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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘sfruttamento’

Pianeta terra: Una morte preannunciata

Posted by fidest press agency su martedì, 6 agosto 2019

I costi del nostro sovra sfruttamento li constatiamo nella continua deforestazione, nell’erosione del suolo, nella perdita di biodiversità, nell’accumulo di gas climalteranti (in particolare l’anidride carbonica) nell’atmosfera. Vi è poi la “bomba demografica che tende a “mangiare” sempre più risorse senza che vi possa essere una loro rigenerazione. Gli avanzamenti, infatti, sulle stime della popolazione mondiale dal 1950 ad oggi, è di 7,7 miliardi di abitanti e crescerà di altri 2 miliardi nei prossimi 30 anni e diventerà di 9,7 miliardi nel 2050. Da notare che la popolazione mondiale attuale risulta essere quasi 10 volte di più degli 800 milioni di persone che si stima vivessero nel 1750, data indicata come inizio della Rivoluzione Industriale, e continua a crescere a un tasso di circa 83 milioni di individui l’anno. Anche la popolazione urbana è cresciuta con grande rapidità. È passata dai 746 milioni di abitanti del 1950 giungendo quasi ai 4 miliardi del 2014. Si prevede che la popolazione urbana incrementerà di 2,5 miliardi nel 2050, sorpassando quindi in quel periodo i 6 miliardi. Alla metà di questo secolo avremo una popolazione urbana equivalente alla popolazione globale che era presente sul pianeta nel 2002.
Nove paesi faranno più della metà della popolazione globale prevista da qui al 2050 e sono, in ordine decrescente dell’incremento atteso, India, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, la Repubblica Unita di Tanzania, Indonesia, Egitto e Stati Uniti d’America. Per fare un esempio, l’Africa subsahariana passerà dagli attuali 1 miliardo e 66 milioni a 2 miliardi e 118 milioni nel 2050. L’intervento umano, come ci ha ricordato il recentissimo Global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services dell’IPBES, l’organismo delle Nazioni Unite che svolge per la biodiversità, il ruolo svolto dall’IPCC per il clima) sta rendendo almeno un milione di specie viventi in via di estinzione nei prossimi decenni, su di una stima delle specie esistenti ritenuta intorno agli 8 milioni. Il tasso totale di estinzione delle specie è già oggi a un livello che supera dalle decine alle centinaia di volte la media del livello di estinzione verificatasi negli ultimi 10 milioni di anni. L’intervento umano ha inoltre trasformato significativamente il 75% della superficie delle terre emerse, ha provocato impatti cumulativi per il 66% delle aree oceaniche ed ha distrutto l’85% delle zone umide. Questo sconcertante tasso di cambiamento globale della struttura e delle dinamiche degli ecosistemi della Terra, dovuto alla nostra azione, ha avuto luogo in particolare negli ultimi 50 e non ha precedenti nella storia dell’umanità. Già sappiamo, dalle attente analisi sin qui svolte, che i contributi volontari dichiarati dai vari paesi, anche se fossero tutti concretamente realizzati, non basterebbero a mantenere la temperatura media della superficie terrestre sotto i 2°C di crescita rispetto all’epoca preindustriale. (servizio redazionale della Fidest)

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Trafficanti di esseri umani per lo sfruttamento sessuale

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2019

Sulle 20.500 vittime di uno dei sistemi più violenti e senza scrupoli che si conoscano, registrate nell’Unione nel biennio 2015-16, il 56% dei casi riguarda infatti la tratta a scopo di sfruttamento sessuale, con un pur consistente 26% legato allo sfruttamento lavorativo, 1 vittima su 4 ha meno di 18 anni, 2 su 3 sono donne o ragazze. In Italia le vittime di tratta accertate sono 1.660, con un numero sempre maggiore di minorenni coinvolti, cresciuti in un anno dal 9% al 13%. Un trend in aumento confermato anche dal riscontro diretto degli operatori del progetto Vie d’Uscita di Save the Children, che nel 2018, in sole 5 regioni, hanno intercettato 2.210 vittime di tratta minori e neo-maggiorenni, un numero cresciuto del 58% rispetto alle 1.396 vittime del 2017. Benché questi dati rappresentino solo la superficie di un fenomeno per lo più sommerso, la sempre più giovane età delle vittime e la prevalenza dello sfruttamento di tipo sessuale trova conferma anche tra i 74 nuovi casi di minori che sono riusciti a uscire dal sistema di sfruttamento nel 2018 nel nostro Paese e sono stati presi in carico dai programmi di protezione istituzionale, soprattutto in Piemonte (18) e Sicilia (16). Uno su 5, infatti, non supera in età i 15 anni e lo sfruttamento sessuale riguarda quasi 9 casi su 10.
Anche se non rappresenta il principale obiettivo del sistema della tratta, lo sfruttamento lavorativo in Italia è in crescita e nel 2018 gli illeciti registrati con minori vittime, sia italiani che stranieri, sono stati 263, per il 76% nel settore terziario. Il numero maggiore di violazioni sono state segnalate nei servizi di alloggio e ristorazione (115) e nel commercio (39), nel settore manifatturiero (36), nell’agricoltura (17) e nell’edilizia (11).
Le vittime sono in larga maggioranza di origine straniera. Provengono infatti dalla Nigeria o dai Paesi dell’est europeo e dai Balcani le ragazze che sono maggiormente esposte al traffico delle organizzazioni e reti criminali che poi gestiscono in Italia un circuito della prostituzione in continua crescita. Il numero delle vittime di tratta minori e neo-maggiorenni intercettate in sole 5 regioni dagli operatori del progetto Vie d’Uscita di Save the Children è infatti cresciuto del 58%, passando dalle 1.396 vittime del 2017 alle 2.210 nel 2018, mentre i Paesi di origine sono per il 64% la Nigeria e per il 34% Romania, Bulgaria e Albania. È il riscontro diretto di un fenomeno che, se proiettato su tutte le regioni italiane, in virtù della sua trasversalità territoriale, indica realisticamente che i minori o neo-maggiorenni sfruttati sessualmente in Italia sarebbero diverse migliaia. (fonte: http://www.savethechildren.it)

