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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘sfide’

Federico Vergari: Le sfide dei campioni (Tunué)

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

Torino Lunedì 15 aprile, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Federico Vergari Le sfide dei campioni (Tunué) Con Marco Pautasso, Salone Internazionale del Libro di Torino. Parlare di sport significa prima di tutto raccontare di persone. Ognuna di queste, sia che abbia vinto le olimpiadi o perso all’ultimo secondo, ha una propria storia. Il giornalista Federico Vergari ha raccontato le sfide più epiche, contrapponendo – divisi da una rete, dal colore di una maglia, di una bandiera o da una corsia – i più grandi dello sport italiano e dei loro avversari. Così è nato Le sfide dei campioni (Tunué), al centro del dialogo al Circolo dei lettori, lunedì 15 aprile, ore 18, tra l’autore e Marco Pautasso, Salone Internazionale del Libro di Torino.La rivalità che c’è nelle curve e nelle derapate di Valentino Rossi e Marc Marquez, in un assalto della Vezzali e della Di Francisca o nel tempo di un respiro che divide una medaglia d’oro da una olimpica, come accadde ad Atlanta tra Di Donna e Wang. Atleti che hanno fatto di tutto per imporre la loro potenza e alla fine ci sono riusciti, oppure hanno dovuto accettare la sconfitta per poi rimboccarsi le maniche e ripartire, perché nello sport, come nella vita, c’è sempre qualcosa per cui valga la pena lottare. Le sfide dei campioni racconta incontri epici degli sportivi italiani, la passione senza alcun limite, nemmeno quello fisico.
Federico Vergari (Roma, 1981) è giornalista. Si occupa di attualità, sport e cultura sulla carta stampata, il web, la radio e la televisione. Nel 2018 ha ideato e curato i contenuti del riuscito format Bar Sport di Tempo di Libri, uno spazio interamente dedicato alla narrativa sportiva e alle sue nuove forme.

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La Lettre de la Chambre

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

In un contesto in cui la globalizzazione ci permette di ridurre le distanze geografiche e di aumentare la velocità rafforzando i flussi e gli scambi commerciali internazionali e creando un’interdipendenza sempre più forte tra i vari paesi del mondo, sono diverse le sfide che ci troviamo a dover affrontare a livello economico, politico, culturale e sociale. L’esplosione urbana, l’addensamento dei territori e l’aggravamento del cambiamento climatico sono tutti temi chiave che ci interessano da vicino e da cui ritengo sia fondamentale partire per salvaguardare la salute del nostro pianeta e la vita delle generazioni future.La Chambre, da sempre sensibile alle cause della protezione ambientale e alle sfide poste dagli effetti del surriscaldamento globale, crede fortemente nella promozione di un modello economico sostenibile in grado di migliorare la qualità di vita delle persone e di preconizzare la razionalizzazione e l’uso responsabile delle risorse naturali a nostra disposizione.
Il tradizionale Cocktail di Natale della Chambre ha rappresentato anche quest’anno l’occasione per celebrare i valori e i principi della responsabilità sociale, ponendo al centro dell’attenzione le attività di Italian Climate Network.Il 2018 è stato un anno pieno di traguardi e grandi successi per la Chambre che con i suoi progetti è riuscita a raggiungere i più grandi gruppi francesi e italiani continuando a rafforzare sempre di più le relazioni tra Italia e Francia in un contesto così particolare per i nostri paesi. Dandovi appuntamento ai prossimi eventi della Chambre, rivolgo un caloroso augurio di buone feste a tutti voi e alle vostre famiglie con cui spero possiate concludere l’anno in serenità e armonia. (Il Presidente, Denis Delespaul) (fonte: La Lettre – CCI France Italie)

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“Persone senza dimora. Le sfide di un sistema integrato”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

E’ il dossier presentato dalla Caritas di Roma che attraverso una riflessione, una serie di analisi e delle proposte concrete, rimette al centro del dibattito il tema delle persone in povertà estrema, con riferimenti alla letteratura internazionale, l’approfondimento delle specificità del contesto italiano e uno sguardo privilegiato sulla situazione romana.La pubblicazione viene presentata a trent’anni dalla “storica” ricerca “Essere barboni a Roma” promossa da don Luigi Di Liegro e realizzata dalla Fondazione Labos con la supervisione del professor Claudio Calvaruso. Un’opera nella quale i senza dimora venivano definiti «anoressici istituzionali» perché il rapporto con le istituzioni per loro era stato lacerante e non ne volevano più sapere di riprovare quel dolore.A Roma, la condizione di sofferenza delle circa 14.000 persone in povertà estrema rappresenta un problema purtroppo in costante crescita, laddove l’assenza di una strategia di intervento che sappia affrontare il bisogno multidimensionale delle persone senza dimora non migliora il quadro di riferimento ma, al contrario, catalizza riduttivamente le risposte in azioni di emergenza durante alcune stagioni dell’anno, rischiando di produrre “oblio” attorno al fenomeno homelessness nei periodi considerati meno critici e di perpetuare – e con il tempo accentuare – problematiche, tensioni e conflitti nei territori, depotenziando anche alcuni fattori di coesione sociale.
La criticità più evidente, emersa anche da questa analisi, è quindi non la mancanza di coordinamento funzionale tra le numerose risposte esistenti – comunque insufficienti – ma l’assenza di politiche che sappiano mettere al centro i differenti bisogni delle persone in povertà estrema, prevedendo, oltre interventi per i bisogni alloggiativi, anche azioni in ambito lavorativo, formativo, di riqualificazione professionale, di tutoraggio nella relazione con le istituzioni, di mediazione territoriale e di educativa di strada.
«Una proposta urgente perché riguarda persone che cercano di rimanere “in piedi”, al limite della dignità umana, in baracche, anfratti, sottopassaggi, sui marciapiedi, nelle piazze, nei parchi pubblici o che si trovano “bloccate” nelle strutture di accoglienza della città per la mancanza di risposte adeguate ai complessi percorsi di vita che le hanno condotte all’emarginazione. Una proposta operativa e di riflessione che riprende le fila del discorso per andare oltre, considerando la situazione attuale, il cambiamento del fenomeno delle povertà e della città tutta» commenta don Benoni Ambarus, direttore della Caritas di Roma.
La riflessione della Caritas romana invita, per questi motivi, a prendere coraggio per immaginare una visione di ampio respiro della persona senza dimora, suggerendo di guardarla nella sua globalità e multidimensionalità per costruire un disegno integrale e integrato di lungo periodo centrato sulla persona.Questo tentativo di approfondimento umano, antropologico, culturale e finalmente politico, ha anche l’obiettivo di ricercare e riavviare il dialogo con Istituzioni, professionisti del settore, volontari, realtà associative, ecclesiali e civili, proprio a partire dalla proposta di una pianificazione sistemica di approccio al fenomeno delle persone senza dimora che possa indicare una strategia organica di interventi e misure, non ancora presente nel panorama nazionale e locale.Questa esigenza si confronta dialetticamente con un’altra criticità evidente, nello scenario attuale, e che trae origine dalla confusione tra poveri assoluti e poveri estremi, tra chi vive una condizione di “sopravvivenza” e chi addirittura si trascina a fatica al di sotto di “condizioni esistenziali inaccettabili e subumane”. Questa confusione si genera poiché nel grande bacino della povertà assoluta non vengono facilmente evidenziate le differenze tra chi è “solo” molto povero, la maggioranza, e chi invece si trova in fortissimo degrado. Le politiche attuali di contrasto alla povertà sono indirizzate indistintamente a tutti i poveri assoluti ma non si preoccupano di comprendere se misure e interventi previsti, siano accessibili anche da parte di chi vive una condizione di forte deprivazione materiale, relazionale e psicologica.Tutto questo, dovrebbe stimolare non solo una redistribuzione più equa e mirata delle risorse economiche ma ancora di più suggerire un approccio olistico, con l’obiettivo di una comprensione finalmente piena non solo dei bisogni ma soprattutto di risorse e potenzialità di cui ogni persona senza dimora è portatrice.A questo proposito, per poter dare spazio a una rinnovata fiducia verso le risorse individuali delle persone senza dimora e al contempo tutelarne i diritti e garantire loro uno spazio dignitoso di ascolto e di accompagnamento, il tentativo ulteriore è stato quello di declinare il tema dei diritti sociali anche come partecipazione attiva della persona senza dimora. Un approccio che mette al centro la persona senza dimora – non più soggetti in de-grado ma persone in-grado di rappresentare un possibile cambiamento per sé stessi e per la società -, si dirama a cerchi concentrici verso tutta la città, mette insieme idee e prospettive, richiede il coinvolgimento attivo di ogni cittadino.«La nostra città – sottolinea don Ambarus – deve essere in grado di intercettare da una parte le esigenze di chi sperimenta la deprivazione più dura e dall’altra di dissolvere le paure attraverso spazi di incontro, di condivisione quotidiana, di appartenenza, di comprensione nei confronti di un fenomeno complesso e mai riducibile a poche formule standardizzate. La conoscenza e l’incontro a partire dal riconoscimento di una comune umanità sono un argine alla “frantumazione” delle nostre vite, delle nostre comunità, della nostra città, del nostro sistema di servizi sociali. Una speranza per tutti».

