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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

Posts Tagged ‘sicurezza’

Stati Uniti d’Europa. Sicurezza, laicità, lavoro e politica estera, dovrebbero essere gli argomenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

europa-261011-cSicurezza, laicità, lavoro e politica estera, dovrebbero essere gli argomenti di dibattito che interessano milioni di cittadini italiani. Sono gli argomenti della campagna per le elezioni presidenziali in Francia che determineranno il futuro assetto dell’Europa. Da noi il dibattito langue, questo governo si trascina, il Parlamento approva una riforma dei Codici aumentando le pene per furti e rapine, dimenticando Cesare Beccaria (“Dei delitti e delle pene” 1764), il quale scrisse che “perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev’essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a’ delitti, dettata dalle leggi”. Secoli passati invano; meglio, per il Parlamento, fare leggi di pancia e di piazza. Sugli altri temi l’inconsistenza. Il che lascia spazio agli slogan tanto più efficaci quanto più si confrontano con il nulla. A giorni le celebrazioni dei Trattati di Roma che lanciarono l’Europa. Cosa si diranno?(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Carceri: sistema sicurezza non funziona

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

carcere“Due evasioni in due giorni, tre nell’ultima settimana. Il sistema sicurezza nelle carceri italiane non funziona e gli episodi di queste ore sono un’ulteriore conferma. La situazione, a causa della carenza di personale di Polizia Penitenziaria e dell’assenza di tecnologie adeguate, come denunciato dal segretario nazionale del Sappe, Donato Capece, rischia di diventare davvero pericolosa”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, responsabile del Dipartimento Giustizia del partito.
“Bisogna rivedere il sistema di vigilanza – aggiunge- e far fronte immediatamente alla carenza di personale, abbandonato a se stesso e costretto a turni di lavoro stressanti. Presenterò un’interrogazione al ministro Orlando per sapere cosa il governo intenda fare per rispondere alla esigenza di maggiore sicurezza della Polizia Penitenziaria e degli stessi cittadini italiani. Il sistema non regge. Servono interventi seri”.

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Sicurezza e immigrati

Posted by fidest press agency su martedì, 14 marzo 2017

camera deputati“Questa settimana in Aula a Montecitorio arriva il decreto Minniti sulla sicurezza. Tanta buona volontà, ma un pannicello caldo senza risorse, e soprattutto senza coraggio, lo abbiamo capito anche al Lingotto. Il Partito democratico è diviso tra chi vuole più immigrati e vuole fare la manifestazione, come Orlando, per l’accoglienza, ‘venite tutti’, e chi dice, come la Serracchiani, ‘ma la gente ha paura’. Un Pd diviso, un Pd indeciso a tutto non può che produrre questi finti decreti dalla faccia feroce. Finti decreti dalla faccia feroce, che non contengono una sola norma vera, operativa, forte come noi abbiamo chiesto con i nostri emendamenti e come chiederemo nella battaglia in Aula. Senza risorse per le Forze dell’ordine non si va da nessuna parte, si prendono in giro gli italiani che chiedono più sicurezza”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

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A Tunisi si è tenuta la conferenza sulla Net neutrality

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

tunisi1Tunisi. L’Associazione Codici, ieri 9 marzo, ha partecipato a Tunisi ad una conferenza sulla net neutrality, promossa dall’Autorità tunisina delle telecomunicazioni INT (Instance Nationale des Télécommunications) nel suo ruolo di Regolatore del settore delle telecomunicazioni e delle Poste e quale garante di una sana e leale concorrenza nel mercato del settore.
E’ stato un momento di confronto e dibattito sulle regole europee ed internazionali e le regole che in Tunisia e più in generale in Africa si devono attuare sulla neutralità della rete, prendendo come esempio o ispirandosi al lavoro fatto da chi li ha preceduti.
E’ stata ripercorsa la storia di internet che è nato libero ed è grazie a questa libertà che si è potuta creare questa grande interconnessione tra persone, idee e soprattutto dati che hanno dato origine allo sviluppo del commercio elettronico, della ricerca e della scienza.Il tema ovviamente è molto importante anche in Italia perché molti vorrebbero rendere l’apertura di internet condizionata al pagamento di servizi oppure all’accesso, all’inserimento di password o quant’altro, cosa che ovviamente scongiureremo in tutti i modi. Del resto, quando vent’anni fa gli inventori di internet progettarono il web pensarono ad un’architettura semplice e generale, in cui qualunque computer può mandare pacchetti di dati a qualsiasi altro computer.
In questo senso la net neutrality intende far sì che venga rispettato il principio secondo cui gli operatori devono gestire il proprio traffico senza discriminazioni che danneggino concorrenza, innovazione e, in generale, i diritti degli utenti e delle aziende web. Alla luce dei fatti emersi in questa conferenza Codici ritiene fondamentale, vista l’importanza strategica della questione e la sua ricaduta anche sui mercati, una regolamentazione nazionale circa la net neutrality per evitare casi in cui le compagnie che operano nel settore possano sfruttare il vuoto normativo per operare pratiche commerciali scorrette.

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Periferie, Presidente Commissione: “Sicurezza è priorità, servono leggi e risorse adeguate per garantirla”‎

Posted by fidest press agency su martedì, 7 marzo 2017

legalità e sicurezza“Il problema più urgente che i cittadini ci hanno segnalato oggi durante il nostro primo giorno di visita a Milano è quello della sicurezza urbana. La percezione degli abitanti di molti quartieri a rischio è che le città sono meno sicure, questo anche a causa della depenalizzazione di alcuni reati che lascia i sindaci scoperti e senza strumenti adeguati. Qui bisogna capire se l’occupazione abusiva, il commercio abusivo sono comportamenti sociali, come sostiene qualcuno, o reati. A mio parere rientrano nei reati e vanno perseguiti perché il rispetto delle regole è elemento fondamentale per la convivenza civile”. E’ quanto ha detto Andrea Causin, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle Periferie, al termine del primo giorno di visita della commissione a Milano.
“Molti degli amministratori dei comuni visitati oggi – ha sottolineato – ci hanno segnalato le difficoltà che affrontano ogni giorno, mancanza di leggi adeguate e di risorse finanziarie adeguate. Ci faremo carico delle questioni da loro segnalate e lavoreremo in questo senso con la commissione. Le periferie di Milano che abbiamo visitato oggi mostrano, rispetto a quelle delle altre città, di essere state oggetto di attenzione e di interesse da parte delle amministrazioni che si sono succedute anche in termini di investimenti. E’ chiaro che c’è ancora molto da fare. A Milano si parla di inversione demografica, abbiamo interi quartieri e comuni, come Pioltello, la cui popolazione di origine straniera supera quella italiana. Per risolvere i problemi di sicurezza e di vera integrazione servono investimenti strutturali e progetti di lungo e respiro programmati in maniera sistematica”.

