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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

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Settore carta: Fedrigoni acquisisce Ritrama

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

Fedrigoni S.p.A., gruppo leader in Italia e in Europa nella produzione di carte speciali, prodotti ad alto valore aggiunto per packaging e grafica ed etichette autoadesive. Pressure Sensitive Labels, ha sottoscritto il contratto di acquisizione del gruppo Ritrama, multinazionale italiana di prodotti autoadesivi con siti produttivi in Italia, Spagna, Regno Unito, Cile e Cina. La famiglia Rink, fondatrice del gruppo Ritrama, manterrà la proprietà e la gestione del business di Ritrama in Nord America, continuando la collaborazione commerciale con il resto del Gruppo. Con questa acquisizione, la seconda dall’ingresso di Bain Capital nel capitale del Gruppo, Fedrigoni rafforza la sua posizione di top player in Europa nel settore Pressure Sensitive Labels (dove opera attraverso i brand Arconvert e Manter), unendo la propria eccellenza nelle etichette per il vino, in cui è secondo produttore globale, per il food, l’household e la logistica, all’alta tecnologia applicata ai film adesivi di Ritrama, uno dei principali produttori mondiali per usi pharma, beverages e personal care. Ritrama, attraverso le divisioni graphics e industrial, integra l’offerta del Gruppo Fedrigoni in tali mercati di riferimento.
Nasce dunque un grande player globale nel settore Pressure Sensitive Labels, dove il cliente può trovare ogni soluzione per le etichette autoadesive, sia ad alto contenuto tecnologico che estetico, con un’offerta estremamente capillare e diversificata.
“I business di Arconvert e di Ritrama sono in forte sinergia – conferma Marco Nespolo, amministratore delegato di Gruppo Fedrigoni – operano entrambi con ottimi risultati su mercati in gran parte complementari, Arconvert con un’alta specializzazione nelle etichette autoadesive realizzate con carte speciali, Ritrama con un maggiore expertise nella produzione dei film plastici autoadesivi”.
“La nostra divisione Pressure Sensitive Labels, che sta già registrando performance molto positive, sarà ora più grande, completa e competitiva – prosegue Nespolo – in un mercato in continua crescita in tutti i settori di sbocco e tutte le geografie, a livello mondiale. Ritrama ha un DNA sano, italiano e di vocazione internazionale, come il Gruppo Fedrigoni”.
Ritrama ha registrato ricavi di circa 400 milioni di euro al 31 Dicembre 2018 che si aggiungeranno ai circa 1,2 miliardi di euro di ricavi del Gruppo Fedrigoni nello stesso periodo; a seguito dell’operazione, il fatturato del Gruppo Fedrigoni raggiungerà circa 1,6 miliardi di euro, posizionandolo tra i big mondiali del settore carte speciali per packaging e Pressure Sensitive Labels. Il closing della transazione è previsto per il primo trimestre 2020 ed è soggetto al perfezionamento di determinate condizioni sospensive.
Nell’operazione Ritrama si è avvalsa del supporto di Tamburi Investment Partners quale advisor finanziario, Martinez & Novebaci quale advisor legale e LED Taxand per gli aspetti fiscali. Il Gruppo Fedrigoni si è avvalso del supporto di Rothschild & Co in qualità di advisor finanziario, Latham & Watkins quale advisor legale M&A, Pirola Pennuto Zei e PwC per gli aspetti fiscali e finanziari, BCG per quelli di strategia commerciale, Kirkland & Ellis International LLP per quanto riguarda il finanziamento dell’operazione e Golder per health, safety and environment.

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Costruzioni in Italia: settore in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Continuano a crescere gli investimenti nel settore delle costruzioni, trascinati dalla ripresa delle opere pubbliche. Se nel 2018 il valore complessivo in Italia aveva superato i 139 miliardi di euro, si prevede a fine 2019 un aumento del 3,5%, pari a 4,8 miliardi di euro e nel 2020 di ulteriori 3,3 miliardi (+2,4%). Le stime arrivano dal Monitor edilizia di ottobre 2019, elaborate dall’Osservatorio Samoter-Prometeia. L’indagine analizza ogni trimestre l’andamento del comparto e rappresenta uno strumento che Samoter, il Salone internazionale macchine per costruzioni (Veronafiere, 21-25 marzo 2020), fornisce alle aziende per aiutarle a interpretare le evoluzioni del mercato. Secondo il Monitor edilizia, gli investimenti nel settore hanno avuto un andamento variabile nella prima metà del 2019. Alla forte crescita del primo trimestre è seguito un lieve calo nei tre mesi successivi, anche se in termini tendenziali la variazione degli investimenti è comunque rimasta positiva (+3,2% nel secondo trimestre).
Il clima di fiducia delle imprese del settore è aumentato in settembre e si è confermato su livelli più elevati rispetto agli altri settori dell’economia. In particolare, nel residenziale gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica continuano a dare un contributo rilevante all’attività in questo comparto su impulso delle agevolazioni fiscali. Positivo anche il dato delle compravendite nel mercato residenziale, cresciute del 3,9% nel secondo trimestre. Tuttavia, i prezzi delle abitazioni non hanno ancora raggiunto una completa stabilizzazione, registrando un ulteriore lieve calo nel secondo trimestre (-0,2%), legato unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, a fronte di un aumento nel segmento del nuovo.
Nonostante il lieve rallentamento del secondo trimestre, si conferma (al +3,5%) la stima di crescita degli investimenti in costruzioni nel 2019. Una tendenza diffusa in tutti i comparti di attività, incluso il Genio civile che, beneficiando della ripresa degli investimenti pubblici, ripartirà dopo una lunga fase di contrazione.
A far ben sperare, in particolare, è l’andamento degli investimenti fissi lordi delle pubbliche amministrazioni, in crescita del 6,9% nel primo semestre grazie alle misure adottate negli ultimi anni, a partire dallo sblocco degli avanzi di bilancio delle amministrazioni locali per la realizzazione di opere pubbliche.
Nel 2020-2021 è attesa un’ulteriore crescita delle costruzioni, intorno al +2% medio annuo. L’impulso principale si attende dal Genio civile, nell’ipotesi che sia data effettiva attuazione ai provvedimenti legislativi varati di recente a sostegno delle costruzioni (Decreti “Sblocca cantieri” e “Crescita”). Il nuovo esecutivo ha confermato l’impegno al rilancio delle infrastrutture e alla riqualificazione urbana, annunciando lo stanziamento di risorse aggiuntive nella Legge di bilancio per il 2020. In particolare, sono considerati prioritari il piano dell’Anas per la manutenzione straordinaria e gli investimenti nella rete ferroviaria inclusi nell’aggiornamento del Contratto di programma di RFI per il 2017-2021.
Nello stesso periodo anche l’edilizia residenziale dovrebbe mantenere un profilo espansivo, sebbene a ritmi più contenuti di quelli del biennio 2018-2019, continuando a beneficiare del contributo positivo degli investimenti nella riqualificazione.

