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Posts Tagged ‘sicurezza’

Stati Generali dello Spazio, Sicurezza e Difesa: le prossime sfide per l’industria europea

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Napoli 6 dicembre dalle ore 9.30 alle 18.00 nella sala dei Baroni del Maschio Angioino si terranno gli Stati Generali dello Spazio. Il Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia, l’Agenzia Spaziale europea, l’Agenzia Spaziale italiana e il Comune di Napoli, organizza un evento ad alto livello dal titolo Gli Stati Generali dello Spazio, Sicurezza e Difesa: le prossime sfide per l’industria europea.I lavori, che si terranno venerdì 6 dicembre a Napoli nella sala dei Baroni del Maschio Angioino dalle ore 9.30 alle 18.00, saranno aperti dal Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.A rappresentare il Governo, interverranno Lorenzo Guerini, Ministro della Difesa, Paola De Micheli, Ministro per le Infrastrutture, Lorenzo Fioramonti, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca e Riccardo Fraccaro, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Spazio.Tra gli altri oratori istituzionali, sono previsti Johann-Dietrich Worner, Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea, Giorgio Saccoccia, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Fabio Massimo Castaldo, Vice Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, Presidente della Commissione Affari Costituzionali e della Conferenza dei Presidenti delle Commissioni del Parlamento europeo, il Generale Claudio Graziano, Presidente del Comitato Militare dell’Unione europea e Roberto Viola, Direttore Generale della Commissione europea.I Rappresentanti delle istituzioni europee e italiane e delle agenzie spaziali italiana ed europea si confronteranno con i vertici dell’industria del settore, tra cui il Presidente e l’AD di Leonardo, Gianni De Gennaro e Alessandro Profumo, l’AD di Fincantieri Giuseppe Bono, l’AD di Thales Alenia Space Italia, Donato Amoroso e l’AD di SITAEL, Matteo Pertosa. Gli Stati generali si chiuderanno nel pomeriggio con l’intervento conclusivo del Presidente Sassoli.

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Scuola Pacifico: “Sicurezza, Udir chiede di rivedere la disciplina sulla responsabilità dei presidi”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

La sicurezza nelle scuole è sempre un tema di grande attualità, talvolta protagonista di gravi episodi di cronaca che hanno tanta risonanza, e nei quali spesso di dirigenti scolastici sono alle prese con responsabilità che oltrepassano i già loro tanti e gravosi compiti. Ecco perché Udir ha presentato vari emendamenti al disegno di legge 1586 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 anche sulla sicurezza scolastica. Pacifico, presidente Udir: “La politica agisca, al di là dei convegni”
“I dirigenti scolastici di ottomila istituti sono a rischio, per delle scuole che sono insicure, una su due non ha l’agibilità, al di là dell’intesa firmata a fine ottobre dai sindacati rappresentativi della dirigenza e del Miur”, osserva il presidente di Udir, Marcello Pacifico, nel corso di un intervento radiofonico a Italia Stampa. “In molti istituti – continua Pacifico – mancano bagni adeguati ai bambini in situazione di handicap, tante strutture sono vecchie di cent’anni, magari prestigiose, ma non sono messe in sicurezza, in un Paese a forte rischio sismico come l’Italia, in cui c’è difficoltà a spendere risorse, i dirigenti non hanno potere di spesa, se non per pochi limitati aspetti. Siamo a favore della sicurezza di tutti, alunni, docenti e personale Ata, ma non è giusto continuare ad aspettare la tragedia, che diventa inevitabile, bisogna tutelare i dirigenti scolastici. In tal senso abbiamo presentato un emendamento alla Legge di Bilancio. Speriamo che al di là dei convegni, la politica agisca nelle sedi opportune”.Udir ha dunque chiesto una revisione della disciplina sulla responsabilità dei dirigenti scolastici. in tema di sicurezza. In particolare presentando formalmente emendamenti all’articolo 28. Infatti, dopo il comma 16, si chiede di inserire “all’articolo 18 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni: i dirigenti delle istituzioni scolastiche sono esentati da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale qualora abbiano tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione di cui al comma 3, necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati, adottando le misure di carattere gestionale di propria competenza”.

