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Riforma del settore giochi entro sei mesi per combattere illegalità e salvaguardare le entrate erariali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

Tessera sanitaria obbligatoria per poter giocare alle slot e alle Vlt, modifiche alle terminologie per i Gratta e Vinci, l’istituzione di un logo “no slot” per i pubblici esercizi, aumento del PREU sulle Slot per finanziare l’assunzione degli Under 35. Come riporta Agipronews è quanto prevedono gli emendamenti al Decreto Dignità in materia di gioco approvati dalle Commissioni Finanze e Lavoro della Camera. Il provvedimento del Governo, che nella formulazione originaria prevede il divieto alle pubblicità di gioco e un aumento del prelievo per gli apparecchi, attende il via libera definitivo in Commissione con il voto. del mandato ai relatori. Questi ultimi, prosegue Agipronews, dovranno poi riferire in Aula la prossima settimana. Una volta ottenuto l’ok della Camera il testo dovrà poi approdare in Senato.
Entro sei mesi, il Governo M5S-Lega avvierà la riforma del settore giochi, con l’obiettivo di contrastare il gioco illegale e patologico e salvaguardare le entrate: è quanto prevede una riformulazione dell’emendamento 1.011 Trano (M5S) approvata dalle Commissioni. Lo stesso emendamento, inoltre, stabilisce che su Slot e Vlt verrà applicato un altro aumento del prelievo unico (oltre a quello già previsto dal Decreto, per coprire i mancati introiti derivanti dal divieto di pubblicità) che porterà l’aliquota al 19,6% e al 6,65% dal 1° maggio 2019, al 19,68% e al 6,68% dal 2020, al 19,75% e al 6,75% dal 2021 e al 19,6% e al 6,6% delle somme giocate dal 2023.L’emendamento sulla tessera sanitaria, riferisce Agipronews, ha l’obiettivo di impedire l’accesso a slot e Vlt da parte dei minorenni, inoltre, a partire da gennaio 2020, è prevista la rimozione di tutti gli apparecchi che non si adeguano alle nuove disposizioni, pena una sanzione di 10mila euro per ciascun apparecchio.Ok in Commissione anche all’emendamento sui tagliandi Gratta e Vinci: la proposta è di sostituire il termine “ludopatia” con “disturbo da gioco d’azzardo patologico”, si chiede inoltre di eliminare i riferimenti ai premi “uguali o inferiori al costo della giocata” nella parte del tagliando in cui sono indicate le probabilità di vincita. Lo stesso emendamento introduce un’ulteriore stretta sui programmi radiotelevisivi: in previsione del divieto di pubblicità di gioco, si chiede che i programmi che ospitano messaggi pubblicitari di gaming “siano preceduti dall’avvertenza che il programma non è adatto ai minori”.Ancora sul settore slot, le Commissioni hanno approvato l’istituzione del logo “no slot” per i locali che non ospitano o disinstallano gli apparecchi da gioco. Il logo verrà istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico, con l’Osservatorio sul gioco patologico che ne definirà entro sei mesi le condizioni per il rilascio.RED/Agipr

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Assalzoo: Mangimistica, nel 2017 settore in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Il valore della produzione italiana di mangimi per l’alimentazione animale nel 2017 si è mantenuta sopra l’importante soglia dei 6 miliardi di euro, con un aumento di quasi l’1% rispetto all’anno precedente (6,020 miliardi di euro nel 2016). È questo, insieme alla consistenza produttiva, uno dei dati principali presentati oggi a Roma da Assalzoo, l’Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici, nel corso della sessione pubblica dell’Assemblea annuale.I dati del comparto – Gli indicatori economici del settore mangimistico evidenziano ancora una volta un settore segnato dalla crescita, tanto dei volumi produttivi, quanto dei ricavi complessivi. Si tratta di un movimento all’insù che replica, a grandi linee, quello messo a segno nel suo complesso dall’intera economia italiana.Entrando nel dettaglio numerico, il mercato degli alimenti zootecnici italiano ha generato un valore 6,080 miliardi di euro (contro i 6,020 miliardi di euro del 2016). Intorno all’un per cento l’aumento dei prezzi di produzione e quello relativo al costo del lavoro. Continua la crescita degli investimenti fissi, che toccano quest’anno l’importante soglia dei cento milioni di euro.Stabile un dato essenziale per un settore radicato nella società italiana quale è il numero degli addetti: si confermano 8500 le persone, escluso l’indotto, che lavorano nel settore mangimistico. “È una grande soddisfazione – sottolinea Alberto Allodi, presidente di Assalzoo – per chi rappresenta questo settore presentare dei dati in crescita che dimostrano con chiarezza come la mangimistica italiana sia un settore industriale sano e innovativo. Questi segni positivi hanno ancora maggiore rilevanza, perché si concretizzano in un contesto generale altamente sfidante. Tra i dati, elaborati dall’ufficio economico dell’associazione vorrei evidenziare l’aumento degli investimenti. Gli imprenditori sanno che il futuro dell’impresa è nella capacità di guardare lontano e sapere investire nell’innovazione. Il dato di crescita, che ha raggiunto la cifra tonda dei 100 milioni, indica proprio la lungimiranza dei nostri associati”. http://www.mangimiealimenti.it

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I fattori che stimolano la crescita del settore FinTech

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Le tecnologie avanzate, la digitalizzazione e le mutevoli richieste dei consumatori stanno portando le compagnie di servizi finanziari ad adottare un approccio più incentrato sul consumatore. Di conseguenza, molte aziende hanno lanciato prodotti, soluzioni e servizi innovativi. L’utilizzo di tecnologie avanzate – tra cui cloud, piattaforme, Internet of Things (IoT), intelligenza artificiale (AI), apprendimento automatico (ML), blockchain e interfacce di programmazione delle applicazioni (API) – ha un forte impatto sulle attività aziendali e sull’esperienza del consumatore. L’impiego delle tecnologie potenzia i risultati dei servizi e dei sottosegmenti, come le piattaforme FinTech, Robo-advisory, InsurTech, RegTech e PayTech, per i quali si prevede una rapida crescita. Nonostante il quantum computing sia ancora in una fase iniziale, i casi d’uso e gli esperimenti sono molto incoraggianti.L’ultimo studio condotto da Frost & Sullivan intitolato FinTech—Growth Opportunities in the Global Market analizza i prodotti e i servizi emergenti, i sottosegmenti basati sulla tecnologia, i nuovi modelli di business e le innovazioni che stravolgeranno l’industria.
I fattori che stimolano la crescita all’interno del mercato globale dei servizi finanziari sono:
L’adozione di un approccio incentrato sul consumatore da parte delle compagnie di servizi finanziari al fine di fornire servizi personalizzati e migliorare l’esperienza dei clienti.
L’aumento delle partnership tra operatori storici e start-up per promuovere una rapida innovazione e accelerare il time-to-market, dove le start-up offrono elasticità e gli operatori storici forniscono scalabilità.
L’utilizzo della tecnologia e gli ottimi risultati conseguiti in varie aree di FinTech generano opportunità di crescita all’interno dei settori BaaS, RegTech, InsurTech, PayTech e WealthTech.
Un’approccio omnicanale basato sulla tecnologia, che permette ai consumatori di vivere un’esperienza coerente e lineare attraverso vari canali, dispositivi e touchpoint multipli.
Poter accedere sempre e ovunque ai servizi finanziari è determinante per il successo.

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Cosmesi: un settore da 11 miliardi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

I dati preconsuntivi 2017 confermano ancora una volta la crescita del settore della cosmesi, che registra un valore del fatturato globale pari a 11 miliardi di euro, a +4,3% rispetto all’anno precedente.L’export rimane la componente chiave per la crescita dei valori di produzione, segnando un incremento di 8 punti percentuali e arrivando a toccare i 4,7 miliardi di euro. Anche la bilancia commerciale registra un nuovo record, raggiungendo i 2,5 miliardi di euro.Significativo anche il quadro dell’intera filiera cosmetica che, analizzando tutti gli anelli della catena (ingredienti, macchinari, imballaggio, prodotto finito) vanta un fatturato complessivo superiore ai 15,7 miliardi di euro (+4,8%).La salute del settore si rispecchia anche nell’andamento dei singoli canali, che continuano a registrare trend positivi. I dati preconsuntivi relativi al II semestre del 2017, infatti, attestano una lenta, ma costante espansione per i canali dell’erboristeria (+0,9%) e della farmacia (+2%). In aumento di 1,5 punti percentuali anche la grande distribuzione, con un valore delle vendite che supera i 4 miliardi di euro: oltre il 40% della distribuzione di cosmetici a livello nazionale. Sui numeri del canale incidono in maniera significativa i fenomeni della distribuzione monomarca e dei punti vendita casa-toilette. Il comparto della produzione cosmetica conto terzi vanta un fatturato di oltre 1 miliardo di euro, con un incremento pari a +8,5%. L’unica eccezione alla crescita generale è la profumeria tradizionale, in lieve calo dello 0,5%.
Crescono significativamente anche le vendite dirette (+8,7%), spinte dalla digital transformation: l’e-commerce, infatti, segna un incremento a doppia cifra (+23%). Rimangono, tuttavia, ancora marginali i volumi di vendita: 820 milioni di euro per le vendite dirette, di cui circa 300 milioni sono da attribuire all’e-commerce.Buone anche le performance dei canali professionali – i saloni di estetica e acconciatura – che riconfermano il +2% del semestre precedente.L’analisi dei trend di consumo dei singoli prodotti evidenzia la crescita significativa di contorno occhi e zone specifiche (+7,2%), seguiti da rossetti, lucidalabbra e solari (+6,9%).
A livello di famiglie di prodotto sono infatti i cosmetici per la cura del viso la principale famiglia di consumo nelle abitudini degli italiani che, grazie al trend positivo del 2,7% rispetto al 2016, coprono il 16,9% del totale vendite per un valore pari a 1.435 milioni di euro.
Alcuni dati possono aiutare a meglio inquadrare il valore del comparto: il nostro Paese è il quarto sistema economico della cosmetica dopo Germania, Regno Unito e Francia con 35mila occupati, che salgono a 200mila con l’indotto.Le donne impiegate nel settore rappresentano il 54% (circa 19.000), mentre la media dell’industria manifatturiera è ferma al 28%.
I laureati totali sono pari all’11% degli occupati, contro una media nazionale del 6% e le donne laureate sono circa 1.700, il 45% dei laureati nel settore. Oltre agli specializzati in chimica farmaceutica e cosmetologia, sono numerosi gli addetti specializzati in economia e marketing di canale.Per l’innovazione e la tecnologia, la ricerca e lo sviluppo le imprese della cosmesi in Italia investono più del 6% del fatturato, contro una media nazionale stimata inferiore al 3%.
Non si dimentichi, inoltre, che la cosmetica copre il 44% degli investimenti in comunicazione dei beni “non food” e che il 60% del make-up distribuito nel mondo è fabbricato in Italia, a testimonianza del ricco e dinamico tessuto produttivo che vede la più importante concentrazione di imprese cosmetiche nel nord Italia.In particolare, la Lombardia si conferma la regione con la più alta densità di imprese cosmetiche con oltre il 51% (il 54% delle aziende cosmetiche lombarde si trova nella provincia di Milano), seguita da Emilia Romagna, Veneto e Piemonte.
Il rapporto export/produzione supera il 41% a fine 2017; ma esistono ancora ampi margini per i processi di internazionalizzazione del comparto. Dal 2000 la crescita delle esportazioni è superiore all’incremento della domanda di cosmetici, a testimonianza dell’aumento della competitività italiana nel settore.

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Accordo per supportare 60 PMI della filiera produttiva del settore automotive

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 marzo 2018

SACE SIMEST, Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, e Prima Sole Components, azienda leader nel settore della componentistica per automotive, firmano un accordo a sostegno di 60 PMI fornitrici del gruppo industriale laziale. Nell’ambito dell’accordo, le aziende fornitrici di Prima Sole Components potranno rafforzare la propria liquidità attraverso il pagamento anticipato delle forniture eseguite, ottenere le garanzie necessarie per l’esecuzione di nuovi contratti di fornitura in Italia e all’estero, proteggere il proprio fatturato dal rischio di mancato pagamento e recuperare i crediti insoluti in tutto il mondo. Inoltre, tramite SACE SIMEST, avranno a disposizione un’importante gamma di soluzioni per crescere e consolidarsi sui mercati internazionali: dai finanziamenti a tasso agevolato di SIMEST alle garanzie che SACE offre a supporto dell’internazionalizzazione.
«Con entusiasmo abbiamo aderito all’iniziativa proposta da SACE SIMEST – ha dichiarato Maurizio Stirpe, Presidente del Gruppo Prima – in quanto da sempre la nostra politica si fonda sul sostegno e la stretta collaborazione con i nostri fornitori. L’accordo di filiera in parola ritengo possa essere l’espressione massima del modus operandi del nostro Gruppo verso i nostri fornitori-partner; aprendo le porte ad una nuova visione delle interrelazioni nel mondo della subfornitura ».«Questo accordo conferma il nostro impegno nel supportare un settore, come quello dell’automotive, che si è rivelato capace di fare molto bene sui mercati internazionali – ha dichiarato Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE. Nel 2017, infatti, il comparto ha toccato il 24 miliardi di export e, secondo le nostre previsioni, è destinato a crescere nei prossimi tre anni. Dietro a questi successi ci sono anche le tante aziende che compongono la filiera produttiva e che rappresentano un’imprenditoria di qualità che deve essere sostenuta. SACE e SIMEST sono pronte per affiancare queste aziende nell’operatività di tutti i giorni ma anche nella grande sfida dei mercati internazionali».L’intesa firmata oggi rafforza una partnership di lungo periodo, con il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione che ha sostenuto la decisa strategia d’internazionalizzazione del Gruppo Prima Sole in diverse occasioni. SACE – oltre ad aver deliberato lo scorso dicembre una linea di reverse factoring da 10 milioni di euro – ha garantito diverse linee di credito dedicate alla penetrazione e al presidio di mercati esteri. Inoltre SIMEST ha recentemente acquisito una quota di minoranza nella società Sole Components, promuovendo lo sviluppo del Gruppo in Brasile (al seguito di FCA) e in Germania (al seguito di Daimler nel segmento Truck).Il Gruppo Prima Sole, controllato dalla famiglia Stirpe, è attivo da circa 40 anni nella progettazione, produzione e commercializzazione di componentistica in plastica, principalmente destinata al settore automotive. Grazie agli stabilimenti produttivi in Italia e all’estero, il Gruppo riveste oggi il ruolo di player globale per il segmento di riferimento, collaborando con le principali case automobilistiche mondiali ed esportando la metà del proprio fatturato.

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Fisco: come difendersi dagli studi di settore

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

cassazioneGrazie al prezioso aiuto di un esperto in materia, l’Avv. Maurizio Villani, di seguito pubblichiamo un vademecum a sua firma, che elenca pratici consigli su come difendersi dagli studi di settore. La Corte di Cassazione ha affermato, con orientamento consolidato, che i parametri o studi di settore, rappresentando la risultante dell’estrapolazione statistica di una pluralità di dati settoriali acquisiti su campioni di contribuenti e dalle relative dichiarazioni, rivelano valori che, quando eccedono il dichiarato, integrano il presupposto per il legittimo esercizio da parte dell’Ufficio dell’accertamento analitico-induttivo, ex art. 39, comma 1, lett. d, del DPR n. 600 del 1973. Lo studio di settore deve essere necessariamente svolto in contraddittorio col contribuente, sul quale, nella fase amministrativa e, soprattutto, contenziosa, incombe l’onere di allegare e provare, senza limitazioni di mezzi e di contenuto, la sussistenza delle condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli “standards” o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame, sì da giustificare un reddito inferiore a quello che sarebbe stato normale secondo la procedura di accertamento tributario standardizzato. All’ente impositore fa carico, invece, dimostrare l’applicabilità dello standard prescelto al caso concreto oggetto di accertamento, con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente (S.U. n. 26635 del 2009; n. 14288 del 2016; n. 3415 del 2015; n. 12631 del 2017). L’esperimento del contraddittorio col contribuente e la puntuale valutazione delle relative risultanze costituiscono, dunque, elementi essenziali ed imprescindibili della validazione, da parte del giudice, dell’accertamento fiscale basato sugli studi di settore, in quanto l’elaborazione statistica dei parametri, di per sé soggetta alle approssimazioni proprie dello strumento statistico, deve essere adeguata alla realtà reddituale del singolo contribuente, solo così potendo emergere gli elementi idonei a commisurare la presunzione alla concreta realtà economica dell’impresa. Con la conseguenza che la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel mero rilievo dello scostamento dagli studi di settore, ma deve essere integrata, anche sotto il profilo probatorio, con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio, soltanto così potendo emergere la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata sugli studi di settore e la giustificabilità di un onere della prova contraria a carico del contribuente (Cass. n. 27822 del 2013).La giurisprudenza di merito, confermata dalla Corte di Cassazione con i principi sopra esposti, ha così ritenuto direttamente riconducibile all’accertamento presuntivo basato sugli studi di settore anche la determinazione della percentuale di ricarico, senza valutare le giustificazioni addotte dalla ricorrente e le circostanze ed elementi di fatto proposti per dimostrare l’eventuale allontanamento della sua attività dal modello normale, incorrendo così in un evidente vizio logico ed in un sostanziale travisamento degli oneri probatori gravanti ex lege sulle parti. Ciò in quanto l’accertamento basato sugli studi di settore non può esaurirsi nel mero rilievo dello scostamento del reddito dichiarato rispetto ad essi, ma deve essere integrato (anche sotto il profilo probatorio) con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio, solo così emergendo la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata sui suddetti studi di settore e la giustificabilità di un onere della prova contraria (ma senza alcuna limitazione di mezzi e di contenuto) a carico del contribuente (Cass. n. 15633 del 2014; n. 27822/2013; n. 25929/2017). La giurisprudenza di merito, confermata dalla Corte di Cassazione con i principi sopra esposti, ha così congruamente motivato, dando rilievo ad una serie di elementi forniti dal contribuente, idonei a superare le presunzioni dell’accertamento basato sugli studi di settore, quali: l’assenza di irregolarità contabili per quanto attiene alla fatturazione dell’attività espletata; il contesto economico-sociale degradato, con conseguente ridotta capacità di guadagno compatibile con il reddito dichiarato; la clientela con scarse capacità reddituali; la mancanza di indizi di evasione fiscale non enunciati nella parte motiva dell’accertamento. I contribuenti, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, possono contestare gli studi di settore citando la suddetta giurisprudenza della Corte di Cassazione.

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Economia Circolare: la via alla sostenibilità per il settore agroalimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 ottobre 2017

agricolturaCremona. Sicurezza alimentare, riduzione degli sprechi e rimodulazione di una filiera agroalimentare capace di accogliere le sfide della sostenibilità ambientale. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro promosso da Assalzoo nel corso della Fiera internazionale del Bovino da Latte in corso a Cremona, dal titolo “Economia circolare: un approccio strategico per il comparto mangimistico”.
Le indicazione della normativa dell’Unione Europea sull’economia circolare indicano una via precisa da percorrere attraverso il recupero e la valorizzazione dei sottoprodotti e degli ex-prodotti alimentari. E il settore della mangimistica si muove già da tempo in questa direzione. La riduzione degli sprechi alimentari e la sostenibilità delle produzioni rappresentano da sempre una sfida per l’industria zootecnica italiana. Questa esigenza va sempre coniugata con una rigorosa attenzione agli standard di sicurezza. Il livello dei controlli lungo tutta la filiera rimane infatti uno degli impegni essenziali degli operatori del settore mangimistico, ma non solo. La visione complessiva di questo intero processo è alla base della giornata di studi che ha visto la partecipazione di tutti gli attori della filiera.Insieme ad Alberto Allodi, presidente di Assalzoo, hanno partecipato Giuseppe Pulina, professore dell’Università di Sassari, esperto di nutrizione animale e sostenibilità, oltre che coordinatore del comitato scientifico per l’innovazione di Assalzoo, Gabriele Canali, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, esperto di filiere agroalimentari, e Luca Falasconi, professore dell’Università di Bologna, esperto di tematiche relative alla riduzione degli sprechi e alle forme di riutilizzo dei prodotti nella produzione agroalimentare, in rappresentanza del mondo scientifico e della ricerca. A completamento del percorso di filiera c’è stata la partecipazione di Valentina Massa, appartenente all’Effpa (European former foodstuff processors association) e imprenditrice con un’azienda mangimistica attiva nella valorizzazione degli ex-prodotti alimentari, in rappresentanza della componente industriale, e Rosario Trafiletti, dell’Istituto studi del Consumi, come espressione del mondo dei consumatori.Dal confronto tra le varie professionalità presenti nel corso della tavola rotonda è emerso un profondo senso di consapevolezza rispetto alla necessità di accogliere la sfida di un futuro produttivo in grado di riutilizzare al meglio i prodotti già esistenti. Sostenibilità e sicurezza sono le due categorie chiave con il quale vano costruite le fondamenta della filiera agroalimentare, quella capace di garantire cibo di qualità a quasi 10 miliardi di persone nel pianeta. Assalzoo, con questa iniziativa, che supera i confini del solo settore mangimistico, dimostra, ancora una volta, una visione d’insieme e un approccio operativo di lungo periodo in grado di coniugare la presenza industriale con il benessere dei cittadini/consumatori.

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Dopo anni di crisi il settore automotive registra il segno positivo

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

auto ford1Nonostante la crescita dell’economia italiana sia stata in media più lenta rispetto agli altri Paesi, negli ultimi due anni si sono registrati nel settore automotive i primi segnali di ripresa: in Italia sono aumentate le immatricolazioni di auto nuove e nel 2015 sono stati spesi ben 30,4 mld di euro per l’acquisto, +20% rispetto al 2014, e 148,1 mld di euro per sostenere i costi di gestione (-11% vs 2012). Il prezzo medio speso è di 19.096 euro, mentre calano nettamente le emissioni di CO2 (-21% negli ultimi 7 anni).
Alla luce di questi risultati, la crisi del settore automotive è dunque alle spalle? Come si sta evolvendo il mercato e cosa ci riserva il futuro? Quali sono le incognite e le opportunità?Per rispondere a queste domande, il Corporate Vehicle Observatory di Arval Italia ha realizzato il libro “Rapporto CVO: dati e analisi del settore automobilistico”, una fotografia sul comparto che ha preso in esame i dati a livello mondiale ed europeo con un focus sull’Italia. Un’analisi approfondita relativa alla produzione di veicoli, al parco circolante, al mercato dell’usato, alle emissioni, ai consumi di carburante e ai loro costi. Il rapporto analizza anche il mercato dell’auto aziendale in Italia, illustrandone il quadro fiscale e le differenze con l’Europa, approfondendo le diverse forme del noleggio, e fornisce uno sguardo rivolto al futuro. Il tutto si inserisce in un quadro completo sulla situazione economica nel mondo, in Europa e in Italia, nella quale si sviluppa il business legato al mondo dell’auto.A livello mondiale, nel 2015 sono stati venduti quasi 90 milioni di autoveicoli. L’Europa, con oltre 19 milioni, è il terzo mercato dopo l’Asia/ Oceania/ Medio Oriente (quasi 43,9 milioni) e l’America (oltre 25,2 milioni). Nel 2015, rispetto al 2014, l’Europa è cresciuta del +2,4% – toccando la quota del 21,2% sul totale mondiale -, ma tra i Paesi europei è l’Italia, con oltre 1,7 milioni di unità, quello che ha ottenuto la crescita più significativa (+15,6%). Un dato positivo ma ben lontano dal numero di vendite registrate in Germania (oltre 3,5 mln) e nel Regno Unito (quasi 3,1 mln). Il nostro Paese si distingue comunque per l’indice di motorizzazione tra i più alti al mondo, con 687 veicoli ogni 1.000 abitanti. Un dato inferiore solo agli USA (808).Gli automobilisti italiani hanno speso nel 2015 ben 30,4 mld di euro per l’acquisto di auto nuove, +20% rispetto al 2014, con un costo medio a vettura di 19.096 euro.
Per quanto riguarda, invece, i costi di esercizio, nel 2015 cala ulteriormente la spesa totale, con un valore pari a 148,1 mld di euro (-11% vs 2012): la voce predominante riguarda l’acquisto dell’auto e gli interessi per il finanziamento (50 mld di euro), a cui segue il costo del carburante con 35,4 mld di euro, un dato in calo del -26% rispetto al 2012 grazie alla diminuzione del prezzo del greggio. Diminuiscono anche i costi dell’assicurazione.
Anche le immatricolazioni di auto nuove ad uso noleggio (nel 2015 quasi 314 mila, +19% vs 2014) segue il trend di crescita evidenziato a livello generale, rappresentando circa il 20% del totale delle immatricolazioni registrate a livello nazionale. Un risultato trainato soprattutto dall’incremento dai settori del noleggio a lungo e breve termine.
Auto aziendale: trattamento fiscale e confronto europeo, l’Italia poco competitiva
In Italia il peso delle immatricolazioni intestate a società è stato nel 2015 pari al 36% del totale. Un dato nettamente inferiore alla Germania (66%), Uk (54%), Francia (49%) e Spagna (44%).Tra i principali motivi si segnala il diverso trattamento fiscale: in Italia la detraibilità dell’IVA è pari al 40% contro il 100% dei paesi europei. La deducibilità è pari al 20%, contro il 100% degli altri paesi europei. Ciò comporta una riduzione di competitività delle nostre aziende rispetto a quelle europee che godono di un regime fiscale più favorevole.
Dopo un secolo in cui l’automobile si è diffusa tra le popolazioni sono emersi bisogni nuovi nell’utilizzo del veicolo, resi possibili subito o nel medio periodo dalle nuove tecnologie digitali e di comunicazione. L’auto del futuro dovrà pertanto essere Connessa, Autonoma, Condivisa, Elettrica (C.A.C.E). Sono queste le sfide a cui l’industria dovrà rispondere, per permettere alle persone di essere sempre connesse con gli altri mentre si spostano, di consultare altri dispositivi o semplicemente dedicarsi ad altre attività mentre l’auto si guida da sola, di utilizzare altre forme di mobilità condivise evitando sprechi, e di guidare auto ad energie alternative.