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CreatiWeb è tra le agenzie di marketing e comunicazione più grandi d’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 settembre 2019

Da più di 15 anni CreatiWeb, partner di KoobCamp, network punto di riferimento nel settore del turismo en plein air, realizza le strategie coordinate più efficaci per aumentare la visibilità online delle aziende partner rafforzando la loro presenza nei mercati nazionali e internazionali. L’esperienza acquisita, in particolare nel mondo del turismo, è la garanzia di un approccio mirato al raggiungimento degli obiettivi per ogni target di riferimento.Nel corso del 2019 il settore delle agenzie di marketing, pubblicità e comunicazione mostra importanti segnali di sviluppo. In Italia si contano 309 imprese con fatturato in forte espansione e 499 aziende con utili in aumento.Studi approfonditi rivelano che la CreatiWeb si classifica tra le 882 agenzie di marketing e comunicazione più grandi in Italia e raggiunge il 153° posto tra le agenzie con marginalità più alta.Sono 309 le imprese che crescono di oltre il 10% e potrebbero espandersi ulteriormente entro la fine dell’anno, mentre le società che vendono in perdita sono 162. Le aziende che hanno invece diminuito il proprio fatturato, seppur operanti nel settore da diversi anni, sono 370 e hanno subìto una battuta d’arresto soprattutto nell’ultimo anno perdendo significative quote di mercato.CreatiWeb è stata analizzata sotto il profilo finanziario sulla base degli ultimi 4 bilanci depositati in Camera di Commercio: i risultati conseguiti sono stati organizzati in grafici di performance e analisi tabellari in modo da facilitarne il confronto con le altre agenzie dello stesso settore. Cristian Capizzi, CEO presso KoobCamp, partner di Creati Web afferma che: “Questo traguardo rende la CreatiWeb orgogliosa del proprio impegno e permette di offrire una sempre maggiore sicurezza ai clienti, anche grazie alla possibilità di nuovi e ulteriori investimenti sul piano dello sviluppo e soluzioni di comunicazione all’avanguardia”.

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Il settore Finance presenta una sostanziale stabilità nei tassi di occupazione

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

E il 2019 confermerà, con buone probabilità, i trend di crescita dell’anno scorso. Nel breve – medio periodo, le previsioni del settore sono positive e si prevede che le aziende continueranno a investire in risorse Finance, in particolare in profili con forti competenze digital” – è quanto afferma Luigi Di Napoli, Manager Hays, commentando i risultati dell’edizione 2019 della Salary Guide, l’indagine annuale sull’andamento del mercato del lavoro italiano condotta da Hays, coinvolgendo un campione di oltre 150 aziende e più di 600 professionisti.Secondo la ricerca, i comparti che registrano le migliori performance dal punto di vista delle opportunità occupazionali per i professionisti Finance sono il Largo Consumo, l’Information Technology e il Digital & New Media. Nella top 3 dei profili più ricercati figurano l’Industrial Controller nell’industria metalmeccanica, il Sales Controller nel comparto Fast Moving Consumer Goods (FMCG) e l’Accounting e Tax Manager nei servizi. Meno richiesti, invece, il Finance Manager senza la conoscenza fluente dell’inglese, imprescindibile per il ruolo, e il Legal Manager, poiché molte realtà tendono ormai a esternalizzare questa funzione.Ma quali sono le caratteristiche ideali per lavorare nel settore Finance? Secondo gli esperti Hays, il candidato ideale possiede la capacità di analizzare i dati finanziari a supporto del comparto Sales, ha una conoscenza fluente dell’inglese e vanta un approccio flessibile al lavoro. Dal punto di vista del percorso accademico, la laurea in Economia resta un requisito fondamentale per fare strada nel settore.
Per quanto riguarda le retribuzioni, i professionisti più pagati* del Finance si confermano i CFO con retribuzioni che variano da 90.000 a 120.000 euro annui a seconda dell’ambito di riferimento (ad esempio 120.000 euro in ambito GDO/Retail per profili con oltre dieci anni di esperienza). Al secondo posto troviamo i Controller/Finance Manager con 70.000 euro l’anno a pari merito con i Project Cost Controll Manager (oltre dieci anni di esperienza). Stipendi più contenuti per profili come l’Internal Auditor, il Sales Controller e il Payroll Specialist che guadagnano dai 30.000 ai 40.000 euro (2 – 5 anni di esperienza).

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eCommerce e fashion: settore in crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

Cresce il comparto fashion nell’ambito degli acquisti eCommerce: +16% rispetto allo scorso anno, 3.3 miliardi di euro il fatturato complessivo, secondo solo a informatica ed elettronica (+18% per 5 miliardi).L’incremento è degno di nota, nonostante solo il 44% degli italiani acquisti online contro la media europea del 68%.I nostri connazionali hanno però una predilezione per moda e design: negli ultimi 12 mesi il 54% dei clienti online ha comprato abbigliamento o accessori, oppure mobili o complementi d’arredo. È la percentuale più elevata fra gli atti d’acquisto dei vari settori ed è un primato degli italiani.Il 76% di chi compra fashion (considerando quindi anche il retailing fisico) ricerca preventivamente informazioni online e il 73% confronta le differenti opzioni d’acquisto: in quest’ottica i punti vendita diventano un touchpoint primario, configurandosi come vetrine flagship e centri-servizio per quanto attiene ai monomarca. I multimarca mostrano dinamiche diverse, senza sostanziali differenze tra offline e online, all’insegna della totale multicanalità.In questo scenario si collocano le nuove collaborazioni tra Qapla’ (www.qapla.it), sistema integrato che permette di gestire le spedizioni dalla stampa dell’etichetta fino alla notifica di consegna, con Sublime – Easy Shoes (https://sublimeshop.it/), lo store eCommerce di calzature, e con R.a. Boutique (https://raboutique.com/), store di abbigliamento, scarpe e accessori femminili.Cerchiamo di “distruggere” quelle barriere che, almeno nel nostro settore, danno vantaggio all’acquisto offline – afferma Damiano Battista, CEO di Sublime – Easy Shoes. Per fare un esempio, dopo pochi mesi di apertura, ci siamo resi conto che uno dei problemi più grandi era la scelta del numero corretto. Abbiamo così deciso di inserire un servizio di cambio numero totalmente gratuito e, devo dire, i clienti si sentono molto più tranquilli nel fare un acquisto sapendo che hanno la possibilità di cambiare numero spendendo zero. Qapla’ è stata una rivoluzione. Poter gestire centinaia di spedizioni in pochi click non ha prezzo, o meglio, ha un prezzo irrisorio rispetto al vantaggio apportato.

