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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘siciliani’

Produzione vini siciliani

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Palermo. L’Universo Vino è il risultato delle scelte che i viticoltori hanno fatto a partire da 8.000 anni fa: la stratificazione delle esperienze ha prodotto i vini che oggi conosciamo e la distribuzione dei vitigni nei territori più vocati. Nel 1800, Re Ferdinando IV incaricò l’esperto Felice Lioy, intendente della palermitana Commenda della Magione, di migliorare la qualità dei vini siciliani. Il Lioy, attraverso prove e studi, cominciò separare i grappoli in base alla qualità, sperimentò una macchina per “raspolare” (diraspare), fece costruire la Real Cantina Borbonica di Partinico e, cosa interessante, vinificò uve di vigneti nei dintorni della tenuta Cusumano di Ficuzza, in parte documentate nella Real Casina di Caccia di Ficuzza. «Questa storia ha alimentato la nostra curiosità – racconta Diego Cusumano, titolare, con il fratello Alberto, della cantina siciliana. – Come poteva essere il vino del Re? La composizione non è documentata, ma abbiamo immaginato: uve indigene, un unico Terroir, maturazione sulle fecce fini sino alla vendemmia successiva (in quanto le botti sarebbero servite per la nuova annata). Così, dopo qualche anno di sperimentazione è nato Salealto, un “vin du Terroir” di Ficuzza, ottenuto da Inzolia, Grillo e Zibibbo in parti uguali, vinificati separatamente poi affinati insieme».
Salealto richiama le caratteristiche del vino al palato e il terroir di produzione: 700 metri slm. Un vino unico, montanaro e mediterraneo allo stesso tempo. Luogo di produzione: Terre Siciliane IGT Tenuta Ficuzza, 700/800m slm – Piana degli Albanesi (PA) Annata 2018 con produzione di 5.000 bottiglie I vitigni. 1/3 Insolia, 1/3 Zibibbo, 1/3 Grillo. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700/800m slm, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 quintali per ettaro.
La vinificazione. Raccolta manuale in cassette, macerazione in pressa a temperatura ambiente e successivo illimpidimento statico. Fermentazione in acciaio a 20°C, travaso ed assemblaggio dei vini, permanenza per circa 10 mesi sulle fecce fini e successivo affinamento in bottiglia. Come tutti i vini Cusumano, anche Salealto si avvale della certificazione SOStain/VIVA “Sustainable Wine”. Comune denominatore delle diversità e delle unicità dei vini Cusumano, infatti, è l’impegno per una viticoltura sostenibile che nasce dal sentimento e dall’obbligo etico di proteggere le risorse, limitandone lo spreco. Una ricerca che si traduce in azioni conformi al protocollo di SOStain, il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura siciliana, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, attraverso il progetto di sostenibilità V.I.V.A.
Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna. http://www.cusumano.it

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Rafforzare i rapporti tra la Regione siciliana e i siciliani all’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 28 gennaio 2020

Ieri, in New Jersey, con la Federazione siciliana, invitata da Sarah Salamone e Marco Cangialosi per accogliere il Presidente Musumeci in visita nella Tri-State Area per promuovere legami culturali ed economici tra la bella terra di Sicilia e quella zona degli USA mettendo al centro la Comunità siciliana emigrata. Veramente una bella Comunità che la Federazione aiuta a mantenere in contatto con le origini! Presenti all’incontro il Console Generale d’Italia a New York, Francesco Genuardi, il Governatore del New Jersey ed altri esponenti politici americani. Nel mio intervento ho espresso la mia gratitudine, da siciliana, al Presidente Musumeci per la sua “disponibilità e dedizione a tutti i siciliani in Sicilia ma anche a tutti noi che viviamo in giro per il mondo!”Sono particolarmente contenta che ci sia un Presidente di Regione che finalmente dica che la Sicilia, in questo momento, ha bisogno di noi che siamo all’estero, e che il contributo dei siciliani all’estero è importante! Ecco, questo significa fare sistema e far entrare l’emigrazione nel pieno delle politiche attive per lo sviluppo locale promuovendo scambi culturali e commerciali.Infatti, sempre nel mio intervento, ho rinnovato il mio apprezzamento all’opera svolta dal Governo regionale di Musumeci “che già da tempo lavora in sintonia con gli Stati Uniti – ed il protocollo d’intesa con l’università di Pittsburgh ne è un esempio – affinché i rapporti diplomatici, gli scambi economici e tecnologici possano essere sempre più solidi e proficui”. Dopo l’incontro in New Jersey ci siamo trasferiti a New York, nel Queens, per assistere all’importante manifestazione culturale, la 25esima edizione, denominata Festival of Song USA, ideata dalla compianta Silvana Romania ed oggi portata avanti dalla bravissima Maria Romania e condotta da Joseph Cirnigliaro.In tale contesto il canto ha dato ragione della bellezza della lingua italiana e del patrimonio culturale ad essa connesso”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI), eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Grani antichi siciliani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

