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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Posts Tagged ‘sicurezza’

Legittima difesa e garanzia sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 ottobre 2018

“Non nutriamo alcuna preoccupazione che il progetto di riforma della legittima difesa possa creare i presupposti per tragedie peggiori di quelle che già si verificano troppo spesso a carico delle vittime di reati predatori sempre più caratterizzati da ferocia e inutile crudeltà. Lanciano è solo l’ultimo esempio di quanto la violazione della proprietà privata a scopo di rapina possa degenerare in un vortice di atrocità che non lascia spazio a molti dubbi. Garantire la sicurezza resta una prerogativa delle Forze dell’ordine, e come poliziotti sappiamo che la prevenzione e la dissuasione sono fondamentali e ci auguriamo di essere messi in condizione di poter assolvere sempre meglio a questo nostro compito, assicurando ai cittadini il miglior grado di sicurezza reale e percepita che sia possibile. Ma proprio perché conosciamo la violenza che anima i delinquenti, troviamo assolutamente doveroso che la riforma metta con maggiore decisione in cima alle priorità le vittime di certi reati. A partire dal fatto che la legittimità della difesa possa essere sempre presunta, fino alla fondamentale attribuzione a carico dello Stato delle eventuali spese legali di chi deve dimostrare la propria innocenza per essersi solamente difeso. Un cittadino che subisce violenza in casa propria non deve temere lo Stato forse ancor di più di quanto teme i criminali che minacciano lui e la sua famiglia. Pari importanza ha certamente la previsione dell’inasprimento delle pene per reati sempre più allarmanti, e lo stop ad assurde e vergognose richieste di risarcimento da parte dei delinquenti. Fermo restando, ovviamente, che la certezza della pena è purtroppo ancora un miraggio, altrimenti non ci troveremmo ad arrestare ancora e ancora pregiudicati con fedine penali di svariate pagine. E lavorare in questo senso è altrettanto indispensabile”.
Così Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia, Federazione Sindacale di Polizia, dopo il deposito in Commissione Giustizia del Senato del testo unificato per la riforma della Legittima difesa.

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Claranet accelera sulle competenze in ambito sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Claranet, leader europeo nei servizi di hosting e di gestione delle applicazioni critiche ha annunciato il lancio ufficiale della nuova divisione dedicata alla Cyber ​​Security. Una nuova Unit progettata per offrire ai clienti l’accesso ai più importanti servizi di sicurezza delle informazioni attualmente sul mercato. L’annuncio si inserisce in una strategia che punta su un forte consolidamento delle attuali offerte di sicurezza informatica di Claranet. Proprio il Gruppo Claranet infatti, nel corso dell’ultimo anno, ha portato a termine l’acquisizione e l’integrazione di Sec-1 e NotSoSecure, oltre a considerevoli investimenti in servizi di sicurezza all’interno del Gruppo, in particolare in Francia e in Portogallo.Grazie al nuovo “ombrello” di Claranet Cyber ​​Security, i clienti saranno in grado di avvalersi e di fare riferimento al contributo di esperti di elevato livello sulle più importanti tematiche di sicurezza informatica.
Il nuovo ecosistema “security” di Claranet ora infatti comprende le attività di penetration test di ultima generazione e le funzionalità dei servizi gestiti di sicurezza di Sec-1 e NotSoSecure, oltre alle competenze e al training di NotSoSecure. Proprio NotSoSecure è infatti il più grande fornitore di corsi di formazione in tema di Ethical Hacking all’interno degli eventi “Black Hat”. La nuova Divisione avrà il compito di garantire l’integrazione e l’allineamento perfetto delle offerte e delle competenze di entrambe le società in modo da mettere a disposizione dei clienti la migliore gamma di servizi di security sul mercato. Il tutto all’interno dell’ecosistema multinazionale di Claranet.
La necessità e la richiesta di servizi di sicurezza informatica più completi e di maggior valore emerge con chiarezza in una recente ricerca condotta da Claranet. Secondo la survey il 69% dei responsabili IT intervistati non è in grado di proteggere i dati dei clienti in modo efficace. Quasi la metà del campione poi (45%) incontra problemi soprattutto a livello di protezione del cliente nel momento in cui cerca di introdurre un maggior livello di servizi e strumenti digitali nel suo modo di lavorare.

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Sicurezza: “Grazie Salvini per visita a Napoli”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

“La presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini a Napoli per presiedere domani in Prefettura il comitato di Ordine e sicurezza pubblica è sicuramente un segnale di attenzione del Governo verso Napoli e la Campania”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati.“Dal ministro Salvini attendiamo ora risposte certe sui tempi di espulsione degli immigrati irregolari che si trovano nella città di Napoli e che occupano il quartiere Vasto” – spiega Cirielli, “E soprattutto dal titolare del Viminale domani ci attendiamo parole chiare sull’espulsione degli immigrati che commettono reati. Perché, come chiede da tempo Fratelli di Italia, è giusto che gli stranieri che delinquono scontino la pena nella propria Nazione e non a spese degli italiani” – conclude il parlamentare di Fdi.

