Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘sicilia’

“In Sicilia, la spesa per il diritto alla salute oggi vale 800 milioni di euro”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 Maggio 2022

Dalla debolezza comunicativa della scienza, che ha generato un corto circuito tra medici, politica e Paese in tempi di pandemia, creando disorientamento nel 48% degli italiani (dato Censis), all’aspetto economico del Sistema sanitario regionale e nazionale, tema cruciale e in controtendenza rispetto ad un passato di mancati investimenti. Mai come oggi, infatti, l’Italia dispone di fondi così considerevoli per far ripartire la sanità: 200 miliardi di risorse, di cui 800 milioni assegnati alla Sicilia. Uno shock positivo di fondi previsti dal Pnrr, ma senza un quadro complessivo dello stato dell’arte, considerato che non c’è traccia di un piano occupazionale per il personale sanitario. Queste le prime direttrici del portale http://www.siciliamedica.it (diretto dal giornalista Maurizio Scaglione con il contributo del partner tecnico MarcoMedia) e dell’Osservatorio comunicazione ed economia in sanità (Oces) composto da autorevoli esperti: garantire ai cittadini il diritto ad una corretta informazione e analizzare lo stato dell’arte della sanità regionale per produrre, come organi sussidiari dello Stato, linee di indirizzo di investimenti efficaci, da suggerire al governo della Regione, nell’ambito della “missione 6” del Pnrr, destinata al potenziamento della medicina territoriale e la digitalizzazione dei servizi sanitari. Le due iniziative, messe in campo dagli Omceo siciliani, sono state presentate stamattina a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei medici di Palermo, dai nove presidenti provinciali degli ordini, alla presenza di molte autorità del panorama istituzionale, regionale e nazionale, vertici delle Asp e delle Aziende ospedaliere, esponenti del mondo scientifico, accademico e dell’associazionismo.Per la prima volta gli ordini del territorio hanno abbandonato il proprio “silos” per farsi rete e condividere i primi due obiettivi cruciali e mirati. Produrre messaggi univoci, grazie al portale dei medici, per generare comportamenti sociali e istituzionali uniformi, provando ad arginare la cosiddetta infodemia, definita dall’Organizzazione mondiale della sanità come la “sovrabbondanza di informazioni provenienti da fonti diverse, che rende difficile per le persone trovare fonti e indicazioni affidabili quando ne hanno bisogno”. E intervenire, attraverso l’analisi dei dati dell’Osservatorio, sul Piano operativo regionale che stabilisce la distribuzione nel territorio delle strutture sanitarie finanziabili, gli investimenti per la sicurezza e la sostenibilità degli ospedali, la digitalizzazione e le grandi apparecchiature, oltre che la costruzione o riconversione di strutture ospedaliere, poliambulatoriali e di raccordo tra ospedale e territorio. Una spesa per il diritto alla salute che oggi vale 800 milioni di euro e che va indirizzata e monitorata.

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I maestri della pace

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2022

Quarant’anni fa giovani di tutto il mondo si riunirono in Sicilia, qui a Comiso, a protestare contro i missili, a fermare la guerra e a chiedere ai potenti del mondo un mondo di pace. Quel giorno servì a qualcosa: i missili non partirono, vecchi muri crollarono, nuovi capi sovietici offrirono la pace. Sembrò che un mondo giovane si avvicinasse. Ma non fu così. Nuovi muri si alzarono, nuove ambizioni si spiegarono, la pace fu derisa, vecchi odi si aizzarono. Sull’unico pianeta tornò a regnare la guerra. Noi, giovani di allora, chiediamo a voi giovani di adesso: lottate, come noi, per la pace! Nessuno può più vincere nessuna guerra, la guerra è il suicidio idiota di tutto ciò che siamo. NOI, I GIOVANI DI PIO LA TORRE E DI GIUSEPPE FAVA

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“La Sicilia delle donne – Il Festival del genio femminile in Sicilia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2022

