Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘servizio’

Un innovativo modello di servizio alle imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2022

E’ basato su nuova piattaforma informatica che punta a favorire la digitalizzazione delle aziende italiane e affiancarle nella gestione quotidiana degli aspetti finanziari ed amministrativi dell’attività, oltre a 3,4 miliardi di euro di finanziamenti messi a disposizione nel corso del 2022, di cui oltre l’80% già erogato a fine ottobre con 33 mila attività coinvolte, per supportare le esigenze di liquidità delle imprese clienti. Sono questi i due pilastri su cui Credem, tra i principali gruppi bancari italiani e tra i più solidi a livello europeo, conferma il proprio impegno a sostenere con decisione il tessuto imprenditoriale italiano, ancor più nella complessa congiuntura economica che le aziende stanno vivendo, caratterizzata dalle conseguenze della pandemia e della guerra in Ucraina e da un aumento generalizzato dei costi delle materie prime. In questo contesto, infatti, le imprese devono far fronte alla doppia necessità di gestire le difficoltà di liquidità nel presente e di investire nell’innovazione e nella digitalizzazione dell’azienda, leva fondamentale per la crescita del business e per la competitività nel mercato di riferimento. Più in dettaglio, per accompagnare le imprese nel percorso di transizione digitale Credem ha lanciato una nuova piattaforma denominata Business On che punta ad evolvere il servizio di internet banking per le imprese in una vera e propria piattaforma di servizi finanziari e amministrativi dedicati, tutti accessibili in digitale. L’obiettivo è permettere alle aziende di ridurre la complessità nella gestione e nel monitoraggio della situazione finanziaria, risparmiare tempo nelle operazioni quotidiane per dedicarsi ad attività a maggior valore aggiunto, poter operare da qualsiasi luogo. Per sostenere le piccole e medie imprese che hanno esigenza di liquidità, che investono e vogliono concretizzare i loro progetti di crescita, Credem ha inoltre attivato nel corso del 2022 un plafond di 3,4 miliardi di euro di finanziamenti, di cui oltre l’80% già erogati a fine ottobre. L’iniziativa si rivolge a ditte individuali, liberi professionisti, artigiani, agricoltori e medie imprese (fino a 300 milioni di euro di fatturato) con l’obiettivo di sostenere le imprese clienti nell’affrontare l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, nella gestione delle esigenze di liquidità, ma anche assisterle in piani di crescita e sviluppo. La novità più rilevante della piattaforma è rappresentata dall’inclusione, senza costi aggiuntivi, della nuova funzionalità Working Capital, che permette all’azienda di tenere sotto controllo l’andamento del capitale circolante e capire se le fatture emesse e ricevute siano state incassate o pagate, avendo una vista chiara e sintetica. Questo tool potrà dialogare con il servizio di fatturazione elettronica permettendo di riconciliare i movimenti dei conti e le fatture. Il Gruppo Credem, tra i principali istituti bancari italiani e tra i più solidi d’Europa, è quotato alla Borsa Italiana ed ha un total business a fine settembre 2022, tra raccolta complessiva e prestiti, pari ad oltre 130 miliardi di euro. Fonte: http://www.credem.it

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“Il Servizio sanitario nazionale sta precipitando inesorabilmente verso il fallimento

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2022

Per impedire questo triste epilogo domani scendiamo in piazza per salvare la sanità pubblica, per difendere il diritto alla salute e il diritto alle cure”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, alla vigilia della manifestazione promossa dall’intersindacale ‘uniti per la Sanità’ in programma domani a Roma in piazza Santi Apostoli a partire dalle ore 14. “Da anni i Governi – sostiene il dirigente sindacale – stanno deliberatamente programmando il fallimento del Servizio sanitario nazionale, pubblico e universale, a vantaggio del privato, anche quando convenzionato. Hanno agito definanziando, tagliando il personale, bloccando i contratti, ma soprattutto alimentando il conflitto dei cittadini contro gli operatori. Oggi le condizioni di lavoro nei servizi sono pessime, il personale è sottopagato e ridotto ai minimi indispensabili. Con questa legge di Bilancio si definanzia ulteriormente il Fondo sanitario nazionale e non si mettono risorse per assumere, al contrario si favorisce la disaffezione al lavoro pubblico, favorendo la libera professione con la flat tax”. Inoltre, prosegue Filippi, “non scordiamo che il contratto dei medici e dirigenti sanitari del 2019/2021 è scaduto e bloccato in qualche stanza del Ministero dell’economia e delle finanze, mentre dilaga il fenomeno dei medici mercenari che lavorano a gettone. Il tutto è indecente. Se vogliono una sanità senza medici e sanitari pubblici ci provassero. Noi sindacati uniti saremo domani in piazza per salvare il Ssn, pubblico e universale, vogliamo le assunzioni, il contratto e migliori condizioni di lavoro. Scendiamo in piazza per la salute delle cittadine e dei cittadini. È solo l’inizio, il nostro obiettivo è una grande mobilitazione di tutti gli operatori sanitari uniti alla cittadinanza”, conclude.