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Nuove sfide e strategie professionali del farmacista delle aziende sanitarie

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Camerino. Un evento che punta al nuovo e guarda al futuro, coagulando in sé esperienze e punti di vista differenti: dalle istituzioni all’industria farmaceutica, dalle società scientifiche al mondo accademico, senza trascurare le associazioni dei pazienti. È stato questo il tema del convegno “Nuove sfide e strategie professionali del farmacista delle aziende sanitarie. Scenari e modelli per una sanità in cambiamento”, che si è tenuto a Bergamo presso l’Azienda socio sanitaria territoriale Papa Giovanni XXIII ed ideato dall’Università di Camerino. Presidente del Comitato scientifico è stato Carlo Cifani, professore di Farmacologia e direttore del master Manager di dipartimenti farmaceutici nel medesimo ateneo e presidente del Comitato organizzativo è stata la Dr.ssa Maria Vittoria Micioni Di Bonaventura, ricercatrice di Farmacologia Unicam.L’importante appuntamento, rivolto ai farmacisti del Servizio sanitario nazionale che hanno risposto numerosi arrivando a 550 partecipanti, è stato organizzato dall’Università di Camerino in collaborazione con l’Azienda socio sanitaria territoriale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e la Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie (SIFO). Il provider dell’evento è la società di progettazione in sanità Maya Idee, con il patrocinio di Società italiana di farmacologia (SIF), Federazione Ordini farmacisti italiani (FOFI), l’Area Vasta dell’Azienda sanitaria unica regionale Marche, Farmindustria, Federazione delle Associazioni Regionali Economi e Provveditori della Sanità (FARE), l’Associazione nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), l’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) e la Società Italia di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT).Focus della giornata è stata la riflessione sui principali drivers di cambiamento che in un prossimo futuro caratterizzeranno l’offerta di salute, per quanto riguarda sia farmaci che dispositivi. Una “valanga di innovazione”, con un ruolo preponderante delle terapie immunologiche e biotecnologiche, ma che include anche un’evoluzione delle tecnologie, dei media e, naturalmente, dei ruoli organizzativi e di governance. Si tratta di ricostruire, pezzo per pezzo, il quadro evolutivo, prendendo coscienza degli elementi con cui fare i conti e delle sfide da affrontare, in modo da non subire il cambiamento, ma da governarlo. Come? Attraverso risposte tecniche, organizzative, culturali adeguate a questa crescente complessità. È, ad esempio, su questa scia che le università, in quanto principali responsabili dei processi formativi, devono saper offrire, opportunità di conoscenza e di crescita coerenti con il contesto, secondo una matrice specialistica e manageriale allo stesso tempo. Partendo da queste tematiche attuali e complesse, l’approccio del convegno è stato “dare voce a più voci”, costruendo uno scenario composito e articolato. Per questo sul palco si sono alternati relatori e moderatori provenienti dai vari comparti istituzionali, industriali, accademici, clinici.

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“L’Informazione che vorrei. La Rete, le sfide attuali, le priorità future”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

Milano lunedì 21 maggio alle ore 18 Assolombarda via Pantano 9. Ruben Razzante, Docente di Diritto dell’informazione Università Cattolica Sacro Cuore di Milano, giornalista professionista e consulente, presenta il suo libro “L’informazione che vorrei. La Rete, le sfide attuali, le priorità future” ed. FrancoAngeli. Interverranno con l’autore:
– Carlo Bonomi, Presidente Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza
– Maurizio Costa, Presidente Fieg
– Carlo D’Asaro Biondo, Presidente Emea Partnerships, Google
– Luciano Fontana, Direttore Corriere della Sera
– Lorenzo Sassoli de Bianchi, Presidente Upa
Modererà i lavori Vincenzo Di Vincenzo, Responsabile Ansa Lombardia.
“L’Italia e l’Europa stanno vivendo cambiamenti epocali per il futuro dell’informazione digitale e della produzione e diffusione dei contenuti in Rete. Occorrono scelte coraggiose e politiche illuminate che possano coinvolgere attivamente tutti gli attori in campo e assicurare la crescita sociale ed economica del mondo dei media e un corretto funzionamento della web democrazia, nell’interesse degli utenti”.
Ruben Razzante scrive così ne “L’informazione che vorrei. La Rete, le sfide attuali, le priorità future” – di cui ha curato la pubblicazione e che include scritti di: Marcello Cardani, Elio Catania, Maurizio Costa, Carlo D’Asaro Biondo, Pasquale D’Innella Capano, Luciano Fontana, Giovanni Pitruzzella, Lorenzo Sassoli de Bianchi, Franco Siddi, Antonello Soro e Carlo Verna. “L’informazione che vorrei” intende essere una sorta di manifesto programmatico per la prossima legislatura, che spieghi a un pubblico generalista, dal punto di vista degli addetti ai lavori (authority, motori di ricerca, editori, giornalisti, professionisti della comunicazione, manager del settore, esperti), quali saranno gli impegni che Parlamento e Governo dovranno prendere in questi ambiti e quali saranno le sfide più impegnative e avvincenti che attendono l’Europa multimediale e digitalizzata. Nel suo corposo saggio introduttivo e in quello conclusivo, Ruben Razzante analizza le prospettive e gli sviluppi possibili dei media tradizionali e affronta i temi della diffusione in Rete di disinformazione e fake news, della protezione dei diritti in Rete, della valorizzazione della professione giornalistica e della riforma della governance Rai.
Il volume affronta le criticità attuali del mondo dell’informazione digitale, delinea le priorità dei prossimi anni e intende offrire stimoli e soluzioni ai decisori istituzionali, al management delle imprese editoriali e alle categorie professionali coinvolte, ma anche chiavi di lettura ai cittadini affinché possano sentirsi parte in causa nei processi radicali di trasformazione che interessano il mondo dell’informazione, soprattutto in Rete. Il libro: (ed. FrancoAngeli, 2018)

