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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°25

Posts Tagged ‘sfide’

Giovani scienziati: le sfide del 2023

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 dicembre 2022

Scade il 10 febbraio il concorso europeo organizzato dalla FAST per gli studenti eccellenti. Esposizione e premiazione dei finalisti: 18-20 marzo. I vincitori rappresentano l’Italia nelle principali competizioni internazionali “Il 2022 si conclude bene per i nostri giovani scienziati” commenta Rinaldo Psaro, presidente della FAST-Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche. Ricordo le medaglie d’argento a BUCA IMSEF in Turchia conferite ad Alessandra Milea del Marconi di Tortona e Loris Piccolo del Sobrero di Casale Monferrato, autori del lavoro ‘Glypho remover. Studio relativo alla rimozione del glifosato con metodo chimico-biologico’. Poi ci sono gli ori dell’Expo Sciences del Messico vinti da tre allievi del Galilei di Jesi. Sono Caterina Amichetti con la ricerca ‘Dai lieviti alle proteine passando per le farine’; Filippo Pieretti e Matteo Santoni con “Laying waste to energy problems – L’avanguardia dell’autosufficienza energetica’. Ma ci sono ancora almeno altre quattro possibilità”. Infatti alcuni finalisti sono in attesa di confrontarsi a TISF-Taiwan International Science Forum di inizio febbraio; alle competizioni in Spagna, Tunisia e Belgio. Possono competere singolarmente o in gruppo fino a tre gli studenti degli istituti superiori con più di 14 anni e meno di 20 a settembre 2023. Devono presentare un lavoro originale e innovativo di 10 pagine di testo con eventuali allegati in qualsiasi campo scientifico e tecnologico, ma anche sociale ed economico. Per i finalisti ci sono occasioni uniche: rappresentare l’Italia alla finale europea di Bruxelles a settembre, partecipare alle più importanti rassegne degli studenti meritevoli in Europa, America, Asia. “I giovani e le scienze” è inserito nel programma ‘Io merito’ per la valorizzazione delle eccellenze del Ministero dell’Istruzione. Partecipare permette di ottenere un riconoscimento in denaro come per chi ottiene la lode alla maturità. Tutte le informazioni e la modulistica sono sul sito http://www.fast.mi.it.

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Le sfide della sicurezza alimentare accendono i riflettori sulla transizione sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2022

A cura di Olivia Watson, Analista senior investimenti tematici, Investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments. In molte parti del mondo, il 2022 si è caratterizzato per un drastico aumento dei prezzi dei generi alimentari. Ciò è stato causato dall’effetto combinato del cambiamento climatico, dei problemi lungo le filiere produttive legati alla pandemia da Covid-19, delle interruzioni del commercio e dei rincari dell’energia riconducibili alla guerra in Ucraina. Anche se i prezzi sono scesi rispetto ai massimi registrati all’inizio di quest’anno, la situazione alimentare globale potrebbe rimanere tesa fino al 2023, o oltre, a causa della diminuzione delle scorte di cereali, delle riserve di materie prime scarse o in via di esaurimento, degli alti prezzi dei fertilizzanti, dell’energia e dell’impatto del conflitto in Ucraina sulla produzione agricola. La confluenza di eventi che hanno colpito il sistema alimentare tra il 2020 e il 2022 è stata notevole, ma potrebbe non essere una rarità in futuro. Gli impatti fisici del cambiamento climatico e la volatilità dei prezzi dell’energia, sommati alla transizione energetica, all’aumento dello stress idrico e alla perdita di biodiversità, non faranno che esacerbare ulteriormente le pressioni sul sistema alimentare nei prossimi anni e decenni. Come abbiamo potuto vedere durante il 2022, simili pressioni e shock rischiamo di sfociare nel protezionismo e nell’interruzione degli scambi commerciali, compromettendo di conseguenza la sicurezza alimentare.A nostro avviso, la maggiore consapevolezza di queste pressioni accelererà il passaggio a un sistema alimentare più resiliente e sostenibile. I recenti sviluppi legislativi hanno cominciato a mettere in evidenza questo aspetto, tracciando dei nessi tra i problemi di sicurezza alimentare e la sostenibilità. Ad esempio, l’Inflation Reduction Act (IRA) degli Stati Uniti, approvato ad agosto, prevede finanziamenti per una “agricoltura intelligente dal punto di vista climatico”, mentre il recente summit della Casa Bianca sulle biotecnologie ha evidenziato il ruolo di innovazioni come la biologia sintetica nel raggiungimento degli obiettivi di sicurezza alimentare e ambientali.La transizione verso un sistema alimentare più sostenibile sarà ampia e sfaccettata. Per mettere a fuoco le implicazioni di questo cambiamento per gli investimenti, abbiamo sviluppato un quadro di riferimento incentrato su cinque temi trasversali che guideranno e plasmeranno la transizione: aumentare la resilienza allo stress climatico e idrico; trovare nuovi modi per migliorare la produttività; decarbonizzare la produzione alimentare; produrre più proteine in modo più efficiente; migliorare l’accesso, la convenienza e i risultati sanitari.In ultima istanza, ognuno di questi cinque temi dovrà essere perseguito in maniera simultanea e complementare, perché possano rafforzarsi a vicenda. Come evidenziato nella Figura 2, ogni tema richiederà l’adozione di misure politiche e il potenziamento delle tecnologie correlate, creando rischi e opportunità per il settore alimentare. In prospettiva, intendiamo utilizzare questo quadro di riferimento per esplorare i sottotemi, le tecnologie di supporto e le implicazioni sia per le aziende agroalimentari tradizionali che per i potenziali innovatori. In questo processo, le aziende dovranno sempre più tenere conto degli sprechi alimentari all’interno delle loro attività e delle loro filiere produttive e prendere misure per ridurli. Questi sforzi devono diventare parte integrante del percorso delle imprese per raggiungere gli obiettivi di azzeramento delle emissioni nette e di tutela della biodiversità.La riduzione degli sprechi alimentari comporta una serie di sfide, ma anche molte opportunità (Figura 3). In ogni fase della catena del valore alimentare, la riduzione degli sprechi può creare mercati per nuove tecnologie, prodotti e modelli di business, aiutare le imprese a coinvolgere i clienti, innescare innovazioni nelle filiere produttive e ridurre i costi.La ricerca continua e la collaborazione tra i nostri team d’investimento fondamentale e responsabile ci aiuteranno a individuare le implicazioni che scaturiranno con l’evolversi di questo tema e ci permetteranno di consigliare alle nostre società in portafoglio come ridurre i costi e cogliere le opportunità derivanti dalle strategie contro lo spreco alimentare. Abstract Fonte: http://www.columbiathreadneedle.it

