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Posts Tagged ‘sicilia’

Istruzione e formazione: Sicilia all’avanguardia nell’istituzione degli ITS

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Sei nuove Fondazioni ITS istituite in Sicilia grazie all’approvazione del Piano triennale per l’offerta formativa da parte della Giunta della Regione Siciliana. Si tratta di nuovi percorsi di specializzazione tecnica post diploma – che si aggiungono ai 5 già esistenti – pensati e realizzati nelle aree della Sicilia considerate prioritarie per la crescita economica della regione. Le Fondazioni ITS rappresentano ormai un vero e proprio anello di congiunzione tra giovani e mondo del lavoro, anzitutto per l’innovativo modello organizzativo realizzato in collaborazione con enti locali, università e centri di ricerca scientifica e tecnologica, aziende e soggetti privati sull’esempio delle alte scuole di formazione di tradizione tedesca e francese. I corsi, cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito della Programmazione 2014-2020 con la regia dell’assessorato all’Istruzione e alla Formazione Professionale, consentono di acquisire il diploma di Tecnico superiore, equivalente al V livello del Quadro Europeo delle Qualifiche. Quella degli Istituti Tecnici Superiori è una realtà in forte crescita, introdotta in Italia nel 2010, che da quest’anno assume un ruolo rilevante anche in Sicilia. Nel resto d’Italia infatti gli ITS hanno prodotto risultati sorprendenti: oltre l’80 per cento degli allievi riesce a trovare lavoro entro un anno dal completamento del percorso. “Si tratta di una straordinaria possibilità per il futuro dei nostri giovani – afferma l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale, Roberto Lagalla –. Per questo abbiamo voluto implementare e rafforzare il sistema degli ITS in Sicilia: partiti da 5, oggi siamo a 11 con una percentuale di sbocco occupazionale significativamente alta e molto vicina alle punte nazionali dell’85-90%. La particolarità è che ogni ITS ha una sua tematica: agroalimentare, mobilità sostenibile, ICT, energie rinnovabili e nuove tecnologie della vita. Si tratta di strumenti moderni che le società più evolute hanno largamente adottato e che oggi noi proponiamo ai giovani siciliani. Tutto ciò dimostra che l’importante è fare della formazione, della cultura e dell’apprendimento la base del proprio percorso professionale e il lancio vero e autentico verso il futuro”. Tra le new entry: i corsi biennali “Agroduro” e “Agrolatte” a cura della Fondazione ITS Sicani di Bivona (Agrigento), finalizzati alla specializzazione nel settore della cerealicoltura e all’alta qualificazione professionale nell’ambito lattiero-caseario. Per accedere ai corsi, con frequenza obbligatoria, bisogna aver conseguito il diploma di scuola media superiore. Oltre alle ore di lezione sono previsti tirocini presso aziende. Nuovo anche l’ITS Alessandro Volta di Palermo, primo Istituto Tecnico Superiore in tutta la Sicilia Occidentale e il secondo nel Meridione d’Italia specializzato in “Nuove tecnologie della vita”, con il primo corso per “Tecnico superiore per la produzione di apparecchi e dispositivi diagnostici, terapeutici e riabilitativi”, una figura che trova la sua collocazione all’interno dei servizi di ingegneria biomedica e in strutture sanitarie pubbliche e private, sia nazionali che internazionali. Il percorso include un approfondimento nel campo della modellazione e stampa 3D nel settore biomedicale, approfondisce l’acquisizione e la trasmissione di segnali biomedici, nonché la digitalizzazione delle informazioni per la manutenzione delle apparecchiature biomediche su piattaforme IoHT (Internet of Health Things) e IoT (Internet of Things). È inoltre di recente pubblicazione l’avviso 36/2020 con fondi a valere sul FSE che, oltre al finanziamento dell’offerta formativa ordinamentale, permette alle Fondazioni di presentare una proposta formativa che persegua l’innalzamento della qualità dell’offerta ITS, valorizzando, altresì, il profilo internazionale e lo sviluppo di attività di ricerca

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Albastar raddoppia le rotte tra Cuneo e la Sicilia

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2020

Albastar potenzia la sua presenza in Sicilia e lo fa partendo da Cuneo, forte dei risultati molto soddisfacenti, sia in termini di riempimento che di gradimento da parte dei passeggeri, che hanno registrato i voli su Trapani durante l’estate 2020. Da dicembre 2020 a marzo 2021, oltre a riprendere i voli bisettimanali del giovedì e della domenica su Trapani Birgi, Albastar apre negli stessi giorni una nuova rotta operativa su Comiso, unico collegamento diretto verso il Piemonte. Il duplice collegamento settimanale tra Cuneo e la Sicilia per il periodo invernale, oltre a sottolineare la predilezione del basso Piemonte per l’isola del Sud Italia, rappresenta una grande opportunità per gli abitanti della Sicilia appassionati di sport invernali, che potranno così scoprire nuove mete sulle Alpi piemontesi dove praticare lo sci e altre discipline, favoriti anche dai voli operativi studiati appositamente per il week-end. I voli sono acquistabili sul sito http://www.albastar.es. Membro IATA con certificazione IOSA, Albastar è una compagnia aerea privata spagnola in possesso dei più elevati standard operativi e di sicurezza. Con stabile organizzazione in Italia dal 2014, il vettore è stato fondato nel 2009 da imprenditori italiani e nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento per tour operator, broker, associazioni sportive e clientela individuale, offrendo al mercato un modello di business sempre più flessibile che prevede collegamenti di linea, on-demand e per traffico religioso. Albastar opera con una flotta di cinque B737-800NG configurati a 189 posti in classe e un B737-400 configurato a 170 posti in classe unica, che rispettano i più severi e stringenti standard di sicurezza richiesti da EASA.