Trapani. Il Comune di Trapani racconterà “L’Autrice dell’Odissea”. In particolare, l’11 marzo alle ore 9.10, nell’aula magna dell’Istituto Comprensivo “L. Bassi – S. Catalano” di Trapani, si svolgerà una conferenza rivolta agli studenti dell’Istituto. Interverranno Giacomo Tranchida, Sindaco di Trapani, Rosalia D’Alì, Assessore alla Cultura del Comune di Trapani, Margherita Giacalone, direttrice della Biblioteca Fardelliana, Ornella Cottone, dirigente dell’Istituto Comprensivo “L. Bassi – S. Catalano”, Renato Lo Schiavo, docente di latino e greco dell’Istituto di Istruzione Superiore “L.S. V. Fardella – L.C. L. Ximenes”. Quest’ultimo farà un approfondimento storico-letterario sulla suggestiva tesi di Samuel Butler sull’origine del poema omerico, sulla figura della poetessa Nausicaa e sul personaggio omerico. L’Odissea, secondo Butler, sembrerebbe essere stata scritta da una donna. Da una principessa giovane e bella, che abitava in Sicilia, a Trapani, e che nel poema ha tracciato anche il suo autoritratto. L’autrice dell’Odissea, infatti, si nasconde sotto la maschera di Nausicaa, la figlia del re dei Feaci, che nella finzione epica accoglie il naufrago Odisseo e ascolta il racconto delle sue incredibili avventure. La conferenza sarà arricchita da letture di alcuni passi dell’Odissea recitati da studenti che frequentano il Liceo Classico “L. Ximenes” di Trapani. “Siamo davvero entusiasti di partecipare a iniziative come questa che portano alla luce nomi e personalità di donne che si sono distinte negli ambiti dell’espressività, dell’arte, della letteratura, della cultura. Abbiamo voluto coinvolgere il mondo delle scuole e delle nuove generazioni per rendere vivo in loro il ricordo del passato fondamentale per la loro crescita culturale e sociale” – così affermano Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani, e Rosalia D’Alì, assessore alla Cultura del Comune di Trapani. “Siamo particolarmente orgogliosi nell’offrire ai nostri studenti una proposta formativa e culturale d’eccezione. Siamo certi che la ricaduta sugli studenti dal punto di vista culturale sarà efficace e di grande impatto” – così conclude Ornella Cottone, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “L. Bassi – S. Catalano”. L’evento, organizzato dal Comune di Trapani in collaborazione con la Biblioteca Fardelliana, l’Istituto Comprensivo “L. Bassi – S. Catalano” e l’Istituto di Istruzione Superiore “L.S. V. Fardella – L.C. L. Ximenes”. sarà trasmesso in diretta streaming sulle pagine Facebook Città di Trapani, Trapani Capitale delle Culture Euromediterranee e La Sicilia delle donne. I cittadini e tutte le scuole del territorio potranno collegarsi e potranno assistere in modalità remoto all’evento.

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Sicilia: Modello innovativo di partecipazione civile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2022

Rosario Santanastasio ( Presidente nazionale di Archeoclub D’Italia): “In Sicilia, in queste ore, è nato un modello innovativo di partecipazione civile, di protezione civile a vantaggio dei Beni Ambientali, che sono anche Beni Culturali. La Scala dei Turchi è subito ritornata al suo splendore affermato nel mondo grazie alla rete che ha visto insieme: istituzioni regionali, locali, volontari, associazioni, cittadini, subito in campo per condannare l’atto vandalico, ma anche per ricondurlo allo splendore!”.“Possiamo dire che in Sicilia, in queste ore, è nato un modello innovativo di protezione civile dei beni culturali. Una rete di associazioni, volontari, cittadini, istituzioni regionali e comunali, in campo per condannare l’atto vandalico ma anche per riportarlo subito al suo antico splendore. Questo è il modello per il quale da decenni Archeoclub d’Italia si batte con orgoglio. E vorrei citare Peppino Impastato quando dice: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. La Scala dei Turchi è già ritornata al suo splendore grazie all’intervento immediato della Regione Sicilia e della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento che hanno fatto squadra con i cittadini in difesa del Patrimonio Ambientale.Ora in Italia bisognerebbe andare oltre, infatti è evidente che le responsabilità sono sicuramente anche da attribuire al legislatore del recente passato, che da troppo tempo si attarda sull’inasprimento delle sanzioni penali rispetto ai beni culturali. Pare infatti che dal 2015 siamo ancora in attesa del passaggio definitivo alla camera dei deputati della normativa che amplia i reati relativi ai beni culturali e trasferendoli dal Codice Urbani al Codice Penale. Un qualsiasi luogo che conserva siti archeologici, rifugi di guerra, testimonianze storiche e culturali, ma anche qualsiasi sito naturalistico anche di costa che narra mitologia, storia, tradizione, deve essere considerato Patrimonio Culturale alla pari di un museo!”. Lo ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia.

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Scuola: In Sicilia rientro in classe rinviato a non prima del 13 gennaio

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 gennaio 2022

In Sicilia si tornerà a fare lezione in classe non prima di giovedì prossimo: la decisione è stata presa oggi dalla task force composta da Regione, sindaci, presidi, rappresentanti degli studenti. La decisione di rinviare la riapertura delle scuole di tre giorni è stata presa dal governo regionale per consentire di verificare tutti gli aspetti organizzativi. E non è certo che il 13 gennaio si tornerà sui banchi di scuola: perché mercoledì la task force tornerà a riunirsi per verificare la situazione dei contagi presenti in Sicilia. Dal 10 al 12 gennaio non si ricorrerà però alla dad: il calendario scolastico prevede infatti almeno 200 giorni di scuola e in Sicilia, all’inizio, ne erano stati previsti 207. Quindi la decurtazione non incide sul computo totale minimo. “Ha avuto un primo importante riscontro la richiesta formulata da alcuni sindacati, tra cui Udir, e tanti presidi, con una petizione, di non tornare subito in classe dopo la fine delle vacanze natalizie – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir -: lo dimostra la testimonianza dell’assessore Roberto Lagalla, che sempre stamane ha ricordato che da più parti sono arrivate alla Regione richieste di posticipare il rientro in presenza delle attività didattiche”.

