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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘sentimenti’

Sentimenti di solitudine e distacco sul posto di lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Maggio 2019

Negli uffici moderni, i professionisti sono sempre iper connessi: email, chat aziendali e Skype facilitano la comunicazione rapida, ma portano anche a una notevole diminuzione delle interazioni faccia a faccia. Comunicare attraverso l’uso della tecnologia sul posto di lavoro è sicuramente un vantaggio, ma può portare a un senso di isolamento e solitudine che, a lungo andare, nuoce alla serenità e al benessere dei dipendenti. È compito dell’azienda assicurarsi che ciò non avvenga, mantenendo il giusto equilibrio tra interazioni tecnologiche e relazioni vis a vis.Il senso di solitudine e distacco può avere un impatto diretto sull’impegno e sul benessere del dipendente portandolo, in alcuni casi, anche a decidere di dimettersi. L’infelicità sul posto di lavoro, infatti, è una delle principali motivazioni che spingono un professionista a cercare nuove opportunità di carriera. Questo può rappresentare un problema per l’azienda poiché, soprattutto in contesti altamente specializzati, la retention dei talenti migliori è fondamentale.
Lo smart working, ad esempio, è un vantaggio non indifferente sia per i dipendenti sia per i datori di lavoro in termini di costi e flessibilità. Tuttavia il contatto con i colleghi deve rimanere sempre parte integrante della vita lavorativa di un professionista. L’azienda deve assicurarsi che le risorse che lavorano da remoto siano presenti in azienda almeno una volta alla settimana, per arginare l’eventuale senso di isolamento che nasce dall’interagire con i propri colleghi solo attraverso computer e telefono.Per contrastare sentimenti di solitudine e distacco sul posto di lavoro, è importante:
1. Costruire una cultura aziendale volta all’inclusione di tutti i dipendenti;
2. Incoraggiare il dialogo sia tra colleghi sia tra dipendenti e manager;
3. Organizzare meeting periodici, includendo anche i dipendenti che lavorano da remoto;
4. Promuovere attività di engagement rivolte a tutto il team per incrementare il senso di appartenenza dei dipendenti.

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Cultura tra passato e presente

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2013

Esiste un problema di ordine culturale e psicologico non meno grave dei problemi posti dallo sviluppo della scienza contemporanea e della critica storica. Il dramma del nostro presente sta tutto qui con giovani che non riescono più a volgere lo sguardo al passato ma che si crogiolano con il loro presente e persino negando un ruolo chiave al loro futuro. Vivere e godere i frutti del presente sembra essere una parola d’ordine che ha un suo innegabile fascino. Con ciò si vogliono spezzare i legami con un passato e disconoscerne il suo primato nella continuità, prima ancora che nella tradizione, per affermare quei valori deformanti del capitalismo e del consumismo che rendono, in pratica, più aspri e conflittuali i rapporti non solo generazionali ma di vita in comune. Mi riferisco, nello specifico, a quei giovani dell’abbandono scolastico, che si stordiscono con le droghe leggere o pesanti che siano, che si abbandonano a gesti teppistici, a violenze di genere. Cosa essi possono sapere della cultura moderna, delle libertà civili, degli ordinamenti democratici? E’ un ritorno all’analfabetismo di nuova formulazione che non s’identifica con il non saper scrivere e leggere ma nel non conoscere o riconoscere i sentimenti che sono generati da un vivere comune fondato su determinati valori che trovano la loro continuità dal passato proprio perché non sanno di vecchio ma semmai di eterno. Sono deformazioni che i giovani se le portano nel loro Dna non sapendo più distinguere un evento sportivo sano a uno deformato dalla violenza e dal teppismo, dall’istruzione come base per una ricerca sistematica del sapere a vantaggio di una devianza aberrante degli stessi insegnamenti. E’ una strada che si trasforma in un vicolo cieco al di là del quale non vi sono sbocchi possibili. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Le ricette d’amore teatrali di Cinzia Berni

