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TOYO TIRE: Establishment of a New Plant in the Republic of Serbia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Toyo Tire Corporation (Headquarters: Itami City, Hyogo Prefecture; President: Takashi Shimizu) announces to establish a subsidiary in the Republic of Serbia, to construct and operate a new tire manufacturing plant in Indijia City. Toyo Tire intends to continuously strengthen its business platform by producing highly added value product with timely supply to the global market. In such connection, Toyo Tire announced within the “2017 mid-term plan” to consider a new manufacturing platform with a focus on sustainable growth in 2020 and onwards.Toyo Tire is supplying tires for the European and Russian market from factories in Japan and Malaysia. As of 2022, the new manufacturing base in Serbia will take on a key role in this regard. This new production portfolio will reinforce our global tire manufacturing and supply system.
IoT (Internet of Things, ex: MES*1) will be fully installed at this plant, which will operate as a sophisticated smart factory. Toyo will take on the challenge for a new level of competitive manufacturing, while achieving high quality at low cost and plan to supply differentiated and highly added value products for luxury passenger vehicles and light trucks within and outside the European market.
The Republic of Serbia complies with all requirements for Toyo Tire. Outstanding resource of highly skilled workforce but comparatively low wage, integration of automotive industries due to ongoing investment by foreign companies, and a blossoming relationship with Japan. Thus, a particularly attractive business environment is being prepared within Europe.Toyo Tire will begin construction of the plant in Serbia in May 2020, initiate tire manufacturing operations in January 2022, with a capacity of five million tires annually (based on tires for passenger vehicles) by the summer of 2023.

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Serbia: Business day

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

Roma Mercoledì 10 Luglio dalle ore 17.00 alle ore 19.30, presso l’Ambasciata di Serbia in Via dei Monti Parioli 20 Workshop dedicato alle opportunità offerte alle Aziende italiane dalla Repubblica di Serbia, che in quanto Paese in Preadesione beneficia di molti finanziamenti europei.Si parlerà dei Programmi Finanziari disponibili e dei Settori di maggiore interesse per il Paese: infrastrutture, ambiente, hightech. Per l’occasione saranno presentate due proposte operative:
la costituzione a Belgrado di un “Digital Innovation Hub / Competence Center” con Aziende e Università Italiane e Serbe
la costituzione di una rete di imprese finalizzata alla partecipazione ai Bandi nei settori della tutela e del recupero ambientale. La partecipazione è libera previa conferma.

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FollowUp Italia Serbia Business Forum

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

Roma Mercoledì 10 Luglio dalle ore 17.00 alle ore 20.00, presso l’Ambasciata di Serbia in Via dei Monti Parioli 20 FollowUp Italia Serbia Business Forum. E’ un workshop dedicato ai Programmi Finanziari disponibili per la Serbia ed ai Settori di maggiore interesse per il Paese: infrastrutture, ambiente, hightech. Per l’occasione saranno presentate due proposte operative:
la costituzione a Belgrado di un “Digital Innovation Hub / Competence Center” con Aziende e Università Italiane e Serbe
la costituzione di una rete di imprese finalizzata alla partecipazione ai Bandi nei settori della tutela e del recupero ambientale. (by Francesco Marcolini)

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L’UE annuncia aiuti di emergenza supplementari per aiutare i rifugiati in Serbia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

