Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°56

Posts Tagged ‘sicurezza’

Scuola: Sicurezza nelle scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2019

Il ministro Marco Bussetti, a Chieti, si è espresso su edilizia e sicurezza; infatti ha affermato che la situazione non è certo rosea e non solo per le scuole locate in zone a rischio sismico, ma anche per gli istituti di tutta la nazione. Marcello Pacifico (presidente Udir): Noi abbiamo denunciato innumerevoli volte le precarie condizioni dei nostri istituti e siamo lieti di sapere che è intenzione del dicastero di viale Trastevere stanziare 7 miliardi per la messa a norma delle scuole e per ottenere le certificazioni. Che dire: finalmente le nostre parole vengono ascoltate. Però continueremo la nostra battaglia fino a quando le scuole e le persone che vi sono all’interno saranno al sicuro.

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Scuola Sicurezza: proroga verifiche di vulnerabilità sismica e adeguamento alla norma antincendio

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 gennaio 2019

In merito alla sicurezza antincendio delle scuole, il sindacato UDIR si è sempre battuto per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, nonché per la salvaguardia delle responsabilità civili e penali dei dirigenti scolastici in Italia. Sono già disponibili i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, per singolo istituto scolastico, attraverso il portale del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, nella sezione dedicata ai dati e open data, che consentono a tutti i cittadini di conoscere lo stato di salute degli edifici scolastici presenti sul territorio nazionale; tali dati risultano utili per individuare le priorità d’intervento. Il giovane sindacato ha chiesto all’ingegnere Natale Saccone di approfondire la questione. Il Ministero, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ha anche avviato una mappatura satellitare delle scuole per poter verificare eventuali spostamenti, anche millimetrici, degli stessi negli ultimi 8 anni e far partire i necessari controlli. Dall’ultimo aggiornamento dell’Anagrafe emerge che in Italia c’è un patrimonio edilizio scolastico composto da 40.151 edifici attivi che fanno capo agli enti locali; 22 mila di questi edifici sono stati costruiti prima del 1970. L’aggiornamento dell’anagrafe ha consentito un censimento più completo del precedente con un +17,8% di edifici intercettati, che nella precedente rilevazione risultavano inattivi. Ad oggi: il 46,8% degli edifici non possiede il certificato di collaudo statico (la prima norma che introduce in Italia l’obbligo del certificato di collaudo statico è la legge 5 novembre 1971, n. 1086, il 22,3% degli edifici senza questo certificato è costruito prima del 1970);
il 59,5% non ha quello di prevenzione incendi (oggi SCIA). Il 53,8% non ha quello di agibilità/abitabilità (oggi SCA);
il 21,4% delle scuole non ha il piano di emergenza, ma con il decreto che andrà a sostituire il DM 10/03/98 ci saranno ulteriori novità;
il 42,5% degli edifici non è dotato di accorgimenti per ridurre i consumi energetici;
il 25,5% degli edifici non ha abbattute le barriere architettoniche per i diversamente abili.
Infatti, entrando nel merito, col decreto-legge 135/2018, A.S. 989, detto DL 989 semplificazioni, attinente alla conversione in legge del decreto-legge 14 dicembre 2018, n.135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, sono state tra l’altro introdotte due proposte emendative in senato.

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Sicurezza sul lavoro: specializzati 1.000 Consulenti del Lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

Nel 2019 salgono a 1.000 i Consulenti del Lavoro che hanno scelto di formarsi nel delicato ambito della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ampliando così la gamma dei servizi da offrire alle aziende clienti. Si tratta di una competenza trasversale, sulla quale l’attenzione della Categoria è altissima, come dimostra la grande partecipazione degli iscritti all’Ordine ai corsi promossi dall’Enpacl, in collaborazione con la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Guardando agli ultimi dati disponibili sull’attività di vigilanza in materia di sicurezza, relativi all’anno 2017, sono risultate irregolari tre aziende su quattro (77,09%). Inoltre, secondo le stime elaborate dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro sugli open data Inail sugli infortuni sul lavoro avvenuti nei primi 11 mesi del 2018 le denunce di infortunio durante l’attività lavorativa sono aumentate dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. “In questo contesto – sottolinea la Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine Marina Calderone – il ruolo del Consulente del Lavoro è cruciale”.

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Sicurezza a scuola: provocazione del ministro dell’Interno

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

Secca replica di Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Bene, ma si estenda l’intervento anche in ogni ufficio pubblico e di governo o, persino, in Parlamento, al fine di monitorare il livello di assenteismo o di uso di sostanze stupefacenti, sempre che si ritenga questo fenomeno diffuso. Chi lavora nella scuola vuole solo il rispetto del regolamento europeo sulla privacy, specialmente nel trattamento dei dati sui minori in un settore della P.A. dove il sistema di controllo è molto sviluppato sotto tutti gli aspetti. “Si va a scuola non per farsi o per spacciare. Chi non ha nulla da temere non ha problemi di vedere una divisa, cani antidroga o videocamere fuori dalle scuole medie o dai licei”. E, se uno è contrario, “è perché si droga o perché si fa”: così si è espresso nelle ultime ore il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, commentando il ritrovamento di alcuni chili di droga, sottratti probabilmente allo spaccio dentro gli istituti scolastici.