E’ stato pubblicato sulla rivista “PLANTS” il primo studio sulla caratterizzazione genetica e morfo-qualitativa della collezione di germoplasma di “grani antichi” siciliani e comprendente 27 varietà di grano duro, 1 di frumento tenero e 2 varietà storiche di grano duro. Questa significativa raccolta è stata realizzata a partire dagli anni ’40 dai noti scienziati Ugo De Cillis e Nazzareno Strampelli (padri fondatori della ricerca agricola italiana) e, attualmente, è conservata presso la Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia di Caltagirone.
Allo studio hanno partecipato attivamente il CREA, con il suo Centro di Ricerca sulla Cerealicoltura e le Colture Industriali, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Palermo e la stessa Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura.
I ricercatori hanno utilizzato marcatori genetici (molecolari) a singolo nucleotide (Single Nucleotide Polymorphism – SNP), che hanno permesso di evidenziare la diversità genetica dei frumenti storici siciliani, mediante un’impronta genetica (fingerprinting) riproducibile per ciascuna varietà della collezione, utile per la tracciabilità dei prodotti della filiera del grano antico. Un risultato rilevante che tutela produttori e consumatori da possibili frodi commerciali, soprattutto in considerazione della crescente riscoperta dei cosiddetti “grani antichi” da parte dei consumatori e dell’interesse economico ad essa correlato. Senza trascurare, però, l’importanza di preservare questo patrimonio genetico anche per futuri programmi di miglioramento genetico per queste varietà di cereali, finalizzati soprattutto agli aspetti qualitativi, alla loro attitudine alla trasformazione e alla salvaguardia della biodiversità.In Sicilia, una delle regioni storicamente più importanti per la produzione di grano duro, si assiste da alcuni anni all’incremento delle superfici coltivate con varietà storiche locali, per molti anni quasi dimenticate. Si è sviluppata così una piccola filiera dedicata, che ha portato all’iscrizione di 16 varietà di frumento siciliano locali in aggiunta alle tre già iscritte nel “Registro Nazionale delle varietà da conservazione delle specie agrarie e delle specie ortive”. La disponibilità di una “Banca del germoplasma” di frumenti storici siciliani, il cui obiettivo principale è quello di salvaguardare le risorse genetiche, è risultata fondamentale per lo studio della variabilità genetica della specie e per la messa a punto di strumenti tecnici avanzati per una certificazione di filiera.Il lavoro è stato condotto all’interno del progetto “Sviluppo tecnologico e innovazione per la sostenibilità e competitività della cerealicoltura meridionale”, MIUR-UE (PON01_01145/1- ISCOCEM)” finanziato dal MIUR.L’articolo, pubblicato sulla rivista Plants, è consultabile al link: https://www.mdpi.com/2223-7747/8/5/116/pdf

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“L’infiorata ai siciliani che vivono in Nord America”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

Ci scrive l’on.le Nissoli: ““Ieri, ho incontrato il Sindaco di Noto, in Sicilia, nella Sede del Comune, per parlare dei rapporti tra la Città di Noto e i siciliani che vivono in America. In tale contesto, si è parlato anche della promozione della tradizionale infiorata che quest’anno è alla quarantesima edizione. In particolare si è parlato della dedica dell’infiorata ai siciliani che vivono in USA e Canada; infatti, il titolo della manifestazione di quest’anno è:” I Siciliani in America”, con la prospettiva di ricomporre memorie individuali e di comunità, di mettere insieme il passato ed il presente dell’essere siciliani oltreoceano”.Lo ha dichiarato l’On. Nissoli Fitzgerald, eletta nella Circoscrizione estero – Ripartizione Nord e Centro America, dopo aver incontrato il dott. Corrado Bonfanti, Sindaco di Noto (Sicilia).“Presenteremo la bellissima infiorata di Noto a New York e tra i siciliani d’America – ha detto l’On. Nissoli -per far conoscere la nostra tradizione culturale e gettare un ponte culturale tra il Mediterraneo e l’Atlantico. Sarà anche l’occasione per tanti siciliani di ritrovarsi insieme, in America, e fare da cassa di risonanza ad un evento unico per la sua bellezza”.“Quindi – ha concluso l’On. Nissoli – da siciliana e da parlamentare eletta in Nord America, ringrazio di vero cuore il Sindaco, Corrado Bonfanti, l’Assessore ai Beni culturali, Giusi Solerte, il Capo di Gabinetto, Paolo Patanè e tutta l’Amministrazione comunale per questa bellissima iniziativa di dedicare l’infiorata ai siciliani che vivono in Nord America”.

