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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

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Dopo anni di crisi il settore automotive registra il segno positivo

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

auto ford1Nonostante la crescita dell’economia italiana sia stata in media più lenta rispetto agli altri Paesi, negli ultimi due anni si sono registrati nel settore automotive i primi segnali di ripresa: in Italia sono aumentate le immatricolazioni di auto nuove e nel 2015 sono stati spesi ben 30,4 mld di euro per l’acquisto, +20% rispetto al 2014, e 148,1 mld di euro per sostenere i costi di gestione (-11% vs 2012). Il prezzo medio speso è di 19.096 euro, mentre calano nettamente le emissioni di CO2 (-21% negli ultimi 7 anni).
Alla luce di questi risultati, la crisi del settore automotive è dunque alle spalle? Come si sta evolvendo il mercato e cosa ci riserva il futuro? Quali sono le incognite e le opportunità?Per rispondere a queste domande, il Corporate Vehicle Observatory di Arval Italia ha realizzato il libro “Rapporto CVO: dati e analisi del settore automobilistico”, una fotografia sul comparto che ha preso in esame i dati a livello mondiale ed europeo con un focus sull’Italia. Un’analisi approfondita relativa alla produzione di veicoli, al parco circolante, al mercato dell’usato, alle emissioni, ai consumi di carburante e ai loro costi. Il rapporto analizza anche il mercato dell’auto aziendale in Italia, illustrandone il quadro fiscale e le differenze con l’Europa, approfondendo le diverse forme del noleggio, e fornisce uno sguardo rivolto al futuro. Il tutto si inserisce in un quadro completo sulla situazione economica nel mondo, in Europa e in Italia, nella quale si sviluppa il business legato al mondo dell’auto.A livello mondiale, nel 2015 sono stati venduti quasi 90 milioni di autoveicoli. L’Europa, con oltre 19 milioni, è il terzo mercato dopo l’Asia/ Oceania/ Medio Oriente (quasi 43,9 milioni) e l’America (oltre 25,2 milioni). Nel 2015, rispetto al 2014, l’Europa è cresciuta del +2,4% – toccando la quota del 21,2% sul totale mondiale -, ma tra i Paesi europei è l’Italia, con oltre 1,7 milioni di unità, quello che ha ottenuto la crescita più significativa (+15,6%). Un dato positivo ma ben lontano dal numero di vendite registrate in Germania (oltre 3,5 mln) e nel Regno Unito (quasi 3,1 mln). Il nostro Paese si distingue comunque per l’indice di motorizzazione tra i più alti al mondo, con 687 veicoli ogni 1.000 abitanti. Un dato inferiore solo agli USA (808).Gli automobilisti italiani hanno speso nel 2015 ben 30,4 mld di euro per l’acquisto di auto nuove, +20% rispetto al 2014, con un costo medio a vettura di 19.096 euro.
Per quanto riguarda, invece, i costi di esercizio, nel 2015 cala ulteriormente la spesa totale, con un valore pari a 148,1 mld di euro (-11% vs 2012): la voce predominante riguarda l’acquisto dell’auto e gli interessi per il finanziamento (50 mld di euro), a cui segue il costo del carburante con 35,4 mld di euro, un dato in calo del -26% rispetto al 2012 grazie alla diminuzione del prezzo del greggio. Diminuiscono anche i costi dell’assicurazione.
Anche le immatricolazioni di auto nuove ad uso noleggio (nel 2015 quasi 314 mila, +19% vs 2014) segue il trend di crescita evidenziato a livello generale, rappresentando circa il 20% del totale delle immatricolazioni registrate a livello nazionale. Un risultato trainato soprattutto dall’incremento dai settori del noleggio a lungo e breve termine.
Auto aziendale: trattamento fiscale e confronto europeo, l’Italia poco competitiva
In Italia il peso delle immatricolazioni intestate a società è stato nel 2015 pari al 36% del totale. Un dato nettamente inferiore alla Germania (66%), Uk (54%), Francia (49%) e Spagna (44%).Tra i principali motivi si segnala il diverso trattamento fiscale: in Italia la detraibilità dell’IVA è pari al 40% contro il 100% dei paesi europei. La deducibilità è pari al 20%, contro il 100% degli altri paesi europei. Ciò comporta una riduzione di competitività delle nostre aziende rispetto a quelle europee che godono di un regime fiscale più favorevole.
Dopo un secolo in cui l’automobile si è diffusa tra le popolazioni sono emersi bisogni nuovi nell’utilizzo del veicolo, resi possibili subito o nel medio periodo dalle nuove tecnologie digitali e di comunicazione. L’auto del futuro dovrà pertanto essere Connessa, Autonoma, Condivisa, Elettrica (C.A.C.E). Sono queste le sfide a cui l’industria dovrà rispondere, per permettere alle persone di essere sempre connesse con gli altri mentre si spostano, di consultare altri dispositivi o semplicemente dedicarsi ad altre attività mentre l’auto si guida da sola, di utilizzare altre forme di mobilità condivise evitando sprechi, e di guidare auto ad energie alternative.

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Il Gruppo Europcar acquisisce GoldCar e diventa player di riferimento nel settore low cost

