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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘settembre’

Settembre è il Mese dei tumori ematologici

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

E’ dedicato alla sensibilizzazione su queste patologie che colpiscono un numero elevato di persone in Italia. Si stima che nel 2019 siano stati diagnosticati circa 29.000 nuovi casi di tumori del sangue, tra cui leucemie, linfomi e mielomi, rappresentando quasi l’8% di tutti i tumori maligni.Janssen Oncology, impegnata in particolare nella lotta al Mieloma Multiplo e alla Leucemia Linfatica cronica, ha sviluppato la campagna digitale “Stiamo percorrendo nuove strade” di sensibilizzazione su questo tema, rivolta al largo pubblico e patrocinata da AIL – Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma. Verrà lanciata in occasione della tavola rotonda, durante la quale i principali attori attivi in quest’area terapeutica si confronteranno per fare il punto sui risultati della ricerca in ambito ematologico e per sottolineare l’importanza di non trascurare le cure.Parteciperanno:
Sen. Paola Boldrini, Vicepresidente Commissione Igiene e sanità, Senato della Repubblica (collegamento in videoconferenza)
Paolo Corradini, Presidente SIE – Società italiana di ematologia (collegamento in videoconferenza)
Sergio Amadori, Presidente AIL – Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma
Massimo Scaccabarozzi, Presidente e Amministratore delegato Janssen
Conduce: Annalisa Manduca, giornalista RAI

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Scuola: Il decreto Agosto porta 1,3 miliardi per la riapertura a settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2020

Anief: segnale importante da attuare subito. Ma per settembre bisogna assumere i precari dalle GPS e tutti gli idonei dell’ultimo concorso IRC e del nuovo concorso DSGA, indire un concorso straordinario per infanzia e primaria e docenti di religione, rivedere i criteri del dimensionamento scolastico, quadruplicando le assunzioni per il personale ata, dirottare 15 miliardi del Recovery Fund all’istruzione e ricerca, coprire tutti i posti sul sostegno chiesti dalle scuole. Su questo, presenteremo emendamenti specifici in Parlamento.
Il decreto Agosto n.104, contiene le misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia: il testo pubblicato in G.U. comprende anche finanziamenti aggiuntivi per la riapertura delle scuole in sicurezza a partire dal 14 settembre. A partire dallo stanziamento di altri 1,3 miliardi. Sono due i filoni di intervento principale: lo stanziamento aggiuntivo di un miliardo (400 milioni di euro nel 2020 e di 600 milioni di euro nel 2021) riguarderà le ‘Misure per l’edilizia scolastica, per i patti di comunità e per l’adeguamento dell’attività didattica per l’anno scolastico 2020-2021′; i restanti 300 milioni andranno ad aumentare la dote a cui il commissario straordinario all’emergenza, Domenico Arcuri, potrà attingere per tutte le esigenze collegate all’inizio dell’anno scolastico. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “lo stanziamento previsto dal Governo con il decreto 104 rappresenta un primo importante segnale di rafforzamento delle strutture scolastiche, in vista del complicato rientro in classe in presenza a partire da metà settembre. Ben venga la soluzione di collocare gli studenti in locali aggiuntivi: come Anief abbiamo indicato da subito la strada migliore su questo punto, che passa per il recupero dei 15 mila plessi dismessi a seguito degli scellerati tagli agli organici e alle sedi scolastiche attuate negli ultimi 12 anni. Allo stesso modo è bene che l’organico cosiddetto Covid, per il quale il ministero ha mostrato sensibilità e diponibilità, non si fermi a 50 mila unità, ma vengano assegnate alle scuole tutti i docenti e Ata necessari per garantire il diritto allo studio in sicurezza di quasi un milione e mezzo di allievi. Una sicurezza che passa, è bene ricordarlo, per il distanziamento, l’utilizzo permanente della mascherina, l’utilizzo continuo di gel disinfettante, la gestione dei flussi e tutte le operazioni necessarie per l’igienizzazione e la gestione dei locali scolastici. Tutte operazioni che vanno realizzate in fretta, nei prossimi giorni, e che necessitano di 150 mila docenti in più e ulteriori 40 mila Ata, da assumere a tempo indeterminato e non certo con la modalità illegittima dei contratti usa e getta”.

