Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘sfollati’

L’UNHCR chiede con urgenza i fondi necessari per l’assistenza degli sfollati interni e dei rifugiati camerunensi

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, oggi rivolge un appello a tutti i donatori affinché incrementino il sostegno a favore del mezzo milione di camerunensi costretti alla fuga sopravvissuti ad oltre un anno di violenze ininterrotte in differenti aree del Paese.Gli scontri violenti verificatisi in Camerun fra militari e separatisti armati nell’arco degli ultimi tredici mesi hanno costretto migliaia di persone alla fuga, anche attraversando il confine con la Nigeria.La situazione umanitaria continua ad aggravarsi. Si teme, inoltre, che un numero sempre più elevato di persone sarà costretto a fuggire nei prossimi mesi.Secondo le stime delle Nazioni Unite, attualmente vi sono oltre 437.000 sfollati all’interno del Camerun, di cui 246.000 nella Regione del Sudovest, 105.000 nella Regione del Nordovest e 86.000 nelle Regioni del Litorale e dell’Ovest.La maggior parte di essi sono donne e minori. Tutti le persone in fuga devono far fronte a condizioni estremamente difficili, che si trovino in Camerun o in Nigeria: fuggiti con pochi effetti personali, giungono in comunità di accoglienza povere, con scarsissime scorte alimentari e poche strutture per l’assistenza sanitaria, l’istruzione, l’approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari.Oltre a generare un elevato numero di sfollati nelle Regioni del Nordovest e del Sudovest, in Camerun, la brutalità del conflitto ha costretto 35.000 camerunensi alla fuga in Nigeria per cercare asilo. Col proseguire degli scontri, è previsto che tale numero aumenti.
L’UNHCR ora chiede 184 milioni di dollari USA per le operazioni in Camerun e Nigeria, di cui 35,4 milioni sono necessari con urgenza per garantire primo soccorso.
A febbraio, il Coordinatore delle operazioni umanitarie in Camerun ha lanciato il Piano di risposta umanitaria 2019 (Humanitarian Response Plan/HRP) che prevede l’intervento nelle Regioni del Sud e del Nordovest. Le attività dell’UNHCR e i fondi necessari relativi per questo programma in Camerun fanno parte del Piano HRP. L’UNHCR chiede che il Piano sia sostenuto da tutta la comunità internazionale.All’interno del Camerun, la maggior parte delle persone sfollate nelle Regioni del Sudovest e del Nordovest vivono in condizioni di sovraffollamento, senza alloggi o servizi medici e igienico-sanitari adeguati.L’insufficienza di fondi e le condizioni di insicurezza hanno ridotto l’erogazione di attività tese a garantire protezione e assistenza alle popolazioni colpite. Per l’UNHCR, la sicurezza di donne, bambini, minori separati e non accompagnati, persone con disabilità, e donne in gravidanza o allattamento costituisce una questione di primaria importanza alla luce del numero crescente di incidenti legati all’impossibilità di garantire protezione e alla grave carenza di fondi. Gli incidenti legati alla sicurezza denunciati con maggior frequenza riguardano la distruzione delle abitazioni e di altre proprietà a uso domestico, estorsioni, torture e trattamenti disumani fra i quali stupro, aggressioni sessuali e sfruttamento sessuale. In Nigeria, attualmente i rifugiati sono accolti all’interno di insediamenti e di oltre 47 villaggi lungo il confine. La pressione a cui sono sottoposti i servizi sociali esistenti e le strutture per l’assistenza sanitaria e l’istruzione è considerevole. Le esigenze di base dei rifugiati che vivono negli insediamenti dipendono dagli aiuti umanitari.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

In Mozambico il ciclone Idai ha lasciato dietro di sé centinaia di vittime e migliaia di sfollati

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

La situazione è particolarmente critica a Beira, la città più colpita, dove manca tutto, a partire dall’acqua potabile e dall’assistenza sanitaria per curare chi è rimasto ferito. La Comunità di Sant’Egidio, presente nel Paese dalla fine degli anni Ottanta, avendo accompagnato il Paese verso la Pace e contribuito al suo sviluppo con progetti sanitari (Dream per la cura dei malati di Aids) e per la registrazione anagrafica dei minori (con Bravo!), si è già attivata per raccogliere gli aiuti. Servono soprattutto medicinali, vestiti e generi alimentari di prima necessità come riso e farina, ma anche i macchinari per rimuovere le macerie e ad avviare la ricostruzione.
Gli aiuti saranno distribuiti attraverso la rete capillare costituita dalle numerose Comunità di Sant’Egidio presenti in tutto il Paese. Proprio a Beira molti tra gli sfollati si sono rifugiati nel centro Dream della Comunità, dove hanno ricevuto i primi soccorsi. “Dall’Italia e dall’Europa ci attendiamo una risposta urgente e generosa ai bisogni di questa popolazione che manca di tutto – ha dichiarato il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo -. Occorre dare un segnale forte di solidarietà nei confronti di una nazione che sta vivendo uno dei suoi momenti più difficili dalla guerra civile conclusa nel ’92. In pericolo sono soprattutto i soggetti più fragili: anziani, malati, persone con disabilità e bambini. Rivolgiamo un appello al Nord del mondo e a ogni cittadino perché risponda con generosità mostrando di non dimenticare chi soffre per una tragedia causata da cambiamenti climatici a cui non si è voluto dare, ormai da troppo tempo, una risposta adeguata e solidale”

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Repubblica Centrafricana: 1 bambino su 4 è sfollato o rifugiato

