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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘sentenze’

Mobilità: anche il TAR Lazio dà ragione all’Anief contro il CCNI

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

Con ben 9 sentenze di identico tenore, il TAR annulla le procedure di mobilità straordinaria 2016 in quanto in contrasto con il fondamentale principio del merito e del punteggio posseduto. L’Avvocato Michele Ursini dell’Anief, in collaborazione con i nostri legali sul territorio, ottiene ragione sulle operazioni di mobilità 2016 con delle sentenze di pieno accoglimento che rilevano come il Miur, affidandosi ad un non meglio specificato “algoritmo”, abbia mancato di porre in essere una “vera e propria attività amministrativa, essendosi demandato ad un impersonale algoritmo lo svolgimento dell’intera procedura di assegnazione dei docenti alle sedi disponibili nell’organico dell’autonomia della scuola”, così violando la normativa sull’azione amministrativa e “gli istituti di partecipazione, di trasparenza e di accesso, in sintesi, di relazione del privato con i pubblici poteri” che, come correttamente evidenziato nelle sentenze “non possono essere legittimamente mortificate e compresse soppiantando l’attività umana con quella impersonale, che poi non è attività, ossia prodotto delle azioni dell’uomo, che può essere svolta in applicazione di regole o procedure informatiche o matematiche”.
Il TAR del Lazio, dunque, ancora una volta bacchetta il Ministero dell’Istruzione soprattutto per quanto riguarda le operazioni di mobilità affidate al “misterioso” algoritmo evidenziando, sul punto, come “alcuna complicatezza o ampiezza, in termini di numero di soggetti coinvolti ed ambiti territoriali interessati, di una procedura amministrativa, può legittimare la sua devoluzione ad un meccanismo informatico o matematico del tutto impersonale e orfano di capacità valutazionali delle singole fattispecie concrete, tipiche invece della tradizionale e garantistica istruttoria procedimentale che deve informare l’attività amministrativa, specie ove sfociante in atti provvedimentali incisivi di posizioni giuridiche soggettive di soggetti privati e di conseguenziali ovvie ricadute anche sugli apparati e gli assetti della pubblica amministrazione” e, per tale motivo ribadisce come le procedure informatiche debbano essere predisposte “in funzione servente e alle quali va dunque riservato tutt’oggi un ruolo strumentale e meramente ausiliario in seno al procedimento amministrativo e giammai dominante o surrogatorio dell’attività dell’uomo”.
“Il Tribunale Amministrativo ha dato ragione ai nostri legali – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – evidenziando come la deleteria prospettiva orwelliana posta in essere dal Miur con il famoso “algoritmo” cui ha, praticamente, deciso di demandare la funzione istruttoria e anche quella provvedimentale caratterizzanti l’azione amministrativa, risulta, invece, in aperto contrasto con il presidio costituito dal baluardo dei valori costituzionali scolpiti negli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione oltre che all’art. 6 della Convezione europea dei diritti dell’uomo”. Fondato, anche, l’ulteriore profilo di illegittimità, con cui i ricorrenti censurano la mancata previsione della deroga al vincolo di permanenza quinquennale dei docenti di sostegno sulla medesima tipologia di posto. Vittoria piena per l’Anief, dunque, che ancora una volta ottiene ragione sulle illegittimità poste in essere dal Miur nelle procedure di mobilità a discapito di tanti lavoratori della scuola.

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Scuola Diplomati magistrale: le sentenze vanno rispettate ma senza eccezioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

Presentando al Senato le linee programmatiche del suo Dicastero, il Ministro dell’Istruzione ha detto che interverrà sulle questioni che riguardano “diplomati magistrale e precariato nella scuola dell’infanzia e primaria. Ritengo che le sentenze vadano rispettate, ma è vero che l’eccessiva precarizzazione rappresenta un tema delicato che dovrà essere affrontato”. Intanto, i giudici rinviano le decisioni di merito per consentire agli avvocati di illustrare la questione pregiudiziale comunitaria, posta con i motivi aggiunti, sulla violazione della clausola 5 dell’accordo quadro sui contratti a termine. Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): è giusto dare seguito alle sentenze, quindi anche quelle della Corte di Giustizia Europea, perché l’Italia è uno Stato membro dell’Unione e non può disattendere quanto indicato dai giudici di Strasburgo sui casi cronici e di abuso di precariato. Tenere in scacco decine di migliaia di precari anche per decenni, quando questi hanno svolto oltre 36 mesi di servizio e ci sono posti liberi e vacanti, rappresenta un comportamento ostile al diritto e alle sentenze europee. Addirittura, siamo arrivati al punto di approvare delle norme, come è accaduto di recente anche con la Buona Scuola, che anziché favorire la stabilizzazione del personale, sono andate a penalizzare i precari storici, facendoli espellere dalle graduatorie. Di fatto, si è sovvertito il senso di quello che chiede l’UE: dopo tre anni, anziché assorbire il lavoratore nei ruoli, si estromette. È una tendenza al risparmio a tutti i costi, quella dei nostri governi, che va avanti da anni.

