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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Posts Tagged ‘sicurezza’

“La tua Arma per la Sicurezza e l’Ambiente”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

carabinieriMilano Lunedì 29 maggio, ore 9.30 presso Il Teatro del Verme. Arriva a Milano il Format “La Tua Arma per la Sicurezza e l’Ambiente”, volto a sensibilizzare gli studenti sul ruolo dell’Arma dei Carabinieri, in difesa del patrimonio agro-forestale italiano, per la tutela dell’ambiente e del paesaggio, con riguardo al controllo del territorio in tema di legalità e sicurezza. L’iniziativa, organizzata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e ideata da Ital Communications di Attilio Lombardi, prevede la partecipazione di un migliaio di ragazzi (12-18 anni) provenienti dalle scuole medie e superiori milanesi. Nel piazzale esterno del Teatro verrà allestita una mostra di mezzi automobilistici usati dall’Arma per la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente, così come è prevista l’esposizione di importanti reperti archeologici recuperati dall’Arma durante le sue attività investigative.La prima edizione del Format è stata realizzata con grande successo lo scorso marzo 2017 presso il Palazzo dei Congressi di Roma, registrando un importante coinvolgimento dei ragazzi presenti e dei maggiori media nazionali.
L’evento sarà condotto da Cristina Chiabotto e verrà suddiviso in cinque mini panel, che tratteranno le aree tematiche in cui generalmente operano i Carabinieri, con l’obiettivo di diffondere fra i giovani una cultura più capillare della legalità in materia ambientale. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo di: Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, di Pirelli e di ENI.E’ prevista la partecipazione di importanti testimonial del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport, come lo chef stellato Carlo Cracco, il cantante Fabio Rovazzi, la giornalista Rosanna Lambertucci, Valerio Staffelli di Striscia la Notizia, lo chef stellato Fabio Campoli e i Campioni Olimpici del Gruppo Sportivo dell’Arma dei Carabinieri.La mattinata sarà divisa in 5 aree tematiche (mini panel):
– “Tavolo della Salute” sulla qualità e autenticità dei prodotti agroalimentari È previsto l’intervento dei Nas, che illustreranno come accorgersi dei prodotti contraffatti e delle truffe coinvolgendo direttamente i ragazzi con un quiz Vero/Falso;
– Panel dedicato allo “Sport”, al quale parteciperanno diversi campioni olimpici e il Gruppo Sportivo dell’Arma dei Carabinieri;
– “Le investigazioni scientifiche” rivolto alle apparecchiature innovative per scoprire i reati. È previsto l’intervento dei RIS che dimostreranno le attività di intelligence con l’aiuto dei cani molecolari;
– “Le Riserve naturali, i parchi e le aree marine” racconta il prezioso contributo dell’Arma per il mantenimento e la protezione delle aree naturali, nonché delle attività anti-inquinamento e di recupero dei reperti;
– “La sfida della mobilità sostenibile e dell’innovazione tecnologica” spiega l’importanza della sostenibilità ambientale.
Un momento divertente e di grande coinvolgimento per i 1300 ragazzi presenti in sala sarà l’intervento musicale di Fabio Rovazzi, con i suoi brani più noti “Andiamo a Comandare”, “Tutto molto interessante” e il suo nuovo brano “Volare”.

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Agenda europea sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

Strasburgo, la Commissione europea presenta la settima relazione sui progressi compiuti verso la creazionestrasburgo di un’autentica ed efficace Unione della sicurezza.
Oltre ad aggiornare sui progressi compiuti sui principali fascicoli, la relazione si concentra sui lavori in corso per migliorare la gestione delle informazioni per le frontiere e la sicurezza, e delinea il nuovo approccio della Commissione verso l’interoperabilità dei sistemi di informazione dell’UE per la sicurezza e la gestione delle frontiere e della migrazione entro il 2020. A seguito del recente attacco informatico su scala mondiale, la relazione sottolinea inoltre l’impegno della Commissione ad accelerare i lavori per riesaminare la strategia dell’UE per la cibersicurezza del 2013 al fine di fornire una risposta efficace alle minacce informatiche. Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “Il valore delle nostre informazioni sulla sicurezza viene massimizzato quando i nostri sistemi dialogano tra loro. La complessità e la frammentazione dei sistemi attuali ci rende vulnerabili. Le informazioni utilizzabili non sono sempre a disposizione dei funzionari delle autorità di contrasto che ne hanno bisogno. Oggi presentiamo una visione chiara su come intervenire per rimediare a questo problema e per collegare i punti ed eliminare le zone d’ombra al fine di aumentare la sicurezza dei nostri cittadini in tutta l’UE”.Julian King, Commissario responsabile per l’Unione della sicurezza, ha dichiarato: “I recenti tragici attentati in Europa hanno sottolineato l’importanza di un efficace scambio di informazioni tra le autorità degli Stati membri. L’approccio che delineamo oggi definisce un modo intelligente e mirato per ottimizzare l’uso dei dati esistenti . Quello che proponiamo è un cambiamento radicale del modo in cui gestiamo i dati sulla sicurezza, aiutando così le autorità nazionali ad affrontare meglio le minacce transnazionali e a individuare i terroristi che operano al di là delle frontiere”.
Nell’aprile 2016 la Commissione ha presentato la comunicazione “Sistemi d’informazione più solidi e intelligenti per le frontiere e la sicurezza” e ha avviato i lavori del gruppo di esperti ad alto livello sui sistemi di informazione e l’interoperabilità. Tale gruppo ha presentato la propria relazione l’11 maggio, confermando i punti di vista espressi nella comunicazione dell’aprile 2016 e formulando raccomandazioni per l’interoperabilità dei sistemi di informazione. La relazione odierna passa in rassegna le raccomandazioni del gruppo di esperti ad alto livello e propone la strada da seguire per affrontare le carenze strutturali nell’ambito delle tre aree principali: i) massimizzare l’utilità dei sistemi di informazione esistenti; ii) se necessario, sviluppare sistemi complementari per colmare le lacune in materia di informazione; iii) garantire l’interoperabilità tra i nostri sistemi.L’anno scorso la Commissione ha presentato una serie di proposte per colmare le lacune in materia di informazione, quali la creazione di nuovi sistemi, come il sistema di ingressi/uscite e il sistema europeo di informazione e autorizzazione per i viaggi (ETIAS), e il potenziamento dei sistemi esistenti, quali il sistema d’informazione Schengen, Eurodac e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS).
La relazione odierna definisce un nuovo approccio per la gestione dei dati, in base al quale tutti i sistemi d’informazione centralizzati dell’UE per la sicurezza e la gestione delle frontiere e della migrazione saranno interoperabili, nel pieno rispetto della protezione dei dati e dei diritti fondamentali. Gli elementi principali di questo approccio sono i seguenti:
il portale di ricerca europeo – che consente di interrogare i sistemi simultaneamente, nel pieno rispetto delle garanzie per la protezione dei dati ed, eventualmente, con norme semplificate per l’accesso ai sistemi da parte delle autorità di contrasto;
il servizio comune di confronto biometrico – che consente di interrogare i diversi sistemi di informazione con dati biometrici, eventualmente con bandierine “hit/no hit” che segnalano il collegamento con dati biometrici correlati presenti in un altro sistema;
l’archivio comune per i dati relativi all’identità – che, sulla base dei dati identificativi alfanumerici (come la data di nascita o il numero di passaporto), consente di individuare se una persona è registrata con identità multiple in banche dati diverse.
L’approccio proposto consentirà di ovviare all’attuale debolezza dell’architettura dell’UE per la gestione dei dati, eliminando le zone d’ombra. Di conseguenza eu-LISA, l’agenzia dell’UE per la gestione dei sistemi di informazione, svolgerà un ruolo fondamentale nel fornire consulenza tecnica e portare avanti i lavori verso l’interoperabilità dei sistemi di informazione. Al fine di consentire a eu-LISA di attuare questo nuovo approccio, nel giugno 2017 la Commissione presenterà una proposta legislativa per rafforzare il mandato dell’agenzia.

