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Posts Tagged ‘sicurezza’

Quattro soluzioni per iniziare a vendere da remoto velocemente e in tutta sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

Già nell’estate del 2019, si prevedeva che nel 2020 l’e-commerce globale avrebbe registrato una crescita del 16 % e la situazione odierna non ha che confermato questa tendenza. Anche in Italia, la domanda per gli acquisti on line è esplosa negli ultimi mesi dell’anno in corso. Secondo i dati presentati a Maggio dall’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm, dall’inizio del 2020 ad oggi sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia, di cui 1,3 milioni arrivati alle piattaforme di acquisto digitale proprio durante la crisi sanitaria. L’emergenza ha però cambiato gli equilibri dell’e-commerce, favorendo settori non tradizionalmente “digitali” come l’alimentare, e penalizzandone altri come il turismo.Per aiutare le aziende ad adattarsi a questi inattesi cambiamenti, Adyen, la piattaforma di pagamento scelta da molte delle più importanti aziende a livello mondiale come Spotify, McDonald’s e L’Oreal, ha scelto di condividere alcune delle best practices e soluzioni messe in atto dai propri clienti per rispondere da remoto alle richieste dei consumatori, senza rinunciare alla sicurezza di pagamenti e personale.
Impostando una hosted checkout page, è possibile trasformare in breve tempo il sito internet di un’azienda in un negozio online, velocizzando così al massimo l’accettazione dei pagamenti senza dover aprire un vero e proprio sito e-commerce. La pagina rispecchierà l’identità del brand offrendo tutte le funzionalità necessarie, compresi strumenti integrati per i controlli di rischio e l’autenticazione sicura. Inoltre, si può scegliere di mostrare i metodi di pagamento selezionati in base alla provenienza della clientela.
In mancanza del contatto diretto con la clientela, si possono vendere prodotti anche tramite email o chat. Per farlo in tutta sicurezza, basta sfruttare il pay by link, un link di pagamento da inserire nel testo delle e-mail o della chatbot. Una soluzione che si adatta particolarmente ai luxury brand che vogliono offrire servizi su misura ai propri clienti più fedeli, per vendere articoli in edizione limitata tramite una pagina di pagamento privata. Tra i clienti di Adyen, ad esempio, un brand di lusso ha iniziato a usare questa soluzione per vendere i propri prodotti durante le telefonate all’assistenza clienti, mentre il brand di gioielli di lusso Monica Vinader utilizza i link di pagamento per abbinare alla vendita altri articoli o servizi extra, quali spedizioni rapide o riparazioni. Durante il contatto via telefono o chat, il venditore invia un link al cliente per completare l’acquisto, eliminando i rischi legati alla lettura dei dettagli della carta.
Nella situazione attuale, molte attività hanno dovuto chiudere i propri call center per garantire la sicurezza dei dipendenti, dovendo affrontare uno scenario del tutto inaspettata. Per poter continuare a raccogliere i dati di pagamento nel rispetto della conformità anche da remoto, diventa quindi necessario adottare misure specifiche per evitare che i truffatori approfittino della vulnerabilità delle transazioni non controllate. In questo caso, inviando al cliente un link di pagamento, l’operazione diventa una transazione di e-commerce ed è quindi protetta dagli strumenti configurati per la prevenzione dei rischi online, inclusa l’autenticazione sicura dei clienti. Una soluzione adottata da grande fornitore di caffè, che, costretto a chiudere il proprio call center in un momento in cui gli ordini erano in aumento, ha sfruttato i link di pagamento, permettendo agli agenti di vendita di rispondere alle chiamate da casa e a inviare i link via SMS durante le telefonate.
I link di pagamento possono essere utilizzati anche per garantire la regolarità dei flussi di denaro tra le aziende clienti e i fornitori. L’Occitane, ad esempio, li usa per le fatture ai grossisti: quando un hotel acquista i prodotti del marchio e desidera pagare tramite carta di credito aziendale, L’Occitane invia un link di pagamento. Una soluzione adottata anche da Christian Louboutin, che fornisce ai propri calzolai dei link di pagamento inviati direttamente al cliente una volta ultimata la riparazione delle scarpe.

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Istruzione: puntare su prevenzione e sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

Confedir e Udir hanno presentato al Governo Conte un documento confederale sul Rilancio Italia con progetti e strategie per il futuro del paese. Marcello Pacifico (Udir-Confedir): Occorre avviare una vera e propria rivoluzione culturale a favore della prevenzione e della sicurezza, per garantire la salute di lavoratori e cittadini. Confedir e Udir hanno presentato al Governo Conte un documento confederale sul Rilancio Italia con progetti e strategie per il futuro del paese. Nel documento si parla di istruzione e di dirigenti scolastici e si ribadisce il ruolo centrale della scuola, affinché formi al meglio i cittadini del domani, nell’ottica di un luogo sicuro e a norma dove poter svolgere serenamente il proprio lavoro. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir e segretario organizzativo Confedir, ha affermato che “occorre avviare una vera e propria rivoluzione culturale a favore della prevenzione e della sicurezza, per garantire la salute di lavoratori e cittadini, ma non solo, è necessario dotare tutte le scuole del corretto numero di docenti e di un numero adeguato di personale Ata, al fine di garantire serenità a chi lavora con i nostri ragazzi ogni giorno e ai discenti stessi”. I dirigenti chiedono una tutela penale che si configura ancora più importante e necessaria in questo momento storico dove la pandemia epidemiologica, causata dal Covid-19, mette ancora più a rischio l’operato del ds; infatti, si chiedono più responsabilità e fondi per gli enti proprietari degli edifici scolastici, per rendere le scuole più sicure, efficienti e funzionali.I dd.ss. chiedono un sforzo per l’innovazione digitale della scuola: questa pandemia ci ha fatto vedere che qualcosa negli anni è stato fatto ma non quanto necessario. Bisogna assicurare a tutte le scuole connessioni stabili e un’adeguata strumentazione tecnologica abbandonando una politica di bandi a pioggia mai efficace. Necessario avviare una nuova sessione contrattuale per disciplinare le azioni durante i periodi di emergenza e regolamentare gli orari e le retribuzioni per le “nuove modalità di lavoro”, ribadendo il diritto alla disconnessione e alla riduzione degli aspetti burocratici, oltre ad adeguare la normativa scolastica rispetto alla situazione emergenziale della didattica a distanza. Occorre definire un organico degli “Assistenti Tecnici Digitali” sulla base di quanto già previsto in via transitoria nell’art. 120, comma 4, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 per la fase emergenziale come supporto alla DaD nella scuola primaria e dell’infanzia, da estendere a tutti gli ordini di scuola e da inquadrare nel ruolo Ata “coordinatore amministrativo e tecnico” nella misura non inferiore a uno per scuola.In ultimo, ma non meno importante, si chiede un adeguamento di tutti gli organici con maggiore riguardo rispetto alle nuove condizioni di incertezza venutesi a creare durante la pandemia, che richiedono più spazi e più personale Ata per garantire il distanziamento sociale, ma anche il recupero di più autonomie scolastiche: è per questo che si chiede di rivedere le norme che regolano il sottodimensionamento delle Istituzioni scolastiche, oltre che più docenti in modo da poter meglio distribuire le lezioni su più turni.

