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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘settore’

Agricoltura: Rilanciare il settore

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Solo un dibattito inclusivo e un confronto continuo può rilanciare l’agricoltura e favorire il superamento della crisi economica – dichiara Andrea Michele Tiso. Per questo guardiamo con favore alla proposta di un forum permanente che coinvolga gli operatori della filiera agroalimentare, dalle aziende agricole fino a quelle che si occupano di logistica e commercio. Per avere successo, una simile iniziativa deve però includere tutte le realtà attive nel settore agroalimentare. Senza una rappresentanza capillare e un accesso allargato, il forum non può rispecchiare le reali esigenze del settore primario né farsi promotore di proposte davvero innovative.Il settore agroalimentare italiano è molto variegato. Accanto ai grandi operatori, ci sono migliaia di piccole e medie aziende che hanno bisogno di strumenti e misure ad hoc per restare sul mercato – continua Tiso. Sono queste ultime a costituire il vero tessuto produttivo della nostra agricoltura e a custodire il potenziale per cambiare le regole del gioco, dando il via a una rivoluzione verde. Per questo è importante che la loro voce sia ascoltata. Se il Green New Deal riscuote un consenso unanime, sulle modalità della sua realizzazione non mancano le divergenze. Crediamo che l’innovazione debba giocare un ruolo importante, ma siamo anche convinti che un’agricoltura verde non possa ignorare i possibili pericoli e le incognite di tecnologie molto invasive, come per esempio gli Ogm. Un deciso cambiamento di rotta è necessario a livello europeo per passare da un’agricoltura intensiva a metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente. Se il forum permanente vedrà la luce, ci auguriamo quindi che la svolta agroecologica sia in cima alla sua agenda.

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Il settore musicale può andare avanti con regole chiare e concordate

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Siamo nel pieno di un’estate diversa, di certo impegnativa, un’estate che abbiamo dovuto immaginare in un momento in cui quasi nessuno pensava fosse possibile. E invece ci siamo fatti trovare pronti a ripartire, non solo per garantire il diritto al lavoro di tantissime maestranze, ma anche per tornare a offrire momenti di socialità e di gioia, emozioni che insieme al pubblico abbiamo condiviso in sicurezza, rispettando le regole che ci erano state date. Non siamo stati gli unici e siamo felici di vedere che il mondo della musica sia riuscito a non fermarsi del tutto, a trovare soluzioni lì dove pochi mesi fa si intravedevano solo enormi e gravi problemi. Questa è senza dubbio la nostra forza. Siamo abituati a gestire i flussi di pubblico, fa parte del nostro lavoro, sappiamo come farlo. La sicurezza è uno dei tanti standard che ci vengono richiesti, non solo in tempi di pandemia. Il pubblico, al contrario di quello che è successo nelle discoteche, in questo ci ha aiutati, andando incontro a una serie di accortezze che però hanno consentito a tutti di riconquistare qualche spazio di normalità dopo i difficili mesi che abbiamo vissuto. I volti felici ed emozionati degli artisti sul palco, la gioia negli occhi del pubblico, la compostezza e l’impegno degli addetti ai lavori, il fatto che le distanze e le regole non abbiano intaccato la carica emotiva della partecipazione. Tutto questo è un capitale emotivo che ci ricorda che non siamo solo numeri, siamo una comunità che in questo momento difficile si è dimostrata solida, competente, attenta. Continueremo ad andare avanti nel rispetto delle regole, i palchi continueranno a suonare, il pubblico che ha dimostrato di essere perfettamente all’altezza dell’impegno che questo momento richiede potrà continuare a gioire e ad emozionarsi, e noi con loro. Perché questa estate è un piccolo miracolo e ne stiamo godendo tutti in egual misura, sopra e sotto il palco. Il settore potrà andare avanti se ci sarà concertazione tra le istituzioni e gli addetti ai lavori, solo questo scambio potrà garantire che di fronte a regole sostenibili gli operatori e il pubblico possano fare la loro parte e la musica non si fermi.

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Settore armatoriale: misure urgenti per il sostegno e il rilancio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2020

In particolare, l’articolo 88 del Decreto recepisce quanto richiesto da Confitarma per dare un sostegno economico tangibile alle imprese armatoriali che operano con navi iscritte nei registri nazionali adibite ad attività di cabotaggio, anche crocieristico, bunkeraggio, nonché a deposito ed assistenza alle piattaforme petrolifere nazionali. Seppure limitata nel tempo, dal 1° agosto al 31 dicembre 2020, tale disposizione che estende l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali previsti
dalla legge n.30 del 1998 alle navi iscritte nel primo registro è di portata storica per il comparto. Infatti, da ormai un decennio tali unità non beneficiano di sgravi contributivi e le imprese che le operano stanno quindi soffrendo con particolare intensità la crisi attuale. L’articolo 89 contiene una prima risposta del Governo alla richiesta dell’armamento di colmare l’assenza nei precedenti provvedimenti di specifiche misure di sostegno al settore del trasporto passeggeri via mare che ha subito, e continua a subire, gli effetti dei provvedimenti delle Autorità nazionali ed internazionali per il contenimento dell’epidemia. In particolare, la misura istituisce un fondo con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro per l’anno 2020, destinato a compensare la riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri trasportati nel periodo dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020 rispetto alla media dei ricavi registrata nel medesimo periodo del precedente biennio. L’efficacia della norma è comunque subordinata all’autorizzazione della Commissione europea che dovrà valutarne la compatibilità con il quadro normativo in materia di aiuti di stato ammissibili. Infine, l’articolo 38, su esplicita sollecitazione di Confitarma, prevede la proroga di un anno – fino al 30 giugno 2021 – della deroga che consente l’impiego di guardie giurate a bordo delle navi italiane, in
assenza dei corsi teorico-pratici, consentendo la protezione armata dei nostri equipaggi nelle aree a rischio pirateria.
“È stato un periodo molto intenso, sia per le nostre imprese che per l’Associazione – afferma Mario Mattioli, presidente di Confitarma – Negli ultimi sei mesi la Confederazione ha lavorato incessantemente per raggiungere importanti obiettivi per l’armamento, quali la ripartenza graduale e responsabile delle crociere, un sostegno tangibile al primo registro e al settore passeggeri, la sicurezza e l’avvicendamento dei nostri equipaggi, nonché’ lo sblocco ove possibile della macchina burocratica
al fine di non compromettere la competitività della flotta nazionale. Sappiamo che non è ancora finita e che sono molti i temi e le sfide che ci attendono. Alla ripresa dei lavori parlamentari monitoreremo attentamente l’iter di conversione del Decreto
Agosto, già efficace dal 15 agosto, che presumibilmente subirà modifiche ed integrazioni. Parimenti seguiremo, con il consueto spirito di collaborazione ed interazione con le Amministrazioni competenti, l’adozione dei decreti attuativi anche al fine di una pronta e corretta attuazione delle misure, evitando distorsioni concorrenziali e iniquità nei servizi di continuità territoriale. Da ultimo, speriamo possa essere accolta la nostra forte richiesta affinché, nel corso dell’iter di conversione del Decreto “Semplificazioni”, vengano inserite le prime urgenti misure di deburocratizzazione delle più obsolete normative e procedure marittime”.

