Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘settore’

Il settore residenziale in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 maggio 2021

Secondo lo studio, nel 2020 la stima del fatturato delle transazioni relativo a questa asset class è pari a 91 miliardi di euro, rappresentando così l’86% del valore totale nel comparto real estate (pari a 105 miliardi di euro). La contrazione rispetto al 2019 è stata del -6,7%, una performance migliore rispetto a quella del settore immobiliare nel suo complesso (-7,7%). Inoltre, lo studio ha analizzato le profonde trasformazioni avvenute in questo settore nel recente passato, dovute all’uso sempre più pervasivo della tecnologia e della digitalizzazione, ai nuovi modelli di vita, all’evoluzione delle esigenze dell’utente finale e al progressivo incremento delle funzioni a cui la casa è chiamata a dare risposta. La pandemia e le misure introdotte per il suo contenimento, poi, con le esigenze di distanziamento, il ricorso al remote working e alla didattica a distanza, hanno determinato un ulteriore ripensamento degli immobili, con nuove tendenze innestate in questo contesto già in evoluzione, basate sulla centralità dell’uomo e sulle sue esigenze. In particolare, si è vista una maggiore attenzione alla qualità dell’immobile, al livello di comfort/servizi offerti e agli spazi a disposizione, oltre a un aumento dell’interesse per le residenze in affitto con standard evoluti.

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Cultura: la Commissione celebra risultati eccezionali nel settore del patrimonio culturale con i premi Europa Nostra

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2021

Bruxelles.Oggi la Commissione e Europa Nostra, la prima rete europea per il patrimonio culturale, hanno annunciato i vincitori del premio europeo per il patrimonio culturale/Europa Nostra 2021, finanziato dal programma Europa creativa dell’UE. I premi promuovono le migliori pratiche in materia di conservazione, gestione, ricerca, istruzione e comunicazione del patrimonio.Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “I 24 vincitori di quest’anno, provenienti da 18 paesi europei, sono ambasciatori della bellezza del patrimonio culturale europeo, che si tratti di tradizioni e competenze, di architetture meravigliose o di come il patrimonio riesca a unire comunità e generazioni. Mi congratulo vivamente con queste persone eccezionali, i professionisti del patrimonio culturale, gli architetti, gli scienziati e i volontari che fanno brillare il nostro patrimonio comune e ce lo rendono più vicino.” Ogni anno i premi europei per il patrimonio culturale/Europa Nostra vanno a riconoscimento di un massimo di 30 risultati eccezionali in questo settore in tutta Europa. Fino a 4 di questi progetti ricevono il Grand Prix, mentre un altro riceve il premio del pubblico.Molti progetti selezionati quest’anno dimostrano che il patrimonio culturale può diventare una pietra miliare dello sviluppo sostenibile e contribuire alla costruzione di un mondo più verde, concorrendo in tal modo all’obiettivo del Green Deal europeo e alla nuova strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. Fino al 5 settembre chiunque sia appassionato di patrimonio culturale ha la possibilità di votare online per il proprio candidato al premio del pubblico preferito. I vincitori del Grand Prix 2021 (ciascuno dei quali riceve 10 000 €), il vincitore del premio del pubblico e i due vincitori del premio speciale Ilucidare saranno annunciati nel corso di una cerimonia di premiazione che si terrà quest’anno.

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Canapa: settore in espansione

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2021

“Per valorizzare concretamente il lavoro degli agricoltori canapicoltori e, di conseguenza, potenziare la filiera della canapa agroindustriale, abbiamo impegnato il Governo a prevedere un intervento specifico, nell’ambito di un prossimo provvedimento normativo, sulla legge 242 del 2016”. Lo dichiara il deputato Alberto Manca (M5S), a seguito dell’accoglimento a Montecitorio dell’ordine del giorno dei pentastellati durante l’approvazione del Dl Sostegni.“La canapa agroindustriale – prosegue – è una delle filiere che senza dubbio si sta espandendo nel corso degli ultimi anni e che sta dimostrando, nonostante alcune criticità legate alla tipologia di prodotto e alle conseguenti implicazioni normative, la sua potenzialità. Grande impulso è stato dato dalla legge 242/2006, fortemente voluta dal MoVimento 5 Stelle durante la scorsa legislatura, ma che, seppur rivoluzionaria per alcuni aspetti, merita degli approfondimenti e necessita di modifiche che possano garantire maggiore sostegno al settore, interessato da notevoli investimenti nell’ultimo periodo”. “Accanto al lavoro del Tavolo di filiera avviato al Ministero delle Politiche agricole, attendiamo infine l’approvazione del decreto attuativo che assegnerà al settore canapicolo parte dei 10 milioni di euro stanziati in Legge di Bilancio per progetti di sostegno alle cosiddette filiere minori” conclude.