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

madridMadrid. Il Gruppo Europcar, leader europeo nei servizi di autonoleggio e player di riferimento della mobilità, ha annunciato oggi di aver firmato un accordo con Investindustrial per acquisire Goldcar, la più grande società di noleggio auto low cost in Europa.Goldcar è un importante operatore del settore low cost in Europa grazie ad una posizione consolidata in Spagna e Portogallo e ad un ampio know-how nella gestione di un efficiente modello di business low cost.Goldcar ha dimostrato un importante track record di crescita organica (con una crescita del fatturato anno su anno pari al 17% tra il 2008 e il 2016), con un EBITDA e FCF fra i più virtuosi sul mercato. Nel 2016, Goldcar ha generato ricavi per circa 240 milioni di euro e un adjusted Corporate EBITDA stimato in circa 48 milioni di euro.Con questa acquisizione strategica, il Gruppo Europcar aumenterà la sua presenza grazie a tre importanti motori di crescita – l’area del mediterraneo, il leisure e il segmento low cost –, diventando così major player a livello europeo nel segmento del noleggio a basso costo che è in rapida crescita.L’acquisizione di Goldcar creerà valore per il Gruppo Europcar in quanto rafforzerà le competenze e il know-how del Gruppo sul mercato del noleggio a basso costo e migliorerà notevolmente le prospettive di crescita dei ricavi della business unit low cost di Europcar.L’acquisizione è soggetta a precedenti condizioni di sospensive, inclusa l’approvazione da parte delle autorità antitrust e dovrà essere risolta nella seconda metà del 2017.L’operazione, che dovrebbe generare circa 30 milioni di euro di sinergie di costi all’anno entro il 2020, si basa su un Corporate Enterprise value di 550 milioni di euro e su un multiplo dell’Adjusted Corporate EBIDTA post sinergie pari a 7x. Il Gruppo Europcar prevede che l’operazione accrescerà in maniera significativa i propri utili per azione a partire dal primo anno pieno post closing in avanti.Un prestito ponte è stato sottoscritto da una grande unione bancaria internazionale per sostenere l’offerta vincolante del Gruppo Europcar e per coprire le esigenze di rifinanziamento corporate e inerente la flotta di Goldcar. Per mantenere una struttura di capitale efficiente e flessibile, il Gruppo Europcar prevede di aumentare il patrimonio netto fino al 10% del suo capitale, soggetto alle condizioni del mercato. In seguito alla proposta di aquisto di Goldcar e all’aumento dell’equity, il Gruppo Europcar prevede di raggiungere un ratio tra indebitamento finanziario netto e Corporate EBITDA sensibilmente inferiore a 3x entro la fine del 2017.

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Il settore dell’energia si focalizza sulle fonti rinnovabili

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

Struttura di energia solareL’aumento della decentralizzazione, l’esigenza di decarbonizzare la produzione di energia elettrica e la digitalizzazione volta ad aumentare l’efficienza operativa danno slancio alle opportunità di mercato nel settore dell’energia elettrica. Il sostegno normativo continuato alle energie rinnovabili nei mercati chiave porterà gli investimenti nell’energia elettrica a livello globale fino a quota 443,5 miliardi di dollari nel 2017. Il fotovoltaico solare sarà il segmento con la crescita più rapida, seguito dall’energia eolica, attirando rispettivamente il 37,5% e il 21% degli investimenti globali entro il 2020. Il mercato in continua evoluzione porterà gli operatori del settore elettrico a definire modelli di business innovativi, offrire soluzioni incentrate sul cliente e creare portafogli flessibili. Si assisterà anche a un maggiore consolidamento, poiché le aziende cercano finanziamenti per espandersi e introdurre nuovi prodotti.Lo studio “Global Power Industry Outlook, 2017”, una nuova analisi del programma Power Generation Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, esamina le tendenze del mercato dell’energia elettrica, tra cui capacità installata, investimenti e crescita regionale nell’ambito della produzione di energia a carbone, a gas, nucleare, idroelettrica, fotovoltaico solare, eolica e biomasse.Alcune delle tendenze chiave del settore globale dell’energia elettrica sono:
Continua la transizione verso sistemi energetici più decentralizzati e intelligenti
Domanda da parte delle utilities di soluzioni per la gestione dell’energia, sia dal lato dell’offerta che della domanda
Alti tassi di crescita per il fotovoltaico solare; si prevede che gli investimenti aumenteranno dell’11,5% fino a raggiungere quota 141,6 miliardi di dollari nel 2017. Gli accordi internazionali, come COP21, e il calo dei costi delle tecnologie rinnovabile, garantiranno una maggiore capacità per dollaro investito.
La Cina sarà il più grande mercato in termini di investimenti nelle entrate, ma la crescita più rapida si avrà in India, che assisterà a una crescita a due cifre degli investimenti fino al 2020.
Il 73,4% degli investimenti nella produzione di energia elettrica in Europa sarà destinato alle tecnologie rinnovabili, mentre Russia e CSI, in controtendenza, si concentrano sull’energia nucleare e idroelettrica.
Ci sarà un aumento complessivo della capacità globale legata al carbone, nonostante il tasso di utilizzo delle centrali a carbone esistenti sia in calo nella maggior parte delle regioni.
I nuovi modelli di business che incentivano schemi di consumo più intelligenti, insieme alla crescita delle tecnologie di stoccaggio dell’energia, ridurranno la necessità di investimenti nella capacità di picco nei mercati dell’energia già maturi.
Forte investimento nell’energia idroelettrica, nonostante sia una tecnologia già matura; Cina, Asia-Pacifico e America Latina saranno i mercati regionali chiave. (foto: power market)

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Sommerso nel settore domestico

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 marzo 2017

Tasse“L’evasione contributiva è una delle problematiche più diffuse nei rapporti di lavoro con colf e badanti – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico”.
“La notizia che il tax gap più alto in Italia, circa il 30%, si registri proprio nei servizi alla famiglia ne è una conferma – prosegue Gasparrini – DOMINA infatti è da sempre impegnata nel favorire l’emersione dal nero sollecitando più volte le istituzioni ad intraprendere una politica di defiscalizzazione del lavoro domestico oltre alla costante attività di sensibilizzazione presso le famiglie”. “Questo approccio- conclude la nota – porterebbe i datori a regolarizzare il rapporto di lavoro e a beneficiare, insieme ai lavoratori, di diritti e tutele derivanti dall’applicazione del CCNL”.