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“Il settore agroalimentare rimetta al centro la ricerca e l’innovazione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

ASSALZOO condivide la riflessione contenuta nella lettera sul valore della ricerca e sul ruolo che la comunità scientifica può svolgere in collaborazione con il legislatore per assicurare un futuro più prospero al settore agroalimentare italiano. La pandemia di CoVid-19 ha nuovamente messo al centro del dibattito pubblico la scienza, riassegnandole il ruolo che le spetta, ovvero quello di risorsa al servizio dei decisori politici.Il messaggio di Aissa, sottoscritto dai presidenti delle ventidue società scientifiche affiliate e dai componenti del Consiglio di Presidenza, individua diversi profili di criticità in relazione ai quali anche ASSALZOO ha manifestato nel recente passato le stesse preoccupazioni.Sono anni ormai che l’Italia ha perso terreno nei confronti degli altri Stati più avanzati, sia europei che extraeuropei, in termini di competitività delle produzioni agricole. Un gap tecnologico che può essere colmato solo potenziando l’innovazione e la ricerca, come spiega Aissa. Grazie alle ultime conquiste della scienza, come ad esempio le nuove biotecnologie, si possono rinnovare processi e prodotti, aumentare la sostenibilità con benefici soprattutto a livello ambientale, ridurre i costi di produzione, riorganizzare le filiere, financo tutelare il Made in Italy e le produzioni tradizionali del nostro Paese.L’integrazione dell’innovazione nei sistemi produttivi può inoltre dare un contributo determinante a una più razionale gestione delle risorse disponibili, riducendo gli sprechi e implementando modelli di economia circolare, di cui l’industria mangimistica è pioniera per vocazione attraverso l’impiego in alimentazione animale di tantissimi co-prodotti dell’industria alimentare.L’iniziativa di Aissa coincide, inoltre, con un momento particolare per il settore agroalimentare dell’UE, che deve affrontare due dossier chiave: una PAC fortemente influenzata dal Green Deal e dalla strategia Farm to Fork, e l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund. L’Italia si presenta con un sistema primario in affanno, che nel corso dell’emergenza ha manifestato tutte le sue criticità. Un settore con output domestico in calo e dipendente dall’estero per l’approvvigionamento di materie prime per circa il 60% del fabbisogno interno. Un gap per colmare il quale non è possibile fare a meno dell’innovazione che la ricerca scientifica può mettere a disposizione. ASSALZOO, pertanto, appoggia con forza e convinzione l’appello di Aissa di sostenere la ricerca per il recupero, strategico, della produzione primaria nazionale.

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Nuovo progetto per sostenere il settore del Made in Italy

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2020

L’iniziativa “Fabbrica diffusa” mira ad aggregare tutte le stampanti 3D presenti in Italia e utilizzarle per rilanciare l’artigianato locale, creando a tutti gli effetti una fabbrica “diffusa” e decentralizzata, libera da intermediazione, in grado di rappresentare un’alternativa all’industria tradizionale, abbattere i costi e rendere sempre più hi-tech e innovativo il processo di produzione.
In sostanza grazie a questo progetto chiunque può trasformarsi in un artigiano e stampare in 3D prodotti, componenti e accessori in modo del tutto autonomo, senza ricorrere a terzi e con un sensibile abbattimento dei costi, producendo solo le quantità di cui si ha effettivamente bisogno e personalizzando al massimo le proprie creazioni – spiega VISIONARI – L’unione tra genio italiano e tecnologia della stampa consente oggi di rivoluzionare i modelli produttivi e trovare soluzioni immediate per sostituire prodotti e componenti di importazione estera, combattere l’obsolescenza programmata e ridare vita all’artigianato, creando opportunità di lavoro sostenibile, a basso costo e nel rispetto dell’ambiente.Un esperimento già collaudato con successo con il progetto “Visionari MakeIt” che ha consentito la realizzazione grazie alla stampa 3D di visiere protettive donate a Croce Rossa, ospedali, strutture sanitarie e commercianti come validi dispositivi anti-Covid.La community di VISIONARI ha organizzato un evento online per spiegare i dettagli della nuova iniziativa e illustrare a imprese, stampatori, partner e partecipanti come produrre oggetti stampati 3D su scala, dimostrando la possibilità di creare oggi, in Italia, un’impresa totalmente dislocata e decentralizzata.L’incontro si svolgerà oggi 23 luglio alle ore 21 sulla piattaforma Zoom e in diretta Facebook; i Makers stamperanno tutti insieme e contemporaneamente lo stesso oggetto, a partire da plastica proveniente da fonti rinnovabili. All’incontro virtuale parteciperanno esperti del settore per dibattere delle questioni più rilevanti (autorizzazioni, sostenibilità, brevetti e start up): Davide Casalini, Gianni Girotto, Dario Tamburrano e Angelo Consoli.Per info e dettagli https://www.eventbrite.it/e/biglietti-visionari-makeit-la-prima-fabbrica-distribuita-113520246112

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Crisi del settore del banqueting e del catering

