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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘sicure’

“Covid-19 e aule sicure”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

Ferrara. A lezione in presenza sì, ma con la massima sicurezza grazie a una maggiore aerazione degli ambienti didattici. Da ottenere, tra l’altro, senza aprire le finestre, operazione non sempre priva di disagi specie nei mesi più rigidi.È l’obiettivo che si pone la sperimentazione finanziata dall’Ateneo di Ferrara e iniziata nei mesi estivi con il coordinamento del Professor Roberto Di Giulio, docente del Dipartimento di Architettura e Delegato del Rettore all’Edilizia.L’installazione nelle aule di sistemi di ventilazione controllati da remoto e a doppio flusso con recuperatore di calore permette in primo luogo una sensibile diminuzione del rischio di contagio da SARS-COV2, superiore, dopo 4 ore di permanenza, al 70% rispetto al caso di ventilazione naturale e di oltre l’80% dopo 8 ore di permanenza, così come previsto dall’equazione di Wells-Riley (1978), che correla la probabilità di infezione da parte degli occupanti di una stanza, in presenza di conseguente emissione di microrganismi patogeni, con il tasso di ventilazione della stessa.Oltre a ciò, il rispetto dei criteri di distanziamento, l’impiego della mascherina e la corretta sanificazione degli spazi contribuiscono ulteriormente al controllo della eventuale contaminazione nell’ambiente. “Le tecnologie impiegate sono ben note da tempo. L’aspetto sperimentale e innovativo di queste realizzazioni – prosegue il Professor Mazzacane – consiste nella contestuale conduzione periodica, effettuata dal CIAS sotto la supervisione della Prof.ssa Elisabetta Caselli, di test microbiologici e molecolari per monitorare la qualità dell’aria durante le attività didattiche, controllando la presenza di microrganismi patogeni (virali, batterici e fungini) in funzione dell’affollamento e delle caratteristiche operative dell’impianto. Ciò permetterà di validare sperimentalmente i risultati previsti dal modello teorico di Wells-Riley”.Il progetto è stato sviluppato nell’ambito delle attività di ricerca del Dipartimento di Architettura e in particolare del Laboratorio Interdipartimentale CIAS dell’Università di Ferrara, coinvolgendo anche studenti dell’A.A. 2019-2020 dei corsi di Progettazione Ambientale di Architettura e di Impianti Termotecnici di Ingegneria.L’ammontare complessivo dell’intervento riguardante cinque aule di medio/grandi dimensioni (che a regime potranno avere una capienza massima di 600 posti senza distanziamento) risulta pari a circa 200.000 euro.Il gruppo di lavoro è interdisciplinare e comprende docenti dell’Ateneo, studenti, l’ufficio tecnico dell’Università di Ferrara. Ha guidato il coordinamento generale il Prof. Arch. Roberto Di Giulio, Delegato del Rettore all’Edilizia. Per il Dipartimento di Architettura, oltre allo stesso Di Giulio, partecipano il Prof. Ing. Sante Mazzacane, Laboratorio Interdipartimentale CIAS, gli Architetti Gianni Lobosco, Giampaolo Guerzoni e Giuseppe Camillo Santangelo, il Geom. Gabriele Martini (consulente esterno), Leonardo Sannucci (tutor del corso di Progettazione Ambientale di Architettura) e Pauline Mindzie Minkoulou (studentessa del corso di Impianti Termotecnici di Ingegneria). Per l’Ufficio Lavori pubblici di Unife, lavorano al progetto oltre al Direttore generale dell’Ateneo Ing. Giuseppe Galvan, il Geom. Simone Tracchi, l’ Arch. Serena Dalla Casa e il Geom. Roberto Rossi. Per il monitoraggio microbiologico, partecipa il gruppo di ricerca CIAS, comprendente, oltre alla Prof.ssa Elisabetta Caselli, il Dr. Luca Lanzoni, il Dr. Matteo Bisi, la Dr.ssa Antonella Volta, la Dr.ssa Maria D’Accolti e la Dr.ssa Irene Soffritti.