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Rilanciare il settore lattiero caseario

Posted by fidest press agency su sabato, 15 maggio 2021

La chiusura pressoché totale del canale Ho.Re.Ca. in Italia ed in molti Paesi, a causa dell’emergenza sanitaria, ha colpito duramente il settore lattiero caseario nazionale, con vendite solo in parte compensate dall’home delivery. A ciò si aggiunga una crescente disaffezione dei consumatori verso il latte vaccino – a causa di campagne mediatiche denigratorie e della promozione del consumo di proteine vegetali – con un calo degli acquisti del 5% annuo. Lo ha sottolineato Agrinsieme intervenendo all’audizione, sulle problematiche di mercato del latte vaccino in Italia, indetta dall’Ufficio di Presidenza della Commissione Agricoltura del Senato.La situazione in atto – ha posto in evidenza Agrinsieme – ha comportato un crollo delle quotazioni del latte, mentre i costi di produzione lievitano notevolmente. Tutto ciò incide pesantemente sulla redditività e tenuta degli allevamenti.Agrinsieme, nell’audizione, ha ricordato l’importanza del settore lattiero-caseario con un fatturato di circa 16,5 miliardi di euro, che rappresenta 11,5% del totale del fatturato industriale dell’agroalimentare. La spesa annua delle famiglie sui prodotti del settore si aggira sui 20 miliardi di euro. La produzione di latte del 2020 è di circa 12,6 milioni di tonnellate, coprendo l’autoapprovvigionamento per circa il 90% del fabbisogno nazionale. Quindi ha delineato lo scenario attuale, con la produzione di latte nazionale che finisce per concentrarsi nelle aree più vocate del Nord Italia e importanti territori nazionali – storicamente riconosciuti per la produzione di tipici prodotti lattiero caseari – che stanno progressivamente perdendo competitività e si trovano nell’impossibilità di effettuare i necessari investimenti strutturali. Per rilanciare il comparto lattiero-caseario, il coordinamento di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari ha chiesto una strategia articolata che potrebbe scaturire da un tavolo interministeriale che coinvolga i ministeri di Politiche agricole, Sviluppo economico e Salute e la filiera, per mettere a fuoco le attuali difficoltà del comparto e gli strumenti idonei per superarle. Occorre estendere l’adozione di innovazioni/tecnologie maggiormente diffuse negli allevamenti dei competitor esteri per aumentare la produttività e ridurre i costi di produzione, agevolando l’accesso al credito e incentivando l’aggregazione economica, anche in forma cooperativa attualmente unico modello che consente di tutelare il reddito dei soci allevatori e garantire una equa distribuzione del valore lungo la filiera. Vanno avviate nuove modalità di valorizzazione della crescente offerta produttiva di materia prima (polverizzazione, ingredienti) ed anche recepire in maniera efficacia le recenti normative in materia di pratiche sleali e vendita di prodotti agricoli al di sotto dei costi di produzione; la legge di delegazione europea ha dato una indicazione e ora si tratta di recepire coerentemente la direttiva comunitaria in materia.

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Data center intelligenti: una rivoluzione verde nel settore immobiliare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 maggio 2021

A cura di Zsolt Kohalmi, Global Head of Real Estate and Co-Chief Executive Officer di Pictet Alternative Advisors. Ogni minuto di ogni giorno, 4,6 miliardi di utenti internet in tutto il mondo spendono 1 milione di dollari online, inviano 41,7 milioni di messaggi WhatsApp, fanno 1,4 milioni di telefonate e caricano 500 ore di video. Con l’ampliamento della tecnologia 5G, il volume di dati giornaliero aumenterà ulteriormente.Ciò, a sua volta, determinerà un aumento della richiesta di un tipo di immobile specializzato: il data center.Solo in Europa si prevede una crescita del mercato dei data center di 71 miliardi di dollari nel periodo 2020-2024, con un tasso di crescita annuo composito (CARG) del 15%. Si tratta di un’opportunità di investimento unica per gli investitori immobiliari alla ricerca di una classe di attivi con fondamentali solidi. I data center offrono rendimenti relativamente interessanti, che vanno dal 5 al 7% per le ubicazioni principali e migliori in Europa e, in genere, tendono ad avere contratti di locazione indicizzati all’inflazione di più lunga durata, offrendo una certa protezione dall’inflazione.Ma l’opportunità ha un costo. L’elaborazione e la memorizzazione di un’enorme quantità di dati richiedono molta energia. Secondo il ricercatore svedese Anders Andrae, entro il 2025 i data center potrebbero rappresentare il 20% del consumo energetico mondiale e il 5,5% dell’impronta di carbonio.Fortunatamente, tra le società che possiedono o gestiscono data center, azionisti, consumatori e autorità di regolamentazione, c’è la diffusa consapevolezza che il settore abbia bisogno di ridurre il proprio impatto ambientale attualmente sovradimensionato. Per raggiungere questo obiettivo è necessario un duplice approccio.Il primo passo consiste nell’ottimizzazione dell’infrastruttura dei dati. La tecnologia ospitata nei data center può essere resa più efficiente, ad esempio installando micro server o utilizzando l’intelligenza artificiale per ottimizzare l’utilizzo di server e di energia. Il secondo passo consiste nel rendere gli edifici più ecologici. È qui che gli investitori immobiliari attivi possono essere coinvolti e, per estensione, capitalizzare a partire da un’opportunità di investimento sostenibile. Come per tutti gli immobili, la posizione è fondamentale. Per i data center non si tratta tanto di collegamenti di trasporto o di affluenza di pubblico, quanto di condizioni climatiche: i climi freddi contribuiscono a ridurre il consumo di energia, gran parte del quale viene solitamente speso per raffreddare le macchine. Non è un caso che l’investimento nei data center nei Paesi nordici sia quasi raddoppiato tra il 2018 e il 2025 (si veda il grafico). Di fondamentale importanza è anche il fatto che la regione sia dotata di reti in fibra ottica ultraveloci, le autostrade del mondo digitale, che utilizzano cavi costituiti da fili di fibra di vetro sui quali i dati vengono trasferiti sotto forma di luce ottica. In secondo luogo, gli edifici. È fondamentale poterli alimentare con energia rinnovabile, ancora meglio se prodotta in loco. Anche l’isolamento termico degli edifici è importante, così come lo stretto monitoraggio del consumo delle utenze per garantire un utilizzo ottimale dell’energia. I data center di nuova costruzione possiedono alcune fra le migliori credenziali ecologiche. Ma l’atto stesso di costruire partendo da zero è tutt’altro che verde: la sola produzione di cemento rappresenta circa l’8% delle emissioni globali di carbonio. In linea di principio, la ristrutturazione e l’ammodernamento rimarranno quasi sempre le opzioni migliori per l’ambiente. Il percorso di ristrutturazione offre inoltre il miglior potenziale di rendimento immobiliare grazie alla creazione di valore aggiunto. La recente acquisizione di Pictet ad Akalla, alla periferia di Stoccolma, ne è un esempio.Tuttavia, per il momento, a causa della rapidità della crescita e della mancanza di locali adeguati, gli investitori immobiliari hanno l’opportunità di generare un ulteriore rendimento riqualificando gli edifici esistenti. La sfida è trovare locali con una metratura sufficientemente ampia (come i grandi centri logistici) in una posizione strategica dove coesistano fibra ottica spenta ed elettricità, e adottare un approccio creativo e innovativo per rendere l’edificio il più ecologico ed efficiente possibile. (abstract https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2021/idee-di-investimento/04/data-center-intelligenti-una-rivoluzione-verde-nel-settore-immobiliare

