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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

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Una sfida per l’Italia: cogliere le opportunità offerte dal Recovery Fund

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

A cura di Alberto Foà Presidente di AcomeA SGR. A fine maggio la Commissione Europea ha pubblicato la sua proposta sul Recovery Fund (RF), creato all’interno del 2021-2027 MFF, il budget settennale della UE. L’elemento essenziale è un fondo di emergenza da 750 miliardi (5.6% del PIL EU), chiamato Next Generation EU. Lo scopo del Fondo è quello di “sfruttare il pieno potenziale del bilancio dell’Unione Europea per mobilizzare gli investimenti e anticipare il supporto finanziario nei primi anni della fase di ripresa”.La Commissione emetterà debito sul mercato pari a 750 mld ed erogherà 2/3 di quanto raccolto (500 mld) sotto forma di grants (trasferimenti) e 1/3 (250mld) sotto forma di prestiti ai singoli paesi. Il volume delle emissioni per finanziare il RF è oltre dieci volte superiore a quanto emesso finora dalla Commissione (ca. 70 mld). Il Recovery Fund erogherà i fondi in gran parte tra il 2021-2024. Il debito verrà emesso con varie scadenze e verrà rimborsato tra il 2027 e il 2058. Per i 500 mld di grants, l’onere del rimborso potrebbe gravare proporzionalmente al peso dei paesi nel PIL europeo (ma, come vedremo, non è certo). Per i 250 mld di prestiti, ogni paese ovviamente restituirà quanto preso in prestito.Per l’Italia, alcune simulazioni parlano di circa 87 mld di trasferimenti e 91 mld di prestiti, in totale 178mld, quasi il 10% del PIL. Alcuni critici hanno sottolineato che è un numero che sembra grande, ma inadeguato alle esigenze italiane: i prestiti (91 mld) andranno comunque restituiti per intero; e, comunque, l’Italia dovrà contribuire con la sua quota (pari a 55 mld) per il rimborso del debito contratto dall’Unione Europea a fronte dei 500 mld di trasferimenti. Questo lascerebbe un beneficio netto di “soli” 32mld (la differenza fra 87 e 55 mld), pari a poco meno del 2% del PIL, che, “spalmato” su 7 anni, equivale allo 0,3% per anno. Troppo poco per fare la differenza. Ma questo pessimismo appare fuori luogo per almeno tre ragioni:
1) il debito verrà rimborsato dopo il 2027 ed entro il 2058, di certo non a breve e comunque ben oltre l’utilizzo dei fondi stessi. La Commissione ha aggiunto inoltre che potrà introdurre nuove imposte comunitarie (carbon tax, digital tax), che graverebbero anche sulle multinazionali estere. Pertanto, non è certo che l’onere del rimborso del bond peserà interamente sui singoli bilanci nazionali dei paesi UE.
2) La Commissione ha l’opzione di ri-emettere il debito in scadenza. In quel caso, l’Italia continuerebbe a contribuire per la sua quota degli interessi posticipando il momento in cui versare la sua quota per il rimborso del capitale. Visto che presumibilmente la Commissione si finanzierà a tassi vicini allo zero, stiamo parlando di cifre irrisorie.
3) L’Italia potrebbe inoltre risparmiare qualora decidesse di finanziarsi presso la Commissione piuttosto che sul mercato. Il differenziale tra l’emissione oggi di un Btp a 20 anni e di un titolo della Commissione si potrebbe aggirare intorno a 150 punti base (1,5%), che su un di 91mld equivalgono a un risparmio di circa 1,4 mld all’anno.
Sulla questione della capacità del Sistema Italia di assorbire risorse UE, nei prossimi 7 anni potrebbero confluire risorse extra pari al 10% del PIL, da ripagare nel medio/lungo periodo. E, presumibilmente, questa iniezione di liquidità si concentrerà nei prossimi 3-4 anni. Per l’Europa, gli ultimi numeri sull’absorption rate per il budget in corso (2014-2020) sono 48% in Germania, 52% in Francia, 38% in Spagna e Italia. Le regole sull’utilizzo dei fondi strutturali prevedono che, qualora un Paese non abbia sfruttato pienamente i fondi assegnati nei 7 anni del budget, esso possa richiedere ed utilizzare i fondi anche nei 3 anni seguenti alla fine del budget di riferimento. E infatti, normalmente, si assiste ad un’accelerazione dei progetti presentati dai Paesi ed approvati dalla UE proprio nei 3 anni seguenti alla fine dei 7 anni di budget. Inutile dire che i progetti presentati “in extremis” per non perdere i fondi assegnati sono di minor qualità, sia per l’ovvia osservazione che fare gli investimenti prima è meglio che realizzarli dopo, specie in un contesto di domanda aggregata debole, sia perché, presumibilmente, non hanno lo stesso respiro di quelli presentati per tempo ma vengono presentati in tutta fretta giusto per non lasciare un’opportunità completamente sprecata.Per l’Italia in particolare, per il budget in corso (2014-2020) stiamo parlando (dati Commissione giugno 2020) di un utilizzo cumulativo di 16.8mld di fondi strutturali a fronte di disponibilità di 44.7mld. La differenza (ca 28mld) equivale all’1.6% del PIL annuale. L’Italia avrà tempo fino al 2023 per utilizzare a pieno questi fondi, ma va fatto notare che anche nel budget precedente (2007-2013) il tasso di utilizzo in Italia non è mai arrivato al 100%, a differenza di Francia, Spagna, Portogallo e Grecia ad esempio.Sapremo fare tesoro degli insegnamenti di altri paesi europei che da anni hanno messo in piedi vere e proprie task force per assicurarsi che i fondi vengano utilizzati tempestivamente e in pieno? Riusciremo a darci una strategia e a mettere insieme un piano di medio periodo per realizzare quelle infrastrutture di cui si parla sempre, per impostare la scuola, la ricerca e la formazione per fare fronte alla competizione internazionale, un piano idro-geologico di tutela del nostro territorio, per migliorare la sanità, digitalizzare la giustizia e la pubblica amministrazione, e migliorare la viabilità e la rete ferroviaria al Sud? Sono queste le vere questioni che il Recovery Fund pone alla nostra classe dirigente. Risorse per investimenti pari al 10% del PIL costituiscono un’opportunità epocale, che non va sprecata.

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Covid-19: La sfida delle regioni nella Fase 2