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Rafforzare attività di contrasto allo sfruttamento lavorativo

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

Le recenti tragedie avvenute nel foggiano in questi ultimi giorni hanno portato al centro dell’attenzione mediatica il tema dello sfruttamento lavorativo nei campi, di cui sono vittime molti migranti e cittadini italiani.“La nostra organizzazione è impegnata da anni nel contrasto allo sfruttamento lavorativo”, afferma Federico Soda, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM (l’Agenzia delle Nazioni Unite per le Migrazioni), “e ci auguriamo che la presa di coscienza di queste ore non sia solo un episodio momentaneo ma che rappresenti l’inizio di un rinnovato impegno volto a risolvere un problema che da anni causa immense sofferenze a migliaia di persone.”“Alcuni programmi interregionali di contrasto dello sfruttamento sono in fase di definizione, occorre quindi realizzarli in modo efficiente per promuovere percorsi di legalità, garantire il rispetto delle norme di base in materia di lavoro e sicurezza, fare emergere casi di sfruttamento, contrastare i caporali, regolarizzare i trasporti e prevedere alloggi dignitosi per i lavoratori stagionali.”Proprio in quest’ottica, l’OIM Italia ha già avviato un dialogo con l’Ispettorato del Lavoro per rafforzare i controlli sul territorio ma anche per promuovere efficaci meccanismi di accesso al lavoro regolare attraverso un più ampio coinvolgimento di imprenditori etici.“Il lavoro stagionale nei campi è di fondamentale importanza per il settore agroalimentare”, continua il Direttore OIM, “e non è accettabile che vi siano così tante persone (tra cui tantissimi migranti regolari e irregolari) impiegate in condizioni di grave sfruttamento, se non proprio di semi-schiavitù.”
“E’ il momento che tutti i soggetti coinvolti – istituzioni, settore datoriale, società civile e Grande Distribuzione (che potrebbe avere un ruolo fondamentale nell’eliminare alcune storture del sistema) – comincino a lavorare insieme per ripristinare al più presto la legalità”, conclude Soda.

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Tratta e sfruttamento bambini e donne

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Si stima che quasi 10 milioni di bambini e adolescenti, nel mondo, solo nel 2016 siano stati costretti in stato di schiavitù, venduti e sfruttati principalmente a fini sessuali e lavorativi. Un numero che corrisponde al 25% del totale delle persone in questa condizione, oltre 40 milioni, di cui più di 7 su 10 sono donne e ragazze. Circa 1 milione, secondo le stesse stime, i minori vittime di sfruttamento sessuale nel 2016, mentre in cinque anni – tra il 2012 e il 2016 – 152 milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni sarebbero stati coinvolti in varie forme di lavoro minorile, di cui oltre la metà in attività particolarmente pericolose per la loro stessa salute.
Per quanto riguarda il nostro Paese, tra le evidenze contenute nel rapporto di Save the Children significativa, alla frontiera di Ventimiglia, l’emersione del fenomeno del cosiddetto survival sex, ovvero delle minorenni in transito provenienti per lo più dal Corno d’Africa e dai Paesi dell’Africa-sub-sahariana che vengono indotte a prostituirsi per pagare i passeurs per attraversare il confine o per reperire cibo o un posto dove dormire. In Italia, quello della tratta e dello sfruttamento dei minori resta un fenomeno per lo più sommerso. Nel corso del 2017, secondo i dati del Dipartimento per le Pari Opportunità, nell’ambito della Piattaforma Nazionale Anti-Tratta, le vittime minorenni inserite in programmi di protezione sono state complessivamente 200 (quasi il doppio rispetto all’anno precedente, 111 vittime), di cui la quasi totalità – 196 – sono ragazze. In circa la metà dei casi (46%) si tratta di vittime di sfruttamento sessuale e in più del 93% delle situazioni si tratta di ragazze nigeriane tra i 16 e i 17 anni. Una tendenza che trova conferma anche nei rilevamenti delle unità di strada del programma “Vie d’uscita” di Save the Children per il contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori, che tra gennaio 2017 e marzo 2018, in alcuni territori chiave nel fenomeno tratta e sfruttamento come le regioni Abruzzo, Marche, Sardegna, Veneto e la città di Roma, sono entrate in contatto con 1.904 vittime, di cui 1.744 neomaggiorenni o sedicenti tali e 160 minorenni, in netta prevalenza (68%) nigeriane, seguite dalle rumene (29%). Un numero nettamente cresciuto rispetto al periodo maggio 2016-marzo 2017, quando erano state contattate 1.313 vittime. In una sola notte, a ottobre 2017, la rete di organizzazioni riunite nella Piattaforma Nazionale Anti-Tratta ha inoltre rilevato 5.005 vittime in strada, tra cui 211 minori, registrando un incremento del 53% rispetto alla precedente rilevazione effettuata a maggio dello stesso anno.
Al 31 maggio 2018, 4.570 minori risultano irreperibili nel nostro Paese, hanno cioè abbandonato le strutture di accoglienza in cui erano stati inseriti, in particolare nelle regioni del sud. Si tratta per lo più di minori eritrei (14%), somali (13%), afgani (10%), egiziani (9%) e tunisini (8%). L’abbandono del sistema di accoglienza e l’ingresso nell’invisibilità, sottolinea il rapporto “Piccoli schiavi invisibili”, espone i minori in transito a rischi notevoli, in particolare per i più vulnerabili come le ragazze minorenni provenienti dal Corno d’Africa. Sebbene le comunità di accoglienza ospitino per lo più ragazzi, infatti, particolarmente significativa risulta la presenza di ragazze minorenni eritree (178) e somale (65), la cui propensione all’abbandono è molto alta e che una volta entrate nell’alveo dell’invisibilità rimangono esposte ad abusi e soprusi enormi.
Vittime di tratta e sfruttamento sessuale, nel nostro Paese, sono soprattutto le ragazze nigeriane e rumene. Tra le ragazze nigeriane che giungono via mare in Italia – emerge dal rapporto – 8 su 10 sarebbero potenziali vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale, un numero che ha fatto registrare, tra il 2014 e il 2016, un incremento del 600 per cento.
Secondo il rapporto di Save the Children, i casi emersi di lavoro minorile nel nostro Paese nel 2017, riguardanti sia minori italiani che stranieri, ammontano a 220 e anche in questo caso ci troviamo di fronte alla punta di un iceberg di un fenomeno per lo più sommerso. In particolare, oltre il 70% delle violazioni riguarda il settore terziario in cui si producono o forniscono servizi, in particolare nei servizi di alloggio e ristorazione, nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio, in agricoltura e in attività manifatturiere.