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Bologna: 50 anni di Servizio civile

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2022

La Scuderia di Piazza Giuseppe Verdi 2 a Bologna ospiterà venerdì 16 dicembre, dalle ore 17.30 alle 22.00, una serata dedicata ai 50 anni del servizio civile.Durante il momento di festa per la ricorrenza verrano proposte testimonianze, dibattiti, proiezioni e musica dal vivo. Alcuni “libri viventi”, persone con esperienza diretta nel campo, potranno essere consultati durante incontri personali e di gruppo all’interno del famoso locale bolognese. Verrà proiettato in prima visione il documentario “InCoscienza – 50 anni di obiezione e servizio civile” prodotto dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. Attivo durante tutto l’evento anche un infopoint sul bando di servizio civile.La Legge n. 772 del 1972 riconobbe l’obiezione di coscienza al servizio militare, istituendo il Servizio Civile. Lo strumento consente un’esperienza di cittadinanza attiva in cui i giovani sono protagonisti di azioni di solidarietà e costruzione della pace.L’evento InCOSCIENZA: 50 anni di obiezione per la pace è organizzato da Amici dei Popoli, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Cefa Onlus, Co.Pr.E.Sc. di Bologna, FISM Bologna, Ispettoria salesiana lombardo emiliana, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna. Spiegano gli organizzatori: «L’iniziativa rappresenta un momento di festa ma anche di dibattito e confronto pubblico sul senso della difesa civile non armata e nonviolenta oggi, e sulle possibili vie di costruzione della pace attraverso il Servizio Civile Universale in Italia e all’estero. Sarà un’occasione per far conoscere i valori fondanti del Servizio Civile e le diverse occasioni offerte, attraverso la voce di operatori volontari, ex obiettori, attivisti e operatori di pace».

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Scuola: Il servizio di precariato incide sugli scatti di anzianità

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2022

Le supplenze danno diritto agli scatti di anzianità e in caso di mancata assegnazione anche al risarcimento del danno: lo sostiene la Corte di Appello di Catanzaro, che ha esaminato il ricorso di una collaboratrice scolastica e ribaltato la sentenza del tribunale di Cosenza, assegnando “le differenze retributive maturate per effetto dell’anzianità che” il lavoratore scolastico “ha conseguito nei singoli rapporti di lavoro a termine, secondo la progressione stipendiale che è prevista dai contratti collettivi nazionali di comparto per il personale di ruolo”. Secondo Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, “i giudici continuano a darci ragione, facendo recuperare le somme e gli scatti stipendiali sottratti inopinatamente dallo Stato, con incidenza diretta sugli stipendi poiché il passaggio su scaglioni stipendiali più alti permette anche di rivedere in meglio la ricostruzione di carriera, finalmente comprensiva di tutti i periodi di precariato. A questo scopo continuiamo ad invitare il personale della scuola a verificare le proprie posizioni sulle somme sottratte indebitamente dallo Stato utilizzando il calcolatore gratuito on line messo a disposizione gratuitamente da Anief. Se vi sono i presupposti, ogni docente o Ata potraà valutare se ricorrere in tribunale con i nostri legali, così da vedersi riconosciuto il diritto all’integrale ricostruzione di carriera risarcimento e l’immediato inquadramento su fascia stipendiale più alta”.

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Piano di rilancio del Servizio Sanitario Nazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 ottobre 2022

Roma, 11 ottobre 2022 – Ore 10.00 – 13.30 Sala Capitolare, Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minervapresso il Senato della Repubblica – Piazza della Minerva 38. Il Rapporto rivaluta l’impatto delle “patologie” pregresse che compromettono lo “stato di salute” del Servizio Sanitario Nazionale (imponente definanziamento pubblico, “incompiuta” dei nuovi LEA, inadeguata governance Stato-Regioni) e analizza i rischi di quelle emergenti, alla luce di due incontestabili certezze. Innanzitutto la pandemia – oltre a non aver mollato la presa – ha ulteriormente indebolito il SSN con effetti a medio-lungo termine: ritardi nell’erogazione di prestazioni ordinarie con impatto sulle liste di attesa, emergenza di nuovi bisogni di salute, depauperamento e demotivazione del capitale umano. In secondo luogo, lo stato di salute del SSN dovrà inevitabilmente fare i conti con un ulteriore “fattore ambientale” di portata globale, ovvero la crisi energetica ed economica. Il Rapporto analizza inoltre le criticità che possono ostacolare riforme e progetti del PNRR al fine di predisporre le adeguate contromisure per centrare i due obiettivi chiave: ridurre le diseguaglianze regionali e ottenere il massimo ritorno di salute dalle risorse investite.

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Fonti rinnovabili restino al servizio dell’agricoltura

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Con l’approvazione degli aiuti europei per il fotovoltaico agricolo, il primo settore italiano può compiere un ulteriore passo avanti verso la sostenibilità – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Le fonti di energia alternative, come quelle ricavate dal sole, sono giustamente una priorità ma devono essere sviluppate senza stravolgere il paesaggio agricolo. In modo particolare, occorre evitare che la crescita del fotovoltaico finisca per sottrarre terreni alle attività di coltivazione. Solo così la sua diffusione potrà contribuire al Green Deal europeo nel rispetto degli equilibri esistenti.Da Bruxelles sono in arrivo 1,2 miliardi di euro attraverso il Pnrr per il raggiungimento degli obiettivi climatici – continua Tiso. È essenziale che i nuovi pannelli fotovoltaici siano installati per fornire energia in primis alle attività legate alla terra, evitando che gli incentivi spingano i coltivatori a impiegare la superficie agricola utilizzabile per la produzione di energia da vendere in rete.Serviranno pertanto regole chiare e controlli adeguati da parte degli enti competenti, affinché gli impianti fotovoltaici siano impiegati al servizio dell’agricoltura utilizzando tetti e coperture. Sarà altrettanto importante prevedere procedure semplici per l’erogazione degli incentivi. In un momento in cui il costo delle fonti tradizionali si è impennato a causa della crisi politica internazionale, le aziende agricole devono poter contare quanto prima su fonti energetiche alternative.