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I prodotti siciliani sbarcano negli USA

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, sostiene la crescita sul mercato statunitense di Bionap, azienda catanese specializzata nella produzione di estratti vegetali destinati a cosmetici, integratori alimentari e dispositivi medici.
Nel dettaglio, SACE ha garantito un finanziamento del valore di 500.000 euro finalizzato a consolidare la presenza all’estero dell’azienda siciliana e che consentirà in particolare di sostenere i costi legati alla nascita della sua nuova sede americana. Gli Stati Uniti rappresentano infatti uno dei principali partner commerciali di Bionap, il cui fatturato deriva per oltre il 90% dalle sue attività di export. L’apertura della nuova sede commerciale fa seguito agli studi di fattibilità che l’azienda ha portato avanti nel corso del 2018, finanziati da SIMEST.“Siamo grati a SACE SIMEST per averci supportato in un progetto fondamentale per rafforzare la presenza di Bionap sui mercati internazionali,” – ha dichiarato Gianpiero Alessi, Direttore Generale di Bionap –. “Dopo gli studi preliminari finanziati da SIMEST, abbiamo scelto di aprire una sede americana, con il sostegno assicurativo di SACE, per poter sfruttare al meglio le enormi potenzialità offerte dal mercato statunitense. La presenza in loco ci permetterà infatti di approcciare direttamente i nostri clienti, garantendo una maggiore qualità del servizio e dando notevole visibilità ai nostri prodotti.”
Bionap è un’azienda italiana, verticalmente integrata, specializzata nella ricerca e nella produzione di estratti standardizzati derivati da piante e frutti dell’area mediterranea, per l’uso nei settori nutraceutico, cosmeceutico e veterinario. Bionap punta sulla ricerca di nuovi principi attivi di origine vegetale, valorizzando la biodiversità del Mediterraneo e il riutilizzo dei sottoprodotti dell’agricoltura. Per garantire un rigoroso supporto scientifico, l’azienda intrattiene rapporti con università e centri di ricerca internazionali: a testimonianza di questa costante spinta verso l’innovazione, Legambiente le ha conferito il titolo di “Campione dell’economia circolare”.
SACE SIMEST, che è presente nella regione con l’ufficio di Palermo, conferma il proprio impegno a favore delle tante PMI siciliane che si affacciano con sempre più coraggio sui mercati internazionali: nel solo 2017, il Polo ha mobilitato più di 93 milioni di euro a favore di oltre 460 aziende del territorio.

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I precari siciliani occupano la Provincia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 maggio 2012