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Ripartenza e rilancio: la Fase 2 si presenta come una sfida per il Paese, in particolare per le singole Regioni che si sono trovate ad affrontare il periodo più intenso della pandemia con situazioni epidemiologiche differenti. Fondamentale il potenziamento delle reti sul territorio e la tecnoassistenza. Se n’è parlato oggi nel webinar “Fase 2: come le Regioni la stanno affrontando” promosso dal Centro Studi Americani in media partnership con Edra e moderato dall’Onorevole Beatrice Lorenzin.
L’esperienza dei mesi passati si intreccia con il timore dell’esplosione di nuovi contagi. “In Campania abbiamo fatto ‘scelte di guerra’ impegnative, raddoppiando i posti in terapia intensiva; dopo 10 giorni dall’inizio della pandemia avevamo già ospedali dedicati al Covid-19 e separati dagli altri – ha precisato il governatore della Campania Vincenzo De Luca -. Ora stiamo continuando a lavorare per creare una rete territoriale di qualità. Però ho una grandissima preoccupazione: ho l’impressione netta che ci sia stato in Italia un crollo psicologico e istituzionale. È come se non avessimo retto più la linea del rigore dopo il 4 maggio. In Campania vogliamo aprire tutto ma per sempre, non vogliamo essere costretti a chiudere ancora. Per ottobre ho i brividi: teniamo gli occhi aperti e lavoriamo con prudenza perché il problema non è risolto: noi ci stiamo preparando”.
Il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’ Irccs ha commentato: “La riapertura è una questione di salute per cercare di contrastare povertà e conflitti che sono le due principali cause di malattia”. Poi ha aggiunto alcune considerazioni sul modello si sanità lombardo: “Il modello di sanità della Lombardia non poteva essere ‘il modello’ di sanità pubblica. Abbiamo visto come nell’emergenza è mancato un servizio di prevenzione e di cure sul territorio. Questa battaglia si vince nelle case dei malati, con unità mobili con cui i medici vanno a casa dei pazienti”.
“Vinceremo sul territorio questa sfida contro il virus – ha aggiunto l’assessore alle Politiche per la Salute della regione Emilia-Romagna, Raffaele Donnini -. Al momento siamo arrivati a 253mila tamponi da inizio epidemia; da 5mila al giorno arriveremo a 10mila per fine maggio e a 15mila entro estate. C’è una fase 2 anche nella Medicina: sono ripartite le prestazioni sanitarie che erano ferme, come le vaccinazioni per infanzia o gli screening per il tumore alla mammella. Oggi abbiamo dati che da un lato ci confortano, dall’altro non ci devono fard dimenticare quel che abbiamo passato”.
“Questa emergenza – ha aggiunto il professor Roberto Bernabei, direttore del Dipartimento Scienza dell’invecchiamento della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts) della Protezione Civile per l’emergenza coronavirus – ci insegna che il territorio va riempito di competenze, di intelligenze e di tecnoassistenza”.
“Bisogna iniziare a guardare il territorio in maniera diversa – ha commentato Silvestro Scotti, Segretario Generale Nazionale, Fimmg -. Troppo comodo dire che il territorio non c’è stato: spesso non c’è stato chi doveva gestire il territorio. Il territorio ha fatto tutto quello che poteva fare con le sue forze”.
Ha chiuso l’Onorevole Beatrice Lorenzin: “Il Decreto Rilancio è un provvedimento gigantesco: se affrontato nel modo giusto e costruttivo ha ampi margini di lavoro, soprattutto perché ci sono degli impianti strutturali che possono essere migliorati attraverso il confronto con le filiere e le categorie. Dovremo inoltre immaginare dei Lea Covid, cioè un aggiornamento dei nostri Livelli Essenziali di Assistenza in base alle nostre esigenze pre e post Covid; la situazione ci chiede un’azione di riforma e l’impiego delle risorse verso un grande progetto di cambiamento”.

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I giovani scienziati sfidano COVID-19

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2020

E’ un’esperienza difficile quella degli studenti neoArchimede del 2020. La prima criticità si manifesta in occasione della finale di Milano: con le scuole chiuse per la pandemia, Fast non può organizzare I giovani e le scienze 2020 del 7-9 marzo. Ma grazie al lavoro della Giuria i premi e gli accreditamenti vengono conferiti ugualmente e comunicati nella diretta video del 9 marzo. Seguono le altre brutte notizie: la cancellazione dei più prestigiosi appuntamenti internazionali riservati alle ragazze e ai ragazzi eccellenti italiani.
Non si svolge Regeneron ISEF in California, negli Stati Uniti. Quattro dei cinque progetti candidati, compresi i due lavori accreditati da Fondazione Cariplo e da Etass sono riprotetti per l’edizione del 2021. Non si tiene nemmeno GENIUS Olympiad di Rochester (New York-Usa): gli studenti del Sobrero, vincitori del riconoscimento di Erica srl, si candidano per la prossima edizione, già in calendario per il 7-12 giugno 2021.
LIYSF, il London International Youth Science Forum in programma all’Imperial College è posticipato al 2021, dal 28 luglio all’11 agosto. All’appuntamento vanno anche il lavoro vincitore del riconoscimento di OCMI Group e quello scelto da Cielo Stellato Silvio Lutteri. SJWP, il premio acqua di Stoccolma viene riproposto online. Fiorenza e Giorgia dell’Omar di Novara, beneficiarie dell’accreditamento di Xylem Water Solutions, accolgono di buon grado la nuova formula.
Non ha luogo ESE, Expo Sciences Europe di Milset Europe di fine luglio in Romania, come pure il concorso di novembre Expo Science Asia ad Abu Dhabi; uno dei due lavori candidati è indicato dalla Fondazione Salvetti. Anche IEYI a Kazan in Russia, 5-10 settembre, notizia fresca, è cancellato.
Fortunatamente i nostri futuri Leonardo hanno altre possibilità per far conoscere le loro idee e presentare i progetti:
. BUCA IMSEF a Buca in Turchia, 29 settembre-4 ottobre;
. INSPO a Istanbul ancora in Turchia, 30 settembre-4 ottobre; qui è già confermato il progetto premiato da Unichim;
. MOSTRATEC a Novo Hamburgo, Brasile, 19-23 ottobre;
. ESI AMLAT a Santa Rosa, La Pampa, Argentina, 6-10 novembre;
. EXPO MEXICO a Hermosillo, Sonora, Messico, 7-11 dicembre.
Ci sono pure nella primavera del 2021 gli appuntamenti EXPORECERCA JOVE in Spagna, (il lavoro già selezionato è sponsorizzato da British Istitutes Seregno), I-FEST in Tunisia, EXPO SCIENCE del Belgio. Nessuna preoccupazione, al momento, per TISF di Taipei in programma a gennaio 2021 e dove va il progetto assegnatario del riconoscimento AICA.
Fast attende infine la decisione della Commissione europea relativamente a EUCYS, Salamanca, 15-20 settembre; tra i tre progetti scelti c’è pure il lavoro insignito del riconoscimento di COREPLA.
“E mentre si cerca di averla vinta sul COVID-19, commenta il presidente Fast Angelo Bargigia, la Federazione si prepara alla prossima edizione di questa importante iniziativa. Le candidature devono essere presentate entro il 22 gennaio 2021; l’esposizione dei lavori selezionati dalla Giuria e la premiazione sono previsti a Milano dal 6 all’8 marzo”. E vinca il migliore!

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“Subito mezzo miliardo a disposizione per la cultura, appello-sfida a Franceschini”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2020

“Non possiamo permetterci una Nazione senza cinema e teatri, senza librerie, editori, promotori, distributori di libri, traduttori, parchi divertimento, senza spettacoli, senza concerti, senza produzioni cinematografiche, senza musei, senza gallerie d’arte. Lo ha denunciato Battista sul Corriere, e sono seguiti artisti, registi, cantanti e tanti altri.
Non possiamo permetterci nemmeno una Nazione senza una buona informazione, come quella garantita dai quotidiani, dai periodici e dalle edicole, che è il vero contraltare alla diffusione di fake news – ma il governo preferisce istituire l’ennesima task force, perfino di stampo orwelliano, cercando di limitare libertà costituzionalmente protette come la libertà d’espressione senza nessuna legittimità, senza scientificità nelle valutazioni, senza neutralità. Un errore che si sta ripetendo per l’app “Immuni”, che mette in gioco la libertà di movimento e il diritto alla protezione dei dati personali con un’ordinanza di Arcuri, nemmeno con una necessaria legge, senza un passaggio parlamentare, senza garanzie sui dati, su chi li stoccherà, sulla loro anonimizzazione, sulla politica di cancellazione – dice nel corso della discussione generale sul Cura Italia il capogruppo di FDI in commissione Cultura e responsabile Cultura e Innovazione del partito, deputato Federico Mollicone, che nel corso del suo intervento ha citato Huxley – nel Cura Italia ci sono interventi minimi per la cultura e lavoratori dello spettacolo. Intanto, a dieci giorni dalla fine del mese ancora non abbiamo traccia del decreto “Aprile”. Conte promette che terrà in conto le proposte dell’opposizione. Proposte che – paradossalmente – non sono state introdotte quando le abbiamo presentate, per poi essere clonate dal governo. Ed è di questa notte la strage di tutti gli emendamenti a questo decreto, in cui erano presenti anche i nostri a favore del comparto culturale, dell’editoria e dello sport. Abbiamo presentato una risoluzione su tutti questi temi – la cultura, lo spettacolo, la musica, i concerti, la discografia, i musei, le gallerie d’arte, l’editoria libraria e giornalistica, lo sport, le mostre – una risoluzione che, su mia proposta, sarà discussa già da questa settimana e che ha stravolto l’ordine trimestrale dei lavori. Lanciamo un appello e una sfida al ministro Franceschini: finalmente ci ha ascoltato sulla necessità di erogazione immediata di liquidità per gli enti extra-FUS, ma 20 milioni sono pochi. Nel prossimo decreto garantisca mezzo miliardo di euro per il settore, aumentando la dotazione del Fondo emergenze.”