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La sicurezza informatica dopo l’attacco ransomware: Cosa riserva il futuro?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 maggio 2017

CyberSecurity“L’infezione ransomware su larga scala di settimana scorsa è un chiaro segno delle sfide sempre maggiori che deve affrontare la sicurezza informatica. Nella più grande epidemia di ransomware mai registrata, si stima che oltre 100.000 computer siano stati infettati, dalla Russia a Taiwan, comprese istituzioni come Telefonica, FedEx, Deutsche Bahn e la NHS.”Il ransomware è una variazione del Wana Decryptor, un ceppo emerso due settimane fa. Il suo rapido successo è attribuito al fatto che sfrutta una vulnerabilità di Windows che non è stata risolta su tutti i sistemi. Diverse figure chiave tra cui Edward Snowden e Microsoft hanno puntato il dito contro la NSA.I dati della NSA su questo exploit sono stati rivelati al pubblico da un’organizzazione di hacker conosciuta come Shadow Brokers prima che la NSA fornisse ai fornitori le informazioni su come applicare la patch. L’anno scorso è stato rivelato che la NHS aveva migliaia di computer che ancora funzionavano con Windows XP, che non è più supportato da Microsoft dal 2014. Il mancato aggiornamento dei sistemi operativi e delle applicazioni è un altro fattore chiave che ha contribuito all’infezione ransomware nel Regno Unito. Dato l’elevato profilo di questa vulnerabilità, Microsoft ha rilasciato una patch di sicurezza anche per i sistemi più vecchi, per proteggerli.
L’ascesa del ransomware può essere attribuita alla proliferazione di strumenti facili da usare e di servizi di ransomware-as-a-service acquistabili nel mondo sommerso del crimine informatico. Questi strumenti possono essere facilmente personalizzati e hanno aiutato a creare una lista crescente di attacchi di successo che hanno creato profitti per i malfattori.
Frost & Sullivan crede che ci stiamo avvicinando a un cambio di tendenza per la sicurezza informatica, sia in ambito governativo sia nel settore privato, nonostante rimangano degli ostacoli chiave, come la mancanza di comprensione tecnica e la reticenza ad investire. Le aziende devono investire pesantemente per rispondere in modo adeguato alla crescente minaccia dei crimini informatici, in tutti i campi: tecnologia, personale interno addetto alla sicurezza e formazione del personale per poter riconoscere ed evitare le minacce informatiche. I settori chiave come quello della sanità saranno costretti ad adattarsi dai governi se non lo faranno di propria spontanea volontà; la sicurezza informatica in ambito sanitario registrerà un tasso di crescita annuale del 13,6 per cento solo negli Stati Uniti.” (foto: CyberSecurity)

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La protezione della vita privata e la sicurezza delle reti digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 maggio 2017

Roma Venerdì 12 Maggio 2017, ore 10:00 Spazio Europa Via Quattro Novembre 149 Al centro della tavola rotonda il nuovo ‘Regolamento relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonchè alla libera circolazione di tali dati’, che abroga la cd. ‘Direttiva Privacy’ e introduce un nuovo assetto regolamentare basato sui principi della Privacy by Design e della Privacy by Default.
Anna Cataleta – Responsabile Privacy e Head of Compliance di Wind Tre
Henri Isaac – Università Paris-Dauphine
Giovanni Mario Riccio – Università di Salerno
Serena Sileoni – Vice-direttrice dell’Istituto Bruno Leoni
Raffaele Torino – Università Roma Tre

