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Posts Tagged ‘sicurezza alimentare’

Sicurezza alimentare: nuove regole per rafforzare la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Una banca dati comune europea sugli studi utilizzati per le autorizzazioni L’Autorità europea per la sicurezza alimentare può rendere pubblici gli studi Rispondere alle preoccupazioni espresse nell’Iniziativa cittadina sul glifosato Le nuove regole per garantire l’affidabilità e la trasparenza della procedura di valutazione dei rischi per la sicurezza alimentare nell’UE sono state adottate mercoledì. Già concordate con i ministri UE, le nuove regole assicurano che la procedura di valutazione del rischio dell’UE per la sicurezza alimentare sia più affidabile, trasparente e obiettiva.Il testo è stato state approvato con 603 voti favorevoli, 17 contrari e 27 astensioni.Le nuove norme creeranno una banca dati comune europea degli studi commissionati, per dissuadere le imprese, che richiedono un’autorizzazione per la vendita di un alimento, dal non divulgare gli studi sfavorevoli. Ciò consentirà all’ Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di rendere pubblici tutti gli studi presentati e consentirne l’analisi da parte di terzi. In tal modo, si potrà considerare l’eventuale esistenza di altri dati scientifici o studi pertinenti, al fine di garantire l’accuratezza dei dati di cui dispone l’Autorità.Per garantire la trasparenza della procedura, i richiedenti dovranno divulgare tutte le informazioni pertinenti alla valutazione della sicurezza. Tuttavia, alcune informazioni, come il processo di fabbricazione o di produzione, possono essere mantenute riservate.Infine, la nuova legge introduce una nuova procedura consultiva, precedente alla presentazione, che consente all’EFSA di consigliare i richiedenti su come presentare correttamente la domanda di autorizzazione, rendendo il processo più affidabile.
La legge chiarisce come gestire la cosiddetta ‘doppia qualità’ dei prodotti
L’importo delle multe può arrivare al 4% del fatturato annuo. Un aggiornamento delle norme UE sulla tutela dei consumatori, per contrastare le recensioni ingannevoli online e la doppia qualità dei prodotti, è stato approvato. La nuova legge, già concordata con i ministri UE, aggiorna i diritti dei consumatori all’era di internet, garantendo ai consumatori maggiori informazioni sul funzionamento delle graduatorie online e quando esse derivino da post sponsorizzati. Le nuove regole mirano inoltre a rendere più trasparente per i consumatori l’uso delle recensioni online e dei prezzi personalizzati.I marketplace online e i servizi comparativi (ad esempio, Amazon, eBay, AirBnb, Skyscanner) dovranno rivelare i principali parametri che determinano la classificazione delle offerte risultanti da una ricerca. I consumatori dovranno inoltre essere informati da chi acquistano beni o servizi (da un commerciante, dal marketplace stesso o da un privato) e se sono stati utilizzati prezzi personalizzati.La direttiva tratta la questione della cosiddetta “doppia qualità dei prodotti”, ovvero i prodotti, commercializzati con lo stesso marchio in diversi Paesi UE, che differiscono per composizione o caratteristiche. Nel testo, si afferma che spetta agli Stati membri combattere la commercializzazione ingannevole.Quando sono soddisfatte determinate condizioni (ad esempio, commercializzazione simile in Stati membri di prodotti identici, con composizione o caratteristiche significativamente diverse e senza una giustificazione), la pratica potrebbe essere qualificata come ingannevole e quindi proibita. Inoltre, il testo include una clausola di riesame che impone alla Commissione di valutare la situazione entro due anni, per verificare se la doppia qualità dei prodotti debba essere aggiunta alla lista nera delle pratiche commerciali sleali.Per le infrazioni diffuse (ossia quelle che danneggiano i consumatori in diversi Paesi UE), l’ammenda massima disponibile negli Stati membri deve ammontare ad almeno il 4% del fatturato annuo del commerciante nell’esercizio finanziario precedente o, qualora non fossero disponibile informazioni sul fatturato, a un importo forfettario pari a due milioni di euro.

