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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Posts Tagged ‘sergio marchionne’

Le possibili cause sulla morte di Marchionne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

Osservando attentamente alcune fotografia del compianto Sergio Marchionne in occasione della sua ultima apparizione pubblica ad una manifestazione dei carabinieri a Roma, si possono osservare alcune alterazioni del suo volto che mi fanno pensare ad una sindrome di Pancoast, dal nome di un radiologo americano degli anni 20, che potrebbe derivare dalla infiltrazione di un tumore dell’estremità superiore del polmone nei confronti del plesso brachiale che è un insieme di nervi che si trova vicino alla spalla e che provoca, oltre ai dolori alla spalla e ai muscoli del braccio e della mano, anche un abbassamento della palpebra destra (cosiddetta ptosi), un restringimento della pupilla destra (cosiddetta miosi) e un bulbo oculare destro incavato (cosiddetto enoftalmo) che si possono evidenziare dalle fotografie in questione. Queste considerazioni fanno pensare ad un tumore del polmone, considerando “la grave malattia” di cui era affetto da oltre un anno, secondo le dichiarazioni dell’ospedale di Zurigo, e dai trattamenti a cui veniva sottoposto in questo periodo, sempre secondo le dichiarazioni dell’ospedale, e all’intervento chirurgico al quale era stato sottoposto nelle ultime settimane al quale è molto probabilmente seguita, come complicazione dell’intervento chirurgico, una embolia cerebrale o un problema cardiovascolare che possono verificarsi in un forte fumatore come il compianto Sergio Marchionne. Anche se è la prima volta che mi capita di formulare un sospetto diagnostico da una fotografia, è importante ricordare i danni che possono essere provocati dal fumo di sigaretta, come d’altra parte già sottolineato da un iniziale comunicazione da parte dell’azienda e che era stato anche sottolineato dall’avvocato Grande Stevens che diceva che “era stato tradito dalle sigarette”. Il messaggio è non fumare o smetter di fumare. (Prof. Umberto Tirelli Direttore del Centro Tumori della Clinica MEDE di Sacile, Pordenone, e che è stato Primario Oncologo dell’Istituto Tumori di Aviano)

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Marchionne: Una morte fulminea e inattesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

Dichiarazione del presidente dell’Aci presidente Angelo Sticchi Damiani: “Oggi, purtroppo, siamo stati raggiunti da una notizia dolorosa. Una notizia che non avremmo voluto sentire: Sergio Marchionne è morto. Una morte fulminea e inattesa, come fulminea e inattesa fu la sua comparsa alla guida del Gruppo Fiat e fulminea e inattesa è stata la creazione di Fca. Per me personalmente, per l’Automobile Club d’Italia e per l’intera famiglia non solo italiana dell’auto, è difficile accettare la scomparsa così prematura di uomo tanto forte nella sua umanità e personalità, quanto capace e innovatore.Per il manager industriale, parlano le realizzazioni, i prodotti, i numeri, ed è lunga la lista dei modelli Fiat, Ferrari, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Abarth, Jeep, Ram, Chrysler e altri che hanno avuto luce e successo sotto il suo impulso e grazie alla differenza fatta della sua visione e dalla sua caparbietà. Per l’uomo parlano la speranza e le certezze ridate a decine di migliaia di lavoratori degli stabilimenti FCA, in Italia e nel mondo, come l’umiltà senza mediocrità del suo modo di affrontare la vita, le donne e gli uomini che incontrava.Noi piangiamo entrambi: il manager e l’uomo. E ci stringiamo alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti coloro i quali hanno avuto il privilegio di conoscerlo e collaborare con lui.A noi mancheranno entrambi e, con ACI, saremo al fianco di John Elkann e di Michael Manley, sicuri che sapranno proseguire, senza incertezze, sulla grande strada tracciata da Sergio Marchionne”.