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Air Italy e Alitalia crisi unitarie di settore

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2021

“La crisi Air Italy non può più essere lasciata alle trattative in sede aziendale ma deve essere presa in carico dalle istituzioni, con la precisa volontà di trovare una soluzione che eviti i licenziamenti di massa. Il Governo consideri Air Italy e Alitalia come crisi unitarie di settore e le inserisca entrambe nelle trattative per la costituzione della newco Ita. Al contempo ci aspettiamo che la Regione Sardegna dia garanzie sulla partenza del Piano delle politiche attive per la promozione del reinserimento occupazionale dei lavoratori di Air Italy e, se li ha, esponga i suoi progetti industriali”. Lo dichiarano i deputati dem Romina Mura, presidente della commissione Lavoro della Camera e Graziano Delrio, già capogruppo Pd e ministro dei Trasporti, in vista dell’incontro convocato dalla Regione Sardegna con i sindacati sulla vertenza Air Italy. “E’ irricevibile la posizione della proprietà che – aggiungono i deputati dem – si frappone alla sottoscrizione dell’accordo necessario alla proroga della cassa integrazione: la situazione è di emergenza e serve una stretta sinergia tra i soggetti istituzionali e i sindacati”.

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L’edilizia rialza la testa

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Nonostante il Covid e la situazione di crisi, dal settore edilizio giungono alcuni segnali che fanno ben sperare. “I dati della Cassa Edile di Arezzo relativi agli ultimi 3 mesi dell’anno 2020 sono in netto miglioramento rispetto all’anno precedente – dice l’Arch. Igor Michele Magini, Presidente Ance Arezzo oltrechè della stessa Cassa Edile – il numero medio di imprese attive sale da 300 a 330, registrando un incremento del 10%; la media del numero di operai impiegati passa da 1.340 a 1.528, con un incremento del 14,03%. Segno più anche per il totale ore lavorate che nel trimestre ottobre/dicembre 2020 crescono del 9,45% rispetto allo stesso periodo del 2019, passando da 489.000 a 535.000; infine la massa salari che cresce quasi del 12%: 6.151.000 euro rispetto ai precedenti 5.493.000. Sono dati che ci incoraggiano a tener duro e ad impegnarci, se possibile, ancora di più rispetto a quanto fatto sinora. Secondo anche quanto diffuso dall’Osservatorio congiunturale Nazionale sull’industria delle Costruzioni, due fattori fanno pensare che nel 2021 si potrà assistere ad un rimbalzo degli investimenti nel settore pari a +8,6%; rimbalzo trainato da opere pubbliche + 7,7% e manutenzione degli edifici +14% (legato al Superbonus 110%) – spiega Magini – ovviamente il ritorno del segno più nelle opere pubbliche è condizionato dalla reale riapertura dei cantieri e dall’effettiva capacità di spesa dell’amministrazione pubblica. Per quanto invece concerne l’incentivo del Superbonus 110%, ci siamo fin da subito attivati su più fronti e a vari livelli con una serie di iniziative, per offrire alle imprese ogni strumento utile a massimizzare le opportunità connesse al provvedimento.

