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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘servizio sanitario’

40 anni di Servizio Sanitario Nazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 dicembre 2018

Il prossimo 23 dicembre ricorrono i 40 anni dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, conquista sociale irrinunciabile per l’eguaglianza di tutte le persone. Per l’occasione la Fondazione GIMBE ha realizzato un logo celebrativo, consegnato ieri al Ministro Grillo in occasione dell’evento organizzato dal Ministero della Salute “40 anni di Servizio Sanitario Nazionale”, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La Fondazione GIMBE, organizzazione no-profit indipendente, nell’ambito del programma #salviamoSSN, lanciato nel 2013 per salvaguardare il modello di un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico, pubblica annualmente il Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e dal 2016 ha istituito l’Osservatorio GIMBE sulla sostenibilità del SSN per monitorare responsabilità e azioni di tutti gli stakeholder, con il fine ultimo di ottenere il massimo ritorno in termini di salute del denaro pubblico investito in sanità. (immagine: logo del servizio sanitario italiano)

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Calcolare i risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Nasce in Italia il primo modello strutturato per la stima dei costi evitati alle strutture sanitarie e al SSN grazie al finanziamento delle aziende farmaceutiche, in grado quindi di misurare il valore delle attività di sperimentazione correlato a un risparmio effettivo. L’applicazione di questo modello, riassunto nell’Instant Book “Valorizzazione delle sperimentazioni cliniche nella prospettiva del SSN”, e presentato questa mattina in Senato, definisce un vero e proprio effetto “moltiplicatore”, generato dall’investimento da parte dall’azienda, attraverso il finanziamento riconosciuto per la sperimentazione, insieme al costo evitato totale.
Il volume, pubblicato da Edra con il supporto di Roche, raccoglie i risultati di uno studio realizzato da un gruppo di lavoro coordinato da Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione Aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del S. Cuore e Direttore di ALTEMS, con la collaborazione di Roche, e con la partecipazione di esperti provenienti da due aziende sanitarie, sede di sperimentazione clinica: la Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma e l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il gruppo di lavoro ha validato il modello ValoR, già sviluppato da Roche, per la misurazione dell’impatto economico delle sperimentazioni cliniche, adattandolo alla prospettiva dell’azienda sanitaria.Il modello è stato poi sperimentato nelle due aziende sanitarie con significativi risultati: monitorando l’attività di ricerca condotta dal 2011 al 2016 in due aree terapeutiche, sono stati infatti stimati risparmi dai 2 ai 4 milioni di euro per le due strutture oggetto di studio.“Nel dettaglio – spiega Americo Cicchetti – il modello definisce il valore prodotto dalle attività di sperimentazione, per le strutture ospedaliere, come somma di due componenti: i finanziamenti ricevuti, cioè la somma dei ricavi cumulativi per studio, derivanti dal finanziamento della sperimentazione, che include tutti i costi per la gestione del paziente, e gli averted cost (cioè i costi evitati totali), corrispondenti alla stima dei costi risparmiati dal SSN/SSR, in quanto il costo delle terapie farmacologiche per i pazienti arruolati nei protocolli di ricerca viene sostenuto da soggetti terzi, cioè gli sponsor o le aziende farmaceutiche”.A conferma dei risultati ottenuti e in prospettiva di quelli che si potrebbero ottenere sulla base del modello di Roche, il prof. Cicchetti precisa inoltre che “applicando il modello a tutti gli studi condotti da Roche in Italia in ambito onco-ematologico nel periodo 2011-2016, si osserva che a fronte di un totale finanziamenti erogati agli ospedali di 66,6 milioni di euro, il totale del risparmio per farmaco è stato di 84,6 milioni, con un impatto totale sul sistema sanitario pari a 151,3 milioni. Su tale insieme di studi, dai nostri calcoli, l’effetto moltiplicatore è pari a 2,2. Se tale dato venisse confermato a livello nazionale, riproporzionando per il numero di sperimentazioni cliniche registrate grazie al Rapporto Osmed 2015 per le 86 Aziende Ospedaliere e Aziende Ospedaliere Universitarie e i 48 IRCCS tra pubblici e privati, il risparmio totale a livello nazionale potrebbe aggirarsi tra i 320 e i 360 milioni di euro in un solo anno”. “Grazie alla sponsorizzazione esterna da parte delle aziende – aggiunge Carlo Nicora, Direttore Generale ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e coautore del volume – il costo della gestione a carico del SSN per il trattamento di pazienti arruolati nella sperimentazione clinica tende a ridursi per effetto della spesa non sostenuta dall’azienda sanitaria. In particolare, non vengono sostenuti i costi per procedure diagnostiche, dispositivi medici, altri materiali di consumo utilizzati per la cura dei pazienti arruolati e anche i costi dei farmaci somministrati. I vantaggi si rilevano sia nella componente scientifica, si ha infatti una maggiore possibilità di coinvolgere i medici nei progetti e di investire di più nella formazione di giovani medici; sia in quella economica, poiché il risparmio ottenuto si traduce in un minor aggravio sulle Regioni e nella possibilità di reperire fondi per la ricerca indipendente; sia in quella manageriale, dal momento che una buona ricerca significa anche organizzazione di processi efficaci e rigorosi all’interno delle aziende sanitarie”.
I dati del 17° Rapporto Nazionale sulla Sperimentazione Clinica in Italia, pubblicato dall’AIFA, non sono incoraggianti. Il numero delle sperimentazioni cliniche autorizzate nel nostro Paese è complessivamente diminuito di quasi 100 unità (da 660 nel 2016 a 564 nel 2017). Risulta inoltre diminuita la percentuale degli studi autorizzati in Italia rispetto all’EU dal 20,3 del 2016 al 18,0% del 2017.

