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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘settore agricolo’

Manovra: i peggiori auspici per il settore agricolo

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Da una prima lettura del maxi emendamento alla manovra sono confermati i peggiori auspici per il settore agricolo. Questa maggioranza, come avevo già denunciato, ha dimenticato un comparto strategico per la nostra economia e in particolare per il Made in Italy. Le risorse stanziate sono completamente inadeguate, frutto di scelte politiche che hanno portato ad investire briciole, preferendo dirottare i fondi verso il reddito di cittadinanza. E lo specchio di questa deludente manovra è il comparto della pesca, per cui sono previste risorse risibili, che al massimo consentiranno di sostenere economicamente i pescatori al massimo per poco più di una settimana di fermo biologico. Una manovra, quindi, pessima che deve portare ad una riflessione: mentre con i governi di centrodestra o di centrosinistra ad essere scontenti era la parte politica avversa, qui ad essere scontenti sono tutti. A conferma che questo è davvero il governo del cambiamento”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, componente della Commissione Ambiente del Senato.

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Def: Il governo dimentica il settore agricolo

Posted by fidest press agency su sabato, 13 ottobre 2018

“Nel Def manca una strategia sulla politica agricola, soltanto annunci generali, anche condivisibili, ma privi di alcun supporto tecnico e finanziario. Non si parla in maniera chiara di come si vuole affrontare con l’Europa il problema del taglio delle risorse per l’agricoltura, e in particolare quelli previsti dalla PAC per l’Italia. E non c’è chiarezza in merito alla questione di Agea, che sta accumulando ritardi ormai insopportabili per gli agricoltori e soprattutto non giustificabili anche sotto il profilo delle procedure. E non va meglio per il settore della pesca rispetto al quale ci si limita a poche righe, ma sempre senza un piano strategico e con la sola volontà di gestire le ‘elemosina dell’Europa’ che, a fronte di regole che distruggono la nostra pesca, destina un pò di risorse. L’Italia è una Nazione con oltre 8mila km di coste, che aveva una flotta peschereccia tra le più importanti del Mediterraneo, e non può accettare supinamente di scomparire. E’ necessaria una strategia chiara per rilanciare il settore, che ha enormi potenzialità di crescita, ed il Def sarebbe potuta essere l’occasione per avviare una nuova fase. Un’occasione, purtroppo, persa”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, in occasione della discussione nell’Aula del Senato del Def.

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Il settore agricolo in attesa di un governo del Paese

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

La situazione di stallo che sta precedendo la formazione del nuovo governo e che paventa anche il possibile ritorno alle urne – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – sta prolungando quel già lungo periodo storico nel quale il Paese non è riuscito ad attuare le riforme di cui ha assoluto bisogno.Il settore agricolo, ad esempio – continua Tiso –, ha fatto dei passi in avanti nel recente periodo, ma non è ancora riuscito a sviluppare il suo grande potenziale e le sue tante multifunzionalità. Gli investimenti sull’aumento della qualità delle produzioni, sulla valorizzazione delle Pmi e sulla razionalizzazione della filiera sono infatti ancora insufficienti per dar vita ad una nuova stagione che abbia al centro proprio il primario.
Una ulteriore verità – conclude Tiso – è che le situazioni derivanti dai difficili contesti internazionali e nazionali richiedono interventi immediati e tempestivi; ed è anche per questo che urge come non mai la nascita di un governo che si ponga alla guida di quei processi essenziali per risollevare il Paese e la qualità della vita dei cittadini.

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Come potrebbe essere la futura PAC

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Bruxelles Parlamento europeo. Dibattito: mercoledì 22 giugno Votazione: giovedì 23 giugno Conferenza stampa: giovedì 23 giugno alle 13.3 Una politica agricola europea rinnovata, che offra un approvvigionamento di cibo sicuro, protezione dell’ambiente, nuovi posti di lavoro e energie rinnovabili. Questo è l’obiettivo delineato in una proposta di risoluzione presentata dalla commissione per l’agricoltura, che sollecita inoltre il mantenimento degli attuali livelli di spesa del bilancio UE per il settore agricolo. Inoltre, i deputati suggeriscono di creare un sistema nuovo e più equo per l’assegnazione di aiuti finanziari tra i diversi paesi e diversi tipi di agricoltore nonché nuove misure per combattere la speculazione, gestire le crisi e migliorare il potere contrattuale degli agricoltori nella catena di approvvigionamento alimentare. La risoluzione, elaborato in nome della commissione per l’agricoltura da Albert Dess (PPE, DE), sarà posta in votazione in Plenaria giovedì. Obiettivo della risoluzione è quello di inviare un primo messaggio sulle richieste del Parlamento per la prossima riforma e modernizzazione della politica agricola comune (PAC), un processo in parallelo con le discussioni sul bilancio pluriennale dell’Unione. La Commissione ha già pubblicato un documento di consultazione sulla riforma della PAC e presenterà il suo progetto legislazione dettagliata in autunno. Parlamento e il Consiglio decideranno insieme la forma finale della normativa.