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I numeri che contano

Posted by fidest press agency su martedì, 26 settembre 2017

fisco2005aAbbiamo un’economia sommersa che vale 270 miliardi, un’evasione di 180 miliardi e una corruzione pubblica che ammonta a settanta miliardi. E’ questa la vera faccia del paese. L’onestà non premia. Il contribuente non è difeso. Si sfruttano le doti meno nobili dell’animo umano incoraggiando l’evasione, favorendo il sommerso, offrendo il voto di scambio e lasciando che gli strumenti a tutela dei cittadini vadano alla malora con milioni di processi in civile e in penale che prima di avere una sentenza definitiva richiedono tra gli otto e i 12 anni, che chi si ammala e vuole essere curato deve sborsare di tasca propria, chi vuole cibarsi di cibi qualitativamente validi deve pagare di più innescando quella spirale perversa che condanna tutti coloro che sono detentori di redditi medio-bassi ad usufruire di servizi e alimenti scadenti fonte di malattie inevitabili sia pure differite nel tempo. Quale sarebbe stato il gesto di “coraggio” di un governo, e lasciamo stare l’eufemismo del governo tecnico che fa ridere i polli, se non quello di adottare una politica fiscale aperta al rimborso delle spese di mantenimento come accade in Germania e nel paesi anglosassoni? Così se a casa arriva l’idraulico o si va dal medico specialista e si è posti di fronte all’alternativa di pagare duecento euro senza ricevuta o 250 se non 300 con la ricevuta, la convenienza e la mancanza di un adeguato scomputo della spesa nella dichiara-zione dei redditi, ci convince la soluzione economiamente più vantaggiosa. I politici lo sanno ma preferiscono fare come le scimmiette: non vedere, non sentire, non parlare perché le corporazioni sono quelle che dettano le fortune o le sfortune dei partiti nei confronti elettorali, mentre gli altri, pur essendo la maggioranza assoluta del paese, sono stati ammansiti dai tanti specchietti per allodole che si chiamano disinformazione, clientelismo, complessi d’inferiorità e diavolerie del genere.
E il meccanismo è così ben oliato che se non si va alla radice del problema la sua soluzione diventa impossibile. Ecco perché si continuerà a evadere di là delle facciate della prima ora con i casi scoperti che a ben vedere sono la minima parte di una componente di ben altra natura.
Ecco perché ci sarebbe voluta una riforma fiscale complessiva che badasse alle aliquote ma anche a tutto il resto. Perché i cittadini devono essere educati a ottenere risultati virtuosi nelle loro operazioni finanziarie, commerciali e negli scambi di servizi. Bisogna incoraggiare e non deprimere. Bisogna offrire opportunità virtuose e non convenienza a evadere. (Riccardo Alfonso)