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Sicurezza a scuola: Ancora un crollo

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

Scafati (Sa) Parla la ds Adriana Maria Loredana Miro dell’istituto d’istruzione superiore statale A. Pacinotti di Scafati: “Non possiamo da soli adempiere al compito della prevenzione dei rischi, poiché non siamo proprietari delle strutture e non disponiamo delle risorse necessarie a realizzare la manutenzione degli edifici. Il nostro ruolo è quello di garantire il diritto alla salute e all’istruzione per i nostri studenti”. Marcello Pacifico (Udir): Siamo con la dirigente, non è possibile affidare l’incolumità di studenti e lavoratori della scuola al caso, non è accaduta una tragedia solo per pura fatalità e certamente non va bene. Stiamo presentando un emendamento al disegno di legge di stabilità. Chiediamo alla politica di approvarlo.
È accaduto nell’ultimo fine settimana, prima insomma che riprendessero le attività didattiche dopo la lunga pausa dello scorso week-end. Ancora allarme sicurezza a scuola. Come riporta Il Mattino.  È stato il personale scolastico a lanciare l’allarme alla riapertura della scuola. In pratica, “una buona parte d’intonaco si era staccato da una gradinata della scala che dal primo piano dell’edificio conduce ai laboratori”. L’istituto è rimasto chiuso per consentire “ai tecnici della Provincia di Salerno (ente competente) di eseguire i lavori di messa in sicurezza dei vani scale e di procedere ad un controllo generale della struttura”. Udir ha fatto della questione sicurezza uno dei punti di forza della propria battaglia sindacale. Ha, infatti, rimarcato l’esistenza e l’urgenza del problema durante l’incontro che ha avuto al Miur, in seguito alla manifestazione a Roma, qualche giorno fa. La dirigente scolastica dell’istituto colpito dal crollo, Adriana Maria Loredana Miro, che è socia Udir, ha rilasciato una sua dichiarazione, che riportiamo di seguito.
“Al rientro dal ponte di Ognissanti – afferma la dirigente scolastica Miro – dopo i giorni di maltempo, alunni e docenti del Pacinotti di Scafati hanno rinvenuto un intero costone di intonaco che si era staccato dal vano delle scale poste tra il piano terra e il primo piano dell’Istituto, con calcinacci riversati sulle scale sottostanti. Fortunatamente il cedimento è avvenuto quando l’Istituto era chiuso”.
Siamo in pratica di fronte a un ulteriore episodio che mette in evidenza la manutenzione ormai inesistente e la presenza di edifici scolastici fatiscenti. “L’Istituto infatti – continua la ds – costruito da più di 50 anni è stato oggetto solo ultimamente di lavori di ristrutturazione, grazie a un FESR che si è aggiudicato alcuni anni fa. Lo stesso è destinatario di una cifra di 5 milioni di euro, che verrà utilizzata per lavori strutturali, sulla scorta dei quali potrà ottenere le certificazioni richieste per essere a norma. Solo ora si sta espletando la gara per l’appalto in provincia e sicuramente i tempi non saranno brevi. Nel frattempo la provincia di Salerno rimane sorda alle richieste che da anni vengono puntualmente effettuate per sopralluoghi e lavori di manutenzione, nascondendosi dietro la promessa di lavori da effettuare con i 5 milioni di euro. Noi dd.ss. non intendiamo più essere individuati come responsabili di quanto possa avvenire agli edifici in assenza di interventi di messa in sicurezza da parte di enti territoriali competenti. Non siamo nelle condizioni oggettive di adempiere, da soli, al compito della prevenzione dei rischi, in quanto non siamo proprietari delle strutture e non disponiamo delle risorse necessarie a realizzare la manutenzione degli edifici. Il nostro ruolo è quello di garantire il diritto alla salute e all’istruzione per i nostri studenti”.

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Un’Unione della sicurezza autentica ed efficace

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Nella relazione presentata sono riassunte le iniziative intraprese dalla Commissione in alcuni dei settori chiave dell’Unione della sicurezza, quali la lotta al terrorismo, lo scambio di informazioni, il contrasto alla radicalizzazione e la cibersicurezza, e si sottolinea nel contempo la necessità di compiere ulteriori sforzi, in particolare per quanto riguarda l’attuazione della normativa dell’UE in materia di sicurezza. Nel contesto della reazione dell’attentato di Christchurch avvenuto nel marzo 2019, la Commissione raccomanda inoltre all’Unione europea di avviare negoziati con la Nuova Zelanda in materia di scambio di dati personali con Europol per combattere le forme gravi di criminalità e il terrorismo.Gli Stati membri sono in grado di scambiarsi più informazioni che mai, in particolare grazie all’assistenza offerta da agenzie dell’UE come Europol. L’UE ha notevolmente migliorato la sua resilienza informatica e sta lavorando per garantire la cibersicurezza delle reti 5G. In seguito alla valutazione coordinata a livello di UE dei rischi per la sicurezza, gli Stati membri dovrebbero ora concordare una serie di misure di attenuazione dei rischi entro il 31 dicembre.
L’UE ha inoltre continuato ad adoperarsi per contrastare la disinformazione e proteggere l’integrità delle elezioni attraverso il codice di buone pratiche per l’autoregolamentazione sulla disinformazione firmato nell’ottobre 2018.
Alcuni Stati membri non attuano ancora pienamente una serie di norme fondamentali dell’UE in materia di sicurezza che riguardano il terrorismo e la criminalità informatica. Tra queste vi sono dossier prioritari, quali lo scambio dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record – PNR) e la direttiva sulla lotta contro il terrorismo. Solo tredici Stati membri attuano le norme dell’UE per un accesso più restrittivo alle armi da fuoco e ventuno devono ancora recepire le norme antiriciclaggio. Inoltre, ventitré Stati membri non applicano ancora le norme dell’UE che configurano il reato di abuso sessuale su minori e quattro Stati membri non rispettano la normativa UE sugli attacchi contro i sistemi di informazione. La Commissione invita gli Stati membri ad adottare con urgenza le misure necessarie per assicurare la piena attuazione delle norme dell’UE sulla sicurezza.
Il 9 ottobre la Commissione ha firmato accordi sulla lotta al terrorismo con l’Albania e la Macedonia del Nord. Il 7 ottobre l’UE ha inoltre firmato un accordo di cooperazione nella gestione delle frontiere tra il Montenegro e l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.
Infine, la Commissione ha intensificato la cooperazione e lo scambio di informazioni con altri paesi partner, organizzazioni e portatori d’interesse, due elementi fondamentali per la creazione di un’autentica ed efficace Unione della sicurezza. La Commissione raccomanda oggi che il Consiglio autorizzi l’avvio di negoziati per un accordo che consenta lo scambio di dati personali tra Europol e le autorità neozelandesi competenti per la lotta contro le forme gravi di criminalità e il terrorismo.