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Un intervento normativo che riconosca lo stato di crisi del settore del banqueting e del catering che alimenta un giro di affari annuo pari a circa 2 miliardi e 200 milioni di euro di fatturato ed è parte fondamentale del sistema turistico italiano, con oltre 2.200 imprenditori che operano su tutto il territorio nazionale e circa 100mila addetti di cui 13.500 con contratto a tempo determinato. E’ la richiesta congiunta rivolta al Governo contenuta in Avviso Comune condiviso dalle parti sociali della contrattazione nazionale di settore, i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e l’associazione imprenditoriale Fipe Confcommercio. Le parti sollecitano la proroga in continuità del Fondo di Integrazione Salariale fino al 31 dicembre 2020 per il sostegno al reddito dei lavoratori, con rifinanziamento delle misure, con semplificazione delle procedure e con tempi di erogazione certi e rapidi. E ancora interventi economici e fiscali, anche in riferimento al cuneo fiscale, volti a supportare la continuità dell’attività imprenditoriale, quale strategia fondamentale per consentire la conservazione del tessuto aziendale esistente e fattore determinante per mantenere nel tempo, anche dopo la fase emergenziale, l’occupazione.
«L’intero settore turistico italiano ha subito e sta subendo i drammatici riflessi economici della grave situazione causata dalla pandemia da Covid-19 con perdite stimate di fatturato dell’80% anche considerata l’impossibilità di prevedere una ripresa certa delle attività in tempi rapidi» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Fabrizio Ferrari sottolineando anche «le pesanti ripercussioni su tutta la filiera di migliaia di piccole e medie aziende dell’indotto generato dal comparto turistico che quest’anno subiranno gravi perdite a causa della pandemia». «Tutto questo rischia di compromettere la tenuta delle attività di impresa e dei livelli occupazionali, con le immaginabili conseguenze in termini di costo sociale, di perdita delle professionalità faticosamente costruite e di ulteriore calo dei consumi» ha aggiunto il segretario generale della categoria cislina Davide Guarini. «I provvedimenti del Governo fin qui adottati – ha concluso – rischiano di rivelarsi insufficienti. Sono necessarie misure a lungo termine che accompagnino il settore verso l’auspicata ripresa a pieno regime delle attività».

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“Manifattura made in Italy: idee e progetti per il rilancio del settore”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Senaf e il Gruppo Editoriale Tecniche Nuove inaugurano un ciclo di digital talk per essere sempre al fianco delle imprese, in un percorso virtuale che culminerà nell’appuntamento con MECSPE, la principale fiera in Italia dedicata all’industria manifatturiera e alle tecnologie per l’innovazione, in programma a Fiere di Parma dal 29 al 31 ottobre 2020. Occasioni di dibattito e confronto tra le più importanti associazioni di categoria, imprese e realtà del settore, in questo particolare momento di rilancio del Sistema Italia, all’indomani del Piano Colao 2020-2022 e del Piano Transizione 4.0, che ha previsto 7 miliardi di euro per incentivare e supportare la competitività delle nostre imprese e valorizzare il Made in Italy.Il primo appuntamento dal titolo “Manifattura made in Italy: idee e progetti per il rilancio del settore”, si è svolto lo scorso 10 giugno online e ha visto la partecipazione di Ivo Nardella, Presidente Gruppo Tecniche Nuove, Alberto Dal Poz, Presidente di Federmeccanica, Luca Manuelli, Presidente CFI, Cluster Fabbrica Intelligente, Roberto Zani, Presidente CNA Produzione, Paolo Rolandi, Presidente Nazionale Federazione Meccanica Confartigianato, con la moderazione di Alessandro Garnero, Direttore Editoriale Divisione Manufacturing Gruppo Tecniche Nuove. Gli ospiti sono intervenuti in un dialogo comune su ricerca e sviluppo, digitalizzazione e innovazione tecnologica, per trovare soluzioni e risposte utili alla ripresa della manifattura 4.0 nello scenario attuale e del prossimo futuro.
I virtual talk di MECSPE e Tecniche Nuove al fianco di imprese e associazioni dell’industria manifatturiera s’inseriscono nell’ampio programma digitale che accompagnerà il pubblico fino alla manifestazione fieristica, prevista a Fiere di Parma, dal 29 al 31 ottobre 2020. Una diciannovesima edizione che è pronta a riaccendere i motori all’insegna della sicurezza e della tutela dei visitatori, dello staff e degli oltre 1.600 espositori che hanno confermato ad oggi la propria presenza. Senaf, infatti, in collaborazione con Fiere di Parma, ha previsto lo sviluppo di un protocollo di sicurezza, ideato sulla base delle diverse esigenze delle persone coinvolte, per prevenire ogni possibile occasione di contagio.Il percorso digitale dei prossimi mesi, inoltre, potrà contare su un’importante grande novità disponibile nella 3 giorni di Parma: la Fiera Virtuale. Una piattaforma online che sarà affiancata allo svolgimento della fiera fisica, permettendo agli utenti di accedere alla manifestazione anche da remoto. Questa piccola, ma significativa rivoluzione, garantirà agli espositori di raggiungere un numero di contatti almeno equivalente alle passate edizioni, riuscendo a creare matching e ad accedere ai lead di tutte le persone interessate ai propri prodotti.

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Settore dei trasporti per vie navigabili dell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Il 5 giugno, il Consiglio dei ministri dei trasporti ha adottato le sue conclusioni su “Settore dei trasporti per vie navigabili dell’UE – Prospettive future: verso un settore dei trasporti per vie navigabili dell’UE neutro in termini di emissioni di Co2, senza incidenti, automatizzato e competitivo”. Questa decisione approva la Dichiarazione di Opatija adottata a livello politico l’11 marzo 2020.
Tuttavia, i progressi verso tale visione si sono arrestati dall’inizio della pandemia di COVID-19, che ha colpito l’intera industria marittima in Europa e nel resto del mondo. Nonostante le varie difficoltà che la crisi ha creato, come la mancanza di cambiamenti dell’equipaggio e problemi di liquidità, le aziende e i dipendenti continuano a lavorare per garantire che le catene di approvvigionamento rimangano in funzione. Le conclusioni del Consiglio hanno inoltre messo in luce il lavoro essenziale svolto dai marittimi per mantenere funzionanti le linee di approvvigionamento, compreso il loro diritto a un trattamento equo. L’ECSA, insieme ad altri partner e istituzioni europei e internazionali, sta fortemente sollecitando i governi a designare i lavoratori marittimi come lavoratori chiave in modo da garantire che possano avvenire i cambi di equipaggio e che i diritti dei marittimi siano rispettati. L’assistenza dell’equipaggio è fondamentale per la salute, la sicurezza e il benessere dei lavoratori marittimi e il corretto funzionamento delle linee di approvvigionamento marittimo.

