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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘sequestro’

Falsi nella moda: record di sequestri

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

By Ginevra Cozzi Responsabile Ufficio Stampa Il Sole 24 Ore. Oltre sessantotto milioni di prodotti moda sequestrati in diciassette mesi dalla Guardia di Finanza. Di cui un quarto, cioè circa 17 milioni, sono prodotti contraffatti: falsi venduti per strada, in spiaggia e soprattutto online. A raccontare questo business in netta crescita (nel 2006 i capi sequestrati erano stati “solo” 14,3 milioni) sono le pagine “.Moda” del Sole 24 Ore, in edicola oggi con un approfondimento sul tema della contraffazione con tutti i numeri del fenomeno, l’impatto sulle imprese e sull’occupazione, e anche le strategie per combatterla. Un fenomeno che, negli ultimi anni, è stato accelerato dalla diffusione dei siti che vendono prodotti falsi e copie “fedeli” e affligge la moda in modo sempre più marcato, in Italia e all’estero. Danneggiando le aziende (che ammettono la perdita di fatturato) e i lavoratori.

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Operazione Albacore porta al sequestro di un peschereccio spagnolo facente uso di palamiti a São Tomé

Posted by fidest press agency su martedì, 16 agosto 2016

peschereccio spagnoloL’Alemar Primero, peschereccio spagnolo per la pesca con palamiti, è stato abbordato nelle acque dello stato insulare centroafricano São Tomé e Príncipe da parte delle autorità di São Tomé, assistite dall’equipaggio di Sea Shepherd e dalle forze dell’ordine del Gabon. Nonostante il peschereccio facente uso di palamiti fosse autorizzato per la pesca al ‘tonno e specie simili’ le ispezioni avevano rilevato che le stive per il pescato erano piene di squali, in prevalenza verdesche, classificate come “vulnerabili” dall’IUCN. Molte delle pinne degli squali erano già state staccate dai loro corpi, una sospettata violazione del Regolamento CE Relativo all’Asportazione di Pinne di Squalo a Bordo dei Pescherecci (1185/2003) e del relativo emendamento (605/2013), che prevede che gli squali debbano essere sbarcati con le pinne naturalmente attaccate.Le autorità di São Tomé hanno ordinato al peschereccio di ritirare a bordo le attrezzature da pesca, rilasciare il pescato e dirigersi a São Tomé per le indagini. Con quattro marine rimasti a bordo per garantire la sicurezza, il peschereccio è stato scortato a São Tomé dalla nave di Sea Shepherd M/Y Bob Barker.
peschereccio spagnolo1Il 7 agosto l’Alemar Primero è arrivato a Neves, un villaggio di pescatori, dove rimarrà in attesa che siano condotte le investigazioni, mentre la M/Y Bob Barker riprenderà i pattugliamenti.Dall’aprile 2016, con il nome di Operazione Albacore, Sea Shepherd assiste il Governo del Gabon per contrastare la pesca illegale, non segnalata e non regolamentata (INN), fornendo l’impiego della M/Y Bob Barker come imbarcazione civile utilizzata per pattugliamenti, la quale agisce nelle acque del Gabon, sotto la direzione del Governo gabonese.In agosto São Tomé e Príncipe è entrato a far parte di Operazione Albacore, inviando due marine e un osservatore della pesca da São Tomé per unirsi all’equipaggio di Sea Shepherd, alla Marina Gabonese e ai funzionari gabonesi deputati al controllo della pesca a bordo della M/Y Bob Barker, per ulteriori azioni mirate a individuare e contrastare la pesca INN nel Golfo di Guinea.
Sea Shepherd Global costituita nel 1977, Sea Shepherd è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro la cui missione è quella di fermare la distruzione dell’habitat naturale e il massacro delle specie selvatiche negli oceani del mondo intero al fine di conservare e proteggere l’ecosistema e le differenti specie.Sea Shepherd utilizza innovative tattiche di azione diretta per investigare, documentare e agire quando è necessario per mostrare al mondo e impedire le attività illegali in alto mare.Salvaguardando la delicata biodiversità degli ecosistemi oceanici, Sea Shepherd opera per assicurarne la sopravvivenza per le generazioni future. (foto: peschereccio spagnolo)

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Padre Dall’Oglio a due anni dal sequestro