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Risorse umane e sfruttamento

Posted by fidest press agency su martedì, 31 ottobre 2017

la-costituzione-della-repubblica-italianaSe fermiamo la nostra attenzione ai soli fatti di casa nostra e partiamo dal secondo dopo guerra nel XX secolo possiamo assistere a due momenti storici particolarmente interessanti dal punto di vista politico e sociale. Siamo partiti dagli anni della ricostruzione e dagli aiuti americani con il piano Marshall alla stagione dei diritti, complice la congiuntura politica internazionale, con la guerra fredda tra i due blocchi imperiali: il comunismo di stampo sovietico e il capitalismo di matrice statunitense. Dal 1990 in poi con la caduta del muro di Berlino la sensazione che ebbe una parte dei politici italiani è che l’andazzo perseguito negli passati poteva continuare, ma si sbagliavano. I nostri “protettori” di un tempo ritirarono le credenziali e da qui partì una resa dei conti con i magistrati di “mani pulite” e le confessioni dei “pentiti”. Caddero le teste illustri della politica da Forlani a Craxi e lo stesso Andreotti per anni fu incalzato dalla magistratura sia umbra sia siciliana. Si aprì a questo punto una voragine politica che sarebbe rimasta drammaticamente tale se non ci fosse stata la “geniale intuizione” di un imprenditore che sino allora si era servito della politica per interposta persona e che ora riteneva necessario, per salvaguardare le sue imprese, d’entrare in prima persona nell’agone politico. Così iniziò un ventennio sia pure con alterne vicende dove il danno maggiore fu provocato con l’indebolire le istituzioni: parlamento, magistratura, amministrazioni locali e i suoi strumenti: fisco, scuola, welfare. Sul piano sociale si è passati dalla stagione dei diritti a quella delle “umiliazioni” per i lavoratori e i pensionati rendendo più precario il lavoro e tartassando il sistema pensionistico. Ora siamo arrivati alla negazione di fatto del diritto al voto con una legge elettorale fatta per confondere le idee agli elettori e rendere più debole il sistema di governo democratico del paese. E’ la fine della democrazia? (Riccardo Alfonso)

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Alternanza scuola-lavoro, sempre più episodi di sfruttamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

scuolaIl problema esiste e persiste soprattutto per i licei che, a parte quelli con indirizzi già definiti, non fanno riferimento a specifiche realtà lavorative professionali, mentre gli istituti tecnici e professionali, già specializzanti, riescono a creare dei rapporti più diretti con le imprese. In questi ultimi giorni sono emerse esperienze di ragazzi che non hanno nulla di formativo. In Sicilia, dei giovani hanno denunciato di essersi ritrovati a fare i camerieri, i gelatai e le maschere del cinema. Oppur di servire hamburger ai tavoli e allevare cozze. O ancora, di fare i commessi per una nota casa di moda, in attesa che questa selezioni lavoratori all’altezza della situazione. La studentessa di un alberghiero di Bari è finita a lavare i bagni e a fare volantinaggio, per dodici ore consecutive. Non si tratta di casi isolati. L’Unione degli Studenti sta elaborando un dossier da presentare dopo Pasqua all’Usr della Puglia. Per il giovane sindacato è fondamentale che si realizzi a livello nazionale. Anche la Ministra si è detta d’accordo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è fondamentale che si approvi da subito il decreto contenente il Regolamento sui diritti e doveri degli studenti impegnati in azienda. Senza quel regolamento-base nazionale, indicante le regole organizzative per svolgere gli stage presso gli enti accrediti dalla Camera di Commercio, gli studenti rimangono esposti ai fenomeni di mancata formazione e sfruttamento. Riteniamo anche importante rimettere mano al Testo Unico sulla sicurezza, il D.L. 81 del 2008, riguardante i piani predisposti dalle scuole organizzatrici e dalle aziende ospitanti gli allievi. Oltre a incentivare le aziende, operando assieme al Ministero del Lavoro.

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Elusione lavorativa e sfruttamento, se ne parla alle Acli Napoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

napoliNapoli Si terrà venerdì 3 marzo a partire dalle 16.30 in Via del Fiumicello, 7 la seconda lezione della scuola di formazione sociopolitica delle Acli Napoli sul tema “Lavoro nero e lavori grigi. Le formule elusive ‘bianche’ come luogo dello sfruttamento lavorativo”.
Il tema dell’elusione nei contratti di lavoro verrà trattato da Fiore Giordano, formatore ed esperto del settore e Ilaria Vitiello, della segreteria regionale della Uil Campania.
“Con questo seminario formativo – ha dichiarato Gianvincenzo Nicodemo, presidente delle Acli provinciali di Napoli – intendiamo esplorare quella particolare forma di sfruttamento che si nasconde nella quotidianità di tanti rapporti di lavoro, dietro una facciata di regolarità formale”. L’elusione cosiddetta “bianca” si può nascondere infatti in tutte le tipologie contrattuali. Ad esempio, sottolinea Maurizio D’Ago, della presidenza provinciale delle Acli Napoli “è diffusa la pratica di far firmare al lavoratore una busta paga anche della metà di quello che viene effettivamente corrisposto, via via attraverso forme sempre più grigie, fino alle forme più intense di sfruttamento lavorativo, come il caporalato che sta vivendo una nuova stagione di sviluppo”. La scuola di formazione sociopolitica delle Acli Napoli è intitolata “Generare cambiamento nella complessità” ed è aperta a volontari, operatori sociali e persone impegnate nella politica e nel terzo settore. La scuola è gratuita ed è giunta alla seconda edizione.