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Sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

alimentariIl 46% degli scienziati che lavorano per l’Agenzia europea di sicurezza degli alimenti (EFSA), che ha sede a Parma, sono in conflitto di interessi. Cosi’ le conclusioni di un rapporto della ONG olandese Corporate Europe Observatory (CEO), specializzata in strategie di influenza che vengono esercitate nelle istituzioni europee. Il periodo preso in considerazione, analizzando le autodichiarazioni degli stessi scienziati, e’ 2015-2018; in una precedente analisi del 2013 la percentuale era del 59, quindi la situazione e’ migliore, ma i numeri (46%) sono sempre preoccupanti ed alti. L’EFSA, che respinge il tutto, si difende dicendo che i suoi parametri di valutazione per il conflitto di interesse sono diversi, ma -per noi- e’ proprio su questa diversita’ che e’ bene concentrare l’attenzione. Per la ONG CEO e’ in conflitto di interessi lo scienziato che, nei cinque anni precedenti il suo mandato, ha avuto legami finanziari (possesso di azioni, contratti di consulenza, finanziamento di ricerche…) con il settore industriale per i cui prodotti e’ chiamato a fare una valutazione. Per l’EFSA un conflitto di interessi c’e’ in una situazione dove l’esperto ha ricevuto dei finanziamenti legati specificamente al prodotto per il quale ha l’incarico di fare una valutazione (no, quindi, per altri prodotti sui quali presta la sua opera nella medesima azienda). Come spesso accade in ambito “statistico”, conta molto il metodo, la temporalita’ e le domande. Qui stiamo parlando di cio’ che finisce ogni giorno nei nostri piatti, e ci sembra che il metodo della ONG olandese non sia estremista, anzi. Ci lascia perplessi, invece, il metodo approssimato e semplicistico dell’EFSA, come se gli scienziati che collaborano con l’Agenzia non fossero umani ma macchinette che si accendono e spengono a comando del fruitore; per esempio: lo scienziato che lavora per un’industria su un prodotto A, chiamato dall’EFSA a valutare l’idoneita’ di un prodotto B (quindi non in conflitto di interessi per l’Agenzia di Parma), perche’ non dovrebbe avere conflitto di interessi se si dovesse negativamente esprimere comunque sulla azienda che lo paga, compromettendo economicamente la stessa pur se su un altro prodotto? Un ragionamento semplice semplice, da 2+2=4. Ma forse la nostra matematica e’ diversa da quella dell’EFSA, cosi’ come la nostra considerazione dell’essere umano… Per questo facciamo appello alla Commissione europea perche’ intervenga sull’EFSA, per rimettere in discussione questi parametri. Appello che chiediamo anche sia fatto proprio dalle istituzioni italiane, direttamente o meno coinvolte, anche in virtu’ della dislocazione territoriale italiana della stessa Agenzia: ministero Salute, parlamentari europei in primis. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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I pesticidi che uccidono le api

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2015

Ape-su-fiore-a18514518Un nuovo studio pubblicato dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) dimostra che l’applicazione spray di tre pesticidi neonicotinoidi è associata a effetti nocivi sulle api. Secondo Greenpeace questo fatto non potrà che far aumentare la pressione sulla Commissione Europea affinché estenda l’attuale messa al bando di queste sostanze a tutti gli impieghi e a tutte le colture.L’EFSA ha preso in esame la sicurezza dei pesticidi thiamethoxam (prodotto da Syngenta), clothianidin e imidacloprid (entrambi prodotti da Bayer) nel caso di applicazione spray sulle colture. L’Agenzia europea con sede a Parma ha concluso che “sono stati identificati gravi rischi o non è stato possibile escluderli”.In questa nuova valutazione, inoltre, l’EFSA segnala una grave mancanza di informazioni sugli impatti che questi pesticidi potrebbero avere su altri impollinatori, sottolineando che “non è stato possibile completare la valutazione dei rischi a causa della mancanza di dati”.Le api e gli altri impollinatori giocano un ruolo fondamentale nella produzione di cibo: circa un terzo delle colture alimentari a livello globale dipendono direttamente dal servizio di impollinazione naturale offerto dalle api e da altri animali.L’attuale bando UE dei tre neonicotinoidi non copre tutti gli impieghi né tutte le colture. Ad esempio, sono permessi l’uso in serra e l’applicazione spray nei frutteti dopo la fioritura. Inoltre, alcuni Paesi europei hanno concesso delle deroghe al bando; il caso più recente riguarda le coltivazioni di colza nel Regno Unito.
«L’EFSA conferma quanto già dimostrato da un gran numero di evidenze scientifiche: i neonicotinoidi rappresentano una grave minaccia per le api e per il futuro dell’agricoltura», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia. «La Commissione Europea dovrebbe estendere la messa la bando a qualsiasi impiego di queste sostanze e a tutte le colture, e porre fine alla questione delle deroghe nazionali. Esistono diverse alternative alle sostanze chimiche di sintesi, l’Unione Europea dovrebbe incoraggiare gli agricoltori ad adottarle».In un recente rapporto, Greenpeace ha illustrato una serie di alternative efficaci per proteggere i meleti europei senza fare uso di pesticidi. Un sistema agricolo in equilibrio ecologico può aumentare la resilienza a malattie e parassiti, favorendo gli organismi benefici. Concimazione, gestione del suolo e colture di copertura possono stimolare la crescita e migliorare lo stato nutrizionale delle piante, riducendo al tempo stesso la suscettibilità alle malattie. Greenpeace chiede perciò ai governi di investire in tecniche alternative non dipendenti dalla chimica, promuovendo un’agricoltura sostenibile e libera dai pesticidi di sintesi.

