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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘sicurezza’

Circolare Gabrielli su sicurezza e prevenzione

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

franco gabrielli“La circolare Gabrielli sta distruggendo gli eventi culturali dei Comuni e dell’associazionismo a basso costo. Ma soprattutto il testo di Gabrielli è scritto male appositamente per scaricare la responsabilità e i costi dell’apparato di sicurezza sui Comuni e sugli organizzatori privati. La distinzione tra ‘safety’ e ‘security’ che la circolare fa viene indicata in inglese perché in italiano sarebbe stata lo stesso concetto e non avrebbe avuto senso”. È quanto dichiarano Federico Mollicone, responsabile della Comunicazione e cultura di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale e il deputato Bruno Murgia, componente della commissione Cultura che ha preannunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Marco Minniti.“Una circolare- ha aggiunto- che permette ai Prefetti di scaricare proprie esplicite responsabilità d’ufficio, anche piuttosto ben pagate con le tasse degli italiani, sugli organizzatori privati e sui Comuni. E se il privato che organizza è Vasco Rossi è facile farlo perché è coperto dal costo del biglietto esoso che viene fatto pagare. Ma nel caso di iniziative di tessuto, feste popolari, ed eventi a basso costo si ha l’impossibilità di realizzarli e quindi si annullano. In queste ore manifestazioni storiche dell’Estate romana nella Capitale , ad esempio, stanno saltando per questo motivo. “Chiederemo con un’interrogazione al ministro Minniti – ha precisato il deputato Murgia- un suo intervento per riscrivere la Circolare riassegnando alle Questure e ai Comandi provinciali dei Carabinieri la sicurezza durante e dentro gli eventi. Oltretutto, i Vigili del Fuoco hanno, con criteri assolutamente arbitrari, esautorato anche le Questure nella gestione delle piazze e dell’ordine pubblico imponendo le stime di capienza sempre fornite dalla Ps”. “Crediamo che anche i sindaci debbano chiedere – hanno concluso Mollicone e Murgia- come giustamente sta facendo l’Anci , il rispetto dei compiti d’ufficio degli apparati dello Stato e cioè sicurezza e prevenzione”.

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Roma: autodemolitori irregolari e sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

autodemolitore“La mozione sulla delocalizzazione degli autodemolitori presentata da Sinistra Italiana non avrebbe risolto le reali criticità legati a questo settore. Trasferire in altro luogo l’attività di un autodemolitore che non rispetta i parametri ambientali (o comunque non in regola), infatti, lascerebbe inalterate tutta una serie di problematiche connesse all’inquinamento e in forte contrasto con il concetto di eco-sostenibilità proprio di questa Amministrazione. In tal senso, è nostra ferma intenzione procedere con una serie di controlli che, al momento, hanno già portato alla chiusura di ben 13 autodemolitori irregolari nell’arco di un anno, mentre altri 35 saranno chiusi qualora non dovessero adeguarsi ai requisiti ambientali richiesti. Un risultato importante, se rapportato alle 2 attività chiuse durante la gestione Tronca. Delocalizzare tali attività significherebbe semplicemente spostare il problema altrove. Una gestione efficiente del problema, a nostro avviso, presuppone la chiusura di chi non rispetta le regole o, soluzione ancora più auspicabile, la riconversione degli irregolari in attività ecocompatibili. Ed è proprio questa la direzione che abbiamo deciso di imboccare, anche attraverso la convocazione di un’apposita Commissione Ambiente e l’istituzione, oramai prossima, di un tavolo tecnico che analizzi il problema e individui le soluzioni più idonee ai fini di una sua adeguata risoluzione. Inoltre, stiamo prestando particolare attenzione alla situazione del Parco di Centocelle, circa la quale rispediamo al mittente ogni strumentalizzazione delle opposizionI. I dati parlano chiaro: dopo anni di immobilismo da parte delle precedenti gestioni amministrative, finalmente qualcosa si sta muovendo. Il nostro lavoro andrà avanti finchè non sarà fatta piena luce su un fenomeno troppo a lungo ignorato da chi ci ha preceduto”. Così, in una nota congiunta, l’assessore alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari e il presidente della Commissione capitolina Ambiente Daniele Diaco.

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Via Cristoforo Colombo: garantire sicurezza agli automobilisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 luglio 2017

Roma.  “È risaputo che la Cristoforo Colombo sia un’arteria urbana caratterizzata da alcune criticità che richiedono la massima attenzione. L ‘Amministrazione del Movimento 5 Stelle, sin dai suoi esordi, sta cercando di individuare le soluzioni più idonee alla loro risoluzione. Tra queste, gli interventi realizzati stamane dal Servizio Giardini di Roma Capitale rappresentano certamente un ulteriore passo avanti finalizzato a garantire maggiore sicurezza e tranquillità agli automobilisti che decidono di percorrerla. Un’operazione che, ovviamente, non resterà isolata e alla quale faranno seguito altri interventi miranti a garantire una migliore viabilità”. Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione capitolina Ambiente Daniele Diaco.

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Utilizzo del sequenziamento genetico e della Big Data analytics per la sicurezza della fornitura globale di latte

