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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘senior italia’

Senior Italia e SIPEM SoS Federazione insieme a supporto del personale sanitario

Posted by fidest press agency su sabato, 23 Maggio 2020

Come è noto, in emergenza, i soccorritori totalmente concentrati sul portare soccorso, dimenticano di concedersi il tempo per prendersi cura di sé, fagocitati da ritmi serrati e richieste spesso crescenti, a fronte di una misura ignota di durata e portata dell’evento, che li porta a fermarsi soltanto quando il pericolo è stato arginato: prendono coscienza solo allora di essere stremati. La concentrazione sulla responsabilità del soccorso e i conseguenti livelli fisiologici di adrenalina sottopongono corpo e mente ad una pressione psicofisica difficile da sostenere in altri scenari di aiuto. Questo sovraccarico bio-psico-fisico porta, nella sua massima esposizione dei contesti emergenziali, a significative e talora gravi conseguenze sull’equilibrio del soccorritore/curante, sia per chi lavora in rianimazione e nelle terapie intensive e sia per chi, come il medico di medicina generale, lavora a contatto con un elevato numero di persone, e ha con loro, specialmente con i più anziani, un rapporto intenso e continuativo.Con il graduale decremento dei casi di Covid-19, e l’ingresso nella Fase 2, diminuirà in parte l’iper-attivazione del personale sanitario, lasciando spazio alla manifestazione di disagio psicologico e disturbi da stress e post traumatici. E’ questo il momento più adeguato per fornire supporto psicologico qualificato e specifico per l’emergenza. Non è poi da sottovalutare anche l’impatto della riapertura degli studi che esporrà i medici ad un nuovo carico di lavoro relativo alla gestione della relazione con i pazienti e all’applicazione di direttive igienico-sanitarie in continuo aggiornamento.Senior Italia FederAnziani e SIPEM SoS Federazione offriranno un servizio psicologico ai medici: un percorso di valutazione dello stato di benessere, di ascolto, stabilizzazione emotiva ed empowerment.
La segreteria organizzativa di SIPEM SoS Federazione accoglierà le richieste dei medici attraverso una prima valutazione del bisogno (triage psicologico e somministrazione test) che porterà alla pianificazione dell’erogazione della consulenza psicoterapica, articolata in tre colloqui. Il progetto si svolge con il patrocinio di FIMMG, SUMAI, Centro Studi SIP, SIIA, SIMFER, AIMO, ARCA, OVER. Tali organizzazioni diffonderanno la conoscenza del servizio presso i propri aderenti affinché coloro che hanno bisogno di un supporto possano rivolgersi alla SIPEM SoS Federazione per attivare il percorso.L’incremento degli stress ambientali, quindi, espone ad un concreto rischio di sviluppo di sintomi o disturbi psicologici con conseguenze sul piano cognitivo, comportamentale, emotivo, fisico e sociale.

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Il numero verde di Senior Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Maggio 2020

E’ sempre attivo, anche nella Fase 2, il numero verde 800.99.14.14 di Senior Italia FederAnziani, in collaborazione con WINDTRE e SIPEM SoS Federazione per combattere la solitudine nella popolazione anziana. Attraverso il numero verde gratuito, operativo dal 6 aprile scorso, gli psicologi ed esperti di SIPEM Sos sono a disposizione delle persone che abbiano bisogno di ascolto e supporto, tutti i pomeriggi dalle 14:00 alle 19:00. Il servizio è raggiungibile sia da rete fissa che mobile.
Ecco un bilancio del primo mese di attività: le persone che hanno chiamato sono in prevalenza settantenni e ottantenni (rispettivamente il 30% ed il 28%) si dichiarano sole (senza partner o lontani dalle famiglie) nel 66% dei casi; sono le signore (70%) ad utilizzare maggiormente il servizio. Ricerca di compagnia, solitudine, preoccupazione per la propria salute, disagio psicologico, situazioni famigliari complesse, sono alcune tra le ragioni per le quali gli anziani si rivolgono al 800.99.14.14. chiedendo un aiuto specifico.Ci attende una nuova normalità alquanto anormale, dovremo tutti prenderci il tempo per acquisire nuove competenze rinunciando alle abitudini sociali del passato: prima di uscire di casa sarà importante ripassare mentalmente quali siano le cose che si possono o non possono fare, usando i piccoli errori di interazione con gli altri come occasioni per imparare le nuove abitudini, al fine di farle diventare delle nuove routine.Dovremo essere tolleranti gli uni verso gli altri, aiutando chi “sbaglia” senza reagire aggressivamente, ripetendo ad esempio cosa fare e perché farlo, perché non tutti apprenderanno con la stessa velocità così tante cose nuove.
Senior Italia FederAnziani è la federazione delle associazioni della terza età fondata nel 2006 con lo scopo di tutelare i diritti e migliorare la qualità della vita delle persone Senior.