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Cordoglio per la scomparsa di Sergio Marchionne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

Da italiana ho contestato tante delle sue scelte in tema di delocalizzazione dell’industria automobilistica italiana ma le sue capacità manageriali sono indiscusse. La mia vicinanza e quella di FdI alla sua famiglia e ai suoi cari». È quanto ha scritto su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Da Forza Italia: Su iniziativa del deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè, le Commissioni Affari costituzionali e Traporti riunite congiunte hanno osservato un minuto di silenzio in apertura di seduta per ricordare Sergio Marchionne. “Un uomo – ha affermato Mulè aprendo i lavori – che è destinato a lasciare un’impronta indelebile nella storia industriale di questo Paese”. (n.r. la Fidest si associa condividendo le parole della Meloni)

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Sergio Marchionne lascia la Fiat Chrysler Automobiles N.V.

Posted by fidest press agency su domenica, 22 luglio 2018

“Sono profondamente addolorato – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Automobile Club d’Italia – in questo momento così delicato per la grande Famiglia automobilistica italiana e così drammatico per Sergio Marchionne, la sua famiglia e quanti gli sono vicini.Il rapporto tra ACI e Fiat, ora FCA, ha radici nella nostra fondazione e non si può ridurre alla mera dimensione istituzionale ma si è sempre arricchito del costante confronto e della stima personali. In questo momento, il mio pensiero e il mio sostegno, come quello di tutta l’ACI, vanno, quindi, a chi in queste ore ha la grande responsabilità di continuare lo straordinario percorso di successi di FCA, che coinvolge decine di migliaia di lavoratori, in Italia e nel Mondo. Sono certo che, sotto la guida di John Elkan, sapranno proseguire il formidabile lavoro e insegnamento svolto in questi anni da Sergio Marchionne, che ho avuto l’onore di conoscere ed apprezzare anche per le indiscutibili doti umane oltre che manageriali, campione nella visione, capacità e passione per l’auto”.

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Classifica Manager nel Web-Reputation Manager

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2016

urbano-cairoUrbano Cairo rimane saldamente in testa alla classifica, con un punteggio di 74,9/100, guadagnando 2,88 punti rispetto alla rilevazione del mese precedente. Situazione opposta per l’AD di FCA, Sergio Marchionne, la cui identità digitale continua a mostrare forti segni di cedimento e si classifica quinto. Claudio Descalzi di ENI e Giuseppe Recchi di Telecom rimangono stabili in seconda e terza posizione, rispettivamente con 65 e 61,8 punti.
Nel dettaglio, Urbano Cairo mantiene la prima posizione, con un punteggio di 74,9, grazie a diversi elementi, come il nuovo piano per il rilancio di RCS, la presentazione della nuova versione di Io Donna e di un nuovo settimanale da 100mila copie, e la candidatura promossa dalla Lega Nord per l’Ambrogino D’oro, premio che celebra le Civiche Benemerenze milanesi, simbolo di grande prestigio per la città.Ma il dato che balza subito agli occhi leggendo la classifica è il quinto posto di Sergio Marchionne, che continua a perdere posizioni: dopo aver ceduto il podio a Cairo il mese scorso, ora si piazza infatti appena quinto, con un punteggio di 58,4. I contenuti lesivi per la sua reputazione hanno riguardato in particolare il reintegro degli operai di Pomigliano d’Arco, che inscenarono l’impiccagione di Marchionne per protesta, la polemica sulla fiscalità e gli attacchi diretti per le deludenti performance della Ferrai in Formula 1.“Il caso Marchionne è molto interessante. Qualcosa è cambiato non tanto nei contenuti dei messaggi negativi, ma nell’effetto di contaminazione che questi hanno. Si sta modificando la sua resilienza, ovvero la capacità di assorbire le lesività reputazionali. Una sorte di teoria delle finestre rotte applicata all’immagine: una serie di incrinature si sommano e creano progressivamente un cambiamento nell’opinione pubblica, un cambiamento che è dapprima sottile per poi farsi sempre più marcato”, ha commentato Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager.
marchionneClaudio Descalzi si conferma sul secondo gradino del podio con 65 punti. I contenuti rilevanti dell’ultimo periodo per l’Amministratore Delegato di ENI riguardano la presentazione del modello integrato per lo sviluppo sostenibile dell’energia, che lo vede protagonista di una sfida cruciale del settore energetico, cioè il bilanciamento tra massimizzazione dell’accesso all’energia e lotta al cambiamento climatico. Inoltre alla sua reputazione online ha giovato la visibilità ottenuta alla cerimonia di premiazione degli Eni Awards 2016, che si è tenuta lo scorso 20 ottobre al Quirinale, alla presenza del Presidente Sergio Mattarella e della Presidente di ENI, Emma Marcegaglia.
Giuseppe Recchi mantiene il terzo posto, con 61,8 punti. L’argomento più rilanciato online su di lui è quello relativo alla prosecuzione della presentazione del progetto di sviluppo della banda ultra larga nel Lazio e a Venezia.Marco Tronchetti Provera, Amministratore Delegato di Pirelli, guadagna due posizioni e sale al settimo posto, grazie agli articoli che hanno commentato positivamente i nuovi investimenti in Romania e alle dichiarazioni fatte dal numero uno di Pirelli rispetto al ritorno in Borsa nel 2018, con un anno di anticipo rispetto alle previsioni.Guadagna due posizioni anche Francesco Caio, Amministratore Delegato e Direttore Generale del gruppo Poste Italiane che raggiunge così la tredicesima posizione, grazie anche alle dichiarazioni fatte durante l’evento Tech Insight 2016, in cui ha annunciato investimenti per il gruppo in innovazione e ventur capital. (foto: urbano cairo, marchionne)

