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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

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Settore viaggi: Misure adottate per far fronte all’emergenza Covid 19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Nel corso delle ultime tre settimane, la crisi è diventata sempre più grave, con oltre la metà della popolazione mondiale confinata e chiusa nelle proprie case. Ciò ha provocato un vero e proprio arresto del settore dei viaggi, della ristorazione e dell’intrattenimento, che sta influenzando notevolmente il nostro ramo. Oggi, più della metà degli hotel Accor in tutto il mondo sono chiusi, probabilmente oltre i due terzi anche nelle prossime settimane. Una buona notizia però, è la conferma del recupero del mercato alberghiero cinese con progressivi miglioramenti del tasso di occupazione e dell’attività F&B.Il repentino peggioramento della situazione ha spinto il Gruppo a intraprendere azioni drastiche in tutte le sue operazioni globali. Queste azioni sono indispensabili per limitare l’impatto negativo su guadagni e liquidità e sono necessarie per prepararsi al recupero post-crisi. In questa situazione senza precedenti, il Gruppo si trova più che mai al fianco di collaboratori, partner e comunità, fornendo loro tempo, risorse e accesso alle reti locali e internazionali del Gruppo.Sébastien Bazin, Presidente e CEO di Accor, ha commentato: “La nostra missione è accogliere, proteggere e prendersi cura degli altri. Alla luce di questa situazione di emergenza, abbiamo deciso di agire in modo immediato e significativo, nello spirito dei nostri valori e impegni. Attraverso questo gesto di grande impatto, desideriamo esprimere la nostra solidarietà e gratitudine a tutti coloro che dimostrano coraggio e altruismo durante questa crisi. A nome del consiglio di amministrazione, desidero ringraziare i principali azionisti del Gruppo. Senza di essi, il “ALL Heartist Fund” non sarebbe stato possibile. Voglio anche rendere un omaggio speciale ai team Accor di tutto il mondo. Stanno affrontando l’attuale crisi con ammirevole coraggio, dedizione e professionalità. Dato che il nostro settore sta attraversando periodi difficili, dobbiamo prendere decisioni difficili, ma Accor ha un bilancio solido che le consentirà di resistere a questa crisi e di emergere con forza durante il periodo di ripresa. Sono fiducioso che Accor riscoprirà presto la strada della crescita.”

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Settore della cultura allo stremo

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Il mondo della cultura è infatti uno dei settori maggiormente colpiti e sicuramente uno dei primi a risentire delle misure adottate per limitare la diffusione del virus.I numeri sono eloquenti: i musei sono chiusi e le mostre, che avevano comportato importanti investimenti, sono cancellate. Già nell’ultimo weekend prima della chiusura definitiva delle sale cinematografiche gli incassi sono crollati del 95%. A partire dalle prime ordinanze del 24 febbraio, e sino alla chiusura definitiva delle sale di domenica 8 marzo, il mercato cinematografico ha registrato una perdita di incassi e presenze dell’81% circa, pari a 16.3milioni di euro e 2.5milioni di spettatori. Complessivamente il settore dell’audiovisivo ha interrotto tutte le attività produttive già iniziate e in fase di avvio e i danni finora calcolati sulle interruzioni sono di oltre 100milioni di euro. L’industria musicale registra un calo del mercato discografico del 60% mentre l’editoria prevede 18.600 titoli pubblicati in meno in un anno, 39,3milioni di copie che non saranno stampate e 2.500 titoli che non saranno tradotti, con la vendita di libri crollata del 75% rispetto allo scorso anno.“Il quadro è molto preoccupante ed estremamente complesso – spiega Cipolletta –. Per questo è necessario intervenire con misure specifiche per tutti i settori dell’industria culturale volte a sostenere le intere filiere con strumenti di emergenza che consentano alle imprese di arginare l’attuale crisi fornendo risorse per far fronte alle gravi perdite attuali, ma anche per riavviare il settore quando si riemergerà da questo drammatico periodo”.Per questo Confindustria Cultura Italia chiede misure adeguate alla gravità della situazione:
• Un fondo di emergenza esteso anche ai comparti dell’editoria libraria, della produzione discografica e dei servizi museali e mostre temporanee;
• Il prolungamento della durata dei provvedimenti sia per la cassa integrazione, sia per le sospensioni contributive e dei tributi;
• Destinare parte del 10% dei compensi incassati dalla SIAE per “copia privata” anche ai produttori;
• Misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali per scongiurare il rischio che i cambiamenti di comportamento di consumo contingenti diventino strutturali al termine dell’emergenza. Al momento risulta fondamentale inserire nuovamente i beni di consumo culturali in formato fisico nella lista dei beni di prima necessità e quindi reperibili almeno attraverso le spedizioni via corriere.

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Emergenza coronavirus e approvvigionamento delle materie prime per il settore agroalimentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

ASSALZOO, l’Associazione nazionale tra i Produttori di Alimenti zootecnici, tenuto conto che il nostro Paese è fortemente dipendente dall’estero per le materie prime per le produzioni alimentari e mangimistiche, chiede al Governo e alle Autorità competenti di riservare la massima attenzione al problema degli approvvigionamenti di tali materie prime che possono derivare in conseguenza di misure cautelari che molti Paesi esportatori hanno preso, o intendono prendere, nei confronti dell’Italia, sconsigliando ai propri operatori di recarsi sul territorio del nostro Paese o imponendo per coloro che si recano da noi periodi di quarantena.Tra le merci per uso mangimistico per le quali potrebbero verificarsi i contraccolpi più preoccupanti si evidenziano in modo particolare i cereali e le farine proteiche, ma non soltanto.Per quanto riguarda cereali, semi oleosi e loro farine, a causa della scarsa produzione interna importiamo ogni anno oltre il 50% del nostro fabbisogno interno e nell’ultimo anno, 2019, si è registrata un’ulteriore crescita.Tale problematica, sicuramente in comune anche con altri settori dell’industria alimentare nazionale, non solo per le importazioni ma anche per le esportazioni (unico mercato in sviluppo), rischia di mettere in pericolo gli approvvigionamenti di materie prime (o quantomeno di aumentarne i costi), con particolare riguardo, soprattutto, a quelle che arrivano via terra da Paesi Europei dai quali, per esigenze logistiche, giungono prevalentemente su gomma.“Nella gestione dell’emergenza – sottolinea il Presidente di ASSALZOO Marcello Veronesi – è fermo l’impegno dell’Associazione e di tutti i mangimisti italiani nel continuare a garantire l’indispensabile fornitura di mangimi sicuri e di alta qualità ai nostri allevamenti, per garantire la produttività, la salute e il benessere degli animali allevati e quindi continuare ad assicurare la produzione di latte, carne, uova e pesce che ne derivano”.“Per tale ragione – sottolinea il Presidente Assalzoo – si chiede al Governo di mettere in atto ogni azione idonea ad evitare punti di debolezza nell’attività di approvvigionamenti di materie prime fondamentali a poter consentire la continuità produttiva delle aziende agroalimentari italiane”.