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Istruzione: Abbondono scolastico, Sicilia prima in classifica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Come riporta La Repubblica, “la regione è in testa alla classifica nazionale per dispersione. Due studenti su dieci lasciano i corsi dell’obbligo e gli istituti superiori, complice la situazione economica disastrata di migliaia di famiglie e la carenza dei servizi”. La Sicilia dunque è capofila nella classifica nazionale per numero di studenti che lasciano i banchi di scuola: si tratta del 19,4 per cento della popolazione compresa tra i 18 e i 24 anni che possiede al massimo la licenza media e non ha poi neanche frequentato corsi di formazione professionale, senza dunque aprirsi alla possibilità di frequentare la scuola secondaria di secondo grado e di conseguenza l’università.Il sindacato Anief ha sempre ribadito come sia necessario prevedere un aumento degli organici, anche del personale Ata, proprio in quelle zone dove il disagio è maggiore, il tasso di abbandono è elevato, le famiglie sono in difficoltà, gli enti locali non sono di supporto adeguato, c’è un’alta presenza di alunni stranieri, disabili e con limiti di apprendimento” Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ritiene fondamentale investire di più sull’orientamento scolastico e andare a rivedere i cicli, poiché infatti “occorre anticipare la scuola primaria a 5 anni, con annualità ponte da affidare a maestri della scuola dell’infanzia e primaria in contemporanea, e poi allungare l’obbligo formativo sino alla maggiore età”. Anief ricorda come sia necessario per docenti e Ata partecipare alle assemblee sindacali promosse e organizzate dal sindacato, “poiché grazie al confronto costante è possibile cercare di risolvere i problemi della scuola, anche attivamente, candidandosi pure come Rsu”, conclude Pacifico.

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Sicilia e Sardegna ancora in ginocchio e Centro Italia in allerta gialla

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

Campi inondati e serre stravolte, migliaia di ettari di colture stagionali sott’acqua, in asfissia e attaccate dai funghi, per umidità e pioggia. Semina allo stallo e produzione annacquata già per il 70%. Questa, da una prima ricognizione di Cia-Agricoltori Italiani, la situazione maltempo sull’agricoltura del Sud Italia dove in Sicilia e Sardegna precipitazioni sparse e continue, forti venti, trombe d’aria e bombe d’acqua continuano a danneggiare le aziende agricole e la vita di intere comunità. Contro i cambiamenti climatici serve cambio di approccio e manutenzione seria del territorio, l’ennesimo appello alle istituzioni.Per Cia, infatti, che nelle regioni più colpite è alla conta dei danni tra agrumeti, carciofeti e ortive in pieno campo, il persistere di tanti fenomeni atmosferici avversi, non può risolversi con il solo e necessario ristoro dei danni, ma anche con interventi consistenti in prevenzione e cura, di corsi d’acqua e strade, investimenti in ricerca e innovazione per la lotta al dissesto idrogeologico e la salvaguardia della sicurezza nei centri abitati e nella viabilità. Ne sono triste dimostrazione le morti in aumento a causa di inondazioni e trombe d’aria, ultima quella nel ragusano, le perdite di animali negli allevamenti, le strutture distrutte e in tanti casi motore dell’economia e dei servizi locali. In SICILIA, già stanca per oltre 20 giorni di piogge, la situazione non accenna a placarsi. Non si può raccogliere, non si può seminare. Nella zona orientale, danni pesanti sono stati subiti dalle coltivazioni del limone Igp e dagli ortaggi. Stessa sorte a quelli tra Siracusa e Ragusa dove continuano le grandinate e le trombe d’aria. Sommerse dall’acqua anche le ortive in pieno campo nella zona di Noto e Rosolini. Preoccupano i fiumi Tellaro e Anapo, ora sopra il livello di guardia. Qui, fa sapere la Cia provinciale di Siracusa si lavora alla stima dei danni su migliaia di ettari. Oltre agli agrumeti, letteralmente distrutti campi di finocchi e insalata. I ristori ci devono essere, dicono da Cia Sicilia Orientale ma “senza una politica seria di gestione del territorio, gli imprenditori agricoli non investiranno più in queste zone, non reimpianteranno gli agrumeti trascinati dalla piena. Prevarrà la paura di perdere tutto di nuovo”. Anche tutta la SARDEGNA è sotto perturbazione e in allarme. A Nord, in Gallura e nel nuorese, nella zona di Siniscola precipitazioni intense e bombe d’acqua hanno colpito interi allevamenti, danneggiato strade e distrutti erbai. Carciofi allagati nell’oristanese e allevamenti in difficoltà tra Sarrabus-Gerrei. A Sud, tra Capoterra e Pula, ma anche nel Sulcis, segnate dal forte vento e dalla pioggia intensa, serre, frutteti e campi di verdure. In queste ore, avverte Cia Sardegna, sotto particolare stress sono Cagliari e le zone limitrofe. “Servono stime e ristori immediati -dice Cia Sardegna- senza perdersi in iter burocratici”.L’emergenza maltempo si muove a macchia di leopardo ed è in valutazione anche l’allerta gialla su alcuni settori di Marche, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.La questione è sempre aperta, conclude Cia, e il tema manutenzione deve essere tra le priorità del Governo come già sollecitato con il progetto “Il Paese che Vogliamo”. Bisogna ragionare su scala nazionale e dialogare a livello territoriale, guardando all’opportunità del PNRR e ai fondi per la transizione ecologica.