serbiaBruxelles. La Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 4 milioni di EUR supplementari in aiuti umanitari destinati alla Serbia per assistere le migliaia di rifugiati e di richiedenti asilo presenti nel paese. I nuovi contratti coincidono con la quarta visita nel paese del commissario UE per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides, in occasione della quale valuta la situazione umanitaria in loco e discute con funzionari del governo del sostegno umanitario dell’UE per i rifugiati. Il nuovo progetto finanzia la distribuzione di generi alimentari nei centri di accoglienza, la protezione delle fasce di popolazione più vulnerabili, in particolare durante l’inverno a venire nonché le attività connesse all’educazione.“La Serbia si è dimostrata un partner affidabile per l’Unione europea e il nostro partenariato ha consentito di rispondere efficacemente alla crisi dei rifugiati. Dal 2015 l’UE è un importante donatore di aiuti umanitari per accogliere i rifugiati in Serbia. Abbiamo aiutato a migliorare le condizioni in numerosi centri d’accoglienza, contribuito all’approvvigionamento alimentare nei campi, fornito educazione ai bambini in situazioni di emergenza ed erogato servizi sanitari. I progetti supplementari annunciati oggi verranno incontro alle esigenze della popolazione più vulnerabile, in particolare durante l’imminente stagione invernale”, ha dichiarato il commissario Stylianides.Dal 2015 l’UE è stata il principale donatore di aiuti umanitari alla Serbia. L’aiuto umanitario della Commissione ammonta ora a 25 milioni di EUR e ha consentito l’erogazione di assistenza in situazioni di emergenza (generi alimentari, acqua, igiene, beni di prima necessità, salute e protezione) presso i centri di transito e di accoglienza, comprese le frontiere e le aree di attesa. Dal 2015 sono stati erogati in totale oltre 80 milioni di EUR al paese in finanziamenti connessi alla migrazione nell’UE.
L’assistenza umanitaria dell’UE include il sostegno diretto ai rifugiati attraverso i partner umanitari della Commissione nonché lo sviluppo delle capacità per consentire alle autorità di rispondere più efficacemente. Gli sforzi più significativi sono stati compiuti per migliorare le condizioni nei centri d’accoglienza gestiti dall’amministrazione pubblica, dove l’UE è stata il principale e, talvolta, l’unico donatore. Le autorità sono state così in grado di ospitare fino a 6 000 persone.
Dal 2015 sono stati erogati oltre 80 milioni di EUR in finanziamenti, attraverso diversi meccanismi finanziari dell’UE, per aiutare la Serbia ad assicurare l’accoglienza dei migranti e dei rifugiati nei centri di accoglienza, a sostenere l’erogazione di servizi sanitari e di altri servizi di prima necessità ai rifugiati, ai migranti e alle comunità ospitanti nonché a rafforzare le capacità di controllo alle frontiere.Nel 2015 la Serbia ha inoltre beneficiato del sostegno del meccanismo di protezione civile dell’UE, attraverso il quale 10 Stati membri hanno fornito oltre 246 000 beni di prima necessità per la crisi dei rifugiati, quali lenzuola, letti e abbigliamento caldo.
Da metà settembre 2017 sono registrati in Serbia oltre 4 000 rifugiati e richiedenti asilo, approssimativamente la stessa cifra di un anno fa.

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“Siamo il primo partner commerciale della Serbia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2016

serbia“L’interscambio nel 2015 ha sfiorato 3 miliardi 700 milioni di euro. Oltre a esportare auto, macchinari e prodotti tessili, l’Italia sta rapidamente recuperando terreno anche sul mercato delle costruzioni e delle infrastrutture, dopo gli anni bui della guerra. Con la nostra missione vogliamo aprire prospettive e favorire opportunità per le piccole e medie imprese altamente qualificate del costruito made in Italy”. Gerardo Biancofiore, Presidente del Gruppo Pmi Internazionale dell’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori, è convinto che la missione Serbia, in programma mercoledì 19 e giovedì 20 ottobre a Belgrado, possa innescare una dinamica di notevole interesse per il comparto edile e le sue pmi.“Vogliamo verificare sul campo la possibilità di intrecciare partnership italo-serbe”, spiega Biancofiore. “Approfondiremo le opzioni connesse a interventi e progetti di organismi internazionali come Bers e Bei, le implicazioni finanziarie e legali, i programmi legati alle infrastrutture di trasporto, ospedaliere, turistico-alberghiere, e alle reti energetiche”. Numerosi gli interventi previsti per la due giorni, etichettata “Italy & Serbia: Building Together”: tra gli altri, quelli di Massimo Rustico (Ministero Affari esteri – Cooperazione internazionale), di Gabriele Scicolone (Presidente Oice), di Giuseppe Manzo (Ambasciatore d’Italia in Serbia), del Vice Primo Ministro, Ministro delle Costruzioni, Trasporti e Infrastrutture, di Milan Vranic (Direttore Generale della Camera di Commercio di Serbia) di Jovan Krstovic (Segretario Associazione costruttori serbi). Modererà i lavori il Direttore Ice Agenzia Belgrado, Giovanni Mafodda.“Ritengo- conclude Biancofiore- che l’articolazione delle attività in cui operano le aziende del settore costruzioni italiane possa consentire un dialogo fecondo con le imprese serbe e favorire la nascita di partnership in quasi tutti i segmenti di azione. In particolare, siamo in grado di offrire sicuramente un contributo importante nei programmi di investimento infrastrutturale che saranno esaminati nel corso della due giorni di Belgrado: dalle infrastrutture di trasporto, a quelle ospedaliere, dal comparto turistico-alberghiero alle reti energetiche.”

