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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘sepsi’

Giornata mondiale della sepsi

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

Roma giovedì, 13 settembre 2018 ore 9.00 – 17.00 Sala Capitolare Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva Presso il Senato della Repubblica Piazza della Minerva, si tiene un convegno promosso dall’Associazione Culturale “Giuseppe Dossetti: i Valori – Tutela e Sviluppo dei Diritti” ONLUS, la Società Italiana di Microbiologia SIM e l’Associazione Microbiologi Clinici Italiani AMCLI per celebrare la 38° La giornata mondiale della sepsi, che si celebra come ogni anno il 13 settembre. E’ un’importante occasione per conoscere questa malattia sistemica che, causata da un’infezione, può dare origine al danneggiamento degli organi ed alla morte. La diagnosi precoce nonché una terapia mirata riducono la mortalità per sepsi del 50%. (fonte: http://www.dossetti.it)

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Sepsi: una proteina predice prognosi e rischio di mortalità

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Da anni i ricercatori lavoravano per avere la significativa conferma del ruolo di Pentraxina3 nel rilevare il rischio di complicanze e mortalità nei pazienti con sepsi, un’infezione generalizzata a tutto l’organismo dovuta all’ingresso nel circolo sanguigno di batteri.
“Si era già vista la correlazione tra più alto rischio di mortalità e più alti livelli di PTX3 nel sangue nell’infarto – spiega Barbara Bottazzi, Principal Investigator del Laboratorio di Immunofarmacologia di Humanitas –. Questo studio, condotto su 958 pazienti ricoverati per sepsi grave in diversi reparti di Terapia Intensiva, conferma il ruolo di PTX3 come indicatore di diagnosi e prognosi. I tempi per un impiego nella vita reale saranno ancora lunghi, ma questo studio apre le porte ad un possibile utilizzo di PTX3 quale indicatore di severità nei pazienti con sepsi”.“I risultati dello studio – aggiunge Roberto Latini, Capo del Dipartimento di Ricerca Cardiovascolare dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri – condotto su una parte dei pazienti dello studio ALBIOS hanno dimostrato la validità di PTX3 come indicatore prognostico. Infatti abbiamo rilevato che alti livelli di PTX3 al giorno 1 erano associati a maggiore gravità del paziente (shock settico) ed erano in grado di predire l’insorgenza di gravi complicanze a carico del sistema cardiovascolare, coagulativo e renale. Di conseguenza, una minore riduzione dei livelli di PTX3 nel tempo si associava ad un maggior rischio di mortalità del paziente.Il premio è stato ritirato dal Dott. Roberto Latini nel corso di un evento organizzato a Barcellona dall’European Society of Clinical Investigation.
La sepsi uccide 10 volte più dell’infarto e 5 volte più dell’ictus. I dati riportati in occasione della Giornata Mondiale dedicata alla Sepsi (13 settembre di ogni anno – dati http://www.estor.it/world-sepsis-day-2017), ci ricordano che le infezioni, spesso ritenute complicanze, sono la prima causa di morte per un gran numero di pazienti. Nel mondo, ogni anno sono 31milioni e 500mila le persone che sviluppano sepsi, spesso arrivando al pronto soccorso in condizioni già molto gravi, e sono 5milioni e 300mila quelle che muoiono ogni anno. Un’epidemia da non sottovalutare.

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Nuovi studi italiani per arginare l’emergenza Sepsi

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2013

Cover of the first issue of Journal of the Ame...

Cover of the first issue of Journal of the American Medical Association. (Photo credit: Wikipedia)

Roma. Per arginare l’emergenza Sepsi che registra numeri così impressionanti e comporta costi molto elevati anche per il sistema sanitario nazionale quanto abbiamo bisogno di terapie aggiuntive nuove o dobbiamo semplicemente mirare meglio l’uso di quelle che abbiamo già a disposizione?“Secondo la mia teoria, suffragata dai dati, è che alcune terapie di supporto (esempio steroidi, controllo della glicemia rigoroso,) che nei grossi studi clinici su pazienti con shock settico non hanno dato alcun vantaggio, sono in realtà utili in alcune sottoclassi di pazienti con Sepsi”, risponde Massimo Giradis e aggiunge: “nei trial clinici fino ad ora sono stati inclusi pazienti molto eterogenei a causa del criterio d’inclusione scelto (sepsi grave o shock, indipendentemente da età, tipo infezione, sito infezione, comorbidità). I futuri studi clinici – afferma lo studioso – dovranno essere condotti utilizzando criteri di inclusione che omogenizzano maggiormente la popolazione come suggerito dalla nuova classificazione della sepsi secondo il sistema Predisposizione, Infezione, Risposta e disfunzione Organo (PIRO)”.
Ma quali sono gli studi clinici più importanti e quali speranze da nuove terapie?Per Massimo Girardis gli studi clinici positivi sono pochi ma argomento di grande interesse sono le terapie immunoadiuvanti soprattutto per i casi di sepsi più complicati e la gestione emodinamica nei casi più complessi potrebbe essere molto valida. Su quest’ultimo punto ricorda la ricerca appena pubblicata sul The Journal of the American Medical Association

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Responsabilità medica in caso di avvicendamento

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2009

Il giudice dell’udienza preliminare ha emesso sentenza di proscioglimento per quei medici di una casa di cura (che si era avvicendata con altre strutture nell’apprestare cure alla paziente) per i quali non era apparso sostenibile in giudizio l’apporto concasuale, per essersi la fase critica integralmente ed esclusivamente manifestata in epoca antecedente, a causa di preesistenti e perduranti scelte errate, del tutto immodificabili negli esiti attraverso successive, tardive ed ormai inutili prescrizioni. Osservava il Giudice che le conclusioni della perizia e delle consulenze, se imponevano il doveroso vaglio dibattimentale della posizione di quei sanitari che, per oltre quaranta giorni, ebbero in cura la paziente poi deceduta mentre si susseguivano i sintomi di una grave – prevedibile, prevista ed evitabile – sepsi, escludevano – invece – adeguati meccanismi causali a carico degli operatori successivi. In tema di responsabilità per colpa medica, sussiste rapporto di causalità tra la condotta e l’evento allorquando la condotta colposa contestata costituisca di per sé, in termini di “alto grado di credibilità razionale”, “condicio sine qua non” del verificarsi dell’evento che, con l’adozione di tecniche consigliate dalla letteratura medica, non si sarebbe verificato”;nei reati omissivi impropri, peraltro, la sussistenza del nesso di causalità non può essere affermata sulla base di una valutazione di probabilità statistica, risultando invece necessaria la formulazione di un giudizio di probabilità logica che consenta di ritenere l’evento specifico riconducibile all’omissione dell’agente, al di là di ogni ragionevole dubbio. (Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net)

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