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Dispositivi medici: più sicurezza e tracciabilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

european-parliamentBruxelles. Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì norme più severe per garantire che i dispositivi medici, come le protesi mammarie o dell’anca, siano rintracciabili e conformi ai requisiti di sicurezza. I deputati hanno approvato una normativa più stringente in termini di sicurezza anche sui dispositivi medico-diagnostici in vitro, utilizzati ad esempio per i test di gravidanza e del DNA. Entrambi i testi sono già stati informalmente concordati con il Consiglio dei Ministri UE.”Lo scandalo dell’anca metallo-metallo ha evidenziato le debolezze del sistema attuale. Abbiamo quindi introdotto requisiti più severi per gli organi che autorizzano i dispositivi medici e insisteremo affinché i dispositivi particolarmente ad alto rischio, come ad esempio gli impianti, le protesi articolari o le pompe per insulina, siano oggetto di valutazioni supplementari da parte di esperti prima della loro autorizzazione”, ha dichiarato la relatrice del testo sui dispositivi medici, Glenis Willmott (S&D, UK).

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Ad Unicam 35 milioni di euro in quattro anni

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

DSCN1023Camerino. 11 milioni di euro subito per compensare le mancate entrate dovute alla minore contribuzione studentesca (7 milioni), per la ricostruzione, la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal terremoto (3 milioni), per il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche ed informatiche e della teledidattica (1 milione); 10 milioni per il 2017, 8 milioni per il 2018, 6 milioni per il 2019: è questo il finanziamento straordinario concesso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca all’Università di Camerino grazie all’accordo di programma che i due enti si apprestano a firmare, dopo che il documento è stato approvato nelle sedute di ieri 29 marzo del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione di Unicam.“Si tratta di una notizia che ci riempie di grande soddisfazione – ha dichiarato il Rettore Unicam Flavio Corradini – perché ci consente di proseguire nella concreta realizzazioni dei progetti messi a punto per la ricostruzione ed il potenziamento del nostro Ateneo.
Questo importante finanziamento ci consentirà di continuare a garantire ai nostri studenti tutti quei servizi e quelle opportunità, sia per quanto riguarda le attività didattiche che quelle di ricerca, che ci hanno caratterizzato prima del terribile 26 ottobre e che ci hanno consentito di ottenere posizioni di vertice nelle classifiche delle Università italiane. Vogliamo continuare a mantenere elevata la qualità della nostra offerta formativa e dei servizi che mettiamo a disposizione dei nostri studenti, questa è Unicam e sempre lo sarà! Desidero pertanto ringraziare, anche a nome dell’intera comunità universitaria, la Ministra Valeria Fedeli ed i Dirigenti del MIUR per l’attenzione e la sensibilità dimostrata nei confronti dell’Università di Camerino, per aver creduto nei nostri progetti e per averli voluti sostenere. In questo modo si investe non solo sui giovani e per i giovani, sul loro futuro e per il loro futuro, ma anche sulla rinascita e sullo sviluppo di un intero territorio. Sono grato alla Ministra Fedeli per le parole che ci ha voluto riservare perché onorano l’Università di Camerino e la sua vocazione. #conilfuturoperilfuturo, noi ci crediamo davvero!” “L’Università è un elemento fondamentale per la vita e per la crescita culturale, economica e tecnologica di un territorio – ha dichiarato in una nota la Ministra Valeria Fedeli. – L’accordo consentirà all’Università degli Studi di Camerino di riprendere velocemente quel ruolo di garanzia della vitalità del proprio territorio e di centro di conoscenze e competenze tecnologiche che ha permesso a molte realtà produttive di consolidarsi e raggiungere livelli di eccellenza nazionali ed internazionali”.

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Sicurezza cure e responsabilità medica. Nuova legge. Limiti e potenzialità