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In crisi il settore Turistico-Alberghiero Siciliano

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

Nota Ufficiale al Governo di Giuseppe Conte del Coordinatore Politico dell’Udc in Sicilia, On. Decio Terrana, affinché il Presidente del Consiglio possa intervenire con urgenza anche sulla grave crisi socio-economica che sta causando l’allarme di questi giorni sulla propagazione del “Coronavirus”.“La diffusione del Virus COVID-19 in Italia, ed adesso in tutta Europa, sta facendo gravemente crollare l’economia locale, trainata dalle strutture ricettive e di ristorazione. Migliaia sono le cancellazioni nelle nostre strutture siciliane; diversi albergatori ci contattano seriamente preoccupati di non poter più garantire nemmeno i servizi essenziali, trovandosi costretti a chiudere a giorni tutte le attività. Di certo la continua presenza dell’argomento sui Media ha anche scatenato misure preventive eccessive che, comunque, oggi si stanno dimostrando efficaci sul contenimento della diffusione dell’epidemia. E’ però passata, soprattutto all’estero, una forte preoccupazione sul rischio di pandemia in aeree del tutto sicure; le ulteriori misure decise dal Governo, per quanto necessarie, hanno portato i turisti a disdire ogni prenotazione ed evitare ogni luogo affollato. Il risultato è che gli alberghi ed i ristoranti, trovandosi meno gli incassi preventivati in questo periodo, rischiano una grave crisi che costringerà a bloccare l’attività turistica nel nostro territorio”.
Il Segretario Regionale dell’Udc invita tutti alla calma, ma vuole sollecitare il Governo a prendere misure rapide e che possano rendere meno grave la crisi in arrivo.“Siamo in continuo contatto con Federalberghi, che ha già segnalato come la situazione turistico-ricettiva sia precipitata in poche ore” – continua Decio Terrana – “così come ci stiamo già muovendo, a livello regionale, per dare un primo aiuto alle imprese in difficoltà, con la mozione presentata dai nostri Deputati Regionali Vicenzo Figuccia, Danilo Lo Giudice ed Eleonora Lo Curto per garantire quantomeno l’esenzione temporanea del versamento degli adempimenti fiscali alle Imprese coinvolte. Ma sappiamo che può essere troppo poco. Chiediamo anche che si possa sospendere la tassa di soggiorno nei luoghi turistici e che quanto accumulato possa servire per dare una prima boccata d’ossigeno alle strutture ricettive. Inoltre, riteniamo doveroso che il Governo, gestita l’emergenza sanitaria, si preoccupi adesso anche di evitare il completo crollo economico dei nostri territori con misure d’urgenza che mirino ad evitare la chiusura delle nostre attività turistico-alberghiere”.

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Crisi del settore TLC: E’ solo una crisi di profitto?

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

“Vogliamo sottolineare che la crisi delle TLC è una crisi di profitto, prodotta dalla competizione tra grandi compagnie e dalla più generale crisi che sta attraversando il modo di produzione capitalista. Una crisi che cozza con la crescita della domanda di infrastrutture TLC nei servizi pubblici, nella finanza, nel commercio, nell’industria e che l’impiego delle nuove tecnologie espanderanno ulteriormente. Se c’è una crisi, è una crisi di profitto legata alla competizione tra le Big Companies fatta a colpi di tariffe ribassate, di dumping contrattuale, di appalti al ribasso e dove l’utilizzo dell’innovazione tecnologica è rivolto esclusivamente a cogliere le occasioni di profittabilità per le aziende. Lo dimostra la disparità di copertura tra aree ritenute redditizie dalle imprese e ampie aree geografiche del paese prive di un servizio efficiente.L’interesse generale al contrario tiene insieme l’interesse dei lavoratori del settore e la domanda di copertura del servizio.Fa parte della vergognosa commedia delle parti, quella messa in scena dalle grandi compagnie e dal cliente Stato/privatizzato, che da par suo ha svenduto ai privati il servizio pubblico, liberandosi al tempo stesso dell’onere di garantire e sviluppare l’infrastruttura disegnandola sugli interessi della popolazione e non degli speculatori.È tempo che il servizio delle TLC torni sotto il controllo pubblico e che si diano garanzie ai lavoratori sottraendoli dall’avvitamento tra guerra delle tariffe, e la parallela caduta delle condizioni di impiego e di salario di decine di migliaia di lavoratori del settore, fatto di addetti al traffico, ai call center, all’istallazione, alla manutenzione, progettisti e impiegati.Per spronare tecnologia e investimenti il costo del lavoro deve aumentare, cioè deve aumentare il salario minimo per aumentare i salari lordi!Solo così è possibile sfidare le aziende a fare meglio piuttosto che provare a campare galleggiando sulla pelle dei lavoratori. E per farlo bisogna aumentare la domanda aggregata di cui i consumi delle famiglie, stagnanti per gli scarsi salari, sono componente fondamentale”. E’ quanto afferma l’Unione Sindacale di Base (Usb)