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XVI Rapporto Nazionale sulla sicurezza delle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 30 settembre 2018

Purtroppo, come risulta dagli ultimi approfondimenti emersi dal XIV Rapporto Nazionale presentato a Roma, abbiamo davanti scene desolanti fatte di un crollo ogni quattro giorni di scuola, tre scuole su quattro senza agibilità statica, solo una su venti in grado di resistere ad un terremoto. Pacifico chiede che si approvi subito la proposta di legge C- 1114 Villani (M5S) per tutelare anche i dirigenti scolastici sulle scorta delle proposte emendative elaborate dal giovane sindacato al testo unico sulla sicurezza. Sul tema, nuovi convegni in Italia. Scarica il calendario e invia la scheda di partecipazione al primo seminario a Cagliari.Crescono gli investimenti per la manutenzione ad opera degli enti proprietari, Comuni e Province: si parla in media di 50mila euro ad edificio per interventi di manutenzione ordinaria e di 228mila euro per quelli straordinari, ma il divario fra le varie realtà regionali è notevole. Il sindacato chiede che si investa di più sui nostri edifici scolastici, poiché custodiscono per molte ore al giorno i nostri studenti e i lavoratori della scuola, la cui salute merita di essere messa al primo posto.

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Scuola – Sicurezza: limitate risorse per gli interventi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

La relazione sullo stato di attuazione del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici mostra delle pecche enormi, tra cui insufficienti risorse economiche rispetto a quanto servirebbe e in relazione agli interventi da produrre. Udir: il 61% di interventi dal 2002 è davvero un dato poco felice: la sicurezza delle nostre scuole, nonché di coloro che vi operano ogni giorno, è una delle prerogative per la quale ci siamo battuti sin dalla fondazione del nostro sindacato. Come previsto dalla legge n. 289/2002, la Corte dei Conti ha pubblicato una relazione sullo stato di attuazione del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Ma presenta dei punti complessi, come per esempio “nella gestione dei diversi piani stralcio in cui si articola: l’inadeguatezza delle risorse finanziarie disponibili in relazione al fabbisogno stimato e all’urgenza degli interventi affermata dal legislatore, il passaggio da una logica emergenziale ad una strutturale nella programmazione, la parzialità degli interventi di messa a norma che hanno interessato solo una porzione limitata del patrimonio edilizio scolastico”. Inoltre, “risultano avviati 1951 progetti, mentre quelli non avviati sono 637 (24 per cento del totale). Sono stati conclusi 1617 interventi sui 2651 previsti, pari al 61 per cento”. Per quanto riguarda poi l’adeguamento alla norma antisismica degli istituti italiani, lo studio ha registrato “la gravità della mancata messa a norma dal punto di vista sismico per molti di essi, tenuto conto delle conseguenze e della giurisprudenza penale in materia”.
Udir si è sempre speso per trovare soluzioni al problema della sicurezza degli istituti, anche quando, qualche giorno fa, il ministro Bussetti affermò che i ragazzi devono sapere perfettamente che cosa fare in caso di incidente, terremoto, incendio, calamità naturale: il sindacato ricordò come questo genere di attenzione deve andare di pari passo all’impegno per dotare gli istituti di edifici sicuri. Da tempo infatti lamenta che la maggior parte dei 42mila plessi scolastici non risulta a norma. Lo sanno bene i dirigenti scolastici che in questi primi giorni di scuola sono alle prese con le certificazioni sulla sicurezza da aggiornare: è lunga la lista degli obblighi da adempiere e dei passaggi da attuare.Le difficoltà sono legate al fatto che, purtroppo, la metà delle scuole ha quasi 50 anni, essendo stata realizzata prima del 1971. Ultimamente, il rigore sulle misure preventive e il logoramento delle strutture hanno fatto sì che molte scuole chiudessero: infatti, oggi rispetto a 42.292 edifici scolastici ve ne sono ben 8.450 dove non si svolgono le lezioni, poiché risultano in ristrutturazione, dismessi oppure in fase di ricostruzione. Sarebbe poi necessario modificare le norme sulla responsabilità della manutenzione degli edifici scolastici, attraverso la revisione del Testo Unico sulla sicurezza: il giovane sindacato ha chiesto in più sedi, modalità ed occasioni di fare ciò, anche esonerando le responsabilità della dirigenza scolastica, ma pure dei lavoratori, docenti e Ata responsabili della sicurezza (gli Rls e Rsp d’istituto), a seguito della loro denuncia agli organi competenti sul rischio e sugli interventi necessari. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “il 61% di interventi dal 2002 è davvero un dato poco felice. Non possiamo essere bloccati dalle poche risorse economiche: la sicurezza delle nostre scuole, nonché di coloro che vi operano ogni giorno tra docenti, insegnanti, Ata, DS e alunni, è una delle prerogative per la quale ci siamo battuti sin dalla fondazione del nostro sindacato. Bisogna intervenire quando si è al corrente dei rischi, poiché il bene di tutti deve stare in cima alle priorità. Ma risulta altrettanto necessario essere vigili sulle fasi di manutenzione e controllo”.

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Scuola – Sicurezza: il Ministro annuncia corsi della protezione civile per gli alunni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 settembre 2018

Secondo Bussetti, i ragazzi devono sapere perfettamente che cosa fare in caso di incidente, terremoto, incendio, calamità naturale. Udir ricorda che negli istituti tecnici e professionali, dove le lezioni si svolgono anche nei laboratori, gli studenti sono già soggetti ad obbligo formativo organizzato dal datore di lavoro. Come gli allievi del triennio finale delle superiori, impegnati nell’alternanza scuola-lavoro, di fatto equiparati ai dipendenti. Per il sindacato, questo genere di attenzione deve andare di pari passo all’impegno per dotare gli istituti di edifici sicuri: invece, la maggior parte dei 42mila plessi scolastici non risulta a norma. Lo sanno bene i dirigenti scolastici che in questi primi giorni di scuola sono alle prese con le certificazioni sulla sicurezza da aggiornare: è lunga la lista degli obblighi da adempiere e dei passaggi da attuare per evitare di pagare per colpe non proprie.

