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RBC GAM: India, prospettive positive per il settore farmaceutico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

A cura di Veronique Erb, Portfolio Manager Emerging Markets, RBC Global Asset Management. Il governo indiano si sta adoperando per ampliare la copertura e l’accessibilità della sanità alla popolazione, ad esempio offrendo un’assicurazione sanitaria gratuita per le famiglie a reddito inferiore. Per stimolare gli investimenti, il governo ha introdotto diversi programmi per ridurre la dipendenza dell’India dalla Cina per i principi attivi farmaceutici (API) e migliorare la produzione nazionale di farmaci essenziali. A nostro avviso, si tratta di piccoli passi per migliorare l’ecosistema produttivo dei prodotti essenziali in India. Finora abbiamo assistito a una partecipazione limitata e selettiva da parte delle principali aziende farmaceutiche, che sono in attesa di una maggiore chiarezza sulle politiche e di maggiori incentivi prima di impegnare maggiori capitali. Una graduale ripresa dello schema di incentivi per i piccoli produttori potrebbe rafforzare l’ecosistema della produzione farmaceutica nazionale nel lungo periodo. Ma i benefici più immediati dello schema saranno visibili nei prossimi due anni. Più in generale, sebbene ci aspettiamo che il mercato sanitario indiano rimanga dinamico nel resto del 2022 a causa delle preoccupazioni macro, dell’aumento dei prezzi delle materie prime, della volatilità della catena di approvvigionamento e di alcune sfide specifiche del settore, come l’erosione dei prezzi dei farmaci generici negli Stati Uniti, quest’anno i tassi di crescita del settore dovrebbero tornare al 10-12%.Nell’attuale contesto, riteniamo che il segmento degli ospedali si trovi in una posizione migliore rispetto ai produttori farmaceutici, in quanto il flusso di pazienti (compresa la domanda repressa) rimane forte. Per le aziende farmaceutiche, ci aspettiamo che le sfide specifiche continueranno per i prossimi 1-2 trimestri, ma il contesto dovrebbe migliorare nella seconda metà dell’anno. Un esempio vincente è il Dr. Reddy’s Lab, che si sta concentrando sul mercato indiano e su altri mercati emergenti, dove il potere dei prezzi è forte, come mercato finale. Anche le valutazioni sono interessanti.L’India rimane ancora un hub per i farmaci generici e i suoi progressi nel settore sanitario hi-tech, come le biotecnologie, sono stati finora molto graduali. Ciò è dovuto principalmente al fatto che le competenze indiane si concentrano maggiormente sullo sviluppo di farmaci generici di qualità a costi inferiori.Guardando più in generale alle IPO sul mercato indiano, il contesto è diventato più difficile per la maggior parte dei settori in generale, dato che alla fine dello scorso anno si è assistito a un’ondata di quotazioni, molte delle quali a valutazioni elevate, in particolare nei settori della tecnologia e delle piattaforme.Non credo che la difficoltà del mercato delle IPO avrà un impatto sullo sviluppo del settore sanitario. Potrebbe avere un impatto sui piani di raccolta fondi per le aziende che cercano di espandersi nello spazio dell’e-health, come le farmacie online, la diagnostica, le tele-consulenze ecc. Tuttavia, si tratta ancora di una piccola porzione del mercato.

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“Il settore olivicolo italiano è tra i più importanti al mondo”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2022

La produzione italiana, infatti, incide per il 15%/18% su quella globale (seconda dopo la Spagna), siamo il secondo esportatore (dopo la Spagna) e il primo importatore di olio, in quanto primi consumatori al mondo di quello che è il condimento principe della dieta mediterranea e della cucina italiana. Abbiamo 1 milione di ettari di superficie olivetata, gestiti da 827mila aziende agricole (localizzate principalmente in Puglia, Calabria e Sicilia, ma anche in Campania, Abruzzo, Lazio e Umbria), dagli elevati standard qualitativi (42 DOP e 7 IGP per oli di oliva e 4 DOP per olive da mensa) e dalla forte caratterizzazione territoriale (oltre 500 cultivar)». Così il Prof. Carlo Gaudio, Presidente del CREA, in occasione della giornata conclusiva dell’intesa due giorni dedicata al progetto MOLTI – Miglioramento della produzione in oliveti tradizionali e intensivi, realizzato dal CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura e finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Nonostante l’eccellenza del nostro olio e il carattere di multifunzionalità della olivicoltura italiana, un patrimonio ambientale, paesaggistico e storico, unico nel suo genere, il settore si trova in forte ritardo rispetto alla concorrenza di altri Paesi e ha bisogno di essere rilanciato attraverso il rinnovamento, l’innovazione e l’ampliamento delle produzioni, con un approccio che tenga in giusto conto la variegata realtà olivicola italiana. Le difficoltà sono numerose: dall’elevata polverizzazione delle proprietà (oltre il 60% sono piccole e medie imprese a conduzione familiare), alla collocazione in ambienti collinari (più difficili per la meccanizzazione), alla predominanza degli oliveti tradizionali (circa i 3/4 del totale), con densità inadeguate, sesti irregolari, alberi spesso vecchi, grandi e/o con più fusti, spesso meno produttivi e limitanti nell’uso delle macchine. Il progetto MOLTI, che coinvolge tre centri di ricerca del CREA – Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, Agricoltura e Ambiente e Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari – ha l’obiettivo di recuperare il gap esistente tra l’olivicoltura italiana e quella degli altri Paesi concorrenti, offrendo ai produttori le conoscenze e le tecniche per una olivicoltura più moderna, competitiva e sostenibile. È incentrato, infatti, da un lato, sul recupero degli oliveti tradizionali in diversi areali italiani (Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio e Umbria) e con le principali varietà locali (rispettivamente Nocellara del Belice, Carolea, Cima di Bitonto, Leccino e Moraiolo). Sono emerse la possibilità di una ripresa dell’attività vegetativa e produttiva degli oliveti con tempistiche che dipendono dalla varietà e dalle specifiche condizioni pedo-climatiche e la riduzione graduale dei costi, grazie ad una gestione funzionale della potatura e ad una riduzione degli input esterni, a condizione che il suolo sia gestito in modo conservativo e con pratiche agroecologiche, in grado di incrementare la sostanza organica e la biodiversità e sostenere il recupero produttivo degli alberi. Per quanto riguarda gli oliveti intensivi, invece, sono stati studiati il comportamento vegetativo e riproduttivo e l’adattabilità di alcune varietà di olivo italiane all’allevamento in parete in differenti condizioni pedo-climatiche, l’utilizzo di pratiche per forzare la crescita e la produzione in impianti giovani nonché l’impiego di strategie di potatura e di gestione dell’acqua. Si tratta di tecniche funzionali per controllare l’equilibrio vegetativo e riproduttivo, assicurando così produzioni costanti negli anni. I risultati mostrano che alcune varietà italiane possono adattarsi a modelli colturali ad alta o altissima densità. «In conclusione – spiega Enrico Maria Lodolini, ricercatore del CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Olivicoltura, coordinatore del progetto MOLTI – il rilancio del settore olivicolo-oleario può passare attraverso l’impiego di diversi modelli colturali, che possono integrarsi l’uno con l’altro in modo da prevedere ‘olivicolture’ differenti, gestite con tecniche agronomiche coerenti rispetto al modello prescelto».