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Sassoli: Bene misure Commissione. Europa unita per la sfida comune

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale non c’è mai stata una crisi così drammatica e finalmente oggi l’Unione Europea si muove. Non avevamo dubbi.La situazione è talmente seria che nessun Governo europeo poteva pensare di farcela da solo. Il pacchetto di misure messo a punto dalla Commissione europea per combattere il COVID-19 va nella giusta direzione.Tutti i Paesi europei saranno aiutati nel campo sanitario. Questo significa forniture di materiali, sostegno alle strutture ospedaliere e finanziamento della ricerca per sviluppare il primo possibile il vaccino. La prima sfida è salvare le vite umane.L’altro impegno è salvare il lavoro, le imprese e l’economia. Per fare questo basta rigore. I Paesi sono autorizzati a spendere tutto ciò che è necessario per garantire supporto ai lavoratori dipendenti e autonomi, alle imprese e alle banche.Oltre agli impegni degli Stati sono già pronti almeno 37 miliardi di liquidità dalle casse dell’Unione.È importante sottolineare che i Governi potranno usare tutta la flessibilità possibile prevista dal Patto di stabilità e crescita e che saranno consentiti aiuti di stato per i settori e le imprese colpite dalla crisi.Adesso Consiglio e Parlamento dovranno approvare queste prime proposte.Posso assicurarvi che il Parlamento lo farà il prima possibile. Per salvare i nostri Paesi dobbiamo far funzionare l’Europa. E dovremo fare ancora di più. Da oggi la parola d’ordine in Europa è solidarietà. Nessuno resterà da solo e nessuno agirà da solo.

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La perdita di forza lavoro giovane e istruita rappresenta una sfida enorme per le comunità locali

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Ciò riguarda tutta l’Unione europea. Il Comitato europeo delle regioni (CdR) avverte che, se non si affrontano gli squilibri sociali ed economici tra le regioni d’origine e di destinazione, il fenomeno della fuga di cervelli rischia di compromettere la sostenibilità a lungo termine del progetto europeo. Il parere elaborato sull’argomento da Emil Boc (RO/PPE), sindaco di Cluj-Napoca ed ex primo ministro romeno, è stato adottato dal CdR nella sessione plenaria del 12 febbraio.Secondo l’ indice di competitività globale , oggi molti degli Stati membri dell’Europa orientale e meridionale sono tra i paesi del mondo meno capaci di trattenere i loro talenti; ad esempio, quasi 3 milioni di romeni vivono attualmente in un altro Stato membro dell’UE, e il fenomeno riguarda in particolare i lavoratori altamente qualificati. Tutto ciò innesca un circolo vizioso che rende difficile portare a compimento la transizione verso un modello economico sostenibile e competitivo basato sull’economia della conoscenza e sui prodotti ad alto valore aggiunto.”È di vitale importanza”, spiega il relatore Boc, “raggiungere un equilibrio tra due principi essenziali dell’Unione europea: la libera circolazione dei lavoratori e la convergenza economica e sociale tra le regioni. Cittadini e lavoratori devono poter circolare liberamente all’interno dell’UE, ma solo per una libera scelta e non perché spinti ad abbandonare i territori d’origine dalla povertà e dalla penuria di opportunità economiche”.
Il Comitato chiede pertanto alla nuova Commissione europea di intensificare gli sforzi per ridurre le disparità regionali attraverso politiche e strumenti su misura che combinino la politica di coesione e altre fonti di finanziamento. Apprezza l’impegno politico della Commissione a garantire un salario minimo equo in Europa, in quanto una misura siffatta consentirebbe di affrontare il problema del tenore di vita e delle condizioni di lavoro – e avrebbe un impatto diretto sulla qualità della vita – nelle “regioni di partenza”.Nel suo parere il CdR suggerisce di avviare un meccanismo a livello dell’UE per integrare e coordinare le contromisure alla fuga dei cervelli, considerato che tutti gli aspetti di tale fenomeno (afflusso di cervelli, spreco di cervelli, circolazione dei cervelli, riemigrazione) devono essere affrontati insieme ai livelli di governo locali, regionali e nazionali. Un’attenzione particolare dovrebbe essere rivolta alla rimozione dei fattori strutturali che aggravano la fuga di cervelli, come la mancanza di istruzione, trasporti o infrastrutture digitali. Gli enti locali e regionali possono individuare al meglio le risorse e i talenti presenti nel loro territorio, nonché le politiche necessarie per valorizzarli. “Le città e le regioni”, conclude Boc, “possono diventare più attrattive promuovendo politiche e strumenti per lo sviluppo dell’imprenditorialità locale, del lavoro autonomo e di modelli alternativi di sviluppo delle imprese. I partenariati tra enti locali, imprese e università sono motori importanti della crescita e dello sviluppo a livello locale. E, ai fini di tale sviluppo, è di cruciale importanza riconoscere il ruolo delle università e dei fornitori di istruzione e formazione professionale, nel quadro dell’economia basata sulla conoscenza”.

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Governo: La sfida vera

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

“La sfida vera di questo Governo è abbassare le tasse, riformare il fisco e rilanciare la crescita, sbloccando gli investimenti. Ma per fare tutto questo bisogna partire da un punto fermo, la piena dignità dei cittadini. E la dignità di un cittadino coincide anche con la possibilità di pagare una bolletta, fare la spesa, comprare generi di prima necessità ai propri figli e soprattutto rientrare, o entrare per la prima volta, nel mondo del lavoro.Il Decreto Dignità, il Reddito di Cittadinanza, come anche il taglio del Cuneo Fiscale, cambiano la vita delle persone. La migliorano. E questo è un dato di fatto. Quindi basta slogan, basta distinguo solo per fare notizia ed avere qualche titolo di giornale. Siamo stati chiamati a Governare il Paese per risolvere i problemi dei cittadini.
L’Istat, in un’indagine sulle condizioni di vita dei cittadini, evidenzia che il 43,2% degli intervistati dichiara una elevata soddisfazione per la propria vita. Un dato in miglioramento rispetto a quello del 2018 quando era pari al 41,4%. Il 56,5% delle persone, con più di 14 anni, poi mostra soddisfazione riguardo la propria condizione economica. A qualcuno potrà sembrare poco, ma sono queste le cose che ti spingono a lavorare ancora di più per le persone. Non dobbiamo tornare indietro, dobbiamo andare avanti. Come stiamo andando avanti sulla stabilità dei rapporti di lavoro, grazie alle norme contenute nel tanto criticato Decreto Dignità. Nel 2019, i contratti stabili sono aumentati di 365.216, un valore più che doppio rispetto a quello dell’anno precedente.Quando i dati sono incoraggianti vanno letti come tali, senza eccessivi entusiasmi, ma neppure sminuendoli o deridendoli.Adesso concentriamoci sulle priorità vere, a partire dalla crescita. E per fare questo, come ho detto anche nei giorni scorsi, la prossima sfida è il supporto all’attività d’impresa. Perché adesso che abbiamo messo in campo gli strumenti per ridare dignità a tutti i cittadini, dobbiamo sbloccare gli investimenti e creare posti di lavoro”.Così, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Depressione: sfida del secolo

