale del 20% per le società di capitale che controllano le farmacie, troppo elevato, alla norma pro albergatori che, consentendo loro di praticare prezzi differenti rispetto a quelli offerti on line, impedirà al consumatore di poter confrontare i prezzi in modo trasparente sui siti comparatori, risparmiando sulle vacanze come avvenuto in questi anni” conclude Dona.

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