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Il 2022 inizia con nuove incognite, ma con le certezze del settore bancario e oil

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2022

Commento a cura di Niall Gallagher, Investment Director European Equities di GAM Investments. Il 2021 è stato l’anno della ripresa. Quindi abbiamo visto dall’inizio dell’anno e poi per tutto l’anno, un continuo recupero dalla pandemia. Ovviamente ci sono state delle battute d’arresto, in particolare all’inizio dell’anno, con la seconda ondata e poi i blocchi e le restrizioni in vari paesi europei.Ma in generale, mentre l’anno proseguiva, abbiamo visto una crescita positiva delle azioni europee guidata principalmente dai profitti. Abbiamo avuto forti guadagni nel Q1, Q2 e Q3, e questo è stato il catalizzatore per il mercato azionario in Europa per continuare a performare in maniera vigorosa. Il 2022 è un anno più complicato del 2021. Quindi abbiamo ancora il potenziale per una forte ripresa dalla pandemia. Alcuni paesi devono andare oltre in Europa, ma pensiamo anche in Asia, dove c’è un ritardo nella variante Omicron di Covid. Quindi pensiamo che questa sia la prima cosa, abbiamo questo slancio ancora abbastanza soddisfacente in termini di crescita in questo inizio dell’anno. Ciò che complica le cose è l’inflazione. L’inflazione sta dimostrando di essere più che transitoria. Le banche centrali sembrano intenzionate ad agire, e forse ad agire in misura maggiore. E abbiamo anche una forte pressione sui prezzi delle materie prime, soprattutto petrolio e gas. E oltre a questo, la pressione salariale, che stiamo vedendo arrivare in molti posti, significa che lo scenario per il 2022 è un po’ più complesso del 2021, a nostro avviso. Abbiamo acquistato un bel po’ di compagnie petrolifere e del gas e anche alcune banche nel corso del 2021. Pensiamo che questi titoli azionari siano in alcuni casi ancora valutati in modo attraente con generazione di flussi di cassa attesi elevati e pensiamo che le ipotesi irrealistiche sulle materie prime sottostanti siano incorporate nei prezzi delle azioni. Abbiamo anche un certo numero di società tecnologiche che stiamo cercando di acquistare di più se continuano a vendere. E poi il resto delle nostre idee sono idiosincratiche, attraversando l’intera gamma di aziende che sono esposte a forti tendenze di crescita strutturale nei consumi asiatici o potenzialmente nella decarbonizzazione, così come alcuni degli stock di tipo value nelle banche e nell’energia.

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Editoria: Fieg, preoccupazione per il permanere della crisi del settore

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2022

Gli editori della Fieg, riuniti nel Consiglio generale tenutosi oggi, esprimono preoccupazione per il permanere della crisi del settore ulteriormente aggravata dall’incremento del prezzo della carta e dell’energia, per alcune voci più che raddoppiate, e da un andamento del mercato pubblicitario che stenta a recuperare il crollo registrato a seguito della crisi pandemica.Gli editori preso atto con soddisfazione degli interventi già previsti per il settore dal Governo e dal Parlamento, nel confermare il loro impegno a garantire ai cittadini una informazione responsabile e corretta, svolgendo così un importante servizio di interesse pubblico, auspicano il rafforzamento delle misure di sostegno pubblico e la loro rapida attuazione.In questa situazione di grave aumento dei costi di produzione, gli editori rilevano la difficoltà di mantenere i programmati investimenti per la transizione e lo sviluppo digitale e per la produzione d’informazione di qualità con le professionalità adatte, e sottolineano la necessità di ulteriori risorse, considerato che quelle stanziate saranno erose dai costi crescenti di carta ed energia.

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Agricoltura: In manovra circa 8 milioni di euro per il settore apistico

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

“Dopo quasi undici anni, grazie all’approvazione di un nostro emendamento alla Legge di Bilancio, torniamo a finanziare la legge quadro sull’apicoltura nazionale. Vengono così stanziati 7,75 milioni di euro per il sostegno alle forme associative di livello nazionale tra apicoltori e promozione della stipula di accordi professionali, in modo da rafforzare il frammentato scenario produttivo, incentiviamo la pratica dell’allevamento apistico e del nomadismo nonché dell’impollinazione a mezzo api. Solleciterò subito il Ministero delle Politiche agricole a convocare le associazioni del settore così da stabilire, assieme a loro, i criteri e i finanziamenti da preferire nell’elaborazione del decreto attuativo”. Lo dichiara il deputato Paolo Parentela, esponente M5S in commissione Agricoltura.“A fronte della mancata produzione degli ultimi anni – aggiunge -, causata dal cambiamento climatico e da altre problematiche come patologie e parassiti, cerchiamo di sostenere il comparto, che vedrà raddoppiati gli aiuti diretti con la prossima Politica Agricola Comune e avrà una notevole importanza negli eco-schemi. Questo intervento inserito in Manovra segue i 2 milioni di euro che abbiamo previsto nella Legge di Bilancio 2019 per progetti di ricerca e i 500mila euro del Decreto Filiere Minori per produzioni di miele italiano di qualità” conclude.