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Garantire scuole sicure a settembre

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2020

Il 14 di settembre la campanella suonerà di nuovo per gli oltre 8 milioni di studenti del nostro Paese e i Dirigenti scolastici sono al lavoro per garantire una riapertura sicura. Il Politecnico di Torino, proprio per contribuire a fornire indicazioni utili alla ripresa delle lezioni in aula, ha approfondito il Rapporto “Scuole aperte, Società protetta”, pubblicato nel mese di maggio da un gruppo di lavoro coordinato dall’Ateneo nell’ambito del progetto “Imprese aperte, lavoratori protetti”, che ha fornito le prime indicazioni per una ripresa di servizi e attività produttive nella Fase 2 e si è poi arricchito di approfondimenti tematici sui diversi settori della società per i quali il perdurare dell’emergenza sanitaria impone nuove regole. Il Rapporto sulla riapertura delle scuole è stato redatto con il contributo di Città di Torino, Città Metropolitana, Regione Piemonte, Ufficio Scolastico Regionale, Ordine degli Ingegneri e di numerose associazioni e istituzioni che operano nel settore dell’educazione e della scuola.
Gli approfondimenti tematici sono invece stati raccolti in tre appendici che riguardano tre ambiti specifici: Proposte operative per i Dirigenti scolastici; Nidi e scuole dell’infanzia; Percorsi estivi e autunnali per il recupero e il potenziamento.
La prima appendice pubblicata si rivolge direttamente ai Dirigenti scolastici, che saranno chiamati a garantire un rientro in sicurezza, con proposte circa le misure da adottare per l’accesso a scuola, il distanziamento (sia in aula, che nelle zone di transito), le buone pratiche di igiene e l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza individuale, ma anche la sanificazione e il ricambio d’aria. Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi che ciascun istituto autonomamente potrà decidere come implementare, si consiglia la strutturazione in sottogruppi di apprendimento, costanti nel tempo, e il rientro in presenza delle intere classi con priorità per le prime e le ultime di ciascun ciclo. Dove fosse necessario organizzare dei turni, l’Appendice propone anche esempi che alternano attività in aula e in luoghi differenti dall’aula classica, come spazi esterni alla scuola e palestre. In particolare, ai Dirigenti sono proposti metodi operativi e checklist per fotografare la situazione esistente e ipotizzare soluzioni e lay-out per i prossimi mesi.
Nella Appendice 2, dedicata a Nidi e scuole dell’infanzia, si riportano i risultati delle analisi svolte dal Dipartimento Architettura e Design del Politecnico di Torino con un gruppo di lavoro coordinato dalla professoressa Elena Vigliocco, relativamente ai Beta test svolti per la fascia 0-6 anni su 5 strutture edilizie che accolgono Servizi Educativi Prescolari (4 edifici per la fascia 0-3 anni e 1 per quella 3-6 anni) a Torino. I risultati indicano che la capacità di “rientro” varia molto in base alla conformazione della struttura e dal numero di metri quadri disponibili per bambino: anche nella condizione migliore non sarà possibile accogliere la totalità dei bambini precedentemente iscritti. Per aumentare la capacità di accoglienza, sarà necessario individuare nuovi spazi e aumentare il numero degli operatori. La proposta è quella di trattare la questione nella sua dimensione sistemica complessiva, coinvolgendo tutti gli stakeholder, in primo luogo famiglie e insegnanti.
Nella Appendice 3 si presenta il progetto “Nessuno resta indietro: percorsi estivi e autunnali per il recupero e il potenziamento”, una collaborazione tra Università d Torino e Politecnico di Torino per le fasce più deboli della popolazione scolastica. Il progetto è attualmente in svolgimento e vede la cooperazione di un gruppo di lavoro esteso sotto il coordinamento delle professoresse Paola Ricchiardi e Angelica Arace dell’Università di Torino. Il progetto considera i grandi ostacoli emersi durante il periodo della chiusura delle scuole: carenza di formazione specifica sulle strategie efficaci di Didattica a distanza per le singole fasce d’età e di competenze tecnologiche, carenza di supporti da parte degli allievi (pc, tablet…) o di reti adeguate, possibilità differenziate nel supporto genitoriale, carenze culturali. La proposta si concretizza nella realizzazione di percorsi a distanza di recupero e potenziamento delle competenze scolastiche essenziali per favorire la motivazione e la riuscita di alunni o studenti in difficoltà. Si va dal potenziamento delle competenze di base, allo sviluppo della curiosità nei confronti della scienza e all’acquisizione del senso ludico dell’apprendimento. Si tratta di attività didattiche sfidanti che favoriscano la stimolazione cognitiva e lo sviluppo della motivazione per l’apprendimento, la scoperta, e l’acquisizione o il consolidamento di competenze fondamentali, con focus specifici ad esempio sulle materie STEM e sulle abilità linguistiche.