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Auto senza conducente: i deputati chiedono norme su sicurezza e responsabilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 gennaio 2019

Strasburgo I deputati accolgono con favore lo sviluppo della mobilità automatizzata, ma chiedono ulteriori sforzi per garantire la sicurezza stradale e il sostegno all’industria europea. Secondo il testo della risoluzione non vincolante, approvata con 585 voti a favore, 85 contrari, 26 astensioni, in vari paesi del mondo si sta passando rapidamente alla diffusione sul mercato della mobilità connessa e automatizzata e l’UE deve rispondere in maniera molto più proattiva ai rapidi sviluppi in tale settore.I deputati accolgono con favore la comunicazione della Commissione europea “Verso la mobilità automatizzata”, ma sottolineano che sono necessari ulteriori sforzi per garantire finanziamenti sufficienti a sostegno del settore e norme adeguate in materia di sicurezza e responsabilità in caso di incidenti.Il Parlamento esorta inoltre la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi per mantenere un ruolo guida nell’armonizzazione tecnica a livello internazionale dei veicoli automatizzati nel quadro della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) e della convenzione di Vienna.Occorre poi integrare i sistemi di salvaguardia per consentire la coesistenza di veicoli automatizzati con veicoli privi di connettività e automazione.Nel testo, si chiede alla Commissione di presentare norme dettagliate per i velivoli automatizzati e di definire i livelli di automazione per la navigazione sia interna che marittima, al fine di incoraggiare l’utilizzo delle imbarcazioni autonome. Dovrebbero inoltre essere elaborate norme che rendano possibili sistemi ferroviari e di trasporto leggero su rotaia autonomo. Per creare un’iniziativa strategica sul trasporto autonomo guidata dall’industria, occorre istituire un partenariato congiunto (impresa comune) sulla falsariga di Shift2Rail per il trasporto ferroviario e di CleanSky per l’industria aeronautica.Infine, la ricerca dovrebbe concentrarsi anche sugli effetti a lungo termine dei trasporti autonomi su questioni quali l’adattamento dei consumatori, l’accettazione sociale, le reazioni fisiologiche, le risposte fisiche, la mobilità sociale e la riduzione degli incidenti.

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“Nel 2018 si sono registrati più di 1450 morti sul lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 12 gennaio 2019

È quanto rileva l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro. E facendo una media su base annua sono quattro persone al giorno che perdono la vita sul posto di lavoro o per incidenti durante il tragitto casa-lavoro.” Lo ha dichiarato in una nota Luigi FERRARA, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Sicurezza. “In dieci anni, e cioè dal 2008, anno dell’entrata in vigore del Testo Unico sulla Sicurezza, sono morte più di 15mila persone – ha continuato FERRARA che è anche Presidente ANCORS, Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul lavoro -. Un bollettino di guerra che continuiamo a contrastare, ma a non debellare. Perché ciò che manca è la consapevolezza che la sicurezza sia un elemento fondamentale per la vita. Dobbiamo lavorare insieme per un mondo dove il lavoro significa salute e sicurezza, dove le persone si sentono protette ma non guidate dagli obblighi”. “Le leggi esistenti sicuramente servono, ma a fare la differenza è la diversa sensibilità culturale delle persone – ha proseguito FERRARA – ed è per questo che CONFASSOCIAZIONI e ANCORS insieme propongono la creazione di un’Agenzia Nazionale per la Sicurezza sul Lavoro e nelle Famiglie. Avere una cabina unica di regia, puntare alla semplificazione degli adempimenti formali previsti dalla normativa vigente per le PMI, coinvolgere tutti i cittadini in attività formative e informative per renderli consapevoli del rischio e attenti ai pericoli cui sono esposti, sono alcuni punti che riteniamo essenziali per dare soluzioni pratiche a questa grande piaga. Senza dimenticare la progettazione strategica di ulteriori livelli di prevenzione per il futuro di un mondo di sempre maggior interazione con i sistemi automatizzati. “La chiave di volta è semplice e concreta – ha affermato il Presidente di CONFASSOCIAZIONI SICUREZZA – , renderci consapevoli attori del nostro cambiamento. Due esempi su tutti: il fumo nei locali chiusi e le cinture di sicurezza. Per il fumo all’inizio si pensava inaccettabile il veto. Oggi non è più così, esistono aree dedicate per i fumatori come pure paesi nel mondo che lo inibiscono anche all’aria aperta, come la Svezia. Per quanto riguarda le cinture di sicurezza siamo a metà del percorso perché se è vero che quelle anteriori sono diventate una buona abitudine, siamo ancora lontani per l’uso salva vita dato da quelle posteriori”. “Tra i nostri obiettivi strategici – ha concluso il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo DEIANA – c’è quello di garantire e diffondere il più possibile la cultura della prevenzione. E uno dei passi strategici verso tale obiettivo è stato il Protocollo d’Intesa tra CONFASSOCIAZIONI e Croce Rossa Italiana, presentato lo scorso dicembre a Roma nella Sala Stampa del Senato. Un primo passo formale che ha già in cantiere azioni pratiche come l’azione congiunta per far approvare una norma di legge che preveda la presenza obbligatoria di un defibrillatore in ogni auto nuova venduta perché le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel nostro Paese. Abbiamo aumentato la prevenzione con i seggiolini in auto che avvisano i genitori della presenza dei piccoli. Dobbiamo fare un ulteriore passo in avanti, inserendo l’obbligo di avere a bordo un defibrillatore con la necessità di frequentare un corso di primo soccorso, per chi vuole conseguire la patente di guida, un provvedimento da sempre auspicato dalla Croce Rossa. Una sola domanda semplice: quante vite potremmo salvare attraverso questa semplice misura?” (Dott.ssa Adriana Apicella Direttore Generale CONFASSOCIAZIONI)