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Scuola: Ripartenza a settembre in sicurezza, servono 60 mila docenti in più solo per Infanzia e Primaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Le stime prodotte da settimane dal sindacato Anief stanno facendo breccia tra diversi addetti ai lavori. Secondo la rivista Tuttoscuola, servono decine di migliaia di maestri nel primo ciclo e almeno 130 mila se si considera anche la scuola Secondaria di primo e secondo grado, senza parlare di altri 40 mila tra assistenti e collaboratori scolastici per l’igienizzazione, il supporto alle complesse operazioni, la sorveglianza e il lavoro delle segreterie. Secondo Anief serve un intervento urgente nel Decreto Rilancio, come è stato chiesto ieri dal presidente Marcello Pacifico durante l’incontro con il premier Giuseppe Conte a Villa Pamphili.Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “il rientro a scuola passa inevitabilmente per una quantità limitata di alunni per classe e per una riorganizzazione scolastica che implica la cancellazione dei vincoli introdotti a partire dalla Legge 133 del 2008, che ha imposto il dimensionamento, la cancellazione di 4 mila istituti autonomi, la sparizione di decine di migliaia di posti come Ata e di centinaia di migliaia di cattedre, con la formazione di maxi-scuole con migliaia di alunni iscritti e meno tempo-scuola. Se davvero si vuole cambiare marcia, come annunciato dal ministro dell’Economia e dal Governo nel corso degli Stati Generali dell’Economia, sono questi i punti da centrare il prima possibile”.L’avvio dell’anno scolastico incombe. Il primo settembre è dietro l’angolo: il Ministero dell’istruzione ha comunicato che proporrà alle Regioni di iniziare le lezioni per il 14 settembre (elezioni permettendo), ma non sono ancora note le misure di organizzazione delle lezioni vincolate dal distanziamento; rettificata l’ipotesi dei distanziatori tra i banchi, resta tuttora l’incognita su come la presenza degli alunni verrà garantita in sicurezza nelle aule. Lo scrive la rivista Tuttoscuola, evidenziando che la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina “è in attesa degli esiti dei monitoraggi che gli Enti locali stanno conducendo (o dovrebbero cominciare a condurre) per individuare, d’intesa con le istituzioni scolastiche, le esigenze e le fattibilità di organizzazione del servizio”.

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Scuola: Esami di Stato in sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Continua l’attività sindacale di Udir sulla ricerca di una scuola in sicurezza al tempo della pandemia da Coronavirus: diversi i Webinar svolti a cui si è registrato un dirigente scolastico su quattro, grazie anche alla presenza di esperti nazionali, da ingegneri ad avvocati. Ora è arrivato il momento della modulistica da compilare e consegnare per cercare di prevenire rischi non imputabili alle proprie responsabilità nel primo test dopo la diffusione del Covid-19 e le recenti sentenze della Cassazione sezione penale.
Marcello Pacifico, presidente Udir: “Quest’anno gli esami di Stato hanno un sapore diverso, eppure siamo chiamati a rassicurare tutti i membri della comunità educante. Sarà il primo rientro in presenza di docenti e alunni, dopo le paure e le proteste che pure abbiamo condiviso. Ma ora abbiamo il compito di tutelare ogni dirigente scolastico nel tentativo di far rispettare tutte le indicazioni recepite nel protocollo di sicurezza e individuate dal Comitato Tecnico Scientifico.L’ufficio legislativo di Udir ha elaborato un modello ad hoc per gli esami di Stato con cui il dirigente scolastico dispone, per la sessione esami di Stato a. s. 2019/20, il “sistema gestione sicurezza scuola” fondato su misure preventive e protettive:
• il distanziamento fisico tra persone e l’eliminazione della possibilità di assembramento;
• procedure di igiene individuale delle mani e degli ambienti;
• misure organizzative per la tutela della salute e della sicurezza sia degli studenti che del personale scolastico (docente/non docente);
• misure specifiche per i lavoratori “fragili”.
La scuola non si è mai fermata e non vuole fermarsi, ma al primo posto è necessario rispettare tutte le misure di sicurezza.

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Scuola Udir: “Per rientrare a settembre in sicurezza bisogna coprire tutte le reggenze

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Tutelare i presidi in servizio su tutte le responsabilità non a loro ascrivibili in tema di sicurezza del lavoro, sia per eventi sismici, stato fatiscente degli edifici, che Covid-19 e prima dell’inizio degli esami di Stato, in attesa di una scelta del decisore politico e dei finanziamenti per l’edilizia scolastica senza nuova burocrazia. Autonomia delle scuole con 500 alunni e classi con 18 studenti, questo chiedono i 500 dirigenti iscritti ad Udir. Il sindacato rappresentato dal suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, ha incontrato ieri il Premier Giuseppe Conte, in una nota dettagliata rivolta al ministro dell’Istruzione Azzolina ha presentato queste richieste per riaprire il nuovo anno scolastico in sicurezza, dopo gli emendamenti presentati al decreto legge rilancio all’esame della V commissione bilancio e l’emendamento approvato al decreto legge scuola sul coinvolgimento della scuola dell’autonomia sulla validazione dell’anno scolastico trascorso in parte durante la didattica a distanza.

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I Musei del Bargello ripartono in sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, riapriranno le porte del Museo di Palazzo Davanzati e del Museo delle Cappelle Medicee. Il Museo di Palazzo Davanzati, aprirà le sue sale per permettere di visitare in sicurezza un luogo dove ancora si respira l’atmosfera di una casa signorile del Medioevo e del Rinascimento fiorentino. Cardine di questa apertura sarà sicuramente la mostra dedicata alla Bellezza e ai nobili ornamenti nella moda e nell’arredo del Seicento: l’esposizione temporanea, che si sarebbe dovuta chiudere nel mese di aprile, è stata eccezionalmente prorogata fino al 28 giugno proprio per consentirne la visione anche a quanti sono stati bloccati dall’emergenza sanitaria.Aprirà, col le dovute attenzioni al contingentamento degli ingressi, anche il Museo delle Cappelle Medicee, così da condividere nuovamente un luogo simbolo della città: il mausoleo della famiglia Medici, collegato alla Basilica di San Lorenzo, in cui ripercorrere, immersi in ambienti suggestivi, marmi policromi e capolavori scultorei di Michelangelo, la storia della più importante dinastia di Firenze. Sarà un’occasione unica per vedere, dopo oltre vent’anni, la vastità della Cappella dei Principi senza ponteggi e godersi, al pari di una visita esclusiva, i capolavori michelangioleschi.
Per rispettare le Linee guida sulla riapertura dei musei, elaborate dal Comitato tecnico scientifico della Protezione Civile, la visita nei musei avverrà seguendo alcune regole pensate per garantire la visita in sicurezza. Sono perciò previste forme di contingentamento degli ingressi (numero massimo per ora), prescrizioni sanitarie rivolte ai visitatori (uso obbligatorio di mascherine), percorsi unidirezionali e regolamentazioni specifiche relative agli accessi nelle sale o alle tempistiche della visita, opportunamente dettagliate all’interno dei musei.
Per il mese di giugno gli orari di apertura dei due musei seguiranno due piani orari distinti che favoriscano le visite pomeridiane (nelle giornate infrasettimanali) aperture alternative tra mattina e pomeriggio nel fine settimana e nella giornata del lunedì mentre le chiusure per turno cadranno solo nelle giornate del martedì e del mercoledì in modo da non sovrapporsi a quelle programmate da altri istituti museali della città. Infine sono state predisposte aperture estese, dalle 9:00 alle 18:00, durante le festività del 2 e del 24 giugno (Festa del santo patrono di Firenze).Diverso ancora sarà il discorso che riguarda due luoghi affascinanti ma complessi da fruire in tempi di distanziamento interpersonale, quali il Museo di Casa Martelli e la Chiesa e il Museo di Orsanmichele. Nel loro caso, essendo precluso qualsiasi intervento strutturale, l’accesso agli ambienti necessiterà di un ripensamento complessivo dei modi e dei tempi della visita realizzata, probabilmente, attraverso prenotazioni e gruppi. La nuova procedura allo studio sarà definita e resa operativa nel mese di luglio iniziando dalle visite al Museo di Orsanmichele.

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Sicurezza nel trasporto merci su strada

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2020

Bruxelles – Standard di sicurezza più elevati per gli autocarri nuovi, accesso limitato ai camion nei centri urbani in base agli standard di sicurezza dei mezzi, protezione degli utenti vulnerabili dall’interazione con i veicoli merci, interventi su eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza, affaticamento, distrazione, mancato uso della cintura di sicurezza. Sono queste le principali raccomandazioni che il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti (ETSC, organizzazione no-profit indipendente con sede a Bruxelles, impegnata nella riduzione di morti e feriti nei trasporti in Europa) rivolge a istituzioni europee, Stati membri, governi e autorità locali, nella nuova relazione sulla sicurezza del trasporto merci su strada.Nell’Unione europea – si legge nella relazione – un quarto (25%) dei morti per incidenti stradali sono conseguenza di incidenti che coinvolgono veicoli merci. Nel 2018, nei 27 Paesi UE, 3.310 persone hanno perso la vita in incidenti che hanno coinvolto veicoli pesanti (HGV = Heavy Goods Vehicle: 3,5 tonnellate o più) e 2.630 in incidenti che hanno coinvolto veicoli leggeri (LGV = Light goods Vehicle: meno di 3,5 tonnellate).Dalla relazione si ricava, inoltre, che, sulla base delle percorrenze, molte più persone muoiono in incidenti che coinvolgono veicoli pesanti per trasporto merci che in incidenti che coinvolgono solo veicoli diversi da quelli per il trasporto merci.Non sorprende, dunque, che l’ETSC si dica particolarmente preoccupato per i rischi connessi alla circolazione dei veicoli pesanti per il trasporto merci. Il Consiglio sollecita, dunque, l’adozione di standard di sicurezza più elevati per i nuovi autocarri (l’UE ha convenuto di aumentarli a partire dal 2026: parabrezza più grandi e pannelli trasparenti nelle portiere, perché i conducenti possano vedere più facilmente gli altri utenti della strada; installazione sistemi di rilevamento di pedoni e ciclisti) e raccomanda alle autorità locali di attuare, nel breve termine, misure volte a garantire la sicurezza sulle strade soprattutto per gli utenti vulnerabili, citando ad esempio città come Londra, che limitano l’accesso ai centri cittadini ai camion, in base ai loro standard di sicurezza.L’ETSC chiede, inoltre, che l’infrastruttura stradale che protegga meglio gli utenti della strada vulnerabili dall’interazione con i veicoli merci, realizzando, ad esempio, piste ciclabili separate e raccomanda una serie di altre misure per aumentare la sicurezza nel trasporto delle merci, coprendo i principali rischi di velocità inappropriata, guida in stato di ebbrezza, affaticamento, distrazione e mancato uso della cintura di sicurezza.

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Covid-19: modelli organizzativi di sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 26 maggio 2020

Post-lockdown: la convivenza con il Covid-19. La riapertura estesa, seppure a scaglioni, delle attività produttive è oramai in corso e necessita di processi di gestione per limitare i possibili rischi e garantire la continuità delle attività, anche in previsione dei possibili scenari evolutivi nei prossimi mesi. Il mondo del lavoro e le aziende saranno normati da nuove regole, che potranno essere a sua volta soggette a cambiamenti repentini, e che impongono già da adesso misure di distanziamento fisico, la possibilità di verificare la temperatura di chi entra in un luogo di lavoro o in un esercizio commerciale, la sanificazione costante degli ambienti e molto altro. La ripresa post Covid-19, vedrà tra l’altro un nuovo modo di vivere i contatti in generale ed una diffusa diffidenza e, pertanto, non può che prevedere, già da queste prime fasi, modelli di gestione delle modalità di riapertura e previsione delle evoluzioni future. Serve dunque un format di risposta, nei diversi settori, capace di unire tecnologia e procedure di comportamento. È questo, in sintesi, il modello di Secursat, la società italiana che utilizza dati e tecnologia come driver per individuare nuovi modelli di business e prevenire e risolvere situazioni di crisi.Secursat nata nel 2013 con l’idea di aiutare le aziende a trasferire sulla rete i sistemi di security tradizionali è riuscita in pochi anni a trasformare il concetto stesso di sicurezza passiva in un modello predittivo in grado di prevenire le crisi e le minacce e contenere i rischi. Il modello di prevenzione dei rischi proposto da Secursat è facilmente replicabile in diversi contesti lavorativi ed è di utilità immediata; nel caso Covi-19 si muove lungo tre binari, come spiega Maura Mormile, responsabile dell’Area Business Development di Secursat: “la mappatura delle informazioni, tramite questionari per dipendenti e fornitori per monitorare e limitare l’eventuale diffusione del virus; la predisposizione di linee guida e protocolli sulle modalità di accesso e di comportamento in azienda; l’analisi dei rischi in relazione alle diverse aree o reparti produttivi per definire soluzioni e tecnologie di mitigazione”. “Le tecnologie possibili sono diverse, da Sensori in grado di restituire informazioni puntuali ed in tempo reale per gestire i flussi di accesso e di mobilità nelle aree, a soluzioni per il monitoraggio della temperatura o del rispetto della distanza gli uni dagli altri, fino alla gestione remota delle tecnologia per limitare al minimo la mobilità, il tutto, chiaramente, sempre nel rispetto della privacy. L’importante è però pensare alle diverse soluzioni all’interno di un quadro complessivo, all’interno di una strategia di sicurezza e gestione delle tecnologie, solo così, infatti, potranno essere a valore aggiunto per le aziende”.La mappatura dei reparti e delle aree consentirà di identificare, e quindi correggere, i comportamenti che possano esporre ad una maggiore rischio di contagio. Le procedure comportamentali e di gestione degli accessi saranno conseguenti, invece, alla individuazione delle funzioni aziendali strategiche per il riavvio e la continuità della produzione e in base a tale premessa si adotteranno le linee guida per gli accessi che possano garantire la governance della sicurezza.
Le tecnologie sono fondamentali, tuttavia è necessario un approccio univoco che ne definisca e governi le modalità di gestione: nel caso della sicurezza come immaginata da Secursat, al fine di creare, ben oltre le telecamere, una rete disensori di nuova, nuovissima, generazione, capaci di disegnare spazi lavorativi realmente interconnessi, smart, sicuri, e rispettosi della privacy, e processi aziendali capaci di garantire la Business Continuity ed il rapido adattamento a situazioni di crisi.

