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Posts Tagged ‘servizio’

XVII Rassegna “Cinema di servizio pubblico”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 ottobre 2018

Roma Venerdì 26 ottobre 2018 – ore 19:00 Sala Anna Magnani Palazzo Farnese, Ambasciata di Francia in ltalia Piazza Farnese, 67 proiezione dell’anteprima del film TV di France 2
PHILHARMONIA (episodio 1e 2) di Marine Gacem e Laura Piani Regista: Louis Choquette (versione originale con sottotitoli in inglese). Hélène Barizet è una musicista prodigiosa che è diventato un direttore d’orchestra. Nominata capo della Philharmonia contro il consiglio di dirigenti e musicisti, è la prima donna a dirigere un’orchestra permanente.
La sua audacia e condotta alimentano il risentimento tanto quanto costringono all’ammirazione. Il Maestro ha una stagione per fare il suo posto e salvare l’orchestra. Può contare su Selena Rivière, una giovane violinista virtuosa che l’aiuta. Hélène ha chiamato il suo primo violino, determinato a trasmettere la sua passione e il suo genio musicale. Ma come trasmettere quando tutto ciò che vogliamo è rompere col passato?
PHILHARMONIA è un tuffo leggero intorno alla musica classica che ci immerge nel cuore delle passioni artistiche e amorose, dei sogni e degli ego sublimati dalla musica. Ma anche una serie in cui la follia e la morte vagano, dando alla storia la dimensione del thriller psicologico. Con Marie-Sophie Ferdane (Helena Barizet), Lina El Arabi (Selena River), François Vincentelli (Yvan Borowski), Laurent Bateau (Leopold Saint-Just), Jacques Weber (Giovanni Barizet), Tomer Sisley (Rafael Crozes), Charlie Bruneau (Agatha Robinson), Guillaume Dolmans (Peter Faulkner), Tom Novembre (Vladimir Gregoriu) Véronique Jannot (Martine Badiou) Audran Cattin (Matteo Borowski)

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Rapporto Sanità 2018: 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Nebo Ricerche PA ha realizzato, in occasione del quarto decennale della fondazione, un Rapporto che fotografa la sanità italiana in quattro tappe fondamentali: la nascita del SSN, la riforma dei primi anni ’90, il passaggio al federalismo sanitario, l’assetto attuale. Il Rapporto si sviluppa intorno ad alcune parole-chiave legate ai dibattiti in corso fra i vari attori del settore.
L’archivio Nebo ha consentito la ricostruzione delle mappe territoriali a partire dal primo elenco di Unità Sanitarie Locali pubblicato nella Relazione sullo stato sanitario del Paese relativa al triennio 1981-1983, nella quale si contano 695 Unità Sanitarie Locali, ridotte fino alle 101 Aziende Sanitarie attuali, affiancate dal 1993 dalle Aziende Ospedaliere.
Lungo quattro decenni è stata abbattuta oltre la metà dei posti letto (da oltre 500 mila a poco più di 200 mila) e la durata media dei ricoveri (da quasi 13 giorni a meno di 7). La decurtazione è evidente, anche se con andamenti diversi sia a livello nazionale che regionale, per le aree delle specialità mediche, chirurgiche e materno-infantili; al contrario, sono aumentati nel tempo i posti letto per la terapia intensiva e per la riabilitazione e la lungodegenza. Il Rapporto dà conto anche dei letti di psichiatria, passati da quasi 70 mila a meno di 5 mila, secondo il percorso avviato dalla legge Basaglia a metà del ’78.
A livello nazionale il rapporto tra posti letto privati e posti letto pubblici è oggi di 1 a 4, contro l’1 a 6 di 40 anni fa, con una evidente eterogeneità fra le regioni: mentre in Liguria e in Basilicata si rileva un letto privato ogni 19 pubblici, in Campania e in Calabria si arriva a contare un posto letto privato ogni due pubblici.
Già a metà degli anni ’80, all’introduzione di questo parametro, era evidente una consistente migrazione di pazienti dalle regioni del Sud verso altre regioni e, al contrario, una maggiore capacità attrattiva di alcune regioni del Nord. Nel tempo regioni come la Lombardia e l’Emilia Romagna tendono ad attrarre sempre più pazienti rispetto a quanti ne perdono, al contrario di regioni dove aumenta il numero di residenti che si ricoverano fuori regione rispetto a ricoverati provenienti da altre regioni, come accade in Puglia e soprattutto in Calabria, dove oltre un quarto dei ricoveri di residenti avviene fuori regione.
Il Servizio Sanitario conta oggi nel complesso (assistenza ospedaliera ed extraospedaliera) su circa 367 mila medici e infermieri dipendenti, circa 70 mila in più rispetto all’esordio. Negli ultimi anni questo numero si è mantenuto pressoché stazionario pur in presenza di un aumento della popolazione, comportando quindi, in proporzione agli assistiti (nel tempo peraltro sempre più anziani), una diminuzione di personale. A livello regionale emerge tuttavia una rilevante variabilità che – in proporzione ai residenti – vede una presenza di medici in Sardegna doppia rispetto a quella del Lazio e una presenza di infermieri in Friuli Venezia Giulia doppia rispetto a quella della Campania.
Il progressivo aumento della popolazione italiana rende ancor più evidente il calo del numero dei medici di medicina generale che si trovano a fronteggiare assistiti sempre più anziani e ai quali spesso vengono affidati anche pazienti in età pediatrica. Anche considerando complessivamente i medici di medicina generale e i pediatri (questi ultimi più che raddoppiati nel corso degli anni considerati), il numero di operatori rispetto agli abitanti risulta in calo a livello medio nazionale e in quasi tutte le regioni, con particolare evidenza in quelle settentrionali.
Il quadro demografico evidenzia il progressivo aumento dell’indice di vecchiaia e della speranza di vita, quest’ultima salita di ben 8 anni nell’arco dei quarant’anni descritti. La variabilità territoriale è presentata nel Rapporto Sanità in cartogrammi che consentono di visualizzare l’indice di vecchiaia attuale calcolato per i territori delle USL originarie, la speranza di vita per genere e provincia, la “popolazione pesata” secondo i pesi adottati all’introduzione e quelli attuali confrontata secondo i confini delle attuali Aziende Sanitarie Locali.«Il fil rouge che abbiamo rilevato nel costruire questo Rapporto sulla sanità pubblica è la carenza, quando non l’assenza, di dati», sottolinea Natalia Buzzi, responsabile scientifico di Nebo Ricerche PA, auspicando il superamento di questa mancanza per garantire trasparenza e diritto di accesso a cittadini, operatori e decisori. La versione integrale del Rapporto Sanità 2018 è disponibile su http://www.programmazionesanitaria.it.