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

Armonk, N.Y. e Ithaca, N.Y., IBM (NYSE: IBM) e Cornell University, leader nella ricerca in ambito caseariArmonk, N.Y.o, hanno annunciato una nuova collaborazione che utilizzerà il sequenziamento di ultima generazione insieme alla bioinformatica con l’obiettivo di preservare la sicurezza della fornitura globale di latte. Con l’avvio di questo progetto in ambito lattiero-caseario, la Cornell University diventa il primo istituto accademico a entrare nel Consortium for Sequencing the Food Supply Chain, un’iniziativa per la sicurezza alimentare che coinvolge IBM Research, Mars, Incorporated e Bio-Rad Laboratories, Inc.“Attraverso questa partnership con la Cornell University, stiamo estendendo il lavoro del Consorzio ad una più ampia gamma di ingredienti, sfruttando l’intelligenza artificiale e machine learning, per ottenere nuove intuizioni su come i microrganismi interagiscono in un particolare ambiente”, ha dichiarato Jeff Welser, Vicepresidente e Direttore IBM Research – Almaden.Le possibilità di ampliamento della sicurezza alimentare sono immense: il Dipartimento dell’agricoltura statunitense valuta che ogni americano consumi oltre 600 litri di latte e latticini all’anno. Il cibo fresco come carne, latticini e prodotti freschi sono quelli maggiormente a rischio di incidenti di sicurezza alimentare.Nello specifico il latte crudo è l’ingrediente principale utilizzato nel latte pastorizzato da bere, nelle formule per l’infanzia, nei formaggi, yoghurt e in altri comuni prodotti alimentari. Normalmente i campioni di latte crudo sottoposti a test sono controllati per verificare che essi non contengano gruppi specifici di batteri. Tuttavia, il Consortium for Sequencing the Food Supply Chain utilizza la comunità di microbi chiamata microbioma per caratterizzare i campioni alimentari ad una risoluzione senza precedenti. Sequenziando e analizzando il DNA e l’RNA (codice genetico) dei microbiomi alimentari, i ricercatori potranno creare nuovi strumenti in grado di monitorare il latte crudo per rilevare anomalie che generano rischi per la sicurezza alimentare e possibili frodi.La caratterizzazione di ciò che per un ingrediente alimentare è ‘normale’ può permettere un’osservazione migliore di ciò che potrebbe invece andare storto. L’identificazione di anomalie sconosciute rappresenta un’importante sfida nel campo della sicurezza alimentare e gravi ripercussioni possono nascere a causa dei contaminanti che fino a quel momento non sono stati identificati nella filiera alimentare.
Mentre numerosi produttori alimentari hanno implementato rigorosi processi atti ad assicurare una gestione idonea dei rischi della sicurezza alimentare, questa innovativa applicazione della genomica permetterà una profondità di comprensione e caratterizzazione dei microorganismi in scala molto più ampia rispetto a quanto sia mai stato possibile in passato. I ricercatori del Consortium svolgeranno numerosi studi per confrontare i dati di base del latte crudo con le anomalie note al fine di creare modelli comprovati da potere utilizzare per ulteriori studi. Continueranno a fornire soluzioni innovative che possano minimizzare la possibilità che un pericolo alimentare raggiunga il consumatore e a uno strumento per prevenire le frodi.Il Consortium for Sequencing the Food Supply Chain è stato ufficialmente fondato nel gennaio del 2015 da IBM Research e Mars, Incorporated. Bio-Rad Laboratories, Inc., fornitore globale di prodotti per la ricerca nelle scienze biologiche e diagnosi clinica, è entrata nel Consorzio nel 2016. Questa iniziativa di collaborazione sulla sicurezza alimentare sfrutta i progressi nel sequenziamento di ultima generazione per promuovere la comprensione di ciò che rende il cibo sicuro. Il Consorzio sta eseguendo il più grande studio metagenomico in assoluto per categorizzare e comprendere i microorganismi e i fattori che influenzano la loro attività nelle diverse matrici di prodotti alimentari. Questo lavoro potrebbe essere esteso al più ampio contesto della filiera alimentare, dai campi alla tavola, e, con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico, potrebbe creare nuove informazioni su come i microorganismi interagiscono con un determinato ambiente.Il progetto di ricerca raccoglierà dati genetici dal microbiomo dei campioni di latte crudo in uno contesto di “mondo reale” presso lo stabilimento di lavorazione casearia e azienda agricola della Cornell a Ithaca, N. Y. Questa struttura è unica nel suo genere in quanto essa rappresenta l’intera filiera casearia, dall’azienda agricola, alla lavorazione, fino al consumatore. Questa iniziale raccolta di dati darà forma ad un riferimento di base per il latte crudo e sarà utilizzata per espandere ulteriormente gli strumenti analitici bioinformatici esistenti del Consorzio.

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Ballottaggi: si vince al centro su sicurezza, immigrati e banche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

urne-voteTra Lega e Forza Italia ha vinto “Forza Italia. Basta vedere i numeri: abbiamo vinto sei ballottaggi nei comuni capoluogo mentre Lega e FdI due a testa, abbiamo portato a casa 124 consiglieri, la Lega 80 e la Meloni 50. E abbiamo un punto percentuale in più del Carroccio sulle liste. Trovo stucchevole giocare a chi è più duro, però Salvini per primo ha rivendicato la supremazia della Lega e il traino della coalizione, trovo giusto rispondere”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”. “Non c`è nessun modello Toti. Il segreto del successo è il sistema che Berlusconi ha inventato nel `94, ovvero il centrodestra unito che il governatore ligure sta interpretando molto bene. E una lezione per tutti, a partire da Salvini”.Secondo la Meloni per vincere non bisogna parlare di moderazione. “Il concetto di moderatismo non è nelle mie corde. Penso però che si vince al centro: anche perché in questa campagna elettorale non ho mai sentito parlare di sovranismo o di lepenismo. Io ritengo che si vinca su temi concreti: il Pd ha perso sulla sicurezza, sul tema dei clandestini, su quello dello ius soli e sul tema delle banche. Il governo Renzi-Gentiloni è riuscito a dare la più totale insicurezza alla gente su un terreno cruciale come quello del risparmio”.A proposito: voterete la legge di stabilità se ce ne fosse bisogno? “No. Se la vota il governo. Non faremo regali a nessuno”. Preferisce votare subito o a scadenza naturale? “Con questi chiari di luna, penso che avventure elettorali immediate siano sconsigliabili. Ma se qualcuno vuole votare a novembre, qualora ci siano le condizioni e una legge elettorale che lo consenta, perché no?”.

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Ridurre il rischio clinico in oncoematologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

tumore metastaticoLa sicurezza del paziente prima di tutto. L’ASST Papa Giovanni XXIII con altre quattro strutture sanitarie lombarde ha sottoposto alcuni questionari agli operatori sanitari coinvolti nella somministrazione delle terapie farmacologiche ai pazienti oncoematologici. Agli operatori delle diverse strutture interessate è stato chiesto di indicare i problemi riscontrati nel loro lavoro di tutti i giorni e di proporre alcune soluzioni, con l’obiettivo di ridurre il rischio per i pazienti stessi.Il metodo di analisi del rischio utilizzato nell’indagine, chiamato Safety Walk Round (SWR), si basa su un concetto molto semplice. In sanità, come in ogni altra attività umana, il “rischio zero” non esiste: chi meglio del personale coinvolto può contribuire a conoscere le criticità e proporre soluzioni per superarle? Il metodo di risk assessment SWR prevede visite e interviste strutturate a medici e operatori sanitari sui temi della sicurezza. Ai diversi attori del processo, operatori sanitari, medici, farmacisti e infermieri, viene chiesto di indicare le misure che potrebbero essere utilmente introdotte per prevenire errori e garantire la sicurezza del paziente.La prevenzione e la gestione del rischio clinico è un processo sempre in fieri. Dai difetti insiti nell’organizzazione del lavoro, alle criticità nascoste o sempre pronte a esplodere nell’ambiente o nel gruppo di lavoro il fattore di rischio è sempre presente. La complessità e la molteplicità delle prestazioni e delle figure coinvolte non aiuta. Nel solo processo oncoematologico di somministrazione di farmaci antineoplastici dell’ASST Papa Giovanni XXIII, nel periodo esaminato, erano coinvolti ben 84 diversi attori tra medici e infermieri e altre figure, mentre le preparazioni farmacologiche sono state più di 36.900. Molte e variegate anche le strutture interessate in una azienda di queste dimensioni: dalla Farmacia al Day Hospital oncoematologico, all’Oncologia, all’Ematologia, all’Oncologia pediatrica fino all’Urologia.
La tecnica di analisi del rischio SWR è oggi uno strumento in più a supporto delle aziende e degli operatori sanitari nella definizione di una ormai imprescindibile strategia di prevenzione del rischio clinico. Una risorsa che deve essere presa in seria considerazione in modo particolare per chi tratta farmaci antitumorali.
In Lombardia diverse strutture lavorano da anni per promuovere l’integrazione a livello provinciale in campo oncologico, per assicurare qualità ed efficienza nella prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Ne è un esempio la Rete Oncologica Lombarda (ROL) impegnata su più fronti a coordinamento e supporto delle Unità lombarde di Oncologia, dalla definizione dei PDTA e dei piani di follow up dei pazienti oncologici, fino allo sviluppo delle Breast Unit e ai programmi di valutazione del rischio genetico di tumore.