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

A 5 anni da quando ha avuto inizio il massacro a Bangui, la vita nella Repubblica Centrafricana per i bambini è ancor più dura e pericolosa. Nonostante la crisi si sia ampliata, i finanziamenti internazionali alla risposta e l’attenzione sulla crisi sono molto bassi.Un nuovo rapporto dell’UNICEF “La crisi in Repubblica Centrafricana: in un’emergenza ignorata, i bambini hanno bisogno di aiuto, protezione e un futuro” ha rilevato che:
1,5 milioni di bambini adesso hanno bisogno di assistenza umanitaria, con un incremento di 300.000 dal 2016;Probabilmente, nel 2019, più di 43.000 bambini sotto i 5 anni affronteranno un rischio molto elevato di morire a causa di malnutrizione acuta grave;
1 bambino su 4 è sfollato o rifugiato; a fine settembre, circa 643.000 persone – almeno la metà delle quali bambini – erano sfollate in Repubblica Centrafricana e oltre 573.000 avevano trovato rifugio nei paesi vicini;Migliaia di bambini sono intrappolati in gruppi armati e altre migliaia sono soggetti a violenza sessuale;Il numero di attacchi contro operatori umanitari è più che quadruplicato – dai 67 episodi in tutto il 2017 a 294 in soli otto mesi e mezzo del 2018.“Questa è una crisi che colpisce uno dei paesi più poveri e meno sviluppati al mondo e fra i più pericolosi per gli operatori umanitari,” ha dichiarato Christine Muhigana, Rappresentante UNICEF in Repubblica Centrafricana. “Le condizioni per i bambini sono disperate.” La crisi si sta verificando nel corso di un’acuta emergenza dello sviluppo. La Repubblica Centrafricana è il paese con il secondo più alto tasso al mondo di mortalità neonatale e materna, con meno di 3 bambini su 5 che riescono a terminare la scuola elementare e quasi la metà della popolazione che non ha accesso ad acqua sicura. Il paese si classifica al 188esimo posto su 189 paesi nella classifica sull’Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite, un indicatore composito che misura le aspettative di vita, di reddito e istruzione. La crisi in Repubblica Centrafricana è alimentata dai combattimenti tra una dozzina di gruppi armati per i percorsi del bestiame e le terre ricche di diamanti, oro e uranio. Il più delle volte, i gruppi armati colpiscono civili piuttosto che colpirsi tra loro. Attaccano strutture sanitarie, scuole e il personale, moschee, chiese e luoghi in cui gli sfollati si rifugiano.Famiglie terrorizzate sono costrette ad abbandonare le loro case. Combinati con un accesso molto limitato a cure mediche, acqua sicura e servizi igienico sanitari, gli sfollamenti forzati si traducono in una crisi di malnutrizione per i bambini. I tassi di malnutrizione acuta grave sono oltre la soglia di emergenza in 16 siti per sfollati su 18, controllati negli ultimi due anni; per i bambini costretti a rifugiarsi tra la vegetazione, le condizioni sono ancora più dure.L’UNICEF sta lavorando per raggiungere i bambini che hanno disperato bisogno di aiuto, spesso in condizioni molto pericolose.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Congo: il riaccendersi delle tensioni nel Kasai pone nuove minacce per i civili sfollati

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime profonda preoccupazione per la situazione nel Kasai, una regione della Repubblica Democratica del Congo (RDC), dove la continua instabilità rappresenta un grave rischio per l’incolumità delle popolazioni civili, tra cui diverse centinaia di rifugiati recentemente tornati dall’Angola.Le forze governative congolesi hanno riacquistato il controllo di vaste aree del Kasai, tuttavia perdurano sporadici scontri tra le forze armate e i gruppi di miliziani. Nel frattempo, restano alte le tensioni tra i diversi gruppi etnici, con il rischio che la regione viva nuove esplosioni di violenze. Gli operatori dell’UNHCR presenti a a Tshikapa, una città a circa 60 chilometri dal confine con l’Angola, riferiscono che diversi sfollati interni, così come coloro che sono tornati dall’Angola, non sono riusciti a rientrare nelle loro comunità a causa delle ostilità inter-etniche.A febbraio le tensioni hanno costretto oltre 11.000 persone a lasciare le proprie case e spostarsi verso le zone più settentrionali della regione, nel territorio di Mweka, che si vanno ad aggiungere ai circa 900.000 congolesi sfollati a causa della crisi del Kasai scoppiata nel 2016.Il conflitto nel Kasai ha anche costretto oltre 35.000 congolesi a cercare rifugio in Angola. Dal settembre 2017 alcuni di loro sono tornati volontariamente nella Repubblica Democratica del Congo, scoprendo però che raggiungere le loro vecchie abitazioni era impossibile. Molti di loro oggi vivono in chiese e moschee, mentre altri sono stati costretti a trasferirsi in altre province.Spesso le persone che sono ritornate non trovano alcun sostegno per ricostruire le proprie abitazioni, poiché i finanziamenti umanitari non consentono attualmente di mettere in atto un importante programma di ricostruzione. Per far fronte alla crisi della RDC, l’UNHCR ha richiesto, per il 2018, 368,7 milioni di dollari USA; ad oggi solo l’1% di questa cifra è stata stanziata.
Molti dei rifugiati congolesi in Angola sostengono di non voler tornare nei propri luoghi di origine a causa della fragile situazione. L’UNHCR ritiene inoltre che non sia ancora possibile procedere a rimpatri in modo sicuro, dignitoso e sostenibile, poiché mancano le condizioni di pace e sicurezza.In seguito a tale situazione, l’UNHCR ha espresso profonda preoccupazione nel venire a conoscenza, pochi giorni fa, del rientro forzato di circa 530 congolesi dall’Angola alla RDC, avvenuto tra il 25 e il 27 febbraio. Tra questi, vi erano 52 rifugiati registrati che vivevano nella città di Dundo, vicino al confine con la RDC, e circa 480 rifugiati non registrati che si trovavano nel centro di accoglienza di Cacanda a Dundo. I rimpatri sono stati effettuati nonostante l’UNHCR abbia richiesto alle autorità angolane di effettuare uno screening congiunto del gruppo non registrato. L’UNHCR esorta le autorità angolane ad astenersi da ulteriori rimpatri forzati di cittadini congolesi nel loro paese. Se le condizioni dovessero cambiare, l’UNHCR è pronta a fornire la propria assistenza alle autorità della RDC e dell’Angola per avviare un tavolo di confronto sui rimpatri volontari.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Congo: 850 mila bambini sfollati e 400 mila a rischio malnutriz. acuta grave