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Sicurezza alimentare: maggiore trasparenza e migliore prevenzione dei rischi

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

Una proposta legislativa per consentire all’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di lavorare in modo più efficiente e trasparente è stata approvata dal Parlamento martedì con 427 voti in favore, 172 voti contrari e 67 astensioni. Il testo rappresenta il mandato negoziale del PE per raggiungere un accordo con i Ministri UE.Le nuove norme mirano a rendere più trasparente la valutazione del rischio e a garantire che gli studi utilizzati dall’EFSA per autorizzare l’immissione sul mercato di un prodotto siano affidabili, oggettivi e indipendenti.Studi supplementari a quelli presentati dalle aziende. Il testo propone:
l’accesso del pubblico a tutte le informazioni sulla valutazione di sicurezza;
la possibilità per EFSA di consigliare al richiedente su come fornire tutte le informazioni richieste per decidere sull’autorizzazione, per consentire di accelerare la procedura;
un registro comune europeo degli studi commissionati, per dissuadere le imprese che richiedono l’autorizzazione dal non presentare studi sfavorevoli alle loro domande;
in caso di dubbi sulle prove fornite dalle imprese, l’Agenzia potrebbe anche consultare enti terzi per verificare l’esistenza di altri dati scientifici o studi pertinenti.
Il Parlamento ha inoltre approvato una serie di criteri per decidere quali informazioni possano essere mantenute riservate, ad esempio il marchio con cui un prodotto sarà commercializzato o descrizioni dettagliate dei preparati.
Dopo la votazione, la relatrice Renate Sommer (PPE, DE) ha dichiarato di non poter sostenere l’esito della votazione e ha chiesto che il suo nome sia ritirato dal dossier.

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Scuola: Sicurezza e responsabilità dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 novembre 2018

Udir, sin dalla sua fondazione, si batte affinché la giustizia entri all’interno della scuola: uno dei punti cardini della sua battaglia è la Sicurezza. Il dirigente scolastico ha il compito di garantire la sicurezza all’interno del proprio istituto, tutelando da un lato l’integrità psico-fisica dell’alunno e vigilando dall’altro sui soggetti a cui è demandato il compito di garantire la sicurezza, adottando misure atte a prevenire eventuali rischi all’interno delle istituzioni scolastiche. Ma certamente, come il sindacato ha avuto più volte modo di affermare, sulla testa del DS non possono ricadere colpe di cui non ha responsabilità. Infatti, alla luce delle numerose criticità emerse sul tema della sicurezza a scuola, è inderogabile esentare i dirigenti scolastici italiani da qualsiasi responsabilità, onere civile, amministrativo e penale derivanti dai danni strutturali degli edifici scolastici da loro diretti, laddove abbiano tempestivamente richiesto alle autorità locali proprietarie dell’immobile l’intervento, sia strutturale che di manutenzione, utile ad assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso.L’emendamento si focalizza sull’individuazione del datore di lavoro che risulta essere “il proprietario dell’immobile nel Dirigente tecnico all’uopo individuato, con delega vincolata ad apposito potere di spesa attraverso uno specifico capitolo del bilancio dell’ente locale rappresentato” che risulta anche essere “l’unico responsabile della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’Istituzione scolastica, ai sensi dell’art. 18, comma 3, del presente Decreto nonché dell’art. 3, della legge 11 gennaio 1996, n. 23, in attuazione dell’articolo 14, comma 1, lettera i), della legge 8 giugno 1990, n. 142”. Dunque, nel caso di pericolo grave, immediato e imprevedibile, il DS “ha la facoltà di inibire porzioni di spazi didattici sino anche a l’intera Istituzione scolastica ed educativa, senza incorrere in pregiudizio alcuno, in quanto ogni lavoratore deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa come sancito all’art. 44 del presente Decreto”: la disposizione va comunicata al Proprietario dell’immobile nonché al Prefetto quale garante della salvaguardia della sicurezza e dell’incolumità”. Per tale suo agire, il DS non può essere sanzionato “per reato d’interdizione di pubblico servizio né le giornate lavorative didatticamente perse devono essere recuperate per il raggiungimento della soglia dei duecento giorni di lezione”. Il proprietario, dal canto suo, “è obbligato ad intervenire repentinamente per dare conferma o rettifica della disposizione presa dal Dirigente Scolastico”.Inoltre, prima di ogni anno scolastico, il proprietario è tenuto, mediante l’Ufficio tecnico preposto, a eseguire sopralluoghi all’interno e all’esterno di ogni plesso scolastico di pertinenza “per verificare le condizioni di fruibilità ed agibilità dei locali ad uso scolastico, relazionando formalmente al Dirigente scolastico e contestualmente certificando il regolare avvio delle attività didattiche nel rispetto delle norme di cui al presente decreto” ed è obbligato alla redazione e all’aggiornamento periodico del “Documento di Valutazione dei Rischi di cui all’art. 28 per tutti i plessi di pertinenza, da trasmettere al Dirigente Scolastico per gli adempimenti consequenziali di vigilanza a salvaguardia dell’utenza e dei fruitori a qualunque titolo”.Dal canto suo, il dirigente scolastico “ha l’obbligo di comunicare i provvedimenti inibitori e interdettivi, di propria competenza, al Proprietario dell’immobile e al Prefetto” e di individuare “un Servizio di prevenzione e protezione idoneo per ogni istituzione rappresentata, nominando tra il proprio personale un numero di addetti e preposti tali da esser sempre presenti in ogni momento di attività didattica lavorativa”. Tale servizio è composto da: “un R.S.P.P. in possesso dei titoli formativi così come sanciti dall’Accordo definito dalla Conferenza Stato Regioni Rep. Atti n. 128 del 7 luglio 2016; un A.S.P.P. interno per ogni plesso operante nella medesima struttura afferente all’Istituzione e distinto dal responsabile di Plesso che è individuato come Preposto; una squadra di addetti antincendio ed una di addetti al primo soccorso entrambe non inferiori a tre per plesso, il cui numero può aumentare a seconda del numero di piani, delle dimensioni della struttura e degli spazi esterni”. Tali figure devono essere individuate tra il personale docente e Ata dell’istituto o all’esterno.