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Scuola: Riapertura a settembre in sicurezza il Ministero dell’Istruzione coinvolge direttamente gli EE.LL

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

L’avvio del nuovo anno scolastico 2020/2021 è oramai alle porte e molti sono gli interrogativi che non hanno ancora una risposta certa, diversi sono gli incontri che si susseguono in questi giorni e nonostante ciò molte scuole non hanno a disposizione spazi sufficienti per ripartire in sicurezza con la didattica in presenza. Il Ministero con Avviso pubblico Protocollo 27189 del 19 agosto 2020 coinvolge tutti gli EE.LL proprietari di immobili scolastici assegnando delle risorse per acquisire ulteriori spazi da destinare alle attività scolastiche per l’anno 2020/2021. Entro le ore 18:00 del 26 agosto 2020 ogni EE.LL. può accedere ad un link predisposto dal Ministero per comunicare il fabbisogno economico per procedere ad affitto di nuovi spazi da adibire ad attività didattiche, affittare o acquistare strutture temporanee oltre a finanziare eventuali spese di trasporto per gli studenti o adeguare le nuove strutture alle esigenze didattiche. Le risorse sono destinate a fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19 attualmente in corso e per il reperimento “di ulteriori spazi da destinare all’attività didattica nell’anno scolastico 2020/2021”. Pertanto, le richieste e le esigenze espresse dagli enti locali devono essere coerenti con tale finalità.
Per tutte le informazioni sulla procedura gli EE.LL. possono consultare il LINK messo a disposizione dal Ministero.

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Scuola: Riapertura a settembre? I presidi Udir pronti allo sciopero

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

A seguito delle ultime informative del Comitato tecnico scientifico e dell’incontro tenuto nella serata tra la ministra Lucia Azzolina, il commissario straordinario Domenico Arcuri e le organizzazioni rappresentative dei dd.ss., il giovane sindacato dei dirigenti scolastici annuncia che se non interverrà una norma in Parlamento il ricorso allo stop alle attività sarà inevitabile. In alcuni istituti mancheranno infatti i banchi fino a novembre, in altri le nuove aule per tutto l’anno, oltre che il personale necessario. Cosicché non si potrà appieno rispettare le norme sul distanziamento interpersonale previsto dal protocollo sulla sicurezza del 6 agosto. Non bastano le rassicurazioni del CTS. In presenza di contagio, in questa condizione il capo d’istituto sarebbe il primo responsabile penale e civile, inquisito d’ufficioLe condizioni per la ripartenza della scuola a settembre, non fanno dormire sonni tranquilli ai dirigenti scolastici. Sono per ora poco di più di 400 gli iscritti al giovane sindacato dei dirigenti scolastici, ma la protesta si allarga, anche nelle chat e sui social media ai loro colleghi. Alcuni presidi sono pronti a consegnare le chiavi ai prefetti dopo aver rinviato le ferie pur di provvedere a tutte le richieste e indicazioni pervenute dal ministero dell’Istruzione e da quello della salute. Più volte hanno risposto a domande di richiesti di banchi, spazi, organici. Ora tocca al Governo che vuole la riapertura delle scuole, come tutte le famiglie, giustamente dare certezza anche sulle responsabilità di chi non avrà le aule aggiuntive e il personale docente e Ata richiesto nei tempi giusta per l’apertura dell’anno scolastico. Se sono apprezzabili gli sforzi del Governo per la riapertura in sicurezza delle scuole deve essere chiaro che in assenza di certezze sulla responsabilità dei presidi. lo stato di agitazione non può che montare.
Il sindacato Udir, in particolare, reputa non utile la soluzione prospettata dall’amministrazione di poter sollevare dalle responsabilità i dirigenti scolastici qualora attuino tutte le disposizioni previste dai protocolli in via di approvazione finale: la norma di riferimento, in caso di controversia, rimane, come citato dal Cts, quella contenuta nella legge del 5 giugno 2020, la quale ratifica solamente quanto enunciato dall’art. 42 comma 2 del decreto Cura Italia in merito al l’equiparazione del contagiato da Covid quale infortunio sul lavoro come ribadito dalla circolare 22 del 20 maggio scorso prodotta dall’Inail; la Legge di inizio giugno, in pratica, va a determinare una limitazione o cancellazione delle responsabilità datoriale, in presenza di un lavoratore ( studente) contagiato solo qualora lo stesso dirigente abbia adempiuto in toto a tutti i protocolli ministeriali sottoscritti tra governo e parti sociali. Sul piano pratico, tuttavia, Udir sostiene che il contagio è per sua natura poliedrico, mutevole, di difficile individuazione e causa: pertanto, il giudice potrebbe comunque individuare delle mancanze nell’operato dei dirigenti. Il punto, quindi, rimane sempre lo stesso: bisogna approvare a livello legislativo uno “scudo” ad hoc specifico per la tutela dei capi d’istituto, come chiesto pubblicamente dalla scorsa primavera dal giovane sindacato e ribadito nei giorni scorsi alla ministra dell’Istruzione.

