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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

Posts Tagged ‘sicurezza’

Dispositivi medici: più sicurezza e tracciabilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

european-parliamentBruxelles. Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì norme più severe per garantire che i dispositivi medici, come le protesi mammarie o dell’anca, siano rintracciabili e conformi ai requisiti di sicurezza. I deputati hanno approvato una normativa più stringente in termini di sicurezza anche sui dispositivi medico-diagnostici in vitro, utilizzati ad esempio per i test di gravidanza e del DNA. Entrambi i testi sono già stati informalmente concordati con il Consiglio dei Ministri UE.”Lo scandalo dell’anca metallo-metallo ha evidenziato le debolezze del sistema attuale. Abbiamo quindi introdotto requisiti più severi per gli organi che autorizzano i dispositivi medici e insisteremo affinché i dispositivi particolarmente ad alto rischio, come ad esempio gli impianti, le protesi articolari o le pompe per insulina, siano oggetto di valutazioni supplementari da parte di esperti prima della loro autorizzazione”, ha dichiarato la relatrice del testo sui dispositivi medici, Glenis Willmott (S&D, UK).

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Ad Unicam 35 milioni di euro in quattro anni

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

DSCN1023Camerino. 11 milioni di euro subito per compensare le mancate entrate dovute alla minore contribuzione studentesca (7 milioni), per la ricostruzione, la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal terremoto (3 milioni), per il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche ed informatiche e della teledidattica (1 milione); 10 milioni per il 2017, 8 milioni per il 2018, 6 milioni per il 2019: è questo il finanziamento straordinario concesso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca all’Università di Camerino grazie all’accordo di programma che i due enti si apprestano a firmare, dopo che il documento è stato approvato nelle sedute di ieri 29 marzo del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione di Unicam.“Si tratta di una notizia che ci riempie di grande soddisfazione – ha dichiarato il Rettore Unicam Flavio Corradini – perché ci consente di proseguire nella concreta realizzazioni dei progetti messi a punto per la ricostruzione ed il potenziamento del nostro Ateneo.
Questo importante finanziamento ci consentirà di continuare a garantire ai nostri studenti tutti quei servizi e quelle opportunità, sia per quanto riguarda le attività didattiche che quelle di ricerca, che ci hanno caratterizzato prima del terribile 26 ottobre e che ci hanno consentito di ottenere posizioni di vertice nelle classifiche delle Università italiane. Vogliamo continuare a mantenere elevata la qualità della nostra offerta formativa e dei servizi che mettiamo a disposizione dei nostri studenti, questa è Unicam e sempre lo sarà! Desidero pertanto ringraziare, anche a nome dell’intera comunità universitaria, la Ministra Valeria Fedeli ed i Dirigenti del MIUR per l’attenzione e la sensibilità dimostrata nei confronti dell’Università di Camerino, per aver creduto nei nostri progetti e per averli voluti sostenere. In questo modo si investe non solo sui giovani e per i giovani, sul loro futuro e per il loro futuro, ma anche sulla rinascita e sullo sviluppo di un intero territorio. Sono grato alla Ministra Fedeli per le parole che ci ha voluto riservare perché onorano l’Università di Camerino e la sua vocazione. #conilfuturoperilfuturo, noi ci crediamo davvero!” “L’Università è un elemento fondamentale per la vita e per la crescita culturale, economica e tecnologica di un territorio – ha dichiarato in una nota la Ministra Valeria Fedeli. – L’accordo consentirà all’Università degli Studi di Camerino di riprendere velocemente quel ruolo di garanzia della vitalità del proprio territorio e di centro di conoscenze e competenze tecnologiche che ha permesso a molte realtà produttive di consolidarsi e raggiungere livelli di eccellenza nazionali ed internazionali”.

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Sicurezza cure e responsabilità medica. Nuova legge. Limiti e potenzialità

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

medicinadifensivaEntra in vigore il 1 aprile la nuova legge in materia di sicurezza delle cure e sui profili di responsabilità degli operatori sanitari, la n.24/2017. La riforma muove dall’esigenza, fra le altre, di porre un freno alla mole del contenzioso che si è sviluppato in materia che ha, a sua volta, condizionato l’attività dei medici e dei sanitari, provocando il ricorso alla medicina “difensiva”. Contenzioso alimentato dall’incertezza in cui spesso si é altalenanti nei tribunali. Chi è pratico di giustizia, e ne conosce le dinamiche (tempi, costi, esiti interpretativi ecc..) ben può comprendere l’esigenza di mettersi al riparo da ogni possibile attacco da parte dell’utenza scontenta, e di dare certezze a chi opera nel settore. Il cittadino spesso, di fronte ad un evento luttuoso o comunque che incide sulla propria salute o su quella dei propri cari, non è in grado di prevedere (e spesso neppure i legali che lo assistono) prima del giudizio se il suo caso possa o meno essere ascritto ad episodio di malasanità o meritare un ristoro. E nel dubbio ricorre in giudizio. Ecco in sintesi una panoramica delle principali novità introdotte della riforma.
Come prima cosa il legislatore riorganizza ed amplia il parco soggetti coinvolti, demandando alle Regioni di disciplinare ulteriori profili e competenze del Difensore Civico, affinché assurga a Garante del Diritto alla Salute. Poi crea il Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente (incaricato di raccogliere dati sui rischi, eventi e contenzioso) e l’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza (che raccoglierà le informazioni dai Centri su indicati).
Le buone pratiche tecnico assistenziali e le raccomandazioni delle linee guida
L’aspetto più controverso della nuova legge consiste proprio nel fatto che le discipline mediche contenute nei vari contesti medico-scientifici (importantissime poiché laddove seguite potranno “scagionare” l’attività sanitaria), sono appannaggio anche di società ed istituti privati. E ciò sebbene siano soggetti inseriti in un elenco ministeriale di prossima istituzione.Le maggiori novità, infatti, sorgono in ambito di responsabilità penale del personale medico sanitario: si potrà addivenire ad una condanna per lesioni od omicidio colposo occorso nell’ambito dell’esercizio della professione, solo per negligenza ed imprudenza. Non anche per imperizia, sempre che si siano osservate le raccomandazioni delle linee guida di cui sopra ovvero, in loro mancanza, le buone prassi tecnico-assistenziali.
In ambito civile, si ha la legiferazione dei profili di responsabilità delle strutture e dei medici che ne fanno parte, sui quali in passato la magistratura ha creato correnti alterne e ovvie e conseguenti incertezze. La responsabilità civile delle strutture sarà di tipo contrattuale (ex art. 1218 e 1228 c.c.: dieci anni di prescrizione e onere della prova a loro carico), mentre, salvo accordi diretti tra il medico della struttura ed il paziente (anche laddove si tratti di prestazione intramuraria), quest’ultimo risponderà di responsabilità extracontrattuale (ex art. 2043 c.c.: un regime per il medico più favorevole, ove l’onere della prova è a carico del danneggiato e ove la prescrizione è di cinque anni). Anche qui un ruolo chiave sarà svolto dalle buone prassi e dalle raccomandazioni di cui sopra, che se osservate, potranno azzerare la colpa medica in ambito risarcitorio.
L’entità del danno, poi, sarà commisurata e liquidata in base alle tabelle uniche sul danno biologico, fino ad oggi valevoli solo in ambito di RC auto. Per assicurarsi l’obbedienza dei giudici, il legislatore ha espressamente blindato le norme in questione come “norme imperative”. A scopo deflattivo è stata, inoltre, prevista la mediazione obbligatoria, pena l’improcedibilità del giudizio, ovvero, in alternativa il ricorso (ex art. 696-bis c.p.c.: ossia una consulenza tecnica preventiva a scopo conciliativo). E, cosa molto importante per l’utente, è stata prevista, al pari della normativa analoga in materia di RC auto, l’azione diretta nei confronti dell’Assicurazione, che le strutture pubbliche e private hanno l’obbligo di contrarre. Ciò significa, oltre ad una garanzia di migliore copertura economica per il danneggiato, anche che compagnie assicurative non potranno, a fronte della responsabilità accertata, sollevare alcuna eccezione di inoperatività della polizza, ma dovranno comunque corrispondere il dovuto in prima battuta per poi vedersela, in eventuale rivalsa, col proprio assicurato. (Claudia Moretti, legale, consulente Aduc)

