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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘sicurezza’

Sicurezza: Fp Cgil, bene Conte su risorse per riordino carriere

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2019

Roma. “Finalmente una buona notizia per i lavoratori della Polizia Penitenziaria, scesi in piazza in diverse manifestazioni nei mesi passati, apprendere dal premier Conte l’intenzione del governo di reperire ulteriori risorse per il riordino delle carriere del personale del comparto Sicurezza e Difesa”. Ad affermarlo è la Fp Cgil.
“Siamo scesi in piazza – prosegue – per due volte nel recente passato per chiedere maggiori risorse per il riordino delle carriere del personale delle Forze di Polizia e apprezziamo che oggi si sia deciso di concludere il percorso normativo relativo al riordino, di esercitare compiutamente la delega e soprattutto di individuare ulteriori risorse per completare definitivamente la manovra nei termini di legge previsti dalla delega stessa, e comunque non oltre il 31 dicembre 2019. Malgrado le nostre proteste, il precedente governo non aveva dato alcun segnale di riscontro e gli impegni presi oggi costituiscono sicuramente un buon inizio per la nuova compagine governativa”, conclude la Fp Cgil. (by Giorgio Saccoia)

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Scuola: per i dirigenti scolastici la sicurezza è fonte di maggiore preoccupazione

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2019

Con l’autonomia scolastica, il numero degli studenti e dei plessi delle sedi scolastiche è rimasto pressoché invariato, a differenza invece delle sedi di presidenza, che sono state ridotte del 25%. Ciò ha portato senza dubbio a un sostanziale aggravio delle attività e delle responsabilità dei presidi, spesso ridotti a gestire in media cinque plessi con mille alunni e 200 dipendenti, a differenza di tutti gli altri dirigenti degli uffici pubblici, peraltro in edifici per l’80% non a noma di cui devono rispondere pur non avendo potere di spesa per gli interventi, spesso condannati in sede penale. La denuncia di UDIR. Anche quest’anno, ad esempio, una sede su otto è andata in reggenza, nonostante l’immissione in ruolo di 2 mila nuovi ddss. Come emerso da un approfondimento di TuttoScuola, la sicurezza è un argomento che desta stress tra i DS., che, tra l’altro, sta particolarmente a cuore a Udir. Marcello Pacifico (Udir): La sicurezza è un tema che sentiamo molto vicino e la conseguente tutela dei nostri soci è prossima alla ratio del nostro sindacato, poiché, sin dalla fondazione, abbiamo deciso di stare al fianco dei DS, supportandoli soprattutto in relazione a quei problemi che prendono più di tutti tempo, energie, e che spesso non vengono lo stesso risolti. Come sindacato, insieme ad Eurosofia, abbiamo promosso diversi incontri seminariali alla presenza di esperti sullo stress di lavoro correlato. E siamo pronti a continuare per prevenire, ma anche per proporre al legislatore le opportune iniziative.

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Unione della sicurezza: oltre 17.000 mandati d’arresto europei per reati gravi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “Grazie al mandato d’arresto europeo, i cittadini dell’UE vivono in un posto più sicuro. Indipendentemente da dove i criminali e i terroristi si nascondano in Europa, saranno sempre consegnati alla giustizia. Questo dimostra che l’UE si basa sulla fiducia reciproca e sullo Stato di diritto. Il successo di questo strumento si basa sull’ottima cooperazione tra le autorità nazionali ed europee.” Nel 2017 oltre 7.000 sospettati di reati gravi e di terrorismo sono stati consegnati ad un altro Stato membro. In termini di procedura, dall’arresto alla decisione di consegna trascorrono in media 15 giorni quando l’interessato acconsente alla propria consegna e 40 giorni quando non acconsente. Anche se la durata delle procedure di consegna varia molto tra i paesi dell’UE, in generale è notevolmente diminuita.

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La sicurezza informatica in aula

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 settembre 2019

Il back to school arriva dopo un’estate di preparativi da parte di insegnanti, personale amministrativo e IT all’interno delle scuole. Le strutture scolastiche stanno iniziando a investire in tecnologie didattiche come lavagne interattive, software didattici e altre innovazioni. Allo stesso modo, molti insegnanti hanno trascorso un periodo estivo all’insegna della formazione, per lanciare nuove iniziative di apprendimento digitale. In questo contesto, mesi prima che vengano implementati strumenti innovativi, i team IT si trovano a pensare a come massimizzarne l’utilizzo e garantire che i nuovi sistemi di gestione e controllo possano tenere il passo nonostante le limitazioni di budget e di personale. Gli studenti torneranno presto nelle loro classi ed è tempo che i team IT guardino alle esigenze digitali del prossimo anno; adottare un approccio integrato e basato su security fabric può creare l’efficienza necessaria per proteggere gli alunni e aiutarli ad apprendere utilizzando gli strumenti digitali.