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Parlamento rinvia l’approvazione del bilancio 2010 dell’Agenzia per la sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Il Parlamento europeo ha approvato giovedì i conti della Commissione europea per il 2010, nel corso della procedura annuale di discarico del bilancio comunitario. I deputati hanno “certificato” i conti della maggioranza delle agenzie e delle istituzioni europee e del Fondo di sviluppo regionale. Tuttavia, l’Aula ha rinviato, fra gli altri, il discarico del Consiglio e dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare di Parma.
Discarico della Commissione I deputati continuano a criticare la mancanza di sanzioni per la cattiva gestione finanziaria nei Paesi membri, l’uso di strumenti d’ingegneria finanziaria e il pre-finanziamento dei progetti comunitari. Tuttavia, si sono detti rassicurati dalle parole del Commissario per il controllo dei conti, Algirdas Šemeta, che ha promesso di migliorare la gestione finanziaria in questi settori.
I deputati da tempo cercano di individuare le soluzioni più efficaci per migliorare il controllo sulle spese dei fondi comunitari da parte delle autorità nazionali e locali, la cosiddetta “gestione comune”. Pur non avendo poteri di gestione diretti, la Commissione è responsabile per l’utilizzo di questi fondi che rappresentano circa l’80% del bilancio UE. Il Parlamento chiede ai governi nazionali di assumersi maggiore responsabilità sulla gestione dei fondi comunitari, anche se la responsabilità finale spetterebbe alla Commissione. Ciò potrebbe essere attuato introducendo delle “dichiarazioni di gestione nazionali”, firmate dai responsabili politici nazionali. Šemeta ha affermato che la Commissione “è con il Parlamento” su questa questione, che è parte dei negoziati in corso con i governi nazionali sul regolamento finanziario 2014-2020.
Le altre istituzioni UE
I deputati hanno garantito il discarico a tutte le istituzioni, incluso lo stesso Parlamento, con la sola eccezione del Consiglio. Fra i deputati e il Consiglio è in corso da tempo una discussione su come si possano garantire le giuste condizioni per permettere al Parlamento di eseguire in maniera adeguata il suo compito di controllore dei conti. Poiché non è stata ancora trovata una soluzione, il Parlamento ha deciso di rinviare il discarico. Il Parlamento ha approvato i conti di tutte le agenzie UE ad eccezione dell’Agenzia sulla sicurezza alimentare (EFSA), con sede a Parma, di quella per i medicinali con sede a Londra e dell’Agenzia per l’ambiente di Copenaghen. Secondo la maggioranza dei deputati, il costo medio del consiglio di amministrazione dell’EFSA, composto da 15 membri (EUR 92.630, o EUR 6.175 per membro), è eccessivo e richiede “tagli drastici”.
Il testo approvato sottolinea anche il recente caso di conflitto d’interesse, con la presidente del consiglio d’amministrazione che avrebbe, secondo quanto riportato sui media, dei legami con l’industria alimentare e sarebbe membro del consiglio dei direttori dell’International Life Science Institute (ILSI). L’agenzia ha annunciato le sue dimissioni il giorno precedente al voto del Parlamento (mercoledì).
Per migliorare la gestione finanziaria dell’Agenzia per i medicinali, i deputati chiedono un piano d’azione per rendere più efficaci le procedure sugli appalti e sui contratti e vogliono garanzie sull’imparzialità delle assunzioni del personale e degli esperti nazionali, distaccati temporaneamente. Infine, i deputati hanno criticato il rifiuto dell’agenzia di predisporre un nuovo sistema di pagamenti, come richiesto.
Per quanto riguarda l’Agenzia per l’ambiente, i deputati criticano che dal giugno 2010 all’aprile 2011 il direttore esecutivo fosse stato anche membro dell’International Advisory Board della ONG Earthwatch. Alcuni membri dello staff, incluso il direttore, si sono recati in missione di “ricerca” per far visita a alcuni progetti di Earthwatch nei Caraibi e nel Mediterraneo, per i quali, secondo il direttore, l’agenzia ha versato all’ONG 33.791 euro. I deputati chiedono all’agenzia di presentare un resoconto dettagliato su queste missioni e sulle cifre pagate a Earthwatch.