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2015

padre dall'oglio“Le parole che il Papa ha voluto dedicare a padre Dall’Oglio, sequestrato da due anni in Siria, rappresentano una speranza per chi non ha rinunciato a rivederlo e a riascoltare le sue parole di pace. Il giorno 29 luglio saranno trascorsi due anni dal suo sequestro e sarebbe doveroso ricordarlo attraverso le sue parole, le testimonianze di chi lo ha incontrato, le attese dei familiari che hanno anche preparato un appello affinché la sua storia non sia dimenticata”. Lo scrivono in una nota Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21. “Articolo 21, che aderisce all’Associazione ‘Giornalisti Amici di Padre Paolo’, si augura che non solo i media, ma anche tutti i luoghi delle istituzioni e i loro siti vogliano ricordarlo pubblicando ed esponendo l’immagine di padre Paolo Dall’Oglio, senza dimenticare quanti sono sequestrati con lui e vivono il quotidiano dramma della Siria. Un grazie infine a quanti, al ministero degli Esteri e nei corpi specializzati, continuano ad operare, in silenzio e con rigore, per cercare di riportare a casa padre Dall’Oglio”.

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Guardia costiera: maxi sequestro di prodotti ittici

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2012

Vasta e complessa attività di controllo sulla filiera della pesca portata a termine dai militari della capitaneria di porto di Napoli. l’operazione denominata “pesca strisciante”, ha visto impiegati ottanta uomini della guardia costiera impegnati nelle verifiche a tredici esercizi commerciali – di vendita al dettaglio e all’ingrosso – tutti riconducibili alla medesima societa’, una delle maggiori catene di distribuzione di prodotti ittici freschi e congelati della provincia di Napoli con ramificazioni
d’impresa su tutto il territorio regionale. Sequestrate 3,5 tonnellate di pescato di cui 800 chilogrammi di pesce pangasio, risultante in cattivo stato di conservazione e privo di tracciabilita’ ed etichettatura. 33 gli illeciti amministrativi rilevati che hanno comportato sanzioni per 40.000 euro, 28 i sequestri amministrativi, 3 quelli penali per frode in commercio (pesce pangasio commercializzato per specie diverse di maggior pregio) e infine 4 le persone deferite all’autorità giudiziaria. l’operazione segue un’altra analoga attività di controllo alla filiera ittico/alimentare compiuta tra il primo ed il sei marzo scorso dalla stessa capitaneria di porto di Napoli in coordinamento con il corpo forestale dello stato che ha portato al sequestro di oltre 8 tonnellate di prodotti ittici ed alimentari a vario titolo illecitamente immessi in commercio. (Filippo Marini)

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Abusivismo edilizio

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2011

Continua l’azione di contrasto all’abusivismo edilizio da parte dell’Amministrazione Capitolina. Questa mattina, ad essere abbattuto è stato un degradato manufatto di 1200 metri cubi, utilizzato come abitazione privata (ne erano stati ricavati due appartamenti speculari), nell’VIII Municipio. A dirigere i lavori di demolizione l’ufficio anti-abusivismo guidato dal comandante dell’VIII gruppo della Polizia Municipale, Antonio Di Maggio. Durante la demolizioni, è stato effettuato un sopralluogo della zona che ha portato al sequestro di due costruzioni. «Come è evidente da questa demolizione, la macchina del Campidoglio per contrastare gli abusi edilizi è tutt’altro che ferma. A chi continua a tacciare l’Amministrazione Alemanno di immobilismo, mi sento di rispondere con i numeri che, sono convinto, valgono più di mille parole: in 3 anni abbiamo abbattuto più di 50 mila metri cubi. Cifre reali e dimostrabili, non certo sparate ad effetto come quelle dichiarate della sinistra che afferma di aver demolito un milione di metri cubi: mera fantascienza. È come se avessero demolito 1.500 villette o più dell’intero rione Ludovisi, via Veneto compresa!». Lo dichiara l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Marco Corsini. «Contrastare l’abusivismo richiede grande impegno, un controllo capillare del territorio e risorse economiche che, per quanto possibile, mettiamo in campo ogni giorno. Uno sforzo enorme. La nostra battaglia, realmente seria e puntuale, è un segno di civiltà che deve stimolare le coscienze delle persone a vivere e comportarsi nel rispetto della legalità», conclude Corsini.