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Ottobre è il Mese Europeo della Sicurezza Cyber

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

Un mese di eventi per sensibilizzare, informare e formare cittadini e organizzazioni sul territorio: parte il 4 ottobre da Verona il mese per la sicurezza cyber promosso in Italia da Clusit, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica. Ad inaugurarlo, il Security Summit, convegno dedicato alla sicurezza delle informazioni delle reti e dei sistemi informatici, nel corso del quale sarà presentata la nuova edizione del Rapporto Clusit 2018, con i dati relativi al cybercrime nel primo semestre dell’anno.Clusit apre così in Italia il mese di iniziative – oltre 80 quelle a calendario nella scorsa edizione – volte a sensibilizzare, informare e formare organizzazioni e cittadini sui rischi cyber, nell’ambito della campagna europea ECSM (European Cyber Security Month), promossa a livello comunitario dall’Unione Europea e organizzata da ENISA (Agenzia dell’Unione Europea per la sicurezza delle informazione e della rete.Il programma si inserisce nell’ambito del costante lavoro di prevenzione e formazione che è la missione dell’Associazione, e si svolge in accordo con l’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione del Ministero dello Sviluppo Economico (ISCOM). Sono inoltre coinvolte Università e Centri di Ricerca italiani.

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Sicurezza scuole: – Crollano ancora tetti e controsoffitti

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

A Messina viene giù un altro tetto e il sindaco dispone la chiusura di diversi plessi: nel capoluogo siciliano, diventano 35 gli istituti che non apriranno il primo giorno di scuola, con 12 mila alunni a rischio lezione. Tragedia sfiorata a Campoleone, dove cede il controsoffitto di una scuola primaria. Per il sindacato la situazione rimane da allarme rosso: poiché appena il 5 % degli edifici in muratura ed il 15 % in cemento armato sono stati costruiti dopo il 1982, serve un immediato adeguamento delle strutture e degli impianti, sia per la prevenzione incendi che per la vulnerabilità sismica. Nel frattempo, Udir mette a disposizione dei propri iscritti due modelli di diffida per tutelare i dirigenti scolastici. Nei prossimi giorni sarà reso noto il calendario dei nuovi incontri formativi proprio sulla sicurezza delle istituzioni scolastiche.Un altro anno scolastico ha preso il via e il grave problema della sicurezza edilizia degli oltre 40 mila edifici scolastici italiani rimane purtroppo nella sua interezza: è di queste ore la notizia del cedimento di un tetto e a Messina, dove il sindaco ha disposto la chiusura di diversi plessi che non garantiscono l’incolumità degli studenti e del personale. Diventano 35, così, gli istituti che non apriranno il primo giorno di scuola, finché non saranno in regola, con 12 mila alunni che a questo punto che rischiano di non iniziare le lezioni. Anche a Campoleone, vicino Latina, crolla il controsoffitto di una scuola primaria: i tecnici dicono che staremmo a parlare di una tragedia, se solo il cedimento fosse avvenuto a scuole iniziate, considerando che i pannelli con parte della struttura che li doveva contenere sono caduti anche dentro una classe.Il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha cercato di minimizzare i rischi che corrono ogni giorno la maggior parte degli otto milioni di alunni e del milione e 200 mila lavoratori – tra docenti, Ata e dirigenti scolastici – che operano nei nostri istituti: dopo avere ammesso che per molte scuole la certificazione è carente, Bussetti ha annunciato un’operazione trasparenza, da realizzare entro la fine di questo mese. Si è poi detto pronto a confrontarsi con l’Anci (associazione dei Comuni italiani), evitando però “allarmismi e chiusure preventive”.“La competenza è dei proprietari degli immobili quindi per la maggior parte dei casi Comuni e Province – ha dichiarato il Ministro -. Noi abbiamo un monitoraggio nazionale preciso e sappiamo che per molti edifici la certificazione è ancora carente. Evitiamo allarmismi e chiusure preventive. Ci sarà un’operazione trasparenza: a settembre tutti potranno consultare online i dati e avere una fotografia delle condizioni degli edifici scolastici, dal punto di vista sismico, anti incendio e cosi via. Sto facendo di tutto – ha aggiunto – per accelerare e semplificare, mettendo intanto a disposizione le risorse per i certificati di vulnerabilità sismica, che andranno predisposti entro fine 2018. Dobbiamo fare uno sforzo comune perché l’edilizia scolastica richiede l’impegno di ciascuno. Ne parlerò senz’altro con il presidente Antonio Decaro, che ho già incontrato. Ma intanto iniziamo a lavorare. Lo stiamo già facendo: con un Accordo quadro che porteremo a inizio settembre in Conferenza unificata semplificheremo le modalità di spesa, evitando la moltiplicazione di decreti di riparto“.Dopo avr ricordato, nei giorni scorsi, dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, che la metà delle scuole italiane ha più di 50 anni, 2 su 10 risultano chiuse o in ristrutturazione e lo Stato utilizza meno del 10% dei fondi stanziati, Udir replica alle parole di Ministro. E ribadisce che quasi la metà degli edifici scolastici italiani è sprovvisto di tutte le certificazioni sull’edificio scolastico.

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Messa in sicurezza infrastrutture lombarde

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Alcuni giorni fa il Movimento Cinque Stelle, attraverso il consigliere Massimo De Rosa, ha presentato una mozione, che sarà discussa nel Consiglio regionale di martedì 11 settembre, per impegnare la Giunta in un piano regionale di messa in sicurezza per quanto riguarda le infrastrutture lombarde.
“Occorre agire e occorre farlo immediatamente, come del resto sottolineato dall’attuale situazione dei cavalcavia che attraversano la superstrada Milano-Meda” osserva De Rosa. Il riferimento è al rapporto degli esperti di Infrastrutture Lombarde, all’interno del quale viene evidenziato lo stato di degrado di quattro viadotti. Condizioni di pericolo tali da suggerirne la chiusura già dallo scorso mese d’agosto. I cavalcavia in questione sono: il 12 all’altezza di via Alessandro Manzoni a Cesano Maderno, il 14 all’altezza di via San Benedetto sempre a Cesano Maderno, il 10 a Bovisio Masciago all’altezza di via Maestri del Lavoro e lo svincolo 26. A questi si aggiunge il ponte di via XXIV a Cormano il cui transito è vietato, a scopo precauzionale, ai mezzi con peso superiore alle 20 tonnellate. Al momento la provincia di Monza e Brianza ha optato solamente per la chiusura al traffico del cavalcavia 10, assumendosi la responsabilità di consentire la circolazione di vetture e mezzi pesanti sugli altri tre. Una scelta appoggiata dal governatore Attilio Fontana secondo il quale le eventuali criticità siano ancora da verificare e l’allarme sia stato lanciato in maniera intempestiva.
“Come Movimento Cinque Stelle siamo per la chiusura immediata, ai mezzi pesanti, delle strade a rischio. A nostro avviso il principio di precauzione e tutela, in questo caso, deve prevalere su qualsiasi altra ragione” commenta De Rosa, portavoce pentastellato in commissione Trasporti: “dal momento che a sostegno della propria posizione la Provincia ha fatto leva su di un’ispezione visiva. In pratica è come se qualcuno fosse andato a dare un’occhiata e a dire tranquilli va tutto bene. Restiamo basiti anche di fronte alla posizione espressa dalla Giunta, in un primo momento pronta ad assumere un ruolo di regia all’interno di un piano di controllo e messa in sicurezza, coordinato con il ministero, salvo poi compiere questo inspiegabile passo indietro. Perché perdere tempo? Perché non intervenire subito?”.

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“Dal M5S un piano per mettere in sicurezza le nostre strade”

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 agosto 2018

La tragedia che ha colpito la città di Genova, e l’Italia intera, è ancora negli occhi di ognuno di noi. Il crollo del viadotto Polcevera ha drammaticamente imposto all’ordine del giorno i rischi legati alla stato di salute delle infrastrutture sulle quali ogni giorno viaggiamo, ci rechiamo al lavoro e raggiungiamo i nostri cari.In Lombardia la situazione è allarmante. Negli ultimi due anni la frequenza del susseguirsi di episodi di cedimento di strade e ponti è aumentata in maniera allarmante. Nell’ottobre del 2016 il crollo di un cavalcavia sulla Superstrada “Valassina” è costato un morto e diversi feriti. Da allora numerose strade sono state chiuse. Come il Ponte sul Po di Casalmaggiore o il cavalcavia di Isella a Civate.Il Movimento Cinque Stelle non vuole restare a guardare. Il Movimento Cinque Stelle non vuole attendere fino ad assistere alla prossima tragedia. Le segnalazioni, relative allo stato di degrado di alcune infrastrutture della nostra Regione, arrivano a noi portavoce quotidianamente. Per dar voce alla loro, comprensibile e giustificata, preoccupazione abbiamo presentato una mozione (che potete trovare a questo link): un piano regionale di tutela delle nostre strade. Un documento che impegni la giunta in un percorso da realizzare in tre fasi.La prima riguarda un’azione di verifica e monitoraggio delle nostre strade, da portare avanti in maniera coordinata e nel rispetto delle reciproche competenze, assieme ai gestori delle infrastrutture. Contemporaneamente intendiamo attivarci presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la stesura di un piano concreto che porti non solo a monitorare, ma ad intervenire su di ogni situazione critica. Infine chiediamo l’impegno diretto di Regione Lombardia, per cofinanziare la messa in sicurezza dei nostri ponti, dei nostri viadotti e delle nostre strade. Come cittadini dentro le istituzioni non vogliamo più sentire, non vogliamo più pensare, che si sarebbe potuto fare di più. (Fonte: Massimo De Rosa – Commissione Infrastrutture e Trasporti, Regione Lombardia)

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Scuola – Sicurezza: allarme già ampiamente dato, adesso vogliamo vedere i fatti

Posted by fidest press agency su sabato, 25 agosto 2018

Tra qualche settimana si ritornerà a scuola e tra le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti, in un’intervista a Il Giornale, e una diffusa confuzione circa il reale stato del sistema scolastico si cerca di tirare le somme. Purtroppo, in questo gioco dei pro e contra sono molti gli elementi che ricadono nella seconda colonna. Per quanto riguarda il mondo della dirigenza scolastica c’è un argomento scottante, più volte rilanciato da Udir, il sindacato che tutela i DS, ed è quello della sicurezza. In un momento particolarmente sensibile per l’integrità dei cittadini, non basta più ascolatre parole del calibro “stiamo intervenendo”, “faremo presto”, “sistemeremo, è certo”. Adesso è l’ora di vedere i fatti.Marcello Pacifico (presidente Udir): L’unico a non aver mai smesso di sottolineare la gravità della situazione degli edifici scolastici, che ha chiesto interventi sul D.lgs 81/08, che ha denunciato e organizzato corsi e seminari in cui è emersa la gravissima situazione del patrimonio edilizio scolastico è stato il nostro sindacato. Per noi è davvero giunta l’ora di finirla con dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano e sfociano in dichiarazioni che alla fine non portano a nulla: occorre predisporre interventi seri ed efficaci e stanziamenti adeguati e necessari alla sicurezza degli edifici e delle persone che li abitano, in primis. Bisogna intervenire quando si è al corrente dei rischi: il bene dei nostri ragazzi non può essere messo dopo, in una lista immaginaria, la mancanza di fondi delle provincie o dei comuni: occorre capire quali priorità vanno seguite. L’incolumità degli studenti è la priorità non solo per tutte le famiglie, ma pure per tutto il paese. È ora che la politica si faccia seriamente carico di questa responsabilità che non è certo scaricabile sul personale scolastico o più indirettamente sui cittadini. Chi ha posti di governo eserciti il suo dovere ed intervenga con tempestività. Udir continuerà la sua battaglia finché le scuole non saranno messe almeno in sicurezza.