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Sigep riconferma la sua leadership nel settore del foodservice dolce

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

Sigep rinnova le partnership con UIF (Unione Italiana Food) – Prodotti per gelato e con Acomag (Associazione nazionale costruttori macchine arredamenti attrezzature per gelato). A un mese dall’inizio della 43ª edizione del salone di Italian Exhibition Group dedicato a gelateria, pasticceria e cioccolato, panificazione artigianale e al caffè, che si terrà alla fiera di Rimini dal 22 al 26 gennaio prossimi, la filiera del gelato artigianale guarda al futuro siglando intese con SIGEP – The Dolce World Expo che, complessivamente, arrivano all’edizione del 2026. Ingredienti, macchinari per la produzione, vetrine per gelato: filiere strategiche del made in Italy con una netta propensione all’export. Il settore ingredienti per Unione Italiana Food – Prodotti per gelato, vale circa il 60% sul mercato europeo e sino al 2019 registrava un tasso di crescita globale del 6%. Mentre per i produttori di macchinari circa il 75% della produzione di tecnologie professionali per gelaterie vola verso il Nord America e il Far East (fonte: Osservatorio Sigep, 1° semestre 2021). Italian Exhibition Group S.p.A., società con azioni quotate su Euronext Milan, mercato regolamentato organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., ha maturato negli anni, con le strutture di Rimini e Vicenza, una leadership domestica nell’organizzazione di eventi fieristici e congressuali e ha sviluppato attività estere – anche attraverso joint-ventures con organizzatori globali o locali, come ad esempio negli Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Cina, Messico, India – che l’hanno posizionata tra i principali operatori europei del settore.

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“Il settore pesca demersale deve essere sostenuto e rilanciato”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2021

Fiumicino (Roma) “Altrimenti il mercato italiano sarà conquistato dalle imprese ittiche estere, con gravi ripercussioni sull’occupazione, sia per i marittimi che per il personale delle aziende di lavorazione e commercializzazione. La politica a livello nazionale e regionale, può e deve rispondere alle istanze delle cooperative di pescatori che chiedono di rivedere le stringenti regole che le stanno schiacciando. A cominciare dal numero massimo consentito di giornate di pesca, che il Ministero ha ulteriormente ridotto alla cifra risibile di 139 giorni all’anno. Un provvedimento preso oltretutto in piena pandemia e che acuisce le difficoltà del settore, già limitato nell’attività dal periodo di fermo stagionale obbligatorio, dalle battute di pesca perse a causa del maltempo, dai tempi delle operazioni di manutenzione e riparazione, dalle festività e fine settimana di riposo previste da contratto nazionale di lavoro.Vanno ridimensionate anche le limitazioni all’operatività, consentita attualmente a 3 miglia dalla costa, sempre lontano dalle isole e mai nelle aree Riserva. A questo proposito c’è allarme tra gli operatori per le disposizioni di fermo biologico previste per il 2022, che se confermate andrebbero a decretare la fine del comparto pesca. Su questo punto riteniamo che ci debba essere massima attenzione alla tutela delle specie ittiche maanche al tessuto socio economico. Inaccettabile poi che ancora non sia istituita la Cassa Integrazione per questi lavoratori del mare, anche se e la cifra giornaliera che gli si prospetta, soli 30 euro al giorno tassabili, sarebbero poco più di una elemosina e non gli verrebbe erogata per tutto il periodo di fermo. Oggi con i fondi del PNRR anche le Regioni potrebbero fare bandi per sovvenzionare la sostituzione delle imbarcazioni, per la maggior parte obsolete, mettendo le aziende italiane di pesca in condizioni di lavoro analoghe a quelle dei colleghi di Spagna e Francia.>>. Così in un comunicato Giancarlo Righini consigliere regionale del Lazio di Fdi e Stefano Costa, capogruppo di Fdi al comune di Fiumicino.

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Gaming, settore in crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

A cura di Richard Mercado, CFA Analyst and Portfolio Manager di Comgest. Il gaming è un settore in rapida crescita caratterizzato da margini elevati, marchi globali e la capacità di raccogliere e monetizzare i dati raccolti dalle sue piattaforme utilizzate da milioni di giocatori. Le entrate del settore a livello globale si avvicinano ai 200 miliardi di dollari dopo diversi anni di forte crescita. La portata dell’evoluzione del gaming da settore imprevedibile a settore che ha poi dimostrato di poter offrire rendimenti all’investitore e che ha ampi margini di ulteriore crescita è, a nostro avviso, ancora sottovalutata.Nel corso del tempo, l’impegno del giocatore diminuisce e il tasso di sostituzione aumenta la probabilità che il giocatore cerchi giochi alternativi con cui giocare. La connettività digitale ha cambiato questo modello e ha migliorato la capacità delle aziende di gaming di prolungare il ciclo di vita dei propri prodotti. La connettività facilita anche i pagamenti noti come “microtransazioni” con cui i giocatori possono acquistare oggetti utili come armi o vite aggiuntive. Le motivazioni dei giocatori che sono alla base di questi acquisti sono le più diverse, come velocizzare l'”investimento” nei loro personaggi o rappresentare il proprio look nei personaggi.Le opzioni di monetizzazione facilitate dalla connettività hanno portato non solo a un aumento delle vendite ma anche a una espansione dei margini. Le aziende possono vendere i download di giochi in versione completa direttamente ai consumatori, eliminando la necessità di pagare i costi di distribuzione al rivenditore o i costi relativi al packaging. Stimiamo che il margine lordo sul download di giochi in versione completa sia di circa il 70%, rispetto a circa il 55% per un gioco “fisico” in scatola. I contenuti scaricabili generano margini lordi dal 70% al 90%, e le microtransazioni dal 90% al 95%; in entrambi i casi i margini sono alti perché i costi di sviluppo della storia e del gioco sono già stati sostenuti e aggiungere funzionalità aggiuntive può essere semplice come disegnare un abito o una “skin” per il giocatore. Catturare ulteriori margini dai distributori rappresenta una fonte di potenziale crescita futura dei margini per le aziende. L’iPhone, messo in vendita per la prima volta nel 2007, ha reso il gioco onnipresente.Le argomentazioni economiche a favore del gioco sono convincenti, ma come per molti altri settori e prodotti, ci può essere una tendenza ad abusare della fiducia dei clienti che può influenzare la sostenibilità a lungo termine del settore. Nel caso del gioco, le preoccupazioni sugli effetti sulle dipendenze, sulla salute mentale e l’equilibrio tra la soddisfazione della domanda dei consumatori e la manipolazione delle loro abitudini sono dibattiti fondamentali. Alcuni studi hanno dimostrato che i videogiochi possono aiutare a sviluppare le abilità cognitive e la neuroplasticità. Una ricerca dell’Università di Oxford ha scoperto che il tempo passato a giocare è positivamente associato al benessere. Tuttavia, all’interno del settore, un movimento emergente “me too” rappresenta un grosso rischio dal punto di vista delle risorse umane. Il settore dei videogiochi è stato colpito da problematiche come molestie sessuali, salari iniqui e ritorsioni, e questo può impedire alle aziende di attrarre e trattenere il talento e la creatività femminili. La più recente controversia riguarda Activision Blizzard che è accusata di discriminare sistematicamente le proprie dipendenti donne in termini e condizioni di impiego (compenso, dimissioni, promozione e licenziamento). Questo è ovviamente qualcosa su cui gli investitori e i consigli di amministrazione devono impegnarsi attivamente, in modo da garantire che un ambiente dominato dagli uomini adotti le culture e i comportamenti appropriati al fine di ottenere una forza lavoro aziendale più equilibrata a tutti i livelli. In definitiva, un settore del gaming sano e sostenibile richiederà una combinazione di comportamenti aziendali etici e di responsabilità del consumatore all’interno di un quadro normativo appropriato. (abstract http://www.verinieassociati.com)