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Da Senior Italia FederAnziani la ricetta della longevità in 50 punti

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Quali sono i campanelli di allarme ai quali prestare attenzione per intercettare precocemente le principali patologie della terza età? Quali i grandi errori più comuni da evitare e quali gli screening a cui sottoporsi? A queste domande risponde il manifesto per la longevità in cinquanta punti che arriva da Senior Italia FederAnziani in collaborazione con le società scientifiche coinvolte nei lavori del VII Congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute, svoltosi a Rimini con l’obiettivo di fornire ai senior delle indicazioni chiare su come tutelare al meglio la propria salute, essere più consapevoli dei rischi e dei comportamenti da adottare.Parallelamente, nelle aree dedicate, gli oltre 6.000 visitatori hanno potuto sottoporsi a screening gratuiti di dermatologia, cardiologia, diabetologia, osteoporosi, oftalmologia. Tutti questi dati, integrati con quelli provenienti dagli screening che Senior Italia sta portando sul territorio nazionale, porteranno alla costituzione di un vero e proprio database per indagini “real life” sull’attuale stato di salute della popolazione senior.
Nell’ambito dei lavori congressuali, oltre 200 esperti tra esponenti delle società medico-scientifiche, della medicina generale, ambulatoriale, delle associazioni regionali di distretto, infermieri, farmacisti, professionisti dell’area sanitaria, riuniti in 17 dipartimenti tematici dedicati ad altrettante aree terapeutiche, hanno contribuito alla redazione di un Manifesto a misura di senior che contiene indicazioni di carattere generale e indicazioni specifiche su prevenzione e stili di vita legate alle singole aree, ovvero audiologia, dermatologia, diabetologia, fibrillazione atriale, fragilità ossea, incontinenza, ipertensione, oftalmologia, oncologia, patologie valvolari, parodontologia, psichiatria, respiratorio, reumatologia, urologia, tecnologie applicate alla salute.
Tali raccomandazioni hanno una forte ricaduta sullo stile di vita di tutti i giorni e sono volte a prevenire e modificare, laddove possibile, gli effetti più devastanti dell’invecchiamento. In particolare, tra le indicazioni più importanti, ricordiamo: misurare periodicamente la pressione arteriosa, aderire agli screening proposti e sottoporsi a visite di controllo, seguire scrupolosamente le terapie, in caso di mancanza di efficacia o di effetti collaterali non sospendere autonomamente la terapia ma rivolgersi al proprio medico curante, ma anche mantenere rapporti affettivi e sociali appaganti e fare attenzione ai diversi campanelli d’allarme che possono segnalare una patologia non diagnosticata. E ancora: astenersi dal fumo di sigaretta ad ogni età, seguire una equilibrata alimentazione, moderare l’introito di alcool evitando assolutamente i