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Elezioni amministrative in Sicilia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

«Ormai si è alla quasi chiusura delle intese, delle alleanze e delle candidature per i 61 comuni siciliani che andranno al voto il 4 e 5 ottobre. Articolo uno siciliano lavora da per costruire, in previsione delle prossime elezioni regionali, un campo largo delle forze progressiste, democratiche e di sinistra, aperta alla partecipazione attiva del civismo ambientalista verificando la possibilità di un pieno coinvolgimento del M5s». A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolouno in Sicilia, riferendosi alle prossime elezioni amministrative in Sicilia. Ci vuole – continua Zappulla – una coalizione forte di un programma e di un profilo etico e valoriale davvero alternativo al governo Musumeci e al centrodestra che lo sostiene. Utilizzeremo ogni occasione a partire dalle amministrative per costruire l’alternativa alla peggiore destra italiana. Quella destra incapace di governare le emergenze sanitarie ed economiche e, al contempo, portatore dei disvalori del razzismo, delle discriminazioni e dell’autoritarismo. Il quadro delle alleanze si sta realizzando a macchia di leopardo e segnala insieme a qualche luce molte ombre. A nostro avviso era necessario un maggiore coraggio da parte del Pd e uno sforzo unitario più chiaro del M5s. Non decolla, infatti, come dovrebbe l’alleanza larga e spesso registriamo un arretramento, per le divisioni interne ancora caratterizzanti, dello stesso Pd». «Queste amministrative – dice sempre Zappulla – possono rappresentare un laboratorio positivo che solo in pochi casi però si sta realizzando, e questo per il prevalere dei vecchi sistemi di potere nel Pd e per le profonde divisioni che attraversano ormai anche il M5s. Articolouno , nel rispetto dell’autonomia di ogni comune e territorio, ha mantenuto ovunque un rigoroso profilo politico di sinistra, contribuendo con generosità a costruire tutte le coalizione che puntano al progresso e al cambiamento.In qualche Comune questo è stato possibile realizzare, in altri invece – dichiara il segretario regionale – non è si è potuto procedere perché nel Pd sono prevalse vecchie logiche di potere, guerre di componenti e personalistiche , una mancanza di regia unitaria interna dello stesso M5s e in Iv. Articolouno regionale sosterrà – conclude Pippo Zappulla segretario regionale del partito – con forza e coerenza i nostri candidati ai vari consigli comunali e i Sindaci nostri e delle coalizioni convinti che già da queste amministrative si potrà e dovrà provare a lanciare un forte e radicale segnale di cambiamento politico, culturale e valoriale ad una Sicilia che ha fame e sete di lavoro, di sviluppo, di ambiente e di legalità.

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A proposito dei migranti in Sicilia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Nota del Coordinatore Politico dell’Udc Italia in Sicilia, l’On. Decio Terrana, sulla decisione del Governo Nazionale di impugnare l’ordinanza del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.“Non possiamo che condividere totalmente i dubbi e le perplessità del Presidente Musumeci sulla decisione del Governo Nazionale di impugnare l’ordinanza di chiusura dei centri per migranti in Sicilia. La sua è una battaglia di civiltà e per il primato della Politica”.“Il presidente Musumeci – si legge ancora nella nota condivisa anche dai Deputati Regionali dello Scudocrociato – ha sollevato in maniera plateale un problema vero e grave, una questione di dignità e di civiltà che riguarda i migranti ma anche tutti i siciliani. Purtroppo il Governo Nazionale anzichè raccogliere l’allarme proveniente dalla Sicilia e dare pronta risposta ad una grave emergenza ha preferito ingaggiare una inutile battaglia politico-giudiziaria”.“Sarebbe servito il primato della Politica per affrontare le scandalose condizioni dei Migranti ammassati negli Hotspot siciliani; ancora una volta, invece, si butta la palla in fuorigioco portandola nelle aule di Tribunale e, di fatto, scegliendo di non prendere alcuna decisione” conclude Decio Terrana.