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Diciotti, Cirielli: “Solidarietà a Salvini ma presto Decreto sicurezza adeguato a emergenza”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 agosto 2018

“Oggi mi sento di esprimere piena e incondizionata solidarietà al ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nonostante in questi mesi siamo stati critici per una politica basata molto su annunuci e poco su azioni concrete”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e responsabile Giustizia di Fdi, commentando il caso della nave Diciotti e il rifiuto da parte dei Paesi dell’Ue di accogliere i migranti fermi a Catania. “Le sguaiate e incredibili polemiche delle sinistre, oltre che una dubbia azione della magistratura sul caso della nave Diciotti, mi spingono a solidarizzare con il ministro Salvini” – spiega Cirielli. “Il ministro certamente nel suo dire e fare interpreta il pensiero dell’80 % degli italiani ma soprattutto comportamenti di buon senso” – puntualizza il Questore della Camera. “Il vero tema da affrontare non riguarda solo i 5 miliardi che l’Italia spende per mantenere il 99 per cento di clandestini abusivi ma il fatto che molti di questi ogni giorno commettono oltre 700 reati. Lo stupro di Jesolo è solo l’ultimo tra i gravi fatti che accadono per colpa delle politiche buoniste della sinistra”- osserva Cirielli“Ora oltre forte alla solidarietà, dal ministro Salvini ci attendiamo fatti concreti. Soprattutto un decreto sicurezza coerente con le aspettative degli italiani e con quanto annunciato in questi mesi. Se Salvini sarà conseguente non solo siamo pronti a votare la sua eventuale proposta ma anche a fargli meritati applausi” – conclude il parlamentare di Fdi.

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Migliorare la sicurezza dei pazienti negli ospedali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Come fare? Lo spiega un report di 955 pagine dell’agenzia federale degli Stati Uniti Ahrq (Agency for healthcare research and quality). Un gruppo di esperti ha lavorato più di tre anni e ha infine riassunto le proprie indicazioni in un decalogo di strategie che dovrebbero essere messe in atto dalle strutture ospedaliere. La prima raccomandazione è di migliorare l’igiene lavandosi regolarmente le mani; la letteratura è chiara nello stabilire che in questo modo si potrebbe ridurre la trasmissione di infezioni, ma solo il 39% di medici e infermieri si attiene scrupolosamente a questa abitudine. Nel trattare alcune tipologie di pazienti e nell’eseguire certe manovre, servono precauzioni aggiuntive: guanti e un abbigliamento adatto sono barriere efficaci contro le infezioni, che negli Usa uccidono 99.000 persone ogni anno. L’inserimento di cateteri è un’operazione particolarmente delicata e l’accesso vascolare teleguidato con l’utilizzo degli ultrasuoni può ridurre il rischio di infezioni.
Quando si tratta di cateteri al tratto urinario, le infezioni sono particolarmente frequenti e gli esperti consigliano di seguire dei protocolli precisi nell’eseguire la procedura. Anche in caso di intervento chirurgico è importante porre un’attenzione sistematica: ricorrere a checklist preoperatorie comporta una riduzione delle complicanze che, secondo uno studio condotto su 4.000 persone, si assesta tra il 7% e l’11%. Deve essere inoltre migliorata la profilassi del tromboembolismo venoso, un killer pericoloso che uccide oltre 100.000 americani ogni anno, mentre adeguati interventi preventivi si sono mostrati in grado di ridurre polmoniti e ulcere pressorie. È importante in questi casi il concetto di “bundle”: quando un gruppo di misure sono utilizzate insieme, il risultato è migliore.
A volte, infine, decimo e ultimo punto, l’errore medico non deriva da questioni cliniche ma orto-grafiche: l’uso di sigle e abbreviazioni si collega a migliaia di somministrazioni di farmaci sbagliati. (Servizio Fidest)

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Sicurezza ponti e strade a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

L’Amministrazione capitolina per il ponte della Magliana ha stanziato a Bilancio 2018 oltre 2 milioni di euro per interventi di manutenzione straordinaria. Per la sicurezza dei 400 ponti di Roma Capitale, l’Amministrazione esegue un regolare monitoraggio.Così in una nota il Campidoglio Per tutte le opere di manutenzione urbana di viabilità inter-municipale (ponti, strade, gallerie) nel Bilancio 2018-2020 sono previsti oltre 90 milioni di euro. Inoltre sono stati stanziati circa 10 milioni di euro per servizi di sorveglianza. Sempre per il 2018 sono stati stanziati circa 5 milioni di euro dedicati a progettazione e manutenzione straordinaria dei ponti di Roma Capitale, con interventi programmati su tutto il territorio.