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 agosto 2017

congo“Il mondo non deve chiudere un occhio di fronte alla tragica situazione in cui si trovano bambini e famiglie nella regione del Grand Kasai, nella Repubblica Democratica del Congo. Negli ultimi 12 mesi, oltre 1,4 milioni di persone – fra cui 850.000 bambini – sono state costrette a lasciare le proprie case, e le loro vite sono state sconvolte dai diffusi atti di estrema violenza. I bambini e le donne raccontano di terribili abusi. Molti bambini sono stati reclutati dalle forze armate, costretti ad assumere droghe e travolti dalle violenze. Nulla può giustificare queste azioni.
La situazione per i bambini sta peggiorando e le famiglie sfollate a causa del conflitto non hanno accesso ai servizi di base. Oltre 200 centri medici sono stati distrutti, 1 su 4 non è più regolarmente operativo. Si stima siano 400.000 i bambini a rischio di malnutrizione acuta grave. I bambini hanno perso un anno di istruzione, mentre centinaia di scuole sono state prese di mira e depredate, gli insegnanti sono stati uccisi o sono scappati alla ricerca di salvezza. A causa della paura generata dalle violenze gli insegnanti non possono andare a lavorare, mentre i genitori spaventati non mandano i bambini a scuola. Tutte le parti in conflitto devono proteggere i bambini, porre fine alle gravi violazioni contro di loro, e tutelare le scuole e i servizi sanitari. Gli operatori umanitari devono avere libero accesso alle popolazioni colpite, in modo da poter raggiungere tutti coloro che hanno bisogno di assistenza. Grazie alla prolungata presenza nella regione e alla rete estesa di partner a livello locale, l’UNICEF sta rispondendo ai crescenti bisogni umanitari, raggiungendo oltre 150.000 persone colpite dalla crisi attraverso interventi per la nutrizione, la salute, l’istruzione, l’acqua e i servizi igienico-sanitari, contributi dirette in denaro, e tutela dell’infanzia. Ma, se queste violenze non dovessero terminare, anche il nostro meglio non sarà abbastanza. Le vite di migliaia di bambini sono in pericolo”.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

UNICEF/Sud Sudan: aiuti per migliaia di persone sfollate

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

sud sudanA seguito dei violenti combattimenti dell’ultimo fine settimana a Juba, l’UNICEF e i suoi partner stanno garantendo assistenza salva vita urgente a migliaia di persone sfollate.Quattro camion di aiuti- partiti dai magazzini dell’UNICEF- diretti presso un sito per sfollati delle Nazioni Unite a Juba stanno arrivando in queste ore, appena sarà possibile muoversi in città. In due chiese dove le famiglie si sono riunite, sono state distribuite barrette ad alto contenuto energetico.“Le persone più duramente colpite da questi combattimenti stanno lottando per far fronte a questa terribile situazione”, ha dichiarato Mahimbo Mdoe, Rappresentante UNICEF in Sud Sudan. “Hanno disperato bisogno di acqua, cibo e assistenza medica”.I principali aiuti che saranno distribuiti comprendono: taniche per l’acqua, forniture igienico-sanitarie (come sapone) e per il trattamento della malnutrizione. In seguito saranno distribuiti kit sanitari di base e kit ricreativi per bambini. Le squadre dell’UNICEF e dei suoi partner stanno lavorando per valutare l’ampiezza dei bisogni e hanno iniziato a identificare i bambini che sono stati separati dai loro genitori e dai parenti fuggiti a causa del conflitto. È in atto un piano per aiutare fino a 50.000 persone colpite dal conflitto.“Stiamo rispondendo e la nostra risposta continuerà ad aumentare, ma è di importanza vitale riuscire ad essere in grado di raggiungere ogni persona che abbia bisogno di aiuto e per questo l’accesso umanitario deve essere garantito senza restrizioni”, ha concluso Mdoe.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Combattimenti a nord della Siria che coinvolgono migliaia di civili

Posted by fidest press agency su martedì, 31 maggio 2016

siriaL’UNHCR è profondamente preoccupato per la situazione in cui si trovano circa 165.000 persone sfollate che secondo quanto riportato stanno ora vivendo in massa vicino alla città di Azaz, a nord della Siria. Le persone sono fuggite in seguito a violentissimi scontri a nord di Aleppo. I civili in fuga sono intrappolati tra due fronti e hanno difficoltà ad accedere a servizi medici, cibo, acqua e protezione.Al fine di una preparazione all’emergenza, l’UNHCR ha immediatamente avvertito le autorità turche degli sviluppi in Siria settentrionale.L’UNHCR fa appello perchè i diritti fondamentali e l’incolumità fisica di questa popolazione siano protetti, come previsto dal diritto umanitario internazionale, dal diritto internazionale per i rifugiati e dalle norme internazionali in materia di diritti umani, e fa appello inoltre affinchè siano garantiti passaggi sicuri e protezione.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Siria e Iraq: Non lasciamoli soli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