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Sicurezza: Fp Cgil, ok Lamorgese, intervenire su lavoratori commissioni diritto asilo

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

“Apprezziamo l’impegno del ministro dell’Interno Lamorgese che ha annunciato modifiche ai decreti sicurezza entro fine anno. Abbiamo sempre contestato quei provvedimenti e le dichiarazioni di oggi del nuovo Ministro sono coerenti con quanto da lei stessa affermato nell’incontro di Malta tra i ministri dell’Interno dell’Unione Europea”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, in merito alle dichiarazioni della titolare del Viminale, nel chiedere un intervento anche a sostegno dei lavoratori del Ministero che si occupano delle domande di richiesta d’asilo. “Sappia il Ministro – prosegue il dirigente sindacale – che per il cambio di passo che sta compiendo nei confronti del suo predecessore troverà in noi dei convinti sostenitori. Come abbiamo già avuto modo di rappresentarle, apprezzeremo ancor più le modifiche ai decreti sicurezza se conterranno anche la previsione di rendere strutturali le attività oggi svolte dal suo dicastero attraverso le Commissioni e le Sezioni Territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale perché siamo fermamente convinti che il tema dei richiedenti asilo non può essere gestito come mera azione emergenziale. Specie per un paese come il nostro che fa del rispetto della libertà e della dignità della persona umana un suo principio fondativo”.Per questo, aggiunge, “le chiediamo di voler anche abrogare l’articolo 8 quater del cosiddetto decreto sicurezza bis che mortifica e disperde, attraverso la dismissione, le importanti professionalità che oggi hanno fatto proprio delle Commissioni Territoriali del Ministero dell’Interno una eccellenza da imitare in Europa”, conclude Oliverio. (Giorgio Saccoia)

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Sicurezza e condizioni di lavoro dei poliziotti

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

“Apprendiamo da articoli di stampa che la recente circolare emanata dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli, che invita gli agenti a una maggiore cautela sui social avrebbe anche lo scopo di placare il malcontento che circola tra le Forze dell’ordine, i cui agenti lamenterebbero attraverso le chat «scarsa sicurezza», «materiale inadeguato», «poche risorse» e «addestramento insufficiente». Chiediamo un intervento del Governo finalizzato a tutelare le condizioni di lavoro degli agenti della Polizia di Stato”.
È quanto scrivono i deputati di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda, Giovanni Donzelli, Wanda Ferro, Davide Galantino ed Emanuele Prisco, presentando una interrogazione al Ministro degli Interni. (n.r. Non dobbiamo dimenticare che le condizioni di lavoro dei poliziotti sono anche collegabili all’applicazione delle leggi da parte degli organi inquirenti e giudicanti e ai loro iter con i tre gradi di giudizio che spesso diventano un’arma a doppio taglio riducendo l’efficacia dell’azione penale e persino a vanificandola.)