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Sicurezza e immigrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

gasparriSi è svolta, presso gli uffici del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati, una riunione della Consulta sicurezza del partito, presieduta da Maurizio Gasparri ed Elio Vito, allargata per l’occasione ai capigruppo azzurri a Montecitorio e a Palazzo Madama, Renato Brunetta e Paolo Romani, e ai parlamentari Laura Ravetto (presidente del Comitato Schengen), Gregorio Fontana (membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione), Giacomo Caliendo, Lucio Malan e Dino Secco.All’incontro hanno partecipato anche i primi cittadini Guido Castelli (sindaco di Ascoli), Massimo Mallegni (sindaco di Pietrasanta), Matteo Grossi (sindaco di Sant’Angelo Lomellina – PV), Roberto Francese (sindaco di Robbio – PV) e Roberto Pella (sindaco di Valdengo – BI). Presenti, inoltre, Marcello Fiori, responsabile Enti locali di Forza Italia, e Osvaldo Napoli, vice presidente del dipartimento Enti locali del partito azzurro.Durante la riunione sono stati analizzati in modo approfondito i due decreti: 1. disposizioni urgenti in materia di sicurezza urbana (Decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14); 2. Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale (Decreto legge 17 febbraio 2017, n. 13).Forza Italia ritiene insufficienti le misure previste dal governo in questi due provvedimenti, sottolineando in particolare come quello sull’immigrazione non risolve in alcun modo l’emergenza sbarchi nel nostro Paese e come quello sulla sicurezza urbana non risponde assolutamente ai bisogni primari della cittadinanza.Dopo i temi economici, la sicurezza e l’immigrazione rappresentano i più grandi fallimenti della sinistra al governo. Dopo lo spot degli 80 euro adesso ecco i decreti Minniti, con i quali l’esecutivo prova a prendere in giro i cittadini italiani: aumenta l’insicurezza nelle città, aumentano (del 50% in più rispetto allo scorso anno) gli sbarchi, aumenta di conseguenza il numero richiedenti asilo. Il tutto sulle spalle dei sindaci e delle comunità locali.Forza Italia presenterà, tanto alla Camera quanto al Senato, emendamenti per migliorare, ove possibile, i provvedimenti in questione. In ogni caso il partito azzurro elaborerà una propria proposta complessiva in merito ai temi sicurezza e immigrazione: una sorta di Patriot Act che sarà presentato in una conferenza stampa la prossima settimana e che sarà il punto di partenza per una mobilitazione nazionale (con manifestazioni e gazebo in giro per l’Italia) che avrà luogo entro metà marzo e che vedrà coinvolti parlamentari, amministratori locali e militanti in tutti i territori.

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UE: Nuove regole per la sicurezza nei pagamenti elettronici

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2017

european-unionIl 23 Febbraio 2017 L’EBA (European Banking Authority) ha proposto dei nuovi requisiti per tutti i pagamenti elettronici nell’Unione Europea. Il motivo principale per cui sono state introdotte tali regole è per tutelare il consumatore sulle truffe online attraverso l’uso dei dati delle carte rubate (in effetti ad un ladro, per la maggior parte degli acquisti online, basterebbe avere Nome e Cognome dell’intestatario, il numero della carta e il codice CVV per ottenere l’autorizzazione da parte della banca alla transazione).E’ stato stimato che l’ammontare dei soldi rubati in questo modo nel 2013 in Europa, ammonti a €1.44 miliardi e che sia incrementato dell’ 8% dal 2012.Ciò che l’EBA ha proposto è una soglia per i pagamenti per cui, al di sotto dei 30€ non si applica alcuna delle nuove norme di sicurezza e per i pagamenti compresi tra i 30 e i 500€ le misure di sicurezza si applicano solo in base al tasso di frode stabilito dalla banca. L’Eba vorrebbe infatti che vengano applicate le nuove misure di sicurezza sulla base di quest’ultimo piuttosto che applicare lo stesso livello di sicurezza a tutti i pagamenti, e siccome solo le banche sanno quale sia il proprio tasso di frode e non vengono certo a dirlo a noi, sarà quasi impossibile per le Autorità verificare se le banche hanno infranto le regole.Questo ci lascia perplessi in quanto Associazione di consumatori, perché un elevato numero di transazioni effettuate dai consumatori, seppur di lieve entità, verrebbero escluse dalle nuove norme per la sicurezza.Si rende necessario quindi introdurre regole più sicure anche per le transazioni al di sotto dei 30€, come afferma Monique Goyens, Direttore Generale del Beuc (Organizzazione dei consumatori europei), per quale strana ragione dovrebbero esserne escluse?

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Sicurezza sismica del patrimonio edilizio Prevenzione, protezione ed emergenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

università roma treCave (Rm) Venerdì 24 Febbraio 2017, ore 17:00 Teatro Comunale Piazza Santa Croce 1. I recenti eventi sismici del Centro Italia hanno messo ancora una volta in evidenza la fragilità del patrimonio edilizio italiano. I centri storici come Amatrice o Norcia sono stati distrutti e con essi centinaia di vite umane e il passato storico di questi territori, nonostante un numero elevato di tragedie susseguitesi nel tempo, non ultima quella dell’Aquila. L’esperienza accumulata dal punto di vista tecnico è enorme come testimoniato dalla qualità dei ricercatori Italiani che in campo internazionale sono i più riconosciuti e che trasmettono il sapere ai tecnici di domani nelle nostre Università. Nonostante ciò, la cultura sismica nel nostro paese non può considerarsi soddisfacente. Vi è evidentemente ancora bisogno di un’azione incisiva su Amministrazioni Pubbliche e cittadini che li sensibilizzi sul tema e permetta così azioni di protezione a lungo termine. In questo quadro, il workshop di Roma Tre si presenta come una prima e utile occasione nel territorio della provincia di Roma per iniziare questo processo di sensibilizzazione, nella quale si parlerà di eventi sismici in tema di prevenzione, protezione, sicurezza ed emergenza.