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Stati Uniti d’Europa. Sicurezza, laicità, lavoro e politica estera, dovrebbero essere gli argomenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

europa-261011-cSicurezza, laicità, lavoro e politica estera, dovrebbero essere gli argomenti di dibattito che interessano milioni di cittadini italiani. Sono gli argomenti della campagna per le elezioni presidenziali in Francia che determineranno il futuro assetto dell’Europa. Da noi il dibattito langue, questo governo si trascina, il Parlamento approva una riforma dei Codici aumentando le pene per furti e rapine, dimenticando Cesare Beccaria (“Dei delitti e delle pene” 1764), il quale scrisse che “perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev’essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a’ delitti, dettata dalle leggi”. Secoli passati invano; meglio, per il Parlamento, fare leggi di pancia e di piazza. Sugli altri temi l’inconsistenza. Il che lascia spazio agli slogan tanto più efficaci quanto più si confrontano con il nulla. A giorni le celebrazioni dei Trattati di Roma che lanciarono l’Europa. Cosa si diranno?(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Carceri: sistema sicurezza non funziona

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

carcere“Due evasioni in due giorni, tre nell’ultima settimana. Il sistema sicurezza nelle carceri italiane non funziona e gli episodi di queste ore sono un’ulteriore conferma. La situazione, a causa della carenza di personale di Polizia Penitenziaria e dell’assenza di tecnologie adeguate, come denunciato dal segretario nazionale del Sappe, Donato Capece, rischia di diventare davvero pericolosa”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, responsabile del Dipartimento Giustizia del partito.
“Bisogna rivedere il sistema di vigilanza – aggiunge- e far fronte immediatamente alla carenza di personale, abbandonato a se stesso e costretto a turni di lavoro stressanti. Presenterò un’interrogazione al ministro Orlando per sapere cosa il governo intenda fare per rispondere alla esigenza di maggiore sicurezza della Polizia Penitenziaria e degli stessi cittadini italiani. Il sistema non regge. Servono interventi seri”.

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Sicurezza e immigrati

Posted by fidest press agency su martedì, 14 marzo 2017

camera deputati“Questa settimana in Aula a Montecitorio arriva il decreto Minniti sulla sicurezza. Tanta buona volontà, ma un pannicello caldo senza risorse, e soprattutto senza coraggio, lo abbiamo capito anche al Lingotto. Il Partito democratico è diviso tra chi vuole più immigrati e vuole fare la manifestazione, come Orlando, per l’accoglienza, ‘venite tutti’, e chi dice, come la Serracchiani, ‘ma la gente ha paura’. Un Pd diviso, un Pd indeciso a tutto non può che produrre questi finti decreti dalla faccia feroce. Finti decreti dalla faccia feroce, che non contengono una sola norma vera, operativa, forte come noi abbiamo chiesto con i nostri emendamenti e come chiederemo nella battaglia in Aula. Senza risorse per le Forze dell’ordine non si va da nessuna parte, si prendono in giro gli italiani che chiedono più sicurezza”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

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A Tunisi si è tenuta la conferenza sulla Net neutrality

