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A Siena in mostra la pittura di Massimo Lomi

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Siena 23 giugno la galleria Beaux Arts di Siena (via Montanini, 38) propone “Soltanto la luce…”, un nuovo appuntamento con l’arte contemporanea. Protagonista la pittura di Massimo Lomi caratterizzata da singolari tagli prospettici e atmosfere rarefatte.Sono oggetti di legno in disuso come vecchie persiane o tavole smesse ad accogliere i paesaggi intimi e poetici che propone l’artista labronico: la sua arte colta ed elegante offre scorci urbani che hanno il potere di evocare veri e propri stati d’animo dove la luce è la vera protagonista, capace di plasmare volumi e muovere la materia pittorica creando trasparenze e segnando linee e prospettive.Non mancano tavole che propongono scorci della città di Siena a cui Lomi dedica suggestivi dipinti fatti di delicati cromatismi che descrivono stagioni e sentimenti.Massimo Lomi si diverte a sperimentare con maestria tecniche e linguaggi: la sua è una pittura figurativa che parte da un sapere antico vestendolo di contemporaneità.I suoi soggetti dipinti a tempera con una tecnica che trae ispirazione dalla lezione dei pittori post-macchiaioli.
Classe 1953, Massimo nasce in una famiglia di artisti: il nonno Giovanni, era un noto pittore post-macchiaiolo e apprezzato cantante lirico mentre il padre Federigo un ottimo esecutore di musica jazz.Fin da giovanissimo Massimo Lomi si misura con la pittura en plein air, imparando così ad osservare. Dopo il liceo artistico inizia ad affinare il suo istinto pittorico. Nel 1972, propone la sua prima personale a Milano, dove viene apprezzato per l’originalità che esprimono le sue opere. Da lì inizia la sua carriera che lo porta in numerose città, con esposizioni in gallerie pubbliche e private. Alla sua arte è dedicato il docufim “I colori del sentimento” realizzato nel 2007 dal regista Luca Dal Canto.
Ingresso gratuito Orario: lunedì dalle ore 16 alle ore 19.30 dal martedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 13 e dalle 16 alle 19.30 domenica chiuso.

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Obscure clarté di Li Chevalier

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Siena Santa Maria della Scala 1 giugno -30 settembre 2018 ORARI da lunedì a mercoledì e da venerdì a domenica: 10,00 – 19,00 giovedì: 10,00 -22.00. Biglietto intero: € 9,00 Biglietto ridotto: € 7,00. Oggi si inaugura presso i Magazzini della Corticella, l’esposizione di Li Chevalier Obscure clarté. Figura di spicco tra le pittrici della sua generazione, Li Chevalier, assai attiva nel panorama artistico contemporaneo, costruisce la sua carriera attorno ad un percorso intercontinentale, caratterizzato da un universo estetico transculturale e multidisciplinare, che sviluppa un’arte la cui firma ha un rapporto appassionato con il mondo musicale e poetico. A quindici anni viene scelta dalla Compagnia dell’Opera dell’esercito cinese e dopo cinque anni di profonda immersione come cantante lirica, Li Chevalier viaggerà alla scoperta delle maggiori capitali europee, passando da Firenze e Venezia dove studia arte, per laurearsi a Londra, al London Central St Martins College of Art & Design, in Filosofia e Belle Arti.Con Obscure clarté Li Chevalier rende omaggio a Siena, città con la quale la pittrice franco-cinese ha iniziato una relazione appassionata da più di 20 anni. L’artista, inoltre, rende omaggio a Karol Beffa, accordando la sua installazione a due brani famosi del compositore francese, Into the Dark, Pièce pour piano et orchestre e Supplique, Pièce pour violon seul: una fusione tra l’arte mutevole della pittrice e le melodie liquide del compositore, un insieme che celebra il legame appassionato dell’artista con il mondo musicale.Oltre a ciò, saranno esposte in mostra 20 opere di pittura sperimentale ad inchiostro, che rivelano la “traiettoria” spirituale dell’artista con i suoi dubbi e le sue rivelazioni.
Lo spazio scelto all’interno del Santa Maria della Scala per l’esposizione, ben qualifica l’opera della pittrice, che si caratterizza per un effetto scenografico e per una composizione spaziale specifica che include una dimensione teatrale. Particolare rilievo viene assegnato all’uso della luce, dell’ambiente e del suono, così come alla partecipazione dei visitatori all’evento. Tuto ciò contribuisce a un’esperienza sensoriale che coinvolge gli spettatori e li fonde con le opere. La mostra, promossa e organizzata dal Comune di Siena, è realizzata in collaborazione con Opera-Civita.
Li Chevalier ( 诗蓝 Shī Lán), nata a Pechino nel 1961, è una pittrice e artista visuale francese. Laureata presso il London Central St Martins College of Art & Design in Belle Arti, è una figura di spicco tra le donne della sua generazione dedite all’arte, molto attiva nel panorama artistico internazionale. La carriera di Chevalier è costruita attorno a un eccezionale percorso intercontinentale, caratterizzato da un universo estetico transculturale e multidisciplinare, che sviluppa un’arte la cui firma ha un rapporto appassionato con il mondo musicale.

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Nina Zilli in concerto a Siena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 maggio 2018

Siena sabato prossimo 2 giugno alle 21,30 grande concerto in Piazza del Campo a Siena la sera di , con Nina Zilli e il suo “Ti amo Mi uccidi tour”. L’appuntamento, organizzato dal Comune di Siena, precedentemente programmato per il primo maggio e rinviato al 2 giugno causa maltempo, inizierà alle 21,30 e sarà a ingresso libero. Una serata unica sotto le stelle di una della piazze più belle del mondo. La perfomer italiana interprete di brani di grande successo torna onstage dopo la tournée invernale e la partecipazione al 68° Festival di Sanremo con il brano “Senza Appartenere”, accompagnata sul palco da Riccardo Gibertini “Jeeba” (tromba, trombone, dub, tastiere), Antonio Vezzano “Heggy” (chitarre), Nicola Roccamo “Nico” (batteria), Lucio Enrico Fasino (basso), Riccardo Di Paola (tastiere) ed Enzo Tribuzio “Dj Zak” (scretch, campioni).
Il suo “Ti amo Mi uccidi tour” ripercorrerà i successi più amati fino ai brani del suo ultimo album “MoDERN ART”, come Mi hai fatto fare tardi che ha anticipato l’uscita del disco, il nuovo singolo, in radio questi giorni, 1xUnAttimo e Ti Amo Mi uccidi, canzone che dà il nome al nuovo tour.
Nina Zilli è un tornado, un vulcano, un’innamorata della musica che ti inchioda con le sue passioni e fantasie prima ancora che tu abbia il tempo di ascoltare una sola delle sue canzoni. Nina, che viene da un paesino della Val Trebbia che ha lasciato presto per l’Irlanda, gli Stati Uniti, dovunque la spingevano i sogni e le fantasie. Nina che è partita dalla musica anni ‘70 “per arrivare piano piano alla mia musica perfetta: la Motown, l’R&B della Stax, il soul, il pop rock dei primi 60”, incrociato con amori italiani di Mina e Celentano giovani e con la Giamaica che le fa battere forte il cuore. Reggae, rocksteady, ska: quando parla di Alton Ellis, di Phyllis Dillon, degli Ska-talites la sua voce cambia intonazione, è tenera e smaniosa nello stesso tempo.
Come mettere tutto questo in musica? Ha studiato da soprano (“ma preferivo di gran lunga il rock”), ha diviso il tempo fra l’università e piccoli gruppi live, ha fatto la vee jay, è entrata e uscita da una porticina laterale della discografia con un 45 giri che ha rimosso (“non ne ho neanche una copia d’archivio, giuro che l’ho rotto”). Nel 2001 ha fondato un complesso, Chiara & Gliscuri, con cui è riuscita a mettere a fuoco qualcosa della sua personalità: un inno alla musica rocksteady, una lettura del mondo con quegli occhiali prendendo dai repertorii più diversi, da Madonna ai Metallica, dalla Giamaica vera a una di fantasia, partendo magari dall’Australia degli AC/DC. Da quell’esperienza è nata la collaborazione con i Franziska, con cui gira l’Europa cantando reggae in inglese e patois. Ma è solo una parte del suo mondo. Nina ha tempo e voglie anche per scrivere canzoni, tanto, di tutto, e per proporsi come solista.