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Dimitte voces accipe sensum

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

corte europea giustiziaTralascia la parola, cogli il senso. E’ questa la regola d’oro tra quanti ascoltano il “vociare” della politica, fatta di promesse, di bugie, di disinformazione, di provocazioni e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo tante, tantissime parole in libera uscita che è arduo dare loro un ordine, una misura, una spiegazione logica. E’ che, come nel detto latino, dobbiamo abituarci, per vederci chiaro, a capire ciò che si nasconde dietro il paravento delle parole. La recente finanziaria è un campione di parole vendute al vento, raccolte dagli ingenui, smerciate dai furbi e dagli opportunisti delle opposte fazioni per gli usi di comodo. Se fossimo andati diritto alle riserve mentali che opportunamente nascondevano e ne avessimo colto gli umori, con molta probabilità oggi saremmo più arrabbiati di prima, più offesi nei confronti di chi ha carpito la nostra buona fede, per aver fatto mercimonio delle nostre idee e principi. Possibile che da 40 anni a questa parte non siamo riusciti ad abbreviare sensibilmente gli iter processuali che possono durare anche tre lustri per darci una sentenza definitiva? Possibile che le evasioni fiscali viaggiano a un ritmo di centinaia di miliardi di euro per poi accontentarci di qualche misero successo? Possibile che continuiamo a lasciar incancrenire la questione meridionale che risente i suoi effetti negativi oramai da oltre 150 anni? E potremmo continuare a lungo su questi temi, ma a che pro? Queste cose vorremmo non più dirle ma vederle risolte. E quel che è peggio sarebbe possibile porvi mano se mancasse proprio la volontà politica, quelle che tutte le volte con il nostro voto cerchiamo di stimolare invano.(Riccardo Alfonso)

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Precariato: record di sentenze favorevoli a docenti e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

tar lazioPosizioni dei giudici all’unisono presso le Corti di mezza Italia: da Catania a Milano, a favore di insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario, i legali del sindacato Anief hanno ottenuto pieno riconoscimento del diritto agli scatti di anzianità, quindi degli arretrati, al risarcimento per la mancata assunzione oppure per essersi visti negati i pagamenti dei mesi estivi pur ricoprendo un posto vacante. Inoltre, i ricorrenti d’ora in poi si ritroveranno uno stipendio effettivamente commisurato all’anzianità di servizio maturata nel corso del tempo. In tutti i casi, i giudici hanno ravvisato nei loro confronti un vero e proprio sfruttamento, che stride con le indicazioni europee e transnazionali dettate proprio per prevenire l’abuso del precariato. È ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere le progressioni di carriera anche se precari.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il nostro sindacato è nato proprio per tutelare i diritti di tutti i lavoratori della scuola e i precari, in particolare, sono quelli che da sempre hanno subito e subiscono tuttora gravissime discriminazioni. Le nostre azioni legali stanno dimostrando che avevamo ragione e i tribunali di tutta Italia evidenziano come il Ministero abbia palesemente violato l’Accordo Quadro attuato con Direttiva 1999/70/CE sulla non discriminazione del lavoro precario. Siamo orgogliosi di aver patrocinato cause che stanno restituendo dignità ai docenti e al personale Ata precario.

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Sentenze tributarie: i ritardi del governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

TasseIeri mattina in Commissione Finanze alla Camera si è svolto un question time sul tema dell’esecutività delle sentenze di primo grado dei giudici tributari. Questa la risposta del Governo ai due quesiti presentati dagli on. Baldelli e Capezzone:“Con i documenti in esame gli Onorevoli interroganti fanno riferimento all’articolo 69 del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546, come sostituito dall’articolo 9 del decreto legislativo 24 settembre 2015 n. 156, nella parte in cui si dispone l’immediata esecutività delle sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente.L’articolo 69 dispone che il pagamento possa essere subordinato dal giudice alla prestazione di idonea garanzia ove l’ammontare superi 10.000 euro, anche tenuto conto delle condizioni di solvibilità dell’istante e nel comma 2 viene demandata ad un decreto ministeriale la disciplina della predetta garanzia, sulla base di quanto previsto dall’articolo 38-bis, comma 5, del D.P.R. n. 633 del 1972.Al riguardo, gli Onorevoli interroganti sollecitano l’emanazione del decreto ministeriale di cui al comma 2 dell’ articolo 69 del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546.In proposito, si fa presente che il provvedimento di cui trattasi è in corso di emanazione”.“La risposta del Governo è assolutamente insoddisfacente, – ha affermato il vicepresidente della Camera, l’azzurro Simone Baldelli – da un lato, perché nel dire che l’emanazione del provvedimento è in corso, non dice per quando è prevista, a fronte dei sette mesi di ritardo già accumulati; dall’altro, perché non offre alcuna risposta alla grave questione del comportamento dell’Agenzia delle Entrate, che non liquida le somme inferiori ai 10.000 euro, danneggiando un diritto del contribuente tutelato dalla legge”. Il presidente della Commissione Finanze, l’on. Maurizio Bernardo, dopo lo svolgimento dell’interrogazione, nel sottolineare la rilevanza del tema, ha formulato l’auspicio che la Commissione stessa possa affrontare al più presto il tema”.