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

tunisi1Tunisi. L’Associazione Codici, ieri 9 marzo, ha partecipato a Tunisi ad una conferenza sulla net neutrality, promossa dall’Autorità tunisina delle telecomunicazioni INT (Instance Nationale des Télécommunications) nel suo ruolo di Regolatore del settore delle telecomunicazioni e delle Poste e quale garante di una sana e leale concorrenza nel mercato del settore.
E’ stato un momento di confronto e dibattito sulle regole europee ed internazionali e le regole che in Tunisia e più in generale in Africa si devono attuare sulla neutralità della rete, prendendo come esempio o ispirandosi al lavoro fatto da chi li ha preceduti.
E’ stata ripercorsa la storia di internet che è nato libero ed è grazie a questa libertà che si è potuta creare questa grande interconnessione tra persone, idee e soprattutto dati che hanno dato origine allo sviluppo del commercio elettronico, della ricerca e della scienza.Il tema ovviamente è molto importante anche in Italia perché molti vorrebbero rendere l’apertura di internet condizionata al pagamento di servizi oppure all’accesso, all’inserimento di password o quant’altro, cosa che ovviamente scongiureremo in tutti i modi. Del resto, quando vent’anni fa gli inventori di internet progettarono il web pensarono ad un’architettura semplice e generale, in cui qualunque computer può mandare pacchetti di dati a qualsiasi altro computer.
In questo senso la net neutrality intende far sì che venga rispettato il principio secondo cui gli operatori devono gestire il proprio traffico senza discriminazioni che danneggino concorrenza, innovazione e, in generale, i diritti degli utenti e delle aziende web. Alla luce dei fatti emersi in questa conferenza Codici ritiene fondamentale, vista l’importanza strategica della questione e la sua ricaduta anche sui mercati, una regolamentazione nazionale circa la net neutrality per evitare casi in cui le compagnie che operano nel settore possano sfruttare il vuoto normativo per operare pratiche commerciali scorrette.

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Periferie, Presidente Commissione: “Sicurezza è priorità, servono leggi e risorse adeguate per garantirla”‎

Posted by fidest press agency su martedì, 7 marzo 2017

legalità e sicurezza“Il problema più urgente che i cittadini ci hanno segnalato oggi durante il nostro primo giorno di visita a Milano è quello della sicurezza urbana. La percezione degli abitanti di molti quartieri a rischio è che le città sono meno sicure, questo anche a causa della depenalizzazione di alcuni reati che lascia i sindaci scoperti e senza strumenti adeguati. Qui bisogna capire se l’occupazione abusiva, il commercio abusivo sono comportamenti sociali, come sostiene qualcuno, o reati. A mio parere rientrano nei reati e vanno perseguiti perché il rispetto delle regole è elemento fondamentale per la convivenza civile”. E’ quanto ha detto Andrea Causin, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle Periferie, al termine del primo giorno di visita della commissione a Milano.
“Molti degli amministratori dei comuni visitati oggi – ha sottolineato – ci hanno segnalato le difficoltà che affrontano ogni giorno, mancanza di leggi adeguate e di risorse finanziarie adeguate. Ci faremo carico delle questioni da loro segnalate e lavoreremo in questo senso con la commissione. Le periferie di Milano che abbiamo visitato oggi mostrano, rispetto a quelle delle altre città, di essere state oggetto di attenzione e di interesse da parte delle amministrazioni che si sono succedute anche in termini di investimenti. E’ chiaro che c’è ancora molto da fare. A Milano si parla di inversione demografica, abbiamo interi quartieri e comuni, come Pioltello, la cui popolazione di origine straniera supera quella italiana. Per risolvere i problemi di sicurezza e di vera integrazione servono investimenti strutturali e progetti di lungo e respiro programmati in maniera sistematica”.

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Sicurezza e immigrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

gasparriSi è svolta, presso gli uffici del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati, una riunione della Consulta sicurezza del partito, presieduta da Maurizio Gasparri ed Elio Vito, allargata per l’occasione ai capigruppo azzurri a Montecitorio e a Palazzo Madama, Renato Brunetta e Paolo Romani, e ai parlamentari Laura Ravetto (presidente del Comitato Schengen), Gregorio Fontana (membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione), Giacomo Caliendo, Lucio Malan e Dino Secco.All’incontro hanno partecipato anche i primi cittadini Guido Castelli (sindaco di Ascoli), Massimo Mallegni (sindaco di Pietrasanta), Matteo Grossi (sindaco di Sant’Angelo Lomellina – PV), Roberto Francese (sindaco di Robbio – PV) e Roberto Pella (sindaco di Valdengo – BI). Presenti, inoltre, Marcello Fiori, responsabile Enti locali di Forza Italia, e Osvaldo Napoli, vice presidente del dipartimento Enti locali del partito azzurro.Durante la riunione sono stati analizzati in modo approfondito i due decreti: 1. disposizioni urgenti in materia di sicurezza urbana (Decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14); 2. Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale (Decreto legge 17 febbraio 2017, n. 13).Forza Italia ritiene insufficienti le misure previste dal governo in questi due provvedimenti, sottolineando in particolare come quello sull’immigrazione non risolve in alcun modo l’emergenza sbarchi nel nostro Paese e come quello sulla sicurezza urbana non risponde assolutamente ai bisogni primari della cittadinanza.Dopo i temi economici, la sicurezza e l’immigrazione rappresentano i più grandi fallimenti della sinistra al governo. Dopo lo spot degli 80 euro adesso ecco i decreti Minniti, con i quali l’esecutivo prova a prendere in giro i cittadini italiani: aumenta l’insicurezza nelle città, aumentano (del 50% in più rispetto allo scorso anno) gli sbarchi, aumenta di conseguenza il numero richiedenti asilo. Il tutto sulle spalle dei sindaci e delle comunità locali.Forza Italia presenterà, tanto alla Camera quanto al Senato, emendamenti per migliorare, ove possibile, i provvedimenti in questione. In ogni caso il partito azzurro elaborerà una propria proposta complessiva in merito ai temi sicurezza e immigrazione: una sorta di Patriot Act che sarà presentato in una conferenza stampa la prossima settimana e che sarà il punto di partenza per una mobilitazione nazionale (con manifestazioni e gazebo in giro per l’Italia) che avrà luogo entro metà marzo e che vedrà coinvolti parlamentari, amministratori locali e militanti in tutti i territori.