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Ancora troppa confusione nel settore Energia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Bollette e bonus al centro della riunione di Arera a cui ha preso parte anche l’associazione Codici. Sul tavolo l’aumento dei prezzi delle materie prime, con un incremento delle bollette dell’energia del 3,8% per l’elettricità e del 3,9% per il gas. Su base annua, però, restano i risparmi, così come rimane invariato il tema del passaggio al mercato libero.“Passano gli anni, ma resta il nodo degli oneri di sistema – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed è su questo, a nostro avviso, che bisogna intervenire, con forza. L’andamento altalenante dei prezzi rende ancora più confuso un settore dove per il consumatore non è facile orientarsi, tra voci poco comprensibili, costi non sempre chiari e spese che fanno della nostra bolletta una delle più care in Europa. È arrivato il momento di tirare una linea e voltare pagina”.“I consumatori – aggiunge Giovanni Riccobono, esperto del settore Energia dell’associazione Codici – da una parte vedono rinviata la fine del mercato tutelato e dall’altra l’ennesimo aumento delle bollette, il secondo del 2021. Questo potrebbe spingerli ad affacciarsi al mercato libero, tuttavia ad oggi l’informazione sulle modalità di confronto risultano ancora poco chiare, anche in virtù di bollette poco comprensibili, dove non sono ben distinti, ed evidenziati, i costi di competenza dei fornitori e quelli fissi dettati da Arera. Sicuramente con il nuovo rinvio al 2023 c’è molto lavoro da fare per rendere quanto più possibili informati e autonomi i consumatori nelle loro scelte”.Rientra in quest’ottica la comunicazione di servizio sulla scia di quanto discusso sempre nella riunione di ieri. Parliamo dei bonus sociali di sconto per le bollette di acqua, luce e gas per le famiglie in stato di disagio economico, con Isee non superiore a 8.265 euro. “Fino allo scorso anno – spiega Massimiliano Astarita, esperto del settore Energia dell’associazione Codici – bisognava presentare la richiesta al Comune o al Caf da febbraio. Una pratica poco nota, tanto che solo un terzo dei potenziali beneficiari ha usufruito di questi sconti. Per superare il problema, Arera ha reso automatico il bonus. È importante sottolinearlo, perché ad oggi in tanti ci contattano chiedendo quando devono presentare la domanda. Bisogna solo rinnovare il proprio Isee, per il resto l’iter procede in automatico, con i bonus che scattano a luglio”.Codici è a disposizione con i propri esperti per fornire assistenza ai consumatori, che possono contattare il numero 06.55.71.996

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Dazi Usa al settore alimentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2021

“La sospensione dei dazi da parte degli Stati Uniti sull’agroalimentare è una notizia importante per il mondo dei salumi, dei formaggi e dei vini italiani. L’amministrazione Biden non ha perso tempo e si vedono già i frutti del lavoro messo in campo dalla Commissione Europea e dalla presidente Ursula von der Leyen per la ripresa delle relazioni euro-atlantiche.” Lo dichiara la Presidente di Ferrarini Lisa Ferrarini nel commentare la sospensione dei dazi da parte degli Stati Uniti sull’agroalimentare.Ferrarini negli Stati Uniti è presente in alcuni tra i più importanti ristoranti italiani, nella grande distribuzione e in luoghi iconici come i negozi di Eataly, segnando fino allo scoppio della pandemia un forte incremento delle vendite negli ultimi anni. Oltre al Prosciutto di Parma, stagionato nelle cantine di Lesignano de’ Bagni, ai Salami e alla Mortadella, è molto apprezzato negli store statunitensi il Burro non OGM, ottenuto esclusivamente con il latte proveniente dagli allevamenti delle Fattorie Ferrarini. I prodotti Ferrarini si trovavano anche nei menù dei ristoranti di Eataly negli Stati Uniti e Canada.
Grazie all’offerta completa dell’alimentare italiano di alta qualità, Ferrarini è presente in 34 paesi ed è tra i leader di mercato nel food made in Italy di qualità in Giappone, USA, Svizzera, Spagna, Hong Kong e in importanti Paesi del Sud Est Asiatico come Singapore e Thailandia.Fondata a Reggio Emilia nel 1956, Ferrarini è ormai una tra le più importanti realtà europee nel settore agroalimentare e propone in tutto il mondo, oltre al suo prosciutto cotto, i prodotti tipici dell’italianità: dal prosciutto di Parma alle diverse specialità di salumeria, accompagnate dai prodotti dell’azienda agricola Ferrarini, dalla quale l’attività imprenditoriale ha preso avvio, come il Parmigiano Reggiano DOP, i vini e l’aceto balsamico di Modena IGP e il Tradizionale di Reggio Emilia DOP.
L’area della produzione agricola, delle Fattorie Ferrarini, dalla quale l’attività imprenditoriale ha preso avvio, si è notevolmente sviluppata nel tempo e rappresenta oggi un importante supporto all’attività industriale.
La produzione del “Parmigiano Reggiano DOP” vanta il presidio da parte di Ferrarini dell’intera filiera, dal foraggio, alle bovine da latte, alla lavorazione fino alla stagionatura; nella primavera del 2007 Ferrarini stata inoltre la prima azienda del comprensorio del Parmigiano Reggiano che ha ottenuto la certificazione di prodotto “con latte ottenuto da alimentazione NON OGM”.

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Un nuovo decreto a sostegno del settore musicale

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

I Coordinamenti StaGe! e Indies , coordinamenti della musica e dello spettacolo dal vivo indipendenti ed emergenti, che riuniscono tutta la filiera delle piccole imprese del settore, apprendono oggi con grande piacere della firma di un nuovo decreto da parte del Ministro per la Cultura Dario Franceschini a sostegno della musica, in particolare dei live club, degli organizzatori di concerti, festival e contest e di altri operatori della musica dal vivo. Questo atto dimostra la sensibilità del nuovo Governo nel sostenere con azioni concrete il nostro settore duramente colpito dalla crisi pandemica che ancora ad oggi non sembra arrestarsi dato che con tale atto ulteriore destina 15 milioni di euro al ristoro di live club e altri operatori nel settore della musica dal vivo, 10 milioni di euro agli organizzatori di concerti, per compensare le perdite dovute alle date annullate o alla mancata programmazione di date, e 25 milioni agli autori, artisti interpreti ed esecutori per i mancati incassi.In questo periodo di grande incertezza e di rischio chiusura di oltre meta’ delle piccole imprese di tutta la filiera del settore la notizia di un nuovo ulteriore decreto firmato oggi dal Ministro Franceschini è certamente un segnale di grande attenzione per il nostro settore messo duramente alla prova da questa crisi pandemica che merita di ricevere quei sostegni per tenere vivi quei palchi – live club, tour, festival, contest, rassegne – che fanno cresce e sviluppare la musica con particolare riferimento ai nuovi artisti della nuova scena musicale italiana.