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Adyen: le tendenze nel settore dei pagamenti per il 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Ci sono importanti cambiamenti in atto nel 2020, alcuni più evidenti, altri meno. Nel frammentato panorama dei pagamenti, la sfida si giocherà sul fronte della user convenience e della customer experience, sia attraverso un incremento della sicurezza nell’utilizzo delle carte, sia offrendo innovative modalità di pagamento. Ad esempio, i servizi di pagamento, dall’online all’in-store, andranno sempre di più verso un sistema di gestione centralizzato e unificato. Ma questa è solo una delle grandi tendenze in atto. Philippe De Passorio, Country Manager di Adyen Italia, la piattaforma di pagamento scelta da aziende leader a livello mondiale, ci parla dei trend che interesseranno il settore dei pagamenti e che vedremo protagoniste durante quest’anno.L’e-commerce sta continuando ad espandersi supportando la crescita della subscription economy e dei modelli di business di piattaforme innovative. Con dati delle carte sempre più sensibili che vengono condivisi per completare i pagamenti, è necessario che tutte le parti coinvolte nel processo adottino misure di protezione delle informazioni che garantiscano il cliente. In ottica di contrasto all’aumento delle frodi, la tokenizzazione diventerà un metodo sempre più diffuso per proteggere i dati di pagamento. Nel primo semestre del 2019 sono stati registrati da parte del team Fraud and Risk Intelligence (FRI) di RSA ben 140.344 attacchi fraudolenti. Si tratta di 32 attacchi ogni ora, in forte aumento rispetto agli 86.344 degli ultimi sei mesi del 2018.
La tokenizzazione serve per proteggere il Primary Account Number (PAN) di una carta di pagamento sostituendolo con una generica stringa di numeri – un token, appunto. I token di pagamento vengono generati per ogni carta, per ogni merchant. Ciò significa che il PAN del cliente viene sostituito da un token senza essere trasmesso durante la transazione, rendendo il pagamento più sicuro. La cosa importante della tokenizzazione è che aiuta a proteggere le aziende e i clienti dal furto di dati. Infatti, anche nel caso in cui un hacker riesca a rubare i dati tokenizzati, non potrà utilizzare i token per effettuare pagamenti online, poiché non sarà in grado di collegare il token alle informazioni di pagamento archiviate in modo sicuro dal partner di pagamento. Inoltre, i network token sono costantemente aggiornati. Se la carta di pagamento cambia dopo uno smarrimento o un furto, il token può comunque essere utilizzato per pagare, garantendo la possibilità di continuare a usufruire, ad esempio, dei servizi di streaming senza la sospensione dell’abbonamento.
L’attuazione della seconda direttiva sui servizi di pagamento (PSD2) continuerà in tutta Europa nel corso del 2020, con alcune transazioni che d’ora in poi richiederanno l’autenticazione per l’acquisto. Il protocollo 3DS 2.0 utilizza tutte le funzionalità dei dispositivi mobili per creare un modo più sicuro per identificare il cliente, senza aggiungere “attrito” alla sua esperienza di acquisto.
Alcune banche dovrebbero adottare la SCA (Strong Customer Authentication) in modo graduale nel corso del 2020, mentre altre non saranno attive fino alla fine di quest’anno. Ciò è dovuto al fatto che l’Autorità bancaria europea ha annunciato un’estensione del termine di applicazione della PSD2 al 31 dicembre 2020. Persiste ancora molta incertezza fra i merchant che vogliono assicurarsi di essere in grado di supportare la nuova direttiva. Con la possibilità che i regolatori dell’UE impongano PSD2 in momenti diversi, le aziende avranno bisogno di una tecnologia in grado di applicare in modo dinamico SCA per garantire che i pagamenti non vengano rifiutati a causa della sua mancanza.Il 2019 ha visto l’emissione della prima carta di credito biometrica in Gran Bretagna. Ebbene, aspettatevi nel 2020 ancora più innovazioni di questo tipo nel settore dei pagamenti. La sicurezza biometrica è già molto radicata nella nostra vita di tutti i giorni. Basti pensare agli smartphone che si sbloccano attraverso il riconoscimento facciale o la scansione delle impronte digitali. Poiché i fornitori di servizi di pagamento cercano di aumentare la sicurezza, sia in risposta alle normative PSD2 che alla crescente sofisticazione delle strategie di frode, i dati biometrici diventeranno uno strumento incredibilmente importante per gli acquisti. Oltre all’Europa e al Regno Unito, anche le banche australiane e brasiliane stanno entrando a far parte di 3DS 2.0, in vista della disattivazione di 3DS 1.0 nei prossimi anni.Le transazioni tramite 3D Secure 2 prevedono già sistemi di autenticazione biometrica come l’impronta digitale, il riconoscimento vocale o facciale. Inoltre, 3DS 2.0 può utilizzare i dati raccolti in fase di checkout per autenticare una transazione senza intervento da parte del cliente, con il risultato di offrire un’esperienza di pagamento migliore per le transazioni mobile che richiedono un’autenticazione forte.Dunque, aspettatevi di vedere le vostre caratteristiche personali (impronta, viso, voce…) diventare sempre più una modalità sicura di pagamento, sempre più utilizzata da banche e merchant che si impegnano ad intensificare la lotta contro i truffatori.Il panorama dei pagamenti avanza rapidamente per supportare clienti sempre più connessi che utilizzano dispositivi mobile intelligenti. Chioschi self-service nei ristoranti con servizio rapido, inventari senza limiti nei negozi, app che possono diventare una key card di un hotel o il mezzo per prenotare e pagare un pernottamento. Tutte queste esperienze offrono possibilità incredibili di migliorare la vita dei clienti e forniscono livelli senza precedenti di dati e insight per le aziende. Assicuratevi che il vostro payments stack sia pronto per il 2020, per offrire le esperienze che i vostri clienti meritano.

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Settore carta: Fedrigoni acquisisce Ritrama

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

Fedrigoni S.p.A., gruppo leader in Italia e in Europa nella produzione di carte speciali, prodotti ad alto valore aggiunto per packaging e grafica ed etichette autoadesive. Pressure Sensitive Labels, ha sottoscritto il contratto di acquisizione del gruppo Ritrama, multinazionale italiana di prodotti autoadesivi con siti produttivi in Italia, Spagna, Regno Unito, Cile e Cina. La famiglia Rink, fondatrice del gruppo Ritrama, manterrà la proprietà e la gestione del business di Ritrama in Nord America, continuando la collaborazione commerciale con il resto del Gruppo. Con questa acquisizione, la seconda dall’ingresso di Bain Capital nel capitale del Gruppo, Fedrigoni rafforza la sua posizione di top player in Europa nel settore Pressure Sensitive Labels (dove opera attraverso i brand Arconvert e Manter), unendo la propria eccellenza nelle etichette per il vino, in cui è secondo produttore globale, per il food, l’household e la logistica, all’alta tecnologia applicata ai film adesivi di Ritrama, uno dei principali produttori mondiali per usi pharma, beverages e personal care. Ritrama, attraverso le divisioni graphics e industrial, integra l’offerta del Gruppo Fedrigoni in tali mercati di riferimento.
Nasce dunque un grande player globale nel settore Pressure Sensitive Labels, dove il cliente può trovare ogni soluzione per le etichette autoadesive, sia ad alto contenuto tecnologico che estetico, con un’offerta estremamente capillare e diversificata.
“I business di Arconvert e di Ritrama sono in forte sinergia – conferma Marco Nespolo, amministratore delegato di Gruppo Fedrigoni – operano entrambi con ottimi risultati su mercati in gran parte complementari, Arconvert con un’alta specializzazione nelle etichette autoadesive realizzate con carte speciali, Ritrama con un maggiore expertise nella produzione dei film plastici autoadesivi”.
“La nostra divisione Pressure Sensitive Labels, che sta già registrando performance molto positive, sarà ora più grande, completa e competitiva – prosegue Nespolo – in un mercato in continua crescita in tutti i settori di sbocco e tutte le geografie, a livello mondiale. Ritrama ha un DNA sano, italiano e di vocazione internazionale, come il Gruppo Fedrigoni”.
Ritrama ha registrato ricavi di circa 400 milioni di euro al 31 Dicembre 2018 che si aggiungeranno ai circa 1,2 miliardi di euro di ricavi del Gruppo Fedrigoni nello stesso periodo; a seguito dell’operazione, il fatturato del Gruppo Fedrigoni raggiungerà circa 1,6 miliardi di euro, posizionandolo tra i big mondiali del settore carte speciali per packaging e Pressure Sensitive Labels. Il closing della transazione è previsto per il primo trimestre 2020 ed è soggetto al perfezionamento di determinate condizioni sospensive.
Nell’operazione Ritrama si è avvalsa del supporto di Tamburi Investment Partners quale advisor finanziario, Martinez & Novebaci quale advisor legale e LED Taxand per gli aspetti fiscali. Il Gruppo Fedrigoni si è avvalso del supporto di Rothschild & Co in qualità di advisor finanziario, Latham & Watkins quale advisor legale M&A, Pirola Pennuto Zei e PwC per gli aspetti fiscali e finanziari, BCG per quelli di strategia commerciale, Kirkland & Ellis International LLP per quanto riguarda il finanziamento dell’operazione e Golder per health, safety and environment.

