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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘sguardo’

Emilio Tadini: Davanti agli occhi, dietro lo sguardo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Milano Mercoledì, 27 marzo 2019 dalle 18.00 alle 21.00 Fondazione Marconi Via Tadino 15.
La Fondazione Marconi presenta Emilio Tadini 1967-1972, Davanti agli occhi, dietro lo sguardo la terza mostra dedicata all’artista e intellettuale milanese Emilio Tadini. Dopo Emilio Tadini 1960-1985. L’occhio della pittura del 2007 e Emilio Tadini 1985-1997. I profughi, i filosofi, la città, la notte del 2012, questo nuovo progetto espositivo pone l’attenzione sugli esordi della produzione artistica di Tadini, dal 1967 al 1972, ovvero dal primo ciclo Vita di Voltaire, che segna la nascita del suo linguaggio pittorico, fino ad Archeologia.Considerato uno tra i personaggi più originali del dibattito culturale del secondo dopoguerra italiano, fin dagli anni Sessanta Emilio Tadini sviluppa la propria pittura per grandi cicli, popolati da un clima surreale in cui confluiscono elementi letterari, onirici, personaggi e oggetti quotidiani, spesso frammentari, dove le leggi di spazio e tempo e quelle della gravità sono totalmente annullate.Le opere di Tadini nascono da un clima emotivo, da un flusso mentale “in qualche zona semibuia della coscienza” dove le immagini emergono in un procedimento freudiano di relazioni e associazioni e dove le situazioni “reali” che il pittore raffigura sono immerse nell’atmosfera allucinata del sogno, in un clima surrealista-metafisico. Questo processo automatico si sviluppa, più che sulla prima immagine del quadro, sulla serie: da un’immagine ne scaturiscono altre, modificandola e alterandola.

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Mostra: “Uno sguardo nel Contemporaneo delle Marche e Golden Media Marche”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 novembre 2017

Teatro Politeama di TolentinoTolentino (MC) Sabato 2 Dicembre 2017 alle ore 17.30, presso il Teatro Politeama di Tolentino (MC), recentemente restaurato e portato a nuovo splendore dall’Architetto Michele De Lucchi e dal Dott. Franco Moschini, avrà luogo l’inaugurazione della Mostra “UNO SGUARDO NEL CONTEMPORANEO DELLE MARCHE”, che precederà l’assegnazione del premio giornalistico” GOLDEN MEDIA MARCHE”. Per l’evento del 2 dicembre al Politeama, Il CESMA metterà in mostra le opere donate da vari artisti e, per l’occasione, sarà stampato un catalogo con la presentazione di tutte le opere donate ed una breve bibliografia dell’artista e didascalia dell’opera.
Questa manifestazione è stata concepita dal CESMA (Centro Studi Marche) come oggetto della sua attività e si svolgerà alla presenza degli Artisti Marchigiani premiati a Roma, nell’ambito dei “Marchigiani dell’Anno” e dei giornalisti Marchigiani, autentici depositari del progresso sociale, culturale ed economico di una Nazione, soprattutto quando la loro opera viene svolta con trasparenza e dovere di informazione. L’allestimento della mostra è a cura della bravissima e instancabile Dott.ssa Pina Gentili, con la collaborazione del presidente prof. Massimo Ciambotti .
Il CESMA con sede a Roma è stato fondato nel 1983 con lo scopo di valorizzare le ricchezze culturali della Regione Marche in tutte le sue espressioni: artistiche, letterarie, musicali, scientifiche ed imprenditoriali. Oltre al premio “Golden Media Marche” e alla solenne proclamazione dei “Marchigiani dell’Anno”, che da 32 anni premia i marchigiani che si sono distinti nel mondo dell’arte, dello spettacolo, dello sport e del lavoro, il CESMA organizza incontri e convegni su personaggi illustri della Regione.Tra gli artisti che daranno lustro all’evento, è prevista anche la partecipazione del Maestro Carlo Iacomucci, la cui presenza, è particolarmente gradita, come testimonianza diretta della sua fertile carriera di artista e di incisore. Personaggio eclettico, Iacomucci nella sua pluriennale carriera artistica, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la Acquaforte di Carlo Iacomuccitematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta In molte sue opere, sono presenti anche personaggi e oggetti (come ad es. l’onnipresente aquilone) che danno dinamismo ai suoi quadri e, allo stesso tempo, esprimono un significato simbolico.
Numerosi e prestigiosi i premi e riconoscimenti che il Maestro Iacomucci ha ricevuto: ha partecipato alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per motivi artistici e culturali con decreto del Presidente della Repubblica. Recentemente, ha ricevuto a Roma il premio “Marchigiano dell’anno”, successivamente ha ricevuto il premio “L’Orgoglio Marchigiano” e, ultimo, ma non ultimo, il 2 giugno di quest’anno, è stato insignito del titolo di Ufficiale dell’ Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Tutti questi numerosi riconoscimenti, rendono il Maestro Iacomucci, con le sue opere, il testimonial ideale per portare avanti e mantenere alto il nome delle Marche in Italia e fuori dai confini nazionali.
(Dott.ssa Patrizia Minnozzi) (foto: Teatro Politeama di Tolentino, Acquaforte di Carlo Iacomucci)