siriaMilano Lunedì 9 maggio 2016 Università Cattolica del Sacro Cuore, Cripta Aula Magna Largo A. Gemelli, 1 sarà un a giornata di riflessione, promossa dal quotidiano Avvenire, FOCSIV e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, nella quale si intende offrire una panoramica che aiuti a capire le radici storico-geo-politiche della complessa realtà e le problematiche relative ai bisogni degli sfollati, dei rifugiati e di quanti sono rimasti in Siria e in Iraq privi dei diritti più elementari, tra questi il diritto di praticare la propria religione. Le recenti guerre in Medio – Oriente implicano l’esodo di intere popolazioni e pongono il mondo cattolico di fronte alle necessità ed ai bisogni umanitari che non possono essere assolutamente ignorati. Nell’Anno Straordinario del Giubileo l’imperativo resta rispondere all’appello di Papa Francesco che a Lampedusa, prima, e a Lesbos in questi giorni di fronte alla morte di chi fugge dalla guerra ci ha invitato ad aprire il cuore ad opere di Misericordia. “Abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna. La globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere”, ha detto il Papa in uno dei passaggi più toccanti della sua omelia. “La cultura del benessere rende insensibili alle grida degli altri, fa vivere in bolle di sapone. Una situazione che porta all’indifferenza verso gli altri e all’anestesia del cuore”.
Parteciperà al dibattito Don Francesco Soddu, Direttore di Caritas Italiana insieme alle organizzazioni cattoliche che operano nell’area, FOCSIV con il suo Presidente Gianfranco Cattai, e i Soci della Federazione FMSI e Fondazione Buon Pastore presenti rispettivamente in Siria e in Libano, Cesare Zucconi per la Comunità di Sant’Egidio, Giampaolo Silvestri, Segretario Generale di AVSI e Massimo Achini, Presidente del Centro Sportivo Italiano, partner di FOCSIV nel suo impegno ad Erbil. Mario Giro, con delega alla cooperazione internazionale.Il mondo delle organizzazioni si confronterà con il mondo dei media, rappresentato dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio e quello di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino, testate cattoliche che in questi due anni non hanno mai cessato di raccontare una tragedia che si consumava lentamente, spesso assente dagli spazi di informazione. Due media che sono stati parte attiva in grado di coinvolgere i propri lettori a sostenere gli interventi in loco.La seconda parte dell’evento è dedicata al lavoro nell’area e alle testimonianze sul campo di chi si è adoperato nell’assistenza e nel sostegno psicologico e morale senza differenza di religione, in un’ottica di comunione della sofferenza e della speranza. In particolre, FOCSIV presenterà la nascita e lo sviluppo del suo intervento nel Kurdistan iracheno.Nel corso dell’evento saranno presentati di contributi video, il reportage dal titolo “Daesh” firmato da Giovanni Sartorio, presidente di International Help, associazione torinese impegnata in interventi umanitari che ha sostenuto attivamente l’intervento di FOCSIV e il video “Emergenza Kurdistan – La FOCSIV con i profughi iracheni”, realizzato da Luci dal Mondo Onlus.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

UNHCR: coinvolgere rifugiati e sfollati interni nei negoziati di pace in Colombia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2016

colombiaDue settimane fa, il 30 marzo 2016, il governo della Colombia e l’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale) hanno annunciato che avrebbero dato inizio ai negoziati di pace nel tentativo di porre fine ad oltre mezzo secolo di combattimenti. L’UNHCR accoglie con favore questo annuncio. Oggi facciamo appello alle parti coinvolte nel negoziato affinché dedichino particolare attenzione ai diritti delle vittime, specialmente degli sfollati interni e dei rifugiati.
I cinque decenni di conflitto armato in Colombia hanno prodotto la seconda più grande crisi di rifugiati e sfollati interni al mondo ad oggi (la Siria al momento occupa il primo posto). Circa 6.7 milioni di persone sono sfollate all’interno del paese – circa il 13% dell’intera popolazione. E 360.000 persone ufficialmente riconosciute come rifugiate sono fuggite all’estero: la maggior parte in Ecuador, che ospita il più alto numero di rifugiati in America Latina, e in Venezuela, dove vivono circa 170.000 colombiani bisognosi di protezione internazionale. L’UNHCR sostiene il coinvolgimento attivo delle persone sfollate e rifugiate nei negoziati di pace. Il nostro parere è che le vittime dovrebbero prender parte al negoziato, come è avvenuto durante le trattative tra il Governo e le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia), dove oltre 60 vittime avevano avuto l’opportunità di partecipare ai negoziati dell’Avana.
L’UNHCR ritiene che un esito positivo dei negoziati aprirà la strada per la reintegrazione degli sfollati interni e il ritorno dei rifugiati, che porterà nel tempo ad un miglioramento della situazione dei diritti umani e allo sviluppo economico e sociale delle zone più remote e isolate del Paese, incluse le aree di confine. Nel contempo, i rifugiati e i richiedenti asilo colombiani continueranno ad avere bisogno di protezione internazionale nei paesi di asilo, e deve essere rispettato il carattere volontario dei ritorni in Colombia. L’UNHCR è pronto a sostenere il governo della Colombia nel suo impegno di ripristinare i diritti delle persone colombiane sfollate interne e delle persone rifugiate che decidono di ritornare nel Paese; così come nel rispondere ai loro bisogni di protezione e di assistenza. Sulla base dell’esperienza dell’UNHCR nelle situazioni post-conflitto nel mondo, un contributo fondamentale alla costruzione di una pace sostenibile è rappresentato dall’insieme delle soluzione regionali che possono essere attuate: meccanismi tripartiti, accordi di rientri volontari, strategie di reintegrazione e politiche pubbliche volte a favorire l’integrazione locale, specialmente in contesti urbani. In Colombia, l’UNHCR è sato coinvolto in una “Iniziativa di Soluzioni Transnazionali”, che ha aiutato le comunità sfollate ad ottenere alloggi, terra e opportunità di sostentamento e di lavoro, e ha contribuito al rafforzamento delle comunità stesse e alla loro fruizione dei diritti fondamentali. Circa 38.700 persone hanno beneficiato di questa Iniziativa in 17 località. In Ecuador, un’altra analoga iniziativa “Iniziativa di Soluzioni Complessive”, ha aiutato richiedenti asilo e rifugiati colombiani a godere dei loro diritti in termini di salute, educazione, lavoro e alloggio, oltre a fornire loro assistenza e consulenza legale. In Venezuela, le azioni per promuovere l’integrazione locale si sono concentrate sul rilascio dei documenti utili per avere accesso effettivo a salute, educazione, alloggio e opportunità di lavoro, e quindi favorire una piena protezione.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Condizione nutrizionale dei bambini siriani sfollati