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L’intelligenza artificiale di apprendimento automatico rivoluzionerà il settore automobilistico

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

auto futuroL’intelligenza artificiale di apprendimento automatico nelle automobili è la chiave per sbloccare le potenzialità dei veicoli autonomi e aumentare il valore offerto agli utenti finali attraverso l’assistenza virtuale. Offre alle case automobilistiche (OEM) nuovi flussi di entrate grazie alla concessione di licenze, alle partnership e ai nuovi servizi per la mobilità. Allo stesso tempo, gli scenari d’uso dell’intelligenza artificiale di autoapprendimento nelle automobili stanno portando verso il settore automobilistico diverse aziende tecnologiche, aziende attive nell’ambito di Internet delle cose e fornitori di servizi per la mobilità. Questa tecnologia ha inoltre attirato l’attenzione e gli investimenti dei governi grazie al suo potenziale di migliorare lo stile di vita e il valore economico.
Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre approfondimenti su motori, car sharing e gestione della mobilità intelligente. Il team ha recentemente rilasciato un’analisi sull’intelligenza artificiale nelle automobili intitolata “New Executive Analysis of Self-learning Artificial Intelligence in Cars, Forecast to 2025”, che punta ad analizzare la tecnologia di auto-apprendimento nell’ambito delle automobili e il suo contributo al settore automobilistico.
Entro il 2025, quattro livelli di tecnologia di autoapprendimento rivoluzioneranno il settore automobilistico. Le automobili di proprietà con tecnologia di autoapprendimento di livello 4 saranno fondamentali per le nuove aziende nell’ambito della mobilità, favorendo alleanze con le case automobilistiche. Gli OEM stanno già facendo investimenti strategici o acquisizioni per le tecnologie di autoapprendimento di livello 3 e livello 4; esistono diverse importanti start-up nel mercato.“Si prevede che le aziende tecnologiche saranno il nuovo primo livello per le case automobilistiche, relativamente alla tecnologia di apprendimento profondo”, afferma Sistla Raghuvamsi, analista di Frost & Sullivan. “Google e NVIDIA saranno aziende chiave all’interno di questo spazio, arrivando a dominare il mercato entro il 2025. Nel frattempo, 13 case automobilistiche investiranno oltre 7 miliardi di dollari nello sviluppo di diversi casi d’uso dell’intelligenza artificiale.

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Hengxian, terra del gelsomino, ha un settore del gelsomino dal valore di 18 miliardi di yuan

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2016

gelsomino.jpgNANNING, Cina, /PRNewswire/ La conferenza 2016 sulla valutazione dei brand cinesi si è tenuta il 12 dicembre. La conferenza è stata promossa da China Brand Building Promotion Association (l’associazione per la promozione dei brand cinesi), China Central Television (la televisione centrale cinese), China Council for the Promotion of International Trade (il consiglio cinese per la promozione del commercio internazionale), e China Appraisal Society (la società cinese di valutazione). Il settore del tè al gelsomino e dei fiori di gelsomino dalla contea di Hengxian della città di Nanning, nella regione autonoma Guangxi Zhuang della Cina meridionale, secondo la conferenza ha un valore totale pari a 18 miliardi di yuan.Hengxian gode della reputazione di “terra del gelsomino” ed è il centro mondiale per la produzione del fiore di gelsomino e del tè al gelsomino. La storia della piantagione del gelsomino a Hengxian risale a 400 anni fa. Negli ultimi anni, l’amministrazione di Hengxian ha lavorato al fine di ottimizzarne la struttura industriale. Attualmente, 330.000 agricoltori coltivano 10.000 mu (un’unità di superficie cinese) nella zona. La produzione annuale di fiori di gelsomino è circa 80.000 tonnellate. La zona ospita 130 impianti per la produzione del tè al gelsomino, e circa 60.000 tonnellate di tè al gelsomino vengono vendute al di fuori della Cina. Si stima che la produzione annuale di fiori di gelsomino e di tè al gelsomino di Hengxian rappresenta l’80% della produzione nazionale cinese, e il 60% della produzione mondiale. Hengxian è diventata la maggiore zona di produzione di fiori di gelsomino e di tè al gelsomino nel mondo.Per far crescere il brand ed espandere le vendite del prodotto, l’amministrazione di Hengxian ha lavorato in modo da stabilire un sistema diversificato di e-commerce, per aiutare le imprese locali a vendere il proprio prodotto su Internet. Nel 2015, Hengxian è diventata la prima contea di Guangxi a cooperare con Alibaba, il gigante dell’e-commerce, creando 500 stazioni per il servizio dell’e-commerce in zone rurali. Attualmente, quasi 100 aziende impegnate nella produzione del gelsomino della contea di Hengxian hanno aperto negozi online nella Tmall di Alibaba.Inoltre, l’amministrazione pubblica della contea di Hengxian ha fatto in modo da sfruttare il locale terreno ricco di selenio per piantare prodotti agricoli d’alta qualità. La contea ora gode di reputazione come “zona nazionale dimostrativa per l’agricoltura moderna”, “capitale cinese dell’agaricus bisporus – o fungo champignon”, “capitale cinese del mais dolce” e “capitale cinese del dolce di riso tradizionale cinese”. (foto: gelsomino)

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Salute e benessere nel settore automobilistico