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Falsa accusa della Moratti a Pisapia

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2011

Duro scontro politico in diretta tv, su Sky, fra il sindaco uscente di Milano Letizia Moratti e lo sfidante Giuliano Pisapia. L’attacco della Moratti era incentrato su un fatto risalente al 1985 che ha visto coinvolto il suo avversario giudicato dalla Corte Di Assise responsabile del furto di un veicolo che sarebbe servito per un pestaggio e un sequestro. L’indagine è stata poi archiviata come errore giudiziario, la sentenza d’appello del 1985 lo ha definitivamente prosciolto per non aver commesso il fatto. Pisapia ha annunciato che querelerà l’avversaria per diffamazione aggravata in quanto la candidata lo avrebbe attaccato senza dargli la possibilità di replica. “E’ pleonastico dire che ci sorprenda – commenta il Responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti, Oscar Tortosa –, perché oramai mortificare e mistificare l’avversario politico è diventato pane quotidiano. La Moratti dimostra davvero poca professionalità nell’emulare in questo modo lo stile sfrontato di Berlusconi e delude in quanto si è sempre dimostrata una donna equilibrata”. “Questi attacchi violenti sono di basso livello – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –. Una vera e propria caduta di stile della Moratti e di tutti quei politici che anziché affrontare i seri problemi dei cittadini, demonizzano perseguendo una politica di scontro. Mi appello alla sensibilità degli elettori di Milano affinché giudichino coscienziosamente chi può essere in grado di governare la città.

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Ubriaco al volante: sequestro vettura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Scatta il sequestro della macchina in sosta se al volante c’è un automobilista in stato di ebbrezza alcolica. È il principio stabilito nella sentenza del 4 maggio 2011, emessa dalla quarta sezione penale della Suprema Corte che riporta Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” Con la decisione in commento gli ermellini hanno, infatti, confermato il sequestro preventivo di una Porsche Cayman ferma su ciglio della strada e con al posto di guida il proprietario che aveva indossato la cintura di sicurezza e acceso i fari. L’uomo era stato colto all’improvviso in evidente stato di alterazione alcolica sostenendo che il sequestro era illegittimo perché al momento dell’accertamento non era ancora partito dalla posizione di sosta. Tale giustificazione è stata ritenuta insufficiente dal Riesame e anche secondo la Cassazione. Nella motivazione è possibile, infatti, leggere che “il giudice del merito ha legittimamente ritenuto che la condotta dell’indagato fosse idonea ad integrare la fattispecie contravvenzionale ipotizzata posto che, il porsi alla guida di un’auto, in evidenti condizioni di alterazione dovuta all’assunzione di sostanze alcoliche, nell’atto di muovere il veicolo, già con il motore avviato ed i fari accesi, avendo anche provveduto ad allacciare la cintura di sicurezza, valeva già a rappresentare una condotta idonea ad integrare la fattispecie ipotizzata.
E poi, la circostanza secondo cui, al momento del controllo, l’auto non si era ancora mossa, non si presenta, allo stato, significativa nei termini ritenuti dal ricorrente, posto che il concetto di circolazione di un veicolo non può esaurirsi alla fase dinamica del mezzo ma deve intendersi riferibile anche alle fasi della sosta che egualmente ineriscono alla circolazione. Tanto più che la sosta di un’auto su area di pubblico transito, che presuppone un arrivo sul posto ed una ripartenza del veicolo, non è circostanza irrilevante nella sede cautelare, “posto che ad essa possono certamente inerire condotte riconducibili alla fattispecie allo stato ipotizzata, specie se, come nel caso che oggi interessa, l’atteggiamento dell’automobilista, come sopra descritto, non lascia dubbi non solo circa il sopraggiungere dello stesso a bordo della sua auto sul luogo della sosta, ma anche in ordine all’intenzione, una volta avviato il motore e postosi ai comandi del veicolo in assetto di guida, di ripartire. Intento non portato a compimento solo per l’intervento dei carabinieri, pronti a bloccare l’auto perché consapevoli delle alterate condizioni dell’indagato e dei rischi che potevano conseguire dalla circolazione del veicolo”.