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UE: Nuove regole per la sicurezza nei pagamenti elettronici

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2017

european-unionIl 23 Febbraio 2017 L’EBA (European Banking Authority) ha proposto dei nuovi requisiti per tutti i pagamenti elettronici nell’Unione Europea. Il motivo principale per cui sono state introdotte tali regole è per tutelare il consumatore sulle truffe online attraverso l’uso dei dati delle carte rubate (in effetti ad un ladro, per la maggior parte degli acquisti online, basterebbe avere Nome e Cognome dell’intestatario, il numero della carta e il codice CVV per ottenere l’autorizzazione da parte della banca alla transazione).E’ stato stimato che l’ammontare dei soldi rubati in questo modo nel 2013 in Europa, ammonti a €1.44 miliardi e che sia incrementato dell’ 8% dal 2012.Ciò che l’EBA ha proposto è una soglia per i pagamenti per cui, al di sotto dei 30€ non si applica alcuna delle nuove norme di sicurezza e per i pagamenti compresi tra i 30 e i 500€ le misure di sicurezza si applicano solo in base al tasso di frode stabilito dalla banca. L’Eba vorrebbe infatti che vengano applicate le nuove misure di sicurezza sulla base di quest’ultimo piuttosto che applicare lo stesso livello di sicurezza a tutti i pagamenti, e siccome solo le banche sanno quale sia il proprio tasso di frode e non vengono certo a dirlo a noi, sarà quasi impossibile per le Autorità verificare se le banche hanno infranto le regole.Questo ci lascia perplessi in quanto Associazione di consumatori, perché un elevato numero di transazioni effettuate dai consumatori, seppur di lieve entità, verrebbero escluse dalle nuove norme per la sicurezza.Si rende necessario quindi introdurre regole più sicure anche per le transazioni al di sotto dei 30€, come afferma Monique Goyens, Direttore Generale del Beuc (Organizzazione dei consumatori europei), per quale strana ragione dovrebbero esserne escluse?

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Sicurezza sismica del patrimonio edilizio Prevenzione, protezione ed emergenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

università roma treCave (Rm) Venerdì 24 Febbraio 2017, ore 17:00 Teatro Comunale Piazza Santa Croce 1. I recenti eventi sismici del Centro Italia hanno messo ancora una volta in evidenza la fragilità del patrimonio edilizio italiano. I centri storici come Amatrice o Norcia sono stati distrutti e con essi centinaia di vite umane e il passato storico di questi territori, nonostante un numero elevato di tragedie susseguitesi nel tempo, non ultima quella dell’Aquila. L’esperienza accumulata dal punto di vista tecnico è enorme come testimoniato dalla qualità dei ricercatori Italiani che in campo internazionale sono i più riconosciuti e che trasmettono il sapere ai tecnici di domani nelle nostre Università. Nonostante ciò, la cultura sismica nel nostro paese non può considerarsi soddisfacente. Vi è evidentemente ancora bisogno di un’azione incisiva su Amministrazioni Pubbliche e cittadini che li sensibilizzi sul tema e permetta così azioni di protezione a lungo termine. In questo quadro, il workshop di Roma Tre si presenta come una prima e utile occasione nel territorio della provincia di Roma per iniziare questo processo di sensibilizzazione, nella quale si parlerà di eventi sismici in tema di prevenzione, protezione, sicurezza ed emergenza.

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Sicurezza treni in Lombardia: Approvata mozione urgente del M5S

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

TRENO“Dopo i drammatici fatti di cronaca, abbiamo ritenuto doveroso portare in Aula del Consiglio Regionale una mozione urgente per chiedere la revisione del Piano sulla Sicurezza dei treni regionali. Sinora quello approntato dalla Giunta Maroni non ha funzionato ed il motivo è che è stato improntato agendo sulla “percezione” della sicurezza e non sulla sicurezza reale. Basti pensare che la Giunta Maroni ha sprecato 2,2 milioni di euro per assumere 150 “assistenti alla clientela” impropriamente denominati “vigilantes”, facendo solo propaganda. Solo grazie alle azioni del M5S che, dal 2015 ad oggi, ha depositato una serie di interrogazioni e mozioni, la Giunta ha iniziato ad assumere guardie giurate armate ma non le ha disposte equamente su tutte le tratte ferroviarie, in assenza di una ricognizione mirata delle linee a rischio. Con l’impegno assunto oggi con la nostra mozione, speriamo che stavolta sia la volta buona per dare concretezza alle nostre proposte e ad un vero Piano di Sicurezza che non sia basato sulla militarizzazione dei treni e delle stazioni, ma su un rafforzamento della Polfer. La Giunta si è impegnata infatti a portare la questione sicurezza sui treni alla Conferenza Stato-Regioni per chiedere uno stanziamento straordinario che garantisca maggiori risorse e strumentazioni alla POLFER che ha subito poderosi e vergognosi tagli dal Governo Centrale. In Lombardia, le 590 unità, che includono funzionari e dirigenti, non sono certamente sufficienti a presidiare treni e stazioni.”, così Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia e prima firmataria della mozione. “La mozione del M5S chiede di lavorare su obiettivi concreti: impegna la Giunta a fare una ricognizione puntuale delle linee a rischio e ad intensificare i controlli su tutte le tratte pendolari con la presenza di guardie giurate sui treni notturni e delle fasce orarie a scarsa frequentazione. Inoltre, impegnamo la Giunta a sollecitare TRENORD a stanziare ulteriore risorse per il rinnovo dei treni e delle stazioni con installazione di telecamere e l’introduzione di dispositivi di allarme. Ma non basta: di notte e nelle ore di scarsa presenza di utenti va attivata la chiusura delle carrozze, concentrando l’utenza in poche carrozze di testa. Occorre un’inversione di marcia anche sulle stazioni lombarde, oggi sempre più abbandonate, lasciate senza presidi, diventano luogo di spaccio e di atti vandalici e degrado”, conclude Nanni.