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Università Camerino: “Voi: il nostro sguardo più bello”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 luglio 2017

camerinoIl Rettore Flavio Corradini ed il Rettore eletto Claudio Pettinari hanno presentato stamattina in Ateneo la nuova campagna di comunicazione dell’Università di Camerino in vista dell’apertura delle iscrizioni all’anno accademico 2017/2018. Presenti anche il prorettore vicario designato Graziano Leoni e la presidente del Consiglio degli Studenti Francesca Borghetti, nonché quasi tutti gli studenti che hanno partecipato.“Voi: il nostro sguardo più bello” è il pay off scelto quest’anno dall’Ateneo camerte, che vede protagonisti ancora una volta, come di consuetudine negli ultimi anni, gli studenti iscritti all’Ateneo che si fanno “testimonial” della loro positiva esperienza, di studio e di vita. Protagonista è lo sguardo di Unicam, metaforicamente rappresentato da un paio di occhiali a specchio, che riflette l’immagine degli studenti, immagine fondamentale per l’Ateneo camerte, immagine fulcro dell’Ateneo. E’ per gli studenti e con gli studenti che Unicam ha reagito subito dopo il sisma, con grinta e determinazione. E’ sempre guardando agli studenti che Unicam è riuscita anche quest’anno a mantenere il primo posto nelle camerino1classifiche Censis, è guardando avanti, al futuro e cioè agli studenti, che Unicam si migliora ogni anno nella didattica e nella ricerca. Ma in questo pay off c’è anche il ringraziamento di Unicam alle studentesse e agli studenti, colonne portanti della comunità universitaria, sostenendo tutte le scelte ed apprezzando tutti gli sforzi profusi dall’Ateneo.E’ uno sguardo che riflette l’immagine più bella di ogni Ateneo: le donne e gli uomini del nostro domani.Uomini e donne come Alessio, Andrea, Ferdinando, Andrea, Giorgia, Alessandro, Giulia, Sara, Sabrina, Angelica, Silvia, Carmela, Jennifer, Matteo Simone, che, come moltissimi altri loro colleghi, hanno scelto Unicam per la loro formazione universitaria.
Lo sguardo di Unicam per il futuro degli studenti significa per questi ultimi beneficiare, oltre ad attività didattiche di qualità, anche di tutti i servizi e le agevolazioni che l’Ateneo mette a disposizione quali conoscenze, stage, internazionalizzazione, borse di studio, formazione in toto della persona anche attraverso attività extracurricolari e competenze trasversali.“Anche quest’anno – ha dichiarato il Rettore Corradini – abbiamo voluto che fossero ancora i nostri studenti, coloro che stanno trascorrendo in Unicam e con Unicam un periodo molto importante della loro vita, a farsi promotori dell’Ateneo che hanno scelto. Li voglio ringrazio davvero molto per la loro disponibilità e per aver sempre sostenuto l’Ateneo, affrontando il periodo di difficoltà con grande coraggio e determinazione”. (foto: camerino)

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“Il silenzio e lo sguardo”: dialogo immaginato tra Galileo Galilei e Papa Urbano VIII

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

il silenzio e lo sguardoTrapani Venerdì 28 aprile 2017 ore 21.00 Chiesa di Sant’Alberto Via Garibaldi andrà in scena la pièce teatrale “Il silenzio e lo sguardo”, dialogo immaginato tra Galileo Galilei e Papa Urbano VIII.Lo spettacolo è prodotto dall’Ente Luglio Musicale Trapanese – Teatro di Tradizione in co-produzione con la compagnia teatrale “Cantiere dell’Anima”.
Galileo Galilei, fu un convinto sostenitore della teoria cosmologica copernicana, per cui la terra e gli altri pianeti si muovono attorno al sole, teoria che si contrapponeva alla tradizionale teoria tolemaica, che postulava la terra immobile al centro dell’universo. La Chiesa non accettava la teoria copernicana e nel 1616, Galileo fu intimato “di non insegnarla, non difenderla e non trattarla”, cosa che lo scienziato sostanzialmente fece fino al 1624, fino a quando vi fu come pontefice Urbano VIII, il suo amico ed estimatore cardinale Maffeo Barberini. Questo diede a Galileo speranza, rivelatasi poi infondata, che gli ambienti vaticani a lui ostili fossero sul punto di cambiare. Fu proprio in quell’anno che Galileo iniziò il suo lavoro più importante e controverso, il “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”, in cui tre personaggi discutono appunto dei due massimi sistemi cosmologici: la teoria tolemaica e quella copernicana. Ma la pubblicazione di quest’opera portò Galileo Galilei sotto processo, a Roma, nel 1633, processo che si concluse con la famosa abiura.Una storia che sembra ruotare esclusivamente attorno alla libertà di pensiero e dei difficili rapporti fra scienza e religione. In scena il dialogo immaginato tra Galileo Galei e Papa Urbano VIII.La pièce è tratta da un testo inedito di Eugenio De Martino che ne cura anche la regia. Il cast è composto da Giovanni Barbera, Tommaso Guastella, Maria Pia Pantaleo, Maria Amore, con musiche di Marco Rosano. Costi dei biglietti – 7 euro (intero), 5 euro (ridotto). (foto: il silenzio e lo sguardo)

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Come sarà il museo del futuro?