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Tutela del design nel settore dei prezzi di ricambio automotive

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Nella lunga guerra tra ricambisti indipendenti e case automobilistiche si è conclusa questa settimana una ennesima battaglia a favore di queste ultime.Il Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, ha infatti accertato la violazione dei diritti di esclusiva di Volkswagen ad opera della società campana Acacia, che produceva e commercializzava cerchioni dalle caratteristiche morfologiche molto simili a quelle registrate dal gruppo tedesco, trincerandosi dietro la difesa della c.d. clausola di riparazione. Quella relativa all’applicazione della clausola di riparazione, c.d. match-fit, (art.124 CPI) che in via di eccezione consente di riprodurre l’aspetto esteriore di un pezzo di ricambio, identico a quello originario e tutelato come design, è una questione giuridica con enormi riflessi economici che si trascina da tempo. La Direttiva sul design (direttiva 98/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 ottobre 1998) infatti non ha risolto il contrasto tra case automobilistiche, che pretendevano di avere il monopolio sui pezzi di ricambio, e i ricambisti indipendenti, i quali invece invocavano la libera concorrenza. In attesa di una normativa ad hoc che disciplinasse la materia, mai arrivata, è stata varata quella norma. Secondo tale regola la proprietaria dei modelli di cerchioni automobilistici non può azionare i propri diritti di monopolio contro i produttori di cerchioni identici, se questi ultimi sono utilizzati allo scopo di consentire la riparazione del prodotto complesso (automobile): la produzione di cerchi replica è legittimata dalla norma, purché essi vengano prodotti e venduti solo allo scopo di ripristinarne l’aspetto originario del veicolo, ad esempio nel caso di rottura o furto dei cerchioni originali. L’Avv. Niccolò Ferretti, responsabile del dipartimento di Proprietà Intellettuale dello Studio Nunziante Magrone (www.nunziantemagrone.it) così commenta la decisione del Tribunale: “La pronuncia del Tribunale di Milano rappresenta un importante monito per tutte quelle imprese che intendono abusare della clausola di riparazione per giustificare la commercializzazione di repliche prodotte e vendute al di fuori dei limiti imposti dal legislatore. Se, infatti, da un lato, è sacrosanta la tutela degli interessi e diritti dei consumatori a poter sostituire pezzi di ricambio sinistrati o sottratti con repliche a basso costo, dall’altro, tuttavia, è altrettanto doveroso contenere tale facoltà nei precisi confini imposti dalla norma, onde evitare che si traduca in un comodo alibi affinché i produttori di ricambi indipendenti immettano sul mercato a loro piacimento vere e proprie contraffazioni”.Dopo avere inibito alla società Acacia la produzione e commercializzazione dei cerchioni in questione, imponendo anche il ritiro dal mercato dei pezzi già venduti e la pubblicazione del provvedimento su un quotidiano e una rivista di settore, i Giudici milanesi hanno rimesso la causa sul ruolo per la quantificazione del danno patito da Volkswagen in funzione della condotta illegittima della controparte.

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Settore carta, risultati finanziari

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Fedrigoni, gruppo italiano leader in Europa nella produzione di carte speciali per packaging, etichette autoadesive, stampa e sicurezza, ha chiuso il primo trimestre 2020 con un margine operativo di 45,7 milioni di euro (+1,1% rispetto a marzo 2019, a perimetro costante), cifra che include la neo-acquisita Ritrama, nonostante i ricavi si siano fermati a 374,2 milioni di euro (-7,9%) a causa del generale calo di domanda, che ha riguardato anche la carta, determinato dal lockdown e dalla chiusura di molte attività in seguito all’emergenza Covid19.“Nonostante il momento non favorevole, dunque, stiamo beneficiando delle azioni di trasformazione messe in campo nell’ultimo anno – continua Nespolo – che vanno dal potenziamento del management team allo sviluppo di prodotti sempre più performanti ed ecologici, dalle acquisizioni agli investimenti in tecnologia, dalla revisione dei prezzi e dei costi allo scouting di nuovi mercati. Tutte azioni che ci hanno consentito di aumentare i margini operativi pur in presenza di un calo nel fatturato. L’emergenza Covid ci ha imposto delle manovre correttive, ma non ci farà deviare dal piano di sviluppo e dalle iniziative strategiche che abbiamo definito per proseguire nella crescita del Gruppo”.Il 2019, infatti, si è chiuso con ottimi risultati: 1.171,4 milioni di euro di fatturato (senza Ritrama, ancora non formalmente acquisita), in linea con l’anno precedente ma con un Adjusted Ebitda di 162,7 milioni di euro (+18,7% a perimetro costante) determinato dalle buone performance delle etichette autoadesive, cresciute in ricavi (391 milioni di euro, +4,2%) e volumi, e dai margini operativi in aumento della carta nonostante il fatturato stabile, che ha compensato il calo, peraltro previsto, del settore banconote, la cui complessa natura lo rende l’anello meno dinamico della catena. Dal 2018 Fedrigoni è di proprietà del fondo di investimento statunitense Bain Capital, che ha impresso una notevole accelerazione allo sviluppo del Gruppo. Dopo l’acquisizione di Cordenons, produttore di carte fini e tecniche con sede a Milano e due stabilimenti a Trento e Pordenone, nel 2019 è stata la volta di Ritrama, multinazionale italiana di prodotti autoadesivi con siti produttivi in Italia, Spagna, Regno Unito, Cile e Cina.Due tasselli importanti per i piani di sviluppo di Fedrigoni, che vuole crescere acquisendo realtà interessanti a completamento dell’offerta, conquistando nuovi mercati e aree geografiche e sviluppando nuove proposte in segmenti ad alto valore aggiunto dove già è leader, come il packaging per i brand di lusso di moda e cosmesi e le etichette per l’industria enologica, sempre mantenendo una forte impronta ecologica, culturale e di attenzione alla sostenibilità.

