Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘sessantotto’

Il Sessantotto: Giornate di studi e rassegna cinematografica

Posted by fidest press agency su martedì, 23 ottobre 2018

Roma 3 / 13 novembre 2018 Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Viale delle Belle Arti, 131, Casa del Cinema Largo Marcello Mastroianni, 1, Cinema Trevi – Cineteca Nazionale
Vicolo del Puttarello, 25, Università Roma Tre – Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo via Ostiense 139, Aula 1, Giornate di studio e proiezioni in collaborazione con
Casa del Cinema, Centro Sperimentale di Cinematografia Cineteca Nazionale, Galleria nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Sapienza Università di Roma, Università di Roma Tor Vergata
Università Roma Tre.
Cinquant’anni dal 1968 e una grande iniziativa nel mese di novembre per ricordarlo e sviscerarne i contenuti, nella dimensione contestualmente annessa al valore del documento audiovisivo. Dal 3 al 13 novembre a Roma la Fondazione AAMOD e la Fondazione GRAMSCI presenteranno IL SESSANTOTTO, seconda puntata de Il PROGETTO E LE FORME DI UN CINEMA POLITICO che l’anno scorso fu dedicata ai cento anni dalla rivoluzione russa, e che per questa edizione prevede una giornata di studi e testimonianze (rispettivamente alla Galleria Nazionale il 5 novembre e all’Università degli Studi Roma Tre il 12 e 13 novembre), oltre ad una corposa rassegna cinematografica (in programma per tutto il periodo tra Casa del Cinema e Cinema Trevi) che sarà introdotta da studiosi, registi e testimoni.
Il ’68 fu decisamente un fenomeno mondiale – qualcuno lo paragonò al 1848 – che toccò tutti i continenti, sia pure in forme diverse. In Italia la rivolta degli studenti fece da detonatore ad altri movimenti sociali vecchi e nuovi, a partire da quelli operai e degli studenti medi, aprendo una stagione di mobilitazione durata un decennio. In questo quadro, uno degli aspetti che merita ancora di essere compreso appieno è senza dubbio lo straordinario uso delle immagini che fecero all’epoca i protagonisti di quel movimento o che scaturì da quel momento fondativo così fecondo e carico di promesse. In altre parole, il 68, che portò a un radicale ripensamento e in alcuni casi a una trasformazione dei rapporti sociali e dei valori culturali correnti in diversi ambiti della vita collettiva, lasciò un segno profondo anche nel cinema, nelle arti e più in generale nel modo di concepire e usare, a tutti i livelli, le immagini: non è un caso che la contestazione investì i luoghi classici della cultura e i modi della sua fruizione e vide protagonisti tantissimi artisti del teatro, del cinema, della musica delle arti visive.
Quello che il gruppo di lavoro (Dario Cecchi, Marco Maria Gazzano, Antonio Medici, Domenico Monetti, Pietro Montani, Claudio Olivieri, Paola Scarnati, Giovanni Spagnoletti ed Ermanno Taviani) si propone di fare è di avviare un’indagine di ampio respiro, attraverso una rinnovata visione dei documenti e una discussione scientifica appropriata. Si tratta, da una parte, di riproporre l’ampio materiale audiovisivo sui e dei movimenti che si produsse negli anni attorno al ‘68; dall’altra, di ripensare la portata del ‘68 nel rinnovare gli stili e i linguaggi del cinema, sia di fiction sia documentario, sostenendo lo slancio creativo e il rinnovato bisogno di sperimentare formati d’immagine e formule narrative del tutto inedite.
È una stagione che merita oggi di essere “rivisitata” alla luce degli sviluppi successivi, nel cinema e non solo, ed il cui dirimente passaggio politico e culturale verrà inquadrato alla luce del recente, e ricco, dibattito storiografico su questi temi. https://www.aamod.it/

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sessantotto e demenza politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2010