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“Sfruttamento minorile: un terribile fenomeno che non decresce”

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2016

parlamento europeo romaRoma Il 10 novembre 2016 alle ore 15,00 presso la Sala Mosaici della sede romana del PARLAMENTO EUROPEO, Via IV novembre n.149, Vi sarà la Conferenza – organizzata da ECPAT ITALIA ONLUS, dal titolo:”Sfruttamento minorile: un terribile fenomeno che non decresce”,nel corso della quale verrà presentato il libro di Eugenio Cardi “Irene F. Diario di una borderline” (Edizioni Profondo Rosso), romanzo di denuncia sociale contro il terribile fenomeno dell’abuso sessuale infantile; nell’ambito della Conferenza si affronterà tale triste fenomeno (che a tutt’oggi è perfettamente ancora vivo e presente nel nostro Paese e si stima coinvolga più di due milioni di persone, di cui per la gran parte di sesso femminile ed in età adolescenziale) da più punti di vista… Molto spesso infatti tale terribile esperienza si rivela come tra le più distruttive per la propria salute psichica, essendo inoltre oramai assolutamente consolidato in psichiatria il nesso tra abuso sessuale infantile e disturbo di personalità.Saranno presenti:
Francesca Puglisi, Senatrice, Responsabile Scuola, Segreteria Nazionale PD
Yasmin Abo Ioha, Segretario Generale ECPAT Italia Onlus
Ilaria Borrelli, attrice, regista, produttore cinematografico
Annalisa Barbier, psicologa e psicoterapeuta
Eugenio Cardi, autore del libro “Irene F. Diario di una borderline”
Modera: Marzia Apice, giornalista Ansa cultura
L’autore del libro: Eugenio Cardi, autore romano di otto romanzi (dei quali la gran parte tradotti e pubblicati all’Estero tra Argentina, Canada, Francia e Spagna) è laureato in Scienze Politiche (indirizzo politico-sociale) ed ha un trascorso alle spalle più che ventennale nel mondo della solidarietà e del volontariato, in particolare negli ambiti Carceri, Minori ed Immigrazione.

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Tratta e sfruttamento minori

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

I minori vittima di schiavitù e grave sfruttamento nel mondo sarebbero, secondo le stime, un milione e 200 mila. Una vittima di tratta su cinque è un bambino o un adolescente. Una realtà drammatica, che resta però fortemente sommersa, registrando, al di là delle stime e delle proiezioni, un numero molto inferiore di casi realmente identificati. Basti pensare che gli ultimi dati ufficiali disponibili parlano di 15.846 vittime di tratta accertate o presunte tali in Europa, di cui il 15% è un minore. In Italia, sono 1.125 le persone inserite in programmi di protezione e il 7% di loro ha meno di 18 anni. Sono questi i principali numeri che fotografano il fenomeno della tratta e dello sfruttamento in Italia e nel mondo che emergono dal Dossier 2016 “Piccoli schiavi invisibili – I minori vittime di tratta e sfruttamento: chi sono, da dove vengono e chi lucra su di loro” di Save the Children, l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuovere i loro diritti, diffuso oggi alla vigilia della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani che si celebra il 30 luglio. La maggior parte dei minori vittime tratta minoridi tratta, però, non rientra in queste statistiche: quello della tratta è un fenomeno estremamente complesso, soprattutto in Italia, che spesso coinvolge minori stranieri non accompagnati, cioè senza adulti di riferimento, molti dei quali sono in transito nel nostro Paese e si spostano da una città all’altra, non consentendone l’emersione e il tracciamento reale. Basti pensare che in Italia, tra gennaio e giugno 2016 sono arrivate via mare 70.222 persone in fuga da guerre, fame e violenze. Di queste 11.608 sono minori, il 90% dei quali (10.524) non accompagnati, un numero più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (4.410 da gennaio a giugno 2015). In particolare, questi ultimi rappresentano un potenziale bacino di sfruttamento per coloro che cercano di trarre profitto dal flusso migratorio, speculando in vari modi sulla vulnerabilità dei più piccoli.Il profilo dei minori vittima di tratta e sfruttamento in Italia vede una presenza significativa di ragazze nigeriane, rumene e di altri Paesi dell’Est Europa, sempre più giovani, costrette alla prostituzione su strada o in luoghi chiusi. Attraverso le attività delle unità mobili e di outreach, Save the Children ha inoltre intercettato gruppi di minori egiziani, bengalesi e albanesi inseriti nei circuiti dello sfruttamento lavorativo e nei mercati del lavoro in nero, costretti a fornire prestazioni sessuali, spacciare droga o commettere altre attività illegali. A destare particolare preoccupazione sono i minori “in transito”, tra i quali spiccano eritrei e somali che, una volta sbarcati sulle nostre coste, in assenza di sistemi di transito legali e protetti, si allontanano dai centri di accoglienza e si rendono invisibili alle istituzioni nella speranza di raggiungere il Nord Europa, divenendo facili prede degli sfruttatori.Se da un lato è difficile dare un quadro numerico reale delle vittime di sfruttamento, dall’altro lo è ancora di più quantificare il numero degli sfruttatori. Nel nostro Paese, però, la tratta di persone costituisce la terza fonte di reddito per le organizzazioni criminali, dopo il traffico di armi e di droga. Il numero dei procedimenti a carico degli sfruttatori, e soprattutto quello delle condanne in via definitiva, rimane però piuttosto limitato, per la capacità delle organizzazioni criminali di agire adeguando le proprie strategie per aggirare gli interventi legislativi dei vari Paesi. In Italia, in particolare, dal 2013 al 2015, sono stati denunciati per reati inerenti la tratta e lo sfruttamento un totale di 464 individui, alla maggior parte dei quali viene contestato il reato di riduzione in schiavitù. Per lo specifico reato di tratta di persone sono stati arrestati più di 190 soggetti di nazionalità prevalentemente rumena, albanese e nigeriana. Secondo i dati riportati dal Ministero della Giustizia, il 12% degli autori di reati connessi alla tratta e allo sfruttamento sono di nazionalità italiana.“Sono tantissimi i minori che raccontano ai nostri operatori di essere vittime di drammatiche forme di sfruttamento, nella maggior parte dei casi assimilabili alla schiavitù, e che anche qui in Italia troppo spesso si affidano a persone senza scrupoli”, spiega Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. “È importante che questi ragazzi trovino punti di riferimento affidabili per decidere del loro futuro: per questo motivo, oltre alle nostre attività di protezione dei minori migranti in frontiera Sud, a Roma, Milano e Torino, abbiamo attivato un nuovo servizio di helpline[6] dedicato ai minori migranti, un numero gratuito che risponde in sei lingue, fornendo orientamento legale e psicologico, e che vuole essere un punto di riferimento per tutti i minori che possono trovarsi in situazioni di rischio e per tutti coloro che vogliono aiutarli.” (foto: tratta minori)