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Dl sicurezza: testo troppo morbido è compromesso a ribasso della Lega con M5S

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

“Il testo del Decreto sicurezza approvato in Commissione Affari costituzionali è troppo morbido, frutto di un compromesso al ribasso della Lega con il M5S. Addirittura il provvedimento che giungerà in Aula nel corso delle votazioni è stato reso ancora più blando con il ritiro di una serie di emendamenti da parte del governo. Fratelli d’Italia è sconcertata per la bocciatura da parte della maggioranza di tutti gli emendamenti che erano stati presentati, volti a migliorare il decreto e dare maggiore sicurezza agli italiani. Sono state bocciate le richieste di abolizione, veramente e non a parole, della cosiddetta protezione umanitaria; di sgombero dei campi rom abusivi; di revoca della protezione internazionale per i reati di sfruttamento della prostituzione e istigazione a delinquere; di potenziamento dell’operazione ‘Strade sicure’; di istituire sezioni speciali nei Tribunali per il contrasto alla mafia nigeriana e cinese; di rafforzare l’attività di contrasto alle occupazioni abusive; di prevedere misure a favore delle Forze dell’Ordine. Ciononostante Fratelli d’Italia non si arrende e ripresenterà tutti i suoi emendamenti in Aula al Senato, per provare a dare agli italiani la sicurezza di cui hanno drammaticamente bisogno”. Lo dichiara in una nota il gruppo al Senato di Fratelli d’Italia.

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Scuola: Nuovo Contratto DS

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

I sindacati rappresentativi si sono incontrati ancora una volta pochi giorni fa per parlare di trasferimenti, deleghe, rotazione degli incarichi e valutazione. Dopo il riconoscimento per il giovane sindacato, poiché passa la linea di Udir di affrontare con serietà il tema dello stress da lavoro correlato dopo la denuncia fatta nei seminari “Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali”, continua la sua battaglia a fianco dei dirigenti scolastici. Il contratto dei dirigenti della scuola del 2010 è esecrando, soprattutto perché le OO.SS. firmatarie accettarono una clausola inaudita: la determinazione dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato usciva dalle materie di contrattazione integrativa. Davvero incredibile: non si era mai visto un sindacato che, per statuto deve tutelare i lavoratori, rinuncia a una sua prerogativa, peraltro presente nei contratti precedenti, riguardante la retribuzione. Ma c’è anche di più: nel CCNL dell’Area VII, firmato nello stesso mese e anno, restava in vigore l’art 4. del precedente CCNL marzo 2008, in cui si era statuito che sono oggetto di contrattazione integrativa “b) determinazione dei compensi per incarichi aggiuntivi; c) determinazione dei fondi di posizione e di risultato; d) graduazione delle funzioni dirigenziali; e) criteri per la concessione dei congedi di cui all’art.24, comma 4, del presente CCNL; f) criteri per il conferimento e il mutamento degli incarichi […]”. Quindi, solo per i dirigenti scolastici i sindacati firmatari del loro contratto, CGIL, CISL, UIL, SNALS e ANP, rinunciarono alla cruciale possibilità di contrattare i fondi per la retribuzione accessoria. Nel contratto dell’Area VII invece no, poiché i sindacati firmatari con l’Aran e il Ministero lasciarono tutto invariato. Il risultato è che il FUN dei dirigenti scolastici ha subito tagli di ogni tipo, portando a una perdita netta di oltre 17 mila euro negli ultimi 10 anni; inoltre, ci sono anche tagli sulla RIA dei dirigenti cessati dal servizio, tagli per le reggenze in crescita esponenziale che sottraggono importanti risorse alla retribuzione accessoria, tagli per estemporanee decisioni del MEF. Risultato: dirigenti della scuola con stipendi diminuiti, oggetto di decreti della RTS per trattenute sullo stipendio, e responsabilità e adempimenti inversamente proporzionali alla retribuzione.
Veniamo a un secondo punto: come si legge nell’art. 4 citato, i sindacati per l’Area VII continuarono a detenere il diritto di contrattare i criteri per il conferimento e il mutamento degli incarichi. Per l’Area V furono invece definiti alcuni criteri, piuttosto vaghi, per il solo mutamento di incarico ( art. 9) e CGIL CISL UIL SNALS e ANP per il conferimento degli incarichi abbandonarono i dirigenti scolastici alla mercé dei Direttori Regionali, liberi di conferirlo sostanzialmente a propria discrezione, solo sulla base delle generiche previsioni del D. Lgs 165/2001: “Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato; l’affidamento e l’avvicendamento degli incarichi, per le tipologie previste dalle norme vigenti, avvengono nel rispetto di quanto previsto dal D. lgs. n.165/2001”; inoltre, l’abrogazione del comma 6 dell’art. 11 del CCNL 2006, priorità nel conferimento degli incarichi alla provincia di residenza del DS, ha completato la nefasta opera di rinuncia alla tutela degli interessi dei lavoratori, con le conseguenze che tutti conosciamo. Anche solo per le materie oggetto di contrattazione e per i criteri di conferimento degli incarichi, l’omogeneità con gli altri dirigenti è dunque più che auspicabile, per avere finalmente pari diritti e identica dignità.