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Agroalimentare: occorrono fatti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

“Spero che all’impegno annunciato dal nuovo ministro Saverio Romano per uno sviluppo dell’agricoltura al Sud seguano i fatti. Da meridionale comprendo da vicino i problemi che il Sud incontra per decollare, e spero vivamente che questa parte del Paese possa rinascere a partire proprio dalle attività agricole che in passato ne hanno segnato la ricchezza. Tuttavia, il settore agricolo è depresso nel suo complesso. Gli ultimi dati Eurostat lo testimoniano: le entrate degli agricoltori dell’Unione Europea sono cresciuti  mediamente a un ritmo del 12,5%, con punte del 32% in Francia, del 23% in Germania e del 7% in Spagna –  solo per citare i nostri paesi “concorrenti” – l’Italia, invece, ha perso il 3,3% rispetto al 2009, anno che ha segnato un calo del 25,5%. Basta con i ministri a scadenza annuale. Occorre un impegno più sistematico per rilanciare il reddito agricolo e, in generale, la competitività del sistema agroalimentare. Un altro anno come i due appena trascorsi si tradurrebbe nel collasso dell’agroalimentare che, pur con i dati sconfortanti appena elencati, è ancora un settore strategico della nostra economia, arrivando (con l’indotto) a incidere sul PIL per il 15%”. Lo dichiara Ernesto Carbone, sul sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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Quote latte

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2010

Dichiarazione dell’On. Massimo FIORIO (PD): Con l’approvazione della fiducia in Senato sul testo della manovra economica, il Ministro Galan è stato umiliato della sua stessa maggioranza che ha inserito la norma che proroga a fine anno i pagamenti delle sanzioni da parte degli allevatori che superano le quote latte previste dai regolamenti europei.
Galan aveva dichiarato che confidava nel Ministro dell’Economia Tremonti, «perché non credo che abbia voglia di giocarsi la reputazione, autorizzando l’inserimento dell’emendamento» sulla posticipazione dei pagamenti delle multe.  Ancora una volta una dimostrazione non solo dell’incoerenza della maggioranza, ma del fatto che il settore agricolo di questo Paese è merce di scambio politico alla faccia della maggioranza dei lavoratori onesti del comparto.

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Finanziaria e crisi settore agricolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2009

Dichiarazione dell’On. Massimo Fiorio (PD) L’On. Massimo Fiorio (PD) è intervenuto alla manifestazione di Cia e Confagricoltura organizzata ieri a Torino per evidenziare la situazione di crisi del settore agricolo.  “Ho espresso una forte preoccupazione per la legge Finanziaria in approvazione, che opera un taglio dell’11% di quanto impegnato quest’anno sul comparto agricolo. Inoltre, per il 2008 e 2009 non sono ancora chiare le coperture per il Fondo di Solidarietà Nazionale e per le agevolazioni contributive alle zone svantaggiate”.  “Non c’è alcuna prospettiva concreta per il futuro – ha aggiunto l’On. Massimo Fiorio – e le imprese agricole non vedono come si possa superare una situazione sempre più critica. Mentre la Francia negli ultimi due mesi ha investito 1,8 miliardi di euro per l’agricoltura, in Italia il trend è opposto, continuano i tagli e si evidenzia la totale mancanza di volontà per ridare ossigeno ad un comparto strategico per la nostra economia”.