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Cultura: I riconoscimenti italiani nel settore

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2021

Quest’anno oltre al calcio ha trionfato in una importante competizione europea, l’Eurovision Song Contest 2021, e che ha avuto (e ha tuttora, a quasi un anno dalla vittoria) una visibilità mediatica notevolissima, anche in altri settori della cultura italiana, e, nella fattispecie, della musica italiana, l’Italia ha avuto, quest’anno, dei riconoscimenti di enorme importanza, che finora non erano mai arrivati tutti insieme nello stesso anno: il violinista italiano Giuseppe Gibboni (20 anni, di Salerno) ha vinto il primo premio nel più importante concorso violinistico al mondo, il Premio Paganini di Genova. E pochi giorni prima due pianisti italiani, Alexander Gadjiev (26 anni, di Gorizia) e Leonora Armellini (29 anni, di Padova) hanno ottenuto rispettivamente il secondo e il quinto premio nel concorso pianistico più importante al mondo, il Concorso Chopin di Varsavia. Una città simbolo di questa filiera è sicuramente Cremona: culla della grande tradizione della liuteria (da Amati, Guarneri e Stradivari, fino ai grandi liutai contemporanei), e sede di molti centri di formazione, produzione e promozione musicale, tra cui l’Accademia Stauffer, dove Giuseppe Gibboni ha studiato, con Salvatore Accardo. “Cremona Musica International Exhibitions & Festival è una manifestazione che sin dalla sua fondazione promuove le eccellenze musicali italiane, – dichiara Massimo De Bellis, Direttore Generale di CremonaFiere – e non a caso ha ospitato i due pianisti trionfatori a Varsavia: Leonora Armellini nel 2018 e Alexander Gadjiev il 25 settembre 2021, subito prima della sua partenza per Varsavia”. Siamo quindi orgogliosi dei successi dell’Italia della musica, e proseguiremo il nostro lavoro perché le eccellenze musicali siano sempre più riconosciute e valorizzate, anche dai media e dalle istituzioni.

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Capital Group: La rivoluzione verde dà nuova energia ai titoli del settore utility

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2021

A cura di Bobby Chada, Investment Analyst di Capital Group. Dopo tre anni, continuativi di performance stellare, nel 2021 i titoli del settore dell’energia rinnovabile sono tornati con i piedi per terra. Ma il futuro dell’energia verde è ancora promettente, perché la transizione mondiale verso un’economia a basso tenore di carbonio sta acquisendo sempre più slancio. Nel breve periodo, i timori degli investitori in merito all’aumento dei rendimenti obbligazionari e dell’inflazione hanno spinto al ribasso il settore dei servizi di pubblica utilità. E il flusso enorme di liquidità negli investimenti ecologici degli ultimi anni ha alimentato il timore di una bolla verde. Tuttavia, a nostro avviso, le grandi aziende europee attive nel settore dell’energia pulita vantano fondamentali solidi.Il motivo principale per cui ci aspettiamo che le aziende attive nell’energia pulita realizzino buoni risultati è il fatto che la tecnologia rinnovabile diviene sempre più economica. L’energia rinnovabile è già di per sé competitiva, e il costo per costruire un megawatt di generazione di energia pulita, che si tratti di eolico onshore, eolico offshore o fotovoltaico solare, sta calando e dovrebbe continuare a farlo. Ogni anno il costo medio di produzione probabilmente scende di una percentuale compresa tra il 10% e il 15%, e lo stesso discorso vale per i costi della capacità di accumulo in batterie o dell’idrogeno verde. Un settore molto importante da tenere d’occhio è quello dell’idrogeno verde, considerato da molti esperti la chiave per la decarbonizzazione di settori come l’acciaio e le spedizioni. L’idrogeno è ancora costoso da produrre senza l’impiego di combustibili fossili, ma sembra che questa sarà la prossima innovazione tecnologica della transizione energetica.Esiste il rischio che le big oil possano accedere al settore dell’energia pulita e minacciare la dominanza degli attuali colossi delle rinnovabili, tra cui EDP, Enel, Engie, Iberdrola e Orsted. Ritengo tuttavia che il mercato stia crescendo a un ritmo sufficiente da lasciare spazio per tutti. E se da un lato aziende petrolifere come BP e Shell hanno iniziato a fare capolino nelle rinnovabili nell’ambito dei loro piani per lo zero netto, sarà difficile eguagliare le competenze, la portata e le pipeline esistenti dei colossi delle rinnovabili. Gli USA e la Cina, da sempre indietro sul tema del clima, si sono impegnate a ridurre le emissioni e orientarsi verso l’energia pulita. Ovviamente rimane da vedere come manterranno questi impegni, ma la direzione è piuttosto chiara.Anche l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), che ha sempre sottostimato la crescita delle rinnovabili, sembra oggi aver realizzato la portata degli sforzi necessari per scongiurare un disastro climatico. All’inizio dell’anno, la IEA ha pubblicato un report che mette in luce la necessità di incrementare gli investimenti nelle rinnovabili di tre volte entro il 2030.L’Unione Europea, già leader globale nell’energia pulita con una penetrazione delle rinnovabili pari al 20% circa, è destinata a una crescita elevata. L’UE ha pianificato di trarre metà della sua energia dalle rinnovabili entro il 2030, e il tanto atteso quadro di riferimento “Green Deal” dovrebbe fornire un’ulteriore spinta, considerando che il blocco intende ridurre le emissioni di gas serra raggiungendo lo zero netto entro il 2050.Il Green Deal dell’UE richiederà enormi investimenti (EUR 7.000 miliardi entro il 2050) che saranno tratti da un mix di investimenti privati, prestiti pubblici e finanziamenti sovvenzionati. In definitiva, anche senza finanziamenti governativi, pochi fattori potrebbero far deragliare la rivoluzione dell’energia pulita. Le rinnovabili godono di una posizione privilegiata sul fronte economico, trainata da un calo dei costi destinato a proseguire. Il settore non necessita di sussidi, nemmeno in un contesto di prezzi dell’energia ridotti. Lo slancio atto alla decarbonizzazione dell’economia mondiale è potente e sufficientemente durevole da trainare un cambiamento epocale. Questo significa che è ora di smettere di pensare alle utility come a investimenti statici e datati che non possono produrre una crescita a doppia cifra. Queste aziende non sono più bond proxy a crescita zero, e a nostro avviso sono destinate a produrre risultati di investimento molto solidi. (abstract)