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Sicurezza: Fp Cgil, per Polizia Locale serve nuova legge e assunzioni

Posted by fidest press agency su domenica, 21 ottobre 2018

“Un nuovo impianto normativo che ridefinisca meglio le funzioni della Polizia Locale, un piano di assunzioni straordinario che garantisca almeno il cento per cento del turn over, passi avanti sulla implementazione della specifica sezione del contratto nazionale”. Sono le richieste avanzate oggi dalla Fp Cgil all’incontro presso il Ministero dell’Interno con il sottosegretario Carlo Sibilia specifico sulla Polizia Locale. Un incontro, giudica la categoria dei servizi pubblici della Cgil, “alquanto interlocutorio, di ascolto delle parti, e nel quale abbiamo evidenziato come la Polizia Locale sia da sempre legata al territorio con una propria funzione di prossimità che rappresenta un valore peculiare e assoluto. Per questo è necessario che il lavoro degli operatori sia sorretto da un impianto normativo al passo con i tempi, con i compiti e le attività che sono ricadute su questo personale, in grado di chiarire doveri, garantire diritti e tutele e assicurare dignità e operatività.“Occorre una legge – specifica la Fp Cgil – che, superando la legge 65/1986 che da allora regola la Polizia Locale, ne definisca le funzioni anche in relazione ai recenti provvedimenti, ultimo il decreto sicurezza, fissando in modo chiaro ruoli, competenze, prerogative, rapporti con le altre forze di polizia, accesso allo SDI e banche dati, riconoscimento della pensione privilegiata a seguito di gravi infortuni, riconoscimento dell’attività usurante e gravosa, un albo dei comandanti, la formazione obbligatoria prima dell’accesso al ruolo con aggiornamento permanente, le dotazioni dei corpi e la unificazione nei piccoli enti”.Quanto all’occupazione, aggiunge la Funzione Pubblica Cgil, “la Polizia Locale è purtroppo caratterizzata per una diffusa carenza di dotazioni di personale e da una età media abbastanza alta per cui abbiamo rivendicato la ineludibile necessità che il Ministero si impegni per un piano di assunzioni straordinario che garantisca almeno il cento per cento del turn over consentendo l’immissione di giovani leve con un salutare cambio generazionale”.
Infine, sul contratto, “si è colta l’occasione per evidenziare come la importante strumentazione contrattuale conseguita con la sezione specifica della Polizia Locale nel Contratto delle Funzioni Locali abbia bisogno di essere ulteriormente rafforzata per dare le necessarie risposte al lavoro degli operatori, in particolare con la previsione che le risorse dell’art 208 del Codice della Strada vengano considerate al di fuori del tetto di cui al fondo del salario accessorio, liberando risorse disponibili per remunerare le attività peculiari della Polizia Locale”, conclude la Fp Cgil.

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Legittima difesa e garanzia sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 ottobre 2018

“Non nutriamo alcuna preoccupazione che il progetto di riforma della legittima difesa possa creare i presupposti per tragedie peggiori di quelle che già si verificano troppo spesso a carico delle vittime di reati predatori sempre più caratterizzati da ferocia e inutile crudeltà. Lanciano è solo l’ultimo esempio di quanto la violazione della proprietà privata a scopo di rapina possa degenerare in un vortice di atrocità che non lascia spazio a molti dubbi. Garantire la sicurezza resta una prerogativa delle Forze dell’ordine, e come poliziotti sappiamo che la prevenzione e la dissuasione sono fondamentali e ci auguriamo di essere messi in condizione di poter assolvere sempre meglio a questo nostro compito, assicurando ai cittadini il miglior grado di sicurezza reale e percepita che sia possibile. Ma proprio perché conosciamo la violenza che anima i delinquenti, troviamo assolutamente doveroso che la riforma metta con maggiore decisione in cima alle priorità le vittime di certi reati. A partire dal fatto che la legittimità della difesa possa essere sempre presunta, fino alla fondamentale attribuzione a carico dello Stato delle eventuali spese legali di chi deve dimostrare la propria innocenza per essersi solamente difeso. Un cittadino che subisce violenza in casa propria non deve temere lo Stato forse ancor di più di quanto teme i criminali che minacciano lui e la sua famiglia. Pari importanza ha certamente la previsione dell’inasprimento delle pene per reati sempre più allarmanti, e lo stop ad assurde e vergognose richieste di risarcimento da parte dei delinquenti. Fermo restando, ovviamente, che la certezza della pena è purtroppo ancora un miraggio, altrimenti non ci troveremmo ad arrestare ancora e ancora pregiudicati con fedine penali di svariate pagine. E lavorare in questo senso è altrettanto indispensabile”.
Così Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia, Federazione Sindacale di Polizia, dopo il deposito in Commissione Giustizia del Senato del testo unificato per la riforma della Legittima difesa.