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La Fiat sfoglia la margherita

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2013

Italiano: Sergio Marchionne

Italiano: Sergio Marchionne (Photo credit: Wikipedia)

Per il Piemonte, FIAT Mirafiori è un patrimonio di inestimabile valore che negli anni ha creato benessere, eccellenza e occupazione. A differenza del Presidente Cota noi siamo preoccupati sia delle migliaia di piccoli imprenditori che lottano ogni giorno sul mercato del lavoro, sia dei 5.300 lavoratori torinesi della casa automobilistica. Non solo, perché ai dipendenti di Mirafiori dobbiamo aggiungere tutti coloro che lavorano per le imprese dell’indotto del settore automotive. E’ per questo che negli anni abbiamo tenuto puntato il riflettore dell’attenzione su ogni movimento di FIAT e su ogni parola di Marchionne ed è per questo che oggi ancora non tiriamo fuori i bicchieri belli del brindisi perché, seppur soddisfatti delle intenzioni annunciate dall’amministratore delegato della casa automobilistica, vogliamo attendere di conoscere per quanto tempo ancora verrà chiesta la cassa integrazione straordinaria e vogliamo vedere i primi atti concreti del rilancio dello stabilimento. Vogliamo capire nel dettaglio quali saranno le tempistiche dell’operazione perché per troppe volte abbiamo assistito a marce indietro disarmanti e vogliamo inoltre conoscere, oltre al SUV, quale altro modello verrà messo in produzione perché non si tratta di un dettaglio di poco conto. La dirigenza FIAT lanci una bella operazione trasparenza, chiarisca tutti i dettagli e ci permetta di brindare tutti insieme, lavoratori compresi, ad un nuovo luminoso ciclo della casa automobilistica.

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Frost & Sullivan Presenta i Nuovi Mega Trends alla Bocconi

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2012

Milano Frost & Sullivan ha tenuto il discorso di apertura alla conferenza annuale dell’Associazione Alumni Bocconi “unTHINKables: The Imperative of Growth”, organizzata a Milano. Sarwant Singh, Partner e Global Practice Director, ha presentato i risultati delle ultime ricerche di Frost & Sullivan sui Nuovi Mega Trends e su come questi guideranno la crescita e la creazione di ricchezza nelle nostre società in futuro. Singh è intervenuto affianco a luminari del mondo degli affari quali ad esempio il CEO di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, il Deputy Chairman di Prada, Carlo Mazzi, e il Vice Presidente di IBM, Isabella Chiodi.Di fronte a un pubblico di 300 delegati, Singh ha illustrato le 10 principali tendenze per il futuro e ha spiegato come la metodologia “da macro a micro” potrebbe essere applicata per creare nuove ed esclusive opportunità di crescita per il mercato. Ha mostrato come in futuro, per effetto dell’urbanizzazione, saranno le città e non i Paesi a guidare la creazione della ricchezza, e che la città dovrà essere vista come un elemento importante di ogni strategia d’affari in un contesto business to business.
La presentazione di Singh è stata seguita dagli interventi di vari esponenti italiani del mondo degli affari, che hanno affrontato questioni quali ad esempio far crescere il proprio business effettuando scelte radicali e innovative, crescere sfidando i limiti del mercato e crescere trovando la capacità di (re)inventarsi.
L’evento di due giorni a Milano è stato organizzato dall’Associazione Alumni Bocconi e si è concluso sulla nota “Quello che facciamo, quello che costruiamo, ci rende quelli che siamo”.L’associazione sta lavorando alla creazione di un evento che renda possibile ad ogni partecipante e alla comunità degli Alumni di crescere esponenzialmente.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, permette ai suoi clienti di accelerare la propria crescita e raggiungere posizioni di rilievo in termini di progresso, innovazione e leadership di mercato. La Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre al CEO e al suo Growth Team ricerche accurate e modelli “best practice” da seguire per guidarli nella creazione, valutazione e attuazione di efficaci strategie di crescita. Frost & Sullivan vanta 50 anni di esperienza come partner delle più importanti società a livello globale (indice Global 1000), di aziende emergenti e della comunità degli investitori, lavorando in modo capillare in più di 40 uffici distribuiti su sei continenti. Per far parte della nostra Growth Partnership, visita il sito http://www.frost.com.