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Costruzioni in Italia: settore in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Continuano a crescere gli investimenti nel settore delle costruzioni, trascinati dalla ripresa delle opere pubbliche. Se nel 2018 il valore complessivo in Italia aveva superato i 139 miliardi di euro, si prevede a fine 2019 un aumento del 3,5%, pari a 4,8 miliardi di euro e nel 2020 di ulteriori 3,3 miliardi (+2,4%). Le stime arrivano dal Monitor edilizia di ottobre 2019, elaborate dall’Osservatorio Samoter-Prometeia. L’indagine analizza ogni trimestre l’andamento del comparto e rappresenta uno strumento che Samoter, il Salone internazionale macchine per costruzioni (Veronafiere, 21-25 marzo 2020), fornisce alle aziende per aiutarle a interpretare le evoluzioni del mercato. Secondo il Monitor edilizia, gli investimenti nel settore hanno avuto un andamento variabile nella prima metà del 2019. Alla forte crescita del primo trimestre è seguito un lieve calo nei tre mesi successivi, anche se in termini tendenziali la variazione degli investimenti è comunque rimasta positiva (+3,2% nel secondo trimestre).
Il clima di fiducia delle imprese del settore è aumentato in settembre e si è confermato su livelli più elevati rispetto agli altri settori dell’economia. In particolare, nel residenziale gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica continuano a dare un contributo rilevante all’attività in questo comparto su impulso delle agevolazioni fiscali. Positivo anche il dato delle compravendite nel mercato residenziale, cresciute del 3,9% nel secondo trimestre. Tuttavia, i prezzi delle abitazioni non hanno ancora raggiunto una completa stabilizzazione, registrando un ulteriore lieve calo nel secondo trimestre (-0,2%), legato unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, a fronte di un aumento nel segmento del nuovo.
Nonostante il lieve rallentamento del secondo trimestre, si conferma (al +3,5%) la stima di crescita degli investimenti in costruzioni nel 2019. Una tendenza diffusa in tutti i comparti di attività, incluso il Genio civile che, beneficiando della ripresa degli investimenti pubblici, ripartirà dopo una lunga fase di contrazione.
A far ben sperare, in particolare, è l’andamento degli investimenti fissi lordi delle pubbliche amministrazioni, in crescita del 6,9% nel primo semestre grazie alle misure adottate negli ultimi anni, a partire dallo sblocco degli avanzi di bilancio delle amministrazioni locali per la realizzazione di opere pubbliche.
Nel 2020-2021 è attesa un’ulteriore crescita delle costruzioni, intorno al +2% medio annuo. L’impulso principale si attende dal Genio civile, nell’ipotesi che sia data effettiva attuazione ai provvedimenti legislativi varati di recente a sostegno delle costruzioni (Decreti “Sblocca cantieri” e “Crescita”). Il nuovo esecutivo ha confermato l’impegno al rilancio delle infrastrutture e alla riqualificazione urbana, annunciando lo stanziamento di risorse aggiuntive nella Legge di bilancio per il 2020. In particolare, sono considerati prioritari il piano dell’Anas per la manutenzione straordinaria e gli investimenti nella rete ferroviaria inclusi nell’aggiornamento del Contratto di programma di RFI per il 2017-2021.
Nello stesso periodo anche l’edilizia residenziale dovrebbe mantenere un profilo espansivo, sebbene a ritmi più contenuti di quelli del biennio 2018-2019, continuando a beneficiare del contributo positivo degli investimenti nella riqualificazione.

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CreatiWeb è tra le agenzie di marketing e comunicazione più grandi d’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 settembre 2019

Da più di 15 anni CreatiWeb, partner di KoobCamp, network punto di riferimento nel settore del turismo en plein air, realizza le strategie coordinate più efficaci per aumentare la visibilità online delle aziende partner rafforzando la loro presenza nei mercati nazionali e internazionali. L’esperienza acquisita, in particolare nel mondo del turismo, è la garanzia di un approccio mirato al raggiungimento degli obiettivi per ogni target di riferimento.Nel corso del 2019 il settore delle agenzie di marketing, pubblicità e comunicazione mostra importanti segnali di sviluppo. In Italia si contano 309 imprese con fatturato in forte espansione e 499 aziende con utili in aumento.Studi approfonditi rivelano che la CreatiWeb si classifica tra le 882 agenzie di marketing e comunicazione più grandi in Italia e raggiunge il 153° posto tra le agenzie con marginalità più alta.Sono 309 le imprese che crescono di oltre il 10% e potrebbero espandersi ulteriormente entro la fine dell’anno, mentre le società che vendono in perdita sono 162. Le aziende che hanno invece diminuito il proprio fatturato, seppur operanti nel settore da diversi anni, sono 370 e hanno subìto una battuta d’arresto soprattutto nell’ultimo anno perdendo significative quote di mercato.CreatiWeb è stata analizzata sotto il profilo finanziario sulla base degli ultimi 4 bilanci depositati in Camera di Commercio: i risultati conseguiti sono stati organizzati in grafici di performance e analisi tabellari in modo da facilitarne il confronto con le altre agenzie dello stesso settore. Cristian Capizzi, CEO presso KoobCamp, partner di Creati Web afferma che: “Questo traguardo rende la CreatiWeb orgogliosa del proprio impegno e permette di offrire una sempre maggiore sicurezza ai clienti, anche grazie alla possibilità di nuovi e ulteriori investimenti sul piano dello sviluppo e soluzioni di comunicazione all’avanguardia”.