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A Siena il meraviglioso mondo di OZ

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2018

Siena 5 maggio alle ore 21.15 il palcoscenico del Teatro dei Rozzi ospiterà il debutto di “OZ” il nuovo lavoro messo in scena dall’Associazione Accademia di Canto Moderno, che scritto e diretto da Clara Cosci, e si ispira alle indimenticabili pagine di Lyman Frank Baum. In una favola piena di musica e fantasia Dora e i suoi amici accompagnano il pubblico alla scoperta di personaggi e mondi fantastici che poi sono metafora della scoperta di sé stessi. Tra prove da superare, fatiche da sopportare, nuovi bellissimi incontri da fare, il viaggio sempre coraggioso e pieno di fiducia che compie Dora ci insegna che la vita va amata e vissuta per tutto quello che offre e insegna.Quasi quaranta cantanti, attori e ballerini danno vita ad un allestimento pieno di ritmo, dove si ride e ci si commuove, si torna un po’ bambini, si sogna ma soprattutto dove la speranza vince ogni paura.Colonna sonora sono i brani della più classica tradizione swing i cui testi italiani, interamente riscritti dalla stessa Clara Cosci, tessono la trama narrativa dello spettacolo.Quest’anno è l’opera originale dell’artista Ruggero Vannelli, vincitore del concorso nazionale indetto dall’accademia, a rendere unico il manifesto che accompagna lo spettacolo.OZ è il dodicesimo lavoro teatrale inedito dell’Associazione Accademia di Canto Moderno.
L’ingresso è libero, ma chi vuole potrà fare una donazione che verrà devoluta in beneficenza. http://www.accademiadicantomoderno.it

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Mostra dal titolo “Ambrogio Lorenzetti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

lorenzettiSiena, presso il Santa Maria della Scala, dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018, sarà allestita la mostra dal titolo Ambrogio Lorenzetti. L’esposizione, promossa e finanziata dal Comune di Siena, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica che sarà presente alla cerimonia d’inaugurazione il 20 ottobre, e del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana e si preannuncia come l’evento più importante dell’anno tra le esposizioni organizzate non solo a Siena ma anche in Italia.La mostra rappresenta in realtà il culmine di un progetto scandito “in più tappe”, avviato nel 2015 con l’iniziativa Dentro il restauro e mirato ad una profonda conoscenza dell’attività dell’artista, ad una migliore conservazione delle sue opere e a favorirne l’avvicinamento da parte del pubblico. Con Dentro il restauro, realizzato grazie al contributo del MiBACT per Siena Capitale Italiana della Cultura 2015, sono state trasferite al Santa Maria della Scala alcune importanti opere dell’artista che necessitavano di indagini conoscitive, di interventi conservativi e di veri e propri restauri: il ciclo di affreschi staccati della cappella di San Galgano a Montesiepi e il polittico della chiesa di San Pietro in Castelvecchio a Siena (nell’occasione più correttamente ricomposto e riunito con l’originaria cimasa raffigurante il Redentore benedicente) sono stati allestiti in un cantiere di restauro ‘aperto’, fruibile dalla cittadinanza e dai turisti. I restauri sono proseguiti con l’apertura di altri due cantieri, il primo nella chiesa di San Francesco, volto al recupero degli affreschi dell’antica sala capitolare dei frati francescani senesi, e l’altro nella chiesa di Sant’Agostino, nel cui capitolo Ambrogio Lorenzetti dipinse un ciclo di storie di Santa Caterina e gli articoli del Credo.
In mostra e nel catalogo torneranno così a vivere idealmente i cicli di affreschi del capitolo e del chiostro della chiesa francescana senese, che tra l’altro contenevano la prima rappresentazione di una tempesta nella storia della pittura occidentale (nella quale spiccava la “grandine folta in su e’ palvesi”, scrisse Ghiberti); il ciclo di dipinti della chiesa agostiniana senese, modello esemplare ancora nel primo Quattrocento, quando si approntò l’armadio delle reliquie della cattedrale; quello della cappella di San Galgano a Montesiepi, a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche poco dopo la loro conclusione.
Ambrogio Lorenzetti, nonostante sia considerato uno degli artisti più importanti dell’Europa trecentesca, è ancora poco noto al pubblico per quel che concerne la sua grande produzione artistica. Gli studi – spesso di livello altissimo – si sono concentrati, infatti, quasi esclusivamente sui suoi affreschi del Palazzo Pubblico di Siena, le Allegorie e gli Effetti del Buono e del Cattivo Governo in città e nel suo contado, manifesti cruciali dell’etica politica delle città-stato italiane nella tarda età comunale e in specie del governo senese dei Nove. Ma la densità concettuale di questo insieme di affreschi ha messo in ombra il resto delle sue opere pittoriche. Si pensi che su Ambrogio Lorenzetti non esiste nemmeno una moderna e affidabile monografia scientifica. La mostra, preceduta da un’intensa attività di ricerca e dalle importanti campagne di restauro, rappresenta dunque l’occasione per provare a ricostruire la sua straordinaria attività. Una tale iniziativa è possibile soltanto nella città di Siena, che conserva all’incirca il settanta per cento delle opere oggi conosciute del pittore. Ma la mostra – grazie a una serie di richieste di prestito molto mirate (saranno esposte tra le altre opere provenienti dal Louvre, dal National Gallery, dalle Gallerie degli Uffizi, dai Musei Vaticani, dallo Städel Museum di Francoforte, dal Yale University Art Gallery) – ambisce a reintegrare pressoché interamente la vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, facendo nuovamente convergere a Siena dei dipinti che in larghissima parte furono prodotti proprio per cittadini senesi e per chiese della città.
Il percorso espositivo della mostra sarà arricchito inoltre dalla presenza di un’audioguida in più lingue e da alcuni interventi videofilmati, sia di taglio informativo che di taglio suggestivo/narrativo.La mostra è curata da Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel, curatori anche del corposo volume che accompagna l’esposizione, mentre l’allestitimento sarà progettato dallo Studio Guicciardini&Magni. (foto: lorenzetti)

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Gli appuntamenti di Aperitivi in danza

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

MOTUS (1)Siena giovedì 12 Ottobre gli immancabili appuntamenti di APERITIVI IN DANZA, eventi del Centro Internazionale d’Arte (Via Mencattelli 5/7, zona San Prospero) dedicati agli amanti dell’arte in tutte le sue forme.
La serata di inaugurazione della nuova stagione si preannuncia più ricca che mai: un evento in cui si uniscono pittura, scultura, teatro, danza e gusto.
Avvio alle ore 20,30 con l’inaugurazione della mostra “FORME” di Turi Alescio, artista eclettico affascinato dai materiali inutilizzati, che tra le sue mani si scompongono, perdendo il loro senso di utilizzo e assumendo un valore simbolico. L’artista esporrà al Centro Internazionale d’Arte sculture e tele che permetteranno al pubblico di entrare nel suo mondo, dove ogni oggetto diventa “teatro dell’arte”.
A seguire i MOTUS presenteranno “Vijecnica”, un estratto della nuovissima produzione della Compagnia appena rientrata da una tournèe in Bosnia Erzegovina, inserita nel programma del “Mese della Cultura Italiana in Bosnia”, organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Sarajevo. Gli spettacoli della Compagnia sono stati rappresentati nei Teatri Nazionali di varie città bosniache, riscuotendo un enorme successo e registrando tutto esaurito e standing-ovations ad ogni replica. Ma l’evento più significativo e commovente si è svolto a Sarajevo proprio all’interno della Vijecnica, la Biblioteca Nazionale, nella quale MOTUS si era recata fin dal 2003, quando lo splendido edificio in stile moresco era ormai ridotto ad un cumulo di macerie. La Biblioteca era stata infatti colpita da una bomba che aveva mandato in fumo migliaia di preziosissimi libri e incunaboli, giornali, riviste e mappe, memoria storica di una città multietnica e tollerante, simbolo di convivenza pacifica tra etnie, culture e religioni diverse. Dopo oltre vent’anni dalla fine dell’assedio di Sarajevo, la Vijecnica, completamente restaurata, è tornata agli antichi splendori e l’Ambasciata Italiana ha fortemente voluto che MOTUS presentasse lo spettacolo al suo interno, proprio nell’anniversario della sua distruzione.
Dopo la breve performance di MOTUS la serata proseguirà con Francesco Burroni e Margherita Gravagna, noti attori di Aresteatro, che presenteranno al pubblico TEATROJAZZ , una dimostrazione-spettacolo di un metodo di lavoro che ha nell’improvvisazione il suo elemento fondante e nella quale si intrecciano le dinamiche e le strutture dell’improvvisazione musicale, dello storytelling e del teatro fisico.
A conclusione della serata, sarà offerto un buffet nel corso del quale il pubblico potrà incontrare gli artisti, chiacchierare degustando e ammirando la mostra.Il costo del biglietto è di 10 euro (ridotto 5 euro) ed è consigliata la prenotazione.

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Il Pavimento del Duomo di Siena: Un capolavoro da scoprire

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 agosto 2017

vedutaduomo siena1Siena duomo fino al 25 ottobre 2017 La magnifica Cattedrale di Siena “ha scoperto” il suo Pavimento a commesso marmoreo straordinario, unico, non solo per la tecnica utilizzata, ma anche per il messaggio delle figurazioni, un invito costante alla Sapienza. Abitualmente, il prezioso tappeto di marmo è protetto dal calpestio dei visitatori e dei numerosi fedeli.
Si tratta del pavimento “più bello…, grande e magnifico”, che mai fosse stato fatto, secondo la nota definizione del Vasari, fra i più noti scrittori d’arte. È il risultato di un complesso programma iconografico realizzato attraverso i secoli, a partire dal Trecento fino all’Ottocento. La tecnica adoperata durante i secoli passati è quella del graffito e del commesso con marmi di provenienza locale come il broccatello giallo, il grigio della Montagnola, il verde di Crevole, ecc.
I cartoni preparatori per le cinquantasei tarsie furono disegnati da importanti artisti, quasi tutti “senesi”, fra cui il Sassetta, Domenico di Bartolo, Matteo di Giovanni, Domenico Beccafumi, oltre che da un pittore “forestiero” come l’umbro Pinturicchio, autore, nel 1505, del celebre riquadro con il Monte della Sapienza, raffigurazione simbolica della via verso la Virtù come raggiungimento della serenità interiore.
I visitatori potranno inoltre “deambulare” intorno al coro e all’abside dove si conservano le tarsie lignee di Fra Giovanni da Verona, eseguite con una tecnica simile a quella del commesso, con legni di diversi colori, raffiguranti vedute urbane, paesaggi e nature morte.
Il percorso completo OpaSiPass permette, oltre alla visita del Pavimento in cattedrale, quella al Museo duomo siena2dell’Opera ove si potranno ammirare, nella Sala delle Statue, i mosaici con i simboli delle città alleate di Siena e le tarsie originali di Antonio Federighi con le Sette età dell’Uomo. Nella Sala dei Cartoni, il cui ingresso fiancheggia la magnifica Maestà di Duccio, è visibile la celebre pianta del Pavimento del Duomo delineata da Giovanni Paciarelli nel 1884, che permette di avere un quadro d’insieme delle figurazioni e dell’itinerario che, dall’ingresso, conduce fino all’altar maggiore. Il percorso integrato prevede anche l’accesso alla cosiddetta “Cripta”, sotto il Pavimento del Duomo e al Battistero.
Contemporaneamente, per chi volesse vedere il Pavimento anche dall’alto, è possibile prenotare l’itinerario Opa Si pass Plus che, oltre all’accesso a tutti i siti museali del Complesso, permette la salita verso la Porta del Cielo. Continua infatti l’apertura straordinaria del magnifico percorso dei sottotetti: l’itinerario verso il ‘cielo’ della Cattedrale comincia da una scala a chiocciola inserita dentro una delle torri terminanti con guglie che fiancheggiano la magnifica facciata del Duomo.
Il “catalogo” relativo alla scopertura del Pavimento della Cattedrale, alla Porta del Cielo, dal titolo Virginis Templum (Siena, Cattedrale, Cripta, Battistero), pubblicato in cinque lingue, guiderà il visitatore all’interno del Complesso monumentale del Duomo. Il libro di Marilena Caciorgna contiene al suo interno un agile “percorso pavimento” graficamente segnato dai motivi ornamentali marmorei bianchi e verde scuro, una “guida” nella “guida”. Anche la pianta del Paciarelli, in maniera stilizzata, è rappresentata insieme alle altre che corredano il libro, quale utile strumento per il visitatore.
(foto: duomo siena)

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Siena Jazz celebra la Festa Europea della Musica

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

sienaSiena da martedì 20 a venerdì 23 giugno, avrà come protagonisti i docenti dell’itituzione senese e molti giovani talenti che si stanno preparando per acquisire il Diploma accademico triennale di primo livello nella scuola di jazz di Siena.Tutti i concerti – ad ingresso gratuito – avranno luogo presso il locale Un Tubo (via del Luparello). Inizio ore 21.45
Un appuntamento che fa parte di un più vasto programma di eventi che Siena Jazz ha deciso di offrire alla città in occasione dei festeggiamenti per i suoi primi quarant’anni di attività.In totale saranno oltre cento studenti, divisi in 23 formazioni ad esibirsi con il loro docente. Si potranno ascoltare i più diversi linguaggi musicali e apprezzare le tecniche di improvvisazione che gli studenti hanno avuto l’opportunità di perfezionare e approfondire nelle aule di Siena Jazz.
Si comincia martedì 20 giugno con l’esibizione di 5 gruppi musicali ciascuno capitanato da un docente dei corsi. Parteciperanno all’esibizione la contrabbassista Silvia Bolognesi, il pianista Alessandro Giachero, il bassista elettrico Franco Fabbrini e il batterista Francesco Petreni.
Mercoledì 21 giugno sul palco saliranno ben sei gruppi musicali con la partecipazione del batterista Alessandro Paternesi, del trombettista Fulvio Sigurtà, del chitarrista Roberto Spadoni e del sassofonista Maurizio Giammarco.Ancora sei i gruppi on stage giovedì 22 giugno con il trombonista Tony Cattano, il sassofonista Maurizio Giammarco, il batterista Ettore Fioravanti, il batterista Walter Paoli e e il sassofonista Achille Succi.La conclusione di venerdì 23 giugno prevede l’esibizione di sei gruppi musicali con ill trombettista Davide Boato, il pianista Stefano Onorati, il pianista Alfonso Santimone e il sassofonista Maurizio Giammarco.

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Apertura Museo San Pietro a Colle Val d’Elsa Siena

Posted by fidest press agency su martedì, 14 marzo 2017

museo san pietroSiena sabato 18 marzo, alle ore 11,00 riapriranno le porte del nuovo Museo San Pietro. Il museo è il frutto della fusione del Museo Civico e Diocesano d’Arte sacra (formatosi dall’unione dei due istituti nel 1995), con la Collezione del Conservatorio di San Pietro, il monastero di San Pietro e il monastero di Santa Caterina e Maddalena, la Collezione Romano Bilenchi e la Collezione di Walter Fusi.Il percorso espositivo, realizzato su progetto dell’Arcidiocesi di Siena, del Comune di Colle Val d’Elsa e della Fondazione Musei Senesi, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Siena, Grosseto e Arezzo e il contributo di Ales SpA, Regione Toscana e Fondazione Monte dei Paschi di Siena, ripercorre la storia della città attraverso le espressioni d’arte, in un dialogo costante tra religiosità e ambizione civica propria dei comuni medievali, culminata nel 1592 con l’elevazione della Terra di Colle a Città, a seguito dell’istituzione della Diocesi. L’allestimento, scandito sui grandi avvenimenti storici, cerca di cogliere e proporre i momenti in cui il linguaggio artistico diventa espressione della cultura del popolo colligiano e della sua fede.
Posta al confine tra i territori di Siena e Firenze, Colle fu luogo di scontro politico, culminato in battaglie e assedi, ma anche luogo di incontro tra la tradizione artistica senese e quella fiorentina, humus culturale da cui nacque la grande stagione dell’età moderna, culminata nella ristrutturazione urbana e nei cantieri promossi dagli Usimbardi, come il Duomo, il Palazzo Vescovile o le fabbriche del San Pietro e dell’Ospedale di San Lorenzo, per giungere alle esperienze Otto e Novecentesche, magistralmente identificabili nelle opere di Antonio Salvetti o nel tormento artistico di Walter Fusi.Particolare importanza acquista la sezione dedicata alla Collezione di Romano Bilenchi, che propone una selezione scelta della ricca biblioteca dello scrittore colligiano donata al Comune di Colle di Val d’Elsa, nel contesto in cui si trovava: le opere di Ottone Rosai, Moses Levy e Mino Maccari raccontano la formazione di Romano Bilenchi, arricchendo il quadro fornito dalle sue opere letterarie, specificandone la personalità.Tutta questa vicenda è raccontata nelle sale del museo e nella città, in un percorso integrato che, partendo dal San Pietro, porta ideale della città, si svolge per le vie ed i vicoli del Borgo di Santa Caterina e del Castello, per terminare al Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”, che, a breve, riaprirà le porte con nuovo allestimento.Per la prima volta la proposta di Colle Alta Musei disvela le particolarità colligiane, permettendo al visitatore di leggere lo sviluppo della Città e della Diocesi di Colle in rapporto alle opere d’arte ed alle modifiche del tessuto urbano, con un dialogo continuo tra musei e centro storico, anche grazie al supporto della specifica audioguida. La gestione del museo e l’organizzazione è affidata Civita – Opera. (foto: museo san pietro)

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Cosa succede alle banche italiane?