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

È Cinzia Berni l’autrice e protagonista della frizzante commedia “Ricette d’amore”, in programma sabato 9 luglio alle 21 su Rai5. Quattro amiche per la pelle si riuniscono ogni settimana per preparare l’esame d’arte culinaria del corso che frequentano insieme. Mentre cucinano elaborate ricette, parlano delle loro vite, dei sogni, di sentimenti e anche di sesso.
Un giorno Luca, ragazzo dal fisico mozzafiato ospite nell’appartamento accanto, piomba tra di loro vestito solo da un asciugamano intorno ai fianchi: è rimasto chiuso fuori casa cercando di riattivare la corrente elettrica. A questo punto l’amicizia tra le quattro donne si trasforma in rivalità, mentre il bel Luca regala ad ognuna la sensazione di essere la preferita e il sospetto di non esserlo affatto. Lo spettacolo, con la regia di Pippo Cairelli, è stato registrato all’Auditorium Rai di Napoli. La regia televisiva è di Cristina Fayad.

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Archinet: Le porte dell’arte

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2011

Comiso (Rg) – dal 5 al 23 giugno 2011 Vernissage domenica 5 giugno 2011 – h 20,00 Gianni Provenzano – Sul segno degli artisti#1 Sede Galleria degli Archi – Comiso Dodici artisti presentati, nell’arco di un anno, con 12 lavori ciascuno e raccolti in un catalogo annuale. Lo zodiaco costituirà ciclicamente per 12 anni l’imprevedibile percorso di una lunga mostra sul segno astrale di 144 artisti prescelti, per un ammontare cabalistico di 1728 opere da esporre. Le prime dodici composizioni sono di Gianni Provenzano nato a Naro, sotto il segno dell’ariete, il 5 aprile del 1948 Curatore Salvatore Schedari Organizzazione Archinet Srl, Ragusa ingresso libero.
Il Primo appuntamento è con Gianni Provenzano, che presenta la produzione più recente, «sono opere datate 2010-2011, dodici composizioni dove nel loro accostamento – dichiara lo stesso artista – non c’è alcun nesso razionale e volontario. Il dato certo è la casualità, le mie scelte sono sempre dettate dall’istinto, lasciando libero corso a tutti i sentimenti e a tutte le sensazioni che mi capita di provare, non rifiutando nulla da cui sono naturalmente attratto.Io ho bisogno di aggredire il soggetto con una gestualità prepotente, con un arrembaggio alla tela presa sotto assedio da una esasperata espressività segnica e coloristica». Dodici artisti presentati, nell’arco di un anno, con 12 lavori ciascuno e raccolti in un catalogo annuale. Lo zodiaco costituirà ciclicamente per 12 anni l’imprevedibile percorso di una lunga mostra sul segno astrale di 144 artisti prescelti, per un ammontare cabalistico di 1728 opere da esporre.

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Occhio per occhio, sentimenti e ragione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Maggio 2011

Lettera al direttore. Nella rubrica lettere del Corriere della Sera del 17 maggio, leggo: “In Iran un criminale getta l’acido sul volto di una ragazza, deturpandola e accecandola; la sentenza ha stabilito che anche lui subisca la stessa sorte. Le belle anime di Amnesty si indignano, ma in certi casi la norma «occhio per occhio» rappresenta l’unica riparazione per un gran torto subito; le rieducazione viene dopo”. Se ascoltassi i miei sentimenti, per me quell’uomo meriterebbe non solo di subire la stessa sorte, ma anche d’essere torturato e magari fatto a pezzettini. Ma la ragione mi dice altro. Uno stato non può basare le sue leggi sui sentimenti. Se riteniamo orribile un’azione, non possiamo commettere la stessa azione. Lo stato non può comportarsi da criminale con i criminali. In qualche modo si rende l’azione nefanda meno nefanda, giacché qualcuno può ripeterla, sebbene con uno scopo diverso. Lo stesso discorso vale per la pena di morte. Lo stato non può comportarsi da assassino con gli assassini, anche se diverse sono le ragioni del suo omicidio. (Elisa Merlo)