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Corte Costituzionale: Le funzioni, la composizione e alcune importanti sentenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 gennaio 2017

corte costituzionale.pngIl 2017 inizia con due importanti sentenze della corte costituzionale, l’ammissibilità del referendum sul jobs act e il giudizio di costituzionalità sull’italicum. Per capire come funziona la consulta vediamo alcune sue decisioni che hanno avuto un forte impatto politico, come è composta la corte, da chi sono nominati i giudici e su quali materie è competente. Fonte: Associazione Openpolis

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Matrimoni omosessuali

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2015

consiglio di statoIl Consiglio di Stato ha depositato oggi le sentenze nei ricorsi contro gli annullamenti prefettizi, pronunciandosi sull’appello proposto dal Ministero dell’Interno e sull’appello incidentale promosso dalle coppie, assistite dagli avvocati di Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford.I giudici si sono espressi nel merito sostenendo la non trascrivibilità dei matrimoni contratti all’estero ed hanno ritenuto, diversamente da quanto affermato sino ad ora da ben quattro TAR, che sussista in capo al Ministro e quindi ai Prefetti il potere di annullare gli atti di stato civile.La sentenza si pone in aperto contrasto con le pronunce della Corte di Cassazione sulla validità dei matrimoni contratti all’estero ed arriva ad affermazioni gravi come quella per cui l’attribuzione al giudice ordinario del controllo sulla rettificazione degli atti di stato civile sarebbe contrario alle esigenze di certezza del diritto e creerebbe un sistema non controllabile da un’autorità centrale. La revocabilità in via amministrativa degli atti di stato civile, così ritenuta dal Consiglio di Stato, è una decisione che mette a rischio i diritti civili di ogni cittadino e stride con il principio di separazione dei poteri a cui gli ordinamenti democratici sono ispirati.La sentenza, inoltre, dimostra una preoccupazione eccessiva nei confronti della politica laddove si pone un tema di “opportunità” che non dovrebbe mai entrare in un’aula giudiziaria.Non condividiamo la decisione, né per i profili di diritto civile né per quelli di diritto amministrativo e riteniamo ci siano gli estremi per continuare a sostenere le ragioni del diritto e portare la questione anche davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani. (foto: consiglio di stato)

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Molestie telefoniche a sfondo sessuale

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 gennaio 2011

Se il termine stalking è ormai entrato nel linguaggio e nella cronaca comuni per identificare fatti eclatanti di gravi e continuativi atti di persecuzione – come Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” ha più volte evidenziato – la cassazione penale con la sentenza n. 1838/11, ci ricorda che eventi di minore clamore sociale quali le molestie telefoniche, anche per brevi lassi temporali, possono integrare la contravvenzione di cui all’articolo 660 del codice penale che punisce il colpevole con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516. Secondo la prima sezione penale della Suprema Corte che si rifà ad altro recente precedente (Cass. Pen. Sez. 1° n. 29933/10), integrano la contravvenzione di molestia alle persone anche poche telefonate disturbatrici, specie se di contenuto odioso, non esimendo la sussistenza del reato l’eventuale concorrenza di altri disturbatori – rimasti ignoti o comunque estranei al processo. Nel  caso di specie l’imputato, peraltro, non è riuscito a dimostrare da una parte di aver davvero dimenticato il cellulare al bar, come sottolineato dagli ermellini che hanno confermato la sentenza di condanna del Tribunale di Salerno, e dall’altra la mancanza dell’elemento soggettivo atteso che il reato di cui all’art. 660 del codice penale: “è sorretto dall’elemento psicologico del dolo generico- coscienza e volontà di arrecare disturbo o molestie, nella fattispecie palesemente ricorrenti – essendo la petulanza e il biasimevole motivo elementi che confluiscono in quelli oggettivi della fattispecie, ed essendo irrilevanti gli eventuali motivi personali”.