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Programma-Quadro Strategico per la Sicurezza Alimentare

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Con la riforma della Commissione delle Nazioni Unite sulla Sicurezza Alimentare Mondiale (CFS) avviata nel 2009, i governi hanno deciso di rendere la CFS una piattaforma centrale all’interno del sistema delle Nazioni Unite per il governo delle politiche agricole ed alimentari. Al processo di ristrutturazione hanno attivamente partecipato anche movimenti sociali e organizzazioni civili, tanto che la riforma include la creazione di un meccanismo per favorire e organizzare il dialogo fra il CFS e la società civile. Ma non solo: con la riforma del CSF è stato deciso di stilare, in accordo con la società civile e tutti agli attori del settore, un Programma-Quadro Strategico Globale sulla Sicurezza Alimentare (GSF) entro ottobre 2012. In vista del prossimo avvio del processo di consultazione della società civile e degli attori del settore per la definizione del GSF, così come previsto dal CFS Bureau, il CISA – Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare – ha inviato una lettera al ministro dell’Agricoltura Saverio Romano chiedendo al suo dicastero e al governo italiano di sostenere attivamente questo processo di consultazione di movimenti, organizzazioni del settore, società civile e di tutti gli attori del settore per la determinazione del GSF in seno al CSF. Da qui l’invito del CISA al ministro a far si “che il suo governo supporti attivamente questo processo di consultazione in vista della redazione del Programma-Quadro Strategico Globale”, conclude Marelli.

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Sicurezza alimentare e tutela consumatore

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Dopo le ultime tossinfezioni alimentari il consumatore si chiede come può tutelarsi, specialmente quando mangia in un locale pubblico (ristorante, bar, rosticceria, ecc.), sia per necessità (pausa pranzo) che per piacere. Salmonella, Stafilococco e Listeria sono microrganismi pericolosi e sempre in agguato. La prima cosa da fare per capire quanto l’igiene stia a cuore al gestore e’ quella di fare una visita al bagno: un lavaggio alle mani fa sempre bene e serve a constatare l’igiene di quello che dovrebbe essere il posto pulito per eccellenza. Da verificare se nel locale e’ affisso il certificato HACCP (Hazard Analysis on Critical Control Points), che prevede l’applicazione di corrette prassi igieniche. Spesso nei ristoranti o nei bar-tavola calda, assistiamo ad un tripudio di antipasti: quelli di carpaccio di carne, pesci o crostacei o a base di maionese devono essere collocati in banchi refrigerati a + 4 gradi. I salumi e formaggi per i panini devono stare tra +4 e + 6 gradi, verdure e insalate a +10 gradi, i cibi caldi (es. lasagne e arrosti) a + 60 gradi. Un termometro consentira’ di verificare la temperatura di legge. Insomma, anche se fastidioso, ognuno di noi dovra’ improvvisarsi “ispettore di igiene”. Meglio cosi’ che un pericoloso e fastidioso mal di pancia. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Nell’epoca della globalizzazione economica e della mobilità internazionale in cui viviamo, la sicurezza alimentare rappresenta un aspetto di fondamentale importanza sul piano della salute pubblica e di quella individuale. L’esperienza dell’epidemia tedesca dovuta a Escherichia colientero-emorragica O104:H4 sta dimostrando come ogni emergenza sanitaria di tipo alimentare, oltre a causare mortalità e morbilità nella popolazione, causi pesanti ripercussioni di tipo economico. Ne sono esempi nel caso specifico dell’epidemia in corso il crollo dei consumi di cetrioli e pomodori verificatosi in tutta Europa e il blocco delle importazioni di verdura da parte della Russia.Il tema della sicurezza alimentare è stato considerato prioritario anche dall’Unione Europea tanto è vero che nel 2003 essa si dotò di una specifica Agenzia Europea per la sicurezza alimentare (European Food Safety Agency, EFSA) con sede in Italia a Parma per la tutela del consumatore europeo. Con quella decisione l’Unione Europea voleva dotarsi di uno strumento di controllo simile a quello esistente degli Stati Uniti d’America: la Food and Drug Administration che oltre al controllo degli alimenti presiede negli Stati Uniti anche al controllo dei farmaci. La burocrazia di Bruxelles aveva posto inizialmente a capo di quella agenzia un professore di lettere antiche. Dal momento della sua fondazione ad oggi l’Agenzia per la Sicurezza Alimentare Europea (EFSA) non è riuscita ad acquisire autorevolezza e prestigio in campo internazionale ed è apparsa sempre del tutto spiazzata di fronte alle emergenze sanitarie che hanno colpito l’Europa in questi anni. Considerando gli aspetti di sanità pubblica e quelli economico commerciali legati alla sicurezza degli alimenti, gli stati europei ed in particolare l’Italia che ospita questa agenzia, devono chiedere conto al direttore dell’EFSA ed ai suoi dirigenti dell’attività svolta fino ad ora ed operare le necessarie verifiche per valutare la competenza dei funzionari e la strategia operativa che l’agenzia si è data. (Walter Pasini Direttore Centro di Travel Medicine and Global Health)