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Storie ferragostane: La legge del servizio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Nell’essere umano, come nelle cose, vige la legge del “servizio”: la mano dipende dalla volontà del cervello, mentre quest’ultimo, a sua volta, è condizionato da un’altra volontà.
Se un giorno scendiamo dal nostro piedistallo e prendiamo coscienza dei nostri limiti, potremo renderci conto delle “minimalità”, in noi esistente, rispetto al creato che ci circonda. Potremmo anche scoprire, ammesso che riuscissimo ad averne la consapevolezza, sia pure con la fugacità di un attimo, un altro genere di verità che è quella che potrebbe apparirci più sconvolgente: il nulla.
Essa, però, finirebbe con il cancellare le nostre residue speranze, e non solo di grandezza e d’egocentrismo universale, ma anche quelle più minute, anzi minutissime.
E’ un segno che potrebbe già essere dentro di noi quando ci trasformiamo in altrettanti ‘servus servorum dei’, appiattendo la nostra personalità al cospetto del capo, del paziente di fronte al medico e via dicendo. Diventa una gerarchia, dove si evidenzia in modo chiaro l’altrui superiorità, dove il gioco delle parti termina con la stessa logica de “A livella” evocata in una nota poesia di Totò. A sua volta la morte potrebbe, persino, diventare un pretesto per riprendere a vivere in un altro modo e in condizioni, fisicamente migliori e, se vogliamo, meno espiative. Riccardo Alfonso) (I precedenti sono reperibili sulla pagina “confronti” quinta parte)

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MiMoto, il primo servizio di scooter sharing elettrico di Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Ogni giorno di più si conferma il mezzo più rapido, maneggevole, green ed economico per spostarsi in città, soprattutto per i giovani. Infatti il 60% degli utenti MiMoto sono under 35 e utilizzano gli eScooter non solo per andare al lavoro, ma anche nel tempo libero, soprattutto nel weekend.Per questo MiMoto ha scelto un mezzo che avesse alti standard di usabilità e sicurezza. Gli eScooter MiMoto sono molto leggeri – pesano solo 70 kg – e quindi estremamente maneggevoli nel traffico e facili da usare e anche da mettere sul cavalletto. Inoltre hanno una velocità limitata di 45 km/h per non superare i limiti imposti dal codice della strada sui percorsi cittadini. Tre sono le modalità di guida in base alle proprie esigenze e capacità: la modalità eco con velocità limitata a 30km/h, la modalità standard a 40 km/h e power fino a 45 km/h. Il mezzo ha un baricentro studiato in modo che il peso delle batterie non influisca sulla guida, ha un telaio tubolare in acciaio, sospensione anteriore a forcella telescopica idraulica e ammortizzatore idraulico posteriore per avere una guida confortevole anche sul pavé. Il freno idraulico a disco da 190 mm garantisce una buona capacità di arresto, gli pneumatici da 16″ con battistrada da 90 sul posteriore e 80 sull’anteriore assicurano affidabilità e sicurezza anche sulla carreggiata con rotaie. I caschi fluo e il colore giallo sono stati scelti per garantire maggiore visibilità su strada anche di notte.Ma non finisce qui perché guida sicura per MiMoto non significa solo offrire un servizio che possa tutelare alla guida tutti gli eRiders, ma anche educarli a guidare in modo consapevole.La partnership con Floome, un etilometro intelligente per misurare il proprio tasso alcolemico che stima anche il tempo necessario per smaltirlo prima di mettersi alla guida, significa proprio questo: permettere a tutti gli eRiders MiMoto di sapere se possono guidare dopo aver bevuto o se è meglio prendere i mezzi pubblici o chiamare un taxi.
Dopo il primo evento di lancio al Santeria Social Club il 29 giugno, per tutta l’estate MiMoto sarà in vari locali notturni milanesi, per far provare a tutti Floome, l’innovativo prodotto della Startup Italiana guidata da Fabio Penzo. Oggi Floome è venduto in oltre 50 paesi in tutto il mondo e vanta partnership di rilievo internazionale con lo scopo di ridurre la guida in stato di ebrezza.Per tutti quelli che rimarranno d’estate a Milano MiMoto propone Summer Card, un pacchetto dedicato attivabile entro il 31/8, per muoversi a 0.12€ al minuto, anziché 0,23€.

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L’edizione 2018 di Superquark si aprirà, con un servizio sulla robotica dell’ospedale di Forlì

Posted by fidest press agency su martedì, 3 luglio 2018

Mercoledì 4 luglio, su Rai 1. Subito dopo la messa in onda del documentario, infatti, alle 22 circa, il notissimo conduttore Piero Angela aprirà l’edizione 2018 della trasmissione Superquark con il servizio realizzato dalla troupe guidata dal giornalista Lorenzo Pinna, nell’ospedale “Morgagni -Pierantoni ” di Forlì.L’obiettivo del noto giornalista era di raccontare, con la collaborazione in loco della giornalista Tiziana Rambelli, la formazione dei chirurghi robotici e i percorsi di informatizzazione e gestione dei pazienti, dei farmaci in monodose, del vitto e di altro materiale.La chirurgia robotica forlivese ha festeggiato da pochi mesi il suo primo decennale, presentando i progetti di una scuola chirurgica di Ausl Romagna e le esperienze maturate in tutte le discipline. Alle riprese hanno partecipato, tra gli altri, giovani chirurghi italiani e stranieri, specializzandi universitari e chirurghi già specializzati.Il giornalista di Superquark ha ripreso nel nosocomio forlivese anche altri aspetti della informatizzazione che caratterizzano questa struttura, quali la distribuzione automatizzata del farmaco, dei pasti, delle divise e del materiale ospedaliero.Il robot chirurgico Da Vinci è stato donato all’ospedale forlivese dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e presenta dati di attività fortemente significativi. Nei primi dieci anni sono stati effettuati oltre 1700 interventi, suddivisi in ben sette discipline chirurgiche.Lorenzo Pinna, autore del servizio, è un noto giornalista scientifico e ha partecipato alla realizzazione di numerosi programmi televisivi tra cui Quark e Superquark. È autore e coautore (insieme a Piero Angela) anche di libri di divulgazione scientifica. Tra i vari riconoscimenti ottenuti come divulgatore, il Premio Europeo Cortina Ulisse.