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Privacy e sentenze giudiziarie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

Il Garante per la privacy ha emanato specifiche Linee guida sull’informazione giuridica, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 2 del 4 gennaio 2011, con l’obiettivo di fornire orientamenti utili a quanti svolgono attività  di  riproduzione  di  sentenze   e altri provvedimenti giurisdizionali. Devono essere oscurati, sempre e in ogni caso, i dati dei minori e delle parti nei procedimenti che hanno ad oggetto i rapporti di famiglia e lo stato delle persone (ad es. controversie in materia di matrimonio, filiazione, adozione, abusi familiari, richieste di rettificazione di sesso), anche quando il giudizio si riferisca ad aspetti patrimoniali o economici. Devono, inoltre, essere omessi i dati relativi ad altre persone dai quali si possa desumere, anche indirettamente, l’identità dei soggetti tutelati. I dati vanno oscurati non solo nei provvedimenti riprodotti per esteso, ma anche in quelli diffusi sotto forma di massima o nell’ambito di un elenco. Oltre a questa forma di tutela assoluta, in tutti gli altri casi chiunque sia interessato (le parti in un giudizio civile o l’imputato in un processo penale, ma anche un testimone o un consulente) può rivolgere un’istanza al giudice, prima della conclusione del processo, con la quale chiede che, in caso di riproduzione del provvedimento per finalità di informazione giuridica, siano oscurati le generalità e ogni altro elemento in grado di identificarlo. Tuttavia la richiesta è sottoposta ad alcune condizioni e limiti: deve contenere l’esplicita istanza che la cancelleria o la segreteria riportino, sull’originale della sentenza o del provvedimento, un’annotazione che specifichi che in caso di riproduzione del provvedimento non può essere riportata l’indicazione delle generalità e di altri dati identificativi del richiedente; deve essere espressamente motivata: in essa l’interessato deve specificare i “motivi  legittimi” che la giustificano.

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Esenzione Irap

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

Con le tre recenti sentenze in materia di contenzioso Irap: in sintesi l’imprenditore che lavora con le sole sue forze, quindi senza alcun dipendente e con modesti  beni strumentali non deve pagare l’IRAP. Gli artigiani, i commercianti e i piccoli imprenditori di servizi che si trovano nelle condizioni previste dalle sentenze della  Cassazione sono numerosi e, a loro, è necessario dare certezza sull’assoggettamento o meno al tributo.   Al fine di evitare estenuanti contenziosi, auspichiamo e  sollecitiamo  il Governo affinché, in primo luogo, l’Amministrazione finanziaria e tutti i Parlamentari nazionali  che prendano  atto di questo  orientamento giurisprudenziale e si attivino tempestivamente per chiarire definitivamente la posizione di tantissime PMI, che hanno la necessità di lavorare in un contesto fiscale chiaro e certo.  Gli uffici dell’Amministrazione finanziaria devono chiarire definitivamente il senso di queste ultime tre sentenze e dare precise direttive ai propri uffici e a tutti gli operatori economici interessati così come già avvenuto nel caso delle attività libero professionali.   In secondo luogo, per dare maggiori certezze ai piccoli imprenditori, è auspicabile, che vengano definiti con una legge ad hoc  i contorni dell’esenzione dall’imposta come avvenne negli anni passati  per l’Ilor ed in questo auspico che i nostri Parlamentari facciano la loro parte.   Nel contempo  i tempi sono maturi per percorrere la strada della richiesta di rimborso per l’Irap indebitamente versata da tantissimi piccoli operatori economici negli anni precedenti. (Salvatore Lucà segretario generale)

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Fisco: sentenze veloci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2010

Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani approva l’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate che taglia i tempi per le modalità di trasmissione delle sentenze favorevoli all’amministrazione finanziaria attraverso la posta elettronica. L’ intesa, siglata dall’Agenzia delle Entrate con le Segreterie delle Commissioni Tributarie, definisce le modalità di trasmissione delle sole pronunce favorevoli alle Entrate attraverso la posta elettronica consentendo all’Agenzia di entrare in possesso di tutte le sentenze favorevoli in tempo reale. Ma, per la par condicio e per il giusto processo, è doveroso che tutte Segreterie delle Commissioni tributarie trasmettano con la stessa celerità all’Associazione Contribuenti Italiani tutte le sentenze favorevoli ai contribuenti in modo da poterle renderle accessibili a tutti i contribuenti attraverso i portali http://www.contribuenti.it e http://www.giustributaria.it. “Tutte le parti debbono essere messe sullo stesso piano – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Chiediamo al Consiglio superiore della Giustizia Tributaria ed al Ministro Tremonti di voler vigilare sull’accordo stipulato dall’Agenzia delle Entrate affinché tale iniziativa non vada a vantaggio di una sola delle parti processuali”