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La realtà del servizio sanitario nazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

Questa realtà è caratterizzata da un evidente fenomeno: il bisogno di salute supera le risorse disponibili. Tale situazione è generata da una serie di fattori concomitanti:
• l’invecchiamento della popolazione,
• la crescita del peso delle patologie croniche,
• inadeguati investimenti nella prevenzione,
• lo sviluppo di terapie più complesse,
• l’aspettativa dei pazienti di una migliore qualità del servizio assistenziale,
• la mancanza di strumenti di controllo e di gestione necessari per l’analisi e la programmazione dei servizi da erogare,
• l’eccessivo bisogno di autoaffermazione degli stakeholders,
• la scarsità di risorse finanziarie conseguenza dell’enorme debito pubblico.
In uno scenario così complesso e con un finanziamento puntualmente inferiore alla spesa preventivata, le Istituzioni devono affrontare lo spinoso compito di stabilire le “priorità” e cioè il modo migliore di investire le risorse disponibili. In questo contesto la Socitel – Società Italiana di Telemedicina, si propone come soggetto determinato a verificare e sperimentare le potenzialità offerte dal progresso scientifico-tecnologico in campo medico-sanitario suggerendo, attraverso dati, studi e standard operativi derivanti dalle sperimentazioni, riscontri utili per la valutazione dell’investimento in telemedicina. Lo fa avvalendosi della capacità di esperti che operano nel settore della sanità, dell’economia sanitaria e dell’ICT. La Socitel riesce così a individuare i seguenti obiettivi:
• facilitare l’accesso alle strutture sanitarie specialistiche ai pazienti distanti da ospedali e case di cura;
• collaborare con altre associazioni scientifiche, con imprese e con strutture sanitarie, sia pubbliche sia private, allo scopo di elaborare progettualità che implementano telemonitoraggio, teleassistenza, teleconsulto, teledidattica e tutti i potenziali servizi legati alla telemedicina;
• collaborare con il Ministero della Salute, le Regioni, le Aziende Sanitarie Locali e altri Organismi e Istituzioni Sanitarie pubbliche per elaborare linee guida utili alle applicazioni dei servizi di tele-medicina;
• collaborare con associazioni e organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti dei malati, degli anziani e dei disabili allo scopo di elaborare progettualità che, per mezzo della telemedicina e della teleassistenza, producano un miglioramento della qualità di vita dei pazienti;
• promuovere studi clinici, ricerche scientifiche finalizzate e rapporti di collaborazione con altre società e organismi scientifici.
A questo riguardo il direttore dei centri studi Fidest Riccardo Alfonso sulle tematiche riguardanti la sanità precisa: “Esistono delle potenziali possibilità per ridurre i costi della sanità senza per questo diminuire il livello qualitativo delle prestazioni, anzi migliorandole”. Sembra la quadratura del cerchio. In realtà alcuni correttivi sono possibili e praticabili da subito. Basta averne la determinazione politica e la capacità di raccogliere consensi parlamentari trasversali poiché il mondo della sanità è letteralmente circondato, per non dire attraversato, da forti interessi lobbistici. “Penso – osserva il direttore del Centro – alla disciplina dell’attività trasfusionale al monouso dei farmaci, all’attribuzione di nuovi compiti ai medici di base ecc.”
Da parte mia – soggiunge – ho attivato due centri di cui uno è denominato Centro studi sociali intendendo con ciò coniugare la medicina al sociale e un secondo con l’acronimo Asocast ageing society per approfondire le tematiche della terza età.Tutte queste iniziative e altre si sono scontrate, inevitabilmente, con una cultura votata alla conservazione come dire chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova.
D’altra parte chi s’ingegna di trarre lauti profitti in campo sanitario, sa bene che solo attraverso una legislazione farraginosa e con sistemi di tutela insufficienti si può mestare nel torbido impunemente. Se poi sfioriamo appena la natura dei costi che gravano sul bilancio sanitario nazionale e il modo come si forma, a prescindere dall’altra pratica degli sprechi, delle truffe e degli appalti truccati dove alcune strutture pubbliche per acquistare una siringa pagano due euro contro i cinquanta centesimi di un’altra, si può avere chiara l’idea della confusione che esiste. E a volte diventa del tutto regolare se prendiamo per buono, quanto ci dicono i fornitori che sono diventati dei creditori che per avere il dovuto devono aspettare, se non certo anni di sicuro molti mesi con uno Stato che si rivela un pessimo pagatore. A questo punto l’unica strada che a loro resta è di rivalersi sui costi dell’unità prodotta.
Per non parlare di una sanità che deve fronteggiare il riacutizzarsi se non al cronicizzarsi di alcune malattie “ambientali” per il sistematico inquinamento atmosferico, l’avvelenamento delle falde acquifere e la scarsa attenzione che si ripone sulla qualità dei prodotti alimentari.
Altri oneri derivano, ad esempio, dall’infortunistica stradale. La spesa dovrebbe essere cari-cata per intero sulle società assicuratrici e invece si evita facendo così mancare un buon introito compensativo.
Manca, e qui aggiungo la ciliegia sulla torta della disfunzione sanitaria, una forte capacità organizzativa e una visione d’insieme dell’assistenza e soprattutto nel mancato rendersi conto che risparmiare si può e si deve e che alla fine si può andare a regime assicurando migliori servizi e introducendo tecniche d’intervento più efficaci e risolutive. Basta guardarci intorno con l’occhio del costruttore e non di quello del distruttore. (Servizio Fidest)

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Rapporto sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 luglio 2017

Ministero saluteRoma, 5 luglio 2017, ore 9.00 Auditorium Cosimo Piccinno, Ministero della Salute, Lungotevere Ripa 1 Convegno “Rapporto sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale: il punto di vista di pazienti e operatori sanitari. Presentazione a Istituzioni, politica e media”, organizzato da Senior Italia FederAnziani.
Il convegno rappresenta un momento strategico di confronto tra pazienti, operatori sanitari, Istituzioni e mondo della politica. Le criticità legate all’accesso alle cure e alla loro omogeneità sul territorio nazionale si uniscono a quelle economiche, giuridiche e amministrative, innescando un meccanismo per il quale l’efficacia dell’azione del medico e la stessa alleanza terapeutica tra medico e paziente rischiano di essere compromessi.
La presentazione alle Istituzioni e alla politica di un “Rapporto” che riassuma tali criticità è parte di un’azione sinergica e concreta che punta a individuare nuovi, ottimali punti di equilibrio tra le esigenze economiche del sistema e i bisogni medico sanitari dei pazienti, ribadendo la centralità della tutela della salute come diritto incomprimibile dell’individuo e interesse fondamentale della collettività.