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Conte Impugna ordinanza di Musumeci

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

«Come volevasi dimostrare. Giuseppe Conte impugna l’ordinanza del governatore della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che prevede la chiusura degli hotspot e dei centri di accoglienza per gli immigrati presenti sull’isola. Con questo atto, il governo pentapiddino volta le spalle alla Sicilia e getta definitivamente la maschera in tema di immigrazione clandestina. Con ancora maggiore forza, ora, continueremo la nostra battaglia contro la furia immigrazionista della sinistra. Non permetteremo a Conte e al suo governo di trasformare la Sicilia in un mega hotspot per immigrati. Forza Nello». È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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“La situazione dei migranti in Sicilia è la cronaca di un’emergenza annunciata”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2020

“Se un sindaco di centrosinistra, il primo cittadino di Lampedusa, vicino al governo rossogiallo chiede da quasi due mesi lo stato d’emergenza e non viene ascoltato allora c’è da preoccuparsi. In queste ore a parlare sono i numeri: su 65 casi positivi da Covid 19, 58 sono migranti dovuti al sovraffollamento degli hotspot di Lampedusa. È grave che iI Governo di fronte all’ordinanza del governatore Musumeci, che dà disposizione di sgomberare i centri di accoglienza, non abbia ritenuto di dover dare disposizione alle forze dell’Ordine e alle prefetture per intervenire in tal senso. Ancor più vergognoso che il ministero dell’Interno ribadisca senza alzare un dito che la gestione della sicurezza sanitaria è competenza del governo. Cosa ha fatto quindi il governo quando tra luglio e agosto sbarcavano migliaia di clandestini in Sicilia? Nel frattempo la ‘Sea Watch 4’, guidata dall’impunita Karola Rackete e con a bordo 221 migranti, punta dritta verso le coste siciliane. Governo latitante, confusione cronica, porto di Lampedusa intasato di barchini e barconi, centri d’accoglienza trasbordanti, infezione galoppante, affari d’oro per scafisti, crimini in cerca di manovalanza e cooperative rosse: il ministro Lamorgese si dimetta subito”. È quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Primato del Covid in Sicilia

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

«La Sicilia è riuscita ad acquisire il primato che nessuno voleva. Siamo infatti la regione con la più alta percentuale di crescita del contagio e il re ormai è nudo». A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolouno in Sicilia. «Ottantanove contagi in più in un solo giorno – continua Zappulla – rappresentano un dato molto preoccupante da vera emergenza sanitaria e, al contempo, testimonia il fallimento del governo regionale. Musumeci ha sprecato il tempo polemizzando a giorni alterni con il governo nazionale dimenticando che il suo ruolo è quello di difendere i diritti dei siciliani e non gli interessi di Salvini. Anche lui, nel tentativo strumentale di scaricare tutto sui migranti omette di dire che molti focolai hanno ben altre origini. presenze turistiche non adeguatamente controllate, turismo di ritorno, superficialità e lassismo nei luoghi di villeggiatura, movida senza regole». «La verità amara – afferma Zappulla – è che ad abbassare pesantemente l’attenzione e il rispetto dei cittadini per le precauzioni fondamentali sono state campagne mediatiche dissennate del centrodestra tutte tese a sminuire e ad affermare che il Covid 19 non è più se mai lo è stato un problema sanitario vero ; lo stesso centrodestra che sostiene il governo Musumeci e non ho letto né sentito una sola presa distanza dal Presidente della Regione su dichiarazioni e affermazioni davvero così irresponsabili. Oggi dopo avere criticato, per ingraziarsi qualche categoria, il governo nazionale per il blocco totale dei mesi scorsi torna schizofrenicamente a minacciare la chiusura di tutta la Sicilia, scaricando sui cittadini, sulle attività economiche e sui Sindaci la responsabilità a gestire una situazione molto grave e complicata». «Per evitare assembramenti – conclude Zappulla – si rafforzino i controlli, si promuova con più forza l’utilizzo delle mascherine nei luoghi e locali chiusi, si riattivino i servizi sanitari. E soprattutto in queste settimane di agosto si preveda obbligatoriamente il test e il tampone per chi viene in Sicilia dai Paesi più a rischio e per i siciliani che tornano da questi Paesi.

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La Sicilia sta diventando un grande campo profughi?