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Una riflessione sulla sicurezza a partire dalla Bibbia di Anna Maffei

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

pianeta terraIl bisogno di sicurezza è posto al centro di tutto in questo nostro tempo. E’ un ritornello che ci stordisce e che risuona, spaventando fin nel profondo le coscienze anche dei/delle più giovani fra noi. Siamo incerti su tutto, il lavoro specialmente – non c’è sicurezza sul lavoro e non c’è sicurezza del lavoro. Siamo incerti sul futuro del pianeta, siamo precari nei nostri affetti, non ci sentiamo sicuri a camminare per strada nelle nostre periferie, il nostro futuro economico è incerto e incerto è il futuro dei nostri risparmi, per chi ancora ce li ha. In risposta a questo bisogno di sentirsi al sicuro si propongono a livello governativo delle norme che vengono riassunte nell’espressione “pacchetto sicurezza”, ma in queste norme sono presentate soluzioni che non creano sicurezza ma inimicizia, divisioni, diffidenze, conflitto sociale e quindi maggiore insicurezza. Vorrei proporre per una volta un approccio diverso a questo tema che parta dalla fede e dalla Bibbia. C’è un versetto biblico che risuona nella mia testa molto spesso, una frase che ho cercato di insegnare al mio nipotino per il momento in cui va a letto: “In pace mi coricherò, in pace dormirò, perché tu solo Signore mi fai abitare al sicuro” (Salmo 4, 8). Questa è la sicurezza di cui parla la Bibbia: fiducia in Dio anche quando dormiamo, cioè quando siamo completamente senza difese. E’ anche l’esperienza di Giacobbe fuggiasco da un fratello che minacciava di ucciderlo quando, solo, con una pietra per guanciale, dormiva e sognava di una presenza rassicurante. Al suo risveglio esclamava: “Dio era in questo posto e io non lo sapevo!”. Fede è fiducia in Dio che si fa presente e ci protegge in situazioni senza luce. La fiducia, e il tipo di sicurezza che ne deriva, non è naturale, è rivelazione, va appresa vivendola. E va appresa proprio nell’incontro con l’Altro per eccellenza, con lo Sconosciuto che imprevedibilmente ci incontra. In che modo può questa intuizione biblica venirci incontro mentre parliamo delle nostre concrete insicurezze e delle nostre paure? Il Dio biblico non ci incontra soltanto nella visione luminosa in una notte buia ma ci incontra nell’altro, il fratello prima ostile. Dio aveva detto a Giocobbe: “Io sono con te e ti proteggerò dovunque andrai”. E poi dopo molti anni Giacobbe dice al fratello Esaù che lo accoglie superando inimicizia e desiderio di vendetta: “Io ho visto il tuo volto come uno vede il volto di Dio”. Il volto s-conosciuto di Dio è ri-conosciuto nel volto del nemico ritrovato come fratello. Paradossalmente il “pacchetto sicurezza” contrabbanda come sicurezza l’istituzionalizzazione della paura del diverso, rende più difficile l’incontro fra italiani e stranieri, nega la fraternità e l’uguaglianza di diritti, sacralizza il concetto di nazionalità, mina alle radici la fiducia reciproca indispensabile alla convivenza pacifica cercando di trasformare perfino i medici da coloro che si prendono cura a possibili delatori di identità “clandestine”. Nessuna persona è clandestina perché la terra non è proprietà esclusiva e definitiva di un popolo, di nessun popolo, la terra è eredità promessa ai miti e i miti sono coloro che accolgono l’altro così com’è, con il suo bisogno di amore, di protezione, con la sua fame di vita e di dignità. Nell’ambito della Conferenza mondiale dei battisti per la pace che si è tenuta a Roma e si è conclusa il 14 febbraio scorso abbiamo esplorato e analizzato molti fra i 50 conflitti armati che infuriano oggi nel mondo. Abbiamo anche considerato le scie di sangue che percorrono paesi che si credono pacificati, abbiamo ascoltato testimonianze drammatiche di persone provenienti da popoli umiliati da governi autoritari e corrotti, abbiamo udito le grida soffocate dei popoli falcidiati dalla guerra per il pane che manca, dalla pandemia dell’aids, dalla malaria, dal colera per l’acqua inquinata. Oh se si riuscisse a vivere e a combattere per un’idea, un obiettivo di sicurezza che abbracciasse tutti questi popoli, tutti i bambini, tutte le donne, quelle violentate nelle nostre case e nelle nostre strade e quelle stuprate ed esibite come trofei di guerra o come conquiste nei bordelli delle terre esotiche visitate da ricchi turisti! La sicurezza si costruisce con la giustizia e non con la pseudogiustizia privata, nazionale ed armata. Né le ronde, né gli eserciti per le strade ci faranno sentire più sicuri. Le mani intrecciate, le storie ascoltate, i diritti riconosciuti, la presa in carico delle responsabilità storiche che portiamo tutti insieme, il ri-conoscerci nella fraternità e nell’uguaglianza qualunque sia la terra dove siamo nati, questo potrebbe farci scoprire che Dio era proprio qui in mezzo al buio della nostra cecità e noi non ce ne eravamo accorti. (fonte: UCEBI.IT)

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Security Summit Roma e presentazione Rapporto Clusit sulla sicurezza informatica

Posted by fidest press agency su domenica, 4 giugno 2017

sicurezza datiRoma mercoledì 7 e giovedì 8 giugno dalle 9.15 presso l’Auditorium Auditorium della Tecnica, in Viale Tupini, 65. In apertura, mercoledì 7, la presentazione del Rapporto CLUSIT 2017 sulla sicurezza ICT in Italia. Gli esperti di CLUSIT, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, delineeranno la situazione della sicurezza delle informazioni e della rete, definendo lo scenario attuale e le prospettive per i mesi a venire.In primo piano la minaccia Ransomware, il nuovo Regolamento Europeo della Privacy, la gestione del rischi, con focus sui settori sanità, finanza e pubblica amministrazione. Tra i relatori, con un contributo volto a delineare lo scenario italiano, Nunzia Ciardi, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. Si segnala, inoltre, la sessione “Romantic scam e Sextortion: truffe al cuore dal web. Precauzioni e istruzioni per non diventare vittime”, in programma giovedì 8 giugno alle 17.30, promosso nel contesto del progetto internazionale Romantic Scam, che dedica il proprio operato ad incrementare la consapevolezza delle truffe romantiche (“sextortion”) e a promuovere la sicurezza in rete attraverso la corretta informazione sui metodi di adescamento dei truffatori e un uso consapevole del web.

