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Posts Tagged ‘sharing economy’

CPUcoin Launches IEO on Probit Exchange to Accelerate CPU/GPU Power Sharing Economy

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 agosto 2019

SEOUL – SAN FRANCISCO, (GLOBE NEWSWIRE) — (via Blockchain Wire) – CPUcoin, the sharing economy for CPU/GPU power, is excited to announce its upcoming Initial Exchange Offering (“IEO”) of its CPUcoin (CPU) utility token on ProBit Exchange. The first-round offering will begin sharply at 9 AM KST on August 14, 2019. ProBit is a rapidly growing exchange with weekly trading volume exceeding $175 million and over 150 crypto pairs.CPUcoin is developing the Compute Generation Network, or CGN. This decentralized Infrastructure-as-a-Service solution drastically reduces cloud infrastructure costs by enabling a new sharing economy for unused CPU/GPU power, and provides end users with up to 4.5X more computational throughput than traditional cloud providers like AWS Lambda. “ProBit has already secured itself a spot as a top-tier global exchange, and their track record of excellence will help establish a rapid path towards a robust and liquid market for CPUcoin,” said Sean Barger, Managing Director of CPUcoin. CPUcoin enables anyone to install its miner client and collect funds for their unused compute time. A new certified utility token, also called CPUcoin, will enable any sized organization to pay as they go. The Compute Generation Network will launch with a series of strategic partnerships to ensure increased utility of the token and provide growth capacity. For example, the first decentralized service to run on the CGN, Equilibrium MediaRich, currently powers multiple Fortune 500 companies including Walmart, Adidas, Warner Bros, Sony Pictures and The Department of Energy. For capacity, CPUcoin has partnered with QoinPro to offer their 1.2mil accounts the opportunity to earn CPU by installing the CGN miner.The CGN effectively eliminates the hassles and high expenses associated with provisioning, managing and scaling applications globally. Think of CPUcoin as the “Airbnb” for CPU/GPU compute power and a platform for automatically deploying and scaling Decentralized Services and DApps. As the native currency of the CGN, CPUcoin will be used to pay for all consumption of services, as well as to pay out to the many providers of idle computer time.

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Sharing Economy: dal possesso all’accesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Milano 26 marzo 2018 17:30 – 19:30 Aula Magna Carassa Dadda, edificio BL.28, via Lambruschini 4b, campus Bovisa. L’incontro è il secondo “Digital Innovation Talks”, il ciclo di eventi su temi “trasversali” rilevanti e legati al fenomeno digitale. Negli ultimi anni, la combinazione di trend di business e tecnologici, uniti ad una condizione economica congiunturale, ha determinato la nascita e lo sviluppo di un nuovo trend: la “Sharing Economy” o economia della condivisione. Si assiste quindi al passaggio da un’economia ove il possesso degli asset (tangibili e intangibili) determina i vantaggi a esso correlati, a una dove l’accesso agli asset ne garantisce la fruibilità del valore. Il fenomeno, potenzialmente pervasivo, coinvolge non solo startup, ma incumbent e PA, senza tuttavia aver ancora delineato una chiara direzione evolutiva. Il Digital Innovation Talk vuole essere l’occasione per discutere cosa si celi dietro la definizione del concetto di Sharing Economy, anche in funzione dei trend e fattori che ne hanno determinato sviluppo e diffusione, e quali siano gli impatti possibili per la collettività e le imprese, alla luce di casi rilevanti di imprese consolidate e startup operanti nel contesto Sharing Economy.
17.30 Apertura lavori
Alessandro Perego (Direttore, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
17.40 Sharing Economy: come definirla e classificarla
Antonio Ghezzi (Professore di Strategy & Marketing, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
18.00 Implicazioni macroeconomiche del passaggio dalla proprietà all’accesso
Fabio Sdogati (Professore di Economia Internazionale, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
18.20 Tavola rotonda – La parola ai protagonisti Giuseppe Macchia (Responsabile Smart Mobility Services, Eni Fuel S.p.A.) Federico Sargenti (Country Manager, Supermercato24) Andrea Saviane (Country Manager, Blablacar)Paolo Terranova (Presidente, Agenquadri CGIL)
Modera Alessandro Perego (Direttore, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
19.30 Termine lavori
La partecipazione al Convegno è gratuita.