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La sicurezza sul lavoro è una cosa seria

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

Lo abbiamo sottolineato più volte – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – e vogliamo farlo ancora una volta a pochi giorni dagli incidenti stradali in cui sono morti 16 braccianti agricoli che lavoravano per meno di tre euro l’ora tra i campi di pomodoro in Puglia: la vera agricoltura non ha niente a che vedere con tutto questo.
Come Confeuro – continua Tiso – intendiamo evidenziare i valori alla base del sistema agricolo e la loro, non semplice estraneità, ma totale contrapposizione ad ogni logica di sfruttamento del lavoro e delle persone. Queste considerazioni – prosegue Tiso – vanno ribadite con ulteriore forza dopo la reintroduzione dei voucher, e questo perché riconoscere la stagionalità di alcuni lavori non significa in alcun modo avallare forme di sfruttamento e di svilimento della dignità umana. Il nostro auspicio – conclude Tiso – è che tragedie come queste non raccolgano più il solito cordoglio di circostanza, ma diano invece inizio a dibattiti più seri e approfonditi su come garantire la sicurezza sul lavoro agricolo e su come debellare le tante forme di criminalità presenti al suo interno.

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Sicurezza marittima: Rapporto “Safety & Shipping Review 2018”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 luglio 2018

Secondo la Safety & Shipping Review 2018 di Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS), compagnia del Gruppo Allianz specializzata nei grandi rischi, nell’ultimo decennio le perdite nel trasporto marittimo sono diminuite di oltre un terzo (38%) e questa tendenza al ribasso è proseguita nel 2017. Tuttavia, eventi recenti come l’incidente della petroliera “Sanchi” e l’impatto del malware NotPetya sulla logistica portuale mostrano come il settore dei trasporti marittimi sia messo alla prova da una serie di sfide note ed emergenti in materia di rischi.
Nel 2017 nel mondo si sono registrate 94 perdite totali, con un calo del 4% rispetto all’anno precedente (98), il secondo più basso in 10 anni dopo il 2014. Secondo il rapporto annuale di AGCS, che analizza le perdite di trasporto per navi oltre le 100 tonnellate lorde (GT), il maltempo ha contribuito alla perdita di oltre 20 mezzi, così come i tifoni in Asia e gli uragani negli Stati Uniti.Le nuove esposizioni al rischio per il settore dei trasporti marittimi sono molteplici: le navi portacontainer sempre più grandi – più lunghe dell’Empire State Building – pongono problemi di contenimento degli incendi e di salvataggio. Il cambiamento climatico comporta nuovi rischi sulle rotte, con condizioni in rapido mutamento nelle acque dell’Artico e dell’Atlantico settentrionale che comportano ulteriori pericoli. L’attenzione per l’ambiente sta crescendo man mano che il settore cerca di ridurre le emissioni, ma questo porta con sé il pericolo sia di nuovi rischi tecnici, sia di incidenti che possono danneggiare i macchinari. I trasportatori continuano a dover bilanciare vantaggi e rischi di una maggiore automazione a bordo. L’attacco informatico di NotPetya ha causato ritardi nel trasporto merci e la congestione in quasi 80 porti, sottolineando la minaccia di rischi informatici per il settore.
Quasi un terzo delle perdite di trasporto in mare nel 2017 (30) si è verificato nella regione marittima della Cina meridionale, Indocina, Indonesia e Filippine, con un aumento annuo del 25% dovuto all’attività nelle acque vietnamite. Quest’area è stata il principale punto critico delle perdite totali a livello globale dell’ultimo decennio, portando alcuni commentatori dei media a definirla il “nuovo Triangolo delle Bermuda”. I principali fattori di perdita sono in realtà le condizioni meteorologiche – nel novembre 2017, il tifone Damrey ha causato sei perdite -, i mari affollati e gli standard di sicurezza più bassi su alcune rotte interne. Al di fuori dell’Asia, la regione del Mediterraneo orientale e del Mar Nero è il secondo punto di maggior perdita (17), seguita dalle isole britanniche (8). Secondo l’analisi AGCS, si è registrato anche un aumento annuo del 29% degli incidenti di navigazione segnalati nelle acque del circolo polare artico (71).Le navi cargo (53) hanno rappresentato oltre la metà di tutte le navi perdute a livello mondiale nel 2017. Le perdite subite dalle navi da pesca e passeggeri sono diminuite rispetto all’anno precedente. Le navi portarinfuse hanno registrato 5 delle 10 maggiori perdite totali in termini di stazza lorda. La causa più comune rimane il naufragio (affondamento), con 61 casi di questo genere nel 2017. Il naufragio/blocco è al secondo posto (13), seguito dai guasti ai macchinari/al motore (8).
Nonostante decenni di miglioramenti della sicurezza, il settore dei trasporti marittimi non ha spazio per l’autocompiacimento. Proseguono gli incidenti mortali come l’incidente della petroliera “Sanchi” nel gennaio 2018 e la perdita della nave “El Faro” a seguito dell’uragano Joaquin alla fine del 2015, e il comportamento umano è spesso un fattore determinante. Si stima che dal 75% al 96% degli incidenti di navigazione siano dovuti a errori umani, che sono anche all’origine del 75% dei 15.000 sinistri del settore assicurativo della responsabilità civile marittima analizzati da AGCS, per un costo di 1,6 miliardi di dollari.