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Claranet accelera sulle competenze in ambito sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Claranet, leader europeo nei servizi di hosting e di gestione delle applicazioni critiche ha annunciato il lancio ufficiale della nuova divisione dedicata alla Cyber ​​Security. Una nuova Unit progettata per offrire ai clienti l’accesso ai più importanti servizi di sicurezza delle informazioni attualmente sul mercato. L’annuncio si inserisce in una strategia che punta su un forte consolidamento delle attuali offerte di sicurezza informatica di Claranet. Proprio il Gruppo Claranet infatti, nel corso dell’ultimo anno, ha portato a termine l’acquisizione e l’integrazione di Sec-1 e NotSoSecure, oltre a considerevoli investimenti in servizi di sicurezza all’interno del Gruppo, in particolare in Francia e in Portogallo.Grazie al nuovo “ombrello” di Claranet Cyber ​​Security, i clienti saranno in grado di avvalersi e di fare riferimento al contributo di esperti di elevato livello sulle più importanti tematiche di sicurezza informatica.
Il nuovo ecosistema “security” di Claranet ora infatti comprende le attività di penetration test di ultima generazione e le funzionalità dei servizi gestiti di sicurezza di Sec-1 e NotSoSecure, oltre alle competenze e al training di NotSoSecure. Proprio NotSoSecure è infatti il più grande fornitore di corsi di formazione in tema di Ethical Hacking all’interno degli eventi “Black Hat”. La nuova Divisione avrà il compito di garantire l’integrazione e l’allineamento perfetto delle offerte e delle competenze di entrambe le società in modo da mettere a disposizione dei clienti la migliore gamma di servizi di security sul mercato. Il tutto all’interno dell’ecosistema multinazionale di Claranet.
La necessità e la richiesta di servizi di sicurezza informatica più completi e di maggior valore emerge con chiarezza in una recente ricerca condotta da Claranet. Secondo la survey il 69% dei responsabili IT intervistati non è in grado di proteggere i dati dei clienti in modo efficace. Quasi la metà del campione poi (45%) incontra problemi soprattutto a livello di protezione del cliente nel momento in cui cerca di introdurre un maggior livello di servizi e strumenti digitali nel suo modo di lavorare.

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Sicurezza: “Grazie Salvini per visita a Napoli”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

“La presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini a Napoli per presiedere domani in Prefettura il comitato di Ordine e sicurezza pubblica è sicuramente un segnale di attenzione del Governo verso Napoli e la Campania”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati.“Dal ministro Salvini attendiamo ora risposte certe sui tempi di espulsione degli immigrati irregolari che si trovano nella città di Napoli e che occupano il quartiere Vasto” – spiega Cirielli, “E soprattutto dal titolare del Viminale domani ci attendiamo parole chiare sull’espulsione degli immigrati che commettono reati. Perché, come chiede da tempo Fratelli di Italia, è giusto che gli stranieri che delinquono scontino la pena nella propria Nazione e non a spese degli italiani” – conclude il parlamentare di Fdi.

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XVI Rapporto Nazionale sulla sicurezza delle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 30 settembre 2018

Purtroppo, come risulta dagli ultimi approfondimenti emersi dal XIV Rapporto Nazionale presentato a Roma, abbiamo davanti scene desolanti fatte di un crollo ogni quattro giorni di scuola, tre scuole su quattro senza agibilità statica, solo una su venti in grado di resistere ad un terremoto. Pacifico chiede che si approvi subito la proposta di legge C- 1114 Villani (M5S) per tutelare anche i dirigenti scolastici sulle scorta delle proposte emendative elaborate dal giovane sindacato al testo unico sulla sicurezza. Sul tema, nuovi convegni in Italia. Scarica il calendario e invia la scheda di partecipazione al primo seminario a Cagliari.Crescono gli investimenti per la manutenzione ad opera degli enti proprietari, Comuni e Province: si parla in media di 50mila euro ad edificio per interventi di manutenzione ordinaria e di 228mila euro per quelli straordinari, ma il divario fra le varie realtà regionali è notevole. Il sindacato chiede che si investa di più sui nostri edifici scolastici, poiché custodiscono per molte ore al giorno i nostri studenti e i lavoratori della scuola, la cui salute merita di essere messa al primo posto.

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Scuola – Sicurezza: limitate risorse per gli interventi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

