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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘sicurezza’

Migliorare la sicurezza dei documenti dei cittadini dell’UE: due consultazioni pubbliche

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

European CommissionHai mai perso il passaporto in vacanza? Hai mai avuto bisogno di un documento di viaggio provvisorio per tornare a casa? O temi che qualcuno possa falsificare la tua carta d’identità? La Commissione europea intende occuparsi di questi temi e, come annunciato nella Relazione 2017 sulla cittadinanza dell’UE, sta per avviare due consultazioni pubbliche per raccogliere pareri su come migliorare la sicurezza dei documenti dei cittadini dell’UE,.La Commissaria Jourová ha dichiarato: “I cittadini dell’UE devono poter esercitare i propri diritti di cittadinanza ovunque si trovino. Disporre di carte d’identità e carte di soggiorno più sicure è essenziale per la sicurezza in tutta l’UE. Vogliamo anche aggiornare le norme sui documenti di viaggio provvisori, in modo da agevolare l’accesso dei cittadini dell’UE alla protezione consolare al di fuori dell’Unione.”La prima consultazione raccoglierà i pareri dei rispondenti su come migliorare la sicurezza delle carte d’identità e dei titoli di soggiorno. La seconda consultazione è finalizzata alla valutazione delle norme vigenti sui documenti di viaggio provvisori dei cittadini che vivono o viaggiano al di fuori dell’UE, in uno Stato dove il loro paese non ha un’ambasciata o un consolato. Entrambe le consultazioni resteranno aperte fino al 5 dicembre 2017. Tutti i cittadini dell’UE possono partecipare.

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Europa: Unione della sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

Jean-Claude JunckerBruxelles. La Commissione europea ha riferito oggi in merito alle azioni intraprese per conseguire gli obiettivi stabiliti dal Presidente Juncker nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 2016, volti a rafforzare la sicurezza alle frontiere esterne dell’UE, a migliorare lo scambio di informazioni tra Stati membri, a circoscrivere lo spazio in cui i terroristi operano e a prevenire la radicalizzazione.
A un anno di distanza la Commissione ha presentato proposte per realizzare tutte le priorità relative alla sicurezza stabilite dal Presidente Juncker. La presente decima relazione sui progressi dell’Unione della sicurezza illustra anche i progressi compiuti relativamente ad altri dossier di sicurezza e descrive il proseguimento dei lavori per i prossimi 12 mesi e oltre.
Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: «L’anno scorso sono stati fatti grandi passi avanti per realizzare un’autentica Unione della sicurezza. Ma gli attentati del mese scorso sono sufficienti – da soli – a dimostrare che dobbiamo ancora fare molto per garantire la sicurezza dei nostri cittadini. Tutte le misure previste dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione del 2016 e nel programma di lavoro della Commissione per il 2017 sono state attuate. Ciò dovrebbe essere visto come una solida base per ulteriori azioni comuni nei prossimi anni. Dobbiamo lavorare tutti insieme – istituzioni , agenzie dell’UE e Stati membri – con fiducia per mettere a punto un’efficace e autentica Unione della sicurezza.»
Julian King, Commissario per l’Unione della sicurezza, ha dichiarato: «L’UE sta riducendo lo spazio in cui i terroristi possono operare, rendendo loro più difficile viaggiare, addestrarsi, ottenere denaro, armi ed esplosivi. Abbiamo reso più sicuri i nostri confini esterni, migliorato lo scambio di informazioni sui terroristi e altri criminali, e intensificato i lavori con le imprese di Internet e le comunità locali per contrastare la radicalizzazione. Ma molto rimane da fare, come hanno ancora una volta tragicamente messo in evidenza gli attentati recenti. I cittadini guardano a noi per proteggere e rafforzare la loro sicurezza; lavorando insieme dobbiamo adempiere agli impegni che abbiamo assunto.»
La Commissione ha sostenuto gli sforzi compiuti dagli Stati membri negli ultimi dodici mesi nell’ambito di due pilastri principali: affrontare il problema del terrorismo, della criminalità organizzata e delle risorse che li sostengono; e rafforzare le nostre difese e costruire la resilienza contro tali minacce.
Potenziare la sicurezza alla frontiera esterna.

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Discoteche e sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 22 agosto 2017

vincenza labriola“Giorni fa Niccolò Ciatti ha perso la vita in una discoteca di Lloret de Mar, sotto gli occhi increduli o incuriositi degli altri frequentatori del locale, senza che nessuno, a partire dalla sicurezza, intervenisse. La notte tra il 14 e il15 agosto a Jesolo, Daniele Bariletti, sempre in discoteca, è stato selvaggiamente picchiato da un ragazzo di trenta anni. E sembrerebbe che i buttafuori, invece di assicurare alle forze dell’ordine colui che aveva eseguito questo orrore, lo hanno lasciato andare. Fortunatamente Daniele dopo due interventi è fuori pericolo. A Gallipoli una turista ha chiesto l’intervento dei Carabinieri e delle Forze dell’Ordine per violenza sessuale subita da un gruppo di ragazzi. Episodi simili avvengono, purtroppo, a tutte le latitudini in cui al contesto della musica si abbina lo sballo e l’uso di alcol e droghe”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia Vincenza Labriola che aggiunge: “Non è ammissibile che nel 2017 in luoghi in cui si dovrebbe ricercare spensieratezza e divertimento si incontri invece la morte per l’assunzione di una pasticca o perché qualcuno, preso dai fumi dell’alcol e non solo, ha reazioni spropositate, o che si debba subire una violenza. Risultano evidenti, in queste circostanze, la mancanza di rispetto della vita propria e di quella degli altri e la mancanza di percezione delle conseguenze delle proprie azioni. I locali dove non si garantisce ordine e sicurezza – afferma la deputata azzurra – vanno chiusi per lunghi periodi. Cani antidroga fuori dai locali, numero di buttafuori proporzionato al numero dei frequentatori e stabilito per legge, controlli frequenti all’interno delle discoteche, sanzioni severe per i proprietari che non fanno rispettare le norme per seguire la logica del profitto a tutti i costi: questa è la strada da seguire per evitare il ripetersi di tragedie evitabili. Da luoghi di divertimento, le discoteche stanno diventando, proprio a causa dell’assenza di sicurezza e legalità, luoghi di atti orribili come quelli che si sono verificati questa estate. Forza Italia, quando sarà al Governo – assicura Labriola – renderà sicuri i locali notturni perché non è ammissibile che avvengano tali episodi. Uno Stato che non garantisce la sicurezza non può essere chiamato tale”.