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Le grandi sfide della logistica

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2022

Padova. In programma dal 5 al 7 ottobre alla Fiera di Padova. In Italia, come nel resto d’Europa, la logistica giocherà un ruolo fondamentale nel raggiungimento dei nuovi traguardi di sostenibilità ambientale, al fine di ottimizzare e rendere più efficienti i processi della supply chain. Il dibattito sulle innovazioni che renderanno possibili queste migliorie, grazie ai sostanziosi fondi del PNRR, sarà al centro del programma della seconda edizione di Green Logistics Expo, Il Salone Internazionale della Logistica Sostenibile, il più importante appuntamento fieristico B2B italiano e internazionale organizzato da Senaf e dedicato alla logistica a 360 gradi. La manifestazione, che ad oggi coinvolge già 140 espositori, tra i maggiori player del settore, tra cui Interporto di Padova, MSC, Fercam, Mercitalia, G.T.S., si svilupperà in incontri e convegni sul futuro della logistica in Italia e in Europa, attraverso approfondimenti specifici delle diverse anime che compongono la filiera: Intermodalità, Intralogistica, City Logistics ed E-commerce.

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Speciale Italia: quali sono le sfide future da affrontare?

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2022

Guerra in Ucraina, crisi energetica, crescita rallentata, inflazione in continuo aumento e caduta del governo Draghi sono gli ingredienti principali di questo inizio del secondo semestre dell’anno in Italia. Il 25 settembre si andrà a votare per eleggere un nuovo governo. Per capire meglio il futuro iniziamo dall’analisi delle sfide che il nostro Paese dovrà affrontare e dalla mappa della sua situazione economica. Il Pil italiano nel 2022 crescerà così come nel 2023. Stando agli ultimi dati Istat sulle stime preliminari, nel secondo trimestre dell’anno l’economia italiana ha registrato una crescita dell’1% in termini congiunturali e del 4,6% in termini tendenziali. Dato che segna una fase espansiva del Pil per il sesto trimestre consecutivo. La crescita acquisita per il 2022 è pari al 3,4%, sebbene sia stata rivista costantemente al ribasso da marzo 2022, in linea con quella degli altri paesi europei. La situazione economica e finanziaria, unita alla crisi politica, porta con sé una serie di rischi per il nostro Paese.Le tensioni geopolitiche, con i relativi problemi legati all’approvvigionamento energetico, hanno influito anche sulla spesa, in aumento, delle importazioni di beni energetici che stanno causando un deterioramento del saldo della bilancia commerciale, espresso in percentuale di Pil, che si ridurrebbe nel 2022 (+0,6%) per arrivare l’anno prossimo ad un +0,1%. Nel 2021, anno molto positivo per il commercio, gli scambi con l’estero dell’Italia hanno mostrato un forte recupero dopo il crollo dell’anno precedente (causa pandemia e chiusure forzate). Le esportazioni di beni e servizi sono aumentate complessivamente del 13,4%. Bene anche le importazioni che hanno fatto registrare un rimbalzo del +14,3%. Da sottolineare come questa fase di ripresa sia proseguita anche nel trimestre dell’anno. Il forte rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche, iniziato nel secondo semestre dello scorso anno, ha determinato un incremento dei flussi delle importazioni. Questo, a sua volta, ha provocato un deterioramento della bilancia commerciale italiana che, nel primo trimestre, ha segnato un deficit di 7 miliardi. Continuano i problemi di approvvigionamento energetico. Secondo un’ultima indagine del Fondo monetario internazionale, le infrastrutture europee e la fornitura globale hanno finora affrontato un calo del 60% delle forniture di gas russe da giugno 2021. Il consumo totale di gas nel primo trimestre è sceso del 9% rispetto all’anno precedente e si stanno usando forniture alternative, in particolare gas naturale liquefatto proveniente dai mercati globali (Usa principali esportatori). Secondo l’analisi del Fmi l’Ue potrebbe gestire, senza troppe ripercussioni, una riduzione fino al 70% del gas russo. La situazione peggiorerebbe in caso di stop totale del gas russo. In questo caso le strozzature potrebbero ridurre la capacità di reindirizzare il gas all’interno dell’Europa. La conseguenza? Carenze dal 15% al ​​40% del consumo annuo in alcuni paesi dell’Europa centrale e orientale. La presenza di ostacoli che non permettono un flusso all’interno dell’Ue rappresenta un grosso problema che andrebbe a colpire alcuni paesi più di altri. In un mercato frammentato l’impatto economico derivante dalla mancanza di gas avrebbe effetti significativi, fino al 6% per alcuni paesi dell’Europa centrale e orientale (in particolare Ungheria, Repubblica Slovacca e Repubblica Ceca). Nel caso di taglio drastico delle forniture di gas russe, per il nostro paese la situazione non sarà di certo rosea. L’Italia dovrà, infatti, affrontare conseguenze significative a causa della sua elevata dipendenza dal gas nella produzione di elettricità. L’avere accesso a fonti di approvvigionamento alternative e ai mercati internazionali per quanto riguarda il Gnl è senza dubbio fondamentale per cercare di rendere l’impatto meno forte e destabilizzante. Da sottolineare come la situazione italiana in campo energetico verta sia su iniziative di stampo nazionale ma anche sulle decisioni dell’Ue. Se si riuscisse a mantenere una situazione senza ostacoli all’arrivo del gas, all’interno dell’Ue (quindi un mercato coeso), il problema energetico potrebbe essere gestito con minore tensione all’interno dei singoli paesi.L’azionario bancario potrebbe inoltre soffrire di tensioni derivanti dall’allargamento degli spread causato da incertezza politica, restrizione monetaria e incremento delle probabilità di default di prestiti e obbligazioni societarie. Date le condizioni di incertezza globale sarebbe opportuno diversificare la componente azionaria del portafoglio con un’esposizione globale.Dal punto di vista obbligazionario, l’incertezza politica può incrementare la volatilità di breve termine degli spread dei titoli italiani, sebbene situazioni come quelle viste nel maggio 2018 (con gli spread saliti di 200 punti base) risultino meno probabili. È bene ricordare anche che le obbligazioni dei paesi dell’Europa periferica, in particolare quelle italiane, hanno generalmente un rischio sistemico più elevato e contribuiscono al rischio del portafoglio in condizioni di tensione globale.L’implementazione del TPI (Transmission Protection Instrument) da parte della BCE potrebbe mitigare la volatilità degli spread, ma ci sono ancora numerose incognite da smarcare, incertezza valutata negativamente dai mercati. Il tasso attuale dei BTP, intorno al 2.9%, può contribuire al rendimento di lungo termine del portafoglio, ma non ci sembra sufficiente a giustificare una sovra-esposizione significativa all’obbligazionario governativo italiano. (abstract)