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Campylobacter: questo sconosciuto

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

Pochissimi in Italia sanno che il Campylobacter è il batterio responsabile del maggior numero di contaminazioni alimentari in Europa e secondo i dati dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e dell’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) i casi registrati sono quasi il doppio rispetto a quelle da salmonella. Nel report annuale dei due enti sulle zoonosi e sulle epidemie di origine alimentare nell’Unione europea per il 2009, i casi di Campylobacterosi sono 198.252 in aumento del 4%, mentre quelli da salmonellosi sono 108.614 e il dato risulta in diminuzione (-17%) per il quinto anno consecutivo. L’analogia dei sintomi tra le contaminazioni fra i due batteri, in particolare febbre e diarrea, ha fatto si che troppo spesso l’attenzione di ospedali e strutture sanitarie si sia focalizzata solo sulla salmonellosi senza sviluppare specifici protocolli per la campylobacterosi anche se il batterio di cui ci occupiamo si trova in generale negli apparati gastroenterici di polli, anatre, oche, e conigli allevati e anche in quelli selvatici (piccioni, fagiani, gabbiani), e può risultare contaminata anche la carne e le uova come avviene per la salmonella. Per quanto riguarda i bovini le contaminazioni sono meno frequenti ma il batterio può svilupparsi nel latte crudo. Tra le principali e semplici precauzioni da seguire è essenziale la cottura dei cibi in quanto, solo per fare un esempio, se la carne di pollo viene cotta il batterio muore, ma le contaminazioni avvengono spesso in modo indiretto in cucina attraverso posate o contenitori utilizzati prima per la carne di pollo cruda e poi per altri alimenti. A dimostrazione di tanto vi è la circostanza che il picco di frequenza di intossicazione in Europa interessa persone tra 18 e 24 anni, ovvero giovani che spesso mangiano fuori casa, con poca dimestichezza con gli accessori di cucina. Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale del “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori nonché fondatore dello “Sportello dei Diritti” è necessario alla luce dei preoccupanti dati forniti dall’EFSA, che le Autorità Italiane a partire dal Ministero della Salute ripercorrano già quanto fatto per la salmonellosi che ha visto una radicale riduzione delle contaminazioni da quando sono entrati in vigore i piani nazionali di controllo, che hanno visto l’introduzione a tappeto di vaccini in grado di limitare la diffusione ed un miglioramento del livello igienico negli allevamenti, ritenendo quindi fondamentale a tal fine che la ricerca di Campylobacter possa diventare obbligatoria nella filiere della carne e del latte.

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Agricoltura: politica double-face

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2010

l governo italiano persevera nella sua politica double-face. Da una parte ribadisce il sostegno alla riforma del Comitato sulla Sicurezza Alimentare Mondiale (CSA). Dall’altra, non fa seguire alle parole i fatti. Nel suo intervento durante i lavori del Comitato, riunito in questi giorni a Roma, il ministro Galan non ha spiegato come l’Italia intenda rimediare al drastico taglio delle risorse per la lotta contro la fame, ridotte del 56%  rispetto al 2009 nonostante il grandioso annuncio dell’iniziativa sulla sicurezza alimentare al G8 de L’Aquila.  La posizione italiana sul CSA è apprezzabile e la colloca tra i paesi più impegnati per una riforma globale, ma non basta: Oxfam Italia calcola che il taglio degli aiuti pubblici allo sviluppo mette a rischio 21 milioni di persone nel Sud del mondo. Se il nostro paese promuovesse una tassa sulle transazioni finanziarie, sarebbe possibile controllare le speculazioni sui mercati alimentari, una delle cause dell’aumento dei prezzi segnalata dal ministro. Inoltre, sarebbe possibile reperire centinaia di miliardi di euro per la lotta contro la fame e la povertà.  Infine, la proposta tutta italiana di dimezzare i costi delle rimesse al 5%, misura in grado di devolvere fino a 15 miliardi di dollari all’anno ai paesi in via di sviluppo, non ha prodotto ancora nessun risultato concreto. Oxfam Italia si augura che il ministro colga l’occasione della tavola rotonda sulla sicurezza alimentare e i cambiamenti climatici, in programma il prossimo 7 dicembre alla FAO, per dimostrare il senso di responsabilità e il concreto impegno dell’Italia.