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Serbia – the first EU candidate country to produce a Gender Equality Index

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2016

serbiaSerbia launches the results of its Gender Equality Index making it the first non-EU country to produce an assessment of how equal women and men are in the various fields of society by applying a broad scale of indicators. Compared with the EU Member States Serbia’s overall score places it in 22nd position. With a score of 40.6 points out of 100 Serbia is almost half way towards gender equality. In comparison, the EU average is 52.9.‘I am glad that Serbia now has an analytical instrument that allows measuring our achievements and gaps regarding gender equality. This will be immensely useful both on the national level and in the EU accession process,’ states Zorana Mihajlovic, Deputy Prime Minister and President of the Coordination Body for Gender Equality of the Republic of Serbia. ‘I hope that our example and experience will inspire other EU accession countries so that we can also have good regional benchmarks and exchange of policies that deliver results.’
‘Congratulations to Serbia for this significant milestone. The Gender Equality Index will be a handy and easy to use tool for Serbian policy makers and gender equality supporters, just as it is in the EU Member States,’ says Virginija Langbakk, the Director of the European Institute for Gender Equality (EIGE). ‘It clearly shows which areas need increased attention, and which policies and laws are effective. The initiative of Serbia paves the way for a common monitoring tool with other EU accession and neighbourhood countries.’On gender equality in decision-making, Serbia ranks among the top ten EU Member States. The introduction of quotas for Parliamentary elections has contributed to boosting the political participation of women which is reflected in the Index ranking.The Index also highlights other areas where further efforts are needed. For Serbia, as with most other EU Member States the important challenge is to break the tradition of what are typically considered masculine or feminine professions and to make working conditions more family-friendly.The Gender Equality Index was first launched by EIGE in 2013 to monitor the progress in gender equality across the EU and over time. The Index provides a single summary measure and allows for assessment of the level of gender equality in each of its six core domains – Work, Money, Knowledge, Time, Power, and Health. While the Index is a sophisticated statistical and analytical tool, it presents complex data in a user-friendly and easy to understand way. It is updated every two years and the third edition is forthcoming in 2017.

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Immigrati nei Balcani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2015