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2011

Roma 7 maggio 2011 dalle 11.00 alle 13.30 ingresso: € 4,00 Via Guido Reni 4/A. Auditorium del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo si terrà il secondo appuntamento di Come sarà il museo del futuro? ciclo di lezioni a cura del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Franco Albini e del MAXXI Architettura. La lezione dal titolo Esporre-dalla modernità al contemporaneo, affronterà il tema dell’exhibiting architecture attraverso uno sguardo internazionale e un approfondimento sul Museo del Design -Triennale di Milano. Interverranno Hans Günter Merz architetto specializzato in realizzazioni di musei e allestimenti museali (tra i suoi progetti più famosi il Zeppelin Museum Friedrichshafen, il Mercedes-Benz Museum di Stuttgart e il Porsche-Museum a Stuttgart), Adrien Gardère giovane designer e museografo francese, Bartomeu Marì Ribas Direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona MACBA e Andrea Cancellato Direttore Generale della Fondazione La Triennale di Milano Il ciclo di lezioni in onore di Franco Albini, aperte ad addetti ai lavori, studenti e al pubblico più vasto, affronteranno nei successivi due appuntamenti, di carattere internazionale, i temi della curatela e la comunicazione. Le lezioni, della durata di circa tre ore ciascuna, costituiscono nel loro complesso un racconto sul museo, inteso non solo come edificio e struttura, ma anche come gestione, allestimento, soluzioni espositive e tecniche spaziali. Programma:
• Hans Günter Merz-Altgier/Neugier. Cupidity for the old and the new
• Adrien Gardère-Design e museografia dal Cairo a Lens. Un approccio dell’uso e del senso
• Bartomeu Marì Ribas-Cubes against boxes. Evolution of behaviours and architectures of display
• Andrea Cancellato_Un museo come un progetto di design
Durante la giornata sarà proiettato presso il Centro Archivi di Architettura del MAXXI il video “Franco Albini – Zero Gravity”. Prossimi appuntamenti:
• VENERDÌ 13 MAGGIO, 16.30 – 19.00: Curare e gestire – la macchina museo: uno sguardo internazionale. Con Maristella Casciato, Pippo Ciorra e Moira Gemmill
• MARTEDÌ 24 MAGGIO, 16.30 – 19.00: Guardare al futuro- strategie. Con Manuel Blanco, Pier Luigi Sacco e Philip Ursprung http://www.fondazionemaxxi.it

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Uno sguardo al Medio oriente

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2011

Roma, da sabato 16 a mercoledì 20 aprile 2011 Accademia di Francia a Roma Villa Medici Viale Trinità dei Monti, 1 presenta la prima edizione di CineMondo, rassegna cinematografica che volge lo sguardo ai paesi del Medio Oriente – in particolare per questa occasione al Libano, Siria, Israele e territori palestinesi – mostrando film e documentari in anteprima e in proiezione speciale, premiati dalla critica internazionale per la loro forza espressiva e originalità; film fantasma, presentati in molti festival, a Venezia, Berlino, Cannes, ecc. e che difficilmente troveranno una distribuzione in Italia. In collaborazione con il Festival Internazionale del Documentario di Marsiglia – che da oltre 20 anni programma, con coraggio e grande originalità, una panoramica dell’attuale produzione documentaria del mondo – la rassegna sarà una vetrina sul cinema più recente e inedito di alcuni paesi del Medio Oriente, in un dialogo permanente e forte con le generazioni di registi e autori del passato. Registi del presente, come Monika Borgmann, Hala Alabdalla, Mohammad Ali Atassi o ancora Raed Andoni e Avi Mograbi saranno protagonisti di questa edizione e mostreranno fino a che punto il cinema sia diventato un linguaggio artistico di vitale rilevanza, anche e soprattutto in un panorama storico e culturale in continua e violenta evoluzione. La rassegna si aprirà sabato 16 aprile con un omaggio speciale al grande regista siriano Omar Amiralay, recentemente scomparso, tra i più influenti cineasti del mondo arabo. (uno sguardo al medio oriente)

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Lo schiavismo a fini sessuali