Posted by fidest press agency su martedì, 23 dicembre 2014

siriani sfollatiSecondo un’indagine sullo stato nutrizionale dei bambini sfollati sotto i 5 anni che vivono in rifugi e nelle comunità ospitanti in Siria, a livello globale il tasso di malnutrizione acuta è grave in 3 governatorati, con una situazione nutrizionale generalmente scarsa.
Il Rapid Nutrition Assessment è stato realizzato sulla base dello stato nutrizionale dei bambini che vivono in rifugi collettivi e nelle comunità ospitanti in Siria. È la prima indagine su lasca scala di questo tipo ad esser stata realizzata dallo scoppio della crisi in Siria nel marzo 2011. Lo studio ha rilevato che in tre governatorati – Hama, Aleppo e Deir-ez-Zour – i tassi di Malnutrizione Acuta Globale campionati tra i bambini hanno superato il 10%: la situazione nutritiva è considerata “grave” secondo gli standard dell’OMS. Il tasso di Malnutrizione Acuta Globale era del 7,2%, mentre il tasso di Malnutrizione Acuta Grave era al 2,3% – i livelli che indicano una situazione della nutrizione “scarsa” basata sulla classificazione dell’OMS.
Con lo studio è stato anche riscontrato che circa quattro quinti (79,85) delle famiglie sfollate erano dipendenti dal cibo ricevuto tramite aiuti e dal cibo acquistato. Circa il 29% delle famiglie ha dichiarato di non avere abbastanza cibo per tutti i membri della famiglie durante le settimane prima dell’indagine, compresa la mancanza di accesso in molti casi a carne, uova e prodotti a base di latte. Di queste famiglie, il 70% ha dichiarato di aver ridotto il numero di pasti.
Con questa indagine arriviamo in cima al Syrian Humanitarian Needs Overview, realizzato dall’OCHA a novembre, secondo la quale 4 milioni di bambini e donne hanno bisogno di interventi di prevenzione per la sotto nutrizione e servizi per il trattamento nutrizionale per bambini malnutriti gravemente in Siria.
“Dallo studio emerge un quadro allarmante dell’impatto del conflitto sullo stato nutrizionale dei bambini sfollati. Una inadeguata nutrizione potrebbe causare effetti nel lungo periodo sul benessere dei bambini e può portate alla morte in casi estremi se non viene individuata subito e trattata”, ha dichiarato Hanaa Singer, Rappresentate UNICEF in Siria.
“I bambini stanno ricevendo assistenza nutrizionale nelle aree accessibili, ma la situazione della nutrizione ha molte probabilità di peggiorare per i bambini che si trovano nelle aree del paese più difficili da raggiungere.”
“Andando oltre, i risultati sono già stati analizzati per la risposta umanitaria in campo nutrizionale per i bambini e già è in corso l’individuazione di più approcci per aiutare tutti i bambini che hanno più bisogno”, ha continuato Singer.
Per il 2015, l’UNICEF ha chiesto 21,1 milioni di dollari per ampliare i programmi nutritivi, rafforzare le operazione di prevenzione per la sotto nutrizione e per la promozione di pratiche utili: visitando quanti più bambini per malnutrizione, garantendo un maggior sostegno nutritivo e incrementando la formazione in campo nutrizionale. Il Rapid Nutrition Assessment è stato condotto dal Settore Nutrizione in Siria insieme al Ministero delle Salute e all’Ufficio Centrale di Statistica, insieme con il supporto dell’UNICEF. L’indagine è stata realizzata tra Marzo e Luglio 2014 in 13 governatorati della Siria su 14. Gli operatori hanno incontrato 3.361 famiglie sfollate che vivono in rifugi collettivi e nelle comunità ospitanti. La situazione nutrizionale per circa 4.500 bambini è stata rilevata – attraverso la combinazione di questionari e misurazioni che includono anche peso, altezza e misurazione della circonferenza del braccio mentre verificavano la presenza di edema nutrizionale – con dati completi per 3.514 bambini.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuovi scontri a Mogadiscio

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2012

Migliaia di civili sono in fuga dall’intensificarsi delle violenze e degli scontri vicino al corridoio di Afgooye, una zona a pochi chilometri a nord-ovest della capitale somala Mogadiscio dove quasi 41mila sfollati interni – un terzo degli sfollati interni somali -vivono in campi di fortuna ed insediamenti sempre più estesi costruiti ai lati della strada per Afgooye. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime preoccupazione per la sorte degli sfollati ed esorta tutti i gruppi armati e le forze militari coinvolti ad anteporre la protezione dei civili a qualsiasi altra considerazione. Nelle ultime due settimane, più di 7.200 somali sono stati costretti a fuggire da Afgooye. Più di 5.200 di queste persone sono scappate nel corso degli ultimi tre giorni a causa degli scontri che sono deflagrati martedì 14 febbraio. La maggior parte dei nuovi sfollati era già fuggita in precedenza, lasciando Mogadiscio ed altre zone della Somalia per i rifugi di fortuna del corridoio di Afgooye, e si sta dirigendo ora verso Mogadiscio.
Il 15 febbraio, 150 pullmini ed innumerevoli carretti trainati da asini che trasportavano persone sfollate, nonché molti sfollati a piedi, sono stati visti entrare a Mogadiscio attraverso uno dei punti d’ingresso della capitale dal personale dell’UNHCR in loco. Stando a quanto riferito dai team dell’Agenzia ONU per i rifugiati, alcuni nuovi sfollati si sono stabiliti negli insediamenti già esistenti a Mogadiscio, mentre altri si sono spostati in zone della capitale da cui
la popolazione è fuggita di recente oppure sono stati ospitati da amici e parenti. Alcuni sfollati sono riusciti a portare i propri averi con sé aMogadiscio, ma alcuni sono dovuti fuggire senza nulla. L’UNHCR, in collaborazione con altre agenzie, intende intensificare gli sforzi per assistere queste persone, fornendo loro ripari, alimenti ed acqua. Gli sfollati interni in Somalia sono circa 1,3 milioni, mentre i rifugiati somali ospitati nei paesi confinanti sono più di 968mila, di cui 520mila in Kenya, 203mila in Yemen e 186mila in Etiopia. In Somalia, dove i conflitti hanno generatoil numero più grande di rifugiati e sfollati al mondo dopo l’Afghanistan e l’Iraq, imperversa una delle crisi umanitarie peggiori e più preoccupanti di cui si occupa l’UNHCR.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lezione da Lampedusa: solidarietà UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