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2016

biometricsI progressi nella biometria trasformeranno radicalmente l’esperienza di guida, la salute e il benessere e la sicurezza di veicoli entro il 2025. Poiché 1 su 3 nuovi veicoli passeggeri inizia ad essere dotato di funzioni di riconoscimento delle impronte digitali, riconoscimento dell’iride, riconoscimento vocale, riconoscimento dei gesti, monitoraggio del battito, monitoraggio delle onde cerebrali, rilevamento dello stress, monitoraggio della stanchezza, monitoraggio delle palpebre, monitoraggio facciale e rilevazione del battito cardiaco, grazie a tecnologie built-in, brought-in e basate sul cloud, l’ecosistema della biometria in ambito automobilistico farà un balzo in avanti. Le principali case automobilistiche e i fornitori di primo livello devono stare al passo con le tecnologie, i modelli di business e le normative che danno forma a questo spazio dinamico.“Le partnership tra case automobilistiche e aziende che producono dispositivi indossabili si tradurranno in una più rapida diffusione degli strumenti biometrici nel settore automobilistico, consentendo alle case automobilistiche di risparmiare sulla spesa per la ricerca e sviluppo in ambito biometrico, creando allo stesso tempo nuove possibilità di crescita per le aziende produttrici di dispositivi indossabili”, afferma Joe Praveen Vijayakumar, analista di Frost & Sullivan. “Emergeranno anche nuovi modelli di business tra cui dispositivi-come-servizi e salute-come-servizio.”L’analisi intitolata “Biometrics in the Global Automotive Industry, 2016–2025”, parte del programma Automotive & Transportation Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, rileva che le case automobilistiche e i fornitori stanno investendo in strumenti biometrici avanzati basati su concetti di interazione uomo-macchina come il linguaggio naturale e il riconoscimento dei gesti. Stanno anche integrando in modo verticale e finanziando start-up rilevanti per costruire un portafoglio più forte.Per accedere gratuitamente a maggiori informazioni su questo studio e registrarsi per un Growth Strategy Dialogue, un rapporto interattivo gratuito con i leader di pensiero di Frost & Sullivan, si prega di visitare: http://frost.ly/143. “L’urbanizzazione continuerà ad alimentare l’enfasi posta sulle funzionalità dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) basati sulla biometria per districarsi nel traffico pesante assicurando, allo stesso tempo, sicurezza e confort”, osserva Praveen. “Tuttavia, le preoccupazioni dei clienti relative alla sicurezza dei dati sensibili raccolti attraverso gli strumenti biometrici porteranno i fornitori ad investire anche in soluzioni di sicurezza informatica per aumentare la propria credibilità e rafforzare la crescita.” Attualmente, alcuni degli innovatori emergenti nell’ambito della biometria per il settore automobilistico sono:
Empatica – con il suo orologio che monitora i segni vitali dei conducenti con una storia di epilessia e prevede un attacco prima che accada
Gestigon – con un sistema software per interpretare un gran numero di movimenti del conducente e trarre informazioni concretamente utili
Optalert – con occhiali che utilizzano i raggi infrarossi per monitorare gli occhi del conducente e rilevare l’insorgenza di sonnolenza
Sober Steering – con sensori che possono essere incorporati nel volante per controllare se il conducente è ubriaco e se il tasso alcolemico è entro i limiti consentiti
Vigo – con auricolari intelligenti in grado di monitorare i movimenti della testa per monitorare distrazione, postura incassata e sonnolenza del conducente (foto: biometrics)

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Stabilimenti balneari e riorganizazione settore

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2016

giustizia europea«La sentenza della Corte di Giustizia Ue che annulla la proroga al 2020 delle concessioni per gli stabilimenti balneari e impone all’Italia di metterle a gara non è una sorpresa. Purtroppo era chiaro da mesi che la decisione dei giudici sarebbe stata contraria agli interessi della nostra Nazione e della nostra economia. Tutto questo rende ancora più evidenti le gravissime responsabilità del Governo Renzi che pur avendo avuto moltissimo tempo per promuovere il riordino del settore, difendere le nostre 30 mila imprese balneari e rendere inutile il ricorso alla giustizia europea ha preferito aspettare che la mannaia dei burocrati europei si abbattesse su un settore sfiduciato, peraltro nel bel mezzo della stagione balneare. La verità è che questo Governo non ha mai voluto davvero salvare le nostre aziende: il suo obiettivo era ottenere la completa deregolamentazione del settore per fare l’ennesimo favore alle multinazionali e alle grande concentrazioni finanziarie amiche di questo Esecutivo. Ora se hanno ancora un briciolo di dignità si inventino qualcosa per salvare il salvabile».È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Le aste immobiliari in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2016

Roma, 11 luglio 2016, ore 10.30 Senato della Repubblica Sala degli Atti Parlamentari Presso il Chiostro del Convento di S. Maria sopra Minerva Piazza della Minerva, 38 Sogeea presenterà il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari.
Lo studio, ormai strumento di consolidata considerazione tra gli analisti del settore, offre un panorama completo del numero delle abitazioni all’asta, del loro valore di mercato e della loro collocazione geografica.
I dati, reperiti al termine di un capillare lavoro presso i tribunali italiani, forniscono uno spaccato assai rappresentativo della situazione economico-sociale del nostro Paese e verranno illustrati dal direttore del Centro Studi, Prof. Sandro Simoncini.

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Pubblicati gli elenchi delle Botteghe di Mestiere e dell’Innovazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2016

enogastronomiaSono pubblicati sul sito di Italia Lavoro gli elenchi delle Botteghe di Mestiere e dell’Innovazione, ammesse al progetto al termine dell’istruttoria. Delle quasi 1.000 candidature arrivate, 311 sono risultate ammissibili e di queste 94 saranno finanziate dal progetto con i 5,2 milioni di euro messi a disposizione nell’Avviso. La distribuzione per settore e filiera delle imprese che parteciperanno vede una netta maggioranza dell’enogastronomia, con una percentuale di oltre il 53%, seguita dal settore della grande distribuzione organizzata (14,3), da quello della meccanica (11,4), dell’abbigliamento e della moda (oltre il 10%), del legno e dell’arredo (quasi 5%), fino a settori con percentuali minori quali l’artigianato artistico, la cantieristica navale, e la stampa. Una conferma di come in Italia le specificità della nostra produzione economica e industriale si organizzano in filiere di piccole e medie imprese, che sono valorizzate appunto in questo progetto e all’interno delle quali si trasmette quel sapere che contraddistingue lo stesso Made in Italy.I giovani tra i 18 e i 35 anni (non compiuti), che si candideranno e saranno selezionati per un percorso di tirocinio, saranno formati al fine di esercitare le professioni previste dall’Avviso per le diverse tipologie di bottega. Questo anche attraverso l’utilizzo delle più avanzate tecnologie della produzione e della comunicazione. Il progetto fornisce, a imprese e artigiani, l’opportunità di attivare specifici percorsi di tirocinio, al fine di consentire la trasmissione di competenze tecnico-professionali alle nuove generazioni, per favorire il ricambio generazionale ed eventualmente un futuro inserimento lavorativo: si inserisce infatti nella scia del precedente Botteghe di Mestiere, che ha portato a importanti risultati sul fronte occupazionale.
I tirocini disponibili sono circa 940, e i giovani potranno iscriversi a partire dall’inizio del mese di giugno. Il sito di progetto dedicato è all’indirizzo http://www.botteghemestiereinnovazione.it. Le botteghe risultate ammesse avranno tempo fino alla fine del mese (31.05.2016) per formalizzare i raggruppamenti. Per ciascun tirocinante, le aziende percepiranno 250 euro al mese per un massimo di 6 mesi. Ai soggetti capofila, promotori dei tirocini, verrà riconosciuto un contributo complessivo di 500 euro per ciascun giovane che abbia completato un percorso di tirocinio di durata semestrale. I giovani percepiranno mediamente 500 euro al mese, fatti salvi possibili scostamenti motivati dalle legislazioni regionali in materia.