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Come mantenere i nervi saldi nel lungo periodo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

A cura di Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. La volatilità sembra non dare scampo: con la diffusione dell’epidemia di coronavirus, i mercati globali stanno registrando perdite snervanti. A ciò si aggiungono le implicazioni sociali e sanitarie della pandemia e le turbolenze nel settore petrolifero. Ci sono tutti gli ingredienti per una notevole incertezza. Per i mercati, gli iniziali timori riguardo alle interruzioni dell’attività produttiva e dell’offerta si sono trasformati in una profonda apprensione per una chiusura economica prolungata. “Vi saranno gravi ripercussioni per l’economia statunitense”, afferma Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. In questo flusso di informazioni talvolta contraddittorie, il messaggio che continuiamo a sentire è che bisogna mantenere salda la rotta, perché i mercati sono destinati presto o tardi a recuperare terreno, come hanno fatto ripetutamente in passato. Si tratta a nostro avviso di un ottimo consiglio. Essenzialmente, però, viene chiesto di non far nulla, di star fermi ad aspettare. Per molti può essere difficile, specialmente se i saldi dei conti diminuiscono e se le speranze di una buona pensione sembrano evaporare.Ci sono comunque, buoni motivi per essere pazienti e mantenere la rotta. Tuttavia, suggeriamo anche una cosa da fare, ossia cogliere questa opportunità per verificare i propri obiettivi di lungo periodo e consolidare la relazione con il proprio consulente finanziario.
Facciamo un passo indietro. Molto probabilmente, la prima volta che qualcuno ha incontrato il proprio consulente finanziario per pianificare le proprie finanze, i mercati non erano in crisi. Se poi si ha iniziato a investire negli ultimi 10 anni, non si sono mai dovuti affrontare una volatilità e perdite così pronunciate come quelle osservate attualmente. Il consulente, invece, avrà plausibilmente già vissuto una situazione analoga, e per chi investe in un’ottica di lungo periodo è plausibile che ci si possa trovare ad affrontare uno o più di questi cicli di mercato completi – dal massimo al minimo e viceversa – prima di andare in pensione.Un confronto con il proprio consulente chiarirà i possibili effetti dei cicli di mercato, di come questi siano incorporati nelle strategie a lungo termine che propone e quali siano le implicazioni di tutto ciò per il proprio specifico portafoglio. Forse ci sarà bisogno di qualche piccolo aggiustamento, ma se la strategia è stata realmente ideata in un’ottica di lungo periodo, è probabile che sia in grado di aiutare a superare battute d’arresto temporanee come quella che stiamo vivendo.
La volatilità può indurre nella tentazione di adottare strategie di market timing. Disinvestire è facile. Rientrare sul mercato al momento giusto è quasi impossibile. Perdere i giorni migliori in termini di performance significa rinunciare a una parte significativa del rendimento totale a lungo termine del mercato. Prevediamo che nell’immediato i mercati continueranno a evidenziare un andamento volatile e che i rischi e le fluttuazioni a breve termine potrebbero proseguire per il resto dell’anno.

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Ridare nuovo slancio al settore apistico

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Oggi è vittima degli avversi eventi meteorologici delle ultime stagioni e del coleottero Aethina tumida che ne hanno causato ingenti danni. È questo l’obiettivo del decreto, previsto sin dalla legge di Bilancio 2019, con cui il Ministero delle Politiche Agricole si accinge a stanziare 2 milioni di euro per la tutela del miele made in Italy. Le risorse saranno destinate al finanziamento di tre tipologie di progetti: ricerca e sperimentazione per il miglioramento della produzione; composizione di prodotti assicurativi per la gestione sostenibile del rischio nel settore; promozione istituzionale finalizzata alla valorizzazione del miele come alimento naturale, attraverso la divulgazione di conoscenze sulle sue caratteristiche nutrizionali, scientifiche e organolettiche. “Gli importanti risvolti dell’attività apistica sono innegabili – ha dichiarato il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, nel corso di una interrogazione parlamentare in Senato – dall’impollinazione di colture agricole e forestali alla conservazione delle specie selvatiche sino al monitoraggio ambientale. Per questo, accanto ai programmi di sostegno Apenet e Beenet e alla norma del 2004 sulla disciplina dell’apicoltura, siamo al lavoro per ovviare alle conseguenze degli andamenti climatici particolarmente avversi degli ultimi anni. Il comparto apistico nazionale ha, infatti, necessariamente bisogno di un rilancio, a maggior ragione a fronte di questo periodo d’emergenza sanitaria Covid-19. In Italia ci sono circa 56.000 apicoltori, con 1,5 milioni di alveari e una produzione annua pari a 23.000 tonnellate concentrate per lo più nelle regioni del Nord, che ci collocano al quarto posto tra i Paesi Ue. Gli interventi che verranno sostenuti – spiega Giuseppe L’Abbate – mirano a fronteggiare due grandi criticità che rischiano di inficiare la crescita professionale, produttiva ed economica perseguita in questi anni: il ristagno delle quotazioni del mercato con prospettive di crisi strutturale ma soprattutto le cadute verticali della produzione, correlate per lo più agli eventi meteorologici estremi da imputarsi al cambiamento climatico e alla combinazione di questi ultimi con altri fattori inerenti le patologie delle api e l’impatto ambientale”.?