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Sicurezza treni in Lombardia: Approvata mozione urgente del M5S

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

TRENO“Dopo i drammatici fatti di cronaca, abbiamo ritenuto doveroso portare in Aula del Consiglio Regionale una mozione urgente per chiedere la revisione del Piano sulla Sicurezza dei treni regionali. Sinora quello approntato dalla Giunta Maroni non ha funzionato ed il motivo è che è stato improntato agendo sulla “percezione” della sicurezza e non sulla sicurezza reale. Basti pensare che la Giunta Maroni ha sprecato 2,2 milioni di euro per assumere 150 “assistenti alla clientela” impropriamente denominati “vigilantes”, facendo solo propaganda. Solo grazie alle azioni del M5S che, dal 2015 ad oggi, ha depositato una serie di interrogazioni e mozioni, la Giunta ha iniziato ad assumere guardie giurate armate ma non le ha disposte equamente su tutte le tratte ferroviarie, in assenza di una ricognizione mirata delle linee a rischio. Con l’impegno assunto oggi con la nostra mozione, speriamo che stavolta sia la volta buona per dare concretezza alle nostre proposte e ad un vero Piano di Sicurezza che non sia basato sulla militarizzazione dei treni e delle stazioni, ma su un rafforzamento della Polfer. La Giunta si è impegnata infatti a portare la questione sicurezza sui treni alla Conferenza Stato-Regioni per chiedere uno stanziamento straordinario che garantisca maggiori risorse e strumentazioni alla POLFER che ha subito poderosi e vergognosi tagli dal Governo Centrale. In Lombardia, le 590 unità, che includono funzionari e dirigenti, non sono certamente sufficienti a presidiare treni e stazioni.”, così Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia e prima firmataria della mozione. “La mozione del M5S chiede di lavorare su obiettivi concreti: impegna la Giunta a fare una ricognizione puntuale delle linee a rischio e ad intensificare i controlli su tutte le tratte pendolari con la presenza di guardie giurate sui treni notturni e delle fasce orarie a scarsa frequentazione. Inoltre, impegnamo la Giunta a sollecitare TRENORD a stanziare ulteriore risorse per il rinnovo dei treni e delle stazioni con installazione di telecamere e l’introduzione di dispositivi di allarme. Ma non basta: di notte e nelle ore di scarsa presenza di utenti va attivata la chiusura delle carrozze, concentrando l’utenza in poche carrozze di testa. Occorre un’inversione di marcia anche sulle stazioni lombarde, oggi sempre più abbandonate, lasciate senza presidi, diventano luogo di spaccio e di atti vandalici e degrado”, conclude Nanni.

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Sicurezza urbana: Senza mezzi e forze dell’ordine, i nuovi poteri dei Sindaci serviranno solo a farsi pubblicità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

vigili-urbaniCon il decreto sicurezza varato lo scorso venerdi’ dal Governo, verranno concessi ai Sindaci maggiori poteri per la difesa del decoro e della sicurezza urbana, compresa la possibilità di emanare ordinanze di allontanamento per chi compie atti vandalici e molesti (cosiddetti “daspo”). Non è la prima volta che vengono adottati analoghi decreti-legge da parte di un Governo. Già nel 2008 fu varato un decreto con simili intenzioni, e subito alcuni Sindaci utilizzarono quei nuovi poteri per dare sfogo a pulsioni xenofobe e razziste. Non solo molte ordinanze emanate da sindaci-sceriffi erano illecite, incivili e inutili, ma hanno finito per screditare una giusta cessione di poteri dall’alto verso il basso. Nessuno come un Sindaco è infatti consapevole delle criticità della propria città, e nessuno come il Sindaco è chiamato a risponderne direttamente ai cittadini. Non lo è il Questore, non lo è il Prefetto.
E’ quindi giusto che sia il Sindaco a dettare e coordinare sempre di più l’agenda anche in termini di sicurezza urbana. Funzionerà questa nuova cessione di poteri dall’alto verso il basso? Tutto dipenderà dalla serietà dei Sindaci, e soprattutto dei cittadini che sono chiamati a giudicarli con il voto. Se useranno questi nuovi poteri come un Bitonci qualunque, saremo destinati ad affrontare raffiche di ricorsi al Tar. Se invece li sapranno usare con attenzione, tenendo ben presente che incidono anche su libertà fondamentali dell’individuo, allora potrebbero essere utili.
Per esempio, l’Amministrazione di Firenze ha già annunciato la chiusura dei minimarket dopo le 20.00 (e non solo il divieto di vendita di alcolici, come prima). Domanda: saranno inclusi anche i punti vendita, piccoli e grandi, di catene quali Coop, Conad, Esselunga, Carrefour, Pam ecc.? Oppure sarà una misura spot che soddisferà solo i pruriti xenofobi di molti, colpendo solo esercizi pubblici gestiti da stranieri? Infine, ciò che veramente fa la differenza non sono le parole scritte, ma un controllo costante del territorio da parte delle forze dell’ordine, chiaramente insufficienti in una città come Firenze. Basta camminare cinque minuti in qualsiasi punto della città per notare numerosi illeciti impuniti: divieti di sosta, violazioni della ztl, semafori non rispettati, feci di cane sui marciapiedi, scritte sui muri. Le leggi e le ordinanze ci sono già, ma senza controllo servono a poco. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

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Sicurezza: più poteri ai sindaci e problematiche della polizia locale