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Di Fabrizio Mastrofini. Secondo l’ultimo rapporto ONU 140 mila donne in Europa sono vittime della tratta di esseri umani finalizzata alla prostituzione. Un fenomeno che interessa tristemente anche l’Italia. L’autore, giornalista, traccia un quadro della situazione: racket presenti in Italia; i percorsi della tratta; il quadro normativo e le zone grigie della legge, le testimonianze delle vittime sfuggite agli sfruttatori e le azioni di contrasto delle associazioni di volontariato.  Donne costrette alla prostituzione in strade isolate o sotto lo sguardo indifferente dei passanti nelle grandi vie di comunicazione e nelle fermate degli autobus.  Soggiogate da un sistema di sottomissione articolato che va ben oltre la maman o il protettore, ma mescola il potere della criminalità internazionale alle minacce di ritorsioni verso la famiglia d’origine e l’asservimento psicologico provocato dall’ossessione dei riti vudu.
Mastrofini analizza la situazione, descrive il quadro legislativo di sostegno e rileva l’inefficacia delle misure di contrasto che colpiscono la vittima piuttosto che il carnefice. Raccoglie l’esperienza dei volontari che operano nel settore e rende merito alle numerose associazioni di volontariato che in collaborazione con la Caritas, ai centri comunali e parrocchiali sostengono l’attività delle procure ordinarie e antimafia nella lotta alla tratta.
Fabrizio Mastrofini è giornalista, specializzato sui temi dell’informazione religiosa e della comunicazione. Ha già pubblicato, tra gli altri titoli: Geopolitica della Chiesa cattolica (Laterza, 2006), Ratzinger per non credenti (Laterza, 2007), Comunicare l’impresa sociale (Carocci, 2009).

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Teatro-cabaret: “Il cane delle porompompero”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2010

Roma 10 settembre 2010 – ore 21.30  Eur – Parco del Ninfeo – Via delle Tre Fontane angolo Via dell’Agricoltura Ingresso gratuito dalle 20.00 alle 21.30 Venerdì: 13 € – Sabato: 16 €  (compresa consumazione)  “Il cane delle porompompero” con Serafino Iorli  e la collaborazione di Marco Maltauro costumi Noli Sta Isabel musiche Ugo Sanchez. Uno spettacolo da non perdere, un’esilarante sfilata di caratteri, voci, follie, costumi, in bilico tra reale e surreale. L’attore interagisce con il pubblico, gioca, ride, si diverte, improvvisa, parlando con gli spettatori e provocandoli con uno sguardo ironico e una disponibilità alla satira sociale non indifferente. Serafino Iorli è indicato da alcuni critici come il “Brachetti romano”. (serafino)

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Expo: Luigi Ghirri e Roberto Bertoni

Posted by fidest press agency su domenica, 9 maggio 2010

San Martino in Rio (RE) fino al 12/9/2010 corso Umberto I, 22 Rocca Estense La memoria abita qui / Tibet segreto A cura di Galleria Radium Artis (Angela Lazzaretti)  Mostra promossa da Assessorato alla Cultura (Comune di San Martino in Rio)  La Rocca estense di San Martino in Rio apre le sue stanze alla fotografia, dopo avere presentato importanti esposizioni di pittura e di scultura. Due le manifestazioni in programma nell’ambito di Fotografia Europea, la rassegna reggiana giunta alla sua quinta edizione: nella suggestiva Cappella di San Giovanni, 24 immagini a colori di Luigi Ghirri, scattate negli anni Ottanta, ripropongono il suo ineguagliabile sguardo su alcune vie e sui giardini di Reggio, e sull’interno di teatri; al piano nobile della Rocca, Roberto Bertoni presenta sessanta immagini che documentano i suoi sette viaggi in Tibet compiuti nei vari periodi dell’anno, alla ricerca di luoghi segreti, di volti e corpi di quell’indomita popolazione, delle tracce di un’identità che affonda le proprie radici nel piu’ lontano passato.  Le 24 fotografie di Luigi Ghirri (Scandiano, Reggio Emilia, 1943 – Reggio Emilia, 1992) sono di proprietà della Fondazione Reggio Tricolore, si tratta di un omaggio di Ghirri per la nuove sede dei Democratici di sinistra del centro storico, commuovono per la capacità che il grande fotografo aveva di cogliere lo “spirito” segreto dei luoghi, intrisi di un sentimento di poesia e di abbandono, come se Ghirri s’affacciasse con discrezione su un’entità che stava riposando e che, nel silenzio e nella solitudine, rivelava tutto il proprio splendore. Il catalogo pubblicato nell’occasione presenta testi di Lorenzo Capitani, Sandro Parmiggiani, Angela Lazzaretti. (Immagine: Luigi Ghirri da “La memoria abita qui”)

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Maaza Mengiste – Lo sguardo del leone