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L’Associazione Culturale Italiana di New York dona aiuti economici agli alluvionati della Sicilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2021

Scende in campo concretamente per aiutare Catania dopo l’alluvione disastroso degli scorsi giorni. Grazie al presidente dell’associazione Tony Di Piazza, imprenditore di successo ed ex presidente del Palermo Calcio, e in particolar modo al commendatore Joseph Ficalora, ex presidente della New York Community Bank, sono in arrivo dei fondi che saranno destinati a due associazioni che operano sul territorio colpito. Le due associazioni scelte sono: la Locanda del Samaritano, missionari vincenziani che da 10 anni prestano servizio nel territorio catanese per dare assistenza agli indigenti e l’associazione di cucina, turismo Ristoworld Italy. I cuochi di Ristoworld Italy, in questi giorni di maltempo hanno donato un pasto caldo a tutti gli ospiti del Pala Spedini a Catania, aperto dal comune etneo per accogliere i senza fissa dimora della città ma non solo, anche tutti gli sfollati a causa degli allagamenti. La notizia della donazione è stata accolta con gioia e gratitudine da Marcello Proietto di Silvestro e dallo chef Andrea Finocchiaro, rispettivamente presidente di Ristoworld Italy il primo e responsabile di Ristoworld Emergency il secondo, lo speciale dipartimento di Ristoworld Italy che entra in campo nei momenti di calamità naturale, come già avvenuto in Emilia Romagna e ad Amatrice negli anni scorsi.«I cuochi e il mondo della ristorazione – commenta Proietto di Silvestro – provengono da un periodo di crisi e disagio economico con la chiusura delle attività a causa della pandemia. Questo non ha impedito l’intervento immediato e operativo. Il grande cuore delle berrette bianche si è manifestato anche in questa occasione e i nostri cuochi hanno risposto alla grande con abnegazione ed entusiasmo. Questa donazione del presidente Di Piazza e del commendator Ficalora ci rende felici e dona valore aggiunto al lavoro che svolgiamo: mettersi a disposizione degli altri e fare del bene è la migliore risposta alle emergenze e al disagio che in questi giorni sta colpendo tutto il territorio siciliano e non solo».

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Scuola e PA – La Regione Sicilia impone il vaccino anti-Covid ai lavoratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

“L’ordinanza di un presidente regionale o provinciale non rappresenta valida base giuridica per introdurre limitazioni a diritti e libertà individuali che implichino il trattamento di dati personali, che ricade nelle materie assoggettate a riserva di legge statale”: lo dice il Garante della Privacy, a proposito della decisione del presidente della Regione Sicilia di firmare un’ordinanza che obbliga gli enti pubblici, ma anche un lungo elenco di aziende, a compilare una sorta di anagrafe dei vaccinati, indicando quali dipendenti non lo sono per spingerli a immunizzarsi. Inoltre, secondo il quanto riportato nell’ordinanza, firmata dal governatore Nello Musumeci, in caso di rifiuto i lavoratori dovranno essere trasferiti a mansioni non a contatto con il pubblico. Nel “mirino” della Regione ci sono anche i dipendenti che conducono attività con “servizi essenziali e di pubblica utilità” indicati dalla legge del 1990 sul diritto di sciopero, includendo quindi anche la Scuola, l’Università e la Ricerca. “Il garante della privacy – annotano gli uffici e riporta la stampa – ha già invitato regioni e province autonome a soprassedere dall’adottare o dare attuazione a iniziative territoriali che prevedano l’uso dei certificati vaccinali, per finalità ulteriori e con modalità difformi rispetto a quelle previste dalla legge nazionale Anief aveva sin da subito fatto rilevare che il datore di lavoro non può acquisire, neanche con il consenso del dipendente o tramite il medico compente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali: a dirlo era stato, pochi mesi fa con delle Faq esplicative, lo stesso Garante della privacy nell’esprimersi sulle vaccinazioni obbligatori in riferimento alla “disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro né dalle disposizioni sull’emergenza sanitaria. Il consenso del dipendente- aveva detto il Garante – non può costituire, in questi casi, una condizione di liceità del trattamento dei dati. Il datore di lavoro può, invece, acquisire, in base al quadro normativo vigente, i soli giudizi di idoneità alla mansione specifica redatti dal medico competente”.