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2016

monte dei paschi di sienaIn queste ore è tornata alla ribalta il problema di Banca MPS in particolare, ma è tutto il comparto bancario che sta soffrendo moltissimo. E’ probabile che la soluzione al Monte dei Paschi di Siena venga trovata nelle prossime settimane (forse si dovrà attendere l’esito degli stress-test che potrà fornire un appiglio formale), ma è probabile che – in un modo o nell’altro – la soluzione verrà trovata. In questo contesto politico credo che nessuno, in Italia e in Europa, voglia far saltare una banca sistemica. Le soluzioni tecniche ci sono, senza azionare il bail-in, e la ragionevolezza porta a concludere che verranno utilizzate. Ma la domanda è: sarà sufficiente? Per rispondere è utile fare un’analisi un po’ più approfondita. Il grafico che segue (vedi versione online) mostra l’andamento di tutte le banche quotate a piazza affari negli ultimi 10 anni. Osserviamo tre periodi.
1) Da Novembre 2009 a Luglio 2012 il settore ha perso il 76%.
2) Da Luglio 2012 a Luglio 2015 il settore bancario ha messo in atto un recupero del 182%!
Sembra un recupero strabiliante, ma dopo aver perso il 76% del valore significa essere sempre a quotazioni ben lontane dai quelle di Novembre 2009.
3) Da Luglio 2015 ad oggi c’è stato un ulteriore crollo del 63% che al momento non mostra segnali di arresto.
Tutto il settore finanziario europeo, nell’ultimo anno, ha perso circa il 40%.(particolare il caso di Deutsche Bank, la più grande banca tedesca, ed una delle più grandi banche al mondo che ha perso nell’ultimo anno quanto le banche italiane) ma l’Italia ha un problema specifico che – diversamente da altre nazioni – non è stato affrontato per tempo, si chiama: crediti in sofferenza.
Oltre 7 anni di andamento economico negativo (e gestioni con logiche clientelari) hanno creato nelle banche una quantità abnorme di crediti che non possono essere ripagati e che devono essere smaltiti al prezzo di una frazione del valore delle loro garanzie.
In genere questi crediti sono a bilancio già svalutati, ma è chiaro che il più probabile valore di realizzo è ancora inferiore e nessuno li comprerebbe mai ai prezzi di bilancio.
Comprare questo genere di crediti è un’operazione molto rischiosa. E’ ovvio che servono molti anni per ritornare dell’investimento a causa della lentezza del sistema giudiziario italiano (e qui alcune norme sono state fatte dal Governo, ma è assai incerta l’efficacia). Inoltre è molto difficile verificare la qualità delle garanzie su un numero così frammentato di crediti.
Girano molti numeri un po’ a casaccio sia sulla stampa estera che italiana sull’entità del problema. Molto spesso i giornalisti che li pubblicano (ed ancora meno i lettori) non conoscono la differenza, ad esempio, fra crediti deteriorati o crediti in sofferenza. Fra sofferenze lorde o nette, ecc.
I numeri ufficiali sono quelli della Banca d’Italia: abbiamo circa 360 miliardi di crediti deteriorati lordi su 1.990 miliardi di crediti complessivi nell’intero sistema bancario. Di questi, 220 miliardi sono crediti in sofferenza (cioè in stato di insolvenza, anche se non giudizialmente accertato) ed il resto sono inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate.
Questi crediti in sofferenza sono svalutati nei bilanci delle banche mediamente per il 45% circa.
La media dei tassi di recupero di queste sofferenze (tra esecuzioni immobiliari, concordati preventivi, fallimenti ed accordi stragiudiziali) si aggira intorno al 40%.
Ciò significa che ci sono circa 33 miliardi di euro di “buco” nei bilanci delle banche tra gli importi che hanno svalutato e quello che potrebbero sperare di recuperare se i tassi di recupero fossero in linea con quelli passati.
Chi compra questi crediti in sofferenza non li vuole pagare più del 20-25% (per le ragioni espresse sopra). Se fossero acquistati tutti al 25% le banche, nel loro complesso, avrebbero un buco pari al doppio: 66 miliardi di euro.
Coprire queste perdite significa fare aumenti di capitale il che significa tendere ad azzerare il valore dei vecchi azionisti. Questa è la ragione per la quale le azioni delle banche italiane vanno così male.Fino ad oggi il governo si è mosso sempre in grave ritardo e quel poco che ha fatto l’ha fatto male. Tardi e male è stato il modus operandi all’epoca della così detta crisi dei titoli di stato periferici nel 2011. Ad un certo punto, Mario Draghi pronuncio la sua famosa frase: whatever it takes (a qualsiasi costo).
Ebbene, in questo contesto (nel quale il sistema bancario rappresenta la cinghia di trasmissione monetaria con l’economia reale) è indispensabile che si provveda ad una riedizione del whaever it takes applicato alla soluzione del problema delle banche. Mezzucci come il Fondo Atlante per tamponare le urgenze, sono – appunto – tamponi che non risolvono la questione, al massimo comprano un po’ di tempo. Anche le capitalizzazioni fatte in passato, non risolvono il problema in maniera definitiva.La soluzione definitiva richiede circa 60-80 miliardi di euro che potrebbero, in larga parte, essere recuperati attraverso lo smaltimento delle sofferenze e l’aumento del valore delle azioni delle banche risanate. Con 30-40 miliardi portiamo le sofferenze ad un livello ragionevole, ma non puliamo completamente i bilanci delle banche. Naturalmente queste cose le sappiamo da anni.
Se non si fanno è perché il problema è politico, ovvero di bilanciamento d’interessi. Due sono le problematiche politiche principali: il fronte esterno ed il fronte interno.
Sul fronte esterno abbiamo il problema delle norme europee sugli aiuti di stato e adesso sul così detto bail-in. Questo è il nodo sul quale si è innestato il pasticciaccio brutto delle 4 banche fatte saltare che potevano benissimo essere salvate. E’ chiaro che dietro questo aspetto ci sono fortissimi interessi nazionali contrastanti oltre a interessi politici personali dei vari leader europei. E’ molto probabile che questo aspetto possa essere superato a breve, evocando l’eccezionalità del momento legata alla Brexit. Dipenderà molto anche dalla forza politica del nostro governo in Europa.
Il problema interno riguarda il controllo delle banche risanate con i soldi pubblici.
E’ un problema che dopo la crisi di Lehman Brothers negli USA hanno affrontato con feroci battaglie politiche (vinte, in sostanza, da banchieri, come probabilmente accadrà – purtroppo – anche in Italia se mai dovessimo arrivare a risolvere definitivamente la questione). Ogni volta che si sono presentati casi del genere (ci sono innumerevoli casi nella storia recente) si pone questo problema. Dal punto di vista del risanamento, il problema delle sofferenze si può gestire in forme tecniche diverse, ma dal punto di vista del controllo della banca, fa molta differenza se si utilizza questa o quella forma.
Un provvedimento in stile “whatever it takes” per il sistema bancario darebbe un enorme stimolo all’economia, ma non sarebbe risolutivo se non si provvede anche a cambiare politica economica tornando a fare politiche autenticamente keynesiane che stimolino la domanda, in particolare in Italia dove abbiamo chiaramente una crisi economica sostanziale (1) che ormai dura da oltre sette anni e che è chiaramente una crisi di domanda. Gli spazi di manovra, con gli strumenti tradizionali, sono veramente limitati. Qui entriamo in un campo che esula dagli scopi di questo articolo, ma non posso esimermi da citare, almeno, la soluzione dei Certificati di Credito Fiscale (CCF). Una soluzione tecnicamente possibilissima, non convenzionale (come non convenzionale è la politica monetaria perseguita dalla banche centrali in questi anni), ma che richiede una capacità politica che probabilmente manca nel nostro paese. Solo per far capire come la soluzione sia tecnicamente fattibile,
citiamo lo studio di Mediobanca (2) che a fine 2015 ha dedicato 12 pagine a questi certificati elaborando anche l’impatto che avrebbero nella crescita del PIL e nella riduzione del rapporto Debito/PIL. I CCF sarebbero in grado di ridurre il Debito/PIL dall’attuale oltre 130% al’111% nel 2019. La crescita del PIL attesa nei primi due anni d’introduzione di questi strumenti è nell’ordine del 3% annuo! L’introduzione dei CCF con il risanamento del sistema bancario aprirebbe una fase completamente nuova dell’economia e della finanza. Sono soluzioni tecnicamente possibili, possibilissime, ma richiedono capacità di visione e forza politica del quale sembriamo gravemente sprovvisti.
Tornando al sistema bancario, le soluzioni che non faranno altro che comprare tempo saranno le soluzioni “caso per caso”. E’ molto probabile, come abbiamo scritto in apertura, che MPS venga di nuovo salvata dalla mano pubblica. Se ciò accadrà, naturalmente, sarà un male minore, rispetto a lasciarla al suo destino. Sul piano sistemico, invece, significa alimentare la caccia al “prossimo da salvare” per continuare la speculazione. Continuerà il clima d’incertezza sistemica che non potrà che peggiorare l’andamento economico il quale alimenterà la ripresa delle sofferenze bancarie in un circolo vizioso.
Salvare le banche, caso per caso, servirà a comprare tempo, ma aumenterà il costo della soluzione definitiva.
Abbiamo già visto questo modello comportamentale in atto con la crisi della Grecia. Salvare la Grecia all’inizio avrebbe richiesto qualche decina di miliardi di euro. Alla fine ne abbiamo spese, complessivamente, centinaia e non abbiamo risolto nulla.
Lo stesso può accadere con le banche. Fino a quando il problema è circoscritto al vero problema, quello delle sofferenze bancarie, allora si tratta di una questione molto rilevante, ma più che gestibile. Ma il problema può allargarsi e prendere direzioni del tutto imprevedibili e molto più grandi portandoci dritti dritti in una nuova recessione che potrebbe essere anche peggiore di quella da poco passata. A quel punto si dovranno salvare senza dubbio le banche, ma i costi saranno molto più alti. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Chigiana International Festival