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Bologna: maltrattamenti anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Un’indagine dei Nas ha messo a nudo una situazione critica ai danni di alcuni anziani all’interno di una casa di riposo, a Bologna. Degli operatori della struttura socio-assistenziale sono stati accusati di maltrattamenti continuati aggravati unitamente a lesioni personali su alcune persone affette da patologie invalidanti. I carabinieri hanno provveduto all’immediato sequestro delle quote societarie della ditta modenese che gestiva la struttura, imputata inoltre per il mancato possedimento di sufficiente materiale sanitario e di personale non adeguato al numero dei pazienti. Il responsabile per la provincia di Bologna dell’Italia dei Diritti, Marcello De Giorgio, interviene esprimendo il suo parere sulla questione: “Il tasso di incidenza riguardo al maltrattamento degli anziani è particolarmente complicato, poiché le vittime spesso non sono autosufficienti e dipendono dalla persona che li accudisce, cosa che li rende riluttanti a denunciare i soprusi. Nonostante l’Emilia Romagna sia, rispetto ad altre regioni d’Italia, un’isola per così dire felice, non manca questo clima di incertezza e di mancato rispetto dei diritti degli anziani e dei più deboli, e ritengo che ciò sia da imputare alla situazione governativa. Polemizzando sul menefreghismo del governo, troppo coinvolto nella politica estera e noncurante degli altri problemi che affliggono il sistema italiano, l’esponente del movimento guidato da Antonello de Pierro conclude dicendo: “Quest’amministrazione, invece di pensare a fare o non fare la guerra, dovrebbe preoccuparsi di salvaguardare la salute dei cittadini anziché tenerli in considerazione solo per la propaganda.”

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Natale: Come divertirsi con giocattoli sicuri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

“L’ennesimo sequestro di giocattoli che va ad aggiungersi ad una lunga lista nera e che conferma il rischio di un aumento vertiginoso del fenomeno della contraffazione in prossimità delle festività natalizie”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando la notizia del maxi-sequestro da parte della Squadra Mobile e della Polizia Amministrativa della Questura di Roma di fucili giocattolo, macchine radiocomandate, false playstation ed altri prodotti destinati ai bambini, molti dei quali trovati senza marchio CE.
“Specie quando ad essere in gioco è la sicurezza sei nostri figli -spiega Dona- bisogna fare molta attenzione. E’ allora sempre importante controllare che, oltre al marchio CE che può essere stato apposto dal fabbricante indipendentemente da una certificazione di parte terza, vi siano machi volontari, come ad esempio il marchio “Giocattoli sicuri”  rilasciato dall’IISG o il marchio di sicurezza IMQ, per i prodotti elettrici”.  “Sull’imballaggio o sul giocattolo stesso -prosegue Dona- devono essere poi indicati nome e indirizzo del fabbricante o del distributore e l’età per cui il giocattolo è stato concepito. Se poi si tratta di giochi non adatti a bambini con meno di 3 anni, deve essere segnalato, magari con il tradizionale “fantasmino”, vale a dire un simbolo costituito da un cerchio barrato con all’interno una testa di bimbo e la scritta “0-3”. E’ inoltre importante verificare che ci siano delle istruzioni anche in italiano, in modo tale che sia chiaro se il giocattolo deve essere usato sotto la sorveglianza di un adulto”. “Non dimentichiamo poi che i giocattoli elettrici non devono esser fatti di materiali infiammabili che potrebbero essere pericolosi. Ma il miglior consiglio -conclude Dona- resta quello di giocare con i nostri bambini: non solo li faremo felici, ma li aiuteremo anche a divertirsi in sicurezza!”. (Ufficio stampa Unione Nazionale Consumatori)

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Incendio Banbin Gesù e controlli

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2010

Roma. “Nessun controllo da parte degli organi di polizia è possibile al Bambin Gesù, in quanto è territorio del Vaticano. Tanto per fare un esempio, in caso di morte o lesioni e di successiva indagine della Magistratura, questa non può disporre alcun decreto di sequestro delle cartelle cliniche e occorre semmai passare tramite le vie diplomatiche.” ha dichiarato Alessandro Marchetti, Segretario Generale aggiunto Sulpm commentando la richiesta del Presidente della Commissione Errori Sanitari alla Regione Lazio. “Allo stesso modo nessun organo dello Stato o della Regione” ha proseguito Marchetti “può controllare, salvo non venga concesso autonomamente da accordi bilaterali tra Stati, se vengono rispettate le norme di sicurezza italiane ed europee. Si pensi all’Ospedale che sempre il Vaticano sta costruendo a Roma in zona S.Paolo, non è previsto nel Piano regolatore comunale e non consentono alcun controllo da parte dell’Autorita’ italiane. Ci chiediamo se usano ad esempio il tipo di cemento previsto dalla Direttiva europea. Sara’ stabile? L’impianto elettrico è a norma cee? A queste domande nessuno, in Italia, può rispondere, ma quello sarà un ospedale che servirà soprattutto gli italiani. “Visto il recente episodio è giunta l’ora che lo Stato e la Regione chiariscano con il Vaticano” ha concluso Marchetti “che se un loro Ospedale prende rimborsi o qualsiasi altro finanziamento dall’Italia, si deve comportare di fronte alla nostra legge come un qualsiasi altro ospedale italiano privato, sia se si tratta di rispondere di reati verso i malati, sia per  il rispetto delle norme di sicurezza.”