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Nuovi scenari e sfide per la Blue Economy

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2022

Genova, Trieste, Napoli 14 luglio 2022 – Ore 10.30 -17.00 Il Sole 24 Ore presenta la prima edizione dell’evento ECONOMIA DEL MARE dedicato all’industria marittima, settore strategico per l’intera economia nazionale. Un osservatorio annuale che analizzerà il legame tra infrastrutture, logistica, trasporti, attività portuale e sviluppo del territorio, gli scenari e le nuove sfide per gli operatori di fronte ai mutati equilibri geopolitici mondiali. L‘evento si terrà contemporaneamente in tre città: Genova, Trieste, Napoli dalle 10.30 alle 17.00 e vedrà intervenire tra gli altri Giovanni Toti, Presidente Regione Liguria; Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli; Roberto Dipiazza, Sindaco di Trieste; Umberto Risso, Presidente Confindustria Genova; Michelangelo Agrusti, Presidente Confindustria Alto Adriatico; Vittorio Genna, Vice Presidente Unione Industriali Napoli con delega Economia Mare; Vito Grassi, Presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali e per le Politiche di Coesione Territoriale e Vice Presidente Confindustria; Andrea Annunziata, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale; Zeno D’Agostino, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale; Paolo Emilio Signorini, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale; Mario Mattioli, Presidente Confitarma. By Chioda Maria Luisa

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Europa, le tre sfide da gestire

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2022

A cura di Alistair Wittet, gestore azionario Europa di Comgest Più volte abbiamo sottolineato che prevediamo una crescita più rapida per le società vincenti e una crescita più lenta per quelle deboli. Questa tendenza era già cominciata con il Covid e continuerà ad essere presente in periodi complicati, come quello che stiamo vivendo. Ciò significa che è improbabile che una ripresa ciclica generalizzata a cui abbiamo assistito sia sostenuta. Le società che identifichiamo come caratterizzate da un trend rialzista includono le società iperscalabili del cloud, i fornitori di contenuti in streaming e le società di pagamento elettronico, mentre i combustibili fossili, i tradizionali operatori bancari e i negozi fisici di vendita al dettaglio stanno mostrando performance sempre più al ribasso.Ci troviamo di fronte a tre sfide importanti, in materia di ambiente, catena di approvvigionamento e pressioni inflazionistiche le quali hanno sicuramente maggiori ripercussioni nel breve periodo. Tuttavia, dato il nostro approccio all’investimento quality growth, riteniamo che questi fattori sfavorevoli potrebbero essere ben gestiti nel lungo termine dalle nostre società in portafoglio, in quanto tendono a essere favorite da vantaggi competitivi durevoli.La nostra esperienza ha dimostrato che durante i periodi di inflazione, i titoli quality growth hanno solitamente qualità difensive, come per esempio bilanci solidi, flussi di cassa disponibili per finanziare l’innovazione e marchi forti che consentono di trasferire gli aumenti di prezzo ai clienti finali. Sebbene le forze esterne e il sentiment possano incidere sulle valutazioni, alcune società possono sfruttare un contesto favorevole per trarre vantaggio da tali problematiche.I mercati azionari sono scesi in seguito alla notizia dell’invasione russa dell’Ucraina. Il prezzo del petrolio è salito alle stelle, l’euro è sceso e i timori di inflazione sono peggiorati. Dopo aver sottoperformato prima dell’invasione, il portafoglio si è dimostrato successivamente più difensivo. Prevediamo un impatto diretto limitato del conflitto sui fondamentali del portafoglio, in quanto, i prodotti o servizi forniti sono di natura difensiva e quindi meno sensibili agli shock esterni. Che si tratti dei prodotti anti-obesità di Novo Nordisk o degli occhiali di EssilorLuxottica, per fare due esempi, crediamo che la domanda rimarrà robusta, come nei periodi di stress passati.La stagione degli utili che volge al termine ci spinge a trovare conforto nei solidi risultati registrati in tutti i settori. Dassault Systèmes ha riportato una crescita a due cifre del fatturato e degli utili, sostenuta dall’ulteriore rafforzamento della sua offerta nel settore sanitario in seguito all’acquisizione di Medidata. Nel settore delle costruzioni, sia Sika sia Assa Abloy hanno chiuso l’anno con vigore e hanno fornito stime rassicuranti per il 2022, nonostante i timori per le pressioni sui costi dei fattori produttivi. In entrambi i casi, come in gran parte del portafoglio, le società prevedono di compensare completamente le pressioni inflazionistiche nel corso dell’anno con aumenti dei prezzi. Dire che viviamo in tempi incerti è sicuramente un eufemismo, ma continuiamo ad essere confortati dalla qualità delle posizioni del portafoglio e dalla loro capacità di compensare o adattarsi all’ambiente in rapido cambiamento. Continueremo ad approfittare delle opportunità offerte dalla debolezza delle quotazioni azionarie per costituire interessanti posizioni a lungo termine.

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(MGUS) e Amiloidosi: le cure e le sfide future