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Utero in affitto

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2013

“Ogni volta che si ricorre alla pratica dell’utero in affitto si svilisce la dignità della donna, si mercifica la maternità, si avalla e si propaga una nuova, terribile, forma di schiavitù”, commentano Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, Presidente e copresidente dell’Associazione Scienza & Vita. “Il pur naturale desiderio di genitorialità non può e non deve realizzarsi attraverso lo sfruttamento delle donne, piegate dalla povertà a vendere anche il loro bene più prezioso: la facoltà di generare. Non esiste violenza più esecrabile da infliggere a una donna che costringerla a separarsi dal bambino che ha portato in grembo per nove mesi”. “Nel tentativo di difendere un diritto che non esiste, quello avere un figlio a tutti i costi, si azzera la dignità dell’esperienza della madre e della vita nascente che finiscono per essere ‘prodotti’ di questa pratica disumanizzante. E’ una ipocrisia sociale raccontare che le madri surrogate sono consenzienti, perché hanno aderito ad un contratto commerciale, così che per loro la gravidanza è un mezzo per sopravvivere. Approfittarsi della povertà, per fare uno strumento del corpo della donna, significa anche contribuire alla deriva nichilista che distrugge una civiltà fondata sull’umanesimo”.

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E’ nato il primo e-book dell’Università Europea di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2012

e-book

e-book (Photo credit: Ángela Espinosa)

“Valorizzazione dei borghi storici minori. Strategie d’intervento” a cura di Samuele Briatore. “Valorizzazione dei borghi storici minori. Strategie d’Intervento” è il primo e-book dell’Università Europea di Roma. Fa parte delle azioni del progetto “Dal restauro alla gestione programmata – una metodologia sostenibile per castelli, torri e chiese medievali”, promosso dalla stessa università, cofinanziato dalla Fondazione Cariplo e con la direzione scientifica della Prof.ssa Renata Salvarani.
L’obiettivo del progetto è la comprensione della genesi degli edifici storici per risalire alle modalità di costruzione e quindi di intervento: questa è stata la sfida per l’elaborazione di una nuova metodologia per il recupero e la manutenzione del patrimonio artistico e architettonico, basata su criteri sostenibili e a basso costo. La metodologia sperimentale, elaborata in sede accademica, trova la funzionalità e la sua efficacia attraverso operazioni di recupero e manutenzione concrete su tipologie di beni culturali molto diffusi in Italia come castelli, torri e chiese medievali. Da qui è nato anche un libro “Ricerca storica e manutenzione dei beni culturali” edito da Diabasis.
L’e-book “Valorizzazione dei borghi storici minori. Strategie d’intervento” è curato da Samuele Briatore, giovane ricercatore del progetto e collaboratore di Italia Nostra Onlus su studi e progetti di valorizzazione culturale e turismo sostenibile. Lo studio nell’e-book analizza i concetti di recupero sostenibile e valorizzazione applicati ai borghi storici minori partendo dagli aspetti teorici e normativi per arrivare alla loro applicazione pratica. La nuova consapevolezza della necessità di ridurre i consumi energetici e recuperare i manufatti edilizi in modo ecosostenibile è diventato un imprescindibile requisito progettuale, cha ha portato a riscoprire e a rendere attuali antiche modalità di costruzione, in grado di utilizzare l’esistente come risorsa preziosa. La valorizzazione del territorio, oltre ad essere un’opportunità economica, è una possibilità per mantenere vivi quei luoghi altrimenti destinati allo spopolamento e alla rovina. La sostenibilità diventa essenziale in vista di una tipologia di turismo che si sta affermando sempre più rapidamente, nella consapevolezza che lo sfruttamento turistico può mettere a rischio il patrimonio culturale di cui si nutre.
I tre borghi storici minori virtuosi, riportati all’interno del testo come esempio italiano di valorizzazione culturale e turismo sostenibile, sono Calcata, nel Lazio, Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo, e Torri Superiore, in Liguria. Il sito dell’Università Europea di Roma è: http://www.universitaeuropeadiroma.it

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Elezioni in Slovacchia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2012

English: With Prime Minister of Slovakia Rober...