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Settore petrolchimico in Iran

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

iranLa rimozione delle sanzioni imposte all’Iran per oltre un decennio ha attirato forti interessi internazionali sul paese. Un enorme mercato domestico, caratterizzato da una popolazione di 79 milioni di abitanti, è un ulteriore fattore che va ad aggiungersi alla posizione geografica vantaggiosa dell’Iran in Medio Oriente, che a sua volta dà accesso a passaggi marittimi strategici, rendendola un mercato interessante a livello globale e, pertanto, con un maggiore potenziale di investimento. Lo sviluppo della catena di valore petrolchimica è una delle strade più promettenti che, secondo le previsioni, aggiungerà un valore significativo all’economia non-oil.
“L’abbondanza di materie prime, le infrastrutture relativamente adeguate, il basso costo della produzione e l’accesso a manodopera qualificata sono fattori chiave che rendono l’Iran interessante per gli investitori nel settore petrolchimico. Le riserve naturali di etano, propano e nafta presenti nel paese sono sufficienti per costruire nuovi complessi petrolchimici nei prossimi 10 anni”, afferma Ali Mirmohammad, consulente di Frost & Sullivan. “Il governo sta adottando un approccio alla politica estera volto non solo a rafforzare le capacità locali ma anche ad aumentare le esportazioni non-oil fino a oltre 50 miliardi di dollari, concentrandosi sulle verticali a valle derivate dai settori petrolchimico e minerario”.
Secondo Iran Vision 2025, il paese intende affermarsi come il maggiore produttore di prodotti petrolchimici in tutta la catena di valore nella regione. Plastiche, gomme, vernici e resine, fertilizzanti e pesticidi, prodotti chimici e solventi, fibre e tessili, medicine, cosmetici, composti e detergenti sono i diversi prodotti petrolchimici a valle su cui il paese progetta di focalizzarsi per lo sviluppo nei prossimi 10 anni. L’Iran ha bisogno di almeno 70 miliardi di dollari di risorse finanziarie per sviluppare l’intero settore petrolchimico e raggiungere la propria visione per il 2025. Si prevede che un tale investimento catalizzerà la crescita delle esportazioni del settore petrolchimico, da meno di 12 miliardi di dollari nel 2015 fino ad oltre 40 miliardi di dollari entro la fine del 2025. Nell’era post sanzioni, il paese si propone di attirare gli investimenti stranieri per far ripartire oltre 60 progetti petrolchimici bloccati che aumenteranno l’attuale capacità produttiva di 58 milioni di tonnellate (FY2015) fino a quota 130 milioni di tonnellate all’anno nei prossimi 5 anni. Inoltre, il governo ha proposto 36 nuove opportunità di investimento che, una volta implementate, hanno il potenziale di aumentare la capacità produttiva totale dei prodotti petrolchimici fino ad oltre 180 milioni di tonnellate all’anno entro la fine del 2025.
“La creazione di opportunità a valore aggiunto nell’intera catena di valore dell’industria del propilene è una delle principali aree di interesse del governo per i prossimi 10 anni relativamente al settore petrolchimico. Si prevede il potenziale di convertire l’Iran nel principale esportatore di prodotti a base di propilene in Medio Oriente e Nord Africa. L’importazione di tecnologie avanzate e catalizzatori per produrre vari gradi di polipropilene, ad esempio di grado farmaceutico e alimentare, sono altre politiche chiave nell’era post-sanzioni”, aggiunge Ali.
“Si prevede che lo sviluppo sostenuto e programmato dell’intera catena di valore del settore petrolchimico, insieme allo sviluppo focalizzato sui mercati a valle, porterà un notevole valore aggiunto all’economia iraniana e probabilmente favorirà la riduzione del tasso di disoccupazione nel paese. Si prevede che la revoca delle sanzioni aprirà enormi opportunità per il paese, grazie all’accesso a tecnologie avanzate e a risorse finanziarie internazionali. Inoltre, è previsto che ciò rafforzerà significativamente l’immagine dell’Iran nel panorama del settore petrolchimico globale, anche grazie alla crescita delle esportazioni”, conclude Ali.

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Il settore retail è tra i principali obiettivi dei cybercriminali

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2016

cybercriminaliUn nuovo studio pubblicato oggi nell’NTT Global Threat Intelligence Report 2016 rivela un cambiamento del target dei cybercriminali che, rispetto al tradizionale mercato finanziario, ora sono focalizzati sul settore retail. Le organizzazioni retail hanno subito cyberattacchi circa tre volte superiori a quelli del settore finance, che fino al 2015 era l’obiettivo primario dei cyberattacchi. I cyberattacchi nel settore finanziario sono scesi drasticamente, attestandosi alla quattordicesima posizione.
L’annuale Global Threat Intelligence Report di NTT include le analisi delle minacce alla sicurezza raccolte nel corso del 2015 individuate tra gli 8.000 clienti delle società del gruppo NTT Gruppo NTT tra cui Dimension Data, Solutionary, NTT Com Security, NTT R&D e NTT Innovation Institute (NTTi3). I dati di quest’anno analizzano 3,5 trilioni di security log e 6,2 miliardi di attacchi. I dati raccolti provengono anche dai 24 Security Operations Centres e dai 7 centri di ricerca e sviluppo del Gruppo NTT.
Altri risultati evidenziati nel Global Threat Intelligence Report 2016 di NTT includono:Il 65% degli attacchi proviene da indirizzi IP negli Stati Uniti. Tuttavia, questi indirizzi IP potrebbero risiedere in qualsiasi parte del mondo. I cybercriminali stanno adottando infrastrutture a basso costo, altamente disponibili e distribuite strategicamente a livello geografico per perpetrare attività malevoli. I cybercriminali ricorrono sempre più ai malware per minare il perimetro difensivo delle organizzazioni. Nel 2015 c’è stato un incremento del 18% dei malware in tutti i settori di mercato ad esclusione del settore dell’education.
La frequenza e la complessità dei malware stanno diventando sempre più occulte e sofisticate: mentre le organizzazioni stanno sviluppando sandboxes per comprendere meglio le tattiche dei cybercriminali per proteggersi dagli attacchi, gli sviluppatori di malware stanno sviluppando tecniche anti-sanboxes in modo aggressivo.
L’analisi degli attacchi ²honeynet all’interno delle organizzazioni rivela che i malintenzionati ricorrono all’uso di telco e hosting provider per condurre le proprie attività L’Executive Guide dell’NTT Global Threat Intelligence Report è disponibile al sito http://www.dimensiondata.com/globalthreatreport. (foto: cybercriminali)