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Scuola e il servizio mensa

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

“Quasi metà degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado non ha accesso alla mensa scolastica. È questo un dato, oggettivo, sul quale dobbiamo riflettere”. Così la deputata di Forza Italia, Nunzia De Girolamo, nel suo intervento odierno nel corso della trasmissione Agorà su Rai 3. “Se badiamo poi – ha proseguito la parlamentare azzurra – ad un ulteriore dato, allora comprendiamo l’importanza di intervenire, in maniera repentina, su tale problema. Basti pensare che in otto regioni italiane, oltre il 50% degli alunni, più di 1 bambino su 2, non ha la possibilità di accedere al servizio mensa. E, lo dico senza fondi di utopia, dobbiamo lavorare affinché il servizio mensa possa essere annoverato tra i servizi essenziali. Non si può pensare, minimamente, che i bambini possano comprendere alcune differenze sociali. Dobbiamo dare a tutti la possibilità di accedere a tale servizio, anche chi ha condizioni economiche svantaggiate. È mai possibile – ha incalzato nel corso della trasmissione la De Girolamo – che un mio amico a Guidonia, con 4 figli, debba pagare oltre 70 euro al mese cadauno? In un periodo, tra le altre cose, di forte difficoltà economica come quello che stiamo attraversando. Sicuramente la provocazione del sindaco di Montevarchi, è servita a far riflettere e ad accendere i riflettori sulla problematica in questione, nonché a risolvere la problematica di chi potrebbe pagare e magari, per svariati motivi, non lo fa. Sono convinta però, ripeto, che sia necessario garantire il servizio mensa, – ha concluso De Girolamo – trasformandolo in un servizio pubblico essenziale”.

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Politica al servizio delle lobby economico-finanziarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

palazzo chigiAccusiamo la politica di fare tante cose impopolari ma al tempo stesso pensiamo che gran parte di questi comportamenti dipenda dal cinismo dei leader che guidano i movimenti politici costruttori di consensi e strumenti passivi di poteri occulti, di comitati d’affari e di lobby. Non ci rendiamo, forse del tutto conto, che la politica non è altro che la longa mano dell’economia e che questa economia ha una centrale operativa internazionale dove a controllarla sono in pochi, ma tanto potenti e determinanti da fare il bello e il cattivo tempo in aree del nostro pianeta vaste e diverse toccando, in pratica, parte di un continente o tutto intero uno di essi. Mi spiegava un opinion leader italiano che tutto sommato Berlusconi si sarebbe guardato bene, per sua stessa natura, ad avventurarsi in opzioni militari come lo è stato in Irak, in Afghanistan e in Libano e in ultimo in Libia. Se lo ha fatto è perché altri lo hanno imposto e lui è stato costretto a fare buon viso a cattivo gioco. Ma se vi fosse stato un altro governo e un altro leader, ovviamente, le cose non sarebbero cambiate come accadde con l’intervento militare italiano nei Balcani e con l’autorizzazione della coalizione occidentale a usare le basi italiane per bombardare quell’area. Che alla fine Berlusconi ci abbia anche guadagnato, come qualcuno insinua, è del tutto irrilevante ai fini della logica interventista. Tanto sarebbe stata la stessa cosa. Meglio per lui se almeno ne ha ricavato un certo profitto per le sue aziende. Questa premessa ci può meglio spiegare quanto accade oggi in Italia e le resistenze messe in cantiere per sostenere l’attuale leadership, pur così pesantemente compromessa.
Qualcuno vuole che l’Italia resti paralizzata economicamente e socialmente per favorire i giochi di potere di livello internazionale e le cui trame possono oggi sfuggire alla nostra comprensione perché occulte o coperte dalla cortina fumogena della disinformazione. Sta di fatto che l’attacco concentrico di queste ore al governo non è casuale.
Ma sono attacchi strumentali nel senso che tendono a indebolire l’attuale classe dirigente ma non a defenestrarla. La stessa rivolta libica nascondeva interessi di parte francesi e britannici che andavano raddrizzati e l’Italia si era messa di traverso per cui andava screditata e isolata in quell’area.
Se noi oggi insistiamo per un cambio della guardia, alla guida della coalizione governativa, è perché siamo consapevoli che oggi a reggere l’esecutivo sono proprio quegli interessi che provengono dall’estero e che sono contrari alle nostre convenienze e sono solo capaci di destabilizzare il sistema e renderci ancora più dipendenti dalle centrali internazionali di potere. (Riccardo Alfonso)

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Contratti di servizio pubblico locale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