Come possono l’Italia o Malta far fronte da sole all’arrivo di migliaia d’immigrati illegali che fuggono da una crisi umanitaria nell’Africa settentrionale? “FRONTEX non può essere lo strumento principale” d’intervento, sostengono i deputati, che chiedono al Consiglio di “sostenere il reinsediamento dei rifugiati”, attivando cosi la clausola di solidarietà, anche sulla base delle norme “per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati”. Si tratta dunque della richiesta di attivare l’articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell’UE, che cita il principio di solidarietà e condivisione degli sforzi fra tutti gli Stati membri per politiche inerenti l’immigrazione, incluse le implicazioni finanziarie, il controllo delle frontiere e le procedure d’asilo.La risoluzione preparata dall’italiano Fiorello Provera (EFD) è stata approvata per alzata di mano. Provera, durante il dibattito, ha detto: “Nessun paese può far fronte da solo a un’emergenza di queste dimensioni; (…) mi auguro che l’Europa possa concretamente adoperarsi” e mobilitare risorse per aiutare l’Italia. I deputati deplorano che “l’unica opzione disponibile” sia stata la sospensione dell’accordo di cooperazione UE-Libia, ritenendo che tale sospensione avrebbe dovuto essere revocata quando il nuovo governo di transizione ha espresso l’intenzione di “promuovere i diritti democratici e umani alla base dell’accordo stesso”.Accordi di questo tipo dovrebbero essere firmati con gli altri paesi vicini, propongono inoltre i deputati, per facilitare cosi la creazione di un sistema di gestione dei flussi di persone in cerca di lavoro anche nei paesi di transito come la Libia e aumentare la capacità di tali paesi di attrarre e integrare al loro interno gli immigrati provenienti dai loro confini meridionali. “Una risposta rapida nel fornire assistenza e sostegno ai migranti in difficoltà” è un’altra proposta degli eurodeputati che chiedono che il bilancio multi-annuale UE dal 2013 in poi preveda dei fondi di emergenza per aiutare chi si trova in situazioni particolarmente difficili, come donne, minori, ma anche minoranze minacciate come le comunità religiose, etniche e LGBTT, e per sostenere i difensori dei diritti umani in difficoltà.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giappone: 70 mila bambini sfollati

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2011

L’organizzazione ha lanciato un appello per raccogliere 5 milioni di dollari. Sin da ieri presenti operatori di Save the Children nell’area più colpita “Siamo estremamente preoccupati per gli almeno 70 mila bambini sfollati a causa del terremoto e dello tsunami. Moltissimi hanno perso le loro case e sono stati costretti a rifugiarsi in posti insicuri e disagiati  come i centri di evacuazione che potrebbero indurre in loro ulteriore ansia e paura. C’è poi il rischio che un certo numero di bambini sia rimasto separato dai propri genitori e familiari”,  spiega dal Giappone Stephen McDonald, coordinatore dell’intervento di emergenza di Save the Children.“E’ fondamentale provvedere subito a un supporto sia per i bambini che per i genitori, per aiutarli a fare fronte al devastante impatto del terremoto. Save the Children ha già inviato un team a Sendai – l’area più colpita – stabilendovi una base operativa”. Inoltre un altro team dell’ong è dispiegato lungo la strada da Tokyo a Sendai per organizzare e allestire delle “aree sicure” per i bambini, degli spazi dove possano giocare e divagarsi, permettendo ai genitori di registrarsi per ottenere gli aiuti e l’assistenza d’emergenza. Save the Children inoltre avvierà anche delle attività di ricongiungimento dei minori rimasti soli e separati dai genitori. Per supportare l’immediato intervento di emergenza l’organizzazione internazionale lancia un appello per la raccolta di 5 milioni di dollari.

Posted in Cronaca/News, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giappone: aumenta il numero sfollati

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Tokyo. Il numero degli sfollati a causa del terremoto e dello tsunami che hanno colpito il Giappone aumenta vertiginosamente ad ogni ora. Secondo Save the Children, sarebbero 500.000, di cui 100.000 bambini, le persone che hanno perso la propria casa nelle aree colpite dal terremoto e dallo tsunami e che ora hanno trovato un riparo nei 2050 centri di evacuazione, molti dei quali sono senza acqua ed elettricità. Anche il resto della popolazione, purtroppo continua a vivere in condizioni precarie e disagiate. Secondo le fonti ufficiali ben 2,6 milioni di persone vivono in case senza elettricità, 2,6 milioni non hanno il gas e 1,4 milioni non hanno l’accesso all’acqua. “Questa situazione, unita alle continue scosse di assestamento, non fa che aumentare il senso di disagio dei bambini, che hanno già dovuto sperimentare la paura e l’insicurezza provocate da un evento traumatico come questo. È per questo che Save the Children si è immediatamente attivata e sta lavorando con il proprio team di esperti per fornire un supporto sia ai bambini che ai genitori, al fine di aiutarli a fare fronte al devastante impatto del terremoto”, spiega  Stephen McDonald, coordinatore dell’intervento di emergenza di Save the Children. Save the Children ha già inviato un team a Sendai – l’area più colpita – stabilendovi una base operativa. Inoltre un altro team dell’Organizzazione è dispiegato lungo la strada da Tokyo a Sendai per organizzare e allestire delle “aree sicure” per i bambini, degli spazi dove possano essere protetti e assistiti, permettendo così ai genitori di registrarsi per ottenere gli aiuti e l’assistenza d’emergenza.Save the Children inoltre avvierà anche delle attività di ricongiungimento dei minori rimasti soli e separati dai genitori. Per supportare l’immediato intervento di emergenza l’organizzazione internazionale lancia un appello per la raccolta di 5 milioni di dollari.  Per donazioni per l’emergenza in Giappone:  http://www.savethechildren.it/giappone

Posted in Cronaca/News, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Terremoto in Giappone: ancora scosse