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Il 2020 per il settore della IV gamma chiude con un valore complessivo di 814 milioni di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

E’ -7% (a valore) rispetto al 2019 e -4,5% (a volume). Numeri che fotografano tutta la difficoltà di un anno unico nel suo genere, che ha messo a dura prova anche il comparto della IV Gamma.Durante i mesi del primo lockdown, le aziende di IV gamma hanno messo in campo sforzi straordinari per garantire regolarmente gli approvvigionamenti dei prodotti sul punto vendita, coscienti del ruolo cruciale e indispensabile che la filiera agroalimentare riveste nel suo complesso. L’arrivo della fase due poi, se ha concesso da un lato un leggero recupero dei volumi nell’ambito del retail al termine dell’estate, dall’altro ha evidenziato due problematiche importanti: la ripresa ancora graduale del canale Ho.re.ca e l’aumento dei costi fissi, legati a tutte le disposizioni di sicurezza da attuare. Tutti gli sforzi, anche economici, si sono poi scontrati con un mutato comportamento d’acquisto del consumatore.“Senza dubbio, la pandemia che ha colpito il mondo nel 2020 ha influito sulle abitudini di consumo degli acquirenti. Abbiamo visto alcuni segmenti soffrire particolarmente, come quello delle ciotole pronte all’uso o degli estratti.” – commenta Cristiano Detratti, Direttore Generale di Ortoromi, azienda associata al Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food. La frequenza di visita ai punti vendita, fortemente ridotta durante il lockdown, infatti, non è tornata a come era prima della pandemia e il prosieguo della tipologia di lavoro in smartworking ha continuato a causare la “sofferenza” dei prodotti ready to eat, principalmente consumate dai lavoratori “da ufficio”. “Nonostante le difficoltà, tutte le aziende del comparto si sono adattate su più fronti a questa nuova realtà, che ci ha costretto a nuovi approcci e nuove consapevolezze, anticipando, laddove possibile, il mercato con proposte che rispondono alle esigenze del consumatore attuale, sempre con un occhio di riguardo alla selezione delle materie prime e al tema della sostenibilità.” – conclude Detratti.Se nel mese di settembre il settore aveva fatto registrare una lieve ripresa, è arrivata una nuova brusca frenata con la seconda ondata dell’emergenza sanitaria e le conseguenti disposizioni ministeriali che si sono protratte fino a fine anno. Fortunatamente il 2021 è iniziato con il piede giusto: le insalate in busta, infatti, la categoria più importante dell’aggregato con 653 milioni di euro in valore, hanno registrato a gennaio -2,2%, in netta ripresa rispetto al -4,3% di dicembre.Per continuare a performare bene nel corso dell’anno, a prescindere dall’evoluzione della pandemia, è importante tenere in considerazione molteplici aspetti, tra cui la soddisfazione del consumatore finale e la transizione verso un sistema agroalimentare sostenibile, sano ed equo, così come indicato dal Farm to Fork a cui contribuiscono anche le aziende associate a Unione Italiana Food IV Gamma.

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L’UE investe 300 milioni di € per promuovere l’innovazione nel settore spaziale

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2021

Bruxelles. La partecipazione del FEI è sostenuta dal Fondo europeo per gli investimenti strategici(link is external (FEIS), il pilastro principale del piano di investimenti per l’Europa. L’investimento riguarda due fondi incentrati sulla tecnologia spaziale, Orbital Ventures e Primo Space, nell’ambito del primo progetto pilota di equity finanziato dall’UE nel settore spaziale, vale a dire InnovFin Space Equity Pilot. Orbital Ventures, un fondo paneuropeo dedicato alle aziende nelle fasi di avviamento e iniziali, si concentra sulle tecnologie spaziali, comprese quelle a valle (comunicazioni, crittografia, conservazione e trattamento dei dati, geolocalizzazione, osservazione della Terra) e a monte (hardware, materiali, elettronica, robotica, razzi, satelliti). Primo Space, un investitore italiano dedicato al trasferimento tecnologico in fase iniziale, è stato il primo fondo selezionato dal FEI – che sta ora aumentando il suo sostegno – nell’ambito di questo progetto pilota. Il fondo è uno dei primi dedicati al trasferimento tecnologico in Europa, e il primo in Italia, a incentrarsi esclusivamente sulle tecnologie spaziali. Investe in progetti o imprese nelle fasi di proof-of-concept, seed e altre fasi iniziali, e promuoverà la commercializzazione di innovazioni pionieristiche nell’industria spaziale in Europa.Il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha dichiarato: “Il rafforzamento della competitività nell’industria spaziale è un elemento essenziale per la ripresa del settore. Accolgo con grande favore questo investimento nelle PMI del settore delle tecnologie spaziali, che ci avvicina al nostro obiettivo di transizione digitale. Ciò sostiene lo sviluppo di start-up europee in questo settore e dimostra che l’impresa spaziale europea è in forte espansione.”La Commissaria per la Ricerca, l’innovazione, la cultura, l’istruzione e i giovani, Mariya Gabriel, ha dichiarato: “Queste operazioni, che beneficiano del progetto pilota InnovFin Space Equity Pilot, contribuiranno a rafforzare il private equity per le PMI innovative e le start-up nel settore spaziale. Gli investimenti in Orbital Ventures e Primo Space testimoniano la crescita del settore in Europa e dimostrano il nostro impegno a sostenere le imprese con idee e tecnologie rivoluzionarie.”