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

In un giorno del 1974, la vita di Hailu e di milioni di etiopi muta di colpo. Dal cielo terso e acceso dal sole di Addis Abeba, gli elicotteri dell’esercito imperiale lasciano cadere migliaia di volantini. Adagiandosi al suolo con la grazia di piume strappate, i fogli annunciano alla popolazione l’impensabile: la ribellione dell’arma a una «monarchia vetusta e decadente», incapace di assicurare alla giustizia i corrotti e i responsabili della carestia che flagella l’Etiopia. Nei mesi seguenti l’imperatore Hailè Selassiè, subito dopo aver firmato l’ordinanza di scioglimento del governo e del consiglio della corona, viene arrestato e trasportato in una modesta casa sulla collina che sovrasta la capitale. Nella notte fra il 26 e il 27 agosto del 1975, l’eletto del Signore, il monarca con nelle vene il sangue di re Salomone, il Leone di Giuda che ha combattuto Mussolini, viene soffocato con un cuscino e sepolto sotto il pavimento di una latrina, di fronte alla finestra dell’ufficio del nuovo tiranno, Menghistu. Nei trent’anni trascorsi come medico del Prince Mekonnen Hospital, ribattezzato dal nuovo regime Black Lion Hospital, Hailu non ha mai visto una città così sconvolta come ora. Jeep e uniformi, marce militari e assemblee obbligatorie, una continua parata di manifesti propagandistici, stelle, falci e martelli, operai dall’aria fiera e con i pugni alzati e, soprattutto, incessanti arresti ed esecuzioni di intellettuali, notabili, aristocratici e funzionari imperiali finiti, inermi, nelle mani del Derg, il consiglio della rivoluzione, dopo essersi fidati della sua falsa promessa di non ricorrere a un bagno di sangue. Il Derg ha trasformato persino l’ospedale in un luogo desolato, pieno di dottorini russi e pazienti etiopi mal assistiti e afflitto da una perenne scarsità di medicinali.  Hailu tuttavia, non si ribella. Continua la suavita segnata dalla solitudine seguita alla morte della moglie per un male incurabile, anche quando scopre che il figlio più giovane, Dawit, non frequenta affatto i corsi universitari, ma le riunioni clandestine della resistenza studentesca contro il Derg. Un giorno, però, al Black Lion Hospital viene trasportato il corpo di una ragazza avvolto in un foglio di plastica trasparente. Un corpo orrendamente torturato, i jeans e la camicetta a fiori letteralmente zuppi di sangue, i piedi che sporgono gonfi dall’estremità della barella. Un’oscenità inaudita, che costringe Hailu a drammatiche e inevitabili decisioni. Opera strabiliante sulla tragedia di una rivoluzione e sull’insopprimibile bisogno di libertà degli esseri umani, Lo sguardo del leone svela, sulla scena letteraria mondiale, l’originalità e la potenza del nuovo romanzo africano. Traduzione dall’inglese di Massimo Ortelio Euro 16,50 336 pagine EAN 9788854503595 14×21,6)
Maaza Mengiste è nata ad Addis Abeba, in Etiopia, ed è scampata alla rivoluzione rifugiandosi prima in Nigeria, poi in Kenya e infine negli Stati Uniti. Si è laureata in Scrittura Creativa alla New York University, dove insegna. Nel 2007 è stata nominata New Literary Idol dal New York Magazine, e di recente è entrata in lizza per il premio Pushcart. (lo sguardo del leone)

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Maaza Mengiste: Lo sguardo del leone

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Maaza Mengiste è nata ad Addis Abeba, in Etiopia, ed è scampata alla rivoluzione rifugiandosi prima in  nigeria, poi in Kenya e infine negli Stati Uniti. Si è laureata in Scrittura Creativa alla New York University,  Dove insegna. Nel 2007 è stata nominata New Literary Idol dal New York Magazine, e di recente è entrata in lizza per il premio Pushcart. Lo sguardo del leone sarà pubblicato da Neri Pozza a maggio.(in uscita a maggio) «Un debutto folgorante… Mengiste è abile nel ritrarre tanto la delicatezza delle emozioni quanto la crudeltà delle vicende storiche. Che il lettore si disperi e soffra insieme ai suoi personaggi è la prova più evidente  del suo talento».Publishers Weekly (Maaza)

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Mostra fotografica: Facce da straniero

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

Torino, fino al 18 maggio 2010 Museo Regionale di Scienze Naturali, via Giolitti 36 30 anni di fotografia e giornalismo sull’immigrazione in Italia A cura di: Luigi Gariglio, Andrea Pogliano, Riccardo Zanini sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Facce da straniero: questo il titolo del progetto culturale nato come esito della ricerca Lo sguardo sull’altro, svolta da FIERI-Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione a partire dal novembre del 2006 e dedicata al fenomeno dell’immigrazione in Italia e di come esso è stato affrontato dal fotogiornalismo: i risultati mostrano che attualmente la rappresentazione del fenomeno è in buona parte riduttiva e semplificatoria benché esistano fotografi seriamente impegnati su queste questioni. Dallo studio ne nascono una mostra divulgativo-fotografica, presentata in anteprima, che annovera gli scatti di professionisti del calibro di Uliano Lucas, Roby Schirer, Gianni Berengo Gardin e poi di Francesco Zizola, Paolo Verzone, Massimo Berruti, Antonello Nusca, Francesco Cocco. Oltre a questo, un libro – edito da Bruno Mondadori – che propone letture critiche e resoconti sull’argomento in oggetto con un approccio multidisciplinare. La mostra rappresenta l’esito della ricerca Lo sguardo sull’altro, iniziata nel novembre del 2006, promossa da FIERI e sostenuta economicamente dalla Compagnia di San Paolo e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte. Oltre alla mostra, la ricerca ha portato alla pubblicazione di un volume edito da Bruno Mondadori, all’interno della Collana Ricerca. La mostra Facce da straniero, organizzata in collaborazione con il Museo Regionale di Scienze Natuarali di Torino, ha carattere divulgativo. Il libro omonimo propone letture critiche e resoconti sull’argomento in oggetto con un approccio multidisciplinare. Le discipline principali che hanno guidato l’analisi dei ricercatori coinvolti sono quelle sociologiche, antropologiche, storiche, semiologiche, i gender studies e i visual studies.