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Cosa sta succedendo al settore tecnologico in Cina?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2021

A cura di Mario Amabile, Investment Specialist di Pictet Asset Management. La Cina sta ricalibrando le sue priorità cercando di migliorare il tenore di vita delle persone: come effetto di ciò, non si punta più alla crescita nel breve periodo, bensì a una crescita a lungo termine più sostenibile. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze e migliorare la previdenza sociale tramite un’ampia revisione delle normative vigenti, favorendo i consumatori attraverso la riduzione dei costi dell’istruzione, degli immobili (lotta alla speculazione sui prezzi del real estate e freno alle plusvalenze sul ciclo delle costruzioni) e della sanità (rafforzamento della previdenza sociale), un importante investimento per il futuro.Tali misure mirano a rafforzare la fiducia dei consumatori, in modo tale che riducano i risparmi (al momento pari al 40% delle entrate), spendano di più e facciano più figli grazie anche al sostegno di normative più favorevoli (come la politica dei 3 figli entrata in vigore il 31 maggio 2021).Il nuovo corso del governo cinese è iniziato nel 2016 con la riorganizzazione del settore finanziario, la riduzione dell’indebitamento delle banche e il freno al sistema bancario ombra. I prossimi passaggi a livello regolamentare riguarderanno il segmento internet e saranno presentate nel corso del congresso quinquennale del Partito Comunista in programma nel 2022.Tutto ciò apre la strada alla riduzione delle disuguaglianze sociali tramite un incremento delle imposte sul reddito delle persone fisiche e giuridiche, nonché un aumento delle tasse sugli immobili e di successione e la promozione delle donazioni di beneficenza. Tuttavia, nel breve termine una tassa patrimoniale appare improbabile poiché le conseguenze sono poco prevedibili e vi sono difficoltà di implementazione. La Cina ambisce ad avere il primato a livello globale in molti campi. Perché ciò avvenga, le occorre il sostegno della popolazione: ecco perché il governo si sta occupando seriamente dell’ambiente e sta modificando gli obiettivi anche dal punto di vista sociale e della governance.Il Partito, però, sa bene anche che per arrivare – e restare – in vetta occorre dominare in ambito tecnologico, quindi non affosserà mai le sue migliori società. In tal senso, internet si conferma uno dei settori più importanti per la Cina, soprattutto perché parecchie aziende mirano alla “innovazione tecnologica” e a una “maggiore digitalizzazione industriale”, in linea con le direttive di Pechino.Nelle VIE (Variable Interest Entity) gli azionisti hanno il controllo delle operazioni, mentre la proprietà giuridica resta in Cina (usufruttuario e nuda proprietà). Le VIE sono state create per eludere il controllo sugli investimenti esteri nelle aziende cinesi. Tramite queste entità infatti gli azionisti stranieri potevano arrivare a ottenere sino al 100% degli utili di una entità cinese onshore, motivo per cui alcuni ritengono le VIE illegali. Ma questa non è una novità, dato che la questione era già emersa prepotentemente nel 2011. Oggi c’è però maggiore chiarezza: se una VIE non soddisfa i principi contabili statunitensi, il relativo ADR (American Depositary Receipt) potrebbe essere escluso dai listini, ma questo in ogni caso non accadrà sino alla fine del 2023 o addirittura del 2024. Inoltre, gran parte delle VIE principali sono già quotate a Hong Kong e hanno azioni interscambiabili sui mercati di USA e Cina. Non dimentichiamo che quando i trend di mercato iniziano a essere irrazionali occorre aumentare la vigilanza sui rischi e non il contrario. Tuttavia, riteniamo che gli investitori internazionali siano eccessivamente pessimisti sul settore tecnologico cinese. I più grandi player digitali paiono infatti in grado di reggere l’urto di questa nuova regolamentazione, avendo le dimensioni per assorbire i costi legati alle nuove normative e continuare a generare una crescita dei profitti. Ai prezzi attuali, dunque, siamo alquanto costruttivi sulle aziende di internet cinesi, in quanto il rischio è generosamente premiato.