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“Interventi di ristoro specifici per il settore sciistico”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

Roma – “Ieri mattina, assieme ad Antonio Misiani e grazie ai colleghi parlamentari Claudia Porchietto, Silvia Fregolent e Dario Bond, abbiamo incontrato alcuni rappresentanti del settore sciistico, dagli impianti di risalita agli insegnanti di SCI, dalle scuole ad una parte importante dell’indotto.Ci siamo confrontati su come sostenere il settore, per delineare il miglior approccio utile a definire subito un sostegno concreto. Abbiamo anche analizzato le modalità con cui gli altri Paesi europei hanno affrontato le forti perdite di questa stagione. È stata un’importante occasione di confronto, per conoscere a pieno i problemi di una filiera che lavora quasi esclusivamente d’inverno e che quindi, non era stata particolarmente interessata dalle precedenti limitazioni.All’interno del prossimo Decreto “Ristori”, a cui stiamo già lavorando, potrebbero già rientrare alcuni interventi di ristoro specifici, che tengano proprio conto della particolarità del settore e del ruolo strategico che riveste anche per il turismo invernale e sportivo.A livello parlamentare, poi, dovremo affrontare, già in conversione del Decreto Milleproroghe, anche il tema delle scadenze tecniche legate agli impianti, tutelando la sicurezza di tutti. Dobbiamo continuare a garantire, a tutte le imprese, gli strumenti necessari per superare questa crisi. È un dovere, non solo morale”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Settore azionario: i temi chiave per i prossimi mesi

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

A cura di Columbia Threadneedle Investments By Nicolas Janvier Responsabile azionario USA, EMEA Mentre inizia la fase di ripresa, il team azionario statunitense lavora a stretto contatto con il team di ricerca fondamentale per analizzare due importanti temi che influiranno sul posizionamento settoriale e sulla selezione dei titoli nei prossimi mesi. Il primo è la spesa per consumi. La situazione finanziaria delle famiglie è decisamente più solida rispetto alla fine delle precedenti recessioni, ma nel 2021 la spesa per consumi esibirà trend diversi da quelli osservati prima del Covid. L'”economia dell’esperienza”, emersa con vigore nello scorso decennio, evidenzierà la crescita più sostenuta. Ciò significa che il turismo, l’intrattenimento fuori casa e le spese per il tempo libero ne trarranno vantaggio. I viaggi d’affari non torneranno tuttavia ai livelli precedenti: il calo sarà significativo, pari forse addirittura al 50% rispetto ai livelli pre-crisi. Il secondo tema riguarda l’aumento della leva operativa e della redditività dovuto al mutamento dei costi aziendali, in un contesto di recupero dei ricavi. Cercheremo di individuare le società che sono riuscite a ridurre in modo permanente i costi operativi durante la pandemia. La presidenza di Joe Biden con un governo diviso potrebbe essere positiva per le utility (il trend a favore della generazione di energia più pulita dovrebbe proseguire a vantaggio delle aziende regolamentate), il settore immobiliare, i beni di prima necessità e i materiali. Le prospettive sono probabilmente meno rosee per la salute, l’energia e la finanza. Sono infatti diminuite le probabilità di aumento delle imposte societarie, il che è positivo per il settore finanziario, che tuttavia risente delle prospettive di un inasprimento normativo.

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Terziario: Criticità del settore

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Discutere le difficoltà nate nel settore Terziario, a causa dell’emergenza COVID 19, e riprendere le riflessioni relative al rinnovo del CCNL terziario, distribuzione e servizi scaduto il 31 dicembre del 2019. E’ stato questo lo scopo dell’incontro di oggi tra l’associazione imprenditoriale Confesercenti e i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Durante l’incontro, le Parti hanno sottolineato il ruolo centrale delle relazioni sindacali, soprattutto nell’emergenza Covid, che ha portato, in questi mesi, alla sottoscrizione di importanti Accordi volti alla salvaguardia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e a definire intese sull’intervento del welfare contrattuale, attraverso la rete della bilateralità settoriale. Le Parti confermano la centralità del CCNL e la volontà reciproca di avviare un percorso negoziale che dovrà necessariamente tener conto dell’andamento della pandemia, dei riflessi economici sul settore e delle nuove modalità di organizzazione del lavoro e di aggiornamento delle figure professionali del terziario, emerse in seguito all’emergenza pandemica. Sarà programmato un nuovo incontro per avviare le trattative, partendo da documenti di analisi delle necessità e difficoltà dei lavoratori e delle imprese del settore.

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Governo e centralità nel settore primario

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2020

Nei giorni scorsi Il premier Conte si è impegnato a restituire centralità al settore primario nel piano di rilancio dell’economia. A livello politico, il messaggio del presidente del Consiglio lascia sperare che per l’agricoltura giunga presto il momento di occupare il posto che merita – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Scendendo più nel concreto, bisogna però ricordare che il confronto sulle misure da adottare e sul Piano Strategico Nazionale non è ancora cominciato e manca ancora chiarezza sulla strada che il Governo intende percorrere. Ci auguriamo quindi che il tavolo allargato annunciato dalla ministra Bellanova sia convocato quanto prima. L’agricoltura si è già imposta per forza propria come un settore trainante della nostra economia. Dallo scoppio della crisi sanitaria, il commercio alimentare all’ingrosso ha saputo resistere (+0,1%), così come quello al dettaglio (+3,1%), registrando un + 3,9% nella grande distribuzione e un +3,5% nei piccoli esercizi – continua Tiso. La filiera ha saputo dunque reagire, senza mai interrompere le attività e garantendo cibo fresco sulle tavole degli italiani. Il premier ha citato alcune priorità per il settore primario, come l’efficienza energetica, la sostenibilità, le sfide logistiche e la sostenibilità. Queste importanti sfide vanno inserite nel quadro più ampio della politica agricola europea, che deve disegnare la nuova Pac e dare seguito alle strategie Biodiversità e ‘Farm to Fork’. Il rilancio dell’agricoltura potrà avere successo se supererà le misure di tipo estemporaneo per essere sostenuto da una politica nazionale ed europea coerente con gli annunci di questi mesi.