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2022

Martedì 22 febbraio dalle ore 17 alle 19, si terrà online su pazienti.ail.it il Seminario Pazienti – Medici dedicato alle Gammopatie Monoclonali (MGUS) e all’Amiloidosi organizzato da AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma con il patrocinio della Fondazione GIMEMA – Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto. Durante l’incontro, che si aprirà con i saluti del Presidente Nazionale AIL prof. Sergio Amadori, importanti specialisti dei Centri Ematologici italiani faranno il punto sulle nuove sfide nell’ambito della cura delle Gammopatie Monoclonali di incerto significato (MGUS) e sull’Amiloidosi. La diagnosi, la cura, il rapporto medico-paziente, e il punto di vista di chi cura e chi è curato saranno i temi centrali di un importante incontro virtuale al quale risponderanno Ematologi specialisti delle patologie ematologiche rare trattate nel corso del webinar. In particolare all’appuntamento parteciperanno il professor Giovanni Palladini, Direttore del Centro Amiloidosi Sistemiche della Fondazione IRCCS del Policlinico San Matteo, Pavia, e professore di Biochimica Clinica presso il Dipartimento di Medicina Molecolare, Università di Pavia; il dottor Tommaso Caravita, Responsabile UOSD Ematologia Asl Roma 1. Nel corso del webinar sarà dedicato ampio spazio al confronto tra pazienti e medici al fine di favorire lo scambio di informazioni corrette e aggiornate sulle patologie e chiarire eventuali dubbi e perplessità. Al seminario parteciperà il dottor Fabio Fulio Bragoni del Gruppo AIL Pazienti. I Gruppi AIL Pazienti sono formati da pazienti, familiari e caregivers che desiderano condividere dubbi e incertezze sulla patologia e confrontarsi con persone che vivono la stessa situazione per poter affrontare al meglio il percorso di cura e sentirsi meno soli; hanno l’obiettivo di divenire un valido strumento di auto mutuo aiuto, diffondere la conoscenza delle patologie, promuovere iniziative di incontro e confronto con gli specialisti, incoraggiare la ricerca scientifica, e aggiornare i pazienti sulle innovazioni terapeutiche senza sostituirsi in alcun modo alla figura del medico. La gammopatia monoclonale di incerto significato, detta MGUS – monoclonal gammopathy of undetermined significance- è una condizione generalmente benigna, dovuta alla proliferazione eccessiva di plasmacellule, cellule immunitarie che producono gli anticorpi. Più raramente, specie nel caso di MGUS di tipo IgM (immunoglobuline di tipo M), la proteina anomala può essere prodotta da un linfocita atipico e non da una plasmacellula. Si distingue dal mieloma multiplo per il più limitato numero di plasmacellule presenti nel midollo (inferiore al 10%) e per l’assenza di sintomi clinici tipici del mieloma. Proprio a causa di questo stato clinico silente gran parte delle diagnosi avviene casualmente, a seguito di valori alterati rilevati durante i controlli di routine, quando viene richiesta una valutazione dei tipi di proteine del sangue. Tale condizione è caratterizzata dalla presenza di una componente monoclonale o paraproteina, ossia un anticorpo (o immunoglobulina) con caratteristiche specifiche che viene prodotto in quantità eccessiva. L’amiloidosi è una patologia rara, caratterizzata da un accumulo di aggregati proteici anomali che si depositano in diversi tessuti del corpo, con conseguente danno d’organo. Esistono molte forme di amiloidosi, le più comuni delle quali sono la AA e la AL: Nella AA la proteina di accumulo è definita amiloide sierica A e la patologia è legata a infiammazione cronica. Nella forma AL si riscontrano invece depositi derivanti da frammenti delle immunoglobuline, in particolare delle loro catene leggere. L’amiloidosi AL è una malattia di pertinenza ematologica e si associa alla presenza di malattie linfoproliferative, in particolare il mieloma multiplo, talvolta anche in forma pre-sintomatica o di gammopatia monoclonale di significato incerto (MGUS).

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Risorse umane: La maggior sfida per le aziende italiane nel 2022

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2022

Secondo una recente ricerca di SD Worx, leader europeo nei servizi di gestione delle risorse umane e delle paghe, in tutta Europa, e in particolare in Italia, la cura dei dipendenti sarà la priorità per le aziende nei prossimi 12 mesi.”La pandemia ha avuto un serio impatto su come organizziamo il nostro lavoro. Per questo le aziende stanno investendo più tempo e sforzi nel loro asset più importante: le persone. Le aziende si dovranno prendere cura dei propri dipendenti in modo genuino, più che mai, e questa è la loro principale sfida per il prossimo anno”, ha dichiarato Federico Fedele, Direttore Generale di SD Worx Italy.A confermarlo i dati provenienti da uno studio annuale, “The Future of Work and People”, che SD Worx ha realizzato coinvolgendo più di 2700 responsabili HR e 5000 dipendenti in tutta Europa. “Le ricadute delle prime ondate di Covid e la successiva incertezza economica sono state affrontate. Ora è il momento di tornare a concentrarsi sulla crescita. E questo ispira le aziende a rimettere al centro il capitale più importante: le persone. Le 5 principali sfide HR, per quanto riguarda la metà delle aziende europee, riguardano la (ri)connessione con la forza lavoro e la sua responsabilizzazione: il benessere e la resilienza dei dipendenti, l’esperienza dei dipendenti nella relazione con l’azienda ed il loro grado di coinvolgimento, l’attrazione di nuovi talenti, l’occupabilità sostenibile, lo sviluppo dei talenti” ha affermato Federico Fedele che ha poi aggiunto: “L’Italia non fa eccezione: il benessere e la resilienza dei dipendenti sono al primo posto nella lista delle priorità”.

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Le sfide dell’agricoltura sono per loro natura globali

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2021

Se si vuole realizzare una transizione verde è per questo necessario coinvolgere il maggior numero di Paesi – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Sotto questo profilo, la nuova collaborazione annunciata nel corso del Forum per il Futuro dell’agricoltura che si è svolto ieri può significare un’azione più efficace e unitaria sulla strada che conduce a una nuova sostenibilità. All’evento sono intervenuti alcuni dei più alti responsabili delle politiche agricole globali, tra cui il Commissario Ue Janusz Wojciechowski, il Segretario Usa per l’agricoltura Tom Vilsack e l’europarlamentare italiano Paolo De Castro.Tra Usa e Europa il confronto in tema di agricoltura è stato spesso aspro, fino a sfociare più volte in vere proprie guerre commerciali combattute a colpi di dazi e restrizioni – continua Tiso. Ben venga dunque un nuovo asse tra Bruxelles e Washington se sarà in grado di disegnare strategie comuni e accelerare il processo che conduce a un’agricoltura rispettosa dell’ambiente.Nel corso del Forum si è discusso anche di Ogm e di editing genetico come strumenti per ottenere una maggiore sostenibilità. Crediamo che la ricerca in questo campo debba proseguire, ma che occorra al tempo stesso massima cautela prima di introdurre certe innovazioni su larga scala. Siamo soprattutto convinti che le tecnologie genetiche non possano e non debbano rappresentare una strada alternativa alle strategie Ue ‘Farm to Fork’ e Biodiversità, che hanno già fissato obiettivi precisi in termini di riduzione di pesticidi e di incremento delle superfici coltivate a biologico.

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Alight, Global Payroll Complexity Index 2021: le nuove sfide del biennio

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2021

Alight Solutions, uno tra i principali fornitori di soluzioni cloud integrate per il capitale umano e di business, ha condiviso i primi risultati del Global Payroll Complexity Index 2021, l’indagine biennale che classifica in base al livello di complessità̀ dei processi di payroll i Paesi di tutto il mondo.La ricerca mette a disposizione delle organizzazioni un quadro generale dei problemi e dei rischi affrontati durante la gestione dei processi di payroll nelle diverse regioni e offre informazioni utili a migliorare l’efficienza dei sistemi più complessi, oltre che aiutare a snellire sia il processo decisionale aziendale che quello di pianificazione.Secondo lo studio condotto da Alight, durante il biennio 2020-21, fattori quali il trasferimento del lavoro nell’ambiente domestico e l’introduzione del lavoro a orario ridotto hanno aggravato il livello di complessità del payroll delle aziende. La crisi pandemica ha infatti rappresentato una sfida molto importante per i manager delle risorse umane, non solo per quanto riguarda lo spostamento massivo del personale verso l’home office ma anche a causa dei numerosi cambiamenti legislativi verificatosi. Quello che emerge più chiaramente dal Global Payroll Complexity Index 2021 rispetto al rapporto del 2019 è che l’impatto e la frequenza dei cambiamenti normativi nel 2021 sono aumentati in maniera significativa: in particolare, le principali sfide hanno riguardato il lavoro da remoto, il pagamento della cassa integrazione e la gestione dei congedi e delle assenze protette.