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“Il dio delle donne”

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2011

Di Roberto Piumini e Milva M. Cappellini (Edilet  -Edilazio Letteraria 272 pagine, 12,00 euro) è uno straordinario thriller dei sentimenti e delle emozioni ambientato in una Grecia dalle atmosfere sospese e dense, nella quale un giovane ispettore di polizia ateniese conosce il tramonto di un amore e scopre una verità senza possibilità di verifiche. Costretto a indagare a Naxos sul mistero di una statua dionisiaca menomata nell’espressione più evidente della sua prorompente sessualità, l’uomo si ritroverà a conoscere se stesso nell’amore per un’altra donna e si abbandonerà a una narrazione labirintica e libera, intrecciando pensieri e parole con le riflessioni degli altri personaggi della vicenda. La statua, infatti, non è una scultura qualsiasi: per gli abitanti dell’isola ha un particolare valore spirituale. Il fatto è stato sconvolgente, “ha turbato profondamente gli animi. Un insulto a un prezioso, intimo simulacro, rimasto intatto per secoli, oggetto di un culto discreto ma intenso, di una venerazione e confidenza quasi meravigliosa…” Il filo della narrazione è intervallato dai racconti e dalle riflessioni della correttrice di bozze, sulla quale ricade la possessione del dio, tremenda e sconvolgente.
Milva Maria Cappellini collabora con riviste letterarie (“Stilos”, “Caffè Michelangiolo”, “L’immaginazione”), occupandosi soprattutto di letteratura otto-novecentesca e contemporanea. Tra le curatele, diverse opere teatrali di Gabriele D’Annunzio (Mondadori), l’antologia Letteratura popolare (Utet), il volume di Geno Pampaloni Una valigia leggera (Aragno). Tra i saggi, la monografia Stefano Benni (Cadmo).
Roberto Piumini è generoso autore di fiabe, racconti corti e lunghi, romanzi, filastrocche, poesie, poemi, testi per teatro  e per musica. Tra i romanzi, La rosa di Brod (Einaudi) e L’ultima volta che venne il vento (Aragno). Tra le raccolte poetiche, L’Amore in forma chiusa (Il Melangolo) e Il piegatore di lenzuoli (Aragno). Ha tradotto i Sonetti di William Shakespeare, Paradiso Perduto di John Milton e L’aulularia di Plauto.