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Carne cruda a rischio E. coli

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 agosto 2010

Anche la carne cruda rappresenta un potenziale veicolo di Escherichia coli, e quindi causa della sindrome emolitico-uremica (SEU). Lo sostiene Aldo Grasselli, segretario della Sivemp (Società italiana di medicina veterinaria preventiva) e presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare. “Si è tanto parlato dei rischi portati dal consumo di latte crudo – ha spiegato Grasselli – ma questo alimento è solo il veicolo del batterio che può nascondersi anche nella carne cruda e negli stessi hamburger, come dimostrano i casi di SEU che si sono registrati negli Stati Uniti, dove nessuno consuma latte crudo”. Secondo l’esperto, i rischi maggiori li corrono i bambini e gli immunodepressi.

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Un bando per i giovani ricercatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

Il Ministero della Salute, d’accordo con il Ministero dell’Università e della Ricerca, ha pubblicato il nuovo bando per la Ricerca finalizzata rivolto ai ricercatori del Servizio Sanitario Nazionale. Le risorse ammontano a 101 milioni di euro e, in aggiunta, le Regioni garantiranno il 50% del finanziamento dei progetti approvati nell’area clinico assistenziale. I programmi interessano la ricerca finalizzata ordinaria su tematiche di particolare importanza sanitaria, nonché la ricerca sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e sulla sicurezza alimentare. Tutti i ricercatori del Ssn possono presentare i progetti accreditandosi presso Regioni e Province autonome, Istituto superiore di sanità, Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, Agenzia per i servizi sanitari regionali, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici e privati, Istituti zooprofilattici sperimentali. Il bando prevede che enti, istituzioni o imprese pubbliche o private possano concorrere al cofinanziamento delle linee di ricerca. Nel bando è anche inserita la lettera invito diretta ai giovani ricercatori under 40. Sono previste due procedure distinte: Ricerca finalizzata e Progetti Giovani Ricercatori. La raccolta delle proposte inizierà con quella relativa ai progetti di ricerca finalizzata il 10 febbraio, e continuerà con i progetti relativi al bando ‘Giovani ricercatori’ il 22 febbraio.

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Crisi agricola

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2009

Bari 22 dicembre ore 15.30  presso la CCIAA il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro incontra le categorie agricole pugliesi.  “Oggi in Europa – dice De Castro a Bari Economica – siamo nel pieno del dibattito sul futuro della politica agricola comunitaria. Un dibattito che ci impone di inserire questi nuovi elementi di scenario all’interno della riflessione.  E’ nostro compito pensare ad una politica agricola comunitaria che possa contribuire ad affrontare le grandi sfide che abbiamo di fronte. Senza alcun dubbio tra queste quella della sicurezza alimentare. Un impegno che l’Europa deve assumere in qualità di area leader nella produzione alimentare”.  “Dobbiamo assumerci la responsabilità – aggiunge – di guidare un percorso di riforma, già avviato in Europa e che oggi vede la necessità di un completamento coerente con le attuali dinamiche e con gli obiettivi di lungo termine fatti propri dalla società moderna: crescita, equilibrio e sostenibilità”. Per questo De Castro auspica di ripensare la PAC e le risorse disponibili per quella che è la più importante politica di gestione dei suoli mai messa in campo dall’Europa. “E’ un compito che dobbiamo svolgere – dice – con particolare attenzione.  In questo quadro anche le sollecitazioni più recenti rendono ineludibile la necessità di garantire continuità a questa politica, riformandola ulteriormente, rendendola maggiormente sostenibile dal punto di vista dell’efficienza dei mercati, ma garantendo che il suo potenziale di risposta alle grandi sfide del nostro tempo possa crescere nel tempo”. Il n. 5/2009 di Bari Economica si occupa anche della battaglia della Regione Puglia per l’acqua bene pubblico, fa la mappa dei finanziamenti regionali alle imprese e all’agricoltura, in uno speciale lavoro apre una riflessione più ampia sulla necessità di un nuovo modello di welfare e dedica un appassionato ricordo a Gino Giugni, padre dello Statuto dei Lavoratori, che nel capoluogo pugliese diede  vita ad un’esperienza che per oltre un ventennio è stata il faro del rinnovato diritto del lavoro.