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Il cattolicesimo e le nuove sfide

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

I temi ricorrenti, e non sono solo di questi giorni, sono quelli che più di frequente appaiono anche sui quotidiani di tutto il mondo e si riferiscono alle coppie di fatto, a matrimoni omosessuali, alla riproduzione sessuale in vitro, ai divorzi e più in generale alle nuove provocazioni di “frontiera” della genetica. La risposta che oggi abbiamo, sia pure articolata in modo diverso è quella di generale chiusura per il diverso che si prospetta e con un certo irrigidimento delle posizioni in specie in casa del Vaticano. Non dico, a questo punto, che sia un errore fissare dei paletti oltre i quali presumere che si possa giungere a creare confusione di ruoli e perdita di valori etici e religiosi. Tutt’altro. Vi è, in ogni caso, un margine entro il quale occorre ragionare con più ponderazione. Il timore è pienamente giustificato da parte di chi pensa che, concedendo qualcosa, si finisca con il far franare il castello che si è costruito in secoli di professioni di fede e di dogmi accertati e riconosciuti validi e sperimentati con successo nel tempo a dispetto degli eventi e della loro mutabilità legata, si ritiene, alle mode e non alle certezze alle quali sembravano ancorarsi. È anche vero che una revisione delle “certezze” va fatta sgombrando il campo dall’idea che taluni considerano la religione un sinonimo di “conservazione”, di “tradizione” e che, in virtù di ciò, non accettano il nuovo per partito preso e non per intimo convincimento. Di certo un grande passo papa Giovanni Paolo II, e in una certa misura i suoi predecessori e coloro che si sono succeduti, l’ha compiuto sul fronte del riconoscimento dei propri errori nei confronti degli altri credi religiosi, ma è ancora poco se vogliamo dare una visione di una Fede che sappia riconoscere i suoi limiti temporali mentre ci parla del trascendente. Non dico, però, le cose che dovrebbero essere cambiate o i rigori della dottrina che andrebbero smussati, ma suggerisco che se ne parli sia pure a porte chiuse, ma se ne parli anche nei “palazzi” del potere ecclesiastico perché qualcosa è cambiato tra la gente e quel qualcosa merita la dovuta attenzione ed anche riconoscimento. (Riccardo Alfonso)

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Occhi puntati sull’inflazione: le nuove sfide

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

A cura di Adrian Hilton, Responsabile tassi globali e debito dei mercati emergenti e Edward Al-Hussainy, Analista senior tassi d’interesse e valute di Columbia Threadneedle Investments. Negli ultimi 20 anni la costruzione del portafoglio in ambito di gestioni patrimoniali è stata dominata da una correlazione negativa tra azioni e obbligazioni. A cosa è dovuta? È un fenomeno relativamente nuovo, che non esisteva negli anni ’80 o ’70. In effetti, risale alla metà degli anni ’90, quando l’inflazione si è stabilizzata intorno al due per cento. Da allora questa correlazione si è mantenuta, quindi la domanda è: se la Fed e ciò che sta accadendo alla politica fiscale sono in grado di modificare la struttura dell’inflazione, trasformando il rapporto tra inflazione ed economia in generale e facendo lievitare l’inflazione, la correlazione negativa tra azioni e obbligazioni è destinata a cambiare? In realtà non lo sappiamo.Questa relazione, ancora una volta, è stata il caposaldo della costruzione del portafoglio e ritengo improbabile che cambi rapidamente, ma potrebbe iniziare a incrinarsi se l’inflazione dovesse salire ulteriormente. In altre parole, le obbligazioni, in particolare i titoli di stato o le altre forme di debito pubblico, possono essere viste come uno strumento di protezione contro la deflazione. Abbiamo acquistato debito con l’idea che ci avrebbe protetto contro i ribassi provocati da episodi deflazionistici, e, negli ultimi 25 anni, si è rivelato un mercato estremamente proficuo, una forma molto interessante di buffer di portafoglio. Se l’inflazione si riposizionasse strutturalmente più in alto, quel buffer diventerebbe meno necessario. È pertanto probabile che assisteremo a una riallocazione degli investimenti al di fuori dei beni rifugio e, più in generale, a uno spostamento verso il rischio, che inevitabilmente renderà i portafogli più volatili.Per capire cosa ha significato il QE per gli investitori obbligazionari, proviamo a pensare al cosiddetto premio a termine, che di fatto rappresenta il rendimento di un asset privo di rischio (come un Treasury statunitense) che un detentore riceve in più rispetto ai tassi previsti dalla politica monetaria per il futuro. Quindi si può dire che il premio a termine sia quella sorta di extra sul rendimento delle obbligazioni che non si può spiegare con le variazioni previste dei tassi di interesse a breve termine fissati dalla banca centrale; acquistando Treasury statunitensi (nel caso degli Stati Uniti), il QE comprime quel premio a termine in un modo che potrebbe essere considerato artificiale. È così che si fornisce uno stimolo: eliminando quel premio a termine si mira a stimolare la propensione al rischio, incanalando gli investitori verso altre tipologie di investimento.Il fantasma che perseguita i policymaker è quello del “taper tantrum” che si verificò nel 2013, quando la Fed, che aveva accennato all’intenzione di ridimensionare il proprio programma di QE, finì per irrigidire le condizioni finanziarie, ripristinando quel premio a termine un po’ prematuramente e certamente più di quanto fosse giustificato dalle prospettive di crescita e inflazione di allora. Per questo i policymaker non vogliono assolutamente ricadere nello stesso errore.All’altra estremità della curva dei rendimenti, la Fed ci ha detto che in questa occasione ha in qualche modo modificato il proprio modo di reagire e, invece di attivarsi per contrastare gli aumenti dell’inflazione nel breve termine, ha intenzione di pianificare la propria politica in modo tale da garantire che l’aumento dell’inflazione sia sostenibile, consentendo che l’obiettivo di inflazione venga superato. È un atteggiamento diverso rispetto a quello che la Fed avrebbe avuto in passato di fonte a un’inflazione superiore all’obiettivo del 2% dell’indice core PCE. Lo chiamano obiettivo di inflazione media flessibile. Significa che, in realtà, si impegnerà a lasciare invariati i tassi più a lungo di quanto avrebbe fatto in un’altra situazione.Alcuni temono che questo implichi una sorta di percorso inflazionistico permanente e, in effetti, se la Fed è davvero propensa a premere più a lungo sull’acceleratore, i tassi nel breve termine rimarranno più bassi più a lungo. Ma uno scenario maggiormente inflazionistico è più lontano. La domanda è: la Fed riuscirà a mantenere i nervi saldi? Di recente il mercato ha messo alla prova il suo impegno nei confronti della forward guidance, iniziando a prezzare un ritmo di rialzo dei tassi di interesse leggermente più aggressivo rispetto a inizio anno. Man mano che, nel corso di quest’anno, ci imbatteremo in alcuni di questi effetti base e l’inflazione comincerà a salire, la Fed subirà crescenti pressioni a cambiare atteggiamento. Anche un sostenitore del concetto di stagnazione secolare come Larry Summers inizia a intravvedere un certo rischio di inflazione nello stimolo fiscale attuato quest’anno il che, probabilmente, metterà in allarme la Fed.