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Teatro: Buongiorno contessa

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2011

Roma 4-5 gennaio 2011 ore 21.00  al Teatro Tor Bella Monaca (via Tor Bella Monaca) è di scena “Buongiorno contessa”, uno spettacolo su testi di Palazzeschi, Diderot, Prevert, Lerici, Montale, Benni, Dante, Lorca, De Filippo, che Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini proporranno per accompagnare gli spettatori in un viaggio nei sentimenti, nella natura, nella fantasia, nella quotidianità.
L’ouverture per pianoforte e violino introduce in un aristocratico salotto anni trenta per presentare l’incontro tra la contessa Pizzardini Ba e il suo amico-(amante)  Aldo (Palazzeschi), che discutono  animatamente per tentare di sconfiggere la mortale noia da cui la nobildonna è afflitta in maniera ossessiva. L’incontro lascia malinconicamente aperto il tema della vita e dell’amore,  scherzosamente proseguito dalle figure di Pulcinella e Colombina e le parole di Eduardo de Filippo (“L’ammore ched’è?”). Il pianoforte e il violino eseguono il primo movimento (allegro – tema dell’amore) della sonata appositamente composta dal maestro Paolo Coletta  e portano sulla scena la donna sesso/gioiello di Dènis Diderot (da “I gioielli indiscreti”) che lascerà il suo testimone a Iacques Prèvèrt in dialogo con Roberto Lerici  (“Questo amore”). Il secondo movimento (adagio – tema di mari e di viaggi)  accompagna ai versi di Eugenio Montale (“Riviere”) e alla prosa  arcaica e affascinante di Stefano d’Arrigo e della sua “Ciccina Circè” (da “Horcinus Orca”), e attraverso la grandiosità dei versi di Dante (“Ulisse”) si chiude con le immagini dei mari di Federico Garcìa Lorca e di Eduardo de Filippo. L’andante che segue (tema dei giorni) esalta l’eros racchiuso in una seicento multipla con l’ironica descrizione di un amplesso (da “Il serpente”di Luigi Malerba) e la straordinaria avventura di “De Pretore Vincenzo”, “ladruncolo edoardiano”, portato da una barella d’ospedale ad un immaginario e personale Paradiso grazie all’ignaro San Giuseppe  da lui devotamente scelto come autorevole protettore.
Stefano Benni ci racconta in pochi e scherzosi versi la trasformazione dell’amore di coppia (“Le piccole cose”). In uno scompartimento di treno, con garbo e  distaccato dolore si congeda da noi il viaggiatore cerimonioso  e consapevole di Giorgio Caproni. Ed un corale concluderà  la sonata  e lo spettacolo, riportandoci alle riflessioni sull’oggi, con due brani tratti da “Le luci d Algeri” (Premio Flaiano 2000) di Gianni Guardagli.

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La dove c’era l’erba

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

Roma 11 ottobre 2010, ore 21.00 Teatro Sistina: “La dove c’era l’erba” è lo spettacolo tratto dal laboratorio teatrale che vede protagonisti gli ospiti dei servizi dell’Area Ascolto e Accoglienza della Caritas di Roma, con un copione che prende spunto e ispirazione dalla loro storia, dai loro vissuti, dai loro sentimenti.
“Capitale Solidale” è la rassegna di eventi promossa dalla Caritas diocesana di Roma in collaborazione con Roma Capitale nell’ambito dell’Anno europeo di lotta alla povertà ed all’esclusione sociale. Fino al 18 ottobre, giornata di “mobilitazione” che l’Unione Europea ha deputato quale momento di riflessione sui temi della povertà, a Roma si svolgeranno convegni, tavole rotonde, presentazioni di libri, concerti, spettacoli teatrali ed altre manifestazioni promosse dalla Caritas come momento di riflessione e condivisione, con l’intento di diffondere nella città di Roma una “cultura della solidarietà”. La manifestazione è realizzata con il patrocinio della Provincia di Roma, della Regione Lazio e con la collaborazione di Ferrovie dello Stato e la Fondazione “Musica per Roma”.

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Mutevolezza di sentimenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2010

Lettera al direttore. Vorrei riconoscere due meriti a Silvio Berlusconi. Il primo, d’essere riuscito a rendermi quasi simpatiche persone verso le quali ho sempre nutrito antipatia. Le cito in ordine decrescente rispetto all’intensità della mia idiosincrasia, ora quasi svanita: Italo Bocchino, Gianfranco Fini, Luca Barbareschi. Il secondo merito è d’essere riuscito a farmi pronunciare il verso di una canzone che ho sempre ritenuto ridicola. Me ne vergogno un po’ persino a trascriverlo, nonostante vi abbia apportato una lieve modifica: “Meno male che Fini c’è”. Mutevolezza dei sentimenti! (Elisa Merlo)

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Beppe Lopez: Mascherata reale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