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NeoArchimede italiani alle sfide americane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 maggio 2018

Dal 13 al 18 maggio concorrono con altri 1800 giovani da tutti gli Stati Uniti e da settanta paesi dei cinque continenti. ISEF, è la più grande rassegna del mondo per la scienza e l’ingegneria riservata agli studenti delle scuole superiori con meno di vent’anni.
I progetti in gara sono un migliaio; coprono tutte le discipline scientifiche e le loro applicazioni; vengono valutati da 900 giudici. In palio ci sono premi per oltre 4 milioni di dollari. Tra questi vanno segnalati i tre grandi riconoscimenti finali, di cui uno da 75 mila dollari e due da 50 mila. Lo scorso anno il giovane Valerio Pagliarino ne vinse uno di questi due.
Sono pronti alla sfida Marco Battisti del Fermi di Mantova con il progetto “AE Space Herbs: il futuro in aeroponica”; Elisa Seghetti e Gabriele Morello del Galileo Ferraris di Torino con “Harmony, alla ricerca della bellezza”; Valentina Bo, Roberto Mignacco e Samuele Ferrero del Sobrero di Casale Monferrato con il lavoro “SoBlue: un pigmento del passato con un nuovo futuro. Complessi nanostrutturati di argilla halloysite e coloranti”. Concludono la lista due ragazze del Magrini di Gemona del Friuli: Annalisa Persello e Martina Piemonte si presentano con “Osserva! Sposta! Fissa! Buone pratiche per la sicurezza sismica”.
Ancora America dall’11 al 16 giugno a Oswego, sul lago Eire, per Genius Olympiad, la rassegna internazionale principalmente orientata alla soluzione delle grandi questioni ambientali che ci riguardano tutti.
Anche in questo caso i dati sono particolarmente rilevanti. L’organizzazione Terra Science and Education stima di poter ospitare nella sede di Oswego della Università dello Stato di New York almeno 1200 partecipanti provenienti da 75 paesi del mondo e da 39 stati degli Usa. Le oltre 800 proposte sono finalizzate a “costruire insieme un futuro migliore”, come recita l’invito, e una amicizia globale tra i presenti. Oltre alla grande tematica dell’ambiente, sono gradite proposte in altri settori quali robotica, scrittura creativa, arti figurative.
I tre finalisti scelti dalla Fast sono Lucio Passerini dell’Istituto di Agraria Raineri di Piacenza con il lavoro “Dalle Ande agli Appennini… Quinoa a km 0”; Lorenzo Benedettini e Lorenzo Tabarrini dell’Istituto Belluzzi-Da Vinci di Rimini. Il loro progetto si intitola “T.A.P.-Message in a plant”. Anche in questo caso i tre studenti si devono confrontare con l’importante risultato ottenuto dai partecipanti del 2017: la medaglia d’oro e quella d’argento.
Con riferimento a queste opportunità per le ragazze e i ragazzi eccellenti è particolarmente appropriato il commento del presidente della Fondazione Salvetti: “Non sappiamo cosa ci riserva il futuro; la discontinuità dei tempi che stiamo vivendo fa si che il futuro non sia più quello di una volta. Il domani è nelle mani dei giovani che, se sapranno utilizzare la mentalità dei Galilei e dei Newton, si rendono conto che non è nello scontro dei fanatismi ideologici che si può creare un avvenire migliore. Il continuo ‘prova ed errore’ fa avanzare la scienza e la conoscenza e poi diventa coscienza e cultura” conclude Stefano Salvetti.

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Le sfide dell’intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2018

L’indagine Global Future of Work Survey di Willis Towers Watson – società di consulenza, brokeraggio e soluzioni per le aziende leader a livello globale – ha messo in luce una scarsa preparazione da parte dei responsabili HR nell’ambito dei cambiamenti organizzativi legati all’automazione e una profonda incapacità nel gestire un numero sempre più esiguo di dipendenti full time a tempo indeterminato e persone ingaggiate per progetti specifici e contingenti.
La ricerca ha rilevato che l’automazione rappresenterà in media il 22% del lavoro svolto nei prossimi tre anni. Ciò equivale al 12% di quelle che affermano oggi di impiegare l’intelligenza artificiale e la robotica e solo il 7% di tre anni fa.
Dal sondaggio, che evidenzia il punto di vista dei Responsabili Risorse Umane, emerge che meno del 7% afferma di essere sufficientemente preparato all’avvento della digitalizzazione in tutti i processi e soprattutto appare evidente un atteggiamento poco proattivo e in grado di dare il via fin da ora a strategie per ripensare la gestione dei talenti. Solo il 31% delle aziende interrogate ha già adottato misure per affrontare la contrazione di posti di lavoro e solo il 32% degli HR manager ha intrapreso azioni per identificare le competenze emergenti per la propria attività. Appena il 27% sta cercando di ripensare percorsi di carriera in linea con strutture organizzative più snelle, flessibili e dove lo smart working avrà un peso importante.Molti fra gli intervistati, inoltre, affermano di aver intenzione quest’anno di intraprendere iniziative per prepararsi al futuro, iniziando a pensare ad una “ridefinizione” dei ruoli, e a identificare quali attività, all’interno di questi, potrebbero essere automatizzate (50%) o ad individuare percorsi di riqualificazione per coloro il cui lavoro sarà assorbito dall’automazione (48%). I datori di lavoro stanno anche prendendo provvedimenti per identificare gap di “abilità e volontà” man mano che l’automazione cambia i riconoscimenti per le competenze (50%), e per rivedere il total reward e benefit complessivi per adattarsi a una forza lavoro radicalmente diversa (53%).Nel ricordare le complessità associate all’automazione, l’indagine ha evidenziato alcune interessanti dicotomie. Ad esempio, si prevede che nei prossimi tre anni la percentuale di datori di lavoro che automatizzeranno il lavoro e vedranno un aumento del fabbisogno di competenze aumenterà rapidamente dal 27% al 45%. Viceversa, nello stesso lasso temporale, oltre un terzo (42%) prevede di applicare l’automazione e riprogettare i lavori per ridurre i requisiti di competenza.Degno di nota è anche l’impatto dell’automazione sull’utilizzo di talenti non dipendenti. Mentre ora il 19% degli intervistati afferma che allo stato delle cose l’automazione consente o richiede l’utilizzo di più talenti non dipendenti, come agenti o consulenti, ben il 50% si aspetta che ciò possa accadere nel prossimo triennio. Quasi la metà dei datori di lavoro (49%) ritiene che nello stesso intervallo temporale, in virtù dell’avvento dell’automazione, avrà bisogno di un numero inferiore di dipendenti (oggi la percentuale è del 27%).“Molte aziende credono che l’automazione avrà conseguenze significative per i leader e per i manager nei prossimi tre anni”, afferma Edoardo Cesarini. Questo è reso evidente dalla percentuale di quanti affermano che l’automazione cambierà il modo in cui i manager saranno capaci di educare i dipendenti circa il suo impatto sul loro lavoro nei prossimi tre anni (32% quest’anno, contro il 61% nel 2020). Inoltre, quasi i due terzi (63%) afferma che i leader dovranno pensare in modo diverso ai requisiti e alle competenze per chi verrà dopo e per la gestione delle successioni come risultato dell’automazione.