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Il Servizio Sanitario Nazionale e l’investimento in ICT

Posted by fidest press agency su domenica, 4 giugno 2017

camera deputati2Roma, 5 giugno 2017 – ore 9.00 Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati via di Campo Marzio 78 convegno “Il Servizio Sanitario Nazionale e l’investimento in ICT – Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione. L’esperienza di Senior Italia FederAnziani”. La crisi economica che il Paese sta vivendo e la conseguente riduzione delle risorse finanziarie necessarie per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini, diritto sancito dalla Costituzione, inducono a considerare l’investimento in innovazione tecnologica una delle possibili soluzioni per risolvere l’impasse.
Gli “over 65” assorbono circa il 68% delle spese del Servizio Sanitario per la gestione delle cronicità: il costo sanitario medio di un anziano cronico è pari a 4 volte quello pro-capite medio. Senior Italia FederAziani ha attivato un progetto pilota per la realizzazione di una piattaforma informatica che possa mettere in rete Centri Anziani, Policlinici Universitari e Medici di Medicina Generale semplificando l’accesso alla prevenzione e riducendo considerevolmente i costi per l’assistenza primaria.

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Il Servizio Sanitario Nazionale e l’investimento in ICT

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 giugno 2017

montecitorio

Roma 5 giugno 2017 – ore 9.00 Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati via di Campo Marzio 78 convegno “Il Servizio Sanitario Nazionale e l’investimento in ICT – Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione. L’esperienza di Senior Italia FederAnziani”, che si svolgerà il prossimo 5 giugno a Roma presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. La crisi economica che il Paese sta vivendo e la conseguente riduzione delle risorse finanziarie necessarie per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini, diritto sancito dalla Costituzione, inducono a considerare l’investimento in innovazione tecnologica una delle possibili soluzioni per risolvere l’impasse. Gli “over 65” assorbono circa il 68% delle spese del Servizio Sanitario per la gestione delle cronicità: il costo sanitario medio di un anziano cronico è pari a 4 volte quello pro-capite medio. Senior Italia FederAziani ha attivato un progetto pilota per la realizzazione di una piattaforma informatica che possa mettere in rete Centri Anziani, Policlinici Universitari e Medici di Medicina Generale semplificando l’accesso alla prevenzione e riducendo considerevolmente i costi per l’assistenza primaria.

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Il Servizio Sanitario Nazionale e l’investimento in ICT

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

camera deputati2Roma, 5 giugno 2017 – ore 9.00 Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati via di Campo Marzio 74 convegno “Il Servizio Sanitario Nazionale e l’investimento in ICT – Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione. L’esperienza di Senior Italia FederAnziani”.
La crisi economica che il Paese sta vivendo e la conseguente riduzione delle risorse finanziarie necessarie per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini, diritto sancito dalla Costituzione, inducono a considerare l’investimento in innovazione tecnologica una delle possibili soluzioni per risolvere l’impasse.
Gli “over 65” assorbono circa il 68% delle spese del Servizio Sanitario per la gestione delle cronicità: il costo sanitario medio di un anziano cronico è pari a 4 volte quello pro-capite medio.
Senior Italia FederAziani ha attivato un progetto pilota per la realizzazione di una piattaforma informatica che possa mettere in rete Centri Anziani, Policlinici Universitari e Medici di Medicina Generale semplificando l’accesso alla prevenzione e riducendo considerevolmente i costi per l’assistenza primaria.

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Cresce in Italia il numero di esami clinici richiesti ai laboratori del servizio sanitario nazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 febbraio 2017

medicina-da-laboratorioIn alcuni settori della medicina, come le malattie cardiovascolari, nel diabete e nell’insufficienza renale, l’incremento annuo arriva al 20%. Questo è dovuto alla deospedalizzazione dei pazienti colpiti da patologie croniche e, talvolta, dal ricorso alla medicina difensiva. Non sempre, però, i test prescritti tengono conto dei criteri di appropriatezza. E’ necessario interrompere quanto prima questo boom di prescrizioni non sempre indispensabili, per evitare sprechi all’intera collettività e migliorare l’assistenza sanitaria nel nostro Paese”. E’ questo l’appello lanciato dal prof. Marcello Ciaccio, Presidente Nazionale della SIBIoC (Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica), in un incontro con i giornalisti organizzato oggi a Roma. “Gli esami di laboratorio influenzano il 70% delle diagnosi mediche e quindi dei successivi trattamenti – afferma il prof. Ciaccio -. Per questo è necessario riorganizzare le rete di queste strutture in Italia in modo che solo in pochi laboratori ci siano le strumentazioni e siano svolte le attività di secondo e terzo livello, specialistiche e ultra specialistiche. Per esempio, le indagini sofisticate come quelle di genetica molecolare non dovrebbero essere eseguite in tutti gli ospedali. Come spesso accade, le Regioni del Sud sono più penalizzate rispetto a quelle del Nord, anche se nel Mezzogiorno esistono numerose eccellenze. In tal modo, si eviterebbero sprechi e inappropriatezza che può portare risultati falsamente positivi che scatenano a loro volta altre indagini, visite e terapie inutili. Da qui il nostro invito a incrementare le strutture accreditate secondo la normativa del Ministero della salute”. “Ma – sottolinea Ciaccio – va combattuta anche la troppa medicina difensiva. Il disegno di legge sul rischio professionale, recentemente approvato dal Senato, potrà ridurre il ricorso ad analisi svolte solo per evitare controversie legali. Siamo pronti a dare il nostro contributo e a collaborare con tutte le Istituzioni”.
Con oltre 2000 specialisti iscritti, la SIBIoC intende offrire al Ministero e alle Regioni il suo apporto per un migliore dialogo con i medici di medicina generale e gli specialisti. “La nostra è una branca in cui l’innovazione rappresenta una componente molto rilevante, grazie ai progressi tecnologici – spiega il prof. Giuseppe Lippi, coordinatore divisione scientifica della SIBIoC -. Proprio per questo, abbiamo deciso di incrementare la formazione dei giovani specialisti, molto apprezzati anche all’estero. E di intensificare il rapporto coi Paesi emergenti. Per favorire la cooperazione internazionale è stato avviato “Adotta un professionista dai Paesi Emergenti”. Medici di laboratorio stranieri, provenienti soprattutto da Paesi africani, sono stati accolti in alcuni ospedali italiani per un periodo formativo. Non solo, in collaborazione con l’onlus Docemus, la SIBIoC ha reso operativi alcuni laboratori in ospedali di aree disagiate dell’Africa. Ma è forte anche l’attività nei confronti dell’emergenza migranti in Italia”. “L’ospedale Garibaldi di Catania – aggiunge Ciaccio – ha avviato un progetto patrocinato dalla nostra Società Scientifica e cofinanziato dal Ministero della Salute. I migranti, una volta sbarcati sulle coste siciliane e arrivati all’interno del sistema di accoglienza, sono sottoposti a screening che riguardano soprattutto l’individuazione di alcune pericolose patologie infettive. In tal modo, se una persona risulta positiva viene immediatamente indirizzata in una struttura in grado di assisterla, anche attraverso eventuali isolamenti”.
La SIBIoC è stata fondata nel 1969. Nel 2016 ha svolto una gran mole di attività che diventerà anche più rilevante nel 2017. “Vogliamo sostenere nuovi progetti di formazione e aggiornamento – aggiunge Sergio Bernardini, Vice Presidente SIBIoC -. Con particolare attenzione al sempre più importante tema dell’utilizzo dei biomarcatori. La recente approvazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza è un risultato positivo che aspettavamo da anni anche perché normano le prestazioni analitiche da considerare indispensabili. Su queste vogliamo aprire una discussione ed emanare delle linee guida e documenti di consenso in modo da rendere omogeno il nostro intervento su tutto il territorio nazionale”. (foto: medicina da laboratorio)