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Il servizio sanitario è stato fortemente penalizzato in questi ultimi anni

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2022

Il progressivo depotenziamento dell’assistenza ospedaliera del nostro Paese è nei numeri. In dieci anni (2010-2019), gli istituti di cura sono diminuiti da 1.165 a 1.054, con un taglio di circa 25mila posti letto di degenza ordinaria (da 215 mila a 190 mila). Non solo. Il personale dipendente del Servizio Sanitario Nazionale è diminuito di 42.380 unità (da 646.236 a 603.856) e il definanziamento della sanità ha raggiunto i 37 miliardi. La pandemia ha mostrato la debolezza del sistema e l’attuale crisi dei Pronto Soccorso non è altro che il risultato di anni di tagli e la punta dell’iceberg di un sistema ospedaliero in affanno. E le proposte di riforma della medicina territoriale (Decreto Ministeriale 71) sono insufficienti a colmare le gravi lacune sempre più evidenti, che rischiano di compromettere la qualità dell’assistenza. L’esigenza di avvicinare le cure all’ambiente di vita dei pazienti non può essere soddisfatta semplicemente con la creazione di nuove strutture, le cosiddette Case di Comunità (una ogni 50mila abitanti), definizione peraltro impropria in quanto non di comunità si tratta bensì di popolazione, o peggio i Distretti sanitari (uno ogni 100mila abitanti), come previsto dal DM 71. Per questo serve un nuovo modello, in cui territorio e ospedale siano interconnessi. A partire da un ospedale “adeguato”, che sia esteso al territorio, ridefinendo i parametri che finora ne hanno caratterizzato l’organizzazione e che risalgono al 1968. È quanto chiede il “Forum delle Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri e Universitari Italiani” (FoSSC), oggi in una conferenza stampa virtuale, con l’intervento di Walter Ricciardi (Membro del Consiglio Esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Presidente del ‘Mission Board for Cancer’ dell’Unione Europea). È inoltre reale il rischio che l’attivazione di strutture territoriali in assenza di adeguato personale medico comprometta il sistema delle cure primarie, definito addirittura già da una Convenzione Internazionale e svolto attraverso il medico di medicina generale con la presa in carico di tutti i cittadini davvero in prossimità della loro soglia di residenza. Le cure primarie infatti hanno nulla o poco a che fare con i Servizi Territoriali, rappresentano invece la prima occasione di contatto degli individui e delle famiglie con il Sistema Sanitario e costituiscono il primo elemento di un processo continuo di assistenza sanitaria, un settore ben definito da preservare ed anzi da potenziare. La pandemia ha evidenziato una doppia criticità: l’assenza del territorio e l’insufficienza dell’ospedale. E quest’ultima non corrisponde alle mancanze del territorio, perché contiene un’enorme quota di bisogni clinici, tecnologici e di competenze specifiche, che stanno diminuendo sempre di più nei nosocomi.

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Servizio Civile Universale: pubblicato il bando

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 dicembre 2021

Scadenza il 26 gennaio 2022 alle 14.00 – 3 giorni di provaÈ stato pubblicato il bando per la selezione di 56205 giovani tra i 18 e i 28 anni che intendono diventare operatori volontari da impiegare in progetti di servizio civile universale in Italia e all’Estero, con una durata variabile dagli 8 ai 12 mesi e con un impegno di 25 ore settimanali. La scadenza per presentare la candidatura è alle ore 14 di mercoledì 26 gennaio 2022.Sono 235 in Italia i posti disponibili con la Comunità Papa Giovanni XXIII e 56 all’estero, distribuiti nei tanti paesi di destinazione: Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, Cile, Francia, Germania, Kenya, Paesi Bassi, Romania, Russia, Sri Lanka, Svizzera, Tanzania, Thailandia e Zambia. In ciascuno di questi paesi, le attività dove i volontari in servizio civile si troveranno coinvolti vanno dall’assistenza a minori e disabili, al supporto a persone vittime di dipendenza o che vivono in strada, da attività di monitoraggio e denuncia di violazioni dei diritti umani alla condivisione della quotidianità con persone che stanno scontando una pena alternativa al carcere.Possono partecipare al bando i giovani, senza distinzione di sesso, che al momento della presentazione della domanda hanno compiuto 18 anni e ne hanno meno di 29. E’ richiesta la cittadinanza italiana o di paesi dell’Unione Europea.I giovani ricevono un contributo spese di 444,30 euro mensili. Nei progetti all’estero viene aggiunta una diaria giornaliera che va dai 13 ai 15 euro a seconda del Paese di destinazione.E’ possibile svolgere servizio presso una delle numerose case famiglia della Giovanni XXIII a supporto di minori e persone con disabilità, presso le cooperative sociali, le comunità terapeutiche che accolgono persone vittime di dipendenze, le strutture per persone senza fissa dimora, per donne vittime di tratta e per carcerati che stanno scontando la pena in misura alternativa al carcere.L’associazione presenta anche progetti che prevedono “misure aggiuntive UE”. Cosa significa? Che candidandosi in 4 particolari progetti, per un totale di 18 posti, sarà possibile svolgere un periodo di servizio di 2 mesi in un paese Europeo, nel caso dell’associazione in Spagna, Portogallo, Croazia e Grecia.Per meglio orientare i giovani nella scelta del progetto l’associazione ha lanciato da qualche giorno l’iniziativa Porte aperte al Servizio Civile: prova tre giorni!, opportunità per conoscere direttamente lo stile dell’ente e le progettualità. Sono disponibili il sito web serviziocivile.apg23.org, il numero verde 800.913596.