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Un Tavolo tecnico-politico sui Comuni della Sicilia

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

Questo per affrontare, nello specifico ed alla luce di puntuali dati ed indici di bilancio, le criticità che mi sono state segnalate dalla Regione Sicilia e dai Comuni siciliani che si trovano in una situazione di crisi. Nel rispetto delle competenze di ciascuno, ritengo non sia più procrastinabile un confronto diretto e l’individuazione di soluzioni strutturali che consentano, anche agli Enti locali siciliani, di avviare un percorso di riequilibrio, con l’obiettivo di garantire ai cittadini dell’isola una qualità della vita sempre migliore e gli stessi diritti di chi risiede nel resto d’Italia. Anche per questo, a metà luglio, sarò in Sicilia per incontrare gli amministratori di diversi Comuni dell’isola”. Così, in una nota, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Ancor manca la completa attuazione dello Statuto regionale siciliano

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 Maggio 2021

“Il ministro Gelmini tenga fede a quanto promesso il giorno successivo al suo insediamento, quando nella Commissione bicamerale questioni regionali su mia sollecitazione si impegnò a nominare i due membri governativi della Commissione paritetica per consentire la completa attuazione dello Statuto regionale siciliano. Sono 76 anni che la Sicilia attende, una vergona italiana che deve avere termine”.A dirlo la senatrice di Fratelli d’Italia, Tiziana Drago, componente della Commissione parlamentare questioni regionali, che ha partecipato nella sede del Consiglio regionale della Lombardia a un tavolo di lavoro con gli altri membri della Commissione.”A Milano, continua la senatrice, abbiamo fatto un punto della situazione sul piano legislativo e burocratico-amministrativo riguardo il cosiddetto ‘regionalismo differenziato,’ così come previsto dal comma 3 dell’articolo 116 della Costituzione, che attende ancora il decreto attuativo. Da tempo regioni come la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna, alle quali si sono aggiunte anche altre, chiedono il via libera all’autonomia differenziata rafforzata. Ritengo che se si arrivasse a definire i livelli essenziali di prestazione, ad esempio su Università, Sanità e pure Sicurezza, a livello nazionale; se si redigessero i decreti attuativi mancanti; e se si stabilisse in tempi celeri l’iter normativo più congeniale nel rispetto della nostra Costituzione, la tutela delle identità regionali non sarebbe messa a repentaglio mentre sul piano burocratico Ministero e Partecipate sarebbero alleggerite”.”Per questa ragione mi auguro che il ministro Gelmini voglia ascoltare quanto da tempo chiedono le Regioni, e soprattutto consentire alla Regione Siciliana di completare il suo percorso istituzionale” conclude la senatrice Drago.

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Scuola Sicilia: Bufera dati Covid-19 falsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

A seguito di indagini della Procura di Trapani si è dimesso l’assessore regionale Ruggero Razza: secondo gli inquirenti gli indagati avrebbero alterato i dati sulla pandemia (modificando il numero dei positivi, dei tamponi e dei decessi) diretti all’Istituto Superiore di Sanità, condizionando così i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus.“Certamente non ci tranquillizzano le dimissioni dell’assessore Razza in quanto una pesante ombra si addensa sull’operato del Governo nella gestione dell’emergenza da Covid 19 – dichiara il presidente regionale ANIEF Sicilia Giovanni Portuesi -. Nella sua doppia veste di Commissario Regionale per l’emergenza e di Presidente della Regione Siciliana, Musumeci ha il dovere di spiegare ai cittadini siciliani che cosa sia davvero successo e se davvero, nel caso dei nostri studenti, delle nostre studentesse e del personale scolastico sia stata davvero garantita la sicurezza nelle nostre scuole. Noi l’abbiamo sempre affermato: scuole aperte solo se sicure, perché se tali circostanze dovessero trovare conferma ci troveremmo dinanzi a episodi di una gravità inaudita, un vero e proprio attentato alla salute nei confronti non solo della popolazione scolastica ma di tutti i siciliani. A tutela del mondo della scuola chiediamo pertanto all’assessore regionale all’istruzione Lagalla di convocare immediatamente la task force regionale sulla riapertura in sicurezza delle scuole per rassicurare gli operatori scolatici rispetto a quanto accaduto nelle ultime ore”.

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Scuola: ANCODIS: A.A.A. Sicilia, ordinanza cercasi!

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

Palermo. Ci risiamo! Scuole aperte o chiuse? Lezioni in presenza o a distanza? Niente! Il nulla! Le scuole del secondo ciclo aspettano per l’ennesima volta, dall’inizio di questa pandemia, un’ennesima ordinanza che arrivi a tempo debito, per permettere di programmare le sue attività e garantire l’apertura delle scuole in sicurezza. Ad onor del vero le scuola sono pronte: sono pronte già da febbraio dell’anno scorso quando tanti si sbracciarono le maniche per non abbandonare i propri alunni e si destreggiarono con la DAD; sono pronte dall’estate scorsa quando cominciarono con metro alla mano a misurare le distanze di banchi e sedie; disegnare percorsi guidati; abbattere mura per ingrandire le aule e garantire così la riapertura settembrina e sono pronte ancora oggi con le modalità più disparate di orari e di organizzazione didattica per garantire la presenza eventuale degli alunni al 50%, al 75% o al 100%. E invece ancora una volta gli studenti delle scuole secondarie aspettano; i loro docenti aspettano; i Dirigenti Scolastici aspettano che arrivi un accenno di ordinanza che dia il via libera. Basterebbe anche un segnale di fumo dai palazzi preposti affinché si possa dire a tutti che si ricomincia e come si ricomincia. La disaffezione alla scuola trova radici stabili nel terreno instabile della burocrazia siciliana. La scuola non si inventa dall’oggi al domani. La scuola ha necessità di essere rispettata perché tutta la comunità operante in essa necessita di certezze e di indicazioni chiare e tempestive. In un clima di incertezza già determinato dalla situazione epidemiologica si aggiunge la lentezza e il silenzio dei nostri governanti.

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Scuola in Sicilia: quando si perde il senso del…colore

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Nell’Italia monocromatica delle scorse settimane ed in una Sicilia in “zona arancione” – in considerazione del preoccupante andamento epidemiologico della diffusione del Covid 19 ed in via prudenziale – il Sindaco di Palermo, nelle more che vengano emanati i provvedimenti del Governo nazionale e di quello regionale, e il Presidente della Regione poi adottano ordinanze con misure più restrittive (non espressamente previste nella zona arancione!) che determinano per tutta la popolazione scolastica over 6 anni attività in DDI fino al 16 gennaio per la scuola del primo ciclo e al 31 gennaio per la scuola secondaria di secondo grado. Con il DPCM del 14 gennaio, la Sicilia – anche su forte pressione del Presidente Musumeci – va in zona rossa dunque con limitazioni per i cittadini ancora più estese e stringenti. In questa nuova condizione di “colore” il Presidente della Regione con l’articolo 5 dell’Ordinanza n. 10 del 16/1/2021 lascia in DDI gli alunni delle classi seconde e terze della SSI e quelli di secondo grado fino al 31 gennaio e stabilisce che gli alunni del primo ciclo fino alla prima media rientrino in presenza, ovviamente non tenendo conto della complessa riorganizzazione di orari scolastici e della mobilità che – seppur limitata nei flussi – determina un significativo spostamento di genitori che accompagnano i figli a scuola. Dove sta la logica di questa scelta? Ancodis ritiene incomprensibile questo articolo 5 ritenendolo certamente rispettoso del DPCM ma non coerente con la precedente ordinanza regionale.Pertanto, chiede la revisione di tale scelta continuando fino al 31 gennaio la DDI – ormai avviata in tutte le Istituzioni scolastiche – per tutti gli alunni del primo ciclo. Per ANCoDiS Prof. Rosolino Cicero

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500 nuove figure professionali: Deadline per le candidature online è il 31 gennaio 2021

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

Aeroviaggi, prima catena alberghiera per posti letto in Sicilia e Sardegna, si affida alla piattaforma integrata di CVing per selezionare oltre 500 nuove figure professionali che andranno a comporre il suo team per la stagione estiva 2021. Le figure ricercate entreranno a far parte dello staff di animazione, di cucina, di sala, ma si ricercano anche addetti al bar, al ricevimento e camerieri ai piani. La novità nel processo di recruitment di Aeroviaggi è l’innovativa piattaforma firmata CVing, giovane realtà italiana digitale focalizzata nell’e-recruiting. Infatti, la piattaforma, che si integra perfettamente alla sezione Lavora con noi del portale Aeroviaggi, permette agli aspiranti candidati di registrare e caricare sulla piattaforma CVing, anche direttamente dal proprio smartphone, un breve video colloquio on demand, affinché sia visionato e valutato direttamente dal team di HR di Aeroviaggi. Il colloquio online prevede la risposta a 5 domande video che il team di HR sottopone a tutti i candidati per quel determinato ruolo: le domande si sbloccano una alla volta, e quando la prima appare sullo schermo il candidato ha 30 secondi di tempo per prepararsi, dopodiché parte la registrazione della risposta, che dura massimo un minuto. I video colloqui registrati vengono caricati in automatico nella pagina della piattaforma dedicata al recruiter che li consulta per una valutazione conclusiva. Il nuovo modello, che fonde tecnologia e innovazione del processo di selezione, è un valido supporto al lavoro di HR, che può in questo modo ottimizzare le tempistiche e concentrare le proprie risorse esclusivamente sui candidati più idonei ad occupare le posizioni proposte. Per presentare la propria candidatura per le diverse posizioni aperte, è necessario collegarsi al portale Aeroviaggi al link: http://bit.ly/Aeroviaggi