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Il Gruppo Europcar acquisisce GoldCar e diventa player di riferimento nel settore low cost

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

madridMadrid. Il Gruppo Europcar, leader europeo nei servizi di autonoleggio e player di riferimento della mobilità, ha annunciato oggi di aver firmato un accordo con Investindustrial per acquisire Goldcar, la più grande società di noleggio auto low cost in Europa.Goldcar è un importante operatore del settore low cost in Europa grazie ad una posizione consolidata in Spagna e Portogallo e ad un ampio know-how nella gestione di un efficiente modello di business low cost.Goldcar ha dimostrato un importante track record di crescita organica (con una crescita del fatturato anno su anno pari al 17% tra il 2008 e il 2016), con un EBITDA e FCF fra i più virtuosi sul mercato. Nel 2016, Goldcar ha generato ricavi per circa 240 milioni di euro e un adjusted Corporate EBITDA stimato in circa 48 milioni di euro.Con questa acquisizione strategica, il Gruppo Europcar aumenterà la sua presenza grazie a tre importanti motori di crescita – l’area del mediterraneo, il leisure e il segmento low cost –, diventando così major player a livello europeo nel segmento del noleggio a basso costo che è in rapida crescita.L’acquisizione di Goldcar creerà valore per il Gruppo Europcar in quanto rafforzerà le competenze e il know-how del Gruppo sul mercato del noleggio a basso costo e migliorerà notevolmente le prospettive di crescita dei ricavi della business unit low cost di Europcar.L’acquisizione è soggetta a precedenti condizioni di sospensive, inclusa l’approvazione da parte delle autorità antitrust e dovrà essere risolta nella seconda metà del 2017.L’operazione, che dovrebbe generare circa 30 milioni di euro di sinergie di costi all’anno entro il 2020, si basa su un Corporate Enterprise value di 550 milioni di euro e su un multiplo dell’Adjusted Corporate EBIDTA post sinergie pari a 7x. Il Gruppo Europcar prevede che l’operazione accrescerà in maniera significativa i propri utili per azione a partire dal primo anno pieno post closing in avanti.Un prestito ponte è stato sottoscritto da una grande unione bancaria internazionale per sostenere l’offerta vincolante del Gruppo Europcar e per coprire le esigenze di rifinanziamento corporate e inerente la flotta di Goldcar. Per mantenere una struttura di capitale efficiente e flessibile, il Gruppo Europcar prevede di aumentare il patrimonio netto fino al 10% del suo capitale, soggetto alle condizioni del mercato. In seguito alla proposta di aquisto di Goldcar e all’aumento dell’equity, il Gruppo Europcar prevede di raggiungere un ratio tra indebitamento finanziario netto e Corporate EBITDA sensibilmente inferiore a 3x entro la fine del 2017.

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Il settore dell’energia si focalizza sulle fonti rinnovabili

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

Struttura di energia solareL’aumento della decentralizzazione, l’esigenza di decarbonizzare la produzione di energia elettrica e la digitalizzazione volta ad aumentare l’efficienza operativa danno slancio alle opportunità di mercato nel settore dell’energia elettrica. Il sostegno normativo continuato alle energie rinnovabili nei mercati chiave porterà gli investimenti nell’energia elettrica a livello globale fino a quota 443,5 miliardi di dollari nel 2017. Il fotovoltaico solare sarà il segmento con la crescita più rapida, seguito dall’energia eolica, attirando rispettivamente il 37,5% e il 21% degli investimenti globali entro il 2020. Il mercato in continua evoluzione porterà gli operatori del settore elettrico a definire modelli di business innovativi, offrire soluzioni incentrate sul cliente e creare portafogli flessibili. Si assisterà anche a un maggiore consolidamento, poiché le aziende cercano finanziamenti per espandersi e introdurre nuovi prodotti.Lo studio “Global Power Industry Outlook, 2017”, una nuova analisi del programma Power Generation Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, esamina le tendenze del mercato dell’energia elettrica, tra cui capacità installata, investimenti e crescita regionale nell’ambito della produzione di energia a carbone, a gas, nucleare, idroelettrica, fotovoltaico solare, eolica e biomasse.Alcune delle tendenze chiave del settore globale dell’energia elettrica sono:
Continua la transizione verso sistemi energetici più decentralizzati e intelligenti
Domanda da parte delle utilities di soluzioni per la gestione dell’energia, sia dal lato dell’offerta che della domanda
Alti tassi di crescita per il fotovoltaico solare; si prevede che gli investimenti aumenteranno dell’11,5% fino a raggiungere quota 141,6 miliardi di dollari nel 2017. Gli accordi internazionali, come COP21, e il calo dei costi delle tecnologie rinnovabile, garantiranno una maggiore capacità per dollaro investito.
La Cina sarà il più grande mercato in termini di investimenti nelle entrate, ma la crescita più rapida si avrà in India, che assisterà a una crescita a due cifre degli investimenti fino al 2020.
Il 73,4% degli investimenti nella produzione di energia elettrica in Europa sarà destinato alle tecnologie rinnovabili, mentre Russia e CSI, in controtendenza, si concentrano sull’energia nucleare e idroelettrica.
Ci sarà un aumento complessivo della capacità globale legata al carbone, nonostante il tasso di utilizzo delle centrali a carbone esistenti sia in calo nella maggior parte delle regioni.
I nuovi modelli di business che incentivano schemi di consumo più intelligenti, insieme alla crescita delle tecnologie di stoccaggio dell’energia, ridurranno la necessità di investimenti nella capacità di picco nei mercati dell’energia già maturi.
Forte investimento nell’energia idroelettrica, nonostante sia una tecnologia già matura; Cina, Asia-Pacifico e America Latina saranno i mercati regionali chiave. (foto: power market)

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Sommerso nel settore domestico

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 marzo 2017

Tasse“L’evasione contributiva è una delle problematiche più diffuse nei rapporti di lavoro con colf e badanti – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico”.
“La notizia che il tax gap più alto in Italia, circa il 30%, si registri proprio nei servizi alla famiglia ne è una conferma – prosegue Gasparrini – DOMINA infatti è da sempre impegnata nel favorire l’emersione dal nero sollecitando più volte le istituzioni ad intraprendere una politica di defiscalizzazione del lavoro domestico oltre alla costante attività di sensibilizzazione presso le famiglie”. “Questo approccio- conclude la nota – porterebbe i datori a regolarizzare il rapporto di lavoro e a beneficiare, insieme ai lavoratori, di diritti e tutele derivanti dall’applicazione del CCNL”.

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L’intelligenza artificiale di apprendimento automatico rivoluzionerà il settore automobilistico