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Dirigenti scolastici: Sindacati rappresentativi e Miur a confronto sulla sicurezza il 29 ottobre

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Ciò accadrà alla vigilia del sit-in e della protesta cui ha aderito Udir lanciata autonomamente da più di 600 presidi non più disposti a lavorare ogni giorno con il rischio di essere sospesi dal servizio, come è accaduto alla ds Franca Principe per delle responsabilità di cui devono essere esonerati, perché non hanno il potere di spesa per gli interventi sulla messa in sicurezza degli edifici, come chiedono anche due proposte di legge del PD e del M5S al vaglio del Parlamento. Marcello Pacifico (Udir): È arrivato il momento di modificare la norma (TU, d.lgs. 81/08) nella legge di Bilancio. La politica intervenga subito senza più chiacchiere, perché la vita degli studenti e dei lavoratori deve essere tutelata
Ancora malumore tra i dirigenti scolastici: dopo anni in cui sono stati lasciati soli in balia delle responsabilità e di più di 105 capi d’accusa, molti di essi hanno apposto un secco “No” e credono sia giunta l’ora che lo Stato li tuteli maggiormente. Infatti, “dirigenti scolastici provenienti da tutte le parti di Italia si sono mobilitati per la questione sicurezza strutturale degli edifici scolastici. Infatti, il 30 ottobre 2019 si sono dati appuntamento all’Istituto Da Vinci di Roma per raggiungere il Miur per un sit-in che dovrebbe portarli ad incontrare se non il Ministro Lorenzo Fioramonti almeno uno o più sottosegretari. Chiedono tutela, contro delle norme che non solo considerano ingiuste ma anche pericolose per chi frequenta le scuole”. Si ricorda che protesta si è innescata in seguito alla “sentenza di condanna della Cassazione di una loro collega, ritenuta responsabile proprio in quanto preside della caduta di un ragazzo da un lucernario durante gli esami di Maturità del 2011 nella sua scuola. Quel giorno una bidella aveva lasciato aperta la porta che portava nella zona pericolosa ma comunque è stata riconosciuta anche una responsabilità «oggettiva» della dirigente”. Dunque “la clamorosa decisione della Corte ha spinto i dirigenti di tutta Italia a chiedere una riflessione al ministero sulle responsabilità per ciò che riguarda le scuole e soprattutto lo stato degli edifici scolastici”.

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Sicurezza a scuola: La protesta continua

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Non si arresta il malcontento dei dd.ss. per la questione della sicurezza strutturale degli edifici scolastici: il 30 ottobre 2019 si sono dati appuntamento all’Istituto Da Vinci di Roma per raggiungere il Miur per un sit-in che dovrebbe portarli ad incontrare se non il Ministro Lorenzo Fioramonti almeno uno o più sottosegretari. Marcello Pacifico (Udir): Samo solidali coi dd.ss. e li appoggiamo in questa protesta che vuole essere soprattutto una manifestazione di impotenza di fronte alla situazione che si è venuta a creare. Non è possibile rischiare una condanna penale mentre si sta svolgendo il proprio compito. Il ruolo del ds, anche se carico di oneri, è pur sempre un lavoro che compie chi è profondamente interessato all’istruzione e al rapporto col corpo docente e coi discenti: non perdiamo ciò di vista. Si stanno portando i dirigenti scolastici a essere molto più preoccupati delle condanne piuttosto che della formazione dei nostri studenti e delle ottimali condizioni lavorative di docenti e Ata. Italia, Francia e Portogallo tra i Paesi europei con maggiore carenza di docenti qualificati
Questo si evince dal rapporto “Education and Training Monitor 2019”, per le competenze di insegnamento in un ambiente multiculturale o multilingue, nell’insegnamento a studenti che appartengono a realtà svantaggiate dal punto di vista socio-economico e con esigenze particolari. Tra le cause figura anche il progressivo invecchiamento della popolazione del corpo insegnante. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la ricerca conferma la necessità di intervenire con urgenza nel sistema di formazione iniziale in servizio degli insegnanti, ma anche nel reclutamento e nella valorizzazione delle competenze nei diversi contesti educativi con organici legati al territorio”. Anief aggiunge al quadro delineato i numeri: quasi 300 mila studenti hanno un handicap certificato, 500 mila presentano bisogni educativi speciali, 800 mila sono alloglotti, in migliaia si ritrovano a studiare in zone economicamente depresse, ad alto rischio sociale o tasso di dispersione. A questi dati bisogna dare una risposta che passa da una maggiore specializzazione degli insegnanti in base alle esigenze degli alunni per garantire una società più giusta, equa e solidale e il diritto costituzionale all’istruzione. Bisogna intervenire per cambiare o attuare la normativa vigente, cambiarla quando definisce lo stesso rapporto tra studenti e insegnanti in tutte le parti del Paese ignorando il tessuto sociale in cui è inserita la scuola, applicarla quando prevede una specifica formazione per affrontare i BES, innovarla quando si ha davanti una prima classe con 25 alunni su 30 di lingua non italiana.
Sul sostegno poi, bisogna trasformare i posti in deroga in organico di diritto e ampliare la formazione specialistica visto che otto supplenti su dieci non hanno una formazione specifica nella didattica speciale. Piuttosto che concorsi-lumaca, si dia il via all’utilizzo delle professionalità esistente con corsi di specializzazioni ordinari e reclutamento immediato grazie alle nuove graduatorie del salva-precari e di merito.

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Sicurezza: Fp Cgil, bene Conte su risorse per riordino carriere

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2019

Roma. “Finalmente una buona notizia per i lavoratori della Polizia Penitenziaria, scesi in piazza in diverse manifestazioni nei mesi passati, apprendere dal premier Conte l’intenzione del governo di reperire ulteriori risorse per il riordino delle carriere del personale del comparto Sicurezza e Difesa”. Ad affermarlo è la Fp Cgil.
“Siamo scesi in piazza – prosegue – per due volte nel recente passato per chiedere maggiori risorse per il riordino delle carriere del personale delle Forze di Polizia e apprezziamo che oggi si sia deciso di concludere il percorso normativo relativo al riordino, di esercitare compiutamente la delega e soprattutto di individuare ulteriori risorse per completare definitivamente la manovra nei termini di legge previsti dalla delega stessa, e comunque non oltre il 31 dicembre 2019. Malgrado le nostre proteste, il precedente governo non aveva dato alcun segnale di riscontro e gli impegni presi oggi costituiscono sicuramente un buon inizio per la nuova compagine governativa”, conclude la Fp Cgil. (by Giorgio Saccoia)

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Scuola: per i dirigenti scolastici la sicurezza è fonte di maggiore preoccupazione

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2019

Con l’autonomia scolastica, il numero degli studenti e dei plessi delle sedi scolastiche è rimasto pressoché invariato, a differenza invece delle sedi di presidenza, che sono state ridotte del 25%. Ciò ha portato senza dubbio a un sostanziale aggravio delle attività e delle responsabilità dei presidi, spesso ridotti a gestire in media cinque plessi con mille alunni e 200 dipendenti, a differenza di tutti gli altri dirigenti degli uffici pubblici, peraltro in edifici per l’80% non a noma di cui devono rispondere pur non avendo potere di spesa per gli interventi, spesso condannati in sede penale. La denuncia di UDIR. Anche quest’anno, ad esempio, una sede su otto è andata in reggenza, nonostante l’immissione in ruolo di 2 mila nuovi ddss. Come emerso da un approfondimento di TuttoScuola, la sicurezza è un argomento che desta stress tra i DS., che, tra l’altro, sta particolarmente a cuore a Udir. Marcello Pacifico (Udir): La sicurezza è un tema che sentiamo molto vicino e la conseguente tutela dei nostri soci è prossima alla ratio del nostro sindacato, poiché, sin dalla fondazione, abbiamo deciso di stare al fianco dei DS, supportandoli soprattutto in relazione a quei problemi che prendono più di tutti tempo, energie, e che spesso non vengono lo stesso risolti. Come sindacato, insieme ad Eurosofia, abbiamo promosso diversi incontri seminariali alla presenza di esperti sullo stress di lavoro correlato. E siamo pronti a continuare per prevenire, ma anche per proporre al legislatore le opportune iniziative.

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Unione della sicurezza: oltre 17.000 mandati d’arresto europei per reati gravi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “Grazie al mandato d’arresto europeo, i cittadini dell’UE vivono in un posto più sicuro. Indipendentemente da dove i criminali e i terroristi si nascondano in Europa, saranno sempre consegnati alla giustizia. Questo dimostra che l’UE si basa sulla fiducia reciproca e sullo Stato di diritto. Il successo di questo strumento si basa sull’ottima cooperazione tra le autorità nazionali ed europee.” Nel 2017 oltre 7.000 sospettati di reati gravi e di terrorismo sono stati consegnati ad un altro Stato membro. In termini di procedura, dall’arresto alla decisione di consegna trascorrono in media 15 giorni quando l’interessato acconsente alla propria consegna e 40 giorni quando non acconsente. Anche se la durata delle procedure di consegna varia molto tra i paesi dell’UE, in generale è notevolmente diminuita.

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La sicurezza informatica in aula

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 settembre 2019

Il back to school arriva dopo un’estate di preparativi da parte di insegnanti, personale amministrativo e IT all’interno delle scuole. Le strutture scolastiche stanno iniziando a investire in tecnologie didattiche come lavagne interattive, software didattici e altre innovazioni. Allo stesso modo, molti insegnanti hanno trascorso un periodo estivo all’insegna della formazione, per lanciare nuove iniziative di apprendimento digitale. In questo contesto, mesi prima che vengano implementati strumenti innovativi, i team IT si trovano a pensare a come massimizzarne l’utilizzo e garantire che i nuovi sistemi di gestione e controllo possano tenere il passo nonostante le limitazioni di budget e di personale. Gli studenti torneranno presto nelle loro classi ed è tempo che i team IT guardino alle esigenze digitali del prossimo anno; adottare un approccio integrato e basato su security fabric può creare l’efficienza necessaria per proteggere gli alunni e aiutarli ad apprendere utilizzando gli strumenti digitali.