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Sicilia: L’On. Nino Minardo nuovo coordinatore regionale della Lega

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

Palermo. Esprimiamo soddisfazione per la nomina del nuovo coordinatore regionale della Lega, il deputato alla Camera On. Nino Minardo che sostituirà il sen. Stefano Candiani. Il rinnovo dei coordinatori fa parte di un processo di cambiamento voluto dallo stesso Matteo Salvini e che ha riguardato 8 regioni tra cui la Sicilia. Ringraziamo il sen. Candiani per il lavoro svolto e auspichiamo una nuova fase per la squadra dei territori. Obiettivo è crescere e far meglio. Sono felice di ritrovare l’On. Minardo alla guida del partito in Sicilia, persona perbene, politico lungimirante da sempre vicino alla sua terra. A lui, a nome di tutto il gruppo dei deputati della Lega all’Ars, vanno i nostri migliori auguri per l’inizio di questo nuovo percorso.” Così l’On. Antonio Catalfamo, capogruppo all’Ars per la Lega

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Sicilia apre prima volta depositi reperti

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

La Sicilia, per la prima volta, rende fruibile al pubblico, l’immenso patrimonio artistico conservato nei depositi. Dalla Sicilia un modello innovativo di valorizzazione del patrimonio artistico che apre ai privati la possibilità di partecipare alla gestione del Patrimonio Culturale.“Il decreto della Regione in seguito alla Carta di Catania introduce due novità: da una parte sarà possibile ammirare il patrimonio artistico – culturale che è nei depositi e dall’altra prevede l’obbligo per i concessionari di assumere un professionista laureato in discipline attinenti il patrimonio culturale, che assume il ruolo di Conservatore tecnico. Partendo dal concetto che il patrimonio culturale appartiene a tutti – ha dichiarato Rosalba Panvini, già Soprintendente ai Beni Culturali di Catania e attuale esponente di rilievo del Comitato Tecnico Scientifico di ArcheoClub D’Italia nazionale – e non soltanto alle istituzioni, e dalla constatazione che i depositi di beni culturali sono spesso poco consoni al loro scopo, che conservano migliaia di oggetti provenienti da confische a soggetti privati che li detenevano illegalmente, ed ormai decontestualizzati, e altrettante migliaia di reperti archeologici rinvenuti decenni or sono a seguito di regolari campagne di scavo, mai editi, si è ritenuto opportuno individuare norme che disciplinino la gestione dei contenuti di tali spazi al fine di rendere fruibili, almeno in parte, i beni in essi conservati al pubblico”.Ma ecco nel dettaglio la rivoluzione messa in campo dalla Regione Sicilia come modello per la valorizzazione del Patrimonio Nazionale. Dunque Concessionari privati potranno partecipare alla gestione del Patrimonio Culturale. “La Carta di Catania invoca i principi sanciti nel Codice dei Beni Culturali del 2004, circa la partecipazione dei soggetti privati nella gestione del Patrimonio Culturale. Questi ultimi potrebbero essere concessionari di beni sopracitati, per un periodo limitato di tempo, qualora posseggano spazi idonei in cui ospitarli, adeguatamente messi in sicurezza ed a fronte della corresponsione all’Amministrazione di servizi riguardanti il restauro di beni culturali – ha proseguito Panvini – la manutenzione degli stessi depositi ed altri interventi da effettuare sempre ed esclusivamente sotto il controllo del personale degli istituti concessionari e secondo le direttive da essi stessi impartite, mentre le soprintendenze restano gli unici organi responsabili della tutela dei beni eventualmente concessi ai soggetti estranei alla P.A. Per tale fine, gli istituti che conservano nei propri depositi questi beni predispongono, tramite i propri funzionari, appositi elenchi da pubblicare sul sito dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Per la redazione degli elenchi si possono avvalere dei Catalogatori e degli Esperti Catalogatori, ossia di quelle figure professionali assunte per tale compito da una Società di servizi che lavora per conto della Regione; nell’attività possono essere coinvolti studenti universitari, che, in qualità di tirocinanti, anche per preparare le proprie tesi di laurea, operano già da tempo all’interno degli istituti di cultura”.E’ chiaro che, oltre ai privati, anche gli enti pubblici potranno partecipare alla concessione, alle stesse condizioni, che poi sono quelle che normalmente già si applicano in caso di prestiti per mostre ed eventi. Tutto questo contribuirebbe a veicolare, anche al di fuori dei confini della Sicilia, la conoscenza di una parte non certo esigua di un patrimonio culturale, al momento, non fruibile dalla cittadinanza”.“Dunque le garanzie a tutela del patrimonio ci sono. Sarà importante, nell’Italia del post – Covid aprire alla valorizzazione del patrimonio “invisibile” e spesso dimenticato nei depositi di Musei e Soprintendenze regionali. Tutto questo per risolvere quelle criticità strutturali e di personale – ha concluso Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di ArcheoClub D’Italia – che si sono accumulate negli anni con innumerevoli ritardi. L’auspicio è che si possa avviare anche un iter parlamentare e conseguenziale dibattito a livello nazionale. Non è escluso che in questo modo si possano stimolare la ricerca e l’occupazione e sviluppare anche un maggior senso di partecipazione nei cittadini del posto, del territorio”. http://giusepperagosta.it/