superalcolici, dedicarsi ad una sana attività sportiva, favorire un’esposizione protetta alla luce solare. Consigli riassumibili in un facile promemoria 0-1-5-30, ovvero 0 sigarette,1 bicchiere di vino al giorno, 5 portate di frutta, verdura ed ortaggi, 30 minuti di attività fisica. I lavori dei singoli dipartimenti hanno evidenziato tutti i segnali d’allarme cui prestare attenzione e che possono essere il preludio di patologie severe in grado di mettere in serio pericolo l’autosuffcienza e la vita. Per esempio l’aumento della sete, l’aumento della quantità di urina, aumento del senso di fame, disturbi della sfera sessuale, formicolii e perdite di sensibilità, che sono spesso sintomi di presentazione del diabete; la difficoltà ad ascoltare la televisione o il telefono, la necessità di far ripetere le parole, la difficoltà a partecipare ad una conversazione, fischi e ronzii possono rappresentare invece la spia di problemi uditivi; la presenza di crosticine che cadono e si riformano deve spingere a consultare il medico; l’affanno e il dolore toracico possono essere sintomo di una patologia cardiaca, mentre l’urgenza di urinare o defecare le piccole perdite durante gli sforzi, potrebbero essere sintomi di incontinenza; bisogna prestare attenzione anche allo stato di salute degli occhi, andando dal medico curante in caso di bruciore, prurito, lacrimazione, difficoltà ad aprire gli occhi al mattino; quando si parla di prevenzione in oncologia i sintomi da non sottovalutare sono perdite di sangue anomale, stitichezza o diarrea che non passano, insorgenza di anomalie della mammella, perdita di peso o stanchezza non volontarie, tosse persistente nel tempo; un malfuzionamento delle valvole cardiache invece può essere segnalato da stanchezza, fame d’aria, gambe gonfie, aumento ingiustificato del peso, palpitazioni/batticuore, insonnia, dolore toracico, svenimenti; anche il russare non va preso alla leggera dal momento che, insieme alla mancanza di fiato e alla tosse che si prolunga per oltre due settimane è una possibile spia di malattie respiratorie; tra i sintomi più difficili da comprendere e da raccontare, per l’anziano, ci sono quelli di ambito psichiatrico: in questo caso il vademecum invita a non vergognarsi e a parlare col medico, considerando come sintomi di patologie la perdita di piacere ed interesse per le attività della vita quotidiana, il ritiro sociale, la stanchezza immotivata, l’alterazione dell’appetito, la minore efficienza nell’affrontare le attività usuali, la difficoltà ad adattarsi alle novità. In sintesi, gli obiettivi di Senior Italia sono sensibilizzare la popolazione over 65 su alcuni aspetti relativi agli stili di vita e sull’importanza della loro correzione ad ogni età e poi dare la possibilità a tutti i senior di riconoscere i campanelli d’allarme delle più importanti patologie della terza età per potersi curare tempestivamente e vivere meglio e più a lungo.