Credo che un po’ tutti siamo istintivamente convinti che le conseguenze della perdita di conoscenze dovuta al crollo dell’Istruzione e Formazione chiamata “Sessantotto“, sia emersa con la presa di potere dei relativi “prodotti“, cioè a partire dagli anni ’80, ma con il passare del tempo e quindi con l’evidenziarsi delle variazioni rispetto ai riferimenti storici, sorge almeno il dubbio che si sia verificato quanto accade al flusso d’acqua che si avvicina ad una strozzatura, laddove l’accelerazione risale a monte dando luogo al fenomeno detto “rigurgito“: anche parecchi personaggi che allora “insegnavano“, risultano contaminati dall’appiattimento al minimo. Sarebbe difficile spiegare altrimenti quanto si sta verificando in Italia, cioè un milione di sintomi, che al momento trovano il loro ennesimo esempio negli avvenimenti connessi alla visita di Muhammar Geddafi. Dove e quando, in tempi coerenti con l’attuale evoluzione degli equilibri istituzionali di un Paese “ avanzato “, è mai accaduto che al Capo di uno Stato estero venisse concesso di presentarsi e comportarsi più volte come un attore libero di pronunciarsi su qualunque argomento gli passi per la mente o gli venga commissionato? Gli unici ruderi che onorano e garantiscono un po’ di fama alla Libia sono quelli lasciati dalla dominazione romana nel vuoto di un deserto infinito, dopo che fu rimandato a casa il pierino ( anche in casa sua ) Annibale elemontato! Accade così che al Proconsole libico venga lasciata completa pseudo-libertà di parola.
Chi altri infatti avrebbe potuto avanzare la richiesta verso l’EUROPA di 5 MLD di EURO all’anno << per evitare che sia invasa dalla “ marea nera fonte del processo di islamizzazione “ ( da lui auspicato ), non per creare le condizioni che rendano meno imperativa la fuga dall’AFRICA dei signorotti, ma per lasciare i profughi ad esaurirsi nei CPT del deserto >>, così dando l’occasione all’ineffabile Ministro degli esteri italiano di sollevare a Bruxelles l’ennesimo tema di contrasto, di cui il Governo italiano non avrebbe osato nemmeno far cenno ?
Credo che, se mancasse “l’effetto Sessantotto“, gli autori della “ operazione Gheddafi “ avrebbero dovuto rinunciarvi perché si sarebbero semplicemente resi ridicoli, ma, nello stato di assenza di capacità critica ottenuta dall’emarginazione della Conoscenza, perché non sfruttare anche questa macchinazione per arrotondare ulteriormente di qualche decina di volte il rapporto fra le entrate di chi comanda e la retribuzione del Lavoratore?
Qualcuno ha letto l’indegno testo con cui la solita manciata di “berlusconiani  mascherati“ si pronuncia in favore dell’uninominale apponendo una firma incomprensibile, a fronte del quale ancora una volta Giovanni Sartori si impegna a raccontare perché sotto quella formula si nasconda nuovamente il trucco antidemocratico, solo leggermente più elegante della truffa detta Porcellum, assolvendo così, rara avis, al dovere deontologico di chi sa e quindi deve difendere il Cittadino normale, inevitabilmente sprovveduto di fronte all’astuzia professionale?Che poi è quanto si verifica nella miseria con cui vengono sempre compilati i testi delle Leggi e delle Normative, ed in particolare dei quesiti referendari sempre inevitabilmente interpretati poi a valle secondo le scelte di chi conta e non quelle pubblicizzate a monte per ingannare i votanti, (dalla Responsabilità dei Giudici al Finanziamento Pubblico dei Partiti, all’impunità dei Politici, ecc …) a conferma che in Italia il pesce non puzza più dalla testa, rimasta vuota. Ma ciò che più addolora dell’attuale “dichiarazione“, per l’ennesima volta è la violenza del contrasto fra il peso dei nomi che sottoscrivono, evidentemente intendendo esercitare un’opera di convincimento morale verso la conclusione da loro auspicata, e la vacuità dello scritto, da cui deriva una tale enormità di “danni collaterali“ da riempire i vuoti lasciati nei Tribunali dai processi cancellati per “time over“ all’insegna del nostro <<chi ha dato, ha dato … >>. Se due generazioni fa leggevamo inorriditi le ingiustizie subite da Renzo e Lucia, oggi speriamo che, dopo quella mediatica, non subiamo anche la peste materiale. (Pierpaolo  Benni) (in sintesi)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »