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Posts Tagged ‘sicurezza’

Bilancio dell’UE: un ruolo più forte dell’UE quale garante della sicurezza e della difesa

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Un Fondo europeo per la difesa, con una dotazione di 13 miliardi di €, fornirà le risorse finanziarie necessarie per effettuare investimenti transfrontalieri in tecnologie e materiali all’avanguardia e pienamente interoperabili in settori quali i software cifrati e la tecnologia dei droni. Inoltre l’Alta rappresentante, con il sostegno della Commissione, propone in data odierna un nuovo strumento europeo per la pace, con una dotazione di 10,5 miliardi di €, fuori dal bilancio a lungo termine dell’UE, che contribuirà a migliorare la capacità dell’UE di prevenire conflitti, costruire la pace e garantire la sicurezza internazionale.
Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Le attuali proposte contribuiranno a far sì che l’UE prenda in mano il proprio destino. Stiamo acquisendo una maggiore titolarità nel difendere e proteggere i nostri cittadini. Per la prima volta nella storia dell’Unione europea, una parte del bilancio europeo è destinata ad investimenti collettivi finalizzati allo sviluppo di nuove tecnologie e nuovi materiali per proteggere i nostri cittadini. Il Fondo europeo per la difesa è un effettivo strumento europeo che incoraggia gli investimenti congiunti e intensifica gli sforzi degli Stati membri nel settore della difesa.” Il nuovo Fondo europeo per la difesa, con una dotazione di 13 miliardi di €, metterà a disposizione, in particolare mediante sovvenzioni, 4,1 miliardi di € per il finanziamento diretto di progetti di ricerca competitivi e collaborativi. Al di là della fase di ricerca, 8,9 miliardi di € saranno disponibili per integrare gli investimenti degli Stati membri mediante il cofinanziamento dei costi connessi allo sviluppo di prototipi e alle conseguenti attività di certificazione e collaudo. Il Fondo permetterà all’UE di attestarsi tra i 4 principali investitori europei in ricerca e tecnologia nel settore della difesa in Europa e fungerà da catalizzatore per una base industriale e scientifica innovativa e competitiva.
Un accordo in tempi brevi sul bilancio complessivo a lungo termine dell’UE e sulle relative proposte settoriali è fondamentale per garantire che i fondi dell’UE comincino a produrre risultati concreti quanto prima possibile.In caso di ritardi analoghi a quelli registrati all’inizio dell’attuale periodo di bilancio (2014-2020) si dovrebbero posticipare gli inviti a presentare proposte per progetti collaborativi in settori quali i metamateriali, i software cifrati, la tecnologia dei droni o la comunicazione via satellite.Un accordo nel 2019 sul prossimo bilancio a lungo termine consentirebbe una transizione senza soluzione di continuità tra l’attuale bilancio a lungo termine (2014-2020) e quello successivo, garantendo la prevedibilità e la continuità dei finanziamenti a beneficio di tutti. Dopo aver ottenuto il sostegno della Commissione, l’Alta rappresentante sottoporrà la proposta relativa a uno strumento europeo per la pace all’attenzione del Consiglio, che sarà chiamato a deliberare in proposito all’unanimità.

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Droni: nuove norme UE sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

I deputati hanno approvato in via definitiva nuove norme UE per garantire un uso sicuro dei droni e aggiornare le norme sulla sicurezza aerea.
I deputati hanno dato martedì il via libero definitivo all’accordo raggiunto, nel novembre 2017, tra i negoziatori del Consiglio e del Parlamento su regole UE per i droni e gli operatori di droni, al fine di garantire un livello comune di sicurezza e contribuire allo sviluppo di prodotti e servizi.Attualmente, la maggior parte dei droni è soggetta a differenti norme nazionali, il che può ostacolare lo sviluppo del mercato.In base alle nuove regole, i droni dovrebbero essere progettati in modo da poter essere utilizzati senza mettere a repentaglio le persone. In base al rischio connesso, ad esempio al peso del drone o all’area operativa, il drone avrà bisogno di dotarsi di caratteristiche specifiche, come l’atterraggio automatico, nel caso in cui l’operatore perda il contatto con il drone, o i sistemi anticollisione.Gli operatori dei droni avranno l’obbligo di essere a conoscenza di tutte le regole in vigore e essere in grado di operare in sicurezza. Ciò significa che alcuni di loro dovranno seguire un corso di formazione prima di poter utilizzare un drone.Per favorire l’identificazione in caso di incidente, gli operatori di droni dovranno essere iscritti in registri nazionali e i loro droni contrassegnati per l’identificazione. Ciò non si applicherà agli operatori di droni più piccoli. Sulla base di questi principi fondamentali, la Commissione europea ha il compito di elaborare norme più dettagliate a livello UE, quali i limiti massimi di altitudine e di distanza per il volo dei droni, e di stabilire quali operazioni e quali tipi di droni dovrebbero essere certificati in base al rischio che comportano. Le norme determineranno inoltre quali operatori dovranno seguire una formazione supplementare ed essere registrati e quali droni dovranno essere dotati di dispositivi supplementari di sicurezza.Oltre a stabilire le regole comunitarie sui droni, le modifiche approvate aggiornano la legislazione UE sulla sicurezza aerea, al fine di mantenere l’alto livello esistente nell’UE, con norme più adatte all’aumento del traffico aereo previsto nei prossimi decenni.
Sarà rafforzata la cooperazione tra l’Agenzia dell’UE per la sicurezza aerea (AESA) e le autorità nazionali per quanto riguarda la valutazione dei rischi in relazione al sorvolo delle zone di conflitto. Inoltre, la Commissione sarà incaricata di elaborare norme per ottenere in tempo reale i dati dai registratori di volo (“scatola nera”) in caso di emergenza di un aeromobile, così da accelerare gli interventi di emergenza.L’accordo provvisorio è stato approvato con 558 voti favorevoli, 71 contrari e 48 astensioni. Le norme dovranno ora essere formalmente approvate dai ministri dell’UE, prima che la legislazione possa entrare in vigore.Vietato l’uso della plastica monouso negli uffici e nei servizi dei palazzi della politica. Il ministero dell’Ambiente ha risposto alla richiesta di Marevivo di vietare l’uso della plastica monouso negli uffici e nei servizi dei palazzi della politica #StopSingleUsePlastic. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a margine dell’incontro che si è svolto oggi con le 23 associazioni, da Greenpeace a Legambiente, dal Wwf a Marevivo alla Lipu, firmatarie dell'”Agenda Ambientalista 2018″, ha confermato l’impegno che aveva già lanciato in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente di rendere il suo dicastero “plastic free” e di voler utilizzare le leve fiscali per ridurre la produzione degli imballaggi di plastica e quindi dei rifiuti. Proprio durante la riunione, infatti, l’acqua è stata servita in una brocca con bicchieri di vetro, un chiaro segnale di cambiamento. «È una prima vittoria – dichiara Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo – al nostro appello di introdurre il divieto dell’uso di prodotti di plastica monouso, come bottiglie, stoviglie, cannucce e tutti gli oggetti che utilizziamo una volta sola prima di buttare via, nei servizi e negli uffici dei palazzi della politica. Il Ministero dell’Ambiente è stato il primo a dare il buon esempio e ci auguriamo che ben presto anche gli altri dicasteri accolgano il nostro appello diventando “plastic free”. Ringrazio Sergio Costa per questa importante decisione, una delle prime azioni concrete in soli pochi giorni dal suo insediamento. Ancora una volta l’Italia anticipa le direttive dell’Unione Europea dimostrando di essere lungimirante sulla salvaguardia dell’ambiente e del mare. A sostenere la nostra azione anche i circa 20.000 firmatari che hanno sottoscritto la petizione, lanciata su Change.org, che ringrazio per il supporto».Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo hanno risposto alla lettera inviata da Marevivo dimostrando il loro interesse alla campagna.Marevivo continuerà a fare pressione affinché tutti i palazzi della politica, dal Senato alla Camera fino a tutti i Ministeri ed istituzioni introducano il divieto della plastica “usa e getta”.

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Sicurezza nelle scuole: gli alunni come i lavoratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

Si tratta di un passaggio ineludibile che, tuttavia, soprattutto negli istituti liceali, non sempre viene contemplato, poiché il concetto alunno-lavoratore non sembra essere stato ancora assimilato. Eppure, le norme parlano chiaro, ancora di più a seguito dell’approvazione dei commi 33-43 della Legge 107/2015 che hanno introdotto anche nel triennio finale dei licei un congruo numero di esperienze obbligatorie di alternanza scuola-lavoro. Alla luce di queste novità legislative, è bene quindi che tutti i capi d’istituto abbiano coscienza del fatto che la formazione obbligatoria rivolta ai lavoratori sulla sicurezza, già introdotta dall’art. 37 del decreto legislativo 81/08, è un aspetto cardine del sistema di prevenzione degli infortuni all’interno delle nostre scuole: pertanto, è fondamentale che ogni alunno riceva una formazione adeguata in materia di salute e sicurezza. In caso contrario, il preside inadempiente ne risponde in prima persona. La formazione si concentrerà sui concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza. Una formazione specifica dovrà riguardare i rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione. Il dirigente scolastico dovrà somministrare negli istituti da lui diretti tre periodi di formazione minimi: quella ‘generale’ di 4 ore, sui concetti generali di base del sistema prevenzionistico della sicurezza sul lavoro; la ‘specifica’ di 8 ore, periodica e concentrata sui concetti di rischio che caratterizzano l’azienda in cui l’allievo andrà ad operare in occasione dei “momenti” lavorativi; la formazione ‘particolare aggiuntiva’, pari ad altre 8 ore. Pertanto, gli alunni impegnati in attività di alternanza scuola lavoro devono obbligatoriamente seguire una serie di passaggi formativi: un primo e secondo step, rispettivamente incentrati sull’informazione e sulla formazione generale, saranno curati dell’istituto scolastico; a seguire, altri tre step – formazione specifica, attività formativa del “preposto” e quelle di addestramento – saranno invece assegnati ad esperti esterni, ovvero a professionisti del mondo del lavoro.

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I livelli di sicurezza sui treni si potenziano migliorando la comunicazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Porta la firma dell’azienda goriziana Ermetris la nuova cornetta smart all in one sviluppata per assicurare una connessione costante sui convogli ferroviari; una soluzione che apre una nuova frontiera nella gestione della comunicazione sui treni. Un dispositivo che, per resilienza e facilità di utilizzo, promette di essere applicabile anche sui tram e persino sugli autobus.
«Il problema maggiore della comunicazione sui treni è dovuto al guasto del server del computer di bordo in cui solitamente risiede il SIP server», premette Claudio Borrello amministratore e fondatore di Ermetris, società specializzata nelle soluzioni innovative di comunicazione per il settore ferroviario. «È un imprevisto che può capitare ma che, se in un ufficio può essere sopportabile, su un treno per i livelli di sicurezza che richiede rappresenta un vero problema. La comunicazione su un convoglio è infatti importantissima: in caso di guasti, emergenze o imprevisti i macchinisti devono poter comunicare prontamente sia tra loro sia con la centrale operativa e, nel caso, dover comunicare anche con i passeggeri». I passaggi di informazioni sono oggi affidati a delle particolari cornette (normalmente una ogni vagone) collegate al computer di bordo. Ermetris ha superato il nodo centrale rendendo autonome le singole cornette. «Le abbiamo fatte diventare smart», semplifica Borrello. «Ogni apparecchio è stato dotato di un SIP client e server automatico ed autoapprendente che lo rende così autonomo e indipendente. È come se ogni cornetta sia un server a sé stante: collegato in rete con gli altri dispositivi, ma pronto a intervenire in caso di guasto di una delle altre cornette. Il segreto è flessibilità della tecnologia applicata: un software che permette di autoconfigurasi e adattarsi alla situazione e di garantire la connessione e la comunicazione sempre». Non solo. «Le cornette smart sono collegate con il sistema di alert del treno. Ogni treno è infatti dotato di un pedale che il macchinista può schiacciare quanto registra un’emergenza. E attraverso quel pedale avvia una comunicazione diretta con la centrale. La cornetta smart, a sua volta collegata a questo strumento, in caso di problemi attiva automaticamente un microfono che consente alla centrale di sentire direttamente cosa sta avvenendo in cabina di comando».Il vantaggi non sono solamente in termine di efficacia ed efficienza, ma anche di costi. «Con l’eliminazione del computer di bordo, sostituito dalle singole cornette smart, si dimezza la spesa. Questo anche grazie al fatto che abbiamo superato l’annosa questione legata alla customizzaizone delle tastiere introducendo uno schermo da 2,4 pollici che funge da tastiera touch», osserva Borrello. «La tecnologia touch, che ormai è entrata nella nostra vita di tutti i giorni attraverso gli smartphone, è anche una tecnologia più intuitiva e semplice da utilizzare». L’interesse che si sta sviluppando attorno a questi dispositivo è notevole. Infatti la sua flessibilità e facilità utilizzo permettono un impiego non solamente sui treni a breve e lunga percorrenza, ma anche sui tram. «Una novità di applicazione potrebbe essere rappresentata dagli autobus – aggiunge Borrello – . Qui la comunicazione tra centrale operativa e l’autista solitamente viene affidata ad un cellulare. Per ovviare dimenticanze o guasti, avere su ogni autobus un dispositivo rappresenta di sicuro un collegamento continuo tra la centrale e l’autobus e garantisce la possibili di raggiungere l’autista in ogni momento».