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Casa a prova di ladri: servono 4.150 euro per renderla sicura

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

Thief entering a private home to stealMilano. Giugno è uno strano mese: c’è chi è già pronto alla partenza e chi deve ancora prenotare le vacanze. In entrambi i casi, però, la costante rimane la domanda relativa alla sicurezza della propria casa, ossia quali precauzioni prendere per evitare l’intrusione dei ladri durante il periodo delle ferie? Secondo l’Osservatorio di ProntoPro.it, il portale dei professionisti N.1 in Italia, la spesa media per trasformare la propria casa in un fortino è pari a 4.150 euro. I topi d’appartamento sono molto bravi ad approfittare delle nostre disattenzioni, come porte o finestre lasciate socchiuse, altrimenti utilizzano tecniche rudimentali per provare ad aprirle. Per questo i primi lavori da considerare sono quelli che riguardano l’installazione di porte o finestre di sicurezza. Per quanto riguarda l’installazione di una porta blindata (L90 x H150) in Italia si spendono mediamente 1.100 euro. Ma affinché possa essere veramente efficace, una porta blindata deve essere scelta in base alle diverse caratteristiche opzionali che hanno i prodotti del mercato, facendosi guidare da un professionista che sappia quale sia il modello più adatto a noi e alla nostra abitazione. Per quanto riguarda le finestre antisfondamento di dimensioni standard (120 x 150 cm) la spesa media è di 1.400 euro al mq. Il tempo necessario ad un topo di appartamento per forzare un infisso tradizionale è di appena 30 secondi, raggiungendo il suo scopo con poco sforzo e lasciando tracce minime che non si notano ad una ispezione approssimativa. Per scegliere le finestre antisfondamento, così come le portefinestre blindate, si deve decidere tra 6 classi di sicurezza. I numeri che vanno da 1 a 6 indicano l’efficacia della finestra o della portafinestra nel contrastare il tentativo di intrusione dei ladri: tale efficacia aumenta progressivamente all’aumentare della classe di sicurezza.
Se la finestra antisfondamento supera di troppo il budget preventivato, si può ricorrere alle inferriate che proteggono la casa con una spesa più contenuta: per una grata fissa in ferro di dimensioni medie (120cm x 150cm) si spendono circa 350 euro. Per superare il problema dell’antiestetico ingombro molte tipologie di inferriate si raccolgono a pacchetto, lasciando il vano completamente libero quando si sta in casa, oppure è possibile personalizzarne le decorazioni.Al bisogno di sicurezza si può rispondere anche con un buon impianto di antifurto e allarme. Un antifurto completo dotato di centralina, sensori esterni ed interni, sirena e combinatore telefonico per un’abitazione di 70 metri quadrati, costa circa 1.300 euro. Per l’acquisto di impianti di antifurto, così come di finestre dotate di ventri antisfondamento, entro il 31.12.2017 sono previste detrazioni fiscali del 50% sulla spesa sostenuta. Se invece il budget non è un problema, si può pensare anche di integrare i sistemi di antintrusione con un sistema domotico per la gestione della sicurezza. Si può ricevere così un feedback immediato sullo stato delle singole porte e finestre di casa sul proprio tablet o smartphone, scongiurando il pericolo di furti o effrazioni legate a dimenticanze. Il sistema domotico consente non solo di tenere sotto controllo l’abitazione o di attivare gli allarmi da remoto, ma grazie alla programmazione degli scenari è un deterrente per i malintenzionati attraverso la simulazione della presenza in casa dei proprietari. Con un sistema domotico si possono anche accendere o spegnere le luci nelle stanze, abbassare le tapparelle alla sera e alzarle alla mattina. (foto. ladro)

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Muoversi in bici: la classifica delle città più sicure fatta da chi pedala

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

bici in cittàIl miglior amico di chi usa l’auto in città dovrebbe essere il ciclista. Sì, perchè il ciclista oltre a non inquinare, non crea congestione e non occupa parcheggio, rendendo di fatto più facile la vita anche all’automobilista: città come Amsterdam o Copenhagen, tra le più bike friendly del mondo, hanno i tempi di attraversamento in automobile più bassi in assoluto.E invece. E invece le tragiche notizie di questi giorni, amplificate dal coinvolgimento di vittime illustri (prima il ciclista Michele Scarponi, poi il pilota Nicky Hayden e la triatleta Julia Viellehner), ci riportano di colpo alla questione fondamentale: garantire l’incolumità di chi si sposta in bici ogni giorno. Avventurarsi su una bicicletta – in città o fuori città – è praticamente un atto eroico. Lo dicono, freddamente, i numeri sugli incidenti stradali diffusi dall’Istat: nel 2015 ben 16.827 ciclisti sono stati feriti e 252 sono morti. Fa un morto ogni giorno e mezzo per 45 incidenti al giorno, una vera e propria ecatombe. La sicurezza dei ciclisti è un tema che fino a oggi la politica non è riuscita ad affrontare compiutamente, spesso con annunci cui non sono seguiti fatti concreti.In attesa di interventi istituzionali ci ha pensato l’App WECITY, insieme ai propri utenti, a creare delle innovative mappe di pericolosità di decine di città italiane. WECITY, già scelta e apprezzata da 30mila persone per la sua originale proposta di premiare le diverse forme di mobilità sostenibile (a piedi, in bici, con i mezzi pubblici, con l’auto condivisa), ha rilasciato una nuova funzione, Bike Safe (http://maps.wecity.it/it): al termine di un tragitto in bici è possibile ora “votare” il livello di sicurezza del viaggio. Esattamente come siamo ormai abituati a fare con un ristorante o un hotel: l’utente assegna una stella ai tragitti più pericolosi, e fino a 5 stelle per quelli più sicuri. La risposta degli utenti nei primi 6 mesi di utilizzo è stata immediata: una conferma che il problema è estremamente sentito. In poco tempo i dati raccolti hanno permesso di mappare decine di città, e di definire un indicatore generale, chiamato Indice di Ciclabilità Urbana (ICU), che classifica le città in base alla loro sicurezza per chi pedala. L’aspetto interessante dell’ Indice di Ciclabilità Urbana è che rappresenta il punto di vista di chi si sposta ogni giorno in bicicletta, ma è mediato da alcuni fattori correttivi, come il numero minimo di votazioni o la percentuale di copertura della città. In questo modo si può ridurre il fenomeno per cui, pochi utenti, molto attivi, possano alterare nel bene o nel male la valutazione della città. Attualmente Reggio Emilia guida la classifica come città più sicura e bike friendly, con un’indice di ciclabilità urbana di 3.33 (il massimo è 5): è la città che permette alle bici di girare addirittura contromano e i km mappati crescono ogni giorno (ad oggi sono mappati 246,9 Km per una copertura del 14%); segue Torino, con un’indice di 3.13: con 800,5 km pedalati (una copertura del 29,5%) la community di Torino ha messo in evidenza le zone sicure e quelle pericolose; Modena, al terzo posto in classifica con un indice di 3.05, è al momento la città con la più alta copertura di strade mappate, quasi il 40% (ovvero 650 Km); Bologna – forse per merito della “tangenziale delle bici” – ha oltre un quarto delle strade mappate (25.9% e 477.9 Km), e il 4° posto in classifica, con un’indice di ciclabilità urbana di 2.81.Secondo Paolo Ferri, CEO di WECITY, le mappe “Sono una forma di restituzione dei dati raccolti grazie agli utenti. In un mondo dove ogni giorno accettiamo, senza neanche leggerli, terms & conditions che stabiliscono come verranno utilizzati i nostri dati, abbiamo voluto rendere evidente lo sforzo e il risultato collettivo, mettendo queste mappe a disposizione di chiunque”.Un primo risultato importante è gia stato raggiunto: le Amministrazioni Pubbliche iniziano a considerare l’Indice di Ciclabilità Urbana come un criterio oggettivo su cui misurare i risultati delle politiche di mobilità, e uno strumento per analizzare a fondo i dati relativi agli spostamenti in bici. Il prossimo passo sarà quello di rendere le informazioni sulla sicurezza direttamente nell app wecity, realizzando un navigatore in grado di guidare l’utente attraverso il percorso più sicuro.Guarda il progetto: http://maps.wecity.it/it (bici in città)