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

auto futuroL’intelligenza artificiale di apprendimento automatico nelle automobili è la chiave per sbloccare le potenzialità dei veicoli autonomi e aumentare il valore offerto agli utenti finali attraverso l’assistenza virtuale. Offre alle case automobilistiche (OEM) nuovi flussi di entrate grazie alla concessione di licenze, alle partnership e ai nuovi servizi per la mobilità. Allo stesso tempo, gli scenari d’uso dell’intelligenza artificiale di autoapprendimento nelle automobili stanno portando verso il settore automobilistico diverse aziende tecnologiche, aziende attive nell’ambito di Internet delle cose e fornitori di servizi per la mobilità. Questa tecnologia ha inoltre attirato l’attenzione e gli investimenti dei governi grazie al suo potenziale di migliorare lo stile di vita e il valore economico.
Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre approfondimenti su motori, car sharing e gestione della mobilità intelligente. Il team ha recentemente rilasciato un’analisi sull’intelligenza artificiale nelle automobili intitolata “New Executive Analysis of Self-learning Artificial Intelligence in Cars, Forecast to 2025”, che punta ad analizzare la tecnologia di auto-apprendimento nell’ambito delle automobili e il suo contributo al settore automobilistico.
Entro il 2025, quattro livelli di tecnologia di autoapprendimento rivoluzioneranno il settore automobilistico. Le automobili di proprietà con tecnologia di autoapprendimento di livello 4 saranno fondamentali per le nuove aziende nell’ambito della mobilità, favorendo alleanze con le case automobilistiche. Gli OEM stanno già facendo investimenti strategici o acquisizioni per le tecnologie di autoapprendimento di livello 3 e livello 4; esistono diverse importanti start-up nel mercato.“Si prevede che le aziende tecnologiche saranno il nuovo primo livello per le case automobilistiche, relativamente alla tecnologia di apprendimento profondo”, afferma Sistla Raghuvamsi, analista di Frost & Sullivan. “Google e NVIDIA saranno aziende chiave all’interno di questo spazio, arrivando a dominare il mercato entro il 2025. Nel frattempo, 13 case automobilistiche investiranno oltre 7 miliardi di dollari nello sviluppo di diversi casi d’uso dell’intelligenza artificiale.

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Hengxian, terra del gelsomino, ha un settore del gelsomino dal valore di 18 miliardi di yuan

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2016

gelsomino.jpgNANNING, Cina, /PRNewswire/ La conferenza 2016 sulla valutazione dei brand cinesi si è tenuta il 12 dicembre. La conferenza è stata promossa da China Brand Building Promotion Association (l’associazione per la promozione dei brand cinesi), China Central Television (la televisione centrale cinese), China Council for the Promotion of International Trade (il consiglio cinese per la promozione del commercio internazionale), e China Appraisal Society (la società cinese di valutazione). Il settore del tè al gelsomino e dei fiori di gelsomino dalla contea di Hengxian della città di Nanning, nella regione autonoma Guangxi Zhuang della Cina meridionale, secondo la conferenza ha un valore totale pari a 18 miliardi di yuan.Hengxian gode della reputazione di “terra del gelsomino” ed è il centro mondiale per la produzione del fiore di gelsomino e del tè al gelsomino. La storia della piantagione del gelsomino a Hengxian risale a 400 anni fa. Negli ultimi anni, l’amministrazione di Hengxian ha lavorato al fine di ottimizzarne la struttura industriale. Attualmente, 330.000 agricoltori coltivano 10.000 mu (un’unità di superficie cinese) nella zona. La produzione annuale di fiori di gelsomino è circa 80.000 tonnellate. La zona ospita 130 impianti per la produzione del tè al gelsomino, e circa 60.000 tonnellate di tè al gelsomino vengono vendute al di fuori della Cina. Si stima che la produzione annuale di fiori di gelsomino e di tè al gelsomino di Hengxian rappresenta l’80% della produzione nazionale cinese, e il 60% della produzione mondiale. Hengxian è diventata la maggiore zona di produzione di fiori di gelsomino e di tè al gelsomino nel mondo.Per far crescere il brand ed espandere le vendite del prodotto, l’amministrazione di Hengxian ha lavorato in modo da stabilire un sistema diversificato di e-commerce, per aiutare le imprese locali a vendere il proprio prodotto su Internet. Nel 2015, Hengxian è diventata la prima contea di Guangxi a cooperare con Alibaba, il gigante dell’e-commerce, creando 500 stazioni per il servizio dell’e-commerce in zone rurali. Attualmente, quasi 100 aziende impegnate nella produzione del gelsomino della contea di Hengxian hanno aperto negozi online nella Tmall di Alibaba.Inoltre, l’amministrazione pubblica della contea di Hengxian ha fatto in modo da sfruttare il locale terreno ricco di selenio per piantare prodotti agricoli d’alta qualità. La contea ora gode di reputazione come “zona nazionale dimostrativa per l’agricoltura moderna”, “capitale cinese dell’agaricus bisporus – o fungo champignon”, “capitale cinese del mais dolce” e “capitale cinese del dolce di riso tradizionale cinese”. (foto: gelsomino)

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Salute e benessere nel settore automobilistico

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2016

biometricsI progressi nella biometria trasformeranno radicalmente l’esperienza di guida, la salute e il benessere e la sicurezza di veicoli entro il 2025. Poiché 1 su 3 nuovi veicoli passeggeri inizia ad essere dotato di funzioni di riconoscimento delle impronte digitali, riconoscimento dell’iride, riconoscimento vocale, riconoscimento dei gesti, monitoraggio del battito, monitoraggio delle onde cerebrali, rilevamento dello stress, monitoraggio della stanchezza, monitoraggio delle palpebre, monitoraggio facciale e rilevazione del battito cardiaco, grazie a tecnologie built-in, brought-in e basate sul cloud, l’ecosistema della biometria in ambito automobilistico farà un balzo in avanti. Le principali case automobilistiche e i fornitori di primo livello devono stare al passo con le tecnologie, i modelli di business e le normative che danno forma a questo spazio dinamico.“Le partnership tra case automobilistiche e aziende che producono dispositivi indossabili si tradurranno in una più rapida diffusione degli strumenti biometrici nel settore automobilistico, consentendo alle case automobilistiche di risparmiare sulla spesa per la ricerca e sviluppo in ambito biometrico, creando allo stesso tempo nuove possibilità di crescita per le aziende produttrici di dispositivi indossabili”, afferma Joe Praveen Vijayakumar, analista di Frost & Sullivan. “Emergeranno anche nuovi modelli di business tra cui dispositivi-come-servizi e salute-come-servizio.”L’analisi intitolata “Biometrics in the Global Automotive Industry, 2016–2025”, parte del programma Automotive & Transportation Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, rileva che le case automobilistiche e i fornitori stanno investendo in strumenti biometrici avanzati basati su concetti di interazione uomo-macchina come il linguaggio naturale e il riconoscimento dei gesti. Stanno anche integrando in modo verticale e finanziando start-up rilevanti per costruire un portafoglio più forte.Per accedere gratuitamente a maggiori informazioni su questo studio e registrarsi per un Growth Strategy Dialogue, un rapporto interattivo gratuito con i leader di pensiero di Frost & Sullivan, si prega di visitare: http://frost.ly/143. “L’urbanizzazione continuerà ad alimentare l’enfasi posta sulle funzionalità dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) basati sulla biometria per districarsi nel traffico pesante assicurando, allo stesso tempo, sicurezza e confort”, osserva Praveen. “Tuttavia, le preoccupazioni dei clienti relative alla sicurezza dei dati sensibili raccolti attraverso gli strumenti biometrici porteranno i fornitori ad investire anche in soluzioni di sicurezza informatica per aumentare la propria credibilità e rafforzare la crescita.” Attualmente, alcuni degli innovatori emergenti nell’ambito della biometria per il settore automobilistico sono:
Empatica – con il suo orologio che monitora i segni vitali dei conducenti con una storia di epilessia e prevede un attacco prima che accada
Gestigon – con un sistema software per interpretare un gran numero di movimenti del conducente e trarre informazioni concretamente utili
Optalert – con occhiali che utilizzano i raggi infrarossi per monitorare gli occhi del conducente e rilevare l’insorgenza di sonnolenza
Sober Steering – con sensori che possono essere incorporati nel volante per controllare se il conducente è ubriaco e se il tasso alcolemico è entro i limiti consentiti
Vigo – con auricolari intelligenti in grado di monitorare i movimenti della testa per monitorare distrazione, postura incassata e sonnolenza del conducente (foto: biometrics)