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Governo, Paoloni (Sap): «Preoccupati per il tema sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

«Siamo molto preoccupati riguardo al programma di Governo, poiché il tema della sicurezza viene trattato in modo alquanto marginale». A dichiararlo è Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap). «Nel punto 23 del programma, appare solo qualche menzione alla sicurezza, ma le questioni che la riguardano sono tante e molto complesse. La sicurezza è un bene primario per il Paese e gli uomini e le donne chiamati a garantirla, meritano attenzione e le giuste risposte. Dopo 10 anni di tagli che hanno letteralmente debilitato l’apparato – prosegue Paoloni – si stava nuovamente portando la sicurezza tra le priorità di governo con giusti investimenti e tutele per i suoi operatori. Il nostro auspicio è che tutto ciò prosegua con determinazione. Gli uomini e le donne in divisa attendono il pagamento degli straordinari del 2018, un nuovo riordino delle carriere, il rinnovo del contratto, l’apertura dell’area negoziale dirigenziale e soprattutto adeguati mezzi, dotazioni e garanzie funzionali per svolgere con e efficienza i compiti a cui sono chiamati. La sicurezza – conclude – è e deve restare una priorità».

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La sicurezza nella sua visione globale: il voto pentastellato

Posted by fidest press agency su martedì, 3 settembre 2019

E’ un aspetto della vita umana che ci ha attraversato sin dai primordi dell’umanità e forse ancora prima se pensiamo alla logica della catena alimentare che impone il criterio di uccidere per vivere. A questa visione di base l’evoluzione scientifica ci ha portato altri rischi come il nucleare sia per fini di pace (energia nucleare) sia per scopi bellici (bombe atomiche). Vi aggiungiamo, subito dopo, l’alterazione dell’ecosistema e le sue ricadute in termini di disquilibri termici e ambientali e la cosiddetta “bomba demografica” che ha ampliato a dismisura la presenza dell’essere umano sulla terra. Segue inquietante l’ingegneria genetica con sperimentazioni ardite sul genoma per comprendere la funzione dei geni appartenenti al genere umano, in se lodevole per lo sviluppo di medicinali e trattamenti medici, se non vi fosse in parallelo il tentativo di alterarli per condizionare artatamente il loro impiego per fini di conquista e di dominio della natura umana. A complicare ulteriormente le cose vi è il tema della democrazia rappresentativa in luogo di quella diretta. In pratica noi deleghiamo il potere politico a dei rappresentanti che se occupino a tempo pieno per studiare adeguatamente i problemi e trarne le possibili soluzioni nell’interesse generale degli amministrati. Sarebbe, sia chiaro, un’ottima cosa se una parte dei nostri fiduciari non ciurlassero nel manico più per interesse personale che per competenza. A questo punto entra in gioco una variabile legata alle logiche dell’informazione espressione di lobby ideologiche di natura economica e finanziaria che mistificano i fatti dominati come sono dall’esigenza di “fare audience” per fini commerciali e affaristici, nonché da rapporti personali e rendite di posizione varie. In questo modo depriviamo l’esperto della sua credibilità personale e certezza morale avendolo inteso come una persona che non vuole ingannare il suo interlocutore. E ciò ci rende ancor più insicuri e diffidenti nei confronti del nostro prossimo. A prescindere. E ora se ci caliamo nella realtà dei nostri giorni con un governo in formazione, con una nuova etichettatura, aleggia nell’aria, inevitabile, un sospetto di credibilità, una sicurezza resa a mezzo servizio con la diffidenza rendendo più emblematica la possibilità di giudizio dei cittadini. E con questo clima il popolo dei pentastellati si accinge a votare sulla piattaforma Rousseau il consenso o meno a una nuova formula di governo e a chi lo rappresenterà alla sua guida. Si tratta di un’idea che ruota attorno alla sua credibilità personale e alla sua certezza morale. Ne saranno convinti gli elettori? (Riccardo Alfonso)