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Salute e sicurezza del viaggiatore internazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

viaggiatoriRimini mercoledì 31 maggio dalle ore 17.30 alle 19.00 presso la sala della Provincia di Corso d’Augusto 231. Il Vice Ministro degli Esteri, Mario Giro illustrerà le strategie della Farnesina per tutelare la sicurezza dei nostri connazionali che affrontano viaggi all’estero. Il dr Walter Pasini, direttore della nuova Travel Clinic di Rimini, già direttore del primo Centro Collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Medicina del Turismo, illustrerà le strategie da adottare per tutelare la salute dei viaggiatori. L’incontro è stato patrocinato dall’AUSL Romagna, dall’Ordine dei Medici della Provincia di Rimini e dall’Ordine dei Farmacisti. Il viaggio, ogni tipo di viaggio rappresenta un’esperienza di grande importanza per la crescita e la formazione dell’individuo, per le sollecitazioni culturali, le emozioni, i contatti, le bellezze visitate.
Il viaggio internazionale, però, può essere fonte di rischio per la salute e sicurezza dell’individuo per una serie di ragioni: la situazione socio-sanitaria del paese visitato, la situazione politica, lo stato di salute del viaggiatore, il suo stato vaccinale, il comportamento adottato in viaggio.

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Lavoro e sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

inail«I dati diffusi dall’Inail sull’andamento di infortuni e decessi nei primi quattro mesi dell’anno confermano ancora una volta l’Italia tra i Paesi europei maggiormente in difficoltà sul tema della sicurezza sul lavoro. Ritenersi soddisfatti perché i parametri sono in linea con quelli dello scorso anno non è accettabile quando ogni giorno almeno 2 persone muoiono e più di 1.700 si fanno male nel tentativo di guadagnarsi da vivere». Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di
Roma e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro.«L’attenzione sul tema deve restare sempre viva, anche perché nelle pieghe di numeri all’apparenza non inquietanti si possono scorgere elementi di viva preoccupazione. Su tutti, quelli che riguardano alcune delle controparti storicamente meno tutelate nelle dinamiche lavorative: tra le donne, ad esempio, nel primo quadrimestre del 2017 sono aumentati sia gli infortuni (78.148 contro 77.255) che i decessi (37 a fronte dei 30 dello scorso anno). Stesso discorso per i lavoratori extracomunitari (+3,4% di infortuni e addirittura + 36% di morti) Tutte le componenti coinvolte – prosegue Simoncini – hanno il dovere di lavorare ogni giorno per un salto di qualità a livello culturale: aziende pubbliche e private, liberi professionisti, realtà di piccole o grandi dimensioni devono trattare il tema della sicurezza con l’attenzione e la dedizione solitamente riservate a qualsiasi processo produttivo, altrimenti un deciso abbattimento del numero delle vittime rimarrà una chimera. Allo stesso tempo bisogna implementare le risorse da destinare alle ispezioni e alle verifiche, inasprire le sanzioni per chi opera in spregio di norme e buon senso e studiare meccanismi di defiscalizzazione ancora più premianti per chi decide di investire sulla sicurezza».

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Il drastico calo della sicurezza percepita è innegabile

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 maggio 2017

tribunale“E ciò che più di tutto ha contribuito a questo calo è la mancata certezza della pena”. E’ quanto ha affermato il procuratore generale presso la Corte d’appello di Roma Giovanni Salvi, nel corso di un dibattito sulla Sicurezza nell’ambito del congresso nazionale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, in corso nella Capitale. “Nell’opinione pubblica c’è ormai la consapevolezza che il modello
della sicurezza non è più basato solo sull’ordine pubblico o solo sulla repressione, ma è un concetto globale. Io guardo con preoccupazione – ha aggiunto Salvi – all’incapacità della categoria dei giudici di intendere la nostra funzione come una funzione che deve guardare al risultato. Un magistrato come Falcone convinceva perché non aveva alcun problema ad ‘aprire’ alla conoscenza di tutti il proprio sistema, a condividerlo. Noi invece oggi siamo sempre più chiusi in una ‘torre d’avorio’, con una sorta di autoreferenzialità sterile, senza che si guardi al risultato, che invece è e resta la cosa più importante. C’è poi l’altro aspetto del mancato contrasto dell’illegalità diffusa, di cui è un esempio perfettamente calzante il fenomeno degli immobili abusivamente occupati che non vengono liberati, che certamente incide profondamente sulla vita dei cittadini e sulla sicurezza percepita. Non voglio parlare di tolleranza zero, ma è importante che venga recuperato bene il concetto della legalità quotidiana, e se non riusciamo a legarlo alla giustizia quotidiana allora non lavoriamo per la percezione della sicurezza. Il giudice deve tornare a riflettere sul fatto di recare un servizio, e che essere ‘terzo’ non significa essere indifferente a ciò che certe questioni significano per il cittadino. Ecco, i giudici hanno queste responsabilità. Dall’altra parte, occorre anche considerare quale è stata l’amministrazione della giustizia negli ultimi 20 anni, che non ha neppure previsto un numero adeguato di assunzioni che ci garantissero di tenere testa alla mole di lavoro. E di altro ci sarebbe da parlare. E’ una vergogna ad esempio che Roma non abbia un palazzo di giustizia degno di questo nome”.