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Andamento del settore factoring per il Gruppo Credem

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

Si conferma in decisa crescita in tutti i principali indicatori di sintesi ma soprattutto in misura superiore rispetto all’andamento del sistema nel suo complesso. I risultati approvati al 30 giugno 2021 di Credemfactor, società del Gruppo Credem specializzata nel factoring guidata dal Direttore Generale Gabriele Decò, registrano un utile netto di € 4,8 milioni (+97,7% a/a), un risultato lordo di gestione di €5,3 milioni (+8,1% a/a) ed un utile lordo pari a €6,9 milioni (+94,5% a/a), a conferma della solidità e della qualità del core business societario. In crescita anche gli impieghi pari a €879 milioni (+7,2% a/a) ed il numero dei clienti in progresso del 2,3%. Nel corso dell’anno è stato portato avanti un importante piano di innovazione e digitalizzazione finalizzato alla crescita del valore e della qualità della consulenza degli specialisti che rimangono al centro, insieme al cliente, della strategia aziendale. In dettaglio sono stati realizzati investimenti per creare una piattaforma digitale on line e on time, denominata Fast Factoring Digitale, che consente di gestire l’intero processo dall’attivazione di un nuovo cliente a distanza alla contrattualizzazione, fino all’intera transazionalità operativa sia cedente sia debitore, con l’azzeramento della carta. Obiettivo per il 2021 è di rafforzare ulteriormente le sinergie con le reti commerciali di Credem, Credemtel e del Gruppo con soluzioni di supply chain management e finance a sostegno delle imprese, nell’ambito dell’importante progetto di accelerazione digitale di Gruppo “Digital Hub Imprese”.

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Logistica: Mura (Pd), settore strategico ma trascurato dalla politica

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

“La logistica è un settore trascurato dal dibattito pubblico ma che si è rivelato strategico nel periodo della pandemia: è una leva strategica che tiene su il Paese con cui la politica si è confrontata poco”. Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura, parlando oggi a Radio Immagina.“La logistica ha assunto una tale importanza anche rispetto alla produzione – ha detto Mura – che ha fatto aumentare gli investimenti in innovazione, e noi dovremmo utilizzare l’innovazione non solo per efficientare i processi produttivi ma anche come strumento di controllo delle modalità di lavoro, per monitorare gli orari, integrare i turni, in sostanza cambiare la qualità e le condizioni del lavoro”. Riguardo gli appalti, Mura ha ricordato che “con il dl Semplificazioni abbiamo stabilito che i lavoratori del subappalto abbiamo uguali diritti e retribuzioni di quelli dell’appalto. Sono convinta che la politica si deve misurare sul tema dell’estensione delle regole per i subappalti pubblici anche a quelli privati. E’ uno dei temi che potrebbe cambiare le condizioni di lavoro anche nel settore della logistica”. “Il Paese ha bisogno di costruire prospettive – ha aggiunto la parlamentare – ci sono competenze ma bisogna riappropriarsi delle politiche industriali e insieme di quelle del lavoro. E per questo serve una presenza maggiore e più convinta del ministero del Sviluppo economico”.

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Approvata la legge sul settore ittico

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

“Con 364 voti favorevoli, la Camera ha approvato in prima lettura la mia proposta di legge di riforma del settore ittico. Un provvedimento corposo e atteso dal comparto che mira a incentivare una gestione razionale e sostenibile, incrementare le risorse ittiche, sostenere le attività della pesca marittima professionale e dell’acquacoltura, assicurare un efficace sistema di relazioni tra lo Stato e le regioni, garantire la piena coesione delle politiche in materia di pesca e di acquacoltura. A ciò si sommano interventi di riordino della materia, con notevoli semplificazioni nonché agevolazioni all’accesso ai finanziamenti sino all’istituzione di un Fondo per lo sviluppo della filiera ittica con una dotazione di 3 milioni di euro annui”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) in merito all’approvazione della legge contenente ‘Interventi per il settore ittico e in materia di politiche sociali nel settore della pesca professionale. Delega al Governo per il riordino e la semplificazione normativa del medesimo settore’ che, dopo il via libera a Montecitorio, passa al Senato.“La norma – prosegue – ci permette di promuovere la cooperazione e l’associazionismo a cui diamo rilevanza e voce nelle Commissioni centrale e locali per la pesca e l’acquacoltura, di semplificare le licenze di pesca, di attuare l’esenzione dell’imposta di bollo, di dare una evidenza chiara in etichetta della data di cattura dei prodotti ittici ai consumatori anche nel canale Ho.re.ca”. “Incentiviamo la ricerca scientifica e tecnologica, nonché la creazione di filiere italiane come nel caso del tonno rosso e aumentiamo, infine, le sanzioni sulla raccolta dei datteri di mare. L’auspicio è che venga presto approvata anche al Senato” conclude.

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Ricerca accordo per la creazione di un’organizzazione rappresentativa nel settore dell’olio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

“Il Ministero delle Politiche Agricole si adopererà per un intervento diretto a promuovere un accordo per la creazione di un’unica organizzazione interprofessionale in grado di essere rappresentativa del settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola, sia a livello nazionale che internazionale. Si cercherà, così, di superare un’impasse venutasi a creare nel settore per idiosincrasie che sembrano essere insormontabili in maniera autonoma da parte dei rappresentanti delle associazioni di categoria”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S), a seguito del question time tenutosi oggi in commissione Agricoltura riguardante il riconoscimento dell’Organizzazione Interprofessionale per il comparto dell’olio di oliva attualmente in capo al Ceq (Consorzio Extravergine di Qualità) e su cui il Fooi (Filiera Olivicola Olearia Italiana) ha fatto richiesta. Il riconoscimento prevede un requisito di rappresentatività pari ad almeno il 40% del settore che nessuna delle due associazioni sembra detenere. “Nonostante l’imminente scadenza del 30 giugno, confidiamo nell’intervento risolutivo del ministro Patuanelli per superare le incomprensioni tra Ceq e Fooi affinché si possa trovare una soluzione che valorizzi le nostre produzioni nazionali di olio d’oliva attraverso un’unica organizzazione interprofessionale” conclude.