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Senior Italia FederAnziani: buon lavoro a nuovo governo e a Ministro della Salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

“I 3,8 milioni di senior aderenti a Senior Italia FederAnziani augurano buon lavoro al nuovo governo”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina. “Un particolare augurio lo rivolgiamo alla nuova Ministra della Salute, Giulia Grillo, già distintasi nella difesa di un servizio sanitario pubblico e universalistico che garantisca equità di accesso nelle cure e uniformità dei Livelli essenziali di assistenza. Guardiamo con interesse al suo impegno verso una riduzione delle liste d’attesa, alle sue proposte di riduzione del ricorso ai ticket che gravano sui cittadini e siamo pronti a dare il nostro contributo come pazienti nell’individuazione di soluzioni che consentano di ottimizzare la spesa pubblica in sanità, tutelando la salute dei cittadini nel rispetto dell’equilibrio dei conti dell’SSN”.

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Sanità italiana al collasso

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

Ministero saluteUna fotografia sintetica e precisa dei dati della sanità italiana, ma anche delle abitudini e degli stili di vita della popolazione “senior”, è quella scattata dal volume SIC Sanità in Cifre, realizzato come ogni anno dall’omonimo Centro Studi di Senior Italia, e giunto quest’anno alla sua decima edizione.
In ambito generale vediamo che in Italia, a fronte di una diminuzione della popolazione, che al 31 dicembre del 2015 risulta essere diminuita di 130.061 unità rispetto allo stesso periodo del 2014, prosegue l’inesorabile processo di invecchiamento, con la speranza di vita alla nascita che per i maschi è pari a 80,2 anni (era 79,8 nel 2013), mentre quella delle femmine è pari a 84,9 anni (84,6 anni nel 2013). L’indice di vecchiaia, dato dal rapporto tra la popolazione di 65 anni e oltre e quella con meno di 15 anni, l’indicatore che meglio sintetizza il grado di invecchiamento della popolazione, al 31 dicembre 2014 è pari al 157,7 per cento, ancora in crescita rispetto all’anno precedente (154,1). L’età media degli italiani nel 2014 è 44,4 anni.
L’aumento della proporzione di popolazione anziana determina una serie di cambiamenti dal punto di vista epidemiologico, come l’aumento di incidenza e prevalenza di patologie croniche e tumori. Ai primi tre posti dei tumori più frequentemente diagnosticati risultano esserci quello di seno (14%), colon retto (13%) e prostata (11%). Negli uomini specificamente il tumore più diagnosticato è quello della prostata (20%), mentre nelle donne quello del seno (29%). Il tumore col più alto tasso di mortalità è invece quello del polmone, che causa morte nel 20% dei casi. Dal controllo delle SDO (Schede di dimissioni ospedaliere) si evince che molti casi di decessi avvenuti in ambito oncologico sono stati trattati nei centri oncologici con minore expertise. Se guardiamo ai trapianti, nel triennio 2013-2015 il numero dei donatori segnalati e il numero dei trapianti effettuati non subisce molti cambiamenti. A livello regionale il numero dei donatori è stato pari a 118 (il 59,3% donatori multi-organo) in Emilia Romagna, nel Lazio 98 (75,5% multi-organo), in Lombardia 247 (73,7% multi-organo), ed infine in Toscana 141 (44,7% multi-organo).
Quanto all’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, il personale dipendente del SSN, ovvero delle Aziende Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliere integrate con il SSN e Aziende Ospedaliere integrate con l’università, nel 2012 è pari a 629.713 unità e risulta composto per il 70,9% da personale sanitario, per il 18% circa da personale tecnico, per l’11,2% da personale amministrativo e per lo 0,2% da personale con ruolo professionale. Differenziandolo per genere, il personale SSN conta 217.333 uomini e 412.380 donne. Il numero dei dipendenti del SSN è sceso di 16.523 unità tra il 2010 e il 2012.
Nello specifico, la spesa sanitaria corrente di Conto Economico è passata da 96.137 a 111.186 milioni di euro dal 2005 al 2015, con un incremento in valore assoluto pari a 15.049 milioni ed un tasso di crescita medio annuo dell’1,5%. Nel periodo dal 2007 al 2011 il tasso di crescita annuo ha subito ogni anno un decremento, fino ad assumere un valore negativo nel 2011 (-0,1%). Dal 2012 al 2015 invece ha assunto valori molto più contenuti rispetto ad annualità precedenti (come il 2004 e il 2005 nelle quali è stato rispettivamente 10% e 7%), ma che non permettono di tracciarne un trend ben definito: 0,0 nel 2012, -0.9 nel 2013, 1,2% nel 2014 e 0,3% nel 2015. Per quanto riguarda l’andamento della spesa sanitaria corrente, negli ultimi anni, in termini assoluti, essa ha assunto valori sempre più