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PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Giovedì 29 aprile a partire dalle 9:00 si terrà in forma digitale l’evento RECOVERY PLAN, PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia, organizzato dal Sole 24 Ore e Radio 24, nel corso del quale si discuterà del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con il quale sono in arrivo i fondi europei che permetteranno di attuare il programma Next Generation EU a livello nazionale. Articolato in 6 macro-missioni, il programma è lo strumento per la ripartenza dell’Italia e per realizzare le riforme che consentiranno di accelerare sul fronte dell’innovazione e della digitalizzazione. Un’opportunità per le nostre imprese, che giocheranno un ruolo centrale nel processo di sviluppo e di rilancio del nostro sistema economico: spetterà a loro governare il processo di transizione verso un Paese più sostenibile, digitale ed inclusivo.Intervengono, tra gli altri, Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione, Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili; Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna; Antonio Decaro, Presidente Anci e sindaco di Bari; Giovanni Brugnoli, Vicepresidente per il Capitale Umano Confindustria; Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale delle Finanze, MEF; Maurizio Stirpe, Vicepresidente per il Lavoro e le Relazioni Industriali Confindustria. L’evento è gratuito previa iscrizione su https://virtualevent.ilsole24ore.com/recovery-plan/

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Le sfide che attendono banca e finanza

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

Il prossimo 11 maggio i principali protagonisti del mondo del credito e della finanza si confronteranno in tre sessioni (ore 9.30 – 16) in diretta streaming su http://www.eccellenzedimpresa.it per un’ampia riflessione a più voci sui grandi temi e le sfide che attendono il mondo del credito alla luce dell’innovazione tecnologica, del processo di raggruppamento degli istituti e della ripresa economica post pandemia. “La ripresa che tutti ci auspichiamo dovrà poter contare sul supporto del sistema bancario. Si dovranno trovare anche nuovi strumenti finanziari per raccogliere e indirizzare il risparmio privato. L’Italia resta uno dei Paesi con i più alti tassi di risparmio personale, una risorsa importante che potrebbe essere utilizzata per favorire la crescita del sistema economico del Paese.” aggiunge Ugo Loeser, amministratore delegato di Arca Fondi SGR e che proprio su questo tema coordinerà la tavola rotonda del pomeriggio.Apriranno i lavori del Forum Enrico Sassoon, direttore di Harvard Business Review Italia e presidente di Eccellenze d’Impresa, Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea che dà il patrocinio all’iniziativa, Rony Hamaui, segretario generale di ASSBB Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa e docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia. Nella prima sessione, dedicata ai nuovi modelli strategici e operativi che caratterizzano l’evoluzione del sistema bancario, interverranno, moderati da Nazzareno Gregori, presidente di ASSBB e direttore generale di Credito Emiliano: Patrizia Grieco presidente di MPS, Giuseppe Latorre partner e head of Financial Services di KPMG, Elena Lavezzi head of Southern Europe di Revolut, Giuseppe Lusignani vicepresidente di Prometeia, Giovanni Sabatini, direttore generale di ABI e Davide Serra amministratore delegato di Algebris Investments.La successiva sessione avrà come tema centrale la riflessione sul vortice della trasformazione digitale. A parlare di nuovi protagonisti, nuova organizzazione e nuovi sistemi di pagamento si alterneranno: Ugo Cotroneo managing director & partner di Boston Consulting Group, Elena Goitini amministratore delegato di BNL BNP Paribas, Alessandra Losito direttrice generale di Pictet Wealth Management Italia, Roberto Nicastro presidente di Aidexa, Ignazio Rocco ceo di Credimi e Pietro Sella ceo di Sella Group, moderati da Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia.L’ultima sessione lancerà uno sguardo oltre la crisi, analizzando gli strumenti finanziari migliori per sostenere lo sviluppo. Coordinati da Ugo Loeser ceo di Arca Fondi SGR, interverranno: Ugo Bassi direttore Mercati finanziari della Commissione europea, Raffaele Jerusalmi amministratore delegato di Borsa Italiana che patrocina l’evento, Monica Mandelli managing director di KKR, Victor Massiah past president di ASSBB, Giovanni Sandri country head for Italy di BlackRock e Giovanni Tamburi presidente di Tamburi Investment Partners.Prima delle conclusioni dell’intensa giornata di lavori, affidate al presidente di GEA – Consulenti di direzione Luigi Consiglio, interverrà Alessandra Perrazzelli, vicedirettrice generale di Banca d’Italia.

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Le Nazioni Unite di fronte alle Nuove Sfide Economico-Sociali

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

La Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale SIOI, la SIOI Sezione Piemonte-Valle d’Aosta e la SIOI Sezione Lombardia, nell’ambito del Progetto per la Celebrazione del 75° Anniversario delle Nazioni Unite, d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, organizza il Convegno “Le Nazioni Unite di fronte alle Nuove Sfide Economico-Sociali –75 anni dopo la loro Fondazione” che si svolgerà in modalità online, il 15 e 16 aprile p.v., con il patrocinio dell’Università degli Studi di Torino e in collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Il Convegno è dedicato ad approfondire i percorsi giuridici istituzionali ed economici intrapresi – o da intraprendere – per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e l’attualità del modello neoliberista per fronteggiare le nuove sfide economico-sociali, tenendo in particolare considerazione l’impatto che la pandemia di Covid-19 ha prodotto sugli assetti esistenti.Si tratta del terzo dei quattro eventi previsti a Messina, Bari, Torino e Roma, come le tappe virtuali di un “viaggio” nel mondo onusiano che si svolgerà presso diverse Università italiane nel corso dei prossimi mesi. Tra i gli interventi di saluto istituzionale, accanto al Presidente della SIOI, Franco Frattini, e alla Vice Ministra Marina Sereni del MAECI, si segnalano: Michele Vellano, Presidente della Sezione Piemonte-Valle d’Aosta – SIOI; Egidio Dansero, Vice-Rettore Vicario per la sostenibilità e per la cooperazione allo sviluppo, Università di Torino; Giuseppe Casale, Deputy Director, International Training Centre – ILO; Nicolò Russo Perez, Governance/Relazioni internazionali, Fondazione Compagnia di San Paolo; Manlio Frigo, Presidente della Sezione Lombardia – SIOI. Seguirà un keynote speech di Staffan de Mistura, Former UN Under-Secretary-General and Special Envoy in Conflict Areas. È possibile seguire l’evento in diretta YouTube

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Governo: Patuanelli a Direzione Cia, lavoro di squadra per vincere grandi sfide agricole

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2021

Per vincere le sfide che aspettano il mondo agricolo “l’unico modo che abbiamo è quello di stare assieme, di confrontarci quotidianamente, di ascoltare le esigenze. Questo per me sarà un vero mantra”. Così il nuovo ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli ha aperto la Direzione nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, con un videomessaggio dedicato.“La mia porta sarà sempre aperta -ha detto- ho bisogno di voi per impostare in modo corretto le attività del Mipaaf. Non abbiamo un arco temporale lungo, la legislatura ormai è oltre la metà della sua durata, quindi dobbiamo essere concreti”, mettere in campo subito “azioni per dare le risposte che tutti gli agricoltori italiani aspettano”.Nel suo videomessaggio, il ministro ha voluto sottolineare la centralità del settore dall’inizio della pandemia: “L’agroalimentare è un settore fondamentale per il nostro Paese. Non avete fatto mai mancare il cibo ai nostri concittadini in un momento così difficile”. Eppure, il comparto “ha patito comunque la crisi pandemica, in modo non simmetrico. Ci sono settori che hanno lavorato di più magari guadagnando meno, dei settori che invece hanno avuto un fermo, penso a tutta la filiera legata all’Horeca -ha ricordato Patuanelli-. Oggi è il momento di fare i conti, di ristorare chi ha perso” ma anche “il momento di programmare il futuro”.“Al ministero dello Sviluppo economico mi sono occupato del settore tramite alcuni strumenti che abbiamo implementato, come Agricoltura 4.0, con la possibilità di innovare attraverso un aiuto da parte dello Stato -ha evidenziato-. Il tema dell’innovazione, lo sviluppo delle tecnologie emergenti, come la sensoristica, è fondamentale per il settore agricolo, per continuare a produrre aumentando la propria competitività”.Patuanelli ha quindi elencato le prossime sfide del comparto, dal “mantenimento dell’alto valore delle nostre esportazioni” con “la protezione del Made in Italy”, una questione su cui il Mipaaf “insieme al ministro Di Maio e al ministero degli Affari esteri sarà sempre in prima linea, per combattere fenomeni distorsivi, frodi, italian sounding” e poi “la grande sfida della nuova Pac, che impegnerà il ministero per tutto il 2021”. Infine, il ministro ha sottolineato “la battaglia che dobbiamo fare sul Nutriscore. Non possiamo permettere che vengano paragonati cibi diversi e che alcuni abbiano il semaforo rosso ancorché molto sani e altri abbiano il semaforo verde e invece siamo tutti consapevoli che non andrebbero utilizzati con grande frequenza. Dobbiamo incoraggiare il sistema a batteria che, invece, dà informazioni nutrizionali reali dei cibi che vengono portati sulle tavole dei cittadini europei”.

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Come vincere le sfide della crescita aziendale grazie al cloud

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

A cura di Vladimir Cavalcanti – Channel Team Manager EMEA South e Country Manager Italia di Atlassian. Le sfide per un’azienda in espansione sono tantissime. Talvolta queste sono più impegnative per un’organizzazione ben strutturata di quanto lo siano per una startup, il cui modello di business è molto più snello.Le aziende tendono ad avere un numero di dipendenti più elevato, quindi più persone coinvolte in un processo di crescita, e si rivolgono a un maggior numero di clienti, i cui dati devono essere gestiti in sicurezza. Questi fattori espongono le aziende a diversi rischi quando devono affrontare un processo di espansione: cambiamenti culturali, ostacoli che danneggiano la produttività e vulnerabilità della sicurezza sono all’ordine del giorno. Se le imprese non riescono ad affrontare queste sfide su larga scala, mettono a rischio non solo il successo delle nuove iniziative, ma anche la loro stessa integrità.
Come fare per superare questi ostacoli? Una soluzione semplice e efficace è quella di spostare il maggior numero di attività, funzionalità e sistemi in cloud in modo da evitare di gravare sui server, limitare la produttività, danneggiare la cultura aziendale ed esporre i dati a rischi di sicurezza.Anche quando i dipendenti spostano i documenti su un Drive condiviso, spesso non seguono le corrette convenzioni di denominazione o sbagliano a gestire la cronologia delle versioni. Certo questo non è un grave problema per un’azienda di piccole dimensioni, ma quando si ha a che fare con 100, 500 o 5.000 dipendenti, ci troviamo di fronte ha una grossa sfida. Più grande è l’organizzazione, più grave diventa questo problema.Il cloud rappresenta una valida soluzione, in quanto permette di centralizzare tutte le informazioni, salvando le modifiche ai file in tempo reale e garantendo piena e costante accessibilità ai documenti per coloro che dispongono delle giuste autorizzazioni.La protezione dei dati è in cima alla lista delle sfide della scalabilità. Più grande diventa un’azienda o un progetto, maggiore è il volume di dati da gestire e più complessa e onerosa diventa la loro protezione. Più persone e dispositivi equivalgono a più account, più password e più possibilità di incorrere in errori che possono generare attacchi informatici.La mancanza di trasparenza è una delle principali minacce che un’azienda in espansione deve affrontare. Più grande diventa un’organizzazione o un progetto, più difficile è comunicare con ogni stakeholder. Man mano che l’organigramma diventa più affollato, i flussi di informazioni tendono a diventare confusionari, con alcuni manager e team che condividono ciò che deve essere condiviso e altri che fanno da collo di bottiglia.Ancora una volta la tecnologia cloud può aiutare un’azienda ad affrontare questa sfida, garantendo il continuo flusso di informazioni tra i team e offrendo una visione olistica delle attività.Le imprese possono evitare i problemi legati alla loro crescita spostando il maggior numero possibile di flussi di lavoro, file e funzionalità in cloud. Questo consentirà loro di aumentare la produttività, salvaguardare i dati e mantenere una cultura della trasparenza a livello aziendale.