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

Sulla Tendopoli di Vizzini – si dichiara contrario il sindacato autonomo della Polizia (Sap) «Non si può trasformare la Sicilia in un “ingestibile” campo profughi. Sarebbe una replica ancor più pericolosa dell’esperimento fatto anni fa a Mineo – sottolinea il segretario nazionale della sigla sindacale Giuseppe Coco- con il più grande “Cara d’Europa”, fortunatamente chiuso dall’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini» I timori degli agenti di polizia sono dover gestire e vigilare, una tendopoli in aperta campagna, costringendo giovani tunisini, in prevalenza di età non superiore ai 30 anni, ad una convivenza forzata in una tendopoli, isolati, costretti ad una quarantena in piena campagna, con temperature che nel periodo estivo superano spesso i 40 gradi. Un compito che per le forze di polizia diventa quasi impossibile. La tendopoli rappresenta una vera e propria polveriera per l’ordine e la sicurezza pubblica ma soprattutto un rischio inaccettabile sotto il profilo sanitario legato al Covid 19, in una regione che già rischia di affondare economicamente e dove la curva dei contagi, specie negli ultimi giorni, tende a risalire in maniera esponenziale, (in molti casi anche per via dei migranti positivi sbarcati).«È assodato che tenteranno in tutti i modi di fuggire – prosegue il segretario nazionale Coco – come del resto è già avvenuto nel mese di luglio negli altri centri siciliani. Il problema è che non essendovi regole d’ingaggio non si comprende quali dovrebbero essere le azioni che gli agenti di vigilanza dovrebbero applicare per trattenerli in caso di un tentativo di fuga, Si potrà usare la forza? Anche con mezzi di coazione fisica? Il personale della Polizia di Stato è allo stremo – prosegue il segretario – È stata una estate da dimenticare per i poliziotti impegnati nella gestione degli sbarchi. L’emergenza ha fatto saltare tutto: regolamentazione dei turni di servizio, riposi settimanali, ferie. In alcune province siciliane maggiormente esposte al fenomeno, vedi Ragusa e Agrigento, Trapani, Siracusa, Caltanissetta e Messina, molti uffici che offrono servizi al cittadino hanno ridotto in maniera considerevole la loro funzionalità. Il personale dei Reparti Mobili è esausto. In sostanza – rileva Coco- parliamo di una emergenza che per la sua portata e la sua complessità, ha una incidenza sui servizi garantiti dalla Polizia di Stato insostenibile. Sottrae quotidianamente risorse importanti al controllo del territorio, alle indagini che contrastano la mafia, alla lotta allo spaccio di droga, ai servizi in materia di licenze e autorizzazioni che vengono erogati ai cittadini». La tendopoli andrebbe gestita dalla Questura Etnea che già è in affanno per garantire i servizi ordinari. Per la città di Catania rappresenta una disdetta, per la sua complessità. Una metropoli con una forte e mai sopita presenza di criminalità organizzata mafiosa, con un elevato tasso di criminalità diffusa e con la pandemia che ha aggravato il disagio sociale, non può permettersi un ulteriore peso così gravoso. «E non è nemmeno pensabile – conclude il segretario nazionale – ridare l’onere della gestione al commissariato di Caltagirone , che soffre una cronica carenza di personale (e quello in servizio con una media di età elevata), che aveva preso un po’ di respiro grazie alla chiusura del Cara di Mineo e che oggi viene nuovamente gravato dalla vigilanze al neo istituito centro d’accoglienza di Scordia. Giuseppe Coco segretario nazionale Sap

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“La maledizione” delle regioni a statuto speciale: La Sicilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2020

Su “Il fatto quotidiano” è apparsa tempo fa un’intera pagina scritta da Pierangelo Buttafuoco dal titolo: “Cari catalani, non riducetevi come la Sicilia” e con l’annuncio che si prepara a condurre nell’isola una sua personale campagna “lettorale”, per sostenere la tesi del suo nuovo libro: “Strabuttanissima Sicilia”. Per un osservatore occasionale, quale sono, ho la netta impressione che ci troviamo al cospetto di una comunità dominata dal fatalismo e non solo di caratura siciliana. Credo in proposito che è stato significativo quanto l’autore del Gattopardo fece dire al principe Salina a commento dell’arrivo dei garibaldini, e dei piemontesi al seguito, per consolidare la presenza del regno sabaudo: “tutto cambiare per nulla cambiare”.
E da allora ad oggi in questa perla del Mediterraneo c’è molto da recriminare anche se non soprattutto nei riguardi di una classe dirigente siciliana che vive di “aurea mediocritas” se vogliamo essere benevoli e non usare parole o espressioni più crude e severe.
E dire che in chiave politica gli elettori siciliani hanno dato qualche timida prova cercando di mutare gli assetti politici rispetto alla leadership nazionale. Si è passati dalla Democrazia Cristiana al Berlusconismo e persino alla fiducia nel nascente movimento pentastellato anche se non abbastanza per consentirgli di andare al governo della Regione. E ora pensano persino alla Lega di Salvini volendo dimenticare che è l’espressione degli interessi economici e clientelari del Nord. Nel frattempo siamo ritornati al Centro destra sotto la guida di Nello Musumeci. E anche lui li sta deludendo. Ma c’è di più. Lo ricorda Buttafuoco allorché nella chiusa del suo articolo scrive: “Chiunque vinca alle elezioni regionali non potrà reggere l’urto di realtà. Il buco di bilancio, la disoccupazione ai livelli massimi, il Pil regionale inferiore a quello del dopoguerra, senza dimenticare il disagio che dilaga in sempre più ampi strati della popolazione”. (Riccardo Alfonso)

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Tar Sicilia: bocciatura Piano regionale dell’aria

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

«La sentenza del Tar contro il piano regionale di tutela dell’aria certifica l’incapacità del governo siciliano ma non risolve il problema. Rimane, infatti, urgente individuare soluzioni moderne e condivise che tengano insieme l’industria competitiva e sostenibile con la tutela ambientale e le garanzie occupazionali». A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia. «Tutto questo attiene in primo luogo – continua Zappulla – al piano regionale dell’aria ma anche agli investimenti in bonifica, risanamento e in tecnologie avanzate ambientalmente sostenibili. Senza ricatti e senza colpi di mano occorre ora aprire una fase di confronto stringente tra Istituzioni, Imprese, sindacati e forze sociali per garantire il diritto all’ambiente evitando la desertificazione industriale. Questo è il compito di una classe dirigente matura e avveduta e non nascondo per questo la mia inquietudine rispetto all’inadeguatezza dimostrata quotidianamente dal governo regionale». «Musumeci la smetta – conclude Zappulla – di emettere ad intermittenza proclami contro il governo nazionale e si attivi, invece, per definire una strategia comune per individuare soluzioni, risorse e tempi di attuazione».