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Il settore residenziale in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 Maggio 2021

Secondo lo studio, nel 2020 la stima del fatturato delle transazioni relativo a questa asset class è pari a 91 miliardi di euro, rappresentando così l’86% del valore totale nel comparto real estate (pari a 105 miliardi di euro). La contrazione rispetto al 2019 è stata del -6,7%, una performance migliore rispetto a quella del settore immobiliare nel suo complesso (-7,7%). Inoltre, lo studio ha analizzato le profonde trasformazioni avvenute in questo settore nel recente passato, dovute all’uso sempre più pervasivo della tecnologia e della digitalizzazione, ai nuovi modelli di vita, all’evoluzione delle esigenze dell’utente finale e al progressivo incremento delle funzioni a cui la casa è chiamata a dare risposta. La pandemia e le misure introdotte per il suo contenimento, poi, con le esigenze di distanziamento, il ricorso al remote working e alla didattica a distanza, hanno determinato un ulteriore ripensamento degli immobili, con nuove tendenze innestate in questo contesto già in evoluzione, basate sulla centralità dell’uomo e sulle sue esigenze. In particolare, si è vista una maggiore attenzione alla qualità dell’immobile, al livello di comfort/servizi offerti e agli spazi a disposizione, oltre a un aumento dell’interesse per le residenze in affitto con standard evoluti.

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Cultura: la Commissione celebra risultati eccezionali nel settore del patrimonio culturale con i premi Europa Nostra

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

Bruxelles.Oggi la Commissione e Europa Nostra, la prima rete europea per il patrimonio culturale, hanno annunciato i vincitori del premio europeo per il patrimonio culturale/Europa Nostra 2021, finanziato dal programma Europa creativa dell’UE. I premi promuovono le migliori pratiche in materia di conservazione, gestione, ricerca, istruzione e comunicazione del patrimonio.Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “I 24 vincitori di quest’anno, provenienti da 18 paesi europei, sono ambasciatori della bellezza del patrimonio culturale europeo, che si tratti di tradizioni e competenze, di architetture meravigliose o di come il patrimonio riesca a unire comunità e generazioni. Mi congratulo vivamente con queste persone eccezionali, i professionisti del patrimonio culturale, gli architetti, gli scienziati e i volontari che fanno brillare il nostro patrimonio comune e ce lo rendono più vicino.” Ogni anno i premi europei per il patrimonio culturale/Europa Nostra vanno a riconoscimento di un massimo di 30 risultati eccezionali in questo settore in tutta Europa. Fino a 4 di questi progetti ricevono il Grand Prix, mentre un altro riceve il premio del pubblico.Molti progetti selezionati quest’anno dimostrano che il patrimonio culturale può diventare una pietra miliare dello sviluppo sostenibile e contribuire alla costruzione di un mondo più verde, concorrendo in tal modo all’obiettivo del Green Deal europeo e alla nuova strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. Fino al 5 settembre chiunque sia appassionato di patrimonio culturale ha la possibilità di votare online per il proprio candidato al premio del pubblico preferito. I vincitori del Grand Prix 2021 (ciascuno dei quali riceve 10 000 €), il vincitore del premio del pubblico e i due vincitori del premio speciale Ilucidare saranno annunciati nel corso di una cerimonia di premiazione che si terrà quest’anno.

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Canapa: settore in espansione

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

“Per valorizzare concretamente il lavoro degli agricoltori canapicoltori e, di conseguenza, potenziare la filiera della canapa agroindustriale, abbiamo impegnato il Governo a prevedere un intervento specifico, nell’ambito di un prossimo provvedimento normativo, sulla legge 242 del 2016”. Lo dichiara il deputato Alberto Manca (M5S), a seguito dell’accoglimento a Montecitorio dell’ordine del giorno dei pentastellati durante l’approvazione del Dl Sostegni.“La canapa agroindustriale – prosegue – è una delle filiere che senza dubbio si sta espandendo nel corso degli ultimi anni e che sta dimostrando, nonostante alcune criticità legate alla tipologia di prodotto e alle conseguenti implicazioni normative, la sua potenzialità. Grande impulso è stato dato dalla legge 242/2006, fortemente voluta dal MoVimento 5 Stelle durante la scorsa legislatura, ma che, seppur rivoluzionaria per alcuni aspetti, merita degli approfondimenti e necessita di modifiche che possano garantire maggiore sostegno al settore, interessato da notevoli investimenti nell’ultimo periodo”. “Accanto al lavoro del Tavolo di filiera avviato al Ministero delle Politiche agricole, attendiamo infine l’approvazione del decreto attuativo che assegnerà al settore canapicolo parte dei 10 milioni di euro stanziati in Legge di Bilancio per progetti di sostegno alle cosiddette filiere minori” conclude.

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Rilanciare il settore lattiero caseario