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A sostegno dei nuovi imprenditori del settore sociale e ambientale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

Milano. E’ stato firmato un accordo di partnership tra Réseau Entreprendre Lombardia (REL) – Associazione no profit che applicando il metodo esclusivo Réseau Entreprendre, accompagna gratuitamente gli aspiranti neo-imprenditori nella creazione e nell’avvio della propria attività imprenditoriale, per creare posti di lavoro in Lombardia – e Impact Hub Milano – uno spazio coworking, community, location per eventi, incubatore certificato di startup ad impatto e soggetto attivo e promotore dell’impact investing – per supportare lo sviluppo sul territorio lombardo di imprese di impatto sociale e ambientale.L’obiettivo della siglata intesa tra REL e IHM è quello di mettere a disposizione dei neo-imprenditori REL del social impact alcuni dei principali servizi offerti da IHM agli imprenditori dell’omonima Community internazionale: agevolazioni per servizi e postazioni desk in coworking, partecipazione agli screening per l’accesso ai programmi di tutorship, workshop e agli eventi di networking con gli investitori. E’ prevista anche la creazione di una sinergia reciproca tra gli associati e le rispettive attività di mentoring a supporto dei neo-imprenditori in accompagnamento con REL e con IHM.
“Con la partnership con IHM, Réseau Entreprendre Lombardia, apre una nuova verticale di attività con focus sulle imprese del social impact, entrando a far parte di una Community internazionale di primo piano” dichiara Fabrizio Barini, Presidente di Réseau Entreprendre Lombardia che aggiunge: “Attualmente, Réseau Entreprendre Lombardia (REL) ha inserito nel percorso di accompagnamento due aspiranti neo-imprenditori che stanno realizzando progetti di impatto sociale, i quali potranno fin da subito fruire dei servizi e delle attività altamente specializzate proposte da IHM, per sviluppare i loro business e creare occupazione in Lombardia.”

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Energia: criticità del settore

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

I risultati del Rapporto Call Center e del Rapporto Reclami sono, almeno in parte, positivi ma mettono anche in luce persistenti criticità nel settore energia. L’attività di monitoraggio è sicuramente importante, tuttavia per la natura stessa del nostro ruolo, ci sentiamo in diritto e in dovere di rivendicare un confronto nel merito con l’Autorità che fino a questo momento è mancato. Le Associazioni dei Consumatori svolgono ogni giorno un minuzioso e fondamentale lavoro di tutela del cittadino e sono in prima fila per la difesa dei diritti degli utenti: proprio per questo auspichiamo che a settembre la ripresa delle attività istituzionali segni un cambio di passo su questo fronte e si apra, finalmente, un dialogo che riteniamo assolutamente necessario. A tale proposito riteniamo opportuno evidenziare che se per i contratti non richiesti la percentuale delle contestazioni è rimasta stabile è anche per merito dell’attività congiunta delle Associazioni dei Consumatori e delle maggiori aziende del settore, che hanno sottoscritto protocolli per facilitare la risoluzione delle controversie. La conciliazione, sia essa presso l’Arera o paritetica, è fondamentale per i cittadini e, tra l’altro, costituisce una buona pratica nata in Italia nata dal rapporto tra le Associazioni dei Consumatori e le aziende ora adottata in tutta Europa. Il dato del 66% relativo agli accordi raggiunti è positivo ma parziale: positivo perché dimostra che in molti casi la controversia si conclude con un accordo che porta soddisfazione al cittadino, parziale perché non fotografa del tutto la situazione reale. A tale proposito è infatti necessario precisare che nei casi in cui la conciliazione viene inoltrata da un’Associazione, la percentuale di accordo addirittura supera il 70% mentre se l’istanza viene presentata da un professionista oltre il 70% delle controversie si conclude invece con un mancato accordo. Numeri, questi, che dimostrano ancora una volta la centralità e l’importanza del ruolo delle Associazioni.Altra questione in sospeso, che riguarda tuttavia il legislatore, è l’Albo Nazionale dei Venditori di cui da anni chiediamo l’istituzione. Nei Report di Arera sono state prese in considerazione le aziende con oltre 50mila clienti: ciò significa lasciare fuori qualche centinaio di società più piccole, che spesso sono anche le più aggressive dal punto di vista commerciale. Continuiamo quindi a sostenere la necessità di creare un Albo come strumento di garanzia e di tutela del consumatore.Ultimo ma non meno rilevante elemento è quel 92% di clienti che risultano poco o per nulla informati sull’argomento: si tratta di una percentuale che conferma l’assoluta necessità di una campagna istituzionale che come Federconsumatori invochiamo tempo e che informi e promuova la conciliazione presso i cittadini.

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Lotta alla corruzione nel settore privato

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

Dalla relazione della Commissione emerge che molti Stati membri hanno intensificato gli sforzi per modificare la legislazione nazionale, allineando le sanzioni per i reati di corruzione alle norme minime stabilite nella decisione quadro del Consiglio. La valutazione della Commissione si è concentrata sugli sforzi compiuti dagli Stati membri al fine di configurare come reato vari aspetti della corruzione attiva e passiva nel settore privato, penalizzare l’istigazione alla corruzione e le attività di favoreggiamento e applicare sanzioni giuridiche alle persone fisiche. Deve continuare il lavoro volto ad applicare le misure e a eliminare eventuali limitazioni della portata della decisione, ad esempio l’omissione dei soggetti senza scopo di lucro o l’indicazione di determinate condizioni in cui il reato può essere commesso. La Commissione continuerà in ogni caso a sostenere gli Stati membri nei loro sforzi per recepire, applicare e far rispettare la legislazione dell’UE nel campo della lotta alla corruzione.

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“Gli interessanti sviluppi del settore tecnologico europeo, trascurato dagli investitori”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