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Governo, Paoloni (Sap): «Preoccupati per il tema sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

«Siamo molto preoccupati riguardo al programma di Governo, poiché il tema della sicurezza viene trattato in modo alquanto marginale». A dichiararlo è Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap). «Nel punto 23 del programma, appare solo qualche menzione alla sicurezza, ma le questioni che la riguardano sono tante e molto complesse. La sicurezza è un bene primario per il Paese e gli uomini e le donne chiamati a garantirla, meritano attenzione e le giuste risposte. Dopo 10 anni di tagli che hanno letteralmente debilitato l’apparato – prosegue Paoloni – si stava nuovamente portando la sicurezza tra le priorità di governo con giusti investimenti e tutele per i suoi operatori. Il nostro auspicio è che tutto ciò prosegua con determinazione. Gli uomini e le donne in divisa attendono il pagamento degli straordinari del 2018, un nuovo riordino delle carriere, il rinnovo del contratto, l’apertura dell’area negoziale dirigenziale e soprattutto adeguati mezzi, dotazioni e garanzie funzionali per svolgere con e efficienza i compiti a cui sono chiamati. La sicurezza – conclude – è e deve restare una priorità».

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La sicurezza nella sua visione globale: il voto pentastellato

Posted by fidest press agency su martedì, 3 settembre 2019

E’ un aspetto della vita umana che ci ha attraversato sin dai primordi dell’umanità e forse ancora prima se pensiamo alla logica della catena alimentare che impone il criterio di uccidere per vivere. A questa visione di base l’evoluzione scientifica ci ha portato altri rischi come il nucleare sia per fini di pace (energia nucleare) sia per scopi bellici (bombe atomiche). Vi aggiungiamo, subito dopo, l’alterazione dell’ecosistema e le sue ricadute in termini di disquilibri termici e ambientali e la cosiddetta “bomba demografica” che ha ampliato a dismisura la presenza dell’essere umano sulla terra. Segue inquietante l’ingegneria genetica con sperimentazioni ardite sul genoma per comprendere la funzione dei geni appartenenti al genere umano, in se lodevole per lo sviluppo di medicinali e trattamenti medici, se non vi fosse in parallelo il tentativo di alterarli per condizionare artatamente il loro impiego per fini di conquista e di dominio della natura umana. A complicare ulteriormente le cose vi è il tema della democrazia rappresentativa in luogo di quella diretta. In pratica noi deleghiamo il potere politico a dei rappresentanti che se occupino a tempo pieno per studiare adeguatamente i problemi e trarne le possibili soluzioni nell’interesse generale degli amministrati. Sarebbe, sia chiaro, un’ottima cosa se una parte dei nostri fiduciari non ciurlassero nel manico più per interesse personale che per competenza. A questo punto entra in gioco una variabile legata alle logiche dell’informazione espressione di lobby ideologiche di natura economica e finanziaria che mistificano i fatti dominati come sono dall’esigenza di “fare audience” per fini commerciali e affaristici, nonché da rapporti personali e rendite di posizione varie. In questo modo depriviamo l’esperto della sua credibilità personale e certezza morale avendolo inteso come una persona che non vuole ingannare il suo interlocutore. E ciò ci rende ancor più insicuri e diffidenti nei confronti del nostro prossimo. A prescindere. E ora se ci caliamo nella realtà dei nostri giorni con un governo in formazione, con una nuova etichettatura, aleggia nell’aria, inevitabile, un sospetto di credibilità, una sicurezza resa a mezzo servizio con la diffidenza rendendo più emblematica la possibilità di giudizio dei cittadini. E con questo clima il popolo dei pentastellati si accinge a votare sulla piattaforma Rousseau il consenso o meno a una nuova formula di governo e a chi lo rappresenterà alla sua guida. Si tratta di un’idea che ruota attorno alla sua credibilità personale e alla sua certezza morale. Ne saranno convinti gli elettori? (Riccardo Alfonso)

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Libertà e sicurezza: sono conciliabili?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Sono due termini che alcuni ritengono conflittuali tra loro. Non è, infatti, infrequente il caso di chi è disposto a barattare la sua libertà per un po’ di sicurezza. Alla fine del percorso si corre il rischio che si violino anche i più elementari diritti della persona. D’altra parte la difesa della libertà significa porre dei limiti all’azione del governo. Per Angelo Panebianco la strada è “allora quella che passa attraverso una maggiore consapevolezza della natura e delle condizioni storiche delle diverse culture contro ogni utopia che tende a voler costruire un “mondo unico”. Si tratta di saper scegliere un percorso “virtuoso” per una politica che sviluppi la libertà dei cittadini nel momento stesso in cui ne garantisce la sicurezza”. E, manco a dirlo, tutto questo deve mettere in gioco un processo culturale volto a coinvolgere, necessariamente, la scuola a tutti i livelli e gradi di istruzione. Sono i prodromi di un insegnamento che parta dalla ferma convinzione, da instillare nelle nuove generazioni, che la democrazia non si difende e non si porta con le armi. E’ questa, e non altra, la nuova cultura del progresso per respingere tanto i fondamentalismi quanto le deviazioni totalitarie delle democrazie. Non dimentichiamo che la democrazia è critica e concorrenziale. E’ azione creativa rivolta al futuro. Si stimola e si rinforza anche quando si toccano i più elementari diritti degli individui e le condizioni della loro libertà perché se ne fa baluardo e se ne rende garante. (Riccardo Alfonso)