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Sicurezza treni: Stato deve garantire sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2018

“E’ lo Stato che ha il compito di garantire la sicurezza, anche sui treni e nelle stazioni ferroviarie; non è più accettabile assistere attoniti a quotidiani atti di violenza perpetrati ai danni di viaggiatori e del personale, nel disinteresse generale. Un silenzio assordante. Esercito o vigilantes messi in campo per azioni spot sono palliativi e hanno dimostrato, in anni di sperimentazioni inutili, che non risolvono un problema ormai strutturale. Il Prefetto convochi immediatamente un tavolo, con forze dell’Ordine, aziende di trasporto e Istituzioni interessate e si ragioni su un piano serio di sicurezza sui treni e nelle stazioni. Le dichiarazioni di De Corato, Santanchè, Grimoldi sono la solita “propaganda vuota”, parole a cui non seguono i fatti: se si vuole veramente risolvere questo problema e garantire sicurezza, occorre strutturare un piano debitamente programmato. Fino ad oggi abbiamo assistito ad attività isolate dal sapore propagandistico che invece di affrontare seriamente la questione l’hanno solo spostato, o posticipato. Così Simone Verni, consigliere regionale del M5S Lombardia.

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Garantire la sicurezza dei giornalisti, il pluralismo e la libertà dei media

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2018

Gli Stati membri dovrebbero “creare e mantenere, di fatto e di diritto, un ambiente sicuro per i giornalisti”, hanno dichiarato i deputati giovedì.La risoluzione non legislativa presentata da Barbara Spinelli (GUE/NGL, IT) è stata approvata con 488 voti in favore, 43 contrari e 114 astensioni.I deputati chiedono alla Commissione europea uno stanziamento adeguato e permanente all’interno del bilancio UE per sostenere il Centro per il pluralismo e la libertà dei media e per creare un meccanismo di supervisione indipendente che valuti i rischi per il pluralismo e la libertà dei media in Europa.Invitano i Paesi UE a rafforzare il sostegno finanziario ai fornitori di servizio pubblico e ai giornalisti investigativi, astenendosi dal prendere parte alle decisioni editoriali. Tutti i finanziamenti pubblici erogati ai proprietari dei media dovrebbero essere regolarmente monitorati, aggiunge il testo. I deputati ribadiscono la loro richiesta di un trattamento IVA neutrale per tutti i media (ad esempio non discriminando tra testate cartacee e quelle online), come raccomandato già nella risoluzione del 2011.
Per proteggere i giornalisti dalla violenza, dovrebbe essere istituito un organismo di regolamentazione indipendente e imparziale che cooperi con le organizzazioni dei giornalisti e incaricato di monitorare e riferire in merito alle minacce subite. I giornalisti la cui libertà è messa a rischio hanno bisogno di procedure giuridiche efficaci per evitare l’auto censura.
I deputati sono preoccupati per l’aumento del cyberbullismo, del ‘revenge porn’ e degli abusi sessuali sui minori e ribadiscono che i media devono rispettare in pieno gli interessi e i diritti dei minori. Chiedono una legislazione che comprenda norme sull’individuazione, segnalazione e rimozione dai social media dei contenuti dannosi per la dignità umana.Il testo osserva che l’uso del termine ‘fake news’ non dovrebbe “mai mirare a minare la fiducia dei cittadini nei media e a screditare e criminalizzare le voci critiche”.Per promuovere e proteggere le informazioni obiettive, i deputati incoraggiano le società di social media e le piattaforme online a sviluppare strumenti che consentano agli utenti di segnalare potenziali notizie false, facilitare le rettifiche e consentire revisioni da parte di organizzazioni certificate, indipendenti e imparziali di controllo dei fatti.Infine, i deputati chiedono alla Commissione europea di proporre una direttiva anti-SLAPP (azioni legali tese a bloccare la partecipazione pubblica) che protegga i media indipendenti da azioni legali volte semplicemente a farli tacere o a intimidirli.

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“Il mondo delle costruzioni si è fermato”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Non si tratta solo, e come se non bastasse, di un problema per lavoratori e imprese del settore, con quello che ne consegue in termini di retribuzioni e stabilità sociale di un comparto trainante per tutta l’economia, ma di un ritardo diventato drammatico per le infrastrutture e la sicurezza. Tutto bloccato, infrastrutture al collasso, manutenzioni assenti, opere incompiute, cantieri che non partono. Così si sintetizza la situazione. E intanto avvengono disastri: viadotti che crollano per l’età, precipitazioni devastanti a causa di opere per il contenimento del rischio idraulico che non sono state completate, eventi sismici, anche di entità relativamente piccola, che producono danni e vittime.
«E il paradosso» – ricorda il Presidente di ANCE Siena Andrea Tanzini –«è che non si tratta di un problema di risorse: almeno quelle per le opere principali ci sono grazie agli ultimi provvedimenti del Governo». Ma le norme sono incomprensibili, le stazioni appaltanti si trovano spesso nell’impossibilità di procedere perché non hanno strutture tecniche in grado di districarsi tra rimandi, lacune e veri e propri labirinti. «Un Codice degli Appalti nato per contrastare l’illegalità che invece alla fine sta bloccando chi onestamente e scrupolosamente vorrebbe fare il suo mestiere» – dice ancora Tanzini. «La nostra Associazione» – continua Tanzini -«ha già invitato le amministrazioni locali a condividere un percorso che, a norme vigenti, consentirebbe di alleviare almeno le criticità più evidenti. Anche sul nostro territorio abbiamo assistito a gare di appalto, condotte con il sistema della procedura negoziata, dove dopo centinaia di manifestazioni di interesse pervenute da tutta Italia solo alcune delle imprese tra quelle invitate dopo il sorteggio hanno presentato la loro offerta. Un meccanismo perverso, in grado di fiaccare le poche realtà imprenditoriali rimaste sul territorio e soprattutto di non rispondere in maniera adeguata ai bisogni di opere pubbliche del territorio». Alcuni accorgimenti per scoraggiare coloro che, con sede legale anche a centinaia di chilometri di distanza, grazie alle procedure telematichesi presentanocontemporaneamente a molte gare anche di piccolo importosenza avere un reale interesse maaffidandosi solo ad un elemento probabilistico per la partecipazione alla gara – che viene poiabbandonata per il presentarsi di altre opportunità – si possono attuare anche adesso: utilizzo della procedura aperta ancorché più complessa della precedente, obbligo di presa visione del progetto e del sito del cantiere da parte del titolare o dell’organo tecnico dell’impresa concorrente, distanza massima predefinita degli impianti dal luogo di posa, almeno per certi tipi di intervento come i lavori stradali. Ora, però, c’è bisogno di più: una nuova legge, scritta da operatori del settore e non solo da esperti di teoria, con un regolamento attuativo che superi l’esperienza del rimando a linee guida emanatedallo stesso Ente che poi ha l’onere di controllarne l’applicazione; un Ente, l’ANAC, che peraltro non dispone di una struttura adeguata ai compiti assegnati come dimostra il fatto che a distanza di due anni l’emanazione di tutti gli atti previsti non è ancora terminata. «In tema di appalti pubblici – conclude Tanzini – per effetto delle norme attuali non si fanno più neanche le gare. Poi ci sono altri fenomeni come il rallentamento nelle attività di progettazione che riguardano anche gli Enti più importanti come la Regione o l’ANAS. Nel primo caso, ad esempio, non sono state completate le opere di contenimento del rischio idraulico in Valdelsa, fondamentali per la tutela o lo sviluppo di importanti aree produttive, mentre nel secondo, sempre per fare un esempio, va a rilento l’attività di projectreview del raddoppio del lotto 1 Siena Sud – Siena Est Ruffolo della Due Mari,prevista dal contratto di programma e finanziata per 112 milioni di euro».