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Impatti negativi sul clima del settore della finanza italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

In contemporanea con l’Assemblea dei soci di Intesa Sanpaolo, Greenpeace Italia e Re:Common lanciano un nuovo studio che analizza gli impatti negativi sul clima del settore della finanza italiana. Nel report “Finanza fossile”, le due organizzazioni mostrano infatti nel dettaglio il ruolo che le più grandi banche, le compagnie assicurative e i fondi di investimento italiani hanno nel peggioramento dell’emergenza climatica.Nel 2019, la finanza italiana ha causato 90 milioni di tonnellate di CO2, più delle emissioni dell’intera Austria in un anno. Le due maggiori banche italiane, Intesa Sanpaolo e UniCredit, sono responsabili di oltre 75 milioni di tonnellate di CO2, e si pongono al vertice di questa non invidiabile classifica.«La crisi sanitaria che stiamo vivendo ci insegna a dare ascolto alla scienza, un concetto che si deve estendere al contrasto alla crisi climatica in corso», dichiara Luca Iacoboni, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Proprio la comunità scientifica dice chiaramente da tempo che dobbiamo smettere di bruciare gas, petrolio e carbone per limitare le peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici. Anche banche e assicurazioni dovrebbero dare il proprio necessario apporto alla lotta all’emergenza climatica, eppure fino a oggi hanno solo contribuito ad aggravare la situazione, nascondendosi dietro operazioni di puro greenwashing».
Come emerge dai dati dello studio, Intesa Sanpaolo e UniCredit sono insieme responsabili dell’equivalente di quattro volte il volume di emissioni di tutte le centrali a carbone d’Italia. UniCredit è oggi la banca italiana con il più alto livello di emissioni (37 milioni di tonnellate di CO2), mentre Intesa è al secondo posto con 35 milioni di tonnellate. Se la scalata del gruppo torinese ad Ubi Banca dovesse andare a buon fine, Intesa balzerebbe in testa alla graduatoria.«Mentre si nascondono dietro a operazioni di facciata, istituti come Intesa Sanpaolo e UniCredit continuano a finanziare i più grandi inquinatori del Pianeta, come Eni, Shell e Gazprom», dichiara Alessandro Runci, campaigner di Re:Common. «Intesa Sanpaolo, che oggi tiene la sua Assemblea dei soci a porte chiuse e senza possibilità di partecipazione da remoto, è inoltre una delle pochissime banche in Europa a non avere ancora adottato alcuna policy sui combustibili fossili».Per le due organizzazioni, in questo momento di crisi economica è fondamentale che gli aiuti pubblici alle imprese inquinanti siano condizionati a dei piani di decarbonizzazione in linea con gli accordi di Parigi. Un criterio che dovrebbe essere adottato da tutto il settore finanziario, banche incluse. Per questa ragione Greenpeace e Re:Common chiedono a istituti bancari, compagnie assicurative e fondi di investimento di smettere immediatamente di finanziare il comparto del carbone e l’espansione di tutti i combustibili fossili.

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Subito 400 milioni per l’editoria

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

“Il settore dell’editoria ha molto sofferto nelle ultime settimane ma nello stesso tempo si è mostrato uno straordinario presidio democratico e di garanzia dell’informazione – dichiara il capogruppo di FDI in commissione Editoria, deputato Federico Mollicone, in un’intervista alla Nazione – per quanto ci riguarda abbiamo sollecitato un credito d’imposta sull’acquisto della carta, la forfetizzazione delle rese, una riforma senza oneri per lo Stato della pubblicità degli avvisi legali rendendoli obbligatori, come di altri aiuti tipo quelli previsti per le edicole e tutta la filiera distribuitiva.” “L’impegno garantito dal governo è avvenuto anche grazie allo stimolo che Fratelli d’Italia ha saputo fornire – ha continuato Mollicone – ora il governo dovrà dirci esattamente il quanto e il quando. Il sottosegretario Martella ci ha spiegato che intende far inserire le norme nel decreto Aprile, staremo a vedere.”
“Chiediamo almeno 400 milioni per il settore – ha sottolineato il deputato di Fratelli d’Italia – altrimenti rimarranno solo i grandi gruppi, le piattaforme internazionali e gli “over the top”. Inoltre, va recepita la direttiva copyright con urgenza, per garantire il diritto d’autore senza mortificare però il pluralismo.” “L’Agcom – ha concluso – deve essere una garanzia di concorrenza, ma nello stesso tempo deve proteggere il mercato dalle sue distorsioni che la contemporaneità ci chiama ad affrontare, come il web, il digitale e gli algoritmi.” (By Carlo Prosperi)

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Richiesti bonus sociali, settore idrico e rifiuti

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

L’ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, è già intervenuta con alcuni provvedimenti urgenti nel settore dell’energia, del gas, del sistema idrico integrato e dei rifiuti, per tutelare le famiglie a fronte all’emergenza Covid-19. Provvedimenti che hanno, però, carattere temporaneo. Ecco perché l’Autorità in una nota ha segnalato a Governo e Parlamento la necessità di introdurre nuovi strumenti di contenimento delle criticità che emergeranno nelle prossime settimane.
Misure che condividiamo, a maggior ragione se si considera che proprio in queste ore si decide sulle eventuali riaperture dopo il lockdown.Nel dettaglio, relativamente alle proposte sui bonus sociali, condividiamo la posizione dell’Authority che prevede il rinnovo automatico per ulteriori dodici mesi senza soluzione di continuità, ma è necessario a nostro avviso dare soluzione anche alla questione irrisolta dell’ISEE (chi deve presentare la domanda oggi si trova nella posizione assurda per cui non utilizzerà il bonus per il danno subito a causa del Covid-19, perché l’ISEE preso a riferimento è quello relativo all’anno scorso). Problema che si presenta anche in relazione alle tariffe dei rifiuti.Relativamente alle proposte avanzate nel settore Energia, siamo d’accordo con le misure previste per le PMI in tema di azzeramento degli oneri di sistema, ma è fondamentale e urgente che tali misure siano estese anche ai clienti domestici che si trovano in condizione di difficoltà.
Oltre alle giuste proposte dell’Autorità, vogliamo denunciare, però, alcuni comportamenti che richiedono una condanna urgente dell’ARERA:
– La situazione a dir poco inopportuna per cui alcune aziende di acqua, luce e gas hanno inviato agli utenti, in questa fase delicata, bollette con conguagli;
– La situazione assurda per cui in caso di richieste di rateizzazione, molte aziende rinunciano sì a chiedere gli interessi, per poi inserire in fattura 8 Euro per il piano di rateizzazione;
– Nonostante la prescrizione biennale, ancora alcune aziende inseriscono i conteggi fino al 4 e 5 anno, per poi eliminarli su richiesta degli utenti. Chiediamo che venga applicata la legge e che vengano eliminati automaticamente il 4 e 5 anno, ecc.
Si tratta di veri e propri abusi da parte delle aziende, ancor più intollerabili vista la situazione di forte difficoltà in cui si trovano le famiglie e il Paese intero.