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Nel nostro Paese oltre 3 milioni di persone soffrono di depressione. Tra queste più di 2 milioni sono donne. Nonostante la depressione sia stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come la prima causa di disabilità a livello mondiale, solo 1 paziente su 2 riceve un trattamento corretto e tempestivo.Eppure, soprattutto quando parliamo delle forme più severe di depressione – in particolare quella maggiore che colpisce circa il 2% della popolazione italiana, con una netta prevalenza femminile – ci riferiamo ad una malattia fortemente invalidante che ha un elevato impatto sia sulla qualità di vita di chi ne soffre e dei caregiver, sia sui costi sociali. Basti pensare che da una recente indagine su più di 300 pazienti italiani, le giornate di lavoro perse ogni anno sono mediamente 42, circa 1 giorno a settimana. Risulta quindi doveroso da parte di tutti gli attori prendere parte ad una call to action concreta per un impegno concreto.In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale – che si celebrerà il 10 ottobre – si svolge oggi a Milano “Depressione sfida del secolo, verso un piano nazionale per la gestione della malattia” organizzato da Janssen, farmaceutica del gruppo Johnson&Johnson, impegnata da oltre 60 anni nell’area della salute mentale e da Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere.Obiettivo dell’incontro è accendere i riflettori sulla depressione maggiore, una patologia grave ma molto spesso dimenticata e sottovalutata nonostante secondo l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – è la prima causa di disabilità ed è destinata a diventare la prima causa di spesa sanitaria entro il 2030. E non è un caso se la Giornata Mondiale di quest’anno è dedicata alla prevenzione del suicidio (1 ogni 40 secondi ci dice l’OMS), una realtà purtroppo legata a doppio filo alle forme di depressione più severe e resistenti ai trattamenti. La depressione maggiore – se non correttamente trattata – è infatti associata a un’elevata mortalità, stimata intorno al 15%. Nei pazienti affetti da disturbi dell’umore, la messa in atto di almeno un tentativo suicidario nel corso della vita arriva a coinvolgere un individuo ogni tre.

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La debole sfida di Romney a Trump

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2019

By Domenico Maceri, PhD. La telefonata di Donald Trump al presiedete ucraino Volodymyr Zelensky è stata qualificata come “profondamente inquietante” da Mitt Romney, senatore repubblicano dell’Utah e candidato repubblicano alle elezioni del 2012, sconfitto però da Barack Obama. Romney è stato uno dei pochissimi senatori del Gop (Grand Old Party) a mostrarsi preoccupato dal tentativo di Trump di chiedere a Zelensky di investigare Joe Biden, un suo probabile avversario alle elezioni del 2020.
Trump ovviamente non poteva lasciare perdere e come spesso fa ha attaccato Romney coprendolo di insulti, passando in rassegna i loro rapporti degli ultimi anni. In un tweet il 45esimo presidente ha ribadito che la sua telefonata con Zelensky era totalmente nei limiti del professionalismo. Ha seguito poi aggiungendo insulti dicendo che Romney è “un idiota presuntuoso”, un perdente, che lo ha opposto sin dall’inizio. Trump ci ricorda che quando Romney gli aveva chiesto il suo endorsement nella corsa per il seggio al Senato nel 2018, lui gliel’ha dato. Quando però due anni prima Romney lo aveva pregato di divenire segretario di Stato, il 45esimo presidente non glielo concesse. Adesso, Romney è un fiasco completo e dovrebbe essere sottoposto all’impeachment, secondo Trump, senza capire che i senatori non sono soggetti all’impeachment. La rimozione di un senatore può avvenire ma spetta al Senato che lo potrebbe espellere con 2/3 dei voti.Qualche giorno dopo, Trump, forse insoddisfatto del caos creatosi con la telefonata a Zelensky, ha annunciato dalla Casa Bianca che la Cina dovrebbe iniziare un’indagine su Biden per presunta corruzione nel Paese asiatico. Trump lancia sassi senza offrire prove ma i cinesi hanno già detto che non apriranno nessun’inchiesta.Romney ha di nuovo commentato la richiesta di Trump sull’Ucraina e la Cina dicendo che si tratta di un’azione “spudorata e senza precedenti”, sbagliata e persino “spaventosa”.Romney nel 2012 era il leader del Partito Repubblicano e va ricordato che si era conquistato la nomination del partito. Dopo la vittoria di Obama nel 2012 Romney era uscito di scena ma nel 2014 si era parlato di una sua possibile ricandidatura che lui però non mise in atto. Nella campagna del 2016 Romney prese una forte posizione contro Trump etichettandolo di essere “falso e fraudolento”. Con la vittoria di Trump si era parlato di un suo ruolo nell’amministrazione come segretario di Stato ma alla fine il 45esimo presidente scelse Rex Tillerson.Poi dopo una pausa Romney nel 2018 si è candidato a senatore nell’Utah, sconfiggendo la sua avversaria democratica Jenny Wilson (62 a 30 percento), carica che occupa dal gennaio del 2019. Al Senato fa parte di parecchie commissioni e si è comportato come un tipico senatore repubblicano opponendosi all’Obamacare, la riforma sulla sanità approvata da Obama, promettendo di spingere per limitare il Medicare, votando a favore della riduzione alle tasse.Le voci repubblicane che si sono alzate per condannare Trump per i suoi sforzi di aprire indagini su Biden sono rare. Romney è uno dei pochi ma ha una certa statura nel Partito Repubblicano considerando la sua vittoria della nomination nel 2012. Ciononostante al Senato il senatore dell’Utah è lungi dal potere che rimane solidamente nelle mani di Mitch McConnell, il presidente della Camera Alta. McConnell ha dichiarato che se i democratici alla Camera procedono all’impeachment di Trump il Senato non avrà scelta e dovrà affrontare il caso sottoponendolo al voto di possibile condanna. Per cacciare il 45esimo presidente dalla Casa Bianca sono richiesti 67 voti, molti dei quali verrebbero dai democratici. I rimanenti dovrebbero venire da senatori repubblicani.McConnell ha già indicato che non ha nessuna intenzione di permettere una condanna di Trump al Senato ma le cose potrebbero cambiare una volta che i democratici alla Camera concludano il loro lavoro. Trump ha attaccato Romney perché sa benissimo che il senatore dell’Utah potrebbe rappresentare un pericolo nel caso in cui decidesse di fare valere il suo potenziale ruolo di leader.Fino al momento però non vi è riuscito anche se qualche altro senatore ha alzato un po’ la voce sostenendo simili preoccupazioni a quelle di Romney. Il senatore Rob Portman, (Ohio), la senatrice Susan Collins (Maine) e Ben Sasse (Nebraska) hanno criticato la richiesta di Trump alla Cina ma non hanno detto nulla sulla telefonata a Zelensky. Il senatore Marco Rubio (Florida) ha anche commentato la richiesta alla Cina spiegandola come uno scherzo di Trump per dare filo da torcere alla stampa. Questi senatori potrebbero essere corteggiati da Romney per creare la base anti-Trump al Senato.
Da aggiungere che Trump continua a sfidare la pazienza dei senatori repubblicani. Il suo recentissimo annuncio che ritirerà le truppe americane dal confine siriano con la Turchia, scaricando i nostri alleati curdi, non è andato giù a McConnell, che in un rarissimo caso ha dissentito da Trump, mettendosi nel campo di Nancy Pelosi, speaker democratica della Camera. Per la condanna di impeachment sarà un’altra cosa a meno che Romney trovi il coraggio e crei alleanze con colleghi al Senato.Non dovrebbe essere molto difficile. A differenza di altri senatori che devono correre per la rielezione nel 2020 e quindi temono l’ira di Trump, Romney non ha nulla da temere poiché è stato eletto nel 2018 e il suo mandato dura sei anni fino al 2024 che coincide anche con la scadenza di un possibile secondo mandato presidenziale di Trump in caso di rielezione. Romney potrebbe dunque agire per riportare il suo partito nella carreggiata tradizionale, riconquistando quel poco di legittimità che rimane al GOP. Romney potrebbe divenire un vero leader e entrare nella storia come un vero repubblicano che ama il suo Paese più di un presidente corrotto. Molto da guadagnare e poco da perdere. Accetterà Romney la sua sfida?