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“La tua Arma per la Sicurezza e l’Ambiente”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

carabinieriMilano Lunedì 29 maggio, ore 9.30 presso Il Teatro del Verme. Arriva a Milano il Format “La Tua Arma per la Sicurezza e l’Ambiente”, volto a sensibilizzare gli studenti sul ruolo dell’Arma dei Carabinieri, in difesa del patrimonio agro-forestale italiano, per la tutela dell’ambiente e del paesaggio, con riguardo al controllo del territorio in tema di legalità e sicurezza. L’iniziativa, organizzata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e ideata da Ital Communications di Attilio Lombardi, prevede la partecipazione di un migliaio di ragazzi (12-18 anni) provenienti dalle scuole medie e superiori milanesi. Nel piazzale esterno del Teatro verrà allestita una mostra di mezzi automobilistici usati dall’Arma per la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente, così come è prevista l’esposizione di importanti reperti archeologici recuperati dall’Arma durante le sue attività investigative.La prima edizione del Format è stata realizzata con grande successo lo scorso marzo 2017 presso il Palazzo dei Congressi di Roma, registrando un importante coinvolgimento dei ragazzi presenti e dei maggiori media nazionali.
L’evento sarà condotto da Cristina Chiabotto e verrà suddiviso in cinque mini panel, che tratteranno le aree tematiche in cui generalmente operano i Carabinieri, con l’obiettivo di diffondere fra i giovani una cultura più capillare della legalità in materia ambientale. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo di: Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, di Pirelli e di ENI.E’ prevista la partecipazione di importanti testimonial del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport, come lo chef stellato Carlo Cracco, il cantante Fabio Rovazzi, la giornalista Rosanna Lambertucci, Valerio Staffelli di Striscia la Notizia, lo chef stellato Fabio Campoli e i Campioni Olimpici del Gruppo Sportivo dell’Arma dei Carabinieri.La mattinata sarà divisa in 5 aree tematiche (mini panel):
– “Tavolo della Salute” sulla qualità e autenticità dei prodotti agroalimentari È previsto l’intervento dei Nas, che illustreranno come accorgersi dei prodotti contraffatti e delle truffe coinvolgendo direttamente i ragazzi con un quiz Vero/Falso;
– Panel dedicato allo “Sport”, al quale parteciperanno diversi campioni olimpici e il Gruppo Sportivo dell’Arma dei Carabinieri;
– “Le investigazioni scientifiche” rivolto alle apparecchiature innovative per scoprire i reati. È previsto l’intervento dei RIS che dimostreranno le attività di intelligence con l’aiuto dei cani molecolari;
– “Le Riserve naturali, i parchi e le aree marine” racconta il prezioso contributo dell’Arma per il mantenimento e la protezione delle aree naturali, nonché delle attività anti-inquinamento e di recupero dei reperti;
– “La sfida della mobilità sostenibile e dell’innovazione tecnologica” spiega l’importanza della sostenibilità ambientale.
Un momento divertente e di grande coinvolgimento per i 1300 ragazzi presenti in sala sarà l’intervento musicale di Fabio Rovazzi, con i suoi brani più noti “Andiamo a Comandare”, “Tutto molto interessante” e il suo nuovo brano “Volare”.

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Agenda europea sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

Strasburgo, la Commissione europea presenta la settima relazione sui progressi compiuti verso la creazionestrasburgo di un’autentica ed efficace Unione della sicurezza.
Oltre ad aggiornare sui progressi compiuti sui principali fascicoli, la relazione si concentra sui lavori in corso per migliorare la gestione delle informazioni per le frontiere e la sicurezza, e delinea il nuovo approccio della Commissione verso l’interoperabilità dei sistemi di informazione dell’UE per la sicurezza e la gestione delle frontiere e della migrazione entro il 2020. A seguito del recente attacco informatico su scala mondiale, la relazione sottolinea inoltre l’impegno della Commissione ad accelerare i lavori per riesaminare la strategia dell’UE per la cibersicurezza del 2013 al fine di fornire una risposta efficace alle minacce informatiche. Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “Il valore delle nostre informazioni sulla sicurezza viene massimizzato quando i nostri sistemi dialogano tra loro. La complessità e la frammentazione dei sistemi attuali ci rende vulnerabili. Le informazioni utilizzabili non sono sempre a disposizione dei funzionari delle autorità di contrasto che ne hanno bisogno. Oggi presentiamo una visione chiara su come intervenire per rimediare a questo problema e per collegare i punti ed eliminare le zone d’ombra al fine di aumentare la sicurezza dei nostri cittadini in tutta l’UE”.Julian King, Commissario responsabile per l’Unione della sicurezza, ha dichiarato: “I recenti tragici attentati in Europa hanno sottolineato l’importanza di un efficace scambio di informazioni tra le autorità degli Stati membri. L’approccio che delineamo oggi definisce un modo intelligente e mirato per ottimizzare l’uso dei dati esistenti . Quello che proponiamo è un cambiamento radicale del modo in cui gestiamo i dati sulla sicurezza, aiutando così le autorità nazionali ad affrontare meglio le minacce transnazionali e a individuare i terroristi che operano al di là delle frontiere”.
Nell’aprile 2016 la Commissione ha presentato la comunicazione “Sistemi d’informazione più solidi e intelligenti per le frontiere e la sicurezza” e ha avviato i lavori del gruppo di esperti ad alto livello sui sistemi di informazione e l’interoperabilità. Tale gruppo ha presentato la propria relazione l’11 maggio, confermando i punti di vista espressi nella comunicazione dell’aprile 2016 e formulando raccomandazioni per l’interoperabilità dei sistemi di informazione. La relazione odierna passa in rassegna le raccomandazioni del gruppo di esperti ad alto livello e propone la strada da seguire per affrontare le carenze strutturali nell’ambito delle tre aree principali: i) massimizzare l’utilità dei sistemi di informazione esistenti; ii) se necessario, sviluppare sistemi complementari per colmare le lacune in materia di informazione; iii) garantire l’interoperabilità tra i nostri sistemi.L’anno scorso la Commissione ha presentato una serie di proposte per colmare le lacune in materia di informazione, quali la creazione di nuovi sistemi, come il sistema di ingressi/uscite e il sistema europeo di informazione e autorizzazione per i viaggi (ETIAS), e il potenziamento dei sistemi esistenti, quali il sistema d’informazione Schengen, Eurodac e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS).
La relazione odierna definisce un nuovo approccio per la gestione dei dati, in base al quale tutti i sistemi d’informazione centralizzati dell’UE per la sicurezza e la gestione delle frontiere e della migrazione saranno interoperabili, nel pieno rispetto della protezione dei dati e dei diritti fondamentali. Gli elementi principali di questo approccio sono i seguenti:
il portale di ricerca europeo – che consente di interrogare i sistemi simultaneamente, nel pieno rispetto delle garanzie per la protezione dei dati ed, eventualmente, con norme semplificate per l’accesso ai sistemi da parte delle autorità di contrasto;
il servizio comune di confronto biometrico – che consente di interrogare i diversi sistemi di informazione con dati biometrici, eventualmente con bandierine “hit/no hit” che segnalano il collegamento con dati biometrici correlati presenti in un altro sistema;
l’archivio comune per i dati relativi all’identità – che, sulla base dei dati identificativi alfanumerici (come la data di nascita o il numero di passaporto), consente di individuare se una persona è registrata con identità multiple in banche dati diverse.
L’approccio proposto consentirà di ovviare all’attuale debolezza dell’architettura dell’UE per la gestione dei dati, eliminando le zone d’ombra. Di conseguenza eu-LISA, l’agenzia dell’UE per la gestione dei sistemi di informazione, svolgerà un ruolo fondamentale nel fornire consulenza tecnica e portare avanti i lavori verso l’interoperabilità dei sistemi di informazione. Al fine di consentire a eu-LISA di attuare questo nuovo approccio, nel giugno 2017 la Commissione presenterà una proposta legislativa per rafforzare il mandato dell’agenzia.