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Libertà e sicurezza: sono conciliabili?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Sono due termini che alcuni ritengono conflittuali tra loro. Non è, infatti, infrequente il caso di chi è disposto a barattare la sua libertà per un po’ di sicurezza. Alla fine del percorso si corre il rischio che si violino anche i più elementari diritti della persona. D’altra parte la difesa della libertà significa porre dei limiti all’azione del governo. Per Angelo Panebianco la strada è “allora quella che passa attraverso una maggiore consapevolezza della natura e delle condizioni storiche delle diverse culture contro ogni utopia che tende a voler costruire un “mondo unico”. Si tratta di saper scegliere un percorso “virtuoso” per una politica che sviluppi la libertà dei cittadini nel momento stesso in cui ne garantisce la sicurezza”. E, manco a dirlo, tutto questo deve mettere in gioco un processo culturale volto a coinvolgere, necessariamente, la scuola a tutti i livelli e gradi di istruzione. Sono i prodromi di un insegnamento che parta dalla ferma convinzione, da instillare nelle nuove generazioni, che la democrazia non si difende e non si porta con le armi. E’ questa, e non altra, la nuova cultura del progresso per respingere tanto i fondamentalismi quanto le deviazioni totalitarie delle democrazie. Non dimentichiamo che la democrazia è critica e concorrenziale. E’ azione creativa rivolta al futuro. Si stimola e si rinforza anche quando si toccano i più elementari diritti degli individui e le condizioni della loro libertà perché se ne fa baluardo e se ne rende garante. (Riccardo Alfonso)

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Italiani in vacanza, ma il 71% è preoccupato per la sicurezza della propria casa

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2019

Si parte per le vacanze, finalmente! Quest’anno, ad agosto, sono 20 milioni gli italiani che si godono le meritate ferie in viaggio1. Sarebbe tutto bellissimo, se non fosse per quel senso di preoccupazione di lasciare la casa incustodita che disturba sempre un po’. A questo proposito Kingston Digital Europe Co LLP, società di memorie Flash affiliata di Kingston Technology Company, Inc., leader mondiale nella produzione di memorie e nell’offerta di soluzioni tecnologiche, ha indagato timori e paure degli italiani, scoprendo come la tecnologia possa essere una valida alleata contro le preoccupazioni che ci attanagliano quando siamo lontani da casa.L’incubo del vacanziero pare essere sempre lo stesso: il 71% degli intervistati si dichiara piuttosto preoccupato all’idea di lasciare la propria abitazione incustodita, mentre per il 21% questo è un timore ricorrente, che non sempre fa vivere le vacanze con spensieratezza. L’unica – magra – consolazione? In caso di infrazioni da parte di malintenzionati, non ci si troverebbe faccia a faccia con questi (82%).Non è un caso quindi se il 57% sta pensando di installare un sistema di videosorveglianza con cui verificare, da remoto, quello che accade dentro l’abitazione, mentre il 33% ha già provveduto a dotare l’abitazione di una o più videocamere di sicurezza. Solo il 10% al momento non è intenzionato a seguire questa strada, convinto che la mania del controllo a distanza gli metta più ansia che altro. Il 68% afferma invece che, controllare la situazione a casa dal proprio smartphone, è rassicurante.

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Ansfisa: la sicurezza di strade, ponti e ferrovie affidata a un’agenzia fantasma

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

È fermo in mezzo al guado l’ANSFISA (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali), organismo che dovrebbe far proprie competenze del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in materia di sicurezza di ferrovie, strade e viadotti. Molti i dubbi già espressi dall’Unione Sindacale di Base sul rischio che la “pezza sia peggiore del buco”. Non c’è garanzia che una grossa agenzia, concepita sull’onda dei criteri emergenziali (decreto Genova art. 12 D.L. 109/18) e con modalità di costituzione degli organici molto dubbie, possa svolgere meglio le funzioni sulla sicurezza e sul controllo delle infrastrutture ferroviarie e stradali, che vengono sottratte al Ministero e che certamente avevano necessità di essere riorganizzate e potenziate. Lo stesso direttore generale indicato dal ministro Toninelli, l’ingegner Alfredo Principio Mortellaro, ha denunciato nel mese scorso di essere ostacolato nel suo lavoro da non meglio precisate resistenze nella costituzione dell’agenzia, la quale dovrebbe annoverare a regime ben seicento unità. Negli ultimi giorni, con sei mesi di ritardo, Toninelli si è affrettato a presentare le bozze di Regolamento e Statuto della costituenda agenzia inviandole al vaglio del Consiglio di Stato. La USB PI ha già evidenziato al Governo ed agli organismi di controllo alcune gravi incongruenze e sovrapposizioni di competenze, che possono avere riflessi negativi sulle delicate materie, soprattutto con riferimento alle funzioni in capo allo Stato di controllo, investigazione e prevenzione degli incidenti e sulla sicurezza ferroviaria e stradale.