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

medicinadifensivaEntra in vigore il 1 aprile la nuova legge in materia di sicurezza delle cure e sui profili di responsabilità degli operatori sanitari, la n.24/2017. La riforma muove dall’esigenza, fra le altre, di porre un freno alla mole del contenzioso che si è sviluppato in materia che ha, a sua volta, condizionato l’attività dei medici e dei sanitari, provocando il ricorso alla medicina “difensiva”. Contenzioso alimentato dall’incertezza in cui spesso si é altalenanti nei tribunali. Chi è pratico di giustizia, e ne conosce le dinamiche (tempi, costi, esiti interpretativi ecc..) ben può comprendere l’esigenza di mettersi al riparo da ogni possibile attacco da parte dell’utenza scontenta, e di dare certezze a chi opera nel settore. Il cittadino spesso, di fronte ad un evento luttuoso o comunque che incide sulla propria salute o su quella dei propri cari, non è in grado di prevedere (e spesso neppure i legali che lo assistono) prima del giudizio se il suo caso possa o meno essere ascritto ad episodio di malasanità o meritare un ristoro. E nel dubbio ricorre in giudizio. Ecco in sintesi una panoramica delle principali novità introdotte della riforma.
Come prima cosa il legislatore riorganizza ed amplia il parco soggetti coinvolti, demandando alle Regioni di disciplinare ulteriori profili e competenze del Difensore Civico, affinché assurga a Garante del Diritto alla Salute. Poi crea il Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente (incaricato di raccogliere dati sui rischi, eventi e contenzioso) e l’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza (che raccoglierà le informazioni dai Centri su indicati).
Le buone pratiche tecnico assistenziali e le raccomandazioni delle linee guida
L’aspetto più controverso della nuova legge consiste proprio nel fatto che le discipline mediche contenute nei vari contesti medico-scientifici (importantissime poiché laddove seguite potranno “scagionare” l’attività sanitaria), sono appannaggio anche di società ed istituti privati. E ciò sebbene siano soggetti inseriti in un elenco ministeriale di prossima istituzione.Le maggiori novità, infatti, sorgono in ambito di responsabilità penale del personale medico sanitario: si potrà addivenire ad una condanna per lesioni od omicidio colposo occorso nell’ambito dell’esercizio della professione, solo per negligenza ed imprudenza. Non anche per imperizia, sempre che si siano osservate le raccomandazioni delle linee guida di cui sopra ovvero, in loro mancanza, le buone prassi tecnico-assistenziali.
In ambito civile, si ha la legiferazione dei profili di responsabilità delle strutture e dei medici che ne fanno parte, sui quali in passato la magistratura ha creato correnti alterne e ovvie e conseguenti incertezze. La responsabilità civile delle strutture sarà di tipo contrattuale (ex art. 1218 e 1228 c.c.: dieci anni di prescrizione e onere della prova a loro carico), mentre, salvo accordi diretti tra il medico della struttura ed il paziente (anche laddove si tratti di prestazione intramuraria), quest’ultimo risponderà di responsabilità extracontrattuale (ex art. 2043 c.c.: un regime per il medico più favorevole, ove l’onere della prova è a carico del danneggiato e ove la prescrizione è di cinque anni). Anche qui un ruolo chiave sarà svolto dalle buone prassi e dalle raccomandazioni di cui sopra, che se osservate, potranno azzerare la colpa medica in ambito risarcitorio.
L’entità del danno, poi, sarà commisurata e liquidata in base alle tabelle uniche sul danno biologico, fino ad oggi valevoli solo in ambito di RC auto. Per assicurarsi l’obbedienza dei giudici, il legislatore ha espressamente blindato le norme in questione come “norme imperative”. A scopo deflattivo è stata, inoltre, prevista la mediazione obbligatoria, pena l’improcedibilità del giudizio, ovvero, in alternativa il ricorso (ex art. 696-bis c.p.c.: ossia una consulenza tecnica preventiva a scopo conciliativo). E, cosa molto importante per l’utente, è stata prevista, al pari della normativa analoga in materia di RC auto, l’azione diretta nei confronti dell’Assicurazione, che le strutture pubbliche e private hanno l’obbligo di contrarre. Ciò significa, oltre ad una garanzia di migliore copertura economica per il danneggiato, anche che compagnie assicurative non potranno, a fronte della responsabilità accertata, sollevare alcuna eccezione di inoperatività della polizza, ma dovranno comunque corrispondere il dovuto in prima battuta per poi vedersela, in eventuale rivalsa, col proprio assicurato. (Claudia Moretti, legale, consulente Aduc)

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Stati Uniti d’Europa. Sicurezza, laicità, lavoro e politica estera, dovrebbero essere gli argomenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

europa-261011-cSicurezza, laicità, lavoro e politica estera, dovrebbero essere gli argomenti di dibattito che interessano milioni di cittadini italiani. Sono gli argomenti della campagna per le elezioni presidenziali in Francia che determineranno il futuro assetto dell’Europa. Da noi il dibattito langue, questo governo si trascina, il Parlamento approva una riforma dei Codici aumentando le pene per furti e rapine, dimenticando Cesare Beccaria (“Dei delitti e delle pene” 1764), il quale scrisse che “perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev’essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a’ delitti, dettata dalle leggi”. Secoli passati invano; meglio, per il Parlamento, fare leggi di pancia e di piazza. Sugli altri temi l’inconsistenza. Il che lascia spazio agli slogan tanto più efficaci quanto più si confrontano con il nulla. A giorni le celebrazioni dei Trattati di Roma che lanciarono l’Europa. Cosa si diranno?(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Carceri: sistema sicurezza non funziona

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

carcere“Due evasioni in due giorni, tre nell’ultima settimana. Il sistema sicurezza nelle carceri italiane non funziona e gli episodi di queste ore sono un’ulteriore conferma. La situazione, a causa della carenza di personale di Polizia Penitenziaria e dell’assenza di tecnologie adeguate, come denunciato dal segretario nazionale del Sappe, Donato Capece, rischia di diventare davvero pericolosa”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, responsabile del Dipartimento Giustizia del partito.
“Bisogna rivedere il sistema di vigilanza – aggiunge- e far fronte immediatamente alla carenza di personale, abbandonato a se stesso e costretto a turni di lavoro stressanti. Presenterò un’interrogazione al ministro Orlando per sapere cosa il governo intenda fare per rispondere alla esigenza di maggiore sicurezza della Polizia Penitenziaria e degli stessi cittadini italiani. Il sistema non regge. Servono interventi seri”.

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Sicurezza e immigrati

Posted by fidest press agency su martedì, 14 marzo 2017

camera deputati“Questa settimana in Aula a Montecitorio arriva il decreto Minniti sulla sicurezza. Tanta buona volontà, ma un pannicello caldo senza risorse, e soprattutto senza coraggio, lo abbiamo capito anche al Lingotto. Il Partito democratico è diviso tra chi vuole più immigrati e vuole fare la manifestazione, come Orlando, per l’accoglienza, ‘venite tutti’, e chi dice, come la Serracchiani, ‘ma la gente ha paura’. Un Pd diviso, un Pd indeciso a tutto non può che produrre questi finti decreti dalla faccia feroce. Finti decreti dalla faccia feroce, che non contengono una sola norma vera, operativa, forte come noi abbiamo chiesto con i nostri emendamenti e come chiederemo nella battaglia in Aula. Senza risorse per le Forze dell’ordine non si va da nessuna parte, si prendono in giro gli italiani che chiedono più sicurezza”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

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A Tunisi si è tenuta la conferenza sulla Net neutrality