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Settore sicurezza: cronica carenza di personale

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Scrive Michele Fornicola: “Non solo i Sindacati dei Carabinieri, anche la Rappresentanza Militare di tutta l’Italia segnalano da tempo le criticità dovute essenzialmente alla cronica carenza di personale non sanabile neppure con le prossime immissioni in ruolo, nè con quelle future, chiedendo che sia riconosciuta l’esistenza, presso le Stazioni di obiettive difficoltà d’ordine organizzativo, strutturale ed operativo.L’organizzazione dei servizi, in particolare, soffre in modo crescente anche per la sottovalutazione di queste problematiche che hanno attinenza con il “benessere del personale”: adeguamento degli orari di apertura delle caserme alle reali esigenze del territorio a vantaggio di una migliore pianificazione licenze e programmazione riposi.Rispondendo ad una delibera del COCER Carabinieri concernente “attività delle Stazioni Capoluogo ed Urbane”, il Comandante Generale aveva significativamente rappresentato di aver disposto di proporre la questione degli “orari di ricezione delle denunce” all’Ufficio Coordinamento F.P. del Dipartimento della Pubblica Sicurezza per un approfondimento interforze nell’ottica di ridurre improduttive sovrapposizioni. Sono convinto che bisogna continuare a stimolare gli uffici di vertice affinchè possano condurre una celere attività ricognitiva in modo che si concluda l’approfondimento che aveva chiesto il Comandante Generale sulla delicata questione nella Sede del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, in modo che ci si possa presto “coordinare” contraendo gli orari e adattando, in questo modo, anche l’impiego di un minor numero di militari a vantaggio del “benessere del personale”

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Il settore moda contiene le perdite e guarda avanti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

«Le attese parlavano di un calo del 50%. La realtà si è fortunatamente fermata ad un meno 20%. A livello globale il settore moda ha subito un pesante colpo dal lockdown e da tutta l’emergenza Covid; anche se il cammino è tutto in salita, le prospettive sono buone: c’è fiducia, ottimismo. E, soprattutto, una strada da seguire». Alla vigilia dell’apertura di White Milano, il salone più importante dedicato al fashion in programma dal 24 al 27 settembre nella capitale della moda, Giorgio Magello Mantovani presidente di Niam – Nazionale Italiana Agenti Moda, l’associazione che raccoglie oltre 800 agenti – apre al rilancio di uno dei settori più importanti per l’economia nazionale. «La filiera moda vale in Italia 80 miliardi di euro. Di questi, 40 sono rivolti al mercato estero, l’altra metà è invece una “questione” tutta interna. Alla riapertura dopo il lockdown, ci siamo ritrovati con 15 miliardi di merce ferma: l’azione degli agenti ha permesso di riallocarla, rimettendo in moto un sistema vitale per l’intera economia. Anche perché un fermo avrebbe compromesso non solamente l’anno in corso, ma avrebbe avuto ripercussioni anche per gli anni successivi». Davanti alla necessità di ripartire, di rimettersi in moto, si pone però un dilemma. «La domanda principale è: in quale direzione andare?», prosegue Magello. E la strada da seguire ha i termini della digitalizzazione, il fronte dell’ecosostenibilità e l’impellenza di fare rete. Spiega il presidente di Niam: «La rete è quella creata dagli agenti moda: il filo di unione tra aziende e negozi. È lo scopo di Niam: porre l’attenzione su tutta la filiera moda perché produzione e vendita possano camminare insieme». L’ecosostenibilità è la nuova frontiera. «All’indomani del lockdown in Italia si è ampliata la forbice tra i prodotti di bassa fascia e quelli di lusso. Questi ultimi hanno subito un pesante stop; non così gli altri che, visti anche i problemi economici, hanno registrato una pronta ripresa. La sfida è però sul prodotto premium: siamo davanti a uno stacco generazionale. Le nuove fasce di clienti pongono attenzione alla sostenibilità e, in un rapporto corretto di qualità-prezzo, privilegiano i temi ecologici». Non certo ultima, la digitalizzazione. «Il Covid ha accelerato il cambiamento: quanto probabilmente sarebbe avvenuto in due anni è stato realizzato in due mesi. Abbiamo a disposizione una tecnologia molto avanzata che ci permette di fare cose impensabili. E, quando parliamo di moda, occorre uscire dalla contrapposizione tra fisico e digitale ed entrare in una logica di complementarietà. Banalmente, le nuove generazioni cercano nel negozio la modernità, il digitale. Il contatto fisico continuerà a mantenere la sua importanza, ma non può essere scevro dall’essere anche digitale. Avremo una comunicazione più mirata, più specifica che produrrà un numero maggiore di dati da analizzare con il vantaggio che, se le relazioni sono soggettive, i dati sono invece oggettivi». Ed è proprio l’apporto digitale, dato da Niam in collaborazione con l’agenzia di marketing digitale Velvet Media, che caratterizza il White Milano 2020. «Il White è la prima fiera phygital; la prima capace di coniugare l’elemento fisico a quello digitale – sottolinea il presidente di Niam -. È un punto di svolta per il futuro». E precisa Alessio Badia, tra i maggiori esperti di moda in Italia che ha seguito il progetto phygital di White MIlano: «Occorreva superare le distanze imposte dal Covid. Arrivare a coinvolgere i buyer di Londra, Parigi, Singapore, New York e portarli tutti a Milano. Nell’impossibilità di farlo fisicamente, il digitale è la strada da percorrere, con set virtuali e digital room per raccontare le collezioni e una piattaforma web che permette non solo le attività di networking, ma anche la gestione di ordini B2B in tempo reale. In questo modo White ha la grande occasione di non nascere e finire in soli quattro giorni, ma di essere viva almeno per l’intera stagione».