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Scuola: Rientro a settembre, tutte le norme da approvare per farlo in sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2020

Il Ministero dell’Istruzione e i sindacati sono al lavoro per la stesura di un protocollo di sicurezza per garantire l’avvio dell’anno scolastico. Il protocollo prevede una serie di punti: dall’obbligo della mascherina per chiunque entri a scuola alla misurazione della temperatura prima di entrare in classe. Bozza protocollo di sicurezza. Diverse sono state anche le richieste delle parti sociali su cosa fare in caso di positività, ma anche sulla necessità di introdurre un medico in ogni scuola, un adeguato sostegno psicologico per personale scolastico e studenti. Molta attenzione dovrà quindi essere posta sulla gestione, nelle scuole, degli gli spazi comuni. Risultano, intanto, in via di adeguamento alla nuova situazione epidemiologica le Linee guida nazionali prodotte a fine giugno. Sono state invece approvate in via definitiva le linee guida 0-6 anni, attraverso l’accordo raggiunto in Conferenza Unificata di pochi giorni fa, con accorgimenti specifici per i bambini in tenera età. Nel frattempo, alcune regioni hanno già deliberato le loro linee guida, come l’Emilia Romagna, il Lazio, la Sicilia e il Veneto. Come è prevista una dotazione organica aggiuntiva, fino a 50mila docenti e ATA per gestire l’emergenza; un organico che la Ministra ha definito “il personale Covid”. Infine, risultano al parere del Cspi le indicazioni del MI sulla possibile Didattica a distanza, con le scuole realizzeranno piano per la didattica digitale integrata. Anche l’Anief risulta in prima linea per dare il suo contributo al ritorno a scuola in sicurezza, attraverso le richieste prodotte durante i tavoli di confronto organizzati dal Ministero. “Stiamo chiedendo – ha detto Marcello Pacifico, in una intervista pubblicata in queste ore da Orizzonte Scuola – delle modifiche. In particolare Anief chiede che si firmi l’accordo sullo svolgimento dell’attività didattica a distanza e sul lavoro agile, come prevede la legge 41. Devono essere chiari i diritti dei lavoratori, anche perché ricordiamo che nel vecchio contratto si parla di diritto alla disconnessione e invece con la didattica a distanza è tutt’altro”. Il sindacalista autonomo ha detto che c’è l’esigenza pure “di chiarire le norme sui lavoratori fragili: più del 60% del personale scolastico è over 55, una fascia di età in cui il lavoratore è più a rischio contagio”.

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Riapertura scuole a settembre e tavoli tecnici

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali per confrontarsi sulle norme di sicurezza anti-Covid da adottare a settembre, in coincidenza dell’avvio del prossimo anno scolastico: si è parlato, tra le altre cose, della possibilità di modificare le norme contenute nel famigerato articolo 64 della legge Gelmini 133 del 2008 che ha introdotto la possibilità di creare classi con numeri di alunni anche superiori alle 30 unità, oltre che di fondi da stanziare per il rientro, la stabilizzazione del personale, le regole per rispettare il distanziamento fisico nelle aule durante le lezioni, l’organizzazione scolastica in generale.Il ritorno sui banchi di scuola si sta dimostrando molto complesso: la conferma è giunta oggi, durante l’incontro tra la ministra dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali rappresentative. Diverse sono le richieste poste dal presidente Anief, Marcello Pacifico, assieme alla necessità di un nuovo provvedimento legislativo urgente per il settore dell’istruzione, anche in vista della Legge di Bilancio.Se è vero che il Governo da una parte, grazie anche all’intervento di Anief, ha già comunicato la volontà di destinare una porzione consistente di una parte delle risorse straordinarie provenienti dall’Europa per ripensare alla scuola come a un investimento del Paese, partendo dalle deroghe alle norme sulla formazione degli organici e dall’assegnazione del personale suppletivo per riaprire le scuole a settembre, rimane fondamentale per il sindacato avere ben chiara l’attuazione di determinati obiettivi.“Occorre assolutamente reclutare tutto il personale precario – spiega Marcello Pacifico, leader del sindacato Anief – , semplificandone le procedure di assunzione, anche alla luce del record prossimo di 250 mila supplenze annuali, ma anche ripristinare gli organici utilizzati prima di 15 anni fa. Sono infatti più di 200.000 i posti tagliati per il personale docente, 50.000 per il personale Ata, 4.000 quelli della dirigenza scolastica non più esistenti, 15.000 i plessi dismessi: questi ultimi, tra l’altro, sarebbero utilissimi per individuare gli spezi necessari ad accogliere gli alunni in soprannumero per via del rispetto del distanziamento minimo statico di un metro tra ogni alunno. Bisogna – ha concluso Pacifico – realizzare un decisivo cambio di rotta, costruendo insieme la prossima legge finanziaria di fine anno”.