Mascherata reale è la ricostruzione storica di un episodio assai singolare e significativo del 1799. Sei mesi turbolenti, tra la fuga del Re borbonico a Palermo e la caduta della Repubblica Partenopea, che videro in particolare la Puglia al centro di uno scontro epocale: da una parte francesi, scozzesi e polacchi, dall’altra borbonici, inglesi, russi, ottomani e spagnoli. Sette còrsi di sentimenti anglofili, rifugiatisi nel Regno e sorpresi dall’invasione francese mentre tentavano di imbarcarsi, furono scambiati dalle popolazioni locali chi per figlio del Re, chi per fratello del Re, chi per Conestabile, chi per Duca di Sassonia… Di fatto due di questi commedianti – De Cesari e Boccheciampe – si misero alla testa della controrivoluzione realista, conquistando quasi tutta la regione. Ed è alle loro truppe collettizie che dovette congiungersi il cardinale Ruffo per sferrare l’attacco decisivo a Napoli e consentire al Re di farvi ritorno. Da questo bizzarro episodio prende le mosse il libro di Beppe Lopez, che segue la vicenda dall’apparizione del “Principe ereditario” nel febbraio a Monteiasi all’elevazione al rango di Brigadieri dei Reali Eserciti e di Baroni di De Cesari e di Boccheciampe. Autore: Beppe Lopez Collana: Cosmografie 136 Categoria: letteratura italiana/  Pagine: 136 ISBN 978-88-497-0689-5 Prezzo: € 15,00
Beppe Lopez ha cominciato a fare il giornalista da giovanissimo, nel 1963. Ha lavorato con note politiche, servizi, inchieste e interventi per le più importanti testate italiane. Ha partecipato alla fondazione de “la Repubblica”, ha diretto la “Quotidiani Associati”, ha fondato e diretto quotidiani e riviste. Dagli anni Settanta si occupa in prevalenza di mercato dell’informazione e di organizzazione e progettazione giornalistica. Sul mercato dei quotidiani regionali e sulla strategia di prodotto nel settore, ha scritto numerosi interventi, pubblicando fra l’altro due libri: Il giornale che non c’è (1995) e Il Quotidiano Totale (1998). Nel 2000 è uscito, presso Mondadori, il suo primo romanzo, Capatosta, diventato immediatamente uno straordinario caso letterario.

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Mostra di Roberta Camilloni

Posted by fidest press agency su sabato, 21 agosto 2010

Sanremo sino al 29 agosto, tutti i giorni, dalle ore 10 alle 19 (ingresso libero.) mostra di Roberta Camilloni, la seconda pittrice che espone a “Charme féminin”, l’elegante ciclo di mostre estive curato dalla dottoressa Giorgia Cassini presso le Sale d’Arte del Nyala Suite Hotel.
«Sono davvero soddisfatta – commenta Giorgia Cassini – della notevole affluenza di pubblico che sta riscontrando la personale di Roberta Camilloni. Un successo che è filiazione diretta della grande capacità dell’artista di infondere perfettamente in pittura la ricchezza del proprio animo creativo, di trasmettere consapevolmente all’osservatore il proprio mondo intimo, onirico, simbolico. Una consapevolezza che le ha permesso di sviluppare un lavoro pittorico di grande intensità emotiva, che ha dato vita ad una mostra apprezzata e lodata, composta da opere di grande formato con inediti recenti e sviluppata per serie tematiche successive tra documentazione e interpretazione, tra realtà e surrealtà, volta a celebrare il valore artistico femminile comunicandone l’anima e il cuore».
Roberta Camilloni è nata a Sondrio nel 1963, vive e lavora ad Alassio. Considera dipingere una tela “come raccontare una storia, perché in un quadro parlo alludendo a sensazioni e sentimenti”.