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Avetrana: un delitto maturato in famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Con il passare dei giorni si profila uno scenario inquietante. Michele Misseri, zio della vittima e la cugina Sabrina hanno maturato un delitto orrendo. Secondo l’ultima versione del Procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, il tutto è incominciato dopo le molestie sessuali dello zio. Ora abbiamo un reo confesso, Michele Misseri e una presunta complice la figlia Sabrina, che si proclama innocente e riversa tutta la responsabilità dell’insano gesto al padre colpito da improvviso raptus. Per gli inquirenti Sabrina è stata accusata di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona. Nella ricostruzione della dinamica del delitto si ritiene che Sabrina abbia portato con la forza la cugina Sarah nel garage dove il padre sopraggiunto poco dopo, l’abbia uccisa aiutato dalla figlia. Se questa tesi reggerà agli obiettivi riscontri condotti dai militari del Ris e del reparto operativo del comando della compagnia dei carabinieri di Manduria, il gip del Tribunale di Taranto domani mattina dovrà confermare l’impianto accusatorio degli inquirenti. Per quanto è dato di sapere il fermo di Sabrina non si basa solo sulle parole del padre. Sono le sue contraddizioni e la dinamica dei fatti che avallano la possibilità, e questa volta con una variante che aggraverebbe la posizione di Sabrina, poiché appare più logico che tra le due giovani donne ci sia stata una lite per una rivalità amorosa e che alla violenza verbale abbia fatto seguito l’aggressione fisica. A questo punto è subentrato il padre e la situazione è sfuggita dalle loro mani ed è trascesa nel delitto. Davanti al cadavere di Sarah padre e figlia hanno pensato d’occultare il cadavere sia per farla franca davanti alla legge, sia per tacitare le chiacchiere dei compaesani. A questo punto il triangolo si chiude restringendosi ai tre componenti delle due famiglie imparentate tra loro: da una parte la vittima e dall’altra un padre e la figlia. La storia, com’è noto,  è cominciata il 26 agosto scorso e condita sino a qualche giorno fa in un mare di bugie e testate, passo dopo passo, dai media. Resta un paese sconvolto e sotto i riflettori di un’attenzione mediatica che molti avrebbero fatto a meno poiché non è certo positiva per una comunità laboriosa e pacifica. Seguito qui

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Roma: Abusivismo edilizio

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2010

Ottantanove sequestri, fra amministrativi e penali, per un totale di 1901 pezzi sequestrati; 132 controlli su attività commerciali con dieci violazioni accertate: sono questi i risultati ottenuti dagli uomini del Gruppo Centro Storico della Polizia Municipale di Roma nel fine settimana. Organizzati in presìdi fissi supportati da una forza di pronto intervento rapido, gli Agenti della Municipale hanno controllato in prevalenza Piazza di Spagna, Trinità de’ Monti, Colosseo e Via dei Fori Imperiali.  1743 articoli sottoposti a sequestro amministrativo – ombrelli, foulards e accessori vari – nonché 158 di rilevanza penale tra cui  borse, occhiali e orologi contraffatti. Nella notte di sabato, inoltre, dai controlli effettuati su centotrentadue attività commerciali, riguardanti pubblici esercizi, laboratori e vendita, centosette hanno avuto esito regolare, e 7 sono state le sanzioni elevate per aver protratto l’orario di chiusura, per aver somministrato alcoolici oltre l’orario consentito e per schiamazzi fuori dai locali.  Infine, sono stati 11 i controlli per le occupazioni di suolo pubblico: una è risultata completamente abusiva; una difforme a quanto autorizzato, mentre per due attività sono in corso i necessari accertamenti al fine di verificarne la regolarità.  «I sequestri effettuati dalla Municipale – afferma Giorgio Ciardi, delegato alla Sicurezza del sindaco Alemanno – dimostrano come sia importante l’attenzione costante dell’Amministrazione Alemanno rispetto al fenomeno dell’abusivismo commerciale che non solo crea disordine ma comporta anche un serio danno economico alle attività commerciali legali e oneste»