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Profilo di efficacia e sicurezza di Zepatier® in co-somministrazione con etinil-estradiolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Una incoraggiante novità dai dati sul profilo di tollerabilità ed efficacia di elbasvir/grazoprevir in co-somministrazione con farmaci a base di etinil-estradiolo o con terapie ormonali sostitutive, presentati al congresso della European Association for the Study of the Liver – EASL, in corso in questi giorni a Parigi. Si tratta di una analisi condotta negli USA che ha coinvolto 1022 pazienti, delle quali 81 in terapia con contraccettivi o TOS e in entrambi i gruppi di pazienti, i tassi di guarigione sono stati superiori al 95%.
L’introduzione dei nuovi farmaci DAAs ha notevolmente ampliato le opportunità di cura per l’HCV. Tuttavia, la comparsa di effetti avversi legati a interazioni farmacologiche con farmaci assunti per il trattamento di patologie concomitanti, può notevolmente limitare le opzioni terapeutiche eleggibili. Ad esempio, nella pratica clinica si raccomanda di non assumere (o di assumere con dosaggio modificato) farmaci contenenti etinil-estradiolo in associazione a diversi DAAs. Pur essendo limitata alla durata del trattamento con DAAs, la sospensione può determinare disagi alle pazienti soggette a TOS perché questo potrebbe comportare la riacutizzazione dei sintomi. I dati dello studio aprono dunque una nuova prospettiva.

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Lectio magistralis: “Una comunità di sicurezza al bivio”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

Parma Martedì 20 marzo, alle ore 11.30, nell’aula E del Palazzo centrale dell’Università di Parma (via Università 12 – primo piano), Alessandro Colombo, Professore ordinario di Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Milano, terrà la lectio magistralis “Una comunità di sicurezza al bivio. Stati Uniti ed Europa nella crisi dell’ordine internazionale post-bipolare”.
L’incontro, aperto alla cittadinanza, è organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studi Politici e Internazionali e dal Centro Studi in Affari Europei e Internazionali (CSEIA) dell’Università di Parma.Alessandro Colombo è professore ordinario di Relazioni Internazionali nel Dipartimento di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-politici dell’Università degli Studi di Milano, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Feltrinelli e responsabile del Programma di Ricerca Sicurezza e Studi strategici dell’ISPI (Istituto di Studi Politici Internazionali), per il quale cura dal 2000 l’Annuario sulla politica estera italiana. Oltre che docente di Relazioni Internazionali, Studi Strategici e Geopolitica nella sua Facoltà, è stato per anni professore a contratto all’Università Bocconi e visiting professor all’Università del Sussex. Tra le sue pubblicazioni, Tempi decisivi. Natura e retorica delle crisi internazionali (Feltrinelli 2014), La disunità del mondo. Dopo il secolo globale (Feltrinelli 2010), La guerra ineguale. Pace e violenza nel tramonto della società internazionale (Il Mulino 2006). Ha curato inoltre diversi volumi, tra i quali Crisi della legittimità e ordine internazionale (Guerini 2012), La sfida americana. Europa, Medio Oriente e Asia orientale di fronte all’egemonia globale degli Stati Uniti (Franco Angeli 2006) e L’Occidente Diviso. La politica e le armi (Università Bocconi Editore 2004).

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Sicurezza percepita, insicurezza reale

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

Il progetto di razionalizzazione del dispositivo territoriale imposto da una politica miope e messo in atto dai Vertici delle Forze di polizia a carattere generale ha comportato, da quasi un ventennio, una revisione complessiva dei livelli di forza organica ed una riconfigurazione organica anche della componente “pronto intervento”. Un fatto che ha preoccupato molto anche la Rappresentanza Militare proprio perché veniva a mancare, o comunque si stava compromettendo la vera “missione” che ispira qualunque Carabiniere. Il CoCeR Carabinieri ma anche i sindacati della Polizia di Stato si sono da subito espressi in maniera contraria in merito al riassorbimento di unità e mezzi necessari, più che mai, per le crescenti esigenze operative, per l’evoluzione demografica e delle realtà sociali.L’indirizzo politico sembra non voler cambiare. L’azione di contrasto esercitata, il servizio di prevenzione ormai, sembra prescindere dalla presenza dell’uomo “operatore di sicurezza” sul territorio. La politica, le istituzioni, ritengono che le telecamere ed il controllo della “rete” ormai possono sostituire completamente il vecchio modello di “polizia di prossimità”.Oggi sono solo un ricordo gli obiettivi programmati per una maggiore proiezione esterna, per la necessaria prevenzione. Tutto quello che era stato insegnato in termini di “rapidità e gestione dell’intervento”, sembra consegnato definitivamente ai libri di storia. Con buona pace dell’aspettativa di sicurezza dell’utente le cui ragioni non trovano più spazio neanche sulla stampa “rassegnata/addomesticata”.Le forze dell’Ordine, così come sono state riorganizzate, ormai, si occupano principalmente di analisi dell’attività operativa, dell’azione di contrasto con lo scopo ultimo di riuscire a “razionalizzare”, studiando, programmando e mettendo in atto misure per conseguire migliori risultati purchè ciò non comporti l’impiego dell’Operatore, del Carabiniere o del poliziotto sul territorio. Un arretramento che ha sempre più il sapore o che viene avvertito come una sorta di “abbandono”.La campagna elettorale mette a nudo in questi giorni, quei candidati che continuano a riferirsi, come valore-guida, alla “sicurezza percepita”. Un termine soggettivo che sembra creato ad arte, che ciascuno interpreta come meglio crede. Nessuno parla più di “controllo e di livello di sicurezza reale del territorio”.Sembrano tutti rassegnati che la “sicurezza percepita dal territorio” sia il nuovo modello di riferimento; il metodo più corretto di valutazione per capire come stanno realmente le cose. Basta ascoltare con orecchio critico qualunque telegiornale per capire che la realtà sulla giustizia e sulla sicurezza del territorio è molto diversa, non è quella che ci viene commentata dai vertici istituzionali e rimbalzata dai telegiornali. Non è quella che sarebbe commentata dai diretti interessati: i poliziotti ed i carabinieri chiamati ad operare direttamente “sul campo”, sempre più inermi, vittime sacrificate in nome di una “politica miope”, quella sulla sicurezza, che sembra non riguardarci… finchè non ci tocca personalmente. Ma, in questo caso, ormai, è già tardi.E’ necessario promuovere iniziative per invertire questa tendenza ricercando maggiori investimenti sulla sicurezza, per una maggiore presenza e certezza del diritto.Lo dobbiamo a noi stessi. Lo dobbiamo ai nostri giovani.