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Sharing economy: il Parlamento chiede linee-guida UE

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

europaL’UE deve sostenere l’economia “collaborativa”, garantendo allo stesso tempo la concorrenza leale e il rispetto dei diritti dei lavoratori e degli obblighi fiscali.Il Parlamento ha sottolineato la necessità di affrontare le zone grigie delle normative nazionali in vigore, che causano notevoli differenze tra gli Stati membri e quindi rendono più difficile la crescita del settore.Tali nuovi modelli aziendali variano dai servizi alberghieri (come Airbnb) agli spostamenti in automobile (come Uber), passando per i servizi domestici.Tra le raccomandazioni approvate giovedì dai deputati figurano:
· fornitori individuali o professionisti: sono necessari criteri effettivi per distinguere tra “pari” (peer-to-peer), ovvero i cittadini che forniscono un servizio su base occasionale, e “professionisti”, con principi a livello UE e soglie a livello nazionale (ad esempio basate sul reddito)
· diritti dei consumatori: i consumatori devono essere informati sulle regole che si applicano a ciascuna transazione e sui loro diritti. Le piattaforme collaborative dovrebbero prevedere sistemi efficienti per le procedure di denuncia e risoluzione delle controversie
· responsabilità: la Commissione dovrebbe chiarire ulteriormente e quanto prima i regimi di responsabilità da applicare alle piattaforme di collaborazione
· diritti dei lavoratori: dovranno essere garantite condizioni di lavoro eque e protezioni sociali adeguate a tutti i lavoratori dell’economia collaborativa; i lavoratori dovrebbero essere in grado di beneficiare della portabilità delle valutazioni e recensioni ricevute online, che rappresentano il loro valore nel mercato digitale
· tassazione: obblighi fiscali analoghi dovrebbero essere applicati alle imprese che prestano servizi comparabili, sia nell’economia tradizionale che nell’economia collaborativa. I deputati chiedono alle piattaforme online di collaborare verso questo scopo.
Secondo i deputati, un regolamento che disciplini tale settore non dovrebbe comunque limitare le potenzialità dell’economia collaborativa. Inoltre, criticano le regolamentazioni imposte da alcune autorità pubbliche volte a limitare la quantità di alloggi turistici offerta dall’economia collaborativa.

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La sharing economy è femmina

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

sharing-economyIn Italia il tasso di femminilizzazione imprenditoriale è pari al 21,74%, in Puglia siamo al 22,95%, in Terra di Bari al 20,99%, dove sette donne su dieci quando decidono di avviare un’impresa lo fanno nel terziario. Se c’è un problema che la sharing economy non deve porsi è proprio quello di genere. A fruire dell’economia della condivisione di risorse umane e materiali, che nel 2016 ha fatturato in Italia 13 miliardi di euro, sono soprattutto le donne: il 74% (fonte: Unicusano).
Se ne è parlato oggi alla Camera di commercio di Bari nell’incontro dal tema: “La presenza di genere nella sharing economy e l’influenza sulla competitività delle Pmi nei mercati internazionali”, in occasione della 9.a tappa del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa. L’iniziativa, di Unioncamere nazionale, è stata organizzata a Bari dal Comitato barese per l’Imprenditorialità femminile, in collaborazione con Unioncamere Puglia e Enterprise Europe Network. La prossima tappa pugliese del giro di svolgerà nel 2017 a Lecce, come annunciato da Monica Onori di Si.Camera.”In Italia abbiamo raggiunto un tasso di femminilizzazione imprenditoriale pari al 21,74%, in Puglia siamo al 22,95%, in Terra di Bari al 20,99%, dove sette donne su dieci quando decidono di avviare un’impresa lo fanno nel terziario. Un’alta percentuale femminile in settori che possono trovare espressione nella cosiddetta sharing economy e che ci ha portato a dedicare la tappa barese alla presenza di genere nell’economia della condivisione, senza che questo però metta a rischio l’economia tradizionale”.
“Un buon punto di partenza – secondo Daniela Eronia, coordinatrice dei Cif pugliesi – per iniziare a fare a livello regionale una programmazione anche di genere sui fondi strutturali, consentendo ai comitati di mettere a disposizione della Regione un importante patrimonio di relazioni”.A fare una panoramica sul cambiamento del contesto economico e sulle opportunità e i rischi della sharing economy, Davide Neve che con la start up Aulab, di cui è responsabile, si occupa di laboratori formativi sugli strumenti per creare le imprese. “Disintermediazione, condivisione e collaborazione” le tre parole d’ordine di un fenomeno galoppante a livello globale.
Airbnb, la piattaforma che consente di alloggiare in case di proprietà altrui, è valutata sui mercati finanziari circa 20 miliardi di euro e attiva in 190 paesi del mondo; Uber, un servizio alterativo a quello dei taxi, è valutata per un valore di 50 miliardi di euro e presente in 60 paesi e in 300 città diverse. “Queste cifre non possono non impattare sull’economia tradizionale che, da una decina d’anni, non vive momenti felicissimi”, ha evidenziato Alessandro Ambrosi, presidente di Unioncamere Puglia. Il problema resta quindi come far interagire questa nuova economia con quella tradizionale “senza che diventi travolgente, come abbiamo già visto nell’industria con l’automazione e nel commercio con la grande distribuzione. Tutto si può fare purché ci siano regole”.
“E’ un mondo che cambia e che richiede, per forza di cose, un cambiamento di mentalità da parte degli imprenditori del turismo”, ha dichiarato Marina Lalli, vice pres vicario di Federturismo Nazionale. “Urge uno sforzo culturale e normativo”, ha detto Andrea Margelletti, presidente del Ce.Si-Centro studi internazionali e prof. Scienze della sicurezza all’Università di Perugia.
Il nodo al pettine nella sharing economy resta ad oggi il problema fiscale. Ne ha parlato Paola Coppola, docente di diritto tributario all’Università Federico II di Napoli: “L’attuale proposta di legge di regolamentazione del settore, in discussione alla Camera, non incontra il favore degli operatori del settore perché incompleta, inidonea, e sperequativa. Ove mai dovesse andare avanti questo disegno di legge si creerebbero delle disparità di trattamento che non giustificano un’agevolazione a favore solo di alcuni operatori del settore a discapito dell’equità a vantaggio di tutti”.L’incontro è stato moderato dall’imprenditrice Maria Nunzia Tinelli, componente Cif della CdC di Bari. La prossima tappa del giro di svolgerà nel 2017 a Lecce, come annunciato da Monica Onori di Si.Camera. (foto: Sharing Economy)