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Un Servizio Sanitario a misura di senior

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2016

MedicinaSi è concluso  al Palacongressi di Rimini il Congresso Nazionale di Senior Italia, la federazione delle associazioni della terza età con oltre 3,8 milioni di aderenti, che ha visto medici, esperti, rappresentanti della massime Istituzioni e pazienti riuniti per l’elaborazione delle linee guida mirate al miglioramento del Servizio Sanitario.
L’Assemblea dei delegati Senior Italia ha approvato un documento strategico, frutto del lavoro svolto nei due giorni precedenti dalle Commissioni Tecniche Nazionali, che hanno visto medici, rappresentati delle principali società scientifiche, riuniti su specifiche aree tematiche in ambito sanitario. Ecco i dieci punti approvati dal Congresso:
1. Uguaglianza delle cure, trattamenti e metodiche in tutta Italia. Chiediamo un’assistenza sanitaria equa ed accessibile, ovvero uguale possibilità di accesso alle prestazioni sanitarie, a terapie, farmaci e medical device, su tutto il territorio nazionale.
2. No a cure o metodiche con principi ragionieristici. Chiediamo che le terapie vengano scelte in scienza e coscienza dai medici e che la tutela del diritto alla salute dei cittadini non veda le garanzie degli utenti limitate dalle esigenze di bilancio.
3. Diritto di informazione e di scelta sui device e sui farmaci. Chiediamo adeguata informazione dei pazienti in merito ai farmaci e device loro prescritti o impiantati, con informazioni trasparenti, per garantire un’effettiva libertà di scelta.
4. Riduzione tempi delle liste d’attesa. I tempi delle liste di attesa permangono, in Italia, inaccettabilmente lunghi e fortemente disomogenei. Chiediamo una riduzione di tali tempistiche affinché l’inquadramento diagnostico e le successive terapie non siano ingiustificatamente procrastinati compromettendo la prognosi e la qualità della vita dei cittadini/pazienti. Chiediamo l’adozione di programmi e misure che garantiscano in modo effettivo il rispetto della tempestività delle prestazioni.
rimini5. Uniformità e semplificazione dei modelli dei consensi informati. Chiediamo l’uniformità e la semplificazione dei modelli di consenso informato per rendere effettiva la facoltà di scegliere tra le diverse possibilità di trattamento medico; l’informazione verso il paziente deve riguardare la natura del trattamento, la sua portata ed estensione, i rischi, i risultati conseguibili, le possibili conseguenze negative, la possibilità di raggiungere gli stessi risultati attraverso altri tipi di intervento: in sostanza, il paziente deve essere messo in condizione di valutare ogni rischio e ogni alternativa del trattamento.
6. Avvio dei piani terapeutici (PDTA) da parte della medicina generale. IL Medico di Medicina Generale (MMG) rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la presa in carico del paziente cronico e una delle figure centrali dell’assistenza sanitaria. Chiediamo di estendere la possibilità di affidare ai Medici di medicina generale la prescrizione di farmaci sottoposti a Piani Terapeutici in ambiti terapeutici rilevanti per il Territorio e ad alta prevalenza quali: il metabolico (Diabete Mellito), il cardiovascolare (Terapia anticoagulante), il respiratorio (terapia di Asma e BPCO), l’osteoporosi, anche per evitare che il proliferare di autonomi progetti pilota da parte delle Regioni sulla prescrizione di farmaci anche sottoposti a PT, aumenti la disparità di trattamento tra cittadini sul territorio.
7. Diffusione della cultura della longevità di massa. Chiediamo l’implementazione di programmi che contribuiscano a diffondere la conoscenza del fenomeno della longevità di massa e del suo impatto nei vari ambiti sociali, economici, sanitari, per consentire ai decisori, in ambito pubblico e privato, di mettere a punto nuove strategie che affrontino in modo efficace tale fenomeno e i cambiamenti ad esso connessi.
8. Campagne informative sull’aderenza alla terapia e per la prevenzione delle principali patologie. L’aderenza alla terapia è un diritto del paziente, che deve essere adeguatamente formato e informato, coinvolto in un processo di empowerment che gli consenta di seguire al meglio le terapie prescritte dal medico. Sono necessari adeguati investimenti in programmi che coordinino i medici di medicina generale, i farmacisti, le associazioni di pazienti e i diversi attori del sistema salute attraverso campagne di sensibilizzazione, di automonitoraggio e azioni multilivello.
9. Avvio di programmi di teleassistenza e di telemonitoraggio. E’ necessario implementare programmi di teleassistenza e telemonitoraggio per la popolazione senior, e più in generale le persone affette da patologie croniche per una loro più efficace presa in carico, attraverso tutti gli strumenti offerti dalle nuove tecnologie. Ciò consentirà di ridurre il numero e la durata dei ricoveri ospedalieri e del ricorso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali, di evitare o ritardare l’istituzionalizzazione dei pazienti, di contenere la spesa sanitaria, migliorando significativamente la qualità della vita per i pazienti ed i loro familiari.
10. Soluzioni alle difficoltà di accesso ai farmaci innovativi. Chiediamo l’accesso a farmaci innovativi per patologie quali fibrillazione atriale, osteoporosi, artrite reumatoide, psoriasi. Chiediamo siano rispettate le indicazioni delle linee guida emanate dalle principali società medico scientifiche e fatte proprie da diversi documenti prodotti da istituzioni competenti quali l’Agenzia Italia del Farmaco rispetto all’importanza per il paziente di accedere ai farmaci innovativi per il trattamento di una serie di patologie, ad oggi prevalentemente trattate con farmaci di vecchia generazione, forieri di complicazioni per lo stato di salute del paziente.