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Il settore Finance presenta una sostanziale stabilità nei tassi di occupazione

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

E il 2019 confermerà, con buone probabilità, i trend di crescita dell’anno scorso. Nel breve – medio periodo, le previsioni del settore sono positive e si prevede che le aziende continueranno a investire in risorse Finance, in particolare in profili con forti competenze digital” – è quanto afferma Luigi Di Napoli, Manager Hays, commentando i risultati dell’edizione 2019 della Salary Guide, l’indagine annuale sull’andamento del mercato del lavoro italiano condotta da Hays, coinvolgendo un campione di oltre 150 aziende e più di 600 professionisti.Secondo la ricerca, i comparti che registrano le migliori performance dal punto di vista delle opportunità occupazionali per i professionisti Finance sono il Largo Consumo, l’Information Technology e il Digital & New Media. Nella top 3 dei profili più ricercati figurano l’Industrial Controller nell’industria metalmeccanica, il Sales Controller nel comparto Fast Moving Consumer Goods (FMCG) e l’Accounting e Tax Manager nei servizi. Meno richiesti, invece, il Finance Manager senza la conoscenza fluente dell’inglese, imprescindibile per il ruolo, e il Legal Manager, poiché molte realtà tendono ormai a esternalizzare questa funzione.Ma quali sono le caratteristiche ideali per lavorare nel settore Finance? Secondo gli esperti Hays, il candidato ideale possiede la capacità di analizzare i dati finanziari a supporto del comparto Sales, ha una conoscenza fluente dell’inglese e vanta un approccio flessibile al lavoro. Dal punto di vista del percorso accademico, la laurea in Economia resta un requisito fondamentale per fare strada nel settore.
Per quanto riguarda le retribuzioni, i professionisti più pagati* del Finance si confermano i CFO con retribuzioni che variano da 90.000 a 120.000 euro annui a seconda dell’ambito di riferimento (ad esempio 120.000 euro in ambito GDO/Retail per profili con oltre dieci anni di esperienza). Al secondo posto troviamo i Controller/Finance Manager con 70.000 euro l’anno a pari merito con i Project Cost Controll Manager (oltre dieci anni di esperienza). Stipendi più contenuti per profili come l’Internal Auditor, il Sales Controller e il Payroll Specialist che guadagnano dai 30.000 ai 40.000 euro (2 – 5 anni di esperienza).

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eCommerce e fashion: settore in crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

Cresce il comparto fashion nell’ambito degli acquisti eCommerce: +16% rispetto allo scorso anno, 3.3 miliardi di euro il fatturato complessivo, secondo solo a informatica ed elettronica (+18% per 5 miliardi).L’incremento è degno di nota, nonostante solo il 44% degli italiani acquisti online contro la media europea del 68%.I nostri connazionali hanno però una predilezione per moda e design: negli ultimi 12 mesi il 54% dei clienti online ha comprato abbigliamento o accessori, oppure mobili o complementi d’arredo. È la percentuale più elevata fra gli atti d’acquisto dei vari settori ed è un primato degli italiani.Il 76% di chi compra fashion (considerando quindi anche il retailing fisico) ricerca preventivamente informazioni online e il 73% confronta le differenti opzioni d’acquisto: in quest’ottica i punti vendita diventano un touchpoint primario, configurandosi come vetrine flagship e centri-servizio per quanto attiene ai monomarca. I multimarca mostrano dinamiche diverse, senza sostanziali differenze tra offline e online, all’insegna della totale multicanalità.In questo scenario si collocano le nuove collaborazioni tra Qapla’ (www.qapla.it), sistema integrato che permette di gestire le spedizioni dalla stampa dell’etichetta fino alla notifica di consegna, con Sublime – Easy Shoes (https://sublimeshop.it/), lo store eCommerce di calzature, e con R.a. Boutique (https://raboutique.com/), store di abbigliamento, scarpe e accessori femminili.Cerchiamo di “distruggere” quelle barriere che, almeno nel nostro settore, danno vantaggio all’acquisto offline – afferma Damiano Battista, CEO di Sublime – Easy Shoes. Per fare un esempio, dopo pochi mesi di apertura, ci siamo resi conto che uno dei problemi più grandi era la scelta del numero corretto. Abbiamo così deciso di inserire un servizio di cambio numero totalmente gratuito e, devo dire, i clienti si sentono molto più tranquilli nel fare un acquisto sapendo che hanno la possibilità di cambiare numero spendendo zero. Qapla’ è stata una rivoluzione. Poter gestire centinaia di spedizioni in pochi click non ha prezzo, o meglio, ha un prezzo irrisorio rispetto al vantaggio apportato.

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A sostegno dei nuovi imprenditori del settore sociale e ambientale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

Milano. E’ stato firmato un accordo di partnership tra Réseau Entreprendre Lombardia (REL) – Associazione no profit che applicando il metodo esclusivo Réseau Entreprendre, accompagna gratuitamente gli aspiranti neo-imprenditori nella creazione e nell’avvio della propria attività imprenditoriale, per creare posti di lavoro in Lombardia – e Impact Hub Milano – uno spazio coworking, community, location per eventi, incubatore certificato di startup ad impatto e soggetto attivo e promotore dell’impact investing – per supportare lo sviluppo sul territorio lombardo di imprese di impatto sociale e ambientale.L’obiettivo della siglata intesa tra REL e IHM è quello di mettere a disposizione dei neo-imprenditori REL del social impact alcuni dei principali servizi offerti da IHM agli imprenditori dell’omonima Community internazionale: agevolazioni per servizi e postazioni desk in coworking, partecipazione agli screening per l’accesso ai programmi di tutorship, workshop e agli eventi di networking con gli investitori. E’ prevista anche la creazione di una sinergia reciproca tra gli associati e le rispettive attività di mentoring a supporto dei neo-imprenditori in accompagnamento con REL e con IHM.
“Con la partnership con IHM, Réseau Entreprendre Lombardia, apre una nuova verticale di attività con focus sulle imprese del social impact, entrando a far parte di una Community internazionale di primo piano” dichiara Fabrizio Barini, Presidente di Réseau Entreprendre Lombardia che aggiunge: “Attualmente, Réseau Entreprendre Lombardia (REL) ha inserito nel percorso di accompagnamento due aspiranti neo-imprenditori che stanno realizzando progetti di impatto sociale, i quali potranno fin da subito fruire dei servizi e delle attività altamente specializzate proposte da IHM, per sviluppare i loro business e creare occupazione in Lombardia.”