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1° International Workshop “Eterogeneità tumorale e medicina di precisione: sfide e opportunità terapeutiche”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2018

Roma. L’eterogeneità tumorale e la capacità di trasformazione delle cellule conferisce al cancro la capacità di sfuggire anche alle terapie di precisione.
E’ stato infatti dimostrato che le terapie stesse sono responsabili dell’eterogeneità neoplastica e dello sviluppo della resistenza ai farmaci. Per ottenere cure efficaci a lungo termine, bisogna tener conto della continua evoluzione della neoplasia, tenerla d’occhio anche con la biopsia liquida per monitorare ed intervenire subito. Altro obiettivo è quello di aumentare significativamente la proporzione di pazienti che riceve un trattamento mirato. Ad oggi, per esempio, circa il 75% dei pazienti affetti da neoplasia polmonare riceve una qualche forma di caratterizzazione molecolare del tumore dal quale è affetto, ma solo circa il 50% riceve un trattamento iniziale con terapie mirate od immunologiche, mentre il 50% continua a ricevere un trattamento chemioterapico tradizionale. La prospettiva futura è quella di arrivare in tempi brevi a caratterizzare da un punto di vista molecolare virtualmente tutti pazienti con tumore polmonare e di accrescere il numero di trattamenti personalizzati fin dall’inizio.
E’ quanto è emerso dal Workshop Internazionale “Tumor evolution and heterogeneity of the cancer genome: challenges and opportunities for precision medicine” del 22 e 23 Marzo all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) di Roma e che ha riunito i maggiori esperti mondiali in oncologia sperimentale e clinica.L’importante evento scientifico è promosso da Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE e si colloca ad un anno di attività dal rinnovo del vertice aziendale IFO.
La progressione tumorale è dovuta ad un processo di continua selezione delle alterazioni genetiche (ad esempio mutazioni) che conferiscono alla cellula un vantaggio evolutivo. Questa selezione finisce con il generare sottopopolazioni di cellule tumorali con diversi tratti di malignità, condizione definita come eterogeneità tumorale.
Tuttavia quando i tumori metastatici sono colpiti da farmaci a bersaglio molecolare quasi sempre emerge un sottoinsieme di cellule insensibili alla terapia. Di conseguenza, nella maggior parte dei casi, le terapie mirate sono solo transitoriamente efficaci nei pazienti.”
Il workshop internazionale si svolge a poco più di un anno di lavoro del Direttore Scientifico Gennaro Ciliberto all’IRE. “Sono molto soddisfatto dei risultati raggiunti in questi mesi – spiega Gennaro Ciliberto – la produzione scientifica è in costante aumento in termini di qualità e numero di pubblicazioni. Siamo tra gli istituti oncologici con maggiore produttività scientifica, un risultato importante. Abbiamo avviato l’attività della Biobanca IRE di tessuti tumorali e liquidi biologici, zoccolo importante per svolgere ricerca traslazionale ad alto livello. Numerosi gli investimenti tecnologici tra cui l’acquisizione di una tecnologia innovativa capace di quantificare fino ad 800 diversi acidi nucleici con una tecnologia digitale che non richiede processi di amplificazione e quindi riduce al minimo gli artefatti, e che può essere utilizzata per diagnosticare la probabilità di recidiva del cancro al seno. Inoltre è stato introdotto l’utilizzo di una piattaforma informatica capace di interpretare i risultati della caratterizzazione genomica dei tumori al fine di meglio orientare le scelte terapeutiche.”
“Le novità che emergono dal workshop – conclude Francesco Ripa di Meana – sono una ulteriore conferma che l’oncologia sperimentale di laboratorio e clinica sono in una relazione simbiotica. Un esempio di questa reciproca collaborazione è l’importante progetto “Proto4life” che stiamo portando avanti con Regione e Gemelli. Gli IFO realizzano la propria mission mettendo a punto anche modelli organizzativi innovativi e a beneficio di tutti.”

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Il cattolicesimo e le nuove sfide

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2018

I temi ricorrenti, e non sono solo di questi giorni, sono quelli che più di frequente appaiono anche sui quotidiani di tutto il mondo e si riferiscono alle coppie di fatto, a matrimoni omosessuali, alla riproduzione sessuale in vitro, ai divorzi e più in generale alle nuove provocazioni di “frontiera” della genetica.
La risposta che oggi abbiamo, sia pure articolata in modo diverso, è quella di generale chiusura per il diverso che si prospetta e con un certo irrigidimento delle posizioni in specie in casa del Vaticano. Non dico, a questo punto, che sia un errore fissare dei paletti oltre i quali presumere che si possa giungere a creare confusione di ruoli e perdita di valori etici e religiosi. Tutt’altro. Vi è, in ogni caso, un margine entro il quale occorre ragionare con più ponderazione.
Il timore è pienamente giustificato da parte di chi pensa che, concedendo qualcosa, si finisca con il far franare il castello che si è costruito in secoli di professioni di fede e di dogmi accertati e riconosciuti validi e sperimentati con successo nel tempo a dispetto degli eventi e della loro mutabilità legata, si ritiene, alle mode e non alle certezze alle quali sembravano ancorarsi.
E’ anche vero che una revisione delle “certezze” va fatta sgombrando il campo dall’idea che taluni considerano la religione un sinonimo di “conservazione”, di “tradizione” e che, in virtù di ciò, non accettano il nuovo per partito preso e non per intimo convincimento. Di certo un grande passo papa Giovanni Paolo II, e in una certa misura i suoi predecessori, l’hanno compiuta sul fronte del riconoscimento dei propri errori nei confronti delle altre professioni cristiane, ma è ancora poco se vogliamo dare una nuova visione di una Fede che sappia riconoscere i suoi limiti temporali mentre ci parla del trascendente.
Non dico, però, le cose che dovrebbero essere cambiate o i rigori della dottrina che andrebbero smussati, ma suggerisco che se ne parli sia pure a porte chiuse, ma se ne parli anche nei “palazzi” del potere ecclesiastico perché qualcosa è cambiato tra la gente e quel qualcosa merita la dovuta attenzione ed anche riconoscimento. (Riccardo Alfonso)