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Spese per gli statali, pochi investimenti in sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

ministero-finanzeIl Tesoro ha calcolato il costo degli statali, il Coisp: “I dati dimostrano con chiarezza quanto poco si investa in sicurezza. Il valore economico riconosciuto al sacrificio dei Servitori dello Stato è a dir poco offensivo”. “I dati diffusi dal ministero dell’Economia con il rapporto relativo alle spese sostenute dai cittadini per i dipendenti statali sono di una chiarezza incontrovertibile: l’investimento sulla sicurezza è letteralmente esiguo, il valore economico attribuito al lavoro unico e non paragonabile a qualunque altro degli operatori della Polizia di Stato è a dir poco offensivo. Sono dati che rendono ancor più evidente quale misera elemosina il Governo abbia voluto riservare a migliaia di Servitori dello Stato che garantiscono la stessa esistenza della democrazia con un rinnovo del contratto, dopo otto anni di illegittimo blocco, che è solo un’offesa alla dignità e alla professionalità di donne e uomini in divisa”.
Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a seguito delle notizie di stampa che hanno riportato i dati calcolati dal Tesoro in merito al costo degli “statali”. La Ragioneria generale ha fatto i conti in base alla situazione nel 2016, puntando l’attenzione sul costo dei dipendenti pubblici, che complessivamente vale 2.197 euro a testa. Al primo posto c’è la scuola, che vale 654 euro per ogni cittadino, seguita dalla sanità con 515 euro, e dalle Regioni con 265 euro pro capite. A notevole distanza, secondo il rapporto diffuso dal ministero dell’Economia, la spesa per la Polizia di Stato, con i suoi 84,15 euro a testa, corrispondenti al 3,83% del totale.“Intanto – aggiunge Pianese – non si può prescindere dalla premessa fondamentale che le spese per la sicurezza non sono un costo ma un investimento a garanzia della libertà, della crescita, del buon funzionamento di tutti gli altri settori del Paese. Ma quel che preme di più rilevare è la differenza fra il poco riservato ai poliziotti italiani rispetto al tanto destinato a tutto il resto, nonostante il sistema sicurezza italiano sia uno dei pochi motivi di vanto per l’Italia nel panorama internazionale. Quello della Sicurezza, infatti, è anzitutto l’unico Comparto dotato di una ‘specificità’ che si traduce solo in moltissime e pesantissime pretese nei confronti dei suoi operatori che non godono, però, di pari riconoscimenti, garanzie, tutele; ma è un Comparto che, giorno dopo giorno, viene gravato da ulteriori, vitali e sempre maggiori responsabilità, dovendo fronteggiare emergenze che ci impongono di stare al passo con le vecchie e nuove minacce che aleggiano sulle vite dei cittadini e dello Stato. Tutto questo, purtroppo, senza alcun serio e concreto riconoscimento del nostro ruolo, del nostro operato, del nostro senso del dovere, del nostro sacrificio”.

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Contratto Sicurezza e Difesa

Posted by fidest press agency su domenica, 28 gennaio 2018

marco minnitiMarianna_Madia“Siglata nella notte, alla presenza dei ministri Minniti, Pinotti, Orlando, Madia e dei Sottosegretari Baretta, Ferri e Rughetti, l’intesa per per il rinnovo del contratto Sicurezza e Difesa per il triennio economico e normativo 2016/2018. L’intesa è stata raggiunta al termine di una maratona notturna segnata delle rielaborazioni sulle ricadute economiche e dalla mancata apposizione della firma dei Cocer di Marina Militare e Aeronautica”. A darne notizia è un comunicato congiunto Fp e Silp Cgil.Le rielaborazioni hanno determinato un incremento, anche se contenuto, del residuo, che potrà essere dirottato sul Fesi. Le tabelle hanno recepito la proposta di Fp Cgil e Silp Cgil con l’allocazione del 90% sul fisso al fine di recuperare le sofferenze prodotte dalla riduzione del potere d’acquisto, frutto del blocco contrattuale; compresa la mutata destinazione dei fondi della specificità che andranno ad alimentare il fondo destinato a incrementare le voci che compensano il disagio dei servizi h24 attraverso il Fesi. Nel testo presentatoci vi sono anche talune modifiche da noi proposte che riguardano alcuni aspetti degli istituti normativi, come i permessi brevi, i congedi, il trattamento di missione, la tutela legale.Abbiamo fatto apportare, nella notte, miglioramenti ai testi fornitici il giorno precedente con l’inserimento di alcuni degli istituti che avevamo richiesto, che mirano ad accrescere tutele e diritti delle donne e uomini in divisa. Tra le novità introdotte, l’incremento dell’assegno di funzione per gli Assistenti Capo con 17 anni nel ruolo. Tra gli impegni assunti: il termine massimo del 31 dicembre 2018 per la definizione della coda contrattuale e per l’utilizzo delle risorse residue. Fp Cgil e Silp Cgil hanno dichiarato che “si tratta del primo rinnovo contrattuale della parte economica dal 2007, che pur non compensando pienamente nove anni di blocco, suggella finalmente la ripresa della stagione contrattuale sbloccata con la sentenza della Corte Costituzionale e che mira a utilizzare al meglio le risorse disponibili -comunque esigue- e segna un percorso verso la discussione di nuovi diritti”. Il Sottosegretario Rughetti ha comunicato che i pagamenti a regime e degli arretrati saranno corrisposti il prima possibile, ipotizzando la mensilità di marzo. Seguiranno, nei prossimi giorni, testi e tabelle con una analisi di merito.