alti, ma il rallentamento dei tassi di crescita mostra i primi risultati del processo di responsabilizzazione attuato per vincere la sfida dei sistemi sanitari nell’assicurare un’offerta sanitaria adeguata alle esigenze della popolazione sempre più longeva. La maggior parte delle risorse viene assorbita dalle prestazioni sociali in natura (beni e servizi da produttori market) per il 35,4%, e dai redditi da lavoro dipendente per il 31,3%. Le famiglie italiane, secondo i dati del Rapporto dell’Istat sulla “Spesa per i consumi delle famiglie”, spendono di più per le prestazioni sanitarie e i servizi che riguardano la salute. Nel 2014 infatti, si è speso, in media, 109,45 euro al mese contro i 95,63 euro del 2013, con un aumento pari al 15%, passando da circa 1.147,5 a 1.313,4 euro all’anno, ben 166 euro in più. Il 4,4% della spesa totale delle famiglie viene destinato ai servizi sanitari e alle spese per la salute, in crescita dal 3,9% di un anno prima.
Nel 2015 la spesa farmaceutica nazionale totale (pubblica e privata) è stata pari a 28,9 miliardi di euro, di cui quasi il 76,3% rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale. In prevalenza, i medicinali sono stati dispensati ai cittadini a carico del SSN attraverso il canale delle farmacie territoriali pubbliche e private (37,6%). La spesa per i farmaci acquistati a carico del cittadino è stata di 6.859 milioni di euro, composta soprattutto dai farmaci di classe C con obbligo di ricetta medica (10,4% della spesa totale). E in particolare la spesa è stata di 1,48 miliardi di euro per la classe A, 2,99 miliardi per la classe C, 2,37 miliardi per automedicazione. La spesa farmaceutica privata è aumentata del 13,45% in 5 anni, passando da 6.046 nel 2010 a 6.859, mentre l’aumento tra il 2014 e il 2015 è stato quasi del 3%.
La spesa farmaceutica netta in regime di assistenza convenzionata nel 2015 è stata pari a 8.477 milioni di euro a livello nazionale, a fronte dell’emissione di 596 milioni di ricette, che hanno garantito la dispensazione ai cittadini di 1,1 miliardi di confezioni di medicinali.
Le fasce di età superiori ai 64 anni evidenziano una spesa pro capite per i medicinali a carico del SSN fino a 3 volte superiore al valore medio nazionale; inoltre, per ogni individuo con età maggiore ai 64 anni, il SSN deve affrontare una spesa farmaceutica oltre 6 volte superiore rispetto alla spesa media sostenuta per un individuo appartenente alle fasce di età inferiori. Nel 2015 i farmaci a brevetto scaduto hanno rappresentato il 69,8% dei consumi e il 21,4% della spesa a carico del SSN. A questi numeri si collega un aspetto sfavorevole dal punto di vista del cittadino, ovvero l’aumento di spesa privata out of pocket che ha registrato un aumento del +2,9% rispetto al 2014, aumento che ha interessato tutte le categorie di farmaci acquistabili out of pocket: i medicinali di classe A (+3,1%) acquistati privatamente, classe C acquistati con ricetta (+2,1%), e automedicazione (+4,7%). In altre parole la razionalizzazione della spesa pubblica ricade inesorabilmente sul cittadino privato, e questo potrebbe avere effetti anche sugli esiti clinici associati alle terapie farmacologiche in quanto è risaputo che la compartecipazione ai costi delle terapie è un forte fattore predittivo di bassa aderenza ai trattamenti cronici.Infine il Centro Studi SIC apre una finestra su abitudini e stili di vita dei senior attraverso tre indagini:
L’indagine analizza il rapporto degli anziani con gli animali domestici, rivelando che il 39% degli intervistati possiede un animale domestico, spendendo 786 euro in media ogni anno, di cui circa 125 per le spese veterinarie, circa 425 per il cibo e circa 237 per l’igiene. Per il 93% degli intervistati la compagnia fornita dall’animale domestico è molto o abbastanza importante. I senior mostrano un buon livello di conoscenza della Pet Therapy (78%) e il 97% degli intervistati la ritiene molto o abbastanza importante nel dare sollievo dalla malattia o beneficio allo stato d’animo delle persone.
Le indagini portate avanti dal Centro Studi SIC Sanità in Cifre non si limitano solo all’aspetto sanitario, ma interessano anche altri ambiti legati alla vita quotidiana degli over 65. In questo contesto si inserisce il terzo studio, volto a delineare il rapporto dei senior con la telefonia mobile. Possiede un cellulare quasi il 93% degli intervistati. Quasi il 61% del campione utilizza un cellulare vecchio modello. Al Sud la diffusione di questa tipologia di telefono è ancora più alta raggiungendo il 70%. La modalità di pagamento maggiormente diffusa è la ricarica (87,2%). Possiede un tablet quasi il 14% e il 32,4% ne acquisterebbe uno a condizione che costi poco (41,3% degli intervistati).

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