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Scuole sicure a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 ottobre 2018

Roma “Non è accettabile l’alleanza che ha visto il Pd unirsi al Movimento 5 Stelle per bocciare deliberatamente la mozione della Lega sulla “Mappatura dei fabbisogni sullo stato dell’edilizia scolastica, priorità e impegno economico straordinario”. Ringraziamo i colleghi del centrodestra Libanori, Volpi e Grasselli per aver sostenuto la nostra azione in sostegno delle numerose segnalazioni da parte di studenti, famiglie e personale docente sullo stato critico delle scuole del territorio di Roma e provincia. Vale la pena ricordare che la Città metropolitana di Roma Capitale ha competenza su complessivi n. 340 edifici ubicati in 37 diversi Comuni dell’area vasta, n. 120 scuole circa solo nel Comune di Roma e di questi edifici la maggior parte non ha il certificato anti incendio e la totalità non è stata mai oggetto di interventi in materia antisismica, con riferimento alle indagini ed analisi di vulnerabilità e ad una prima stima di interventi di adeguamento sismico. Senza dimenticare che oltre 30 edifici hanno necessità di un’urgente azione per la rimozione dell’amianto in alcune scuole. Un vero e proprio disastro, un pericolo costante per i nostri ragazzi che frequentano i licei e gli istituti tecnici, a cui il M5S e il Pd hanno saputo rispondere con una bocciatura di un documento che invece tracciava una linea ben definitiva e concreta. Ora attendiamo delle risposte concrete nelle scuole per la sicurezza dei nostri giovani ma temiamo che l’immobilismo che ha caratterizzato prima Gasbarra poi Zingaretti e ora la Raggi prosegua nel tempo fino a quando succederà qualcosa di grave e sentiremo le solite lacrime di coccodrillo di chi è responsabile di questo scellerato modo di governare” Lo dichiarano in una nota Carlo Passacantilli e Antonio Proietti, consigliere della Lega della Città Metropolitana di Roma Capitale.

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L’informazione che ridisegna le città