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Stabilimenti balneari e riorganizazione settore

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2016

giustizia europea«La sentenza della Corte di Giustizia Ue che annulla la proroga al 2020 delle concessioni per gli stabilimenti balneari e impone all’Italia di metterle a gara non è una sorpresa. Purtroppo era chiaro da mesi che la decisione dei giudici sarebbe stata contraria agli interessi della nostra Nazione e della nostra economia. Tutto questo rende ancora più evidenti le gravissime responsabilità del Governo Renzi che pur avendo avuto moltissimo tempo per promuovere il riordino del settore, difendere le nostre 30 mila imprese balneari e rendere inutile il ricorso alla giustizia europea ha preferito aspettare che la mannaia dei burocrati europei si abbattesse su un settore sfiduciato, peraltro nel bel mezzo della stagione balneare. La verità è che questo Governo non ha mai voluto davvero salvare le nostre aziende: il suo obiettivo era ottenere la completa deregolamentazione del settore per fare l’ennesimo favore alle multinazionali e alle grande concentrazioni finanziarie amiche di questo Esecutivo. Ora se hanno ancora un briciolo di dignità si inventino qualcosa per salvare il salvabile».È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Le aste immobiliari in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2016

Roma, 11 luglio 2016, ore 10.30 Senato della Repubblica Sala degli Atti Parlamentari Presso il Chiostro del Convento di S. Maria sopra Minerva Piazza della Minerva, 38 Sogeea presenterà il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari.
Lo studio, ormai strumento di consolidata considerazione tra gli analisti del settore, offre un panorama completo del numero delle abitazioni all’asta, del loro valore di mercato e della loro collocazione geografica.
I dati, reperiti al termine di un capillare lavoro presso i tribunali italiani, forniscono uno spaccato assai rappresentativo della situazione economico-sociale del nostro Paese e verranno illustrati dal direttore del Centro Studi, Prof. Sandro Simoncini.

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Pubblicati gli elenchi delle Botteghe di Mestiere e dell’Innovazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2016

enogastronomiaSono pubblicati sul sito di Italia Lavoro gli elenchi delle Botteghe di Mestiere e dell’Innovazione, ammesse al progetto al termine dell’istruttoria. Delle quasi 1.000 candidature arrivate, 311 sono risultate ammissibili e di queste 94 saranno finanziate dal progetto con i 5,2 milioni di euro messi a disposizione nell’Avviso. La distribuzione per settore e filiera delle imprese che parteciperanno vede una netta maggioranza dell’enogastronomia, con una percentuale di oltre il 53%, seguita dal settore della grande distribuzione organizzata (14,3), da quello della meccanica (11,4), dell’abbigliamento e della moda (oltre il 10%), del legno e dell’arredo (quasi 5%), fino a settori con percentuali minori quali l’artigianato artistico, la cantieristica navale, e la stampa. Una conferma di come in Italia le specificità della nostra produzione economica e industriale si organizzano in filiere di piccole e medie imprese, che sono valorizzate appunto in questo progetto e all’interno delle quali si trasmette quel sapere che contraddistingue lo stesso Made in Italy.I giovani tra i 18 e i 35 anni (non compiuti), che si candideranno e saranno selezionati per un percorso di tirocinio, saranno formati al fine di esercitare le professioni previste dall’Avviso per le diverse tipologie di bottega. Questo anche attraverso l’utilizzo delle più avanzate tecnologie della produzione e della comunicazione. Il progetto fornisce, a imprese e artigiani, l’opportunità di attivare specifici percorsi di tirocinio, al fine di consentire la trasmissione di competenze tecnico-professionali alle nuove generazioni, per favorire il ricambio generazionale ed eventualmente un futuro inserimento lavorativo: si inserisce infatti nella scia del precedente Botteghe di Mestiere, che ha portato a importanti risultati sul fronte occupazionale.
I tirocini disponibili sono circa 940, e i giovani potranno iscriversi a partire dall’inizio del mese di giugno. Il sito di progetto dedicato è all’indirizzo http://www.botteghemestiereinnovazione.it. Le botteghe risultate ammesse avranno tempo fino alla fine del mese (31.05.2016) per formalizzare i raggruppamenti. Per ciascun tirocinante, le aziende percepiranno 250 euro al mese per un massimo di 6 mesi. Ai soggetti capofila, promotori dei tirocini, verrà riconosciuto un contributo complessivo di 500 euro per ciascun giovane che abbia completato un percorso di tirocinio di durata semestrale. I giovani percepiranno mediamente 500 euro al mese, fatti salvi possibili scostamenti motivati dalle legislazioni regionali in materia.

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Settore petrolchimico in Iran