La relazione sullo stato di attuazione del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici mostra delle pecche enormi, tra cui insufficienti risorse economiche rispetto a quanto servirebbe e in relazione agli interventi da produrre. Udir: il 61% di interventi dal 2002 è davvero un dato poco felice: la sicurezza delle nostre scuole, nonché di coloro che vi operano ogni giorno, è una delle prerogative per la quale ci siamo battuti sin dalla fondazione del nostro sindacato. Come previsto dalla legge n. 289/2002, la Corte dei Conti ha pubblicato una relazione sullo stato di attuazione del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Ma presenta dei punti complessi, come per esempio “nella gestione dei diversi piani stralcio in cui si articola: l’inadeguatezza delle risorse finanziarie disponibili in relazione al fabbisogno stimato e all’urgenza degli interventi affermata dal legislatore, il passaggio da una logica emergenziale ad una strutturale nella programmazione, la parzialità degli interventi di messa a norma che hanno interessato solo una porzione limitata del patrimonio edilizio scolastico”. Inoltre, “risultano avviati 1951 progetti, mentre quelli non avviati sono 637 (24 per cento del totale). Sono stati conclusi 1617 interventi sui 2651 previsti, pari al 61 per cento”. Per quanto riguarda poi l’adeguamento alla norma antisismica degli istituti italiani, lo studio ha registrato “la gravità della mancata messa a norma dal punto di vista sismico per molti di essi, tenuto conto delle conseguenze e della giurisprudenza penale in materia”.
Udir si è sempre speso per trovare soluzioni al problema della sicurezza degli istituti, anche quando, qualche giorno fa, il ministro Bussetti affermò che i ragazzi devono sapere perfettamente che cosa fare in caso di incidente, terremoto, incendio, calamità naturale: il sindacato ricordò come questo genere di attenzione deve andare di pari passo all’impegno per dotare gli istituti di edifici sicuri. Da tempo infatti lamenta che la maggior parte dei 42mila plessi scolastici non risulta a norma. Lo sanno bene i dirigenti scolastici che in questi primi giorni di scuola sono alle prese con le certificazioni sulla sicurezza da aggiornare: è lunga la lista degli obblighi da adempiere e dei passaggi da attuare.Le difficoltà sono legate al fatto che, purtroppo, la metà delle scuole ha quasi 50 anni, essendo stata realizzata prima del 1971. Ultimamente, il rigore sulle misure preventive e il logoramento delle strutture hanno fatto sì che molte scuole chiudessero: infatti, oggi rispetto a 42.292 edifici scolastici ve ne sono ben 8.450 dove non si svolgono le lezioni, poiché risultano in ristrutturazione, dismessi oppure in fase di ricostruzione. Sarebbe poi necessario modificare le norme sulla responsabilità della manutenzione degli edifici scolastici, attraverso la revisione del Testo Unico sulla sicurezza: il giovane sindacato ha chiesto in più sedi, modalità ed occasioni di fare ciò, anche esonerando le responsabilità della dirigenza scolastica, ma pure dei lavoratori, docenti e Ata responsabili della sicurezza (gli Rls e Rsp d’istituto), a seguito della loro denuncia agli organi competenti sul rischio e sugli interventi necessari. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “il 61% di interventi dal 2002 è davvero un dato poco felice. Non possiamo essere bloccati dalle poche risorse economiche: la sicurezza delle nostre scuole, nonché di coloro che vi operano ogni giorno tra docenti, insegnanti, Ata, DS e alunni, è una delle prerogative per la quale ci siamo battuti sin dalla fondazione del nostro sindacato. Bisogna intervenire quando si è al corrente dei rischi, poiché il bene di tutti deve stare in cima alle priorità. Ma risulta altrettanto necessario essere vigili sulle fasi di manutenzione e controllo”.

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Scuola – Sicurezza: il Ministro annuncia corsi della protezione civile per gli alunni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 settembre 2018

Secondo Bussetti, i ragazzi devono sapere perfettamente che cosa fare in caso di incidente, terremoto, incendio, calamità naturale. Udir ricorda che negli istituti tecnici e professionali, dove le lezioni si svolgono anche nei laboratori, gli studenti sono già soggetti ad obbligo formativo organizzato dal datore di lavoro. Come gli allievi del triennio finale delle superiori, impegnati nell’alternanza scuola-lavoro, di fatto equiparati ai dipendenti. Per il sindacato, questo genere di attenzione deve andare di pari passo all’impegno per dotare gli istituti di edifici sicuri: invece, la maggior parte dei 42mila plessi scolastici non risulta a norma. Lo sanno bene i dirigenti scolastici che in questi primi giorni di scuola sono alle prese con le certificazioni sulla sicurezza da aggiornare: è lunga la lista degli obblighi da adempiere e dei passaggi da attuare per evitare di pagare per colpe non proprie.

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Ottobre è il Mese Europeo della Sicurezza Cyber

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

Un mese di eventi per sensibilizzare, informare e formare cittadini e organizzazioni sul territorio: parte il 4 ottobre da Verona il mese per la sicurezza cyber promosso in Italia da Clusit, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica. Ad inaugurarlo, il Security Summit, convegno dedicato alla sicurezza delle informazioni delle reti e dei sistemi informatici, nel corso del quale sarà presentata la nuova edizione del Rapporto Clusit 2018, con i dati relativi al cybercrime nel primo semestre dell’anno.Clusit apre così in Italia il mese di iniziative – oltre 80 quelle a calendario nella scorsa edizione – volte a sensibilizzare, informare e formare organizzazioni e cittadini sui rischi cyber, nell’ambito della campagna europea ECSM (European Cyber Security Month), promossa a livello comunitario dall’Unione Europea e organizzata da ENISA (Agenzia dell’Unione Europea per la sicurezza delle informazione e della rete.Il programma si inserisce nell’ambito del costante lavoro di prevenzione e formazione che è la missione dell’Associazione, e si svolge in accordo con l’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione del Ministero dello Sviluppo Economico (ISCOM). Sono inoltre coinvolte Università e Centri di Ricerca italiani.

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Sicurezza scuole: – Crollano ancora tetti e controsoffitti