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2016

Chigiana International FestivalSiena con inizio l’8 luglio, grandi nomi del panorama musicale di oggi come Ben Frost e il Café Zimmermann affiancheranno maestri e allievi degli storici corsi accademici, tenuti quest’anno fra gli altri da Daniele Gatti, Salvatore Sciarrino, William Matteuzzi, Raina Kabaivanska, Boris Belkin, Salvatore Accardo e David Geringas. Nasce Chigiana Radio Arte, web radio e installazioni in città.
Omaggio al compositore Kurtlág. Chigiana International Festival and Summer Academy presenta il programma musicale del festival e dei corsi estivi 2016 secondo la rinnovata formula di rilancio e internazionalizzazione che lo scorso anno ha ottenuto positivi riscontri dalla città, dal pubblico e dagli allievi. L’intera stagione concertistica estiva 2016 dell’Accademia Musicale Chigiana, sostenuta dalla Fondazione Monte dei Paschi, si intitola “Space in Sound / Spazio in suono” ed è firmata dal direttore artistico Nicola Sani.«Da Ben Frost a Johann Sebastian Bach, passando per la Sound Art, il Festival estivo della Chigiana propone quest’anno uno straordinario viaggio nel tempo e nello spazio – sottolinea Nicola Sani – dalle pagine del grande repertorio più amate dagli appassionati di musica di tutto il mondo a nuove proposte realizzate in collaborazione con i principali centri di produzione di oggi. Il rapporto tra il suono e lo spazio, la risonanza dell’uno nell’altro, le nuove frontiere della produzione sonora, le riverberazioni della musica nella multimedialità, sono alcune delle linee guida del Festival 2016. Al grande compositore ungherese György Kurtág, in occasione dei suoi 90 anni, è dedicato un percorso speciale, con appuntamenti specifici e una linea di programmazione che attraversa molti concerti del Festival, con dediche e omaggi. Anche al violoncellista David Geringas, tra i grandi Maestri Chigiani di oggi, dedichiamo un affettuoso festeggiamento per i suoi 70 anni, che l’artista lituano compirà proprio nel corso della sua presenza a Siena. Con il corso di direzione d’orchestra affidato a Daniele Gatti l’Accademia sottolinea con forza il proprio percorso di riposizionamento tra i principali centri dedicati all’alta formazione nel contesto internazionale. Il Festival consolida la nuova formula e amplifica considerevolmente l’area di programmazione: agli oltre sessanta eventi dall’8 luglio al 31 agosto si aggiungono nuove iniziative di incontro con il pubblico e con i giovani, progetti speciali, una web radio tematica e l’edizione 2016 del master di giornalismo on-line Tell me Chigiana, per un programma che unisce la grande tradizione classica alle più avanzate esperienze internazionali. L’Accademia di alto perfezionamento si configura sempre di più il motore di un Festival unico al mondo, che si sviluppa nell’arco di due mesi a Siena e nel suo territorio, tra luoghi di immenso fascino e suggestione. Tra le altre novità nel programma dei corsi di alta formazione, la master class di Live Electronics e Regia del Suono, affidata ad Alvise Vidolin e realizzata in collaborazione con il SaMPL di Padova e quella di Organo, diretta da Livia Mazzanti, nonché i workshop di David Krakauer in Clarinetto Klezmer e nuove tecniche esecutive e quello di Kim Kashkashian in Viola, incentrato sulla musica di Bach e di György Kurtág. E ancora altri due nuovi maestri oltre al citato Daniele Gatti: il tenore William Matteuzzi per il corso di canto, che affianca quello di Raina Kabaivanska, e Giuseppe Ettorre per il corso di Contrabbasso. Si amplificano notevolmente le collaborazioni con altre istituzioni, imprese e realtà di Siena e del territorio, che includono Siena Jazz, il Conservatorio Rinaldo Franci, il Polo Formativo del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Giovanile Italianae molte altre». (foto: Chigiana International Festival)

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Siena: Lux in nocte

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2016

lux in nocteSiena Lunedì 20 giugno 2016, ore 21:30 gli Orti del Costone, Via del Costone 9 si animeranno per offrire alla città l’anteprima assoluta di “Divina Bellezza – Il Duomo di Siena”, una produzione Sky Arte HD – 3D Produzioni con la collaborazione di Moviement HD e la regia di Giovanni Piscaglia, il montaggio di Claudio Poli e la voce di Alessandro Haber. Il docufilm, dedicato interamente al Complesso Monumentale del Duomo di Siena, verrà proiettato nel suggestivo contesto degli Orti del Costone che anche quest’anno, fino al 30 settembre, saranno a disposizione di senesi e turisti che vorranno trascorrere qualche momento di pace e serenità all’interno di uno dei luoghi storici cittadini. Situato nel cuore della via cateriniana, il Costone, dallo scorso anno è divenuto anche uno spazio attrezzato ideale per eventi culturali e di intrattenimento. La serata, oltre a permettere alla cittadinanza di assistere in anteprima alla proiezione di “Divina Bellezza – Il duomo di Siena”, sarà allietata da “In concerto negli Orti”, un’esibizione dell’Unione Corale Senese “Ettore Bastianini” che, in attesa dell’arrivo dell’estate, previsto quest’anno alle ore 22:34, presenterà un repertorio della tradizione italiana.Successivamente all’anteprima senese, il docufilm andrà in onda su Sky Arte Hd per rimanere poi, sempre disponibile, on demand, proponendo al pubblico internazionale una produzione inedita che mira a comunicare Siena attraverso il suo Duomo, uno scrigno di tesori, costruito da uomini potenti e geni dell’arte nel corso di otto secoli. Qui capolavori fondamentali di ogni genere e tecnica concorrono a celebrare la gloria e l’armonia della fiera cittadinanza di Siena, che per secoli ha dato vita alla Repubblica più democratica al mondo. Impegnata in un perenne conflitto militare e culturale con Firenze, Siena rende la sua Cattedrale un tempio unico, in cui si incontrano sacro e profano, filosofia e religione. Oggi è un luogo simbolo, in cui ripercorrere le storie della Battaglia di Montaperti, del Governo dei Nove, dei due Papi Piccolomini, dell’apogeo e della caduta della Repubblica, dei grandi artisti che qui hanno fondato nuovi canoni di bellezza, come Nicola e Giovanni Pisano e Duccio di Buoninsegna e degli altri grandi che qui sono passati lasciando tracce indelebili, come Donatello, Pinturicchio, Raffaello, Michelangelo, Bernini.
Programma della serata: 21:30 Apertura degli Orti del Costone, 21:45 Unione Corale senese “Ettore Bastianini”: In concerto negli Orti, 22:34 Solstizio d’estate e saluto del Presidente del Ricreatorio Pio II al Costone don Emanuele Salvatori e del Rettore dell’Opera della Metropolitana Gian Franco Indrizzi, 22:45 Anteprima assoluta “Divina Bellezza – Il Duomo di Siena”.La serata, promossa dall’Opera della Metropolitana con l’organizzazione di Opera – Civita Group, è rivolta alla città di Siena e sarà ad ingresso gratuito. (foto: lux in nocte)