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Dagli amministratori della sanità italiana: le nuove sfide che dovrà affrontare il Ssn

Posted by fidest press agency su domenica, 28 gennaio 2018

chiostro comoComo. Migliorare la prevenzione delle malattie e l’efficienza delle strutture sanitarie, ridurre le disparità tra le prestazioni, definire una politica sanitaria nazionale integrata con le priorità industriali del Paese e semplificare la burocrazia. Queste sono le nuove sfide che dovrà affrontare il Servizio Sanitario Nazionale di fronte allo straordinario progresso tecnologico, alla crescita della domanda di prestazioni sanitarie dei cittadini (che vivono più a lungo rispetto al passato) alla gestione della cronicità (che in Italia interessa il 30 per cento della popolazione) fino ai vincoli e ai limiti delle risorse economiche che hanno un peso sempre maggiore nei processi decisionali.I due temi affrontati nel corso della prima giornata Winter School 2018 di giovedì 25 gennaio sono stati il futuro della sanità italiana e la sostenibilità e revisione del farmaco e dei dispositivi in Italia. Quale modello sanitario potrà rispondere al diritto alla salute dei cittadini? I massimi esperti della sanità presenti alla tavola rotonda di Como hanno cercato di rispondere al quesito proponendo modelli di sostenibilità che rispondono a concetti chiave,come semplificazione (a dispetto di una burocratizzazione del sistema salute nel suo complesso), centralismo versus federalismo e lavoro in rete tra Asl e all’interno delle stesse; un buon strumento possono essere i Dipartimenti interaziendali diffusi sul territorio. La ricomposizione, altra necessaria chiave di volta, è intesa come omogeneizzazione di gestione, programmazione ed integrazione dei servizi e dei professionisti che operano nel campo della cronicità al fine di ottenere una unica modalità di approccio nei confronti del paziente cronico. Risulta essere determinante nel processo di cambiamento anche la sinergia tra gli attori del sistema, nonché modelli organizzativi (che non dimentichino, però, il rapporto paziente-medico e paziente-infermiere), la richiesta di autonomia differenziata e la proposta di una sanità integrativa. Se la tecnologia è un potenziale driver di cambiamento (si pensi, ad esempio, alla prospettiva di sviluppo della robotica nella domiciliazione delle cure) e fattore di crescita, resterà fondamentale il ruolo del medico di famiglia e dei farmacisti sul fronte della cura sul ‘territorio’, della prevenzione e nell’educazione sanitaria.Altro tema di rilievo affrontato è stato quello della legge Gelli-Bianco: se ha ampliato l’ambito di tutela del diritto alla salute ricomprendendovi la sicurezza delle cure, le strutture sanitarie, socio-sanitarie e gli esercenti la professione, proprio per salvaguardare tale diritto, dovranno adottare risorse strutturali, tecnologiche ed organizzative adeguate, tra le quali deve ricomprendersi necessariamente anche il rispetto della normativa sulla privacy. Infine, considerando la necessità di delisting, la rimozione dal prontuario dei farmaci e dei dispositivi obsoleti, anche strumenti digitali innovativi all’interno della sanità hanno un ruolo strategico: servono non solo per portare l’innovazione nel servizio digitale al cittadino oppure la telemedicina, ma anche per raccogliere le informazioni e supportare i processi decisionali in campo farmaceutico e generale, come prescrivere e somministrare i farmaci in ospedale o impiegare protesi e dispositivi in tempo reale per il cittadino.

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Presentazione autobiografia Don Luigi Sfide e Passioni

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

iserniaIsernia giovedì 30, ore 17, presso la Sala riunioni del MUSEC (palazzo della Provincia). Un altro incontro per conoscere ancora meglio, attraverso il racconto asciutto della sua vita, raccolto nel libro edito dalla Iannone Editore di Isernia, il napoletano Luigi di Majo.
Le sue esperienze di direttore, appena laureato, di due aziende agricole in Brasile; l’impegno politico-sindacale dopo i cinque anni vissuti tra San Paolo e Rio de Janeiro; l’esperienza fatta come amministratore della Cassa per il Mezzogiorno. La presentazione, occasione, anche, per conoscere la storia di un molisano di adozione, grazie all’incontro con la sua futura moglie, Anna Maria Norante di Campomarino, la madre dei suoi tre figli. Un imprenditore lungimirante che guarda al mercato, alle domande che esso pone per dare, con il terreno a disposizione, le risposte più adeguate. Oggi, grazie a suo figlio Alessio, il mercato è quello globale, con i vini della Di Majo Norante di Campomarino nel Molise, che, con tutti gli altri grandi vini, molisani e italiani, competono per conquistare la fiducia del consumatore, sia esso americano o tedesco, austriaco o canadese, cinese o giapponese, inglese o brasiliano. Una grande sfida, spesso vincente, con tanti premi quali medaglie importanti di cui essere orgogliosi, l’ultima di qualche giorno fa “i 5 Grappoli”, cioè il massimo dei riconoscimenti per il “Don Luigi” riserva 2013, doc “Molise rosso”.
di majo noranteUna lunga storia che l’autore consegna ai giovani, come esempio d’impegno e di lotta, di fiducia in un domani migliore, e, ancora una volta, al Molise, con la sua ultima idea, la Fattoria della Salute e del Benessere, che intende realizzare con il contributo delle istituzioni e degli enti, a partire dall’Università del Molise.Parleranno del libro – dopo i saluti del Sindaco di Isernia, Giacomo Apollonio; del Presidente della Provincia, Lorenzo Coia e del Rettore dell’Università del Molise, Gianmaria Palmieri – Cristina Norante, autrice e regista televisiva, ha firmato la presentazione; Giovanna Maria Maj, delegata d’Isernia dell’Accademia Italiana della Cucina; Pasquale di Lena, autore della postfazione. Interverranno, a segnare i percorsi d’Eccellenza, Franco Di Nucci del Caseificio Di Nucci Antonio, in Agnone; Claudio Papa della Dolceamaro confetti di Monteroduni… fioriscono i mandorli nel Molise; Valentino Dolciaria di Pettoranello; Francesco Cimino, “Il cammino dei Sanniti”. Coordina il prof. Norberto Lombardi, Direttore Centro Studi Territoriali dell’AIC per il Molise Sarà presente l’autore del libro “Don Luigi – Sfide e Passioni” (foto: di majo norante)

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Il cattolicesimo e le nuove sfide