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Sicurezza urbana: Senza mezzi e forze dell’ordine, i nuovi poteri dei Sindaci serviranno solo a farsi pubblicità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

vigili-urbaniCon il decreto sicurezza varato lo scorso venerdi’ dal Governo, verranno concessi ai Sindaci maggiori poteri per la difesa del decoro e della sicurezza urbana, compresa la possibilità di emanare ordinanze di allontanamento per chi compie atti vandalici e molesti (cosiddetti “daspo”). Non è la prima volta che vengono adottati analoghi decreti-legge da parte di un Governo. Già nel 2008 fu varato un decreto con simili intenzioni, e subito alcuni Sindaci utilizzarono quei nuovi poteri per dare sfogo a pulsioni xenofobe e razziste. Non solo molte ordinanze emanate da sindaci-sceriffi erano illecite, incivili e inutili, ma hanno finito per screditare una giusta cessione di poteri dall’alto verso il basso. Nessuno come un Sindaco è infatti consapevole delle criticità della propria città, e nessuno come il Sindaco è chiamato a risponderne direttamente ai cittadini. Non lo è il Questore, non lo è il Prefetto.
E’ quindi giusto che sia il Sindaco a dettare e coordinare sempre di più l’agenda anche in termini di sicurezza urbana. Funzionerà questa nuova cessione di poteri dall’alto verso il basso? Tutto dipenderà dalla serietà dei Sindaci, e soprattutto dei cittadini che sono chiamati a giudicarli con il voto. Se useranno questi nuovi poteri come un Bitonci qualunque, saremo destinati ad affrontare raffiche di ricorsi al Tar. Se invece li sapranno usare con attenzione, tenendo ben presente che incidono anche su libertà fondamentali dell’individuo, allora potrebbero essere utili.
Per esempio, l’Amministrazione di Firenze ha già annunciato la chiusura dei minimarket dopo le 20.00 (e non solo il divieto di vendita di alcolici, come prima). Domanda: saranno inclusi anche i punti vendita, piccoli e grandi, di catene quali Coop, Conad, Esselunga, Carrefour, Pam ecc.? Oppure sarà una misura spot che soddisferà solo i pruriti xenofobi di molti, colpendo solo esercizi pubblici gestiti da stranieri? Infine, ciò che veramente fa la differenza non sono le parole scritte, ma un controllo costante del territorio da parte delle forze dell’ordine, chiaramente insufficienti in una città come Firenze. Basta camminare cinque minuti in qualsiasi punto della città per notare numerosi illeciti impuniti: divieti di sosta, violazioni della ztl, semafori non rispettati, feci di cane sui marciapiedi, scritte sui muri. Le leggi e le ordinanze ci sono già, ma senza controllo servono a poco. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

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Sicurezza: più poteri ai sindaci e problematiche della polizia locale

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2017

vigili-urbaniApprovato in Consiglio dei Ministri il decreto sicurezza urbana. Dispiace prendere atto ancora una volta, che il Decreto fortemente voluto dall’Anci e dal Ministero dell’Interno per dare più poteri ai Sindaci, stipulare i patti per la sicurezza tra Prefetti e Sindaci al fine di rendere più cogente, nelle aree urbane, l’attività di prevenzione e di controllo sul territorio non tiene minimamente in conto la necessità di dare risposte, in termini di tutele e diritti, ai 60.000 agenti e ufficiali della Polizia Locale.Lo dichiara in una nota il Segretario Nazionale UIL FPL Daniele Ilari.Nulla quaestio su maggiori poteri ai Sindaci in materia di lotta al degrado e all’illegalità, anche attraverso un rafforzamento del potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti, e su un rapporto sinergico tra Stato e Amministrazioni Locali per garantire una maggiore sicurezza nelle aree urbane, ma – prosegue il Segretario Ilari – non si può continuare ad ignorare coloro che la lotta al degrado e all’illegalità la mettono in pratica tutti i giorni: le lavoratrici ed i lavoratori della Polizia Locale.La Polizia Locale continua ad essere trattata come una polizia di serie B rispetto agli altri corpi di polizia dello Stato. Sono sei anni che chiediamo a gran voce il ripristino della causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata in caso di infortunio o aggressione legata all’espletamento dei compiti d’istituto, benefici da cui gli appartenenti ai corpi e servizi di Polizia Locale sono stati “scippati” dal Decreto Monti.E che dire della ormai obsoleta legge quadro sulla Polizia Locale, che risale ad oltre trent’anni fa e non tiene in alcun modo in conto, le innuerevoli competenze trasferite agli operatori e il mutato quadro normativo e istituzionale di riferimento?Abbiamo chiesto al Ministro dell’Interno e al Presidente dell’ Anci l’apertura di un tavolo di confronto sulle problematiche della Polizia Locale. La UIL FPL è come sempre disponibile a ricercare soluzioni condivise non solo nell’interesse dei lavoratori che rappresenta, ma anche dei cittadini e del sistema paese. La Polizia Locale – conclude Ilari – continuerà, come sempre, a fare il proprio lavoro con serietà e abnegazione, malgrado le carenze d’organico, il blocco del turnover, la mancanza di tutele, svolgendo attività di prevenzione e garantendo sicurezza ai cittadini, ma i suoi sessantamila operatori meritano rispetto e non si può continuare ad ignorare le giuste rivendicazioni di un’intera categoria.

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Quanto costano ai Cio le violazioni alla sicurezza e le contromisure che stanno adottando