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Italiani in vacanza, ma il 71% è preoccupato per la sicurezza della propria casa

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2019

Si parte per le vacanze, finalmente! Quest’anno, ad agosto, sono 20 milioni gli italiani che si godono le meritate ferie in viaggio1. Sarebbe tutto bellissimo, se non fosse per quel senso di preoccupazione di lasciare la casa incustodita che disturba sempre un po’. A questo proposito Kingston Digital Europe Co LLP, società di memorie Flash affiliata di Kingston Technology Company, Inc., leader mondiale nella produzione di memorie e nell’offerta di soluzioni tecnologiche, ha indagato timori e paure degli italiani, scoprendo come la tecnologia possa essere una valida alleata contro le preoccupazioni che ci attanagliano quando siamo lontani da casa.L’incubo del vacanziero pare essere sempre lo stesso: il 71% degli intervistati si dichiara piuttosto preoccupato all’idea di lasciare la propria abitazione incustodita, mentre per il 21% questo è un timore ricorrente, che non sempre fa vivere le vacanze con spensieratezza. L’unica – magra – consolazione? In caso di infrazioni da parte di malintenzionati, non ci si troverebbe faccia a faccia con questi (82%).Non è un caso quindi se il 57% sta pensando di installare un sistema di videosorveglianza con cui verificare, da remoto, quello che accade dentro l’abitazione, mentre il 33% ha già provveduto a dotare l’abitazione di una o più videocamere di sicurezza. Solo il 10% al momento non è intenzionato a seguire questa strada, convinto che la mania del controllo a distanza gli metta più ansia che altro. Il 68% afferma invece che, controllare la situazione a casa dal proprio smartphone, è rassicurante.

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Ansfisa: la sicurezza di strade, ponti e ferrovie affidata a un’agenzia fantasma

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

È fermo in mezzo al guado l’ANSFISA (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali), organismo che dovrebbe far proprie competenze del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in materia di sicurezza di ferrovie, strade e viadotti. Molti i dubbi già espressi dall’Unione Sindacale di Base sul rischio che la “pezza sia peggiore del buco”. Non c’è garanzia che una grossa agenzia, concepita sull’onda dei criteri emergenziali (decreto Genova art. 12 D.L. 109/18) e con modalità di costituzione degli organici molto dubbie, possa svolgere meglio le funzioni sulla sicurezza e sul controllo delle infrastrutture ferroviarie e stradali, che vengono sottratte al Ministero e che certamente avevano necessità di essere riorganizzate e potenziate. Lo stesso direttore generale indicato dal ministro Toninelli, l’ingegner Alfredo Principio Mortellaro, ha denunciato nel mese scorso di essere ostacolato nel suo lavoro da non meglio precisate resistenze nella costituzione dell’agenzia, la quale dovrebbe annoverare a regime ben seicento unità. Negli ultimi giorni, con sei mesi di ritardo, Toninelli si è affrettato a presentare le bozze di Regolamento e Statuto della costituenda agenzia inviandole al vaglio del Consiglio di Stato. La USB PI ha già evidenziato al Governo ed agli organismi di controllo alcune gravi incongruenze e sovrapposizioni di competenze, che possono avere riflessi negativi sulle delicate materie, soprattutto con riferimento alle funzioni in capo allo Stato di controllo, investigazione e prevenzione degli incidenti e sulla sicurezza ferroviaria e stradale.

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DL sicurezza: Le perplessità di Fratelli d’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

“Dall’esame degli emendamenti al dl Sicurezza emergono alcuni aspetti molto positivi e altri che ci lasciano davvero perplessi. Fratelli d’Italia festeggia sia per l’approvazione del suo emendamento che dà il via libera ai concorsi di capisquadra per i Vigili del Fuoco che consentirà i passaggi in qualifica più veloci dei graduati e a scalare aprirà le porte a nuove assunzioni, sia per l’aumento delle pene per i reati contro i pubblici ufficiali che passeranno da un minimo di 15 giorni e un massimo di 3 anni ad un minimo di 6 mesi e un massimo di 3 anni. Siamo però dispiaciuti per la decisione del Presidente Fico che non ha voluto ammettere il nostro emendamento che puntava ad eliminare il reato di tortura e il non aver voluto risolvere, da parte della maggioranza, la vicenda del concorso Allievi di Polizia che coinvolge migliaia e migliaia di giovani che nel frattempo hanno vinto i ricorsi e superato le prove di idoneità. Sistemare quel pasticcio avrebbe significato aumentare di 400 unità le assunzioni della Polizia di Stato. Rinforzi e forze fresche che servono alla sicurezza delle nostre città. Sia per il reato di tortura che per il concorso di Polizia, Fratelli d’Italia continuerà la sua battaglia al fianco delle Forze dell’ordine”. Lo dichiara in una nota Emanuele Prisco, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Affari costituzionali.