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 settembre 2017

vaticanoI temi ricorrenti, e non sono solo di questi giorni, sono quelli che più di frequente appaiono anche sui quotidiani di tutto il mondo e si riferiscono alle coppie di fatto, a matrimoni omosessuali, alla riproduzione sessuale in vitro, ai divorzi e più in generale alle nuove provocazioni di “frontiera” della genetica.
La risposta che oggi abbiamo, sia pure articolata in modo diverso, è quella di generale chiusura per il diverso che si prospetta e con un certo irrigidimento delle posizioni in specie in casa del Vaticano. Non dico, a questo punto, che sia un errore fissare dei paletti oltre i quali presumere che si possa giungere a creare confusione di ruoli e perdita di valori etici e religiosi. Tutt’altro. Vi è, in ogni caso, un margine entro il quale occorre ragionare con più ponderazione.
Il timore è pienamente giustificato da parte di chi pensa che, concedendo qualcosa, si finisca con il far franare il castello che si è costruito in secoli di professioni di fede e di dogmi accertati e riconosciuti validi e sperimentati con successo nel tempo a dispetto degli eventi e della loro mutabilità legata, si ritiene, alle mode e non alle certezze alle quali sembravano ancorarsi.
E’ anche vero che una revisione delle “certezze” va fatta sgombrando il campo dall’idea che taluni considerano la religione un sinonimo di “conservazione”, di “tradizione” e che, in virtù di ciò, non accettano il nuovo per partito preso e non per intimo convincimento. Di certo un grande passo papa Giovanni Paolo II, e in una certa misura i suoi predecessori, l’hanno compiuta sul fronte del riconoscimento dei propri errori nei confronti degli altri credi religiosi, ma è ancora poco se vogliamo dare una visione di una Fede che sappia riconoscere i suoi limiti temporali mentre ci parla del trascendente.
Non dico, però, le cose che dovrebbero essere cambiate o i rigori della dottrina che andrebbero smussati, ma suggerisco che se ne parli sia pure a porte chiuse, ma se ne parli anche nei “palazzi” del potere ecclesiastico perché qualcosa è cambiato tra la gente e quel qualcosa merita la dovuta attenzione ed anche riconoscimento. (Riccardo Alfonso)

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Le nuove sfide per sconfiggere le malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

cuoreInteressanti indicazioni dal convegno “New frontiers to beat cardiovascular disease”, svoltosi in questi giorni a Roma. Il convegno è stato organizzato dal Professor Massimo Volpe, preside della Facoltà di Medicina e Psicologia, Università ‘La Sapienza’ di Roma, Ordinario di cardiologia e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia, Ospedale Sant’Andrea di Roma, ed è promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «Il congresso ha evidenziato le nuove frontiere diagnostiche e terapeutiche che consentiranno di fare notevoli passe in avanti nei prossimi anni sulle malattie cardiovascolari» spiega Volpe. «Sono state affrontate tematiche importanti, soprattutto nell’ambito dell’insufficienza cardiaca, che rappresenta un problema sempre più emergente e a carattere epidemico, nonché una delle principali cause di spesa e ospedalizzazione del nostro Paese. È molto importante poter disporre di nuovi strumenti per poter fronteggiare l’insufficienza cardiaca. Tra i nuovi strumenti sicuramente le nuove classi di farmaci che determinano una riduzione del 20 per cento della mortalità e delle ospedalizzazioni. E poi la possibilità di risolvere in futuro cause importanti come l’insufficienza mitralica, che si manifesta nei pazienti con insufficienza cardiaca e ne complica la prognosi; l’evoluzione degli interventi chirurgici come la TAVI, per risolvere la stenosi aortica. Inoltre nuove indicazioni nell’uso di farmaci che possono interferire con la funzione dei mitocondri, che sono il “motore energetico” delle cellule, funzione che viene meno nell’insufficienza cardiaca, rappresentano sicuramente le nuove sfide per il futuro. Guardando i progressi raggiunti dalla cardiologia negli ultimi quarant’anni, sono molto fiducioso che nei prossimi cinque anni assisteremo a un’inversione nel trend dell’insufficienza cardiaca, sia per quanto riguarda la mortalità e la morbilità, sia per quanto riguarda il carico economico che impone ai servizi sanitari nazionali». Un altra sezione del convegno ha riguardato un aspetto particolare dell’ipertensione cardiaca, cioè la forma resistente al trattamento, ossia una pressione che continua a rimanere alta nonostante il trattamento con tre o più farmaci appartenenti a classi differenti. A preoccupare è la dimensione del fenomeno, che nella sola Europa si stima riguardi circa 10-15 milioni di persone che per gli elevati livelli pressori sono soggetti ad alto rischio. «In Italia l’ipertensione arteriosa colpisce circa il 45-50% della popolazione generale adulta ossia oltre 14 milioni di soggetti, equamente distribuiti tra maschi e femmine. Di questi circa il 5-7% è affetta da ipertensione arteriosa resistente» avverte Volpe. «L’ipertensione arteriosa non controllata è un problema di Salute Pubblica rilevante: pazienti trattati che hanno una pressione arteriosa non controllata hanno un rischio di sviluppare una complicanza cardiovascolare (infarto, ictus, insufficienza cardiaca o renale, morte) comparabile a quello dei soggetti ipertesi non trattati».

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Le nuove sfide per sconfiggere le malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

villa_mianiRoma giovedì 7 e venerdì 8 settembre 2017 Villa Miani Via Trionfale, 151 organizzato dal Professor Massimo Volpe, preside della Facoltà di Medicina e Psicologia, Università ‘La Sapienza’ di Roma, Ordinario di cardiologia e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia, Ospedale Sant’Andrea di Roma, ed è promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
Le patologie cardiovascolari sono ancora oggi il principale problema di salute e la prima causa di mortalità, disabilità, ospedalizzazione e costi socio economici. Tutto questo nonostante gli innegabili progressi nella diagnosi e nel trattamento raggiunti negli ultimi quarant’anni. Per contribuire alla lotta contro le patologie cardiovascolari, cardiologi italiani e provenienti da diverse parti del mondo illustreranno i più recenti risultati delle ricerche durante il convegno dal titolo “New frontiers to beat cardiovascular disease”, in programma a . «Durante il congresso saranno illustrati i recenti progressi e le sfide del futuro che già oggi possiamo raccogliere, grazie alla disponibilità di nuove tecnologie e delle nuove scoperte della ricerca, e che siamo pronti a trasferire nella pratica clinica per migliorare la salute di tutti i pazienti» spiega il Professor Volpe. «Sarà un appuntamento di confronto e condivisione con i maggiori esperti in cardiologia per individuare insieme le migliori strategie in grado di ridurre lo sviluppo e le conseguenze delle cardiopatie, con l’ambizioso obiettivo di sconfiggere le malattie del cuore». Tra i principali argomenti del congresso, da segnalare la prima sessione di giovedì 7 settembre dedicata alle cause dell’infarto, cui seguono nella giornata altre sessioni riguardanti l’insufficienza cardiaca, le più recenti terapie anticoagulanti e contro l’ipertensione, la prevenzione della morte cardiaca improvvisa e le nuove strategie contro l’ipertensione polmonare. La giornata di venerdì 8 settembre sarà dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, alla medicina di precisione e alla descrizione dei più recenti test diagnostici in grado di contribuire alla valutazione del rischio per ogni singolo paziente.