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Pena di morte in Iran

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

La Camera dei deputati ha approvato oggi all’unanimità e con soli due astenuti una mozione presentata dalla Deputata Radicale Elisabetta Zamparutti e sottoscritta da rappresentanti di tutti i gruppi politici che impegna il Governo a “intervenire presso le autorità iraniane perché sia scongiurata l’esecuzione di Sakineh Mohammadi Ashtiani e perché siano annullate le sentenze capitali nei confronti di persone minori di 18 anni.” La mozione impegna inoltre il Governo ad “avviare, in vista del voto all’Assemblea Generale dell’ONU sulla Risoluzione pro-moratoria, un’azione volta ad aumentare il numero di cosponsor e di voti a favore e a rafforzare il nuovo testo sui seguenti punti: abolizione dei ‘segreti di Stato’ sulla pena di morte; limitazione della pena di morte ai reati più gravi; abolizione della condanna a morte obbligatoria per certi tipi di reato”. Oltre al caso di Sakineh e all’imminenza del voto al Palazzo di Vetro, l’iniziativa parlamentare è stata presa anche in vista del 10 ottobre, “Giornata Mondiale contro la pena di morte”, rispetto alla quale Nessuno tocchi Caino annuncia una serie di iniziative che verranno presentate a Roma in una conferenza il 9 ottobre prossimo.

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Sentenze “ballerine”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Si accumulano sentenze e ordinanze di vari Tar sui pagamenti delle rette delle case di riposo e delle Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa) a carico di degenti ultrasessantacinquenni non autosufficienti, parenti degli stessi e Comuni. La legge attribuisce questi oneri a Comuni e Asl, con la partecipazione dell’utente solo secondo i redditi del proprio Isee e non di quello familiare. Quando però il degente va in causa contro la pubblica amministrazione per far valere i propri diritti, è impossibile prevedere cosa farà il Tar Toscana oggi, cosa deciderà il Tar Lombardia domani. Non solo: impossibile prevedere se la materia stessa sia competenza dei giudici amministrativi o ordinari. Questi ultimi, con riferimento giurisprudenziale nella Corte di cassazione si dichiarano competenti; i primi, rifacendosi agli orientamenti del Consiglio di Stato, altrettanto! Insomma, regione o provincia che vai, regolamento e sentenza che trovi.

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TLC: impedire il telemarketing aggressivo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2009

“L’emendamento 20.0.2, presentato in Commissione lavori pubblici e comunicazioni dal relatore al DDL di conversione del decreto-legge 135/2009 recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee, rischia di favorire il telemarketing aggressivo e la violazione della privacy dei consumatori”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori,  chiedendo al Governo di esprimere parere contrario. “Questo emendamento -continua Dona- oltre a prorogare di circa due anni gli effetti di un precedente emendamento, che consente fino al 31.12.2009 alle società di teleselling di utilizzare per comunicazioni commerciali i dati dei consumatori in deroga alla normativa sulla privacy, prevede anche l’introduzione del cosiddetto meccanismo dell’opt-out per l’utilizzo dei dati personali degli utenti, per cui il consumatore dovrà eventualmente segnalare la volontà di non ricevere telefonate commerciali direttamente al Garante della privacy”. “Ci auguriamo che tale emendamento non passi -conclude Dona- affinché la privacy dei cittadini sia tutelata”.

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Le misure nel “decreto Ronchi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2009

Dalle ferrovie alla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, dall’etichettatura dei prodotti alimentari ai controlli in materia di sicurezza alimentare, dal Numero di emergenza unico europeo ai sistemi di misura installati nelle reti di trasporto del gas, fino alle norme sul “Made In Italy”: queste alcune delle materie, estremamente eterogenee tra loro, trattate dal cosiddetto “Decreto Ronchi” in vigore dal 26 settembre scorso. Il decreto legge, sulle “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 18 settembre 2009, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.223, del 25 settembre 2009. Il provvedimento ha per oggetto: Veicoli fuori uso; Agenzia nazionale sicurezza ferrovie; esclusione automatica imprese collegate da gare pubbliche; Autorità competente per l'”emission trading” (‘mercato delle emissioni’) alle compagnie aeree; Gestione e smaltimento rifiuti elettrici ed elettronici; – etichettatura prodotti alimentari (art. 6); contatori gas; Numero unico europeo; Aggiunta del ministero della difesa nel pacchetto igiene; rappresentante fiscale assicurazioni; applicazione IVA; SSIQ; tassazione discriminatoria in materia di oli lubrificanti rigenerati; tassazione fondi; Servizi pubblici locali di rilevanza economica; “Made in Italy”; censimento agricoltura; quote latte; recupero aiuti non dovuti; farmacie comunali.