consiglio di statoL’Associazione CODICI Lombardia ha vinto, dinnanzi al Consiglio di Stato, il suo ricorso in merito al silenzio/rifiuto di alcuni Comuni ad acconsentire l’accesso agli atti relativi ai contratti di servizio pubblico locale.La vicenda ha inizio, con la richiesta avanzata da CODICI Lombardia, di accedere all’elenco dei contratti di servizio pubblico locale avanzata a tutti i Comuni – Capoluoghi di provincia lombarda per avere conto di quali contratti di servizio fossero in essere e le loro prossime date di scadenza.Questo è sancito dalla vecchia finanziaria 2008 (comma 461 dell’art.2), che prevede: “che con lo scopo di tutelare i diritti dei consumatori, vi è un obbligo da parte di tutti i Comuni italiani, di coinvolgere i cittadini consumatori utenti attraverso il loro rappresentante, sin dalla definizione delle linee guida per la redazione dei contratti di servizio pubblico locale”. Ci riferiamo a servizi di non poco conto quali trasporti, nettezza urbana, mense scolastiche ecc., oltre alla consultazione preventiva, vi sono altri obblighi per l’ente gestore e il Comune, come:
1. Redigere una carta dei servizi per ogni singolo servizio pubblico locale,
2. verificare periodicamente, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori, l’adeguatezza dei parametri qualitativi e quantitativi del servizio erogato,
3. realizzare un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri stabiliti nella “Carta della qualità dei servizi”, svolto sotto la diretta responsabilità dell’ente locale con la partecipazione delle associazioni dei consumatori,
4. istituire una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente locale, gestore dei servizi ed associazione dei consumatori.
Visto che dal 2008 ad oggi nessuno, o pochi Comuni si sono adeguati a questa legge, CODICI Lombardia ha deciso di passare all’attacco, e prendendo solo i Comuni capoluogo di provincia ha iniziato a chiedere il mero elenco dei contratti, per capire la portata di questa vicenda e per poter avanzare per tempo la richiesta di partecipazione alle consultazioni in sede di stipula e di rinnovo dei contratti.Quasi tutti i Comuni hanno risposto in modo positivo, solo Sondrio e Como hanno ignorato le nostre richieste o perso tempo con motivazioni poco chiare.A questo punto non potevamo lasciare che, anche di fronte a questa richiesta formale, i Comuni “facessero melina”.Ci siamo quindi rivolti al TAR, che purtroppo non ha ben compreso le nostre motivazioni ed ha rigettato il nostro ricorso, ma caparbiamente siamo arrivati in Consiglio di Stato, che il giorno 25 maggio 2017 ha finalmente deciso in favore dell’Associazione e costretto i Comuni ad esibire quanto richiesto.“E’ incredibile che per far valere una legge e un diritto sacrosanto – dichiara Davide Zanon, Segretario regionale di CODICI Lombardia – ovvero quello di permettere alle rappresentanze degli utenti di avere voce in capitolo quando si vanno a siglare accordi sui servizi pubblici locali, si debba arrivare alla magistratura.L’Associazione Codici continuerà a lavorare su questo fronte, andando a chiedere ai Comuni copia dei contratti dei servizi pubblici locali, per potersi far trovare pronti quando vi saranno i rinnovi.Ovviamente, tutti i cittadini saranno poi invitati a partecipare per tramite dell’Associazione.

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Roma: nuovo servizio scooter-sharing elettrico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

scooter1“A breve Roma avrà un nuovo servizio di scooter-sharing elettrico a flusso libero. Vogliamo incentivare la mobilità sostenibile e condivisa. Ed oggi eCooltra, società spagnola specializzata nelle due ruote elettriche, consegna simbolicamente a Roma Capitale due scooter elettrici per poter circolare in modo green tra le strade della nostra città. Entro aprile saranno 250 i mezzi ecologici che i cittadini potranno utilizzare”. Così in una nota l’Assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale Linda Meleo che questa mattina ha incontrato, insieme al presidente della commissione capitolina Mobilità Enrico Stefano, il Direttore Generale di eCooltra Scootersharing Italia e di Cooltra Motos Italia Maurizio Pompili.“Vogliamo che sempre più operatori di sharing mobility possano offrire i loro servizi nella nostra città: da oggi, infatti, partirà a Roma una fase ‘pilota’ con eCooltra e sarà un servizio ad impatto zero, visto che il personale addetto al cambio batteria degli scooter si sposterà in città a bordo di van elettrici”, conclude.eCooltra Scootersharing è il primo servizio in Europa di scooter-sharing a flusso libero totalmente elettrico e nasce a Barcellona nel 2016. Il servizio è semplice da utilizzare grazie ad un’applicazione scaricabile per Android e iOS. Lo smartphone è infatti lo strumento per localizzare lo scooter, prenotarlo, aprire il sottosella, prendere il casco e accenderlo, il tutto senza necessità di chiavi. Gli scooter non vanno mai ricaricati perché è previsto un servizio di personale addetto al cambio batterie scariche quando il mezzo non è utilizzato ed è fermo in sosta. (foto: scooter)

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Outlet Legale, la rete a servizio dei cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

rete contatti globaliLe potenzialità della rete e il mondo dell’e-commerce si mettono al servizio dei cittadini e attraverso il meccanismo consolidato del comparatore di prezzi e dell’attività di scouting, allargano la possibilità di trovare il professionista legale di fiducia. Da queste premesse nasce Outlet Legale, il primo comparatore di prezzi di studi legali in Italia; una vera e propria rivoluzione nella scelta dell’avvocato che mira a offrire professionalità e risparmio, qualità e competenza. Collegandosi al sito web di Outlet Legale, accessibile sia da computer sia da smartphone e tablet, l’utente può facilmente individuare la prestazione legale di cui ha bisogno e inoltrare la richiesta. Da questo momento inizia il processo di comparazione e scouting a opera dello staff di Outlet Legale. Un’attività rapida, personalizzata e conveniente. Infatti, bastano solo 48 ore per ricevere la segnalazione del professionista specializzato nell’ambito di materia richiesto e geograficamente più vicino. Esperienza e convenienza di prezzo sono immediatamente a disposizione dell’utente, il quale può risparmiare anche fino al 70% sulla media delle tariffe forensi sui più comuni servizi legali. Spesa garantita e nessuna sorpresa a portata di click. L’utente, infatti, non deve anticipare alcuna somma sulla parcella del legale, ma versa solo ed esclusivamente il prezzo del servizio di scouting erogato da Outlet Legale. Realizzato il contatto, il rapporto tra assistito e consulente è naturalmente diretto e senza alcuna mediazione. Se la prima ricerca non ha soddisfatto le aspettative Outlet Legale applica la formula “soddisfatti o rimborsati” e provvede, gratuitamente, a fare una nuova proposta.
Un servizio unico e innovativo pensato per mettere in comunicazione diretta i cittadini e i migliori professionisti legali presenti sul territorio italiano. Grazie a Outlet Legale è possibile risparmiare sulle consulenze senza venir meno in qualità ed efficienza. Per scoprire come funziona visitate il sito: http://www.outletlegale.com

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Siram: Il Consiglio di Stato conferma l’aggiudicazione della gara Servizio Energia per l’Ospedale Umberto I di Ancona

