Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘sicurezza’

Libertà e sicurezza: sono conciliabili?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Sono due termini che alcuni ritengono conflittuali tra loro. Non è, infatti, infrequente il caso di chi è disposto a barattare la sua libertà per un po’ di sicurezza. Alla fine del percorso si corre il rischio che si violino anche i più elementari diritti della persona. D’altra parte la difesa della libertà significa porre dei limiti all’azione del governo. Per Angelo Panebianco la strada è “allora quella che passa attraverso una maggiore consapevolezza della natura e delle condizioni storiche delle diverse culture contro ogni utopia che tende a voler costruire un “mondo unico”. Si tratta di saper scegliere un percorso “virtuoso” per una politica che sviluppi la libertà dei cittadini nel momento stesso in cui ne garantisce la sicurezza”. E, manco a dirlo, tutto questo deve mettere in gioco un processo culturale volto a coinvolgere, necessariamente, la scuola a tutti i livelli e gradi di istruzione. Sono i prodromi di un insegnamento che parta dalla ferma convinzione, da instillare nelle nuove generazioni, che la democrazia non si difende e non si porta con le armi. E’ questa, e non altra, la nuova cultura del progresso per respingere tanto i fondamentalismi quanto le deviazioni totalitarie delle democrazie. Non dimentichiamo che la democrazia è critica e concorrenziale. E’ azione creativa rivolta al futuro. Si stimola e si rinforza anche quando si toccano i più elementari diritti degli individui e le condizioni della loro libertà perché se ne fa baluardo e se ne rende garante. (Riccardo Alfonso)

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Italiani in vacanza, ma il 71% è preoccupato per la sicurezza della propria casa

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2019

Si parte per le vacanze, finalmente! Quest’anno, ad agosto, sono 20 milioni gli italiani che si godono le meritate ferie in viaggio1. Sarebbe tutto bellissimo, se non fosse per quel senso di preoccupazione di lasciare la casa incustodita che disturba sempre un po’. A questo proposito Kingston Digital Europe Co LLP, società di memorie Flash affiliata di Kingston Technology Company, Inc., leader mondiale nella produzione di memorie e nell’offerta di soluzioni tecnologiche, ha indagato timori e paure degli italiani, scoprendo come la tecnologia possa essere una valida alleata contro le preoccupazioni che ci attanagliano quando siamo lontani da casa.L’incubo del vacanziero pare essere sempre lo stesso: il 71% degli intervistati si dichiara piuttosto preoccupato all’idea di lasciare la propria abitazione incustodita, mentre per il 21% questo è un timore ricorrente, che non sempre fa vivere le vacanze con spensieratezza. L’unica – magra – consolazione? In caso di infrazioni da parte di malintenzionati, non ci si troverebbe faccia a faccia con questi (82%).Non è un caso quindi se il 57% sta pensando di installare un sistema di videosorveglianza con cui verificare, da remoto, quello che accade dentro l’abitazione, mentre il 33% ha già provveduto a dotare l’abitazione di una o più videocamere di sicurezza. Solo il 10% al momento non è intenzionato a seguire questa strada, convinto che la mania del controllo a distanza gli metta più ansia che altro. Il 68% afferma invece che, controllare la situazione a casa dal proprio smartphone, è rassicurante.

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Ansfisa: la sicurezza di strade, ponti e ferrovie affidata a un’agenzia fantasma

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

È fermo in mezzo al guado l’ANSFISA (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali), organismo che dovrebbe far proprie competenze del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in materia di sicurezza di ferrovie, strade e viadotti. Molti i dubbi già espressi dall’Unione Sindacale di Base sul rischio che la “pezza sia peggiore del buco”. Non c’è garanzia che una grossa agenzia, concepita sull’onda dei criteri emergenziali (decreto Genova art. 12 D.L. 109/18) e con modalità di costituzione degli organici molto dubbie, possa svolgere meglio le funzioni sulla sicurezza e sul controllo delle infrastrutture ferroviarie e stradali, che vengono sottratte al Ministero e che certamente avevano necessità di essere riorganizzate e potenziate. Lo stesso direttore generale indicato dal ministro Toninelli, l’ingegner Alfredo Principio Mortellaro, ha denunciato nel mese scorso di essere ostacolato nel suo lavoro da non meglio precisate resistenze nella costituzione dell’agenzia, la quale dovrebbe annoverare a regime ben seicento unità. Negli ultimi giorni, con sei mesi di ritardo, Toninelli si è affrettato a presentare le bozze di Regolamento e Statuto della costituenda agenzia inviandole al vaglio del Consiglio di Stato. La USB PI ha già evidenziato al Governo ed agli organismi di controllo alcune gravi incongruenze e sovrapposizioni di competenze, che possono avere riflessi negativi sulle delicate materie, soprattutto con riferimento alle funzioni in capo allo Stato di controllo, investigazione e prevenzione degli incidenti e sulla sicurezza ferroviaria e stradale.

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DL sicurezza: Le perplessità di Fratelli d’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

“Dall’esame degli emendamenti al dl Sicurezza emergono alcuni aspetti molto positivi e altri che ci lasciano davvero perplessi. Fratelli d’Italia festeggia sia per l’approvazione del suo emendamento che dà il via libera ai concorsi di capisquadra per i Vigili del Fuoco che consentirà i passaggi in qualifica più veloci dei graduati e a scalare aprirà le porte a nuove assunzioni, sia per l’aumento delle pene per i reati contro i pubblici ufficiali che passeranno da un minimo di 15 giorni e un massimo di 3 anni ad un minimo di 6 mesi e un massimo di 3 anni. Siamo però dispiaciuti per la decisione del Presidente Fico che non ha voluto ammettere il nostro emendamento che puntava ad eliminare il reato di tortura e il non aver voluto risolvere, da parte della maggioranza, la vicenda del concorso Allievi di Polizia che coinvolge migliaia e migliaia di giovani che nel frattempo hanno vinto i ricorsi e superato le prove di idoneità. Sistemare quel pasticcio avrebbe significato aumentare di 400 unità le assunzioni della Polizia di Stato. Rinforzi e forze fresche che servono alla sicurezza delle nostre città. Sia per il reato di tortura che per il concorso di Polizia, Fratelli d’Italia continuerà la sua battaglia al fianco delle Forze dell’ordine”. Lo dichiara in una nota Emanuele Prisco, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Affari costituzionali.

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Sicurezza bis: Fp Cgil, nessuna misura concreta per Vigili del Fuoco

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

“Nessuna concreta misura a favore dei Vigili del Fuoco, a dispetto degli impegni assunti dalla maggioranza di governo e dati in pasto all’opinione pubblica. Tra gli emendamenti al decreto sicurezza bis relativi al corpo dei Vigili del Fuoco che hanno ottenuto il via libera dalle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera si registrano solo misure gradite ai vertici”. A denunciarlo è il responsabile nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella.Soltanto una settimana fa, osserva il dirigente sindacale, “finivamo, come Vigili del Fuoco, nel tritacarne del dibattito politico, stretti nella propaganda di governo. Ma le parole, le ‘rassicurazioni’, non hanno avuto seguito: nessuna misura concreta a favore dei circa 34 mila appartenenti al corpo dei Vigili del fuoco ma solo toppe, in parte utili all’Amministrazione ma non risolutive dei problemi che investono il personale. Gli emendamenti approvati, infatti, certificano la carenza di organico del corpo, attraverso la possibilità di ricorrere più facilmente al richiamo di volontari e all’utilizzo delle ore di straordinario. Si coprono i buchi con i volontari e si fanno lavorare di più i Vigili del Fuoco, barattando più lavoro con più salario”.Per Giulianella, inoltre, “si strizza l’occhiolino al personale con i passaggi di qualifica, necessari all’Amministrazione per coprire la carenza di figure qualificate, mentre diminuisce la quota di ore dedicate alla formazione in ingresso. Misura che in parte agevola i tempi dei nuovi ingressi ma allo stesso tempo taglia le ore di formazione per questi ultimi. In sostanza briciole ma niente di concreto in termini di risorse per i Vigili del Fuoco sul salario, nessuna ulteriore assunzione, nessuna copertura per l’assicurazione Inail e niente sulla pensione integrativa. Questi i fatti, le chiacchiere stanno a zero. Intensificheremo lo stato di agitazione affinché nella legge di Stabilità si possano concretizzare misure per dare il giusto riconoscimento ai Vigili del Fuoco”, conclude.

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Sicurezza: Fp Cgil, ddl Polizia Locale depotenziato senza risorse e strumenti

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

“Una riforma, da tanto tempo attesa, che parte già depotenziata perché non prevede risorse e strumenti efficaci a sostegno”. Così la Funzione Pubblica Cgil commenta il via libera dal Consiglio dei Ministri al disegno di legge delega sulla riforma della Polizia Locale.Per la Fp Cgil, aggiunge, “la funzione di sicurezza urbana e il ruolo della Polizia Locale sono parte importante delle politiche delle Autonomie Locali che attendono investimenti e valorizzazione da troppo tempo, per questo chiediamo che qualsiasi intervento normativo non rappresenti solo un impegno generico ma una svolta reale. Inoltre – prosegue -, viene utilizzato lo strumento della delega al Governo che indubbiamente allungherà i tempi di realizzazione della riforma, quando in tutti questi mesi non sono mancate le occasioni in Parlamento per poter dare immediata risposta alle esigenze e ai bisogni del personale della Polizia Locale”.Secondo la Funzione Pubblica Cgil, “nonostante emergano nella delega elementi che noi da tempo chiediamo, non possiamo non sottolineare il criterio di invarianza di spesa che rischia di compromettere l’efficacia dell’intervento. Ciò che rivendichiamo con forza è lo stanziamento di risorse necessarie per le lavoratrici e i lavoratori della Polizia Locale e di tutto il comparto delle Funzioni Locali, a partire dalla necessità di rinnovare il contratto nazionale e di garantire maggiori risorse per la contrattazione integrativa”. Per queste ragioni il sindacato sottolinea “l’esigenza di una modifica del testo che renda esplicito lo stanziamento di risorse che possano garantire l’estensione di tutele al settore, consapevoli dell’impossibilità di realizzare una riforma a costo zero. Per tali ragioni, anche alla luce di impegni presi dal Ministero dell’Interno, è fondamentale aprire un confronto per definire gli opportuni emendamenti e per riconoscere al più presto diritti e tutele agli oltre 60 mila dipendenti della Polizia Locale”, conclude la Fp Cgil.

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Sicurezza, percezione della giustizia e rapporto con le forze dell’ordine

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Sono temi di grande attualità quelli affrontati in una indagine condotta da Altroconsumo che tra l’ottobre ed il novembre 2018 ha intervistato circa 1800 persone tra i 25 ed i 74 anni, allo scopo di tracciare un quadro del nostro senso di sicurezza e confrontarlo sia con inchieste precedenti, sia con i dati oggettivi che vengono annualmente forniti dal Ministero dell’Interno ma anche con i risultati relativi ad altri Paesi europei.
Confrontando i dati ufficiali forniti dal Viminale, delitti, furti, rapine e omicidi sono oggettivamente in calo, un trend che va avanti da diversi anni. Tutto ciò però si scontra con un’aumentata percezione di insicurezza da parte dei cittadini. Basti pensare che il 37% degli intervistati coinvolti nell’indagine Altroconsumo ritiene che ci sia un alto livello di criminalità nelle ore notturne nella propria città di residenza, il 19% di giorno. Un dato che, ad esempio, in Portogallo si ferma rispettivamente al 17% (di notte) e 8% (di giorno). Grande insicurezza anche per chi utilizza i mezzi pubblici: solo 1 su 4 vi si sente sicuro di giorno (1 su 6 di notte).
Tra le persone che percepiscono un maggiore senso di insicurezza troviamo le donne e le persone con più di 44 anni. Le differenze – oltre che di genere e anagrafiche – ci sono anche a livello geografico: chi vive in aree urbane ha più paura di chi abita in zone rurali; i cittadini del Centro, Sud e Isole si sentono meno sicuri di chi abita al Nord. Anche avere un basso livello di istruzione o una situazione economica non agevole aumenta la percezione di insicurezza.Un quadro complessivo che conferma quanto si riscontra anche in altri Paesi ovvero che c’è uno scarto tra la sicurezza oggettiva e quella percepita. Uno scarto che in Italia va incontro ad un trend di crescita.I dati ufficiali forniti da Ministero dell’Interno segnalano infatti che nel 2018 – rispetto al 2017 – i delitti sono diminuiti quasi del 9%, gli omicidi del 14% le rapine dell’11% e i furti di oltre l’8%. Nonostante ciò, confrontando i dati sul senso di insicurezza degli italiani oggi con l’inchiesta di 11 anni fa emerge che il senso di pericolo è in aumento. Ad esempio, coloro che si sentono insicuri in casa propria sono triplicati (4% nel 2007 VS 12% nel 2018); il 26% si sente insicuro di notte nel quartiere in cui vive (17% nel 2007); aumenta anche la percentuale di chi si sente insicuro di notte nella città in cui vive (38% 2018 VS 23% nel 2007). Il rapporto con le forze dell’ordine è anch’esso un tema delicato: secondo il 74% degli intervistati, il livello di vigilanza diurna nel proprio quartiere è inadeguato; se poi si parla di vigilanza nelle ore notturne, la percentuale aumenta all’85%. La poca efficienza non sembra però essere attribuita alla capacità delle forze dell’ordine, quanto ad una mancanza di risorse: il 54% degli intervistati ritiene infatti che il numero di agenti sia troppo ridotto e il 45% che siano costretti a lavorare in condizioni difficili, con infrastrutture ed equipaggiamento carenti Anziani e persone con un basso livello di istruzione tendono ad avere più fiducia nelle forze dell’ordine mentre c’è meno fiducia tra coloro che hanno un livello di reddito inferiore.Per quanto concerne la percezione del funzionamento della giustizia, ben pochi Italiani sembrano ancora credere nella magistratura: il 13% degli intervistati dice di non aver fiducia nel sistema giudiziario italiano. Il 78% del campione auspica che in caso di omicidi, i colpevoli scontino interamente la loro pena, senza condizionali, e il 67% vorrebbe un inasprimento delle pene per reati minori come furti e rapine.Con riferimento, alle esperienze vissute dal campione di intervistati, il 40% ha affermato di aver subito un crimine negli ultimi 5 anni, l’11% nell’ultimo anno, per quanto si tratti principalmente di reati minori. Eppure, guardando alle denunce, il 27% decide di non sporgerne perché convinto che non ne valga la pena, un segnale di mancanza di fiducia e di senso civico. (n.r. Sicuramente i dati, registrati dal ministero competente, sarebbero meno “ottimistici” se nel conto aggiungessimo quanti rinunciano a denunciare un illecito penale non fidandosi della giustizia per via dei suoi passaggi faraginosi e della sua lunghezza e quanto altro. Chiedetelo ai poliziotti che arrestano uno che delinque e spesso se lo ritrovano il giorno dopo a fare la stessa cosa e per giunta beffeggiandoli.)

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SCUOLA Udir: la sicurezza nelle scuole e i rischi incendi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Udir ha inviato alla VII Commissione del Senato proposte gli emendamenti per modificare il ddl 1100 “Definizione del piano triennale di interventi per l’adeguamento alla normativa antincendio degli edifici adibiti ad uso scolastico” con misure integrative sull’attuazione del piano triennale di intervento e Termini di adeguamento. Marcello Pacifico (Udir): L’aspetto della sicurezza delle scuole ci sta molto a cuore, perché siamo fermamente convinti del fatto che docenti, Ata, dirigenti scolastici e studenti, prima di poter impartire un ottimo servizio e fruire di un’eccelsa istruzione, debbano, di diritto, trovarsi sempre in un luogo sicuroIl giovane sindacato, che tutela i DS, ha inviato ai senatori dellla VII Commissione, specifici emendamenti al ddl 1100 “Definizione del piano triennale di interventi per l’adeguamento alla normativa antincendio degli edifici adibiti ad uso scolastico”.Nel particolare, al comma 2, per quanto riguarda le misure integrative sull’attuazione del piano triennale di intervento, la norma intende porre in essere misure atte a migliorare la sicurezza degli alunni e dei lavoratori attraverso le risorse già individuate. Al comma 2 bis invece, in Termini di adeguamento, in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico, la norma intende permettere l’applicazione delle misure di sicurezza in termini confacenti alle predette. Inoltre, al comma 2, dopo la lettera b) si specificano gli Interventi straordinari e contravvenzioni e di come, nei casi di interventi straordinari di messa in sicurezza antincendio degli edifici scolastici sprovvisti di SCIA, ai Dirigenti Scolastici degli Istituti oggetto di lavori, nell’ipotesi di attività di vigilanza ispettiva svolta sul territorio nazionale dal personale dei VVF, non possano essere loro attivate le procedure previste dal D.Lgs. 09/12/1994 n. 758 per le eventuali contravvenzioni rilevate, in quanto scaturenti dalla mancata attuazione degli interventi da porre in essere.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “la sicurezza delle scuole è un argomento a cui abbiamo sempre dedicato largo spazio, perché siamo fermamente convinti del fatto che docenti, Ata, dirigenti scolastici e studenti, prima di poter impartire un ottimo servizio e fruire di un’eccelsa istruzione, debbano, di diritto, trovarsi sempre in un luogo sicuro. Per questo continuiamo la nostra azione emendativa e porteremo avanti la nostra protesta attraverso lo sciopero di venerdì 17 maggio”, ha concluso il presidente Pacifico.

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Sei incidenti mortali avvenuti nel giro di un paio di giorni in Campania, Puglia e Sicilia

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Sono la conferma che il 2019 si sta rivelando un anno durissimo sul fronte degli infortuni sul lavoro. Una mattanza inaccettabile che rischia di farci arrivare a fine anno con numeri ancora più severi di quelli del recente passato: l’Italia sfora costantemente la soglia dei mille decessi l’anno, con indici che la pongono nettamente al di sopra della media europea. Morti, feriti, invalidi e nuclei familiari distrutti non possono essere il prezzo da pagare per favorire la ripresa economica o in cambio di dati migliori sul fronte dell’occupazione».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, urbanista e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro.«Il tema della sicurezza sul lavoro dovrebbe trovare spazio quotidiano nell’agenda del Paese, dal punto di vista politico, sindacale, produttivo, educativo. La sensazione, invece, è di tutt’altro segno. Se ne parla poco e quasi sempre con un tono di stanca retorica in coincidenza di ricorrenze o di eventi estremamente tragici. In questo senso, anche la riduzione dei premi assicurativi per le imprese contenuta nell’ultima Legge di bilancio non ha costituito un bel segnale.Non solo per il miliardo e mezzo di euro di tagli previsti nei prossimi tre anni, ma anche perché il provvedimento stride nettamente con l’unico messaggio che dovrebbe essere veicolato: in tema di sicurezza non si può arretrare di un millimetro. Vanno al più presto reperite le risorse necessarie per incrementare le attività ispettive e di controllo, rafforzando la repressione dei fenomeni di illegalità. Contestualmente, va avviata una campagna di informazione e formazione che coinvolga ogni settore della società e produca un vero e proprio shock culturale. Senza trascurare le scuole e i centri di aggregazione giovanile, cioè i luoghi frequentati dai lavoratori del prossimo futuro».

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Salute, Sicurezza sul lavoro e Ambiente

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Napoli mercoledì 8 maggio 2019 (ore 11.30) presso l’AGIS Campania (in piazza del Gesù 33 a Napoli), sarà presentata alla stampa l’attività promossa dall’ HSE Symposium 2019 sui temi della Salute, Sicurezza sul lavoro e Ambiente.L’incontro sarà incentrato sulla promozione del “concorso per idee” che, fino al 31 maggio, accoglierà progetti e proposte di innovazione sul tema e introdurrà le nuove linee tematiche da sviluppare in vista dell’evento nazionale programmato nel prossimo autunno.L’HSE Symposium è organizzato, a Napoli per il secondo anno consecutivo, dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università “Federico II” e dall’Associazione Europea per la Prevenzione, con il supporto di Ebilav, di Fondolavoro e di numerosi Ordini Professionali nazionali e territoriali.All’incontro prenderanno parte la prof.ssa Maria Triassi Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Federico II, il prof. Umberto Carbone, Presidente emerito del Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Vincenzo Fuccillo, Presidente dell’Associazione Europea per la Prevenzione, Luigi d’Oriano, Presidente di Ebilav, Carlo Parrinello, Direttore di Fondolavoro. http://www.hsesymposium.it,

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Enti Locali. Calandrini (FdI): Toninelli sblocchi risorse a Comuni su sicurezza strutture pubbliche

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

“Si faccia chiarezza sulle risorse destinate ai Comuni e ancora non sbloccate inerenti al ‘Fondo progettazione enti locali'”. Così il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presentando un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.
“Il Fondo – spiega il senatore di FdI – è nato con l’obiettivo di destinare risorse statali al cofinanziamento della redazione di progetti di fattibilità tecnica ed economica per la messa in sicurezza delle strutture pubbliche, con priorità per quelle scolastiche, prevedendo anche criteri, modalità di accesso e selezione dei progetti, nonché le modalità di recupero delle risorse. Dopo aver ottenuto il parere favorevole della Conferenza stato-città ed autonomie locali lo schema di decreto ministeriale è stato trasmesso dal Ministero e diffuso a fine dicembre. Sono così risultati beneficiari le 14 Città metropolitane, le 86 Province e i Comuni. Ad oggi però, a parte l’erogazione avvenuta per le Province e le Città metropolitane non risultano svincolate le risorse da assegnare ai Comuni, nè risulta pubblicato o emanato il decreto direttoriale con il quale si dovrebbe dar avvio all’ammissione del finanziamento da parte dei Comuni stessi”.
“E’ necessario, perciò, che il ministro Toninelli intervenga chiarendo quali iniziative serviranno per mettere a disposizione dei Comuni le risorse necessarie all’adeguamento in sicurezza degli edifici pubblici” conclude il senatore Calandrini.

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Sicurezza sul lavoro: la mappa dei rischi

Posted by fidest press agency su domenica, 28 aprile 2019

Nel 2018 circa 641mila lavoratori hanno subito un incidente sul lavoro: l’84,6% di questi sono avvenuti durante l’attività lavorativa, mentre il 15,4% durante il tragitto casa-lavoro. L’aumento più significativo è quello che riguarda gli incidenti con esito mortale (+10,1% nel 2018), soprattutto quando si utilizzano mezzi di trasporto per lavorare. Guardando alle province italiane, nel biennio 2017-2018 il maggior numero di infortuni mortali si registra nella provincia di Crotone (6,3 ogni mille). Nel solo 2018, invece, è la provincia di Gorizia che fa registrare il più alto tasso di malattie professionali tumorali (22,5%). La maglia nera, però, per il numero assoluto di malattie cancerogene imputabili al lavoro spetta a Taranto. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro che, in occasione della Giornata mondiale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro del 28 aprile, ha analizzato gli open data Inail disegnando una mappa di province e settori produttivi in cui si è verificato il maggior numero di episodi.

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Scuola Sicurezza, Udir: ma deve per forza accadere una tragedia o ci daranno ascolto prima?

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Nonostante le lotte portate avanti dal giovane sindacato, fatte di manifestazioni, emendamenti presentati in Senato, relazioni da parte di esperti, la cronaca non fa altro che narrarci episodi che sfiorano il disastro. Come riporta la stampa nazionale, una parete è crollata in una scuola in provincia di Napoli. Ma tutto tace. In Italia oltre alla classe docente più anziana, abbiamo anche gli istituti più datati: la metà degli edifici sono infatti stati costruiti prima del 1970. Marcello Pacifico (Udir): Ma oltre a ribadirlo di continuo, attraverso comunicati, audizioni, incontri in cui affrontiamo pure la problematica della sicurezza, cosa mai dovremmo fare? Ma non si è consci del fatto che i lavoratori della scuola e i nostri ragazzi, in molti istituti, sono in pericolo?
Gli studenti e i lavoratori della scuola in Italia sono al sicuro? È la domanda che molto spesso Udir si è posta e purtroppo la risposta è negativa. A confermare la tesi la cronaca, con frequenti notizie di crolli. L’ultima giunge in queste ore: come riporta Il Messaggero, una parete è crollata in una scuola in provincia di Napoli. “Cinque bambini e una maestra incinta sono rimasti contusi. Sul posto i carabinieri. A crollare è stata una parte di una parete divisoria tra una terza ed una quarta classe situate al primo piano del plesso di corso Umberto I del primo istituto comprensivo di Sant’Anastasia”.Purtroppo non si tratta di un caso isolato e certamente poteva finire anche peggio. Infatti, “la parte del muro crollata nella scuola di Sant’ Anastasia (Napoli) ha colpito una maestra di sostegno impegnata con un bimbo disabile ferendola alla testa e ad una spalla: la donna è al quarto mese di gravidanza. La docente, dopo essersi accertata delle condizioni degli alunni, ha voluto recarsi dal proprio ginecologo per un controllo”. Oltre all’insegnate, pure alcuni alunni sono stati coinvolti: “uno dei bambini è rimasto contuso colpito da una delle pietre della parete, mentre un altro bambino, spiega un papà, sarebbe rimasto contuso ad una gamba mentre scappava dall’aula”.Questi sono episodi che potrebbero essere evitati, visto che la sicurezza è un tema che dovrebbe avere priorità rispetto a molti altri. È di questo parere il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, che molto di frequente si occupa dell’argomento, nelle sedi opportune. “Ci chiediamo: si capirà che bisogna correre ai ripari prima che sia troppo tardi? A noi sembra che sia stato varcato il confine: troppi crolli mettono in pericolo i nostri figli e i nostri lavoratori della scuola. Come sindacato non possiamo stare con le mani in mano. Noi non ci stiamo. Siamo pronti a scioperare anche per questo: la sicurezza degli istituti scolastici, ma soprattutto di chi li abita, deve essere salvaguardata adeguatamente con azioni mirate ed efficaci”, conclude il leader del sindacato.

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Sicurezza negli istituti italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Pacifico (Udir), necessario cambiare il testo unico sulla sicurezza nel pubblico impiego, soprattutto nella scuola- Il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, è stato intervistato ai microfoni di Italia Stampa, nella trasmissione radiofonica Promossi e bocciati. Affrontato il tema della sicurezza negli istituti italiani. Udir, sin dalla sua fondazione, si è sempre battuto affinché le nostre scuole siano sicure: lo ha fatto presentando emendamenti, proposte e denunce. Un aspetto strettamente legato al problema è il fatto che le responsabilità, penali e civili, purtroppo, come denunciato più volte dal sindacato, ricadono sui dirigenti scolastici, che però non hanno potere di spesa.
Mentre prosegue l’iter del nuovo concorso DS e i vincitori prenderanno servizio dal 1° settembre 2019, la stampa nazionale non fa che riportare notizie di crolli. Il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, afferma che “per quanto riguarda la questione della sicurezza degli istituti, già nella scorsa legislatura, il sindacato si era fatto carico delle istanze di molti dirigenti scolastici.” Infatti, “il problema che abbiamo più volte lamentato è che essi non hanno potere di spesa, eppure sono responsabili sia degli alunni che dei lavoratori. La nostra proposta intende cambiare il testo unico sulla sicurezza nel pubblico impiego, in particolar modo nella scuola, aggiungendo un capitolo specifico”.

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Istruzione: Udir per una sana sicurezza a scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

In merito ai recenti crolli che si sono susseguiti nelle strutture scolastiche italiane si evidenzia come siano principalmente dovuti al fatto che la metà dei nostri istituti risalga a prima del 1970. Servono interventi urgenti e un aggiornamento della normativa sulla responsabilità dei dirigenti scolastici che non hanno potere di spesa.Un altro aspetto su cui bisogna soffermarsi riguarda la relazione che intercorre tra vulnerabilità sismica dell’edificio e zona sismica di appartenenza delle strutture sul territorio nazionale; nel merito, si evidenzia che non vi è una correlazione direttamente proporzionale tra pericolosità sismica di zona e vulnerabilità del manufatto scolastico. Marcello Pacifico (Udir): Il nostro sindacato è stato primo promotore in Italia di una normativa adeguata sulla sicurezza già nella scorsa legislatura e ora la proposta di legge dell’on. Virginia Villani potrebbe andare nella giusta direzione se approvata.Purtroppo si susseguono le notizie di crolli a scuola, e certamente non aiuta la precaria salute in cui versano molti dei nostri istituti. Udir ha chiesto un parere a un esperto, l’ingegnere Natale Saccone: “Un altro aspetto, da tutti sottovalutato è la relazione che intercorre tra vulnerabilità sismica dell’edificio e zona sismica di appartenenza delle strutture sul territorio nazionale; nel merito, si evidenzia che non vi è una correlazione direttamente proporzionale tra pericolosità sismica di zona e vulnerabilità del manufatto scolastico. Cioè la probabilità di collasso di una controsoffittatura, ad esempio nella valutazione del rischio di caduta dall’alto, non è detto che sia maggiore in una zona sismicamente più pericolosa, in quanto può cadere a prescindere se la zona è sismica oppure o no. Ciò deve far riflettere e meditare, valutando i rischi, in quanto gli interventi devono essere estesi, non solo mirando alla classificazione sismica, ma alla vulnerabilità degli elementi anche non strutturali, che spesso la fanno da padrone nella valutazione delle magnitudo di rischio, legate ad alti coefficienti di probabilità di accadimento”.Quindi, certamente, servono nuove norme, con obblighi performanti sui controlli da parte degli organi di vigilanza.

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Primo Congresso Provinciale UIL Sicurezza Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 2 aprile 2019

Roma Grande soddisfazione per il primo Congresso Provinciale UIL SICUREZZA ROMA dove il Segretario Generale Antonio Lanzilli e il Segretario Nazionale Sergio Di Folco hanno ribadito l’importanza del sindacato nella Roma Capitale. E’ evidente che in una città come Roma , afferma il Segretario Di Folco, le problematiche relative alla sicurezza come i furti in casa, lo spaccio e le violenze sono in aumento , l’unica soluzione è radicalizzare la polizia non soltanto nel centro della città ma anche nelle periferie. Per fare tutto ciò bisogna mettere in condizione i poliziotti di fare il proprio lavoro con delle tutele in più che oggi non hanno. Potenziare, tutelare i poliziotti vuol dire mettere in sicurezza i cittadini . Chiude il Segretario Generale Uil Sicurezza Antonio Lanzilli complimentandosi con il Segretario Generale Provinciale UIL SICUREZZA ROMA Martino Esposito e il Segretario GENERALE AGGIUNTO UIL Sicurezza Roma VITTORIO DI PIETRO che insieme a Sergio Di Folco, ribadisce, sono convinto che riusciranno a far crescere sempre di più la segreteria della UIL SICUREZZA ROMA creando un filo conduttore tra l’amministrazione e i cittadini.

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Napoli: Servono misure straordinarie per la sicurezza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

“Per la tipologia della criminalità che l’assedia, per le stesse condizioni esistenziali che caratterizzano Napoli, per le difficoltà legate alla vastità, complessità e densità del territorio, oltre che alle caratteristiche specifiche di una sottocultura camorrista che va al di là dei gruppi armati e che domina in molte zone della città, il capoluogo partenopeo rappresenta una realtà unica in Italia sul piano della sicurezza, e per questo richiede misure straordinarie e interventi massicci a sostegno dell’operato delle Forze dell’ordine. Devono subito arrivare le 600 unità in più di cui ha parlato il ministro Salvini e ancora molto altro”.E’ quanto afferma Stella Cappelli, Segretario Generale Vicario dell’Fsp Polizia di Stato, che proprio da Napoli lancia un grido d’allarme all’indirizzo del Governo, a pochi giorni dall’ultima visita del vice premier, Matteo Salvini, e dal grave episodio avvenuto in pieno centro, con l’ultima “stesa” con cui malviventi hanno sparato contro due bar in piazza Trieste e Trento, sotto gli occhi dei titolari terrorizzati e impotenti.“Apprezziamo l’attenzione dimostrata dal ministro dell’Interno verso Napoli e la sua provincia, ma è evidente che bisogna fare di più, e bisogna farlo presto. Bisogna sforzarsi di pensare cosa significhi aggirarsi in una città dove in mezzo alla strada volano i proiettili fra gente innocente e indifesa – insiste Cappelli -, che si vede negare il più ovvio diritto a muoversi, lavorare, vivere in sicurezza e tranquillità. Stese, bombe, aggressioni, fino agli omicidi, sono letteralmente all’ordine del giorno, in ogni rione di Napoli. Nessuna zona è esente dalla brutalità di una criminalità sempre più sfrontata, e da un’illegalità diffusa che fa il paio con una mentalità completamente distorta in cui per la gente è quasi normale aspettarsi che le sparino addosso anche senza motivo, figurarsi poi se qualcuno osasse alzare la testa. I cittadini onesti sono schiacciati da una prepotenza imperante a ogni passo, in ogni momento della giornata. La vera libertà qui non esiste. E le nuove generazioni sono destinate a crescere nello stesso inquietante contesto se lo Stato e le Istituzioni a tutti i livelli non si imporranno con forza e determinazione, offrendo chances e opportunità di crescita, lavoro, sviluppo ed educazione, ma anche e soprattutto mettendo le Forze dell’ordine in condizione di vincere una lotta che appare al momento impari. I poliziotti che operano a Napoli devono essere molti di più, devono avere molti più mezzi e condizioni operative che consentano di ottimizzare ed esaltare la loro grande professionalità. Non è una questione di privilegio – conclude -, è una necessità dettata dall’unicità di questa città e risponde al dovere che abbiamo di soddisfare il bisogno di sicurezza della gente”.

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Bitdefender nomina John Stynes come direttore finanziario

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Bucarest, Romania/Santa Clara, California Bitdefender, società leader globale nella sicurezza informatica che protegge più di 500 milioni di sistemi in 150 paesi, ha nominato John Stynes come direttore finanziario.Stynes porta in Bitdefender la sua significativa esperienza maturata alla guida di importanti società pubbliche di varie dimensioni. Dal suo ufficio di Londra, Stynes si unisce alla squadra dirigenziale che guida gli sforzi della società nella trasformazione delle proprie procedure commerciali. Nel suo incarico più recente, in qualità di direttore finanziario di Verifone per Europa e Russia, Stynes è stato l’uomo chiave nel guidare la trasformazione degli aspetti finanziari, le intuizioni strategiche/commerciali e le relazioni con gli investitori europei. Il suo lavoro in Europa ha creato una solida base mentre la società passava dal pubblico al privato nell’agosto del 2018.Prima di Verifone, Stynes è stato vicedirettore finanziario presso TT Electronics, un produttore quotato nel FTSE, dove ha ricoperto un ruolo centrale nel team manageriale che gestiva le aspettative di consiglio, banche e investitori, mentre la società ha intrapreso uno sviluppo significativo. Ha trascorso la maggior parte della sua carriera in Cisco, creando Cisco Capital e Treasury, implementando SOX come EMEA Corporate Controller e fungendo da direttore finanziario per le loro organizzazioni operanti nel Nord Europa e Regno Unito. “Sono davvero lieto di unirmi a Bitdefender in un momento in cui l’azienda è in una notevole fase di crescita e trasformazione. Vedo un enorme potenziale per il settore della sicurezza informatica nei prossimi anni e Bitdefender vanta una posizione ben consolidata al suo interno. Circa il 38% delle soluzioni di sicurezza informatica al mondo e i loro utenti utilizzano già le tecnologie pluripremiate di Bitdefender”, ha dichiarato Stynes.Stynes entra in Bitdefender dopo aver ricoperto diversi ruoli dirigenziali negli ultimi tre anni. La società ha investito molto nei suoi team aziendali e di marketing, espandendo significativamente i propri uffici in Europa e Stati Uniti.L’ex CFO Niculae Dinca rimarrà parte del team di gestione delle finanze e sosterrà Stynes durante la transizione. Ha guidato con successo le operazioni finanziarie di Bitdefender negli ultimi 10 anni di enorme crescita e molteplici round di finanziamento.

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Ridefinire il concetto di sicurezza per la Real-Time Enterprise

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

A cura di Bryan Sartin, Executive Director Security Professional Services di Verizon. L’anno scorso abbiamo assistito ad un’accelerazione digitale, dal momento che nuove tecnologie come 5G, intelligenza artificiale e cloud di nuova generazione sono entrate a far parte della nostra realtà e hanno iniziato a trasformare radicalmente il funzionamento delle procedure aziendali.
Si tratta, nel caso specifico, di tecnologie che offrono informazioni in tempo reale in grado di influenzare i comportamenti aziendali. Le imprese vogliono realizzare una “Real-Time Enterprise”, ovvero una struttura in cui prendere decisioni aziendali basate su ciò che sta accadendo in questo preciso momento, piuttosto che su ciò che è successo la settimana scorsa o il mese scorso – specialmente quando si tratta di strategie legate alla security. E questo, quindi, come impatta sul rapporto tra le aziende e i rispettivi fornitori di sicurezza? Il primo punto da considerare nel contesto delle cosiddette Real-Time Enterprise è che le aziende non devono più essere le vittime inconsapevoli della criminalità informatica; a loro disposizione ci sono ormai diversi strumenti per aiutarle ad affrontare in modo proattivo i cyber criminali e ridurre l’impatto di un possibile attacco. La cyber intelligence potrà essere utilizzata in modo più incisivo quest’anno e sarà riconosciuta come il catalizzatore di una maggiore prevenzione delle minacce proattive e della consapevolezza della sicurezza all’interno dell’azienda. L’utilizzo di questa “posizione di intelligence” consentirà alle aziende di guardare sotto la maschera della criminalità informatica e di sventare le minacce nelle prime battute di gioco, aumentando la velocità di identificazione e di intervento, così da contenere le minacce.Tuttavia è fondamentale selezionare il partner di intelligence più adatto alle proprie esigenze. Le aziende dovrebbero rivolgersi a fornitori che hanno accesso all’intelligence sulla base di un ampio flusso di dati, che viene deve essere incrociato con altre fonti, per avere una visione d’insieme. Ad esempio, in Verizon incrociamo i dati di riferimento dalla nostra rete IP globale e dal nostro motore Managed Security Services con le informazioni raccolte da oltre un decennio di analisi del nostro Data Breach Investigations Report (DBIR) – questo ci consente di offrire ai nostri clienti un ineguagliabile patrimonio di dati legati alla cyber intelligence.Le ricerche dimostrano che il 90% dei membri del consiglio di amministrazione non comprende il livello di rischio informatico della propria attività e, considerando l’attuale panorama di minacce in continuo cambiamento, ciò rende molte aziende vulnerabili ai pericoli informatici presenti sul mercato. Prevenire e rispondere ai rischi richiede una visibilità in tempo reale sull’intero ambiente informatico.Verizon mette a disposizione delle aziende Il proprio Risk Report, un framework informativo progettato per introdurre le aziende al concetto di visualizzazione dei propri livelli di sicurezza. Si tratta di una valutazione esterna ed interna del rischio informatico. I CIO che prendono una decisione di business o di acquisto possono utilizzare questa istantanea dinamica del loro profilo di rischio per adattare in tempo reale le loro misure di sicurezza e colmare eventuali lacune individuate.Con le nuove tecnologie che alterano i modelli di business tradizionali, non possiamo aspettarci che le relazioni intercorse finora con i fornitori rimangano invariate. È necessario riconsiderare questo aspetto, il settore della sicurezza è cambiato. Non si tratta più semplicemente di contenitori, soluzioni e prodotti, ma piuttosto di intelligenza, intuizione e consulenza. Non si tratta più di una transazione una tantum o mensile, ma di un processo costante che deve adattarsi all’evoluzione delle minacce informatiche, allo sviluppo delle tecnologie e al cambiamento delle esigenze aziendali. Le aziende devono schierarsi con un partner per la strategia di sicurezza che sappia interpretare questo cambiamento, con la consapevolezza di dover crescere insieme ai propri clienti.I partner strategici sfrutteranno combinazioni uniche di know-how tecnologico, competenza professionale e modello di servizio globale, per rendere la sicurezza in tempo reale una realtà, ottimizzando le operazioni di sicurezza per lavorare in un ambiente real-time che va oltre le classiche misure di sicurezza. Saranno in grado di riunire i team di intervento informatico quando richiesto, affrontare la crisi informatica per tenerla sotto controllo e porvi rimedio in modo rapido ed efficiente.
Una cosa è certa: le aziende si chiederanno come la sicurezza sarà in grado di sostenere un’impresa in tempo reale. I componenti di tale settore dovranno fornire un valore aggiunto maggiore e una visione lungimirante man mano che le aziende diventeranno più consapevoli della necessità di agilità e sicurezza intelligente e adattabile in questo mondo tecnologicamente avanzato.

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Scuola: Sicurezza negli istituti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Il giovane sindacato che tutela i dirigenti scolastici si è sempre battuto affinché venga superata la vacatio legislativa sul tema della sicurezza. Marcello Pacifico (Udir): Attualmente l’edilizia scolastica italiana non gode di buona salute e proprio per questo abbiamo il dovere morale e civico di salvaguardare i templi della conoscenza ove quotidianamente operano i lavoratori della scuola e i nostri studenti a cui va dato un esempio virtuoso di efficienza e funzionalità.La proposta presentata il 7 agosto 2018 ha richiamato gli obblighi di cui all’art. 1 del R.D. 18 giugno 1931 n. 773 cui sono tenuti gli uffici Prefettizi per la tutela della sicurezza e la salvaguardia dell’incolumità della vita umana. Sarà costituita una commissione provinciale di cui faranno parte oltre i tecnici dell’ufficio dell’ente locale, componentistica tecnica di coloro i quali oggi sono chiamati come organi di vigilanza. In sintesi il Prefetto per ogni provincia dovrà nominare ad inizio di ogni anno scolastico un gruppo di esperti denominato “Commissione Prefettizia Provinciale Pubblica Istruzione” quale gruppo di funzionari direttivi tecnici scelti tra i VVF, il Genio Civile, l’ASP, l’Ispettorato del Lavoro, USR e ufficio tecnico dell’ente locale con il compito di eseguire sopralluoghi all’interno ed all’esterno di ogni plesso scolastico di pertinenza per verificare le condizioni di fruibilità e agibilità dei locali ad uso scolastico, relazionando formalmente al dirigente scolastico e contestualmente certificando il regolare avvio delle attività didattiche. Inoltre, novità assoluta, si darà vita alla nascita di una nuova figura professionale: il Valutatore delle interferenze quale professionista abilitato, regolarmente iscritto all’Ordine di appartenenza ed avente il compito di redigere e valutare i rischi interferenziali (D.U.V.R.I.) di cui all’art. 26 comma 3/ter del presente decreto, quando vi è una sola impresa che esegue lavori straordinari a scuola senza CSE.Questa proposta, in linea con quanto sempre richiesto da Udir, mira a dare una svolta epocale al sistema di gestione della sicurezza a scuola, senza oneri a carico dello Stato, poiché si utilizzeranno le risorse degli uffici che già fanno ispezioni nelle scuole per le tante carenze esistenti, ma saranno queste commissioni tecniche a individuare tutte quelle problematiche che potrebbero innescare criticità irreversibili e che potranno in tempo utile essere arrestate con la preventiva inibizione o con le misure che si riterranno opportune a seconda dei casi.

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