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Al lavoro in sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

Post-lockdown: la convivenza con il Covid-19. La riapertura estesa, seppure a scaglioni, delle attività produttive è oramai in corso e necessita di processi di gestione per limitare i possibili rischi e garantire la continuità delle attività, anche in previsione dei possibili scenari evolutivi nei prossimi mesi. Il mondo del lavoro e le aziende saranno normati da nuove regole, che potranno essere a sua volta soggette a cambiamenti repentini, e che impongono già da adesso misure di distanziamento fisico, la possibilità di verificare la temperatura di chi entra in un luogo di lavoro o in un esercizio commerciale, la sanificazione costante degli ambienti e molto altro. La ripresa post Covid-19, vedrà tra l’altro un nuovo modo di vivere i contatti in generale ed una diffusa diffidenza e, pertanto, non può che prevedere, già da queste prime fasi, modelli di gestione delle modalità di riapertura e previsione delle evoluzioni future. Serve dunque un format di risposta, nei diversi settori, capace di unire tecnologia e procedure di comportamento. È questo, in sintesi, il modello di Secursat, la società italiana che utilizza dati e tecnologia come driver per individuare nuovi modelli di business e prevenire e risolvere situazioni di crisi.Secursat nata nel 2013 con l’idea di aiutare le aziende a trasferire sulla rete i sistemi di security tradizionali è riuscita in pochi anni a trasformare il concetto stesso di sicurezza passiva in un modello predittivo in grado di prevenire le crisi e le minacce e contenere i rischi. Il modello di prevenzione dei rischi proposto da Secursat è facilmente replicabile in diversi contesti lavorativi ed è di utilità immediata; nel caso Covid-19 si muove lungo tre binari, come spiega Maura Mormile, responsabile dell’Area Business Development di Secursat: “la mappatura delle informazioni, tramite questionari per dipendenti e fornitori per monitorare e limitare l’eventuale diffusione del virus; la predisposizione di linee guida e protocolli sulle modalità di accesso e di comportamento in azienda; l’analisi dei rischi in relazione alle diverse aree o reparti produttivi per definire soluzioni e tecnologie di mitigazione”. “Le tecnologie possibili sono diverse, da Sensori in grado di restituire informazioni puntuali ed in tempo reale per gestire i flussi di accesso e di mobilità nelle aree, a soluzioni per il monitoraggio della temperatura o del rispetto della distanza gli uni dagli altri, fino alla gestione remota delle tecnologie per limitare al minimo la mobilità, il tutto, chiaramente, sempre nel rispetto della privacy. L’importante è però pensare alle diverse soluzioni all’interno di un quadro complessivo, all’interno di una strategia di sicurezza e gestione delle tecnologie, solo così, infatti, potranno essere a valore aggiunto per le aziende”.La mappatura dei reparti e delle aree consentirà di identificare, e quindi correggere, i comportamenti che possano esporre ad una maggiore rischio di contagio. Le procedure comportamentali e di gestione degli accessi saranno conseguenti, invece, alla individuazione delle funzioni aziendali strategiche per il riavvio e la continuità della produzione e in base a tale premessa si adotteranno le linee guida per gli accessi che possano garantire la governance della sicurezza.Le tecnologie sono fondamentali, tuttavia è necessario un approccio univoco che ne definisca e governi le modalità di gestione. Nel caso della sicurezza come immaginata da Secursat, al fine di creare, ben oltre le telecamere, una rete di sensori di nuova, nuovissima, generazione, capaci di disegnare spazi lavorativi realmente interconnessi, smart, sicuri, e rispettosi della privacy, e processi aziendali capaci di garantire la Business Continuity ed il rapido adattamento a situazioni di crisi.

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Pallet EPAL per la sicurezza delle merci

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2020

Assicurare la circolazione dei beni essenziali, in tempi rapidi e nel rispetto delle norme di sicurezza affinché possano quotidianamente essere riforniti gli scaffali di supermercati e farmacie. È questo il grande impegno che è stato richiesto a tutti gli operatori del comparto logistico per rispondere efficacemente all’emergenza Covid-19. Una responsabilità presa con serietà e determinazione dalle oltre 1.800 aziende aderenti a Conlegno, Consorzio Servizio Legno Sughero, che quotidianamente mettono a disposizione le loro competenze per garantire la corretta circolazione delle merci. In particolare, dall’inizio dell’emergenza sono circa 1.900 i pallet prodotti e riparati dalle 203 aziende licenziatarie del marchio EPAL, mentre sono 432.092 i metri cubi di imballaggi in legno sottoposti a trattamenti fitosanitari, pronti a trasportare le merci oltre i confini nazionali, ad opera delle 1.472 aziende autorizzate FITOK. Inoltre, a tutela dei dipendenti delle aziende consorziate e delle loro famiglie, l’Area Tecnica FITOK di Conlegno ha deciso di proporre ai produttori di imballaggi in legno delle polizze assicurative di copertura Covid-19 nell’ottica di mettere a disposizione quanti più strumenti possibili per far fronte alla situazione di emergenza. A questa azione si somma l’impegno del Consorzio per agevolare l’acquisto di mascherine e permettere ai lavoratori di continuare a operare in sicurezza. Una macchina perfettamente funzionante che silenziosamente lavora senza sosta al servizio del Paese fornendo costante supporto agli imprenditore per guidarli nell’applicazione delle direttive emesse dal Governo.“Conlegno coglie l’occasione per ringraziare tutti i suoi consorziati per il lavoro svolto in questo periodo particolarmente delicato – dichiara Orlando Fravega, presidente del Consorzio Servizi Legno Sughero – Mai come ora è necessario fare squadra e lavorare in modo compatto e coeso per superare questo momento difficile. Un ringraziamento particolare va a tutte le aziende che hanno saputo rispondere all’appello e che hanno continuato a lavorare con enorme impegno e sacrificio per garantire la quotidiana circolazione delle merci. Sostegno e solidarietà da parte del Consorzio per ciascuna delle 1.800 imprese che ogni anno contribuiscono al raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi”.A rendere possibile la movimentazione, lo stoccaggio e il trasporto delle merci in ogni angolo del Pianeta sono, infatti, i pallet in legno. Basti pensare che il settore dei beni di largo consumo annualmente ne utilizza più di 60 milioni marchiati EPAL, assorbendone circa il 75% della produzione annuale. Numeri importanti destinati ad aumentare per rispondere al boom di ordini da parte delle catene distributive e del settore farmaceutico, senza dimenticare l’impennata degli acquisti online.

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Base Aviano: Rojc (Pd): interrogazione su sicurezza sanitaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“Le dimissioni dei rappresentanti sindacali italiani della Base Usaf di Aviano perché ampiamente motivate. Il loro è un grido di allarme più che condiviso e dobbiamo avere al più presto un quadro preciso della situazione sanitaria all’interno della base”. Cosi la senatrice del Partito democratico Tatjana Rojc, componente la commissione Difesa, che ha presentato una interrogazione urgente ai ministri della Salute Roberto Speranza e della Difesa Lorenzo Guerini al fine di “verificare se nell’area del territorio italiano della base militare Usaf di Aviano le regole sanitarie italiane a tutela dei lavoratori e dei territorio vengano correttamente rispettate.”
Rojc, cui il caso è stato segnalato dal componente della segreteria regionale del Pd Renzo Liva, ha ricordato ai ministri Speranza e Guerini che le dimissioni sono state motivate dal “mancato rispetto delle norme di sicurezza previste dai Dpcm, dai decreti regionali e protocollo del controllo del Coronavirus” e che le Organizzazioni sindacali “non vedendo applicate le norme che dovrebbero valere per tutto il territorio italiano, hanno dapprima proclamato lo stato di agitazione e successivamente coinvolto anche il Prefetto di Pordenone Maria Rosaria Maiorino”. “E’ quanto mai urgente – ha concluso Rojc – verificare la situazione sanitaria della Base, tenendo conto che oltre ai dipendenti americani vi lavorano anche 700 cittadini italiani. La Base è una grande comunità che non si ferma al perimetro della stessa ma coinvolge un territorio vasto che ospita le famiglie dei lavoratori italiani e americani ed è quanto mai opportuno che tutto sia in sicurezza”.

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Scuola e protocollo sicurezza per la ripresa delle attività in presenza

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

Dopo l’incontro telematico con il ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina, in cui si è discusso della bozza di protocollo COVID-19 per l’esame di stato e per l’avvio dell’anno scolastico 2020-2021, visto lo spessore delle numerose osservazioni fatte, l’ANIEF è stata invitata a proporre i quesiti direttamente al Comitato Tecnico Scientifico per il pomeriggio di ieri martedì 12 maggio 2020.Le criticità emerse dalla bozza di protocollo pervenuta nonché le tematiche su cui l’ANIEF attende una risposta, e per le quali è stata consegnata una memoria scritta, sono molteplici, tra le quali:
– la vetustà del CCNQ del 1° luglio 1996 sulla figura del RLS nei luoghi di lavoro, il quale non è più attuale per l’introduzione nel nuovo TU sulla sicurezza della figura del RLS Territoriale, figura non contemplata né nel citato CCNQ né nel CCNL del lavoro;
– il distanziamento sociale ed effetti del rapporto alunni/docenti, esasperato a partire dal periodo 2009-2012 per gli effetti dell’articolo 64 della legge 133/2008 che si contrappongono alle attuali esigenze di delimitazione degli spazi;
– i pensionamenti, turn-over, precariato, reclutamento e concorsi in periodo di pandemia, i cui effetti si sono colpevolmente cumulati per la soppressione del doppio canale di reclutamento e di cui l’ANIEF chiede da anni la riapertura;
– le mansioni del personale ATA in merito alla sanificazione e igienizzazione dei locali scolastici, mansioni non ricomprese nella contrattualizzazione del personale e che prevede competenze ben oltre gli attuali limiti;
– la valutazione del rischio VDT per il personale impiegato nella didattica a distanza e nello smart working, modalità lavorative che si contrappongono all’impossibilità da parte dei Dirigenti Scolastici di poter regolarmente effettuare le valutazioni del rischio VDT e stress da lavoro correlato, con conseguente richiesta di scudo penale per i DS;
– le procedure di misurazione dei parametri biomedici per il personale e gli studenti in ingresso negli istituti a carico del personale ATA, competenza che va ben oltre il livello attualmente contrattualizzato;
– le procedure di allontanamento e/o di permanenza dei sintomatici a carico del personale della scuola, che prevede competenze coercitive che non sono proprie del contratto né della figura giuridica del personale docente e ATA;
– per molti istituti la mancanza di addetti e preposti al Servizio di Prevenzione e Protezione su cui ricadrebbero le mansioni di coordinamento delle procedure di prevenzione e contenimento del contagio nei locali scolastici;
– il coordinamento per la condivisione dei tempi e degli spazi delle agenzie di trasporto pubblico per le operazioni di sbarco, ingresso, esodo, imbarco degli studenti e del personale;
– la gestione e la manutenzione dei Dispositivi di Protezione Individuali resi obbligatori per alcune fasi della quotidianità scolastica;
– la presenza del Medico Competente per ogni istituto, oggi riservato ad una ristretta cerchia di scuole per provincia, e conseguente estensione a tutti gli istituti della sorveglianza sanitaria.