A cura di Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. La frammentazione europea ha impedito la nascita di un colosso del mercato di massa in grado di sfidare gli operatori statunitensi e cinesi, ma le aziende tecnologiche europee competono con successo sui mercati globali grazie alle loro caratteristiche distintive.
In termini di capitalizzazione di mercato, le dimensioni delle principali società tecnologiche statunitensi sono esorbitanti: il valore aggregato del capitale proprio di Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google e Microsoft si attesta al momento intorno a USD 4000 miliardi, ossia un ottavo dell’indice S&P500. Anche la Cina ha prodotto colossi tecnologici leader in rapida crescita: Alibaba e le società nate dai relativi scorpori, e Tencent.Dove si colloca l’Europa nell’ambito dell’élite tecnologica globale? L’incapacità del vecchio continente di produrre un’azienda di dimensioni globali attiva nel mercato di massa viene spesso interpretata come segnale di scarsa cultura imprenditoriale e sintomo della mancanza di visione e di ambizione del venture capital europeo.
Può darsi che sia vero; ma è sicuramente errato affermare che l’Europa non abbia prodotto aziende tecnologiche di grande successo nel mercato di massa. Spotify è stata fondata in Svezia anche se è quotata negli Stati Uniti, ed è leader globale nello streaming di musica, mentre Skype, pur essendo di proprietà statunitense dal 2005, è nata in Europa.
Detto ciò, le aziende di Stati Uniti e Cina sono state molto più abili nel creare enormi piattaforme nelle aree dei sociali media, dei motori di ricerca finanziati dalla pubblicità e dei video on-demand. Il loro successo in questi ambiti poggia in larga parte sull’accesso ad economie di scala offerto dagli enormi mercati domestici. Composta da diversi mercati frammentati e distinti, l’Europa non è in grado di offrire un contesto così favorevole.
In altri ambiti l’Europa ha tuttavia riscosso importanti successi. Data la differenza tra Stati Uniti e Cina da un lato, e l’Europa più frammentata dall’altro, non sorprende che il settore tecnologico europeo appaia molto diverso e che i suoi successi siano in aree alternative.Un’area chiave di forza è costituita dai segmenti “business-to-business”: la tedesca SAP rappresenta un esempio di leader globale nel software per aziende, con ricavi annui di circa EUR 25 miliardi e una capitalizzazione di mercato di quasi EUR 140 miliardi,3 mentre Interxion, presente nel nostro portafoglio, domina il mercato dei centri dati europei.
I mercati B2B tendono a essere di nicchia, non settori di grandi dimensioni come i social media, ma sono spesso globali e possono offrire un enorme potenziale di crescita e di rendimenti. La francese Dassault Systèmes, anch’essa presente nel nostro portafoglio, è il fornitore leader globale di software per il design e la produzione, e dal 2010 ha più che raddoppiato i ricavi portandoli a EUR 3,5 miliardi; eppure pochi utenti di Facebook ne hanno mai sentito parlare. Amadeus, quotata in borsa a Madrid, è il maggiore fornitore mondiale di servizi di ricerca e di prenotazione per compagnie aeree e società di viaggi, con una quota di mercato prossima al 40%.In aree quali la tecnologia medica, il gruppo olandese di elettronica Philips, fondato nel 1891, ha abbandonato il suo tradizionale ambito dell’illuminazione trasformandosi in una delle prime società mondiali di tecnologia per la salute. In Europa, R&S nell’ambito delle tecnologie medicali producono un vasto numero di start-up e di spin-out universitari innovativi – Oxford Nanopore, ad esempio, è degna concorrente di Illumina nel sequenziamento genetico, un mercato per cui si prevede una crescita di sette volte nel medio periodo.
Sebbene Amazon e Alibaba dominino l’e-commerce, le aziende europee sono state pioniere in aree come le app per il cibo da asporto e stanno creando gruppi internazionali tramite crescita organica e acquisizioni. Just Eat e Takeaway.com, fondate rispettivamente in Danimarca e nei Paesi Bassi, sono tra i principali consolidatori europei. Nel confronto, Uber è arrivata tardi sul mercato della consegna di cibo a domicilio.
Se i mercati di Stati Uniti e Cina sono per loro natura i meglio posizionati per produrre determinati tipi di leader tecnologici, lo stesso può dirsi per l’Europa. In alcuni settori, quali ad esempio quelli alimentari, sono emerse imprese di punta che solo in seguito si sono consolidate formando gruppi di dimensioni europee al fine di sfruttare maggiori economie di scala. In altri, tra cui i servizi finanziari retail, questioni culturali e normative impediscono alle società di espandersi oltre i confini nazionali. Tuttavia, anche in questo ambito le aziende leader hanno messo in piedi attività interessanti e altamente redditizie: si pensi a Finecobank in Italia, Avanza in Svezia e Hargreaves Lansdown nel Regno Unito.Lo sviluppo di servizi finanziari su base tecnologica in Europa, e in particolare la nascita di start-up finanziate dal venture capital, evidenziano un altro vantaggio di cui gode l’Europa: la disponibilità delle autorità di regolamentazione a consentire l’innovazione d’avanguardia.
Nel segmento dell’online gaming, ad esempio, le nuove società europee hanno conquistato presto una posizione di punta dopo il 2000, mentre le autorità di regolamentazione statunitensi hanno bloccato i giochi online. Nell’ambito dei servizi finanziari, la disponibilità delle autorità di regolamentazione europee, specialmente nel Regno Unito, a incoraggiare l’innovazione per soddisfare le esigenze dei clienti ha consentito al settore della tecnologia finanziaria di prosperare.L’Europa è all’avanguardia in aree come quella delle banche basate solo su app, in cui operatori privati come Monzo, Revolut e N26 hanno acquisito milioni di clienti nelle fasce di utenza più giovani e programmato lanci anche negli Stati Uniti, mentre Transferwise, società con sede a Londra fondata da due estoni, ha creato un’enorme piattaforma di trading per il mercato valutario retail. OakNorth ha contribuito all’automazione delle decisioni di credito su prestiti alle piccole imprese e figura ora tra le società fintech con le valutazioni più elevate. La società ha di recente annunciato un investimento per USD 440 milioni da parte del Vision Fund di Softbank, che ha valutato la società a USD 2,8 miliardi.Storie di successo in Europa si sono riscontrate anche in un altro settore finanziario chiave, quello dei pagamenti: a marzo, Worldpay, un importante operatore europeo, è stato acquisito dalla statunitense FIS nel quadro di un’operazione del valore di EUR 43 miliardi, debito incluso, mentre la società olandese di e-commerce e terminali POS Adyen si è quotata lo scorso anno ad Amsterdam e ha un valore di quasi EUR 20 miliardi.
Il settore tecnologico europeo può non aver generato concorrenti in grado di competere con gli operatori statunitensi di piattaforme rivolte ai consumatori, che rappresentano la nostra idea di successo per le società tecnologiche, ma ciò è dovuto al fatto che l’Europa è diversa sia dagli Stati Uniti che dalla Cina. I punti di forza del settore tecnologico europeo scaturiscono dalle caratteristiche distintive del mercato europeo, e in presenza di condizioni favorevoli gli operatori leader europei competono con successo su scala globale.