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

consiglio di statoCon una recentissima sentenza, depositata il 9 gennaio scorso, la III sessione del Consiglio di Stato ha confermato l’aggiudicazione da parte di Siram della gara relativa al servizio gestione energia per l’Azienda Ospedaliero Universitaria Umberto I di Ancona, riscontrando la validità dell’attestazione SOA di Siram, e ribadendo il possesso, da parte della stessa Società, dei requisiti tecnico-organizzativi ed economico-finanziari necessari per la partecipazione alle gare pubbliche.Il Giudice Amministrativo ha precisato, smentendo la tesi originaria sostenuta dal Gruppo Sti, che tali requisiti non sono venuti meno con la cessione da parte di Siram di un ramo di azienda alla Società Gestione Integrata, avvenuta nel dicembre 2012, e tanto in ragione del fatto che la cessione in questione ha avuto ad oggetto un ramo ben determinato e limitato, composto di pochissimi contratti.In particolare, il Giudice Amministrativo ha stabilito che il fatturato non può essere oggetto di cessione in blocco indistintamente, se non con riferimento ai singoli contratti dai quali deriva. Ciò comporta che solo il fatturato dei contratti ceduti da Siram a Gestione Integrata può essere considerato ai fini della valutazione dei requisiti. È opportuno sottolineare che il valore del ramo ceduto era di 4 milioni di euro a fronte di un fatturato complessivo, a quella data, di Siram di oltre 600 milioni di euro. Tale sentenza ribadisce che non vi è stata quindi nessuna interruzione nel possesso da parte di Siram delle attestazioni SOA, in linea con quanto affermato dalla V Sezione del Consiglio di Stato lo scorso 30 settembre.
Siram è un Gruppo italiano con cento anni d’esperienza nella gestione integrata dell’energia di edifici complessi pubblici e privati. In qualità di ESCO (Energy Service Company) certificata secondo la norma UNI CEI 11352, Siram sviluppa e realizza soluzioni tecnologicamente avanzate finalizzate all’efficienza, alla riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti, condividendo costi e benefici degli interventi con i propri clienti. Siram concepisce, finanzia, realizza e gestisce progetti di ottimizzazione energetica, integrando l’utilizzo di energie rinnovabili (come le biomasse, il geotermico e il fotovoltaico), per assicurare la massima sostenibilità ambientale di ogni impianto, durante tutto il suo ciclo di vita. http://www.siram.it
Veolia è il gruppo leader a livello mondiale nella gestione ottimizzata delle risorse. Presente sui cinque continenti con oltre 174,000 dipendenti, il Gruppo realizza e fornisce soluzioni nel campo della gestione idrica, dei rifiuti e dell’energia, contribuendo allo sviluppo di sistemi urbani e industriali in chiave sostenibile. Grazie ai servizi offerti, Veolia migliora l’accesso alle risorse, preservando quelle disponibili e promuovendo una logica di economia circolare. Nel 2015 il Gruppo Veolia ha fornito acqua potabile a 100 milioni di persone e gestito le acque reflue per 63 milioni di abitanti, prodotto 63 milioni di megawattora e convertito 42,9 milioni di tonnellate di rifiuti in nuovi materiali ed energia. Veolia Environnement (quotata al listino Euronext di Parigi: VIE) ha registrato nel 2015 un fatturato consolidato di €25 miliardi. http://www.veolia.com

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Taxi a Roma: chiediamo modifiche radicali e liberalizzazione del servizio

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

taxi-romaLa giunta Zingaretti ha approvato un emendamento al bilancio che comporta una serie di provvedimenti, tra i quali, quello inerente alla modifica della normativa che disciplina il servizio taxi e quello di Ncc. Ovviamente i sindacati di categoria Uil trasporti taxi, Federtaxi Cisal, Ugl taxi, Fit Cisl taxi, Fast-Confsal taxi e Ati taxi, si sono prontamente ribellati, affermando che in questo modo “si finisce per penalizzare gli operatori di un comparto che da anni devono fare i conti con l’abusivismo dilagante e inarrestabile del settore trasporto pubblico non di linea”, e perché udite udite, non si fa chiarezza sulle tariffe e sulle aree in cui esercitare il servizio. Sul fatto che l’abusivismo vada contrastato non vi è ombra di dubbio, ma ci chiediamo da quale pulpito venga la predica su tariffe e postazioni abusive, quando alcuni tra i tassisti romani, vi rammentiamo ciò che è successo a Capodanno, sono i primi ad assumere un atteggiamento scorretto.Avete mai provato a farvi rilasciare una ricevuta? Iniziano a tarantellare pur di non rilasciarla, per pagare con la carta di credito, altre storie. Tariffe arbitrarie e non solo a Capodanno, tassametri spenti o spesso “rotti”, con cifre base ingiustificate. Inoltre dove sta la responsabilità civica di un professionista che offre un servizio e lascia a piedi durante la notte di Capodanno, con personaggi euforici che circolano per la città, una donna perché la risposta è: ”Io non lavoro per 10€ a Capodanno”. Allora spariamo delle cifre a caso!
Siamo in balìa di questi “professionisti” perché purtroppo detengono il monopolio e non è stato ancora possibile liberalizzare un servizio essenziale in una Capitale degna di questo nome.Ebbene Codici chiede modifiche radicali e la liberalizzazione del servizio, che tra l’altro li tutelerebbe anche dagli abusivi, che purtroppo prendono sempre più piede perché rivolgersi agli autorizzati è diventato problematico. Quindi ben vengano iniziative come quella di Zingaretti, tese a modificare lo status quo.

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Poliziotti feriti in servizio