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

tunisi1Tunisi. L’Associazione Codici, ieri 9 marzo, ha partecipato a Tunisi ad una conferenza sulla net neutrality, promossa dall’Autorità tunisina delle telecomunicazioni INT (Instance Nationale des Télécommunications) nel suo ruolo di Regolatore del settore delle telecomunicazioni e delle Poste e quale garante di una sana e leale concorrenza nel mercato del settore.
E’ stato un momento di confronto e dibattito sulle regole europee ed internazionali e le regole che in Tunisia e più in generale in Africa si devono attuare sulla neutralità della rete, prendendo come esempio o ispirandosi al lavoro fatto da chi li ha preceduti.
E’ stata ripercorsa la storia di internet che è nato libero ed è grazie a questa libertà che si è potuta creare questa grande interconnessione tra persone, idee e soprattutto dati che hanno dato origine allo sviluppo del commercio elettronico, della ricerca e della scienza.Il tema ovviamente è molto importante anche in Italia perché molti vorrebbero rendere l’apertura di internet condizionata al pagamento di servizi oppure all’accesso, all’inserimento di password o quant’altro, cosa che ovviamente scongiureremo in tutti i modi. Del resto, quando vent’anni fa gli inventori di internet progettarono il web pensarono ad un’architettura semplice e generale, in cui qualunque computer può mandare pacchetti di dati a qualsiasi altro computer.
In questo senso la net neutrality intende far sì che venga rispettato il principio secondo cui gli operatori devono gestire il proprio traffico senza discriminazioni che danneggino concorrenza, innovazione e, in generale, i diritti degli utenti e delle aziende web. Alla luce dei fatti emersi in questa conferenza Codici ritiene fondamentale, vista l’importanza strategica della questione e la sua ricaduta anche sui mercati, una regolamentazione nazionale circa la net neutrality per evitare casi in cui le compagnie che operano nel settore possano sfruttare il vuoto normativo per operare pratiche commerciali scorrette.

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Periferie, Presidente Commissione: “Sicurezza è priorità, servono leggi e risorse adeguate per garantirla”‎

Posted by fidest press agency su martedì, 7 marzo 2017

legalità e sicurezza“Il problema più urgente che i cittadini ci hanno segnalato oggi durante il nostro primo giorno di visita a Milano è quello della sicurezza urbana. La percezione degli abitanti di molti quartieri a rischio è che le città sono meno sicure, questo anche a causa della depenalizzazione di alcuni reati che lascia i sindaci scoperti e senza strumenti adeguati. Qui bisogna capire se l’occupazione abusiva, il commercio abusivo sono comportamenti sociali, come sostiene qualcuno, o reati. A mio parere rientrano nei reati e vanno perseguiti perché il rispetto delle regole è elemento fondamentale per la convivenza civile”. E’ quanto ha detto Andrea Causin, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle Periferie, al termine del primo giorno di visita della commissione a Milano.
“Molti degli amministratori dei comuni visitati oggi – ha sottolineato – ci hanno segnalato le difficoltà che affrontano ogni giorno, mancanza di leggi adeguate e di risorse finanziarie adeguate. Ci faremo carico delle questioni da loro segnalate e lavoreremo in questo senso con la commissione. Le periferie di Milano che abbiamo visitato oggi mostrano, rispetto a quelle delle altre città, di essere state oggetto di attenzione e di interesse da parte delle amministrazioni che si sono succedute anche in termini di investimenti. E’ chiaro che c’è ancora molto da fare. A Milano si parla di inversione demografica, abbiamo interi quartieri e comuni, come Pioltello, la cui popolazione di origine straniera supera quella italiana. Per risolvere i problemi di sicurezza e di vera integrazione servono investimenti strutturali e progetti di lungo e respiro programmati in maniera sistematica”.

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Sicurezza e immigrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

gasparriSi è svolta, presso gli uffici del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati, una riunione della Consulta sicurezza del partito, presieduta da Maurizio Gasparri ed Elio Vito, allargata per l’occasione ai capigruppo azzurri a Montecitorio e a Palazzo Madama, Renato Brunetta e Paolo Romani, e ai parlamentari Laura Ravetto (presidente del Comitato Schengen), Gregorio Fontana (membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione), Giacomo Caliendo, Lucio Malan e Dino Secco.All’incontro hanno partecipato anche i primi cittadini Guido Castelli (sindaco di Ascoli), Massimo Mallegni (sindaco di Pietrasanta), Matteo Grossi (sindaco di Sant’Angelo Lomellina – PV), Roberto Francese (sindaco di Robbio – PV) e Roberto Pella (sindaco di Valdengo – BI). Presenti, inoltre, Marcello Fiori, responsabile Enti locali di Forza Italia, e Osvaldo Napoli, vice presidente del dipartimento Enti locali del partito azzurro.Durante la riunione sono stati analizzati in modo approfondito i due decreti: 1. disposizioni urgenti in materia di sicurezza urbana (Decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14); 2. Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale (Decreto legge 17 febbraio 2017, n. 13).Forza Italia ritiene insufficienti le misure previste dal governo in questi due provvedimenti, sottolineando in particolare come quello sull’immigrazione non risolve in alcun modo l’emergenza sbarchi nel nostro Paese e come quello sulla sicurezza urbana non risponde assolutamente ai bisogni primari della cittadinanza.Dopo i temi economici, la sicurezza e l’immigrazione rappresentano i più grandi fallimenti della sinistra al governo. Dopo lo spot degli 80 euro adesso ecco i decreti Minniti, con i quali l’esecutivo prova a prendere in giro i cittadini italiani: aumenta l’insicurezza nelle città, aumentano (del 50% in più rispetto allo scorso anno) gli sbarchi, aumenta di conseguenza il numero richiedenti asilo. Il tutto sulle spalle dei sindaci e delle comunità locali.Forza Italia presenterà, tanto alla Camera quanto al Senato, emendamenti per migliorare, ove possibile, i provvedimenti in questione. In ogni caso il partito azzurro elaborerà una propria proposta complessiva in merito ai temi sicurezza e immigrazione: una sorta di Patriot Act che sarà presentato in una conferenza stampa la prossima settimana e che sarà il punto di partenza per una mobilitazione nazionale (con manifestazioni e gazebo in giro per l’Italia) che avrà luogo entro metà marzo e che vedrà coinvolti parlamentari, amministratori locali e militanti in tutti i territori.