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Castelli: “Far ripartire il Paese, sfida importante che vinceremo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

“È stata una settimana di lavoro intensa e la prossima lo sarà ancora di più. Stiamo costruendo una manovra, un progetto concreto che parta dalle esigenze reali dei cittadini, del mondo delle imprese, delle associazioni di categoria. Seguo con molta attenzione le loro proposte e esigenze al centro del dibattito politico di ogni giorno. Far ripartire questo Paese rappresenta una sfida importante, che sono certa vinceremo grazie al grande lavoro di squadra.
L’abbassamento della pressione fiscale, la lotta all’evasione e alle frodi, gli investimenti, la conversione “green”, il sostegno ai Comuni, rappresentano tutti pezzi di uno stesso puzzle”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post su Facebook.

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Picasso: la sfida della ceramica

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Faenza. Dal 1 novembre 2019 al 12 aprile 2020 al Museo Internazionale delle ceramiche in Faenza viale Baccarini 19 apertura: mar-ven ore 10-16, sab e dom 10-17.30 Ingresso: 14 euro intero, 10 euro ridotto, saranno in mostra 50 pezzi unici provenienti dalle collezioni del Musée National Picasso-Paris in una grande mostra dal titolo “Picasso, La sfida della ceramica” a cura di Harald Theil e Salvador Haro con la collaborazione di Claudia Casali. Un nucleo di inestimabile valore e un prestito eccezionale che affronta tutto il percorso e il pensiero creativo dell’artista spagnolo nei confronti dell’argilla. Nella mostra faentina verranno analizzate le fonti di ispirazione di Picasso, proprio a partire dai manufatti presenti nelle collezioni del MIC. La ceramica classica (con le figure nere e rosse), i buccheri etruschi, la ceramica popolare spagnola e italiana, il graffito italiano quattrocentesco, l’iconografia dell’area mediterranea (pesci, animali fantastici, gufi e uccelli) e le terrecotte delle culture preispaniche che saranno esposte in un fertile e inedito dialogo con le ceramiche di Picasso. E una se sezione speciale verrà dedicata al rapporto tra Picasso e Faenza. Diversi sono i pezzi di Picasso che il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza possiede grazie al tramite di Tullio Mazzotti di Albisola, di Gio Ponti e dei coniugi Ramié i quali furono sollecitati a richiedere alcuni manufatti al Maestro per un’esposizione a Faenza e, soprattutto, per la ricostruzione delle Collezioni d’arte ceramica moderna andate distrutte nell’ingente bombardamento alleato del maggio 1944. Merito dell’allora direttore Gaetano Ballardini, nonché fondatore del Museo faentino, che contattò Picasso a Madoura con una lettera commovente e davvero toccante. Fu così che arrivò nel 1950 il primo piatto ovale raffigurante la Colomba della Pace, memento contro ogni guerra, espressamente dedicata al Museo di Faenza e al tragico destino della sua Collezione e della sua struttura. Seguirono altri piatti nel 1951 con teste di fauno e vasi dal sapore arcaico e archeologico e il grande vaso “Le quattro stagioni” (1951), graffito e dipinto, con la raffigurazione pittorica e morfologica di quattro figure femminili, le cui forme sinuose vengono sostanziate dalla curvatura accesa del vaso.
La mostra sarà integrata con l’esposizione di documenti e fotografie, mai esposti, ed appartenenti all’archivio storico del MIC. Completerà il ricco apparato didattico e fotografico un video storico di Luciano Emmer del 1954 (Picasso a Vallauris).
La mostra fa parte di «Picasso – Méditerranée»: un’iniziativa del Musée national Picasso-Paris.
“Picasso-Mediterraneo” è un evento internazionale che si svolge dalla primavera del 2017 alla fine del 2019. Più di sessanta istituzioni hanno immaginato una serie di mostre sull’opera “ostinatamente mediterranea” di Pablo Picasso. Su iniziativa del Musèe National Picasso-Paris, questo percorso nel lavoro dell’artista e nei luoghi che l’hanno ispirato presenta una nuova esperienza culturale dedicata a rinsaldare i legami da entrambi le parti del Mediterraneo. Con il supporto eccezionale di Musée Picasso Paris.

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Summer School: “La sfida umana nell’epoca della trasformazione digitale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

Roma. La Summer School – Scuola estiva di Alta formazione culturale- promossa da Fondazione Prioritalia, congiuntamente con l’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, nell’ambito del progetto Value@Work, offre l’opportunità di approfondire l’impatto dei paradigmi tecnologici e di meglio comprenderne la sfida umana, cercando di rispondere alle domande: “Come sta cambiando il lavoro da un punto di vista umano, etico, organizzativo ed economico con la trasformazione digitale? Quale il futuro del lavoro e il risvolto umano ed etico?”“L’istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum – spiega la Direttrice Marta Rodriguez – ha investito molto, insieme al gruppo Value@Work (progetto dove sono presenti organizzazioni di rappresentanza datoriale, sindacale, imprese e professionisti) sulle evoluzioni del mondo del lavoro, cercando di mettere sempre la persona al centro e di cogliere i risvolti umani e etici di questi veloci e importanti cambiamenti, quasi una rivoluzione.L’idea è quella di aprire una scuola estiva di approfondimento, riflessione, scambio e formazione dove esperti e giovani si confrontano sulle nuove sfide dell’economia digitale, cercando di coglierne le criticità, i punti di forza e le opportunità. Si distruggerà o si creerà nuovo lavoro? E le competenze richieste quali sono e quali saranno? Nella spersonalizzazione del lavoro l’essere umano perde la sua forza, la sua identità e la sua eticità o può riacquistarla e valorizzarla? Saranno questi i quesiti che ci porremo e ci faremo aiutare da autorevoli studiosi per cercare le risposte”.“La generosità dei nostri partner permette di aprire in ottica inclusiva la Summer School – chiude la Direttrice – ci teniamo ad attrarre giovani studenti, ricercatori, dottorati o dottorandi italiani e stranieri interessati alla materia e con la voglia di approfondire, confrontarsi e innovare. Sarà per tutti noi una sfida“.