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Con In-Box Dal Vivo a Siena la festa del teatro contemporaneo continua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2016

Residenza In-BoxSiena mercoledì 18 maggio con L’insonne di Lab121 ai Rozzi; dal 19 al 21 in scena i finalisti blu e le residenze In-Box, già sold out gli spettacoli all’Auditorium. Dopo la proclamazione del vincitore della sezione Verde dedicata al teatro ragazzi – lo spettacolo “Il paese senza parole” di Rosso Teatro/Atelier Teatro Danza – In-Box Dal Vivo entra nella fase calda della competizione con gli spettacoli finalisti della sezione Blu che andranno in scena – dal 19 al 21 maggio – al Teatro dei Rozzi e all’Auditorium Casa dell’Ambiente per aggiudicarsi le 50 repliche in palio. E alcuni degli spettacoli, ovvero quelli che andranno in scena all’Auditorium, sono già sold out. L’invito è dunque a prenotare per gli spettacoli al Teatro dei Rozzi.
Mercoledì 18 è prevista una straordinaria anteprima proprio al Teatro dei Rozzi (ore 21.30). Si tratta de L’insonne di Lab121, lo spettacolo vincitore In-Box 2015, ispirato al libro “Ieri” di Agota Kristof. Dal 19 al 21, invece, inizierà la staffetta di spettacoli dei 6 finalisti in gara, a cui faranno da prezioso corollario gli spettacoli delle 2 residenze In-Box 2015: VicoQuartoMazzini e Zaches. Giovedì 19 maggio presso l’Auditorium Casa dell’Ambiente andranno in scena L’inferno e la fanciulla della Piccola Compagnia Dammacco (ore 15.30) e Luna Park – Do you want a cracker? di Leviedelfool (ore 18.00). Residenza In-Box1La giornata si concluderà con l’anteprima di Little Europa, nuova produzione della compagnia VicoQuartoMazzini, residenza In-Box 2015. Venerdì 20 maggio alle 12.00 al Teatro dei Rozzi andrà in scena anche l’altra compagnia residenza In-Box 2015 Zaches con Il Minotauro. Nel pomeriggio, invece, l’Auditorium Casa Ambiente ospiterà alle 17.00 Il sogno dell’arrostito di Astorritintinelli Teatro. Chiude la giornata Gianni de La società dello spettacolo/Caroline Baglioni (Teatro dei Rozzi ore 21.30). L’ultima giornata di In-Box Dal Vivo vedrà ancora in scena le compagnie al Teatro dei Rozzi: Mana Chuma Teatro con Come un granello di sabbia – Giuseppe Gulotta, storia di un innocente (16.30) e Principio Attivo Teatro con Opera Nazionale Combattenti presenta I giganti della montagna atto III (21.30). Seguirà l’attesa proclamazione dello spettacolo vincitore, quello che si aggiudicherà il maggior numero delle 50 repliche in palio. In-Box è un progetto di Straligut Teatro realizzato col sostegno del Comune di Siena, di Fondazione Toscana Spettacolo Onlus e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Per In-Box Dal Vivo sono partner anche Ricrea, Rilegno, Corepla, Chiantibanca e Unicoop Firenze; l’Università degli Studi di Siena, Usiena Welcome e Dsu Toscana; Texi, Confesercenti Siena, Nanaproject, Cacio&Pere, Liberamente Osteria. (foto: Residenza In-Box)

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Il Balletto di Siena fa il tutto esaurito in Spagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2015

Coro debutto SienaTerrassa sabato 14 novembre presso il Teatro di Terrassa (Barcellona) con la messa in scena di “Butterfly”, rivisitazione della famosa opera di Giacomo Puccini.Il consolidato ensemble dei danzatori, diretto dal Maestro Batti ha infatti registrato, con grande soddisfazione, il tutto esaurito per la rappresentazione coreografata dal suo stesso direttore artistico e impreziosita dalle suggestive e geniali musiche di Riccardo J. Moretti. Un risultato importante per la giovane compagnia nata nel 2012 da anni impegnata in tourneè nazionali ed internazionali e che deve il suo successo all’uso di tecniche e di stili che guardano al mondo contemporaneo del balletto in forme decisamente nuove.
Sul palcoscenico catalano non solo gli affermati coreuti della compagnia, ma anche più di 20 allievi selezionati da Batti, durante le due settimane appena trascorse all’interno dell’Istituto di Teatre di Barcellona. Il Maestro ha infatti svolto, il ruolo di maestro ospite per gli allievi dell’ultimo anno dell’Istituto spagnolo. Una collaborazione importante quella tra il Balletto di Siena e la realtà spagnola destinata a proseguire nel tempo e che ha suscitato oggi molto interesse in tutto il panorama artistico italiano.
Una messa in scena, quindi, particolare per il pubblico in sala il quale assisterà ad una inedita rappresentazione di un’opera lirica trasposta in forma di danza dove l’obiettivo del coreografo/regista sarà quella di far entrare lo spettatore in rapporto diretto con il dramma della giovane e affascinante geisha.Madame Butterfly è infatti uno di questi personaggi la cui infelice sottomissione (come donna, come sposa, come madre) conosce lampi di conforto nella forza della vita che si rigenera anche nell’esperienza dell’attesa e della perdita, quando non addirittura nella morte. Le scelte drammaturgiche di Marco Batti per Butterfly guardano al cuore delle passioni, considerate come elementi potenzialmente disgreganti, ma anche vie di salvezza di fronte alla sopraffazione. La sua coreografia deve molto al teatro ma perviene a uno stile perfettamente autonomo e riconoscibile, capace di combinare la dimensione espressiva del racconto con la dimensione emozionale del puro movimento. A questo scopo, le musiche di Riccardo Joshua Moretti, che in precedenza ha composto le musiche anche per un film su Puccini, affrontano in modo diretto la tradizione che l’opera porta con sé, alla fine creando una sorta di vita musicale parallela: un mondo sonoro gradualmente indipendente dalla partitura pucciniana che, di quella esperienza artistica, conferma e rinnova tutta la sua possibile attualità.

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Il Balletto di Siena in Spagna per spiegare ai bambini il mondo del Teatro

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2015

ballettoTerrassa (Spagna) 13 novembre nel teatro della città con l’opera coreografata dal direttore della compagnia senese il Balletto di Siena e il suo direttore artistico Marco Batti saranno ospiti per un workshop sul mondo del teatro interamente rivolto ai bambini. Un progetto inedito, altamente educativo che vedrà coinvolti circa 1000 ragazzi delle Scuole Statali della città spagnola. il 14 novembre nel teatro della città con l’opera coreografata dal direttore della compagnia senese sarà sul palco insieme agli affermati coreuti della compagnia, più di 20 allievi selezionati dal Maestro Batti durante le due settimane di collaborazione all’interno dell’Istituto di Teatre di Barcellona. Insieme realizzeranno un corpo di ballo inedito che si esibirà in una “Madame Butterfly” particolare, centrata su una figura femminile caparbia, elegante e sofferente.
La coreografia è firmata dal Maestro Batti, le sonorità sono state rielaborate dal grande Riccardo Joshua Moretti, nuovamente gomito a gomito per portare in scena la loro “Butterfly”. Ispirandosi all’opera di Giacomo Puccini e al libretto di Giacosa. Drammaturgicamente, nello spettacolo si esalta l’incredibile caparbietà di Butterfly, donna vittima dei propri sentimenti e del senso di una quasi dovuta sottomissione, accostandola ad elementi scenografici posti a simbolo delle navi. Quelle navi che in giovinezza le permetteranno di conoscere l’amore, che le strazieranno per anni un cuore pieno di malinconica speranza e che, alla resa dei conti, porteranno davanti agli occhi di questa donna e madre innamorata il più grande dolore. Tutto ciò avviene senza fossilizzarsi sull’immagine del singolo danzatore che interpreta “il personaggio”, ma identificando cromaticamente le figure chiave. Il bianco, limpido e morale, per Butterly interpretata da Camille Granet; il nero per Pinkerton, in Giuseppe Giacalone, ma anche per tutto ciò che racchiude mistero e oscuro presagio, concludendo con la semplice e serena nudità per il Bambino, il solista Filippo del Sal, e per ciò che, incoscientemente, diventa parte integrante di un’immortale storia d’amore. (foto: balletto)