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UE: Nuove regole per la sicurezza nei pagamenti elettronici

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2017

european-unionIl 23 Febbraio 2017 L’EBA (European Banking Authority) ha proposto dei nuovi requisiti per tutti i pagamenti elettronici nell’Unione Europea. Il motivo principale per cui sono state introdotte tali regole è per tutelare il consumatore sulle truffe online attraverso l’uso dei dati delle carte rubate (in effetti ad un ladro, per la maggior parte degli acquisti online, basterebbe avere Nome e Cognome dell’intestatario, il numero della carta e il codice CVV per ottenere l’autorizzazione da parte della banca alla transazione).E’ stato stimato che l’ammontare dei soldi rubati in questo modo nel 2013 in Europa, ammonti a €1.44 miliardi e che sia incrementato dell’ 8% dal 2012.Ciò che l’EBA ha proposto è una soglia per i pagamenti per cui, al di sotto dei 30€ non si applica alcuna delle nuove norme di sicurezza e per i pagamenti compresi tra i 30 e i 500€ le misure di sicurezza si applicano solo in base al tasso di frode stabilito dalla banca. L’Eba vorrebbe infatti che vengano applicate le nuove misure di sicurezza sulla base di quest’ultimo piuttosto che applicare lo stesso livello di sicurezza a tutti i pagamenti, e siccome solo le banche sanno quale sia il proprio tasso di frode e non vengono certo a dirlo a noi, sarà quasi impossibile per le Autorità verificare se le banche hanno infranto le regole.Questo ci lascia perplessi in quanto Associazione di consumatori, perché un elevato numero di transazioni effettuate dai consumatori, seppur di lieve entità, verrebbero escluse dalle nuove norme per la sicurezza.Si rende necessario quindi introdurre regole più sicure anche per le transazioni al di sotto dei 30€, come afferma Monique Goyens, Direttore Generale del Beuc (Organizzazione dei consumatori europei), per quale strana ragione dovrebbero esserne escluse?

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Sicurezza sismica del patrimonio edilizio Prevenzione, protezione ed emergenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

università roma treCave (Rm) Venerdì 24 Febbraio 2017, ore 17:00 Teatro Comunale Piazza Santa Croce 1. I recenti eventi sismici del Centro Italia hanno messo ancora una volta in evidenza la fragilità del patrimonio edilizio italiano. I centri storici come Amatrice o Norcia sono stati distrutti e con essi centinaia di vite umane e il passato storico di questi territori, nonostante un numero elevato di tragedie susseguitesi nel tempo, non ultima quella dell’Aquila. L’esperienza accumulata dal punto di vista tecnico è enorme come testimoniato dalla qualità dei ricercatori Italiani che in campo internazionale sono i più riconosciuti e che trasmettono il sapere ai tecnici di domani nelle nostre Università. Nonostante ciò, la cultura sismica nel nostro paese non può considerarsi soddisfacente. Vi è evidentemente ancora bisogno di un’azione incisiva su Amministrazioni Pubbliche e cittadini che li sensibilizzi sul tema e permetta così azioni di protezione a lungo termine. In questo quadro, il workshop di Roma Tre si presenta come una prima e utile occasione nel territorio della provincia di Roma per iniziare questo processo di sensibilizzazione, nella quale si parlerà di eventi sismici in tema di prevenzione, protezione, sicurezza ed emergenza.

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Sicurezza treni in Lombardia: Approvata mozione urgente del M5S

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

TRENO“Dopo i drammatici fatti di cronaca, abbiamo ritenuto doveroso portare in Aula del Consiglio Regionale una mozione urgente per chiedere la revisione del Piano sulla Sicurezza dei treni regionali. Sinora quello approntato dalla Giunta Maroni non ha funzionato ed il motivo è che è stato improntato agendo sulla “percezione” della sicurezza e non sulla sicurezza reale. Basti pensare che la Giunta Maroni ha sprecato 2,2 milioni di euro per assumere 150 “assistenti alla clientela” impropriamente denominati “vigilantes”, facendo solo propaganda. Solo grazie alle azioni del M5S che, dal 2015 ad oggi, ha depositato una serie di interrogazioni e mozioni, la Giunta ha iniziato ad assumere guardie giurate armate ma non le ha disposte equamente su tutte le tratte ferroviarie, in assenza di una ricognizione mirata delle linee a rischio. Con l’impegno assunto oggi con la nostra mozione, speriamo che stavolta sia la volta buona per dare concretezza alle nostre proposte e ad un vero Piano di Sicurezza che non sia basato sulla militarizzazione dei treni e delle stazioni, ma su un rafforzamento della Polfer. La Giunta si è impegnata infatti a portare la questione sicurezza sui treni alla Conferenza Stato-Regioni per chiedere uno stanziamento straordinario che garantisca maggiori risorse e strumentazioni alla POLFER che ha subito poderosi e vergognosi tagli dal Governo Centrale. In Lombardia, le 590 unità, che includono funzionari e dirigenti, non sono certamente sufficienti a presidiare treni e stazioni.”, così Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia e prima firmataria della mozione. “La mozione del M5S chiede di lavorare su obiettivi concreti: impegna la Giunta a fare una ricognizione puntuale delle linee a rischio e ad intensificare i controlli su tutte le tratte pendolari con la presenza di guardie giurate sui treni notturni e delle fasce orarie a scarsa frequentazione. Inoltre, impegnamo la Giunta a sollecitare TRENORD a stanziare ulteriore risorse per il rinnovo dei treni e delle stazioni con installazione di telecamere e l’introduzione di dispositivi di allarme. Ma non basta: di notte e nelle ore di scarsa presenza di utenti va attivata la chiusura delle carrozze, concentrando l’utenza in poche carrozze di testa. Occorre un’inversione di marcia anche sulle stazioni lombarde, oggi sempre più abbandonate, lasciate senza presidi, diventano luogo di spaccio e di atti vandalici e degrado”, conclude Nanni.