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Concorrenza anche nel settore farmaceutico

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2015

european commission“Se con il DdL Concorrenza il Governo vuole giustamente mettersi al passo dell’Unione Europea in tema di liberalizzazioni, mi sembra evidente che il disegno di legge non può non tenere conto anche di un aspetto della normativa italiana più volte denunciato dalla Commissione europea: il patent linkage, cioè l’impossibilità di classificare in fascia A un generico prima della scadenza del brevetto del farmaco di marca corrispondente” dice Enrique Häusermann, presidente di AssoGenerici. Ieri ai richiami della Commissione si è unito anche quello del Garante della Concorrenza e del mercato, professor Giuseppe Pitruzzella, e non è la prima volta. “E’ venuto il momento di sanare questa contraddizione”. In nessun paese dell’Unione esiste questo meccanismo, che ha il solo effetto di rallentare l’arrivo degli equivalenti sul mercato, ragion per cui si verifica un mancato risparmio rispetto a quello che il SSN potrebbe realizzare se i generici, avendo già superato l’iter di registrazione, potessero essere rimborsati dal SSN, senza dover attendere la definizione di eventuali contenziosi di natura brevettuale. Solo l’anno scorso il SSN ha sopportato 18 milioni di euro di maggiore spesa. “Oltretutto l’Italia sconta, qui al pari di altri paesi, una certa vaghezza sulle date in cui vengono a scadere i Certificati di protezione, e anche questo è un aspetto sul quale la Commissione Europea è intervenuta pochi giorni fa con il suo nuovo documento strategico sul mercato interno” prosegue il presidente di AssoGenerici. “Ora sulla questione del patent linkage registriamo con viva soddisfazione l’impegno della Senatrice Paola Taverna del M5S a presentare un emendamento al DdL Concorrenza che cancelli questa norma ingiusta. Ci auguriamo che la Commissione Industria lo accolga e che tutte le forze politiche che hanno a cuore realmente la modernizzazione del paese lo sostengano, al di là delle logiche di schieramento: ne va anche della credibilità del paese”.

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XII anno di attività del Club di Cultura Classica “Ezio Mancino” Onlus

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2015

torinoTorino. Mercoledì 30 settembre, alle ore 18:30, verrà inaugurato il XII anno di attività del Club di Cultura Classica “Ezio Mancino” Onlus, presso la Sala Molinari del polo culturale Lombroso16 (via C. Lombroso 16, Torino).Fondato dal prof. Ezio Mancino nel 2004, il Club si pone l’obiettivo di divulgare la cultura classica attraverso corsi di traduzione dal latino e dal greco antico (articolati su più livelli), gratuiti e aperti a tutti gli interessati, a prescindere dall’età e dalle conoscenze pregresse. Le lezioni, al via dal 19 ottobre, si terranno con cadenza settimanale fino a fine maggio 2016 presso il Liceo D’Azeglio di Torino, sede del Club.L’associazione organizza inoltre corsi di storia della filosofia antica, seminari di storia e di arte.Numerose le ulteriori iniziative che arricchiscono l’offerta 2015-2016 del Club:Dieci INCONTRI gratuiti in collaborazione con la Città di Torino, le Biblioteche Civiche Torinesi, la Biblioteca “N.Ginzburg” e il polo culturale Lombroso16 su filosofia, arte, mito, letteratura, vita quotidiana, tradizioni enogastronomiche (programma in allegato);
Passeggiate per Torino romana in compagnia di docenti di storia dell’arte;
Serate a teatro;
Visite al Museo di Antichità di Torino con esperti del settore;
Escursioni fuori Torino in occasione di mostre (e.g. “Alle origini del gusto” a Palazzo Mazzetti ad Asti) e alla scoperta di siti archeologici (e.g. Industria);
Canale YouTube dove poter ri-vedere le conferenze degli anni passati, in perfetta linea con l’intento divulgativo che caratterizza il Club (youtube.com/c/ClubdiCulturaClassicaEzioMancino).

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Carrara: 4×4 Fest

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2015

4X4 Fest CarraraCarrara dal 9 all’11 ottobre, presso il polo CarraraFiere e nelle aree circostanti i padiglioni. 4×4 Fest rappresenta il principale appuntamento del settore in Italia e in Europa: non si tratta solo di una vetrina commerciale per veicoli 4×4 e relativi accessori, ma di un’occasione unica per divertirsi e testare le ultime novità nelle apposite piste dell’area esterna.Yokohama Italia annuncia la sua partecipazione alla prossima edizione del 4×4 Fest.Yokohama punterà soprattutto sui prodotti appartenenti alla famiglia Geolandar, presentando in particolare il nuovissimo Geolandar H/T G056 destinato a SUV e pick-up di ultima generazione. La sigla H/T del Geolandar G056 è l’acronimo della dicitura Highway Terrain, che identifica pneumatici ideali per l’uso stradale, cittadino e autostradale. Le performance di chilometraggio sono fra i principali vantaggi di questo modello, insieme a una superiore trazione sul bagnato, soprattutto in frenata, e un comfort di marcia migliorato grazie a una riduzione del rumore dovuto al rotolamento. Tutte le innovazioni apportate al Geolandar H/T G056 dipendono in gran parte dalla tecnologia Orange Oil, brevetto Yokohama oramai applicato all’intera gamma. Oltre alla composizione della mescola, contribuisce a minimizzare la rumorosità il peculiare disegno battistrada di questo modello di pneumatico, costruito secondo la cosiddetta “variazione a 5 passi” (tasselli di forme diverse vengono intervallati costantemente e coerentemente sul battistrada, in modo tale da rendere uniforme la frequenza del rumore dovuto al rotolamento e al contatto con il suolo). Oltre alla novità di gamma, Yokohama proporrà i modelli tradizionalmente destinati al mondo dei SUV e del 4×4: Geolandar SUV G055, Geolandar A/T-S G012 e Geolandar M/T+ G001, rispettivamente destinati all’uso stradale, a percorsi misti e al fuoristrada estremo. Per quanto riguarda infine la gamma invernale SUV/4X4, Yokohama esporrà il W.drive V905, disponibile anche con misure per SUV, e due modelli Geolandar dotati di mescola nordica e adatti a fondi innevati e ghiacciati anche per uso in alta montagna: lo storico I/T+ G071 e l’I/T-S G073. (foto: 4X4 Fest)