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 agosto 2016

polizia e immigrati

“Il lavoro dei Poliziotti italiani sta diventando ogni giorno di più una lotta impari contro un crimine ed un degrado sociale che non ci risparmiano ma, anzi, fanno ancor più vittime di un tempo, quando persino il ‘malvivente’ comune aveva una qualche remora ad inferire su chi portava la divisa. Oggi, invece, si moltiplicano i nostri feriti, i nostri morti, eppure noi siamo completamente senza tutele indispensabili, come un numero di uomini sufficiente, strumenti di lavoro appropriati, dotazioni minime ma efficaci, coperture legali, protocolli operativi, garanzie per la nostra salute.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo una giornata di “ordinaria follia” che ha visto il consueto corposo numero di Poliziotti rimasti feriti in servizio, “e comunque – spiega Maccari – esposti ad eventi i cui rischi si sarebbero potuti evitare con estrema facilità se solo i colleghi avessero potuto contare su pochi, economici e basilari strumenti”.Ben 5 i Poliziotti rimasti feriti a Firenze, dove un 34enne marocchino sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria ha dato in escandescenze all’interno degli uffici perché non voleva restare ad aspettare il suo turno per la firma, ha quindi cominciato ad insultare gli Agenti scagliandosi poi contro di loro e colpendoli a calci e pugni con tale violenza da causare loro lesioni importanti.
A Milano, invece, un furto in abitazione si è trasformato poi in un’aggressione contro i Poliziotti intervenuti, dopo che uno dei ladri, un cileno di 32 anni, fuggendo si è ferito ad un labbro ed a quel punto ha cominciato a infierire sugli Agenti, colpendone uno con un cacciavite usato come un coltello e sputando loro addosso sangue.
Non meno pericolosa un’altra vicenda verificatasi a Milano, dove un albanese di 27 anni pluripregiudicato, ritenuto appartenente ad una banda internazionale di ladri d’auto di pregio, fuggendo ai Carabinieri che lo inseguivano, prima ha esploso al loro indirizzo quattro colpi da una pistola rubata e poi, per un errore fatale, dopo essere inciampato si è sparato al mento morendo sul colpo.
“Ci piace sottolineare – rimarca Maccari – come i colleghi di Milano si siano trovati nell’assurda situazione di provare terrore a rispondere al fuoco nonostante il fuggitivo avesse sparato loro addosso. E lo facciamo certamente non felici di questo, perchè avere un’arma di servizio dovrà pure avere un senso, specialmente se si considera che un delinquente che spara può colpire chiunque e che rispondere può dover essere una necessità, al di là delle vergognose campagne di criminalizzazione che subiamo. E non a caso abbiamo lanciato il dibattito attraverso l’hashtag #voicosafareste”.
“Non parliamo poi – conclude il Segretario Generale del Coisp – dell’ignominioso atteggiamento di chi osa puntare il dito contro di noi criticando continuamente il nostro operato quando nessuno è in grado di alzare quello stesso dito per darci almeno strumenti alternativi di lavoro, che non ci impongano di dover scegliere fra la pistola, le mani o il soccombere. Ancora aspettiamo uno squallidissimo e poverissimo spray antiaggressione che certamente ci eviterebbe nel 70 per cento dei casi contatti pericolosissimi con chi ci vuole aggredire. Ancora aspettiamo taser, protocolli operativi chiari, norme che ci garantiscano, e tutele legali che non possiamo neppure sognare. L’unica cosa che non ci manca mai sono i feriti, i morti, e le vigliacche continue critiche di chi non si è mai trovato con un cacciavite infilato nel corpo”.

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Dilemmi del capitalismo municipale: Il caso Acea a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

campidogliodi Roberto Falcone. Fra i nodi che il nuovo sindaco di Roma potrebbe decidere di affrontare vi è quello del Servizio Idrico Integrato. Il gestore del servizio, la società ATO 2 S.p.A., è più apprezzato dai suoi proprietari per i dividendi che distribuisce che dai cittadini per la qualità ed il costo del servizio. Poiché ambedue i candidati alla carica di sindaco sono di partiti che appoggiarono il SI al referendum del 2011 sull’acqua “Bene Comune”, é possibile che la nuova giunta comunale si ponga l’obiettivo di riprendersi la proprietà di ATO 2, cioè “pubblicizzarla”. Cosa non facile.
ATO 2, concessionaria del Servizio Idrico per il Comune di Roma e per quasi tutti gli altri comuni della provincia, appartiene alla Holding Acea S.p.A., società quotata alla borsa di Milano, controllata al 51% dal Comune di Roma. ATO 2 è anche la maggiore contributrice ai risultati economici di Acea e le distribuisce dividendi in quantità talvolta superiori a quelli distribuiti dall’Acea ai suoi azionisti. Come fa ATO 2 ad essere la gallina dalle uova d’oro di Acea? Grazie al conflitto di interessi del Comune di Roma concedente del servizio. Porre termine al conflitto di interessi, e affidare il servizio idrico ad una azienda che persegua il rapporto qualità/costo del servizio e che non abbia come priorità il dividendo, sarebbe un atto di giustizia verso gli utenti e verso gli altri comuni della provincia, oggi obbligati a subire tariffe stabilite nell’interesse finanziario del Comune di Roma. Ma non converrebbe agli azionisti, percettori di dividendi. Fra questi in prima fila, almeno con le consiliature precedenti, lo stesso Comune. La “pubblicizzazione” comporterebbe un virata di 180 gradi nella gestione finanziaria del Comune. Poiché azionisti e amministratori di ACEA non potrebbero accettare di privarsi della gallina dalle uova d’oro, l’unico modo per pubblicizzare ATO 2 è sciogliere il nodo della proprietà mista pubblico-privata di Acea. Cioè investire nell’acquisto delle azioni di Acea attualmente possedute da privati. Ma dove potrà il Comune trovare il capitale necessario a liquidare i soci privati di Acea? Inoltre, un tale investimento sarebbe poi economicamente giustificato o non produrrebbe piuttosto un danno erariale?
La risposta potrebbe venire da una verifica che ancora nessuno ha fatto: quanto si ricaverebbe con un piano industriale che prevedesse il break-up ( vendita separata delle singole attività di Acea ) e che magari valorizzasse le potenziali sinergie di intervento su situazioni problematiche di altre partecipate del Comune come ad. es. AMA? Vi è anche da domandarsi che riposta riceverebbe il Comune se bussasse, per un tale piano industriale, alla Cassa Depositi e Prestiti, l’ente finanziario istituzionalmente preposto ad assistere i comuni per questo tipo di esigenze.
Stiamo a vedere se la nuova amministrazione avrà il coraggio, per pubblicizzare ATO 2, di farsi “privatizzatrice”, vendendo altre partecipazioni di Acea, come ad esempio la produzione di energia elettrica, o la gestione di servizi in Sudamerica.