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DL sicurezza: Le perplessità di Fratelli d’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

“Dall’esame degli emendamenti al dl Sicurezza emergono alcuni aspetti molto positivi e altri che ci lasciano davvero perplessi. Fratelli d’Italia festeggia sia per l’approvazione del suo emendamento che dà il via libera ai concorsi di capisquadra per i Vigili del Fuoco che consentirà i passaggi in qualifica più veloci dei graduati e a scalare aprirà le porte a nuove assunzioni, sia per l’aumento delle pene per i reati contro i pubblici ufficiali che passeranno da un minimo di 15 giorni e un massimo di 3 anni ad un minimo di 6 mesi e un massimo di 3 anni. Siamo però dispiaciuti per la decisione del Presidente Fico che non ha voluto ammettere il nostro emendamento che puntava ad eliminare il reato di tortura e il non aver voluto risolvere, da parte della maggioranza, la vicenda del concorso Allievi di Polizia che coinvolge migliaia e migliaia di giovani che nel frattempo hanno vinto i ricorsi e superato le prove di idoneità. Sistemare quel pasticcio avrebbe significato aumentare di 400 unità le assunzioni della Polizia di Stato. Rinforzi e forze fresche che servono alla sicurezza delle nostre città. Sia per il reato di tortura che per il concorso di Polizia, Fratelli d’Italia continuerà la sua battaglia al fianco delle Forze dell’ordine”. Lo dichiara in una nota Emanuele Prisco, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Affari costituzionali.

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Sicurezza bis: Fp Cgil, nessuna misura concreta per Vigili del Fuoco

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

“Nessuna concreta misura a favore dei Vigili del Fuoco, a dispetto degli impegni assunti dalla maggioranza di governo e dati in pasto all’opinione pubblica. Tra gli emendamenti al decreto sicurezza bis relativi al corpo dei Vigili del Fuoco che hanno ottenuto il via libera dalle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera si registrano solo misure gradite ai vertici”. A denunciarlo è il responsabile nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella.Soltanto una settimana fa, osserva il dirigente sindacale, “finivamo, come Vigili del Fuoco, nel tritacarne del dibattito politico, stretti nella propaganda di governo. Ma le parole, le ‘rassicurazioni’, non hanno avuto seguito: nessuna misura concreta a favore dei circa 34 mila appartenenti al corpo dei Vigili del fuoco ma solo toppe, in parte utili all’Amministrazione ma non risolutive dei problemi che investono il personale. Gli emendamenti approvati, infatti, certificano la carenza di organico del corpo, attraverso la possibilità di ricorrere più facilmente al richiamo di volontari e all’utilizzo delle ore di straordinario. Si coprono i buchi con i volontari e si fanno lavorare di più i Vigili del Fuoco, barattando più lavoro con più salario”.Per Giulianella, inoltre, “si strizza l’occhiolino al personale con i passaggi di qualifica, necessari all’Amministrazione per coprire la carenza di figure qualificate, mentre diminuisce la quota di ore dedicate alla formazione in ingresso. Misura che in parte agevola i tempi dei nuovi ingressi ma allo stesso tempo taglia le ore di formazione per questi ultimi. In sostanza briciole ma niente di concreto in termini di risorse per i Vigili del Fuoco sul salario, nessuna ulteriore assunzione, nessuna copertura per l’assicurazione Inail e niente sulla pensione integrativa. Questi i fatti, le chiacchiere stanno a zero. Intensificheremo lo stato di agitazione affinché nella legge di Stabilità si possano concretizzare misure per dare il giusto riconoscimento ai Vigili del Fuoco”, conclude.

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Sicurezza: Fp Cgil, ddl Polizia Locale depotenziato senza risorse e strumenti

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

“Una riforma, da tanto tempo attesa, che parte già depotenziata perché non prevede risorse e strumenti efficaci a sostegno”. Così la Funzione Pubblica Cgil commenta il via libera dal Consiglio dei Ministri al disegno di legge delega sulla riforma della Polizia Locale.Per la Fp Cgil, aggiunge, “la funzione di sicurezza urbana e il ruolo della Polizia Locale sono parte importante delle politiche delle Autonomie Locali che attendono investimenti e valorizzazione da troppo tempo, per questo chiediamo che qualsiasi intervento normativo non rappresenti solo un impegno generico ma una svolta reale. Inoltre – prosegue -, viene utilizzato lo strumento della delega al Governo che indubbiamente allungherà i tempi di realizzazione della riforma, quando in tutti questi mesi non sono mancate le occasioni in Parlamento per poter dare immediata risposta alle esigenze e ai bisogni del personale della Polizia Locale”.Secondo la Funzione Pubblica Cgil, “nonostante emergano nella delega elementi che noi da tempo chiediamo, non possiamo non sottolineare il criterio di invarianza di spesa che rischia di compromettere l’efficacia dell’intervento. Ciò che rivendichiamo con forza è lo stanziamento di risorse necessarie per le lavoratrici e i lavoratori della Polizia Locale e di tutto il comparto delle Funzioni Locali, a partire dalla necessità di rinnovare il contratto nazionale e di garantire maggiori risorse per la contrattazione integrativa”. Per queste ragioni il sindacato sottolinea “l’esigenza di una modifica del testo che renda esplicito lo stanziamento di risorse che possano garantire l’estensione di tutele al settore, consapevoli dell’impossibilità di realizzare una riforma a costo zero. Per tali ragioni, anche alla luce di impegni presi dal Ministero dell’Interno, è fondamentale aprire un confronto per definire gli opportuni emendamenti e per riconoscere al più presto diritti e tutele agli oltre 60 mila dipendenti della Polizia Locale”, conclude la Fp Cgil.