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I consorzi di bonifica in Sicilia

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

Sono 12, per un ammontare complessivo di circa 23 milioni di euro, i progetti per la salvaguardia idrogeologica, redatti dai Consorzi di bonifica siciliani e ricompresi nel Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, presentato dall’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). A questi vanno aggiunti i progetti inerenti la sistemazione di tre dighe: nei comprensori di Caltagirone (importo: 110 milioni di euro), Gela (importo: 3.600.000 euro) e Palermo (diga di Garcia, per un importo di 80 milioni di euro); pur destinati prioritariamente all’irrigazione, tali interventi infrastruttureranno opere importanti anche per trattenere eventuali “bombe d’acqua”.“Tali progetti capaci anche di garantire centinaia di posti di lavoro – conclude Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – confermano le capacità progettuali ancora presenti nei Consorzi di bonifica siciliani, annichiliti da commissariamenti senza fine, conseguenza di una mal interpretata funzione della politica ed a cui è urgente porre fine, restituendo agli enti consorziali le funzioni democratiche di autogoverno e la capacità di essere efficienti soggetti economici a servizio del territorio come avviene nel resto d’Italia.”

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Tariffe residenti per tutti per rilanciare il turismo delle isole minori siciliane

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2020

Da Ustica arriva la proposta al Governo della Regione Siciliana per rendere più accessibile e disponibile il turismo delle Isole a tutti gli italiani. Gli operatori turistici di Visit Ustica supportati dalla uno@uno e da Taste&win chiedono al Governo regionale di ragionare e valutare sull’opportunità di applicare per la stagione estiva 2020 , quella post Covid, al fine di incentivare le presenze turistiche sulle isole minori siciliane, un’unica tariffa ridotta come quella applicata ai residenti per tutti coloro che decidono di trascorrere una vacanza ad Ustica o su un’altra isola siciliana.Questa iniziativa, secondo i promotori, certamente favorirebbe la voglia di visitare e scoprire sia Ustica, che altre isole come l’Eolie, l’Egadi o le Pelagie.La tariffa residente è molto conveniente e invoglierebbe sia i siciliani che gli italiani a scegliere le isole siciliane per le loro vacanze estive o autunnali, un ottima strategia per aumentare i flussi turistici e allungare la stagione 2020 sino a dicembre considerate le condizioni climatiche che caratterizza il nostro territorio. “Si applichino i prezzi dei residenti locali a tutti i Siciliani – chiede Girolamo Gigi Tranchina presidente di Visit Ustica – il Governo Regionale è chiamato ad intervenire con urgenza per aiutarci a superare le grandi difficoltà del settore Turistico-Alberghiero derivanti da Covid 19. Viste le difficoltà di spostamento che l’epidemia ha causato, ed il conseguente annullamento di tantissime prenotazioni estive, vogliamo puntare sul turismo Siciliano. Per far questo chiediamo al Governo Regionale che si possano applicare a tutti i Siciliani le tariffe di noi residenti delle isole minori, facilitando in questo modo il turismo dell’Isola, riempiendo i Traghetti e invitando tutti i Siciliani a venire a visitare le nostre meraviglie. Sono tantissime le iniziative possibili, da scontistiche per chi soggiorna per più notti ad altre agevolazioni. Crediamo però che la soluzione più efficace sia proprio l’agevolazione della tariffa; diminuendo il prezzo dei traghetti sarà possibile migliorare la continuità territoriale. Restituiamo tutta la Sicilia ai Siciliani”.