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Teatro. La storia di Welby: una sfida oltre la vita

Posted by fidest press agency su domenica, 5 maggio 2019

Roma 8-9 maggio 2019 Teatro Vascello Via Giacinto Carini, 78. Una sfida oltre la vita. A grande richiesta torna in Italia, in questa occasione al Teatro Vascello, “Ocean Terminal”, l’opera dedicata a Piergiorgio Welby, il giornalista e scrittore simbolo del diritto al rifiuto dell’accanimento terapeutico e favorevole all’eutanasia in Italia, che si è spento dopo una lunga battaglia il 20 dicembre del 2006. Uno spettacolo, ospitato presso vari teatri d’Europa e anche a New York, che non vuole essere un mero racconto, né un testamento, bensì la celebrazione alla vita di un uomo straordinario, interpretato sulla scena da Emanuele Vezzoli che ne cura anche la regia. “Quando ho letto Ocean Terminal, il mio primo desiderio e la mia esigenza come attore e regista – ha dichiarato lo stesso Vezzoli – sono state quelle di rendermi il tramite attraverso cui trasferire la ricchezza del tesoro Piergiorgio Welby agli altri uomini, raccogliendo la promessa fatta a Mina Welby ed in accordo con quanto egli stesso afferma: non esiste un’arte privata, un artista ha l’obbligo morale di incidere sulla realtà». Un bagaglio di emozioni e stati d’animo che intende far “vivere” questa drammatica esperienza e farla viaggiare passo dopo passo, orma dopo orma. Per questo dopo il Vascello l’opera volerà nuovamente oltre i confini italiani per approdare in Spagna, accolta dal Museo Ivam di Valencia. “Ocean Terminal” dal romanzo al palco è un insieme di prose spezzate: dall’infanzia cattolica alla scoperta della malattia, fino all’immaginario hippy e alla tossicodipendenza, passando attraverso gli squarci di una Roma vissuta nelle piazze o nel chiuso di una stanza. In un continuo susseguirsi di toni lucidi e febbrili, poetici e volgari, Welby riavvolge il nastro della propria vita, tra conflitti, speranze, sofferenze in un vero e proprio inno al valore dell’esistenza.

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Pa: Sorrentino (Fp Cgil) a Bongiorno, accetti sfida: referendum tra contratti e controlli

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

“Il rinnovo dei contratti e nuove assunzioni, altro che impronte digitali. Questo chiedono i circa tre milioni di dipendenti pubblici. Se il ministro Bongiorno si sente tanto sicuro accetti la sfida di un referendum tra le lavoratrici e i lavoratori per chiedere quali priorità da affrontare: contratti e assunzioni o impronte digitali?”. A lanciare la sfida alla titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino.Il riferimento è alle parole del Ministro Bongiorno che ieri, nel replicare alle critiche ricevute all’introduzione dei controlli biometrici ai dirigenti scolastici, ha ribadito che ‘i controlli biometrici non sono una misura punitiva; sono stati gli stessi dipendenti pubblici, quelli che svolgono il proprio lavoro con scrupolo e attenzione, a chiedermene l’introduzione’. La segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil replica così: “Se il Ministro sostiene siano gli stessi dipendenti pubblici a chiederle i controlli biometrci, perché non accetta questa sfida: un referendum tra i dipendenti pubblici?”.”Noi siamo convinti – prosegue – che siano altre le priorità, ovvero il rinnovo dei contratti pubblici e nuove assunzioni, la sola via per garantire e migliorare l’offerta dei servizi ai cittadini. Su questi due punti, quando il Ministro ci darà risposte? Bongiorno sembra essere così in difficoltà da giustificare l’ennesimo inutile, punitivo e demagogico provvedimento, col presunto sostegno dei lavoratori. Noi sappiamo che le cose stanno in maniera diversa: contratti, assunzioni e risorse sono le vere priorità della Pa. Le stesse che sosterremo l’8 giugno in piazza a Roma nella manifestazione nazionale unitaria: #PubblicoèFuturo”, conclude Sorrentino.

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Lavoro e nuove tecnologie: una sfida etica per il futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 5 febbraio 2019

Roma 7 febbraio 2019, alle 10.00, l’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) propone attraverso il Laboratorio di Diritto dell’Innovazione (InnoLawLab) del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza un’ampia discussione sui temi: “Le tecnologie che cambieranno la società e le professioni: intelligenza artificiale, internet delle cose, blockchain e 5G”.
I Relatori che interverranno dalle 10:15 alle 11:00 sono: Laura Bononcini (Public Policy Director Southern Europe Facebook), Lisa di Feliciantonio (Head of Media Relations & Public Affairs Fastweb), Luca Piccinelli (Senior Marketing Manager Deputy Head of Italy Marketing Huawei), Pinar Serdengecti (Direttore Affari Regolamentari e Concorrenza Iliad Italia), Andrea Falessi (Responsabile relazioni esterne Open Fiber), Luisa Crisigiovanni (Segretario Generale Altroconsumo), Massimiliano Dona (Presidente Unione Nazionale Consumatori). Modera: Luigi Garofalo (Key4Biz).Nella seconda parte del convegno (dalle 11:00 alle 11:40) discuteranno: Luca Bolognini (Presidente Istituto Italiano Privacy), Giuseppe Busia (Professore InnoLawLab, Segretario Generale Garante Privacy), Marilu Capparelli (Legal Director Google), Stefano Da Empoli (Presidente I-COM – Istituto per la Competitività), Andrea Pontecorvo (Presidente Camera Civile Roma, fondatore IusLaw Webradio), Marco Scialdone (Professore InnoLawLab, Presidenza Camera Deputati), Guido Scorza (Professore InnoLawLab, Responsabile Regolazione Team Digitale Governo). Modera: Claudia Morelli (Altalex).A seguire, il Prof. Emanuele Bilotti, Coordinatore del Corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza presenterà l’offerta formativa del Corso di Laurea.Conclude Claudio Cominardi, Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con un intervento su “Rivoluzione tecnologica e futuro del lavoro”.Gli atti del convegno saranno inviati, come contributo fattivo, al MISE dove si è formato un gruppo di esperti per l’elaborazione della strategia nazionale sull’intelligenza artificiale e blockchain di cui fa parte anche l’Avv. Marco Scialdone, Dottore di ricerca e docente dell’Università Europea di Roma e relatore del convegno.
Ricordiamo che l’Italia ha aderito il 27 settembre 2018 alla European Blockchain Partnership Initiative, promossa dalla Commissione UE con l’intento di creare una piattaforma europea basata sulla tecnologia blockchain per lo sviluppo di servizi pubblici digitali. La finalità è quella di elaborare una Strategia Nazionale per le DLT e la Blockchain. In coerenza con questo obiettivo il Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma con il Profilo in Diritto e gestione delle nuove tecnologie, dove nasce InnolawLab, vuole dare un contributo concreto e ridefinire le competenze necessarie per rispondere ai nuovi fabbisogni occupazionali.
La legge di Bilancio 2019 ha quindi previsto (art. 1, comma 226) l’istituzione di un Fondo per favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things, con una dotazione di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per finanziare progetti di ricerca e sfide competitive in questi campi; questo investimento è un segnale chiaro di come questi temi occuperanno la scena politica e occupazionale dei prossimi anni.È interessante sottolineare che innovazioni come queste investono diversi campi del sapere non limitandosi solo a quello tecnologico: InnoLawLab ha l’ambizione di indagare gli aspetti legali in un’ottica di interdisciplinarietà. Le, cosiddette, nuove tecnologie aprono un dibattito interessante anche sul mercato del lavoro: queste innovazioni bruciano posti di lavoro? Cambiano il “concetto di lavoro”? O piuttosto siamo davanti ad un’evoluzione delle competenze in grado di elaborare nuove proposte occupazionali e imprenditoriali? E come il mondo accademico può accelerare il proprio processo di innovazione per iniettare nuove competenze e professionalità? A queste e molte altre domande gli autorevoli relatori tenteranno di dare una risposta, attraverso un dibattito vivace e alla portata di professionisti e studenti.
“Il nostro Ateneo – spiega il Prof. Alberto Gambino, Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma, che si occuperà dell’introduzione ai lavori – è molto attento ai cambiamenti dell’economia, delle tecnologie e, di conseguenza, del mercato del lavoro ed è, da sempre, impegnato a definire proposte avanguardiste che abbiano una forte attrattività per i giovani, ma anche un’immediata spendibilità nel mondo del lavoro”.