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La sicurezza informatica dopo l’attacco ransomware: Cosa riserva il futuro?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 maggio 2017

CyberSecurity“L’infezione ransomware su larga scala di settimana scorsa è un chiaro segno delle sfide sempre maggiori che deve affrontare la sicurezza informatica. Nella più grande epidemia di ransomware mai registrata, si stima che oltre 100.000 computer siano stati infettati, dalla Russia a Taiwan, comprese istituzioni come Telefonica, FedEx, Deutsche Bahn e la NHS.”Il ransomware è una variazione del Wana Decryptor, un ceppo emerso due settimane fa. Il suo rapido successo è attribuito al fatto che sfrutta una vulnerabilità di Windows che non è stata risolta su tutti i sistemi. Diverse figure chiave tra cui Edward Snowden e Microsoft hanno puntato il dito contro la NSA.I dati della NSA su questo exploit sono stati rivelati al pubblico da un’organizzazione di hacker conosciuta come Shadow Brokers prima che la NSA fornisse ai fornitori le informazioni su come applicare la patch. L’anno scorso è stato rivelato che la NHS aveva migliaia di computer che ancora funzionavano con Windows XP, che non è più supportato da Microsoft dal 2014. Il mancato aggiornamento dei sistemi operativi e delle applicazioni è un altro fattore chiave che ha contribuito all’infezione ransomware nel Regno Unito. Dato l’elevato profilo di questa vulnerabilità, Microsoft ha rilasciato una patch di sicurezza anche per i sistemi più vecchi, per proteggerli.
L’ascesa del ransomware può essere attribuita alla proliferazione di strumenti facili da usare e di servizi di ransomware-as-a-service acquistabili nel mondo sommerso del crimine informatico. Questi strumenti possono essere facilmente personalizzati e hanno aiutato a creare una lista crescente di attacchi di successo che hanno creato profitti per i malfattori.
Frost & Sullivan crede che ci stiamo avvicinando a un cambio di tendenza per la sicurezza informatica, sia in ambito governativo sia nel settore privato, nonostante rimangano degli ostacoli chiave, come la mancanza di comprensione tecnica e la reticenza ad investire. Le aziende devono investire pesantemente per rispondere in modo adeguato alla crescente minaccia dei crimini informatici, in tutti i campi: tecnologia, personale interno addetto alla sicurezza e formazione del personale per poter riconoscere ed evitare le minacce informatiche. I settori chiave come quello della sanità saranno costretti ad adattarsi dai governi se non lo faranno di propria spontanea volontà; la sicurezza informatica in ambito sanitario registrerà un tasso di crescita annuale del 13,6 per cento solo negli Stati Uniti.” (foto: CyberSecurity)

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La protezione della vita privata e la sicurezza delle reti digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 maggio 2017

Roma Venerdì 12 Maggio 2017, ore 10:00 Spazio Europa Via Quattro Novembre 149 Al centro della tavola rotonda il nuovo ‘Regolamento relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonchè alla libera circolazione di tali dati’, che abroga la cd. ‘Direttiva Privacy’ e introduce un nuovo assetto regolamentare basato sui principi della Privacy by Design e della Privacy by Default.
Anna Cataleta – Responsabile Privacy e Head of Compliance di Wind Tre
Henri Isaac – Università Paris-Dauphine
Giovanni Mario Riccio – Università di Salerno
Serena Sileoni – Vice-direttrice dell’Istituto Bruno Leoni
Raffaele Torino – Università Roma Tre

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Dispositivi medici: più sicurezza e tracciabilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

european-parliamentBruxelles. Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì norme più severe per garantire che i dispositivi medici, come le protesi mammarie o dell’anca, siano rintracciabili e conformi ai requisiti di sicurezza. I deputati hanno approvato una normativa più stringente in termini di sicurezza anche sui dispositivi medico-diagnostici in vitro, utilizzati ad esempio per i test di gravidanza e del DNA. Entrambi i testi sono già stati informalmente concordati con il Consiglio dei Ministri UE.”Lo scandalo dell’anca metallo-metallo ha evidenziato le debolezze del sistema attuale. Abbiamo quindi introdotto requisiti più severi per gli organi che autorizzano i dispositivi medici e insisteremo affinché i dispositivi particolarmente ad alto rischio, come ad esempio gli impianti, le protesi articolari o le pompe per insulina, siano oggetto di valutazioni supplementari da parte di esperti prima della loro autorizzazione”, ha dichiarato la relatrice del testo sui dispositivi medici, Glenis Willmott (S&D, UK).