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Istruzione – Sicurezza: a settembre diverse scuole potrebbero non aprire

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneCon l’avvio del nuovo anno scolastico cresce il pericolo di chiusura delle strutture non a norma: gli enti locali, impossibilitati ad agire, non si vogliono più prendere la responsabilità di far riprendere le lezioni in strutture fatiscenti. Sono non pochi, inoltre, gli esposti presentati nelle ultime settimane da genitori sempre più preoccupati. Entra così nel vivo l’azione del giovane sindacato dei dirigenti scolastici: in vista dell’audizione, il prossimo mese, presso la VII e XI Commissione della Camera in merito all’esame dei disegni di legge n. 3830 e 3963, Udir propone l’introduzione al D.lgs. n. 81/08 del Titolo XIII bis recante ‘Disposizioni speciali in materia di Istituzioni scolastiche ed educative’ con nuovi nove articoli su individuazione del datore di lavoro responsabile sulla sicurezza, potere inibitorio e d’interdizione, obblighi e sanzioni per il proprietario dell’immobile e del DS, impegni economici, lavori in appalto, definizioni. Il problema è reale: in assenza di fondi adeguati, la Provincia di Caserta rischia di chiudere le Scuole superiori già dal prossimo 15 settembre. Le modifiche tengono conto anche delle indicazioni dei capi d’istituto, da troppi anni caricati di responsabilità a fronte di stipendi inadeguati.

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Scuola: seminari per la sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 agosto 2017

camera deputatiDopo che Udir ha organizzato diversi seminari sulla sicurezza, anche il Parlamento si accorge della seria problematica. Udir condivide la protesta dei dirigenti scolastici; a questo proposito ricorda che anche sulla sicurezza nelle scuole ha organizzato un convegno a Palermo già programmato per il 16 e il 17 settembre 2017. Si intitolerà ‘Il cammino della Dirigenza tra: sicurezza, rendicontazione, contrattazione e legislazione’.
Marcello Pacifico (Confedir-Udir): Bene l’interesse a distinguere le responsabilità del proprietario dell’immobile e del Dirigente Scolastico che ne ha la responsabilità gestionale ma non il potere di spesa. Finalmente, dopo le denunce alla stampa nazionale, viene accolta la proposta del nuovo giovane sindacato dei dirigenti scolastici di modificare il d.lgs. 81/08. Nei prossimi giorni presenteremo una precisa proposta emendativa ai testi (3830, 3963) all’esame della VII Commissione della Camera dei Deputati.

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Scuola e la sicurezza degli edifici scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

scuola-montagna-pianoDopo l’appello trasversale dei presidi ai sindacati, perché non firmino il contratto capestro che gli sta prospettando l’amministrazione, è di queste ore l’invio di una lettera aperta, sottoscritta da centinaia di capi d’istituto e indirizzata alle massime autorità parlamentari e del Miur per richiamare l’attenzione di tutti sulle criticità presenti in materia di sicurezza negli edifici scolastici del Paese: non è soltanto una questione di responsabilità da dirimere in punta di giurisprudenza, ma ne va – soprattutto in alcune regioni ad alto rischio – della vita stessa di tutti coloro che nelle scuole operano e apprendono. Nei casi estremi c’è anche il pericolo che a settembre le lezioni non possano riprendere: se tra poco più di un mese i Prefetti o i Vigili del Fuoco dovessero decidere per la non riapertura di molti plessi scolastici non ancora a norma i Dirigenti Scolastici si adopereranno per trovare tutte le soluzioni alternative possibili per garantire il diritto allo studio. Udir, che sin dalla sua nascita ha chiesto di modificare il Testo Unico nella parte in cui si parla di sicurezza, condivide la protesta dei dirigenti scolastici. A questo proposito, ricorda che anche sulla sicurezza nelle scuole ha organizzato un convegno a Palermo già programmato per il 16 e il 17 settembre 2017. Il convegno si intitolerà “Il cammino della Dirigenza tra: sicurezza, rendicontazione, contrattazione e legislazione”.Marcello Pacifico (Confedir-Udir): Quando ci sono di mezzo le vite delle persone, ogni giorno perso può essere fatale. Gli edifici scolastici non possono continuare a essere tutelati e gestiti in modo così promiscuo. Il risultato di questa confusione normativa è che non sono più rari i casi dei dirigenti scolastici che si ritrovano a pagare sulla loro pelle delle responsabilità di altri. Anche perché non sono i datori di lavoro dell’azienda, tra l’altro in cambio di una manciata di centinaia di euro in più al mese. Quindi, le loro responsabilità vanno oltre ogni logica, mentre lo stipendio rimane poco più di quello di un impiegato medio. Noi non ci stiamo e per questo, come Udir, abbiamo avviato una serie di ricorsi: se la situazione non dovesse sbloccarsi, presto passeremo ai fatti anche sul fronte della sicurezza.

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Sicurezza: l’UE è alla guida dei lavori finalizzati a scambiare informazioni, combattere il finanziamento del terrorismo e proteggere i cittadini europei online

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

european commissionBruxelles. La nona relazione sui progressi dell’Unione sulla sicurezza, pubblicata oggi, evidenzia le recenti iniziative volte a prevenire il finanziamento del terrorismo attraverso il traffico illecito di beni culturali e a migliorare l’interoperabilità dei sistemi d’informazione dell’Unione europea. Basandosi su una valutazione complessiva della politica di sicurezza dell’UE a decorrere dal 2001, la relazione sottolinea le lacune e sfide cui è necessario far fronte. L’attuazione incompleta delle politiche in vigore resta un problema irrisolto, come anche l’evoluzione delle minacce (radicalizzazione, criminalità informatica): nell’insieme, questi elementi potrebbero richiedere modifiche degli strumenti in vigore.
Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: «Nell’attuale contesto di sicurezza in rapido cambiamento è necessario intensificare gli sforzi per ottenere risultati su tutti gli elementi essenziali e accelerare i lavori per pervenire ad un’ autentica ed effettiva Unione della sicurezza. La frammentazione ci rende tutti vulnerabili; l’unità e la fiducia, grazie ad una cooperazione più intensa e ad un più agevole scambio di informazioni tra Stati membri, sono l’unico modo che permette all’UE di apportare un concreto valore aggiunto e dare sicurezza ai cittadini europei.»
Julian King, Commissario per l’Unione della sicurezza, ha dichiarato: «La valutazione complessiva risponde all’impegno, che ho preso dinanzi al Parlamento europeo, di procedere a una revisione approfondita della politica di sicurezza dell’UE, la prima in 16 anni. Gli insegnamenti da trarre sono importanti, non ultima la necessità di una maggiore agilità nel reagire ad uno scenario di minacce in continua evoluzione. Avremo occasione di discuterne con il Parlamento in settembre.»
Negli ultimi mesi i progressi sono stati costanti, in particolare con le nuove norme proposte nel luglio 2017 sul traffico di beni culturali, ed è stato raggiunto un accordo su un nuovo sistema di ingressi/uscite per registrare i dati di ingresso e uscita dei cittadini di paesi terzi che attraversano le frontiere esterne dell’UE.
Si sono intensificati i lavori sulla lotta alla radicalizzazione su Internet grazie ad un piano d’azione che prevede nuove misure intese ad individuare e rimuovere i contenuti illegali di stampo terroristico online.In una rinnovata attenzione per la protezione degli obiettivi non strategici le forze speciali belga e olandese hanno simulato attacchi terroristici sincronizzati in scuole pubbliche. Sostenuta dalla Commissione, l’esercitazione ha fornito preziosi insegnamenti sulla preparazione di fronte ad una crisi. La relazione ripercorre 15 anni di politica di sicurezza dell’UE: la valutazione è positiva e conferma la pertinenza dei principali strumenti di tale politica, ma ne rileva anche le sfide e lacune, tra cui la necessità di adattare le politiche e gli strumenti a disposizione per rispondere alla minaccia in continua evoluzione che il terrorismo rappresenta, come si sottolinea anche nelle conclusioni del Consiglio europeo del 22-23 giugno 2017 e nel piano d’azione del G20 sulla lotta al terrorismo del 7 luglio 2017.

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Rinnovo del contratto a favore del personale dei Comparti Sicurezza e Difesa riferito al triennio 2016-2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

palazzo chigiA quasi dieci anni dall’ultima concertazione, ieri presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si sono aperti i lavori per il rinnovo del contratto a favore del personale dei Comparti Sicurezza e Difesa riferito al triennio 2016-2018.Si tratta di un segnale positivo che giunge, però, dopo oltre due anni della sentenza della Corte Costituzionale che nel giugno 2015 dichiarava illegittimo il blocco dei rinnovi contrattuali.Il nostro auspicio, come già dichiarato in precedenti occasioni, è che il Governo metta sul tavolo risorse adeguate per dare concretezza al rinnovo dei contratti affinché si possano dare alle donne e agli uomini delle Forze Armate segnali tangibili garantendo la loro specificità anche sul trattamento accessorio. Lo dichiarano i delegati del Cocer Aeronautica Alfio Messina e Antonsergio Belfiori.

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Circolare Gabrielli su sicurezza e prevenzione

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

franco gabrielli“La circolare Gabrielli sta distruggendo gli eventi culturali dei Comuni e dell’associazionismo a basso costo. Ma soprattutto il testo di Gabrielli è scritto male appositamente per scaricare la responsabilità e i costi dell’apparato di sicurezza sui Comuni e sugli organizzatori privati. La distinzione tra ‘safety’ e ‘security’ che la circolare fa viene indicata in inglese perché in italiano sarebbe stata lo stesso concetto e non avrebbe avuto senso”. È quanto dichiarano Federico Mollicone, responsabile della Comunicazione e cultura di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale e il deputato Bruno Murgia, componente della commissione Cultura che ha preannunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Marco Minniti.“Una circolare- ha aggiunto- che permette ai Prefetti di scaricare proprie esplicite responsabilità d’ufficio, anche piuttosto ben pagate con le tasse degli italiani, sugli organizzatori privati e sui Comuni. E se il privato che organizza è Vasco Rossi è facile farlo perché è coperto dal costo del biglietto esoso che viene fatto pagare. Ma nel caso di iniziative di tessuto, feste popolari, ed eventi a basso costo si ha l’impossibilità di realizzarli e quindi si annullano. In queste ore manifestazioni storiche dell’Estate romana nella Capitale , ad esempio, stanno saltando per questo motivo. “Chiederemo con un’interrogazione al ministro Minniti – ha precisato il deputato Murgia- un suo intervento per riscrivere la Circolare riassegnando alle Questure e ai Comandi provinciali dei Carabinieri la sicurezza durante e dentro gli eventi. Oltretutto, i Vigili del Fuoco hanno, con criteri assolutamente arbitrari, esautorato anche le Questure nella gestione delle piazze e dell’ordine pubblico imponendo le stime di capienza sempre fornite dalla Ps”. “Crediamo che anche i sindaci debbano chiedere – hanno concluso Mollicone e Murgia- come giustamente sta facendo l’Anci , il rispetto dei compiti d’ufficio degli apparati dello Stato e cioè sicurezza e prevenzione”.

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Roma: autodemolitori irregolari e sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

autodemolitore“La mozione sulla delocalizzazione degli autodemolitori presentata da Sinistra Italiana non avrebbe risolto le reali criticità legati a questo settore. Trasferire in altro luogo l’attività di un autodemolitore che non rispetta i parametri ambientali (o comunque non in regola), infatti, lascerebbe inalterate tutta una serie di problematiche connesse all’inquinamento e in forte contrasto con il concetto di eco-sostenibilità proprio di questa Amministrazione. In tal senso, è nostra ferma intenzione procedere con una serie di controlli che, al momento, hanno già portato alla chiusura di ben 13 autodemolitori irregolari nell’arco di un anno, mentre altri 35 saranno chiusi qualora non dovessero adeguarsi ai requisiti ambientali richiesti. Un risultato importante, se rapportato alle 2 attività chiuse durante la gestione Tronca. Delocalizzare tali attività significherebbe semplicemente spostare il problema altrove. Una gestione efficiente del problema, a nostro avviso, presuppone la chiusura di chi non rispetta le regole o, soluzione ancora più auspicabile, la riconversione degli irregolari in attività ecocompatibili. Ed è proprio questa la direzione che abbiamo deciso di imboccare, anche attraverso la convocazione di un’apposita Commissione Ambiente e l’istituzione, oramai prossima, di un tavolo tecnico che analizzi il problema e individui le soluzioni più idonee ai fini di una sua adeguata risoluzione. Inoltre, stiamo prestando particolare attenzione alla situazione del Parco di Centocelle, circa la quale rispediamo al mittente ogni strumentalizzazione delle opposizionI. I dati parlano chiaro: dopo anni di immobilismo da parte delle precedenti gestioni amministrative, finalmente qualcosa si sta muovendo. Il nostro lavoro andrà avanti finchè non sarà fatta piena luce su un fenomeno troppo a lungo ignorato da chi ci ha preceduto”. Così, in una nota congiunta, l’assessore alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari e il presidente della Commissione capitolina Ambiente Daniele Diaco.

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Via Cristoforo Colombo: garantire sicurezza agli automobilisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 luglio 2017

Roma.  “È risaputo che la Cristoforo Colombo sia un’arteria urbana caratterizzata da alcune criticità che richiedono la massima attenzione. L ‘Amministrazione del Movimento 5 Stelle, sin dai suoi esordi, sta cercando di individuare le soluzioni più idonee alla loro risoluzione. Tra queste, gli interventi realizzati stamane dal Servizio Giardini di Roma Capitale rappresentano certamente un ulteriore passo avanti finalizzato a garantire maggiore sicurezza e tranquillità agli automobilisti che decidono di percorrerla. Un’operazione che, ovviamente, non resterà isolata e alla quale faranno seguito altri interventi miranti a garantire una migliore viabilità”. Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione capitolina Ambiente Daniele Diaco.

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Utilizzo del sequenziamento genetico e della Big Data analytics per la sicurezza della fornitura globale di latte

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

Armonk, N.Y. e Ithaca, N.Y., IBM (NYSE: IBM) e Cornell University, leader nella ricerca in ambito caseariArmonk, N.Y.o, hanno annunciato una nuova collaborazione che utilizzerà il sequenziamento di ultima generazione insieme alla bioinformatica con l’obiettivo di preservare la sicurezza della fornitura globale di latte. Con l’avvio di questo progetto in ambito lattiero-caseario, la Cornell University diventa il primo istituto accademico a entrare nel Consortium for Sequencing the Food Supply Chain, un’iniziativa per la sicurezza alimentare che coinvolge IBM Research, Mars, Incorporated e Bio-Rad Laboratories, Inc.“Attraverso questa partnership con la Cornell University, stiamo estendendo il lavoro del Consorzio ad una più ampia gamma di ingredienti, sfruttando l’intelligenza artificiale e machine learning, per ottenere nuove intuizioni su come i microrganismi interagiscono in un particolare ambiente”, ha dichiarato Jeff Welser, Vicepresidente e Direttore IBM Research – Almaden.Le possibilità di ampliamento della sicurezza alimentare sono immense: il Dipartimento dell’agricoltura statunitense valuta che ogni americano consumi oltre 600 litri di latte e latticini all’anno. Il cibo fresco come carne, latticini e prodotti freschi sono quelli maggiormente a rischio di incidenti di sicurezza alimentare.Nello specifico il latte crudo è l’ingrediente principale utilizzato nel latte pastorizzato da bere, nelle formule per l’infanzia, nei formaggi, yoghurt e in altri comuni prodotti alimentari. Normalmente i campioni di latte crudo sottoposti a test sono controllati per verificare che essi non contengano gruppi specifici di batteri. Tuttavia, il Consortium for Sequencing the Food Supply Chain utilizza la comunità di microbi chiamata microbioma per caratterizzare i campioni alimentari ad una risoluzione senza precedenti. Sequenziando e analizzando il DNA e l’RNA (codice genetico) dei microbiomi alimentari, i ricercatori potranno creare nuovi strumenti in grado di monitorare il latte crudo per rilevare anomalie che generano rischi per la sicurezza alimentare e possibili frodi.La caratterizzazione di ciò che per un ingrediente alimentare è ‘normale’ può permettere un’osservazione migliore di ciò che potrebbe invece andare storto. L’identificazione di anomalie sconosciute rappresenta un’importante sfida nel campo della sicurezza alimentare e gravi ripercussioni possono nascere a causa dei contaminanti che fino a quel momento non sono stati identificati nella filiera alimentare.
Mentre numerosi produttori alimentari hanno implementato rigorosi processi atti ad assicurare una gestione idonea dei rischi della sicurezza alimentare, questa innovativa applicazione della genomica permetterà una profondità di comprensione e caratterizzazione dei microorganismi in scala molto più ampia rispetto a quanto sia mai stato possibile in passato. I ricercatori del Consortium svolgeranno numerosi studi per confrontare i dati di base del latte crudo con le anomalie note al fine di creare modelli comprovati da potere utilizzare per ulteriori studi. Continueranno a fornire soluzioni innovative che possano minimizzare la possibilità che un pericolo alimentare raggiunga il consumatore e a uno strumento per prevenire le frodi.Il Consortium for Sequencing the Food Supply Chain è stato ufficialmente fondato nel gennaio del 2015 da IBM Research e Mars, Incorporated. Bio-Rad Laboratories, Inc., fornitore globale di prodotti per la ricerca nelle scienze biologiche e diagnosi clinica, è entrata nel Consorzio nel 2016. Questa iniziativa di collaborazione sulla sicurezza alimentare sfrutta i progressi nel sequenziamento di ultima generazione per promuovere la comprensione di ciò che rende il cibo sicuro. Il Consorzio sta eseguendo il più grande studio metagenomico in assoluto per categorizzare e comprendere i microorganismi e i fattori che influenzano la loro attività nelle diverse matrici di prodotti alimentari. Questo lavoro potrebbe essere esteso al più ampio contesto della filiera alimentare, dai campi alla tavola, e, con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico, potrebbe creare nuove informazioni su come i microorganismi interagiscono con un determinato ambiente.Il progetto di ricerca raccoglierà dati genetici dal microbiomo dei campioni di latte crudo in uno contesto di “mondo reale” presso lo stabilimento di lavorazione casearia e azienda agricola della Cornell a Ithaca, N. Y. Questa struttura è unica nel suo genere in quanto essa rappresenta l’intera filiera casearia, dall’azienda agricola, alla lavorazione, fino al consumatore. Questa iniziale raccolta di dati darà forma ad un riferimento di base per il latte crudo e sarà utilizzata per espandere ulteriormente gli strumenti analitici bioinformatici esistenti del Consorzio.

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Ballottaggi: si vince al centro su sicurezza, immigrati e banche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

urne-voteTra Lega e Forza Italia ha vinto “Forza Italia. Basta vedere i numeri: abbiamo vinto sei ballottaggi nei comuni capoluogo mentre Lega e FdI due a testa, abbiamo portato a casa 124 consiglieri, la Lega 80 e la Meloni 50. E abbiamo un punto percentuale in più del Carroccio sulle liste. Trovo stucchevole giocare a chi è più duro, però Salvini per primo ha rivendicato la supremazia della Lega e il traino della coalizione, trovo giusto rispondere”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”. “Non c`è nessun modello Toti. Il segreto del successo è il sistema che Berlusconi ha inventato nel `94, ovvero il centrodestra unito che il governatore ligure sta interpretando molto bene. E una lezione per tutti, a partire da Salvini”.Secondo la Meloni per vincere non bisogna parlare di moderazione. “Il concetto di moderatismo non è nelle mie corde. Penso però che si vince al centro: anche perché in questa campagna elettorale non ho mai sentito parlare di sovranismo o di lepenismo. Io ritengo che si vinca su temi concreti: il Pd ha perso sulla sicurezza, sul tema dei clandestini, su quello dello ius soli e sul tema delle banche. Il governo Renzi-Gentiloni è riuscito a dare la più totale insicurezza alla gente su un terreno cruciale come quello del risparmio”.A proposito: voterete la legge di stabilità se ce ne fosse bisogno? “No. Se la vota il governo. Non faremo regali a nessuno”. Preferisce votare subito o a scadenza naturale? “Con questi chiari di luna, penso che avventure elettorali immediate siano sconsigliabili. Ma se qualcuno vuole votare a novembre, qualora ci siano le condizioni e una legge elettorale che lo consenta, perché no?”.

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Ridurre il rischio clinico in oncoematologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

tumore metastaticoLa sicurezza del paziente prima di tutto. L’ASST Papa Giovanni XXIII con altre quattro strutture sanitarie lombarde ha sottoposto alcuni questionari agli operatori sanitari coinvolti nella somministrazione delle terapie farmacologiche ai pazienti oncoematologici. Agli operatori delle diverse strutture interessate è stato chiesto di indicare i problemi riscontrati nel loro lavoro di tutti i giorni e di proporre alcune soluzioni, con l’obiettivo di ridurre il rischio per i pazienti stessi.Il metodo di analisi del rischio utilizzato nell’indagine, chiamato Safety Walk Round (SWR), si basa su un concetto molto semplice. In sanità, come in ogni altra attività umana, il “rischio zero” non esiste: chi meglio del personale coinvolto può contribuire a conoscere le criticità e proporre soluzioni per superarle? Il metodo di risk assessment SWR prevede visite e interviste strutturate a medici e operatori sanitari sui temi della sicurezza. Ai diversi attori del processo, operatori sanitari, medici, farmacisti e infermieri, viene chiesto di indicare le misure che potrebbero essere utilmente introdotte per prevenire errori e garantire la sicurezza del paziente.La prevenzione e la gestione del rischio clinico è un processo sempre in fieri. Dai difetti insiti nell’organizzazione del lavoro, alle criticità nascoste o sempre pronte a esplodere nell’ambiente o nel gruppo di lavoro il fattore di rischio è sempre presente. La complessità e la molteplicità delle prestazioni e delle figure coinvolte non aiuta. Nel solo processo oncoematologico di somministrazione di farmaci antineoplastici dell’ASST Papa Giovanni XXIII, nel periodo esaminato, erano coinvolti ben 84 diversi attori tra medici e infermieri e altre figure, mentre le preparazioni farmacologiche sono state più di 36.900. Molte e variegate anche le strutture interessate in una azienda di queste dimensioni: dalla Farmacia al Day Hospital oncoematologico, all’Oncologia, all’Ematologia, all’Oncologia pediatrica fino all’Urologia.
La tecnica di analisi del rischio SWR è oggi uno strumento in più a supporto delle aziende e degli operatori sanitari nella definizione di una ormai imprescindibile strategia di prevenzione del rischio clinico. Una risorsa che deve essere presa in seria considerazione in modo particolare per chi tratta farmaci antitumorali.
In Lombardia diverse strutture lavorano da anni per promuovere l’integrazione a livello provinciale in campo oncologico, per assicurare qualità ed efficienza nella prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Ne è un esempio la Rete Oncologica Lombarda (ROL) impegnata su più fronti a coordinamento e supporto delle Unità lombarde di Oncologia, dalla definizione dei PDTA e dei piani di follow up dei pazienti oncologici, fino allo sviluppo delle Breast Unit e ai programmi di valutazione del rischio genetico di tumore.

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Una riflessione sulla sicurezza a partire dalla Bibbia di Anna Maffei

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

pianeta terraIl bisogno di sicurezza è posto al centro di tutto in questo nostro tempo. E’ un ritornello che ci stordisce e che risuona, spaventando fin nel profondo le coscienze anche dei/delle più giovani fra noi. Siamo incerti su tutto, il lavoro specialmente – non c’è sicurezza sul lavoro e non c’è sicurezza del lavoro. Siamo incerti sul futuro del pianeta, siamo precari nei nostri affetti, non ci sentiamo sicuri a camminare per strada nelle nostre periferie, il nostro futuro economico è incerto e incerto è il futuro dei nostri risparmi, per chi ancora ce li ha. In risposta a questo bisogno di sentirsi al sicuro si propongono a livello governativo delle norme che vengono riassunte nell’espressione “pacchetto sicurezza”, ma in queste norme sono presentate soluzioni che non creano sicurezza ma inimicizia, divisioni, diffidenze, conflitto sociale e quindi maggiore insicurezza. Vorrei proporre per una volta un approccio diverso a questo tema che parta dalla fede e dalla Bibbia. C’è un versetto biblico che risuona nella mia testa molto spesso, una frase che ho cercato di insegnare al mio nipotino per il momento in cui va a letto: “In pace mi coricherò, in pace dormirò, perché tu solo Signore mi fai abitare al sicuro” (Salmo 4, 8). Questa è la sicurezza di cui parla la Bibbia: fiducia in Dio anche quando dormiamo, cioè quando siamo completamente senza difese. E’ anche l’esperienza di Giacobbe fuggiasco da un fratello che minacciava di ucciderlo quando, solo, con una pietra per guanciale, dormiva e sognava di una presenza rassicurante. Al suo risveglio esclamava: “Dio era in questo posto e io non lo sapevo!”. Fede è fiducia in Dio che si fa presente e ci protegge in situazioni senza luce. La fiducia, e il tipo di sicurezza che ne deriva, non è naturale, è rivelazione, va appresa vivendola. E va appresa proprio nell’incontro con l’Altro per eccellenza, con lo Sconosciuto che imprevedibilmente ci incontra. In che modo può questa intuizione biblica venirci incontro mentre parliamo delle nostre concrete insicurezze e delle nostre paure? Il Dio biblico non ci incontra soltanto nella visione luminosa in una notte buia ma ci incontra nell’altro, il fratello prima ostile. Dio aveva detto a Giocobbe: “Io sono con te e ti proteggerò dovunque andrai”. E poi dopo molti anni Giacobbe dice al fratello Esaù che lo accoglie superando inimicizia e desiderio di vendetta: “Io ho visto il tuo volto come uno vede il volto di Dio”. Il volto s-conosciuto di Dio è ri-conosciuto nel volto del nemico ritrovato come fratello. Paradossalmente il “pacchetto sicurezza” contrabbanda come sicurezza l’istituzionalizzazione della paura del diverso, rende più difficile l’incontro fra italiani e stranieri, nega la fraternità e l’uguaglianza di diritti, sacralizza il concetto di nazionalità, mina alle radici la fiducia reciproca indispensabile alla convivenza pacifica cercando di trasformare perfino i medici da coloro che si prendono cura a possibili delatori di identità “clandestine”. Nessuna persona è clandestina perché la terra non è proprietà esclusiva e definitiva di un popolo, di nessun popolo, la terra è eredità promessa ai miti e i miti sono coloro che accolgono l’altro così com’è, con il suo bisogno di amore, di protezione, con la sua fame di vita e di dignità. Nell’ambito della Conferenza mondiale dei battisti per la pace che si è tenuta a Roma e si è conclusa il 14 febbraio scorso abbiamo esplorato e analizzato molti fra i 50 conflitti armati che infuriano oggi nel mondo. Abbiamo anche considerato le scie di sangue che percorrono paesi che si credono pacificati, abbiamo ascoltato testimonianze drammatiche di persone provenienti da popoli umiliati da governi autoritari e corrotti, abbiamo udito le grida soffocate dei popoli falcidiati dalla guerra per il pane che manca, dalla pandemia dell’aids, dalla malaria, dal colera per l’acqua inquinata. Oh se si riuscisse a vivere e a combattere per un’idea, un obiettivo di sicurezza che abbracciasse tutti questi popoli, tutti i bambini, tutte le donne, quelle violentate nelle nostre case e nelle nostre strade e quelle stuprate ed esibite come trofei di guerra o come conquiste nei bordelli delle terre esotiche visitate da ricchi turisti! La sicurezza si costruisce con la giustizia e non con la pseudogiustizia privata, nazionale ed armata. Né le ronde, né gli eserciti per le strade ci faranno sentire più sicuri. Le mani intrecciate, le storie ascoltate, i diritti riconosciuti, la presa in carico delle responsabilità storiche che portiamo tutti insieme, il ri-conoscerci nella fraternità e nell’uguaglianza qualunque sia la terra dove siamo nati, questo potrebbe farci scoprire che Dio era proprio qui in mezzo al buio della nostra cecità e noi non ce ne eravamo accorti. (fonte: UCEBI.IT)

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Security Summit Roma e presentazione Rapporto Clusit sulla sicurezza informatica

Posted by fidest press agency su domenica, 4 giugno 2017

sicurezza datiRoma mercoledì 7 e giovedì 8 giugno dalle 9.15 presso l’Auditorium Auditorium della Tecnica, in Viale Tupini, 65. In apertura, mercoledì 7, la presentazione del Rapporto CLUSIT 2017 sulla sicurezza ICT in Italia. Gli esperti di CLUSIT, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, delineeranno la situazione della sicurezza delle informazioni e della rete, definendo lo scenario attuale e le prospettive per i mesi a venire.In primo piano la minaccia Ransomware, il nuovo Regolamento Europeo della Privacy, la gestione del rischi, con focus sui settori sanità, finanza e pubblica amministrazione. Tra i relatori, con un contributo volto a delineare lo scenario italiano, Nunzia Ciardi, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. Si segnala, inoltre, la sessione “Romantic scam e Sextortion: truffe al cuore dal web. Precauzioni e istruzioni per non diventare vittime”, in programma giovedì 8 giugno alle 17.30, promosso nel contesto del progetto internazionale Romantic Scam, che dedica il proprio operato ad incrementare la consapevolezza delle truffe romantiche (“sextortion”) e a promuovere la sicurezza in rete attraverso la corretta informazione sui metodi di adescamento dei truffatori e un uso consapevole del web.

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Casa a prova di ladri: servono 4.150 euro per renderla sicura

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

Thief entering a private home to stealMilano. Giugno è uno strano mese: c’è chi è già pronto alla partenza e chi deve ancora prenotare le vacanze. In entrambi i casi, però, la costante rimane la domanda relativa alla sicurezza della propria casa, ossia quali precauzioni prendere per evitare l’intrusione dei ladri durante il periodo delle ferie? Secondo l’Osservatorio di ProntoPro.it, il portale dei professionisti N.1 in Italia, la spesa media per trasformare la propria casa in un fortino è pari a 4.150 euro. I topi d’appartamento sono molto bravi ad approfittare delle nostre disattenzioni, come porte o finestre lasciate socchiuse, altrimenti utilizzano tecniche rudimentali per provare ad aprirle. Per questo i primi lavori da considerare sono quelli che riguardano l’installazione di porte o finestre di sicurezza. Per quanto riguarda l’installazione di una porta blindata (L90 x H150) in Italia si spendono mediamente 1.100 euro. Ma affinché possa essere veramente efficace, una porta blindata deve essere scelta in base alle diverse caratteristiche opzionali che hanno i prodotti del mercato, facendosi guidare da un professionista che sappia quale sia il modello più adatto a noi e alla nostra abitazione. Per quanto riguarda le finestre antisfondamento di dimensioni standard (120 x 150 cm) la spesa media è di 1.400 euro al mq. Il tempo necessario ad un topo di appartamento per forzare un infisso tradizionale è di appena 30 secondi, raggiungendo il suo scopo con poco sforzo e lasciando tracce minime che non si notano ad una ispezione approssimativa. Per scegliere le finestre antisfondamento, così come le portefinestre blindate, si deve decidere tra 6 classi di sicurezza. I numeri che vanno da 1 a 6 indicano l’efficacia della finestra o della portafinestra nel contrastare il tentativo di intrusione dei ladri: tale efficacia aumenta progressivamente all’aumentare della classe di sicurezza.
Se la finestra antisfondamento supera di troppo il budget preventivato, si può ricorrere alle inferriate che proteggono la casa con una spesa più contenuta: per una grata fissa in ferro di dimensioni medie (120cm x 150cm) si spendono circa 350 euro. Per superare il problema dell’antiestetico ingombro molte tipologie di inferriate si raccolgono a pacchetto, lasciando il vano completamente libero quando si sta in casa, oppure è possibile personalizzarne le decorazioni.Al bisogno di sicurezza si può rispondere anche con un buon impianto di antifurto e allarme. Un antifurto completo dotato di centralina, sensori esterni ed interni, sirena e combinatore telefonico per un’abitazione di 70 metri quadrati, costa circa 1.300 euro. Per l’acquisto di impianti di antifurto, così come di finestre dotate di ventri antisfondamento, entro il 31.12.2017 sono previste detrazioni fiscali del 50% sulla spesa sostenuta. Se invece il budget non è un problema, si può pensare anche di integrare i sistemi di antintrusione con un sistema domotico per la gestione della sicurezza. Si può ricevere così un feedback immediato sullo stato delle singole porte e finestre di casa sul proprio tablet o smartphone, scongiurando il pericolo di furti o effrazioni legate a dimenticanze. Il sistema domotico consente non solo di tenere sotto controllo l’abitazione o di attivare gli allarmi da remoto, ma grazie alla programmazione degli scenari è un deterrente per i malintenzionati attraverso la simulazione della presenza in casa dei proprietari. Con un sistema domotico si possono anche accendere o spegnere le luci nelle stanze, abbassare le tapparelle alla sera e alzarle alla mattina. (foto. ladro)

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Muoversi in bici: la classifica delle città più sicure fatta da chi pedala

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

bici in cittàIl miglior amico di chi usa l’auto in città dovrebbe essere il ciclista. Sì, perchè il ciclista oltre a non inquinare, non crea congestione e non occupa parcheggio, rendendo di fatto più facile la vita anche all’automobilista: città come Amsterdam o Copenhagen, tra le più bike friendly del mondo, hanno i tempi di attraversamento in automobile più bassi in assoluto.E invece. E invece le tragiche notizie di questi giorni, amplificate dal coinvolgimento di vittime illustri (prima il ciclista Michele Scarponi, poi il pilota Nicky Hayden e la triatleta Julia Viellehner), ci riportano di colpo alla questione fondamentale: garantire l’incolumità di chi si sposta in bici ogni giorno. Avventurarsi su una bicicletta – in città o fuori città – è praticamente un atto eroico. Lo dicono, freddamente, i numeri sugli incidenti stradali diffusi dall’Istat: nel 2015 ben 16.827 ciclisti sono stati feriti e 252 sono morti. Fa un morto ogni giorno e mezzo per 45 incidenti al giorno, una vera e propria ecatombe. La sicurezza dei ciclisti è un tema che fino a oggi la politica non è riuscita ad affrontare compiutamente, spesso con annunci cui non sono seguiti fatti concreti.In attesa di interventi istituzionali ci ha pensato l’App WECITY, insieme ai propri utenti, a creare delle innovative mappe di pericolosità di decine di città italiane. WECITY, già scelta e apprezzata da 30mila persone per la sua originale proposta di premiare le diverse forme di mobilità sostenibile (a piedi, in bici, con i mezzi pubblici, con l’auto condivisa), ha rilasciato una nuova funzione, Bike Safe (http://maps.wecity.it/it): al termine di un tragitto in bici è possibile ora “votare” il livello di sicurezza del viaggio. Esattamente come siamo ormai abituati a fare con un ristorante o un hotel: l’utente assegna una stella ai tragitti più pericolosi, e fino a 5 stelle per quelli più sicuri. La risposta degli utenti nei primi 6 mesi di utilizzo è stata immediata: una conferma che il problema è estremamente sentito. In poco tempo i dati raccolti hanno permesso di mappare decine di città, e di definire un indicatore generale, chiamato Indice di Ciclabilità Urbana (ICU), che classifica le città in base alla loro sicurezza per chi pedala. L’aspetto interessante dell’ Indice di Ciclabilità Urbana è che rappresenta il punto di vista di chi si sposta ogni giorno in bicicletta, ma è mediato da alcuni fattori correttivi, come il numero minimo di votazioni o la percentuale di copertura della città. In questo modo si può ridurre il fenomeno per cui, pochi utenti, molto attivi, possano alterare nel bene o nel male la valutazione della città. Attualmente Reggio Emilia guida la classifica come città più sicura e bike friendly, con un’indice di ciclabilità urbana di 3.33 (il massimo è 5): è la città che permette alle bici di girare addirittura contromano e i km mappati crescono ogni giorno (ad oggi sono mappati 246,9 Km per una copertura del 14%); segue Torino, con un’indice di 3.13: con 800,5 km pedalati (una copertura del 29,5%) la community di Torino ha messo in evidenza le zone sicure e quelle pericolose; Modena, al terzo posto in classifica con un indice di 3.05, è al momento la città con la più alta copertura di strade mappate, quasi il 40% (ovvero 650 Km); Bologna – forse per merito della “tangenziale delle bici” – ha oltre un quarto delle strade mappate (25.9% e 477.9 Km), e il 4° posto in classifica, con un’indice di ciclabilità urbana di 2.81.Secondo Paolo Ferri, CEO di WECITY, le mappe “Sono una forma di restituzione dei dati raccolti grazie agli utenti. In un mondo dove ogni giorno accettiamo, senza neanche leggerli, terms & conditions che stabiliscono come verranno utilizzati i nostri dati, abbiamo voluto rendere evidente lo sforzo e il risultato collettivo, mettendo queste mappe a disposizione di chiunque”.Un primo risultato importante è gia stato raggiunto: le Amministrazioni Pubbliche iniziano a considerare l’Indice di Ciclabilità Urbana come un criterio oggettivo su cui misurare i risultati delle politiche di mobilità, e uno strumento per analizzare a fondo i dati relativi agli spostamenti in bici. Il prossimo passo sarà quello di rendere le informazioni sulla sicurezza direttamente nell app wecity, realizzando un navigatore in grado di guidare l’utente attraverso il percorso più sicuro.Guarda il progetto: http://maps.wecity.it/it (bici in città)

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Salute e sicurezza del viaggiatore internazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

viaggiatoriRimini mercoledì 31 maggio dalle ore 17.30 alle 19.00 presso la sala della Provincia di Corso d’Augusto 231. Il Vice Ministro degli Esteri, Mario Giro illustrerà le strategie della Farnesina per tutelare la sicurezza dei nostri connazionali che affrontano viaggi all’estero. Il dr Walter Pasini, direttore della nuova Travel Clinic di Rimini, già direttore del primo Centro Collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Medicina del Turismo, illustrerà le strategie da adottare per tutelare la salute dei viaggiatori. L’incontro è stato patrocinato dall’AUSL Romagna, dall’Ordine dei Medici della Provincia di Rimini e dall’Ordine dei Farmacisti. Il viaggio, ogni tipo di viaggio rappresenta un’esperienza di grande importanza per la crescita e la formazione dell’individuo, per le sollecitazioni culturali, le emozioni, i contatti, le bellezze visitate.
Il viaggio internazionale, però, può essere fonte di rischio per la salute e sicurezza dell’individuo per una serie di ragioni: la situazione socio-sanitaria del paese visitato, la situazione politica, lo stato di salute del viaggiatore, il suo stato vaccinale, il comportamento adottato in viaggio.

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Lavoro e sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

inail«I dati diffusi dall’Inail sull’andamento di infortuni e decessi nei primi quattro mesi dell’anno confermano ancora una volta l’Italia tra i Paesi europei maggiormente in difficoltà sul tema della sicurezza sul lavoro. Ritenersi soddisfatti perché i parametri sono in linea con quelli dello scorso anno non è accettabile quando ogni giorno almeno 2 persone muoiono e più di 1.700 si fanno male nel tentativo di guadagnarsi da vivere». Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di
Roma e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro.«L’attenzione sul tema deve restare sempre viva, anche perché nelle pieghe di numeri all’apparenza non inquietanti si possono scorgere elementi di viva preoccupazione. Su tutti, quelli che riguardano alcune delle controparti storicamente meno tutelate nelle dinamiche lavorative: tra le donne, ad esempio, nel primo quadrimestre del 2017 sono aumentati sia gli infortuni (78.148 contro 77.255) che i decessi (37 a fronte dei 30 dello scorso anno). Stesso discorso per i lavoratori extracomunitari (+3,4% di infortuni e addirittura + 36% di morti) Tutte le componenti coinvolte – prosegue Simoncini – hanno il dovere di lavorare ogni giorno per un salto di qualità a livello culturale: aziende pubbliche e private, liberi professionisti, realtà di piccole o grandi dimensioni devono trattare il tema della sicurezza con l’attenzione e la dedizione solitamente riservate a qualsiasi processo produttivo, altrimenti un deciso abbattimento del numero delle vittime rimarrà una chimera. Allo stesso tempo bisogna implementare le risorse da destinare alle ispezioni e alle verifiche, inasprire le sanzioni per chi opera in spregio di norme e buon senso e studiare meccanismi di defiscalizzazione ancora più premianti per chi decide di investire sulla sicurezza».

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