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Fao vertice: dichiarazioni di Alemanno

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2009

“La fame è il principale indicatore del disagio di una popolazione. Combatterla è una sfida incredibile, come scalare una grande montagna, è un impegno su cui si misura la nostra dignità di esseri umani. Il documento finale del Vertice denota un grande impegno ma manca una chiara indicazione dell’impegno finanziario. Una mancanza a cui si deve porre rimedio: senza risorse e mezzi adeguati il diritto al cibo di più di un miliardo di persone che soffrono la fame non sarà assicurato”.  Lo ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel suo intervento al Vertice Mondiale sulla sicurezza alimentare in corso alla FAO. “Bisogna muoversi su tre linee: un’agricoltura forte e non sottomessa agli interessi dell’industria, una maggiore consapevolezza del problema, che troppo spesso manca anche nell’opinione pubblica, e una politica che si comporti in maniera retta. Bisogna che gli agricoltori riacquistino la loro dignità, ed è necessario abolire la brevettabilità dei viventi e la mercificazione dell’acqua. Abbiamo bisogno di una leadership forte per risolvere i problemi del pianeta e debellare la fame, come ci chiedono i produttori del Forum Parallelo della Società Civile, che si è svolto a Roma e che il Comune di Roma ha fortemente appoggiato”.  “Roma è orgogliosa – ha aggiunto il Sindaco – di ospitare il polo agroalimentare dell’Onu. La Capitale è il confine ideale tra il Nord e il Sud del mondo, ed è la sede naturale del  confronto e dell’incontro tra Paesi per costruire una globalizzazione ispirata veramente ai valori della persona umana”.

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Vertice Fao: annullato cocktail in Campidoglio

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2009

Dopo aver aderito alla giornata di digiuno volto a sensibilizzare l’opinione pubblica in ordine al problema della fame nel mondo, il Campidoglio lancia un altro forte messaggio nella stessa direzione: il cocktail previsto per le delegazioni dei paesi membri della FAO che partecipano al Vertice mondiale per la sicurezza alimentare, che avrebbe dovuto tenersi questa sera, è stato annullato.

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Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2009

Roma (16-18/11) In occasione del prossimo vertice sulla sicurezza alimentare l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) mette in guardia dai gravi pericoli derivanti dall’aumento della produzione di biodiesel. Circa 120 milioni di indigeni in Asia, Africa e Sudamerica rischiano la fame e la totale perdita della loro base vitale a causa dei progetti per nuove ed enormi coltivazioni di piante adatte alla produzione di biodiesel. Il vertice di Roma vedrà impegnati capi di stato di tutto il mondo per trovare soluzioni ed aiuti efficaci contro la fame. L’APM chiede con forza una moratoria per nuovi mega-progetti per l’incremento della produzione di biodiesel e l’espansione delle piantagioni. Per centinaia di anni le popolazioni indigene sono riuscite a sopravvivere continuando ad adattarsi alle nuove condizioni create dalla civiltà occidentale, ma ora si chiede loro davvero troppo: la svendita di aree sempre più grandi delle loro terre a imprese straniere e il disboscamento selvaggio delle foreste privano le popolazioni indigene della loro casa, della loro terra ed identità, minano la loro esistenza e riducono le persone alla fame. Ciò che centinaia di anni di colonialismo non erano riusciti a cancellare viene ora distrutto in pochissimo tempo. Nella sola Indonesia la minaccia della produzione di biodiesel riguarda 45 milioni di persone. In Indonesia ogni anno vengono distrutti 2 milioni di ettari di bosco, dal 2004 ad oggi oltre dieci milioni di ettari di foreste sono state sacrificate alla coltivazione di piante adatte alla produzione del biodiesel. La situazione è particolarmente grave per le oltre 300 popolazioni indigene della Papua – Nuova Guinea, dove lo stato indonesiano ha dato in affitto centinaia di migliaia di ettari di terreni a imprese straniere e locali. Il forte utilizzo di pesticidi e l’enorme fabbisogno di acqua nelle piantagioni riduce notevolmente la possibilità di un’agricoltura a scopo alimentare nei terre adiacenti le piantagioni. Sull’isola di Kalimantan (Borneo) tre milioni di ettari di bosco sono andati distrutti per le nuove piantagioni, di fatto però le palme da olio finora piantate occupano solo 300.000 ettari. Nella vicina provincia malese di Sarawak le popolazioni indigene protestano da anni contro il disboscamento delle foreste tant’è che da agosto 2009 il governo ha iniziato ad arrestare i leader indigeni. Nonostante la popolazione birmana subisca con regolarità periodi di carestia, la giunta militare birmana ha ora deciso che ogni provincia debba mettere a disposizione almeno 202.000 ettari di terreni per la coltura intensiva della Jatropa, pianta destinata alla produzione di biodiesel. La situazione non cambia in Cambogia, Laos e India, dove la svendita dei terreni minaccia sempre più gravemente le popolazioni indigene. L’India prevede di destinare entro il 2012 almeno un milione di ettari di terreno alla coltivazione della Jatropa, e le piantagioni sono previste anche in quegli stati che soffrono acute carenze alimentari, come lo stato indiano di Mizoram. Entro il 2011 l’Etiopia intende mettere a disposizione delle imprese straniere e locali circa 3 milioni di ettari di terreni per la realizzazione di grandi piantagioni. In questo caso le vittime della fame energetica del mondo industrializzato saranno i nomadi Afar e i contadini Oromo. La situazione non cambia per le popolazioni indigene in Kenia, Tanzania e Uganda. In Sudamerica la Colombia presenta oggi forse la situazione più drammatica.