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Dopo il sisma e il conseguente maremoto, sono decine di milioni gli sfollati, mentre la terra continua a tremare.  Da Caritas Italiana un primo contributo di centomila euro  “Prego per le vittime e per i loro familiari, e per tutti coloro che soffrono a causa di questi  tremendi eventi. Incoraggio quanti, con encomiabile prontezza, si stanno impegnando per  portare aiuto”. Le parole pronunciate ieri dal Santo Padre incoraggiano gli sforzi della Chiesa in Giappone  dopo il terremoto e lo tsunami che hanno colpito in particolare il nord del Paese.  S.E. Mons. Isao Kikuchi, presidente di Caritas Giappone, ringrazia per i messaggi di solidarietà e vicinanza ricevuti dalle Caritas di ogni continente e sottolinea la necessità di  sentirsi uniti e sostenuti sia negli interventi di aiuto che nella preghiera.  Caritas Giappone, pur essendo molto piccola, si è prontamente attivata.  Sono quattro le diocesi più colpite: Sendai, che ha subito i danni maggiori, Sapporo,  Saitama e Tokyo.  A Tokyo, alcune parrocchie si sono attivate per accogliere e fornire cibo alle persone  rimaste bloccate a causa dell’interruzione dei trasporti.  Nella diocesi di Saitama si stanno raccogliendo le disponibilità dei volontari da inviare poi  nelle zone più colpite. Il vescovo, S.E. Mons. Marcellinus Daiji Tani si è detto  particolarmente preoccupato per la situazione della centrale nucleare di Fukushima.   La Caritas ha lanciato una campagna di solidarietà e ieri in tutte le chiese del paese è stata una giornata di preghiera e di raccolta fondi per le vittime del terremoto. Anche le scuole cattoliche, le associazioni e gli istituti hanno avviato raccolte.  È stato attivato un team di emergenza per monitorare la situazione nelle diverse zone  colpite. Il direttore di Caritas Giappone, padre Daisuke Narui, ha confermato che è in atto una mobilitazione generale, anche di volontari, e in collegamento con Ong locali.  L’attenzione prioritaria è alle fasce più deboli della popolazione e include anche azioni di  sostegno psicologico. La Caritas si impegna inoltre a concentrarsi in particolare sulla fase della riabilitazione.  Caritas Italiana rinnova la vicinanza a Caritas Giappone e alla popolazione colpita e mette  a disposizione un primo contributo di centomila euro. Resta in collegamento anche con la  rete internazionale per seguire l’evolversi della situazione e sostenere gli interventi avviati.

Posted in Cronaca/News, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Pakistan: nuova ondata sfollati

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Negli ultimi giorni, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha registrato 25mila sfollati a causa delle recenti operazioni militari contro gli insorti nell’Agenzia di Mohmand, una delle aree tribali nel nord-ovest del Pakistan. Se gli scontri dovessero intensificarsi, si stima che entro la fine di febbraio il numero degli sfollati potrebbe salire a 90mila (o 10mila famiglie). L’UNHCR ha allestito due nuovi campi che ospitano principalmente le persone fuggite dopo il 27 gennaio, quando le operazioni militari si sono intensificate, dalle aree di Sagi e Dawezai nell’Agenzia di Mohmand. Molti dei nuovi arrivati nei campi hanno poco più dei vestiti che indossano e servono urgentemente abiti e ripari per l’inverno. Dall’inizio delle operazioni militari contro i ribelli nel 2008, questi sono i primi due campi organizzati dall’UNHCR per i pakistani sfollati a seguito dei conflitti scoppiati nelle aree tribali. Nelle precedenti ondate di violenza i civili erano fuggiti verso gli insediamenti della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, cercando rifugio nei dintorni di Peshawar. L’UNHCR ha anche inviato a Ghalanai, quartier generale dell’Agenzia di Mohmand, ingegneri e staff specializzato nella protezione e nelle operazioni sul campo, e ha aiutato le autorità locali ad erigere dei campi a Nahqi e Danish Kol, a nord e nord-est di Ghalani. Ogni famiglia registrata riceve una tenda e altri aiuti di prima necessità (come materassi, coperte, kit da cucina e abiti caldi per i bambini). Inoltre vengono distribuiti pasti caldi e l’UNHCR si sta accordando con il Programma Alimentare Mondiale (PAM) per fornire razioni alimentari. Oltre ad allestire i campi nell’Agenzia di Mohmand, l’UNHCR sta anche chiedendo che agli sfollati venga permesso di spostarsi per raggiungere parenti ed amici a Peshawar o altri insediamenti. Le autorità dovrebbero garantire libertà di movimento agli sfollati e l’UNHCR ha inviato il proprio staff per monitorare la situazione. I rimpatri sono stati piuttosto modesti. Dallo scorso settembre, circa 8.500 persone sono tornate nel Sud Waziristan mentre, dall’inizio del 2010, 162mila hanno fatto ritorno nell’Agenzia di Orakzai.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lettera aperta: Alluvione nel Veneto

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2010

Egregio direttore. Come giornalisti agroalimentari ed ambientali di Veneto e Trentino Alto Adige siamo avviliti e sbalorditi di fronte alla sostanziale disattenzione, con cui, a livello nazionale, si sta seguendo il dramma delle migliaia di sfollati (un termine, persino, desueto) veneti a seguito di un alluvione peggiore che nel ’66. Sulle prime pagine dei quotidiani (non quelli locali), nella migliore delle ipotesi, c’è solo un richiamo; nelle pagine interne, i pezzi si fanno con le agenzie; ci si affida ai collaboratori locali, non ci sono inviati (almeno fino ad oggi); i servizi radiotelevisivi non sono in apertura; i talk-show (salvo qualche encomiabile eccezione) parlano d’altro. Eppure, qui, c’è un esodo di persone costrette a cercare ospitalità da amici e parenti o in ricoveri d’emergenza. Chiunque abbia vissuto l’incidente domestico della rottura di un tubo, sa cosa vuol dire avere una perdita d’acqua in casa; provate a pensare abitazioni, negozi, case rurali invase dall’acqua per giorni… e poi ci sono gli scantinati, che spesso raccolgono le memorie di una vita.  Professionalmente mi occupo, da anni, di comunicare i temi legati alla salvaguardia idrogeologica (sono Responsabile Comunicazione dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni) e quindi so a quanti colleghi ho indicato situazioni di emergenza e quanti ne ho accompagnati in occasione di eventi calamitosi. Qui, invece, sul Veneto, è evidente un’ingiustificata incomprensione nazionale della tragedia. Eppure, con tutto il rispetto, non è franato un versante scosceso: si è allagata una città come Vicenza ed è stata messa in ginocchio una delle aree economicamente più vivaci del “mitico” Nordest (senza dimenticare le vittime). Vorrà pure dire qualcosa?  Ma quale colpa hanno i veneti per meritare questo ostracismo? A Roma, tra il serio ed il faceto, mi hanno detto che è perchè non sono “piagnoni”. Allora è bene che si sappia: il veneto si rimbocca le maniche, ma piange il proprio dolore ed è più amaro degli altri. Se davvero crediamo in un Paese unitario, aiutateci a farlo capire. (Fabrizio Stelluto Presidente A.R.G.A.V.)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuovi ripari per gli sfollati del Kyrgyzstan