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La Psicologia al servizio della comunità

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

IESCUM, Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano, è un centro studi e ricerche e impresa sociale a carattere non profit che nasce per promuovere lo studio scientifico e l’avanzamento della conoscenza relativi al comportamento umano inteso nella sua più ampia accezione, compresi gli aspetti più difficilmente accessibili come quelli emotivi, cognitivi e verbali.Fondato nel 2004, da un gruppo di docenti universitari e professionisti nel campo della psicologia, in continuo rapporto con importanti realtà scientifiche e professionali nazionali e internazionali, IESCUM è una delle prime imprese sociali in Italia. Da 17 anni IESCUM sviluppa interventi basati su criteri di efficacia e sostenibilità e realizza progetti di ricerca, formazione e applicazione per la soluzione di problemi pratici, la prevenzione e il rimedio del disagio umano in un mondo soggetto a rapidi e continui cambiamenti.IESCUM si avvale della collaborazione di un Advisory Board Internazionale che ha lo scopo di orientare e verificare la qualità delle iniziative e di offrire spunti rilevanti nei settori di competenza di ciascun membro del Board. La missione di IESCUM è promuovere lo sviluppo e la diffusione della cultura, dello studio, dell’istruzione e dell’educazione in ambito psicologico attraverso attività di ricerca, di divulgazione, di formazione, di consulenza. I risultati raggiunti servono a migliorare la qualità di vita delle persone, affinché i concetti della psicologia diventino reale e tangibile supporto alla vita di tutti.Per il raggiungimento della propria missione, IESCUM si propone di svolgere una serie di attività di tipo scientifico-divulgativo e di sviluppare progetti finalizzati al benessere e all’utilità sociale. Organizza seminari, congressi, conferenze, promuove l’editoria scientifica e didattica, stimola iniziative formative e di aggiornamento professionale, realizza materiali audiovisivi. I progetti di IESCUM intendono offrire il migliore contributo delle tecnologie sviluppate dalla Psicologia comportamentale contemporanea per il miglioramento della qualità della vita. I partner di IESCUM ne condividono le finalità associative e contribuiscono alla realizzazione dei progetti per il territorio e all’offerta di servizi innovativi che IESCUM da ai propri associati. IESCUM si rivolge a professionisti nel campo della salute, educazione e formazione; ai servizi sociali; alle organizzazioni che ricercano informazione e aggiornamento continui sulle nuove risposte della Psicologia. Ad aziende pubbliche e private che nelle più recenti applicazioni della Psicologia ricerchino soluzioni alle loro esigenze di governance, organizzazione, sicurezza, comunicazione anche nei mondi digitali. A enti di formazione e scuole di specializzazione che ricerchino un punto di riferimento capace di orientare e offrire servizi innovativi. A fondazioni scientifiche e culturali che vogliano condividere obiettivi e percorsi.

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KFI, trent’anni di innovazione al servizio della supply chain

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2021

KFI, azienda di Binasco (MI) leader nell’implementazione di soluzioni integrate per l’efficientamento dei processi in tutte le fasi della supply chain, festeggia in questo 2021 un importante traguardo: non un punto di arrivo, ma una ripartenza all’insegna dello sviluppo e della crescita. Un compleanno che è stato ricordato nei giorni scorsi con la visita del sindaco di Binasco, Riccardo Benvegnù, alla sede di Via delle Scienze. Tutto è iniziato nell’ormai lontano 1991 «con tre scrivanie e tre lampadine», ricorda Carlo Caserini presidente di KFI e cofondatore dell’azienda insieme con Renzo Castelli. «Cercavamo una strada innovativa e virtuosa per dare risposte alle aziende della logistica e del manifatturiero. Dalla vendita di hardware, essenzialmente terminali e stampanti per i codici a barre, siamo passati allo sviluppo di soluzioni software customizzate per la gestione di logistica, produzione e retail». Oggi KFI è una realtà leader nel proprio settore: una settantina di dipendenti tra la sede di Binasco e le filiali italiane e un volume di affari che per la fine dell’anno punta ad arrivare a 30 milioni di euro. «Siamo un’azienda che si differenzia sul mercato: seguiamo la progettazione e la produzione di prodotti per il mercato OEM, abbiamo un reparto servizi di eccellenza che è unico in termini di organizzazione e, da quattro anni a questa parte, abbiamo attivato la consulenza di soluzioni innovative per la supply chain. Questo ci permette di non essere più dei semplici distributori di prodotto, ma una società di consulenza e system integrator di hardware, software e servizi post-vendita. È un cambio di paradigma importante: siamo partiti dal vendere terminali e stampanti e siamo arrivati a offrire un livello di competenza più articolato e pregiato». Per l’azienda di Binasco il futuro è oggi. Ed è un futuro che si costruisce seguendo gli stessi principi che hanno guidato KFI nei suoi 30 anni di storia: persone, contaminazione e innovazione, tre elementi che sono profondamente interconnessi. «Le idee arrivano dalle persone, indipendentemente dal ruolo che svolgono in azienda. La contaminazione è fondamentale per trovare la giusta soluzione: l’innovazione si alimenta con il dialogo e il confronto tra comparti diversi, con il lavoro in team e con un rapporto aperto con il cliente. Tutto questo permette non solo di dare risposte, ma di dare risposte nuove rispetto a quelle di ieri. E finché ci sono novità, c’è sempre da imparare».

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Verso la riforma del servizio fitosanitario

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

“La firma del ministro Stefano Patuanelli sul pacchetto di provvedimenti attuativi è un ulteriore passo in avanti per quella che rappresenta una vera e propria riforma del Servizio Fitosanitario Nazionale. Ora è necessario dare concretezza a questa innovazione attraverso il rafforzamento dell’organico così da rendere ancora più efficiente e veloce la capacità di risposta del sistema nei confronti delle sempre più frequenti minacce derivanti dall’introduzione di organismi nocivi sul nostro territorio, a cui purtroppo ci espongono sia i cambiamenti climatici sia la globalizzazione del commercio. L’opera di prevenzione e difesa della nostra produzione agricola e alimentare deve poter contare su un servizio capillare ed efficace. Confidiamo, pertanto, che si raggiungerà presto l’approvazione sulla nostra proposta emendativa per poter conferire personale al Servizio Fitosanitario Nazionale del Ministero delle Politiche Agricole”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura, in merito ai quattro provvedimenti attuativi riguardanti il riordino del Servizio fitosanitario nazionale dei settori fruttiferi, delle ortive e della vite, necessari a dare piena applicazione al nuovo regime fitosanitario europeo, licenziati dal ministro Patuanelli (Mipaaf).