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Sicilia: territorio in prima linea nell’accoglienza e nell’integrazione dei rifugiati arrivati via mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Chiara Cardoletti, Rappresentante da poche settimane dell’Agenzia ONU per i rifugiati per l’Italia, la Santa Sede e San Marino, ha concluso ieri la sua prima visita sul campo. Cardoletti ha voluto subito visitare la Sicilia, territorio che da sempre è in prima linea nella gestione degli arrivi via mare di rifugiati e migranti nel nostro Paese e che ha dimostrato un impegno costante attraverso il coinvolgimento in progetti cruciali per l’integrazione dei rifugiati più vulnerabili.
Nel corso dei tre giorni di visita, la Rappresentante UNHCR ha incontrato a Catania le organizzazioni della società civile, e partner di UNHCR, che si occupano di donne migranti e rifugiate vittime di violenza (LILA e centro antiviolenza Thamaia), ha visitato un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati e l’hotspot di Pozzallo, dove è stata ricevuta dalle istituzioni locali, il Sindaco Salvatore Ammatuna ed i rappresentanti della Prefettura e della Questura. Ha concluso la sua visita a Lampedusa, dove ha visitato l’hotspot e incontrato il rappresentanti della Prefettura, della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza ed il Sindaco Salvatore Martello. Chiara Cardoletti ha voluto portare alle istituzioni il ringraziamento dell’UNHCR per aver continuato a garantire un porto sicuro, l’assistenza immediata necessaria e l’accoglienza ai migranti e rifugiati soccorsi in mare anche nel mezzo di una crisi come quella della pandemia da COVID-19: “Agendo con umanità, responsabilita’ ed in osservanza delle disposizioni sanitarie nazionali, conferma di come il rispetto delle norme internazionali in materia di diritti umani e protezione dei rifugiati possa essere assicurato anche in questi tempi molto difficili e di restrizioni ai confini, tutelando la salute delle persone salvate e della popolazione locale”, ha dichiarato la Rappresentante di UNHCR. La missione di Cardoletti ha voluto anche essere una testimonianza del lavoro dell’UNHCR che, anche nei difficili mesi di lockdown e con i limiti dettati dalle misure sanitarie di prevenzione dal contagio da COVID-19, ha continuato ad essere presente in Sicilia e a garantire i servizi di assistenza ai rifugiati e richiedenti asilo approdati in Italia. Sull’isola, l’UNHCR lavora in stretta collaborazione con il Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, le agenzie nazionali ed europee per fornire informazioni ai nuovi arrivati e assicurare il loro accesso al territorio e alle procedure di asilo in conformità con le leggi nazionali, regionali e internazionali. Sostiene inoltre le autorità per garantire adeguati standard di accoglienza.“La Sicilia fornisce un contributo chiave all’Italia non solo nel garantire soccorso ed assistenza alle persone in pericolo nel Mediterraneo, ma anche attraverso politiche volte a sostenere i rifugiati nel loro percorso verso il raggiungimento dell’autonomia, condizione necessaria per favorire l’integrazione nella società italiana”, ha concluso la Rappresentante UNHCR Chiara Cardoletti.Nel 2019 sono sbarcati sulle coste siciliane il 65% degli arrivi via mare in Italia. L’UNHCR continuerà la stretta collaborazione con le amministrazioni locali, con la Guardia Costiera e la Guardia di Finanza, per assicurare alla regione il supporto delle Nazioni Unite nel rispetto del mandato di protezione dei rifugiati che guida l’Agenzia a livello globale.

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Gestione maldestra dei beni culturali e paesaggisti e nuovi condoni n Sicilia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

«Tra Commissione di merito, Ars e con la regia del governo Musumeci si sta definendo un disegno di legge che riporta indietro di decenni la gestione dei beni culturali e paesaggisti esautorando di competenze le sovrintendenze e inserendo financo un nuovo condono edilizio».A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia.«È – continua Zappulla – un gravissimo attacco trasversalmente inferto alla diligenza dei beni comuni siciliani e alla gestione corretta del territorio che deve trovare la ferma opposizione sia nelle sedi parlamentari sia attivando una mobilitazione sociale in tutta la Sicilia. Tutto questo sta avvenendo, pur in presenza di tantissime critiche e precise posizioni contrarie assunte non solo da forze politiche e sociali ma anche da importanti esponenti del mondo della cultura, direttori di musei e gallerie d’arte, docenti universitari, esperti del settore e da diverse associazioni culturali.«La tutela paesaggistica della nostra regione, la lotta all’abusivismo e all’utilizzo speculativo del territorio – conclude segretario regionale di Articolo uno in Sicilia – è patrimonio di tutti i siciliani e non può rappresentare merce di scambio per intese e accordi politici. Questo disegno di legge così va ritirato.(Vassily Sortino)

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Su incendi in Sicilia: «Musumeci spegne solo la speranza»

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

«Anche questa estate sono iniziati gli incendi in tutto il territorio siciliano che mandano letteralmente in fumo il patrimonio boschivo, con danni disastrosi per la fauna e l’ambiente nell’assenza grave e colpevole di adeguati interventi della regione. Di questi giorni le prime drammatiche immagini delle fiamme che divorano i monti che sovrastano i monumenti di Segesta e del bosco di Magaggiaro, polmone verde di inestimabile valore dell’agrigentino».A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia.
«Rispetto al passato sono aumentati – continua Zappulla – solo gli annunzi, le critiche rivolte ai precedenti governi e forse la volontà di istallare qualche telecamera a infrarossi, ma continua a brillare l’assenza della indispensabile programmazione degli interventi seri, veri, concreti e la situazione è inevitabilmente peggiorata».«Musumeci – sostiene il segretario di Articolo uno in Sicilia – aveva annunziato grandi interventi per rendere più efficace l’azione di prevenzione e di spegnimento degli incendi boschivi, nell’intervento fiume di ieri all’Ars li ha reiterati ma nessuna svolta concreta si è realizzata per evitare l’ennesima stagione di disastri ambientali e paesaggistici. Occorre da subito una diversa gestione e visione del territorio, bene da tutelare, valorizzare e consolidare e non da consumare e lasciare bruciare e distruggere. Ed è evidente che hanno ragione i sindacati nel denunziare che gli stessi forestali addetti all’antincendio sono insufficienti (1.500 in meno di quanto previsto dalla pianta organica), che hanno un’età media troppo alta, che sono privi dei mezzi indispensabili per il loro lavoro e per lo più ci si affida ai mezzi aerei e privati. Quando bruciano campagne, boschi, colline, frutteti tutto serve ed è utile ma per contrastare gli incendi soprattutto quelli estesi rimane fondamentale una coordinata azione da terra».In sintonia con i sindaci – conclude Pippo Zappulla – che devono provvedere ad aggiornare i Piani di Protezione Civile e il Catasto delle aree percorse da incendio e imporre i vincoli previsti le attività di prevenzione devono iniziare già ad aprile, altrimenti anche su questo delicato e importante versante emergerà pesantemente il fallimento del governo regionale.