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Stima per Mara Carfagna

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

Lettera al direttore. Io che, lo confesso, non ho avuto mai simpatia nei riguardi delle donne e degli uomini politici del Pdl, non posso fare a meno di elogiare il ministro Mara Carfagna, ed esprimerle tutta la mia stima. Una persona che, quando è opportuno, sa mettere da parte i sentimenti, per privilegiare la ragione. Su questa, infatti si è basata, quando ha definito il Gay pride romano “una manifestazione gioiosa, serena e partecipata”. Tale, infatti, è stata la sfilata, tranne qualche scempiaggine, come accade in tante manifestazioni alle quali partecipano molte persone. Ma, ancor più si è basata sulla ragione, quando ha preso le distanze da uno striscione omofobo fatto affiggere da Militia Christi. Hanno fatto invece prevalere i sentimenti (cattivi) sulla ragione, coloro che hanno definito Mara Carfagna “una ragazzina che ha sbagliato e che dovrebbe chiedere scusa”. Scusa di che? L’omofobia è un cattivo sentimento, estraneo al Vangelo e in contrasto con la ragione. Gesù, infatti, che ragionava, e ragionava sottilmente, pur enumerando molti gravi peccati, non pronunciò mai una parola contro l’omosessualità. (Elisa Merlo)

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La relazione con il paziente anziano

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

“Senectute morbo ipse?” (Terenzio) – (La vecchiaia è di per sé una malattia?) In un’epoca in cui l’universo senile sta assumendo un sempre maggiore interesse scientifico e sociale, determinato dalla “rivoluzione” demografica attualmente in corso, conoscere l’anziano significa relazionarsi con i suoi stati di bisogno, interpretarne le aspettative e saper individuare possibili margini di intervento. Essere in rapporto con un così particolare momento dello sviluppo umano implica per l’operatore un costante confronto con difficoltà, frustrazioni ed emersione di vissuti emotivi non sempre positivi. E’, infatti, indubbio che lavorare con l’anziano metta a dura prova! Gli ostacoli maggiori che un professionista  sanitario può incontrare sono rappresentati da sentimenti non sufficientemente elaborati che ricorrono in forma indicibilmente intensa ed impegnativa. Il coinvolgimento dell’operatore,l’inevitabile presenza di nodi critici e la consapevolezza di lavorare con un paziente “già vecchio”costituiscono aspetti salienti che impregnano di complessità  il rapporto di cura con il paziente senile. Affinché la relazione d’aiuto con la persona anziana possa essere di mutuo vantaggio, è necessario che l’operatore lavori su due ambiti essenziali. Il primo riguarda la conoscenza della senescenza nei suoi aspetti più caratterizzanti e profondi,spesso molto lontani dalle caricature pregiudiziali che rendono l’anziano prigioniero di una falsa identità. Il secondo implica per l’operatore prendere consapevolezza dei vissuti emotivi che questo tipo di rapporto evoca, riconoscerli e dar loro un nome. Questo duplice lavoro incrementa la comprensione, il rispetto e la significazione, elementi essenziali in ogni relazione costruttiva. Il rapporto con il paziente anziano rientra più genericamente nel contesto della comunicazione sanitaria che ha subito importanti variazioni nel corso degli ultimi anni.  I nuovi strumenti di conoscenza e l’avvento di internet hanno permesso a qualsiasi persona di informarsi riguardo alle diagnosi e alle diverse malattie e personale sanitario deve confrontarsi quotidianamente con persone siano esse pazienti o parenti che pretendono spiegazioni più dettagliate. Per evitare fraintendimenti è necessario che il personale sanitario sappia gestire adeguatamente una corretta comunicazione in modo da mettere a proprio agio i propri interlocutori.