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Latanoprost: l’ingresso dei generici fu ostacolato

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2014

MedicinaDopo oltre quattro anni si conclude la vicenda delle misure messe in atto dal detentore del brevetto del latanoprost, scaduto nel 2009, per rallentare l’entrata sul mercato dei farmaci equivalenti. Lo stabilisce la sentenza del Consiglio di Stato (Sezione sesta) il cui dispositivo è stato reso noto il 15 gennaio scorso. “E’ un risultato importante per AssoGenerici ed il comparto industriale che rappresenta, che potremo valutare nei dettagli una volta conosciute le motivazioni della sentenza”, dice il presidente Enrique Häusermann, “ma che deve indurre tutti a riflettere sull’utilizzo distorto del sistema di tutela brevettuale”. A causa di una normativa nazionale non chiara, prosegue Häusermann, “infatti, è stato possibile attuare tattiche dilatorie che hanno ritarda to l’apertura alla concorrenza, da tempo denunciate anche da un’indagine conoscitiva della Commissione Europea. Tutto questo, oltre al danno per le aziende del nostro comparto, si è tradotto in un mancato risparmio per il Servizio Sanitario – e quindi per tutti i cittadini – accertato dall’Antitrust in 14 milioni di euro. Ci auguriamo che il Governo e il Parlamento, per evitare il ripetersi di simili vicende che ostacolano il libero dispiegarsi della concorrenza e non fanno altro che distorcere il sistema brevettuale, vogliano considerare con la dovuta attenzione la necessità di allineare immediatamente la normativa italiana a quella europea. E il primo nodo da affrontare è l’eliminazione di quelle norme che, vincolando le procedure autorizzative per i farmaci equivalenti alla risoluzione di controversie su presunte violazioni della proprietà industriale e commerciale, determinano un ritardo all’ingresso nel mercat o pregiudizievole per la concorrenza. Su tutte, come già più volte denunciato dalla stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, si ricorda l’articolo 11, comma 1, del d.l. 158/2012 che lega l’efficacia dei provvedimenti necessari all’inserimento dei farmaci generici nella “Lista di Trasparenza” ai fini del rimborso a carico del SSN, alle date di scadenza brevettuale indicate dal Ministero dello Sviluppo Economico. Questa configura una chiara ipotesi di patent linkage su cui urge una netta presa di posizione di questo Governo”.

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Sprechi Asp Palermo

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2011

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Il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e le cause dei disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando , ha chiesto una relazione al direttore della Asp di Palermo Salvatore Cirignotta, per avere informazioni su macchinari acquistati mai entrati in funzione. In particolare la richiesta riguarda una risonanza magnetica acquistata due anni fa attraverso i fondi del Po Fesr 2007-2013 con un finanziamento di circa un milione e mezzo di euro, montata da sei mesi nel reparto di Radiologia dell’ospedale Ingrassia e mai utilizzata. Il personale, a quanto si apprende da notizie di stampa, sarebbe insufficiente a garantire il servizio. “Questa notizia, se confermata, oltre ad essere esempio di spreco di soldi pubblici, avrebbe anche chiare ricadute sulla tutela del diritto alla salute. Le liste d’attesa per prenotare le risonanze negli altri ospedali dell’area palermitana vengono, infatti, ulteriormente ingrossate da pazienti che non possono usufruire del servizio all’Ingrassia. Si tratta, lo ricordiamo, di liste spesso già lunghe che rischiano di indirizzare il paziente verso il privato per ottenere, a prezzo maggiorato, un servizio che il pubblico dovrebbe garantire”, ha dichiarato Orlando. “La Commissione – ha concluso – nell’ambito delle attività istituzionali che fanno riferimento alla situazione finanziaria del Servizio sanitario in Sicilia, vuole acquisire elementi informativi utili ad avere chiarimenti su quanto emerso. Attendiamo, pertanto, una relazione contenente informazioni necessarie al proseguimento della nostra attività istruttoria”.

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Cambiano le regole per l’esenzioni dal ticket