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Batterie, perché Tesla fa bene a puntare sul settore

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

Commento di Aanand Venkatramanan, Head of ETF Investment Strategies di Legal & General Investment Management (LGIM)La tecnologia delle batterie sarà in prima linea nella transizione globale a un’economia a basse emissioni di carbonio. Le batterie alimenteranno in larga misura la flotta di veicoli elettrici del futuro e potranno aiutare a superare le oscillazioni legate alla disponibilità tipiche delle energie rinnovabili.Secondo i dati di Bloomberg New Energy Finance (BNEF), i costi delle batterie agli ioni di litio sono scesi a un CAGR (compounded annual growth rate, tasso di crescita annuo composto) del 23% negli ultimi 5 anni e si prevede che continueranno a ridursi ulteriormente. Ci sono varie ricerche indipendenti che affermano che i veicoli elettrici (EV) diventeranno più economici dei veicoli a motore a combustione interna e nel 2037 li supereranno nelle vendite; ciò significa che in questo lasso di tempo ci sono molte opportunità di crescita. Una conquista fondamentale per raggiungere questo traguardo è che i costi medi delle batterie scendano sotto i 100 dollari per chilowattora.Secondo una ricerca pubblicata a maggio di quest’anno da BCC Research, il mercato globale delle batterie tecnologicamente più avanzate valeva 64,1 miliardi di dollari americani nel 2019 e nel 2024 ne varrà 109,9; un CAGR superiore al 10%. Inoltre, anche il mercato dello stoccaggio dell’energia sta crescendo rapidamente, con un CAGR tra il 20% ed il 30%.Tesla è uno dei principali produttori di tecnologie per lo stoccaggio dell’energia ed è molto nota sia per i suoi veicoli elettrici che per le sue batterie. Quando nel 2008 questa azienda ha lanciato la Roadster sul mercato, ha riportato un ricavo annuo di 14,8 milioni di dollari; 12 anni dopo, nel 2020, si prevede che i ricavi si attesteranno attorno ai 29,6 miliardi, circa 2000 volte i numeri del 2008. Al tempo stesso, anche i prezzi di Tesla sono cresciuti esponenzialmente di circa il 12.000%, portando le valutazioni a livelli record – 14 volte superiori secondo le stime 2020 di Goldman Sachs.Durante il prossimo Battery Day, in programma il 22 settembre, gli analisti si aspettano che Tesla discuterà di come intende ridurre ulteriormente il costo delle batterie, aumentarne l’efficienza e gestire le preoccupazioni riguardanti la loro autonomia; oltre a parlare degli aggiornamenti del suo software over the air e dei suoi piani per lo smaltimento delle batterie esauste. L’intenzione di Tesla di arrivare a produrre oltre 100 gigawattora per anno nella sua Gigafactory potrebbe già essere sufficiente per sostenere 1,5 milioni di veicoli leggeri all’anno.Altri importanti produttori di batterie come Samsung SDI, LG Chem, Panasonic, Tianneng Power e BYD si stanno preparando a questa imminente impennata della domanda. Con i costi che si ridurranno per l’effetto delle economie di scala, ci aspettiamo che il mercato dei veicoli elettrici e delle griglie di stoccaggio crescerà in modo ancora più forte.

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Agricoltura: Rilanciare il settore

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Solo un dibattito inclusivo e un confronto continuo può rilanciare l’agricoltura e favorire il superamento della crisi economica – dichiara Andrea Michele Tiso. Per questo guardiamo con favore alla proposta di un forum permanente che coinvolga gli operatori della filiera agroalimentare, dalle aziende agricole fino a quelle che si occupano di logistica e commercio. Per avere successo, una simile iniziativa deve però includere tutte le realtà attive nel settore agroalimentare. Senza una rappresentanza capillare e un accesso allargato, il forum non può rispecchiare le reali esigenze del settore primario né farsi promotore di proposte davvero innovative.Il settore agroalimentare italiano è molto variegato. Accanto ai grandi operatori, ci sono migliaia di piccole e medie aziende che hanno bisogno di strumenti e misure ad hoc per restare sul mercato – continua Tiso. Sono queste ultime a costituire il vero tessuto produttivo della nostra agricoltura e a custodire il potenziale per cambiare le regole del gioco, dando il via a una rivoluzione verde. Per questo è importante che la loro voce sia ascoltata. Se il Green New Deal riscuote un consenso unanime, sulle modalità della sua realizzazione non mancano le divergenze. Crediamo che l’innovazione debba giocare un ruolo importante, ma siamo anche convinti che un’agricoltura verde non possa ignorare i possibili pericoli e le incognite di tecnologie molto invasive, come per esempio gli Ogm. Un deciso cambiamento di rotta è necessario a livello europeo per passare da un’agricoltura intensiva a metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente. Se il forum permanente vedrà la luce, ci auguriamo quindi che la svolta agroecologica sia in cima alla sua agenda.

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