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Sicurezza dei prodotti nel mercato unico UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 dicembre 2017

european commissionBruxelles. La Commissione presenta due proposte legislative finalizzate a rendere più facile per le imprese, in particolare le PMI, vendere i propri prodotti in Europa e a rafforzare i controlli da parte delle autorità nazionali e dei funzionari doganali per impedire la vendita ai consumatori europei di prodotti non sicuri.
Le iniziative sono intese a migliorare due aspetti della libera circolazione delle merci nell’UE:
Rendere più facile la vendita di un prodotto in un altro Stato membro
Il principio del “reciproco riconoscimento” garantisce che i prodotti che non sono soggetti a una regolamentazione a livello dell’UE possano, in linea di principio, circolare liberamente all’interno del mercato unico se sono legalmente commercializzati in uno Stato membro. Questo principio dovrebbe consentire ai fabbricanti di vendere i loro prodotti in Europa, senza sottostare a ulteriori prescrizioni. Per applicare il principio in modo più rapido, più semplice e più chiaro, la Commissione propone un nuovo regolamento sul reciproco riconoscimento delle merci.
Rafforzare i controlli delle autorità nazionali volti a garantire che i prodotti siano sicuri e conformi alle norme.Sono ancora troppi i prodotti non sicuri e non conformi venduti sul mercato dell’UE: ad esempio, risulta dalle ispezioni che il 32% dei giocattoli, il 58% dei dispositivi elettronici, il 47% dei prodotti da costruzione e il 40% dei dispositivi di protezione individuale non soddisfano i requisiti in tema di sicurezza o di informazioni ai consumatori previsti nella legislazione dell’UE. Oltre a rappresentare un rischio per i consumatori, tali prodotti pongono in una situazione di svantaggio competitivo le imprese virtuose.
Il mercato unico, che celebrerà il suo 25º anniversario nel 2018 ed è uno dei maggiori successi dell’Europa, assicura la libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e delle persone. Se ai consumatori garantisce una scelta più ampia e prezzi più bassi, ai professionisti e alle imprese esso apre nuove opportunità. Consente alle persone di viaggiare, vivere, lavorare e studiare ovunque lo desiderino.
Gli scambi di merci costituiscono il 75% del commercio intra UE e rappresentano circa il 25% del PIL dell’UE. Le regole sui prodotti dell’UE valgono per la grande maggioranza di tutti i prodotti fabbricati nell’Unione. Tali prodotti hanno un valore di 2 400 miliardi di euro e sono fabbricati o distribuiti da circa 5 milioni di imprese. Le norme europee assicurano la libera circolazione dei prodotti in tutta l’Unione, garantendo al contempo un elevato livello di protezione dell’ambiente, della salute e della sicurezza. Ad esempio, la legislazione dell’UE in settori come quelli dei giocattoli e delle sostanze chimiche è fra le più rigorose al mondo.

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Approvato il bilancio UE 2018: sostegno a giovani, crescita e sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 dicembre 2017

parlamento europeoPer il bilancio del prossimo anno, i deputati hanno previsto un maggiore sostegno per i giovani disoccupati e più finanziamenti per le PMI, i programmi di ricerca e l’Erasmus.Gli stanziamenti d’impegno per il 2018 ammontano complessivamente a 160,1 miliardi di euro e gli stanziamenti di pagamento a 144,7 miliardi di euro.Dopo l’approvazione formale da parte del Consiglio dell’accordo provvisorio sul bilancio 2018, il Parlamento ha approvato il bilancio con 295 voti in favore, 154 voti contrari e 197 astensioni.L’atto legislativo è stato poi firmato dal Presidente Antonio Tajani.
Il Parlamento ha eliminato i tagli di 750 milioni di euro operati dal Consiglio nel settore “crescita e occupazione” e garantito all’Iniziativa per l’occupazione giovanile un incremento di 116,7 milioni di euro in stanziamenti d’impegno, portando così il totale a 350 milioni di euro, per aiutare i giovani che cercano lavoro.Rispetto alla proposta di bilancio della Commissione, i deputati sono riusciti a garantire nuove risorse più sostanziali per quelli che considerano i programmi fondamentali per la crescita e l’occupazione, vale a dire Orizzonte 2020 (con un aumento di 110 milioni di euro per i programmi di ricerca), Erasmus+ (con un aumento di 24 milioni di euro) e COSME (con un aumento di 15 milioni di euro per il sostegno alle PMI).
Il Parlamento ha potenziato gli stanziamenti proposti dalla Commissione per le agenzie con compiti connessi alla sicurezza: Europol (3,7 milioni di euro in più e 10 nuovi posti di lavoro), Eurojust (1,8 milioni di euro in più e altri 5 posti di lavoro) e l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo EASO (5 milioni di euro in più).
Il Parlamento ha aumentato di 80 milioni di euro (rispetto al progetto della Commissione) la linea di bilancio per le azioni esterne dell’UE sulle sfide migratorie, che comprendono azioni nei Paesi vicini orientali e meridionali e nei Balcani occidentali.
Per quanto riguarda la Turchia, gli eurodeputati hanno deciso di tagliare i fondi di pre-adesione di 105 milioni di euro e di iscrivere in riserva altri 70 milioni di euro in stanziamenti d’impegno, in risposta al peggioramento nel paese della situazione in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti umani.
La squadra negoziale del Parlamento ha ottenuto 34 milioni di euro in più per il sostegno ai giovani agricoltori, al fine di ridurre la disoccupazione giovanile nelle zone rurali. Sono stati inoltre aumentati di 95 milioni di euro i fondi destinati a sostenere le pratiche agricole che favoriscono il clima e l’ambiente.
Dopo la votazione, i membri della squadra che ha negoziato in nome del Parlamento hanno reso le seguenti dichiarazioni:
“Il Parlamento può essere soddisfatto del bilancio dell’UE per il 2018. Abbiamo trovato un accordo perché le nostre priorità erano quelle di dare impulso ai programmi che prepareranno l’UE al futuro e proteggeranno gli europei – la ricerca attraverso Orizzonte 2020, la mobilità dei giovani attraverso Erasmus+ ed ErasmusPro, i programmi infrastrutturali come il meccanismo per collegare l’Europa e il sostegno alle PMI attraverso COSME. Siamo anche riusciti a incrementare i finanziamenti per i programmi relativi alla sicurezza, la politica di asilo e la politica di vicinato”, ha detto il presidente della commissione per i bilanci, Jean Arthuis (ALDE, FR).“Questo bilancio risponde alle aspettative dei cittadini dell’UE nei confronti dell’Europa: occupazione e crescita, da un lato, e sicurezza, dall’ altro”, ha dichiarato Siegfried Mureșan (PPE, RO), relatore principale (sezione III Commissione). “Investire nella ricerca, nelle infrastrutture, nell’istruzione e nelle PMI ci permetterà di diventare più competitivi e orientati al futuro. Per quanto riguarda la sicurezza, siamo riusciti a rafforzare Europol ed Eurojust, in modo da garantire una migliore cooperazione e coordinazione nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata in tutta l’Unione europea. Infine, abbiamo chiarito che il sostegno dell’UE ai Paesi al di fuori dell’UE non è privo di vincoli: la Turchia si sta allontanando dai valori dell’UE e abbiamo deciso di ridurre gli aiuti di 105 milioni di euro rispetto alla proposta della Commissione”.
Data la necessità di gestire azioni pluriennali (ad esempio il finanziamento di un progetto di ricerca della durata di 2-3 anni), il bilancio dell’UE si divide in stanziamenti di impegno (il costo di tutti gli obblighi finanziari contratti durante l’esercizio in corso, con possibili conseguenze negli anni successivi) e in stanziamenti di pagamento (importi effettivamente versati durante l’anno in corso, eventualmente per attuare anche gli impegni assunti negli anni precedenti).