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Stupefacenti: nuova stretta sulle coltivazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Roma. Da Piazza Cavour nuova stretta sulle coltivazioni fai da te di sostanze stupefacenti. Possono essere sequestrati i semi di canapa se venduti insieme ad opuscoli illustrativi delle modalità di coltivazione di piante di cannabis.  È la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione sulla vicenda giudiziaria di un giovane di Ruvo di Puglia nel negozio del quale erano stati sequestrati i semi di cannabis, gli opuscoli e il materiale che spiegava come coltivare la canapa e gli attrezzi per il consumo. Infatti contro l’ordinanza di sequestro di questo materiale il proprietario dei prodotti aveva presentato attraverso il suo legale un ricorso nel quale chiedeva la restituzione almeno dei semi di canapa. I giudici della Sesta Sezione Penale però hanno confermato il sequestro. «È vero che il mero possesso di semi di canapa, non aventi contenuto stupefacente, non integra alcun reato contemplato dalla legge – hanno scritto i giudici nella motivazione della sentenza- ma essi ben possono rivestire, in correlazione con altre cose sequestrate (in particolare opuscoli illustrativi delle modalità di coltivazione di piante di cannabis) prova dell’attività di induzione all’uso illecito di sostanze stupefacenti».  Secondo il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA il nuovo giro di vite della Cassazione sulle coltivazioni fai da te di sostanze stupefacenti è un’ottima notizia, perché pone uno sbarramento posto che da circa un anno a questa parte sono aumentati i sequestri di quantitativi di droga.

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Lotta ai lidi illegali a Napoli

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2010

“Dispiace che la fascia di popolazione evidentemente più colpita dalla crisi abbia come unica fuga dalla calura estiva i pochi tratti resi accessibili legalmente e che, di conseguenza, si rifugi a frotte presso i lidi organizzati abusivamente ma la lotta all’illegalità passa anche dalla rimozione degli stabilimenti balneari abusivi che violano le norme di sicurezza e le zone sottoposte a vincoli paesaggistici. Purtroppo, incidenti come il dramma di Ventotene, dove una frana del costone delimitante la spiaggia causò la morte di due ragazzine adolescenti, ci ricordano la concreta eventualità che altre sciagure possano verificarsi in zone non adibite alla sosta dei bagnanti”. Queste le parole della viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti, Licia Palmentieri, alla notizia del maxi sequestro e sgombero di lidi abusivi in Campania nella zona di Posillipo, nell’area di Marechiaro e Nisida, dove gli esercenti non autorizzati facevano pagare un ingresso ai bagnanti dai 5 ai 10 euro e soprattutto invadevano zone protette da vincolo paesaggistico e potenzialmente pericolose per la caduta di massi. I gestori degli stabilimenti illegali sono stati denunciati per occupazione di suolo demaniale ed esercizio abusivo della professione. Spiega l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Nell’ambito dell’operazione sono state sequestrate anche piattaforme-solarium non costruite a norma e i cittadini dovrebbero ringraziare la solerzia delle istituzioni nel proteggere la loro incolumità. Senza dimenticare che la vendita di derrate alimentari si verificava fuori controllo, magari con maggiorazione di prezzi nel peggiore sciacallaggio turistico o nella concreta possibilità di commercio di alimenti non sottoposti a controlli qualitativi. Oltre alla sicurezza della popolazione, tali operazioni sono volte anche alla prevenzione di attività che possano foraggiare in qualunque modo la criminalità organizzata, oltre alla necessità di tutelare un territorio dal turismo selvaggio. Auspico al più presto la messa in sicurezza e l’apertura di ulteriori zone attrezzate messe a disposizione della popolazione dal Comune stesso, vista la grande richiesta, anche se non possiamo dimenticare che il mare del golfo non rientra, purtroppo, tra le zone meno inquinate del Paese. Come disse qualcuno – conclude la Palmentieri – ‘il mare non bagna Napoli’. E’ lì ma è di difficile fruizione”.