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Energia: criticità del settore

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

I risultati del Rapporto Call Center e del Rapporto Reclami sono, almeno in parte, positivi ma mettono anche in luce persistenti criticità nel settore energia. L’attività di monitoraggio è sicuramente importante, tuttavia per la natura stessa del nostro ruolo, ci sentiamo in diritto e in dovere di rivendicare un confronto nel merito con l’Autorità che fino a questo momento è mancato. Le Associazioni dei Consumatori svolgono ogni giorno un minuzioso e fondamentale lavoro di tutela del cittadino e sono in prima fila per la difesa dei diritti degli utenti: proprio per questo auspichiamo che a settembre la ripresa delle attività istituzionali segni un cambio di passo su questo fronte e si apra, finalmente, un dialogo che riteniamo assolutamente necessario. A tale proposito riteniamo opportuno evidenziare che se per i contratti non richiesti la percentuale delle contestazioni è rimasta stabile è anche per merito dell’attività congiunta delle Associazioni dei Consumatori e delle maggiori aziende del settore, che hanno sottoscritto protocolli per facilitare la risoluzione delle controversie. La conciliazione, sia essa presso l’Arera o paritetica, è fondamentale per i cittadini e, tra l’altro, costituisce una buona pratica nata in Italia nata dal rapporto tra le Associazioni dei Consumatori e le aziende ora adottata in tutta Europa. Il dato del 66% relativo agli accordi raggiunti è positivo ma parziale: positivo perché dimostra che in molti casi la controversia si conclude con un accordo che porta soddisfazione al cittadino, parziale perché non fotografa del tutto la situazione reale. A tale proposito è infatti necessario precisare che nei casi in cui la conciliazione viene inoltrata da un’Associazione, la percentuale di accordo addirittura supera il 70% mentre se l’istanza viene presentata da un professionista oltre il 70% delle controversie si conclude invece con un mancato accordo. Numeri, questi, che dimostrano ancora una volta la centralità e l’importanza del ruolo delle Associazioni.Altra questione in sospeso, che riguarda tuttavia il legislatore, è l’Albo Nazionale dei Venditori di cui da anni chiediamo l’istituzione. Nei Report di Arera sono state prese in considerazione le aziende con oltre 50mila clienti: ciò significa lasciare fuori qualche centinaio di società più piccole, che spesso sono anche le più aggressive dal punto di vista commerciale. Continuiamo quindi a sostenere la necessità di creare un Albo come strumento di garanzia e di tutela del consumatore.Ultimo ma non meno rilevante elemento è quel 92% di clienti che risultano poco o per nulla informati sull’argomento: si tratta di una percentuale che conferma l’assoluta necessità di una campagna istituzionale che come Federconsumatori invochiamo tempo e che informi e promuova la conciliazione presso i cittadini.

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Lotta alla corruzione nel settore privato

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

Dalla relazione della Commissione emerge che molti Stati membri hanno intensificato gli sforzi per modificare la legislazione nazionale, allineando le sanzioni per i reati di corruzione alle norme minime stabilite nella decisione quadro del Consiglio. La valutazione della Commissione si è concentrata sugli sforzi compiuti dagli Stati membri al fine di configurare come reato vari aspetti della corruzione attiva e passiva nel settore privato, penalizzare l’istigazione alla corruzione e le attività di favoreggiamento e applicare sanzioni giuridiche alle persone fisiche. Deve continuare il lavoro volto ad applicare le misure e a eliminare eventuali limitazioni della portata della decisione, ad esempio l’omissione dei soggetti senza scopo di lucro o l’indicazione di determinate condizioni in cui il reato può essere commesso. La Commissione continuerà in ogni caso a sostenere gli Stati membri nei loro sforzi per recepire, applicare e far rispettare la legislazione dell’UE nel campo della lotta alla corruzione.

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“Gli interessanti sviluppi del settore tecnologico europeo, trascurato dagli investitori”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