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Sicurezza urbana: Senza mezzi e forze dell’ordine, i nuovi poteri dei Sindaci serviranno solo a farsi pubblicità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

vigili-urbaniCon il decreto sicurezza varato lo scorso venerdi’ dal Governo, verranno concessi ai Sindaci maggiori poteri per la difesa del decoro e della sicurezza urbana, compresa la possibilità di emanare ordinanze di allontanamento per chi compie atti vandalici e molesti (cosiddetti “daspo”). Non è la prima volta che vengono adottati analoghi decreti-legge da parte di un Governo. Già nel 2008 fu varato un decreto con simili intenzioni, e subito alcuni Sindaci utilizzarono quei nuovi poteri per dare sfogo a pulsioni xenofobe e razziste. Non solo molte ordinanze emanate da sindaci-sceriffi erano illecite, incivili e inutili, ma hanno finito per screditare una giusta cessione di poteri dall’alto verso il basso. Nessuno come un Sindaco è infatti consapevole delle criticità della propria città, e nessuno come il Sindaco è chiamato a risponderne direttamente ai cittadini. Non lo è il Questore, non lo è il Prefetto.
E’ quindi giusto che sia il Sindaco a dettare e coordinare sempre di più l’agenda anche in termini di sicurezza urbana. Funzionerà questa nuova cessione di poteri dall’alto verso il basso? Tutto dipenderà dalla serietà dei Sindaci, e soprattutto dei cittadini che sono chiamati a giudicarli con il voto. Se useranno questi nuovi poteri come un Bitonci qualunque, saremo destinati ad affrontare raffiche di ricorsi al Tar. Se invece li sapranno usare con attenzione, tenendo ben presente che incidono anche su libertà fondamentali dell’individuo, allora potrebbero essere utili.
Per esempio, l’Amministrazione di Firenze ha già annunciato la chiusura dei minimarket dopo le 20.00 (e non solo il divieto di vendita di alcolici, come prima). Domanda: saranno inclusi anche i punti vendita, piccoli e grandi, di catene quali Coop, Conad, Esselunga, Carrefour, Pam ecc.? Oppure sarà una misura spot che soddisferà solo i pruriti xenofobi di molti, colpendo solo esercizi pubblici gestiti da stranieri? Infine, ciò che veramente fa la differenza non sono le parole scritte, ma un controllo costante del territorio da parte delle forze dell’ordine, chiaramente insufficienti in una città come Firenze. Basta camminare cinque minuti in qualsiasi punto della città per notare numerosi illeciti impuniti: divieti di sosta, violazioni della ztl, semafori non rispettati, feci di cane sui marciapiedi, scritte sui muri. Le leggi e le ordinanze ci sono già, ma senza controllo servono a poco. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

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Sicurezza: più poteri ai sindaci e problematiche della polizia locale

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2017

vigili-urbaniApprovato in Consiglio dei Ministri il decreto sicurezza urbana. Dispiace prendere atto ancora una volta, che il Decreto fortemente voluto dall’Anci e dal Ministero dell’Interno per dare più poteri ai Sindaci, stipulare i patti per la sicurezza tra Prefetti e Sindaci al fine di rendere più cogente, nelle aree urbane, l’attività di prevenzione e di controllo sul territorio non tiene minimamente in conto la necessità di dare risposte, in termini di tutele e diritti, ai 60.000 agenti e ufficiali della Polizia Locale.Lo dichiara in una nota il Segretario Nazionale UIL FPL Daniele Ilari.Nulla quaestio su maggiori poteri ai Sindaci in materia di lotta al degrado e all’illegalità, anche attraverso un rafforzamento del potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti, e su un rapporto sinergico tra Stato e Amministrazioni Locali per garantire una maggiore sicurezza nelle aree urbane, ma – prosegue il Segretario Ilari – non si può continuare ad ignorare coloro che la lotta al degrado e all’illegalità la mettono in pratica tutti i giorni: le lavoratrici ed i lavoratori della Polizia Locale.La Polizia Locale continua ad essere trattata come una polizia di serie B rispetto agli altri corpi di polizia dello Stato. Sono sei anni che chiediamo a gran voce il ripristino della causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata in caso di infortunio o aggressione legata all’espletamento dei compiti d’istituto, benefici da cui gli appartenenti ai corpi e servizi di Polizia Locale sono stati “scippati” dal Decreto Monti.E che dire della ormai obsoleta legge quadro sulla Polizia Locale, che risale ad oltre trent’anni fa e non tiene in alcun modo in conto, le innuerevoli competenze trasferite agli operatori e il mutato quadro normativo e istituzionale di riferimento?Abbiamo chiesto al Ministro dell’Interno e al Presidente dell’ Anci l’apertura di un tavolo di confronto sulle problematiche della Polizia Locale. La UIL FPL è come sempre disponibile a ricercare soluzioni condivise non solo nell’interesse dei lavoratori che rappresenta, ma anche dei cittadini e del sistema paese. La Polizia Locale – conclude Ilari – continuerà, come sempre, a fare il proprio lavoro con serietà e abnegazione, malgrado le carenze d’organico, il blocco del turnover, la mancanza di tutele, svolgendo attività di prevenzione e garantendo sicurezza ai cittadini, ma i suoi sessantamila operatori meritano rispetto e non si può continuare ad ignorare le giuste rivendicazioni di un’intera categoria.