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L’economia partecipata come chiave per lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2016

RomaRoma. Al green Forum organizzato da Primaprint e Kyoto Club, e in programma Roma presso il Ministero dell’Ambiente il 25 ottobre, si parlerà di sharing economy. Durante l’evento verranno consegnati i Premi Italian Resilience Award. La sharing economy, l’economia condivisa che crea nuove forme di sviluppo sociale ed economico, è in continua crescita in Italia. Tanto che anno dopo anno le piattaforme, trainate dalle innovazioni tecnologiche (app, smartphone, geo-rilevamenti ecc), sono sempre più numerose: 118 nel 2015 con un valore che si avvicina all’1% del PIL. Proprio il ruolo preminente di questo nuovo modello economico che mette al centro la condivisione per attuare lo sviluppo sostenibile sarà il tema centrale dell’edizione 2016 di Ecoincentriamoci, il green Forum organizzato dall’azienda green Primaprint e dal Kyoto Club che si svolgerà il 25 ottobre prossimo a Roma nella sede del Ministero dell’Ambiente con la partecipazione del Ministro Gian Luca Galletti.La giornata dedicata alla sostenibilità sarà anche l’occasione per consegnare il premio Italian Resilience Award, riconoscimento d’eccellenza rivolto a quei comuni e aziende italiane che hanno intrapreso la strada dello sviluppo sostenibile e stanno attuando politiche vicine al concetto di resilienza, politiche cioè che interpretano i cambiamenti e innescano percorsi di transizione ed adattamento attraverso processi di condivisione.“Con il premio – ha dichiarato Simonetta Badini, ideatrice di Ecoincentriamoci e coordinatrice del Gruppo di lavoro “Comunicazione e Partecipazione ambientale” di Kyoto Club – vogliamo far emergere quelle realtà territoriali ed industriali che hanno capito come l’approccio collaborativo favorisca il percorso verso modelli di sviluppo sostenibile”.