Image via Wikipedia

Il 10 marzo scorso si sono tenute le elezioni politiche nella vicina Repubblica Slovacca dopo le dimissioni del governo di centro destra, che hanno sancito la schiacciante vittoria del partito socialdemocratico SMER guidato dall’ex premier Robert Fico con il 44,41% dei consensi, conquistando con 83 seggi in Parlamento su 150, la maggioranza assoluta, con un programma che prevede essenzialmente la tassazione progressiva ed una maggiore redistribuzione della ricchezza. Che nelle moderne democrazie dove prevale la logica bipolare, i partiti dei due schieramenti per svariati motivi interni alla politica, si alternino al governo del Paese, è ormai un fatto consueto. Quello che invece stupisce sono i numeri di questa tornata elettorale, sia in termini di votanti (59,01% che rappresenta la punta più alta degli ultimi anni), sia per la svolta a sinistra quasi plebiscitaria (si pensi che il secondo partito Movimento Democratico Cristiano si è fermato all’8,82%), che rappresentano la conseguenza di un profondo malessere sociale che sta montando
fra i cittadini europei intorno alle politiche che i governi delle destre attualmente dominanti, stanno mettendo in campo nell’affrontare la grave crisi economica che attanaglia l’Europa. Riteniamo contraria ad ogni principio di giustizia ed equità sociale a cui la nostra Associazione fa riferimento, la convinzione perseguita fino ad ora dai maggiori governi europei secondo cui per far fronte al cambio traumatico della geografia economica che la globalizzazione ci ha consegnato, si debba reagire mettendone al riparo solo il grande capitale, allargando la forbice delle differenze sociali, stringendo i margini della democrazia, chiudendosi in atteggiamenti nazionalistici se non in alcuni casi regionalistici.
Da qui l’adesione all’ultima manifestazione della FIOM-CGIL contro il tentativo in Italia di smantellare le tutele nel mondo del lavoro, che dietro alla balla demagogica del patto generazionale, nasconde la convinzione che la competizione sui mercati con i Paesi emergenti si debba svolgere rincorrendosi sul terreno dello sfruttamento e della sopraffazione piuttosto che sfidandosi su quello dell’innovazione tecnologica e della eco-sostenibilità. (Elio Rampino)

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Cambogia: sfruttamento sessuale di donne e bambine

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2012

Cambogia - Vogliamo un nome

Cambogia - Vogliamo un nome (Photo credit: Cifa Onlus)

In Cambogia la problematica riguardante lo sfruttamento sessuale di donne e bambine è sempre più grave. Per molte famiglie ormai lo sfruttamento sessuale dei figli per scopo commerciale è diventata una (a volte l’unica!!) strategia di sopravvivenza. Nascere donna oggi in Cambogia in alcune zone significa trasformarsi quasi immediatamente in una potenziale vittima di violenza a sfondo sessuale. Intervita Onlus da anni conduce una ricerca approfondita e ha attivato un database che permette di raccogliere informazioni accurate dalle vittime con lo scopo di aiutare il governo a pianificare un mirato ed efficace intervento sul territorio per fermare l’impressionante fenomeno.Dai dati semestrali della ricerca (report finale luglio 2012) emerge un fatto particolarmente preoccupante: sempre più vittime di violenza sessuale sono bambine. Come se non bastasse, l’età media delle bambine violate continua a scendere, passando negli ultimi tre anni da 14 a solo 12 anni. Un dato impressionante se si pensa che alcune vittime hanno un’età compresa tra 1 e 4 anni! In Cambogia la violenza sessuale verso donne e bambine è spesso correlata al fenomeno del traffico di esseri umani nel sud est asiatico, che in Cambogia ha un volume di circa 200-225 mila tra donne e bambini: un terzo dell’intero traffico mondiale. Data la domanda, generata dal turismo internazionale, e la facilità di alti guadagni, il traffico di bambine e donne per sfruttamento sessuale è molto aumentato. Intervita Onlus in occasione della festa della donna rinnova il proprio appello per un aiuto concreto a quelle che saranno le donne di domani, per cambiare per sempre il futuro e le possibilità delle bambine di oggi in Cambogia. Intervita Onlus interviene con progetti con obiettivi diversi e complementari:
– Progetto Tuk Tuk: diffondere un messaggio per la sensibilizzazione dei turisti (e della popolazione in genere) a un turismo responsabile e di tutela di bambine e donne
– Progetto centro recupero Battambang:reinserire nella società le vittime di violenza o della tratta umana rendendoli soggetti meno vulnerabili, aumentando le loro possibilità di sostentamento economico.
Il progetto Tuk Tuk ha proprio l’obiettivo di incrementare la consapevolezza dei turisti sul problema del turismo sessuale e di sostenere la prevenzione dello sfruttamento sessuale e della prostituzione delle bambine. I moto risciò (tuk tuk), principale mezzo di trasporto locale, sono stati usati, infatti, come “mezzo di affissione” fondamentali della campagna di sensibilizzazione con la diffusione della linea telefonica “Help line” per denunciare abusi o chiedere aiuto, oltre, parallelamente, come deterrente per potenziali frequentatori dei circuiti del turismo sessuale.
Il Progetto Battambang si concretizza nella gestione di un centro di accoglienza e recupero rivolto a bambine dai 5 ai 18 anni vittime del traffico di esseri umani espulsi dalla Thailandia e bambini di strada a rischio di sfruttamento. Per recuperare la salute psico-fisica dei bambini e degli adolescenti accolti nel Centro, è stato creato un ambiente protetto e attento ai loro bisogni, dove personale qualificato si prende cura di loro attraverso:
Assistenza medica e psicologica, ricerca e valutazione della famiglia di provenienza
Inserimento nella scuola pubblica e istruzione informale (alfabetizzazione, corsi di riparazione, attività manuali per acquisire abilità utili)
Formazione professionale e accompagnamento all’inserimento lavorativo per gli adolescenti al di sopra dei 15 anni
Individuazione di una sistemazione alternativa al centro nel caso in cui non sia possibile il reinserimento in famiglia.