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Sfide ambiziose per il nostro Paese per la crescita e lo sviluppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

In particolare, digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, transizione ecologica, infrastrutture e mobilità, istruzione e formazione, ricerca e cultura, per avere successo devono necessariamente prevedere specifiche azioni mirate al trasporto marittimo nel suo complesso”. Lo ha affermato Mario Mattioli, Presidente di Confitarma, nel corso dell’audizione di fronte alla IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame in sede consultiva della proposta di PNRR – Recovery Plan.
“Purtroppo – ha aggiunto Mattioli – le dichiarazioni d’intenti del PNRR non trovano riscontro in azioni concrete, per quanto attiene al trasporto marittimo, al quale, sebbene rappresenti uno dei settori più rilevanti per la transizione ecologica e sia notoriamente capital intensive, non vengono dedicate misure di sostegno. Gli unici interventi concreti per il settore marittimo contenuti nel PNRR riguardano il TPL e la portualità che, seppur importanti segmenti del comparto marittimo, rappresentano solo una parte del sistema”. “Inoltre, c’è il rischio concreto che per alcuni settori gli effetti auspicati del Piano si manifesteranno troppo tardi in quanto per le diverse misure di primo sostegno previste dalla manovra straordinaria adottata nel corso del 2020 mancano ancora i decreti attuativi relativi all’estensione degli sgravi contributivi alle navi iscritte nel primo registro navale e al fondo per il ristoro delle perdite sofferte dalle navi passeggeri”.
“È necessario – ha affermato il presidente Mattioli – dare urgente attuazione ai provvedimenti già adottati nonché prevedere azioni di sostegno economico a ristoro delle ingenti perdite che altri settori, in primis il comparto cisterniero, stanno subendo a causa del devastante calo della domanda”. “Dato che la sfida della decarbonizzazione interessa tutto il trasporto, sia pubblico che privato, occorre
definire un piano di intervento che faciliti e acceleri il processo di sviluppo/rinnovamento ed adeguamento della flotta di bandiera, coinvolgendo la cantieristica italiana maggiore, già leader mondiale in alcuni comparti ad alto valore, ed anche quella minore in crisi da anni, individuando strumenti finanziari necessari anche attraverso il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti e del settore privato. Inoltre, occorre attuare una strategia che garantisca l’identificazione di solide filiere di approvvigionamento che consentano il ricorso a carburanti avanzati e lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla distribuzione e bunkeraggio del GNL. “Last but not the least – ha affermato il Presidente Mattioli – il processo di estensione dei benefici della bandiera italiana alle bandiere comunitarie che si concluderà a breve dovrà naturalmente essere rivolto a quei soggetti utilizzatori delle navi stabilmente radicati sul territorio italiano, che contribuiscono a generare PIL per la nostra economia. Al fine di evitare quanto purtroppo già accaduto nella logistica italiana, dove è venuta a determinarsi l’egemonia dei grandi operatori internazionali che decidono se, come, cosa e quanto trasportare, occorre difendere l’impresa italiana creando le condizioni di crescita e sviluppo delle tante realtà eccellenti del nostro settore. Il miglior modo per farlo è attraverso la semplificazione e l’aggiornamento di norme e procedure che risalgono anche all’Ottocento”.

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Economia: Con il nuovo anno ritornano le sfide importanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2021

“È iniziato il 2021. Una sfida importante sarà la gestione del fisco, e della mole di cartelle e altri atti. Tre sono gli aspetti su cui si deve intervenire subito. Pulire il “magazzino”, pre 2015, dai ruoli inesigibili, costa troppo e non porta a nulla. Riguarda in gran parte soggetti falliti, deceduti, imprese cessate, da cui lo Stato non può più riscuotere. Gestire gli anni dal 2016 al 2019, con una “rottamazione quater”, un saldo e stralcio, per dare respiro a quei contribuenti, che si trovano in difficoltà, ed hanno posizioni aperte con il fisco, dovute a morosità incolpevoli.E poi trattare le milioni di cartelle che si genereranno nel 2021, per posizioni maturate nel 2020 e in anni precedenti. Sono cartelle che vanno gestite con un metodo straordinario, pensando che il Covid è stato, ed è, un evento straordinario e devastante. Una parte per i più fragili, ad esempio, andrà rimandata, e una parte, per chi è nelle condizioni di poterlo fare, andrà trattata in bonis, facendo pagare con uno “sconto” su sanzioni e interessi.Tutto questo, ovviamente, tenendo presente la difficoltà del contribuente a muoversi per rispettare il divieto di assembramenti e andare fisicamente a ritirare raccomandate, e fare code agli sportelli che aprono con orari ridotti.È una questione che non si può mettere sotto il tappeto, va affrontata subito. Portando avanti il piano che abbiamo come Governo. Facciamo presto, sediamoci e definiamolo negli ultimi dettagli. Noi, come MoVimento 5 Stelle, siamo pronti”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Le sfide legate al Recovery fund

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

«Per affrontare le sfide legate al Recovery Fund è fondamentale avere una visione a lungo termine e definire priorità strategiche. E per realizzare queste priorità serve una leadership che coordini e faccia monitoraggio su tutti i progetti. Questo è l’elemento centrale, perché saranno coinvolti un po’ tutti i ministeri, le amministrazioni regionali e locali. Ma soprattutto credo sia più importante capire quanti saranno e quali saranno i progetti e se, per una volta, riusciremo ad essere selettivi e a fissare delle priorità. Perché questo è l’aspetto principale: è un’occasione irripetibile, dobbiamo essere in grado di fissare gli elementi strategici». Lo ha dichiarato Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Italia, intervenendo sul dibattito sul Recovery Fund durante la puntata di Coffee Break, su La7, di questa mattina. «Una delle priorità di cui tenere conto è la sostenibilità e gli investimenti sostenibili: investimenti che guardino oltre l’orizzonte della legislatura e che siano il frutto di una visione di lungo periodo per il Paese», ha aggiunto Pompei. «Durante un meeting organizzato da Deloitte abbiamo ospitato il primo ministro di Singapore. Parlando di investimenti sostenibili, lui ci ha raccontato che il suo Stato sta prendendo molto sul serio la questione, perché, secondo alcuni studi, Singapore potrebbe finire sommersa dall’acqua entro la fine del secolo. E quindi il Governo ha già avviato gli investimenti necessari per essere in grado di fronteggiare qualunque scenario legato all’innalzamento del livello dei mari. Sono questi gli investimenti sostenibili che potremmo mettere in campo con il Recovery Fund: investimenti che guardino al futuro e creino valore nel lungo periodo», ha concluso Pompei.

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