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Posts Tagged ‘sicurezza sociale’

Quanto male si fa in nome della giustizia o della sicurezza sociale?

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 maggio 2020

In più di un quarto di secolo di carcere, qualche volta ho pensato che i “buoni” sono peggio dei cattivi. Solo che la loro cattiveria non la chiamano crudeltà, ma la chiamano giustizia. Credo che molti confondano la giustizia con la vendetta, ma spesso questa non solo è inutile ma è veramente una maligna spirale di odio. Sul ritorno in carcere di alcuni boss mafiosi rottamati, in disuso, anziani e malati, ho letto in rete dei commenti di persone contente di questa decisione. Non capisco cosa ci sia da essere contenti se la legge li aveva messi fuori, ma forse il mio senso di giustizia è diverso da quello della gente comune, perché penso che i morti non chiedano vendetta, credo piuttosto che questa la vogliano i vivi. Dopo tanti anni lo spirito di vendetta è ingiustificato nei confronti di persone che nel mondo criminale non contano più nulla. In questi giorni abbiamo visto che l’attenzione politica e mediatica si è concentrata su vecchi dinosauri condannati per la mafia del passato, invece di cercare i nuovi spavaldi mafiosi del presente. Si è persino criticato l’operato della magistratura di sorveglianza, che ha solo rispettato la legge e la Costituzione.A chi farà comodo che questi vecchi boss muoiano in carcere? Non lo so. Penso che forse farà comodo ad alcuni politici, o ai nuovi boss che da anni hanno preso il loro posto. Credo che la vendetta non renda migliore né chi la prova né chi la subisce. E inoltre si fa un favore alla cultura mafiosa. Perché la legittima. E così sembra che la mafia vinca sempre anche quando perde, perché la vendetta moltiplica il male, anche quando viene giustificata in nome della giustizia. Ovviamente se uno commette un reato deve pagare per la gravità di quel reato commesso, ma certo non si deve arrivare alla vendetta o alle condanne esemplari perché non servono a niente (accanirsi contro uno non purifica la società dalla delinquenza).
Nelle carceri andrebbero garantiti i diritti fondamentali delle persone e salvaguardata la dignità, altrimenti, se insegnano durezza, avremo in cambio solo persone aride. Se le carceri sono solo luoghi di frustrazione e tortura, è certo che non faranno diventare le persone migliori. Credo che far morire in carcere un ex boss, vecchio e malato, anche se ben curato, ma lontano dai familiari, sia una sconfitta per la giustizia e per le vittime stesse e, come se non bastasse, sia un favore alla mafia, perché in certi ambienti cancerogeni molti di questi mafiosi una volta defunti passeranno da eroi.
In tutti i casi penso che quello che debba far inorridire non sia tanto la notizia che alcuni boss siano usciti per motivi di salute ma, soprattutto, il fatto che siano stati messi alla gogna mediatica quei magistrati che hanno rispettato una legge dello Stato. (by Carmelo Musumeci)

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Revisione Accordo di sicurezza sociale Italia-USA

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

Il Governo ha risposto all’interrogazione dell’on. Nissoli fatta durante il Question Time sulla questione della revisione dell’Accordo di sicurezza sociale tra Italia e USA. Nell’illustrare l’interrogazione, l’on. Nissoli ha sottolineato che la sua “interrogazione vuole essere uno strumento di stimolo e di cooperazione con la maggioranza perché in fondo siamo tutti al servizio dei cittadini” ed ha precisato che essa verte “su un tema molto importante per i nostri connazionali residenti in USA ma anche per quelli che sono rientrati in Italia e cioè i diritti previdenziali e la totalizzazione dei contributi versati tra l’Italia e gli USA”. Quindi l’on. Nissoli ha chiesto di conoscere lo stato dell’arte circa l’iter della revisione dell’Accordo in questione precisando che “si tratta di sanare una ingiustizia” che subiscono gli italiani all’estero. Nella sua risposta, il Governo, nella persona del Sottosegretario Di Stefano, ha confermato “la volontà di avviare al più presto il negoziato con gli Stati Uniti d’America, ma è evidente che non si può definire una tempistica certa per la conclusione del negoziato, trattandosi appunto di attività che, oltre ad essere subordinata al reperimento delle risorse necessarie, coinvolge anche le amministrazioni di un altro Stato”. L’on. Nissoli, alla fine, ha auspicato che le parti si siedano, presto, attorno ad un tavolo per raggiungere un accordo concreto ed ha sottolineato che non mancherà di “sollecitare in Governo fino al raggiungimento del risultato”.

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La riforma degli assetti contrattuali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

Roma Venerdì 3 aprile 2009, alle ore 9.00, presso l’Università Europea (via degli Aldobrandeschi 190), nell’ambito del Master in Diritto del lavoro, Sindacale e della Sicurezza sociale, si terrà il seminario “La riforma degli assetti contrattuali: contenuti e portata”. Dopo il saluto di Padre Paolo Scarafoni, L.C., Rettore dell’Università Europea di Roma, il seminario sarà presentato da Pasquale Sandulli, Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università “La Sapienza” di Roma. Alle 9.30 discuteranno sui contenuti e sulla portata dell’Accordo Quadro 22.1.2009 Tiziano Treu, Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Roberto Pessi, Ordinario di Diritto del Lavoro della LUISS di Roma. Coordinerà il lavori Antonio Vallebona, Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università “Tor Vergata” di Roma. Seguirà, alle 10,30, una Tavola Rotonda con Paolo Reboani, del Ministero del Lavoro (Capo della Segreteria tecnica del Ministro), Fabrizio Solari, Segretario Confederale CGIL, Gabriele Olini, Ufficio Studi CISL, Paolo Pirani, Segretario Confederale UIL, Nazareno Mollicone, Segretario Confederale UGL, Pierangelo Albini, Vice Direttore Relazioni Industriali CONFINDUSTRIA, Giancarlo Durante, Direttore Centrale Area Relazioni Sindacali ABI, Guido Lazzarelli, Ufficio Relazioni Sindacali CONFCOMMERCIO, Sabina Valentini, Responsabile Ufficio Relazioni Sindacali CONFCOOPERATIVE, Giorgio Cappelli, Responsabile Ufficio Politiche del Lavoro CONFESERCENTI. Coordinerà gli interventi della tavola rotonda Raffaele Delvecchio, Responsabile Relazioni Sindacali ENEL. Il master di II livello in Diritto del lavoro, sindacale e della sicurezza sociale dell’Università Europea di Roma si rivolge a quanti siano interessati a sviluppare una concreta professionalità, a livello nazionale ed europeo, nel campo del diritto del lavoro, sindacale e della sicurezza sociale. Particolare attenzione è dedicata all’analisi della norma, con relativa applicazione a fattispecie concrete, e all’attività di ricerca, strumenti con i quali i partecipanti acquisiscono le informazioni utili per un’efficace gestione della propria attività professionale. http://www.unier.it

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La carica dei centouno

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2009

“Sono parte insieme ad altri 100 colleghi della maggioranza della c.d. “carica dei 101”  che si è rivolta a Berlusconi per chiedergli di non mettere la fiducia sul ddl sicurezza, poiché contiene norme inaccettabili sotto più profili da correggere e da analizzare nelle opportune sedi prima di passare ad una risoluzione conclusiva del provvedimento. A tal riguardo ho apprezzato la posizione del presidente Fini che per primo dall’interno della maggioranza ha espresso dubbi circa la norma sul comportamento dei medici e le denunce dei malati clandestini e ho accolto con soddisfazione le affermazioni del Premier Berlusconi che ha dimostrato una profonda sensibilità nel condividere le nostre preoccupazioni nei confronti di questo dettato legislativo”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato del PdL eletto in Europa,all’indomani delle dichiarazioni di Berlusconi a sostegno dei 101 deputati che nei giorni scorsi gli hanno scritto una lettera sensibilizzandolo su alcuni punti del tanto discusso decreto Sicurezza in discussione a Montecitorio. “Apprezzo le riflessioni del Premier e del presidente della Camera – continua Di Biagio – che sembrano sostenere in pieno le nostre istanze e soprattutto le preoccupazioni che hanno animato la nostra volontà di mettere un freno ad alcune disposizioni troppo rigide e per certi aspetti di discutibile valore etico, che rischierebbero di mettere a rischio la stessa società civile e la Sanità pubblica”. “Le sollecitazioni della Lega – continua il pidiellino – sebbene animate da presupposti concreti e di emergenza necessitano di un ulteriore filtro ed analisi nelle sedi istituzionali competenti. E’ necessario sostenere un tavolo di discussione con i referenti della Lega, che sono e rimangono una importante forza politica e sociale del Paese”. “Il contrasto all’immigrazione clandestina e la strutturazione di un adeguato sistema di sicurezza rappresentano una priorità per il nostro Paese che deve essere affrontata con rigore, ma nei limiti della tutela dei diritti umani – conclude il deputato eletto all’estero – e su questo aspetto l’attenzione dell’Esecutivo apre la strada ad un percorso di riflessione nelle sedi appropriate, al fine di modificare in modo opportuno e costituzionalmente adeguato le tanto discusse norme. Ho accolto con soddisfazione la condivisione da parte del presidente Fini, delle parole del Premier, che traccia un fronte comune sul versante istituzionale nei confronti della gestione dell’immigrazione e della sicurezza sociale, intesa come dovere da parte dello Stato”.

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