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L’Europa primeggia nel settore della mobilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

Una nuova ricerca del PTOLEMUS Consulting Group ha rivelato che 12 tra i primi 17 provider mondiali di piattaforme B2B per la mobilità hanno la loro sede centrale in Europa. Questi fornitori di software provengono da diversi contesti tecnologici o di operatività stradale, ma sono tutti sostenuti da un ambiente favorevole e numerose iniziative cittadine in Europa.Frederic Bruneteau, Amministratore Delegato di PTOLEMUS, ha affermato: “Mentre l’India ha appena lanciato il modello MaaS (Mobility as a Service) a livello nazionale integrato e verticale, le aziende tecnologiche europee del settore mobilità (mobtech) stanno proponendo un modello diverso che usufruisce di piattaforme open software che tutti possono utilizzare. Stanno dando agli operatori mobili un’alternativa agli inevitabili duelli fra chi mangia (chi integra) e chi verrà mangiato (chi viene integrato). Questo rapporto fa luce sugli attori specialisti che competono con le iniziative governative e i giganti come Google e Uber”.Il manuale “Mobility Platform Suppliers” è il primo a identificare e valutare i fornitori di software MaaS e a chiarire questo mercato veramente complesso. Aiuterà le città, gli operatori di trasporto pubblico e i provider di servizi di mobilità a scegliere il modello ottimale e offrire esperienze di mobilità senza discontinuità.
Il rapporto offre una mappa della catena di valore e degli stakeholder. Stabilisce anche i 6 livelli di integrazione necessari a offrire una soluzione MaaS completa. Include una valutazione di 17 fornitori di piattaforme di mobilità, descrivendo in dettaglio i loro clienti fondamentali, servizi, investitori e casi di studio.

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Agroalimentare veneto: Andamento 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Legnaro-Pd oggi 24 gennaio (ore 11:00) presso la sede di Veneto Agricoltura (Agripolis) “tradizionale” conferenza stampa di inizio anno. Sono poco più di 63.400 le imprese agricole attive in Veneto iscritte nel Registro delle Imprese delle Camere di Commercio al terzo trimestre del 2018. Un numero ancora in leggero calo (-0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e in linea con l’andamento registrato dal settore anche a livello nazionale. È questo il primo dato che emerge dall’analisi della grande mole di numeri in corso di elaborazione da parte degli esperti di Veneto Agricoltura in vista del tradizionale incontro di inizio anno con i giornalisti sull’andamento del settore agroalimentare veneto nell’anno appena concluso. Com’è tradizione ormai da molti anni, gli esperti dell’Agenzia regionale forniranno un primo quadro sull’andamento economico-produttivo del comparto, comprendente numero degli occupati, superficie, produzione per singolo comparto, risultati dell’export agroalimentare regionale, ecc. La Conferenza Stampa rappresenta un importante momento per comprendere in anteprima lo stato di salute e il reale andamento dell’agricoltura veneta nel 2018, in attesa dell’incontro in programma nel mese di giugno quando sarà diffuso il Report consuntivo congiunturale.All’incontro saranno presenti l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan e il Direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro.

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EPAL: prosegue il trend positivo

Posted by fidest press agency su domenica, 2 dicembre 2018

Con una produzione in grado di soddisfare la domanda e di incrementare il miglioramento degli standard di qualità del settore degli imballaggi, nel terzo trimestre del 2018 il mercato dei pallet EPAL ha registrato un aumento complessivo del 7% con 2.574.148 pallet immessi sul mercato tra luglio e settembre 2018 per un totale di 7.933.714 unità, se si sommano anche i risultati dei primi due trimestri dell’anno. A confermare lo stato di benessere del settore è l’analisi trimestrale di Conlegno, il Consorzio per la tutela del legno e del sughero che ricopre il ruolo di soggetto gestore del marchio EPAL per l’Italia.
La crescita più importante ha riguardato il settore del nuovo, che nel terzo trimestre ha registrato un balzo nella produzione del 7%, con 1.602.811 unità, rispetto allo stesso periodo del 2017. Più contenuto ma comunque positivo il dato sul segmento della riparazione che segna un incremento del 2%, per un totale di 971.337 pallet. “La continua crescita del mercato dei pallet è rappresentativa del buono stato di salute dell’economia nel suo complesso – spiega Davide Dellavalle, Coordinatore del Comitato Tecnico EPAL Italia – Una maggiore richiesta di imballaggi a marchio EPAL da parte delle aziende è indice infatti di un incremento dei consumi e degli scambi di merci all’interno del mercato nazionale, specialmente nel settore della grande distribuzione”. I dati relativi alla produzione di pallet nuovi sommati al semestre precedente sottolineano una crescita complessiva del 15% rispetto al 2017, con 4.890.550 unità realizzate. I pallet riparati si fermano invece a quota 3.043.164, con una diminuzione dell’1%. Nel complesso, tra pallet EPAL nuovi e riparati si sono prodotte 7.933.714 unità, con un incremento rispetto allo scorso anno che si attesta all’8%.

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PayTipper, con PuntoPuoi network, cresce nel settore cartolibraio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Il tema della sicurezza e dell’affidabilità delle piattaforme web per servizi di pagamento rimane cruciale per il futuro dell’economia digitale. Molti operatori del settore stanno investendo risorse nel knowledge e nelle attività di sviluppo, poiché il mercato appare sempre più sensibile alle innovazioni tecnologiche e alle loro applicazioni pratiche.Si inserisce in questo trend di mercato la campagna di affiliazione di PuntoPuoi, la rete dell’Istituto di Pagamento PayTipper, che permette agli esercizi aderenti di offrire al cliente finale alcuni servizi a valore aggiunto. Tra questi, si segnalano: il Pagamento di Bollettini postali e Freccia, avvisi di pagamento PagoPA, MAV e RAV; l’Acquisto di Ricariche delle maggiori compagnie telefoniche, di pay Tv e Tv digitali, e di gift card; il servizio di Spedizioni in Italia e in Europa, erogato tramite una piattaforma comparativa dei principali vettori; il servizio Visure per accedere ai prospetti della banca dati della Camera di Commercio.In una logica di confronto e di interazione con gli altri operatori e con gli utenti, PayTipper e PuntoPuoi hanno deciso di presentare le opportunità per gli esercenti del mondo della cartoleria e della cartolibreria a Big Buyer – la manifestazione annuale B2B di riferimento per il settore – che si terrà presso il quartiere fieristico di Bologna il 21, 22 e 23 novembre.Far parte del network PuntoPuoi significa avere accesso a una piattaforma web, sicura e semplice da usare, che consente di usufruire di alcuni servizi, a completamento dell’offerta alla clientela. Inoltre, grazie a POS+ – terminale ideato appositamente da PayTipper e perfettamente integrato con la piattaforma di pagamento – oltre che in contanti, i pagamenti di bollettini, Freccia, Mav, Rav e PagoPA potranno essere effettuati, con carte di debito e di credito del circuito PagoBANCOMAT e dei maggiori circuiti internazionali. POS+ permette di far pagare i bollettini allo stesso prezzo del contante ed è abilitato ai pagamenti generici; grazie a un unico terminale sarà quindi possibile effettuare sia i pagamenti relativi a servizi a valore aggiunto, sia quelli di tutti i prodotti e servizi della cartoleria o cartolibreria.