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Ripartire puntando sul settore delle costruzioni

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2020

Per rilanciare l’economia duramente colpita dall’emergenza sanitaria del COVID-19 occorre puntare anche sul settore delle costruzioni. A chiederlo sono 24 organizzazioni rappresentative di un ampio ventaglio di settori industriali, del mondo ambientalista, accademico e della società civile in una lettera inviata oggi al Governo e al Parlamento.Nella lettera si suggerisce di intervenire su strumenti che esistono già e che possono generare effetti immediati, come ad esempio l’Ecobonus, e su strumenti che invece sono in fase di recepimento, come la Direttiva europea sul rendimento energetico degli edifici che, se correttamente trasposta nell’ordinamento normativo italiano, puo’ esercitare i propri effetti in tempi brevi.
Per quanto riguarda l’Ecobonus, i firmatari della lettera ritengono che sia utile rinforzarlo, in un’ottica di stimolo alla ripresa economica, attraverso alcuni interventi chiave. Tra questi vi sono la stabilizzazione degli incentivi almeno fino al 2025 e la premialità per le opere con la miglior combinazione tra efficacia ed efficienza.Occorre inoltre aumentare la copertura del 100% degli interventi per le famiglie. Per fare ciò, nella lettera si propone di aumentare, per interventi di riqualificazione profonda, la quota percentuale di incentivazione fiscale allineandola al valore previsto per l’attuale Bonus Facciate (90%). In alternativa, si propone di istituire un fondo per l’accesso al credito a tassi vantaggiosi delle famiglie per le ristrutturazioni energetiche, che preveda innanzitutto il coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti e del sistema bancario.I firmatari chiedono anche di riformulare il credito di imposta in modo che ai contribuenti, anche se non appartenenti alla categoria degli incapienti, sia consentito l’accesso allo strumento della cessione del credito, maturato attraverso Ecobonus o Sismabonus, agli istituti bancari. In tal senso si richiede che i crediti fiscali maturati siano considerati fuori dal debito nazionale e rientrino nelle deroghe al patto di stabilità in quanto investimenti verdi.Al fine di favorire un maggior numero di interventi, serve poi semplificare e accelerare l’apertura dei cantieri eliminando o fortemente riducendo i tributi, canoni e contributi dovuti per l’attività di costruzione o l’occupazione del suolo pubblico.
La novità più importante contenuta nella Direttiva è l’obbligo di attivare una strategia di ristrutturazione a lungo termine per de-carbonizzare il parco immobiliare entro il 2050. Per fare ciò è necessario aumentare di circa 10 volte l’attuale tasso di ristrutturazione degli edifici (attualmente pari allo 0,26%, come riporta il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima).Attraverso il recepimento della Direttiva, si legge nella lettera, l’Italia ha pertanto l’occasione di determinare numerose e durature ricadute positive in termini industriali, occupazionali ed ambientali. Perché ciò avvenga i firmatari chiedono che il Governo e il Parlamento attivino un’ambiziosa strategia di ristrutturazione a lungo termine che punti in maniera chiara alla trasformazione degli edifici esistenti in un parco immobiliare altamente efficientato, approvvigionato da fonti rinnovabili e flessibile.Si chiede inoltre di fornire strumenti di consulenza accessibili e trasparenti, come gli sportelli unici per l’efficienza energetica (one-stop-shop), affinché gli attori coinvolti abbiano accesso a informazioni corrette su come realizzare tecnicamente la transizione energetica e la decarbonizzazione degli edifici. Tra le ulteriori misure proposte dalla lettera c’è la creazione di nuovi strumenti tecnici che superino i limiti degli attestati di prestazione energetica, come un efficace Building Renovation Passport, per fornire una tabella di marcia per la ristrutturazione di ogni singolo edificio. Si chiede infine di revisionare le prassi amministrative in modo da far integrare efficacemente la legislazione dell’efficienza energetica degli edifici (in termini sia di obblighi, sia di incentivi) con la legislazione edilizia ed urbanistica vigente.La lettera è indirizzata al Presidente del Consiglio, ai Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Economia e delle Finanze, delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e ai Presidenti delle quattro commissioni parlamentari che riguardano Ambiente ed Industria.

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COVID-19 e turismo: deputati chiedono piano d’azione per aiutare il settore

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

La commissione per i trasporti e il turismo del Parlamento europeo esorta la Commissione a presentare un piano d’azione europeo per aiutare il settore del turismo a superare la crisi.I deputati hanno affermato, in un dibattito con il Commissario per il mercato interno Thierry Breton, che il settore del turismo ha bisogno di maggiore sostegno attraverso misure specifiche, finanziamenti, un maggiore coordinamento a livello europeo e una tabella di marcia mirata. La richiesta di un piano e di una strategia di ripresa, specifica per il settore, ha trovato sostegno fra i deputati di tutti gli schieramenti.Il Commissario Breton ha riconosciuto che il turismo è stato il primo settore colpito dal coronavirus e che sarà probabilmente il più lento a riprendersi dalla crisi. “Dobbiamo trovare una risposta forte”, ha spiegato Breton. “Il turismo è la nostra priorità e cerchiamo di fare il più possibile con i fondi esistenti”.Oltre a fornire sicurezza attraverso finanziamenti a breve termine, il Commissario ha affermato che il turismo dovrebbe beneficiare ampiamente anche dei piani di ripresa dalla crisi che saranno finanziati attraverso il prossimo bilancio UE a lungo termine (2021-2027). Breton sostiene l’idea di una linea di bilancio dedicata “con la profondità e la potenza di fuoco di cui abbiamo bisogno per aiutare il settore a superare questa crisi”.Il Commissario ha anche aggiunto che l’obiettivo finale è quello di riformare e reinventare il settore del turismo e ha proposto di tenere un Vertice europeo per il turismo sostenibile questo autunno.
Diversi deputati hanno chiesto maggiori certezze riguardo alle possibili restrizioni di viaggio e di movimento che potrebbero continuare nei prossimi mesi, compresi divieti di andare in spiaggia, a causa delle regole sul distanziamento sociale. Il Commissario ha spiegato che sono necessarie garanzie sufficienti per la sicurezza e la protezione, prima di poter rimettere tutto in moto. Ha aggiunto che si sta lavorando per facilitare gli spostamenti e che ci sarà più chiarezza prima dell’estate.Per quanto riguarda le questioni relative ai diritti dei passeggeri e ai voucher offerti dalle compagnie a seguito di prenotazioni cancellate, il Commissario ha assicurato che i diritti dei passeggeri rimangono protetti e che gli Stati membri hanno già la possibilità di offrire sostegno alle loro imprese turistiche.