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Sicurezza, percezione della giustizia e rapporto con le forze dell’ordine

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Sono temi di grande attualità quelli affrontati in una indagine condotta da Altroconsumo che tra l’ottobre ed il novembre 2018 ha intervistato circa 1800 persone tra i 25 ed i 74 anni, allo scopo di tracciare un quadro del nostro senso di sicurezza e confrontarlo sia con inchieste precedenti, sia con i dati oggettivi che vengono annualmente forniti dal Ministero dell’Interno ma anche con i risultati relativi ad altri Paesi europei.
Confrontando i dati ufficiali forniti dal Viminale, delitti, furti, rapine e omicidi sono oggettivamente in calo, un trend che va avanti da diversi anni. Tutto ciò però si scontra con un’aumentata percezione di insicurezza da parte dei cittadini. Basti pensare che il 37% degli intervistati coinvolti nell’indagine Altroconsumo ritiene che ci sia un alto livello di criminalità nelle ore notturne nella propria città di residenza, il 19% di giorno. Un dato che, ad esempio, in Portogallo si ferma rispettivamente al 17% (di notte) e 8% (di giorno). Grande insicurezza anche per chi utilizza i mezzi pubblici: solo 1 su 4 vi si sente sicuro di giorno (1 su 6 di notte).
Tra le persone che percepiscono un maggiore senso di insicurezza troviamo le donne e le persone con più di 44 anni. Le differenze – oltre che di genere e anagrafiche – ci sono anche a livello geografico: chi vive in aree urbane ha più paura di chi abita in zone rurali; i cittadini del Centro, Sud e Isole si sentono meno sicuri di chi abita al Nord. Anche avere un basso livello di istruzione o una situazione economica non agevole aumenta la percezione di insicurezza.Un quadro complessivo che conferma quanto si riscontra anche in altri Paesi ovvero che c’è uno scarto tra la sicurezza oggettiva e quella percepita. Uno scarto che in Italia va incontro ad un trend di crescita.I dati ufficiali forniti da Ministero dell’Interno segnalano infatti che nel 2018 – rispetto al 2017 – i delitti sono diminuiti quasi del 9%, gli omicidi del 14% le rapine dell’11% e i furti di oltre l’8%. Nonostante ciò, confrontando i dati sul senso di insicurezza degli italiani oggi con l’inchiesta di 11 anni fa emerge che il senso di pericolo è in aumento. Ad esempio, coloro che si sentono insicuri in casa propria sono triplicati (4% nel 2007 VS 12% nel 2018); il 26% si sente insicuro di notte nel quartiere in cui vive (17% nel 2007); aumenta anche la percentuale di chi si sente insicuro di notte nella città in cui vive (38% 2018 VS 23% nel 2007). Il rapporto con le forze dell’ordine è anch’esso un tema delicato: secondo il 74% degli intervistati, il livello di vigilanza diurna nel proprio quartiere è inadeguato; se poi si parla di vigilanza nelle ore notturne, la percentuale aumenta all’85%. La poca efficienza non sembra però essere attribuita alla capacità delle forze dell’ordine, quanto ad una mancanza di risorse: il 54% degli intervistati ritiene infatti che il numero di agenti sia troppo ridotto e il 45% che siano costretti a lavorare in condizioni difficili, con infrastrutture ed equipaggiamento carenti Anziani e persone con un basso livello di istruzione tendono ad avere più fiducia nelle forze dell’ordine mentre c’è meno fiducia tra coloro che hanno un livello di reddito inferiore.Per quanto concerne la percezione del funzionamento della giustizia, ben pochi Italiani sembrano ancora credere nella magistratura: il 13% degli intervistati dice di non aver fiducia nel sistema giudiziario italiano. Il 78% del campione auspica che in caso di omicidi, i colpevoli scontino interamente la loro pena, senza condizionali, e il 67% vorrebbe un inasprimento delle pene per reati minori come furti e rapine.Con riferimento, alle esperienze vissute dal campione di intervistati, il 40% ha affermato di aver subito un crimine negli ultimi 5 anni, l’11% nell’ultimo anno, per quanto si tratti principalmente di reati minori. Eppure, guardando alle denunce, il 27% decide di non sporgerne perché convinto che non ne valga la pena, un segnale di mancanza di fiducia e di senso civico. (n.r. Sicuramente i dati, registrati dal ministero competente, sarebbero meno “ottimistici” se nel conto aggiungessimo quanti rinunciano a denunciare un illecito penale non fidandosi della giustizia per via dei suoi passaggi faraginosi e della sua lunghezza e quanto altro. Chiedetelo ai poliziotti che arrestano uno che delinque e spesso se lo ritrovano il giorno dopo a fare la stessa cosa e per giunta beffeggiandoli.)