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Marchionne contro le corporazioni?

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2010

Ha destato scalpore la dichiarazione dell’amministratore delegato del Gruppo Fiat e  Chrysler, Sergio Marchionne: nello scorso anno abbiamo fatto due miliardi di utile, nemmeno un euro in Italia. Immediatamente sono scoppiate le polemiche e le analisi dietrologiche: la Fiat vuole abbandonare l’Italia e le dichiarazioni del suo amministratore sono la premessa per la separazione. Anche l’uscita dalla Confindustria ha lasciato spazio a interpretazioni capziose: la Fiat vuole le mani libere per trattare con i sindacati senza il vincolo degli accordi confederali. A nostro parere, invece, Marchionne cerca di portare in Italia un nuovo concetto di relazioni industriali con una visione internazionale che e’ elemento di rottura del parastatalismo corporativo, confindustriale e sindacale, che sta portando il nostro Paese al declino. Liberare l’Italia da lacci e lacciuoli che ne impediscono il volo, ci sembra questo l’obiettivo di Marchionne. Una Italia non piu’ protezionista e provinciale, non piu’ centrata sulle corporazioni, potrebbe decollare. Si potra’ fare? Poco probabile, ma possibile. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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A proposito della Fiat di Marchionne

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2010

Il confronto di queste ore al Lingotto di Torino tra Sergio Marchionne e il responsabile delle relazioni industriali, Paolo Rebaudengo, da una parte e i rappresentanti dei sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione quadri, segna un passo avanti rispetto al braccio di ferro ingaggiato mesi fa dal “patron” della Fiat. Sul tavolo un miliardo d’investimenti e vetture di punta Jeep e Alfa Romeo. Il piano del Lingotto prevede “una joint venture tra Chrysler e Fiat per portare a Torino dagli Usa una nuova piattaforma che servirà per produrre auto e suv di classe superiore sia per il marchio Jeep sia per l’Alfa Romeo”. Un investimento che consentirà una produzione fino a 250-280 mila vetture l’anno, che significa piu’ di mille auto al giorno”. Ma esiste una contropartita. Marchionne invita i sindacati ad isolare gli estremisti e a tenerli fuori dalla fabbrica e lo stesso dicasi dei partiti. In nome di un “obiettivo più alto” i sindacati devono rinunciare ad assicurare ai loro iscritti una fetta dei loro diritti. Ciò concilierà gli interessi della multinazionale dell’auto e le consentirà una possibile crescita occupazionale in Italia. E’ una precondizione essenziale se si vuole trasformare le fabbriche in Italia della Fiat un punto di riferimento privilegiato per la produzione di auto per l’Europa come per il Nord America e altri mercati del mondo, e che lavora sia per Fiat sia per Chrysler”. Questa ha aggiunto Marchionne, non senza una certa enfasi: “è una sfida tra noi e il resto del mondo e si può vincere solo se tutte le forze si uniscono e lavorano nella stessa direzione, solo se c’è una reale condivisione d’intenti”. Tocca ora ai sindacati far digerire ai lavoratori questa pillola amara in nome di una garanzia lavorativa e la possibilità di nuove commesse ed opportunità di impiego: prendere o lasciare.