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Impegno sicurezza nei servizi educativi scolastici 0-6

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

“È necessario un protocollo nazionale con i Ministeri competenti e l’apertura di un confronto di merito sul documento, che sarà stilato dal Comitato tecnico-scientifico, al fine di garantire sicurezza totale per le bambine e i bambini, così come per il personale impegnato nei servizi scolastico educativi”. Ad affermarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dopo un confronto con l’Anci, annunciando che: “Insieme monitoreremo le indicazioni che il Comitato tecnico scientifico ci fornirà per garantire la riapertura in totale sicurezza dei servizi sia gestiti dal pubblico che dal privato”.Insieme a questo elemento, i sindacati rivendicano inoltre: “Un’attenzione determinante da parte dello Stato, in termini di investimenti, per garantire la continuità dei servizi educativi, contrastando processi di progressivo indebolimento. Serve per queste ragioni garantire e rilanciare il tema dell’occupazione del settore, di investire risorse economiche adeguate anche per sostenere le attività svolte dai soggetti privati e di assicurare un impegno sul tema dell’edilizia scolastica. C’è bisogno di mettere al centro questo settore strategico, offrendo la garanzia di continuità e al tempo stesso di rilancio dei servizi educativi. Diamo rilevanza a questo settore, parte essenziale e fondante del sistema scuola, assicurandone continuità e futuro, garantendo un diritto delle bambine e dei bambini, delle lavoratrici e dei lavoratori”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

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Covid-19: spazi e strumenti di lavoro ci proteggono diventando intelligenti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

La sicurezza sui luoghi di lavoro passa da spazi e strumenti intelligenti, interconnessi e capaci di monitorare movimenti e relazioni, prevenendo potenziali situazioni di pericolo come quella che può verificarsi utilizzando strumenti di lavoro, come un tornio o una fotocopiatrice non sanificati. Il sistema Universus, progettato anche, ma non solo, per garantire l’uso corretto di caschetti e scarpe antinfortunistiche nelle aree aziendali in cui è previsto e diminuire l’incidenza degli infortuni sul lavoro, ha sviluppato il nuovo modulo “VS Covid-19” per rispondere alle esigenze di ripartenza. «Rendendo gli oggetti intelligenti e interconnessi all’interno di un ambiente mappato digitalmente è possibile evidenziare quando vengono meno determinate “regole”», spiega Romano Giovannini che, insieme con Marco Magro è tra i principali artefici del sistema Universus. «La discriminante sono le “regole” che vengono introdotte: se poniamo come “regola” quella di non avvicinarsi ad un’altra persona al di sotto di una certa distanza oppure la necessità di sanificare una determinata postazione o uno strumento di lavoro usata da più utenti, otteniamo un sistema che permette di monitorare costantemente il rispetto delle norme di sicurezza. Ad ogni superamento dei limiti, il sistema invia un segnale di allerta: può essere un messaggio sullo smartphone, un segnale acustico oppure ancora una vibrazione ad un bracciale; le soluzioni possono essere diverse, ma il risultato non cambia: la persona viene informata in tempo reale che vi è un potenziale pericolo».
Le parole d’ordine nella fase 2 sono sicurezza, fiducia e velocità. Se la componente sicurezza è fondamentale per il contenimento del contagio, la fiducia arriva dalla necessità di relazione, la velocità è nei tempi di risposta in caso di “allarme”. «Universus risponde a tutti questi criteri e a molti altri», aggiunge Magro. «Possiamo rendere “intelligente” una mascherina o i guanti applicando piccoli trasmettitori ed informare quando vengono indossati e non; allo stesso modo possiamo rendere “smart” una sedia posta in una sala d’aspetto e che, in genere è usata da molte persone differenti; porre attenzione sia su un intero ambiente sia su un singolo oggetto, come ad esempio una stampante o una fotocopiatrice: ogni qualvolta viene utilizzata, Universus attiva la “quarantena dinamica” nello spazio attorno all’oggetto, impedendone l’utilizzo ad una persona diversa dalla precedente fino all’avvenuta sanificazione dell’oggetto stesso. Gli ambienti di lavoro, uffici e fabbriche, ma anche le strutture ricettive e sportive possono garantire così una sicurezza in un momento in cui tutti dobbiamo prestare la massima attenzione sui nostri movimenti e su con chi e cosa veniamo in contatto». Per la delicatezza delle informazioni che raccoglie e per la necessità di utilizzo e ri-modulazione di nuove regole nel medio-lungo periodo all’interno dei processi aziendali anche nel post-emergenza COVID-19, il sistema viene proposto con la formula del “noleggio operativo” e rientra nelle agevolazioni previste per il credito d’imposta. L’investimento risulta pertanto adeguato e totalmente sostenibile da qualunque realtà aziendale: dalla micro impresa alla multinazionale.

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Le parole chiave rimangono smart working e sicurezza per i dipendenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Siamo ancora in piena emergenza sanitaria ma dal 4 maggio alcuni business hanno riaperto le porte delle loro aziende. Come sta affrontando la ripartenza il settore della comunicazione? UNA – Aziende della Comunicazione Unite – ha condotto una ricerca attraverso il suo Centro Studi per analizzare come le agenzie associate stiano affrontando questa nuova fase. Tra i rispondenti, i rappresentanti di tutte le anime di UNA – in particolare realtà operanti in ambito pubblicitario, PR e comunicazione integrata, eventi, branding, retail, loyalty e digital.Il settore si dimostra generalmente cauto verso le riaperture. Se durante la fase 1 quasi la stragrande maggioranza delle agenzie ha chiuso completamente i propri uffici (88%), c’è ancora qualche incertezza sul rientro: il 29% dei rispondenti considera di tornare alle proprie scrivanie già nella prima metà di maggio, mentre la stessa percentuale guarda alla seconda metà del mese, infine un quarto del campione (25%) dichiara di non aver ancora deciso al riguardo.Diverse le policy che le aziende stanno pensando di mettere in atto per la prevenzione dei loro lavoratori. Oltre alla dotazione di dispositivi di sicurezza e igienizzanti e alla sanificazione degli ambienti, la prima misura a cui ricorreranno i player della comunicazione è il distanziamento delle postazioni di lavoro (88%) e alla limitazione degli accessi per fornitori e partner (82%), preferita alla creazione di turni in entrata e uscita (56%) e alla eliminazione di trasferte di lavoro (56%).Tra le grandi certezze di questa emergenza coronavirus c’è sicuramente lo smart working. Ben il 50% non lo sospenderà e un restante 47% prevede solo di diminuirlo in parte. Nonostante la possibilità di lavorare da casa la problematica maggiore in questa fase è quella della conciliazione lavoro-famiglia, in particolare nella gestione dei figli data la non riapertura delle scuole. La questione della genitorialità è, infatti, il tema più critico per le associate di UNA (79%), seguito dalla sicurezza dei dipendenti nel tragitto casa-lavoro (53%) o in ufficio (44%). Il mantenimento dello smart working viene inteso proprio per far fronte a queste due voci oltre che per non creare assembramenti nei luoghi di lavoro.A pagarne maggiormente le conseguenze è il pubblico femminile. Il 62% del campione sostiene che la gestione dei figli in questa situazione emergenziale ricade sulle madri, solo il 38% su entrambi i genitori. Ne risulta che ben il 76% è convinto che le donne con figli in età scolare possano essere penalizzate in ambito lavorativo in questo preciso momento storico.