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“Poesia araba dalle origini al XIII secolo”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2015

poesia arabaRoma Venerdì 5 novembre 2015, alle ore 18,30, la libreria Fahrenheit 451 (Campo dei Fiori, 44) presenta il libro antologico Poesia araba dalle origini al XIII secolo: dalla Siria all’Egitto, dalla Sicilia all’Andalusia, pubblicato dalla casa editrice Libri mediterranei. Intervengono: Akeel Almarai (docente di lingua e letteratura araba presso l’Università per stranieri di Siena, coautore del libro); Pino Blasone (scrittore, docente e studioso del mondo arabo-islamico, coautore del libro); Carlo Ruta (saggista e studioso del mondo mediterraneo).
L’intento era quello di antologizzare in modo coerente testi tra i più rappresentativi della poesia araba, preislamica e islamica. Scorrono perciò in rassegna le personalità più forti di questa letteratura: dal “re errabondo” Imru’ al-Qays al brigante ‘Urwa ibn al-Ward, dal classico al-Mutanabbī al grande moralista al-Ma‘arrī, dal siciliano Ibn Hamdīs all’andaluso Ibn Hazm. A introdurli e a illustrarne la poetica sono diversi studiosi autorevoli – Akeel Almarai, Pino Blasone, Paolo Branca e Oriana Capezio – che da varie prospettive definiscono i percorsi di una tradizione letteraria d’eccezione. Per le traduzioni si è fatto ricorso a testi di arabisti e orientalisti italiani tra i più eminenti del Novecento, come Italo Pizzi, Giorgio Levi Della Vida, Ignazio Di Matteo e Francesco Gabrieli.
Ne è derivato un testo rigoroso ma allo stesso tempo agile, rivolto a un pubblico ampio di lettori, curiosi, interessati ai saperi e alle arti, consapevoli di quanto sia importante il dialogo tra le culture. L’esito è, in definitiva, quello di un tributo a un mondo complesso e raffinato che ancora oggi in aree culturali rilevanti dell’Occidente è però motivo di serie incomprensioni.
Akeel Almarai è docente di Lingua e Letteratura Araba presso l’Università per stranieri di Siena. Si occupa di letteratura araba medievale, metrica e filologia. È autore di testi ed articoli scientifici relativi alla metrica e alla letteratura araba classica, nonché di edizioni critiche delle principali opere del patrimonio letterario arabo-medioevale.
Pino Blasone, ha compiuto studi superiori e di perfezionamento a Roma, Venezia, Il Cairo e Tunisi. Con altri ha tradotto L’espansione musulmana di R. Mantran, Mursia1978, e ha curato l’antologia La terra più amata. Voci della letteratura palestinese, Manifestolibri1988. Collabora alle riviste on-line dei Dipartimenti di Filosofia delle Università di Venezia, Roma 3 e Bari.
Paolo Branca è docente di Lingua e Letteratura Araba e di Islamistica presso l’Università Cattolica di Milano. Ha pubblicato diverse opere, tra cui: Voci dell’Islam moderno: il pensiero arabo-musulmano fra rinnovamento e tradizione, Marietti, Genova 1991; Introduzione all’Islam, S. Paolo, Milano 1995; I musulmani, Il Mulino.
Oriana Capezio è docente di Lingua e Letteratura araba presso l’Università degli Studi di Napoli «l’Orientale. Tra le sue pubblicazioni figurano: ‘Urwa ibn al-Ward Una voce nel deserto, Ariele, Milano, 2011; La metrica araba Studio della tradizione antica, Edizioni Ca’ Foscari, Venezia 2013. Ha curato il volume Percorsi d’idee nel Mediterraneo, L’Harmattan, 2010.
Poesia araba dalle origini al XIII secolo: dalla Siria all’Egitto, dalla Sicilia all’Andalusia, testi di Akeel Almarai, Pino Blasone, Paolo Branca e Oriana Capezio, Libri mediterranei, Collana “Prospettive mediterranee”, pp. 160, ill. b/n. (foto: poesia araba)

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Fondazione Monte dei Paschi di Siena: Approvato il documento di Programmazione Strategica Pluriennale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

monte dei paschi di sienaUna rinnovata operatività, un ruolo più incisivo nella co-gestione dei progetti finanziati, una fondazione che avrà sempre più una “funzione di supporto”, un dialogo strutturato con gli stakeholder grazie a un nuovo metodo partecipativo: sono questi i principali obiettivi e indirizzi strategici contenuti nel Documento di Programmazione Strategica Pluriennale (DPSP) 2016-2018, approvato nei giorni scorsi a larga maggioranza dalla Deputazione Generale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Su queste linee-guida sarà predisposto il Documento Programmatico Previsionale per il prossimo anno, con le indicazioni operative per gli amministratori.Il documento apre una fase nuova per la Fondazione e per la sua programmazione, sancita anche dal recente modello operativo, entrato in vigore lo scorso aprile, e dalla sottoscrizione del Protocollo MEF – ACRI, in particolare sui temi della gestione del patrimonio e sull’attività di aggiornamento e rivisitazione dello Statuto dell’Ente per l’adeguamento alle recenti regolamentazioni.
Il DPSP indica, con chiarezza, la nuova mission dell’Ente attraverso una sua presenza qualificata nel territorio di riferimento. La Fondazione assumerà sempre più una funzione di collegamento tra le diverse istanze, con una significativa evoluzione verso l’assunzione di un ruolo proattivo, propositivo e con una forte carica innovatrice, rispetto a quello di semplice soggetto finanziatore.
Nell’arco triennale di programmazione – coperto dal documento – saranno confermati i cinque settori rilevanti in continuità con quanto individuato nel precedente DPSP: Arte, attività e beni culturali; Famiglia e valori connessi; Sviluppo locale ed edilizia popolare locale; Ricerca scientifica e tecnologica; Volontariato, filantropia e beneficenza. Da questi è possibile enucleare quattro macro-aree di prioritario intervento per la Fondazione: Sviluppo locale; Arte e cultura; Ricerca, Welfare, con Sviluppo locale e Ricerca che si posizionano in maniera trasversale a tutti gli altri. Assume, infine, una valenza strategica il collegamento con i luoghi e i momenti della formazione.In questo nuovo contesto operativo risulta fondamentale l’adozione del nuovo metodo partecipativo, inaugurato nei primi sei mesi del 2015, con i vari momenti di ascolto e dialogo con il territorio. Un rinnovato modello relazionale su cui si costruiranno e consolideranno relazioni stabili fra i diversi attori territoriali e la Fondazione. Le azioni di ascolto hanno messo in luce una straordinaria fotografia del nostro territorio per quanto riguarda il sistema delle eccellenze, il patrimonio culturale e comunitario, le enormi potenzialità e vocazioni presenti. Su questi aspetti si incentrerà e focalizzerà la progettualità dell’Ente.

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Tecnologie innovative che rispettano luci e cromatismi per il Museo Civico di Siena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2015

sienaVisitare il Museo Civico di Palazzo Pubblico di Siena sarà un’esperienza innovativa e multisensoriale. Tra i progetti strutturali di Siena Capitale italiana della cultura 2015 c’è infatti l’operazione di lighting design del museo che ospita il Buongoverno e la Maestà di Simone Martini. Nel complesso più della metà del budget disponibile sarà infatti impiegato in interventi strutturali che comprendono restauri e progetti di riuso di spazi urbani.“La nostra idea è stata da subito quella di non utilizzare il budget esclusivamente per gli eventi che si sarebbero conclusi nel corso del 2015 – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Siena Massimo Vedovelli – ma approfittare del nostro status di capitale della cultura per questo anno per gettare le basi per un lavoro di crescita continua in campo artistico e culturale e soprattutto per valorizzare al meglio l’enorme patrimonio che ci viene dal passato. In questa ottica, accanto alle riflessioni che nel corso dell’anno faremo sull’arte contemporanea o sulle discipline performative, abbiamo voluto ripensare l’illuminazione e la fruizione del Museo Civico: sale bellissime che potranno essere così visitate in maniera del tutto innovativa”.
Il progetto di lighting design è adesso in fase di definizione ma l’intento è quello di migliorare la fruizione e la percezione del Museo Civico della città, dentro al Palazzo Pubblico di piazza del Campo. Nel dettaglio la nuova illuminazione sarà in grado di non interferire con la fruizione visiva delle sale, di controllare fenomeni di abbagliamento, e di rendere uniforme e corretta la visione, con corpi luminosi non invasivi e il più possibile nascosti. Le luci, a led, permetteranno un controllo della luminosità e alla percezione dei cromatismi, integrando le nuove tecnologie con approfonditi studi di fisica ottica e teorie elaborate nell’ambito delle neuro-scienze e della neuro-estetica, indagando in profondità le valenze cromatiche e la partitura pittorica delle opere. “Ritengo importante sottolineare – specifica ancora l’assessore Vedovelli – che questo modo di aprire il museo alle grandi potenzialità tecnologiche nasce dalle tematiche sviluppate in fase di elaborazione del Bid book presentato per la candidatura di Siena a Capitale Europea della Cultura 2019, in particolare il ruolo della luce nella valorizzazione del patrimonio storico artistico e i progetti sulla facilitazione dell’accessibilità fisica e cognitiva degli spazi museali e di patrimonio. Un grande lavoro di progettazione che indipendentemente dal risultato ottenuto sta dando e darà i suoi frutti”.Altre operazioni strutturali previste dal programma di Siena capitale 2015 sono lo studio di fattibilità per creare un centro culturale ed educativo sulla mobilità dolce e sostenibile nello spazio del “tartarugone” di piazza del Mercato, un porticato che ha ospitato il mercato coperto della città alle spalle di piazza del Campo, ma anche un bando per il riuso degli spazi interni alla Fortezza Medicea e la nuova segnaletica turistica, di indicazione e orientamento, per i percorsi nel centro storico. Circa un quinto del budget (oltre 200 mila euro) sarà poi investito nei restauri delle opere di Ambrogio Lorenzetti, in parte allestiti al Santa Maria della Scala ed il lavoro farà da prologo quindi ad una mostra negli spazi espositivi del complesso monumentale. Siena Capitale italiana della cultura 2015 è una produzione del Comune di Siena con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, la Regione Toscana e la Provincia di Siena ed è realizzato in collaborazione con l’Università di Siena, l’Università per Stranieri, Fondazione Musei Senesi, Biblioteca comunale degli Intronati, Magistrato delle Contrade, Camera di commercio di Siena, Banca Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Estra, Accademia Musicale Chigiana, Fondazione Siena Jazz, Istituto superiore di studi musicali Rinaldo Franci e Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino.