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Cultura della pace per la sicurezza delle generazioni future

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

colomba paceRoma Mercoledì 22 Novembre 2017, ore 10:30 Aula Magna del Rettorato Via Ostiense 159 Conferenza internazionale per la presentazione di “Abdulaziz Saud Al-Babtain Chair for Peace” International conference for the presentation of the “Abdulaziz Saud Al-Babtain Chair for Peace”
Il processo di globalizzazione comporta tante opportunità come i rischi e le sfide, particolarmente esigenti per le giovani generazioni.In questo contesto, le università, le istituzioni governative, le ONG e la società civile in tutto il mondo devono intensificare scambi, dialoghi, relazioni e sviluppare sforzi per una cultura della pace come fattore chiave per raggiungere non solo una maggiore e migliore comprensione tra i popoli, ma anche prospettive più realistiche in termini di obiettivi educativi per la formazione di nuove generazioni di leader, di fronte alle sfide che un mondo comune di pace porta con sé.The globalization process entails as many opportunities as risks and challenges, particularly demanding on young generations.
In this context, Universities as well as Governmental institutions, NGOs and civil society worldwide need to intensify exchanges, dialogues, relations and develop efforts for a culture of peace as a key-factor for reaching not only a greater and better understanding between peoples, but also more realistic prospects in terms of educational goals for the formation of new generations of leaders, in face of the challenges that a shared world of peace carries with it.Nota del Prof. Luigi Moccia, Centro di eccellenza Altiero Spinelli

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Cyber Security, l’evoluzione della sicurezza nell’ecosistema 4.0

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

Cybersecurity MajorRoma, mercoledì 22 novembre 2017, ore 10:00 Aula Chiostro Facoltà di Ingegneria dell’informazione, Informatica e Statistica Università degli Studi di Roma La Sapienza Via Eudossiana,18 – San Pietro in VincoliNòva 24 – Il Sole 24 Ore in collaborazione con il CINI e Unindustria e la partnership di IBM e Tim organizza la seconda tappa del road show “Cyber Security. L’evoluzione della sicurezza nell’ecosistema 4.0”. L’incontro ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza sul tema della sicurezza informatica e sulle ricadute del fenomeno sul sistema imprenditoriale, attraverso un confronto tra università ed istituzioni, mondo delle aziende e associazioni di categoria. La seconda tappa del roadshow – iniziato a Milano il 2 ottobre con focus sull’impresa – affronterà il tema della cybersecurity come tappa imprescindibile nei programmi di difesa del Paese. La tappa romana sarà un momento di confronto tra la PA, il settore privato e il mondo della ricerca, per definire un approccio di sistema alla cybersecurity.

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Sicurezza Alimentare Mondiale

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

Fao-RomaLa 44a sessione della Commissione per la Sicurezza Alimentare Mondiale (CFS) – Fare la differenza nella sicurezza alimentare e nella nutrizione – ha approvato a chiusura della settimana di lavori nuove raccomandazioni sul ruolo di una gestione forestale sostenibile nel raggiungere la sicurezza e la nutrizione alimentare per tutti. Le raccomandazioni si concentrano sulla necessità di un approccio politico integrato per la silvicoltura, l’agricoltura, le risorse idriche e la sicurezza alimentare, rafforzando il coordinamento intersettoriale. I regimi di proprietà della terra e di altre risorse sono stati anche evidenziati come elementi chiave nell’approccio raccomandato, con la Commissione che ha riconosciuto che le Linee Guida Volontarie di CFS sulla proprietà potrebbero svolgere un ruolo più importante.La CFS ha anche discusso dell’urbanizzazione e dello sviluppo rurale e ha offerto una piattaforma per le parti interessate per lavorare insieme ed evitare di affrontare l’urbanizzazione e lo sviluppo rurale come settori separati, come spesso è stato nel passato. Questo è particolarmente vero nel contesto di un mondo sempre più urbanizzato e di grandi cambiamenti dei sistemi alimentari. Il numero di persone che vivono nelle città entro il 2050 salirà dal 50 al 66%.Nel corso dei prossimi due anni la Commissione esaminerà l’impatto dell’urbanizzazione sulle persone con redditi bassi e come promuovere il coinvolgimento e l’occupazione dei giovani e delle donne nei sistemi alimentari, incluso il collegamento dei produttori ai mercati.La sessione plenaria ha avuto inizio lunedì scorso con l’appello della FAO di nuovi sistemi alimentari per combattere la malnutrizione in tutte le sue forme. Il Direttore Generale della FAO, Jose Graziano da Silva, nel suo intervento ha alimentareaffermato che sono necessarie “politiche più attive” per garantire sistemi alimentari sostenibili, sottolineando che le aziende e i consumatori devono svolgere un ruolo più importante nella revisione dei sistemi alimentari mondiali in un momento in cui sia la fame che l’obesità sono in aumento.Durante una giornata dedicata alla nutrizione, partecipanti della società civile, del settore privato, degli agricoltori africani su piccola scala e altri, hanno presentato le buone pratiche e le lezioni apprese sugli investimenti in sistemi alimentari sani. Un messaggio ricorrente da parte di tutti i partecipanti è stato l’importanza di utilizzare le esistenti linee guida politiche della CFS, che potrebbero fare una grande differenza nella capacità dei governi di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Oltre 50 eventi collaterali hanno permesso ai partecipanti di approfondire una varietà di temi, dall’occupazione giovanile rurale all’imprenditorialità per la sicurezza alimentare e nutrizionale, dai pasti scolastici alle iniziative di protezione sociale in Medio Oriente e Nord Africa, dall’agricoltura intelligente dal punto di vista del clima alla minaccia della formazione di mega imprese agroalimentari per la sicurezza alimentare mondiale.
Alla cerimonia di chiusura, il Comitato ha dato il benvenuto al nuovo presidente eletto, Mario Arvelo, Rappresentante permanente della Repubblica Dominicana presso le agenzie delle Nazioni Unite di Roma. Con un background in diritto e scienze politiche, Mario Arvelo è diplomatico da più di vent’anni e ha svolto funzioni di presidenza di commissioni e partnership legati al settore alimentare e agricolo a livello globale e regionale (America Latina e Caraibi).La Commissione ha ringraziato la Presidentessa uscente, l’Ambasciatrice e Rappresentante Permanente del Sudan, Amira Gorness per il suo ottimo servizio nel corso dei due anni del suo mandato. (fao)