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“Al lavoro per piena ripresa delle attività didattiche a settembre”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

Roma. “Il nostro impegno per garantire l’ordinaria ripresa delle attività didattiche a settembre è massimo. Obiettivo prioritario di questa Amministrazione è garantire la totale sicurezza nei locali delle scuole e, a tal proposito, sono in corso diversi tavoli di interlocuzione con i dirigenti scolastici e i Municipi, auditi sul tema nell’odierna Commissione Scuola, nonché con l’Ufficio Scolastico Regionale e con la Regione Lazio.Per quanto riguarda scuole elementari e scuole superiori di primo grado, come dichiarato dal Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici, l’ampiezza delle classi dovrebbe consentire il pieno rispetto delle prescrizioni in materia di distanziamento sociale, evitando così lo sdoppiamento delle classi. A tal proposito, i dirigenti scolastici del comparto statale stanno effettuando ogni valutazione del caso sulla base delle Linee Guida nazionali e, nel contempo, stanno rappresentando ai Municipi ogni criticità riscontrata.Per quanto concerne i plessi facenti capo al Comune, siamo ottimisti circa gli spazi da destinare ai nidi, mentre sul versante scuole dell’infanzia ci sono ancora delle criticità in essere su cui l’Amministrazione sta lavorando alacremente. Anche qui la sinergia d’intenti con i dirigenti scolastici, i quali stanno provvedendo alle misure del caso grazie ai fondi ricevuti dal Miur e a quelli per la piccola manutenzione stanziati dall’Amministrazione, è totale”.Lo dichiara, in una nota stampa, la presidente della Commissione Scuola di Roma Capitale Teresa Maria Zotta.

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Scuola: A settembre sarà caccia al precario

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Quello che l’Anief temeva, con il nuovo anno scolastico prenderà la conformazione di triste realtà: vi saranno così tanti posti vuoti da insegnanti che gli uffici scolastici avranno seri problemi a reperire i supplenti. Soprattutto da Firenze in su. Delle 85 mila cattedre vuote che i dirigenti scolastici dovranno coprire, la maggior parte sono collocate al Nord. Da un’analisi di Tuttoscuola risulta infatti che mancheranno all’appello “più di 50mila docenti (circa il 60% dei posti vacanti) in ben 6 regioni del Settentrione: Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia”. E per come si stanno profilando le nuove graduatorie provinciali per le supplenze, che cambiano le carte in tavole e le valutazioni dei titoli di studio, c’è poco da mettersi le mani nei capelli.“Ritrovarci a breve con quasi un insegnante precario ogni tre in organico – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – rappresenta il fallimento della politica del reclutamento italiano dei docenti. Una resa delle armi che ha origini lontane, non certo nell’attuale Governo. Avere eluso sistematicamente le indicazioni provenienti da 20 anni dalla Commissione europea, a partire dalla Direttiva n. 70 del 1999 sulla prevenzione dell’abuso di precariato, ha prodotto un quadro che parla da solo: a settembre, se si considerano i 30 mila nuovi pensionamenti e le decine di migliaia di immissioni in ruolo che andranno deserte per via delle GaE e graduatorie di merito prive di candidati, la scuola italiana si ritroverà con un insegnante precario ogni tre in organico. Noi abbiamo detto cosa fare: se Governo e Ministero continuano a non darci retta, vivremo un autunno di disagi e di mancato diritto allo studio, oltre che un contenzioso, senza precedenti”Settembre è da anni il mese più complicato per la scuola italiana. Quello del 2020 rischia di diventare una “Caporetto”.