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Convergenza e Sharing Economy: Verso un modello “smart”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 maggio 2016

università europea romaRoma Venerdì 6 maggio 2016, alle 10:30, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190), si terrà una tavola rotonda su Convergenza e Sharing Economy. Verso un modello “smart”.L’inizio del XXI secolo è segnato da una discontinuità senza precedenti: Internet ha accelerato l’avvento della c.d. Globalizzazione e poi l’approdo alla c.d. Data Driven Innovation, dando vita a nuove forme di comunicazione, di vita e di lavoro fino a generare innovativi modelli di business quali quelli della sharing economy.
Beni e servizi come automobili, passaggi casa-lavoro, alloggi o uffici sono oggi proposti anche in condivisione ad una pluralità di utenti connessi tramite smartphone, tablet o social networks, con un’offerta sempre più capillare e diversificata e con costi estremamente competitivi che proviene da soggetti non necessariamente professionisti.
I servizi Uber o AirBnB si impongono per costi più bassi ed eventualmente per una inattesa qualità, mentre gli operatori tradizionali continuano ad essere stretti da vincoli normativi e strutture organizzative meno snelle.Come trovare un nuovo equilibrio? La maggiore offerta e a prezzi inferiori rappresenta un vantaggio per l’utente consumatore. Tuttavia il passaggio a nuovi modelli di business non può trasformarsi in novelle forme di free riding, favorite dal vuoto normativo, pena il rischio di vedere progressivamente ridotto il numero di professionisti sul mercato e con esso la competizione che ne è la linfa vitale.
Anche per tale motivo, questa settimana approderà in Parlamento un disegno di legge che si propone di delineare un primo framework di norme per regolare una materia che, stando alle prime stime, potrebbe valere nel 2025 oltre 335 miliardi di dollari e, verosimilmente, comportare molte criticità ove non fossero valutate per tempo le considerevoli implicazioni che i nuovi modelli di convergenza portano con sé.In questo contesto, un sicuro contributo alle riflessioni del legislatore, potrà venire dal confronto che vedrà protagonisti, il Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Prof. Giovanni Pitruzzella, e il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Prof. Angelo Marcello Cardani, che assieme al Magnifico Rettore dell’Università Europea di Roma, Padre Luca Gallizia L.C., e al Prorettore della medesima Università Prof. Alberto Maria Gambino e ai Proff. Gustavo Olivieri (Università Luiss Guido Carli), Gustavo Ghidini (Università Luiss Guido Carli e Università Statale di Milano), Valeria Falce (Università Europea di Roma) e Luis Morais (Università di Lisbona), analizzeranno in modo interdisciplinare il nuovo fenomeno nel corso della Tavola Rotonda all’Università Europea di Roma il 6 maggio 2016.
La Tavola Rotonda, aperta alla partecipazione di professionisti e studiosi, sarà inoltre l’occasione per presentare al pubblico il volume “Smart Cities e diritto dell’innovazione”, curato dal Prof. Gustato Olivieri e dalla Prof.ssa Valeria Falce e pubblicato nella collana “Quaderni di Giurisprudenza Commerciale”, edita da Giuffrè, nel 2016.
L’incontro è promosso dall’Università Europea di Roma (Dipartimento di Scienze Umane) con il Patrocinio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (con cui si sta finalizzando una convenzione per stage e tirocini destinati agli studenti dell’Europea) e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (con cui pure si sta promuovendo una convenzione per stage e tirocini), nonché dell’Accademia Italiana del Codice di Internet, il cui Presidente è il Prorettore, Prof. Alberto Maria Gambino e di cui la Prof. Valeria Falce è membro fondatore. Infine, a conferma della collaborazione dell’Università Europea con gli Ordini professionali, la Tavola Rotonda è stata accreditata dall’Ordine degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti /Esperti Contabili.

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Sharing economy driving growth in mobile payment technology