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Provocazione Marchionne e risposta Pd

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

«Sulla questione Fiat e sulle dichiarazioni di ieri di Sergio Marchionne ci stiamo azzuffando tutti sul dito senza trovare il tempo (e la lucidità) di guardare bene la Luna che quel dito ci indica. Se e quando, soprattutto dentro il centrosinistra, riusciremo per un attimo a non cadere nel tranello dello scontro ideologico, ci accorgeremo che – anche al di là delle scelte organizzative dell’azienda (che ovviamente sono cruciali, ma che sono solo una parte della questione di cui si sta discutendo) e del registro al solito provocatorio con cui Marchionne esprime il suo pensiero – le posizioni assunte dall’ad di Fiat contengono una parte di verità». Lo scrive Alessia Mosca, deputato PD e vicepresidente di TrecentoSessanta, in un articolo pubblicato questo pomeriggio sul web magazine del think tank lettiano.  «La luna che egli ci invita, a suo modo, a guardare è purtroppo – prosegue Mosca –  una realtà concreta e inconfutabile: l’Italia è al 118esimo posto su 139 per efficienza del lavoro e al 48esimo posto per la competitività del sistema industriale.  In più,  come Marchionne ammette, se negli ultimi anni l’Italia non ha saputo reggere il passo degli altri paesi non è certo colpa dei lavoratori, che lui stesso riconosce beneficiari di stipendi ben al di sotto della media europea. Più che un affronto, le parole di Marchionne andrebbero accolte come una sfida, che il governo, per mancanza di volontà e perche distratto da questioni che non dovrebbero essere in cima all’agenda politica specie in questi tempi di crisi, non sta raccogliendo. Una sfida che invece il PD ha il dovere di raccogliere e rilanciare soprattutto se, come noi auspichiamo, il nostro obiettivo è rappresentato da un modello di società più giusta e più competitiva».

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Fiat: rapporti Marchionne governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2010

“Le dichiarazioni fatte oggi dall’ad di Fiat Sergio Marchionne non mi stupiscono” commenta il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta “non le giustifico, ma ne comprendo la crudezza. Esprimono in sostanza le stesse richieste emerse al tavolo con la Regione e gli enti locali sul futuro della Fiat convocato in luglio: necessità di un cambiamento nelle relazioni sindacali e di una politica industriale nazionale sull’auto. Quelle richieste ad oggi sono ancora inevase, il Ministero dello sviluppo economico è senza ministro da oltre cento giorni e invece c’è una grande urgenza di mettere a punto politiche industriali di governo. Fino a quando questi temi non saranno affrontati continueremo a  non avere certezze sul futuro di Torino. Vorrei comunque invitare a evitare i toni drammatici e a lavorare alacremente per la concertazione di soluzioni che salvaguardino gli interessi di tutti”.

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Fiat: il governo interviene

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

Roma 27/7/2010. Dichiarazione di Giuliano Cazzola (PdL), vice presidente della Commissione Lavoro della Camera: “Il Governo non ha perso tempo ed incontrerà domani il management della Fiat per fare il punto su <Fabbrica Italia> dopo le esternazioni di Sergio Marchionne. Sono pertanto ingenerose e sterili le polemiche di queste ore. La Fiat è decisa a perseguire i suoi obiettivi con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento. E lo fa per difendere e promuovere le prospettive del gruppo sullo scenario internazionale, non certo per inseguire propositi di ritorsione. Sarebbe ora di capire che l’azienda è determinata a tirare diritto anche a costo di affrontare un periodo di forte conflittualità. Altre volte, nella lunga storia delle relazioni industriali, la Fiat ha deciso che era venuto il momento di porre fine ad un andazzo divenuto insostenibile per il futuro del gruppo. Quando i sindacati non compresero (come nell’autunno del 1980) che era venuto il momento della svolta, furono costretti a fare autocritica dopo la sconfitta. Ci auguriamo tutti che quella storia non si ripeta e che la responsabilità e la collaborazione finiscano per prevalere. Ma non sarà possibile evitare quel cambio di passo nelle relazioni industriali e nei modelli di contrattazione collettiva che la sfida della Fiat propone”.

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