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Scuola: Didattica mista a settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Per quanto riguarda la didattica mista, che si attiverà a partire da settembre, non si hanno ancora le idee ben chiare: infatti, in seguito al dietrofront di queste ore, Lucia Azzolina, ministro dell’Istruzione, ha dichiarato che la scuola a classi alterne ci sarà solo per i più grandi. Infatti la ministra torna sulla sua proposta di ripartenza a settembre, ma precisa che per i più piccioli “la scuola potrà aprirsi al territorio. Sfruttare parchi, ville, teatri, spazi di associazioni e realtà che collaborano già con le scuole”.La proposta, quindi, è quella di tornare sui banchi di scuola seguendo le lezioni per metà del tempo in classe e per metà on-line, ma senza raddoppi o smembramenti; gli alunni che resteranno a casa seguiranno le lezioni con i loro compagni ma collegati al computer e si alterneranno nei posti sui banchi nel corso della settimana per evitare l’affollamento nelle scuole.Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ai microfoni di Italia Stampa, ha detto la sua sulla situazione che attenderà le scuole italiane all’inizio del prossimo anno scolastico.
Il leader dell’Anief, infatti, ha affermato che “il Governo devo scegliere se la priorità è solo la salute, quindi risorse da investire nella sanità, che devono essere ingenti e coprire le lacune che abbiamo, o se ci saranno anche risorse per la scuola, perché il diritto all’istruzione e il diritto alla salute sono entrambi sacrosanti. Quest’anno scolastico lo stiamo chiudendo con la didattica a distanza che, lo abbiamo sempre ripetuto, nonostante sia fatta col cuore e con la mente, è comunque una didattica che non potrà mai sostituire la didattica in presenza. Il prossimo anno, se non dovesse essere debellata la diffusione del Coronavirus nelle forme diverse in cui si potrebbe ripresentare, è importante mantenere le misure di sicurezza sul distanziamento che oggi non abbiamo nelle scuole italiane, che si chiama con un nome e un cognome: classi pollaio”.Sempre rispetto alla didattica mista, Pacifico ha aggiunto che “è inutile pensare di fare metà lezione in presenza e metà lezione a distanza: in questo Paese non si riuscirà mai a fare in modo che tutti abbiano gli stessi strumenti di connessione, così da garantire un’equa didattica. Bisogna invece fare in modo che il numero di alunni per classi sia dimezzato, con 12/15 studenti per aula in base ai metri quadri, oppure fare in modo che le scuole si adeguino per poter funzionare con la didattica in presenza ma col distanziamento sociale. Questo significa andare a recuperare i plessi dismessi negli ultimi 15 anni, sono più di 10mila, metterli in sicurezza, fare un piano straordinario, anche con insegnanti e personale Ata da assumere. Si parla di almeno 250 mila unità: non a caso sono i 250 mila posti tagliati negli ultimi 15 anni”.

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Coronavirus: pensare alla ripartenza delle scuole a settembre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Il momento difficile e delicato che il Paese sta affrontando si è rivelato fondamentale per un complessivo ripensamento del sistema dell’istruzione e dell’organizzazione scolastica, in quanto ha mostrato e continua a mostrare i punti di forza, ma anche le debolezze e le fragilità di un sistema ancora incardinato su una visione passata e troppo poco improntata all’innovazione tecnologica.
La didattica a distanza è stata un successo dove gli alunni avevano possibilità di accedervi, ma ha drammaticamente rimarcato le disparità esistenti in un Paese ancora troppo diviso da differenze sul piano economico e sociale. Tema su cui il Governo dovrebbe porre maggiore attenzione, specialmente in questa fase.
Risulta alquanto controversa e discutibile, sul fronte dell’istruzione, la modalità con il Ministero ha bandito i concorsi, approfittando anche della situazione di emergenza. Il bando pubblicato per la selezione del personale docente, infatti, come hanno denunciato i sindacati, risulta modificato rispetto al testo presentato al CSPI – Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Questo denota una criticità nella procedura, secondo cui il testo avrebbe dovuto invece essere sottoposto nuovamente al Consiglio, aprendo le porte a possibili contestazioni. Inoltre è necessario ed urgente pensare alla ripartenza: vista l’attuale situazione di emergenza dovuta alla pandemia, appare fortemente improbabile che a settembre si siano già espletate le procedure del concorso per la selezione del personale docente bandite ieri e siano disponibili i nuovi insegnanti, che dovranno ricoprire le cattedre vacanti e assicurare il servizio scolastico in conformità con le nuove disposizioni di distanziamento sociale e doppia turnazione.
Gli alunni, dopo aver terminato l’anno scolastico con la didattica a distanza (laddove possibile), si potrebbero trovare a settembre senza alcuni professori, come già accaduto lo scorso anno in occasione dell’avvio dell’anno scolastico.
Non avendo riaperto le graduatorie d’istituto e non avendo terminato i concorsi, i presidi dovranno probabilmente ricorrere nuovamente alla selezione tramite MAD (messa a disposizione), con un sovraccarico di lavoro e con il rischio di selezionare personale meno esperto e qualificato rispetto agli insegnanti precari, che hanno dovuto spendere soldi e tempo per aggiornare le proprie competenze in vista della annunciata riapertura delle graduatorie d’istituto, poi smentita.
In tale ottica, rinviare di un anno la procedura di aggiornamento delle graduatorie (prevista a giugno) a causa della crisi coronavirus è un grave errore: le scuole devono poter contare su graduatorie aggiornate con personale preparato, in modo da poter garantire a settembre una ripresa piena delle attività, senza minare ulteriormente il diritto allo studio di molti alunni, già messo in crisi dall’emergenza Covid-19.
L’aggiornamento è reso possibile da procedure telematiche, per cui devono essere stanziate le opportune risorse, in tutto il Paese. È necessario definire in tal senso una generale riorganizzazione del sistema scolastico con modalità moderne e aggiornate, che permettano di sfruttare le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, per incrementare l’efficienza e la rapidità delle procedure.