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Uno sguardo sulla Sicilia delle donne

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2010

Roma 8 marzo ore 16,00 Casa Internazionale delle Donne (Via della Lungara, 19) Presentazione del libro “Le Siciliane, quindici storie vere”, di Giacomo Pilati, Coppola editore. Sullo sfondo della Sicilia di ieri e di oggi la forza delle donne è protagonista dell’impegno e della battaglia quotidiana per la sopravvivenza. Dalla città alla campagna quindici donne raccontano la loro lotta contro le mafie, i pregiudizi maschili, l’organizzazione patriarcale, la difficoltà a far emergere il proprio talento nell’arte e nella cultura. Nel corso della presentazione Nicolò D’Alessandro leggerà brani tratti dal suo libro: “La guardatrice dell’acqua e altri racconti” (Coppola editore). In particolare “La guardatrice dell’acqua” è una delicata e appassionata storia d’amore di un poeta che si innamora di un’alga. Alla chitarra: Giana Guaiana, popolarissima voce siciliana e filo conduttore tra l’attualità de “Le Siciliane” e la poesia de “La Guardatrice d’acqua”, inframezzerà con la sua musica la lettura di brani scelti tratti dai due libri. Partecipano gli autori e l’editore. Presente Tiziana Bartolini direttora ?noidonne?. Modera Emanuela Irace. Contributo video (7 minuti) con: Sonia Alfano, Pina Maisano Grassi e altre protagoniste della rinascita siciliana.

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Lorenzo Mattotti: Sul paesaggio

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

Bologna fino al 9/4/2010 p.zza Cavour 2 Galleria Stefano La mostra vedrà la presenza di una cinquantina di opere tra disegni e dipinti sul tema del paesaggio, tratti da diversi periodi dell’artista bresciano, tra cui Appunti sul paesaggio, Altrove, Foreste. In questa prima personale bolognese le opere di Mattotti si presentano con la loro forza visionaria e trovano la massima intensità nelle campiture di colore, nei cupi bianco e nero, negli intricati grovigli di linee delle sue vedute. Il paesaggio per Mattotti è un esercizio dello sguardo, uno spazio in cui si riflette la dimensione interiore dell’autore e dei suoi personaggi.  La mostra e’ stata organizzata in occasione di BilBolBul 2010 – Festival Internazionale di Fumetto in collaborazione con Hamelin Associazione Culturale. Lorenzo Mattotti, nato nel 1954 a Brescia, e’ considerato uno dei maggiori illustratori contemporanei. (paesaggio)

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L’inferno non esiste?

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2010

Roma 6 e domenica 7 marzo al Teatro Tor Bella Monaca debutta in prima nazionale assoluta Laura Lattuada con “L’inferno non esiste?”, due storie di Susanna Tamaro per indagare sul difficile tema della violenza domestica sulle donne. Lo spettacolo è promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Due testi un solo progetto per dare voce alle donne vittime di abusi e di violenze domestiche. La protagonista de “L’inferno non esiste” per anni ha abbassato lo sguardo di fronte a ogni sorta di abuso psicologico e fisico, a cui un marito apparentemente irreprensibile la sottoponeva. Ora racconta in maniera spietata e lucidissima la tragedia che ha travolto la sua famiglia con una consapevolezza  diversa ma pur sempre tardiva. “Di nuovo Lunedì” è un canto doloroso, la cronaca di un calvario, di violenze consumate all’interno del “focolare”. La narrazione è affidata in questo caso alle pagine di un diario scritto, in cui c’è un’evidente negazione del vissuto, creando così una chiave di lettura emblematica e paradossale. La scrittura della Tamaro, intessuta di una musicalità pacata e crudele, regala all’interprete, Laura Lattuada, l’opportunità di farsi intensa voce di un dramma vissuto in silenzio da tante donne per provare, come scrive la Tamaro, ad “offrire la luce dove si teme il buio”.(laura)

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Israele: uno sguardo sul passato

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2010

Roma  fino al 12/3/2010 Via del Portico d’Ottavia 7, Ermanno Tedeschi Gallery La mostra fotografica -Israele: uno sguardo sul passato- presenta 95 fotografie inedite di Roberto Schezen raffiguranti illustri personaggi della storia d’Israele negli anni -70 insieme a scorci di vita quotidiana, paesaggi, scene di guerra e persone comuni, ritratti in toni luministici di un vivido realismo. Nato nel 1950 a Milano e morto nel 2002 a New York, Roberto Schezen ha dedicato gran parte della sua carriera alla fotografia d’architettura ritraendo gli edifici di Luis Kahn, Adolf Loos, e della Vienna del periodo della Secessione, oltre a palazzi, castelli, ville europee e alcune tra le piu’ significative dimore americane di Newport e Palm Beach. Schezen ha anche ritratto gli antichi templi del Messico e dell’America centrale e diversi monumenti italiani (da cui la celebre serie di fotografie degli atleti dello Stadio dei Marmi e delle statue del Palazzo della Civiltà Romana).  I suoi lavori sono stati esposti a New York, presso la Edwynn Houk Gallery, la Earl McGrath Gallery e la Max Protetch Gallery oltre ad essere stati pubblicati in molte delle piu’ importanti riviste europee ed americane di design e architettura.  A partire dal 1985, Schezen ha pubblicato, in collaborazione con Rizzoli International e Monacelli Press, diversi volumi monografici che documentano la sua produzione fotografica in Italia, Francia, Spagna e America. (Roberto Schezen)

