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Settore energia: Una proposta per il paese

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2010

La Federazione lavoratori delle aziende elettriche italiane (Flaei/Cisl) di cui è segretario generale Carlo De Masi in concomitanza con il terzo rinnovo del contratto di settore ha inteso evidenziare alcuni aspetti del problema energetico che oggi più che in passato ha dilatato l’interesse non solo degli addetti ai lavori ma della stessa opinione pubblica per i suoi riflessi sull’impatto ambientale, sui costi dell’energia e della sicurezza degli approvvigionamenti. La materia oggi è priva di un quadro europeo atto a realizzare un mercato efficiente con prezzi non speculativi e a far assumere ai produttori, venditori e consumatori la consapevolezza della necessità di uno sviluppo economico sostenibile. L’U.E., in altri termini, per il suo sviluppo industriale complessivo, la necessità di competere sul piano globale con le altre economie continentali, per garantire il risparmio energetico, il suo migliore utilizzo, la sicurezza degli approvvigionamenti e per evitare ricadute negative nell’ecosistema, ha bisogno di uscire dalla logica localistica delle scelte energetiche privandosi in tal modo di un quadro d’insieme.  In tal senso, c’è bisogno di un Organismo (Autorità) comunitario con il compito di coordinare e  armonizzare le politiche energetiche in ambito Europeo. E’ quindi vitale, per la Flaei/Cisl partire dalla Comunità europea per costruire un progetto di rinascita del Paese. Oggi in Italia il sistema energetico e in particolare il settore elettrico risente degli effetti distorsivi dei processi di liberalizzazione e privatizzazione conseguenti alla mancanza di coordinamento e di indirizzi strategici, una sorta di cabina di regia, in quanto le Aziende esistenti sono concentrate esclusivamente sulle performances economico/finanziarie, che provocano lo scadimento progressivo della qualità del servizio. Lo si deve offrendo all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, piena autonomia e indipendenza, per sviluppare al meglio il suo ruolo di regolazione e controllo, anche nella prospettiva di allargare i suoi ambiti di intervento al Settore idrico. Ciò implica una rivisitazione degli attuali processi di liberalizzazione e che hanno portato ad una frammentazione, fra diversi Soggetti, delle funzioni di garanzia che erano esercitate dall’ex Monopolista pubblico. Non certo per un revival dell’opzione pubblica ma, semmai, ad un Gruppo, di proprietà pubblica (Ministero dell’Economia e Finanze) da porre alle dirette dipendenze del Ministero per lo Sviluppo Economico, che dovrà fungere  da braccio operativo istituzionale, in stretto raccordo con Governo, Ministeri competenti,  Autorità, Osservatorio/Tavolo Concertato per realizzare: la programmazione degli insediamenti energetici; l’interlocuzione con le Istituzioni e i Cittadini a livello locale; accordi di programma sul Territorio, sfruttandone le specificità, tra i grandi Player dell’energia e le Imprese locali per l’indotto e la manutenzione e gestione degli impianti; la semplificazione e la certezza dei percorsi autorizzativi, nelle regole e nei tempi; intese con Associazioni Imprenditoriali e Sociali, al fine di una formazione mirata per creare una cultura energetica/ambientale; lo sviluppo e la promozione delle rinnovabili, dell’efficientamento, del risparmio energetico e della Green Economy, anche al fine di realizzare gli obiettivi di abbattimento delle emissioni di CO2 assunti in ambito europeo; il controllo sullo stato delle reti ed il coordinamento degli interventi necessari a  garantire il rispetto degli standard di manutenzione e di sostituzione e a prevedere una  rete magliata e flessibile (che consenta di recepire la c.d. generazione distribuita) nonché cogliere l’obiettivo delle reti intelligenti (c.d. smart greeds);  il rilancio della ricerca applicata di Sistema, pubblica e privata, con il pieno sfruttamento delle potenzialità di CESI Ricerca e la riproposizione del CERSE (Comitato di Esperti di Ricerca per il Sistema Elettrico), per definire e pianificare i progetti di ricerca, regolare l’accesso al finanziamento delle attività e utilizzare le Professionalità esistenti; la ricostruzione della filiera nucleare con la individuazione dei siti ove allocare gli impianti di produzione e lo stoccaggio delle scorie, per rendere più efficiente il decommissioning (attraverso la SOGIN), per la progettazione, la realizzazione e l’esercizio degli impianti, realizzando Consorzi di aziende energetiche ed energivore sul modello Finlandese, nelle competenze pubbliche, a partire dalla  Autorità per la Sicurezza, che dovrà non solo svolgere le necessarie analisi sulle problematiche di affidabilità e sicurezza, ma anche essere in grado di assumere responsabilità decisionali. Questi aspetti che conferiscono al sindacato proponente un alto senso di responsabilità sociale e civile nel considerare l’importanza strategica per uno sviluppo competitivo sul tema energetico e le sue inevitabili ricadute nel settore industriale e nella forza lavoro del Paese, ci permette una riflessione più attenta che l’informazione mediatica deve farsi carico per offrire all’opinione pubblica validi elementi di riflessione e di giudizio e alla parte politica di poter assumere responsabilmente decisioni vitali sul nervo più scoperto del sistema paese. (fonte Flaei/Cisl)

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