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SCUOLA Udir: la sicurezza nelle scuole e i rischi incendi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 Mag 2019

Udir ha inviato alla VII Commissione del Senato proposte gli emendamenti per modificare il ddl 1100 “Definizione del piano triennale di interventi per l’adeguamento alla normativa antincendio degli edifici adibiti ad uso scolastico” con misure integrative sull’attuazione del piano triennale di intervento e Termini di adeguamento. Marcello Pacifico (Udir): L’aspetto della sicurezza delle scuole ci sta molto a cuore, perché siamo fermamente convinti del fatto che docenti, Ata, dirigenti scolastici e studenti, prima di poter impartire un ottimo servizio e fruire di un’eccelsa istruzione, debbano, di diritto, trovarsi sempre in un luogo sicuroIl giovane sindacato, che tutela i DS, ha inviato ai senatori dellla VII Commissione, specifici emendamenti al ddl 1100 “Definizione del piano triennale di interventi per l’adeguamento alla normativa antincendio degli edifici adibiti ad uso scolastico”.Nel particolare, al comma 2, per quanto riguarda le misure integrative sull’attuazione del piano triennale di intervento, la norma intende porre in essere misure atte a migliorare la sicurezza degli alunni e dei lavoratori attraverso le risorse già individuate. Al comma 2 bis invece, in Termini di adeguamento, in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico, la norma intende permettere l’applicazione delle misure di sicurezza in termini confacenti alle predette. Inoltre, al comma 2, dopo la lettera b) si specificano gli Interventi straordinari e contravvenzioni e di come, nei casi di interventi straordinari di messa in sicurezza antincendio degli edifici scolastici sprovvisti di SCIA, ai Dirigenti Scolastici degli Istituti oggetto di lavori, nell’ipotesi di attività di vigilanza ispettiva svolta sul territorio nazionale dal personale dei VVF, non possano essere loro attivate le procedure previste dal D.Lgs. 09/12/1994 n. 758 per le eventuali contravvenzioni rilevate, in quanto scaturenti dalla mancata attuazione degli interventi da porre in essere.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “la sicurezza delle scuole è un argomento a cui abbiamo sempre dedicato largo spazio, perché siamo fermamente convinti del fatto che docenti, Ata, dirigenti scolastici e studenti, prima di poter impartire un ottimo servizio e fruire di un’eccelsa istruzione, debbano, di diritto, trovarsi sempre in un luogo sicuro. Per questo continuiamo la nostra azione emendativa e porteremo avanti la nostra protesta attraverso lo sciopero di venerdì 17 maggio”, ha concluso il presidente Pacifico.

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Sei incidenti mortali avvenuti nel giro di un paio di giorni in Campania, Puglia e Sicilia

Posted by fidest press agency su domenica, 12 Mag 2019

Sono la conferma che il 2019 si sta rivelando un anno durissimo sul fronte degli infortuni sul lavoro. Una mattanza inaccettabile che rischia di farci arrivare a fine anno con numeri ancora più severi di quelli del recente passato: l’Italia sfora costantemente la soglia dei mille decessi l’anno, con indici che la pongono nettamente al di sopra della media europea. Morti, feriti, invalidi e nuclei familiari distrutti non possono essere il prezzo da pagare per favorire la ripresa economica o in cambio di dati migliori sul fronte dell’occupazione».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, urbanista e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro.«Il tema della sicurezza sul lavoro dovrebbe trovare spazio quotidiano nell’agenda del Paese, dal punto di vista politico, sindacale, produttivo, educativo. La sensazione, invece, è di tutt’altro segno. Se ne parla poco e quasi sempre con un tono di stanca retorica in coincidenza di ricorrenze o di eventi estremamente tragici. In questo senso, anche la riduzione dei premi assicurativi per le imprese contenuta nell’ultima Legge di bilancio non ha costituito un bel segnale.Non solo per il miliardo e mezzo di euro di tagli previsti nei prossimi tre anni, ma anche perché il provvedimento stride nettamente con l’unico messaggio che dovrebbe essere veicolato: in tema di sicurezza non si può arretrare di un millimetro. Vanno al più presto reperite le risorse necessarie per incrementare le attività ispettive e di controllo, rafforzando la repressione dei fenomeni di illegalità. Contestualmente, va avviata una campagna di informazione e formazione che coinvolga ogni settore della società e produca un vero e proprio shock culturale. Senza trascurare le scuole e i centri di aggregazione giovanile, cioè i luoghi frequentati dai lavoratori del prossimo futuro».