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Udir responsabilmente ha iniziato un percorso formativo sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Ha attivato un primo webinar con i massimi esperti nazionali sulla sicurezza, a cui seguiranno altri, col preciso intento di fare quanto prescritto dalle norme in vigore e da quelle che Ministro e Istituzioni adotteranno nel futuro, ma soprattutto volto ad assicurare le utenze scolastiche che verrà fatto ogni utile sforzo per fare delle scuole luoghi sicuri e praticabili.Lo scudo penale si impone come atto dovuto e di necessità nei confronti dei dd.ss. in ragione delle tante incognite perduranti nelle dinamiche di diffusione del Covid-19 a cui neppure la ricerca e l’arte medica riesce univocamente a dare risposte e soluzioni. L’ultimo scenario nel quale i presidi di Udir si vorrebbero trovare è quello di doversi difendere di fronte a ipotesi di contagio, magari avvenuti fuori dalle scuole, di incerta individuazione e dei quali magari verrebbero chiamati a rispondere penalmente e patrimonialmente.I dirigenti scolastici e perciò le scuole del nostro Paese in questa fase difficile hanno dimostrato una tensione etica e professionale straordinaria con il tempestivo attivarsi di tutte le modalità possibili per raggiungere gli allievi nelle loro case, attraverso i sussidi informatici realizzando un livello di notevole efficienza nella didattica a distanza. Tutto questo ha avuto alti costi umani e professionali vissuti sulla pelle di tutti gli operatori della scuola: non si può, per esempio, tacere sulla grande generosità dei docenti che mai come in questo momento hanno sentito il dovere di non interrompere le comunicazioni con i loro allievi, non si sono posti intempestivi quesiti di natura sindacali e sono rimasti educanti e rassicuranti di fronte al loro pc.I dd.ss. vogliono continuare in questa difficile sfida e continuare l’impegno che questo tempo e questa condizione richiedono, ma nella chiarezza e nella univocità delle direttive governative e ministeriali, prefigurando il pericolo che senza l’adeguata tutela penale legislativa il loro impegno futuro possa trasformarsi in un incubo persecutorio da cui difendersi a mani nude, come spesso accaduto in passato.La gestione della sicurezza nelle scuole passa attraverso un netto abbassamento degli allievi per classe, mentre è sotto gli occhi di tutti che le direttive ministeriali in corso per la formazione degli organici prevedono al solito classi sovraffollate, le cosiddette classi pollaio. A contrario e per una decisiva gestione del rischio di contagio chiediamo: che il numero degli allievi per classe diminuisca sensibilmente (massimo 20 alunni); che il numero minimo per gli accorpamenti delle Istituzioni Scolastiche scenda a un minimo di 500 alunni per tutti gli ordini scolastici; che vengano destinate alla scuola risorse aggiuntive per la dotazione di strumentazioni informatiche in funzione didattica; che vengano previsti interventi strutturali sugli edifici finalizzati alla prevenzione dei rischi di infezione da Covid-19; che vengano assicurate sufficienti risorse per le indispensabili disinfestazioni e sanificazioni degli ambienti scolastici; che venga assicurato dal primo settembre la presenza del pieno organico docente e Ata per fare fronte alle inderogabili misure aggiuntive in termini di recupero e di gestione della formazione relativa all’anno scolastico 2020/21.La scuola non si è mai fermata e non vuole fermarsi, ma la scuola deve assumere, nella coscienza di chi ha ruoli di responsabilità nel nostro Paese, un ruolo di maggiore cura e preoccupazione. I dd.ss. rimangono al loro posto, portano su di loro le responsabilità che questa fase implica in termini di novità e di complessità, ma non sono disponibili a diventare i parafulmini su cui scaricare tensioni sociali magari sorte fuori dalla scuola.

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Come riaprire in sicurezza il settore della ristorazione (e non solo)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Dallo chef catanese Andrea Finocchiaro, fondatore dell’Associazione Ristoworld Italy, e dal progettista multimediale e consulente marketing Fabio La Rosa, arriva un’idea innovativa per limitare la diffusione del coronavirus all’interno dei locali, utilizzando un connubio di dispositivi disponibili già in commercio a prezzi accessibili, senza l’utilizzo dei pannelli in plexiglass, poco applicabile nell’ambito della ristorazione.L’insieme di questi dispositivi, secondo le intenzioni dei progettisti, permetterebbe di mantenere un ambiente interno sterile, facilitando così il ritorno della clientela e permettendo quindi di risollevare e fare ripartire l’economia italiana legata alla ristorazione – ma non solo – in questo momento fortemente penalizzata dalla crisi. Questo progetto low cost può infatti essere rimodulato e applicato anche ad altre realtà come ad esempio scuole, negozi, uffici e, in generale, luoghi chiusi aperti al pubblico.Andrea Finocchiaro ha, a tal proposito, realizzato assieme a La Rosa un breve video esplicativo, nel quale si vede come il sistema di disinfezione degli ambienti interni e dei tavoli, effettuato tramite diffusori in commercio e dai costi sostenibili, dovrebbe consentire ai clienti o agli utenti di frequentare nuovamente i locali in sicurezza, pur mantenendo le distanze dai vicini e rispettando le regole di distanziamento sociale previste dalle normative Oms per la riapertura.Secondo il parere dello chef, infatti, un’azienda di ristorazione «non può vivere di solo asporto o fare affidamento sui pochi clienti temerari che decidono di andare al ristorante». Da questa consapevolezza, nasce quindi questo progetto che, come gli stessi Finocchiaro e La Rosa confermano, è tuttavia solo un’idea personale elaborata graficamente, che non ha, a oggi, a supporto alcun fondamento o dimostrazione scientifica. Peraltro, tale progetto non ha neanche finalità di lucro, ma è solo una dimostrazione che vuole essere di supporto alla categoria dei ristoratori, particolarmente penalizzati dalla situazione sociale.Una ipotesi progettuale che richiama ad alcuni dispositivi di sanificazione che, usati in maniera corretta e avvallati da una certicazione adeguata, potrebbero aiutare a rendere più sicuri gli ambienti utilizzando diffusori aerei, congruo riciclo dell’aria, percorsi ingresso/uscita e sistemi di aspirazione. Richiamiamo l’attenzione anche sulla necessità di procedere ad una verifica e manutenzione costante dei sistemi di controllo dell’aria e climatizzazione, procedendo alla sanificazione e necessaria pulizia dei filtri degli stessi.«Un progetto interessante che muove da alcune considerazioni importanti di chi questo mestiere lo conosce bene – commenta Marcello Proietto di Silvestro, presidente di Ristoworld –. La nostra associazione, oltre alle tante altre iniziative messe in cantiere in tutta Italia in questo periodo di quarantena, ha deciso di contribuire concretamente alla ripresa delle attività. E le idee e le proposte sono fondamentali in questa direttrice. Ringrazio lo chef Finocchiaro e quanti hanno lavorato gratuitamente e con grande spirito di solidarietà al progetto».