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

La chiusura pressoché totale del canale Ho.Re.Ca. in Italia ed in molti Paesi, a causa dell’emergenza sanitaria, ha colpito duramente il settore lattiero caseario nazionale, con vendite solo in parte compensate dall’home delivery. A ciò si aggiunga una crescente disaffezione dei consumatori verso il latte vaccino – a causa di campagne mediatiche denigratorie e della promozione del consumo di proteine vegetali – con un calo degli acquisti del 5% annuo. Lo ha sottolineato Agrinsieme intervenendo all’audizione, sulle problematiche di mercato del latte vaccino in Italia, indetta dall’Ufficio di Presidenza della Commissione Agricoltura del Senato.La situazione in atto – ha posto in evidenza Agrinsieme – ha comportato un crollo delle quotazioni del latte, mentre i costi di produzione lievitano notevolmente. Tutto ciò incide pesantemente sulla redditività e tenuta degli allevamenti.Agrinsieme, nell’audizione, ha ricordato l’importanza del settore lattiero-caseario con un fatturato di circa 16,5 miliardi di euro, che rappresenta 11,5% del totale del fatturato industriale dell’agroalimentare. La spesa annua delle famiglie sui prodotti del settore si aggira sui 20 miliardi di euro. La produzione di latte del 2020 è di circa 12,6 milioni di tonnellate, coprendo l’autoapprovvigionamento per circa il 90% del fabbisogno nazionale. Quindi ha delineato lo scenario attuale, con la produzione di latte nazionale che finisce per concentrarsi nelle aree più vocate del Nord Italia e importanti territori nazionali – storicamente riconosciuti per la produzione di tipici prodotti lattiero caseari – che stanno progressivamente perdendo competitività e si trovano nell’impossibilità di effettuare i necessari investimenti strutturali. Per rilanciare il comparto lattiero-caseario, il coordinamento di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari ha chiesto una strategia articolata che potrebbe scaturire da un tavolo interministeriale che coinvolga i ministeri di Politiche agricole, Sviluppo economico e Salute e la filiera, per mettere a fuoco le attuali difficoltà del comparto e gli strumenti idonei per superarle. Occorre estendere l’adozione di innovazioni/tecnologie maggiormente diffuse negli allevamenti dei competitor esteri per aumentare la produttività e ridurre i costi di produzione, agevolando l’accesso al credito e incentivando l’aggregazione economica, anche in forma cooperativa attualmente unico modello che consente di tutelare il reddito dei soci allevatori e garantire una equa distribuzione del valore lungo la filiera. Vanno avviate nuove modalità di valorizzazione della crescente offerta produttiva di materia prima (polverizzazione, ingredienti) ed anche recepire in maniera efficacia le recenti normative in materia di pratiche sleali e vendita di prodotti agricoli al di sotto dei costi di produzione; la legge di delegazione europea ha dato una indicazione e ora si tratta di recepire coerentemente la direttiva comunitaria in materia.

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Data center intelligenti: una rivoluzione verde nel settore immobiliare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Maggio 2021

A cura di Zsolt Kohalmi, Global Head of Real Estate and Co-Chief Executive Officer di Pictet Alternative Advisors. Ogni minuto di ogni giorno, 4,6 miliardi di utenti internet in tutto il mondo spendono 1 milione di dollari online, inviano 41,7 milioni di messaggi WhatsApp, fanno 1,4 milioni di telefonate e caricano 500 ore di video. Con l’ampliamento della tecnologia 5G, il volume di dati giornaliero aumenterà ulteriormente.Ciò, a sua volta, determinerà un aumento della richiesta di un tipo di immobile specializzato: il data center.Solo in Europa si prevede una crescita del mercato dei data center di 71 miliardi di dollari nel periodo 2020-2024, con un tasso di crescita annuo composito (CARG) del 15%. Si tratta di un’opportunità di investimento unica per gli investitori immobiliari alla ricerca di una classe di attivi con fondamentali solidi. I data center offrono rendimenti relativamente interessanti, che vanno dal 5 al 7% per le ubicazioni principali e migliori in Europa e, in genere, tendono ad avere contratti di locazione indicizzati all’inflazione di più lunga durata, offrendo una certa protezione dall’inflazione.Ma l’opportunità ha un costo. L’elaborazione e la memorizzazione di un’enorme quantità di dati richiedono molta energia. Secondo il ricercatore svedese Anders Andrae, entro il 2025 i data center potrebbero rappresentare il 20% del consumo energetico mondiale e il 5,5% dell’impronta di carbonio.Fortunatamente, tra le società che possiedono o gestiscono data center, azionisti, consumatori e autorità di regolamentazione, c’è la diffusa consapevolezza che il settore abbia bisogno di ridurre il proprio impatto ambientale attualmente sovradimensionato. Per raggiungere questo obiettivo è necessario un duplice approccio.Il primo passo consiste nell’ottimizzazione dell’infrastruttura dei dati. La tecnologia ospitata nei data center può essere resa più efficiente, ad esempio installando micro server o utilizzando l’intelligenza artificiale per ottimizzare l’utilizzo di server e di energia. Il secondo passo consiste nel rendere gli edifici più ecologici. È qui che gli investitori immobiliari attivi possono essere coinvolti e, per estensione, capitalizzare a partire da un’opportunità di investimento sostenibile. Come per tutti gli immobili, la posizione è fondamentale. Per i data center non si tratta tanto di collegamenti di trasporto o di affluenza di pubblico, quanto di condizioni climatiche: i climi freddi contribuiscono a ridurre il consumo di energia, gran parte del quale viene solitamente speso per raffreddare le macchine. Non è un caso che l’investimento nei data center nei Paesi nordici sia quasi raddoppiato tra il 2018 e il 2025 (si veda il grafico). Di fondamentale importanza è anche il fatto che la regione sia dotata di reti in fibra ottica ultraveloci, le autostrade del mondo digitale, che utilizzano cavi costituiti da fili di fibra di vetro sui quali i dati vengono trasferiti sotto forma di luce ottica. In secondo luogo, gli edifici. È fondamentale poterli alimentare con energia rinnovabile, ancora meglio se prodotta in loco. Anche l’isolamento termico degli edifici è importante, così come lo stretto monitoraggio del consumo delle utenze per garantire un utilizzo ottimale dell’energia. I data center di nuova costruzione possiedono alcune fra le migliori credenziali ecologiche. Ma l’atto stesso di costruire partendo da zero è tutt’altro che verde: la sola produzione di cemento rappresenta circa l’8% delle emissioni globali di carbonio. In linea di principio, la ristrutturazione e l’ammodernamento rimarranno quasi sempre le opzioni migliori per l’ambiente. Il percorso di ristrutturazione offre inoltre il miglior potenziale di rendimento immobiliare grazie alla creazione di valore aggiunto. La recente acquisizione di Pictet ad Akalla, alla periferia di Stoccolma, ne è un esempio.Tuttavia, per il momento, a causa della rapidità della crescita e della mancanza di locali adeguati, gli investitori immobiliari hanno l’opportunità di generare un ulteriore rendimento riqualificando gli edifici esistenti. La sfida è trovare locali con una metratura sufficientemente ampia (come i grandi centri logistici) in una posizione strategica dove coesistano fibra ottica spenta ed elettricità, e adottare un approccio creativo e innovativo per rendere l’edificio il più ecologico ed efficiente possibile. (abstract https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2021/idee-di-investimento/04/data-center-intelligenti-una-rivoluzione-verde-nel-settore-immobiliare

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