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La Divina Bellezza:Discovering Siena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2015

la divina bellezzaSiena originale progetto di History Telling che fa rivivere per la prima volta in Italia, con video proiezioni in 3D, la storia di Siena attraverso la spettacolarizzazione dei suoi monumenti, raccontandone il glorioso passato e l’identità, sta riscuotendo grande successo con oltre cinquemila spettatori le prime due settimane di programmazione.
Grande apprezzamento da parte del pubblico che, intervistato, non solo si è mostrato soddisfatto per lo speciale modo di raccontare la ricchezza storica e monumentale di Siena ma sostiene di raccomandarne la visione ad amici e conoscenti. Buona la valutazione espressa anche da parte dei senesi riguardo al fedele contenuto e al modo in cui si racconta la città.
Come auspicava il Sindaco di Siena Bruno Valentini: il progetto “potrà contribuire positivamente all’economia del territorio, in termini di aumento della permanenza in città dei visitatori anche nelle fasce orarie notturne con relativa fruizione dei servizi alberghieri, e di ristorazione” trova riscontro anche negli esercenti che, intervistati, hanno dato valutazioni molto positive: “ Modo inedito di raccontare Siena che crea curiosità e interesse tra il pubblico senese e turistico…..Uno spettacolo che dà una visione di Siena e della sua storia seguendo le tendenze di divulgazione europea, offrendo al turista un’idea differente della citta, meno statica….La città ha bisogno di eventi e quindi, spettacoli come la Divina Bellezza, sono di grande aiuto per renderla più attrattiva e interessante soprattutto la sera”.
Il video mapping in 3D realizzato sul facciatone del Duomo di Siena è creato con tecnologie all’avanguardia che la divina bellezza1proiettano su 800 mq di superficie, immagini che pesano ciascuna oltre 6 milioni di pixel in un’esperienza visiva in 5 atti che permette di ripercorrere la storia di un luogo unico al mondo, ma soprattutto di conoscere la storia del Duomo e del Duomo Nuovo. Un’occasione per raccontare l’intera città, i suoi luoghi, la sua gente, la sua storia. Gian Franco Indrizzi, Rettore Opera della Metropolitana di Siena, presenta così il progetto: “ Opera della Metropolitana con questo spettacolo desidera offrire ai visitatori la possibilità di ampliare la propria esperienza a contatto con le opere d’arte, in una maniera innovativa, originale e di altissimo valore storico-culturale”. Un evento che punta alla spettacolarizzazione dell’arte per trasmettere valori, messaggi e rievocazioni storiche e rappresentando una tendenza a livello mondiale: quella di far vivere i monumenti, raccontarne la storia e l’identità. Primo progetto pilota che aspira a raccontare le bellezze di tutta Italia come patrimonio da vivere da parte di milioni di turisti ma anche dagli stessi italiani.
Il progetto del Comune di Siena e l’Opera della Metropolitana di Siena, è creato in collaborazione con Filmmaster Events e Opera Gruppo Civita che oggi fanno parte di IEN – Italian Entertainment Network è scritto e ideato da Alfredo Accatino, uno dei più noti e premiati creativi italiani, coadiuvato nei contenuti storici da un gruppo di esperti. Direttore Creativo & Partner Filmmaster Events ha legato il suo nome all’ideazione e produzione di importanti eventi internazionali come le Cerimonie dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Torino 2006, lo spettacolare show di lancio di Fiat 500 e le Cerimonie per Giochi del Mediterraneo. Nel 2014 firma il permanent Show Enigma e nel 2015 la Cerimonia di Apertura dell’Expo 2015. E’ stato eletto per due volte Direttore Creativo dell’anno al Best Events Award.
€ 13.00 biglietto intero
€ 8.00 biglietto ridotto (bambini dai 7 agli 11 anni; studenti fino a 26 anni con regolare tessera universitaria; giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale – professionisti, praticanti, pubblicisti)
€ 10 biglietto speciale Siena (residenti nella città di Siena)
€ 35 Biglietto Famiglie (nucleo famigliare composto da due genitori e massimo 4 figli)
€ 22 Biglietto combinato con OPA SI PASS (foto: la divina bellezza)

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L’arte contemporanea “contamina” il Palio

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2015

itineraitinera1Le Contrade del Palio di Siena si aprono all’arte contemporanea. Di fronte a una tradizione che affonda le proprie radici nel Medioevo e che ogni anno si rinnova mantenendo intatti riti e culture, potrebbe sembrare una contraddizione in termini. E’ in realtà, un progetto di sperimentazione culturale ideato dall’Associazione FuoriCampo con il sostegno del Comune di Siena, cui la Contrada della Torre, attraverso la propria Associazione I Battilana, ha portato un importante contributo. L’iniziativa rientra nel cartellone di Siena Capitale Italiana della Cultura 2015 – nato dall’esperienza della candidatura di Siena a Capitale Europea della Cultura 2019 – che mira a formare competenze lavorative di profilo europeo nell’ambito dell’arte contemporanea.
Virginia Folletti e Lucien Roux in arte Buisson sono due giovani artisti dell’Académie Royale de Beaux-Arts di Bruxelles che, nella scorsa primavera, sono stati selezionati dalla giuria del Prix Itinera per partecipare a una residenza a Siena, ospiti appunto della Contrada, durante i giorni del Palio dell’Assunta. I due artisti – che resteranno in città dal 9 al 18 agosto – effettueranno un sopralluogo guidato sul territorio, una sorta di analisi partecipante sulla città e sul Palio. Avranno così l’opportunità di vivere dall’interno tutti i momenti e i riti della preparazione, avvicinarsi ai ritmi della Festa e immergersi nella sua intimità, al fine di acquisire il materiale intellettivo/emozionale per la produzione di alcune opere che saranno poi presentate nel mese di ottobre; un’opera realizzata da ciascuno di loro sienasarà, inoltre, donata alla Contrada, istallata nella sede ed entrerà, così, a far parte del patrimonio della Torre.
Virginia Folletti (Lugano, 1989) è un’illustratrice, Lucien Roux in arte Buisson (Parigi, 1990) è un pittore; entrambi laureati quest’anno all’Académie Royale de Beaux-Arts – Ecole Supérieure des Arts (ARBA-ESA), sono stati selezionati perché ritenuti adatti a soddisfare la richiesta della committenza; la pittura sequenziale di Lucien, così come la capacità descrittiva, di presa emozionale e attenzione al dettaglio delle illustrazioni di Virginia sono infatti scelte stilistiche interessanti per rappresentare alcune situazioni tipiche del Palio e della vita di contrada.Il progetto è realizzato grazie a una virtuosa collaborazione fra istituzioni, in particolare l’accademia di Bruxelles e la contrada della Torre che finanzieranno interamente la residenza degli artisti. Alla base di questa esperienza – inserita nell’orizzonte di ‘Itinera’, un progetto più ampio di scambio e residenza tra la Toscana e il Belgio – c’è infatti un’idea semplice ma brillante che vede la Contrada, in veste di mecenate, promuovere la mobilità internazionale di giovani artisti, ponendosi come modello virtuoso di produzione di cultura contemporanea.

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