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Il Vaticano e la banda della Magliana

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2010

Roma 12 Maggio  ore 18.30 Piazza S. Apollinare presentazione del libro “Il Vaticano  e la banda della Magliana”  con Valentino Parlato. Intervengono anche: Paolo Brogi, giornalista  Rino Monaco, ex-prefetto Luca Tescaroli, magistrato e Angela Camuso autrice del best-seller “Mai ci fu pieta’  la banda della Magliana dal 1977 a oggi” modera Emilio Radice, giornalista. Dal riciclaggio del denaro sporco nello IOR, la banca del Vaticano, al delitto Calvi e il sequestro “misterioso” di Emanuela Orlandi, alla sepoltura del boss della Banda della Magliana, Enrico De Pedis, nella cripta della basilica di Sant’Apollinare a due passi da piazza Navona. Temi di scottante attualità che verranno trattati durante l’incontro pubblico: “Mai ci fu pieta’ ”, edito da Editori Riuniti, è la vera storia della banda della Magliana, rigorosamente fedele, in ogni dettaglio, ai documenti giudiziari. Alla luce di centinaia di verbali di interrogatori inediti e di informative riservate di polizia giudiziaria l’Autrice descrive e fa parlare i protagonisti senza omettere nomi, luoghi e circostanze in una sequenza agghiacciante e avvincente di delitti, intrighi e misteri raccontata dalla parte dei banditi assassini, figli maledetti del popolo e della miseria, che iniziano la loro sanguinosa parabola nell’ultimo scorcio dei turbolenti  anni ’70 per arrivare ai giorni nostri, allorché gli orfani superstiti della banda occuperanno ancora un posto nell’Olimpo della nuova malavita imprenditoriale. Ai loro esordi poco più che ventenni, spietati e boriosi, subdoli ma ancheeccezionalmente intelligenti, i capi della banda della Magliana conquistarono Roma eliminando i concorrenti sul mercato dell’eroina e mantennero saldo quel potere di morte grazie al fiuto per gli affari di uno dei suoi capi, Enrico De Pedis, che iniziò a ripulire fiumi di denaro insieme al ‘banchiere’ Enrico Nicoletti, sopravvissuto alle condanne e ancora attivo ai primordi del III millennio. La banda finì per autodistruggersi, decimata prima da una faida interna e poi da una catena di clamorosi ‘pentimenti’, che illumineranno tanti misteri d’Italia: sebbene gelosi della loro autonomia, i protagonisti di queste straordinarie imprese furono spregiudicati abbastanza per vendere l’anima a Cosa Nostra, camorra, terrorismo neofascista, P2, Servizi Segreti deviati, politici corrotti ma anche magistrati, avvocati, carabinieri, poliziotti e alti prelati che per denaro o per potere scesero a patti con il diavolo.

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Ricorrenza sequestro Moro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2010

Il 16 marzo 1978 un commando brigatista sequestrò l’on. Aldo Moro mentre i cinque membri della scorta caddero subito nell’eccidio di Via Fani. Le vicende di allora tornano strettamente d’attualità. Il deputato radicale Marco Beltrandi ha infatti presentato al Presidente del Consiglio ed  ai Ministeri degli Affari Esteri, dell’Interno e della Giustizia, una interrogazione parlamentare con cui chiede chiarezza in merito a una notizia recentemente diffusa da stampa e TV. L’interrogazione prende le mosse dalla segnalazione del ricercatore ternano Andrea Liberati, secondo il quale Alessio Casimirri, componente del gruppo di fuoco brigatista, condannato a undici ergastoli e segnalato da anni in Nicaragua, sarebbe facilmente rintracciabile on line, visibile a tutti. Per l’on. Beltrandi, componente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, se tali fatti fossero accertati, “ci troveremmo dinanzi a un grave vulnus allo Stato di diritto e a una grave ed ulteriore ingiustizia nei confronti dei familiari delle vittime*”. “Internet”, ha affermato il parlamentare radicale, “è il più grande mezzo di comunicazione di massa della storia dell’umanità, ma, come per ogni strumento, le finalità dipendono dalla volontà di chi se ne serve,  non dal mezzo stesso”. I “latitanti digitali” sono però almeno due: oltre a Casimirri, ci sarebbe anche Guglielmo Guglielmi, condannato complessivamente a trentanove anni per duplice omicidio e anch’egli subito fuggito in Nicaragua. Dalle sue UCC si generò la Brigata XXVIII Marzo che freddò il giornalista spoletino
Walter Tobagi, cronista del “Corriere della Sera”. Nonostante le condanne –mai scontate- Guglielmi avrebbe eseguito servizi per le Nazioni Unite, possedendo perfino un passaporto diplomatico. Ricordando che non esistono accordi per la cooperazione giudiziaria tra Italia e Nicaragua, l’on. Beltrandi ha chiesto al Governo di attivarsi affinché Casimirri e Guglielmi vengano estradati “seguendo gli usi formali ed informali propri del diritto internazionale”, diversamente da quanto avvenne nel 2004, quando la richiesta venne bocciata dalla Corte Suprema di Managua proprio in virtù dell’inesistenza di simili trattati.