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Claudio Cont nominato Direttore Commerciale di REbuilding network

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2015

cont claudioClaudio Cont è stato nominato Direttore Commerciale di REbuilding network, la rete italiana di imprese a servizio della riqualificazione degli edifici partecipata da iGuzzini, Habitech, Harley&Dikkinson Finance, Riello, Saint-Gobain Italia e Schneider Electric.Nel suo ruolo, Cont avrà la responsabilità dello sviluppo del mercato in Italia per il Network e di seguire i grandi clienti, per lo più gestori di patrimoni immobiliari importanti e società di gestione del risparmio. Risponderà al Comitato di Governance della Rete presieduto da Alessandro Ponti, già presidente di Harley&Dikkinson Finance, e dal vice Saul Fava, Energy Efficiency Business Development Manager di Schneider Electric.Claudio Cont prima di entrare in REbuilding network ha ricoperto la posizione di Responsabile marketing dei servizi per l’edilizia sostenibile di Habitech. È stato anche direttore fondatore di Odatech, l’Organismo di abilitazione dei certificatori energetici della provincia di Trento, unità indipendente creata da Habitech nel novembre 2009 con la funzione di gestire l’intero processo di certificazione energetica per la Provincia di Trento. Cont, 34 anni, è laureato in economia e gestione aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Trento. (foto cont)

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F-Secure vende Younited a Synchronoss e raddoppia il focus sulla Security

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 febbraio 2015

servizi cloudF-Secure vende il suo servizio di personal Cloud, younited, a Synchronoss, tra i leader nella fornitura di servizi Cloud e di attivazione basata su software ai maggiori fornitori di servizi di comunicazione nel mondo. Il valore della transazione è di 60 milioni di USD in contanti. L’accordo permetterà a F-Secure, in un’epoca di crescenti attacchi informatici, di rifocalizzare i propri sforzi sul suo core business, quindi su soluzioni per la sicurezza e la privacy basate su Cloud. Nell’accordo anche la possibilità da parte di Synchronoss di integrare e vendere i prodotti di sicurezza di F-Secure come parte della sua offerta di personal cloud, dando a F-Secure l’opportunità di vendere i suoi prodotti di sicurezza e privacy ad ancora più operatori nel mondo. (foto fonte Wikipedia)

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Docenti: in pensione sempre più tardi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 dicembre 2014

scuola-pubblicaChi può andare via prima non lo fa per le forti decurtazioni: mentre in Europa si continua a lasciare anche a 55 anni con l’assegno pieno.
L’esempio dell’‘opzione donna’ di questi giorni: partendo dal presupposto che oggi si vive più a lungo, la riduzione dell’assegno di quiescenza rispetto ai contributi versati può arrivare al 39%. Non è un caso se tra nuove norme e disincentivi, i pensionamenti della scuola si sono più che dimezzati. E chi accetta il ricatto va ad accrescere la lista dei poveri della terza età: i pensionati con meno di mille euro al mese sono ora il 41%.Marcello Pacifico (Anief-Confedir): invece di introdurre flessibilità in uscita per ringiovanire il corpo insegnante più vecchio al mondo, si è spostata in avanti l’età di pensionamento delle donne (l’81% dei docenti) di 6 anni. Perché un prof francese può invece andarsene senza decurtazioni a 62 anni? Perché in Polonia, Cipro, Belgio, Danimarca, Irlanda, Grecia, Spagna e Lussemburgo si può accedere tra i 55 e i 60 anni ad una pensione piena sulla base degli anni di servizio svolti? La verità è che in Italia anziché incentivare il trattenimento in servizio, si penalizza chi vuole esercitare il diritto di lasciare la cattedra spesso anche solo per non ammalarsi.

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Gli artigiani che arrivano sul web

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 ottobre 2014

webPer cento artigiani di eccellenza della provincia di Firenze, Internet non è mai stato così vicino. Camera di Commercio di Firenze, in collaborazione con Unioncamere e grazie al supporto di Google Italia, ha avviato il progetto “Made in Italy: Eccellenze in Digitale”, un servizio di consulenza gratuito per sensibilizzare le imprese locali sulle potenzialità del web.Internet è una grande opportunità che le imprese possono sfruttare per crescere e per rivolgersi a nuovi mercati. Secondo una ricerca di Doxa Digital, negli ultimi tre anni solo le aziende attive in Rete, nonostante la crisi, sono state capaci di aumentare il loro fatturato. Per chi sa sfruttare Internet, inoltre, si aprono maggiormente i mercati internazionali: il 67% delle imprese attive sul web esporta i propri prodotti, contro il 55% delle imprese non digitalizzate.Nasce da questa esigenza il progetto “Made in Italy: Eccellenze in Digitale”, avviato in 52 Camere di Commercio italiane. A Firenze ha già coinvolto più di trenta imprese, con l’obiettivo di arrivare a cento entro la fine di febbraio 2015, tutte all’interno di sei settori dell’eccellenza fiorentina: la ceramica di Montelupo, l’arte orafa fiorentina, il vetro di Empoli, la seta Lisio, il cappello di paglia di Signa e la porcellana di Doccia. La storia e la tradizione di queste sei produzioni di eccellenza sono raccontate su un portale dedicato al Made in Italy, attraverso le mostre virtuali dedicate dal Google Cultural Institute a più di 70 prodotti italiani. Il lavoro di digitalizzazione delle imprese permetterà di sfruttare il portale “Google Made in Italy” come una vetrina mondiale, per affiancare alla conoscenza del prodotto un legame diretto con i produttori.A presentare l’iniziativa questa mattina, nell’auditorium di PromoFirenze, è stato direttamente Diego Ciulli, Senior Policy Analyst di Google Italia e co-ideatore dell’iniziativa, insieme a Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio di Firenze. «Entrare a far parte del mercato globale è la sfida che il mondo del Made in Italy deve affrontare per continuare a giocare un ruolo da protagonista – ha spiegato Ciulli -. Per questo vogliamo aiutare le piccole realtà locali, tornando a investire nella bellezza di saperi secolari che rischiano di andare persi. Internet non significa solo realizzare un sito web o creare un e-commerce; si tratta di un linguaggio nuovo che, se conosciuto, apre a possibilità impensabili fino a pochi anni fa. Portare l’innovazione nelle botteghe artigiane in un Paese come l’Italia è una scommessa che vogliamo assolutamente vincere».«Sappiamo bene che la maggior parte delle nostre imprese, soprattutto quelle più piccole, sono in ritardo nell’affrontare la sfida dell’economia digitale, ma allo stesso tempo la riteniamo fondamentale per andare incontro alla crescita e allo sviluppo del territorio. Internet è ormai uno strumento indispensabile per farsi conoscere nel mondo e trovare la propria nicchia di mercato – ha aggiunto Bassilichi -. Il progetto portato avanti insieme a Google Italia va proprio in questa direzione e rappresenta un modo concreto per supportare le eccellenze artigianali e farle così diventare anche eccellenze digitali».Infatti, i veri protagonisti della mattinata sono stati gli imprenditori, quelli che hanno espresso il desiderio di avvicinarsi a un mondo finora sconosciuto e quelli che, in queste prime settimane di avvio del progetto, hanno già sfruttato tutte le potenzialità, sotto l’attenta guida delle due referenti Gloria Mugelli e Antonella Ninni. E’ il caso di un’azienda che si è trovata coinvolta nella realizzazione di un videogame ambientato nel ‘400, oppure di una bottega orafa a due passi da Ponte Vecchio, la cui vetrina virtuale è oggi quasi più bella di quella reale.Del resto, il tessuto produttivo italiano può adattarsi perfettamente alle peculiarità del web: sempre più spesso Internet è utilizzato per cercare prodotti personalizzati e unici, per scoprire realtà e culture altrimenti difficili da trovare, come dimostrano gli stessi dati di Google. Nel biennio 2012-2013 le ricerche sul made in Italy sono aumentate del 12%, con un interesse verso i prodotti italiani che trova ancora poca soddisfazione nel mondo del commercio elettronico. Solo il 34% delle pmi ha un proprio sito Internet e solo il 13% lo utilizza per vendere online (Dati Eurisko, 2013). Eppure, valorizzare il patrimonio artistico e la varietà dei prodotti artigianali ed enogastronomici italiani può offrire una chiave per migliorare l’accesso al mercato internazionale, facendo così superare a molte imprese le difficoltà collegate alla recessione e alla stagnazione del mercato interno.

