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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘settore’

“Manifattura made in Italy: idee e progetti per il rilancio del settore”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Senaf e il Gruppo Editoriale Tecniche Nuove inaugurano un ciclo di digital talk per essere sempre al fianco delle imprese, in un percorso virtuale che culminerà nell’appuntamento con MECSPE, la principale fiera in Italia dedicata all’industria manifatturiera e alle tecnologie per l’innovazione, in programma a Fiere di Parma dal 29 al 31 ottobre 2020. Occasioni di dibattito e confronto tra le più importanti associazioni di categoria, imprese e realtà del settore, in questo particolare momento di rilancio del Sistema Italia, all’indomani del Piano Colao 2020-2022 e del Piano Transizione 4.0, che ha previsto 7 miliardi di euro per incentivare e supportare la competitività delle nostre imprese e valorizzare il Made in Italy.Il primo appuntamento dal titolo “Manifattura made in Italy: idee e progetti per il rilancio del settore”, si è svolto lo scorso 10 giugno online e ha visto la partecipazione di Ivo Nardella, Presidente Gruppo Tecniche Nuove, Alberto Dal Poz, Presidente di Federmeccanica, Luca Manuelli, Presidente CFI, Cluster Fabbrica Intelligente, Roberto Zani, Presidente CNA Produzione, Paolo Rolandi, Presidente Nazionale Federazione Meccanica Confartigianato, con la moderazione di Alessandro Garnero, Direttore Editoriale Divisione Manufacturing Gruppo Tecniche Nuove. Gli ospiti sono intervenuti in un dialogo comune su ricerca e sviluppo, digitalizzazione e innovazione tecnologica, per trovare soluzioni e risposte utili alla ripresa della manifattura 4.0 nello scenario attuale e del prossimo futuro.
I virtual talk di MECSPE e Tecniche Nuove al fianco di imprese e associazioni dell’industria manifatturiera s’inseriscono nell’ampio programma digitale che accompagnerà il pubblico fino alla manifestazione fieristica, prevista a Fiere di Parma, dal 29 al 31 ottobre 2020. Una diciannovesima edizione che è pronta a riaccendere i motori all’insegna della sicurezza e della tutela dei visitatori, dello staff e degli oltre 1.600 espositori che hanno confermato ad oggi la propria presenza. Senaf, infatti, in collaborazione con Fiere di Parma, ha previsto lo sviluppo di un protocollo di sicurezza, ideato sulla base delle diverse esigenze delle persone coinvolte, per prevenire ogni possibile occasione di contagio.Il percorso digitale dei prossimi mesi, inoltre, potrà contare su un’importante grande novità disponibile nella 3 giorni di Parma: la Fiera Virtuale. Una piattaforma online che sarà affiancata allo svolgimento della fiera fisica, permettendo agli utenti di accedere alla manifestazione anche da remoto. Questa piccola, ma significativa rivoluzione, garantirà agli espositori di raggiungere un numero di contatti almeno equivalente alle passate edizioni, riuscendo a creare matching e ad accedere ai lead di tutte le persone interessate ai propri prodotti.

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Settore dei trasporti per vie navigabili dell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Il 5 giugno, il Consiglio dei ministri dei trasporti ha adottato le sue conclusioni su “Settore dei trasporti per vie navigabili dell’UE – Prospettive future: verso un settore dei trasporti per vie navigabili dell’UE neutro in termini di emissioni di Co2, senza incidenti, automatizzato e competitivo”. Questa decisione approva la Dichiarazione di Opatija adottata a livello politico l’11 marzo 2020.
Tuttavia, i progressi verso tale visione si sono arrestati dall’inizio della pandemia di COVID-19, che ha colpito l’intera industria marittima in Europa e nel resto del mondo. Nonostante le varie difficoltà che la crisi ha creato, come la mancanza di cambiamenti dell’equipaggio e problemi di liquidità, le aziende e i dipendenti continuano a lavorare per garantire che le catene di approvvigionamento rimangano in funzione. Le conclusioni del Consiglio hanno inoltre messo in luce il lavoro essenziale svolto dai marittimi per mantenere funzionanti le linee di approvvigionamento, compreso il loro diritto a un trattamento equo. L’ECSA, insieme ad altri partner e istituzioni europei e internazionali, sta fortemente sollecitando i governi a designare i lavoratori marittimi come lavoratori chiave in modo da garantire che possano avvenire i cambi di equipaggio e che i diritti dei marittimi siano rispettati. L’assistenza dell’equipaggio è fondamentale per la salute, la sicurezza e il benessere dei lavoratori marittimi e il corretto funzionamento delle linee di approvvigionamento marittimo.

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Tutela del design nel settore dei prezzi di ricambio automotive

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Nella lunga guerra tra ricambisti indipendenti e case automobilistiche si è conclusa questa settimana una ennesima battaglia a favore di queste ultime.Il Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, ha infatti accertato la violazione dei diritti di esclusiva di Volkswagen ad opera della società campana Acacia, che produceva e commercializzava cerchioni dalle caratteristiche morfologiche molto simili a quelle registrate dal gruppo tedesco, trincerandosi dietro la difesa della c.d. clausola di riparazione. Quella relativa all’applicazione della clausola di riparazione, c.d. match-fit, (art.124 CPI) che in via di eccezione consente di riprodurre l’aspetto esteriore di un pezzo di ricambio, identico a quello originario e tutelato come design, è una questione giuridica con enormi riflessi economici che si trascina da tempo. La Direttiva sul design (direttiva 98/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 ottobre 1998) infatti non ha risolto il contrasto tra case automobilistiche, che pretendevano di avere il monopolio sui pezzi di ricambio, e i ricambisti indipendenti, i quali invece invocavano la libera concorrenza. In attesa di una normativa ad hoc che disciplinasse la materia, mai arrivata, è stata varata quella norma. Secondo tale regola la proprietaria dei modelli di cerchioni automobilistici non può azionare i propri diritti di monopolio contro i produttori di cerchioni identici, se questi ultimi sono utilizzati allo scopo di consentire la riparazione del prodotto complesso (automobile): la produzione di cerchi replica è legittimata dalla norma, purché essi vengano prodotti e venduti solo allo scopo di ripristinarne l’aspetto originario del veicolo, ad esempio nel caso di rottura o furto dei cerchioni originali. L’Avv. Niccolò Ferretti, responsabile del dipartimento di Proprietà Intellettuale dello Studio Nunziante Magrone (www.nunziantemagrone.it) così commenta la decisione del Tribunale: “La pronuncia del Tribunale di Milano rappresenta un importante monito per tutte quelle imprese che intendono abusare della clausola di riparazione per giustificare la commercializzazione di repliche prodotte e vendute al di fuori dei limiti imposti dal legislatore. Se, infatti, da un lato, è sacrosanta la tutela degli interessi e diritti dei consumatori a poter sostituire pezzi di ricambio sinistrati o sottratti con repliche a basso costo, dall’altro, tuttavia, è altrettanto doveroso contenere tale facoltà nei precisi confini imposti dalla norma, onde evitare che si traduca in un comodo alibi affinché i produttori di ricambi indipendenti immettano sul mercato a loro piacimento vere e proprie contraffazioni”.Dopo avere inibito alla società Acacia la produzione e commercializzazione dei cerchioni in questione, imponendo anche il ritiro dal mercato dei pezzi già venduti e la pubblicazione del provvedimento su un quotidiano e una rivista di settore, i Giudici milanesi hanno rimesso la causa sul ruolo per la quantificazione del danno patito da Volkswagen in funzione della condotta illegittima della controparte.

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Settore carta, risultati finanziari

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Fedrigoni, gruppo italiano leader in Europa nella produzione di carte speciali per packaging, etichette autoadesive, stampa e sicurezza, ha chiuso il primo trimestre 2020 con un margine operativo di 45,7 milioni di euro (+1,1% rispetto a marzo 2019, a perimetro costante), cifra che include la neo-acquisita Ritrama, nonostante i ricavi si siano fermati a 374,2 milioni di euro (-7,9%) a causa del generale calo di domanda, che ha riguardato anche la carta, determinato dal lockdown e dalla chiusura di molte attività in seguito all’emergenza Covid19.“Nonostante il momento non favorevole, dunque, stiamo beneficiando delle azioni di trasformazione messe in campo nell’ultimo anno – continua Nespolo – che vanno dal potenziamento del management team allo sviluppo di prodotti sempre più performanti ed ecologici, dalle acquisizioni agli investimenti in tecnologia, dalla revisione dei prezzi e dei costi allo scouting di nuovi mercati. Tutte azioni che ci hanno consentito di aumentare i margini operativi pur in presenza di un calo nel fatturato. L’emergenza Covid ci ha imposto delle manovre correttive, ma non ci farà deviare dal piano di sviluppo e dalle iniziative strategiche che abbiamo definito per proseguire nella crescita del Gruppo”.Il 2019, infatti, si è chiuso con ottimi risultati: 1.171,4 milioni di euro di fatturato (senza Ritrama, ancora non formalmente acquisita), in linea con l’anno precedente ma con un Adjusted Ebitda di 162,7 milioni di euro (+18,7% a perimetro costante) determinato dalle buone performance delle etichette autoadesive, cresciute in ricavi (391 milioni di euro, +4,2%) e volumi, e dai margini operativi in aumento della carta nonostante il fatturato stabile, che ha compensato il calo, peraltro previsto, del settore banconote, la cui complessa natura lo rende l’anello meno dinamico della catena. Dal 2018 Fedrigoni è di proprietà del fondo di investimento statunitense Bain Capital, che ha impresso una notevole accelerazione allo sviluppo del Gruppo. Dopo l’acquisizione di Cordenons, produttore di carte fini e tecniche con sede a Milano e due stabilimenti a Trento e Pordenone, nel 2019 è stata la volta di Ritrama, multinazionale italiana di prodotti autoadesivi con siti produttivi in Italia, Spagna, Regno Unito, Cile e Cina.Due tasselli importanti per i piani di sviluppo di Fedrigoni, che vuole crescere acquisendo realtà interessanti a completamento dell’offerta, conquistando nuovi mercati e aree geografiche e sviluppando nuove proposte in segmenti ad alto valore aggiunto dove già è leader, come il packaging per i brand di lusso di moda e cosmesi e le etichette per l’industria enologica, sempre mantenendo una forte impronta ecologica, culturale e di attenzione alla sostenibilità.

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Come mantenere i nervi saldi nel lungo periodo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

A cura di Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. La volatilità sembra non dare scampo: con la diffusione dell’epidemia di coronavirus, i mercati globali stanno registrando perdite snervanti. A ciò si aggiungono le implicazioni sociali e sanitarie della pandemia e le turbolenze nel settore petrolifero. Ci sono tutti gli ingredienti per una notevole incertezza. Per i mercati, gli iniziali timori riguardo alle interruzioni dell’attività produttiva e dell’offerta si sono trasformati in una profonda apprensione per una chiusura economica prolungata. “Vi saranno gravi ripercussioni per l’economia statunitense”, afferma Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. In questo flusso di informazioni talvolta contraddittorie, il messaggio che continuiamo a sentire è che bisogna mantenere salda la rotta, perché i mercati sono destinati presto o tardi a recuperare terreno, come hanno fatto ripetutamente in passato. Si tratta a nostro avviso di un ottimo consiglio. Essenzialmente, però, viene chiesto di non far nulla, di star fermi ad aspettare. Per molti può essere difficile, specialmente se i saldi dei conti diminuiscono e se le speranze di una buona pensione sembrano evaporare.Ci sono comunque, buoni motivi per essere pazienti e mantenere la rotta. Tuttavia, suggeriamo anche una cosa da fare, ossia cogliere questa opportunità per verificare i propri obiettivi di lungo periodo e consolidare la relazione con il proprio consulente finanziario.
Facciamo un passo indietro. Molto probabilmente, la prima volta che qualcuno ha incontrato il proprio consulente finanziario per pianificare le proprie finanze, i mercati non erano in crisi. Se poi si ha iniziato a investire negli ultimi 10 anni, non si sono mai dovuti affrontare una volatilità e perdite così pronunciate come quelle osservate attualmente. Il consulente, invece, avrà plausibilmente già vissuto una situazione analoga, e per chi investe in un’ottica di lungo periodo è plausibile che ci si possa trovare ad affrontare uno o più di questi cicli di mercato completi – dal massimo al minimo e viceversa – prima di andare in pensione.Un confronto con il proprio consulente chiarirà i possibili effetti dei cicli di mercato, di come questi siano incorporati nelle strategie a lungo termine che propone e quali siano le implicazioni di tutto ciò per il proprio specifico portafoglio. Forse ci sarà bisogno di qualche piccolo aggiustamento, ma se la strategia è stata realmente ideata in un’ottica di lungo periodo, è probabile che sia in grado di aiutare a superare battute d’arresto temporanee come quella che stiamo vivendo.
La volatilità può indurre nella tentazione di adottare strategie di market timing. Disinvestire è facile. Rientrare sul mercato al momento giusto è quasi impossibile. Perdere i giorni migliori in termini di performance significa rinunciare a una parte significativa del rendimento totale a lungo termine del mercato. Prevediamo che nell’immediato i mercati continueranno a evidenziare un andamento volatile e che i rischi e le fluttuazioni a breve termine potrebbero proseguire per il resto dell’anno.

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Ridare nuovo slancio al settore apistico

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Oggi è vittima degli avversi eventi meteorologici delle ultime stagioni e del coleottero Aethina tumida che ne hanno causato ingenti danni. È questo l’obiettivo del decreto, previsto sin dalla legge di Bilancio 2019, con cui il Ministero delle Politiche Agricole si accinge a stanziare 2 milioni di euro per la tutela del miele made in Italy. Le risorse saranno destinate al finanziamento di tre tipologie di progetti: ricerca e sperimentazione per il miglioramento della produzione; composizione di prodotti assicurativi per la gestione sostenibile del rischio nel settore; promozione istituzionale finalizzata alla valorizzazione del miele come alimento naturale, attraverso la divulgazione di conoscenze sulle sue caratteristiche nutrizionali, scientifiche e organolettiche. “Gli importanti risvolti dell’attività apistica sono innegabili – ha dichiarato il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, nel corso di una interrogazione parlamentare in Senato – dall’impollinazione di colture agricole e forestali alla conservazione delle specie selvatiche sino al monitoraggio ambientale. Per questo, accanto ai programmi di sostegno Apenet e Beenet e alla norma del 2004 sulla disciplina dell’apicoltura, siamo al lavoro per ovviare alle conseguenze degli andamenti climatici particolarmente avversi degli ultimi anni. Il comparto apistico nazionale ha, infatti, necessariamente bisogno di un rilancio, a maggior ragione a fronte di questo periodo d’emergenza sanitaria Covid-19. In Italia ci sono circa 56.000 apicoltori, con 1,5 milioni di alveari e una produzione annua pari a 23.000 tonnellate concentrate per lo più nelle regioni del Nord, che ci collocano al quarto posto tra i Paesi Ue. Gli interventi che verranno sostenuti – spiega Giuseppe L’Abbate – mirano a fronteggiare due grandi criticità che rischiano di inficiare la crescita professionale, produttiva ed economica perseguita in questi anni: il ristagno delle quotazioni del mercato con prospettive di crisi strutturale ma soprattutto le cadute verticali della produzione, correlate per lo più agli eventi meteorologici estremi da imputarsi al cambiamento climatico e alla combinazione di questi ultimi con altri fattori inerenti le patologie delle api e l’impatto ambientale”.?

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Impatti negativi sul clima del settore della finanza italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

In contemporanea con l’Assemblea dei soci di Intesa Sanpaolo, Greenpeace Italia e Re:Common lanciano un nuovo studio che analizza gli impatti negativi sul clima del settore della finanza italiana. Nel report “Finanza fossile”, le due organizzazioni mostrano infatti nel dettaglio il ruolo che le più grandi banche, le compagnie assicurative e i fondi di investimento italiani hanno nel peggioramento dell’emergenza climatica.Nel 2019, la finanza italiana ha causato 90 milioni di tonnellate di CO2, più delle emissioni dell’intera Austria in un anno. Le due maggiori banche italiane, Intesa Sanpaolo e UniCredit, sono responsabili di oltre 75 milioni di tonnellate di CO2, e si pongono al vertice di questa non invidiabile classifica.«La crisi sanitaria che stiamo vivendo ci insegna a dare ascolto alla scienza, un concetto che si deve estendere al contrasto alla crisi climatica in corso», dichiara Luca Iacoboni, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Proprio la comunità scientifica dice chiaramente da tempo che dobbiamo smettere di bruciare gas, petrolio e carbone per limitare le peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici. Anche banche e assicurazioni dovrebbero dare il proprio necessario apporto alla lotta all’emergenza climatica, eppure fino a oggi hanno solo contribuito ad aggravare la situazione, nascondendosi dietro operazioni di puro greenwashing».
Come emerge dai dati dello studio, Intesa Sanpaolo e UniCredit sono insieme responsabili dell’equivalente di quattro volte il volume di emissioni di tutte le centrali a carbone d’Italia. UniCredit è oggi la banca italiana con il più alto livello di emissioni (37 milioni di tonnellate di CO2), mentre Intesa è al secondo posto con 35 milioni di tonnellate. Se la scalata del gruppo torinese ad Ubi Banca dovesse andare a buon fine, Intesa balzerebbe in testa alla graduatoria.«Mentre si nascondono dietro a operazioni di facciata, istituti come Intesa Sanpaolo e UniCredit continuano a finanziare i più grandi inquinatori del Pianeta, come Eni, Shell e Gazprom», dichiara Alessandro Runci, campaigner di Re:Common. «Intesa Sanpaolo, che oggi tiene la sua Assemblea dei soci a porte chiuse e senza possibilità di partecipazione da remoto, è inoltre una delle pochissime banche in Europa a non avere ancora adottato alcuna policy sui combustibili fossili».Per le due organizzazioni, in questo momento di crisi economica è fondamentale che gli aiuti pubblici alle imprese inquinanti siano condizionati a dei piani di decarbonizzazione in linea con gli accordi di Parigi. Un criterio che dovrebbe essere adottato da tutto il settore finanziario, banche incluse. Per questa ragione Greenpeace e Re:Common chiedono a istituti bancari, compagnie assicurative e fondi di investimento di smettere immediatamente di finanziare il comparto del carbone e l’espansione di tutti i combustibili fossili.

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Subito 400 milioni per l’editoria

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

“Il settore dell’editoria ha molto sofferto nelle ultime settimane ma nello stesso tempo si è mostrato uno straordinario presidio democratico e di garanzia dell’informazione – dichiara il capogruppo di FDI in commissione Editoria, deputato Federico Mollicone, in un’intervista alla Nazione – per quanto ci riguarda abbiamo sollecitato un credito d’imposta sull’acquisto della carta, la forfetizzazione delle rese, una riforma senza oneri per lo Stato della pubblicità degli avvisi legali rendendoli obbligatori, come di altri aiuti tipo quelli previsti per le edicole e tutta la filiera distribuitiva.” “L’impegno garantito dal governo è avvenuto anche grazie allo stimolo che Fratelli d’Italia ha saputo fornire – ha continuato Mollicone – ora il governo dovrà dirci esattamente il quanto e il quando. Il sottosegretario Martella ci ha spiegato che intende far inserire le norme nel decreto Aprile, staremo a vedere.”
“Chiediamo almeno 400 milioni per il settore – ha sottolineato il deputato di Fratelli d’Italia – altrimenti rimarranno solo i grandi gruppi, le piattaforme internazionali e gli “over the top”. Inoltre, va recepita la direttiva copyright con urgenza, per garantire il diritto d’autore senza mortificare però il pluralismo.” “L’Agcom – ha concluso – deve essere una garanzia di concorrenza, ma nello stesso tempo deve proteggere il mercato dalle sue distorsioni che la contemporaneità ci chiama ad affrontare, come il web, il digitale e gli algoritmi.” (By Carlo Prosperi)

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Richiesti bonus sociali, settore idrico e rifiuti

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

L’ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, è già intervenuta con alcuni provvedimenti urgenti nel settore dell’energia, del gas, del sistema idrico integrato e dei rifiuti, per tutelare le famiglie a fronte all’emergenza Covid-19. Provvedimenti che hanno, però, carattere temporaneo. Ecco perché l’Autorità in una nota ha segnalato a Governo e Parlamento la necessità di introdurre nuovi strumenti di contenimento delle criticità che emergeranno nelle prossime settimane.
Misure che condividiamo, a maggior ragione se si considera che proprio in queste ore si decide sulle eventuali riaperture dopo il lockdown.Nel dettaglio, relativamente alle proposte sui bonus sociali, condividiamo la posizione dell’Authority che prevede il rinnovo automatico per ulteriori dodici mesi senza soluzione di continuità, ma è necessario a nostro avviso dare soluzione anche alla questione irrisolta dell’ISEE (chi deve presentare la domanda oggi si trova nella posizione assurda per cui non utilizzerà il bonus per il danno subito a causa del Covid-19, perché l’ISEE preso a riferimento è quello relativo all’anno scorso). Problema che si presenta anche in relazione alle tariffe dei rifiuti.Relativamente alle proposte avanzate nel settore Energia, siamo d’accordo con le misure previste per le PMI in tema di azzeramento degli oneri di sistema, ma è fondamentale e urgente che tali misure siano estese anche ai clienti domestici che si trovano in condizione di difficoltà.
Oltre alle giuste proposte dell’Autorità, vogliamo denunciare, però, alcuni comportamenti che richiedono una condanna urgente dell’ARERA:
– La situazione a dir poco inopportuna per cui alcune aziende di acqua, luce e gas hanno inviato agli utenti, in questa fase delicata, bollette con conguagli;
– La situazione assurda per cui in caso di richieste di rateizzazione, molte aziende rinunciano sì a chiedere gli interessi, per poi inserire in fattura 8 Euro per il piano di rateizzazione;
– Nonostante la prescrizione biennale, ancora alcune aziende inseriscono i conteggi fino al 4 e 5 anno, per poi eliminarli su richiesta degli utenti. Chiediamo che venga applicata la legge e che vengano eliminati automaticamente il 4 e 5 anno, ecc.
Si tratta di veri e propri abusi da parte delle aziende, ancor più intollerabili vista la situazione di forte difficoltà in cui si trovano le famiglie e il Paese intero.

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Ripartire puntando sul settore delle costruzioni

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2020

Per rilanciare l’economia duramente colpita dall’emergenza sanitaria del COVID-19 occorre puntare anche sul settore delle costruzioni. A chiederlo sono 24 organizzazioni rappresentative di un ampio ventaglio di settori industriali, del mondo ambientalista, accademico e della società civile in una lettera inviata oggi al Governo e al Parlamento.Nella lettera si suggerisce di intervenire su strumenti che esistono già e che possono generare effetti immediati, come ad esempio l’Ecobonus, e su strumenti che invece sono in fase di recepimento, come la Direttiva europea sul rendimento energetico degli edifici che, se correttamente trasposta nell’ordinamento normativo italiano, puo’ esercitare i propri effetti in tempi brevi.
Per quanto riguarda l’Ecobonus, i firmatari della lettera ritengono che sia utile rinforzarlo, in un’ottica di stimolo alla ripresa economica, attraverso alcuni interventi chiave. Tra questi vi sono la stabilizzazione degli incentivi almeno fino al 2025 e la premialità per le opere con la miglior combinazione tra efficacia ed efficienza.Occorre inoltre aumentare la copertura del 100% degli interventi per le famiglie. Per fare ciò, nella lettera si propone di aumentare, per interventi di riqualificazione profonda, la quota percentuale di incentivazione fiscale allineandola al valore previsto per l’attuale Bonus Facciate (90%). In alternativa, si propone di istituire un fondo per l’accesso al credito a tassi vantaggiosi delle famiglie per le ristrutturazioni energetiche, che preveda innanzitutto il coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti e del sistema bancario.I firmatari chiedono anche di riformulare il credito di imposta in modo che ai contribuenti, anche se non appartenenti alla categoria degli incapienti, sia consentito l’accesso allo strumento della cessione del credito, maturato attraverso Ecobonus o Sismabonus, agli istituti bancari. In tal senso si richiede che i crediti fiscali maturati siano considerati fuori dal debito nazionale e rientrino nelle deroghe al patto di stabilità in quanto investimenti verdi.Al fine di favorire un maggior numero di interventi, serve poi semplificare e accelerare l’apertura dei cantieri eliminando o fortemente riducendo i tributi, canoni e contributi dovuti per l’attività di costruzione o l’occupazione del suolo pubblico.
La novità più importante contenuta nella Direttiva è l’obbligo di attivare una strategia di ristrutturazione a lungo termine per de-carbonizzare il parco immobiliare entro il 2050. Per fare ciò è necessario aumentare di circa 10 volte l’attuale tasso di ristrutturazione degli edifici (attualmente pari allo 0,26%, come riporta il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima).Attraverso il recepimento della Direttiva, si legge nella lettera, l’Italia ha pertanto l’occasione di determinare numerose e durature ricadute positive in termini industriali, occupazionali ed ambientali. Perché ciò avvenga i firmatari chiedono che il Governo e il Parlamento attivino un’ambiziosa strategia di ristrutturazione a lungo termine che punti in maniera chiara alla trasformazione degli edifici esistenti in un parco immobiliare altamente efficientato, approvvigionato da fonti rinnovabili e flessibile.Si chiede inoltre di fornire strumenti di consulenza accessibili e trasparenti, come gli sportelli unici per l’efficienza energetica (one-stop-shop), affinché gli attori coinvolti abbiano accesso a informazioni corrette su come realizzare tecnicamente la transizione energetica e la decarbonizzazione degli edifici. Tra le ulteriori misure proposte dalla lettera c’è la creazione di nuovi strumenti tecnici che superino i limiti degli attestati di prestazione energetica, come un efficace Building Renovation Passport, per fornire una tabella di marcia per la ristrutturazione di ogni singolo edificio. Si chiede infine di revisionare le prassi amministrative in modo da far integrare efficacemente la legislazione dell’efficienza energetica degli edifici (in termini sia di obblighi, sia di incentivi) con la legislazione edilizia ed urbanistica vigente.La lettera è indirizzata al Presidente del Consiglio, ai Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Economia e delle Finanze, delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e ai Presidenti delle quattro commissioni parlamentari che riguardano Ambiente ed Industria.

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COVID-19 e turismo: deputati chiedono piano d’azione per aiutare il settore

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

La commissione per i trasporti e il turismo del Parlamento europeo esorta la Commissione a presentare un piano d’azione europeo per aiutare il settore del turismo a superare la crisi.I deputati hanno affermato, in un dibattito con il Commissario per il mercato interno Thierry Breton, che il settore del turismo ha bisogno di maggiore sostegno attraverso misure specifiche, finanziamenti, un maggiore coordinamento a livello europeo e una tabella di marcia mirata. La richiesta di un piano e di una strategia di ripresa, specifica per il settore, ha trovato sostegno fra i deputati di tutti gli schieramenti.Il Commissario Breton ha riconosciuto che il turismo è stato il primo settore colpito dal coronavirus e che sarà probabilmente il più lento a riprendersi dalla crisi. “Dobbiamo trovare una risposta forte”, ha spiegato Breton. “Il turismo è la nostra priorità e cerchiamo di fare il più possibile con i fondi esistenti”.Oltre a fornire sicurezza attraverso finanziamenti a breve termine, il Commissario ha affermato che il turismo dovrebbe beneficiare ampiamente anche dei piani di ripresa dalla crisi che saranno finanziati attraverso il prossimo bilancio UE a lungo termine (2021-2027). Breton sostiene l’idea di una linea di bilancio dedicata “con la profondità e la potenza di fuoco di cui abbiamo bisogno per aiutare il settore a superare questa crisi”.Il Commissario ha anche aggiunto che l’obiettivo finale è quello di riformare e reinventare il settore del turismo e ha proposto di tenere un Vertice europeo per il turismo sostenibile questo autunno.
Diversi deputati hanno chiesto maggiori certezze riguardo alle possibili restrizioni di viaggio e di movimento che potrebbero continuare nei prossimi mesi, compresi divieti di andare in spiaggia, a causa delle regole sul distanziamento sociale. Il Commissario ha spiegato che sono necessarie garanzie sufficienti per la sicurezza e la protezione, prima di poter rimettere tutto in moto. Ha aggiunto che si sta lavorando per facilitare gli spostamenti e che ci sarà più chiarezza prima dell’estate.Per quanto riguarda le questioni relative ai diritti dei passeggeri e ai voucher offerti dalle compagnie a seguito di prenotazioni cancellate, il Commissario ha assicurato che i diritti dei passeggeri rimangono protetti e che gli Stati membri hanno già la possibilità di offrire sostegno alle loro imprese turistiche.

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Occorre salvare il settore turistico

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

“Il governo intervenga al più presto per salvare tutto il settore turistico consentendo agli operatori, compresi quelli del comparto balneare, di procedere con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, insieme alle operazioni di sanificazione, nella prospettiva di poter garantire l’avvio celere delle attività”. Lo dichiara Maria Teresa Baldini, deputato di Fratelli d’Italia annunciando una interrogazione al ministro per i Beni culturali. “Con il coinvolgimento degli operatori di settore – ha aggiunto Baldini – sarebbe opportuno pianificare un progetto di turismo integrato che miri a valorizzare le aree, precedentemente a piena vocazione esclusivamente balneare o lacuale, in una configurazione territorialmente più ampia legando i tratti costieri all’entroterra. Inoltre, sarebbe opportuno ridurre l’assembramento costiero e nel contempo promuovere una piena trasversalità turistica ed enogastronomica che sappia rilanciare il comparto ed il territorio in una visione rinnovata e maggiormente funzionale delle potenzialità turistiche italiane e alle esigenze sicuramente mutate dell’utenza”.“Il turismo correlato all’acqua e alle fonti idriche, come quello termale, – conclude il deputato di FDI – è infatti uno dei settori particolarmente colpiti dalle attuali dinamiche di contenimento del virus e che quindi richiedono maggiore attenzione da parte del Governo”.

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COVID-19: PE libera oltre 3 miliardi di euro per sostenere il settore sanitario

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

Più test e sostegno per medici e infermieri per curare i malati: il Parlamento ha approvato 3,08 miliardi di euro in aiuti UE. I fondi UE sosterranno direttamente i sistemi sanitari degli Stati membri nella loro lotta contro la pandemia di coronavirus. L’iniziativa consentirà all’UE di acquistare forniture mediche urgenti, come maschere e dispositivi respiratori, attrezzature per il trasporto di materiale medico e di pazienti nelle regioni transfrontaliere, e per finanziare il reclutamento di personale sanitario supplementare, da inviare nei punti caldi dell’Unione europea, oltre ad aiutare gli Stati membri a costruire ospedali da campo mobili.Un totale di 3,08 miliardi di euro dal bilancio UE sarà incanalato principalmente attraverso lo strumento di sostegno alle emergenze (2,7 miliardi di euro) e rescEU (380 milioni di euro).Inoltre, il pacchetto include dei fondi supplementari per finanziare i voli di rimpatrio (45 milioni di euro) nell’ambito del meccanismo di protezione civile dell’UE per riunire le famiglie bloccate nei paesi terzi, per fornire maggiori risorse al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (3,6 milioni di euro), ma anche per aiutare la Grecia a far fronte alle crescenti pressioni migratorie (350 milioni di euro) e per sostenere la ricostruzione post-terremoto dell’Albania (100 milioni di euro).I deputati della commissione parlamentare per il bilancio avevano già richiesto a marzo di mobilitare i mezzi finanziari disponibili nel bilancio 2020.

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Settore viaggi: Misure adottate per far fronte all’emergenza Covid 19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Nel corso delle ultime tre settimane, la crisi è diventata sempre più grave, con oltre la metà della popolazione mondiale confinata e chiusa nelle proprie case. Ciò ha provocato un vero e proprio arresto del settore dei viaggi, della ristorazione e dell’intrattenimento, che sta influenzando notevolmente il nostro ramo. Oggi, più della metà degli hotel Accor in tutto il mondo sono chiusi, probabilmente oltre i due terzi anche nelle prossime settimane. Una buona notizia però, è la conferma del recupero del mercato alberghiero cinese con progressivi miglioramenti del tasso di occupazione e dell’attività F&B.Il repentino peggioramento della situazione ha spinto il Gruppo a intraprendere azioni drastiche in tutte le sue operazioni globali. Queste azioni sono indispensabili per limitare l’impatto negativo su guadagni e liquidità e sono necessarie per prepararsi al recupero post-crisi. In questa situazione senza precedenti, il Gruppo si trova più che mai al fianco di collaboratori, partner e comunità, fornendo loro tempo, risorse e accesso alle reti locali e internazionali del Gruppo.Sébastien Bazin, Presidente e CEO di Accor, ha commentato: “La nostra missione è accogliere, proteggere e prendersi cura degli altri. Alla luce di questa situazione di emergenza, abbiamo deciso di agire in modo immediato e significativo, nello spirito dei nostri valori e impegni. Attraverso questo gesto di grande impatto, desideriamo esprimere la nostra solidarietà e gratitudine a tutti coloro che dimostrano coraggio e altruismo durante questa crisi. A nome del consiglio di amministrazione, desidero ringraziare i principali azionisti del Gruppo. Senza di essi, il “ALL Heartist Fund” non sarebbe stato possibile. Voglio anche rendere un omaggio speciale ai team Accor di tutto il mondo. Stanno affrontando l’attuale crisi con ammirevole coraggio, dedizione e professionalità. Dato che il nostro settore sta attraversando periodi difficili, dobbiamo prendere decisioni difficili, ma Accor ha un bilancio solido che le consentirà di resistere a questa crisi e di emergere con forza durante il periodo di ripresa. Sono fiducioso che Accor riscoprirà presto la strada della crescita.”

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Settore della cultura allo stremo

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Il mondo della cultura è infatti uno dei settori maggiormente colpiti e sicuramente uno dei primi a risentire delle misure adottate per limitare la diffusione del virus.I numeri sono eloquenti: i musei sono chiusi e le mostre, che avevano comportato importanti investimenti, sono cancellate. Già nell’ultimo weekend prima della chiusura definitiva delle sale cinematografiche gli incassi sono crollati del 95%. A partire dalle prime ordinanze del 24 febbraio, e sino alla chiusura definitiva delle sale di domenica 8 marzo, il mercato cinematografico ha registrato una perdita di incassi e presenze dell’81% circa, pari a 16.3milioni di euro e 2.5milioni di spettatori. Complessivamente il settore dell’audiovisivo ha interrotto tutte le attività produttive già iniziate e in fase di avvio e i danni finora calcolati sulle interruzioni sono di oltre 100milioni di euro. L’industria musicale registra un calo del mercato discografico del 60% mentre l’editoria prevede 18.600 titoli pubblicati in meno in un anno, 39,3milioni di copie che non saranno stampate e 2.500 titoli che non saranno tradotti, con la vendita di libri crollata del 75% rispetto allo scorso anno.“Il quadro è molto preoccupante ed estremamente complesso – spiega Cipolletta –. Per questo è necessario intervenire con misure specifiche per tutti i settori dell’industria culturale volte a sostenere le intere filiere con strumenti di emergenza che consentano alle imprese di arginare l’attuale crisi fornendo risorse per far fronte alle gravi perdite attuali, ma anche per riavviare il settore quando si riemergerà da questo drammatico periodo”.Per questo Confindustria Cultura Italia chiede misure adeguate alla gravità della situazione:
• Un fondo di emergenza esteso anche ai comparti dell’editoria libraria, della produzione discografica e dei servizi museali e mostre temporanee;
• Il prolungamento della durata dei provvedimenti sia per la cassa integrazione, sia per le sospensioni contributive e dei tributi;
• Destinare parte del 10% dei compensi incassati dalla SIAE per “copia privata” anche ai produttori;
• Misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali per scongiurare il rischio che i cambiamenti di comportamento di consumo contingenti diventino strutturali al termine dell’emergenza. Al momento risulta fondamentale inserire nuovamente i beni di consumo culturali in formato fisico nella lista dei beni di prima necessità e quindi reperibili almeno attraverso le spedizioni via corriere.

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Emergenza coronavirus e approvvigionamento delle materie prime per il settore agroalimentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

ASSALZOO, l’Associazione nazionale tra i Produttori di Alimenti zootecnici, tenuto conto che il nostro Paese è fortemente dipendente dall’estero per le materie prime per le produzioni alimentari e mangimistiche, chiede al Governo e alle Autorità competenti di riservare la massima attenzione al problema degli approvvigionamenti di tali materie prime che possono derivare in conseguenza di misure cautelari che molti Paesi esportatori hanno preso, o intendono prendere, nei confronti dell’Italia, sconsigliando ai propri operatori di recarsi sul territorio del nostro Paese o imponendo per coloro che si recano da noi periodi di quarantena.Tra le merci per uso mangimistico per le quali potrebbero verificarsi i contraccolpi più preoccupanti si evidenziano in modo particolare i cereali e le farine proteiche, ma non soltanto.Per quanto riguarda cereali, semi oleosi e loro farine, a causa della scarsa produzione interna importiamo ogni anno oltre il 50% del nostro fabbisogno interno e nell’ultimo anno, 2019, si è registrata un’ulteriore crescita.Tale problematica, sicuramente in comune anche con altri settori dell’industria alimentare nazionale, non solo per le importazioni ma anche per le esportazioni (unico mercato in sviluppo), rischia di mettere in pericolo gli approvvigionamenti di materie prime (o quantomeno di aumentarne i costi), con particolare riguardo, soprattutto, a quelle che arrivano via terra da Paesi Europei dai quali, per esigenze logistiche, giungono prevalentemente su gomma.“Nella gestione dell’emergenza – sottolinea il Presidente di ASSALZOO Marcello Veronesi – è fermo l’impegno dell’Associazione e di tutti i mangimisti italiani nel continuare a garantire l’indispensabile fornitura di mangimi sicuri e di alta qualità ai nostri allevamenti, per garantire la produttività, la salute e il benessere degli animali allevati e quindi continuare ad assicurare la produzione di latte, carne, uova e pesce che ne derivano”.“Per tale ragione – sottolinea il Presidente Assalzoo – si chiede al Governo di mettere in atto ogni azione idonea ad evitare punti di debolezza nell’attività di approvvigionamenti di materie prime fondamentali a poter consentire la continuità produttiva delle aziende agroalimentari italiane”.

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In crisi il settore Turistico-Alberghiero Siciliano

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

Nota Ufficiale al Governo di Giuseppe Conte del Coordinatore Politico dell’Udc in Sicilia, On. Decio Terrana, affinché il Presidente del Consiglio possa intervenire con urgenza anche sulla grave crisi socio-economica che sta causando l’allarme di questi giorni sulla propagazione del “Coronavirus”.“La diffusione del Virus COVID-19 in Italia, ed adesso in tutta Europa, sta facendo gravemente crollare l’economia locale, trainata dalle strutture ricettive e di ristorazione. Migliaia sono le cancellazioni nelle nostre strutture siciliane; diversi albergatori ci contattano seriamente preoccupati di non poter più garantire nemmeno i servizi essenziali, trovandosi costretti a chiudere a giorni tutte le attività. Di certo la continua presenza dell’argomento sui Media ha anche scatenato misure preventive eccessive che, comunque, oggi si stanno dimostrando efficaci sul contenimento della diffusione dell’epidemia. E’ però passata, soprattutto all’estero, una forte preoccupazione sul rischio di pandemia in aeree del tutto sicure; le ulteriori misure decise dal Governo, per quanto necessarie, hanno portato i turisti a disdire ogni prenotazione ed evitare ogni luogo affollato. Il risultato è che gli alberghi ed i ristoranti, trovandosi meno gli incassi preventivati in questo periodo, rischiano una grave crisi che costringerà a bloccare l’attività turistica nel nostro territorio”.
Il Segretario Regionale dell’Udc invita tutti alla calma, ma vuole sollecitare il Governo a prendere misure rapide e che possano rendere meno grave la crisi in arrivo.“Siamo in continuo contatto con Federalberghi, che ha già segnalato come la situazione turistico-ricettiva sia precipitata in poche ore” – continua Decio Terrana – “così come ci stiamo già muovendo, a livello regionale, per dare un primo aiuto alle imprese in difficoltà, con la mozione presentata dai nostri Deputati Regionali Vicenzo Figuccia, Danilo Lo Giudice ed Eleonora Lo Curto per garantire quantomeno l’esenzione temporanea del versamento degli adempimenti fiscali alle Imprese coinvolte. Ma sappiamo che può essere troppo poco. Chiediamo anche che si possa sospendere la tassa di soggiorno nei luoghi turistici e che quanto accumulato possa servire per dare una prima boccata d’ossigeno alle strutture ricettive. Inoltre, riteniamo doveroso che il Governo, gestita l’emergenza sanitaria, si preoccupi adesso anche di evitare il completo crollo economico dei nostri territori con misure d’urgenza che mirino ad evitare la chiusura delle nostre attività turistico-alberghiere”.

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Crisi del settore TLC: E’ solo una crisi di profitto?

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

“Vogliamo sottolineare che la crisi delle TLC è una crisi di profitto, prodotta dalla competizione tra grandi compagnie e dalla più generale crisi che sta attraversando il modo di produzione capitalista. Una crisi che cozza con la crescita della domanda di infrastrutture TLC nei servizi pubblici, nella finanza, nel commercio, nell’industria e che l’impiego delle nuove tecnologie espanderanno ulteriormente. Se c’è una crisi, è una crisi di profitto legata alla competizione tra le Big Companies fatta a colpi di tariffe ribassate, di dumping contrattuale, di appalti al ribasso e dove l’utilizzo dell’innovazione tecnologica è rivolto esclusivamente a cogliere le occasioni di profittabilità per le aziende. Lo dimostra la disparità di copertura tra aree ritenute redditizie dalle imprese e ampie aree geografiche del paese prive di un servizio efficiente.L’interesse generale al contrario tiene insieme l’interesse dei lavoratori del settore e la domanda di copertura del servizio.Fa parte della vergognosa commedia delle parti, quella messa in scena dalle grandi compagnie e dal cliente Stato/privatizzato, che da par suo ha svenduto ai privati il servizio pubblico, liberandosi al tempo stesso dell’onere di garantire e sviluppare l’infrastruttura disegnandola sugli interessi della popolazione e non degli speculatori.È tempo che il servizio delle TLC torni sotto il controllo pubblico e che si diano garanzie ai lavoratori sottraendoli dall’avvitamento tra guerra delle tariffe, e la parallela caduta delle condizioni di impiego e di salario di decine di migliaia di lavoratori del settore, fatto di addetti al traffico, ai call center, all’istallazione, alla manutenzione, progettisti e impiegati.Per spronare tecnologia e investimenti il costo del lavoro deve aumentare, cioè deve aumentare il salario minimo per aumentare i salari lordi!Solo così è possibile sfidare le aziende a fare meglio piuttosto che provare a campare galleggiando sulla pelle dei lavoratori. E per farlo bisogna aumentare la domanda aggregata di cui i consumi delle famiglie, stagnanti per gli scarsi salari, sono componente fondamentale”. E’ quanto afferma l’Unione Sindacale di Base (Usb)