E arrivano i nodi al pettine dei tagli imposti dal governo Monti…Come sempre a pagarne il prezzo più caro è il sud Italia. La Sicilia è una di quelle regioni che più ha usufruito di quelle figure precarie che hanno fatto, del mondo del lavoro nel nostro paese, una vera e propria jungla…senza diritti, senza prospettive…e troppo spesso senza le necessarie condizioni economiche per tutte quelle persone che non avevano scelte diverse…ma un’unica sola…cercare di lavorare anche se solo da precari. Appena a marzo scorso la Corte dei Conti bocciava il tentativo della Regione Sicilia di regolarizzazione dei precari. “Non ci sono soldi” il refrain che ormai è divenuta la parola d’ordine di uno Stato che continua a difendere i privilegi dei pochi, che non sfiora con alcun provvedimento la corruzione e gli sprechi (se non con demagogiche ed inconcludenti dichiarazioni di impegni vaghi), ma che tocca nel cuore quella enorme fascia di persone che hanno cercato, in tutti gli anni successivi alla ignobile legge 30 (legge Marco Biagi), di riuscire a trovare un modo qualsiasi per poter lavorare. Precisiamo…non c’è alcun merito da parte della Regione Sicilia che, comunque, ha tenuto migliaia di persone per svariati anni nella condizione di precario…ma l’aggravarsi della crisi e i segnali d’allarme per le poltrone dei politici nostrani a volte sono il volano per iniziative che, in tempi diversi, non si farebbero mai. Il merito va a chi ha lavorato e sudato per pochi spiccioli al mese, ha dato il suo impegno nella speranza che un domani fosse riconosciuto…pensando, sicuramente a torto, di vivere in un paese in cui i sacrifici e il lavoro siano doveri-diritti da non poter ledere. “Siamo obbligati ad occupare” dichiara Orazio Calì dello Slai cobas precari di Catania. “La situazione in Sicilia è esplosiva. Sono 22.000 i precari che lavorano nella pubblica amministrazione…e molti da 23 anni. Chiediamo un incontro al prefetto per sbloccare una situazione che ci vedrà, se così stante, al 31 dicembre tutti disoccupati. Non abbiamo intenzione di fermarci. Ci giungono telefonate dalle altre province siciliane dove stanno avvenendo altre occupazioni. Non ci fermeremo sin quando non avremo risposte certe sul nostro futuro…stiamo preparando altre azioni, ancora più eclatanti, per costringere quelle istituzioni, che fanno finta di non sentirci, a trovare una soluzione a questa situazione.”
E così il 4 maggio alcuni precari di Catania hanno occupato la sede della Provincia. L’occupazione va ad oltranza…nell’attesa che il prefetto, che in un primo momento ha rifiutato di incontrarli, torni sui suoi passi. In tutta Italia migliaia di lavoratori stanno perdendo salario e futuro per una crisi che premia i padroni e affossa la vita delle famiglie di chi ha sempre lavorato.
Il diritto al lavoro è un diritto costituzionale che va difeso non solo da chi rischia di perderlo, ma anche da chi lo ha già perso o da chi ancora lo ha.

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I giovani siciliani e il loro futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

“Dobbiamo salvaguardare le eccellenze, le scuole, la ricerca che funzionano ma senza alcuna indulgenza per gli inoperosi, per le simonie cattedratiche o per il baronaggio universitario”- ha dichiarato Fabio Cannizzaro, Vice Segretario politico di lu Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti”  “Dobbiamo valorizzare le professionalità  docenti nelle scuole siciliane di ogni ordine e grado, impedendo parimenti l’emigrazione delle nostre migliori energie intellettuali.   Dobbiamo difendere l’onorabilità e la professionalità  degli insegnanti siciliani che sono coloro che se valorizzati e non mortificati nel loro ruolo professionale e sociale aiutano a  garantire ai nostri giovani un futuro all’altezza della complessità dei tempi presenti”.  Cannizzaro ha poi proseguito: “Sono queste per gli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” priorità non più derogabili”. “Diciamo “NO” alla logica, scolastica ed universitaria, generale che ha ispirato fin qui l’azione politica  del Governo Centrale in carica. come anche additiamo come timida e complessivamente inconsistente l’azione degli ultimi Governi Regionali Siciliani, che in autonomia, e fors’anche autonomisti,  potevano fare molto per gli studenti e i docenti  siciliani”.  Come Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu -“Sicilia Indipinnenti” – ha proseguito Cannizzaro – “Siamo con le ragioni degli studenti e dei docenti, rifiutiamo però ogni forma di violenza, intolleranza o tentativo di mettere “cappelli” alla protesta.  Con tutto ciò non ci nascondiamo dietro un dito, sappiamo che le proteste in atto negli Istituti e negli Atenei Siciliani creano disagi non a lungo accettabili come non a lungo sostenibile è nei fatti, salva la sua bontà, la mobilitazione.
Crediamo che occorra cercare, e offrire, in tempi brevissimi, soluzioni a questo disagio reale e concreto, affrontando, volesse il cielo,  finalmente anche il grumo culturale ed educativo di quella Questione irrisolta che è e resta la Questione siciliana”.