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E’ la Sicilia, la regione italiana a maggiore rischio di desertificazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

Lo afferma il Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.). Questa eventualità incombe sul 70% dell’isola e tale dato è ora confermato dall’analisi dei dati diffusi dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.Ad accentuare il pericolo, infatti, non sono solo i quantitativi pluviometrici, ma l’andamento delle piogge con forti differenziazioni territoriali.L’andamento pluviale di Maggio è esemplificativo: la media regionale è stata pari a 9,88 millimetri, ma si va da mm. 65,6 caduti in località Ziriò di Saponara, nel messinese, a mm.0,1 a Ramacca, comune in provincia di Catania; altri rilevamenti, testimoni dell’estremizzazione atmosferica, sono il comune di Floresta, nel messinese (mm. 43,2) ed il capoluogo Messina (mm. 42,2) contrapposti alla diga don Sturzo sul lago di Ogliastro, in provincia di Enna (mm.0,2) ed al comune di Misilmeri, nel palermitano (mm.0,3).“Tali dati fortemente diversificati fra aree dell’isola confermano la fondamentale importanza di bacini, che raccolgano le acque di pioggia, quando arrivano per utilizzarle nei momenti di bisogno idrico – sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – In Sicilia, purtroppo, la rete di distribuzione irrigua è insufficiente e la capacità degli invasi è fortemente condizionata dagli interrimenti, contro i quali è necessaria una vera e propria campagna di escavi.”Ad aggravare la situazione c’è l’attuale stagione particolarmente siccitosa: nel solo mese di Maggio, il deficit idrico nei bacini siciliani si è aggravato di oltre 16 milioni di metri cubi, passando da – 53,8 milioni di metri cubi a -69,9.“Anche in Sicilia, come nel resto d’Italia – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – mettiamo a disposizione delle autorità competenti, l’esperienza e le capacità tecniche, presenti nei Consorzi di bonifica ed irrigazione. Ribadiamo, però, la necessità di una loro ristrutturazione secondo principi di efficienza e sostenibilità economica, riconsegnandoli all’ordinario regime democratico, fondato sui principi di autogoverno e sussidiarietà; da troppi anni, infatti, una mal interpretata funzione della politica ne condiziona l’operatività a servizio del territorio, possibile nell’isola come già avviene nel resto d’Italia.”

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Sicilia: Rischio desertificazione industriale

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

«La posizione ultima assunta dalla Confindustria siciliana è irricevibile. Non si può, infatti, affermare che o si eliminano le prescrizioni e il piano della qualità dell’aria o sbattono la porta lasciando la Sicilia e i territori».A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia «Una posizione simile nel merito – continua Zappulla – si presenta in palese contrasto con le norme europee e nazionali in materia ambientale di qualità dell’aria è sbagliata anche nel metodo, perché alimenta lo scetticismo e le diffidenze cresciute in questi anni nelle comunità contro un certo modo di produrre e di fare industria. Ribadiamo la convinzione che la Sicilia non può e non deve fare a meno di un sistema industriale forte, competitivo con cicli produttivi di estrema qualità e con sempre minore impatto ambientale. Insieme al turismo, all’agricoltura, alla bioedilizia l’industria può e deve rappresentare uno dei pilastri economici del Sistema Sicilia».E ancora Zappulla: «In Sicilia e in alcune provincie in particolare è cresciuta una cultura industriale ormai consolidata, ma si è pure al contempo sviluppata la necessità di interventi e investimenti di ciclo e di prodotto sul terreno della qualità ambientale, cancellando il ricatto pluridecennale non dichiarato ma praticato tra tutela ambientale e occupazione. Non ho apprezzato, quindi, il modo con cui è stato posto il problema pensando di fatto di utilizzare gli 8 mila lavoratori impegnati nell’area industriale del siracusano e degli altri territori come leva contro la regione. Un modo questo vecchio, superato e profondamente sbagliato di operare e procedere che rende grave la situazione già sul terreno dei rapporti e del metodo. Una Confindustria moderna e aperta avrebbe dovuto costruire con il territorio, con le istituzioni locali, le organizzazioni sindacali e le stesse associazioni ambientaliste un fronte unitario per aprire con la regione un tavolo di merito di confronto. Mettendo preliminarmente sul tavolo la conferma degli investimenti già previsti anche sul terreno ambientale e la disponibilità concreta ad apportare tutte le innovazioni necessarie, motivando quali possano essere alcune eventuali utili e necessarie modifiche da apportare a partire dalla tempistica».«In Sicilia – conclude Zappulla – c’è bisogno di una classe dirigente avveduta, matura e seria, capace di mettere al centro la salute, la sicurezza, la tutela ambientale senza cedere alle spinte irrazionali e autolesioniste di desertificazioni industriali. Maturità, serietà e responsabilità che in primo luogo devono preliminarmente dimostrare i grandi gruppi industriali. Ora che l’assessore regionale pare abbia aperto al confronto Confindustria siciliana, assuma la responsabilità di promuovere un raccordo preliminare con il sindacato provinciale e regionale , le istituzioni locali e le associazioni ambientaliste». (Vassily Sortino)