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Agricoltura: Mobilitazione unitaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

«Al Governo nazionale chiediamo il ripristino del fondo di solidarietà (assicurazione agevolata contro le avversità atmosferiche) stimabile in 230 milioni di euro per il 2008/09 (per il Fvg circa 9 milioni di euro); l’estensione degli aiuti agli investimenti (Tremonti Ter) alle imprese individuali; e la revoca immediata del D.L. 194/08  che costringe le aziende agricole al pagamento dei controlli sanitari. All’Unione Europea chiediamo l’istituzione di un fondo anticrisi e il sostegno dei prezzi dei mercati agricoli. Alla Regione Fvg chiediamo di ripensare alla proposta di taglio delle risorse per il comparto agricolo da 90 a 58 milioni di euro che si riducono a soli 36 se depurate dalle risorse non di propria competenza e che comunque non hanno una diretta ricaduta sul settore agricolo (forestali regionali, Ersa, Ara ecc.)». Così, a Udine, si sono chiaramente espressi a una sola voce, Giorgio Colutta, presidente di Confagricoltura Fvg; Ennio Benedetti presidente di Cia Fvg; Franco Bosio, presidente di Confcooperative Fvg e Gaetano Zanutti responsabile del settore agroalimentare di Legacoop Fvg. Insieme a loro anche Salvatore Gioacchino, segretario regionale di Fai/Cisl che ha parlato anche in rappresentanza di Flai/Cigl e Uila/Uil.  I vertici delle associazioni di categoria e dei sindacati hanno dapprima incontrato parlamentari, consiglieri regionali (Pertoldi, Picco, Pittoni, Saro, Strizzolo,Venier Romano, Marsilio, Iacop, Carnelutti, Colautti) e l’assessore regionale alle risorse agricole, Claudio Violino. Al mondo politico Confagricoltura, Cia, Confcooperative, Legacoop e sindacati hanno esposto concrete e urgenti richieste tra cui la convocazione, in tempi stretti, degli stati generali dell’agricoltura regionale. Successivamente, in una conferenza stampa, Colutta, Benedetti, Bosio, Zanutti e Gioacchino hanno manifestato il loro forte disagio per i tagli al comparto precisando che «tutto il sistema regione deve farsi carico in maniera equa dei sacrifici richiesti, comprese sanità e Pubblica amministrazione. L’elevato costo della burocrazia, infatti, non è più giustificabile». Le sigle sindacali e le associazioni di categoria presenti all’incontro di Udine hanno annunciato anche incontri a livello provinciale e con i quattro prefetti per esporre le proprie ragioni e ulteriori iniziative di sostegno alle loro richieste.

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La crisi del settore agricolo

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

In 20 anni siamo passati da 180 mila stalle nel settore caseario alla attuali 43 mila circa e in 10 anni i capi bovini sono diminuiti di circa 300 mila unità Assieme alle stalle se ne va un pezzo del nostro paesaggio, delle nostre tradizioni Se ne va un’attività legata all’industria del luogo, alle sue radici culturali e gastronomiche Dobbiamo andare verso la tracciabilità  dei prodotti perché il 72% dei consumatori è disposto a pagare qualcosa in più per avere un cibo di qualità Per non ammalarci dobbiamo nutrirci con alimenti di qualità che possono essere identificati per la loro provenienza .  Salute, bellezza e turismo sono anelli della stesa catena  Se non manterremo l’identità delle nostre campagne ne soffrirà buona parte del nostro turismo, settore nel quale già stiamo perdendo posizioni (Avv. Franco Gugliucci presidente Associazione consumatori per la difesa dei prodotti italiani)

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Banca e Agricoltura: nuove opportunità nel Veneto