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2011

Un decreto del ministero dell’Economia del 2009 ha stabilito che dal 1° maggio di quest’anno le autocertificazioni sul reddito utili ai fini dell’esenzione dal pagamento del ticket previsto per le prestazioni specialistiche, non saranno più valide se non saranno verificate dai medici di famiglia. Il nuovo sistema nasce con l’intento di combattere l’evasione dei ticket sanitari, poiché si stima che ogni anno circa 1 miliardo di euro sarebbe sottratto dalle casse del Servizio Sanitario Nazionale, proprio grazie ad una percentuale altissima, ben il 40% di pazienti che usufruiscono dell’esenzione senza possederne i requisiti. Chiaramente i medici di base si sono ribellati a questa nuova regola ritenendo che le verifiche dovrebbero essere effettuati dalle Asl di competenza.
Innanzitutto è molto importante verificare alcune e ben determinate condizioni personali (età minore dei 6 anni o maggiore dei 65) o sociali (stato di disoccupazione, titolarità di una pensione la minimo o sociale) che attribuiscono il diritto in relazione al livello minimo di reddito del nucleo familiare stabilito dalla normativa in vigore. Per ovvietà il reddito del nucleo familiare è costituito dalla sommatoria dei redditi complessivi prodotti da ogni singolo componente la famiglia. Per reddito “complessivo” si intende il reddito riportato nella dichiarazione dei redditi, al lordo degli oneri deducibili:
•reddito certificato mediante il modello CUD: Parte B, punto 1 del Cud
•reddito dichiarato nel modello 730: rigo 6 del modello 730
•reddito dichiarato nel modello Unico persone fisiche: rigo RN1
Il nucleo familiare è costituito dall’ interessato, dal coniuge non legalmente separato e dagli altri familiari fiscalmente a carico. Non rileva a tal uopo la condizione o meno di convivenza tra i vari componenti.
Il limite del reddito è stabilito, come detto dalla legge e può essere aggiornato solo attraverso una modifica legislativa.
Per quanto concerne il riconoscimento del diritto all’esenzione, si considera a tali fini “disoccupato” il cittadino che abbia cessato per qualunque motivo (licenziamento, dimissioni, cessazione di un rapporto a tempo determinato) un’attività di lavoro dipendente e sia iscritto all’Ufficio dell’impiego in attesa di nuova occupazione. Non può considerarsi disoccupato il soggetto che non ha mai svolto attività lavorativa, né il soggetto che abbia cessato una attività di lavoro autonoma. Sono considerati “pensionati al minimo” quei soggetti titolari di una pensione minima. La pensione minima viene riconosciuta dall’INPS al pensionato il cui trattamento pensionistico, sulla base del calcolo dei contributi versati, risulti inferiore ad un livello fissato dalla legge, considerato il “minimo vitale” (l’importo mensile, che per il 2009 è di 458,20 euro, varia ogni anno). L’ISEE è un indicatore che tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche di un nucleo familiare (per numerosità e tipologia). Esso, tranne che in alcune realtà regionali, non viene preso in considerazione ai fini del riconoscimento del diritto all’esenzione. Come evidenziato, nel corso del 2011 stanno entrando in vigore nelle varie Regioni le nuove modalità di verifica delle esenzioni per reddito.
Tra i vari Enti Territoriali nei quali le nuove regole sono applicate, all’atto della prescrizione di prestazioni di specialistica ambulatoriale, il medico prescrittore, su richiesta dell’assistito, verifica il suo diritto all’esenzione per reddito (codici E01, E03, E04) attraverso i dati resi disponibili dal Sistema Tessera Sanitaria e lo comunica all’interessato riportando il codice sulla ricetta o provvedendo in alternativa ad annullare con un segno la casella contrassegnata dalla lettera «N» (non esente) presente sulla ricetta. L’assistito non deve più apporre nessuna firma sulla ricetta. Vi è l’obbligo per l’interessato, relativamente all’esenzione conseguente allo stato di disoccupazione, contraddistinta con codice E02, dell’autocertificazione annuale presso la ASL di appartenenza che rilascia a tal uopo un apposito attestato. Tutti quei soggetti le cui generalità non sono state inserite negli elenchi degli esenti per reddito ma che ritengano di aver diritto all’esenzione, hanno facoltà di richiedere all’Asl di appartenenza un certificato provvisorio di esenzione per reddito, valido per l’anno solare in corso, che l’assistito presenta al medico prescrittore. Ai fini del rilascio del certificato nominativo sono necessari i seguenti documenti:
•autocertificazione del diritto all’esenzione per reddito con riferimento al reddito complessivo ed al nucleo familiare riferito all’anno precedente a quello di erogazione delle prestazioni;
•autocertificazione della condizione di percettore di pensione integrata al minimo ovvero di pensione sociale o di assegno sociale ovvero di disoccupato con l’indicazione del Centro per l’ impiego presso il quale risulta registrato, e il contestuale impegno dell’assistito a comunicare tempestivamente la data di cessazione dello stato di disoccupazione, che comportera’ la perdita dell’esenzione prevista;
•dichiarazione della consapevolezza delle conseguenze di carattere penale per il rilascio di false dichiarazioni, nonche’ della consapevolezza che l’Azienda sanitaria locale attivera’ il successivo controllo della veridicita’ della dichiarazione resa;
•copia di un documento di identita’ in corso di validita’
L’assistito può richiedere il certificato nominativo di esenzione per ognuno dei componenti il nucleo familiare di appartenenza avente diritto all’esenzione per reddito. Si ha diritto all’esenzione a tutte le prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio ed altre prestazioni specialistiche garantite dal Servizio sanitario nazionale.

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Il cittadino al centro del Servizio Sanitario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2010

Messina 29 ottobre, ore 11.00 Via Bergamo is.47/A, presso Auditorium Gaetano Martino dell’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina Il contributo della Sanità messinese e delle sue eccellenze al Sistema Sanitario Regionale e Nazionale” Durante l’incontro sarà presentato il programma del Convegno, organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina, in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina, le Aziende sanitarie Policlinico, “Papardo-Piemonte” e territoriale e le Case di Cura accreditate, che si terrà a Messina, presso il Palazzo della Cultura, ore 09.30, sabato 6 novembre.

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La realtà del Servizio Sanitario Nazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2010