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Parliamo di grandi fotografi: Mimmo Jodice

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

Castellanza (Va) 26 novembre ‘09 – ore 21,15Villa Pomini – Via Don Luigi Testori 14 –– ingresso Libero Relatore Claudio Argentiero – Commento con proiezione. Mimmo Jodice è considerato uno dei più grandi autori della fotografia italiana. Il suo lavoro gioca sulla dicotomia tra realtà e immaginazione, sviluppata attraverso una lunga ricerca sulla memoria che prende spunto dalla sua Napoli e dalle origini mediterranee. Nelle sue immagini si ha la sensazione che il tempo sembra essersi fermato: i resti archeologici vivono una nuova dimensione attraverso lo sguardo di Jodice, come anche gli antichi volti scolpiti nella pietra, che assumono nuove fisionomie, oniriche e immaginarie. Un autore dalle grandi potenzialità espressive che si è imposto a livello internazionale, scrivendo una pagina importante della fotografia italiana nel mondo. La conversazione sarà accompagnata da una proiezione. Paesaggio: Visioni e interpretazioni è il titolo della mostra dei partecipanti al corso di paesaggio organizzato dall’A.F.I. e condotto da Claudio Argentiero. Un omaggio agli autori che dimostrando interesse, condivisione e partecipazione, hanno sviluppato una ricerca che fa emergere uno stile riconoscibile. Gli autori in mostra: Matteo Coltro, Laura Mazza, Enrico Doppietti, Carlo Boschetto, Menegazzi Paolo, Milanesi Marco, Milanesi Mauro, Riccardo Geroli, Bertani Andrea, Galli Domenico, Giorgio Colognesi. Immagini che svelano situazioni che una osservazione disattenta non riesce ad afferrare, offrendo diversi punti di vista che si differenziano per la forma espressiva e la sensibilità individuale, svincolandosi da una visione prettamente documentaristica, per ampliare il concetto della rappresentazione emotiva, che si fa percezione, narrazione e memoria. (per mail paesaggio)

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Sergio Leone: uno sguardo inedito

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2009

Roma Dal 29 ottobre 2009 al 30 gennaio 2010 Viale Palmiro Togliatti, 2  orario 11.00 -19.30 Mostra fotografica a Cinecittàdue Arte Contemporanea Ingresso libero  Le celebrazioni ad ottant’anni dalla nascita e a vent’anni dalla scomparsa di Sergio Leone continuano nello spazio espositivo di Cinecittàdue Arte Contemporanea, con un’esposizione curata da Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, e prodotta da Cinecittàdue Arte Contemporanea. Una mostra fotografica in uno dei luoghi simbolo del grande Maestro. Un viaggio attraverso gli scatti più celebri e significativi per ricordare, immersi nel suo mondo, Sergio Leone, una tra le personalità più rappresentative del cinema italiano e mondiale. Cento fotografie di grande qualità scattate da Angelo Novi, provenienti dal ‘Fondo Novi’  dell’Archivio fotografico della Cineteca di Bologna, saranno esposte nel loro magico bianco & nero, in formato 50x 70. Il progetto di allestimento è dello Studio Purini – Thermes. Una mostra ‘tradizionale’ se comparata a quella presentata all’Auditorium per il Festival Internazionale del Cinema di Roma, dove in quel caso l’immaterialità dell’allestimento ha giocato sulla relazionalità fra lo spazio e le immagini scorrevoli. Qui si ritorna al ‘tradizionale’ per chi ama soffermarsi davanti ad un’immagine, carpire i segreti tecnici ed estetici adottati dall’autore-fotografo, lasciarsi affascinare dal glamour e dalla bellezza dei volti degli interpreti dei film, colti sempre dall’occhio elegante di Angelo Novi.  Sono immagini inedite sia perché molte di esse sono esposte per la prima volta sia, soprattutto, perché contengono piccoli segreti, piccoli particolari difficilmente percepibili dalle immagini in movimento e che solamente la stampa, ottima, della fotografia, riesce ad indicare con precisione, diventando quindi una straordinaria fonte di informazione intorno al cinema e ai suoi protagonisti.  Le immagini di Angelo Novi appartengono a pieno titolo all’età d’oro della storia della fotografia e Novi, che lavora sul set di un altro artista, pare essere in perfetta sintonia con Sergio Leone. Quei piccoli particolari che lui ha saputo vedere e restituire durante il lavoro sul set, diventano ora racconto espressivo e dunque importanti contributi per ampliare la conoscenza dell’opera del grande regista.