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RAI. Quando l’imposta (il canone) non garantisce informazione

Posted by fidest press agency su martedì, 1 maggio 2012

la vostra crisi non la paghiamo

la vostra crisi non la paghiamo (Photo credit: Giulia van Pelt)

Roma, Paghiamo l’imposta, chiamata eufemisticamente canone, per avere una tv pubblica che garantisca l’informazione. Ci troviamo a sovvenzionare una struttura occupata dai partiti che fanno il bello e il cattivo tempo. Caso esemplare sono le dichiarazioni che l’on. Pier Ferdinando Casini ha fatto ieri nel corso della trasmissione televisiva “Che tempo che fa”: lui e’ all’opposizione da 10 anni. Ci sembra che la memoria di “Pierdi” vacilli. Dal controllo risulta che il nostro onorevole e’ stato membro autorevole della maggioranza che appoggiava il governo Berlusconi, dal 2001 al 2006, tant’e’ che in quel quinquennio ha presieduto la Camera dei Deputati. Forse l’on. Casini voleva dire che era all’opposizione da 5 anni che sono, pero’, la meta’ dei 10 dichiarati. Inoltre il nostro onorevole e’ presente sulla scena politica da piu’ di 30 anni (ne ha 57), prima con la Dc, poi con altre formazioni politiche e certamente non e’ estraneo alle decisioni che hanno portato il nostro Paese nelle condizioni attuali. L’intervista poteva essere l’occasione di rendere un pubblico servizio ai cittadini-contribuenti, informandoli delle proposte attuali e delle responsabilita’ passate del leader politico di turno, ma questo e’ praticamente impossibile: la RAI e’ governata dai partiti, entrambi sovvenzionati dai contribuenti. Non avremo mai un pubblico servizio di informazione ma una notifica della realta’, cosi’ come interpretata da alcune formazioni politiche. A nostre spese, si intende!

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Cappellani militari: sono ancora necessari?

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

“I cappellani militari sono un costo che in tempi di vacche magre la Difesa dovrebbe eliminare, soprattutto in un momento in cui al personale delle Forze armate si chiedono nuovi sacrifici per rendere effettiva la riforma dello strumento militare voluta dal Ministro Di Paola, e messa nero su bianco in un ddl che prevede il taglio di 33.000 militari e 10.000 dipendenti civili, approvato lo scorso 6 aprile dal Consiglio dei ministri. Dai dati della finanziaria per il 2012 emerge che la Difesa anche quest’anno spenderà più di 8,5 milioni di euro per mantenere in servizio i 176 cappellani, i 5 vicari episcopali, il provicario generale, il vicario generale e l’arcivescovo ordinario militare.
Affidare alla chiesa la cura delle anime dei militari costa alle casse dello Stato italiano anche dal punto di vista pensionistico, ma i dati riferiti all’aspetto economico stranamente non sono disponibili e lo abbiamo appreso oggi dalla risposta fornita a una nostra interrogazione parlamentare (4-14274), presentata lo scorso 20 dicembre 2011 al neo Ministro della difesa dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm.
Nell’atto di sindacato Turco aveva chiesto di sapere «quanti siano gli ordinari militari, i vicari, gli ispettori, i cappellani militari che attualmente cessati dal servizio permanente percepiscono il trattamento di pensione ordinaria o privilegiata a carico del bilancio dello Stato, quale sia l’ente previdenziale erogatore dei trattamenti pensionistici e quali siano gli importi corrisposti annualmente suddivisi per grado gerarchico; quale sia il costo complessivo del personale religioso di cui al titolo III del Codice dell’ordinamento militare a carico del bilancio della difesa.» . Nella risposta il Ministro ci ha comunque riferito “che l’ente erogatore del trattamento
pensionistico” (Direzione centrale previdenza dell’Inpdap – ora Inps -) “ha fatto sapere di non essere in grado di estrapolare, tra gli ufficiali dell’Esercito, quelli addetti all’assistenza spirituale non essendo questi contraddistinti da uno specifico codice”, ma che tuttavia, tramite l’Ordinariato militare, è stato possibile apprendere che “ il personale cessato dal servizio permanente negli ultimi 20 anni ammonta a n. 4 ordinari militari, n. 4 vicari generali, n. 8 ispettori e circa n. 140 cappellani militari”, mentre l’organo tecnico della difesa ha stimato che “l’importo annuo lordo del trattamento pensionistico ordinario e/o privilegiato del personale in parola dovrebbe ammontare a circa 43.000 euro lordi procapite”. Se la matematica non è una opinione dalle casse dello Stato escono più di 15 milioni di euro all’anno per pagare gli stipendi e le pensioni dei cappellani militari e quindi, a questo punto, mi domando se non sia veramente il caso di tagliare queste non trascurabili spese che mal si conciliano con le finalità caritatevoli del servizio pastorale reso al personale delle Forze armate e porle, invece, interamente a carico della Chiesa che potrebbe farvi fronte utilizzando una parte dei proventi dell’8 per mille che lo Stato gli versa ogni anno.”

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