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Elettricità: come essere preparati alla “rivoluzione” del settore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Quando l’elettricità si chiamava “luce” e i consumatori erano “utenti”, la base del sistema energetico era assicurato dalle grandi centrali termoelettriche. Oggi non esiste più quel mondo e la transizione energetica sta portando un cambiamento radicale nel modo di produrre, di consumare e di pensare l’energia. Gli impianti da fonti rinnovabili sono sempre più economici ma discontinui; le tecnologie stanno cambiando in via irreversibile lo scenario. Il chilowattora non sarà più un semplice prodotto ma un vettore di servizi quali riscaldamento, sicurezza, illuminazione, climatizzazione, trasporti e così via. Intanto, dopo anni di prezzi calanti, le quotazioni sul mercato elettrico sono risalite bruscamente in poco tempo: perché questo rialzo, e quanto durerà?
Per Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys “il nuovo mercato necessita di una visione nuova, poiché sono cambiati i modelli e la struttura che lo facevano funzionare, così come l’avevamo conosciuto fino a ieri. Bisognerà capire, a questo punto, quale impatto potranno avere sia la riduzione dei costi derivanti dalle tecnologie rinnovabili, sia gli investimenti necessari per infrastrutture, accumuli e servizi innovativi per gestire la maggiore complessità sul sistema che ne deriverà”.

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Riforma del settore giochi entro sei mesi per combattere illegalità e salvaguardare le entrate erariali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

Tessera sanitaria obbligatoria per poter giocare alle slot e alle Vlt, modifiche alle terminologie per i Gratta e Vinci, l’istituzione di un logo “no slot” per i pubblici esercizi, aumento del PREU sulle Slot per finanziare l’assunzione degli Under 35. Come riporta Agipronews è quanto prevedono gli emendamenti al Decreto Dignità in materia di gioco approvati dalle Commissioni Finanze e Lavoro della Camera. Il provvedimento del Governo, che nella formulazione originaria prevede il divieto alle pubblicità di gioco e un aumento del prelievo per gli apparecchi, attende il via libera definitivo in Commissione con il voto. del mandato ai relatori. Questi ultimi, prosegue Agipronews, dovranno poi riferire in Aula la prossima settimana. Una volta ottenuto l’ok della Camera il testo dovrà poi approdare in Senato.
Entro sei mesi, il Governo M5S-Lega avvierà la riforma del settore giochi, con l’obiettivo di contrastare il gioco illegale e patologico e salvaguardare le entrate: è quanto prevede una riformulazione dell’emendamento 1.011 Trano (M5S) approvata dalle Commissioni. Lo stesso emendamento, inoltre, stabilisce che su Slot e Vlt verrà applicato un altro aumento del prelievo unico (oltre a quello già previsto dal Decreto, per coprire i mancati introiti derivanti dal divieto di pubblicità) che porterà l’aliquota al 19,6% e al 6,65% dal 1° maggio 2019, al 19,68% e al 6,68% dal 2020, al 19,75% e al 6,75% dal 2021 e al 19,6% e al 6,6% delle somme giocate dal 2023.L’emendamento sulla tessera sanitaria, riferisce Agipronews, ha l’obiettivo di impedire l’accesso a slot e Vlt da parte dei minorenni, inoltre, a partire da gennaio 2020, è prevista la rimozione di tutti gli apparecchi che non si adeguano alle nuove disposizioni, pena una sanzione di 10mila euro per ciascun apparecchio.Ok in Commissione anche all’emendamento sui tagliandi Gratta e Vinci: la proposta è di sostituire il termine “ludopatia” con “disturbo da gioco d’azzardo patologico”, si chiede inoltre di eliminare i riferimenti ai premi “uguali o inferiori al costo della giocata” nella parte del tagliando in cui sono indicate le probabilità di vincita. Lo stesso emendamento introduce un’ulteriore stretta sui programmi radiotelevisivi: in previsione del divieto di pubblicità di gioco, si chiede che i programmi che ospitano messaggi pubblicitari di gaming “siano preceduti dall’avvertenza che il programma non è adatto ai minori”.Ancora sul settore slot, le Commissioni hanno approvato l’istituzione del logo “no slot” per i locali che non ospitano o disinstallano gli apparecchi da gioco. Il logo verrà istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico, con l’Osservatorio sul gioco patologico che ne definirà entro sei mesi le condizioni per il rilascio.RED/Agipr

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Assalzoo: Mangimistica, nel 2017 settore in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Il valore della produzione italiana di mangimi per l’alimentazione animale nel 2017 si è mantenuta sopra l’importante soglia dei 6 miliardi di euro, con un aumento di quasi l’1% rispetto all’anno precedente (6,020 miliardi di euro nel 2016). È questo, insieme alla consistenza produttiva, uno dei dati principali presentati oggi a Roma da Assalzoo, l’Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici, nel corso della sessione pubblica dell’Assemblea annuale.I dati del comparto – Gli indicatori economici del settore mangimistico evidenziano ancora una volta un settore segnato dalla crescita, tanto dei volumi produttivi, quanto dei ricavi complessivi. Si tratta di un movimento all’insù che replica, a grandi linee, quello messo a segno nel suo complesso dall’intera economia italiana.Entrando nel dettaglio numerico, il mercato degli alimenti zootecnici italiano ha generato un valore 6,080 miliardi di euro (contro i 6,020 miliardi di euro del 2016). Intorno all’un per cento l’aumento dei prezzi di produzione e quello relativo al costo del lavoro. Continua la crescita degli investimenti fissi, che toccano quest’anno l’importante soglia dei cento milioni di euro.Stabile un dato essenziale per un settore radicato nella società italiana quale è il numero degli addetti: si confermano 8500 le persone, escluso l’indotto, che lavorano nel settore mangimistico. “È una grande soddisfazione – sottolinea Alberto Allodi, presidente di Assalzoo – per chi rappresenta questo settore presentare dei dati in crescita che dimostrano con chiarezza come la mangimistica italiana sia un settore industriale sano e innovativo. Questi segni positivi hanno ancora maggiore rilevanza, perché si concretizzano in un contesto generale altamente sfidante. Tra i dati, elaborati dall’ufficio economico dell’associazione vorrei evidenziare l’aumento degli investimenti. Gli imprenditori sanno che il futuro dell’impresa è nella capacità di guardare lontano e sapere investire nell’innovazione. Il dato di crescita, che ha raggiunto la cifra tonda dei 100 milioni, indica proprio la lungimiranza dei nostri associati”. http://www.mangimiealimenti.it

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I fattori che stimolano la crescita del settore FinTech