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Roma: contraffazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

“Il duro colpo inferto alla contraffazione dal GSSU della Polizia di Roma Capitale dimostra come sul commercio abusivo nella Capitale si tenga sempre alta la guardia. I prodotti cinesi sono i primi ad alimentare la filiera del falso e lo sfruttamento della manovalanza di cittadini extracomunitari, il più delle volte minori e ultimo anello di un’attività illecita che mina le fondamenta dell’economia cittadina” – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale, che evidenzia il successo di un’attività investigativa, che ha portato al sequestro di 130.000 articoli per l’infanzia, volta a scardinare direttamente alla radice il commercio abusivo. “Proprio grazie alla scoperta dei quattro capannoni a Tor Sapienza, dove venivano nascoste le merci illegali, è stata finalmente imboccata la via maestra per smantellare le basi dell’accumulo di patrimoni illeciti prima dell’immissione sul mercato. La merce contraffatta non solo contribuisce a finanziare le strutture della criminalità organizzata, ma attenta alla salute pubblica, considerato l’utilizzo di materiali e sostanze di dubbia provenienza, riconosciute come tossiche. L’operazione messa a segno dal Gssu si rivela utile per la sicurezza delle famiglie romane, sempre più invase da prodotti pericolosi privi del marchio “CE” e sprovvisti dei requisiti di qualità, e consente la salvaguardia e la difesa dei prodotti tipici locali, oltre che dell’identità dei quartieri tradizionali e delle botteghe storiche della capitale” – conclude Santori.

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Giochi nel mirino tasse

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

Il ministero dell’Economia va a caccia delle vincite ottenute dai giocatori al tavolo da poker, in Italia e all’estero. È quanto emerge dal contenuto della lettera che molti player italiani hanno ricevuto dall’Agenzia delle Entrate e dai reparti della Gdf nell’ambito di un vasto giro di verifiche fiscali. A finire sotto la lente d’ingrandimento dell’Amministrazione sono ora i proventi derivanti da vincite al gioco, sponsorizzazioni, sfruttamento dei diritti di immagine e d’autore, oltre ai premi conseguiti con gli skill games, un settore che, secondo i dati di Agipronews, ha incassato online oltre tre miliardi di euro nel 2010. Gli accertamenti riguarderanno “il riscontro della correttezza degli adempimenti dichiarativi e del rispetto della normativa tributaria, oltre al corretto adempimento di quanto previsto dalla norma vigente in materia di rilevazione di trasferimenti di denaro da e per l’estero”. Nella missiva, anticipata da gioconews.it e ripresa da Italia Oggi, sono stati allegati anche i moduli che i giocatori devono compilare e poi presentare personalmente in un appuntamento già fissato presso gli uffici competenti, indicando se le somme vinte risultano ancora detenute all’estero o se sono state, in tutto o in parte, riportate in Italia: in questo caso, è scritto nella lettera, sarà necessario riportare nel dettaglio quando e con quali modalità le somme conseguite siano state rimpatriate. Il periodo in esame è quello che va dal 2006 al 2009: negli allegati che i giocatori italiani hanno ricevuto dall’amministrazione andranno dichiarati – in riferimento a ciascun anno nel periodo sotto indagine – evento, luogo e data di svolgimento del torneo, soggetto organizzatore, somma vinta e eventuali ritenute fiscali effettuate da parte di sostituti d’imposta residenti in Italia, con l’indicazione dell’ammontare della cifra percepita e del soggetto che ha versato l’imposta, producendo la relativa documentazione.

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Enti Pubblici: affittopoli

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2011

Lettera al direttore. In questi giorni la stampa parla molto di case vendute a poco, di affitti ridicoli.  Perchè non si parla dell’altra faccia della medaglia? Affitti aumentati del 70-100% ai NON ricchi e NON potenti.  Si aumenta ai poveri per poter fare favori ai ricchi? E le mille manifestazioni dei NON ricchi e NON potenti anche a Montecitorio? Perchè la stampa non riferisce?  E’ argomento che non vende?  Non è rilevante parlare di vero e proprio sfruttamento immobiliare da parte degli enti pubblici ed enti privatizzati? Perchè la stampa non da testimonianza di queste vergogne?   Mi domando, è un mio dubbio, se c’è relazione tra la proprietà di un determinato giornale ed il tipo di notizie che si offrono a ripetizione. Sono ottimista: ci sono giornali e giornalisti indipendenti che racconteranno obiettivamente i fatti (Beti Piotto)

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Diritto di cronaca e grandi eventi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

È stato pubblicato nella GU n. 4 del 7 gennaio 2011 il Regolamento concernente la trasmissione di brevi estratti di cronaca di eventi di grande interesse pubblico, in considerazione della direttiva sui servizi di media audiovisivi del Parlamento europeo e del Consiglio europeo del 10 marzo 2010; del fatto che il Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici ha inteso codificare l’avvenuto bilanciamento fra il diritto allo sfruttamento economico delle opere dell’ingegno e il diritto all’informazione nell’ambito dei servizi di media audiovisivi, consentendo ai fornitori di servizi di media l’esercizio del diritto di cronaca, all’interno dei programmi d’informazione e della necessità di prevedere che il diritto di utilizzare brevi estratti sia garantito a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, nonché della consultazione pubblica sullo schema di regolamento e dei contributi pervenuti in sede di consultazione e delle osservazioni dell’Autorità. Si considerano trasmissioni di grande interesse pubblico, per esempio: le giornate di gara delle Olimpiadi estive ed invernali; la finale e tutte le partite interessanti la squadra nazionale italiana nel campionato del mondo e nel campionato europeo di calcio, e tutte le partite della nazionale italiana di calcio in competizioni ufficiali; le singole manifestazioni di carattere culturale, artistico, religioso o di grande interesse pubblico.