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Soluzioni cloud al servizio delle imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

In diretta streaming il 29 giugno, dalle 15.00 alle 17.00 su Radio 24.it, sezione Iniziative Speciali e moderato da Enrico Pagliarini, giornalista esperto di tecnologie di Radio 24 e conduttore del noto programma radiofonico 2024, farà il punto, insieme ad esperti, sul mercato del cloud computing, di sicurezza, privacy, disponibilità dei dati, affidabilità delle infrastrutture, per capire quali sono le soluzioni disponibili e le più performanti. La Digital Round Table si aprirà con l’intervista a Francesco Bonfiglio, CEO di Gaia-X, progetto volto a creare regole e standard per lo sviluppo del cloud europeo. Tra i relatori: Antonio Baldassarra, CEO Seeweb, Alberto Carrai, Chief International Business Development di Able Tech – Arxivar, Emilio Turani, Managing Director per Italia, South Eastern Europe, Turchia e Grecia di Qualys, Alfonso Fuggetta, CEO e Scientific Director di Cefriel, Claudio Santiago Abad, General Manager Dedagroup Business Technology & Data.Durante la diretta di “Soluzioni cloud al servizio delle imprese” , fruibile previa iscrizione gratuita dalla sezione Iniziative Speciali su Radio24.it, gli utenti potranno porre le domande ai relatori tramite il portale interattivo. Sarà inoltre possibile seguire l’evento dal pc, smartphone o tablet.Partner dell’iniziativa: Arxivar , Seeweb, Qualys Partner tecnico: 24Ore eventi

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Dossier Caritas: per una finanza al servizio dell’umanità

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Maggio 2021

Al termine dell’Anno Speciale di Anniversario dell’Enciclica “Laudato si’”, iniziato nel 2020, Caritas Italiana pubblica un Dossier con dati e testimonianze dal titolo “Per una finanza a servizio dell’umanità. Mettere la vita davanti al debito”. L’Enciclica è una cartina di tornasole che ci aiuta a leggere le sfide del mondo di oggi, messo a dura prova dalla pandemia, ma le cui tensioni e contraddizioni hanno radici ben più in profondità. Questo dossier racconta perché il debito è tornato a essere un problema solo pochi anni dopo le grandi iniziative di remissione del debito sviluppatesi attorno al Grande Giubileo del 2000, che caratteristiche ha oggi questo fenomeno, quale tipo di cambiamento è necessario nel modo in cui le questioni finanziarie sono gestite a livello globale.Per costruire una vera alleanza tra l’umanità e il pianeta è necessario superare un sistema che non rispetta la dignità delle persone, non si ferma davanti ai limiti della biosfera e ai diritti delle generazioni future. Un sistema in cui la finanza ha un peso superiore a quello della vita delle persone, dove il debito continua a generale relazioni distorte tra le nazioni e limitare i diritti delle persone più vulnerabili. La reazione alla pandemia richiede un rinnovato impegno dei governi nell’assicurare la costruzione di sistemi di protezione sociale realmente accessibili ai più poveri: proprio sulle loro spalle pesa in modo intollerabile il macigno del debito.Caritas Internationalis, rilanciando l’appello che Papa Francesco ha ripetuto in questi ultimi mesi per una finanza giusta e per un peso del debito ormai nuovamente insostenibile, intende sollecitare l’attenzione di tutto il mondo Caritas e di tutta l’opinione pubblica mondiale con una campagna su questo tema, che verrà promossa nei prossimi mesi. Con l’obiettivo di chiedere politiche più giuste e più rispettose della vita delle persone e del pianeta a tutti i livelli, aiutando a cogliere le connessioni tra tematiche complesse e diverse, ma strettamente legate.Molti paesi erano sulla soglia di una crisi del debito già alla fine del 2019. Questa situazione si è aggravata molto nel corso del 2020. La situazione attuale richiede una risposta molto più netta di quanto sia stato fatto finora: una chiara riduzione del debito e l’identificazione di risorse finanziarie che possano aiutare i governi a rispondere alle sfide del momento. Oltre a questo è necessario un meccanismo internazionale per affrontare le crisi di sovraindebitamento: un meccanismo neutrale e indipendente, sotto l’egida delle Nazioni Unite che non lasci i paesi alle prese di una crisi debitoria e finanziaria alla sola mercé dei creditori. Ma occorre anche chiedere con forza che si affrontino le cause strutturali e sistemiche che causano il debito e aggravano i vincoli finanziari dei paesi più poveri: per questa ragione è necessario chiedere una nuova cooperazione fiscale internazionale; sistemi fiscali che chiedano ai più ricchi di contribuire in modo commisurato al loro patrimonio; una vera lotta contro l’evasione internazionale e contro i flussi finanziari illeciti.Il Dossier è disponibile online sul sito http://www.caritas.it

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Andiamo verso una riorganizzazione burocratica del Servizio Sanitario Nazionale?