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Le sfide del sistema sanitario italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

“Sono molteplici le sfide che dovrà affrontare il Sistema Sanitario del nostro Paese: l’insorgere di nuovi bisogni di cura, l’aumento della vita media, l’introduzione di farmaci e tecnologie sempre più complessi e, quindi, sempre più onerosi, per citarne alcune. Per ristabilire equità e universalismo è fondamentale stabilire un’alleanza vera tra la Sanità Pubblica, il settore assicurativo ed i Fondi Sanitari Integrativi”. Sono le parole di Marco Vecchietti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RBM Assicurazione Salute, a commento del dibattito tenutosi presso il Forum Risk Management di Firenze.
Sulla direzione da intraprendere per far fronte all’effettivo fabbisogno di salute degli italiani Vecchietti ha le idee chiare: “In un’infrastruttura “monopilastro”, come quella sulla quale è stato costruito ormai 40 anni fa il nostro Sistema Sanitario, per poter far fronte al fabbisogno crescente di salute da parte degli italiani bisognerebbe incrementare costantemente la spesa sanitaria pubblica, imponendo di fatto “nuove tasse” alle aziende (che oggi forniscono poco più del 37% della dotazione del Fondo Sanitario attuale) e ai cittadini.Si tratterebbe, in altri termini, di passare, secondo stime condivise nel settore, dagli attuali 112 miliardi a poco meno di 150 miliardi. Questo nei fatti vorrebbe dire portare la spesa media pro capite per cittadino da 1.870 Euro a quasi 2.500 Euro pro capite. Numeri che, soprattutto nell’attuale scenario di finanza pubblica, appaiano francamente non solo impercorribili, ma anche decisamente irrealistici.Ma allora, se come in effetti è, si ammette una volta per tutte che il fabbisogno di salute degli italiani è superiore alla capacità finanziaria del Servizio Sanitario Nazionale perché non superare la chimera di Livelli Essenziali di Assistenza onnicomprensivi, ma non finanziabili, organizzando una gestione strutturata dei percorsi di cura in grado di beneficiare di quell’ibridazione, tra pubblico e privato, che ormai da un decennio è realtà per la stragrande maggioranza (2 su 3) dei cittadini italiani?”.
“Il Secondo Pilastro Sanitario – prosegue il numero uno di RBM Assicurazione Salute – viene sovente additato come sistema che sottrarrebbe, attraverso la sua fiscalità agevolata, delle risorse all’Erario che potrebbero essere in modo più proficuo impiegate per finanziarie il Fondo Sanitario Nazionale, ingenerando iniquità tra cittadini che possono beneficiarne e cittadini che ne sono ancora privi. Chi è di questo avviso non tiene conto di due importanti circostanze. La prima è che l’attuale sistema delle detrazioni fiscali per le spese sanitarie, esteso “sulla carta” a tutti i cittadini, risulta decisamente costoso (poco meno di 4 miliardi di Euro annui, con un costo più che doppio rispetto a quello dei benefici fiscali stanziati per le agevolazioni della Sanità Integrativa, fonte MEF) e, nella pratica finisce per agevolare esclusivamente i cittadini del Nord e quelli a reddito medio elevato (oltre i 60.000 Euro di Reddito annuo). La seconda che i benefici fiscali del Secondo Pilastro sono alternativi a quelli delle detrazioni per spese sanitarie, quindi in termini di risorse non aggiungono costi per lo Stato, dal momento che se il cittadino non ottenesse un rimborso dalla propria Polizza o dal proprio Fondo porterebbe in detrazione tali spese dalla sua dichiarazione dei redditi. Peraltro non bisogna dimenticare, che la diffusione di Polizze e Fondi Sanitari finisce inevitabilmente per garantire una significativa emersione di gettito aggiuntivo dal momento che l’assicurato, per poter ottenere il risarcimento, deve necessariamente produrre la relativa documentazione di spesa. È molto più facile che una fattura sia richiesta per ottenere il rimborso del 100% dopo un paio di settimane piuttosto che per un rimborso differito di un anno e per giunta solo del 19% delle spese sostenute”.E conclude con la sua proposta: “Credo sia giunto il momento di fare i conti. Se l’obiettivo è davvero quello dell’equità e non quello della difesa di rendite di posizione, economiche e/o ideologiche, bisognerebbe pensare a come attuare un Secondo Pilastro Sanitario, anch’esso universale, piuttosto che continuare a cercare motivazioni strumentali per tentare di smontare una tutela che, per chi già la possiede, garantisce annualmente in media una riduzione di circa 2/3 della Spesa Sanitaria Privata”.

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Coppa America, la Sardegna lancia la sfida

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

Cagliari. La Sardegna lancia ufficialmente la sfida alla Coppa America. A comunicarlo Renato Azara, patron di Adelasia di Torres, noto imprenditore della Gallura, che in una intervista ha spiegato come e perché intende sfidare i detentori della Coppa America, la cui prossima edizione si terrà ad Aukland in Australia, nell’estate australe del 2021.
Il progetto di Renato Azara è ben delineato e strutturato, con l’obiettivo principale di portare la cultura e le bellezze della Sardegna sotto i riflettori del mondo: “Affronteremo la sfida con il Circolo Velico di Arzachena supportato dalla Fondazione Adelasia di Torres, con lo scopo di raccontare al mondo la Sardegna. L’imbarcazione verrà costruita in Sardegna con la collaborazione dei maggiori centri di ricerca e porteremo nell’isola le migliori competenze per costruire la sfida più importante della nostra vita” spiega entusiasta Renato Azara.Il team dell’Adelasia di Torres Sailing, nato dalla passione per le regate di Renato Azara, è promettente, e già nei primi 2 anni di vita ha trionfato nella classifica overall della Giraglia Rolex Cup 2017, conquistando sia la long distance race e sia la combinata lunga/costiere di St. Tropez, la Rolex Middle Sea Race 2016 (primi di classe e terzi overall) e in altre prestigiose manifestazioni.La passione dell’imprenditore sardo poi, cresciuta man mano, ha portato il team a sperimentare in poco tempo manifestazioni ed esperienze veliche sempre nuove e differenti tra loro, come la Sailing Arabia The Tour, svoltasi nel Golfo Persico e dell’Oman nel 2016, la Maxi Rolex Cup a Porto Cervo, le principali regate veliche d’altura del Mediterraneo del circuito Rolex, e la 151 Miglia Trofeo Celadrin (secondi classificati overall).”Nei prossimi anni intendo portare la Sardegna sulla vetta del mondo, attraverso la sfida alla Coppa America. Voglio che i sardi credino di più in se stessi, e che conquistino la giusta autostima in modo da affrontare con l’eccellenza le più grandi sfide al mondo. Vivere in Sardegna dovrà essere vista come una fortuna, e non come uno svantaggio” conclude l’imprenditore sardo.