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Sicurezza: un bisogno avvertito e crescente

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

sicurezza alimentareSecondo un rapporto della Svimez di qualche anno fa “non vi è dubbio che la presenza della criminalità organizzata scoraggi gli investimenti, quindi l’occupazione, riduca la dimensione del bilancio fiscale attraverso la riduzione della base imponibile, abbassa l’effetto moltiplicativo degli incrementi di spesa, sottraendo debito e risparmio dal circuito legale.” E’ una circostanza che si aggiunge all’intrecciarsi di realtà sommerse, al limite della legalità, per fattori di insicurezza, per gli sfruttamenti insani dell’ambiente, per quelle circostanze, diciamo epocali, che si delineano nella grande confusione e disordine dei processi migratori. Sono tutte condizioni oggettive di una realtà composita con la quale deve di continuo avere a che fare e che si sommano alle problematiche che l’intera area dispiega associandola ai problemi dello sviluppo. Il nostro compito non può farsi chiaro se rimaniamo nel chiuso delle nostre paure, dei possibili conflitti etnici, di un assillo della sicurezza, che ci porta fuori da ogni umana riflessione sui fattori di una politica diversa, la cui fonte ispiratrice dovrebbe essere ancora una volta culturale, di un neoumanesimo realistico, senza sogni, tutto rivolto a fare vivere i principi etici della convivenza, nel rispetto pieno dei diritti umani e delle culture altre, tutto ciò, visto come una occasione storica che tocca a noi, vivere con coraggio e intelligenza politica, non come una penalizzazione. (Riccardo Alfonso)

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Nasce in Italia il primo centro Ricerca Intelligence e sicurezza dello Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

école universitaireÉcole Universitaire InternazionaleRoma Piazza Mattei École Universitaire Internazionale, istituto di formazione e ricerca sulla pace e la sicurezza e con unaconsolidata competenza anche in campo internazionale nella formazione dell’antiterrorismo e intelligence e L’UNIVERSITÀ MERCATORUM – l’Ateneo delle camere di commercio italiane- già attiva in ambito di sicurezza dell’economia, delle aziende e del tessuto nazionale, danno vita ad un progetto innovativo mai sperimentato in precedenza.
Si tratta di un centro di ricerca di livello universitario, volto a studiare i fenomeni di sicurezza globale, intelligence, antiterrorismo e sicurezza delle aziende al fine di individuare nuove metodologie e protocolli per prevenire atti criminosi e contestualmente intervenire nella formazione dei futuri operatori e delle attuali forze armate e dell’ordine, e di quanti si trovino ad operare in tali contesti, siano essi anche privati.A guidare il Comitato Paritetico che ha dato vita al centro ricerca, Il rettore dell’Università Mercatorum Giovanni Cannata e la presidente di École Universitaire Internazionale, Sabrina Magris e che ne dirigerà il Centro, affiancati da un comitato di esperti.
Il Centro di ricerca ha attivato percorsi di studio universitari dedicati come il Master in “Antiterrorismo Operativo”, in “Intelligence Economica”, in “Psicologia operativa” (il primo in Italia), in “Psicologia etnica, intelligence culturale e cultural awareness.” Previsto inoltre un Master in lingua araba école universitaire1interfacciato con antiterrorismo e intelligence, in “Urban Ops”, in “Intelligence operativa e in “Giornalismo e aree di conflitto.” In questo particolare momento storico in cui il terrorismo è cambiato, l’economia ha nuove regole e nuovi strumenti, quali ad esempio i bitcoin, e la criminalità ha trovato nuove frontiere, il cybercrime si è costruito spazi propri, emerge chiara l’esigenza di studiare e intervenire anticipatamente sui fenomeni criminali e criminogeni al fine di rendere la vita dei cittadini più tranquilla e serena. Il Centro Ricerca, che si avvale della collaborazione di esperti di livello internazionale, costruirà protocolli, creerà e metterà a punto metodi operativi utili per portare la sicurezza al più alto livello. Si tratta di una eccellenza che fin dalla nascita trova riconoscimento a livello internazionale, sia accademico che operativo, con la possibilità di dare l’opportunità ai giovani di intraprendere un’attività di studio e di ricerca atta a garantire la pace e la tranquillità globale.

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Droni: nuovi sforzi della Commissione per mettere la sicurezza al primo posto

Posted by fidest press agency su sabato, 30 settembre 2017

droniLa Commissione europea dà un nuovo impulso per accelerare l’attuazione di norme in tutta l’UE per l’utilizzo dei droni nell’Unione europea. Nel 2016 in Europa sono stati segnalati oltre 1 200 eventi rilevanti per la sicurezza, incluse collisioni mancate tra droni e velivoli; ciò sottolinea il bisogno urgente di un quadro normativo dell’UE moderno e flessibile. La Commissione pertanto chiede al Parlamento europeo e al Consiglio di approvare la sua proposta di dicembre 2015 per creare un quadro normativo per i droni. In attesa dell’adozione, oggi l’impresa comune per la ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo (SESAR), istituita dalla Commissione, metterà a disposizione mezzo milione di euro a sostegno della dimostrazione di servizi di “geo-fencing”, un sistema che può impedire automaticamente ai droni di volare in zone soggette a restrizioni, ad esempio vicino agli aeroporti.
La Commissaria per i Trasporti Violeta Bulc ha dichiarato: ”I droni offrono grandi opportunità per nuovi servizi e imprese; ecco perché vogliamo che l’Europa diventi un leader globale. Sono certa che il nostro quadro normativo moderno e flessibile porterà alla nascita di nuovi campioni europei in questo settore. Ma la sicurezza deve sempre essere al primo posto: se non prendiamo provvedimenti in fretta, le collisioni mancate tra droni e velivoli un giorno potrebbero avere conseguenze disastrose. Pertanto chiedo al Parlamento europeo e al Consiglio di trovare rapidamente un accordo sulla nostra proposta di dicembre 2015.”

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