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Maggio 2021

«Non possiamo accettare che sulla Sanità si commettano gli errori del passato e di certo non saremo complici di una riorganizzazione burocratica del Servizio Sanitario Nazionale che alla fine dovrà essere pagata, ancora una volta, con la salute dei cittadini». È una voce unanime quella che si leva dall’intersindacale che mette assieme le diverse anime della sanità italiana: la Federazione CIMO-FESMED, ANPO, ASCOTI, FIALS Medici (per la dirigenza medica) e Cisl Medici, Fimmg, Fimp, Fismu, Snami e Sumai Assoprof (per la parte dei medici convenzionati). Di qui la richiesta al Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli, affinché la FNOMCeO convochi prima possibile tutti i rappresentanti dei sindacati medici per affrontare insieme il modo in cui la professione medica possa essere rappresentata nel progetto di cambiamento dell’SSN previsto dal PNRR. Obiettivo dichiarato, quello di evitare che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza porti ad una mera rivisitazione in chiave manageriale del sistema salute, marginalizzando e svilendo la professione medica e comprimendo al contempo il diritto alla salute sancito dall’Articolo 32 della Costituzione. Uniti dalla determinazione di costruire una Sanità migliore, che non commetta gli errori del passato, pagati a carissimo prezzo con la pandemia, i sindacati medici mettono sotto accusa l’impronta miope ed economicistica che emerge nel PNRR in fatto di riorganizzazione del Sistema Sanitario Nazionale. «Inadeguate le risorse stanziate, molto meno di quanto si è destinato al superbonus edilizio, e inadeguato anche l’approccio al problema – dicono dall’intersindacale-. Adeguare edifici non significa offrire migliori cure ai pazienti, garantire nuove tecnologie e posti letto, non significa essere pronti a dare risposte di salute. Tutto questo, che è certamente necessario, deve partire dall’adeguamento delle risorse di personale e da un rinnovamento della governance». Tra i tanti problemi contestati c’è la mancanza, o meglio la sparizione, di un finanziamento per eliminare la mobilità sanitaria, o la valorizzazione del ruolo della ricerca. Un Piano che «invece di avvicinare la Sanità ai cittadini rischia di allontanarla», con enormi carenze anche nell’organizzazione del territorio. «Si pensi ad esempio alle Case di Comunità, dove evidentemente prevale l’idea e la volontà di investire in strutture rispetto ai micro team ed altre soluzioni di integrazione e sviluppo dell’organizzazione territoriale con tutte le altre figure convenzionate territoriali e in rete con l’ospedale. Un’idea per nulla condivisibile – aggiungono dall’intersindacale – che del resto neanche si allinea con le parole del Presidente Draghi e del Ministro Speranza sulla prossimità delle cure». Queste solo alcune delle principali ragioni per le quali ora i maggiori sindacati medici, sia della componente ospedaliera che della componente convenzionata, chiedono alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di intervenire affinché si possa portare tutti insieme, rappresentanza della professione e rappresentanze contrattuali, le proposte al Governo per riempire di contenuti i meri contenitori creati con il PNRR che vedano i medici al fianco dei loro pazienti. Una convocazione della FNOMCeO che possa favorire una sintesi delle diverse istanze, evitando così che si arrivi ad azioni rivendicative che i sindacati, responsabilmente in un momento così delicato, per gli interessi primari della salute dei cittadini italiani, non vorrebbero essere costretti ad utilizzare.

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Il Servizio Sanitario del Lazio “potenziato” diminuendo il numero degli infermieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

Dopo le poche risposte della Regione Lazio sulle assunzioni di personale infermieristico, lunedì 22 febbraio 2021 abbiamo attivato una ricerca per confrontare i dati. Il risultato è sconcertante! La previsione di uscite per pensionamento e quota 100 nel biennio 2019 – 2020 va ben oltre le 4000 unità di personale infermieristico. Consideriamo che con tutta probabilità la pandemia ha aumentato i processi di uscita quota 100 del 2020 e ancora manca tutto il 2021. Lavoratori e lavoratrici che per un anno hanno operato a ritmi folli e che hanno davanti un altro anno in condizioni di lavoro estremo sceglieranno, con molta probabilità, di perdere qualcosa economicamente ma di garantire la propria salute psichica e fisica.
Intanto la graduatoria infermieri del Sant’Andrea è arrivata alla posizione 4780 a tempo indeterminato, ma di questi non tutti sono stati assunti in Regione Lazio. Gli stabilizzati con la riforma Madia, facendo invece già parte del personale ospedaliero, non incidono sulle variazioni.Quindi a conti fatti, numero più numero meno, gli ospedali, le ASL e il servizio di emergenza Ares 118 stanno lavorando con lo stesso numero di personale infermieristico del 2018, che risultava già sottorganico per via del commissariamento e del blocco del turn-over. La condizione è generalizzata, e si allarga ad altre figure professionali e tecniche con graduatorie attive di idonei e le chiamate (dove sono state fatte) risultano ben inferiori alla copertura del turn-over e soprattutto lontane dai numeri previsti nel fabbisogno regionale del triennio 2020-2022 che dovevano servire ad aumentare gli organici. Altro che potenziamento della sanità regionale! Zingaretti e D’Amato hanno sbandierato ai quattro venti le “migliorie” apportate al Servizio Sanitario Regionale. Ottima propaganda politica sulle spalle degli operatori sanitari, delle centinaia di precari chiamati a tempo determinato e messi nei reparti Covid, sui malati non Covid, sui contagiati e soprattutto sui morti, Covid o non Covid. Dove c’è precariato è tutto precario… anche il governo regionale!

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Servizio civile: Candidature aperte fino al 15 febbraio 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Sono 172 i progetti Caritas inseriti nel bando del servizio civile universale per il quale si può presentare domanda di partecipazione entro le ore 14.00 di lunedì 15 febbraio.Di essi, 7 sono all’estero, in otto paesi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Etiopia, Gibuti, Guatemala, Senegal, Sierra Leone e Rwanda) per un totale di 28 posti.Dei 165 progetti in Italia, l’80% appartiene al settore Assistenza, il 19% al settore Educazione e l’1% al settore Agricoltura sociale.Tra i progetti dedicati all’Assistenza, 72 si occuperanno di soggetti in condizione di disagio o di esclusione sociale (soprattutto adulti e anziani), 17 di minori e giovani in condizioni di disagio o di esclusione sociale, 19 di migranti e richiedenti asilo, 9 di disabili, 8 di donne con minori a carico e donne in difficoltà, 4 di persone affette da Hiv, con problemi di salute mentale e ludopatici, 2 di persone vittime di violenza e infine un progetto sarà dedicato a detenuti.Nei progetti dedicati all’Educazione, 18 sono volti all’animazione culturale di minori e giovani, 8 all’educazione e promozione della pace e dei diritti umani, 3 alla lotta all’evasione e all’abbandono scolastici, 2 all’educazione alimentare.Sono 478 le sedi fisiche inserite in questi progetti, in 14 regioni ecclesiastiche e in 98 Caritas diocesane, oltre ai partner all’estero.Tutti i progetti hanno la durata di 12 mesi. I progetti infine vedranno coinvolti 536 olp, operatore locale di progetto, le persone cioè che accompagneranno i giovani volontari nello svolgimento del loro servizio.