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La grande speranza dei siciliani

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

Di Rosario Amico Roxas. Quando le speranze si arenano nelle contraddizioni, allora vola la fantasia, travestita da speranza; è il caso della Sicilia e dei siciliani, ormai dediti più alle fantasiose elucubrazioni che all’analisi delle concretezze; la fantasia ci porta lontano, verso miti che appaiono all’orizzonte  e che  l’assenza di speranze trasforma in certezze Accendiamo debiti a go-gò, da rimborsare entro il 2025; ulteriori debiti da rimborsare quando si può…. il tutto per materializzare un benessere che non c’è se non in una  ben alimentata finzione scenica.  Ci hanno illuso per decenni con il meridionalismo, trasformato in una riserva di pesca dove la licenza veniva rilasciata proporzionalmente al peso specifico del curriculum penale. Il meridionalismo ha spostato i suoi paralleli, diventando un attivissimo “meridionalismo europeo”, che fornisce tutti i privilegi al Meridione d’Europa, che si ferma nella sponda Sud del Po, mentre il vero meridione d’Italia  si rifiuta di capire il suo vero ruolo,  che è quello di ammortizzatore culturale, sociale, economico e politico  del grande “lago” del Mediterraneo, che unisce i popoli di tre continenti. L’ostracismo dei “meridionali d’Europa” è dovuto al tentativo di esorcizzare l’integrazione su base mediterranea, che li vedrebbe esclusi da tutti i circuiti: ai margini, già oggi, dell’Europa, diventerebbero estranei alla centralità mediterranea. Si è anche parlato di un Partito del Sud, avulso e staccato dai partiti, i cui esponenti bivaccano a Roma tra palazzo Ghigi e palazzo Grazioli, con puntate alla Certosa  e, per i più fedeli, anche una gita  ad Arcore. Ma questo partito del Sud è fallito prima di iniziare anche a far sperare, perché a proporne la formazione è quello stesso Miccichè che mantiene ferma e solida la sua fedeltà al cavaliere dei palazzi su citati; si trasforma, così, in un novello cavallo di Troia, che esclude dalla finestra i partiti, per farli rientrare dal portone principale. Ma il siciliano sa di avere il famoso asso nella manica, per cui non teme il futuro e non teme neanche i debiti da rimborsare entro il 2025; a fornire certezze non sono speranze legate agli uomini, ma ipotesi legate ai miti. Gli aztechi, ormai da secoli, secondo le alchimie del loro perfettissimo calendario, hanno previsto la fine del mondo nel dicembre  2012; è controversa la data esatta, perché varia tra il 12 e il 22 di quel dicembre, ma l’anno è certo…. E allora perché mai temere il futuro ?   Ci diverte, anzi, l’attesa dei nostri creditori, che resteranno: curnuti e mazziati ! (Rosario Amico Roxas)

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La Sicilia agli elettori siciliani

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

“Il Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo si trova oggi in pieno scompiglio e senza una concreta maggioranza che lo sostenga. Un progetto politico da sempre debole e confuso sembra giunto ormai alla fine in queste convulse ore di vita politica e istituzionale siciliana”. “E’ arrivato il momento – sostiene il Deputato Scilipoti (IdV) – che le forze politiche pulite, interessate unicamente al bene della Sicilia e dei siciliani, si facciano catalizzatori della parte migliore della società isolana e delle sue migliori intelligenze, per lavorare insieme con l’obiettivo della rinascita culturale, sociale ed economica della bellissima terra di Sicilia”. Scilipoti (IdV) auspica che questo avvenga sotto l’indirizzo che da tempo si sta tracciando, a conferma e dimostrazione di un impegno meridionalista che si sta qualificando sempre più per la sua luminosità e chiarezza d’intenti. Il fine ultimo è e deve essere il riscatto dell’intero Mezzogiorno, ormai da troppo tempo atteso”.

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Premio Nobel per la pace a Barack Obama

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

Il segretario Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu Giuseppe Scianò a nome sua e del suo movimento “salutano con ottimismo il fatto che la giuria abbia assegnato il Premio Nobel per la pace 2009 al Presidente Usa Barack Obama. E’, infatti, un premio al futuro, alle buone intenzioni, ad un Uomo di buona volontà e di sani princìpi. Questo, insomma, è un premio alla speranza di tutti. Siciliani compresi. Ed è anche una eccezione alla regola, fino a questo momento seguita dalla Fondazione Nobel. Un’eccezione che l’FNS vorrebbe, tuttavia, che non diventasse, a sua volta, “regola”. Anche perchè Barak Obama è un Unicum non facilmente clonabile.

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