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Dietro le quinte dell’informazione

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2009

Vivere a Roma è un vantaggio e uno svantaggio al tempo stesso in specie se si lavora nell’ambito dell’informazione. E’ un vantaggio in quanto si ha la possibilità di contattare di prima mano uomini politici e di raccogliere confidenze e dichiarazioni di un certo tipo che, a un controllo incrociato, rendono, a volte, l’idea di ciò bolle in pentola nel “palazzo” e nei dintorni. E’ uno svantaggio in quanto vi sono “faccendieri” e “porta borse” di ogni risma che hanno per mestiere il compito di indagare sulle tendenze politiche e sulle amicizie dei giornalisti, per quanto siano poco noti, e di dare ad essi “in tutta confidenza” e con la logica di “qui lo dico e qui lo nego” qualche consiglio di “buon senso” del genere: “ma chi te lo fa fare?” “perché non vieni ad una cena organizzata da un certo… E’ un amico ti sarà di certo aiuto nel tuo lavoro. Tu deve appoggiarti a qualcuno altrimenti… Te lo dico per il tuo bene. Hai famiglia e a queste cose ci devi pensare. Lo sai che (un noto personaggio) ha chiesto di te? Perché non andiamo a trovare il suo segretario? E via di questo passo. Se glisso i loro conversari, mandandoli letteralmente al diavolo, scopro che s’incomincia a sparlare di me. E la calunnia è un venticello… Ma a volte è ancora più “tombale” il cordone sanitario che mi circonda: si diradano le fonti d’informazione, è difficile intervistare, diventa arduo l’accesso alle sedi istituzionali. In una di esse, ad esempio, devo inviare settimanalmente la richiesta di accredito via fax e più delle volte sono respinto all’ingresso in quanto non risulta pervenuta. E questa, nella fattispecie, una storia che dura da anni tanto che a prendere, inizialmente, le mie difese fu lo stesso Indro Montanelli. Da quando è morto ho perso il mio santo in terra mentre in cielo non ne ho mai avuti. Non solo. Ogni tanto spunta un avvocato che mi contatta avendo saputo, a suo dire, che ho intenzione di cedere la mia testata. Per capire sino a che punto intendono arrivare ho aderito a qualche appuntamento e il tutto si è risolto in una sorta d’interrogatorio sulla mia attività, le eventuali fonti di finanziamento, la tiratura ecc. Ora mi dicono di stare molto attento perché c’è il rischio di un attacco virale e che già in queste ore so che hanno cercato di fare danni ad altre testate on-line. So, quindi, che il rischio è alto. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Inaugurato anno giudiziario in Campania

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2009

Nel 2008, sono state 14.421 le sentenze favorevoli al Contribuente mentre emesse dalla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli, mentre  solo 5614 favorevoli all’Ufficio finanziario. Questi alcuni dei dati forniti durante la cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario della Commissione Tributaria Regionale svoltasi a Napoli, alla presenza delle più alte autorita’ politico amministrative locali.“Anche nel 2008 – afferma Mario Mercone presidente della Commissione Tributaria della Campania – rimane saldo ed immutato il primato della amministrazione della Giustizia tributaria in Campania. Su scala nazionale, le cinque Commissioni Tributarie hanno definito 36724 processi, collocandosi per produttività al primo posto in Italia, seguite dal Lazio e poi dalla Sicilia” “Come confermano i dati di Napoli, in Italia il fisco sbaglia 3 volte su 4 – ha ricordato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Non esistono paragoni in Europa. In Inghilterra gli errori del fisco non superano il 7%, in Francia il 4 ed in Germania il 3%.” Un bilancio, e’ stato detto, ‘rassicurante’ con tempi veloci, mediamente un anno per ogni grado di giudizio ed una buona qualita’ delle sentenze. (fonte Newsletter di Contribuenti.it)

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