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

bolognaBologna Il 20 e 21 ottobre alla Fiera di Bologna l’iniziativa di FPA rivolta ad amministratori, politici, imprese, associazioni e cittadini: un momento di analisi e confronto su come i dati e le informazioni possono far diventare le nostre città sostenibili e sicure.
Una due giorni di incontro e scambio che mette al centro gli ecosistemi urbani, coinvolgendo i suoi principali attori –dalla Pubblica Amministrazione ai cittadini alle realtà associative e produttive- in una discussione sugli strumenti di analisi e governance delle nostre città.“Smart Cities e Smart Communities sono l’orizzonte cui tendono sempre più le politiche di gestione ed amministrazione delle città, secondo le direttive della legislazione nazionale delineate, ad esempio, in quel Codice dell’Amministrazione Digitale da qualche giorno entrato nella sua fase attuativa – dice Gianni Dominici, Direttore di Forum PA. – Non possiamo però prescindere da un’analisi oggettiva della realtà: le città sono sistemi sempre più complessi che non si possono governare se non con un’adeguata conoscenza”. Dati ed informazioni, dunque, al servizio di città sostenibili, sicure, intelligenti: dalle fonti istituzionali ai diversi device che popolano le città –il cosiddetto Internet of Things- dalle segnalazioni dei cittadini a quelli provenienti dal funzionamento della macchina amministrativa, i dati rappresentano oggi una ricchezza inestimabile quanto a possibili ambiti di applicazione. Le loro potenzialità sono enormi: si va dall’analisi dei bisogni, e quindi dalla previsione della domanda, a una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica fino al miglioramento delle performance pubbliche.Ecco perché ICity Lab mette al centro della propria riflessione ICity Rate, il rapporto che dal 2012 stila la classifica annuale delle Smart City italiane e fotografa lo stato dell’arte nel percorso verso città più intelligenti, più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. Sarà proprio la presentazione di ICity Rate 2016 ad aprire il programma congressuale, giovedì 20 ottobre alle ore 10, nella plenaria “Conoscere, collaborare e realizzare nelle città dei dati”. Un’indagine che si arricchisce di nuovi dati, con circa 100 indicatori presi in esame: dalle fonti statistiche ufficiali a fenomenologie non ancora “cristallizzate”, dalla sharing economy alla capacità di attrazione di fondi UE per la ricerca fino alle performance delle amministrazioni sui social network. L’indagine verrà presentata e discussa, tra gli altri, da Carlo Mochi Sismondi e Gianni Dominici, rispettivamente Presidente e Direttore di Forum Pa, Sandro Cruciani, Direttore Centrale per le statistiche ambientali e territoriali ISTAT e Flavia Marzano, Assessora Roma Semplice – Roma Capitale.Ma la conoscenza non è fine a se stessa, deve servire a migliorare la qualità del vivere nelle città e soprattutto la sicurezza. Come possiamo parlare di Smart Cities e Smart Communities se non si creano le condizioni per rendere meno vulnerabili e più sicuri i nostri centri urbani? I recenti fatti di Amatrice ne sono una drammatica dimostrazione. “Ecco perché – continua Dominici – è altrettanto importante che si diffonda la cultura e la prassi della città resiliente, intesa come modello di governance improntato alla flessibilità, in grado di adattarsi in maniera immediata e snella alle sfide e alle minacce che provengono dall’ambiente esterno”. Un modello, quello di città resiliente, in grado di gestire risposte sociali, economiche e strutturali per permettere al territorio sopravvivenza e sviluppo, emancipandosi dalle pastoie di quella burocrazia difensiva che frena la gestione quotidiana delle funzioni amministrative: ciò che accade, ad esempio, con le procedure di affidamento diretto dei contratti d’appalto al di sotto della soglia di interesse europeo, i cui principi di efficienza ed economicità sono spesso frustrati dall’appesantimento eccessivo degli oneri connessi alla loro finalizzazione, nell’affannosa ricerca di un delicato e difficile equilibrio con l’esigenza di trasparenza, imparzialità e correttezza degli affidamenti pubblici.ICity Lab si presenta con un format del tutto rinnovato: dopo 4 anni di Smart City Exhibition, la due giorni vedrà susseguirsi convegni , workshop, sessioni plenarie e dibattiti sulle practice e gli strumenti di gestione del territorio a partire dalla grande rivoluzione del Data Driven Decision Making, vale a dire la capacità di trasformare i dati grezzi in conoscenza esatta di quello che accade sul territorio, e di alimentare quindi visione strategica, azione e capacità decisionale, in grado di guidare lo sviluppo e il buon governo delle città intelligenti.L’evento sarà anche l’occasione per un confronto con Governo, Amministrazioni locali e aziende più innovative per rilanciare una visione strategica ed un piano di interventi e investimenti dedicati alle Smart City, così come previsto dal PON Città Metropolitane 2014-2020, che mette a disposizione circa 900 milioni di euro per 14 città italiane (90 milioni per ciascuna delle città del sud e 40 per quelle del nord) per raggiungere gli obiettivi della coesione territoriale, della cittadinanza digitale, dell’innovazione sociale, della mobilità intelligente e della sostenibilità energetica e ambientale. Un tema, quello del PON, di cui si parlerà durante il workshop del 20 ottobre “La smart city del PON Metro 14-20: agenda digitale, sostenibilità urbana e inclusione sociale”, momento di incontro tra tutti gli attori coinvolti, Autorità di Gestione del Programma, Autorità Cittadine, esperti dei territori, per confrontarsi su quanto si sta facendo per raggiungere gli obiettivi programmati.

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Si possono offrire strade green, sicure ed economiche