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Le nuove tecnologie per una riforma del Servizio sanitario nazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

Il bisogno di salute è in continua crescita e le patologie croniche hanno bisogno di essere affrontate con un approccio nuovo. Rifondare il Servizio sanitario nazionale è una occasione unica e lo sta dimostrando la stessa pandemia da Covid-19 che ha mostrato le falle di un sistema sanitario nazionale che, proprio per affrontare le nuove esigenze degli ammalati ed essere al passo con i Sistemi sanitari dei Paesi del mondo, deve guardare ad altri scenari. Guardare dunque a nuove opportunità di “rinascita” significa affrontare temi nodali (dal potenziamento del territorio alla ripartizione della spesa in silos) e guardare alle nuove tecnologie come ad un volano per questa nuova riforma. L’impiego della Health Technology Assessment è un punto nodale per fare questo, ma implica tutta una serie di processi organizzativi, gestionali ed economici sulla quale devono essere coinvolti tutti gli attori del sistema salute. Velocizzare l’introduzione delle nuove tecnologie permetterebbe di valorizzare di più farmaci e devices, ma per fare questo occorre che il Sistema sanitario inizi a pensare a questo processo in un’ottica di investimento piuttosto che di costo, misurando il valore nel suo impatto sull’intero percorso di cure e sull’organizzazione assistenziale. Questo complesso scenario, emerso in occasione del webinar “Academy, il valore del farmaco e dei devices” organizzato da Motore Sanità, con il contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb e Teva, ha aperto tre questioni: il tema della medicina territoriale, il ruolo strategico della Health Technology Assessment e il processo di Horizon Scanning.La pandemia ha mostrato le lacune del sistema sanitario pubblico italiano. Il sistema si è retto meglio dove c’era una sanità territoriale più legata agli ospedali. “Il tema vero è dare sostanza a termini molto spesso utilizzati ed enfatizzati – spiega Pier Luigi Bartoletti, Vice Presidente OMCeO Roma. Prendiamo la presa in carico del paziente che sotto intende un sistema di responsabilità. Se l’ospedale per intensità di cure è l’ospedale del futuro, a questa definizione teorica non si è mai chiarito il fatto che un ospedale per intensità di cure funziona solo se esiste un territorio che fa la sua parte. E per territorio si intende una serie di servizi che ad oggi spesso non hanno una integrazione delle loro funzioni e, soprattutto, la fase di passaggio più critica nel sistema attuale italiano sono i passaggi della presa in carico”.

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ll 9 novembre è nato in Italia Medicoora

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

E’ il nuovo servizio del mondo medico e sanitario per non lasciare più indietro nessuno. Il periodo di emergenza che stiamo vivendo ha sovraccaricato il servizio sanitario pubblico ma ha anche accentuato divari culturali e tecnologici, all’interno del nostro paese e tra generazioni. Nel lockdown, ci siamo tutti resi conto che il digitale ha creato un gap tra chi possiede supporti tecnologici e chi no, ma soprattutto tra i cosiddetti nativi digitali e chi non ha dimestichezza con computer, tablet e smartphone, creando per questi ultimi un’estrema difficoltà anche per accedere alle informazioni e alle prestazioni sanitarie di base, soprattutto in un periodo in cui tutto va fatto da remoto con modalità e canali di accesso ai servizi che cambiano ogni settimana. Un vero e proprio digital divide che ha messo in difficoltà tutti coloro che sono alle prese con scuola, didattica a distanza, organizzazione quotidiana e necessità di fissare visite mediche, incontrare esperti o avere una seconda opinione. Medicoora è la risposta dal mondo delle startup a queste esigenze: combina l’uso di strumenti tecnologici e la semplicità di utilizzo che li caratterizza, con la qualità e l’affidabilità delle strutture sanitarie italiane. L’elemento digitale è uno degli strumenti per raggiungere questo obiettivo, ma non il principale: per Medicoora infatti al centro ci sono le persone e la componente umana del servizio. Medicoora nasce con l’idea di rendere la semplicità accessibile a tutti: anziani, famiglie, professionisti, ragazzi. A chi vorrebbe avere un medico a disposizione 10 volte al giorno e a chi evita sempre di andarci per non perdere tempo. Come? Fornendo una guida accessibile e comprensibile a tutti, una guida in carne e ossa, disponibile all’ascolto h24 per fugare dubbi e preoccupazioni, capire se c’è un problema e quale possa essere la soluzione più semplice e immediata che sia un consulto video da remoto con un professionista o la prenotazione di una visita in presenza presso una struttura ospedaliera, la consegna dei farmaci o la ricerca del primo appuntamento libero con un specialista. Quello che manca oggi è un punto di riferimento unico che aiuti le persone a capire come muoversi e decidere cosa fare. Le esigenze della famiglia moderna, che spesso vive in città diverse, rischiano di addossare tutta la responsabilità della salute dei più piccoli e dei più anziani, su una singola persona che deve tener traccia delle cose da fare e prendere decisioni o informarsi per conto di tutti. Ambasciatrice della campagna di Medicoora è Giorgia Mosca, alias ‘6voltemamma’, che è una delle massime esperte di acrobazie per gestire le esigenze di tutti i suoi sei figli (a breve sette!), dai pochi mesi ai 14 anni, ma anche dei nonni. Utilizzare Medicoora è molto semplice: basta andare sul sito http://www.medicoora.it, salvare l’app sul proprio smartphone e registrarsi. C’è un servizio pensato per ogni esigenza: per chi è sempre in movimento e non sa a chi rivolgersi quando è lontano dalla sua città, per chi ha bambini piccoli e il pediatra poco reperibile, per chi deve prendersi cura non solo dei figli ma anche dei genitori anziani. Sono inclusi alcuni consulti specialistici (la lista di specialità coperte è molto esaustiva, va dal cardiologo al pediatra e al geriatra), visite mediche e consegna farmaci a domicilio. Oltre a questo, attraverso Medicoora si possono prenotare in modo semplice e immediato visite ed esami presso strutture mediche su tutto il territorio nazionale, senza passare ore aspettando che il centralino risponda.