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Nuova minaccia di crisi alimentare

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2009

Le agenzie internazionali, impegnate in prima linea a promuovere la sicurezza alimentare, esprimeranno – alla riunione dei Ministri dell’Agricoltura del G8, dal 18 al 20 aprile in provincia di Treviso –  la propria preoccupazione per l’impatto che la crisi economica sta avendo sui piccoli agricoltori e sulla capacità delle persone di acquistare il cibo. I Ministri del G8 hanno invitato i capi di FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite), IFAD (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo), WFP (Programma Alimentare Mondiale) e il Coordinatore della Task Force di Alto Livello sulla Sicurezza Alimentare (HLTF), istituita dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, a riferire – al cosiddetto “Vertice dell’Agricoltura” –  sul modo in cui le Nazioni Unite stanno rispondendo alla crisi. Il loro intervento è reso ancora  più urgente dalla crisi economica che ha spinto un numero crescente di persone verso la malnutrizione, la fame e la povertà. La FAO lavora attualmente in oltre 90 paesi, in gran parte sostenendo la produzione alimentare con la fornitura di semi di qualità, fertilizzanti, altri input agricoli e assistenza tecnica per un valore che è stato nel 2008 pari a circa 350 milioni di dollari. A beneficiare direttamente di questi interventi vi sono i quasi 7 milioni di piccoli agricoltori con il proprio carico familiare; circa 35 milioni di persone, in maggioranza donne e bambini. Tre quarti del miliardo e quattrocento milioni dei più poveri al mondo vivono nelle zone rurali. L’IFAD lavora con e per circa 500 milioni di piccoli agricoltori, uomini e donne, aiutandoli a provvedere a se stessi, ad avere accesso ai mercati, ad affrontare i cambiamenti climatici e a catalizzare la crescita economica nelle zone rurali povere. Oltre ai rappresentanti dei paesi del G8, la riunione di Treviso vedrà la partecipazione dei Ministri dell’Agricoltura delle nazioni del G5 (Brasile, Cina, Messico, India e Sudafrica). Le conclusioni della riunione saranno presentate al vertice G8 dei Capi di Stato e di Governo che si terrà a luglio, nell’isola della Maddalena, in Italia. Il G8 dovrebbe far seguito agli impegni sulla sicurezza alimentare assunti al vertice del 2008, a Hokkaido, in Giappone. La sicurezza alimentare è anche stata citata al recente incontro G20 di Londra come componente essenziale di una risposta alla crisi economica.

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Ristoratori ed extravergine di Firenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

Nell’insolita cornice dell’Oratorio di San Michele in Piazza Sant’Ambrogio il Laboratorio Chimico Merceologico della Camera di Commercio di Firenze ha presentato “Il futuro dell’olio. La selezione degli olii extravergine di oliva della provincia di Firenze incontra l’eccellenza della ristorazione”.  Matia Barciulli, chef dell’Osteria di Passignano, ha messo a disposizione alcuni segreti del mestiere in cui l’olio crudo extravergine rappresenta il valore aggiunto che conquista il cliente. Marco Mugelli, elaiotecnico, ed Erminio Monteleone, docente di Biotecnologia agrarie, hanno puntato il dito sui criteri tecnici per raggiungere e riconoscere la qualità e soddisfare le attese dei consumatori sull’origine certa, la sicurezza alimentare, la gradevolezza e la conservabilità del prodotto. Leonardo Romanelli, giornalista e gastronomo, ha condito il tutto con la consueta affabile competenza. Oltre a questo incontro la Camera di Commercio di Firenze realizzerà nel corso del 2009 il lancio del sito Florenceoliveoil con attivazione del commercio elettronico; la realizzazione di un filmato sull’olio basato su 5 moduli: la pianta, il frantoio, la certificazione, la cucina/ristorazione, la salute; la partecipazione con gli oli selezionati al Sial di Montreal (aprile) a Tuttofood Milano (giugno), alla fiera agroalimentare di Sidney (Settembre) e alla fiera FHC di Shanghai (novembre). Inoltre, il Laboratorio Chimico Merceologico della Camera di Commercio di Firenze è a disposizione degli operatori del settore e delle aziende agricole per collaborare a programmi per il miglioramento della qualità della produzione dell’extravergine locale. Come ogni anno, sarà anche data ampia collaborazione alle manifestazioni locali di promozione dell’olio organizzate da enti locali e/o associazioni della provincia di Firenze nei mesi di novembre e dicembre.

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