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Quanto costano ai Cio le violazioni alla sicurezza e le contromisure che stanno adottando

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

san-jose-caSan Jose, CA Secondo l’Annual Cybersecurity Report (ACR) 2017 di Cisco® (NASDAQ: CSCO), oltre un terzo delle organizzazioni che hanno subito una violazione nel 2016 hanno riportato sostanziali perdite in termini di clienti, opportunità e entrate mancate per oltre il 20%. Dopo gli attacchi, il 90% di queste aziende ha investito per migliorare tecnologie e processi di difesa contro le minacce, separando le funzioni IT e di sicurezza (il 38%), intensificando la formazione dei dipendenti sulle tematiche di sicurezza (il 38%), e adottando tecniche di mitigazione del rischio (il 37%). Il report include il Security Capabilities Benchmark Study, uno studio realizzato tramite interviste a 3.000 chief security officers (CSO) e responsabili security di 13 paesi.
Giunto alla sua 10° edizione, il report annuale globale mette in luce le sfide e le opportunità per i team di sicurezza nella difesa contro l’inarrestabile evoluzione del crimine informatico e dei metodi di attacco. I CSO ritengono che i principali ostacoli a una difesa adeguata da parte delle aziende siano i limiti di budget, la scarsa compatibilità dei sistemi e la carenza di talenti specializzati. Inoltre, dichiarano che i dipartimenti di sicurezza sono ambienti sempre più complessi, con il 65% delle aziende che utilizza da sei a oltre 50 prodotti per proteggersi, rischiando in questo modo che l’efficacia della sicurezza venga compromessa.
Il volume di spam globale è in aumento, spesso diffuso dai botnet. I dati dell’ACR mostrano come i criminali stiano riportando “alla ribalta” i vettori di attacco “classici”, come adware e spam email, quest’ultimo con livelli che non si vedevano dal 2010. Lo spam rappresenta quasi i due terzi (65%) delle e-mail, delle quali sono dannose tra l’8%-10%.Misurare l’efficacia delle procedure di sicurezza a fronte di questi attacchi, è essenziale. Cisco ha ulteriormente migliorato il tempo di rilevamento (TTD) delle minacce – la finestra di tempo tra il momento in cui si verifica una violazione e il momento effettivo in cui viene rilevata – raggiungendo nella seconda metà del 2016 una media di 6 ore (rispetto alle 14 ore nel primo semestre 2016 ). Questo dato si basa sui dati telemetrici in opt-in provenienti dai prodotti di sicurezza Cisco utilizzati in tutto il mondo. La rapidità nel rilevamento è fondamentale per limitare lo spazio operativo degli aggressori e ridurre al minimo i danni derivanti dalle intrusioni.Quanto “costano” alle aziende le minacce informatiche: perdita di clienti, perdita di entrate. L’ACR 2017 ha rivelato il potenziale impatto finanziario degli attacchi sulle aziende, dalle grandi alle piccole e medie imprese. Oltre il 50% delle aziende ha dovuto affrontare severi controlli a seguito di una violazione. I sistemi più colpiti sono quelli dei dipartimenti Operation & Finance, seguiti dalla perdita di reputazione del marchio e della fidelizzazione dei clienti. Per le aziende che hanno subito un attacco, l’effetto è stato notevole
Nel 2016 l’hacking è diventato più “aziendale”. La trasformazione tecnologica in atto, guidata dalla digitalizzazione, sta creando opportunità anche per i criminali informatici. Mentre gli aggressori continuano a sfruttare le tecniche collaudate, tentano anche nuovi approcci che rispecchiano la struttura di “middle management” dei loro obiettivi di business.

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14ª Giornata mondiale della sicurezza in rete

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

rete contatti globaliRoma 7 febbraio alle 10 in Campidoglio. Una giornata di confronto per riflettere su rischi e opportunità offerti dalla rete.Intervengono l’assessora a Roma Semplice, Flavia Marzano, e l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Laura Baldassarre. Come insegnare a ragazze e ragazzi a distinguere informazioni vere e fonti affidabili da bufale e fake? Quali sono gli strumenti più efficaci per prevenire o contrastare fenomeni come cyberbullismo e sexting? Come si educa a convivere con gli altri anche in Rete?
Sono chiamati a rispondere a queste domande esperti, operatori, decisori, genitori che si confronteranno con docenti e studenti in Campidoglio martedì prossimo, 7 febbraio alle 10, nel corso dell’evento “Educazione civica 4.0: vivere bene con gli altri anche in Rete”, promosso da Fondazione Mondo Digitale e Microsoft Italia, con il patrocinio dell’Assessorato Roma Semplice e in collaborazione con De Agostini Scuola, in occasione del Safer Internet Day. L’obiettivo è ragionare soprattutto sulle opportunità offerte dalla rete per costruire un nuovo ecosistema per l’educazione e la formazione basato sulla cittadinanza 4.0, attiva, responsabile e inclusiva.
Intervengono: Flavia Marzano, assessora Roma Semplice, Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale, Carlo Rinaldi, Digital & Social Marketing Leader di Microsoft Italia, Massimo Bruno, vice questore aggiunto della Polizia di Stato del Dipartimento Polizia Postale Lazio, Alberto Pellai, autore per De Agostini del libro “Tutto troppo presto”.
In platea oltre 250 studenti, tra cui i protagonisti del progetto Sonet-Bull, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, che testimonieranno la loro esperienza nella realizzazione di una policy per contrastare il fenomeno del bullismo e cyberbullismo a scuola. Conclude la mattinata di confronto Laura Baldassarre, assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale. (foto: mondo digitale)

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