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Sicurezza bis: Fp Cgil, nessuna misura concreta per Vigili del Fuoco

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

“Nessuna concreta misura a favore dei Vigili del Fuoco, a dispetto degli impegni assunti dalla maggioranza di governo e dati in pasto all’opinione pubblica. Tra gli emendamenti al decreto sicurezza bis relativi al corpo dei Vigili del Fuoco che hanno ottenuto il via libera dalle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera si registrano solo misure gradite ai vertici”. A denunciarlo è il responsabile nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella.Soltanto una settimana fa, osserva il dirigente sindacale, “finivamo, come Vigili del Fuoco, nel tritacarne del dibattito politico, stretti nella propaganda di governo. Ma le parole, le ‘rassicurazioni’, non hanno avuto seguito: nessuna misura concreta a favore dei circa 34 mila appartenenti al corpo dei Vigili del fuoco ma solo toppe, in parte utili all’Amministrazione ma non risolutive dei problemi che investono il personale. Gli emendamenti approvati, infatti, certificano la carenza di organico del corpo, attraverso la possibilità di ricorrere più facilmente al richiamo di volontari e all’utilizzo delle ore di straordinario. Si coprono i buchi con i volontari e si fanno lavorare di più i Vigili del Fuoco, barattando più lavoro con più salario”.Per Giulianella, inoltre, “si strizza l’occhiolino al personale con i passaggi di qualifica, necessari all’Amministrazione per coprire la carenza di figure qualificate, mentre diminuisce la quota di ore dedicate alla formazione in ingresso. Misura che in parte agevola i tempi dei nuovi ingressi ma allo stesso tempo taglia le ore di formazione per questi ultimi. In sostanza briciole ma niente di concreto in termini di risorse per i Vigili del Fuoco sul salario, nessuna ulteriore assunzione, nessuna copertura per l’assicurazione Inail e niente sulla pensione integrativa. Questi i fatti, le chiacchiere stanno a zero. Intensificheremo lo stato di agitazione affinché nella legge di Stabilità si possano concretizzare misure per dare il giusto riconoscimento ai Vigili del Fuoco”, conclude.

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Sicurezza: Fp Cgil, ddl Polizia Locale depotenziato senza risorse e strumenti

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

“Una riforma, da tanto tempo attesa, che parte già depotenziata perché non prevede risorse e strumenti efficaci a sostegno”. Così la Funzione Pubblica Cgil commenta il via libera dal Consiglio dei Ministri al disegno di legge delega sulla riforma della Polizia Locale.Per la Fp Cgil, aggiunge, “la funzione di sicurezza urbana e il ruolo della Polizia Locale sono parte importante delle politiche delle Autonomie Locali che attendono investimenti e valorizzazione da troppo tempo, per questo chiediamo che qualsiasi intervento normativo non rappresenti solo un impegno generico ma una svolta reale. Inoltre – prosegue -, viene utilizzato lo strumento della delega al Governo che indubbiamente allungherà i tempi di realizzazione della riforma, quando in tutti questi mesi non sono mancate le occasioni in Parlamento per poter dare immediata risposta alle esigenze e ai bisogni del personale della Polizia Locale”.Secondo la Funzione Pubblica Cgil, “nonostante emergano nella delega elementi che noi da tempo chiediamo, non possiamo non sottolineare il criterio di invarianza di spesa che rischia di compromettere l’efficacia dell’intervento. Ciò che rivendichiamo con forza è lo stanziamento di risorse necessarie per le lavoratrici e i lavoratori della Polizia Locale e di tutto il comparto delle Funzioni Locali, a partire dalla necessità di rinnovare il contratto nazionale e di garantire maggiori risorse per la contrattazione integrativa”. Per queste ragioni il sindacato sottolinea “l’esigenza di una modifica del testo che renda esplicito lo stanziamento di risorse che possano garantire l’estensione di tutele al settore, consapevoli dell’impossibilità di realizzare una riforma a costo zero. Per tali ragioni, anche alla luce di impegni presi dal Ministero dell’Interno, è fondamentale aprire un confronto per definire gli opportuni emendamenti e per riconoscere al più presto diritti e tutele agli oltre 60 mila dipendenti della Polizia Locale”, conclude la Fp Cgil.

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