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«La Sicilia rischia un nuovo far west»

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

«Non si può spacciare per semplificazione burocratica lo smantellamento di qualsiasi regola. Questo è un vero far west». A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia, riferendosi alla nuova legge sulla semplificazione amministrativa.«Di fatto, con la legge approvata ieri dall’Ars – continua Zapulla – non ci sarà modo di impedire le peggiori speculazioni. Il ruolo del parlamento regionale, con i poteri straordinari attribuiti al presidente della Regione Siciliana nello Musumeci, diventa solo decorativo. La Sicilia ha conosciuto molto bene, in un passato non lontano cosa significa dare mano libera alla speculazione e allo sviluppo selvaggio, e ne paghiamo ancora oggi le conseguenze. Articolo Uno invita tutte le forze democratiche a fare fronte unico per ristabilire il principio di legalità e impedire che l’emergenza sanitaria venga strumentalizzata a favore degli interessi di pochi che nulla hanno a che vedere con il bene dei siciliani». (Vassily Sortino)

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Regione Sicilia: «Pieni poteri a Musumeci? Siamo al delirio istituzionale»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

«Le Imprese e i lavoratori siciliani hanno bisogno di investimenti, di velocizzare e sburocratizzare le pratiche e le procedure per creare sviluppo e lavoro e non di attacchi alle regole fondamentali della democrazia e di uomini soli al comando»A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia.
«I pieni poteri – continua Zappulla – al presidente della giunta regionale, pretesi in caso di emergenza sostitutivi delle competenze e prerogative dei Comuni e dei sindaci, sono un atto volgare e tutto ideologico di violazione degli elementari equilibri democratici. Le ultime vicende giudiziarie, che hanno coinvolto il sistema degli appalti nella sanità e la gestione dei rifiuti, stanno semmai a dimostrare che in Sicilia c’è più bisogno di regole trasparenti e di tenere ancora più alta l’asticella della legalità e della vigilanza democratica». «Le forze politiche, economiche e sociali – conclude Zappulla – che hanno a cuore gli interessi e i diritti dei siciliani chiedano con forza che quel disegno di legge venga ritirato».

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Bilancio e finanziaria regionale: Musumeci dica la verità ai siciliani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Palermo. Altro che strumento finanziario di svolta e capace di rispondere all’emergenza economica e sociale. È in arrivo una finanziaria in larghissima parte sospesa, con risorse e tempi di utilizzo indefiniti».A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia, riferendosi alla prossima approvazione del bilancio e della finanziaria regionale.«Si parla – continua Zappulla – di una manovra da 1949 milioni, composta da pochi fondi propri, da un contributo dello Stato – 345 milioni frutto del non versamento del contributo alle finanze dello Stato – e altri 1,4 miliardi di euro che si intende riprogrammare di risorse comunitarie. Chiediamo al governo regionale intanto se sui 345 milioni di euro di contributo dello Stato è stata già definita l’intesa indispensabile per ottenerli. Così come riteniamo doveroso confessare al mondo dell’impresa, del lavoro, ai cittadini che le risorse comunitarie devono, prima di poter essere utilizzate, essere riprogrammate e concordate appunto con l’Unione Europea».
E ancora Zappulla: «E quando questo potrà accadere, conoscendo i tempi siciliani, si tratta almeno di diversi mesi, sono risorse che potranno essere utilizzate per investimenti e non impegnate per la spesa corrente e ordinaria. Felicissimi di essere smentiti, ma è forte la sensazione di una finanziaria farsa, ennesima dimostrazione di inadeguatezza politica e di incapacità ad affrontare la delicata situazione economica della regione e la drammatica condizione di disagio crescente dei siciliani». Auspichiamo che dal mondo politico e sociale della Sicilia – conclude Pippo Zappulla – si alzi forte la protesta e la mobilitazione contro una manovra finanziaria che così rischia di affossare ulteriormente una Sicilia già in profonda crisi economica e sociale».(Vassily Sortino)

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