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Sicurezza nelle scuole e responsabilità dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Udir loda l’iniziativa dell’associazione, operante a tutela della salute e prevenzione dei rischi negli istituti scolastici, di scrivere al Ministro Marco Bussetti: la lunga missiva fa il punto della situazione e chiede che il Testo Unico venga modificato al più presto, perché il dirigente scolastico deve essere esonerato dalle responsabilità sulla sicurezza degli edifici, poiché non ha alcun potere di spesa, nemmeno per gli interventi urgenti. Udir, dunque, sposa in toto la causa e rilancia l’appello: il sindacato infatti nei mesi passati ha organizzato una serie di convegni proprio sul tema dei forti rischi di incendi e sismici che si corrono tutt’oggi nelle nostre scuole. Inoltre, sempre per la tutela dei dirigenti scolastici, ha messo a disposizione specifiche diffide, oltre ad aver anche presentato uno preciso emendamento alla legge di stabilità durante la precedente legislatura.Marcello Pacifico (presidente Udir): La lettera contiene in summa le lotte che Udir ha portato avanti nell’anno in corso sulla gravissima situazione dei dirigenti scolastici, i quali, rispetto alla sicurezza nelle scuole, sono perennemente incolpevoli davanti ad un plotone di esecuzione pronto ad aprire il fuoco. Durante i nostri incontri con centinaia di presidi, è stata unanime la richiesta di cambiare in toto il Testo Unico sulla sicurezza. Constatiamo che il lavoro incessante fatto dal nostro sindacato nello scorso anno ha comunque già avviato un ripensamento da parte del governo, identificabile nelle parole del sottosegretario Salvatore Giuliano rispetto all’intollerabile situazione in cui vertono i capi d’istituto sulle tematiche della sicurezza.

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Europa in stallo sulla sicurezza stradale

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 giugno 2018

Non si ferma la strage che conta ogni settimana 500 morti sulle strade europee: negli ultimi quattro anni non si registrano miglioramenti per la sicurezza stradale e per la prima volta l’ETSC – Consiglio Europeo per la Sicurezza Stradale non assegnerà ad alcun Paese il premio annuale per i progressi verso una mobilità responsabile. Nel 2017 si contano in Europa 25.250 vittime per incidenti, con una riduzione di appena il 2% rispetto all’anno precedente: per raggiungere l’obiettivo comunitario di dimezzamento del numero dei morti nel 2020 rispetto al 2010, sarebbe stato invece necessario un calo medio del 6,7% di decessi sulle strade ogni anno. I dati sono contenuti nel Rapporto presentato oggi da ETSC e diffuso nel nostro Paese dall’ACI, membro del Consiglio Europeo per la Sicurezza Stradale. L’Italia non brilla nell’Unione Europea, segnando addirittura un aumento delle vittime dell’1,6% nell’ultimo anno. “Con il Governo finalmente insediato – dichiara Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – va rafforzato l’impegno di tutti verso la sicurezza stradale: il nuovo Codice della Strada che sarà presto nell’agenda parlamentare può rappresentare il punto di svolta per una mobilità più responsabile ed efficiente, in linea con le disposizioni annunciate dalla Commissione Europea sui veicoli e sulle infrastrutture”.“Se due aerei passeggeri cadessero ogni settimana in Europa – afferma Antonio Avenoso, direttore esecutivo ETSC – la risposta pubblica ed istituzionale sarebbe immediata. Di fronte a 500 morti sulle strade ogni sette giorni, i governi devono aumentare i propri sforzi per migliorare in mesi, non in anni, la sicurezza della circolazione. Servono misure urgenti per arginare le principali cause di morte e lesioni gravi, a cominciare dall’eccesso di velocità, la guida in stato di ebbrezza, la distrazione e il mancato uso delle cinture di sicurezza”.Il Report completo è pubblicato su http://www.etsc.eu/pin12

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Bilancio dell’UE: un ruolo più forte dell’UE quale garante della sicurezza e della difesa

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Un Fondo europeo per la difesa, con una dotazione di 13 miliardi di €, fornirà le risorse finanziarie necessarie per effettuare investimenti transfrontalieri in tecnologie e materiali all’avanguardia e pienamente interoperabili in settori quali i software cifrati e la tecnologia dei droni. Inoltre l’Alta rappresentante, con il sostegno della Commissione, propone in data odierna un nuovo strumento europeo per la pace, con una dotazione di 10,5 miliardi di €, fuori dal bilancio a lungo termine dell’UE, che contribuirà a migliorare la capacità dell’UE di prevenire conflitti, costruire la pace e garantire la sicurezza internazionale.
Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Le attuali proposte contribuiranno a far sì che l’UE prenda in mano il proprio destino. Stiamo acquisendo una maggiore titolarità nel difendere e proteggere i nostri cittadini. Per la prima volta nella storia dell’Unione europea, una parte del bilancio europeo è destinata ad investimenti collettivi finalizzati allo sviluppo di nuove tecnologie e nuovi materiali per proteggere i nostri cittadini. Il Fondo europeo per la difesa è un effettivo strumento europeo che incoraggia gli investimenti congiunti e intensifica gli sforzi degli Stati membri nel settore della difesa.” Il nuovo Fondo europeo per la difesa, con una dotazione di 13 miliardi di €, metterà a disposizione, in particolare mediante sovvenzioni, 4,1 miliardi di € per il finanziamento diretto di progetti di ricerca competitivi e collaborativi. Al di là della fase di ricerca, 8,9 miliardi di € saranno disponibili per integrare gli investimenti degli Stati membri mediante il cofinanziamento dei costi connessi allo sviluppo di prototipi e alle conseguenti attività di certificazione e collaudo. Il Fondo permetterà all’UE di attestarsi tra i 4 principali investitori europei in ricerca e tecnologia nel settore della difesa in Europa e fungerà da catalizzatore per una base industriale e scientifica innovativa e competitiva.
Un accordo in tempi brevi sul bilancio complessivo a lungo termine dell’UE e sulle relative proposte settoriali è fondamentale per garantire che i fondi dell’UE comincino a produrre risultati concreti quanto prima possibile.In caso di ritardi analoghi a quelli registrati all’inizio dell’attuale periodo di bilancio (2014-2020) si dovrebbero posticipare gli inviti a presentare proposte per progetti collaborativi in settori quali i metamateriali, i software cifrati, la tecnologia dei droni o la comunicazione via satellite.Un accordo nel 2019 sul prossimo bilancio a lungo termine consentirebbe una transizione senza soluzione di continuità tra l’attuale bilancio a lungo termine (2014-2020) e quello successivo, garantendo la prevedibilità e la continuità dei finanziamenti a beneficio di tutti. Dopo aver ottenuto il sostegno della Commissione, l’Alta rappresentante sottoporrà la proposta relativa a uno strumento europeo per la pace all’attenzione del Consiglio, che sarà chiamato a deliberare in proposito all’unanimità.