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

san-jose-caSan Jose, CA Secondo l’Annual Cybersecurity Report (ACR) 2017 di Cisco® (NASDAQ: CSCO), oltre un terzo delle organizzazioni che hanno subito una violazione nel 2016 hanno riportato sostanziali perdite in termini di clienti, opportunità e entrate mancate per oltre il 20%. Dopo gli attacchi, il 90% di queste aziende ha investito per migliorare tecnologie e processi di difesa contro le minacce, separando le funzioni IT e di sicurezza (il 38%), intensificando la formazione dei dipendenti sulle tematiche di sicurezza (il 38%), e adottando tecniche di mitigazione del rischio (il 37%). Il report include il Security Capabilities Benchmark Study, uno studio realizzato tramite interviste a 3.000 chief security officers (CSO) e responsabili security di 13 paesi.
Giunto alla sua 10° edizione, il report annuale globale mette in luce le sfide e le opportunità per i team di sicurezza nella difesa contro l’inarrestabile evoluzione del crimine informatico e dei metodi di attacco. I CSO ritengono che i principali ostacoli a una difesa adeguata da parte delle aziende siano i limiti di budget, la scarsa compatibilità dei sistemi e la carenza di talenti specializzati. Inoltre, dichiarano che i dipartimenti di sicurezza sono ambienti sempre più complessi, con il 65% delle aziende che utilizza da sei a oltre 50 prodotti per proteggersi, rischiando in questo modo che l’efficacia della sicurezza venga compromessa.
Il volume di spam globale è in aumento, spesso diffuso dai botnet. I dati dell’ACR mostrano come i criminali stiano riportando “alla ribalta” i vettori di attacco “classici”, come adware e spam email, quest’ultimo con livelli che non si vedevano dal 2010. Lo spam rappresenta quasi i due terzi (65%) delle e-mail, delle quali sono dannose tra l’8%-10%.Misurare l’efficacia delle procedure di sicurezza a fronte di questi attacchi, è essenziale. Cisco ha ulteriormente migliorato il tempo di rilevamento (TTD) delle minacce – la finestra di tempo tra il momento in cui si verifica una violazione e il momento effettivo in cui viene rilevata – raggiungendo nella seconda metà del 2016 una media di 6 ore (rispetto alle 14 ore nel primo semestre 2016 ). Questo dato si basa sui dati telemetrici in opt-in provenienti dai prodotti di sicurezza Cisco utilizzati in tutto il mondo. La rapidità nel rilevamento è fondamentale per limitare lo spazio operativo degli aggressori e ridurre al minimo i danni derivanti dalle intrusioni.Quanto “costano” alle aziende le minacce informatiche: perdita di clienti, perdita di entrate. L’ACR 2017 ha rivelato il potenziale impatto finanziario degli attacchi sulle aziende, dalle grandi alle piccole e medie imprese. Oltre il 50% delle aziende ha dovuto affrontare severi controlli a seguito di una violazione. I sistemi più colpiti sono quelli dei dipartimenti Operation & Finance, seguiti dalla perdita di reputazione del marchio e della fidelizzazione dei clienti. Per le aziende che hanno subito un attacco, l’effetto è stato notevole
Nel 2016 l’hacking è diventato più “aziendale”. La trasformazione tecnologica in atto, guidata dalla digitalizzazione, sta creando opportunità anche per i criminali informatici. Mentre gli aggressori continuano a sfruttare le tecniche collaudate, tentano anche nuovi approcci che rispecchiano la struttura di “middle management” dei loro obiettivi di business.

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14ª Giornata mondiale della sicurezza in rete

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

rete contatti globaliRoma 7 febbraio alle 10 in Campidoglio. Una giornata di confronto per riflettere su rischi e opportunità offerti dalla rete.Intervengono l’assessora a Roma Semplice, Flavia Marzano, e l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Laura Baldassarre. Come insegnare a ragazze e ragazzi a distinguere informazioni vere e fonti affidabili da bufale e fake? Quali sono gli strumenti più efficaci per prevenire o contrastare fenomeni come cyberbullismo e sexting? Come si educa a convivere con gli altri anche in Rete?
Sono chiamati a rispondere a queste domande esperti, operatori, decisori, genitori che si confronteranno con docenti e studenti in Campidoglio martedì prossimo, 7 febbraio alle 10, nel corso dell’evento “Educazione civica 4.0: vivere bene con gli altri anche in Rete”, promosso da Fondazione Mondo Digitale e Microsoft Italia, con il patrocinio dell’Assessorato Roma Semplice e in collaborazione con De Agostini Scuola, in occasione del Safer Internet Day. L’obiettivo è ragionare soprattutto sulle opportunità offerte dalla rete per costruire un nuovo ecosistema per l’educazione e la formazione basato sulla cittadinanza 4.0, attiva, responsabile e inclusiva.
Intervengono: Flavia Marzano, assessora Roma Semplice, Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale, Carlo Rinaldi, Digital & Social Marketing Leader di Microsoft Italia, Massimo Bruno, vice questore aggiunto della Polizia di Stato del Dipartimento Polizia Postale Lazio, Alberto Pellai, autore per De Agostini del libro “Tutto troppo presto”.
In platea oltre 250 studenti, tra cui i protagonisti del progetto Sonet-Bull, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, che testimonieranno la loro esperienza nella realizzazione di una policy per contrastare il fenomeno del bullismo e cyberbullismo a scuola. Conclude la mattinata di confronto Laura Baldassarre, assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale. (foto: mondo digitale)

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Nei Municipi di Roma arrivano Osservatori territoriali per la sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

campidoglioReplicare su scala locale, e nei Municipi, l’assetto del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica al fine di coordinare le varie forze dell’ordine presenti sul territorio. Ma soprattutto per intervenire in modo mirato sulle criticità dei vari quartieri in base alle segnalazioni dei cittadini. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha sottoscritto questa mattina con il Prefetto Paola Basilone, il Questore Nicolò D’Angelo, il Comandante Provinciale di Roma dell’Arma dei Carabinieri Gen. le Antonio De Vita, il Comandante Provinciale di Roma della Guardia di Finanza, Col. Cosimo Di Gesù, il Direttore della Polizia Locale della Città Metropolitana di Roma Capitale, Dott. Mario Sette, un protocollo d’intesa per la costituzione di Osservatori territoriali per la sicurezza presso i Municipi di Roma Capitale.
La nascita dei nuovi Osservatori permetterà la creazione di un filo diretto con le singole realtà municipali. Il tutto valorizzando l’ascolto delle istanze provenienti dalle comunità di quartiere. Gli Osservatori avranno il compito di “selezionare” le criticità sul territorio e di promuovere lo sviluppo di azioni di “sistema” tra i vari soggetti componenti per rispondere alle esigenze locali, nel quadro delle direttive impartite a livello generale dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’attività degli Osservatori sarà, quindi, costantemente riportata al Comitato che potrà valutare strategie integrative o di più ampia portata.
Sono stati individuati, mediante l’accorpamento delle aree geografiche di intervento, 7 Osservatori territoriali: saranno presieduti e coordinati da dirigenti della carriera prefettizia e composti dai Presidenti o da rappresentanti di ciascun Municipio, dai Dirigenti del Commissariato cui è affidato il compito di coordinare lo sviluppo tecnico-operativo, dai Comandanti della Compagnia dell’Arma dei Carabinieri, da un rappresentante del Gabinetto del Sindaco, da un rappresentante della Guardia di Finanza, dai Comandanti di Polizia Locale o da un loro rappresentante. “Vogliamo dare un segnale di attenzione e di presenza delle istituzioni in tutti i territori della Capitale. Soprattutto nelle periferie – commenta la sindaca Raggi – I nuovi Osservatori si differenzieranno rispetto alle esperienze passate perché avranno un perimetro ben delineato di tematiche da affrontare: tra queste la microcriminalità, i campi nomadi, le occupazioni abusive, le situazioni di degrado, la sicurezza urbana”. “In tutti i quartieri di Roma dobbiamo favorire condizioni di sicurezza e legalità. E questo sarà possibile grazie al prezioso lavoro delle forze dell’ordine, coordinate dal Prefetto e dal Questore, e della Polizia Locale che ringrazio per l’attenzione che ogni giorno dedicano all’ordine pubblico e alla tutela dei cittadini” conclude.