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Nuove misure cautelari per gli evasori fiscali

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 4/E del 15 febbraio 2010, dà nuovo impulso all’utilizzo delle misure cautelari adottabili per garantire la riscossione dei tributi evasi Oggi le misure cautelari, iscrizione di ipoteca ed esecuzione, mediante ufficiale giudiziario, del sequestro conservativo, sono esperibili non solo sulle sanzioni ma anche sui tributi Inoltre è possibile ricorrere a questi strumenti anche quando il contribuente evita il contenzioso col fisco e definisce il rapporto tributario attraverso gli istituti di adesione ai contenuti del processo verbale di contestazione (PVC) o dell’invito al contraddittorio, che non prevedono la prestazione di garanzie L’Agenzia delle Entrate può chiedere l’iscrizione dell’ipoteca sui beni del debitore e l’autorizzazione a procedere al sequestro conservativo anche a tutela dei crediti relativi alle imposte e agli interessi connessi ai processi verbali di constatazione I presupposti per l’adozione delle misure cautelari sono l’esistenza di un atto di contestazione, di un provvedimento di irrogazione di sanzione, di un avviso di accertamento, di un processo verbale di constatazione o di un atto di recupero, ritualmente notificati e dai quali si evinca l’attendibilità e sostenibilità della pretesa tributaria. (fonte j buon giorno impresa)

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Roma: controlli antiabusivismo

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2009

Nell’ambito dei servizi antiabusivismo e anticontraffazione, al fine di  garantire ai cittadini la possibilità di dedicarsi ad una giornata di shopping prenatalizio, le 60 unità di polizia municipale del 1° gruppo, tra personale in servizio nelle principali piazze e i servizi di pronto intervento antiabusivismo, oltre ad altre unità impegnate nel servizio per la viabilità, hanno sequestrato nel centro storico della Capitale e nel mercato un ingente quantitativo di merce. Sono stati sequestrati inoltre e avviati alla distruzione circa 20 kg di prodotti alimentari che cittadini extracomunitari stavano consumando contravvenendo alle norme antibivacco. Lo rende noto l’ufficio stampa del Campidoglio.

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Sequestro autovelox taroccati

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2009

“Come avveniva già in passato con il brigantaggio, oggi è l’automobilista di passaggio, pressoché analogo all’antico viandante, ad essere rubato sistematicamente dalle truffaldine amministrazioni locali”. Queste le dichiarazioni polemiche di Vittorio Marinelli, responsabile per la tutela dei consumatori del movimento Italia Dei Diritti, appena venuto a conoscenza del sequestro da parte della Guardia di Finanza di Sala Consilina, su disposizione della Procura di Salerno, di apparecchiature per il controllo della velocità non conformi in oltre 70 comuni italiani. Ora, quindi, 82mila verbali causati dagli autovelox taroccati, un totale di 11 milioni di euro, verranno annullati. “In queste occasioni – ha continuato l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – sarebbe opportuno pensare alla teoria sui caratteri dominanti di Mendel. Infatti nonostante l’Italia solo per un attimo abbia fatto pensare di essere un Paese europeo e civile, il regolare ed ancestrale brigantaggio riemerge prepotentemente. Basti pensare alle figure storiche maggiormente sentite dagli italiani che non sono il Carducci e il Pascoli, bensì fra Diavolo, il Passatore e altri briganti che imperversavano liberi e felici lungo tutto lo Stivale. Le amministrazioni locali, anziché appianare il bilancio evitando lo sperpero e le varie ruberie, preferiscono dedicarsi a questa ignobile attività. Quindi dopo i semafori taroccati, –  conclude Marinelli – oggi è l’autovelox a ricordarci che il nostro carattere dominante è quello ombroso-criminale”.

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