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Le tecnologie avanzate, la digitalizzazione e le mutevoli richieste dei consumatori stanno portando le compagnie di servizi finanziari ad adottare un approccio più incentrato sul consumatore. Di conseguenza, molte aziende hanno lanciato prodotti, soluzioni e servizi innovativi. L’utilizzo di tecnologie avanzate – tra cui cloud, piattaforme, Internet of Things (IoT), intelligenza artificiale (AI), apprendimento automatico (ML), blockchain e interfacce di programmazione delle applicazioni (API) – ha un forte impatto sulle attività aziendali e sull’esperienza del consumatore. L’impiego delle tecnologie potenzia i risultati dei servizi e dei sottosegmenti, come le piattaforme FinTech, Robo-advisory, InsurTech, RegTech e PayTech, per i quali si prevede una rapida crescita. Nonostante il quantum computing sia ancora in una fase iniziale, i casi d’uso e gli esperimenti sono molto incoraggianti.L’ultimo studio condotto da Frost & Sullivan intitolato FinTech—Growth Opportunities in the Global Market analizza i prodotti e i servizi emergenti, i sottosegmenti basati sulla tecnologia, i nuovi modelli di business e le innovazioni che stravolgeranno l’industria.
I fattori che stimolano la crescita all’interno del mercato globale dei servizi finanziari sono:
L’adozione di un approccio incentrato sul consumatore da parte delle compagnie di servizi finanziari al fine di fornire servizi personalizzati e migliorare l’esperienza dei clienti.
L’aumento delle partnership tra operatori storici e start-up per promuovere una rapida innovazione e accelerare il time-to-market, dove le start-up offrono elasticità e gli operatori storici forniscono scalabilità.
L’utilizzo della tecnologia e gli ottimi risultati conseguiti in varie aree di FinTech generano opportunità di crescita all’interno dei settori BaaS, RegTech, InsurTech, PayTech e WealthTech.
Un’approccio omnicanale basato sulla tecnologia, che permette ai consumatori di vivere un’esperienza coerente e lineare attraverso vari canali, dispositivi e touchpoint multipli.
Poter accedere sempre e ovunque ai servizi finanziari è determinante per il successo.

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Cosmesi: un settore da 11 miliardi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

I dati preconsuntivi 2017 confermano ancora una volta la crescita del settore della cosmesi, che registra un valore del fatturato globale pari a 11 miliardi di euro, a +4,3% rispetto all’anno precedente.L’export rimane la componente chiave per la crescita dei valori di produzione, segnando un incremento di 8 punti percentuali e arrivando a toccare i 4,7 miliardi di euro. Anche la bilancia commerciale registra un nuovo record, raggiungendo i 2,5 miliardi di euro.Significativo anche il quadro dell’intera filiera cosmetica che, analizzando tutti gli anelli della catena (ingredienti, macchinari, imballaggio, prodotto finito) vanta un fatturato complessivo superiore ai 15,7 miliardi di euro (+4,8%).La salute del settore si rispecchia anche nell’andamento dei singoli canali, che continuano a registrare trend positivi. I dati preconsuntivi relativi al II semestre del 2017, infatti, attestano una lenta, ma costante espansione per i canali dell’erboristeria (+0,9%) e della farmacia (+2%). In aumento di 1,5 punti percentuali anche la grande distribuzione, con un valore delle vendite che supera i 4 miliardi di euro: oltre il 40% della distribuzione di cosmetici a livello nazionale. Sui numeri del canale incidono in maniera significativa i fenomeni della distribuzione monomarca e dei punti vendita casa-toilette. Il comparto della produzione cosmetica conto terzi vanta un fatturato di oltre 1 miliardo di euro, con un incremento pari a +8,5%. L’unica eccezione alla crescita generale è la profumeria tradizionale, in lieve calo dello 0,5%.
Crescono significativamente anche le vendite dirette (+8,7%), spinte dalla digital transformation: l’e-commerce, infatti, segna un incremento a doppia cifra (+23%). Rimangono, tuttavia, ancora marginali i volumi di vendita: 820 milioni di euro per le vendite dirette, di cui circa 300 milioni sono da attribuire all’e-commerce.Buone anche le performance dei canali professionali – i saloni di estetica e acconciatura – che riconfermano il +2% del semestre precedente.L’analisi dei trend di consumo dei singoli prodotti evidenzia la crescita significativa di contorno occhi e zone specifiche (+7,2%), seguiti da rossetti, lucidalabbra e solari (+6,9%).
A livello di famiglie di prodotto sono infatti i cosmetici per la cura del viso la principale famiglia di consumo nelle abitudini degli italiani che, grazie al trend positivo del 2,7% rispetto al 2016, coprono il 16,9% del totale vendite per un valore pari a 1.435 milioni di euro.
Alcuni dati possono aiutare a meglio inquadrare il valore del comparto: il nostro Paese è il quarto sistema economico della cosmetica dopo Germania, Regno Unito e Francia con 35mila occupati, che salgono a 200mila con l’indotto.Le donne impiegate nel settore rappresentano il 54% (circa 19.000), mentre la media dell’industria manifatturiera è ferma al 28%.
I laureati totali sono pari all’11% degli occupati, contro una media nazionale del 6% e le donne laureate sono circa 1.700, il 45% dei laureati nel settore. Oltre agli specializzati in chimica farmaceutica e cosmetologia, sono numerosi gli addetti specializzati in economia e marketing di canale.Per l’innovazione e la tecnologia, la ricerca e lo sviluppo le imprese della cosmesi in Italia investono più del 6% del fatturato, contro una media nazionale stimata inferiore al 3%.
Non si dimentichi, inoltre, che la cosmetica copre il 44% degli investimenti in comunicazione dei beni “non food” e che il 60% del make-up distribuito nel mondo è fabbricato in Italia, a testimonianza del ricco e dinamico tessuto produttivo che vede la più importante concentrazione di imprese cosmetiche nel nord Italia.In particolare, la Lombardia si conferma la regione con la più alta densità di imprese cosmetiche con oltre il 51% (il 54% delle aziende cosmetiche lombarde si trova nella provincia di Milano), seguita da Emilia Romagna, Veneto e Piemonte.
Il rapporto export/produzione supera il 41% a fine 2017; ma esistono ancora ampi margini per i processi di internazionalizzazione del comparto. Dal 2000 la crescita delle esportazioni è superiore all’incremento della domanda di cosmetici, a testimonianza dell’aumento della competitività italiana nel settore.