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Un servizio sanitario che si basa sulla “maggior speranza di vita” è un servizio alla deriva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

“C’era tutto il tempo per prepararsi ad un’eventuale seconda ondata – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – per mesi si è dibattuto su come affrontare un possibile ritorno dell’emergenza, che tra l’altro per alcuni esperti era scontato, ed ora che questo scenario si è verificato, scopriamo che il servizio sanitario è totalmente impreparato ed inadeguato. Le raccomandazioni della Siaarti, la Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva, agli anestesisti-rianimatori in questo senso sono tanto emblematiche quanto agghiaccianti. Parliamo di raccomandazioni di etica clinica per l’ammissione a trattamenti intensivi e per la loro sospensione, in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità di risorse disponibili. In sostanza, si privilegia la maggior speranza di vita, si suggerisce di curare chi ha più possibilità di sopravvivere e di, conseguenza, di abbandonare al proprio destino chi è in gravi condizioni. Nessuno nega la straordinarietà dell’emergenza, ma ancora una volta ci troviamo di fronte ad un sistema che scarica sui cittadini, in questo caso pazienti, le proprie responsabilità. Gli errori di programmazione, le misure confuse e senza un criterio non possono ricadere sui cittadini. Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione e noi ci batteremo con tutte le forze affinché venga garantito a tutti, a prescindere dalla speranza di vita di ognuno”.

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Riordino del Servizio fitosanitario nazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

Gli schemi di decreto legislativo relativi al riordino del Servizio fitosanitario nazionale, dei settori sementi, dei fruttiferi e delle ortive, della vita hanno ottenuto l’approvazione nell’odierna seduta del Consiglio dei Ministri. I testi unici di riordino normativo dei settori interessati sono frutto della delega al Governo inserita nella legge di delegazione europea 2018 e sono stati elaborati nell’ambito del Comitato Fitosanitario Nazionale per l’adeguamento alle norme comunitarie. Le modifiche intervengono profondamente sulle modalità di intervento sulle emergenze fitosanitarie mediante l’elaborazione di specifici Piani di emergenza, il rafforzamento dei controlli alle importazioni e alle produzioni interne, l’individuazione di una rete laboratoristica nazionale per la diagnosi, la modifica della struttura del passaporto delle piante, ma, soprattutto, attraverso una maggiore responsabilità a carico degli operatori professionali in un’ottica di tracciabilità totale. “I cambiamenti climatici e la globalizzazione degli scambi commerciali impongono, infatti, un approccio più armonizzato e proattivo per garantire lo stesso livello di protezione fitosanitaria in tutta l’Ue e condizioni di parità per i numerosi operatori e produttori commerciali dell’Unione. Per questo – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole con delega ai servizi fitosanitari, Giuseppe L’Abbate – i nuovi regolamenti comunitari incrementano i controlli alle importazioni e alla circolazione dei vegetali e introducono strutture e procedure specifiche per una gestione più rapida ed efficace delle emergenze fitosanitarie e, inoltre, fissano i requisiti minimi delle strutture di controllo e dei laboratori nonché accrescono le responsabilità di tutte le parti coinvolte, in particolare le autorità competenti e gli operatori professionali. Le realtà regionali del Servizio fitosanitario – prosegue il Sottosegretario L’Abbate – sono oggi estremamente diversificate sia per strutture che per allocazione delle risorse umane e tecniche. A fronte di questo scenario, oggi diamo concretezza ad un riordino ed una riorganizzazione che fa sì che si rendano celeri, efficienti ed efficaci gli interventi e le misure da attuare per fronteggiare le oltre venti emergenze fitosanitarie attualmente presenti sul territorio nazionale, tra le più note Xylella fastidiosa e Cimice asiatica. I testi unici approvati – conclude Giuseppe L’Abbate – costituiscono la base normativa che, oltre ad allineare i sistemi di controllo specifici di determinati settori al sistema di controllo fitosanitario, hanno permesso di eliminare ogni duplicazione sia nelle procedure amministrative sia nei controlli, con indubbio beneficio per gli operatori che per l’intero sistema agricolo nazionale”. La riforma prevede la completa riorganizzazione del Servizio Fitosanitario Nazionale, ridefinendo competenze e responsabilità del Servizio Fitosanitario Centrale (SFC) e dei Servizi fitosanitari regionali (SFR). A ciò si aggiunge l’adozione di un Piano di emergenza nazionale, in cui definire le linee di azione, le strutture coinvolte, le responsabilità, le procedure, nonché le risorse finanziarie da mettere a disposizione in caso di ritrovamento di focolai di organismi nocivi; l’adeguamento dei posti di controllo frontalieri anche sotto il profilo delle dotazioni strumentali e di personale; la definizione di un “Piano di controllo nazionale pluriennale” in ambito fitosanitario; la designazione dei Laboratori nazionali di riferimento e dei laboratori ufficiali, con le necessarie strutture e risorse per eseguire gli obblighi previsti nel rispetto degli standard più elevati; l’identificazione delle stazioni di quarantena o di confinamento; la realizzazione di un sistema informatico, da collegare e rendere compatibile con quello in essere a livello europeo, per la raccolta e la registrazione di tutti i dati e le informazioni nonché la ridefinizione del sistema sanzionatorio.

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