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Scuola: Si tornerà in classe a settembre, l’annuncio del premier Giuseppe Conte

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

Le scuole riapriranno a settembre: precedendo la conferenza stampa e il Dcpm di rito, lo ha detto oggi il premier Giuseppe Conte in un’intervista alla stampa nazionale: Conte ha spiegato che “la scuola è al centro dei nostri pensieri e riaprirà a settembre”: ha tenuto a dichiarare che la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina “sta lavorando per consentire che gli esami di Stato si svolgano in conferenza personale, in condizioni di sicurezza”. Il premier ha detto che “non siamo ancora nella condizione di ripristinare una piena libertà di movimento, non sarà un ‘liberi tutti’”. Ecco perché non si potrà tornare a maggio: “tutti gli scenari elaborati dal comitato tecnico-scientifico prefigurano rischi molto elevati di contagio, in caso di riapertura delle scuole. È in gioco la salute dei nostri figli, senza trascurare che l’età media del personale docente è tra le più alte d’Europa. La didattica a distanza, mediamente, sta funzionando bene”.Il rientro in classe per l’avvio del prossimo anno didattico è sempre stato ipotizzato, ma non sono mai stati approfonditi i modi in cui ciò avverrà. Anche stavolta, commenta Orizzonte Scuola, “non è stato chiarito ancora se si possa procedere con doppi turni, con un’integrazione della didattica a distanza, eccetera. In buona sostanza non è ancora stabilito in che modo possano essere rispettate le norme di sicurezza sanitaria. Infatti, l’uscita graduale dal lockdown a partire dal 4 maggio non sarà un ritorno alla normalità”. Nemmeno a settembre si rientrerà nella normalità. In un intervento sulla stampa specializzata, Annamaria Palmieri, assessore alla scuola e all’istruzione del comune di Napoli, si sofferma su tanti dubbi, sinora non affrontati dai Comuni, su cui è giunto il momento di ragionare: sugli spazi, con “gli ambienti scolastici che dovranno essere predisposti in modo adeguato, specie negli spazi comuni di passaggio e nei servizi igienici o negli impianti: areazione sterilizzata, igienizzazione”; sui Bisogni Educativi Speciali, dopo che per molti ragazzi in condizioni di disagio e privi di una buona mediazione familiare l’esperienza della DaD è stata già pesante; sui trasporti, perché bisognerà investire su mobilità pubblica e tecnologie digitali, e incentivare mobilità ciclopedonale anche con azioni decise di contenimento e contrasto all’utilizzo dell’auto; su sicurezza e prevenzione igienico-sanitaria, chiarendo se la spese per “mascherine e guanti per studenti e personale, sistemi di test efficaci e ripetuti” verrà coperta con “bilanci regionali fondi per il mantenimento degli standard previsti o viceversa si ipotizza che poi le spese se le caricheranno le singole scuole o i Comuni o, ancor peggio, le famiglie”; sull’inclusione sociale, perché “la scuola è anche uno degli spazi di welfare più significativi di questo Paese, spazio di inclusione per eccellenza: ad essa si affianca il lavoro del privato sociale, di tante associazioni, di tanti centri che la supportano”.