A cura di Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. La frammentazione europea ha impedito la nascita di un colosso del mercato di massa in grado di sfidare gli operatori statunitensi e cinesi, ma le aziende tecnologiche europee competono con successo sui mercati globali grazie alle loro caratteristiche distintive.
In termini di capitalizzazione di mercato, le dimensioni delle principali società tecnologiche statunitensi sono esorbitanti: il valore aggregato del capitale proprio di Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google e Microsoft si attesta al momento intorno a USD 4000 miliardi, ossia un ottavo dell’indice S&P500. Anche la Cina ha prodotto colossi tecnologici leader in rapida crescita: Alibaba e le società nate dai relativi scorpori, e Tencent.Dove si colloca l’Europa nell’ambito dell’élite tecnologica globale? L’incapacità del vecchio continente di produrre un’azienda di dimensioni globali attiva nel mercato di massa viene spesso interpretata come segnale di scarsa cultura imprenditoriale e sintomo della mancanza di visione e di ambizione del venture capital europeo.
Può darsi che sia vero; ma è sicuramente errato affermare che l’Europa non abbia prodotto aziende tecnologiche di grande successo nel mercato di massa. Spotify è stata fondata in Svezia anche se è quotata negli Stati Uniti, ed è leader globale nello streaming di musica, mentre Skype, pur essendo di proprietà statunitense dal 2005, è nata in Europa.
Detto ciò, le aziende di Stati Uniti e Cina sono state molto più abili nel creare enormi piattaforme nelle aree dei sociali media, dei motori di ricerca finanziati dalla pubblicità e dei video on-demand. Il loro successo in questi ambiti poggia in larga parte sull’accesso ad economie di scala offerto dagli enormi mercati domestici. Composta da diversi mercati frammentati e distinti, l’Europa non è in grado di offrire un contesto così favorevole.
In altri ambiti l’Europa ha tuttavia riscosso importanti successi. Data la differenza tra Stati Uniti e Cina da un lato, e l’Europa più frammentata dall’altro, non sorprende che il settore tecnologico europeo appaia molto diverso e che i suoi successi siano in aree alternative.Un’area chiave di forza è costituita dai segmenti “business-to-business”: la tedesca SAP rappresenta un esempio di leader globale nel software per aziende, con ricavi annui di circa EUR 25 miliardi e una capitalizzazione di mercato di quasi EUR 140 miliardi,3 mentre Interxion, presente nel nostro portafoglio, domina il mercato dei centri dati europei.
I mercati B2B tendono a essere di nicchia, non settori di grandi dimensioni come i social media, ma sono spesso globali e possono offrire un enorme potenziale di crescita e di rendimenti. La francese Dassault Systèmes, anch’essa presente nel nostro portafoglio, è il fornitore leader globale di software per il design e la produzione, e dal 2010 ha più che raddoppiato i ricavi portandoli a EUR 3,5 miliardi; eppure pochi utenti di Facebook ne hanno mai sentito parlare. Amadeus, quotata in borsa a Madrid, è il maggiore fornitore mondiale di servizi di ricerca e di prenotazione per compagnie aeree e società di viaggi, con una quota di mercato prossima al 40%.In aree quali la tecnologia medica, il gruppo olandese di elettronica Philips, fondato nel 1891, ha abbandonato il suo tradizionale ambito dell’illuminazione trasformandosi in una delle prime società mondiali di tecnologia per la salute. In Europa, R&S nell’ambito delle tecnologie medicali producono un vasto numero di start-up e di spin-out universitari innovativi – Oxford Nanopore, ad esempio, è degna concorrente di Illumina nel sequenziamento genetico, un mercato per cui si prevede una crescita di sette volte nel medio periodo.
Sebbene Amazon e Alibaba dominino l’e-commerce, le aziende europee sono state pioniere in aree come le app per il cibo da asporto e stanno creando gruppi internazionali tramite crescita organica e acquisizioni. Just Eat e Takeaway.com, fondate rispettivamente in Danimarca e nei Paesi Bassi, sono tra i principali consolidatori europei. Nel confronto, Uber è arrivata tardi sul mercato della consegna di cibo a domicilio.
Se i mercati di Stati Uniti e Cina sono per loro natura i meglio posizionati per produrre determinati tipi di leader tecnologici, lo stesso può dirsi per l’Europa. In alcuni settori, quali ad esempio quelli alimentari, sono emerse imprese di punta che solo in seguito si sono consolidate formando gruppi di dimensioni europee al fine di sfruttare maggiori economie di scala. In altri, tra cui i servizi finanziari retail, questioni culturali e normative impediscono alle società di espandersi oltre i confini nazionali. Tuttavia, anche in questo ambito le aziende leader hanno messo in piedi attività interessanti e altamente redditizie: si pensi a Finecobank in Italia, Avanza in Svezia e Hargreaves Lansdown nel Regno Unito.Lo sviluppo di servizi finanziari su base tecnologica in Europa, e in particolare la nascita di start-up finanziate dal venture capital, evidenziano un altro vantaggio di cui gode l’Europa: la disponibilità delle autorità di regolamentazione a consentire l’innovazione d’avanguardia.
Nel segmento dell’online gaming, ad esempio, le nuove società europee hanno conquistato presto una posizione di punta dopo il 2000, mentre le autorità di regolamentazione statunitensi hanno bloccato i giochi online. Nell’ambito dei servizi finanziari, la disponibilità delle autorità di regolamentazione europee, specialmente nel Regno Unito, a incoraggiare l’innovazione per soddisfare le esigenze dei clienti ha consentito al settore della tecnologia finanziaria di prosperare.L’Europa è all’avanguardia in aree come quella delle banche basate solo su app, in cui operatori privati come Monzo, Revolut e N26 hanno acquisito milioni di clienti nelle fasce di utenza più giovani e programmato lanci anche negli Stati Uniti, mentre Transferwise, società con sede a Londra fondata da due estoni, ha creato un’enorme piattaforma di trading per il mercato valutario retail. OakNorth ha contribuito all’automazione delle decisioni di credito su prestiti alle piccole imprese e figura ora tra le società fintech con le valutazioni più elevate. La società ha di recente annunciato un investimento per USD 440 milioni da parte del Vision Fund di Softbank, che ha valutato la società a USD 2,8 miliardi.Storie di successo in Europa si sono riscontrate anche in un altro settore finanziario chiave, quello dei pagamenti: a marzo, Worldpay, un importante operatore europeo, è stato acquisito dalla statunitense FIS nel quadro di un’operazione del valore di EUR 43 miliardi, debito incluso, mentre la società olandese di e-commerce e terminali POS Adyen si è quotata lo scorso anno ad Amsterdam e ha un valore di quasi EUR 20 miliardi.
Il settore tecnologico europeo può non aver generato concorrenti in grado di competere con gli operatori statunitensi di piattaforme rivolte ai consumatori, che rappresentano la nostra idea di successo per le società tecnologiche, ma ciò è dovuto al fatto che l’Europa è diversa sia dagli Stati Uniti che dalla Cina. I punti di forza del settore tecnologico europeo scaturiscono dalle caratteristiche distintive del mercato europeo, e in presenza di condizioni favorevoli gli operatori leader europei competono con successo su scala globale.

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L’Europa primeggia nel settore della mobilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

Una nuova ricerca del PTOLEMUS Consulting Group ha rivelato che 12 tra i primi 17 provider mondiali di piattaforme B2B per la mobilità hanno la loro sede centrale in Europa. Questi fornitori di software provengono da diversi contesti tecnologici o di operatività stradale, ma sono tutti sostenuti da un ambiente favorevole e numerose iniziative cittadine in Europa.Frederic Bruneteau, Amministratore Delegato di PTOLEMUS, ha affermato: “Mentre l’India ha appena lanciato il modello MaaS (Mobility as a Service) a livello nazionale integrato e verticale, le aziende tecnologiche europee del settore mobilità (mobtech) stanno proponendo un modello diverso che usufruisce di piattaforme open software che tutti possono utilizzare. Stanno dando agli operatori mobili un’alternativa agli inevitabili duelli fra chi mangia (chi integra) e chi verrà mangiato (chi viene integrato). Questo rapporto fa luce sugli attori specialisti che competono con le iniziative governative e i giganti come Google e Uber”.Il manuale “Mobility Platform Suppliers” è il primo a identificare e valutare i fornitori di software MaaS e a chiarire questo mercato veramente complesso. Aiuterà le città, gli operatori di trasporto pubblico e i provider di servizi di mobilità a scegliere il modello ottimale e offrire esperienze di mobilità senza discontinuità.
Il rapporto offre una mappa della catena di valore e degli stakeholder. Stabilisce anche i 6 livelli di integrazione necessari a offrire una soluzione MaaS completa. Include una valutazione di 17 fornitori di piattaforme di mobilità, descrivendo in dettaglio i loro clienti fondamentali, servizi, investitori e casi di studio.