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Esperti discutono sulle sfide nel mondo dell’educazione alla Teaching and Learning Conference 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

BlackboardMilano. La conferenza, che si terrà presso l’Università Bocconi, sarà preceduta, il 21 marzo, dal Corporate Education Forum, una giornata-evento, sempre organizzata da Blackboard e dedicata ai dirigenti aziendali e ai professionisti delle Risorse Umane e della formazione professionale.
La Teaching and Learning Conference è il principale evento di Blackboard in Europa. Educatori ed esperti provenienti da oltre 20 paesi discuteranno, insieme ai responsabili della società, di come offrire le migliori opportunità di apprendimento agli studenti. I delegati avranno inoltre la possibilità di partecipare a più di 60 presentazioni, workshop e momenti di formazione, condividere le proprie esperienze e best practice e creare relazioni con esponenti di altri paesi.
Quest’anno i saluti di benvenuto e i principali interventi saranno tenuti da:
Bruno Pavesi, Consigliere Delegato dell’Università Bocconi
Roberta Cocco Assessore alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici del Comune di Milano
Eric Stoller, Consulente di strategie e comunicazione per l’educazione universitaria e blogger di InsideHigherEd.com
Dr. William (Bill) Ballhaus, Presidente e Amministratore Delegato di Blackboard
Lee Blakemore, Presidente di Blackboard International
Venerdì 24 marzo, il Prof. Leonardo Caporarello, Direttore di BETA (Bocconi Education and Teaching Alliance) presso l’Università Bocconi, sarà moderatore di una discussione dedicata alle tecnologie per l’apprendimento nell’ambito dell’educazione permanente.
Il Corporate Education Forum, sponsorizzato in esclusiva da IBM, è focalizzato sul training aziendale e sul ruolo chiave che la tecnologia gioca nell’aiutare le aziende e i dipendenti a raggiungere i propri obiettivi di formazione. Più di 100 rappresentanti provenienti da diversi settori industriali si confronteranno sulle ultime novità riguardanti la creazione e la realizzazione di programmi di apprendimento efficaci e misurabili, con esempi pratici di aziende di fama Computer Labmondiale.I principali interventi saranno tenuti da:
Nigel Jeremy, Chief Learning Officer di British Airways
Federico Botti, Head of Mobility, Europe di IBM
James Cook, Global Partner, Workforce Development di IBM
James Hoyle, Director, Go English SL, English Language Training Professional
Sabrina Castellan, Direttore Training Recruiting and Development presso Gruppo Bosch Italia
Lee Blakemore, Presidente di Blackboard International,
Tom Holz, Senior Director di Blackboard for Business International
La mission di Blackboard è quella di collaborare con la comunità globale della didattica e della formazione per consentire agli studenti, ai docenti, agli istituti scolastici, alle università e alle aziende di raggiungere i propri obiettivi educativi, sfruttando le tecnologie e i servizi di eLearning più innovativi e avanzati. Forte di una conoscenza ineguagliata del mondo dello studente e grazie alle le soluzioni più complete del mercato e a una grande capacità di innovazione, Blackboard è il partner ideale per supportare scuole, università e aziende nei processi di cambiamento in atto nel settore dell’educazione.(foto: Blackboard)

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Le vittorie 2016 del volo libero e le nuove sfide per il 2017

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2017

parapendio-sella-1parapendio-biposto.gifI principali successi del volo libero italiano nel corso del 2016 sono stati il trionfo agli europei di deltaplano e le medaglie d¹argento e di bronzo nel pari campionato di parapendio, teatro univoco il cielo della Macedonia la scorsa estate.Con il quarto titolo europeo e gli otto mondiali, il team azzurro di volo in deltaplano si conferma il più forte al mondo. Individualmente il trentino Christian Ciech è campione del mondo e d¹Europa in carica.
Dal 6 al 19 agosto 2017 la squadra sarà impegnata nel campionato del mondo a Brasilia.
Nel parapendio argento per l¹alto atesino Joachim Oberhauser e medaglia di bronzo a squadre. Gli azzurri affronteranno dall¹1 al 15 luglio il loro mondiale, ospitato per la prima volta in Italia, esattamente vicino Feltre (Belluno).
Si svolgerà sotto l¹egida dell¹Aero Club d¹Italia, organizzato dall¹Aero Club Feltre e dal Para & Delta Club Feltre. A quest¹ultima associazione spetterà l¹esecutività pratica sul campo per accogliere ed assistere 150 piloti provenienti da 40 nazioni.Sede operativa dell¹evento il grande Centro del Volo in località Boscherai a Pedavena (Belluno), due ettari di terreno adibito ad atterraggio con annessa struttura munita di uffici, aule e servizi. Accanto una tensostruttura di 900 mq per ospitare l’Espo Dolomitipark, fiera dedicata agli sport outdoor ed ai prodotti delle Dolomiti bellunesi.Il decollo ufficiale è sito in località Campet sul Monte Avena. Per garantire lo svolgimento della competizione con volo-liberoqualsiasi condizione meteo, saranno disponibili decolli ed atterraggi alternativi in provincia di Treviso: Cima Grappa e Monte Cesen sopra Valdobbiadene, nel primo caso, Vidor e Revine Lago nell¹altro.Molti eventi faranno da contorno, come la Mostra dell¹Artigianato di Feltre, competizioni di ciclismo e podismo, la Festa dell’Orzo Birreria Pedavena, serate a tema ed intrattenimenti vari al Centro del Volo ed altro. Ancora le Dolomiti, patrimonio dell¹umanità, saranno lo spettacolare scenario nel quale si svolgerà la Dolomiti Super Fly, primo evento tutto italiano come percorso ed organizzazione di hike and fly, cioè escursionismo e volo, una disciplina che attira sempre nuovi praticanti.Organizzato dall¹associazione Trentino Volo Libero, al via dalla piazza di Levico Terme (Trento), il 28 maggio saranno schierate 40 squadre composte da piloti italiani e stranieri. La sfida durerà una settimana tra Alto Adige e Trentino, 275 km da percorrere volando in parapendio o camminando sacca in spalla. Premiazione il 3 giugno lungo le rive del Lago di Levico.