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Scuola: Prove Invalsi spostate a settembre

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

Spostare le prove Invalsi a inizio anno scolastico, in modo da verificare gli apprendimenti degli studenti relativi all’anno scolastico 2019/20. A chiederlo sono stati gli stessi rappresentanti dell’Istituto di valutazione ascoltati in Senato, nell’ambito dell’esame della conversione in legge del decreto legge n. 22 dell’8 aprile scorso: nella stessa sede dove è stata audita anche l’Anief, i rappresentanti dell’Invalsi, riferisce l’agenzia DIRE, hanno annunciato che stanno predisponendo delle prove per l’inizio dell’a.s. 2020/21.Marcello Pacifico (Anief): “In un momento così difficile per il Paese, la scuola ha risposto con modalità nuove di didattica, le quali devono prevedere anche un diverso approccio valutativo e docimologico. Pensare di verificare gli apprendimenti come se si stesse proponendo un’offerta formativa in condizioni normali significa non rendersi conto della realtà. Cosa potrebbe rilevare l’Invalsi, forse che gli effetti del Coronavirus hanno incrementato le disuguaglianze sociali? Ma per raggiungere questo obiettivo basterebbe realizzare un monitoraggio. Basta con i quiz a risposta multipla che umiliano solo chi già sa di essere in difficoltà: troviamo il modo di aiutarli, incrementando le risorse, approvando un contratto degno per la categoria, assumendo i docenti sui posti liberi. Basta con le mortificazioni”.
Causa Coronavirus, i test Invalsi di quest’anno scolastico potrebbero svolgersi a settembre. Le prove, riporta Orizzonte Scuola, potranno permettere ai docenti di verificare gli apprendimenti degli studenti relativi alla classe frequentata nel 2019/20 e potranno essere somministrate all’inizio del nuovo anno scolastico: “Per l’avvio dell’anno scolastico – hanno spiegato i rappresentanti dell’istituto ai componenti della VII commissione del Senato – Invalsi sta lavorando alla messa a punto di prove da mettere a disposizione delle scuole e dei docenti per saggiare l’acquisizione delle competenze apprese”.“Le prove che potremmo offrire si riferiscono a ciascun grado e potrebbero essere utilizzate nel periodo iniziale della classe successiva rispetto a quelle in cui sono previste, per dare la possibilità ai docenti di avere una bussola di riferimento che informi in modo attendibile su quanto gli studenti hanno appreso. Queste prove non rivestono funzione classificatoria e valutativa ma informativa per i docenti”, hanno concluso i rappresentanti dell’Invalsi.Anief ritiene questa proposta del tutto inappropriata. Perché come si andrebbero a valutare dei contenuti che negli ultimi due mesi, e probabilmente andrà così sono alla fine dell’anno scolastico, per ovvi motivi, sono stati offerti e fruiti in condizioni non certo omogenee: come si può pensare che un maestro precario della scuola primaria, magari privo di computer e di connessione, senza avere accesso alla carta docente annuale, possa avere attuato la stessa didattica a distanza di un collega di ruolo delle superiori già esperto in teledidattica?

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L’influenza a settembre

Posted by fidest press agency su domenica, 29 settembre 2019

Parma Il virus influenza di specie B è stato identificato ieri dalla Prof.ssa Flora De Conto e dalla Prof.ssa Maria Cristina Arcangeletti e dai loro collaboratori nei Laboratori di Virologia Molecolare e Virologia Isolamento agenti virali dell’Unità Operativa Complessa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, diretta dalla Prof.ssa Adriana Calderaro, Direttore della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia e afferente al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. L’impiego di tecnologie molecolari avanzate, in sinergia con metodi colturali convenzionali, in uso all’Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, ha permesso una diagnosi rapida di infezione da virus influenza B da un tampone faringeo di una bambina di 6 anni ricoverata nel reparto di Pediatria Generale e d’Urgenza; la bambina è stata ricoverata con febbre e mal di gola riferita a una generica affezione dell’apparato respiratorio per la quale non era stato formulato un sospetto clinico di influenza.
Il risultato è rilevante anche dal punto di vista epidemiologico, in quanto dimostra che la circolazione di virus influenzali non è strettamente limitata alla sola stagione invernale e ribadisce la necessità di attuare da parte degli specialisti controlli puntuali e di applicare metodi diagnostici sofisticati, in grado di permetterne il rilevamento in maniera precoce ed accurata.
Com’è noto il virus influenza B, così come il virus influenza di specie A, causa infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato.L’elevata variabilità dei virus influenzali, con possibilità di riassortimento genico favorito dal loro genoma segmentato, rende necessario un elevato grado di attenzione da parte degli scienziati specializzati in ricerche su tali agenti e del personale sanitario che si occupa del loro monitoraggio e della diagnosi, per la possibile emergenza di ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche, in grado di sostenere episodi epidemici di più vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemieSoltanto lunedì, la stessa équipe di virologi specialisti ha effettuato la diagnosi tempestiva di un caso di Dengue in un altro paziente pediatrico italiano di ritorno da un viaggio nel Sud-Est asiatico.Questi risultati di grande utilità per i pazienti sono possibili anche grazie al supporto della continua attività di ricerca condotta sugli stessi virus (Arbovirus e virus Influenza) nel Centro, che ha un’attività scientifica documentata da pubblicazioni su prestigiose riviste scientifiche.