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Ad Unicam 35 milioni di euro in quattro anni

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

DSCN1023Camerino. 11 milioni di euro subito per compensare le mancate entrate dovute alla minore contribuzione studentesca (7 milioni), per la ricostruzione, la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal terremoto (3 milioni), per il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche ed informatiche e della teledidattica (1 milione); 10 milioni per il 2017, 8 milioni per il 2018, 6 milioni per il 2019: è questo il finanziamento straordinario concesso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca all’Università di Camerino grazie all’accordo di programma che i due enti si apprestano a firmare, dopo che il documento è stato approvato nelle sedute di ieri 29 marzo del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione di Unicam.“Si tratta di una notizia che ci riempie di grande soddisfazione – ha dichiarato il Rettore Unicam Flavio Corradini – perché ci consente di proseguire nella concreta realizzazioni dei progetti messi a punto per la ricostruzione ed il potenziamento del nostro Ateneo.
Questo importante finanziamento ci consentirà di continuare a garantire ai nostri studenti tutti quei servizi e quelle opportunità, sia per quanto riguarda le attività didattiche che quelle di ricerca, che ci hanno caratterizzato prima del terribile 26 ottobre e che ci hanno consentito di ottenere posizioni di vertice nelle classifiche delle Università italiane. Vogliamo continuare a mantenere elevata la qualità della nostra offerta formativa e dei servizi che mettiamo a disposizione dei nostri studenti, questa è Unicam e sempre lo sarà! Desidero pertanto ringraziare, anche a nome dell’intera comunità universitaria, la Ministra Valeria Fedeli ed i Dirigenti del MIUR per l’attenzione e la sensibilità dimostrata nei confronti dell’Università di Camerino, per aver creduto nei nostri progetti e per averli voluti sostenere. In questo modo si investe non solo sui giovani e per i giovani, sul loro futuro e per il loro futuro, ma anche sulla rinascita e sullo sviluppo di un intero territorio. Sono grato alla Ministra Fedeli per le parole che ci ha voluto riservare perché onorano l’Università di Camerino e la sua vocazione. #conilfuturoperilfuturo, noi ci crediamo davvero!” “L’Università è un elemento fondamentale per la vita e per la crescita culturale, economica e tecnologica di un territorio – ha dichiarato in una nota la Ministra Valeria Fedeli. – L’accordo consentirà all’Università degli Studi di Camerino di riprendere velocemente quel ruolo di garanzia della vitalità del proprio territorio e di centro di conoscenze e competenze tecnologiche che ha permesso a molte realtà produttive di consolidarsi e raggiungere livelli di eccellenza nazionali ed internazionali”.

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Sicurezza cure e responsabilità medica. Nuova legge. Limiti e potenzialità

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

medicinadifensivaEntra in vigore il 1 aprile la nuova legge in materia di sicurezza delle cure e sui profili di responsabilità degli operatori sanitari, la n.24/2017. La riforma muove dall’esigenza, fra le altre, di porre un freno alla mole del contenzioso che si è sviluppato in materia che ha, a sua volta, condizionato l’attività dei medici e dei sanitari, provocando il ricorso alla medicina “difensiva”. Contenzioso alimentato dall’incertezza in cui spesso si é altalenanti nei tribunali. Chi è pratico di giustizia, e ne conosce le dinamiche (tempi, costi, esiti interpretativi ecc..) ben può comprendere l’esigenza di mettersi al riparo da ogni possibile attacco da parte dell’utenza scontenta, e di dare certezze a chi opera nel settore. Il cittadino spesso, di fronte ad un evento luttuoso o comunque che incide sulla propria salute o su quella dei propri cari, non è in grado di prevedere (e spesso neppure i legali che lo assistono) prima del giudizio se il suo caso possa o meno essere ascritto ad episodio di malasanità o meritare un ristoro. E nel dubbio ricorre in giudizio. Ecco in sintesi una panoramica delle principali novità introdotte della riforma.
Come prima cosa il legislatore riorganizza ed amplia il parco soggetti coinvolti, demandando alle Regioni di disciplinare ulteriori profili e competenze del Difensore Civico, affinché assurga a Garante del Diritto alla Salute. Poi crea il Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente (incaricato di raccogliere dati sui rischi, eventi e contenzioso) e l’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza (che raccoglierà le informazioni dai Centri su indicati).
Le buone pratiche tecnico assistenziali e le raccomandazioni delle linee guida
L’aspetto più controverso della nuova legge consiste proprio nel fatto che le discipline mediche contenute nei vari contesti medico-scientifici (importantissime poiché laddove seguite potranno “scagionare” l’attività sanitaria), sono appannaggio anche di società ed istituti privati. E ciò sebbene siano soggetti inseriti in un elenco ministeriale di prossima istituzione.Le maggiori novità, infatti, sorgono in ambito di responsabilità penale del personale medico sanitario: si potrà addivenire ad una condanna per lesioni od omicidio colposo occorso nell’ambito dell’esercizio della professione, solo per negligenza ed imprudenza. Non anche per imperizia, sempre che si siano osservate le raccomandazioni delle linee guida di cui sopra ovvero, in loro mancanza, le buone prassi tecnico-assistenziali.
In ambito civile, si ha la legiferazione dei profili di responsabilità delle strutture e dei medici che ne fanno parte, sui quali in passato la magistratura ha creato correnti alterne e ovvie e conseguenti incertezze. La responsabilità civile delle strutture sarà di tipo contrattuale (ex art. 1218 e 1228 c.c.: dieci anni di prescrizione e onere della prova a loro carico), mentre, salvo accordi diretti tra il medico della struttura ed il paziente (anche laddove si tratti di prestazione intramuraria), quest’ultimo risponderà di responsabilità extracontrattuale (ex art. 2043 c.c.: un regime per il medico più favorevole, ove l’onere della prova è a carico del danneggiato e ove la prescrizione è di cinque anni). Anche qui un ruolo chiave sarà svolto dalle buone prassi e dalle raccomandazioni di cui sopra, che se osservate, potranno azzerare la colpa medica in ambito risarcitorio.
L’entità del danno, poi, sarà commisurata e liquidata in base alle tabelle uniche sul danno biologico, fino ad oggi valevoli solo in ambito di RC auto. Per assicurarsi l’obbedienza dei giudici, il legislatore ha espressamente blindato le norme in questione come “norme imperative”. A scopo deflattivo è stata, inoltre, prevista la mediazione obbligatoria, pena l’improcedibilità del giudizio, ovvero, in alternativa il ricorso (ex art. 696-bis c.p.c.: ossia una consulenza tecnica preventiva a scopo conciliativo). E, cosa molto importante per l’utente, è stata prevista, al pari della normativa analoga in materia di RC auto, l’azione diretta nei confronti dell’Assicurazione, che le strutture pubbliche e private hanno l’obbligo di contrarre. Ciò significa, oltre ad una garanzia di migliore copertura economica per il danneggiato, anche che compagnie assicurative non potranno, a fronte della responsabilità accertata, sollevare alcuna eccezione di inoperatività della polizza, ma dovranno comunque corrispondere il dovuto in prima battuta per poi vedersela, in eventuale rivalsa, col proprio assicurato. (Claudia Moretti, legale, consulente Aduc)

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