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Il segreto dello sguardo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

NachkommennoraMilano 28 Settembre 2009 alle ore 20.45 San Fedele Artevia Hoepli 3a-b   Premio Artivisive San Fedele 2009-2010 in collaborazione con  Asolo art film festival saranno proiettati e discussi i seguenti filmati -CARRIED BY THE WIND – A. Sèbire – 10’ – Palestina 2008 – NACHKOMMEN – H. Van der Scherm – 14’ – Germania 2008 -NORA – A. Kovgan, D. Hinton – 35’ – Stati Uniti / Regno Unito / Mozambico 2009 -THEY WILL COME TO TOWN – T. Ewers – 1’20” – Germania 2008 -URS – M. Mayerhofer – 10’ – Germania 2009 -HEMORRHAGE – K. Shon – 5’30” – Stati Uniti / Corea 2009 -5 WALKS. HERCYNIA SILVA – A. Abrahams – 15’40” – Paesi Bassi 2008 -GRANICA – E. Brandner – 6’ – Austria 2009 L’edizione 2009 di AsoloArtFilmFestival si è svolta ad Asolo (TV) dal 28 agosto al 6 settembre. AsoloArtFilmFestival si inserisce nella tradizione culturale del Festival Internazionale del Film sull’Arte e di Biografie d’Artista, rappresentandone l’ideale continuità.  Fondato da Flavia Paulon nel 1973, il festival ebbe per oltre due decenni grande riscontro internazionale, fino alla sua cessazione nella metà degli anni Novanta. Rifondato nel 2001 da A.I.A.F., AsoloArtFilmFestival ha riproposto in quest’edizione, a 36 anni dalla sua fondazione, la sua annuale rassegna di produzione cinematografica internazionale dedicata alle arti, intese nella molteplicità delle loro espressioni. Intervengono Andrea Dall’Asta S.I., direttore Galleria San Fedele Matteo Galbiati, curatore e critico d’arte Stefano Zara, Asolo Art Film Festival

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I grandi leader politici nella storia dell’Italia repubblicana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Non possiamo parlare di leadership politica di oggi senza fare un passo indietro e rivolgere lo sguardo non tanto ai partiti nel loro complesso ma a quello che, nello specifico, e ci riferiamo alla Democrazia Cristiana, ha fatto, per quanto si voglia essere critici severi, la storia democratica del nostro Paese. Dagli anni postbellici fino al 1953 c’è stata l’indiscussa presenza di Alcide De Gasperi e, all’opposizione un altro gigante: Togliatti. In forma più sfumata, solo per via della modestia dei consensi elettorali, Nenni, La Malfa, Saragat, Malagodi, Almirante.  A De Gasperi seguì Fanfani e con lui, man mano, presero piede quelli che passarono alla storia come i “quarantenni” che si divisero in pratica tutti gli spazi esistenti nel partito a livello locale e riverberarono il loro influsso politico sul piano nazionale. Pensiamo ad Andreotti e Bonomi a Roma e nel Lazio, a Tupini nelle Marche a Rumor a Vicenza, a Taviani a Genova, a Colombo Emilio in Basilicata, a Moro in Puglia, a Elsa Conci a Trento, a Gui a Padova, a Zaccagnini a Ravenna, a Tupini nelle Marche, a Natali a L’Aquila e Spataro in Abruzzo e così via. Toccò a Fanfani gestire, fino al 1959 questi “primi della classe” e non senza difficoltà. Ma Fanfani non era solo in questo suo modo di gestire il partito. Lo accompagnarono, per un certo tratto del suo cammino, Vanoni, Gronchi, La Pira e Mattei. Il suo progetto era quello di poter realizzare un grande disegno riformistico, capace di operare quelle trasformazioni sul piano economico-sociale ispirate in gran parte alle linee del Codice di Camaldoli, che avrebbero dovuto dare all’Italia un volto più moderno., aperto al nuovo, con uno Stato a forte sensibilità sociale, che si assumeva nuovi compiti e nuove forme di intervento nella vita pubblica, animato dalla volontà di realizzare  un processo di modernizzazione e di sviluppo sul piano sociale ed economico. Sappiamo, oggi, che è stato un progetto che ancora attende una sua definizione. Il primo ostacolo fu interno allo stesso partito in quanto gli allora maggiorenti (parliamo di Taviani, Colombo, Segni, Rumor, Scelba, Piccioni, Andreotti e Pella) non ritenevano ancora maturi i tempi per l’apertura a sinistra. Mancò, in pratica, quel sufficiente realismo, per comprendere che la svolta dell’Italia non poteva non passare sui valori e sul patrimonio culturale della sinistra e di cui ne era custode, all’epoca, lo stesso segretario del Pci Berlinguer. Chiusure vennero anche dagli ambienti cattolici e vaticani che ribadivano l’inconciliabilità tra cristianesimo e socialismo (da ricordare gli ammonimenti di padre Messineo su Civiltà cattolica il periodico dei gesuiti). Fu un’occasione mancata che ancora oggi mostra una sua incompletezza e ci espone a ritardi che potrebbero essere fatali per l’avvenire stesso del nostro sistema Paese.

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