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Scuola: Sciopero 11 settembre, le richieste Anief

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

I recenti sviluppi dei decreti Dignità e Milleproroghe hanno convinto il sindacato Anief a proclamare il sesto sciopero del 2018: si svolgerà per l’intera giornata di martedì 11 settembre e riguarderà tutto il personale docente, Ata ed educativo, a tempo indeterminato e determinato, delle istituzioni scolastiche ed educative statali e comunali (comprese materne e nidi). La data non è casuale, perché quel giorno coinciderà con la ripresa delle attività della Camera dei deputati, chiamata a confermare anche l’emendamento Liberi e Uguali salva-precari approvato venerdì scorso dal Senato. Si chiede poi di cancellare gli scempi della Buona Scuola, la Legge 107/15 che l’attuale governo ha solo scalfito, andando a cancellare la chiamata diretta, ma lasciando in vita il bonus merito che divide i docenti e dimentica gli altri lavoratori, l’alternanza scuola-lavoro che sfrutta gli studenti delle superiori, un obbligo formativo che fa acqua da tutte le parti, per non parlare dei goffi tentativi di riforma del sostegno e della scuola fino a 6 anni, oltre alle tante altre norme dannose. La piattaforma delle motivazioni che hanno portato allo sciopero si basa su una serie di inadempienze, mancanze e diritti lesi dei lavoratori che continuano ad essere perpetrati: si va dagli stipendi più bassi dell’area Ocse, solo intaccati dai recenti mini-aumenti dopo dieci anni di blocco che con meno di 30mila euro annui lordi medi sono inferiori solo a quelli della Grecia, tanto da trovarsi 10mila euro sotto la media Ue, alla trasformazione delle graduatorie permanenti in esaurimento, con la legge n. 296/2006, da cui sono derivati mille problemi per la stabilizzazione di centinaia di migliaia di precari. Per i docenti, Ata ed educatori non ancora di ruolo, Anief chiede la necessità di assumere a tempo indeterminato, nel rispetto della normativa europea, con particolare riferimento alla Direttiva del Consiglio UE del 28 giugno 1999/70/CE e alla sentenza Mascolo della Corte di Giustizia europea del 26 novembre 2014: ciò dovrebbe valere per tutti i precari della scuola che hanno prestato servizio con contratti a tempo determinato per almeno 36 mesi su posti vacanti e disponibili. Infine, si chiede di cancellare il ricorso allo strumento dell’invarianza finanziaria che blocca lo stipendio dei neoassunti al livello minimo per i primi otto anni di carriera. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Docenti e Ata sanno bene che il momento è cruciale per le sorti della scuola e a metà settembre, infatti, si decideranno le sorti di 160 mila maestri del primo ciclo e di tutti gli abilitati che attendono di essere assunti dopo avere assolto alle richieste che lo Stato ha fatto loro: le GaE, da riaprire, sono un passaggio decisivo verso la loro stabilizzazione progressiva e uno stato di equilibrio di tutto il sistema scolastico. Ecco perché è bene che, prima del voto, i deputati vengano sensibilizzati dalla piazza, comprendendo sino in fondo cosa implica quel voto sull’emendamento LeU. Per poi decidere, certamente, in piana coscienza e convinzione. Come, speriamo, abbiano fatto venerdì scorso al Senato. Noi, come sindacato, rimaniamo convinti che non vi possano essere dei ripensamenti su una questione, la riapertura delle GaE, come nel 2008 e nel 2012, che ha visto anche l’opposizione vigile e attiva. Poi, in parallelo, ci sono da affrontare i problemi del rinnovo del contratto, a partire dal nodo-stipendi sino alle tante questioni normative irrisolte, il reclutamento automatico di tutti gli abilitati con oltre 36 mesi, la Buona Scuola da smontare, gli scatti automatici per i precari, il calcolo intero del servizio pre-ruolo, il ripristino del primo gradone. Questi, ma la lista è più lunga, sono i problemi veri da affrontare. Quello che è accaduto al Governo Renzi, che ha tirato dritto infischiandosene delle istanze della scuola, dovrebbe essere un monito importante.

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