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Occorre salvare il settore turistico

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

“Il governo intervenga al più presto per salvare tutto il settore turistico consentendo agli operatori, compresi quelli del comparto balneare, di procedere con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, insieme alle operazioni di sanificazione, nella prospettiva di poter garantire l’avvio celere delle attività”. Lo dichiara Maria Teresa Baldini, deputato di Fratelli d’Italia annunciando una interrogazione al ministro per i Beni culturali. “Con il coinvolgimento degli operatori di settore – ha aggiunto Baldini – sarebbe opportuno pianificare un progetto di turismo integrato che miri a valorizzare le aree, precedentemente a piena vocazione esclusivamente balneare o lacuale, in una configurazione territorialmente più ampia legando i tratti costieri all’entroterra. Inoltre, sarebbe opportuno ridurre l’assembramento costiero e nel contempo promuovere una piena trasversalità turistica ed enogastronomica che sappia rilanciare il comparto ed il territorio in una visione rinnovata e maggiormente funzionale delle potenzialità turistiche italiane e alle esigenze sicuramente mutate dell’utenza”.“Il turismo correlato all’acqua e alle fonti idriche, come quello termale, – conclude il deputato di FDI – è infatti uno dei settori particolarmente colpiti dalle attuali dinamiche di contenimento del virus e che quindi richiedono maggiore attenzione da parte del Governo”.

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COVID-19: PE libera oltre 3 miliardi di euro per sostenere il settore sanitario

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

Più test e sostegno per medici e infermieri per curare i malati: il Parlamento ha approvato 3,08 miliardi di euro in aiuti UE. I fondi UE sosterranno direttamente i sistemi sanitari degli Stati membri nella loro lotta contro la pandemia di coronavirus. L’iniziativa consentirà all’UE di acquistare forniture mediche urgenti, come maschere e dispositivi respiratori, attrezzature per il trasporto di materiale medico e di pazienti nelle regioni transfrontaliere, e per finanziare il reclutamento di personale sanitario supplementare, da inviare nei punti caldi dell’Unione europea, oltre ad aiutare gli Stati membri a costruire ospedali da campo mobili.Un totale di 3,08 miliardi di euro dal bilancio UE sarà incanalato principalmente attraverso lo strumento di sostegno alle emergenze (2,7 miliardi di euro) e rescEU (380 milioni di euro).Inoltre, il pacchetto include dei fondi supplementari per finanziare i voli di rimpatrio (45 milioni di euro) nell’ambito del meccanismo di protezione civile dell’UE per riunire le famiglie bloccate nei paesi terzi, per fornire maggiori risorse al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (3,6 milioni di euro), ma anche per aiutare la Grecia a far fronte alle crescenti pressioni migratorie (350 milioni di euro) e per sostenere la ricostruzione post-terremoto dell’Albania (100 milioni di euro).I deputati della commissione parlamentare per il bilancio avevano già richiesto a marzo di mobilitare i mezzi finanziari disponibili nel bilancio 2020.

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Settore viaggi: Misure adottate per far fronte all’emergenza Covid 19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Nel corso delle ultime tre settimane, la crisi è diventata sempre più grave, con oltre la metà della popolazione mondiale confinata e chiusa nelle proprie case. Ciò ha provocato un vero e proprio arresto del settore dei viaggi, della ristorazione e dell’intrattenimento, che sta influenzando notevolmente il nostro ramo. Oggi, più della metà degli hotel Accor in tutto il mondo sono chiusi, probabilmente oltre i due terzi anche nelle prossime settimane. Una buona notizia però, è la conferma del recupero del mercato alberghiero cinese con progressivi miglioramenti del tasso di occupazione e dell’attività F&B.Il repentino peggioramento della situazione ha spinto il Gruppo a intraprendere azioni drastiche in tutte le sue operazioni globali. Queste azioni sono indispensabili per limitare l’impatto negativo su guadagni e liquidità e sono necessarie per prepararsi al recupero post-crisi. In questa situazione senza precedenti, il Gruppo si trova più che mai al fianco di collaboratori, partner e comunità, fornendo loro tempo, risorse e accesso alle reti locali e internazionali del Gruppo.Sébastien Bazin, Presidente e CEO di Accor, ha commentato: “La nostra missione è accogliere, proteggere e prendersi cura degli altri. Alla luce di questa situazione di emergenza, abbiamo deciso di agire in modo immediato e significativo, nello spirito dei nostri valori e impegni. Attraverso questo gesto di grande impatto, desideriamo esprimere la nostra solidarietà e gratitudine a tutti coloro che dimostrano coraggio e altruismo durante questa crisi. A nome del consiglio di amministrazione, desidero ringraziare i principali azionisti del Gruppo. Senza di essi, il “ALL Heartist Fund” non sarebbe stato possibile. Voglio anche rendere un omaggio speciale ai team Accor di tutto il mondo. Stanno affrontando l’attuale crisi con ammirevole coraggio, dedizione e professionalità. Dato che il nostro settore sta attraversando periodi difficili, dobbiamo prendere decisioni difficili, ma Accor ha un bilancio solido che le consentirà di resistere a questa crisi e di emergere con forza durante il periodo di ripresa. Sono fiducioso che Accor riscoprirà presto la strada della crescita.”

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