balcaniIn Serbia, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e le autorità locali stanno lavorando per rispondere alle esigenze umanitarie di oltre 10mila tra rifugiati e altre persone arrivate, ​​sulla scia delle scene drammatiche degli ultimi giorni al confine tra la Grecia e l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia.
Le persone continuano ad attraversare il confine tra la Grecia e l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia in gruppi numerosi (fino a 300-400 persone) per poi viaggiare in treno o in autobus per raggiungere la Serbia. Nei prossimi giorni sono attesi nuovi arrivi a un ritmo che raggiungerà le 3mila persone al giorno.
Anche se rispetto al caos della fine della settimana scorsa la situazione si è molto tranquillizzata, l’UNHCR esprime ancora preoccupazione per le condizioni delle persone che intraprendono questa traversata. Si tratta in molti casi di persone provenienti da paesi colpiti da violenze e conflitti, come Siria e Afghanistan. Sono spesso stremati e psicologicamente traumatizzati, e hanno bisogno di assistenza umanitaria e medica, in particolare le persone più vulnerabili, come i malati, le donne incinte e gli anziani. È fondamentale che queste persone siano trattate con umanità e che venga fornita loro l’essenziale assistenza. Ciò implica rispondere alle loro esigenze di base, ma anche rispettare pienamente la dignità e i diritti umani dei rifugiati, dei richiedenti asilo e dei migranti.
Alla luce di questo, e pur comprendendo le legittime preoccupazioni espresse dai paesi della regione per il crescente numero di arrivi di richiedenti asilo e migranti, l’UNHCR fa appello ai governi interessati affinché gestiscano le loro frontiere tenendo conto delle esigenze umanitarie e conformemente ai loro obblighi internazionali. L’unità familiare e la tutela delle persone con esigenze specifiche devono essere rispettate.
L’UNHCR ha incrementato il proprio personale in posizioni chiave, tra cui le zone di frontiera, per aiutare ad affrontare alcune delle esigenze di protezione. In coordinamento con le autorità e insieme ai partner, l’Agenzia ha iniziato a distribuire cibo e acqua, e anche a fornire tende, materassini e coperte. L’Agenzia si dice inoltre pronta a sostenere ulteriormente i governi coinvolti.
Più in generale, l’UNHCR esprime preoccupazione per la sostenibilità della situazione. I rifugiati e i migranti che si spostano dalla Grecia verso i Balcani occidentali sono sintomo di un problema molto più ampio con livelli record di persone costrette a fuggire dalle proprie case, a causa dei conflitti in Siria e altrove. Questo problema non può essere risolto da un solo paese ed è urgente una risposta europea collettiva, basata su principi di solidarietà e condivisione di responsabilità. È necessario che tutti i paesi europei e l’Unione europea agiscano congiuntamente per fornire supporto a paesi le cui capacità di accoglienza sono già al limite, come Grecia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia e Serbia. Tra le misure previste ci sono il supporto nella gestione e il sostegno per un’equa ripartizione dei rifugiati e dei richiedenti asilo in tutta l’UE.
Oltre le frontiere dell’UE, e nella regione circostante la Siria, il numero dei rifugiati continua ad aumentare in seguito alle nuove registrazioni in Turchia: attualmente è pari a 4.089.023 persone. Questo netto aumento è avvenuto nonostante la recente cancellazione di circa 58mila persone dal database dei rifugiati del Libano. Per evitare che sempre più persone si sentano costrette a dover passare da questi paesi dirette verso l’Europa o altrove, è essenziale che si intensifichi il sostegno verso i paesi di primo asilo. Attualmente, il Piano di risposta regionale per la crisi dei rifugiati in Siria (Regional Refugee and Resilience Plan, 3RP) è finanziato solo per il 33 per cento.
In tutta la regione siriana, dove l’UNHCR gestisce le operazioni di registrazione, l’Agenzia conduce regolarmente verifiche per aggiornare le informazioni sui rifugiati siriani registrati, rivedere i loro bisogni, e disattivare i file relativi alle persone che si ritiene non siano più presenti nel paese d’asilo, dopo che sono stati fatti diversi tentativi per contattarli.
I rifugiati siriani in Libano, come altrove nella regione, stanno affondando situazioni di povertà assoluta – i loro risparmi e le loro risorse sono ormai esauriti, dopo oltre quattro anni di crisi. I risultati preliminari di un recente studio sulla vulnerabilità ha riscontrato che il ​​70 per cento delle famiglie di rifugiati siriani presenti in Libano vive al di sotto della soglia di povertà nazionale, pari a 3,84 dollari statunitensi a persona al giorno, con un notevole incremento rispetto al 50 per cento del 2014. Lo stesso studio ha rilevato un aumento dei rifugiati che non hanno cibo a sufficienza e che quindi adottano misure rischiose per farvi fronte, tra cui l’acquisto di cibo a credito, il ritiro dei bambini da scuola e l’accattonaggio, che è aumentato del 30 per cento rispetto all’anno scorso. Un quadro analogo sta emergendo in Giordania, dove una recente valutazione della vulnerabilità ha trovato che più dell’85 per cento dei siriani viveva al di sotto della soglia di povertà nazionale, pari a 3,2 dollari al giorno.
I 4.089.023 rifugiati siriani presenti nei paesi ospitanti vicini alla Siria sono divisi tra Libano (1.113.941), Giordania (629.245), Iraq (250.408), Egitto (132.375) e Turchia (1.938.999), dove viene effettuata la registrazione da parte delle autorità turche. Inoltre, circa 24mila rifugiati siriani sono registrati anche in altri paesi del Nord Africa.

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Fiat in Serbia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

L’O.S. CODIRES esprime la più profonda e ferma indignazione per l’annunciata delocalizzazione di alcune linee produttive della FIAT, dallo Stabilimento di Mirafiori, in Serbia, schierandosi a sostegno e solidarietà dei Lavoratori dell’Azienda e di quei comparti produttivi dell’indotto, inevitabilmente, negativamente coinvolti. Lo Stabilimento di Mirafiori, analogamente a quelli di Pomigliano e Termini devono continuare a produrre tutte le linee produttive, garantendo gli attuali standard occupazionali e manifatturieri, atteso che, tra l’altro,  l’Azienda ha accumulato pesanti obblighi morali nei confronti di tutto il Paese a fronte delle numerose agevolazioni ed aiuti pubblici che in questi anni ha ricevuto, in deroga a rischio connesso d’impresa, attingendo tra l’altro frequentemente e speculativamente alla Cassa Integrazione, risorsa economica di tutto il Paese. Non condividiamo  tra l’altro tale delocalizzazione, in quanto oltre che tagliare posti di lavoro ai nostri Lavoratori, sfrutta contemporaneamente le manovalanze estere imponendo bassa remunerazione, salvo poi esportare il prodotto finito a prezzi di mercato lucrando ingenti plusvalenze. Questo anomalo e perverso modello economico, che ha tradito il nostro tradizionale capitalismo familiare e solidarista, sta creando fino ad oggi paesi produttori ma impossibilitati economicamente a consumare e paesi consumatori, privati a forza delle loro produzioni storiche.

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