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Droni: nuove norme UE sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

I deputati hanno approvato in via definitiva nuove norme UE per garantire un uso sicuro dei droni e aggiornare le norme sulla sicurezza aerea.
I deputati hanno dato martedì il via libero definitivo all’accordo raggiunto, nel novembre 2017, tra i negoziatori del Consiglio e del Parlamento su regole UE per i droni e gli operatori di droni, al fine di garantire un livello comune di sicurezza e contribuire allo sviluppo di prodotti e servizi.Attualmente, la maggior parte dei droni è soggetta a differenti norme nazionali, il che può ostacolare lo sviluppo del mercato.In base alle nuove regole, i droni dovrebbero essere progettati in modo da poter essere utilizzati senza mettere a repentaglio le persone. In base al rischio connesso, ad esempio al peso del drone o all’area operativa, il drone avrà bisogno di dotarsi di caratteristiche specifiche, come l’atterraggio automatico, nel caso in cui l’operatore perda il contatto con il drone, o i sistemi anticollisione.Gli operatori dei droni avranno l’obbligo di essere a conoscenza di tutte le regole in vigore e essere in grado di operare in sicurezza. Ciò significa che alcuni di loro dovranno seguire un corso di formazione prima di poter utilizzare un drone.Per favorire l’identificazione in caso di incidente, gli operatori di droni dovranno essere iscritti in registri nazionali e i loro droni contrassegnati per l’identificazione. Ciò non si applicherà agli operatori di droni più piccoli. Sulla base di questi principi fondamentali, la Commissione europea ha il compito di elaborare norme più dettagliate a livello UE, quali i limiti massimi di altitudine e di distanza per il volo dei droni, e di stabilire quali operazioni e quali tipi di droni dovrebbero essere certificati in base al rischio che comportano. Le norme determineranno inoltre quali operatori dovranno seguire una formazione supplementare ed essere registrati e quali droni dovranno essere dotati di dispositivi supplementari di sicurezza.Oltre a stabilire le regole comunitarie sui droni, le modifiche approvate aggiornano la legislazione UE sulla sicurezza aerea, al fine di mantenere l’alto livello esistente nell’UE, con norme più adatte all’aumento del traffico aereo previsto nei prossimi decenni.
Sarà rafforzata la cooperazione tra l’Agenzia dell’UE per la sicurezza aerea (AESA) e le autorità nazionali per quanto riguarda la valutazione dei rischi in relazione al sorvolo delle zone di conflitto. Inoltre, la Commissione sarà incaricata di elaborare norme per ottenere in tempo reale i dati dai registratori di volo (“scatola nera”) in caso di emergenza di un aeromobile, così da accelerare gli interventi di emergenza.L’accordo provvisorio è stato approvato con 558 voti favorevoli, 71 contrari e 48 astensioni. Le norme dovranno ora essere formalmente approvate dai ministri dell’UE, prima che la legislazione possa entrare in vigore.Vietato l’uso della plastica monouso negli uffici e nei servizi dei palazzi della politica. Il ministero dell’Ambiente ha risposto alla richiesta di Marevivo di vietare l’uso della plastica monouso negli uffici e nei servizi dei palazzi della politica #StopSingleUsePlastic. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a margine dell’incontro che si è svolto oggi con le 23 associazioni, da Greenpeace a Legambiente, dal Wwf a Marevivo alla Lipu, firmatarie dell'”Agenda Ambientalista 2018″, ha confermato l’impegno che aveva già lanciato in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente di rendere il suo dicastero “plastic free” e di voler utilizzare le leve fiscali per ridurre la produzione degli imballaggi di plastica e quindi dei rifiuti. Proprio durante la riunione, infatti, l’acqua è stata servita in una brocca con bicchieri di vetro, un chiaro segnale di cambiamento. «È una prima vittoria – dichiara Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo – al nostro appello di introdurre il divieto dell’uso di prodotti di plastica monouso, come bottiglie, stoviglie, cannucce e tutti gli oggetti che utilizziamo una volta sola prima di buttare via, nei servizi e negli uffici dei palazzi della politica. Il Ministero dell’Ambiente è stato il primo a dare il buon esempio e ci auguriamo che ben presto anche gli altri dicasteri accolgano il nostro appello diventando “plastic free”. Ringrazio Sergio Costa per questa importante decisione, una delle prime azioni concrete in soli pochi giorni dal suo insediamento. Ancora una volta l’Italia anticipa le direttive dell’Unione Europea dimostrando di essere lungimirante sulla salvaguardia dell’ambiente e del mare. A sostenere la nostra azione anche i circa 20.000 firmatari che hanno sottoscritto la petizione, lanciata su Change.org, che ringrazio per il supporto».Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo hanno risposto alla lettera inviata da Marevivo dimostrando il loro interesse alla campagna.Marevivo continuerà a fare pressione affinché tutti i palazzi della politica, dal Senato alla Camera fino a tutti i Ministeri ed istituzioni introducano il divieto della plastica “usa e getta”.

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