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

iranLa rimozione delle sanzioni imposte all’Iran per oltre un decennio ha attirato forti interessi internazionali sul paese. Un enorme mercato domestico, caratterizzato da una popolazione di 79 milioni di abitanti, è un ulteriore fattore che va ad aggiungersi alla posizione geografica vantaggiosa dell’Iran in Medio Oriente, che a sua volta dà accesso a passaggi marittimi strategici, rendendola un mercato interessante a livello globale e, pertanto, con un maggiore potenziale di investimento. Lo sviluppo della catena di valore petrolchimica è una delle strade più promettenti che, secondo le previsioni, aggiungerà un valore significativo all’economia non-oil.
“L’abbondanza di materie prime, le infrastrutture relativamente adeguate, il basso costo della produzione e l’accesso a manodopera qualificata sono fattori chiave che rendono l’Iran interessante per gli investitori nel settore petrolchimico. Le riserve naturali di etano, propano e nafta presenti nel paese sono sufficienti per costruire nuovi complessi petrolchimici nei prossimi 10 anni”, afferma Ali Mirmohammad, consulente di Frost & Sullivan. “Il governo sta adottando un approccio alla politica estera volto non solo a rafforzare le capacità locali ma anche ad aumentare le esportazioni non-oil fino a oltre 50 miliardi di dollari, concentrandosi sulle verticali a valle derivate dai settori petrolchimico e minerario”.
Secondo Iran Vision 2025, il paese intende affermarsi come il maggiore produttore di prodotti petrolchimici in tutta la catena di valore nella regione. Plastiche, gomme, vernici e resine, fertilizzanti e pesticidi, prodotti chimici e solventi, fibre e tessili, medicine, cosmetici, composti e detergenti sono i diversi prodotti petrolchimici a valle su cui il paese progetta di focalizzarsi per lo sviluppo nei prossimi 10 anni. L’Iran ha bisogno di almeno 70 miliardi di dollari di risorse finanziarie per sviluppare l’intero settore petrolchimico e raggiungere la propria visione per il 2025. Si prevede che un tale investimento catalizzerà la crescita delle esportazioni del settore petrolchimico, da meno di 12 miliardi di dollari nel 2015 fino ad oltre 40 miliardi di dollari entro la fine del 2025. Nell’era post sanzioni, il paese si propone di attirare gli investimenti stranieri per far ripartire oltre 60 progetti petrolchimici bloccati che aumenteranno l’attuale capacità produttiva di 58 milioni di tonnellate (FY2015) fino a quota 130 milioni di tonnellate all’anno nei prossimi 5 anni. Inoltre, il governo ha proposto 36 nuove opportunità di investimento che, una volta implementate, hanno il potenziale di aumentare la capacità produttiva totale dei prodotti petrolchimici fino ad oltre 180 milioni di tonnellate all’anno entro la fine del 2025.
“La creazione di opportunità a valore aggiunto nell’intera catena di valore dell’industria del propilene è una delle principali aree di interesse del governo per i prossimi 10 anni relativamente al settore petrolchimico. Si prevede il potenziale di convertire l’Iran nel principale esportatore di prodotti a base di propilene in Medio Oriente e Nord Africa. L’importazione di tecnologie avanzate e catalizzatori per produrre vari gradi di polipropilene, ad esempio di grado farmaceutico e alimentare, sono altre politiche chiave nell’era post-sanzioni”, aggiunge Ali.
“Si prevede che lo sviluppo sostenuto e programmato dell’intera catena di valore del settore petrolchimico, insieme allo sviluppo focalizzato sui mercati a valle, porterà un notevole valore aggiunto all’economia iraniana e probabilmente favorirà la riduzione del tasso di disoccupazione nel paese. Si prevede che la revoca delle sanzioni aprirà enormi opportunità per il paese, grazie all’accesso a tecnologie avanzate e a risorse finanziarie internazionali. Inoltre, è previsto che ciò rafforzerà significativamente l’immagine dell’Iran nel panorama del settore petrolchimico globale, anche grazie alla crescita delle esportazioni”, conclude Ali.

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Il settore retail è tra i principali obiettivi dei cybercriminali

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2016

cybercriminaliUn nuovo studio pubblicato oggi nell’NTT Global Threat Intelligence Report 2016 rivela un cambiamento del target dei cybercriminali che, rispetto al tradizionale mercato finanziario, ora sono focalizzati sul settore retail. Le organizzazioni retail hanno subito cyberattacchi circa tre volte superiori a quelli del settore finance, che fino al 2015 era l’obiettivo primario dei cyberattacchi. I cyberattacchi nel settore finanziario sono scesi drasticamente, attestandosi alla quattordicesima posizione.
L’annuale Global Threat Intelligence Report di NTT include le analisi delle minacce alla sicurezza raccolte nel corso del 2015 individuate tra gli 8.000 clienti delle società del gruppo NTT Gruppo NTT tra cui Dimension Data, Solutionary, NTT Com Security, NTT R&D e NTT Innovation Institute (NTTi3). I dati di quest’anno analizzano 3,5 trilioni di security log e 6,2 miliardi di attacchi. I dati raccolti provengono anche dai 24 Security Operations Centres e dai 7 centri di ricerca e sviluppo del Gruppo NTT.
Altri risultati evidenziati nel Global Threat Intelligence Report 2016 di NTT includono:Il 65% degli attacchi proviene da indirizzi IP negli Stati Uniti. Tuttavia, questi indirizzi IP potrebbero risiedere in qualsiasi parte del mondo. I cybercriminali stanno adottando infrastrutture a basso costo, altamente disponibili e distribuite strategicamente a livello geografico per perpetrare attività malevoli. I cybercriminali ricorrono sempre più ai malware per minare il perimetro difensivo delle organizzazioni. Nel 2015 c’è stato un incremento del 18% dei malware in tutti i settori di mercato ad esclusione del settore dell’education.
La frequenza e la complessità dei malware stanno diventando sempre più occulte e sofisticate: mentre le organizzazioni stanno sviluppando sandboxes per comprendere meglio le tattiche dei cybercriminali per proteggersi dagli attacchi, gli sviluppatori di malware stanno sviluppando tecniche anti-sanboxes in modo aggressivo.
L’analisi degli attacchi ²honeynet all’interno delle organizzazioni rivela che i malintenzionati ricorrono all’uso di telco e hosting provider per condurre le proprie attività L’Executive Guide dell’NTT Global Threat Intelligence Report è disponibile al sito http://www.dimensiondata.com/globalthreatreport. (foto: cybercriminali)

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Concorrenza anche nel settore farmaceutico

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2015

european commission“Se con il DdL Concorrenza il Governo vuole giustamente mettersi al passo dell’Unione Europea in tema di liberalizzazioni, mi sembra evidente che il disegno di legge non può non tenere conto anche di un aspetto della normativa italiana più volte denunciato dalla Commissione europea: il patent linkage, cioè l’impossibilità di classificare in fascia A un generico prima della scadenza del brevetto del farmaco di marca corrispondente” dice Enrique Häusermann, presidente di AssoGenerici. Ieri ai richiami della Commissione si è unito anche quello del Garante della Concorrenza e del mercato, professor Giuseppe Pitruzzella, e non è la prima volta. “E’ venuto il momento di sanare questa contraddizione”. In nessun paese dell’Unione esiste questo meccanismo, che ha il solo effetto di rallentare l’arrivo degli equivalenti sul mercato, ragion per cui si verifica un mancato risparmio rispetto a quello che il SSN potrebbe realizzare se i generici, avendo già superato l’iter di registrazione, potessero essere rimborsati dal SSN, senza dover attendere la definizione di eventuali contenziosi di natura brevettuale. Solo l’anno scorso il SSN ha sopportato 18 milioni di euro di maggiore spesa. “Oltretutto l’Italia sconta, qui al pari di altri paesi, una certa vaghezza sulle date in cui vengono a scadere i Certificati di protezione, e anche questo è un aspetto sul quale la Commissione Europea è intervenuta pochi giorni fa con il suo nuovo documento strategico sul mercato interno” prosegue il presidente di AssoGenerici. “Ora sulla questione del patent linkage registriamo con viva soddisfazione l’impegno della Senatrice Paola Taverna del M5S a presentare un emendamento al DdL Concorrenza che cancelli questa norma ingiusta. Ci auguriamo che la Commissione Industria lo accolga e che tutte le forze politiche che hanno a cuore realmente la modernizzazione del paese lo sostengano, al di là delle logiche di schieramento: ne va anche della credibilità del paese”.

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