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Ennesima strage a Kabul

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

La sensazione di profondo dolore che mi attanaglia per la scomparsa di sei soldati italiani a Kabul, oggetto oggi di attentato dinamitardo degli estremisti talebani, si scontra con lo sdegno, sicuramente comune ai molti, nel dover sentire i costernati messaggi di cordoglio di chi ha la responsabilità umana e politica di tanto sangue italiano versato, di chi sfrontatamente maschera il proprio volto con la costernazione e finta tristezza non ascoltando le urla della propria coscienza e di quella collettiva.” Così Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, manifesta i propri sentimenti per la strage di Kabul, convinto di interpretare le emozioni di molti e soprattutto di coloro che sono chiamati a difendere il suolo nazionale e di coloro che assicurano la sicurezza nel suolo nazionale. “Il paradosso della vicenda che coinvolge le nostre coscienze – continua il leader del Coisp – è la mancanza di consapevolezza dell’essere entrati in guerra ormai da tempo e di ritrovarsi ogni tanto a celebrare morti, anzi eroi, che non solo non vengono riconosciuti da una società civile distante dall’idea stessa della conflittualità esistente, ma anche da chi, responsabile politico, disarciona il concetto stesso di guerra per rifugiarsi in quello di “missione di pace”. Grave, gravissimo orientamento dimostrato dalla nostra classe dirigente, insufficiente, paradossale, lontana anni luce dagli apparati che reggono le stabilità della difesa del suolo o che ne assicurano la interna civile convivenza. Combattere contro un nemico non schierato, affrontare le nuove dinamiche della “guerra espressiva” fatta di assenza di frontalità, permeata dal vuoto delle regole, condotta per la realizzazione di atti terroristici interpretabili come eventi mediali, richiede un elevato standard di professionalità che, come a noi poliziotti arcinoto, scarsamente è sorretto dalle borse del politicante di turno. Richiede inoltre una vera presa di coscienza delle elité politica e, a cascata, della società civile tutta. Noi sappiamo, come poliziotti, quanto grave sia la sensazione di isolamento in cui versa chi, come noi e i colleghi della Difesa per le loro competenze, deve affrontare i grandi temi della sicurezza conscio del rischio quotidiano, del tributo umano sacrificato ogni giorno sull’altare della propria identità, spesso sconosciuta ai più e nascosta dal Vertice indifferente”.

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Amore e rabbia…

Posted by fidest press agency su martedì, 19 Maggio 2009

di Giovanna Chiarello  ISBN: 978-88-95030-79-1 – Prezzo: 10,00 Giovanna Chiarello vive in un piccolo centro dell’entroterra crotonese. L’amore per la poesia e per i classici la spingono a comporre opere ispirate alla quotidianità ed anche alla grandezza e profondità dei sentimenti. L’incontro con l’Altro è una sorta di conoscenza dalle mille sfaccettature; la vita stessa è descritta nei suoi chiaroscuri. La levità dei versi dell’Autrice si lega alla ricchezza dei sentimenti espressi nelle sue composizioni; la gioia e il dolore, infatti, si fondono inesorabilmente in un abbraccio carnale e vero. La realtà e la natura circostante diventano metafore di emozioni realmente sentite; per questo la poesia dell’Autrice non è uno sterile gioco letterario, ma la descrizione di esperienze vissute sulla propria pelle e la sensibile interpretazione della vita degli altri.

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Expo Federico Pedotti

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 Maggio 2009

pedottiLugano Odeon Via Peri fino al 10/6/2009  Le ultime sue opere, dipinti di donne, fiori e qualche informale.Federico Pedotti e’ internazionalmente riconosciuto come uno dei maggiori artisti contemporanei. La sua opera e’ stata di fondamentale importanza per la consacrazione vitale all’interno del panorama dell’arte contemporanea e ha contribuito in maniera significativa al suo sviluppo in termini di tecnologia adottata e contenuti. La rappresentazione di stati emotivi complessi e un groviglio inestricabile di interrogativi senza tempo che riguardano temi come la mortalità, l’amore, la sensibilità e la coscienza sono da sempre alla base della sua arte.  Dalle sue composizioni emerge nitido il mondo invisibile dei sentimenti che l’artista riesce ad esprimere in modo sorprendentemente efficace. La formidabile attrazione che esercita sui visitatori delle sue mostre, che trascende completamente culture e mode, si puo’ spiegare proprio con il fatto che ognuno e’ in grado di riconoscersi. Pedotti ci mette dunque sotto gli occhi stati d’animo che conosciamo bene, perche’ quotidianamente li viviamo e li osserviamo. (immagine pedotti)

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