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e i suoi partner stanno lottando contro il tempo per costruire nel Kyrgyzstan meridionale ulteriori ripari per le famiglie di sfollati le cui abitazioni sono state distrutte dalla violenza, dagli incendi e dai saccheggi dello scorso giugno. Con l’avvicinarsi dell’inverno fra pochi mesi si stima che siano circa 75mila gli sfollati senza un riparo. Alcuni di loro stanno trovando alloggio nelle tende dell’UNHCR che l’agenzia ha consegnato come parte della sua risposta umanitaria alla crisi dei movimenti forzati di popolazione. Altri sono ospitati dalle famiglie, da amici o vicini.La situazione nel Kyrgyzstan meridionale resta ancora tesa. L’UNHCR, come agenzia principale incaricata della protezione e del monitoraggio dell’accesso della popolazione sfollata ai diritti fondamentali e ai servizi, ha lavorato in collaborazione con le autorità per una pronta registrazione e per la restituzione dei documenti personali d’identità persi o andati distrutti. Senza questi documenti la popolazione si trova ad affrontare grandi difficoltà nell’accedere ai servizi e nell’esercitare i propri diritti sociali, economici e politici. L’UNCHR ha dato il suo supporto al governo del Kyrgyzstan per l’organizzazione di team mobili per visitare le aree più colpite e restituire i documenti d’identità. I partner locali dell’UNHCR danno inoltre consulenza e informazioni pratiche alle comunità di sfollati e forniscono servizi di consulenza personali sulle questioni legati alla documentazione. Finora le autorità hanno acconsentito alla rimozione delle macerie e alla costruzione di tre quarti delle stimate 2mila case completamente distrutte. L’ultimo quarto si trova principalmente nella città di Osh. L’UNHCR è lieta dell’impegno del governo di non forzare il trasferimento delle comunità sfollate e di rispettare la proprietà privata. Il governo deve ancora pubblicare i suoi piani di ricostruzione riguardanti le aree del Kyrgyzstan meridionale colpite dalla violenza e dalla distruzione dello scorso giugno.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Pakistan: alluvione e sfollati

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

Nell’ambito di un intervento umanitario coordinato delle Nazioni Unite, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta incrementando i soccorsi al fine di fornire riparo alle centinaia di migliaia di persone colpite dalle peggiori inondazioni e frane che il nord-ovest del Pakistan ha visto negli ultimi decenni. L’UNHCR ha già distribuito, attraverso le autorità locali, circa 10mila tende ed altri aiuti in Balochistan e Khyber Pakhtunkhwa – le due province maggiormente colpite – e sta provvedendo a recuperare altre  20mila tende. L’UNHCR sta cercando di raggiungere almeno 250mila persone tra le più vulnerabili e fornire loro riparo e “generi non alimentari”, tra cui coperte, taniche per l’acqua, secchi, teli di plastica e set da cucina. Questa mattina ha ricominciato a piovere e la situazione peggiorerà poiché Agosto è il mese tradizionale dei monsoni. La maggior parte degli sfollati colpiti dalle alluvioni vivono ammassati in edifici pubblici, come scuole e università. Tra loro vi sono migliaia di rifugiati afghani e sfollati pakistani che per la seconda volta hanno improvvisamente perso le loro case. Nelle scorse settimane la pioggia ha causato gravi danni alle infrastrutture, incluse strade e decine di ponti, isolando pesantemente le zone più colpite e bloccando il sistema di comunicazione, impedendo l’accesso alle aree colpite dalle alluvioni del Khyber Pakhtunkhwa, in precedenza noto come North West Frontier Province (NWFP). Le inondazioni sono state causate da piogge monsoniche torrenziali e sono le peggiori nella storia del paese. Charsadda, Nowshwera, Swat e le regioni di Shangla a Khyber Pakhtunkhwa sono le zone più colpite. Insieme alle loro comunità di accoglienza, anche quattro villaggi di rifugiati afghani sono stati colpiti dalle inondazioni. I villaggi di Munda, Hajizai, Utmanzai e Azakheil a Charsadda, e le regioni di Peshawar e Nowshera – dove circa 10mila famiglie di rifugiati risiedono – sono stati gravemente danneggiati dalle inondazioni. Oggi, l’UNHCR sta distribuendo beni di prima necessità a 1.000 famiglie che hanno perso le loro case nel villaggio di rifugiati a Hajizai e che sono costretti a vivere all’aperto. Per far fronte a questa nuova emergenza sono necessari con urgenza fondi ulteriori.

Posted in Cronaca/News, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

No alla missione Onu in Darfur

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2010

Dichiarazione di Matteo Mecacci, deputato Radicale nel gruppo del PD, membro della Commissione Affari Esteri “La decisione della maggioranza parlamentare di respingere il mio emendamento per il ripristino della partecipazione italiana alla missione Onu in darfur e’ una decisione gravissima per sue le conseguenze, sia politiche che umanitarie. Politicamente, infatti, il segnale che il governo da’ al Sudan e al suo Presidente Al Bashir, incriminato per crimini di guerra e contro l’umanità e per genocidio, e’ che in Darfur va tutto bene e che la presenza dell’ONU non e’ necessaria. Dal punto di vista umanitario poi, questa decisione mette ancora piu’ in difficoltà le organizzazioni che cercano di assistere e salvare la vita a milioni di sfollati in Darfur e nei paesi limitrofi, e che sono già in una condizione. disastrosa. Spiace constatare che i colleghi parlamentari della maggioranza che a parole esprimono preoccupazione e sdegno per la situazione in Darfur, oggi abbiano obbedito silenti dicendo si’ a una decisione inaccettabile.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »