Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘sicurezza’

Sicurezza e manutenzione autostrade

Posted by fidest press agency su sabato, 28 dicembre 2019

Sta rientrando l’emergenza dopo le lunghe code sulla A14 in seguito al sequestro di alcuni viadotti ad opera della magistratura.Una vicenda che ripropone il tema della sicurezza, particolarmente delicato e rilevante, a maggior ragione dopo gli avvenimenti di un anno fa a Genova.Riteniamo fondamentale che, nella discussione in queste ore sulle concessioni autostradali, la sicurezza venga posta al centro di ogni decisione: “Non ci interessa a chi saranno affidate le concessioni, quello che ci interessa è quale parte dei proventi dovrà essere destinata alla manutenzione delle tratte.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.Per questo riteniamo fondamentale che nella cabina di monitoraggio sulle concessioni e sulla realizzazione delle opere manutentive vi sia una rappresentanza delle Associazioni dei Consumatori.Le indagini dimostrano come, probabilmente, le quote pagate dai cittadini tramite tariffe autostradali non siano poi state investite a sufficienza in opere di manutenzione e messa in sicurezza, o come le opere realizzate non siano adeguate. Avvieremo ogni atto opportuno per verificare lo stato relativo all’utilizzo di tali risorse, interpellando gli enti competenti.
Viste le critiche pervenute in queste ore, in ogni caso, esprimiamo il nostro pieno sostegno all’operato della magistratura, che ha attuato i sequestri a tutela dei cittadini e non per danneggiarli. Una volta chiariti gli esiti delle indagini, non mancheremo di avviare ogni azione, anche di carattere legale, per tutelare i cittadini e garantirne la sicurezza e l’incolumità.

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Sicurezza, approvati emendamenti per l’edilizia scolastica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

Manovra, l’annuncio del viceministro Ascani: “Via a un Miur a impatto zero”. Pacifico (Udir): “Positivi investimenti e adeguamenti, ma serve intervenire sugli edifici fatiscenti e non a norma, non solo su quelli che garantiscono certi standard. E occorre tutelare i dirigenti scolastici” Via libera a un “pacchetto” di emendamenti alla manovra riguardanti l’efficientamento energetico e l’edilizia scolastica in Commissione Bilancio. A dare l’annuncio, come riporta la stampa specializzata, è Anna Ascani, vice ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. “Saranno interessati – sottolinea Ascani – gli istituti che soddisfano già i requisiti di sicurezza strutturale. Continuiamo a impegnarci per garantire sicurezza ai nostri studenti, ma dobbiamo impegnarci a promuovere ed educare alla sostenibilità. E in più diamo un concreto aiuto agli enti locali per ridurre le spese correnti sulle utenze”. Gli enti locali selezionati potranno intervenire sugli edifici per migliorare ed efficientare le prestazioni energetiche delle scuole, risparmiando anche sulle spese di gestione degli edificI. Inoltre, vengono semplificate le procedure per la gestione dei fondi, in modo da velocizzare gli stanziamenti e gli interventi. “Grazie alle risorse che arriveranno dal ‘Fondo infrastrutture’ – aggiunge Ascani – continueremo a investire in sicurezza, ristrutturazioni e nuove costruzioni”.

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Mail e WhatsApp per inviare referti e ricette, il punto sulla sicurezza e la privacy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

Illegittimo il diniego d’accesso a cartelle cliniche se richieste con oscuramento del nominativo dei pazienti. C’erano una volta le ricette spedite via WhatsApp o via e-mail, un servizio che qualche medico di famiglia qua e là offriva all’assistito. Ma è durata poco: fino a che punto quei documenti erano al sicuro da occhi indiscreti? Oggi WhatsApp o la posta elettronica servono al più ad avvertire l’utente di venire a prelevare la ricetta a una certa ora in studio senza fare la fila. E il promemoria cartaceo stampato dal medico curante e consegnato a mano resta documento insostituibile, con buona pace dei fans della dematerializzazione. In realtà, in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, grazie al fascicolo sanitario, esiste anche l’app per scaricare la ricetta su telefonino e pc: ma è sicura?Facciamo un quadro con Paolo Misericordia esperto informatico del sindacato Fimmg. Che boccia nettamente mail e WhatsApp per inviare referti e ricette. «Tutti i dati che viaggiano via internet, fino a prova contraria non sono protetti da una chiave crittografica e possono essere intercettati», afferma. «Non garantiscono cioè che solo il paziente destinatario legga le informazioni sulla sua salute. Il General Data Protection Regulation entrato in vigore nell’Unione Europea due anni fa e la policy che in Italia stiamo mettendo in atto tendono ad alzare la soglia di sorveglianza. Come Fimmg abbiamo dissuaso gli iscritti dall’usare WhatsApp ed e-mail persino per l’invio all’Asl dei rendiconti delle prestazioni di particolare impegno. Alcune regioni tra cui le Marche dove opero hanno vietato l’invio per e-mail di ricette dematerializzate, anche le più semplici, emanando una direttiva che impone di consegnare il promemoria prescrittivo direttamente al paziente».Come evitare spostamenti all’assistito? Le risposte sono in arrivo. Ad esempio, spiega Misericordia, «c’è qualche software organizzato per crittografare il dato inviando le ricette in una modalità che consente di criptarle pure via mail. Ma c’è un banale problema: in genere con la stessa e-mail si invia all’utente il codice per decrittarle. All’atto pratico si tratta di una soluzione che non tutela al 100%». Ci sono sistemi più sicuri. Come il cloud, «oggi nei nostri studi ci sono gestionali che mettono a disposizione aree di archiviazione e conservazione del dato, in remoto, alle quali il paziente dotato di credenziali accede e visualizza il “cassetto” con le ricette che lo riguardano. Però -ammette Misericordia -quando ai colleghi elenchiamo le precauzioni adottate dalle software house più avanzate, loro giustamente obiettano che un ente istituzionale come l’Inps per i certificati di malattia al lavoratore consente l’uso dell’e-mail, e là ci sono diagnosi e prognosi esposte. E ancora, il pro-memoria cartaceo fatica ad essere abolito. Anche se le regioni hanno le specifiche per non usarla, la carta impera, indipendentemente dallo sviluppo del fascicolo sanitario elettronico che troppo spesso a sproposito ci viene presentato come cavallo di Troia della dematerializzazione: questo perché i farmacisti sul promemoria stampato da noi medici e consegnato dall’assistito attaccano le fustelle e verificano i quantitativi di medicinali erogati per conto del Ssn. Insomma, il sistema istituzionale spesso è il primo a non aderire alla lettera alle indicazioni della normativa sulla privacy».È più grave far viaggiare fuori dal sistema di accoglienza ricette per farmaci o per esami? «Entrambe contengono dati sensibili», dice Misericordia. «Certo, sull’impegnativa per visite ed esami c’è la segnalazione esplicita del sospetto diagnostico, ma il paziente va protetto in tutti i casi». Quindi il sistema più sicuro per inviare la ricetta al paziente è in prospettiva il fascicolo sanitario elettronico consultabile anche da telefono cellulare? «In prospettiva forse, al momento no. Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, presto il Lazio, hanno repository per ricette e referti, ma tutto viene inviato senza che sia prevista la raccolta del consenso dell’assistito da parte delle regioni. Siamo sempre più convinti che un consenso esplicito al trattamento dati nel Fse andrebbe raccolto. Dovremmo chiederci quanti dati sensibili da noi inviati al sistema di accoglienza nazionale o regionale siano stati archiviati e trattati senza che il paziente fosse stato adeguatamente informato su tutte le figure che li trattano. Né è considerata la possibilità che il paziente dica no a che i suoi dati vadano a finire a Ministero dell’Economia ed altri archivi. C’è una lunga strada da fare». (fonte doctor33)

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Sicurezza a scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

La sicurezza a scuola è un elemento indispensabile e pertanto non è più possibile soprassedere sui casi di crolli, recenti e molteplici, avvenuti all’interno degli istituti. Udir, giovane sindacato che tutela i dirigenti scolastici, sin dalla sua nascita, ha sempre promosso, tramite emendamenti, scioperi, manifestazioni, un programma in grado di rendere le nostre aule luoghi sicuri, per lavoratori e discenti.
Pochi giorni fa al Miur c’è stato un incontro coi sindacati; tra i presenti, anche la viceministra Anna Ascani, che ha assicurato l’impegno del Ministero dell’Istruzione e del Governo “a dar corso all’intesa sottoscritta il 29 ottobre scorso tra MIUR e Organizzazioni sindacali ed in particolare allo stanziamento nella legge di bilancio di congrue risorse per garantire un rinnovato ruolo degli enti locali ai quali sarebbe affidata la definizione dei rischi strutturali e l’indicazione delle misure necessarie a ridurre il rischio, da recepire all’interno del documento di valutazione dei rischi di competenza della singola scuola”.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, “la questione relativa alla sicurezza rientra senza dubbio tra le priorità che il Miur e il Governo devono affrontare per sollevare le sorti dei nostri istituti, molti dei quali costruiti prima del 1970. Noi abbiamo sempre affermato, sin dalla nostra fondazione come sindacato, che a scuola si va per lavorare e studiare, non per rischiare la vita. La cronaca ci narra numerosissimi casi di crolli, spesso con epiloghi tragici. Non è più possibile continuare a guardare altrove: la sicurezza nei nostri istituti è un’emergenza, e va affrontata ora.

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Stati Generali dello Spazio, Sicurezza e Difesa: le prossime sfide per l’industria europea

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Napoli 6 dicembre dalle ore 9.30 alle 18.00 nella sala dei Baroni del Maschio Angioino si terranno gli Stati Generali dello Spazio. Il Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia, l’Agenzia Spaziale europea, l’Agenzia Spaziale italiana e il Comune di Napoli, organizza un evento ad alto livello dal titolo Gli Stati Generali dello Spazio, Sicurezza e Difesa: le prossime sfide per l’industria europea.I lavori, che si terranno venerdì 6 dicembre a Napoli nella sala dei Baroni del Maschio Angioino dalle ore 9.30 alle 18.00, saranno aperti dal Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.A rappresentare il Governo, interverranno Lorenzo Guerini, Ministro della Difesa, Paola De Micheli, Ministro per le Infrastrutture, Lorenzo Fioramonti, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca e Riccardo Fraccaro, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Spazio.Tra gli altri oratori istituzionali, sono previsti Johann-Dietrich Worner, Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea, Giorgio Saccoccia, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Fabio Massimo Castaldo, Vice Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, Presidente della Commissione Affari Costituzionali e della Conferenza dei Presidenti delle Commissioni del Parlamento europeo, il Generale Claudio Graziano, Presidente del Comitato Militare dell’Unione europea e Roberto Viola, Direttore Generale della Commissione europea.I Rappresentanti delle istituzioni europee e italiane e delle agenzie spaziali italiana ed europea si confronteranno con i vertici dell’industria del settore, tra cui il Presidente e l’AD di Leonardo, Gianni De Gennaro e Alessandro Profumo, l’AD di Fincantieri Giuseppe Bono, l’AD di Thales Alenia Space Italia, Donato Amoroso e l’AD di SITAEL, Matteo Pertosa. Gli Stati generali si chiuderanno nel pomeriggio con l’intervento conclusivo del Presidente Sassoli.

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Scuola Pacifico: “Sicurezza, Udir chiede di rivedere la disciplina sulla responsabilità dei presidi”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

La sicurezza nelle scuole è sempre un tema di grande attualità, talvolta protagonista di gravi episodi di cronaca che hanno tanta risonanza, e nei quali spesso di dirigenti scolastici sono alle prese con responsabilità che oltrepassano i già loro tanti e gravosi compiti. Ecco perché Udir ha presentato vari emendamenti al disegno di legge 1586 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 anche sulla sicurezza scolastica. Pacifico, presidente Udir: “La politica agisca, al di là dei convegni”
“I dirigenti scolastici di ottomila istituti sono a rischio, per delle scuole che sono insicure, una su due non ha l’agibilità, al di là dell’intesa firmata a fine ottobre dai sindacati rappresentativi della dirigenza e del Miur”, osserva il presidente di Udir, Marcello Pacifico, nel corso di un intervento radiofonico a Italia Stampa. “In molti istituti – continua Pacifico – mancano bagni adeguati ai bambini in situazione di handicap, tante strutture sono vecchie di cent’anni, magari prestigiose, ma non sono messe in sicurezza, in un Paese a forte rischio sismico come l’Italia, in cui c’è difficoltà a spendere risorse, i dirigenti non hanno potere di spesa, se non per pochi limitati aspetti. Siamo a favore della sicurezza di tutti, alunni, docenti e personale Ata, ma non è giusto continuare ad aspettare la tragedia, che diventa inevitabile, bisogna tutelare i dirigenti scolastici. In tal senso abbiamo presentato un emendamento alla Legge di Bilancio. Speriamo che al di là dei convegni, la politica agisca nelle sedi opportune”.Udir ha dunque chiesto una revisione della disciplina sulla responsabilità dei dirigenti scolastici. in tema di sicurezza. In particolare presentando formalmente emendamenti all’articolo 28. Infatti, dopo il comma 16, si chiede di inserire “all’articolo 18 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni: i dirigenti delle istituzioni scolastiche sono esentati da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale qualora abbiano tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione di cui al comma 3, necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati, adottando le misure di carattere gestionale di propria competenza”.

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Sicurezza a scuola: Ancora un crollo

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

Scafati (Sa) Parla la ds Adriana Maria Loredana Miro dell’istituto d’istruzione superiore statale A. Pacinotti di Scafati: “Non possiamo da soli adempiere al compito della prevenzione dei rischi, poiché non siamo proprietari delle strutture e non disponiamo delle risorse necessarie a realizzare la manutenzione degli edifici. Il nostro ruolo è quello di garantire il diritto alla salute e all’istruzione per i nostri studenti”. Marcello Pacifico (Udir): Siamo con la dirigente, non è possibile affidare l’incolumità di studenti e lavoratori della scuola al caso, non è accaduta una tragedia solo per pura fatalità e certamente non va bene. Stiamo presentando un emendamento al disegno di legge di stabilità. Chiediamo alla politica di approvarlo.
È accaduto nell’ultimo fine settimana, prima insomma che riprendessero le attività didattiche dopo la lunga pausa dello scorso week-end. Ancora allarme sicurezza a scuola. Come riporta Il Mattino.  È stato il personale scolastico a lanciare l’allarme alla riapertura della scuola. In pratica, “una buona parte d’intonaco si era staccato da una gradinata della scala che dal primo piano dell’edificio conduce ai laboratori”. L’istituto è rimasto chiuso per consentire “ai tecnici della Provincia di Salerno (ente competente) di eseguire i lavori di messa in sicurezza dei vani scale e di procedere ad un controllo generale della struttura”. Udir ha fatto della questione sicurezza uno dei punti di forza della propria battaglia sindacale. Ha, infatti, rimarcato l’esistenza e l’urgenza del problema durante l’incontro che ha avuto al Miur, in seguito alla manifestazione a Roma, qualche giorno fa. La dirigente scolastica dell’istituto colpito dal crollo, Adriana Maria Loredana Miro, che è socia Udir, ha rilasciato una sua dichiarazione, che riportiamo di seguito.
“Al rientro dal ponte di Ognissanti – afferma la dirigente scolastica Miro – dopo i giorni di maltempo, alunni e docenti del Pacinotti di Scafati hanno rinvenuto un intero costone di intonaco che si era staccato dal vano delle scale poste tra il piano terra e il primo piano dell’Istituto, con calcinacci riversati sulle scale sottostanti. Fortunatamente il cedimento è avvenuto quando l’Istituto era chiuso”.
Siamo in pratica di fronte a un ulteriore episodio che mette in evidenza la manutenzione ormai inesistente e la presenza di edifici scolastici fatiscenti. “L’Istituto infatti – continua la ds – costruito da più di 50 anni è stato oggetto solo ultimamente di lavori di ristrutturazione, grazie a un FESR che si è aggiudicato alcuni anni fa. Lo stesso è destinatario di una cifra di 5 milioni di euro, che verrà utilizzata per lavori strutturali, sulla scorta dei quali potrà ottenere le certificazioni richieste per essere a norma. Solo ora si sta espletando la gara per l’appalto in provincia e sicuramente i tempi non saranno brevi. Nel frattempo la provincia di Salerno rimane sorda alle richieste che da anni vengono puntualmente effettuate per sopralluoghi e lavori di manutenzione, nascondendosi dietro la promessa di lavori da effettuare con i 5 milioni di euro. Noi dd.ss. non intendiamo più essere individuati come responsabili di quanto possa avvenire agli edifici in assenza di interventi di messa in sicurezza da parte di enti territoriali competenti. Non siamo nelle condizioni oggettive di adempiere, da soli, al compito della prevenzione dei rischi, in quanto non siamo proprietari delle strutture e non disponiamo delle risorse necessarie a realizzare la manutenzione degli edifici. Il nostro ruolo è quello di garantire il diritto alla salute e all’istruzione per i nostri studenti”.

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Un’Unione della sicurezza autentica ed efficace

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Nella relazione presentata sono riassunte le iniziative intraprese dalla Commissione in alcuni dei settori chiave dell’Unione della sicurezza, quali la lotta al terrorismo, lo scambio di informazioni, il contrasto alla radicalizzazione e la cibersicurezza, e si sottolinea nel contempo la necessità di compiere ulteriori sforzi, in particolare per quanto riguarda l’attuazione della normativa dell’UE in materia di sicurezza. Nel contesto della reazione dell’attentato di Christchurch avvenuto nel marzo 2019, la Commissione raccomanda inoltre all’Unione europea di avviare negoziati con la Nuova Zelanda in materia di scambio di dati personali con Europol per combattere le forme gravi di criminalità e il terrorismo.Gli Stati membri sono in grado di scambiarsi più informazioni che mai, in particolare grazie all’assistenza offerta da agenzie dell’UE come Europol. L’UE ha notevolmente migliorato la sua resilienza informatica e sta lavorando per garantire la cibersicurezza delle reti 5G. In seguito alla valutazione coordinata a livello di UE dei rischi per la sicurezza, gli Stati membri dovrebbero ora concordare una serie di misure di attenuazione dei rischi entro il 31 dicembre.
L’UE ha inoltre continuato ad adoperarsi per contrastare la disinformazione e proteggere l’integrità delle elezioni attraverso il codice di buone pratiche per l’autoregolamentazione sulla disinformazione firmato nell’ottobre 2018.
Alcuni Stati membri non attuano ancora pienamente una serie di norme fondamentali dell’UE in materia di sicurezza che riguardano il terrorismo e la criminalità informatica. Tra queste vi sono dossier prioritari, quali lo scambio dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record – PNR) e la direttiva sulla lotta contro il terrorismo. Solo tredici Stati membri attuano le norme dell’UE per un accesso più restrittivo alle armi da fuoco e ventuno devono ancora recepire le norme antiriciclaggio. Inoltre, ventitré Stati membri non applicano ancora le norme dell’UE che configurano il reato di abuso sessuale su minori e quattro Stati membri non rispettano la normativa UE sugli attacchi contro i sistemi di informazione. La Commissione invita gli Stati membri ad adottare con urgenza le misure necessarie per assicurare la piena attuazione delle norme dell’UE sulla sicurezza.
Il 9 ottobre la Commissione ha firmato accordi sulla lotta al terrorismo con l’Albania e la Macedonia del Nord. Il 7 ottobre l’UE ha inoltre firmato un accordo di cooperazione nella gestione delle frontiere tra il Montenegro e l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.
Infine, la Commissione ha intensificato la cooperazione e lo scambio di informazioni con altri paesi partner, organizzazioni e portatori d’interesse, due elementi fondamentali per la creazione di un’autentica ed efficace Unione della sicurezza. La Commissione raccomanda oggi che il Consiglio autorizzi l’avvio di negoziati per un accordo che consenta lo scambio di dati personali tra Europol e le autorità neozelandesi competenti per la lotta contro le forme gravi di criminalità e il terrorismo.

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Sicurezza: Fp Cgil, ok Lamorgese, intervenire su lavoratori commissioni diritto asilo

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

“Apprezziamo l’impegno del ministro dell’Interno Lamorgese che ha annunciato modifiche ai decreti sicurezza entro fine anno. Abbiamo sempre contestato quei provvedimenti e le dichiarazioni di oggi del nuovo Ministro sono coerenti con quanto da lei stessa affermato nell’incontro di Malta tra i ministri dell’Interno dell’Unione Europea”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, in merito alle dichiarazioni della titolare del Viminale, nel chiedere un intervento anche a sostegno dei lavoratori del Ministero che si occupano delle domande di richiesta d’asilo. “Sappia il Ministro – prosegue il dirigente sindacale – che per il cambio di passo che sta compiendo nei confronti del suo predecessore troverà in noi dei convinti sostenitori. Come abbiamo già avuto modo di rappresentarle, apprezzeremo ancor più le modifiche ai decreti sicurezza se conterranno anche la previsione di rendere strutturali le attività oggi svolte dal suo dicastero attraverso le Commissioni e le Sezioni Territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale perché siamo fermamente convinti che il tema dei richiedenti asilo non può essere gestito come mera azione emergenziale. Specie per un paese come il nostro che fa del rispetto della libertà e della dignità della persona umana un suo principio fondativo”.Per questo, aggiunge, “le chiediamo di voler anche abrogare l’articolo 8 quater del cosiddetto decreto sicurezza bis che mortifica e disperde, attraverso la dismissione, le importanti professionalità che oggi hanno fatto proprio delle Commissioni Territoriali del Ministero dell’Interno una eccellenza da imitare in Europa”, conclude Oliverio. (Giorgio Saccoia)

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Sicurezza e condizioni di lavoro dei poliziotti

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

“Apprendiamo da articoli di stampa che la recente circolare emanata dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli, che invita gli agenti a una maggiore cautela sui social avrebbe anche lo scopo di placare il malcontento che circola tra le Forze dell’ordine, i cui agenti lamenterebbero attraverso le chat «scarsa sicurezza», «materiale inadeguato», «poche risorse» e «addestramento insufficiente». Chiediamo un intervento del Governo finalizzato a tutelare le condizioni di lavoro degli agenti della Polizia di Stato”.
È quanto scrivono i deputati di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda, Giovanni Donzelli, Wanda Ferro, Davide Galantino ed Emanuele Prisco, presentando una interrogazione al Ministro degli Interni. (n.r. Non dobbiamo dimenticare che le condizioni di lavoro dei poliziotti sono anche collegabili all’applicazione delle leggi da parte degli organi inquirenti e giudicanti e ai loro iter con i tre gradi di giudizio che spesso diventano un’arma a doppio taglio riducendo l’efficacia dell’azione penale e persino a vanificandola.)

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Dirigenti scolastici: Sindacati rappresentativi e Miur a confronto sulla sicurezza il 29 ottobre

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Ciò accadrà alla vigilia del sit-in e della protesta cui ha aderito Udir lanciata autonomamente da più di 600 presidi non più disposti a lavorare ogni giorno con il rischio di essere sospesi dal servizio, come è accaduto alla ds Franca Principe per delle responsabilità di cui devono essere esonerati, perché non hanno il potere di spesa per gli interventi sulla messa in sicurezza degli edifici, come chiedono anche due proposte di legge del PD e del M5S al vaglio del Parlamento. Marcello Pacifico (Udir): È arrivato il momento di modificare la norma (TU, d.lgs. 81/08) nella legge di Bilancio. La politica intervenga subito senza più chiacchiere, perché la vita degli studenti e dei lavoratori deve essere tutelata
Ancora malumore tra i dirigenti scolastici: dopo anni in cui sono stati lasciati soli in balia delle responsabilità e di più di 105 capi d’accusa, molti di essi hanno apposto un secco “No” e credono sia giunta l’ora che lo Stato li tuteli maggiormente. Infatti, “dirigenti scolastici provenienti da tutte le parti di Italia si sono mobilitati per la questione sicurezza strutturale degli edifici scolastici. Infatti, il 30 ottobre 2019 si sono dati appuntamento all’Istituto Da Vinci di Roma per raggiungere il Miur per un sit-in che dovrebbe portarli ad incontrare se non il Ministro Lorenzo Fioramonti almeno uno o più sottosegretari. Chiedono tutela, contro delle norme che non solo considerano ingiuste ma anche pericolose per chi frequenta le scuole”. Si ricorda che protesta si è innescata in seguito alla “sentenza di condanna della Cassazione di una loro collega, ritenuta responsabile proprio in quanto preside della caduta di un ragazzo da un lucernario durante gli esami di Maturità del 2011 nella sua scuola. Quel giorno una bidella aveva lasciato aperta la porta che portava nella zona pericolosa ma comunque è stata riconosciuta anche una responsabilità «oggettiva» della dirigente”. Dunque “la clamorosa decisione della Corte ha spinto i dirigenti di tutta Italia a chiedere una riflessione al ministero sulle responsabilità per ciò che riguarda le scuole e soprattutto lo stato degli edifici scolastici”.

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Sicurezza a scuola: La protesta continua

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Non si arresta il malcontento dei dd.ss. per la questione della sicurezza strutturale degli edifici scolastici: il 30 ottobre 2019 si sono dati appuntamento all’Istituto Da Vinci di Roma per raggiungere il Miur per un sit-in che dovrebbe portarli ad incontrare se non il Ministro Lorenzo Fioramonti almeno uno o più sottosegretari. Marcello Pacifico (Udir): Samo solidali coi dd.ss. e li appoggiamo in questa protesta che vuole essere soprattutto una manifestazione di impotenza di fronte alla situazione che si è venuta a creare. Non è possibile rischiare una condanna penale mentre si sta svolgendo il proprio compito. Il ruolo del ds, anche se carico di oneri, è pur sempre un lavoro che compie chi è profondamente interessato all’istruzione e al rapporto col corpo docente e coi discenti: non perdiamo ciò di vista. Si stanno portando i dirigenti scolastici a essere molto più preoccupati delle condanne piuttosto che della formazione dei nostri studenti e delle ottimali condizioni lavorative di docenti e Ata. Italia, Francia e Portogallo tra i Paesi europei con maggiore carenza di docenti qualificati
Questo si evince dal rapporto “Education and Training Monitor 2019”, per le competenze di insegnamento in un ambiente multiculturale o multilingue, nell’insegnamento a studenti che appartengono a realtà svantaggiate dal punto di vista socio-economico e con esigenze particolari. Tra le cause figura anche il progressivo invecchiamento della popolazione del corpo insegnante. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la ricerca conferma la necessità di intervenire con urgenza nel sistema di formazione iniziale in servizio degli insegnanti, ma anche nel reclutamento e nella valorizzazione delle competenze nei diversi contesti educativi con organici legati al territorio”. Anief aggiunge al quadro delineato i numeri: quasi 300 mila studenti hanno un handicap certificato, 500 mila presentano bisogni educativi speciali, 800 mila sono alloglotti, in migliaia si ritrovano a studiare in zone economicamente depresse, ad alto rischio sociale o tasso di dispersione. A questi dati bisogna dare una risposta che passa da una maggiore specializzazione degli insegnanti in base alle esigenze degli alunni per garantire una società più giusta, equa e solidale e il diritto costituzionale all’istruzione. Bisogna intervenire per cambiare o attuare la normativa vigente, cambiarla quando definisce lo stesso rapporto tra studenti e insegnanti in tutte le parti del Paese ignorando il tessuto sociale in cui è inserita la scuola, applicarla quando prevede una specifica formazione per affrontare i BES, innovarla quando si ha davanti una prima classe con 25 alunni su 30 di lingua non italiana.
Sul sostegno poi, bisogna trasformare i posti in deroga in organico di diritto e ampliare la formazione specialistica visto che otto supplenti su dieci non hanno una formazione specifica nella didattica speciale. Piuttosto che concorsi-lumaca, si dia il via all’utilizzo delle professionalità esistente con corsi di specializzazioni ordinari e reclutamento immediato grazie alle nuove graduatorie del salva-precari e di merito.

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Sicurezza: Fp Cgil, bene Conte su risorse per riordino carriere

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2019

Roma. “Finalmente una buona notizia per i lavoratori della Polizia Penitenziaria, scesi in piazza in diverse manifestazioni nei mesi passati, apprendere dal premier Conte l’intenzione del governo di reperire ulteriori risorse per il riordino delle carriere del personale del comparto Sicurezza e Difesa”. Ad affermarlo è la Fp Cgil.
“Siamo scesi in piazza – prosegue – per due volte nel recente passato per chiedere maggiori risorse per il riordino delle carriere del personale delle Forze di Polizia e apprezziamo che oggi si sia deciso di concludere il percorso normativo relativo al riordino, di esercitare compiutamente la delega e soprattutto di individuare ulteriori risorse per completare definitivamente la manovra nei termini di legge previsti dalla delega stessa, e comunque non oltre il 31 dicembre 2019. Malgrado le nostre proteste, il precedente governo non aveva dato alcun segnale di riscontro e gli impegni presi oggi costituiscono sicuramente un buon inizio per la nuova compagine governativa”, conclude la Fp Cgil. (by Giorgio Saccoia)

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Scuola: per i dirigenti scolastici la sicurezza è fonte di maggiore preoccupazione

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2019

Con l’autonomia scolastica, il numero degli studenti e dei plessi delle sedi scolastiche è rimasto pressoché invariato, a differenza invece delle sedi di presidenza, che sono state ridotte del 25%. Ciò ha portato senza dubbio a un sostanziale aggravio delle attività e delle responsabilità dei presidi, spesso ridotti a gestire in media cinque plessi con mille alunni e 200 dipendenti, a differenza di tutti gli altri dirigenti degli uffici pubblici, peraltro in edifici per l’80% non a noma di cui devono rispondere pur non avendo potere di spesa per gli interventi, spesso condannati in sede penale. La denuncia di UDIR. Anche quest’anno, ad esempio, una sede su otto è andata in reggenza, nonostante l’immissione in ruolo di 2 mila nuovi ddss. Come emerso da un approfondimento di TuttoScuola, la sicurezza è un argomento che desta stress tra i DS., che, tra l’altro, sta particolarmente a cuore a Udir. Marcello Pacifico (Udir): La sicurezza è un tema che sentiamo molto vicino e la conseguente tutela dei nostri soci è prossima alla ratio del nostro sindacato, poiché, sin dalla fondazione, abbiamo deciso di stare al fianco dei DS, supportandoli soprattutto in relazione a quei problemi che prendono più di tutti tempo, energie, e che spesso non vengono lo stesso risolti. Come sindacato, insieme ad Eurosofia, abbiamo promosso diversi incontri seminariali alla presenza di esperti sullo stress di lavoro correlato. E siamo pronti a continuare per prevenire, ma anche per proporre al legislatore le opportune iniziative.

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Unione della sicurezza: oltre 17.000 mandati d’arresto europei per reati gravi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “Grazie al mandato d’arresto europeo, i cittadini dell’UE vivono in un posto più sicuro. Indipendentemente da dove i criminali e i terroristi si nascondano in Europa, saranno sempre consegnati alla giustizia. Questo dimostra che l’UE si basa sulla fiducia reciproca e sullo Stato di diritto. Il successo di questo strumento si basa sull’ottima cooperazione tra le autorità nazionali ed europee.” Nel 2017 oltre 7.000 sospettati di reati gravi e di terrorismo sono stati consegnati ad un altro Stato membro. In termini di procedura, dall’arresto alla decisione di consegna trascorrono in media 15 giorni quando l’interessato acconsente alla propria consegna e 40 giorni quando non acconsente. Anche se la durata delle procedure di consegna varia molto tra i paesi dell’UE, in generale è notevolmente diminuita.

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La sicurezza informatica in aula

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 settembre 2019

Il back to school arriva dopo un’estate di preparativi da parte di insegnanti, personale amministrativo e IT all’interno delle scuole. Le strutture scolastiche stanno iniziando a investire in tecnologie didattiche come lavagne interattive, software didattici e altre innovazioni. Allo stesso modo, molti insegnanti hanno trascorso un periodo estivo all’insegna della formazione, per lanciare nuove iniziative di apprendimento digitale. In questo contesto, mesi prima che vengano implementati strumenti innovativi, i team IT si trovano a pensare a come massimizzarne l’utilizzo e garantire che i nuovi sistemi di gestione e controllo possano tenere il passo nonostante le limitazioni di budget e di personale. Gli studenti torneranno presto nelle loro classi ed è tempo che i team IT guardino alle esigenze digitali del prossimo anno; adottare un approccio integrato e basato su security fabric può creare l’efficienza necessaria per proteggere gli alunni e aiutarli ad apprendere utilizzando gli strumenti digitali.

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Governo, Paoloni (Sap): «Preoccupati per il tema sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

«Siamo molto preoccupati riguardo al programma di Governo, poiché il tema della sicurezza viene trattato in modo alquanto marginale». A dichiararlo è Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap). «Nel punto 23 del programma, appare solo qualche menzione alla sicurezza, ma le questioni che la riguardano sono tante e molto complesse. La sicurezza è un bene primario per il Paese e gli uomini e le donne chiamati a garantirla, meritano attenzione e le giuste risposte. Dopo 10 anni di tagli che hanno letteralmente debilitato l’apparato – prosegue Paoloni – si stava nuovamente portando la sicurezza tra le priorità di governo con giusti investimenti e tutele per i suoi operatori. Il nostro auspicio è che tutto ciò prosegua con determinazione. Gli uomini e le donne in divisa attendono il pagamento degli straordinari del 2018, un nuovo riordino delle carriere, il rinnovo del contratto, l’apertura dell’area negoziale dirigenziale e soprattutto adeguati mezzi, dotazioni e garanzie funzionali per svolgere con e efficienza i compiti a cui sono chiamati. La sicurezza – conclude – è e deve restare una priorità».

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La sicurezza nella sua visione globale: il voto pentastellato

Posted by fidest press agency su martedì, 3 settembre 2019

E’ un aspetto della vita umana che ci ha attraversato sin dai primordi dell’umanità e forse ancora prima se pensiamo alla logica della catena alimentare che impone il criterio di uccidere per vivere. A questa visione di base l’evoluzione scientifica ci ha portato altri rischi come il nucleare sia per fini di pace (energia nucleare) sia per scopi bellici (bombe atomiche). Vi aggiungiamo, subito dopo, l’alterazione dell’ecosistema e le sue ricadute in termini di disquilibri termici e ambientali e la cosiddetta “bomba demografica” che ha ampliato a dismisura la presenza dell’essere umano sulla terra. Segue inquietante l’ingegneria genetica con sperimentazioni ardite sul genoma per comprendere la funzione dei geni appartenenti al genere umano, in se lodevole per lo sviluppo di medicinali e trattamenti medici, se non vi fosse in parallelo il tentativo di alterarli per condizionare artatamente il loro impiego per fini di conquista e di dominio della natura umana. A complicare ulteriormente le cose vi è il tema della democrazia rappresentativa in luogo di quella diretta. In pratica noi deleghiamo il potere politico a dei rappresentanti che se occupino a tempo pieno per studiare adeguatamente i problemi e trarne le possibili soluzioni nell’interesse generale degli amministrati. Sarebbe, sia chiaro, un’ottima cosa se una parte dei nostri fiduciari non ciurlassero nel manico più per interesse personale che per competenza. A questo punto entra in gioco una variabile legata alle logiche dell’informazione espressione di lobby ideologiche di natura economica e finanziaria che mistificano i fatti dominati come sono dall’esigenza di “fare audience” per fini commerciali e affaristici, nonché da rapporti personali e rendite di posizione varie. In questo modo depriviamo l’esperto della sua credibilità personale e certezza morale avendolo inteso come una persona che non vuole ingannare il suo interlocutore. E ciò ci rende ancor più insicuri e diffidenti nei confronti del nostro prossimo. A prescindere. E ora se ci caliamo nella realtà dei nostri giorni con un governo in formazione, con una nuova etichettatura, aleggia nell’aria, inevitabile, un sospetto di credibilità, una sicurezza resa a mezzo servizio con la diffidenza rendendo più emblematica la possibilità di giudizio dei cittadini. E con questo clima il popolo dei pentastellati si accinge a votare sulla piattaforma Rousseau il consenso o meno a una nuova formula di governo e a chi lo rappresenterà alla sua guida. Si tratta di un’idea che ruota attorno alla sua credibilità personale e alla sua certezza morale. Ne saranno convinti gli elettori? (Riccardo Alfonso)

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Libertà e sicurezza: sono conciliabili?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Sono due termini che alcuni ritengono conflittuali tra loro. Non è, infatti, infrequente il caso di chi è disposto a barattare la sua libertà per un po’ di sicurezza. Alla fine del percorso si corre il rischio che si violino anche i più elementari diritti della persona. D’altra parte la difesa della libertà significa porre dei limiti all’azione del governo. Per Angelo Panebianco la strada è “allora quella che passa attraverso una maggiore consapevolezza della natura e delle condizioni storiche delle diverse culture contro ogni utopia che tende a voler costruire un “mondo unico”. Si tratta di saper scegliere un percorso “virtuoso” per una politica che sviluppi la libertà dei cittadini nel momento stesso in cui ne garantisce la sicurezza”. E, manco a dirlo, tutto questo deve mettere in gioco un processo culturale volto a coinvolgere, necessariamente, la scuola a tutti i livelli e gradi di istruzione. Sono i prodromi di un insegnamento che parta dalla ferma convinzione, da instillare nelle nuove generazioni, che la democrazia non si difende e non si porta con le armi. E’ questa, e non altra, la nuova cultura del progresso per respingere tanto i fondamentalismi quanto le deviazioni totalitarie delle democrazie. Non dimentichiamo che la democrazia è critica e concorrenziale. E’ azione creativa rivolta al futuro. Si stimola e si rinforza anche quando si toccano i più elementari diritti degli individui e le condizioni della loro libertà perché se ne fa baluardo e se ne rende garante. (Riccardo Alfonso)

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Italiani in vacanza, ma il 71% è preoccupato per la sicurezza della propria casa

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2019

Si parte per le vacanze, finalmente! Quest’anno, ad agosto, sono 20 milioni gli italiani che si godono le meritate ferie in viaggio1. Sarebbe tutto bellissimo, se non fosse per quel senso di preoccupazione di lasciare la casa incustodita che disturba sempre un po’. A questo proposito Kingston Digital Europe Co LLP, società di memorie Flash affiliata di Kingston Technology Company, Inc., leader mondiale nella produzione di memorie e nell’offerta di soluzioni tecnologiche, ha indagato timori e paure degli italiani, scoprendo come la tecnologia possa essere una valida alleata contro le preoccupazioni che ci attanagliano quando siamo lontani da casa.L’incubo del vacanziero pare essere sempre lo stesso: il 71% degli intervistati si dichiara piuttosto preoccupato all’idea di lasciare la propria abitazione incustodita, mentre per il 21% questo è un timore ricorrente, che non sempre fa vivere le vacanze con spensieratezza. L’unica – magra – consolazione? In caso di infrazioni da parte di malintenzionati, non ci si troverebbe faccia a faccia con questi (82%).Non è un caso quindi se il 57% sta pensando di installare un sistema di videosorveglianza con cui verificare, da remoto, quello che accade dentro l’abitazione, mentre il 33% ha già provveduto a dotare l’abitazione di una o più videocamere di sicurezza. Solo il 10% al momento non è intenzionato a seguire questa strada, convinto che la mania del controllo a distanza gli metta più ansia che altro. Il 68% afferma invece che, controllare la situazione a casa dal proprio smartphone, è rassicurante.

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