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ModeFinance Srl ottiene dall’ESMA la registrazione come Agenzia di Rating del Credito

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2015

triesteModeFinance è una giovane società insediata in Area Science Park, il parco scientifico tecnologico di Trieste, che nasce dal mondo della ricerca ed è tuttora spinoff dell’Università di Trieste. Gli amministratori Ciprian, 38, e Pediroda, 42, hanno commentato: “Siamo davvero soddisfatti che l’ESMA abbia riconosciuto la qualità della nostra struttura, volta a garantire indipendenza e soprattutto trasparenza nel processo di analisi del rating. modeFinance diventa la terza agenzia presente in Italia con l’obiettivo, ambizioso e unico nel settore, di specializzarsi nella valutazione delle società internazionali legate alla new economy del digitale”. Con la registrazione europea, modeFinance è autorizzata, a partire dal 10 luglio 2015, ad emettere rating pubblici e/o distribuiti previo abbonamento di società non finanziarie. La registrazione è stata rilasciata dall’ESMA sulla base della verifica di numerosi requisiti di trasparenza, governance e prevenzione dei conflitti di interesse; a tali requisiti modeFinance si è adeguata adottando delle rigorose e stringenti policy interne.“Vedere una startup nata nel nostro incubatore di impresa raggiungere in pochi anni riconoscibilità e credibilità internazionali in un settore delicato e altamente professionale come quello del rating è un’ottima notizia per la nuova imprenditoria italiana” – commenta Fabrizio Rovatti, direttore di Innovation Factory, l’incubatore di AREA Science Park. Un altro requisito fondamentale per la registrazione è l’utilizzo di metodologie rigorose, sistematiche, continuative e soggette a convalida sulla base dell’esperienza storica. Il rating di modeFinance emesso in conformità alla regolamentazione europea è il risultato dell’applicazione di due distinte metodologie: la prima, puramente quantitativa, è la metodologia “MORE”, ampiamente testata nell’attività di emissione di scoring; la seconda implica l’intervento sostanziale del team di analisti di modeFinance, responsabile dell’emissione e del monitoraggio del rating.Il rating è emesso sulla base di una scala di 21 classi identificate da un codice alfanumerico che va da A1 (che individua le società con il più alto merito di credito) a C3 (il più basso), oltre alle classi riservate per le società cadute in default oppure che si trovano in stato di fallimento. Prima della divulgazione dei singoli rating, modeFinance è tenuta a notificare le rispettive entità valutate. Anche in questo caso si tratta di un requisito regolamentare che tende a proteggere le imprese oggetto di valutazione, che potranno procedere ad una segnalazione di eventuali errori materiali nelle informazioni utilizzate per il rating.
I rating di modeFinance emessi in conformità al Regolamento CE 1060/2009 e seguenti potranno essere utilizzati ai fini regolamentari in tutti i Paesi dell’Unione Europea. modeFinance è ora riconosciuta anche come ECAI (External Credit Assessment Institution) in base all’art. 135(2) della Capital Requirements Regulation.

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Il mobile gambling in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2015

mobile gamblingUn settore che ha grandi potenzialità ma che non è ancora decollato completamente. Il mobile gambling, il gioco su telefonini e tablet attraverso le app, è stato il tema del workshop “Mobile gam(bl)ing c’era una volta il futuro” organizzato da Business International oggi a Roma, nel corso della Social Media Week. Secondo i dati dell’Osservatorio Online del Politecnico di Milano, nonostante l’esplosione degli smartphone (l’80% degli italiani oggi ha uno smartphone) il mobile non ha ancora completamente fatto breccia in Italia: su 97 operatori del gioco – riporta Agipronews – solo 42 hanno sviluppato un’app.
“In Italia e all’estero il gambling, che è un settore molto particolare, è ancora un po’ indietro rispetto ad altri settori che hanno già integrato questa modalità, ma ci sono molte potenzialità – ha spiegato Luigi Cacciapuoti, head of interactive gaming di Lottomatica. Incide molto il fattore tecnologico e l’integrazione dei prodotti nelle nuove piattaforme. Nel mobile si fa più fatica, anche perché è un settore molto regolamentato. La soluzione per far decollare definitivamente il settore – ha aggiunto – è una piattaforma comune per sviluppare le app”.
Le potenzialità del settore restano comunque alte, visto che a livello globale ci si aspetta che il 40% del volume di gioco online sia rappresentato da traffico mobile. La penetrazione del canale mobile in Italia è di circa il 20% per il betting e tra il 10 e il 15% nel mondo del gaming online. “I prodotti più graditi dagli utenti, per le loro caratteristiche – ha spiegato ancora Cacciapuoti – sono le scommesse e la roulette. Il betting ha una forte componente d’impulso e stuzzica di più la possibilità di piazzare giocate in qualsiasi momento e in qualsiasi posto. Molto fruibile quindi sugli smartphone che si prestano a brevi sessioni di gioco. Sul tablet, invece, vanno di più i giochi che richiedono più attenzione e tempo, proprio come la roulette”. (fonte: AG/Agipro)

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Andamento altalenante per il settore del laterizio