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Sicurezza: Campidoglio, Ztl Centro Storico vietata ad autoarticolati e autocarri

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2016

campidoglioRoma. Sulla base di una nota della Questura di Roma, che fa seguito alle decisioni concordemente assunte dall’ultimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, Roma Capitale ha stabilito il divieto assoluto di ingresso nella Zona a Traffico Limitato Centro Storico ad autoarticolati, autocarri e veicoli di massa superiore e inferiore a 3,5 tonnellate adibiti al trasporto di merci.
Il provvedimento sarà in vigore nelle giornate del 24, 25, 26 e 31 dicembre e per l’1 e il 6 gennaio prossimi.
Dal divieto sono esclusi i veicoli non superiori a 3,5 tonnellate adibiti al trasporto di medicinali, di materiale sanitario di uso urgente e indifferibile, di valori, di generi alimentari deperibili, e adibiti alla distribuzione di stampa periodica e di invii postali.
Tali categorie di veicoli previste in deroga potranno accedere all’interno della ZTL Centro Storico esclusivamente attraverso quattro varchi di accesso:
Piazza della Repubblica-via Nazionale
Via Crispi-via Ludovisi
Via del Teatro Marcello
Via Acciaioli-Corso Vittorio Emanuele II
La Questura di Roma ha anche comunicato al Campidoglio la necessità di predisporre servizi a tutela dei circa 350 mercati monitorati sul territorio della Capitale. A seguito di tale comunicazione l’amministrazione capitolina provvede a informare i Municipi di Roma Capitale al fine di promuovere meccanismi di massima collaborazione sul territorio tali a garantire il maggior livello di sicurezza possibile per i cittadini, in coordinamento con i commissariati di Polizia competenti.

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Coniugare innovazione, sostenibilità e sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