Questa realtà è caratterizzata da un evidente fenomeno: il bisogno di salute supera le risorse disponibili.  Tale situazione è generata da una serie di fattori concomitanti:
l’invecchiamento della popolazione
la crescita del peso delle patologie croniche
inadeguati investimenti nella prevenzione
lo sviluppo di terapie più complesse
l’aspettativa dei pazienti di una migliore qualità del servizio assistenziale
la mancanza di strumenti di controllo e di gestione necessari per l’analisi e la programmazione dei servizi da erogare
l’eccessivo bisogno di autoaffermazione degli stakeholders
la scarsità di risorse finanziarie conseguenza dell’enorme debito pubblico.
In uno scenario così complesso e con un finanziamento puntualmente inferiore alla spesa
preventivata, le Istituzioni devono affrontare lo spinoso compito di stabilire le “priorità” e cioè il modo migliore di investire le risorse disponibili.  In questo contesto la Socitel – Società Italiana di Telemedicina, si propone come soggetto determinato a verificare e sperimentare le potenzialità offerte dal progresso scientifico-tecnologico in campo medico-sanitario suggerendo, attraverso dati, studi e standard operativi derivanti dalle sperimentazioni, riscontri utili per la valutazione dell’investimento in telemedicina.    Avvalendosi della capacità di esperti che operano nel settore della sanità, dell’economia sanitaria e dell’ICT, la Socitel persegue i seguenti obiettivi:
facilitare l’accesso alle strutture sanitarie specialistiche ai pazienti distanti da ospedali e case di cura;
collaborare con altre associazioni scientifiche, con imprese e con strutture sanitarie, sia pubbliche che private, allo scopo di elaborare progettualità che implementano telemonitoraggio, teleassistenza, teleconsulto, teledidattica e tutti i potenziali servizi legati alla telemedicina;
collaborare con il Ministero della Salute, le Regioni, le Aziende Sanitarie Locali ed altri Organismi e Istituzioni Sanitarie pubbliche per elaborare linee guida utili alle applicazioni dei servizi di telemedicina;
collaborare con associazioni ed organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti dei malati, degli anziani e dei disabili allo scopo di elaborare progettualità che, per mezzo della telemedicina e della teleassistenza, producano un miglioramento della qualità di vita dei pazienti;
promuovere studi clinici, ricerche scientifiche finalizzate e rapporti di collaborazione con altre società ed organismi scientifici.
A questo riguardo il direttore dei centri studi Fidest Riccardo Alfonso dichiara: “Esistono delle potenziali possibilità per ridurre i costi della sanità senza per questo diminuire il livello qualitativo delle prestazioni, anzi migliorandolo. Sembra la quadratura del cerchio. In realtà alcuni correttivi sono possibili e praticabili da subito. Basta averne la determinazione politica e la capacità di raccogliere consensi parlamentari trasversali dato che il mondo della sanità è letteralmente circondato per non dire attraversato da forti interessi lobbistici. Penso alla disciplina dell’attività trasfusionale al monouso dei farmaci, all’attribuzione di nuovi compiti ai medici di base ecc. Da parte mia ho attivato due centri di cui uno è denominato Centro studi problematiche sociale intendendo con ciò coniugare la medicina al sociale ed un secondo  con l’acronimo Asocast ageing society per approfondire le tematiche della terza età”.

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Manovra: misure per la farmaceutica

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

Ecco le misure in sintesi, per il mondo della farmaceutica, della manovra economica:“Uno degli aspetti più dibattuti è quello dei margini di distribuzione. Al termine di accese discussioni si è previsto che i tagli ricadano non solo su farmacisti e grossisti ma anche sulle industrie del farmaco. Lo stabilisce l’articolo 11 in base al quale a decorrere dall’entrata in vigore della manovra la quota minima spettante per i farmaci di classe A scende dal 6,65% al 3% per i grossisti, mentre aumenta dal 26,7% al 30,35% per i farmacisti, come già previsto nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri. A cambiare sarà la distribuzione della quota trattenuta dal Servizio sanitario nazionale, pari al 3,65%, che sarà a carico dei farmacisti per l’1,82% sul prezzo di vendita al pubblico al netto dell”Iva e a carico delle industrie del farmaco per l’1,83%. Lo stesso articolo 11 stabilisce una revisione dei criteri di remunerazione della spesa farmaceutica da discutere in un tavolo che coinvolga tutti gli attori della filiera farmaceutica. Con l’obiettivo di mettere a disposizione delle Regioni strumenti di programmazione e controllo, l’Aifa dovrà predisporre tabelle di raffronto tra la spesa farmaceutica territoriale delle varie Regioni suddivise per categorie terapeutiche equivalenti, al fine di individuare i maggiori risparmi realizzabili grazie al maggior impiego di farmaci generici o a prezzo minore. Sempre l’Agenzia italiana del farmaco dovrà individuare una lista di medicinali che verranno spostati dalla distribuzione ospedaliera a quella territoriale, per un totale di spesa di 600 milioni di euro. Importanti le novità sul fronte dei farmaci generici a cominciare dal prezzo medio europeo. A partire dal 2011 i prezzi massimi di rimborso saranno stabiliti dall’Aifa sulla base di una ricognizione sui prezzi medi europei e in misura idonea a realizzare un risparmio di spesa non inferiore a 600 milioni di euro annui che resteranno nelle disponibilità regionali. Prevista, inoltre, una riduzione del 12.5% sul prezzo al pubblico dei generici-equivalenti fino al 31 dicembre 2010. Un ultimo aspetto che riguarda molto da vicino i farmacisti è quello delle ricette online. Il testo prevede un’accelerazione del processo di informatizzazione delle ricette per consentire risparmi, specificando che l’invio telematico delle ricette sostituirà a tutti gli effetti la prescrizione medica in formato cartaceo (Marco Malagutti – fonte farmacista33)

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Una nuova era per le farmacie

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2009

Il testo legislativo individua nuovi compiti assistenziali per questi esercizi: dalla partecipazione al servizio di assistenza domiciliare integrata e ai programmi di educazione sanitaria e farmacovigilanza, alle prestazioni analitiche, alle prenotazioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali. Il provvedimento, “che stabilisce tra l’altro nuovi criteri per la definizione di farmacia rurale e individua denominazione e simboli – si legge in una nota del Cdm – risponde all’esigenza largamente sentita e illustrata dal viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, presente alla seduta, di far erogare alle farmacie servizi di secondo livello coerenti con i percorsi diagnostici degli assistiti”, anche per decongestionare i servizi delle strutture sanitarie con misure di semplificazione e di risparmio. E il viceministro ha espresso tutta la sua soddisfazione “Da oggi le farmacie – spiega il viceministro in una nota – accanto ai tradizionali compiti di distribuzione di farmaci e di presidi sanitari, svolgeranno anche altri servizi nel rispetto dei Piani socio-sanitari regionali”. In particolare, i cittadini “potranno prenotare esami diagnostici, che saranno effettuati presso le strutture sanitarie accreditate e ritirare in farmacia i relativi referti – dice Fazio – Le farmacie, inoltre, saranno impegnate in servizi di prevenzione e di assistenza alla persona, in base alle prescrizioni del medico di medicina generale o pediatra di libera scelta come, ad esempio, la misurazione della pressione arteriosa, il controllo della glicemia e la colesterolemia. Infine, le farmacie collaboreranno con i Distretti socio-sanitari per le attività di assistenza domiciliare, mettendo a disposizione anche infermieri e fisioterapisti”, in base alle prescrizioni del medico di famiglia o del pediatra. Il Decreto legislativo “contiene anche le nuove modalità per la stipula della convenzione nazionale delle farmacie territoriali – conclude Fazio – che da anni non veniva rinnovata”.”E’ un passo importante, l’inizio di una nuova stagione per il servizio farmaceutico italiano che, come abbiamo proposto già dal 2006, avrà nella farmacia un centro polifunzionale di servizi” ha commentato il presidente della Federazione degli Ordini, Andrea Mandelli. “Non abbiamo ancora potuto prendere visione del testo deliberato, che pare contenga delle innovazioni rispetto a quello inviato alle Commissioni di Camera e Senato, quindi non ci è possibile commentare nel dettaglio. Ci auguriamo” conclude Mandelli “che siano state prese in considerazione le osservazioni della Commissione Igiene e Sanità del Senato, in particolare per quanto riguarda la presenza di infermieri e fisioterapisti in farmacia e l’integrazione delle farmacie nella rete informativa del Servizio sanitario”.