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Adyen: le tendenze nel settore dei pagamenti per il 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Ci sono importanti cambiamenti in atto nel 2020, alcuni più evidenti, altri meno. Nel frammentato panorama dei pagamenti, la sfida si giocherà sul fronte della user convenience e della customer experience, sia attraverso un incremento della sicurezza nell’utilizzo delle carte, sia offrendo innovative modalità di pagamento. Ad esempio, i servizi di pagamento, dall’online all’in-store, andranno sempre di più verso un sistema di gestione centralizzato e unificato. Ma questa è solo una delle grandi tendenze in atto. Philippe De Passorio, Country Manager di Adyen Italia, la piattaforma di pagamento scelta da aziende leader a livello mondiale, ci parla dei trend che interesseranno il settore dei pagamenti e che vedremo protagoniste durante quest’anno.L’e-commerce sta continuando ad espandersi supportando la crescita della subscription economy e dei modelli di business di piattaforme innovative. Con dati delle carte sempre più sensibili che vengono condivisi per completare i pagamenti, è necessario che tutte le parti coinvolte nel processo adottino misure di protezione delle informazioni che garantiscano il cliente. In ottica di contrasto all’aumento delle frodi, la tokenizzazione diventerà un metodo sempre più diffuso per proteggere i dati di pagamento. Nel primo semestre del 2019 sono stati registrati da parte del team Fraud and Risk Intelligence (FRI) di RSA ben 140.344 attacchi fraudolenti. Si tratta di 32 attacchi ogni ora, in forte aumento rispetto agli 86.344 degli ultimi sei mesi del 2018.
La tokenizzazione serve per proteggere il Primary Account Number (PAN) di una carta di pagamento sostituendolo con una generica stringa di numeri – un token, appunto. I token di pagamento vengono generati per ogni carta, per ogni merchant. Ciò significa che il PAN del cliente viene sostituito da un token senza essere trasmesso durante la transazione, rendendo il pagamento più sicuro. La cosa importante della tokenizzazione è che aiuta a proteggere le aziende e i clienti dal furto di dati. Infatti, anche nel caso in cui un hacker riesca a rubare i dati tokenizzati, non potrà utilizzare i token per effettuare pagamenti online, poiché non sarà in grado di collegare il token alle informazioni di pagamento archiviate in modo sicuro dal partner di pagamento. Inoltre, i network token sono costantemente aggiornati. Se la carta di pagamento cambia dopo uno smarrimento o un furto, il token può comunque essere utilizzato per pagare, garantendo la possibilità di continuare a usufruire, ad esempio, dei servizi di streaming senza la sospensione dell’abbonamento.
L’attuazione della seconda direttiva sui servizi di pagamento (PSD2) continuerà in tutta Europa nel corso del 2020, con alcune transazioni che d’ora in poi richiederanno l’autenticazione per l’acquisto. Il protocollo 3DS 2.0 utilizza tutte le funzionalità dei dispositivi mobili per creare un modo più sicuro per identificare il cliente, senza aggiungere “attrito” alla sua esperienza di acquisto.
Alcune banche dovrebbero adottare la SCA (Strong Customer Authentication) in modo graduale nel corso del 2020, mentre altre non saranno attive fino alla fine di quest’anno. Ciò è dovuto al fatto che l’Autorità bancaria europea ha annunciato un’estensione del termine di applicazione della PSD2 al 31 dicembre 2020. Persiste ancora molta incertezza fra i merchant che vogliono assicurarsi di essere in grado di supportare la nuova direttiva. Con la possibilità che i regolatori dell’UE impongano PSD2 in momenti diversi, le aziende avranno bisogno di una tecnologia in grado di applicare in modo dinamico SCA per garantire che i pagamenti non vengano rifiutati a causa della sua mancanza.Il 2019 ha visto l’emissione della prima carta di credito biometrica in Gran Bretagna. Ebbene, aspettatevi nel 2020 ancora più innovazioni di questo tipo nel settore dei pagamenti. La sicurezza biometrica è già molto radicata nella nostra vita di tutti i giorni. Basti pensare agli smartphone che si sbloccano attraverso il riconoscimento facciale o la scansione delle impronte digitali. Poiché i fornitori di servizi di pagamento cercano di aumentare la sicurezza, sia in risposta alle normative PSD2 che alla crescente sofisticazione delle strategie di frode, i dati biometrici diventeranno uno strumento incredibilmente importante per gli acquisti. Oltre all’Europa e al Regno Unito, anche le banche australiane e brasiliane stanno entrando a far parte di 3DS 2.0, in vista della disattivazione di 3DS 1.0 nei prossimi anni.Le transazioni tramite 3D Secure 2 prevedono già sistemi di autenticazione biometrica come l’impronta digitale, il riconoscimento vocale o facciale. Inoltre, 3DS 2.0 può utilizzare i dati raccolti in fase di checkout per autenticare una transazione senza intervento da parte del cliente, con il risultato di offrire un’esperienza di pagamento migliore per le transazioni mobile che richiedono un’autenticazione forte.Dunque, aspettatevi di vedere le vostre caratteristiche personali (impronta, viso, voce…) diventare sempre più una modalità sicura di pagamento, sempre più utilizzata da banche e merchant che si impegnano ad intensificare la lotta contro i truffatori.Il panorama dei pagamenti avanza rapidamente per supportare clienti sempre più connessi che utilizzano dispositivi mobile intelligenti. Chioschi self-service nei ristoranti con servizio rapido, inventari senza limiti nei negozi, app che possono diventare una key card di un hotel o il mezzo per prenotare e pagare un pernottamento. Tutte queste esperienze offrono possibilità incredibili di migliorare la vita dei clienti e forniscono livelli senza precedenti di dati e insight per le aziende. Assicuratevi che il vostro payments stack sia pronto per il 2020, per offrire le esperienze che i vostri clienti meritano.

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Settore carta: Fedrigoni acquisisce Ritrama

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

Fedrigoni S.p.A., gruppo leader in Italia e in Europa nella produzione di carte speciali, prodotti ad alto valore aggiunto per packaging e grafica ed etichette autoadesive. Pressure Sensitive Labels, ha sottoscritto il contratto di acquisizione del gruppo Ritrama, multinazionale italiana di prodotti autoadesivi con siti produttivi in Italia, Spagna, Regno Unito, Cile e Cina. La famiglia Rink, fondatrice del gruppo Ritrama, manterrà la proprietà e la gestione del business di Ritrama in Nord America, continuando la collaborazione commerciale con il resto del Gruppo. Con questa acquisizione, la seconda dall’ingresso di Bain Capital nel capitale del Gruppo, Fedrigoni rafforza la sua posizione di top player in Europa nel settore Pressure Sensitive Labels (dove opera attraverso i brand Arconvert e Manter), unendo la propria eccellenza nelle etichette per il vino, in cui è secondo produttore globale, per il food, l’household e la logistica, all’alta tecnologia applicata ai film adesivi di Ritrama, uno dei principali produttori mondiali per usi pharma, beverages e personal care. Ritrama, attraverso le divisioni graphics e industrial, integra l’offerta del Gruppo Fedrigoni in tali mercati di riferimento.
Nasce dunque un grande player globale nel settore Pressure Sensitive Labels, dove il cliente può trovare ogni soluzione per le etichette autoadesive, sia ad alto contenuto tecnologico che estetico, con un’offerta estremamente capillare e diversificata.
“I business di Arconvert e di Ritrama sono in forte sinergia – conferma Marco Nespolo, amministratore delegato di Gruppo Fedrigoni – operano entrambi con ottimi risultati su mercati in gran parte complementari, Arconvert con un’alta specializzazione nelle etichette autoadesive realizzate con carte speciali, Ritrama con un maggiore expertise nella produzione dei film plastici autoadesivi”.
“La nostra divisione Pressure Sensitive Labels, che sta già registrando performance molto positive, sarà ora più grande, completa e competitiva – prosegue Nespolo – in un mercato in continua crescita in tutti i settori di sbocco e tutte le geografie, a livello mondiale. Ritrama ha un DNA sano, italiano e di vocazione internazionale, come il Gruppo Fedrigoni”.
Ritrama ha registrato ricavi di circa 400 milioni di euro al 31 Dicembre 2018 che si aggiungeranno ai circa 1,2 miliardi di euro di ricavi del Gruppo Fedrigoni nello stesso periodo; a seguito dell’operazione, il fatturato del Gruppo Fedrigoni raggiungerà circa 1,6 miliardi di euro, posizionandolo tra i big mondiali del settore carte speciali per packaging e Pressure Sensitive Labels. Il closing della transazione è previsto per il primo trimestre 2020 ed è soggetto al perfezionamento di determinate condizioni sospensive.
Nell’operazione Ritrama si è avvalsa del supporto di Tamburi Investment Partners quale advisor finanziario, Martinez & Novebaci quale advisor legale e LED Taxand per gli aspetti fiscali. Il Gruppo Fedrigoni si è avvalso del supporto di Rothschild & Co in qualità di advisor finanziario, Latham & Watkins quale advisor legale M&A, Pirola Pennuto Zei e PwC per gli aspetti fiscali e finanziari, BCG per quelli di strategia commerciale, Kirkland & Ellis International LLP per quanto riguarda il finanziamento dell’operazione e Golder per health, safety and environment.

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