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Accordo per supportare 60 PMI della filiera produttiva del settore automotive

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 marzo 2018

SACE SIMEST, Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, e Prima Sole Components, azienda leader nel settore della componentistica per automotive, firmano un accordo a sostegno di 60 PMI fornitrici del gruppo industriale laziale. Nell’ambito dell’accordo, le aziende fornitrici di Prima Sole Components potranno rafforzare la propria liquidità attraverso il pagamento anticipato delle forniture eseguite, ottenere le garanzie necessarie per l’esecuzione di nuovi contratti di fornitura in Italia e all’estero, proteggere il proprio fatturato dal rischio di mancato pagamento e recuperare i crediti insoluti in tutto il mondo. Inoltre, tramite SACE SIMEST, avranno a disposizione un’importante gamma di soluzioni per crescere e consolidarsi sui mercati internazionali: dai finanziamenti a tasso agevolato di SIMEST alle garanzie che SACE offre a supporto dell’internazionalizzazione.
«Con entusiasmo abbiamo aderito all’iniziativa proposta da SACE SIMEST – ha dichiarato Maurizio Stirpe, Presidente del Gruppo Prima – in quanto da sempre la nostra politica si fonda sul sostegno e la stretta collaborazione con i nostri fornitori. L’accordo di filiera in parola ritengo possa essere l’espressione massima del modus operandi del nostro Gruppo verso i nostri fornitori-partner; aprendo le porte ad una nuova visione delle interrelazioni nel mondo della subfornitura ».«Questo accordo conferma il nostro impegno nel supportare un settore, come quello dell’automotive, che si è rivelato capace di fare molto bene sui mercati internazionali – ha dichiarato Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE. Nel 2017, infatti, il comparto ha toccato il 24 miliardi di export e, secondo le nostre previsioni, è destinato a crescere nei prossimi tre anni. Dietro a questi successi ci sono anche le tante aziende che compongono la filiera produttiva e che rappresentano un’imprenditoria di qualità che deve essere sostenuta. SACE e SIMEST sono pronte per affiancare queste aziende nell’operatività di tutti i giorni ma anche nella grande sfida dei mercati internazionali».L’intesa firmata oggi rafforza una partnership di lungo periodo, con il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione che ha sostenuto la decisa strategia d’internazionalizzazione del Gruppo Prima Sole in diverse occasioni. SACE – oltre ad aver deliberato lo scorso dicembre una linea di reverse factoring da 10 milioni di euro – ha garantito diverse linee di credito dedicate alla penetrazione e al presidio di mercati esteri. Inoltre SIMEST ha recentemente acquisito una quota di minoranza nella società Sole Components, promuovendo lo sviluppo del Gruppo in Brasile (al seguito di FCA) e in Germania (al seguito di Daimler nel segmento Truck).Il Gruppo Prima Sole, controllato dalla famiglia Stirpe, è attivo da circa 40 anni nella progettazione, produzione e commercializzazione di componentistica in plastica, principalmente destinata al settore automotive. Grazie agli stabilimenti produttivi in Italia e all’estero, il Gruppo riveste oggi il ruolo di player globale per il segmento di riferimento, collaborando con le principali case automobilistiche mondiali ed esportando la metà del proprio fatturato.

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Fisco: come difendersi dagli studi di settore

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

cassazioneGrazie al prezioso aiuto di un esperto in materia, l’Avv. Maurizio Villani, di seguito pubblichiamo un vademecum a sua firma, che elenca pratici consigli su come difendersi dagli studi di settore. La Corte di Cassazione ha affermato, con orientamento consolidato, che i parametri o studi di settore, rappresentando la risultante dell’estrapolazione statistica di una pluralità di dati settoriali acquisiti su campioni di contribuenti e dalle relative dichiarazioni, rivelano valori che, quando eccedono il dichiarato, integrano il presupposto per il legittimo esercizio da parte dell’Ufficio dell’accertamento analitico-induttivo, ex art. 39, comma 1, lett. d, del DPR n. 600 del 1973. Lo studio di settore deve essere necessariamente svolto in contraddittorio col contribuente, sul quale, nella fase amministrativa e, soprattutto, contenziosa, incombe l’onere di allegare e provare, senza limitazioni di mezzi e di contenuto, la sussistenza delle condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli “standards” o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame, sì da giustificare un reddito inferiore a quello che sarebbe stato normale secondo la procedura di accertamento tributario standardizzato. All’ente impositore fa carico, invece, dimostrare l’applicabilità dello standard prescelto al caso concreto oggetto di accertamento, con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente (S.U. n. 26635 del 2009; n. 14288 del 2016; n. 3415 del 2015; n. 12631 del 2017). L’esperimento del contraddittorio col contribuente e la puntuale valutazione delle relative risultanze costituiscono, dunque, elementi essenziali ed imprescindibili della validazione, da parte del giudice, dell’accertamento fiscale basato sugli studi di settore, in quanto l’elaborazione statistica dei parametri, di per sé soggetta alle approssimazioni proprie dello strumento statistico, deve essere adeguata alla realtà reddituale del singolo contribuente, solo così potendo emergere gli elementi idonei a commisurare la presunzione alla concreta realtà economica dell’impresa. Con la conseguenza che la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel mero rilievo dello scostamento dagli studi di settore, ma deve essere integrata, anche sotto il profilo probatorio, con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio, soltanto così potendo emergere la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata sugli studi di settore e la giustificabilità di un onere della prova contraria a carico del contribuente (Cass. n. 27822 del 2013).La giurisprudenza di merito, confermata dalla Corte di Cassazione con i principi sopra esposti, ha così ritenuto direttamente riconducibile all’accertamento presuntivo basato sugli studi di settore anche la determinazione della percentuale di ricarico, senza valutare le giustificazioni addotte dalla ricorrente e le circostanze ed elementi di fatto proposti per dimostrare l’eventuale allontanamento della sua attività dal modello normale, incorrendo così in un evidente vizio logico ed in un sostanziale travisamento degli oneri probatori gravanti ex lege sulle parti. Ciò in quanto l’accertamento basato sugli studi di settore non può esaurirsi nel mero rilievo dello scostamento del reddito dichiarato rispetto ad essi, ma deve essere integrato (anche sotto il profilo probatorio) con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio, solo così emergendo la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata sui suddetti studi di settore e la giustificabilità di un onere della prova contraria (ma senza alcuna limitazione di mezzi e di contenuto) a carico del contribuente (Cass. n. 15633 del 2014; n. 27822/2013; n. 25929/2017). La giurisprudenza di merito, confermata dalla Corte di Cassazione con i principi sopra esposti, ha così congruamente motivato, dando rilievo ad una serie di elementi forniti dal contribuente, idonei a superare le presunzioni dell’accertamento basato sugli studi di settore, quali: l’assenza di irregolarità contabili per quanto attiene alla fatturazione dell’attività espletata; il contesto economico-sociale degradato, con conseguente ridotta capacità di guadagno compatibile con il reddito dichiarato; la clientela con scarse capacità reddituali; la mancanza di indizi di evasione fiscale non enunciati nella parte motiva dell’accertamento. I contribuenti, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, possono contestare gli studi di settore citando la suddetta giurisprudenza della Corte di Cassazione.

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