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2016

Warwick_Business_School_Scarman_road_viewThe booming sharing economy is leading to an increase in mobile payment use, said Pinar Ozcan, Associate Professor of Strategic Management at , at the WBS PayTech Conference at The Shard.PwC estimate the global sharing economy will grow from $15 billion in 2013 to $335 billion in 2025 and Dr Ozcan believes that will push up the use of mobile payment technology as well.
The rise of sharing platforms such as Airbnb and Uber means mobile technology is taking an increasing role in the way consumers pay for services and goods.Dr Ozcan is researching the sharing economy and told the WBS PayTech Conference, hosted at Warwick Business School’s London base at The Shard, that growth in mobile technology, especially PayTech is driving its growth.“Many of these sharing platforms use mobile payment technology and so their growth will encourage the growth of PayTech in this area,” said Dr Ozcan, who is embarking on a research project to map the factors needed to boost the sharing economy in the UK.“These platforms encourage business at an individual level, rather than going through companies. Calling for a taxi through Uber or booking a room on Airbnb or even finding the nearest car repair shop all involves apps. They are doing business from peer to peer and bypassing companies and it is all done through mobile payment technology.“This all happens on the mobile phone, it is the device where you book all these things, and the app allows you to send a payment with one click.“Paypal, Apple Pay and Google Wallet have stolen an early march, certainly in the US and Europe, but there are many smaller players with great innovative products in the sector, as we are finding out at the conference.”
Dr Ozcan’s research found that while they recently became quite popular, mobile payments, particularly NFC-based ones, were delayed in the West for 15 years due to squabbling egos of banks and technology firms.
“It has been recognised since the early 2000s that Near Field Communication (NFC) was the preferred choice of technology to get the mobile payment industry rolling,” said Dr Ozcan. “But mobile operators needed access to bank accounts, while banks, in turn, needed mobile operators because the user’s bank information and the payment software needed to be integrated into the mobile service of the user. But wrangling over who dealt with – and essentially owned – the consumer resulted in it being delayed.”The arrival of Apple Pay in 2015 has brought the return of Google Wallet and Dr Ozcan believes it will lead to rapid growth in the technology that had stalled for more than a decade.“Now that Apple has joined them, the fact that two big technology players are backing the payments system on their devices will certainly help with more widespread adoption issues,” said Dr Ozcan. “One interesting difference between Apple Pay and Google Wallet, though, is that Apple won’t have any access to information about what users buy or how much they paid. Google, on the other hand, ‘sees’ every transaction that a user makes.“One thing that Apple has done right is to use its reputation as a top technology firm and platform provider to strike deals with the industry leaders in banking and mobile communications to finally get them to co-operate. When a company like Apple gets behind a technology, nobody wants to miss that boat.”

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Sharing economy

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2015

digital economyIl successo di piattaforme come Uber e Airbnb ha portato alla ribalta l’economia della condivisione (EdC) – o sharing economy – spesso per aspetti controversi e in assenza di regole chiare a livello UE. Il Comitato Europeo delle regioni (CdR) è il primo organo dell’UE ad adottare una posizione formale sul tema. Nel parere sulla dimensione locale e regionale dell’economia della condivisione leader locali e regionali chiariscono le ragioni per le quali la EdC va incentivata e regolata meglio, in modo da garantire i diritti dei consumatori, dei lavoratori e prevenire la concorrenza sleale senza soffocare l’innovazione. La”economia della condivisione” (EdC) si basa sulla condivisione delle risorse mediante piattaforme e, sebbene questo tipo di pratiche sia diffuso da tempo all’interno di associazioni, famiglie o gruppi sociali, l’attuale sviluppo del digitale apre prospettive completamente nuove per la cultura e l’economia della condivisione, sia per le imprese, sia per nuove forme di governance dei beni comuni.”L’EdC è una parte crescente dell’economia ed è in grado di migliorare la qualità della vita nelle nostre città, promuovere la crescita e l’occupazione, soprattutto a livello di economie locali, nonché ridurre l’impatto ambientale delle imprese e del consumo” ha dichiarato Benedetta Brighenti (IT/PSE), vicesindaco del Comune di Castelnuovo Rangone (MO) e relatrice del parere, dopo il voto favorevole della plenaria. “Al tempo stesso”, ha aggiunto, “dobbiamo impedire che le piattaforme di EdC orientate al profitto eludano le norme in materia di antitrust, fiscalità, sicurezza sociale e tutela dei consumatori, distorcendo così il mercato senza dover sostenere costi fissi comparabili a quelli delle imprese tradizionali. Abbiamo bisogno di un approccio coordinato a livello europeo, che tenga conto del carattere ambivalente dell’EdC.” L’economia della condivisione ha assunto una varietà di forme e modalità nelle diverse regioni e città d’Europa, spiega la relatrice: “Una delle citta’ che ha aperto la strada e’ Bologna. Il capoluogo emiliano, da sempre terreno fertile per l’innovazione, l’efficienza e la collaborazione, ha visto crescere negli ultimi anni realta’ capaci di creare valore aggiunto per la comunità attraverso nuove forme di partecipazione e impresa in campo urbanistico, architettonico, sociale. Attraverso il “Regolamento sulla collaborazione per la cura e rigenerazione dei beni comuni” il cittadino ha l’opportunità di un nuovo protagonismo nel governo, nella gestione e nel miglioramento della città”. La Commissione europea si è impegnata a varare un’agenda europea per l’economia della condivisione o collaborativa entro il 2016. Secondo i membri del Comitato, è importante che le nuove regole non siano troppo pervasive, per non soffocare l’innovazione economica. Una regolamentazione europea puntuale è invece necessaria per le situazioni di interesse transfrontaliero o per le minacce al corretto funzionamento del mercato unico, ma negli altri casi i governi nazionali, regionali e locali devono avere la possibilità di adattare le normative al contesto locale. In particolare, regioni e città devono essere libere di incentivare iniziative di EdC capaci di attivare nuovi servizi in ambiti strategici come la mobilità e il turismo sostenibile, i servizi alla persona, l’ambiente, la cultura e la formazione” ha concluso Brighenti.