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SDA Bocconi lancia la sfida allo sviluppo sostenibile: a che punto è l’Italia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

SDA Bocconi School of Management, in collaborazione con J.P. Morgan Private Bank, PwC, Thomson Reuters e Gruppo 24 Ore, ha presentato in primavera la seconda edizione del Best Performance Award 2018, il premio annuale rivolto all’eccellenza dell’impresa italiana.Dopo il successo della prima edizione 2017, che ha lasciato emergere il fiore all’occhiello della nostra imprenditoria, quest’anno il BPA conferma l’ambizione di voler guardare al futuro del business del Paese, scegliendo e premiando ancora una volta le aziende italiane che si distinguono per la capacità di essere competitive creando valore. Non solo economico, ma anche tecnologico, umano, ambientale e sociale, eccellendo nello sviluppo sostenibile inteso come effettiva capacità di fare impresa. E proponendo un modello virtuoso, che funzioni da motore e spinta per tutto il sistema.Per farlo non si può prescindere da un’analisi del contesto in cui si muovono e operano le aziende che concorrono al premio stesso e, più in generale, alla situazione delle aziende italiane e al loro approccio al futuro del business: quanto valore generano, dal punto di vista di alcuni fattori/parametri chiave per lo sviluppo sostenibile? Esiste realmente un’etica del business che spinge a una produzione responsabile? Qual è, in ultima analisi, la situazione della nostra impresa sotto il profilo dell’innovazione e della spinta alla globalizzazione? Quale la propensione agli investimenti e alla valorizzazione dei talenti? Secondo alcuni dati di confronto internazionali1 recentemente raccolti, l’Italia figura sotto quasi tutti i profili come fanalino di coda, soprattutto se si guardano i principali indicatori di efficienza economica e di contesto ambientale e normativo: sulla scala della competitività che conduce a uno sviluppo sostenibile, il nostro paese risulta agli ultimissimi posti quanto all’internazionalizzazione, agli investimenti in R&D e alla capacità di ritenzione dei talenti.“Per quanto riguarda i confronti operati a livello internazionale, i dati sopra riportati esprimono la percezione che gli executives (soprattutto stranieri) hanno del nostro sistema, rispetto ad una serie di paesi comparabili – dichiara Leonardo Etro, co-direttore scientifico del progetto. Sono dati allarmanti. Ma esiste una sostanziale differenza fra percezione e realtà. In Italia esistono imprese dalla performance assoluta. Quelle del Best Performance Award sono solo una piccola parte di questo universo. L’obiettivo di SDA Bocconi, JP Morgan Private Bank, Pwc, Thomson Reuters e Gruppo24 ORE è quello di cambiare la percezione esistente e riportare l’Italia nel posto che le appartiene: l’eccellenza.” Lo status reale di questa eccellenza è emersa attraverso la prima edizione del Best Performance Award, che nel 2017 ha acceso una luce sulle realtà italiane che si distinguono e rappresentano un modello di valore: Illy Caffè, Objectway, Vimar, FAAC e Zapi, hanno di fatto dimostrato di possedere le caratteristiche per avviare un cambiamento sostenibile ed essere in grado di gestirlo a lungo termine. Quale scenario emergerà in questa seconda edizione, e grazie a quali aziende?

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“Alimentazione e diabete: la sfida contro il tempo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Milano, martedì 12 giugno 2018 – ore 12.30 Eataly Milano Smeraldo Piazza XXV Aprile, 10 Lo stare a tavola è senza dubbio una parte importante della cultura italiana e il momento del pasto è un vero piacere. Ma cosa succede nel nostro organismo quando si mangia? La glicemia sale e, in risposta, il pancreas secerne insulina per abbassarla. Questo però non accade in oltre 3 milioni di italiani con diabete.L’iperglicemia post-prandiale è associata a un elevato rischio cardiovascolare. L’introduzione di nuove insuline sempre più rapide, più vicine all’azione fisiologica di quella umana, come l’insulina aspart fast-acting, rappresenta in questo contesto un importante vantaggio. Si parlerà con:
Concetta Irace, Ricercatrice presso il Dipartimento di medicina sperimentale e clinica dell’Università della Magna Grecia di Catanzaro
Edoardo Mannucci, Professore associato al Dipartimento di scienze biomediche, sperimentali e cliniche Mario Serio dell’Università di Firenze
Antonio Nicolucci, Direttore Coresearch – Center for outcomes research and clinical epidemiology
Modera Elena Meli.

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La sfida dei “Comuni fioriti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 maggio 2018

Torino Da giovedì 10 a lunedì 14 maggio al Salone del Libro la Città Metropolitana condividerà lo spazio istituzionale con la Città di Torino nel padiglione 1 del Lingotto Fiere, nell’ambito di un progetto comune di presentazione al pubblico dei progetti di sviluppo sociale e culturale del capoluogo e dell’intero territorio metropolitano.
Nello spazio dibattiti all’interno dello stand nell’arco dei cinque giorni di apertura del Salone, la Città metropolitana di Torino proporrà cinque momenti di incontro, uno per giorno, esaminando altrettanti casi di buone pratiche, tutte collegate da uno stesso fil rouge: la valorizzazione del patrimonio e delle realtà territoriali.
Domenica 13 maggio alle 16 il tema dell’incontro sarà “Comuni fioriti. Dal territorio metropolitano occasioni concrete di sviluppo sostenibile e di promozione”. Interverranno: Marco Marocco (Vicesindaco metropolitano delegato ad ambiente e vigilanza ambientale, risorse idriche e qualità dell’aria, tutela fauna e flora, parchi e aree protette), Danilo Breusa (Sindaco di Pomaretto), Marco Bussone (Vicepresidente Uncem Piemonte), Igor De Santis (Sindaco di Ingria), Renzo Marconi (Presidente dell’associazione Asproflor)
Del concorso nazionale “Comuni fioriti” sono da sempre protagonisti molti paesi e città del territorio metropolitano. L’Uncem Piemonte supporta l’Asproflor (l’associazione nazionale dei floricoltori) e i Comuni per agevolare la partecipazione ad un’iniziativa che contribuisce all’appeal turistico dei centri piccoli e grandi che partecipano. Tutti i dettagli del concorso sono reperibili nel portale Internet http://www.asproflor.it.Intanto nel Pinerolese cresce l’interesse per la candidatura del Comune di Pomaretto, che rappresenterà l’Italia nel concorso mondiale promosso da “Communities in Bloom”, un’organizzazione canadese no-profit impegnata a promuovere orgoglio civico, responsabilità ambientale e bellezza, coinvolgendo le comunità locali nella valorizzazione degli spazi verdi. Fin dal 2010 Pomaretto ha partecipato al concorso nazionale, con una crescita qualitativa degli allestimenti floreali che ha portato nel 2016 il paese della Val Germanasca al riconoscimento dei “quattro fiori”, il più alto tra quelli assegnati ogni anno dall’Asproflor alle amministrazioni locali.Nel 2017 Pomaretto e Faedo (Trento) hanno rappresentato l’Italia nel concorso dell’Entente Florale Europe, ricevendo la medaglia d’argento. Inoltre il paese reso famoso dalle suggestive vigne di montagna del Ramìe nel 2011 ha vinto il premio “Casa fiorita” e nel 2017 il “Pollice verde”, che viene assegnato a un dipendente comunale distintosi nella cura del verde e delle fioriture negli spazi pubblici.La partecipazione alla sfida mondiale coinvolge tutta la cittadinanza, per preparare al meglio il paese alla visita in incognito dei severissimi giudici del concorso, i quali valuteranno le fioriture ma anche molti altri aspetti relativi alla cura dell’ambiente da parte dei cittadini e dell’amministrazione comunale.
Per il 1° luglio, proprio nei giorni in cui la giuria internazionale visiterà il territorio, è stato programmato l’evento “Pomaretto a colori… camminando mangiando nei suoi borghi”. Anche nel Canavese cittadini ed associazioni si stanno mobilitando, per sostenere la candidatura del Comune di Ingria nel concorso promosso dall’Entente Florale Europe.

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