Posted by fidest press agency su domenica, 29 Maggio 2016

strade greenstrade green1Roma All’inaugurazione della pista ciclabile green Lungotevere Oberdan, Federica Giannattasio, amministratore delegato di Iterchimica, impresa che ha ideato e realizzato l’asfalto green e hightech, ha dichiarato: “Abbiamo deciso, con gli amici di Bici Roma ed AMA, di realizzare la pista in questa zona del Lungotevere perché ci avrebbe permesso di riqualificare e restituire a nuova vita uno scorcio di paesaggio che solo una città come Roma può offrire. Ma anche perché vogliamo dimostrare che, con le giuste tecnologie è possibile realizzare una pavimentazione stradale ecologica, perché prodotta a basse temperature e con asfalto riciclato, realizzare pavimentazioni più durature, “a maggior vita utile”, e quindi meno soggette alle buche;
risparmiare sia in fase di realizzazione sia, soprattutto, sui costi di manutenzione. I nostri prodotti non sono brevettati. Quindi non rivendichiamo l’esclusiva. Suggeriamo solo che i capitolati vengano aggiornati sulla base delle nuove e più evolute tecnologie. Certo, Iterchimica è l’Azienda più avanzata in Italia, come ricerca, come sviluppo tecnologico. E’ una nicchia di eccellenza, a livello europeo. Gli additivi servono ad aumentare la resistenza all’usura delle pavimentazioni. E’ come inserire, nelle pavimentazioni, una sorta di armatura che ne aumenta le caratteristiche tecniche. E’ così che si può allungare la vita di un manufatto di oltre il 70%. Gli additivi vengono richiesti ed impiegati, obbligatoriamente, in molti Paesi, che hanno dei capitolati avanzati e rigorosamente verificati nell’applicazione. Oggi, in Italia, c’è un grave problema di dissesto delle strade urbane e di connessione: sono ammalorate e piene di buche. Gli additivi possono consentire, ad un Paese con limitate risorse economiche, di poter risolvere in modo eccellente il problema delle buche. Insomma, le conoscenze e competenze tecnologiche ci sono e sono completamente italiane. Ora sta agli Enti che gestiscono le strade applicare queste tecnologie negli appalti per rendere la filiera dell’asfalto più ecocompatibile, più durevole e meno soggetta a deterioramento. Già molte Municipalità, anche importanti, hanno adeguato i loro capitolati. Vogliamo che questa cerimonia serva a dare un esempio su come realizzare le strutture sportive e su come far evolvere le pavimentazioni in genere. (foto: strade green)

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Garantire frontiere esterne sicure per salvare la libera circolazione di Schengen

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Maggio 2016

La reintroduzione dei controlli alle frontiere interne alla zona schengen ha messo a rischio uno dei più grandi e tangibili risultati del progetto europeo, ha affermato la maggior parte dei deputati durante il dibattito con Commissione e Consiglio di mercoledì. Gli europarlamentari hanno detto che per ripristinare il normale funzionamento della zona di libera circolazione, le frontiere esterne dell’UE devono essere adeguatamente protette.Molti deputati hanno sottolineato i costi che i controlli alle frontiere interne impongono in particolare ai settori dei trasporti e del turismo. Altri hanno messo in dubbio la necessità e la proporzionalità dei controlli attuali e chiesto che siano eliminati al più presto.Il Commissario Dimitris Avramopoulos ha affermato che i controlli alle frontiere interne sono “eccezionali e temporanei” e ha assicurato i deputati che lo scopo è di eliminarli entro la fine dell’anno, al più tardi.

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Pioggia di euro per scuole più sicure

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2010

E’ estremamente soddisfatto Mario Mantovani, Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, nel commentare l’approvazione definitiva da parte del Cipe del programma straordinario dei lavori per la messa in sicurezza delle scuole italiane. Via dunque al primo stralcio di 358.000.000 di euro su un totale di un miliardo di euro che interesserà più di 1700 scuole italiane.  “Nel 2008 a Rivoli in provincia di Torino il giovane Vito Scafidi morì per il crollo del soffitto della sua scuola. Il Governo, a pochi mesi dal suo insediamento, decise di intervenire subito –sottolinea Mantovani che ha coordinato l’azione su incarico dei Ministri Gelmini e Matteoli- per impedire il ripetersi di tali tragedie”.  Fu così avviato un censimento straordinario degli edifici scolastici, realizzato dagli uffici dei due ministeri in collaborazione con gli Enti locali, che ha portato dopo nove mesi alla compilazione di una lista di interventi urgenti, approvata nei giorni scorsi dalla Conferenza Stato-Regioni e ratificata dal Cipe.  “Si tratta poi di vero federalismo perché si sostengono i nostri sindaci e i presidenti delle province chiamati in prima persona –continua Mantovani- a intervenire con celerità e concretezza sui bisogni del proprio territorio, in particolare in questo caso a favore della tranquillità dei giovani e delle loro famiglie, che certo non devono preoccuparsi per la sicurezza dei figli ma al solo fatto che studino e si preparino adeguatamente alle sfide della vita”.  “Inoltre è stato applicato per la prima volta un principio di equità sociale: la destinazione dei fondi è stata stabilita non solo tenendo conto della sismicità della zona, ma anche utilizzando criteri più oggettivi come l’età degli immobili, il numero di aule e di popolazione scolastica nelle singole regioni”.  “E’ infine un progetto di economia in chiave sociale perché in questo momento di difficoltà –conclude Mantovani- gli Enti Locali daranno lavoro ad imprese e lavoratori, con un’immissione nel sistema Paese, per ora, di 358.000.000 di euro”.

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