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2009

Il mondo agricolo, per le sue caratteristiche strutturali e normative, richiede un approccio specializzato e attento. Fare il punto sulla situazione dell’agricoltura in Veneto, individuare i settori più critici e trovare insieme le soluzioni per il settore che più di altri ha tenuto in questo periodo di crisi.  Con quasi 5 miliardi di euro di valore della produzione agricola il sistema agroalimentare veneto si configura come una componente fondamentale sia del medesimo settore a livello nazionale che del più ampio sistema economico regionale.  Il valore della produzione agricola regionale rappresenta infatti il 10% di quella nazionale, mentre in termini occupazionali, con i suoi 67 mila occupati, incide per quasi il 7% nell’occupazione del settore agricolo italiano.  L’agricoltura regionale si connota per una significativa diversificazione produttiva. Ad una specializzazione nella produzione di carne e latte – che congiuntamente pesano per oltre il 40% sul valore complessivo di settore – fa da contraltare la coltivazione di vite, ortofrutta e cereali per un’incidenza analoga. In questo contesto produttivo si individuano poi molte produzioni   “differenziate” legate ai diversi territori della regione che fungono da traino per lo sviluppo di singoli comparti: in regione si contano 15 prodotti DOP, 11 IGP (rispettivamente il 13% e 18% rispetto al totale DOP e IGP italiani) e 39 vini tra DOCG, DOC e IGT, il che fa del Veneto una delle prime regioni italiane per quanto attiene le produzioni di eccellenza nazionali. Accanto alla fase agricola, anche l’industria alimentare regionale – con un fatturato di oltre 12 miliardi di euro – detiene un ruolo di prim’ordine nel panorama nazionale: è infatti pari al 10% l’incidenza sul valore aggiunto e sull’occupazione del settore alimentare italiano. Il tessuto produttivo che determina questi valori economici è di tutto rilievo; il Veneto infatti conta oltre 80 mila imprese agricole e 7.370 aziende dell’industria alimentare, così come rilevate da Infocamere nel primo trimestre 2009. Un aggregato che si caratterizza, come del resto a livello nazionale, per una forte presenza di imprese di piccole dimensioni. Una quota rilevante della ricchezza generata dal sistema agroalimentare regionale deriva anche dalla capacità delle imprese di imporsi sui mercati internazionali: infatti, le esportazioni agroalimentari venete rappresentano il 13,7% delle esportazioni agroalimentari italiane con una prevalente focalizzazione sui mercati tradizionali europei e statunitensi nonché una predilezione per i mercati di prossimità comunitari (Germania, Regno Unito, Austria, Francia e Spagna). Nel 2007 gli aiuti PAC diretti alle imprese agricole del Veneto sono stati pari a 420 milioni di euro (quasi l’11% del totale nazionale), mentre altri 732 milioni sono stati disponibili tra il 2000 e il 2006 a titolo di spesa pubblica a sostegno delle azioni di sviluppo rurale.  In un contesto di repentina evoluzione normativa e di mercato, in cui la rete di protezione (istituzionale e finanziaria) garantita al settore dalla PAC tende inevitabilmente a ridimensionarsi –   soprattutto a partire dal 2013 – la qualità del credito e le competenze delle strutture dedicate al mondo agricolo dagli istituti finanziari diventeranno ancor più di oggi i fattori strategici di sviluppo in  grado di garantire alle imprese la necessaria leva finanziaria e di accompagnamento nella realizzazione delle strategie di riferimento.

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Inflazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

La diminuzione del tasso di inflazione rilevata dall’Istat è la prova della crisi pesantissima che ha investito le famiglie italiane cha hanno perso la possibilità di spendere, se non per lo stretto essenziale. In questo quadro – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo FATUZZO – se da un lato diminuiscono alcuni costi come quello per l’energia elettrica, etc., dall’altro aumentano inesorabilmente proprio i costi dei beni di prima necessità che colpiscono le famiglie e le fasce deboli della nostra società. Questa situazione – ha proseguito FATUZZO – dovrebbe consigliare il Governo a varare una seria politica di controllo dei prezzi perché è inconcepibile che, mentre i prezzi di molti prodotti all’origine crollano, gli stessi prodotti hanno prezzi impazziti al momento della commercializzazione al dettaglio.  L’intero settore agricolo sta pagando pesantemente il crollo dei prezzi – ha continuato il leader del Partito Pensionati – e tante aziende sono costrette a chiudere perché non riescono più a fronte alla speculazione e all’importazione selvaggia di prodotti dall’estero, mentre il prezzo del grano è crollato ai minimi storici, il pane e la pasta continuano ad aumentare: è difficile capire perchè acqua, farina, lievito e sale, che all’origine costano pochissimo, trasformati in pane diventano “oro”, per non parlare poi della pasta, della carne, etc. a fare le spese di questa situazione sono, come sempre, i lavoratori e i pensionati quelli cioè che, più degli altri, stentano ad arrivare alla fine del mese. Il Partito Pensionati ritiene che sia indispensabile una politica di aiuto alle famiglie ed ai pensionati – ha concluso FATUZZO – anche attraverso una riduzione dell’Irpef ed un aumento delle pensioni ferme ormai da decenni e che costringono all’indigenza milioni di italiani, nonché il blocco dei prezzi dei prodotti di prima necessità.

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