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2017

vigili-urbaniApprovato in Consiglio dei Ministri il decreto sicurezza urbana. Dispiace prendere atto ancora una volta, che il Decreto fortemente voluto dall’Anci e dal Ministero dell’Interno per dare più poteri ai Sindaci, stipulare i patti per la sicurezza tra Prefetti e Sindaci al fine di rendere più cogente, nelle aree urbane, l’attività di prevenzione e di controllo sul territorio non tiene minimamente in conto la necessità di dare risposte, in termini di tutele e diritti, ai 60.000 agenti e ufficiali della Polizia Locale.Lo dichiara in una nota il Segretario Nazionale UIL FPL Daniele Ilari.Nulla quaestio su maggiori poteri ai Sindaci in materia di lotta al degrado e all’illegalità, anche attraverso un rafforzamento del potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti, e su un rapporto sinergico tra Stato e Amministrazioni Locali per garantire una maggiore sicurezza nelle aree urbane, ma – prosegue il Segretario Ilari – non si può continuare ad ignorare coloro che la lotta al degrado e all’illegalità la mettono in pratica tutti i giorni: le lavoratrici ed i lavoratori della Polizia Locale.La Polizia Locale continua ad essere trattata come una polizia di serie B rispetto agli altri corpi di polizia dello Stato. Sono sei anni che chiediamo a gran voce il ripristino della causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata in caso di infortunio o aggressione legata all’espletamento dei compiti d’istituto, benefici da cui gli appartenenti ai corpi e servizi di Polizia Locale sono stati “scippati” dal Decreto Monti.E che dire della ormai obsoleta legge quadro sulla Polizia Locale, che risale ad oltre trent’anni fa e non tiene in alcun modo in conto, le innuerevoli competenze trasferite agli operatori e il mutato quadro normativo e istituzionale di riferimento?Abbiamo chiesto al Ministro dell’Interno e al Presidente dell’ Anci l’apertura di un tavolo di confronto sulle problematiche della Polizia Locale. La UIL FPL è come sempre disponibile a ricercare soluzioni condivise non solo nell’interesse dei lavoratori che rappresenta, ma anche dei cittadini e del sistema paese. La Polizia Locale – conclude Ilari – continuerà, come sempre, a fare il proprio lavoro con serietà e abnegazione, malgrado le carenze d’organico, il blocco del turnover, la mancanza di tutele, svolgendo attività di prevenzione e garantendo sicurezza ai cittadini, ma i suoi sessantamila operatori meritano rispetto e non si può continuare ad ignorare le giuste rivendicazioni di un’intera categoria.

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Quanto costano ai Cio le violazioni alla sicurezza e le contromisure che stanno adottando

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

san-jose-caSan Jose, CA Secondo l’Annual Cybersecurity Report (ACR) 2017 di Cisco® (NASDAQ: CSCO), oltre un terzo delle organizzazioni che hanno subito una violazione nel 2016 hanno riportato sostanziali perdite in termini di clienti, opportunità e entrate mancate per oltre il 20%. Dopo gli attacchi, il 90% di queste aziende ha investito per migliorare tecnologie e processi di difesa contro le minacce, separando le funzioni IT e di sicurezza (il 38%), intensificando la formazione dei dipendenti sulle tematiche di sicurezza (il 38%), e adottando tecniche di mitigazione del rischio (il 37%). Il report include il Security Capabilities Benchmark Study, uno studio realizzato tramite interviste a 3.000 chief security officers (CSO) e responsabili security di 13 paesi.
Giunto alla sua 10° edizione, il report annuale globale mette in luce le sfide e le opportunità per i team di sicurezza nella difesa contro l’inarrestabile evoluzione del crimine informatico e dei metodi di attacco. I CSO ritengono che i principali ostacoli a una difesa adeguata da parte delle aziende siano i limiti di budget, la scarsa compatibilità dei sistemi e la carenza di talenti specializzati. Inoltre, dichiarano che i dipartimenti di sicurezza sono ambienti sempre più complessi, con il 65% delle aziende che utilizza da sei a oltre 50 prodotti per proteggersi, rischiando in questo modo che l’efficacia della sicurezza venga compromessa.
Il volume di spam globale è in aumento, spesso diffuso dai botnet. I dati dell’ACR mostrano come i criminali stiano riportando “alla ribalta” i vettori di attacco “classici”, come adware e spam email, quest’ultimo con livelli che non si vedevano dal 2010. Lo spam rappresenta quasi i due terzi (65%) delle e-mail, delle quali sono dannose tra l’8%-10%.Misurare l’efficacia delle procedure di sicurezza a fronte di questi attacchi, è essenziale. Cisco ha ulteriormente migliorato il tempo di rilevamento (TTD) delle minacce – la finestra di tempo tra il momento in cui si verifica una violazione e il momento effettivo in cui viene rilevata – raggiungendo nella seconda metà del 2016 una media di 6 ore (rispetto alle 14 ore nel primo semestre 2016 ). Questo dato si basa sui dati telemetrici in opt-in provenienti dai prodotti di sicurezza Cisco utilizzati in tutto il mondo. La rapidità nel rilevamento è fondamentale per limitare lo spazio operativo degli aggressori e ridurre al minimo i danni derivanti dalle intrusioni.Quanto “costano” alle aziende le minacce informatiche: perdita di clienti, perdita di entrate. L’ACR 2017 ha rivelato il potenziale impatto finanziario degli attacchi sulle aziende, dalle grandi alle piccole e medie imprese. Oltre il 50% delle aziende ha dovuto affrontare severi controlli a seguito di una violazione. I sistemi più colpiti sono quelli dei dipartimenti Operation & Finance, seguiti dalla perdita di reputazione del marchio e della fidelizzazione dei clienti. Per le aziende che hanno subito un attacco, l’effetto è stato notevole
Nel 2016 l’hacking è diventato più “aziendale”. La trasformazione tecnologica in atto, guidata dalla digitalizzazione, sta creando opportunità anche per i criminali informatici. Mentre gli aggressori continuano a sfruttare le tecniche collaudate, tentano anche nuovi approcci che rispecchiano la struttura di “middle management” dei loro obiettivi di business.

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14ª Giornata mondiale della sicurezza in rete

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

rete contatti globaliRoma 7 febbraio alle 10 in Campidoglio. Una giornata di confronto per riflettere su rischi e opportunità offerti dalla rete.Intervengono l’assessora a Roma Semplice, Flavia Marzano, e l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Laura Baldassarre. Come insegnare a ragazze e ragazzi a distinguere informazioni vere e fonti affidabili da bufale e fake? Quali sono gli strumenti più efficaci per prevenire o contrastare fenomeni come cyberbullismo e sexting? Come si educa a convivere con gli altri anche in Rete?
Sono chiamati a rispondere a queste domande esperti, operatori, decisori, genitori che si confronteranno con docenti e studenti in Campidoglio martedì prossimo, 7 febbraio alle 10, nel corso dell’evento “Educazione civica 4.0: vivere bene con gli altri anche in Rete”, promosso da Fondazione Mondo Digitale e Microsoft Italia, con il patrocinio dell’Assessorato Roma Semplice e in collaborazione con De Agostini Scuola, in occasione del Safer Internet Day. L’obiettivo è ragionare soprattutto sulle opportunità offerte dalla rete per costruire un nuovo ecosistema per l’educazione e la formazione basato sulla cittadinanza 4.0, attiva, responsabile e inclusiva.
Intervengono: Flavia Marzano, assessora Roma Semplice, Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale, Carlo Rinaldi, Digital & Social Marketing Leader di Microsoft Italia, Massimo Bruno, vice questore aggiunto della Polizia di Stato del Dipartimento Polizia Postale Lazio, Alberto Pellai, autore per De Agostini del libro “Tutto troppo presto”.
In platea oltre 250 studenti, tra cui i protagonisti del progetto Sonet-Bull, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, che testimonieranno la loro esperienza nella realizzazione di una policy per contrastare il fenomeno del bullismo e cyberbullismo a scuola. Conclude la mattinata di confronto Laura Baldassarre, assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale. (foto: mondo digitale)

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Nei Municipi di Roma arrivano Osservatori territoriali per la sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

campidoglioReplicare su scala locale, e nei Municipi, l’assetto del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica al fine di coordinare le varie forze dell’ordine presenti sul territorio. Ma soprattutto per intervenire in modo mirato sulle criticità dei vari quartieri in base alle segnalazioni dei cittadini. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha sottoscritto questa mattina con il Prefetto Paola Basilone, il Questore Nicolò D’Angelo, il Comandante Provinciale di Roma dell’Arma dei Carabinieri Gen. le Antonio De Vita, il Comandante Provinciale di Roma della Guardia di Finanza, Col. Cosimo Di Gesù, il Direttore della Polizia Locale della Città Metropolitana di Roma Capitale, Dott. Mario Sette, un protocollo d’intesa per la costituzione di Osservatori territoriali per la sicurezza presso i Municipi di Roma Capitale.
La nascita dei nuovi Osservatori permetterà la creazione di un filo diretto con le singole realtà municipali. Il tutto valorizzando l’ascolto delle istanze provenienti dalle comunità di quartiere. Gli Osservatori avranno il compito di “selezionare” le criticità sul territorio e di promuovere lo sviluppo di azioni di “sistema” tra i vari soggetti componenti per rispondere alle esigenze locali, nel quadro delle direttive impartite a livello generale dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’attività degli Osservatori sarà, quindi, costantemente riportata al Comitato che potrà valutare strategie integrative o di più ampia portata.
Sono stati individuati, mediante l’accorpamento delle aree geografiche di intervento, 7 Osservatori territoriali: saranno presieduti e coordinati da dirigenti della carriera prefettizia e composti dai Presidenti o da rappresentanti di ciascun Municipio, dai Dirigenti del Commissariato cui è affidato il compito di coordinare lo sviluppo tecnico-operativo, dai Comandanti della Compagnia dell’Arma dei Carabinieri, da un rappresentante del Gabinetto del Sindaco, da un rappresentante della Guardia di Finanza, dai Comandanti di Polizia Locale o da un loro rappresentante. “Vogliamo dare un segnale di attenzione e di presenza delle istituzioni in tutti i territori della Capitale. Soprattutto nelle periferie – commenta la sindaca Raggi – I nuovi Osservatori si differenzieranno rispetto alle esperienze passate perché avranno un perimetro ben delineato di tematiche da affrontare: tra queste la microcriminalità, i campi nomadi, le occupazioni abusive, le situazioni di degrado, la sicurezza urbana”. “In tutti i quartieri di Roma dobbiamo favorire condizioni di sicurezza e legalità. E questo sarà possibile grazie al prezioso lavoro delle forze dell’ordine, coordinate dal Prefetto e dal Questore, e della Polizia Locale che ringrazio per l’attenzione che ogni giorno dedicano all’ordine pubblico e alla tutela dei cittadini” conclude.

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Sicurezza: Campidoglio, Ztl Centro Storico vietata ad autoarticolati e autocarri

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2016

campidoglioRoma. Sulla base di una nota della Questura di Roma, che fa seguito alle decisioni concordemente assunte dall’ultimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, Roma Capitale ha stabilito il divieto assoluto di ingresso nella Zona a Traffico Limitato Centro Storico ad autoarticolati, autocarri e veicoli di massa superiore e inferiore a 3,5 tonnellate adibiti al trasporto di merci.
Il provvedimento sarà in vigore nelle giornate del 24, 25, 26 e 31 dicembre e per l’1 e il 6 gennaio prossimi.
Dal divieto sono esclusi i veicoli non superiori a 3,5 tonnellate adibiti al trasporto di medicinali, di materiale sanitario di uso urgente e indifferibile, di valori, di generi alimentari deperibili, e adibiti alla distribuzione di stampa periodica e di invii postali.
Tali categorie di veicoli previste in deroga potranno accedere all’interno della ZTL Centro Storico esclusivamente attraverso quattro varchi di accesso:
Piazza della Repubblica-via Nazionale
Via Crispi-via Ludovisi
Via del Teatro Marcello
Via Acciaioli-Corso Vittorio Emanuele II
La Questura di Roma ha anche comunicato al Campidoglio la necessità di predisporre servizi a tutela dei circa 350 mercati monitorati sul territorio della Capitale. A seguito di tale comunicazione l’amministrazione capitolina provvede a informare i Municipi di Roma Capitale al fine di promuovere meccanismi di massima collaborazione sul territorio tali a garantire il maggior livello di sicurezza possibile per i cittadini, in coordinamento con i commissariati di Polizia competenti.

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Coniugare innovazione, sostenibilità e sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

Lorenzin beatriceCon questo titolo ha preso il via a Roma la IX Conferenza nazionale sui dispositivi medici, appuntamento annuale che pone al centro del dibattito il tema dei dispositivi medici avvalendosi dell’intervento dei principali attori del sistema, tra cui ministero della Salute, rappresentanti regionali, esperti nazionali ed europei provenienti dal mondo universitario e industriale, Assobiomedica e tante altre rappresentanze associative delle imprese. Attraverso sessioni e workshop di approfondimento, l’evento (in programma anche martedì presso il centro congressi ‘Auditorium Antonianum’) è l’occasione per presentare i risultati di alcuni tra i più importanti progetti in essere nel settore e le linee politiche programmatiche per il futuro.
Grande spazio è inoltre riservato all’approfondimento tecnico normativo delle maggiori novità nel campo, che tratteggeranno il settore dei medical device nei prossimi anni. Ad aprire i lavori il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. ‘Stiamo lavorando ad un grosso progetto sulla contraffazione dei dispositivi medici- ha detto il ministro- perché sul settore industriale, legato al sistema salute, abbiamo fatto numerosi passi in avanti e soprattutto abbiamo abbandonato un pregiudizio, quello di vedere l’industria come qualcosa che sta fuori dalla porta. Se noi abbiamo un sistema sanitario che continua a splendere con i miliardi di corrette prestazioni che vengono erogate tutti i giorni, creando ricerca, innovazione e un indotto, anche con tutte le ombre che ci sono, è perché il sistema industria è all’interno del sistema salute e deve essere un elemento di valore e valorizzazione. Per me e per il ministero della Salute è così e siamo contenti di essere riusciti a portare avanti questo tipo di approccio, con le difficoltà che tutti conosciamo, mantenendo una visione’.
Che cosa deve aspettarsi il settore dei dispositivi medici per il 2017? ‘Per quanto riguarda i device- ha proseguito Lorenzin- dobbiamo portare a termine il lavoro cominciato, dall’Hta (Health technology assessment, ndr) al Fast track per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici, fino al tema che riguarda la valorizzazione dei prodotti ma anche quello delle centrali uniche di acquisto. Io ho più volte indirizzato, e su questo ci stiamo arrivando- ha poi sottolineato il ministro- le centrali regionali a lavorare con il metodo di Consip, che su questo ha fatto un ottimo lavoro. Dobbiamo quindi sentire tutte le voci e dialogare con gli operatori sanitari per fare scelte, nella formazione di un capitolato, che tengano conto dell’innovazione e della sua specificità ma anche delle eccezioni che ci possono essere’.
Per il resto, per il 2017, il lavoro principale per il ministero sarà quello di avere la garanzia di vedere ‘tra gennaio e febbraio i nuovi Lea nella vita dei cittadini’. Punto centrale della giornata di apertura, intanto, è stata la firma del protocollo d’intesa ‘Fast track’ per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici, che consentirà di istituire una procedura veloce per le valutazioni di tali sperimentazioni, assicurando tempi certi e misurabili, a normativa vigente, a cui possano aderire in maniera volontaria e sottoscritta tutti gli stakeholders interessati e coinvolti nel processo.
‘Gli obiettivi del protocollo sono quelli del disegno di legge Lorenzin- ha spiegato Marcella Marletta, direttore generale per i dispositivi medici e diagnostici del ministero della Salute- cioè principalmente la semplificazione, perché abbiamo bisogno di superare quelli che sono i problemi legati alle sperimentazioni cliniche sia dei farmaci sia dei dispositivi medici, abbiamo bisogno dell’individuazione di centri di qualità, abbiamo bisogno di superare la difformità nelle valutazioni e di dare tempi più certi. Sappiamo di avere un problema nei tempi rispetto ad altri Paesi e speriamo con questo protocollo, firmato da tutti gli attori (ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Aifa, Farmindustria, Assobiotech e Assobiomedica), di essere più attrattivi anche per le sperimentazioni cliniche di farmaci e dispositivi oltre che di diventare, volendo, anche il primo hub sperimentale. La ricerca è un volano economico per i Paesi che in questo momento sono in crisi, ma soprattutto vogliamo più ricerca p er tenere a casa i nostri ricercatori’.
Secondo il presidente di Assobiomedica, Luigi Boggio, il protocollo ‘Fast track’ può essere un primo passo verso l’efficienza ‘perché semplifica e in teoria rende più uniforme l’accesso agli studi clinici su tutto il territorio nazionale- ha detto- l’unica preoccupazione è che questo protocollo richiede del ‘volontarismo’, cioè devono adeguarsi le Regioni e gli enti. Noi allora ci auguriamo veramente che venga fatta un’opera di sensibilizzazione molto forte, da parte tutti gli attori, affinché venga recepito’. Per Boggio, inoltre, bisogna guardare all’innovazione in termini di efficacia e non di costo, come invece spesso accade nel nostro Paese: ‘In questo momento tutti gli addetti agli acquisti- ha proseguito- hanno l’ordine di tagliare i costi e di spendere il meno possibile e non esiste un sistema che permetta di valutare il valore di quello che si acquista e gli impatti sull’intera struttura o sull’intero sistema sanitario.
Se un ospedale deve per esempio acquistare una tecnologia, per risolvere in maniera definitiva una cronicità, che invece costa tantissimo al territorio, non la sceglierà mai perché si tratta di un costo aggiuntivo. Finché non colmiamo questo gap, allora, non avremo mai benefici. Devo dire però che il nuovo codice degli appalti suggerisce di analizzare l’offerta in base a criteri diversi: il prezzo è uno, ma assolutamente non l’unico, e si devono analizzare tutti gli impatti che l’acquisizione della tecnologia ha sull’intera organizzazione. Il ciclo di vita del prodotto, lo smaltimento e i consumi elettrici, insomma, sono tutti costi che bisogna analizzare. E oggi francamente questo avviene molto poco’.
Presente all’incontro anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, che ha parlato di importanti novità per il settore dei dispositivi medici a partire dal 2017: ‘Dal primo gennaio partiranno tutti i nuovi dipartimenti e i centri dell’Istituto che si occuperanno delle problematiche in questo settore, ma ce ne saranno alcuni che saranno particolarmente focalizzati. Il primo è l’organismo notificato unificato, cioè noi avremo un organismo notificato, che per altro ha superato la rigidissima valutazione della Commissione europea, ispezione avvenuta più volte, per sancire che noi siamo uno dei pochi Paesi ad avere un organismo che rilascia la certificazione europea nei confronti dei dispositivi medici. E questo è molto importante per la ricerca e le aziende italiane che sono tante e che così sono in grado di certificarsi in italiano nel nostro Paese da un ente pubblico.
Poi ci sono i nuovi centri specifici come il Centro nazionale per l’Health technology assessement, quello nazionale per le tecnologie innovative in sanità pubblica, quello nazionale per la telemedicina e poi il Centro nazionale per l’eccellenza clinica, la qualità e la sicurezza delle cure che, se il Parlamento andrà avanti sulle leggi che ha in previsione, si occuperà delle linee guida quindi di tutto il programma nazionale per aiutare gli operatori a fare al meglio il proprio lavoro’. Nelle due giornate sono previsti infine incontri e dibattiti incentrati sul monitoraggio dei consumi di dispositivi medici, sulla vigilanza e sulla sorveglianza del mercato con la lotta alla contraffazione, ma anche sull’Health technology assessment (Hta) per il Servizio sanitario nazionale, oltre che sul tema dei dispositivi medici in campo estetico. Sul sito dedicato http://www.forumdm.it è possibile trovare il programma dettagliato dell’evento.

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La sicurezza del territorio va affidata alla polizia e non ai soldati

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

franco gabrielli“Finalmente abbiamo un vero capo, uno che dice le come come stanno e non come possono compiacere chi governa”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP -il Sindacato Indipendente di Polizia, commentando le dichiarazioni del capo della Polizia Franco Gabrielli, secondo il quale il controllo del territorio deve essere affidato alle Forze di Polizia e non ai militari. “Da sempre – spiega Maccari – sottolineiamo l’inutilità della militarizzazione del territorio: uno spreco di milioni di euro che serve a gettare fumo negli occhi ai cittadini, tentando di dare un’illusoria percezione di sicurezza, quando invece le risorse potrebbero essere impiegate per garantire i mezzi necessari a quel personale che è stato addestrato per garantire la sicurezza del territorio e l’ordine pubblico, e che risponde ad una organizzazione rivolta proprio a questi compiti. Non ha alcun senso mandare per le vie di Roma, di Milano, di Napoli, o per le calli di Venezia, dei soldati dotati di armi da guerra che non sono utilizzabili nelle più comuni situazioni di ordine pubblico, e che anzi sono pericolose per i cittadini e per lo stesso personale, quando sarebbe molto più utile potenziare la dotazione organica e di mezzi delle Questure e dei Commissariati, magari fornendo ai Poliziotti dei taser e altri strumenti non letali che consentirebbero di risolvere senza rischi molti interventi nei confronti di delinquenti o persone violente”. “Condividiamo la presa di posizione di Gabrielli – conclude Maccari – e auspichiamo che le sue riflessioni servano da guida a chi ha fino ad oggi messo in atto politiche di governo che sul tema della Sicurezza sono state finalizzate soltanto alla propaganda anziché alla reale soluzione dei problemi”.

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Movida, Pasca (Silb): da Governo scelte inquietanti su controllo e sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

campodefiori-movida“È inquietante che in un momento in cui si fa un gran parlare di sicurezza e di prevenzione del rischio il Governo, in un decreto legislativo, abbia varato una norma che va in direzione diametralmente opposta, mettendo così a repentaglio l’incolumità di chi frequenta locali pubblici e di intrattenimento”. Ad affermarlo è Maurizio Pasca, presidente nazionale di Silb, l’Associazione Italiana Imprese da Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo aderente a Fipe-Confcommercio, commentando la norma introdotta dal decreto legislativo 222/2016, approvata lo scorso 25 novembre dal Consiglio dei Ministri, che consente la sostituzione del parere della commissione di vigilanza sul progetto di inizio attività per locali di intrattenimento con una semplice relazione di un tecnico di parte. “La norma in questione – aggiunge Pasca – permette ad operatori spregiudicati e improvvisati di bypassare agevolmente qualsiasi controllo preventivo. Il settore che rappresento è favorevole ad una semplificazione della burocrazia a patto che questa non incida negativamente non solo sugli interessi degli imprenditori che l’associazione che presiedo rappresenta ma che, soprattutto, non metta a repentaglio la sicurezza dei frequentatori dei locali pubblici di intrattenimento”. “Il rischio concreto – sottolinea il presidente Silb – è che i nostri giovani si ritrovino in locali non idonei dal punto di vista della sicurezza. E non si comprende la ratio di questa norma soprattutto alla luce degli incidenti che si verificano laddove non sono garantiti gli standard minimi di sicurezza. Del resto, è di pochi giorni fa la terribile notizia dell’incendio che ha provocato la morte di decine di giovani ad Oakland durante un rave party improvvisato in un locale sprovvisto di sistemi adeguati”. E conclude: “È fondamentale garantire la sicurezza e l’incolumità di chi frequenta locali pubblici. A tal fine ci siamo fatti promotori di una proposta emendativa della norma in questione. Per la sensibilità dimostrata nei confronti di questo tema ringraziamo la Lega Nord che al Senato ha sostenuto questa battaglia presentando un emendamento alla Legge di Bilancio”.

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Comparto sicurezza: rinnovo dei contratti nella PA

Posted by fidest press agency su martedì, 6 dicembre 2016

soldi-pubblici“Aumenti di stipendio da 85 euro mensili LORDI dopo 7 anni di illegittimo blocco del contratto, meno soldi di quanto ne erano stati promessi per il riordino delle carriere, il contributo straordinario di 80 euro per il 2017 e poi Dio ci pensa, un concetto di specificità ancora completamente privo di significato concreto, ignorato, calpestato. Ed in tutto ciò ci sono persino pseudo sindacati che continuano a magnificare una presunta attenzione da parte del Governo nei confronti dei Poliziotti che non c’è, trovando spazio in realtà nei nostri confronti solo una lunga sequela di pugnalate. Come sentiamo dire fin troppo spesso fra le fila dei colleghi, assistiamo ad un inesorabile decadimento delle condizioni lavorative oltre che esistenziali delle Forze dell’Ordine, oltre tutto accompagnato dal menefreghismo assoluto e generalizzato, che ormai domina una società in cui ciascuno è concentrato ad occuparsi esclusivamente delle condizioni del proprio orticello”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, nel giorno del “fatidico” appuntamento con le votazioni per il referendum costituzionale, che è stato anticipato già da due giorni da una comunicazione pubblica del Sindacato relativa ai provvedimenti governativi che riguardano il pubblico impiego e che reca un titolo fin troppo eloquente: “Ad oggi solo fregature…”. “Nel documento sono spiegate, punto per punto, tutte le aspettative deluse, le promesse mancate, le ignobili menzogne rivolte soprattutto a noi del Comparto sicurezza – spiega Maccari -, emerse, da ultimo, dopo l’incontro del 30 novembre tra sindacati confederali e Governo circa il rinnovo del contratto per gli aumenti stipendiali dei dipendenti della PA. Un incontro in cui si decideva anche delle somme da destinare al nostro Comparto ma a cui non ha potuto partecipare nessun Sindacato di Polizia (anche solo per assistere) nemmeno quei sindacati che da tempo si spremono per magnificare questo Governo anche se quasi sempre senza reale motivo!Ebbene, viste le disastrose novità che si profilano all’orizzonte, noi che amiamo stupidamente dire sempre la verità ed occuparci sempre e solo dei diritti e degli interessi dei Poliziotti dobbiamo dire che ad oggi, a meno che non si inizi a comprendere che il nostro lavoro non può essere legato a quello degli altri dipendenti pubblici e vengano quindi stanziate ulteriori risorse solo per noi, si prospetta ancora una volta una fregatura”. “L’amarezza è tanta – insiste il Segretario Generale del Coisp – perché nessuno di noi riesce a comprendere come sia possibile che proprio chi opera in questo delicato e fondamentale Comparto subisca così tanti torti da uno Stato che non dimostra alcuna gratitudine, alcuna preoccupazione per il suoi Servitori, neppure alcun interesse minimo. Chi opera per fare sicurezza si sacrifica senza sosta e senza orari, i colleghi durante il lavoro vengono trattati come bestie, in strada e non solo, e di riflesso anche i cittadini con cui veniamo in contatto in ragione del nostro ufficio calpestano spesso e volentieri la nostra dignità oltre, ovviamente, ai ripetuti e pervicaci tentativi di mandarci all’ospedale o all’obitorio. E più passa il tempo più le cose peggiorano”. “Ma di fronte a tutto questo – conclude Maccari – il Coisp continuerà a fare la propria parte a tutela dei Poliziotti e dell’efficienza della nostra Polizia, pretendendo rispetto da questo Governo e continuando ad auspicare che taluni rappresentanti dei Poliziotti mettano da parte gli interessi personali e, fin tanto che non verranno candidati e/o eletti in qualche lista bloccata, si occupino degli interessi di coloro che stanno dando loro fiducia … una fiducia che ad oggi è chiaramente mal riposta. Intanto oggi si vota per il referendum costituzionale, e noi, come sempre, garantiremo il corretto svolgimento di questa importante espressione della democrazia. Si voterà dalle 7.00 alle 23.00 ma ai Poliziotti (non certo ad altri dipendenti pubblici!) verrà chiesto di lavorare ininterrottamente per almeno 40 ore (per pochi euro all’ora che non troveranno aumenti giusti nel rinnovo contratto di lavoro che si sta profilando!)”.

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Sicurezza e ruolo dell’esercito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

Brand Esercito Italiano“La proposta di De Corato è a dir poco inquietante: pensare di risolvere il problema della sicurezza sui treni e nelle stazioni, militarizzandole è da paesi da terzo mondo. Non siamo in stato di guerra e non è chiamando in causa l’esercito che si risolve il problema.
De Corato dimentica che per troppi anni, la politica regionale, assente e distratta, ha lasciato che le nostre stazioni venissero lasciate in stato di abbandono, togliendone personale, sale d’attesa, biglietterie, diventando ricettacolo di vandali e delinquenti. E dimentica anche che la Regione ha consentito il taglio progressivo delle risorse sui treni, es. controllori e il personale di bordo, taglio che ha favorito l’intensificarsi di fenomeni di evasione, microcriminalità e atti di aggressione sui nostri treni pendolari. La sicurezza si attua con un piano azioni di contrasto efficace: bisogna rivitalizzare e ripopolare le stazioni dei nostri territori, darle in comodato ad associazioni e Comuni, munirle di illuminazione e impianti di video-sorveglianza adeguati, garantire l’apertura di biglietterie e bar. Dove è finito il piano di recupero delle stazioni lombarde? Perché non ha funzionato la cessione delle stazioni in comodato gratuito? Perché non si riesce a farle rivivere con associazioni non profit, esercizi commerciali e bar e punti di ristoro aperi anche la sera? Dove c’è vita c’è sicurezza. Occorre anche predisporre una mappatura delle linee a rischio, che spesso, guarda caso, coincidono proprio con quelle sulle quali la Regione ha deciso di disinvestire e occorre investire nell’illuminazione dei parcheggi, delle aree di sosta e in impianti di videsorveglianza sia sui treni che nelle stazioni. Occorre anche assumere controllori e personale di bordo: spesso sono pochi e lavorano in solitudine. In una Regione civile, gli investimenti sul servizio ferroviario regionale dovrebbero essere prioritari, mentre invece in Lombardia si investe solo sulle grandi autostrade inutili ed è così che purtroppo si gettano le basi per il degrado e la delinquenza sui treni regionali. Salvo poi chiamare in causa l’esercito”, così Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia, sulla proposta del consigliere regionale Riccardo De Corato di militarizzare i treni lombardi. (n.r. Attento Renzi. Noi prevediamo che non sarà tanto il referendum a farlo cadere di sella ma la questione degli immigrati che da un “affare” economico può diventare una sorta di boomerang creando una profonda insicurezza nel paese e tentazioni di forti tensioni popolari. Non à questione xenofoba ma la nostra incapacità di offrire un futuro a centinaia di migliaia di immigrati perché la nostra economia stenta a decollare e i posti di lavoro scrseggiano per tutti.)

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