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Agroalimentare veneto: Andamento 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Legnaro-Pd oggi 24 gennaio (ore 11:00) presso la sede di Veneto Agricoltura (Agripolis) “tradizionale” conferenza stampa di inizio anno. Sono poco più di 63.400 le imprese agricole attive in Veneto iscritte nel Registro delle Imprese delle Camere di Commercio al terzo trimestre del 2018. Un numero ancora in leggero calo (-0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e in linea con l’andamento registrato dal settore anche a livello nazionale. È questo il primo dato che emerge dall’analisi della grande mole di numeri in corso di elaborazione da parte degli esperti di Veneto Agricoltura in vista del tradizionale incontro di inizio anno con i giornalisti sull’andamento del settore agroalimentare veneto nell’anno appena concluso. Com’è tradizione ormai da molti anni, gli esperti dell’Agenzia regionale forniranno un primo quadro sull’andamento economico-produttivo del comparto, comprendente numero degli occupati, superficie, produzione per singolo comparto, risultati dell’export agroalimentare regionale, ecc. La Conferenza Stampa rappresenta un importante momento per comprendere in anteprima lo stato di salute e il reale andamento dell’agricoltura veneta nel 2018, in attesa dell’incontro in programma nel mese di giugno quando sarà diffuso il Report consuntivo congiunturale.All’incontro saranno presenti l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan e il Direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro.

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EPAL: prosegue il trend positivo

Posted by fidest press agency su domenica, 2 dicembre 2018

Con una produzione in grado di soddisfare la domanda e di incrementare il miglioramento degli standard di qualità del settore degli imballaggi, nel terzo trimestre del 2018 il mercato dei pallet EPAL ha registrato un aumento complessivo del 7% con 2.574.148 pallet immessi sul mercato tra luglio e settembre 2018 per un totale di 7.933.714 unità, se si sommano anche i risultati dei primi due trimestri dell’anno. A confermare lo stato di benessere del settore è l’analisi trimestrale di Conlegno, il Consorzio per la tutela del legno e del sughero che ricopre il ruolo di soggetto gestore del marchio EPAL per l’Italia.
La crescita più importante ha riguardato il settore del nuovo, che nel terzo trimestre ha registrato un balzo nella produzione del 7%, con 1.602.811 unità, rispetto allo stesso periodo del 2017. Più contenuto ma comunque positivo il dato sul segmento della riparazione che segna un incremento del 2%, per un totale di 971.337 pallet. “La continua crescita del mercato dei pallet è rappresentativa del buono stato di salute dell’economia nel suo complesso – spiega Davide Dellavalle, Coordinatore del Comitato Tecnico EPAL Italia – Una maggiore richiesta di imballaggi a marchio EPAL da parte delle aziende è indice infatti di un incremento dei consumi e degli scambi di merci all’interno del mercato nazionale, specialmente nel settore della grande distribuzione”. I dati relativi alla produzione di pallet nuovi sommati al semestre precedente sottolineano una crescita complessiva del 15% rispetto al 2017, con 4.890.550 unità realizzate. I pallet riparati si fermano invece a quota 3.043.164, con una diminuzione dell’1%. Nel complesso, tra pallet EPAL nuovi e riparati si sono prodotte 7.933.714 unità, con un incremento rispetto allo scorso anno che si attesta all’8%.

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PayTipper, con PuntoPuoi network, cresce nel settore cartolibraio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Il tema della sicurezza e dell’affidabilità delle piattaforme web per servizi di pagamento rimane cruciale per il futuro dell’economia digitale. Molti operatori del settore stanno investendo risorse nel knowledge e nelle attività di sviluppo, poiché il mercato appare sempre più sensibile alle innovazioni tecnologiche e alle loro applicazioni pratiche.Si inserisce in questo trend di mercato la campagna di affiliazione di PuntoPuoi, la rete dell’Istituto di Pagamento PayTipper, che permette agli esercizi aderenti di offrire al cliente finale alcuni servizi a valore aggiunto. Tra questi, si segnalano: il Pagamento di Bollettini postali e Freccia, avvisi di pagamento PagoPA, MAV e RAV; l’Acquisto di Ricariche delle maggiori compagnie telefoniche, di pay Tv e Tv digitali, e di gift card; il servizio di Spedizioni in Italia e in Europa, erogato tramite una piattaforma comparativa dei principali vettori; il servizio Visure per accedere ai prospetti della banca dati della Camera di Commercio.In una logica di confronto e di interazione con gli altri operatori e con gli utenti, PayTipper e PuntoPuoi hanno deciso di presentare le opportunità per gli esercenti del mondo della cartoleria e della cartolibreria a Big Buyer – la manifestazione annuale B2B di riferimento per il settore – che si terrà presso il quartiere fieristico di Bologna il 21, 22 e 23 novembre.Far parte del network PuntoPuoi significa avere accesso a una piattaforma web, sicura e semplice da usare, che consente di usufruire di alcuni servizi, a completamento dell’offerta alla clientela. Inoltre, grazie a POS+ – terminale ideato appositamente da PayTipper e perfettamente integrato con la piattaforma di pagamento – oltre che in contanti, i pagamenti di bollettini, Freccia, Mav, Rav e PagoPA potranno essere effettuati, con carte di debito e di credito del circuito PagoBANCOMAT e dei maggiori circuiti internazionali. POS+ permette di far pagare i bollettini allo stesso prezzo del contante ed è abilitato ai pagamenti generici; grazie a un unico terminale sarà quindi possibile effettuare sia i pagamenti relativi a servizi a valore aggiunto, sia quelli di tutti i prodotti e servizi della cartoleria o cartolibreria.

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Elettricità: come essere preparati alla “rivoluzione” del settore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Quando l’elettricità si chiamava “luce” e i consumatori erano “utenti”, la base del sistema energetico era assicurato dalle grandi centrali termoelettriche. Oggi non esiste più quel mondo e la transizione energetica sta portando un cambiamento radicale nel modo di produrre, di consumare e di pensare l’energia. Gli impianti da fonti rinnovabili sono sempre più economici ma discontinui; le tecnologie stanno cambiando in via irreversibile lo scenario. Il chilowattora non sarà più un semplice prodotto ma un vettore di servizi quali riscaldamento, sicurezza, illuminazione, climatizzazione, trasporti e così via. Intanto, dopo anni di prezzi calanti, le quotazioni sul mercato elettrico sono risalite bruscamente in poco tempo: perché questo rialzo, e quanto durerà?
Per Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys “il nuovo mercato necessita di una visione nuova, poiché sono cambiati i modelli e la struttura che lo facevano funzionare, così come l’avevamo conosciuto fino a ieri. Bisognerà capire, a questo punto, quale impatto potranno avere sia la riduzione dei costi derivanti dalle tecnologie rinnovabili, sia gli investimenti necessari per infrastrutture, accumuli e servizi innovativi per gestire la maggiore complessità sul sistema che ne deriverà”.

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