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Salute, Sicurezza sul lavoro e Ambiente

Posted by fidest press agency su martedì, 7 Mag 2019

Napoli mercoledì 8 maggio 2019 (ore 11.30) presso l’AGIS Campania (in piazza del Gesù 33 a Napoli), sarà presentata alla stampa l’attività promossa dall’ HSE Symposium 2019 sui temi della Salute, Sicurezza sul lavoro e Ambiente.L’incontro sarà incentrato sulla promozione del “concorso per idee” che, fino al 31 maggio, accoglierà progetti e proposte di innovazione sul tema e introdurrà le nuove linee tematiche da sviluppare in vista dell’evento nazionale programmato nel prossimo autunno.L’HSE Symposium è organizzato, a Napoli per il secondo anno consecutivo, dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università “Federico II” e dall’Associazione Europea per la Prevenzione, con il supporto di Ebilav, di Fondolavoro e di numerosi Ordini Professionali nazionali e territoriali.All’incontro prenderanno parte la prof.ssa Maria Triassi Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Federico II, il prof. Umberto Carbone, Presidente emerito del Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Vincenzo Fuccillo, Presidente dell’Associazione Europea per la Prevenzione, Luigi d’Oriano, Presidente di Ebilav, Carlo Parrinello, Direttore di Fondolavoro. http://www.hsesymposium.it,

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Enti Locali. Calandrini (FdI): Toninelli sblocchi risorse a Comuni su sicurezza strutture pubbliche

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 Mag 2019

“Si faccia chiarezza sulle risorse destinate ai Comuni e ancora non sbloccate inerenti al ‘Fondo progettazione enti locali'”. Così il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presentando un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.
“Il Fondo – spiega il senatore di FdI – è nato con l’obiettivo di destinare risorse statali al cofinanziamento della redazione di progetti di fattibilità tecnica ed economica per la messa in sicurezza delle strutture pubbliche, con priorità per quelle scolastiche, prevedendo anche criteri, modalità di accesso e selezione dei progetti, nonché le modalità di recupero delle risorse. Dopo aver ottenuto il parere favorevole della Conferenza stato-città ed autonomie locali lo schema di decreto ministeriale è stato trasmesso dal Ministero e diffuso a fine dicembre. Sono così risultati beneficiari le 14 Città metropolitane, le 86 Province e i Comuni. Ad oggi però, a parte l’erogazione avvenuta per le Province e le Città metropolitane non risultano svincolate le risorse da assegnare ai Comuni, nè risulta pubblicato o emanato il decreto direttoriale con il quale si dovrebbe dar avvio all’ammissione del finanziamento da parte dei Comuni stessi”.
“E’ necessario, perciò, che il ministro Toninelli intervenga chiarendo quali iniziative serviranno per mettere a disposizione dei Comuni le risorse necessarie all’adeguamento in sicurezza degli edifici pubblici” conclude il senatore Calandrini.

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Sicurezza sul lavoro: la mappa dei rischi

Posted by fidest press agency su domenica, 28 aprile 2019

Nel 2018 circa 641mila lavoratori hanno subito un incidente sul lavoro: l’84,6% di questi sono avvenuti durante l’attività lavorativa, mentre il 15,4% durante il tragitto casa-lavoro. L’aumento più significativo è quello che riguarda gli incidenti con esito mortale (+10,1% nel 2018), soprattutto quando si utilizzano mezzi di trasporto per lavorare. Guardando alle province italiane, nel biennio 2017-2018 il maggior numero di infortuni mortali si registra nella provincia di Crotone (6,3 ogni mille). Nel solo 2018, invece, è la provincia di Gorizia che fa registrare il più alto tasso di malattie professionali tumorali (22,5%). La maglia nera, però, per il numero assoluto di malattie cancerogene imputabili al lavoro spetta a Taranto. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro che, in occasione della Giornata mondiale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro del 28 aprile, ha analizzato gli open data Inail disegnando una mappa di province e settori produttivi in cui si è verificato il maggior numero di episodi.

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Scuola Sicurezza, Udir: ma deve per forza accadere una tragedia o ci daranno ascolto prima?

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Nonostante le lotte portate avanti dal giovane sindacato, fatte di manifestazioni, emendamenti presentati in Senato, relazioni da parte di esperti, la cronaca non fa altro che narrarci episodi che sfiorano il disastro. Come riporta la stampa nazionale, una parete è crollata in una scuola in provincia di Napoli. Ma tutto tace. In Italia oltre alla classe docente più anziana, abbiamo anche gli istituti più datati: la metà degli edifici sono infatti stati costruiti prima del 1970. Marcello Pacifico (Udir): Ma oltre a ribadirlo di continuo, attraverso comunicati, audizioni, incontri in cui affrontiamo pure la problematica della sicurezza, cosa mai dovremmo fare? Ma non si è consci del fatto che i lavoratori della scuola e i nostri ragazzi, in molti istituti, sono in pericolo?
Gli studenti e i lavoratori della scuola in Italia sono al sicuro? È la domanda che molto spesso Udir si è posta e purtroppo la risposta è negativa. A confermare la tesi la cronaca, con frequenti notizie di crolli. L’ultima giunge in queste ore: come riporta Il Messaggero, una parete è crollata in una scuola in provincia di Napoli. “Cinque bambini e una maestra incinta sono rimasti contusi. Sul posto i carabinieri. A crollare è stata una parte di una parete divisoria tra una terza ed una quarta classe situate al primo piano del plesso di corso Umberto I del primo istituto comprensivo di Sant’Anastasia”.Purtroppo non si tratta di un caso isolato e certamente poteva finire anche peggio. Infatti, “la parte del muro crollata nella scuola di Sant’ Anastasia (Napoli) ha colpito una maestra di sostegno impegnata con un bimbo disabile ferendola alla testa e ad una spalla: la donna è al quarto mese di gravidanza. La docente, dopo essersi accertata delle condizioni degli alunni, ha voluto recarsi dal proprio ginecologo per un controllo”. Oltre all’insegnate, pure alcuni alunni sono stati coinvolti: “uno dei bambini è rimasto contuso colpito da una delle pietre della parete, mentre un altro bambino, spiega un papà, sarebbe rimasto contuso ad una gamba mentre scappava dall’aula”.Questi sono episodi che potrebbero essere evitati, visto che la sicurezza è un tema che dovrebbe avere priorità rispetto a molti altri. È di questo parere il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, che molto di frequente si occupa dell’argomento, nelle sedi opportune. “Ci chiediamo: si capirà che bisogna correre ai ripari prima che sia troppo tardi? A noi sembra che sia stato varcato il confine: troppi crolli mettono in pericolo i nostri figli e i nostri lavoratori della scuola. Come sindacato non possiamo stare con le mani in mano. Noi non ci stiamo. Siamo pronti a scioperare anche per questo: la sicurezza degli istituti scolastici, ma soprattutto di chi li abita, deve essere salvaguardata adeguatamente con azioni mirate ed efficaci”, conclude il leader del sindacato.

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Sicurezza negli istituti italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Pacifico (Udir), necessario cambiare il testo unico sulla sicurezza nel pubblico impiego, soprattutto nella scuola- Il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, è stato intervistato ai microfoni di Italia Stampa, nella trasmissione radiofonica Promossi e bocciati. Affrontato il tema della sicurezza negli istituti italiani. Udir, sin dalla sua fondazione, si è sempre battuto affinché le nostre scuole siano sicure: lo ha fatto presentando emendamenti, proposte e denunce. Un aspetto strettamente legato al problema è il fatto che le responsabilità, penali e civili, purtroppo, come denunciato più volte dal sindacato, ricadono sui dirigenti scolastici, che però non hanno potere di spesa.
Mentre prosegue l’iter del nuovo concorso DS e i vincitori prenderanno servizio dal 1° settembre 2019, la stampa nazionale non fa che riportare notizie di crolli. Il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, afferma che “per quanto riguarda la questione della sicurezza degli istituti, già nella scorsa legislatura, il sindacato si era fatto carico delle istanze di molti dirigenti scolastici.” Infatti, “il problema che abbiamo più volte lamentato è che essi non hanno potere di spesa, eppure sono responsabili sia degli alunni che dei lavoratori. La nostra proposta intende cambiare il testo unico sulla sicurezza nel pubblico impiego, in particolar modo nella scuola, aggiungendo un capitolo specifico”.

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