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

A Messina viene giù un altro tetto e il sindaco dispone la chiusura di diversi plessi: nel capoluogo siciliano, diventano 35 gli istituti che non apriranno il primo giorno di scuola, con 12 mila alunni a rischio lezione. Tragedia sfiorata a Campoleone, dove cede il controsoffitto di una scuola primaria. Per il sindacato la situazione rimane da allarme rosso: poiché appena il 5 % degli edifici in muratura ed il 15 % in cemento armato sono stati costruiti dopo il 1982, serve un immediato adeguamento delle strutture e degli impianti, sia per la prevenzione incendi che per la vulnerabilità sismica. Nel frattempo, Udir mette a disposizione dei propri iscritti due modelli di diffida per tutelare i dirigenti scolastici. Nei prossimi giorni sarà reso noto il calendario dei nuovi incontri formativi proprio sulla sicurezza delle istituzioni scolastiche.Un altro anno scolastico ha preso il via e il grave problema della sicurezza edilizia degli oltre 40 mila edifici scolastici italiani rimane purtroppo nella sua interezza: è di queste ore la notizia del cedimento di un tetto e a Messina, dove il sindaco ha disposto la chiusura di diversi plessi che non garantiscono l’incolumità degli studenti e del personale. Diventano 35, così, gli istituti che non apriranno il primo giorno di scuola, finché non saranno in regola, con 12 mila alunni che a questo punto che rischiano di non iniziare le lezioni. Anche a Campoleone, vicino Latina, crolla il controsoffitto di una scuola primaria: i tecnici dicono che staremmo a parlare di una tragedia, se solo il cedimento fosse avvenuto a scuole iniziate, considerando che i pannelli con parte della struttura che li doveva contenere sono caduti anche dentro una classe.Il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha cercato di minimizzare i rischi che corrono ogni giorno la maggior parte degli otto milioni di alunni e del milione e 200 mila lavoratori – tra docenti, Ata e dirigenti scolastici – che operano nei nostri istituti: dopo avere ammesso che per molte scuole la certificazione è carente, Bussetti ha annunciato un’operazione trasparenza, da realizzare entro la fine di questo mese. Si è poi detto pronto a confrontarsi con l’Anci (associazione dei Comuni italiani), evitando però “allarmismi e chiusure preventive”.“La competenza è dei proprietari degli immobili quindi per la maggior parte dei casi Comuni e Province – ha dichiarato il Ministro -. Noi abbiamo un monitoraggio nazionale preciso e sappiamo che per molti edifici la certificazione è ancora carente. Evitiamo allarmismi e chiusure preventive. Ci sarà un’operazione trasparenza: a settembre tutti potranno consultare online i dati e avere una fotografia delle condizioni degli edifici scolastici, dal punto di vista sismico, anti incendio e cosi via. Sto facendo di tutto – ha aggiunto – per accelerare e semplificare, mettendo intanto a disposizione le risorse per i certificati di vulnerabilità sismica, che andranno predisposti entro fine 2018. Dobbiamo fare uno sforzo comune perché l’edilizia scolastica richiede l’impegno di ciascuno. Ne parlerò senz’altro con il presidente Antonio Decaro, che ho già incontrato. Ma intanto iniziamo a lavorare. Lo stiamo già facendo: con un Accordo quadro che porteremo a inizio settembre in Conferenza unificata semplificheremo le modalità di spesa, evitando la moltiplicazione di decreti di riparto“.Dopo avr ricordato, nei giorni scorsi, dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, che la metà delle scuole italiane ha più di 50 anni, 2 su 10 risultano chiuse o in ristrutturazione e lo Stato utilizza meno del 10% dei fondi stanziati, Udir replica alle parole di Ministro. E ribadisce che quasi la metà degli edifici scolastici italiani è sprovvisto di tutte le certificazioni sull’edificio scolastico.

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Messa in sicurezza infrastrutture lombarde

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Alcuni giorni fa il Movimento Cinque Stelle, attraverso il consigliere Massimo De Rosa, ha presentato una mozione, che sarà discussa nel Consiglio regionale di martedì 11 settembre, per impegnare la Giunta in un piano regionale di messa in sicurezza per quanto riguarda le infrastrutture lombarde.
“Occorre agire e occorre farlo immediatamente, come del resto sottolineato dall’attuale situazione dei cavalcavia che attraversano la superstrada Milano-Meda” osserva De Rosa. Il riferimento è al rapporto degli esperti di Infrastrutture Lombarde, all’interno del quale viene evidenziato lo stato di degrado di quattro viadotti. Condizioni di pericolo tali da suggerirne la chiusura già dallo scorso mese d’agosto. I cavalcavia in questione sono: il 12 all’altezza di via Alessandro Manzoni a Cesano Maderno, il 14 all’altezza di via San Benedetto sempre a Cesano Maderno, il 10 a Bovisio Masciago all’altezza di via Maestri del Lavoro e lo svincolo 26. A questi si aggiunge il ponte di via XXIV a Cormano il cui transito è vietato, a scopo precauzionale, ai mezzi con peso superiore alle 20 tonnellate. Al momento la provincia di Monza e Brianza ha optato solamente per la chiusura al traffico del cavalcavia 10, assumendosi la responsabilità di consentire la circolazione di vetture e mezzi pesanti sugli altri tre. Una scelta appoggiata dal governatore Attilio Fontana secondo il quale le eventuali criticità siano ancora da verificare e l’allarme sia stato lanciato in maniera intempestiva.
“Come Movimento Cinque Stelle siamo per la chiusura immediata, ai mezzi pesanti, delle strade a rischio. A nostro avviso il principio di precauzione e tutela, in questo caso, deve prevalere su qualsiasi altra ragione” commenta De Rosa, portavoce pentastellato in commissione Trasporti: “dal momento che a sostegno della propria posizione la Provincia ha fatto leva su di un’ispezione visiva. In pratica è come se qualcuno fosse andato a dare un’occhiata e a dire tranquilli va tutto bene. Restiamo basiti anche di fronte alla posizione espressa dalla Giunta, in un primo momento pronta ad assumere un ruolo di regia all’interno di un piano di controllo e messa in sicurezza, coordinato con il ministero, salvo poi compiere questo inspiegabile passo indietro. Perché perdere tempo? Perché non intervenire subito?”.

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