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L’Isola dei Tesori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

Roma 18 novembre p.v. presso la Banca d’Italia, Via Nazionale 91, alle ore 10.30 Save the Children presenta per la prima volta “L’Isola dei Tesori. Atlante dell’Infanzia (a rischio) in Italia”. I minori rappresentano il vero e proprio tesoro del Paese che l’Atlante vuole descrivere attraverso le condizioni e le opportunità che ne determinano presente e futuro come la distribuzione sul territorio e nelle città, l’età, i loro nomi italiani o stranieri, l’educazione, la famiglia o la solitudine, l’ambiente, i rischi di sfruttamento, i servizi o il dramma dell’invisibilità. L’Atlante con le sue mappe verrà illustrato e commentato a più voci da rappresentanti delle Istituzioni nazionali e locali e del mondo della cultura e dell’informazione. Sono stati invitati a intervenire: Gianni Letta – Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessandra Mussolini – Presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, Sergio Chiamparino – Presidente ANCI, Marco Lodoli – Scrittore e Giornalista, Sveva Sagramola – conduttrice televisiva, Luigi Contu- Direttore Responsabile agenzia ANSA, Rafaela Milano – Vice Presidente Save the Children Italia, Valerio Neri – Direttore Generale Save the Children Italia, Giulio Cederna – curatore dell’Atlante.
Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente che lavora per migliorare concretamente la vita dei bambini nel mondo, opera in Italia con programmi per la protezione dei bambini, in particolare i minori migranti presenti sul nostro territorio; per l’educazione dei ragazzi ad un uso sicuro delle nuove tecnologie e per contrastare la pedo-pornografia online; per prevenire la dispersione scolastica; per promuovere i diritti dell’infanzia e la piena partecipazione dei ragazzi in contesti scolastici ed extra-scolastici.

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L’Isola dei Tesori

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

Roma 18 novembre p.v. presso la Banca d’Italia, Via Nazionale 91, alle ore 10.30 Save the Children presenta per la prima volta “L’Isola dei Tesori. Atlante dei Minori (a rischio) in Italia”.
I minori rappresentano il vero e proprio tesoro del Paese che l’Atlante vuole descrivere attraverso le condizioni e le opportunità che ne determinano presente e futuro come la distribuzione sul territorio e nelle città, l’età, i loro nomi italiani o stranieri, l’educazione, la famiglia o la solitudine, l’ambiente, i rischi di sfruttamento, i servizi o il dramma dell’invisibilità. L’Atlante con le sue mappe verrà illustrato e commentato a più voci da rappresentanti delle Istituzioni nazionali e locali e del mondo della cultura e dell’informazione. Sono stati invitati a intervenire: Gianni Letta – Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mara Carfagna – Ministro per le Pari Opportunità, Alessandra Mussolini – Presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, Sergio Chiamparino – Presidente ANCI, Marco Lodoli – Scrittore e Giornalista, Sveva Sagramola – conduttrice televisiva. Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente che lavora per migliorare concretamente la vita dei bambini nel mondo, opera in Italia con programmi per la protezione dei bambini, in particolare i minori migranti presenti sul nostro territorio; per l’educazione dei ragazzi ad un uso sicuro delle nuove tecnologie e per contrastare la pedo-pornografia online; per prevenire la dispersione scolastica; per promuovere i diritti dell’infanzia e la piena partecipazione dei ragazzi in contesti scolastici ed extra-scolastici.

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Il capitalismo salvi se stesso

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

Era prevedibile, anzi scontato: il capitalismo mondiale è entrato nella sua fase di crisi profonda. Non si tratta di una delle periodiche crisi di crescita  come teorizzato da Schumpeter  (v. Il capitalismo e la crisi  di Rosario Amico Roxas   http://www.wikio.it/article/74331558), bensì di una crisi maturata nel tempo, pronta ad esplodere ormai da decenni, ma tamponata con misure di emergenza, che ne hanno aggravato la condizione, fino allo stato di irreversibilità. Tale crisi cominciò negli USA, con un governo Bush scatenato a reperire quattrini per condurre, da petroliere, le sue assurde guerre del petrolio . Il sistema per reperire denaro non poteva che contemplare lo sfruttamento al massimo del potenziale del mercato, attraverso la mobilitazione dei media, per spingere al consumo, anche ipotecandosi la casa, pur di potere seguire la moda imposta del superfluo. Era questione di tempo, ma i nodi dovevano venire al pettine, e in tutto l’occidente, nonché in quelle nazioni che si sono lasciate irretire dal consumismo sfrenato. L’Italia è stata la nazione più disgraziatamente coinvolta, perché ha avuto la maledizione di avere un presidente del consiglio impelagato fino al collo nel conflitto di interessi,e, contemporaneamente convinto promotore di un liberismo fuori dal controllo dello Stato,  inadeguato ad inserirsi nella dinamica di una nazione che era riuscita ad emergere dallo sfacelo fascista con la forza del lavoro, della produzione, con il sostegno delle classi socialmente più deboli, ma messe nella condizione di lavorare e produrre.   Con l’arrivo di questo speculatore  le condizioni si capovolsero; emerse la finanza creativa, la protezione delle classi che avrebbero dovuto pilotare la produzione, attraverso condoni fiscali a ripetizione, favorendo (e giustificando) l’evasione fiscale, quindi la penalizzazione del lavoro mortificato dal precariato. Ora proclama la lotta all’evasione, magari sperando di essere creduto; ma  durante il governo Prodi, in una riunione dell’Assindustria ebbe a dire che una fiscalizzazione oltre il 40% giustifica l’evasione; questo perché prometteva riduzione di tasse e benefici per le fasce più bisognose; non è accaduto nulla di ciò, anzi le tasse aumenteranno (ma non si chiameranno più “le mani nelle tasche deli italiani” , ma  Sacrifici necesari”), e pretende che il popolo (bove quanto vi pare, ma non fino a questo punto) debba credergli. Dopo avere esaltato la classe capitalista, gli imprenditori, le cordate eroiche, ora che li ritrova sull’orlo del fallimento, vorrebbe chiamare a raccolta la piccola e media borghesia del lavoro perché vada a soccorrere gli sconfitti. Salvare poi questo capitalismo sostenuto da questo governo, significa salvare il boia che ha pronta la corda per impiccare la piccola e media borghesia che vive di lavoro e crede nella democrazia; questo perché il capitalismo non soltanto non ha bisogno della democrazia, ma la combatte in nome di un regime autoritario che tuteli le condizioni di privilegio che ha generato. (Rosario Amico Roxas)

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