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Fase 2: Sindacati, per riapertura luoghi cultura serve sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

“Nonostante gli annunci e le comunicazioni che il Ministro Franceschini in questi giorni ha diffuso in Parlamento, a tutt’oggi non è ancora stato definito un protocollo univoco per il territorio nazionale che regolamenti la riapertura in sicurezza di Musei, Archivi, Biblioteche, Parchi e Aree archeologiche”. Ad affermarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Flp e Confsal Unsa, aggiungendo che: “L’assenza di indicazioni puntuali e l’approssimarsi della data individuata dallo stesso Ministro per la ripresa delle attività ordinarie, espongono il personale e i visitatori/utenti ai rischi che ben conosciamo”.”Occorre tenere presente – proseguono – che le direttive di carattere generale lasciano margini di iniziativa ai Dirigenti locali i quali, come abbiamo avuto modo di verificare nei mesi scorsi, assumono talora iniziative azzardate e certamente non sufficienti a garantire la necessaria tutela della salute di cittadini e visitatori”.”Urge pertanto che il tavolo di confronto fra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali, finalmente convocato per il prossimo 12 maggio dopo molte sollecitazioni della parte sindacale, conduca, con spirito di collaborazione costruttiva, nei tempi più rapidi possibili ad una condivisione delle misure di prevenzione, per arrivare, in piena sicurezza e con la necessaria gradualità, alla sospirata e invocata ripresa delle normali attività anche dei luoghi della cultura”, concludono. (by Giorgio Saccoia)

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Le buone pratiche degli oculisti per la sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Le raccomandazioni degli oculisti di AIMO per la sicurezza in sanità sono state annoverate dall’Osservatorio nazionale di AGENAS tra le buone pratiche da adottare per fronteggiare la pandemia da Covid-19. È la prima volta che una società oftalmologica italiana riceve un riconoscimento del genere. “Per noi è un onore aver ottenuto un tale riconoscimento- commenta il presidente di AIMO, Luca Menabuoni- Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto a tutela dei medici oculisti in questo momento difficile, in cui è stato necessario prendere decisioni rapidamente, basandoci sulle esperienze riportate dai colleghi cinesi e pubblicate via via sulla letteratura internazionale”. Il macrotema affrontato da AIMO nelle sue linee guida, spiega Alessandra Balestrazzi, referente della società per il rapporto con le istituzioni, riguarda “la formazione e l’informazione degli operatori sanitari, oltre alla riorganizzazione dei percorsi clinici assistenziali“. Gli oculisti di AIMO, in particolare, hanno pubblicato le misure per ridurre al minimo le possibilità di esposizione al Virus Sars-Cov2, le misure precauzionali in un ambulatorio/pronto soccorso oculistico e le raccomandazioni per l’esecuzione delle iniezioni intravitreali in ambito ospedaliero durante l’epidemia di Covid-19.
La situazione emergenziale che il nostro Paese si è trovata ad affrontare ha imposto un’azione coordinata tesa ad individuare, condividere e diffondere le esperienze realizzate per fronteggiare l’epidemia di Covid-19. Per questo l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), per la sua funzione di supporto tecnico-scientifico all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, ha deciso di focalizzare la raccolta delle buone pratiche per l’anno 2020 proprio sulle soluzioni individuate in risposta a tale situazione emergenziale per condividere, diffondere e mettere a disposizione di tutte le Regioni e Province Autonome, delle organizzazioni sanitarie, dei professionisti, delle società scientifiche, delle associazioni tecnico-scientifiche e delle professioni sanitarie le esperienze potenzialmente replicabili, nonché le conoscenze e le soluzioni utili a fronteggiare l’epidemia. I contributi ricevuti sono stati raccolti e valutati da un gruppo di esperti e successivamente resi disponibili sul sito web dell’Osservatorio buonepratichesicurezzasanita.it tramite newsletter.dire.it

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Ambulatori, il vademecum per la gestione in sicurezza degli studi medici alla riapertura

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Spazio di 2 metri quadri per persona nelle sale d’attesa, il personale di segreteria dovrà indossare mascherine chirurgiche e i bagni dovranno essere attrezzati solo con materiale monouso. Queste solo alcune delle indicazioni contro il rischio di contagio stilate in un vademecum dall’Ordine dei medici (Omceo) di Roma rivolto agli operatori sanitari. Il documento, «in attesa di provvedimenti del Governo sulle regole da seguire per la gestione in sicurezza di studi, ambulatori e poliambulatori», contiene linee precise e dettagliate per l’organizzazione delle sale d’attesa, delle aree cliniche dove il paziente viene trattato, l’ingresso delle persone che hanno bisogno di essere accompagnate e le aree dove possono lasciare gli oggetti personali, l’utilizzo dei bagni. In particolare, sulle prestazioni medico-odontoiatriche viene indicato di fornire al paziente tutte le informazioni utili, invitandolo a contattare il professionista per qualsiasi nuova sintomatologia non evidenziabile al momento della visita, imputabile ad una possibile infezione da Sars-CoV2.
Il vademecum prevede l’eliminazione di riviste e giocattoli per bambini, schermi protettivi alla reception, penne non riutilizzabili per le firme. Il paziente deve riporre gli oggetti personali come borse e cellulari in un apposito contenitore personale monouso che va consegnato prima di entrare nell’area clinica. I bagni dovranno essere attrezzati solo con materiale monouso. Il personale di segreteria dovrà indossare mascherine chirurgiche e provvedere alla disinfezione delle mani o indossare guanti monouso. Per quanto riguarda le aree cliniche, se il paziente può mantenere la mascherina durante la visita, allora l’operatore indosserà una mascherina Ffp2, se invece il paziente non può indossare la mascherina (come dal dentista o dall’otorino, per esempio) l’operatore indosserà visiere/schermi, occhiali protettivi e mascherine con capacità filtrante Ffp2 o superiore. Il vademecum specifica che tutte le attività che vengono svolte per il singolo paziente devono essere precedute da una opportuna preparazione dello strumentario su piani di lavoro disinfettati; gli strumenti che generano aerosol devono essere sostituiti, devono essere utilizzati sistemi di aspirazione che riducano la dispersione di aerosol nell’ambiente circostante.L’Omceo, inoltre, precisa che, dove possibile, va l’ingresso ad accompagnatori, che in ogni caso devono essere anch’essi sottoposti a triage, come i pazienti. Mascherine adeguate verranno fornite dall’ambulatorio a chi ne è sprovvisto. Per ridurre il consumo improprio ed eccessivo di Dpi – scrive l’Ordine dei medici – è opportuno che gli operatori evitino di uscire dalle aree cliniche durante visite e trattamento dei pazienti. Nelle aree che sono ad esclusivo uso degli operatori sanitari, bisognerà portare sempre la mascherina se ci sono più persone e non si può rispettare la distanza di sicurezza, le divise da lavoro non devono essere portate a casa ma lavate all’interno del presidio sanitario o consegnate a una ditta specializzata. La consegna di materiale e dispositivi medici deve avvenire ad orari concordati, su appuntamento e in prossimità dell’ingresso. (by Anna Capasso fonte: Doctor33)

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