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Agonia del servizio sanitario siciliano

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

“Accogliamo con favore ogni nuovo sostanziale progresso offerto, rimanendo però con i piedi per terra e perciò sostanzialmente scettici sulla politica messa in campo dalla giunta Lombardo, che ha progressivamente mortificato le prioritarie esigenze di tutela della stragrande maggioranza dell’utenza siciliana”. Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori in merito allo stato generale del servizio sanitario nella Regione Sicilia. “Siamo lieti di sapere che adesso sarà possibile a Palermo effettuare nuovi esami specialistici di assoluta importanza, come nel caso dell’ospedale “Cervello”. Tuttavia – prosegue il deputato IDV – prima di appuntarsi fiori all’occhiello il governatore Lombardo, insieme all’assessore competente, dott. Russo, dovrebbero riflettere sullo stato in cui versa la sanità siciliana. Uno stato, ribadiamo complessivamente disastroso, a cui non hanno certo giovato accorpamenti di strutture forzate, come nel caso di Enna, Caltagirone e comprensorio, o tagli insensati ad attività di pronto intervento  periferiche ma nondimeno essenziali, come nel caso del servizio 118, soppresso irrazionalmente in diversi comuni disagiati per economizzare su qualche spicciolo. Va garantita la copertura di tutti i servizi essenziali in ogni parte del territorio – conclude Scilipoti – senza abbandonare le periferie e le località disagiate e senza costringere migliaia di utenti siciliani a costose trasferte fuori provincia, se non addirittura fuori regione”.

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Efficacia ed efficienza del Servizio Sanitario Nazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2009

il Ministro Renato Brunetta ha inviato una lettera al Presidente Ignazio  Marino e a tutti i componenti della Commissione d’inchiesta del Senato sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale del seguente tenore:   “sono costretto a rappresentarLe – e ben più a ragione di quanto non si sia spinto a fare Lei nei miei confronti – che non è con i comunicati stampa che si fa politica e che si servono le Istituzioni. Con rammarico, essendo ben consapevole del rilievo istituzionale dell’incontro, non sono potuto intervenire alla odierna seduta della Commissione da Lei presieduta.  Sono stato impegnato fino alle ore 14.00 in una conferenza stampa, peraltro di carattere istituzionale, tenuta congiuntamente al Ministro Sacconi e riguardante adempimenti previsti dalla legge in materia di semplificazione delle procedure amministrative. Immediatamente dopo mi sono recato alla Camera dei Deputati per votare le questioni pregiudiziali di costituzionalità al disegno di legge in materia di sicurezza (A.C. 2180). La lettera da Lei inviatami e il successivo comunicato stampa, sgradevoli quanto al tono, al contenuto e alle modalità, sono dunque oggettivamente inopportuni e idonei a dimostrare solo inesperienza istituzionale. Tale comportamento, valutabile come un attacco alla mia persona, è altresì indice di strumentalizzazione a fini personali e politici della funzione istituzionale di Presidente della Commissione da Lei ricoperta; tanto più che, come spiegato, la mancata partecipazione alla seduta, della quale ho dato immediato avviso, è dipesa soltanto dal doveroso rispetto di un impegno istituzionale sopravvenuto e prevalente. In ogni caso i miei Uffici hanno provveduto tempestivamente ad inviare alla Commissione la documentazione riguardante l’oggetto dell’audizione. Ritengo, per questi motivi, inaccettabile il modo in cui Lei, Presidente, si è espresso nei miei confronti nella lettera, nonché nel successivo e gratuito comunicato stampa;  di questo comportamento chiederò conto al Presidente del Senato”.

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Precari CRI: precisazione del Dipartimento Funzione Pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2009

I riferimenti dell’articolo al Ministro Brunetta sono destituiti di ogni fondamento. Il Ministro non è mai intervenuto in maniera specifica sulla eventuale stabilizzazione dei precari della Croce Rossa. Gli interventi su tale materia, in varie sedi, sono stati fatti dal Dipartimento della Funzione Pubblica evidenziando la peculiarità di questi lavoratori precari, assunti in regime di convenzione nel settore dei servizi sociali e socio sanitari. Si sottolinea  inoltre, che in armonia con quanto previsto dalla Legge Finanziaria 2008, il suddetto personale non potrà trovare spazio per una regolarizzazione presso la Croce Rossa, in assenza di posti in dotazione organica. La  Legge Finanziaria prevede, infatti, che “si procede ad un graduale assorbimento del personale presso gli enti del Servizio sanitario nazionale e presso le regioni”.

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Celori (Pdl ) : Chiusura Cup San Camillo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

Roma « Al San Camillo non è più attivo il centro per le prenotazioni sanitarie. Vanno a casa 43 lavoratori della cooperativa Capodarco a cui il presidente Marrazzo e  il vicepresidente Montino non hanno saputo dare garanzie e risposte». E’ quanto dichiara Luigi Celori,  Presidente della Commissione raccolta di analisi e predisposizione proposte per la Riforma del Sistema sanitario regionale, che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione per tutelare il loro posto di lavoro. «Chiediamo – prosegue Celori –  un immediato intervento del presidente Marrazzo, non si possono lasciare senza alcuna prospettiva per il futuro delle persone, in gran parte disabili, che per anni hanno lavorato egregiamente prestando un  servizio sanitario di alto livello. Domani – conclude – solleverò  il problema in Commissione sanità».

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