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1° Forum della Ricettività in appartamento

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2015

porta nuova milanoMilano 10 novembre 2015 dalle ore 9.30 alle 13, nella sede di Confcommercio Milano, Palazzo Castiglioni, corso Venezia 47 (Metro Palestro), Sala Colucci. Si intitola ‘E non chiamatelo più extralberghiero” L’evoluzione della sharing economy, la diffusione della tecnologia e un quadro legislativo incerto, assai diverso da regione a regione, sono i fattori che stanno favorendo l’incremento del così detto Temporaryhome, l”affitto breve ad uso turistico’ di case private o ‘Ricettività in appartamento’, una fetta del settore ‘extralberghiero’, che, con EXPO, a Milano è cresciuta del 20%. In effetti, concedere il proprio appartamento in affitto ai turisti EXPO per molti milanesi è un bel business e un’ottima alternativa alla crisi immobiliare. C’è chi fa da se’ e chi affida il proprio immobile a vere e proprie aziende di gestione e servizi sempre più numerose in città. Fino ad oggi non è stato possibile un censimento ufficiale delle strutture abitative disponibili perché mancava una normativa. Secondo l’Osservatorio di Rescasa Lombardia- Associazione lombarda residence e appartamenti turistici – presieduta da Raffaele Paletti, solo rispetto alle 60 strutture associate, pari a 3.500 appartamenti, il comparto ‘Case appartamento vacanza con licenza d’esercizio’ (CAV) conta complessivamente 450 unità abitative, e il ‘sommerso’, ovvero le case di privati cittadini che in città affittano senza partita IVA, sarebbe, da una recente valutazione, di 8.600 unità. Quindi i numeri del Temporaryhome sono complessivamente ben più alti rispetto agli appartamenti registrati. Basta pensare che a livello nazionale il principale portale di intermediazione conta 87mila offerte.
All’estero l’ospitalità in case private piace a 1 turista su 4, in Italia il fenomeno è emerso negli ultimi mesi, creando di fatto una competitività rispetto ad alberghi e residence che, senza regolamentazione, rischiava di diventare sleale, oltre a creare problemi di sicurezza a operatori e utenti. La Regione Lombardia è intervenuta con la nuova legge 87/2015 sulle “politiche regionali in materia di turismo ed attrattività del territorio lombardo”, ma mancano ancora i decreti attuativi, che andranno a determinare regole, adempimenti ed obblighi dei vari operatori della ricettività turistica. In spirito di collaborazione con il legislatore, Rescasa Lombardia ha promosso il 1° Forum della Ricettività in Appartamento, organizzato con ANBBA-Associazione Nazionale Bed & Breakfast -. Il convegno si svolge il 10 novembre dalle ore 9.30 alle 13 nella sede di Confcommercio Milano, Palazzo Castiglioni, corso Venezia 47 (Metro Palestro), Sala Colucci. Per la prima volta si confrontano direttamente gli ‘stati generali’ della ricettività turistica proprio al fine di elaborare le principali linee guida di attuazione della recente normativa. Lo storico evento ha il titolo provocatorio “E non chiamatelo più extralberghiero”- spiega Rescasa,- perché vuole attirare l’attenzione sociale sul nuovo ruolo da protagonista del Temporaryhome nel mercato delle ricettività turistica”.
L’evento è aperto al pubblico e per i milanesi che vogliono saperne di più su come valorizzare i loro immobili sfitti ed essere aggiornati sugli aspetti normativi e organizzativi, l’occasione è unica in quanto appunto per la prima volta si ritrovano riunite tutte le istituzioni coinvolte e i maggiori operatori del settore. Coordina la mattinata di discussione Massimo Costa, Segretario generale di rescasa Lombardia).

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