Lorenzin beatriceCon questo titolo ha preso il via a Roma la IX Conferenza nazionale sui dispositivi medici, appuntamento annuale che pone al centro del dibattito il tema dei dispositivi medici avvalendosi dell’intervento dei principali attori del sistema, tra cui ministero della Salute, rappresentanti regionali, esperti nazionali ed europei provenienti dal mondo universitario e industriale, Assobiomedica e tante altre rappresentanze associative delle imprese. Attraverso sessioni e workshop di approfondimento, l’evento (in programma anche martedì presso il centro congressi ‘Auditorium Antonianum’) è l’occasione per presentare i risultati di alcuni tra i più importanti progetti in essere nel settore e le linee politiche programmatiche per il futuro.
Grande spazio è inoltre riservato all’approfondimento tecnico normativo delle maggiori novità nel campo, che tratteggeranno il settore dei medical device nei prossimi anni. Ad aprire i lavori il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. ‘Stiamo lavorando ad un grosso progetto sulla contraffazione dei dispositivi medici- ha detto il ministro- perché sul settore industriale, legato al sistema salute, abbiamo fatto numerosi passi in avanti e soprattutto abbiamo abbandonato un pregiudizio, quello di vedere l’industria come qualcosa che sta fuori dalla porta. Se noi abbiamo un sistema sanitario che continua a splendere con i miliardi di corrette prestazioni che vengono erogate tutti i giorni, creando ricerca, innovazione e un indotto, anche con tutte le ombre che ci sono, è perché il sistema industria è all’interno del sistema salute e deve essere un elemento di valore e valorizzazione. Per me e per il ministero della Salute è così e siamo contenti di essere riusciti a portare avanti questo tipo di approccio, con le difficoltà che tutti conosciamo, mantenendo una visione’.
Che cosa deve aspettarsi il settore dei dispositivi medici per il 2017? ‘Per quanto riguarda i device- ha proseguito Lorenzin- dobbiamo portare a termine il lavoro cominciato, dall’Hta (Health technology assessment, ndr) al Fast track per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici, fino al tema che riguarda la valorizzazione dei prodotti ma anche quello delle centrali uniche di acquisto. Io ho più volte indirizzato, e su questo ci stiamo arrivando- ha poi sottolineato il ministro- le centrali regionali a lavorare con il metodo di Consip, che su questo ha fatto un ottimo lavoro. Dobbiamo quindi sentire tutte le voci e dialogare con gli operatori sanitari per fare scelte, nella formazione di un capitolato, che tengano conto dell’innovazione e della sua specificità ma anche delle eccezioni che ci possono essere’.
Per il resto, per il 2017, il lavoro principale per il ministero sarà quello di avere la garanzia di vedere ‘tra gennaio e febbraio i nuovi Lea nella vita dei cittadini’. Punto centrale della giornata di apertura, intanto, è stata la firma del protocollo d’intesa ‘Fast track’ per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici, che consentirà di istituire una procedura veloce per le valutazioni di tali sperimentazioni, assicurando tempi certi e misurabili, a normativa vigente, a cui possano aderire in maniera volontaria e sottoscritta tutti gli stakeholders interessati e coinvolti nel processo.
‘Gli obiettivi del protocollo sono quelli del disegno di legge Lorenzin- ha spiegato Marcella Marletta, direttore generale per i dispositivi medici e diagnostici del ministero della Salute- cioè principalmente la semplificazione, perché abbiamo bisogno di superare quelli che sono i problemi legati alle sperimentazioni cliniche sia dei farmaci sia dei dispositivi medici, abbiamo bisogno dell’individuazione di centri di qualità, abbiamo bisogno di superare la difformità nelle valutazioni e di dare tempi più certi. Sappiamo di avere un problema nei tempi rispetto ad altri Paesi e speriamo con questo protocollo, firmato da tutti gli attori (ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Aifa, Farmindustria, Assobiotech e Assobiomedica), di essere più attrattivi anche per le sperimentazioni cliniche di farmaci e dispositivi oltre che di diventare, volendo, anche il primo hub sperimentale. La ricerca è un volano economico per i Paesi che in questo momento sono in crisi, ma soprattutto vogliamo più ricerca p er tenere a casa i nostri ricercatori’.
Secondo il presidente di Assobiomedica, Luigi Boggio, il protocollo ‘Fast track’ può essere un primo passo verso l’efficienza ‘perché semplifica e in teoria rende più uniforme l’accesso agli studi clinici su tutto il territorio nazionale- ha detto- l’unica preoccupazione è che questo protocollo richiede del ‘volontarismo’, cioè devono adeguarsi le Regioni e gli enti. Noi allora ci auguriamo veramente che venga fatta un’opera di sensibilizzazione molto forte, da parte tutti gli attori, affinché venga recepito’. Per Boggio, inoltre, bisogna guardare all’innovazione in termini di efficacia e non di costo, come invece spesso accade nel nostro Paese: ‘In questo momento tutti gli addetti agli acquisti- ha proseguito- hanno l’ordine di tagliare i costi e di spendere il meno possibile e non esiste un sistema che permetta di valutare il valore di quello che si acquista e gli impatti sull’intera struttura o sull’intero sistema sanitario.
Se un ospedale deve per esempio acquistare una tecnologia, per risolvere in maniera definitiva una cronicità, che invece costa tantissimo al territorio, non la sceglierà mai perché si tratta di un costo aggiuntivo. Finché non colmiamo questo gap, allora, non avremo mai benefici. Devo dire però che il nuovo codice degli appalti suggerisce di analizzare l’offerta in base a criteri diversi: il prezzo è uno, ma assolutamente non l’unico, e si devono analizzare tutti gli impatti che l’acquisizione della tecnologia ha sull’intera organizzazione. Il ciclo di vita del prodotto, lo smaltimento e i consumi elettrici, insomma, sono tutti costi che bisogna analizzare. E oggi francamente questo avviene molto poco’.
Presente all’incontro anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, che ha parlato di importanti novità per il settore dei dispositivi medici a partire dal 2017: ‘Dal primo gennaio partiranno tutti i nuovi dipartimenti e i centri dell’Istituto che si occuperanno delle problematiche in questo settore, ma ce ne saranno alcuni che saranno particolarmente focalizzati. Il primo è l’organismo notificato unificato, cioè noi avremo un organismo notificato, che per altro ha superato la rigidissima valutazione della Commissione europea, ispezione avvenuta più volte, per sancire che noi siamo uno dei pochi Paesi ad avere un organismo che rilascia la certificazione europea nei confronti dei dispositivi medici. E questo è molto importante per la ricerca e le aziende italiane che sono tante e che così sono in grado di certificarsi in italiano nel nostro Paese da un ente pubblico.
Poi ci sono i nuovi centri specifici come il Centro nazionale per l’Health technology assessement, quello nazionale per le tecnologie innovative in sanità pubblica, quello nazionale per la telemedicina e poi il Centro nazionale per l’eccellenza clinica, la qualità e la sicurezza delle cure che, se il Parlamento andrà avanti sulle leggi che ha in previsione, si occuperà delle linee guida quindi di tutto il programma nazionale per aiutare gli operatori a fare al meglio il proprio lavoro’. Nelle due giornate sono previsti infine incontri e dibattiti incentrati sul monitoraggio dei consumi di dispositivi medici, sulla vigilanza e sulla sorveglianza del mercato con la lotta alla contraffazione, ma anche sull’Health technology assessment (Hta) per il Servizio sanitario nazionale, oltre che sul tema dei dispositivi medici in campo estetico. Sul sito dedicato http://www.forumdm.it è possibile trovare il programma dettagliato dell’evento.

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La sicurezza del territorio va affidata alla polizia e non ai soldati

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

franco gabrielli“Finalmente abbiamo un vero capo, uno che dice le come come stanno e non come possono compiacere chi governa”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP -il Sindacato Indipendente di Polizia, commentando le dichiarazioni del capo della Polizia Franco Gabrielli, secondo il quale il controllo del territorio deve essere affidato alle Forze di Polizia e non ai militari. “Da sempre – spiega Maccari – sottolineiamo l’inutilità della militarizzazione del territorio: uno spreco di milioni di euro che serve a gettare fumo negli occhi ai cittadini, tentando di dare un’illusoria percezione di sicurezza, quando invece le risorse potrebbero essere impiegate per garantire i mezzi necessari a quel personale che è stato addestrato per garantire la sicurezza del territorio e l’ordine pubblico, e che risponde ad una organizzazione rivolta proprio a questi compiti. Non ha alcun senso mandare per le vie di Roma, di Milano, di Napoli, o per le calli di Venezia, dei soldati dotati di armi da guerra che non sono utilizzabili nelle più comuni situazioni di ordine pubblico, e che anzi sono pericolose per i cittadini e per lo stesso personale, quando sarebbe molto più utile potenziare la dotazione organica e di mezzi delle Questure e dei Commissariati, magari fornendo ai Poliziotti dei taser e altri strumenti non letali che consentirebbero di risolvere senza rischi molti interventi nei confronti di delinquenti o persone violente”. “Condividiamo la presa di posizione di Gabrielli – conclude Maccari – e auspichiamo che le sue riflessioni servano da guida a chi ha fino ad oggi messo in atto politiche di governo che sul tema della Sicurezza sono state finalizzate soltanto alla propaganda anziché alla reale soluzione dei problemi”.

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