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L’ISSPE celebra quarant’anni di cultura in Sicilia

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

In questi giorni compie quarant’anni dalla sua fondazione l’«Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici» (ISSPE). Costituito, infatti, a Palermo nel dicembre del 1980 venne subito riconosciuto tra gli Istituti culturali regionali (L.R. 30-12-1980, n. 154). In tutti questi anni di attività l’ISSPE ha sviluppato un’intensa attività convegnistica (circa 500), trattando temi, figure ed avvenimenti col preciso intento di sensibilizzare l’opinione pubblica e di offrire nuovi stimoli per una riflessione storica e culturale sui temi più significativi della società siciliana: lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, riforme elettorali ed istituzionali, autonomie locali, governo del territorio, difesa dell’ambiente, sviluppo economico ed occupazione, cultura e valorizzazione dei beni culturali, sanità, vivibilità urbana, difesa della famiglia e condizione femminile, lotta alla droga. L’ISSPE ha tentato, dunque, di assumere un ruolo di mediazione tra politica e cultura, per una migliore comprensione, nel quadro istituzionale autonomista ed in una prospettiva euro-mediterranea, dei problemi della società siciliana. Un impegno, di conseguenza, che è proseguito fino ai nostri giorni con i nuovi mezzi del web, consentendo di scaricare gratuitamente dal proprio sito (isspe.it) i volumi pubblicati e la rinomata rivista «Rassegna siciliana». Le numerose opere, edite in questi quarant’anni, hanno avuto, principalmente, lo scopo di stimolare il dibattito storico e culturale su argomenti generali di alto rilievo civile, di coinvolgere interessi di categorie, di aree territoriali e/o economiche, di particolari settori dell’opinione pubblica, di partecipare o avviare la discussione su problemi spesso irrisolti. Un metodo questo che è stato sempre in linea con le finalità istituzionali dell’ISSPE, perché il dibattito storico e politico nella Sicilia di ieri e di oggi sia, sempre nel rispetto dei principi del pluralismo, per quanto possibile articolato e completo.

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Campania chiama Sicilia, Sicilia risponde con i suoi artisti migliori

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Il duo musicale siciliano di musica popolare Bellamorea parteciperà dal 28 al 30 dicembre alla nuova edizione del rinato Festival di Napoli che si terrà in Umbria dal 28 al 30 dicembre. L’obiettivo di quest’anno del “Festival di Napoli”, che ha come sottotitolo “new generation” è far rinascere la canzone partenopea, veicolando anche all’estero un patrimonio culturale, artistico, ambientale ed enogastronomico campano, fiore all’occhiello del Made in Italy. Una vetrina d’arte, musica e cultura del Mediterraneo, che punta a una nuova impronta multiculturale e di cooperazione. Oltre ai Bellamiorea dalla Sicilia, infatti, saranno presenti infatti gruppi provenienti da Tunisia, Spagna, Marocco, Portogallo, Sardegna, Puglia, Calabria, Grecia e Albania. Il Festival di Napoli è diretto da Massimo Abbate. L’evento è una grande occasione per i Bellamorea, ovvero i fratelli Emanuele e Francesco Bunetto, che hanno fatto delle tradizioni popolari del Mediterraneo una scelta artistica per omaggiare la memoria storica e l’appartenenza alla Sicilia.

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Sicilia: A 52 anni dai fatti di Avola il dovere del ricordo

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

«È giusto e necessario consegnare ai giovani la memoria di quei fatti e di quei braccianti siciliani che a Chiusa di Carlo, alle porte di Avola, 52 anni fa, persero la vita perché stavano lottando per sacrosanti diritti, per combattere le gabbie salariali, perché allora un bracciante di Avola percepiva un salario diverso da quello di un bracciante di Lentini, territorio nella stessa provincia di Siracusa». A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo Uno in Sicilia. «Ricordare per rendere onore a loro – continua Zappulla – e ad un’intera generazione di donne e uomini lavoratrici e lavoratori della terra, oggi anziani e pensionati, che in Italia hanno scritto la storia del movimento sindacale e delle conquiste dal dopoguerra ad oggi. In quel giorno ad Avola si consumò una tragedia e un dramma per due lavoratori, Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona, che persero la vita, per altri 48 che furono feriti e per le loro famiglie e compagni. «Penso proprio – conclude Zappulla – che questa celebrazione possa e debba rafforzare la lotta al caporalato e allo sfruttamento selvaggio purtroppo ancora diffuso e presente in molte aree e zone del Paese. Sfruttamento che, utilizzando anche i diversi colori della pelle e speculando sul bisogno, continua a comprimere i diritti fondamentali e la dignità dei lavoratori e del lavoro».

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