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“Sfide e novità nella cura del melanoma metastatico: la terapia mirata di combinazione”

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2016

melanoma-sulla-pelleMilano mercoledi 19 ottobre 2016 ore 11.00 – Circolo della Stampa Corso Venezia 48 Il melanoma cutaneo è una neoplasia molto aggressiva, tra i principali tumori giovanili. In Italia rappresenta, infatti, il terzo tumore più frequente al di sotto dei 50 anni e registra, ormai da anni, una costante crescita sia negli uomini sia nelle donne. Nel 2016 in Italia sono attesi circa 13.800 nuovi casi di melanoma cutaneo, 7.200 tra gli uomini e 6.600 tra le donne, rappresentando così il 3% di tutti i tumori in entrambi i sessi. I Numeri del Cancro in Italia, Rapporto AIOM-AIRTUM 2016 Negli ultimi anni sono emerse rilevanti novità riguardo alla gestione clinica del melanoma, in particolare sotto il profilo terapeutico, grazie anche all’approccio delle terapie mirate.L’incontro ha l’intento di favorire una riflessione sul livello di conoscenza di questa patologia e della sua gravità, grazie alla presentazione dei dati di un sondaggio condotto su un campione della popolazione italiana. Si parlerà anche di una nuova combinazione di terapie mirate presto in arrivo in Italia. Intervengono
Prof.ssa Paola Queirolo, UOC Oncologia medica IRCCS San Martino, IST Genova e Presidente IMI – Intergruppo Melanoma Italiano
Prof. Giuseppe Palmieri, Oncologo Medico, Primo Ricercatore CNR, Responsabile dell’Unità di Genetica dei Tumori del CNR di Sassari. Presidente Eletto IMI – Intergruppo Melanoma Italiano
Prof. Gilberto Corbellini, Professore ordinario di Storia della medicina e docente di Bioetica, Sapienza Università di Roma
Dott.ssa Guja Tacchi, Direttore Ricerca SWG
Modera l’incontro: Federico Mereta, giornalista scientifico

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“Telefono Azzurro 2.0: le nuove sfide all’alba dei primi trent’anni”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2016

telefonoRoma 27 luglio, ore 18.30 Sala Alberto Sordi, Vicolo del Puttarello 25 Ore 18.00 accredito Ore 18.30 Inizio Incontro stampa con intervento del Prof.Caffo + Premiazione Ore 19.30 Fine evento.
Durante l’evento verrà presentata un’anteprima del Bilancio Sociale 2015 dell’Associazione e saranno premiate personalità di spicco del mondo politico, culturale e istituzionale che si sono distinte per il loro impegno in favore dei diritti dell’infanzia.
l’Associazione Telefono azzurro è nata nel 1987 con lo scopo di difendere i diritti dell’infanzia, da allora in prima linea nella tutela dei diritti dei minori, attraverso le attività di ascolto, intervento e prevenzione, messe in campo ogni giorno, 24 ore su 24 su tutto il territorio nazionale.

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Turchia: Le molte sfide di Erdoğan

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2016

giornalistiturchiaMilano, 17 marzo 2016 ore 17,30 Sala Conferenze di Palazzo Reale Piazza del Duomo 14. Iniziativa promossa da CIPMO – Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente – in collaborazione con l’Ufficio di Informazione a Milano del Parlamento Europeo, con il Patronato di Regione Lombardia, il Patrocinio del Comune di Milano ed il sostegno di Fondazione Cariplo.Intervengono: Valeria Giannotta, Assistant professor presso la Business School della Türk Hava Kurum Üniversitesi /The University of the Turkish Aeronautical Association ad Ankara; Carlo Marsili, già Ambasciatore d’Italia ad Ankara; Alberto Negri, inviato speciale de Il Sole 24 Ore
All’interno del nuovo ciclo di incontri promossi da CIPMO “Cattedra del Mediterraneo 2016”, la Tavola Rotonda “Turchia. Le molte sfide di Erdoğan”, in programma a Milano domani 17 marzo, si inserisce, proprio a ridosso del recente accordo per la tregua in Siria sancito tra USA e Russia e dei terribili attentati di questi giorni, per dibattere sulle numerose e complesse partite che Erdoğan sta portando avanti su più fronti.In particolare queste le sfide aperte di Erdoğan:
– il controllo sul Paese diviene sempre più penetrante e più insistenti sono le proposte di modifica costituzionale, per la trasformazione del sistema in presidenziale
– la crisi con Mosca, post abbattimento dell’aereo russo, ha messo alla prova la solidità dell’ancoraggio alla NATO e la stessa alleanza con gli USA
– si sono riaperti i canali con Israele, considerato oramai un essenziale partner energetico e tecnologico, per porre fine alla pluriennale crisi dei rapporti diplomatici
– persiste la rottura con l’Egitto del Presidente al-Sisi – per la deposizione forzata del Presidente eletto Morsi e la messa fuori legge della Fratellanza musulmana – ma la necessità di gestire insieme le imponenti riserve di gas scoperte nell’Area potrebbe facilitare la riapertura di canali di contatto
– in Siria la situazione appare vicina ad una svolta, dopo l’accordo per la tregua sancito tra USA e Russia, che potrebbe dare avvio ad una transizione unitaria vista con sospetto dai turchi
– continua lo scontro con i curdi, all’interno del Paese e in Siria, dopo il blocco del tentativo di accordo con questa minoranza avviato negli anni scorsi
– il terrorismo di impronta curda e quello alimentato dall’ISIS conducono attacchi sempre più frequenti, generando tensione e paura nella popolazione
– sullo sfondo, la complessità dei rapporti con l’Iran, avversario nel conflitto siriano ma essenziale partner economico ed anche strategico a livello regionale
– Intanto la massa dei rifugiati accampati in Turchia e provenienti dalla Siria preme alle porte dell’Europa, consentendo al Premier turco l’avvio di un contrastato negoziato con l’Unione Europea per la concessione di un sostanzioso sostegno finanziario e la riapertura del negoziato per l’ingresso nella Unione Europea, da lungo tempo fermo.
Tutte queste importanti tematiche verranno affrontate e analizzate, sotto la moderazione di Janiki Cingoli, Direttore del CIPMO, da tre sommi esperti del Paese Turchia: Valeria Giannotta, assistant professor presso la Business School della Turk Hava Kurum Universitesi /The University of the Turkish Aeronautical Association di Ankara, Carlo Marsili, già Ambasciatore d’Italia ad Ankara e Alberto Negri, inviato speciale de Il Sole 24 Ore.“Con questa iniziativa – ha dichiarato Janiki Cingoli, Direttore CIPMO – inizia il nostro nuovo ciclo Cattedra del Mediterraneo 2016. L’autorevolezza dei relatori invitati non ha bisogno di commenti, sarà davvero un’occasione importante per comprendere in profondità e fuori dagli schemi cosa succede in questo centro nevralgico del Mediterraneo, la Turchia.”

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Le sfide globali tra cambiamenti climatici e risorse energetiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

Roma Lunedì 29 febbraio, alle ore 16.00, Piazza di San Marco 51 presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI), si terrà l’incontro “Le sfide globali tra cambiamenti climatici e risorse energetiche: l’importanza geostrategica dell’Artico”. L’evento è promosso dalla SIOI in occasione del lancio del nuovo Master sullo “Sviluppo Sostenibile, Geopolitica delle Risorse e Studi Artici”, organizzato d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dell’Ambiente ed il Centro per un Futuro Sostenibile.Alla conferenza interverranno il presidente della SIOI Franco Frattini, il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, John Phillips, il presidente del Centro per un Futuro Sostenibile, Francesco Rutelli e il Senior Arctic Official del Ministero degli Esteri, Rossella Franchini.

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