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2015

lateriziÈ disponibile la prima edizione dello studio “Analisi di bilancio dei produttori mondiali di laterizi”, realizzato dal Centro Studi Acimac. Il volume, parte della collana “Analisi di Bilancio”, contiene i dati economico-finanziari relativi al triennio 2011-2013 di 205 aziende produttrici di laterizi di cui 68 italiane, 43 spagnole, 38 di altri Paesi UE e 55 operanti nel resto del mondo, per un totale di 21 Paesi. Lo studio analizza le performance economiche e finanziarie delle singole imprese e i risultati medi dei quattro aggregati: Italia, Spagna, altri Paesi UE e resto del mondo.Nel suo insieme, lo studio mostra degli andamenti che riflettono le difficoltà generali del settore edilizio, con qualche differenza tra le diverse aree geografiche analizzate, nonostante il quadro generale presenti incoraggianti segni di miglioramentoPer quanto riguarda l’Italia sono evidenti i frutti del processo di razionalizzazione dei costi di produzione che migliorano il livello del valore aggiunto creato (28,18% del fatturato). Permangono però difficoltà dal punto di vista dell’equilibrio finanziario (leverage 2,52%) e negli indicatori di redditività medi, ancora negativi.Più difficile è la situazione che emerge dall’analisi delle performance economiche delle aziende spagnole, che mostrano indicatori reddituali particolarmente negativi, sebbene nel 2013 si notino segni di inversione di tendenza. Inoltre, la crisi edilizia in Spagna si riflette in un precario equilibrio finanziario delle aziende, che scontano anche notevoli difficoltà di accesso al credito.
Il quadro relativo all’aggregato dei 38 paesi UE rivela invece segnali più positivi dal punto di vista reddituale, specialmente per l’anno 2013. In leggero calo rispetto al 2012 è invece il valore aggiunto creato.Decisamente positivi, invece, i dati delle aziende extra-europee (Extra-UE, Asia e America Latina), che mostrano una crescita costante durante tutto il triennio analizzato, che si chiude con livelli di ROI del 7,32% e ROS del 6,17%. A influenzare positivamente questi risultati, il fatto che questi Paesi beneficiano di condizioni convenienti in termini di rapporto tra costo del lavoro e unità di prodotto.

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Italia Startup e le associazioni europee fanno il punto sul settore

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

Piazzale Carlo Magno milanoMilano Martedì 17 Marzo 2015 dalle ore 11 alle ore 13 GEC 2015 – Milano Congressi Piazzale Carlo Magno, 1 entrata da via Spinola. Italia Startup, l’Associazione che rappresenta l’ecosistema italiano connesso alle giovani imprese innovative, sarà presente al GEC Milano 2015 con un workshop dal titolo “European startups ecosystems and national associations: benchmark, models and perspectives”. L’evento è dedicato al confronto tra quattro ecosistemi nazionali di startup da parte delle associazioni di riferimento, in particolare quella italiana, francese, spagnola e tedesca. Durante l’incontro verrà presentato l’aggiornamento di “The Italian Startup Ecosystem: Who’s Who”, la mappatura dettagliata del settore, svolta con gli Osservatori del Politecnico di Milano, in collaborazione con Smau e con il supporto istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico. A seguire una tavola rotonda sui modelli associativi dei quattro Paesi: struttura delle basi associative, policy nazionali, servizi disponibili ai soci e ai rispettivi ecosistemi. Programma Introduzione: Marco Bicocchi Pichi, Consigliere e Delegato Internazionalizzazione di Italia Startup
Presentazione degli ecosistemi startup nazionali:
Per l’Italia: Andrea Rangone, membro del Board di Italia Startup e Responsabile dell’Osservatorio Startup Hi-Tech della School of Management del Politecnico di Milano
Per la Francia: Virginie Lambert Ferry, France Digitale
Per la Germania: Christian Miele, membro del Board di German Startups Association
Per la Spagna: Carmen Bermejo, Tetuan Valley
Tavola rotonda delle Associazioni Nazionali Europee di Startup sui modelli associativi dei tre Paesi:
Per l’Italia: Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup
Per la Francia: Virginie Lambert Ferry, France Digitale
Per la Germania: Christian Miele, membro del Board di German Startups Association
Per la Spagna: Carmen Bermejo, Tetuan Valley

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Italia Startup e le associazioni europee fanno il punto sul settore

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2015

School of Management del Politecnico di MilanoMilano Martedì 17 Marzo 2015 dalle ore 11 alle ore 13 GEC 2015 – Milano Congressi Piazzale Carlo Magno, 1 entrata da via Spinola. Italia Startup, l’Associazione che rappresenta l’ecosistema italiano connesso alle giovani imprese innovative, sarà presente al GEC Milano 2015 con un workshop dal titolo “European startups ecosystems and national associations: benchmark, models and perspectives”. L’evento è dedicato al confronto tra quattro ecosistemi nazionali di startup da parte delle associazioni di riferimento, in particolare quella italiana, francese, spagnola e tedesca. Durante l’incontro verrà presentato l’aggiornamento di “The Italian Startup Ecosystem: Who’s Who”, la mappatura dettagliata del settore, svolta con gli Osservatori del Politecnico di Milano, in collaborazione con Smau e con il supporto istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico. A seguire una tavola rotonda sui modelli associativi dei quattro Paesi: struttura delle basi associative, policy nazionali, servizi disponibili ai soci e ai rispettivi ecosistemi. Programma Introduzione: Marco Bicocchi Pichi, Consigliere e Delegato Internazionalizzazione di Italia Startup
Presentazione degli ecosistemi startup nazionali: Per l’Italia: Andrea Rangone, membro del Board di Italia Startup e Responsabile dell’Osservatorio Startup Hi-Tech della School of Management del Politecnico di Milano
Per la Francia: Virginie Lambert Ferry, France Digitale
Per la Germania: Christian Miele, membro del Board di German Startups Association
Per la Spagna: Carmen Bermejo, Tetuan Valley
Tavola rotonda delle Associazioni Nazionali Europee di Startup sui modelli associativi dei tre Paesi:
Per l’Italia: Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup
Per la Francia: Virginie Lambert Ferry, France Digitale
Per la Germania: Christian Miele, membro del Board di German Startups Association
Per la Spagna: Carmen Bermejo, Tetuan Valley

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